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Anno Uno / nUmero Zero / LUGLIo 2012

Flavio insinna

La profonditĂ  della leggerezza


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Sommario

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dEMo MAGAZinE Anno 1 • N. 0 • Luglio 2012

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AmministrAtore unico Fabrizio Vuolo

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Direttore resPonsABiLe Letizia Strambi coLLABorAtori Alfredo Morganti, Francesca Cipullo

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Progetto grAfico Alessandro Ribaldo alessandro.ribaldo@gmail.com stAmPA Tipolitografia Trullo Via delle Idrovore della Magliana, 173 00148 Roma (Italia) Tel. +39 06 6535677 Fax +39 06 6535976 e.olimpico@tipolitografiatrullo.it

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DistriBuZione Roma Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione dei contenuti, totale o parziale, in ogni genere e linguaggio è espressamente vietata. Tutti i marchi citati nella rivista sono di proprietà dei rispettivi aventi diritto.

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Editoriale

MUNICIPIO XVII

n.1 vo i t t A o n g un imPe risi neLLA c

osa visibilità. ha una sua corp isi cr la ta credit ol av st ai come ci azionari, né di lo di astratti indi onoec da i in rm te Non si tratta so mpact per usare co l “fica so fis or di m o crunch ncrete di un ero ha le fattezze co nt ad ll’i re de sp e o ne os m lia misti. Il fa delle famiglie ita sui titoli, incide e rn ca lla ne sico” impresso ressi sui mutui e termina gli inte persino sulla corpo sociale: de andirivieni pesa o su il e , io gl sono altri fo ilità, flessibilità sul nostro porta ati, esuberi, mob od soccupaEs di a. in ian no id co ot spesa qu ne, e si tradu sio en pr ap . La crisi no ve to tti nza di prospe termini che incu rtezza e manca costano ce e in ch à, li, iet ca ar lo ec ti zione, pr ferti dagli en of izi rv se imenti i er ne sf e tra i ‘tagli’ ai la cogliamo anch ampiezza, perché risorse in lle o de on ne uc rid zio ra si di più e evitabile cont ’in un no a e di es ica sp pl la im ità di tagliare verso i Comuni sociale ssione, la necess ce tà re ali La qu . lla rta de ffe e dell’o ioramento implica un pegg risanare i bilanci e. cil ffi di a una vit e ci costringe a o’: vofiscale dello Stat si parlava di ‘crisi te fia tra nt en tta e se all ni tto an i pe Già negl no troppo ris va ce es udio cr st e o es un sp re , a guarda leva dire che le un limite. Certo l’82% o no at cc ga to pa a li er so si da scali, e nsionati i dipendenti e pe e se pagassero tutti forse recente, per cu ch e er ed e cr da bbe orse per scuole delle tasse, verre avremmo più ris un m co ie, gl to n ospedali. Ciò no , la neisi cr II lla XV de io za ip en Munic que, l’incid esidente del mare lo Stato e Giusti // Pr ro m a. it cessità di rifor e. un antonella Deg m co i@ st iu re e riorganizsa en .d rip an to ne lla Sociale, di di riforma en ietà. Un’esig za ar lid so e ov ltra, nu e ure sociali to sociale; dall’a base a nuove fig più spazio al priva , loco rte in pa e a ar un gn zare la spesa in da pe e: orse da im sumere due strad ricavare delle ris crescere di ac r be pe eb che potrebbe as o tir od en m ns zione. Un locale che co chiedere un opere di manuten un federalismo i alla crisi, e per re i servizi o fare ta nz en na di em le cr in na r zio pe itu ist anche e le cia so , spread. à personale soccombere allo la responsabilit o, piuttosto che tiv at , rte fo o gn impe

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Il PersonaggIo

Flavio insinna

La profondità della leggerezza < di Letizia Strambi >

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uesta è una confessione intima, prima di essere un’intervista, una conversazione aperta con Flavio Insinna, non solo show man, non solo artista, non solo attore, ma figlio. Un’umanità prepotente emerge dal suo libro “Neanche con un morso all’orecchio”. Con lui abbiamo passato un pomeriggio molto divertente parlando del più difficile degli argomenti, tra gente comune, bambini e anziani grazie all’associazione Clemente Riva. Tra la gente che si incontra in parrocchia, nucleo sociale primario e luogo desueto per taluni, un fiume di parole leggere ci raccontano la vita, non solo di Flavio.

“io riDo, fAccio LA cAPrioLA Lo con L’AnimA e mi tengo iL mio cie che è miA mADre” 6

LA coPertinA Questo libro non è fatto per fare i furbi, non c’è il mio faccione in copertina, ma una sedia che è legata al ricordo dell’ultima volta che ho visto mio padre uscire di casa. Poiché la barella non entrava in ascensore, è stato legato a quella sedia che è poi


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Il PersonaggIo

rimasta lì, muta, accanto al semaforo. E’ un ricordo della sofferenza che mio padre conosceva bene, essendo stato medico dei disabili, dei tossicodipendenti, dei più deboli. E’ la testimonianza che il dolore non ti rende migliore, ti rende diverso. Quella sedia rappresenta per me una profanazione. Mi ha portato a ritirarmi un anno dal mio lavoro per dedicarmi alla scrittura di questa infinita lettera d’amore a mio padre.

fLAvio Il mio nome Flavio, fu oggetto di una disputa nella mia famiglia. La metà siciliana dei miei parenti non voleva che mi chiamassi Flavio come il Colosseo, quindi si era formata una schiera di Emanueliani, che volevano prendessi il nome di mio nonno Emanuele. Ma hanno perso.

perché se le donne picchiano con oggetti random, come il battipanni, il mestolo, la prima cosa che capita loro a tiro, gli uomini sono più metodici. Mio padre si prendeva le ferie per menarmi. A volte improvvisava, ma solo a tavola. Io purtroppo sedevo alla destra del padre come ogni figlio. Lui era velocissimo. Ci voleva il replay per accorgersene. Mollava un ceffone e già aveva la forchetta in mano. Io mi giravo perplesso “ma quando m’ha menato?”. Mia nonna per me era bipolare. Piangeva a comando per farti sentire in colpa. Avevo un bonus di cavolate che potevo fare quando ero con lei, soprattutto in vacanza. Poi chiamava a Roma e diceva a mio padre “tuo figlio ha fatto questo…” specificando orari, gesti e parole. Chiusa la telefonata si girava e diceva: “tuo padre arriva a tale ora”. Io rassegnato pensavo “prima arriva, prima me mena”. Inoltre secondo mia nonna avevo spianata la carriera da drogato. Così quando dissi che volevo fare l’attore sentenziò:. “te l’avevo detto che se droga”.

