Page 1

hans hartung gli anni ‘60

cop Hartung 3.indd 1

hans hartung GLI ANNI ‘60

14/03/17 09:37


hans hartung

GLI ANNI ‘60

Hartung cat.indd 1

14/03/17 09:11


Hans Hartung. Gli anni ‘60 23 marzo | March - 26 maggio | May 2017 Dellupi arte via A. Spinola, 8 - 20149 Milano www.dellupiarte.com

Ritratto di Hans Hartung negli anni ‘60 | Portrait of Hans Hartung in the 60s

2

Hartung cat.indd 2

14/03/17 09:11


3

Hartung cat.indd 3

14/03/17 09:11


Hartung cat.indd 4

14/03/17 09:11


indice | contents

Hartung cat.indd 5

7 11

Forma, spazio e colore Form, space and colour Ilaria Porotto

15

opere | works

65

apparati | appendix

14/03/17 09:11


6

Hartung cat.indd 6

14/03/17 09:11


Forma, spazio e colore Ilaria Porotto

Tedesco di nascita e francese d’adozione, Hans Hartung è sempre rimasto un outsider rispetto alle avanguardie astratte del Novecento, sebbene abbia avuto contatti con il milieu parigino fin dagli anni venti. Indipendente nelle scelte e lontano da definizioni ed etichette, non si è omologato a nessuna corrente in particolare, preferendo filtrare i vari movimenti attraverso una precisa idea di Arte e un personalissimo universo creativo. Come si domanda Pierre Daix, “dove collocare un pittore che procede per macchie e segni, unisce il gesto al ritmo, sposa l’informale e la veemenza, associa come nessun altro disegno, pastello e pittura?”1 La lezione dei Maestri del passato, come Rembrandt, Goya, El Greco, cari all’artista in età giovanile, viene assimilata in completa libertà di spirito e d’azione. Rielaborando le loro opere, Hartung ne sopprime gli elementi figurativi, lasciando che prevalga il fascino dell’accostamento di colori senza nessuna sequenza formale, quelle taches - che daranno poi vita al tachisme - tali da comunicare intensità, ritmo, volume all’intera composizione. Come racconta nella sua autobiografia del 1976, “amavo le mie macchie. Amavo che fossero sufficienti a creare un viso, un corpo, un paesaggio. Quelle macchie che dovevano poco tempo dopo richiedere la loro autonomia e completa libertà... Quale gioia in seguito lasciarle libere di giocare tra loro, di acquistare la propria espressività, le proprie relazioni, il loro dinamismo, senza essere asservite alla realtà”.

7

Hartung cat.indd 7

14/03/17 09:11


La comprensione dell’arte del proprio secolo, come l’espressionismo tedesco, i fauves e il cubismo, e il rapporto con artisti suoi contemporanei, sono lo spunto per affinare ulteriormente la propria ricerca senza vincolarla a nessun altro risultato espressivo se non il proprio. L’influenza di Cézanne prima e di Picasso poi, percepibile nelle opere a cavallo tra gli anni venti e trenta, viene progressivamente superata a favore di una pittura sempre più istintiva. L’incontro con Kandinsky nel 1925 gli farà comprendere il senso di lontananza rispetto alle altre correnti non figurative, sancendo quindi un indirizzo prettamente lirico e informale alla sua pittura astratta. Maestro del “gesto emozionale”, le sue opere riescono a fondere l’irruenza di matrice espressionista con un equilibrato controllo del segno, l’urgenza di un’espressività astratta con la componente lirica. Questa è una delle peculiarità di Hans Hartung, il suo essere stato un autentico artista astratto: nel suo linguaggio non vi è stato un passaggio dal figurativo al non figurativo, ma la sua ricerca, modulata secondo variazioni e lirismi, è sempre stata incessantemente ancorata all’astrattismo puro. La pittura di Hartung giunge a completa maturità nel dopoguerra, quando, dopo gli anni difficili del regime nazista e gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, ritorna a Parigi e si dedica nuovamente all’arte, in un susseguirsi di riconoscimenti di critica e mostre internazionali. Questo è tra i periodi più fertili della sua carriera; concentrandosi sul rapporto tra colore e linea, il suo stile calligrafico anima superfici popolate da pennellate nervose, a volte frenetiche, di un nero vibrante: l’atto stesso del dipingere diventa quindi indivisibile dal risultato espressivo dell’opera. Gli anni sessanta, che questa mostra vuole omaggiare, segnano un’evoluzione importante nel percorso dell’artista. Inaugurati con il Gran Premio di Pittura alla 30.a Biennale di Venezia, Hartung passa a utilizzare l’acrilico su formati gradualmente più grandi, mentre nuove tecniche e materiali inconsueti intervengono nella pratica pittorica. Come spiega nell’autobiografia, dal 1961 al 1965, affina la tecnica del grattage, che consiste nel “grattare” con vari strumenti la pittura ancora fresca stesa sulla tela dipinta con colore soffiato. Per questo metodo di lavoro, Hartung si avvale di strumenti nuovi, sperimentando utensili comuni e oggetti di uso quotidiano, come rulli, spazzole, rami e rastrelli da giardino, ma anche l’aerografo, spruzzi e compressori. Nelle opere in mostra, Hartung declina il suo lessico segnico secondo un diverso linguaggio pittorico, fremente e vitale. Nessun segno domina la tela, ma masse di colore scuro sui toni del nero e del blu, delle “grandi forme che evaporano, si perdono o si stendono su ampie zone” diventano il mezzo attraverso cui immortalare la materia, la luce e lo spirito, forza trainante dell’universo. Forma, spazio e colore diventano un tutt’uno sulla tela: se prima il processo creativo avveniva in due momenti – prima disegnando l’immagine sulla carta e successivamente dipingendola ingrandita sulla tela – dagli anni sessanta Hartung interviene direttamente sulla tela, lasciando quindi maggior spazio alla forza del gesto e alla spontaneità creatrice, senza

