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I Volti della Vita vedere con la psicologia della donna ritratta che, davanti all’avventore del locale, (in alto a destra nel gioco di specchi derivante da Velázquez), presenta un’espressione mesta, forse sottomessa; per altri ha, invece, un significato sociologico: Manet vi denuncerebbe la condizione della donna lavoratrice, la sua tristezza contrastante con l’effimero che viene rappresentato sullo sfondo. Manet, con questo capolavoro, segna la sua massima adesione e la sua massima distanza dall’Impressionismo dei suoi amici: prima di tutto per la scelta di un soggetto ancora più moderno del Déjeuner e con l’uso di una pennellata più sfumata e di ombre colorate; in secondo luogo, nell’intellettualismo dell’esecuzione che ne fa un quadro nient’affatto





A sinistra: Gli ombrelli. Dipinta tra il 1880 e il 1885, quest’opera di Auguste Renoir richiederà più di cinque anni per essere ultimata. I volti sono quelli del pittore Paul Lhote e Suzanne Valadon, madre di Utrillo. Sotto: Il ponte dell’Europa, di Gustave Caillebotte, 1876.

importante per la storia dell’arte. Dipinge, un po’ dal vero e un po’ d’immaginazione, (il bar non si trovava nella sala dello spettacolo) un quadro che contiene tanti altri quadri al suo interno. Si tratta, soprattutto, di bellissime nature morte, come i fiori sul 8 OTTOCENTO

petto della donna, le rose nel vaso, l’alzata per frutta, e la folla confusa sullo sfondo. Siamo di fronte ad un dipinto che è un’ambiguità come genere pittorico: è, forse, un ritratto? O una scena di genere? Per alcuni è addirittura un quadro analitico che ha a che

Ottocento n. 15  

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