LA nonnA Il titolo del libro è dovuto a mia nonna, con cui ho passato mille pomeriggi di gioco. Non era una nonnetta affettuosa, quanto piuttosto una belva del reatino che cavalcava a pelo e mi menava quando provavo con lei le mie mosse di judo. Un pomeriggio si finse morta, così io le morsi l’orecchio. La sera l’orecchio era una cotoletta. Tornò mio padre e non la prese bene. Mia nonna tentò di difendermi dicendo che era scivolata, ma fu inutile. Mio padre mi convocò nella stanza delle torture. Sì,

iL mestiere DeLL’Attore Mio padre non era d’accordo sul mestiere dell’attore. Tuttavia non mi ha mai ostacolato. Ha voluto solo accertarsi che mi impegnassi. Al mio primo spettacolo a teatro eravamo più noi sul palco che pubblico presente. Alla fine papà disse “sei bravino”. C’è stato però un momento in cui volevo abbandonare perché non andava. In quel momento in cui mio padre poteva dire “te l’avevo detto” disse “Adesso? Dopo tutti i sacrifici che hai fatto? Noi Insinna non scappiamo mai”.

onorA iL PADre Non lo avrei mai scritto questo libro se avessi avuto un padre assente. Se anche voi avete avuto un padre così, vi invito a saldare tutti i conti prima che sia troppo tardi. Tantissime persone mi hanno detto che non parlavano con il padre a causa di inutili polemiche e dopo aver letto questo libro hanno riallacciato i rapporti. Tuttavia invito anche i genitori a riflettere, perché mio padre questo libro se l’è guadagnato, si è conquistato il mio rispetto, la mia stima. Non tutti i genitori la meritano.

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L’ALPheus, ciriLLi e i norvegesi Ricordo una serata all’Alpheus un vero tempio per un cabarettista negli anni novanta. Mi sentivo arrivato. Con Gabriele Cirilli, assieme al quale ho studiato alla scuola di Gigi Proietti, provammo 18 ore di repertorio. Ma quella sera era vuoto. Io ero disperato. Con il mio innato pessimismo – che Leopardi è un simpaticone da portare in vacanza a confronto – dissi “preghiamo”. Cirilli mi disse “non fare così che poi il Signore ti punisce” e io risposi “…più di così”. A un certo punto il locale si riempì : “Tiè, hai visto?” dissi con orgoglio e Gabriele Cirilli si accorse che erano un grosso gruppo di norvegesi che si erano persi per Roma, non capivano l’italiano. “Ma a chi ca… hai pregato?” mi chiede, “E che ne so? c’è stata ‘n interferenza”. ADDii A Don Matteo devo moltissimo, però anche io gli ho dato i miei anni migliori dal 1998 al 2006. Se non l’avessi lasciato non avrei fatto Affari tuoi e tante altre cose. Credo che un attore, un conduttore, per dare deve arricchirsi: leggere, guardare, incontrare gente. iL gossiP Non amo il gossip. Quando è morto Giovanni Paolo II ho visto sfilare un sacco di personaggi in tv con le foto. Io volevo i miei ricordi legati a quel Papa, solo miei. Per far questo mestiere non è necessario dire tutto quello che fai. Io ad esempio non sono sposato e dicono che son gay perché non sanno altro. Vado allo stadio, ma in curva, non in tribuna. A casa mia non li faccio entrare i giornalisti. LA LeggereZZA Ci sono brutte soap che cercano di dare un peso a parole che non ne hanno. Io, al contrario, racconto con leggerezza il dolore. Ognuno reagisce diversamente alla morte. Mia madre si sente tradita nella fede. Io invece

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Il PersonaggIo

sento come un buco che si è sfondato e non si chiude. Non mi sento tradito solo perché ho fatto un salto mortale con l’anima. Mi piego, mentre mi meni io rido e faccio la capriola con l’anima e mi tengo il mio cielo, che è mia madre. Degno figlio di mio padre cerco di essere pronto a questa nuova vita. iL Dovere DeLL’onestà Mio padre con i suoi genitori e quattro fratelli viveva in un paesino vicino a Corleone. Un giorno nel bar del paese entra il maresciallo e ognuno gli vuole offrire il caffè. Lui rifiuta da tutti, perché accettarlo avrebbe significato fare un passo verso una sorta di connivenza. Poi glielo offre mio nonno e il maresciallo accetta. Una volta uscito disse a mio padre “cerca di essere anche tu sempre degno di offrire un caffè”. La mafia è un tumore attaccato a un corpo meraviglioso. Ma non solo in Sicilia. Una volta mio padre aveva una posizione di potere e un signore che voleva in qualche modo imbonirlo incontrandoci mi offrì un gelato. Mio padre mi strinse la mano forte e io capii che quel gelato non sarebbe stato mio, ma poi gli chiesi perché e lui rispose “un giorno potrò dire di non aver accettato neanche un gelato da quella persona”. Così anche io cerco di sentirmi degno di offrire quel caffè. PAternità Non ho una mia famiglia perché sono stato molto concentrato sul mio lavoro. Per fare il padre bisogna esserci. Non credo alle storie del tempo di qualità. Se fossi padre sarei un vero rompicoglioni, sempre intorno a mio figlio. La mia non è vigliaccheria, è una scelta di coscienza. Primo dovevo trovare la donna della mia vita, e lei deve essere daccordo, che non è facile. Poi non voglio sentirmi dire “non ci sei mai”… e a questo sto lavorando.

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“Dovevo trovAre LA DonnA DeLLA miA vitA, e Lei DovevA essere DAccorDo”


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l’InchIesta

Un LINK tra le generaZIonI SIAMo NeLL’ANNo euRopeo deLL’INVeCChIAMeNTo ATTIVo e deLLA SoLIdARIeTà TRA ANzIANI e gIoVANI, SI ApRe Lo SpIRAgLIo peR uN NuoVo Modo dI dIALogARe. < di Alfredo Morganti >

