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I Volti della Vita

stagioni. Sono gli anni dell'adesione al movimento impressionista che Pissarro sostiene con entusiasmo partecipando, a partire dal 1874, a tutte le mostre collettive. La pittura di paesaggio acquista, allora, un'importanza mai avuta prima ed egli è fra gli interpreti più radicali di questa rinnovata visione del mondo. Il suo amore per la natura è incondizionato e lo accompagnerà in tutto il suo percorso. Nato a Saint-Thomas, isola delle Antille, viene mandato a studiare in Francia, dove il maestro ne incoraggia il talento e lo invita a disegnare i paesaggi dei suoi luoghi d'origine. Lavorando al porto per 52 OTTOCENTO

conto del padre, Pissarro incontra un vedutista itinerante e lascia la famiglia per seguirlo in Venezuela, ma dopo due anni decide di trasferirsi a Parigi, dove l'apertura

dell'Esposizione Universale (1855) è occasione di conoscenza e confronto. Lì, ammira opere di Daubigny, Millet e Corot, che lo colpiscono per la loro visione non idealizzata

della natura e la pratica della pittura en plein air. C'è poi il Pavillon du Réalisme di Courbet e la sua scelta di una rappresentazione assolutamente fedele alla realtà. Pissarro abbraccia con convinzione queste teorie estreme che gli costano l'esclusione dal Salon e l'inizio di un percorso duro e solitario. Assillato da difficoltà economiche gravi (la famiglia gli nega ogni aiuto perché disapprova il suo legame con la giovane domestica, Julie Velley, che sposerà), l'artista si trasferisce sulle rive della Marna e conduce una vita modesta. Periodicamente torna a Parigi e, all'inizio degli anni '60, conosce Monet, Cézanne, Renoir, Sisley e Bazille,

Ottocento n. 15  

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