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ggi si fa un gran parlare di “nuovo” e di “cambiamento”. Un caso emblematico è stata la campagna presidenziale di Obama, contrassegnata dal Change. Ma richiami al “nuovo” sono sempre più diffusi, soprattutto tra quegli outsiders politici che lanciano una sfida aperta all’attuale classe politica. L’appello al cambiamento e alla novità è talvolta solo di facciata, ma riscuote sempre un certo appeal da parte dell’elettorato stanco dei riti della politica. È un fatto che la spinta al ricambio e a tagliare i ponti generazionali incide nella cultura diffusa, quasi contrassegnando la vecchiaia come un disvalore. Il paradosso è che, nonostante questa offensiva, la classe dirigente italiana (non solo politica, anzi) rimane sostanzialmente gerontocratica, con tanti ‘potenti’ seduti ai loro posti da tempo immemore. Il rischio di una frattura generazionale è comunque all’ordine del giorno, ben oltre il brusco o naturale “passaggio” di testimone da una generazione all’altra. Con effetti dirompenti per la coesione sociale, che è invece un bene prezioso per tutti. Quasi in risposta a questo rischio, il 2012 è stato denominato “Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”. L’idea è quella di incentivare il protagonismo degli anziani, stringendo nel contempo più solidi legami tra le generazioni. Una società senza più frizioni tra le età, che tramuti in risorsa quel che oggi appare, invece, un dialogo complicato. I dati Istat, d’altronde, parlano chiaro. L’Italia è un paese che invecchia, lento nel ricambio, che tende perciò a introdurre squilibri forti nei rapporti intergenerazionali. Siamo il secondo paese europeo, dopo la Germania, per indice di vecchiaia: ben oltre la media europea. L’età media italiana è 43,5 anni. Nel 2059 si toccherà il picco di 49,8 anni. Nei prossimi trenta anni gli ultra 65enni, che oggi sono il

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l’InchIesta

20,3% della popolazione, diverranno il 32%. Ciò comporterà seri problemi di welfare, per di più in una fase di crisi fiscale che pone limiti ferrei all’espansione della spesa sociale. Contare su anziani sani, attivi, operosi, diventa essenziale. Per ragioni psicologiche, perché così si attenuano i fenomeni di solitudine. Per ragioni sociali, perché si contrasta l’emarginazione. Per ragioni economiche, perché ciò consentirebbe di ridurre la spesa sociosanitaria. L’altra faccia della medaglia resta, però, il ricambio generazionale inceppato. I cui nefasti effetti ricadono nella più ampia sfera sociale, perché i giovani sono i naturali portatori di innovazione. Una disoccupazione crescente e un numero ridotto di chance, spinge invece molti giovani laureati e ricercatori ad andarsene. Secondo l’Iref, in Italia

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il tasso di occupazione dei giovani con alte competenze tra 25 e 29 anni è il più basso in Europa, 55,6% contro una media dell’80%. Nel solo 2011 sono “espatriati” oltre 27.000 giovani 20-40enni. Ma, più in generale, sono 5 milioni e mezzo i giovani italiani che vivono in una condizione di mancato inserimento nel mercato del lavoro. E poi c’è un dato impressionante dell’intera area OCSE che deve far riflettere: 11 milioni di giovani disoccupati, con un tasso di oltre il 17%. Cifre che lasciano intendere come questa condizione giovanile non aiuti affatto nell’intento di saldare il nesso tra le generazioni. È necessario, dunque, far leva su entrambi i fronti: sviluppare l’attivismo degli anziani già fuori dai cicli lavorativi, ma adoperarsi per accrescere anche le opportunità dei più giovani, facendo leva sul ricambio generazionale e su nuove opportunità di studio, di ricerca e di lavoro. Forse allora, stringendo questa tenaglia, sottoscrivendo un patto tra generazioni, si otterranno i risultati sperati, a partire da un tasso di sviluppo e da un livello di coesione sociale finalmente al passo con l’Europa.

2012 ANNO EUROPEO DELL'INVECCHIAMENTO ATTIVO E DELLA SOLIDARIETÀ TRA LE GENERAZIONI

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UNA PETIZIONE PER UN GRANDE MUNICIPIO CENTRALE

Il Campidoglio è all’opera per ridisegnare i confini dei Municipi romani. I decreti su Roma Capitale impongono una riduzione dei parlamentini locali da 19 a 15, da deliberare entro sei mesi, e dunque prima delle prossime elezioni comunali. Il tema è quello della riduzione dei costi della politica. Si parla tra l’altro (perché ancora non c’è una proposta ufficiale ma solo rumors giornalistici e interviste) di un accorpamento del XVII Municipio al XVII (o XIX, ancora non è chiaro). Se così fosse cadrebbe la proposta alternativa di unificare I e XVII in un grande Municipio centrale della ‘città storica’, un ente dotato di autonomia di bilancio e di più poteri, a partire dalla mobilità, la sicurezza, il commercio, il decoro urbano. Un nuovo ‘fulcro’ cittadino costruito attorno alle aree urbane più pregiate, capace di affrontare con efficacia le problematiche tipiche di un centro storico imponente come quello di Roma. Per sostenere questa soluzione, è stata anche lanciata una petizione nella quale si chiede, appunto, l’unificazione di I e XVII Municipio. “L’obiettivo è quello di un ‘ridisegno’ dei Municipi effettuato secondo veri criteri di omogeneità territoriale, piuttosto che accorparli in fretta e furia tanto per ridurre i costi istituzionali” ha detto la Presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti. È possibile firmare la petizione presso gli uffici di Presidenza del Municipio XVII (Circonvallazione Trionfale 19, V piano), oppure nel corso dei tanti eventi culturali patrocinati dal Municipio stesso.

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< a cura di Alfredo Morganti >

Unbreaking news

IL MICRO FEDERALISMO

Prove di micro federalismo locale. In tempi di crisi di bilancio e di ‘tagli’ ai trasferimenti, gli enti locali devono industriarsi. E così, grazie al meccanismo dello ‘scomputo’ delle entrate legate all’occupazione di suolo pubblico e ai bandi per i mercatini locali, il XVII Municipio ha già promosso la realizzazione di piccoli interventi di manutenzione “autofinanziati” e di un’intensa attività di promozione culturale. Un esempio vivissimo è “Il Teatro incontra la Scuola”, una rassegna dei lavori teatrali realizzati dalle scuole del XVII Municipio (Teatro dell’Angelo, dal 26 maggio all’11 giugno). E poi la piantumazione di alberi e la messa a dimora di piante. Ultimamente, gli oneri legati all’evento “Invito alla lettura” (vedi nelle news) sono stati direttamente impegnati nel servizio di pulizia del piazzale antistante la fermata della metro A di Cipro. Una risposta, anche, alle molte polemiche insorte sulle competenze per la pulizia delle aree delle fermate. In tempi di vacche magre, le istituzioni locali possono comunque ritagliarsi uno spazio di intervento facendo forza sulla capacità di iniziativa e, perché no, anche su un minimo di creatività.

RACCOLTA DEI RIFIUTI : IL XVII MUNICIPIO SI DIFFERENZIA

Ogni giorno si raccolgono nel territorio del XVII Municipio all’incirca 120 quintali di rifiuti organici. È un ottimo contributo alla causa della raccolta differenziata, che resta la più efficace alternativa al sistema delle discariche. D’altronde la chiusura di Malagrotta, da anni in continuo regime di proroga, chiama le istituzioni locali a scelte radicali, che non siano più la riproposizione del vecchio modello. I conflitti che si aprono tra cittadini e Istituzioni per la scelta della nuova discarica provvisoria la dicono lunga sui timori per la salute e per l’ambiente che serpeggiano nei territori alle porte di Roma, indicati per accogliere l’imponente massa di rifiuti che la Capitale riversa nel sistema di raccolta. Con più risorse e più coraggio potrebbero aprirsi, invece, nuove strade. Un insieme di antiche inefficienze spinge verso soluzioni, come le discariche provvisorie appunto, del tutto inadeguate. Roma e il Lazio, ferme al 20-25% di differenziata, sono lontani dall’obiettivo del 65%, oltre cui inizia davvero la moderna civiltà dei rifiuti. Ma il Municipio XVII, col 45% di differenziata, è già al doppio della media cittadina. È un incitamento a continuare su questa strada.


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< a cura di Francesca Cipullo >

Unbreaking news

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LETTURE D’ESTATE LUNGO IL FIUME TRA GLI ALBERI RITORNA IL CONSUETO APPUNTAMENTO A CASTEL SANT’ANGELO

IL PROGRAMMA

Fino ai primi di settembre torna a Castel Sant’Angelo “Letture d’estate lungo il fiume e tra gli alberi”. La nuova edizione della manifestazione, ad ingresso gratuito, si propone ricchissima di eventi, incontri, dibattiti, serate musicali, teatro, poesia. L’amministrazione di centrosinistra del Municipio XVII, ha voluto dare un forte impulso a questo evento nella consapevolezza che “in questi tempi di crisi l’iniziativa rappresenta una grande possibilità per chi trascorre l’estate a Roma e il viaggio spesso è appannaggio dei più abbienti” afferma la presidente del Municipio Antonella De Giusti. “La Capitale e tutto il Paese vivono l’incubo dell’incertezza – continua - siamo di fronte alla crisi è vero, l’austerità e la sobrietà sono quasi imposte. Tuttavia cosa più della cultura è in grado di offrire ai cittadini gli strumenti, le opportunità, le possibilità espressive per vincere le paure sociali?”. Il protagonista di Letture d’Estate lungo il fiume e tra gli alberi è il “libro”, che esce dai luoghi togati e raggiunge i Lettori all’aperto in un clima sereno e festoso. Il leitmotiv di quest’anno è l’Ambiente: salvaguardia dei territori, raccolta differenziata, riciclo e tutti i temi che riguardano l’ecologia. “E’ possibile realizzare queste iniziative - prosegue la presidente – nella consapevolezza che la cultura non è qualcosa di astratto, ma di concreto che conferisce dignità all’essere umano. Inoltre, in generale, le manifestazioni rappresentano un grande deterrente all’illegalità che si annida spesso laddove manca vivacità culturale. Una città che promuove cultura è una città più sicura”. Musica, libri, spettacoli lasciano quindi i luoghi accademici e arrivano in mezzo alla gente. Il tutto in un’atmosfera bellissima con le strade illuminate e il Castello che ci guarda dall’alto.

Il programma 2012 propone con forza incontri ed approfondimenti su diversi temi impegnativi. Rassegna delle espressioni del territorio, la manifestazione propone al pubblico le fondamentali fucine artistiche e creative che sono rappresentate dalle Associazioni che gravitano intorno alla manifestazione. La poliedricità dell'offerta rappresenta autori ed artisti - giovanissimi e meno giovani, più o meno conosciuti - che il pubblico non potrà non apprezzare. Nell’ambito della manifestazione troveranno amplio spazio per illustrare le proprie attività, tutte quelle realtà che attivamente - e silenziosamente - operano nel sociale. Quest’anno la manifestazione ospiterà infatti diversi convegni ed incontri con i cittadini per fare il punto su questioni di grande interesse territoriale: abusivismo commerciale, urbanistica, servizi sociali, il futuro della Porta Parco di Monte Mario - la politica dei rifiuti urbani e l'indifferibilità della raccolta differenziata; l'accorpamento dei Municipi, la ciclopedonalità, l'intercultura religiosa in due serate a seguire; le sorti dell'ex deposito Atac di piazza Bainsizza, delle caserme dismesse ed altri argomenti dei quali saranno illustrate tutte le battaglie che il municipio XVII intraprende ogni giorno.

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Unbreaking news

COMMERCIO AMBULANTE: RESPINTO UN RICORSO AL TAR

Il TAR ha rigettato il ricorso di un commerciante ambulante contro una mancata concessione di suolo pubblico permanente in via Virgilio, a ridosso di via Cola di Rienzo. È la prima volta che accade ed è un precedente che peserà. Il diniego del Municipio era stato, d’altra parte, molto circostanziato. Ragioni di sicurezza e decoro impedivano il rinnovo della concessione. Il banco ambulante non rispettava le norme del Codice della Strada: sostava troppo vicino al semaforo e impediva una visuale completa agli automobilisti. Con la sentenza del TAR passa, così, il principio che decoro e sicurezza vengono prima di ogni supposto diritto dell’operatore privato di avviare un’attività commerciale. “L’azione del Municipio - ha dichiarato la Presidente del Municipio, Antonella De Giusti - non si ferma. C’è già un altro ricorso in piedi ed è stato negato uno spostamento a un ambulante. Ogni volta che viene proposta un’istanza da parte di una titolare di concessione si procede a immediate verifiche e controlli con la Polizia Municipale, l’Ufficio Città Storica e la Soprintendenza. Nel 2008 abbiamo anche presentato un dossier realizzato dal XVII Gruppo di P.M. che è restato in Campidoglio lettera morta. Ma ciò non ci ha impedito di continuare la nostra battaglia per le regole e il decoro urbano. La sentenza del TAR è un segnale incoraggiante che ci spinge a rafforzare l’impegno”.

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PIAZZALE CLODIO, NUOVE REGOLE PER LA SOSTA

Si comincia a mettere ordine nel caos della sosta attorno a Piazzale Clodio, da anni regno dei parcheggiatori abusivi. La recente introduzione dei parcometri istituisce finalmente nuove regole e agevola il veloce ricambio delle vetture. Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi non sembra tuttavia destinato, solo per questo, a diminuire, e anzi tende a concentrarsi ora sull’area sterrata che è, di fatto, la porta d’accesso al confinante Parco Urbano di Monte Mario. Su quest’area esercita la competenza l’ente Roma Natura, che ne ha recentemente richiesto il ripristino e la sua riconsegna da parte del Comune. In attesa che ciò avvenga, i Vigili sono intervenuti per impedire l’accesso delle auto e ‘bloccare’ così il lavoro degli abusivi. “Ma sarebbe utile che il Demanio chiudesse l’area, la consegnasse al Comune e questo ascoltasse finalmente le proposte del Municipio XVII” ha dichiarato la Presidente del Municipio, Antonella De Giusti, che ha invocato “più decisione nella quotidiana lotta contro il degrado, contro il mancato rispetto delle regole e per la cura del nostro patrimonio urbano, di cui il Parco di Monte Mario è una parte davvero considerevole”.

L’EDIFICIO DI VICOLO DEL CAMPANILE VA AL RISTORANTE Il Campidoglio ha destinato lo stabile di vicolo del Campanile alla trattoria ‘Romolo’. È l’esito deludente (e sorprendente) per gli abitanti di Borgo di una vicenda ormai annosa. C’è persino una petizione con 700 firme a testimoniare l’interesse dei residenti, a partire dal Comitato Mamme di Borgo. I cittadini ritenevano che quell’edificio potesse essere ristrutturato per divenire finalmente la sede di alcuni servizi di quartiere riservati agli anziani, ai giovani, ai bambini. C’erano anche i soldi, scorporati dagli oneri concessori dovuti per il parcheggio di piazza Cavour, ora bloccati dal Campidoglio. Adesso le speranze sembrano aver subito un duro colpo, anche se dietro la delusione si nasconde ancora il desiderio di scendere in piazza per scongiurare questa assegnazione. “I cittadini si erano espressi con molta chiarezza – ha detto la Presidente del Municipio Antonella De Giusti – e avevano raccolto le firme per chiedere servizi per il quartiere in quell’edificio abbandonato. La decisione del Campidoglio è stata sorprendente e discutibile. Capisco le esigenze di una bottega storica come il ristorante ‘Romolo’, ma non è sottraendo diritti ai cittadini che si risolve il problema dei negozi sfrattati dalla loro sede precedente”.

NASCE UN SERVIZIO DI BICI A PEDALATA ASSISTITA Il futuro è nella sostenibilità. E così il Municipio XVII, grazie a un bando della Provincia, ha deciso di attivare un servizio di bike sharing (bici condivise con pedalata assistita) presso la sede del Municipio (Circonvallazione Trionfale, 19). Una piccola flotta di due ruote sarà a disposizione dei cittadini a tariffe davvero contenute. In una prima fase sperimentale, che servirà a testare il servizio e a valutare la rispondenza degli utenti, si potranno affittare a ore. Successivamente sarà possibile anche sottoscrivere degli abbonamenti. Tenete d’occhio il sito web del Municipio XVII, perché al più presto verranno diffuse tutte le informazioni necessarie per accedere al nuovo servizio. In Municipio ci tengono così tanto alla sostenibilità, che hanno persino dedicato il recentissimo Centenario del quartiere Della Vittoria proprio a questo tema. È evidente come nel nuovo servizio di biciclette a pedalata assistita l'impegno in materia prosegua con coerenza e con convinzione.


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Purple Frame

rhythm&Blue

CARRy oN, CARRy oN

BeAtLesmaNIa LA BEAt pArAdE

< di Letizia Strambi >

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inossidabile Paul McCartney ha appena compiuto 70 anni e le sue canzoni sono intramontabili. Il 4 giugno si è esibito per il giubileo della regina, il 27 luglio apriranno con un concerto le Olimpiadi di Londra. Dopo la morte di John Lennon e George Harrison, e l’eclissarsi di Ringo Starr, in questi anni è rimasto solo lui a rappresentare i Beatles. Questo autunno saranno cinquanta anni dal primo singolo dei Beatles “Love me Do” che ogni giorno non manca di echeggiare nelle nostre vite del terzo millennio. Il più romantico dei Beatles ha collezionato 60 dischi d'oro, 100 milioni di album venduti da solista. La sua "Yesterday" è stata riprodotta in 2200 versioni diverse. I Beatles hanno segnato una cesura nel tempo che negli anni a venire è stata ricercata e riproposta in ogni

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generazione fino a diventare leggenda. Lo scioglimento del gruppo, di cui si è straparlato, non ha mai colmato il vuoto che ha riempito tuttavia il mito. "Avrei bisogno di tre anni per raccontare quello che accadde dal '57 al '67" - ha detto Paul, ricordando i Beatles - tutto cambiò di colpo, diventammo molto famosi in quei dieci anni, prima molto conosciuti, poi straordinariamente popolari, infine universalmente noti. Non solo le nostre vite, ma anche le nostre menti cominciarono a espandersi in territori sconosciuti". "Il nostro scioglimento fu un disastro" ha dichiarato dopo molto tempo McCartney. Un rammarico che se per la musica è grande, deve essere stato insormontabile al tramonto di ognuno dei quattro protagonisti assoluti degli anni sessanta.

A cinquant’anni dall’uscita del loro primo disco "Love Me Do" sono stati celebrati i Beatles in una maratona musicale voluta dalla presidente del Municipio XVII Antonella De Giusti e prodotta da Elly Travel con Mitinitaly. La festa è iniziata con la spettacolare esibizione della Banda Musicale della Polizia di Roma Capitale formata da 70 orchestrali disposti sulla scalinata del Palazzo di Giustizia per offrire un concerto tutto dedicato ai Fab Four. Sul palco allestito al centro di Piazza Cavour si sono gruppi musicali che si sono offerti con entusiasmo di animare la kermesse fino all’imbrunire: band di appassionati e formazioni nate nelle scuole di Prati e della città, dalla media Dante Alighieri al liceo Terenzio Mamiani. Il gruppo I Beatles a Roma ha riproposto la stessa scaletta dei concerti del ’65 nel Teatro Adriano. La giornata è stata animata anche da balli dell’epoca, dal twist all’hully gully, dal cha cha cha al geghegè. Nella vicina Piazza Adriana si sono riunite decine di auto e moto d’epoca dando vita a un corteo che ha percorso tutto il quartiere Prati. Al pubblico più giovane sono stati offerti buoni sconto per rifocillarsi in modo economico in uno storico negozio di alimentari in via Tacito.


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Pink time

monDo fitness

rAssegnA Di Arte, cuLturA, sPort eD intrAttenimento Non solo sole e mare questa estate ad Ostia. Sarà infatti aperta tutto luglio A…Mare Ostia, rassegna di arte, cultura, sport ed intrattenimento. Le iniziative in programma sono molte ed interesseranno in primis i bambini. Per loro, infatti, ci saranno, a partire dalle ore 18:00, le attività di animazione di Circus Endy e il concorso ‘Realizza la tua opera con ciò che ti porta il mare’le ‘opere d’arte’, che saranno poi esposte e vendute al pubblico. Il ricavato sarà interamente devoluto a favore dei bambini colpiti dal terremoto dell’Emilia. Anche cultura con la mostra di pittura curata da Gitto il Pittore della Sabbia, e le ‘Poesie in Musica’, serate organizzate dalle associazioni culturali e sociali del territorio. Spazio alla

solidarietà con ‘Nessuno Escluso’, progetto municipale che mira alla promozione di eventi a favore dell’integrazione e allo sport e al fitness che si potranno praticare gratuitamente. Tutti i martedì e giovedì, alle 9:00, risveglio muscolare, yoga pilates e tai chi chuan. Sabato 21 luglio, alle 21:30, action boxe, il 18 luglio alle ore 19:00, Zumba Fitness. Per i bambini dai 10 anni in su, infine, tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 16:00 alle ore 17:15, lezioni di prepugilistica. Infine, venerdì 20 luglio, dalle 21:00, balli di gruppo. Tutte le domeniche, alle 20:30, tornei di carte. L’appuntamento con A…Mare Ostia è in Piazza Giuliano da Sangallo, fino al 22 luglio.

Venti sale attrezzate per lo sport, una piscina e una pista di ghiaccio e la possibilità di provare sala pesi, group cycling, rowing, striding, strike zone, waterarea, parkour e skate park, arti marziali, boxe competition, mondo beach. Tutto questo è Mondo Fitness, la kermesse estiva dedicata allo sport, giunta quest’anno alla tredicesima edizione. L’appuntamento cult per gli sportivi romani proseguirà per tutta l’estate, fino al 7 settembre, al villaggio di viale di Tor di Quinto.

rAinBow mAgicLAnD Sono 36 le attrazioni che offre MagicLand, garantendo brivido per i più coraggiosi, ambienti da sogno per le famiglie e gioco per i bambini. Per chi ama le sensazioni forti montagne russe di ogni genere, Shock e Cagliostro tra le più adrenaliniche e Mystica, la torre di caduta alta 70 metri. Attrazione unica al mondo Huntik 5D, il più grande videogioco esistente dove, a bordo del suo vagoncino, con occhiali e pi-

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stola laser, il passeggero combatte contro creature mostruose che minacciano il Mondo. Avvincenti anche le attrazioni acquatiche: Yucatan e Le Rapide. Non mancano comunque divertimenti per tutta la famiglia. Affascinante la Maison Houdini, una mad house posta a 16 metri di profondità dal suolo, con pareti rotanti e pavimento inclinante. Le diverse combinazioni dei moti inducono nel pubblico un biz-

zarro senso di disorientamento e stupore. Per chi invece vuole godersi il Parco visto dall'alto in tutta la sua magia c'è L'Isola volante, una piattaforma sollevata da un imponente braccio fino a 40 metri di altezza che offre al pubblico un panorama a dir poco mozzafiato. Originali musical e spettacoli di ogni genere vanno in scena nei 3 teatri di MagicLand e in altre aree del Parco. La novità del 2012 sono i "Gladiatori".


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Pink time

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ZoomArine Il più grande Parco acquatico del centro Italia è ancora più bello. Ha una nuova attrazione “La Laguna dei Pirati - Battle Ship”. Una vera e propria battaglia navale a tutto splash, su 750mq di superficie, 12 galeoni muniti di cannoni pronti a sfidarsi fino all'ultimo getto d'acqua e il coinvolgimento di altri concorrenti che da bordo vasca tentano di sconfiggere gli agguerriti pirati sui vascelli. Zoomarine 40 ettari di verde, uno spettacolo di delfini giudicato tra i tre migliori al mondo, show con leoni marini e foche, uccelli tropicali, rapaci e tuffatori, un Acquapark da 5.000 posti, la Zoomarine Beach, un Cinema 4D, giostre, montagne russe e tanto altro ancora. Numerose le attività di beneficienza e di sensibilizzazione di questo parco attivo in tante lodevoli iniziative. Per saperne di più: www.zoomarine.it.

Le notti Di frAscAti una mostra mercato dell’artigianato di eccellenza in programma attività artistiche e culturali Le notti di Frascati si accendono di arte e cultura. Per tutta l’estate sarà in programma “Le notti di Frascati” una mostra mercato sull’antiquariato e l’artigianato di eccellenza, aperta fino al prossimo 15 settembre dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 24 e nel week end fino alle 2 di notte. Oltre a numerosi stand di vendita di prodotti artigianali di qualità, la manifestazione prevede un ricco calendario di iniziative culturali che coinvolgeranno gli ospiti e i cittadini frascatani. Per questi ultimi, in particolare, ci sarà l’occasione di essere “Protagonisti per una notte nel Comune di Frascati”. Rispondendo ad un questionario che verrà distribuito nei primi giorni della manifestazione, non solo si potranno scegliere le attività a cui si vorrà assistere nel corso della

manifestazione, ma ci si potrà anche candidare per esporre le proprie opere artigianali, artistiche, fotografiche e per esibirsi in performance musicali o letterarie. Spazio quindi alla creatività di ognuno e alla voglia di essere “Protagonisti per una notte” nella propria città! All’interno de Le notti di Frascati, uno spazio gratuito sarà riservato alle iniziative delle Associazioni di volontariato che ne faranno richiesta, che potranno così farsi conoscere e raccontare le loro attività agli ospiti dell’evento ogni domenica sera. L’appuntamento con Le Notti di Frascati è in via Annibalcaro, nel centro di Frascati, da fino al 15 settembre. La manifestazione è organizzata dalla società Roma 2000 Eventi, con il patrocinio del Comune di Frascati.

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nero su Bianco

< di Letizia Strambi >

GiovAnni pAoLo e iL mistero Dei PuPi ra le tante celebrazioni che si sono tenute per la morte di Falcone e Borsellino merita una menzione speciale il documentario andato su RAI3: Ho vinto io di Felice Cavallaro. Impossibile non ricordare Rosaria Costa il cui marito Vito Schifani, nella scorta di Giovanni Falcone, morì nell’attentato. Lei gridò in chiesa ai mafiosi “Vi perdono, ma dovete mettervi in ginocchio…”. Ecco se non lo avete visto dovreste farlo. Scoprireste lo splendore di suo figlio Antonino Emanuele, ora ventenne arruolato nella Guardia di Finanza, “perché Capone fu preso per le tasse, non scordiamocelo”. E’ impressionante la sua difesa delle Istituzioni, dei valori, una riscossa morale per tutti coloro che ci credono. Se siete tra questi e avete

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figli non mancate di leggere loro una nuova favola. La Rai, con le edizioni Eri, a scopo educativo, ha pubblicato un libro meraviglioso “Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi”. Una fiaba che narra l'amicizia fra due ragazzi nella Palermo degli anni Cinquanta, Giovanni e Paolo, appunto, alleati contro un mago malvagio che infesta il loro quartiere e con un maleficio toglie l'anima alle persone trasformandole così in “pupi” manovrati dalle sue mani. Grazie ai due coraggiosi protagonisti, la gente potrà riscoprirsi unita e solidale e riconquistare così la propria dignità. Con il libro, si vuole contribuire a tenere viva la memoria dei magistrati che hanno speso le loro vite nel nome degli ideali di verità, giustizia e senso dello Stato. La prefazione è firmata dal figlio di Paolo Borsellino, Manfredi.

La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione. Giovanni Falcone in Cose di Cosa Nostra, a cura di Marcelle Padovani

Nella lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Paolo Borsellino ai siciliani.


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all You need Is love

CAritAs, un’EstAtE divErsA < di Letizia Strambi >

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opera pastorale che la Caritas di Roma svolge nell’ambito degli aspetti della carità e della promozione umana si esplica in animazione, coordinamento, assistenza diretta e formazione. Sulla base di queste prerogative, la Caritas diocesana promuove direttamente alcuni “servizi segno” nella città di Roma quali centri di accoglienza, comunità alloggio, case famiglia, mense sociali, presidi sanitari, centri di ascolto. Luoghi dove la comunità cristiana e la città tutta può incontrare e farsi carico dei fratelli in difficoltà attraverso esperienze di volontariato e solidarietà partecipata. Esperienze di servizio – centri di ascolto, mense, segretariato sociale, distribuzione abiti e alimenti – sono anche presenti in numerose parrocchie della Diocesi, quali espressioni dirette della carità delle singole comunità. Per

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l’estate le grandi preoccupazioni sono rivolte ai rifugiati che vivono a Roma. Persone disperate che vivono sotto i ponti in tendopoli improvvisate. Sono circa 1500 a Roma le baraccopoli dove regna la paura. Solo una piccola parte di queste persone ha ricevuto il permesso di soggiorno (16%). E’ indubbia la crisi nel sistema di accoglienza soprattutto dopo le nuove ondate che ci vengono dall’Africa. Aumentano inoltre i nuovi poveri che si affacciano alla mensa quasi di nascosto. E di pari passo aumentano i volontari. In particolare la Caritas, sempre alla ricerca di questo capitale umano enorme, che è uno dei tratti distintivi della gente italiana, organizza continuamente corsi formativi per ogni volontario a seconda della funzione che vuole andare a coprire. Campi appositi per i giovani dai 16 ai 18 anni sono organizzati in estate, nel periodo delle vacanze estive, per i ragazzi che vogliono qualcosa di più di una settimana in un villaggio turistico.

come AiutAre LA cAritAs • VERSAMENTI SU C/C POSTALE Numero di conto corrente postale 82881004 intestato a CARITAS DIOCESANA DI ROMA Piazza San Giovanni in Laterano 6/A – 00184 Roma • BONIFICO BANCARIO Banco Posta IBAN: IT77 K076 0103 2000 0008 2881 004 OFFERTA DIRETTA Vicariato di Roma – Piazza San Giovanni in Laterano 6/A, II Piano, st. 23. Dal lun al ven dalle ore 09.00 alle ore 13.00 Cittadella della Carità “Santa Giacinta” – Via Casilina Vecchia 19, I Piano, Ufficio Settore Fondi e Donazioni. Dal lun al ven dalle ore 09.00 alle ore 16.30


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MERCATINI ED EVENTI Piazza Verdi OGNI 4 DOMENICA DEL MESE (ESCLUSO AGOSTO) a

Castel Sant Angelo INVITO ALLA LETTURA Ponte Milvio OGNI 1 E 2 DOMENICA DEL MESE a

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Piazza Mazzini OGNI 1 E 3 TERZA DOMENICA DEL MESE (ESCLUSO LUGLIO E AGOSTO) a

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Piazza Dei Quiriti OGNI 4a DOMENICA DEL MESE Piazza Caprera OGNI 1 DOMENICA DEL MESE a

Frascati Notte DAL 15 GIUGNO AL 15 SETTEMBRE Lungo il Tevere DAL 15 GIUGNO AL 26 AGOSTO I Concerti di Villa Torlonia (Frascati) Roma San Giovanni Summer Village DAL 29 GIUGNO AL 15 AGOSTO


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racconti romani

LA spinA di BorGo nEL CuorE di frAnCEsCo < di Letizia Strambi >

Seminara l’infanzia era proibita, un vuoto perenne di fame e rocce roventi e aride. Volavano al vento lenzuoli bianchi macchiati di sangue di tanto in tanto a testimoniare la purezza verginale delle spose la prima notte di nozze, in riti primitivi tramandati dai tempi dei normanni. Francesco aveva un numero incredibile di fratelli, undici, in una casa dove non esisteva un numero uguale di scarpe e di pantaloni. Chi si alzava presto poteva vestirsi e andare a caccia di cibo. Rubare era imperativo. A giugno le ciliegie sugli alberi con tutti i noccioli, a fare peso nello stomaco, con la voracità del terrore, la paura di essere scoperti e sparati con la lupara del contadino, giacché il bambino ladro era ladro e basta, senza sconti. Francesco capì subito che la fame avrebbe occupato tutta la sua adolescenza e il suo futuro, così partì. Roma gli aprì le braccia, come sempre fa. Lo capì subito dal messaggio che gli lanciarono Bernini e Michelangelo d’improvviso, quando camminando per Borgo Vecchio, superata Piazza Rusticci, guardando con un fremito ogni bottega di macellai e fruttivendoli con nulla in tasca, uscendo da quella dimensione stretta, fu colto da quell’abbraccio del colonnato: “vieni Francesco, sei arrivato” gli dicevano quelle colonne coccolandolo e poi subito dopo il cuppolone “lassù qualcuno ti ama”. Così fu. Francesco lavorò e mangiò, non solo ciliegie, ma pane e poi pesce, persino i gamberoni. Nonostante i quattro figli non soffrissero la sua fame, Francesco avrebbe voluto per se qualcosa di più. Un giorno fu chiamato come muratore a compiere un lavoro che esaudì questo desiderio. Doveva fare il marciapiede di via della Conciliazione. Un lavoro faticoso che imponeva delle

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riflessioni. Guardava i palazzi ocra e il fiume umano di mercanti, le prime automobili e le carrozze, ascoltava il vociferare dei vetturini, osservava i sandali dei frati di Santa Maria in Trasportina che ogni mattina transitavano sulla pietra serena. Ormai vecchio, Francesco passò con un nipote lungo quella strada, per caso. “Questo marciapiede, dove passano ogni giorno persone da tutto il mondo, che vengono da Paesi che io non ho mai visto l’ho fatto io con le mie mani”. “Questo rimarrà di me, quando non ci sarò più”. Vedeva tuttavia che il nipote non riusciva a staccare gli occhi dalla cupola, dall’immensità di San Pietro. Gli chiese allora che pensava della basilica. “E’ troppa” disse il bambino. La meraviglia che lui aveva gustato come un petardo su un palcoscenico all’improvviso in uno spettacolo di magia era per suo nipote una bomba di bellezza che esplodeva tutta insieme, plateale, senza confini. Il mondo era cambiato anche per quello che aveva compiuto lui secondo un ordine che gli era stato dato. “Tu guarda il marciapiede che ha fatto nonno e poi dopo laggiù, dove altri muratori, come me, hanno obbedito un ordine diverso con la stessa fatica per fare cupola e colonnato”. Francesco era rammaricato per le case ocra, i bottegai di piazza Rusticci, le carrozze e quello che il nipote non avrebbe potuto vedere come lui l’aveva visto quando era arrivato dalla Calabria. Nonostante ciò era contento di non essere stato li con il piccone ma con il cemento, il travertino e le pietre. Lui aveva costruito, non distrutto, e quel marciapiede sarebbe rimasto, calpestato da genti nuove a venire, a dire che Francesco di Seminara era passato per Roma e ne aveva colto eternità.


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ORGANIZZAZIONE EVENTI


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Mai più senza

LE BORSE SCIOLLA COMPANY Le Ethic Bags sono state realizzate grazie al riutilizzo dei teloni delle maxi affissioni pubblicitarie Bacardi in PVC esposte nelle città di Milano e Torino, insieme a pezzami di pelle riciclati dalle concerie e cinture di sicurezza. Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto alla Onlus “Sorriso per il Sudan” attiva con progetti di sviluppo importanti, come dotare l’ospedale di Nzara del reparto di pediatria infantile. Se avete un’azienda e volete realizzare un gadget sostenibile con vostro materiale promozionale di scarto potete rivolgervi a sciollacompany.com

LA PROPOSTA PER L'ESTATE DI NARDELLI GIOIELLI Nardelli, storico marchio artigianale di oreficeria napoletana, attivo e presente da oltre 30 anni, ha formulato una proposta per l'estate 2012 da indossare sia nelle atmosfere calde e rilassate del giorno che in quelle più allegre e sensuali della sera. The way of beauty è il pendente Moon che, proprio con la luna, impreziosirà le calde notti estive.

ALESSI DA OGGI ANCHE LE LAMPADE L’ultima sfida di Alessi, azienda che rappresenta l’italian style nel mondo da cinquanta anni, è nell'illuminazione. Dopo le lampadine di AlessiLux, nascono le prime luci per gli interni. I love animals, di Pier Paolo Pitacco, ha le sembianze di un grande passerotto. Il telaio in acciaio è rivestito di tessuto elasticizzato proposto in tre varianti décor. Al suo interno, un corpo LED a cinque colori variabili.

IL TROLLEY ONEDIONE Il trolley in pelle Onedione con dimensioni da bagaglio a mano per aereo, come il porta computer in pelle Onedione, sono composti da tante parti di pellame che possono essere variamente combinate per personalizzare un bagaglio a mano di dimensioni standard che è possibile portare in cabina e un porta computer altrettanto esclusivo. Entrambi i prodotti possono essere acquistati online sul sito www.onedione.com e anche regalati, richiedendo la consegna del prodotto direttamente al destinatario finale. Per chi ama il vero Made in Italy artigianale

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iL soLstiZio d'EstAtE E LE ErBE di sAn GiovAnni

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l solstizio d'estate, considerato sacro nelle tradizioni precristiane, ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo, il 24 giugno, la natività di San Giovanni Battista. Nelle feste cristiane convergono talvolta i riti indoeuropei differenziandosi in varie forme, soprattutto nelle zone rurali. Tutte le leggende si basano sul fatto il 24 giugno è la notte più breve dell'anno, e l'attesa del sorgere del sole per questo viene propiziata da falò accesi, o comunque fuochi anche artificiali. Una volta, nella veglia, i fiori bagnati di rugiada si sceglievano e raccoglievano in mazzi per essere benedetti in chiesa. Ancora oggi in alcune zone si usa il rito della benedizione dei "fiori di San Giovanni", erbe benefiche e medicinali per curare il corpo ed evitare il malocchio. Se per l’occasione anche voi volete adornare la vostra casa con i fiori simbolo di buon auspicio ecco qui come deve essere composto il mazzetto: l'artemisia, l'arnica, le bacche rosso fuoco del ribes, la verbena, l’erica o la variante brugo.

fiori LeggenDAri • LA VERBENA È credenza diffusa che, colta a mezzanotte del 24 costituisca un'infallibile protezione contro i fulmini. È conosciuta anche come "erba della croce", perché si ritiene che protegga chi la porta con sé oppure come "erba della doppia vista" perché il berne un infuso facilita la visione di realtà nascoste. • L’ERICA È un fiore dei terreni ostili. L'utilizzo dell'erica per costruire scope è sempre stato diffuso e per questo alcune località prendono da lei il nome come Scopeto, Poggio delle Scope, Scopello. Le leggende associano l'erica alle Fate e sconsigliando di dor-

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mire fra queste piantine, per non correre il rischio di essere rapiti dal mondo incantato, giaciglio degli amanti in numerose leggende.

teggersi. Il suo legame col Battista sarebbe testimoniato dai petali che strofinati macchiano del rosso "sangue di San Giovanni".

• IL FIORE MAGICO Il fiore della felce cresce solo nella notte magica e fiorisce a mezzanotte. Si crede che risplenda come l'oro, e chiunque lo possieda, e salga una montagna tenendolo, scoprirà una vena d'oro, o un tesoro dove lo lascia cadere.

• ERBA DELLO SMARRIMENTO Si dice che essa fosse seminata dalle Fate e dai Folletti e, calpestata, avrebbe allontanato dalla retta via.

• L'IPERICO È detto erba di San Giovanni, perché anticamente chi si trovava per strada la notte della vigilia e lo raccoglievano le streghe per pro-

• L'ERBA LUCENTE Consentiva, se portata sul corpo, di vedere la verità. Poiché quest'erba era invisibile agli uomini, ma non ai bovini, si poteva raccogliere solo seguendoli nella notte di San Giovanni perché mangiavano solo quell'erba.


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l’attimo Fuggente

Antony Quinn di Stefano Gruppo Osservate con quanta previdenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione...”

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Erasmo da Rotterdam


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Demo Magazine N.0 Luglio 2012