8

Hartung cat.indd 8

14/03/17 09:11


ricorrere alla mediazione del bozzetto. Come racconta l’artista, “scarabocchiare, grattare, agire sulla tela, dipingere infine, mi sembrano attività umane immediate, spontanee e semplici”. Il segno, che aveva caratterizzato le opere precedenti, si trasforma in un fluire libero di energia visiva e intuizione immediata, emanazione di pulsioni cosmiche e tensioni interiori. La composizione non è più determinata da una struttura di impianto segnico, ma si delinea come uno spazio mentale senza confini, in cui la simbiosi degli elementi è diretta a trasmettere un’emozione. Ogni traccia che appare sulla tela rappresenta il tentativo di catturare la realtà esterna e ritrasmetterla grazie alla capacità maieutica di una razionalità non più pensata, ma vissuta. La potenza espressiva del dipinto è il risultato della fusione di segno, gesto, e azione visualizzati in un unicum di forma, spazio, e colore. Il bisogno di assoluto, un’acuta sensibilità, uniti alla capacità di cogliere tensioni occulte e misteriose, spinte emotive, energie cosmiche e moti interiori, sono i binari lungo i quali si delinea la poetica di Hartung, tanto intensa quanto essenziale nei suoi risultati. In maniera diversa rispetto all’action painting americano, a cui spesso viene associato, Hartung elabora una personalissima modalità stilistica e operativa. In capolavori come T1962-U4 (p. 25) e T1962-U5 (p. 29), una nuvola di colore indefinito si dissolve in una profondità spaziale popolata da linee sinuose o nervose, accostate o intrecciate l’una all’altra, scalfite nello strato pittorico. Il quadro si trasforma al contempo in energia primigenia ed esperienza lirica: un’arte completamente astratta, priva – anche nel titolo - di ogni tipo di riferimento, ma trampolino verso l’infinito, capace di suscitare emozioni e generare bellezza. L’armonico sovrapporsi di linee viene modulato in T1963-E49 (p. 33) e T1963-R9 (p. 41) su uno sfondo di colore fluido, dove una macchia di colore posta in basso contrasta con i toni blu-nerastri che dominano la composizione. È in questo nuovo ripensato rapporto tra grafismo e sfondo che si manifesta la spontaneità del gesto, acquisita proprio passando a dipingere direttamente sulla tela, e una creatività istantanea e feconda, capace di far emergere dall’oscurità l’afflato dell’universo. “Cercavo di cogliere l’interiorità, di identificarmi con le tensioni atmosferiche e cosmiche, con le energie, le irradiazioni che governano l’universo”. L’incanto del segno, più isolato e deciso, e della luce, delicata e impalpabile2, è la cifra di queste opere straordinarie, dove gli elementi si trasformano in un insieme armonico, indicano infiniti mondi lontani, come le stelle che Hartung esplorava da ragazzo con il suo telescopio. L’intento di questa mostra è di riaffermare la specificità della produzione degli anni sessanta, raramente visibile in Italia, a conferma dell’importanza di Hans Hartung tra i principali artisti astratti del secolo scorso. 1 2

Pierre Daix, Hans Hartung, Garzanti Editore, Milano, pp. 169, 170 Umbro Apollonio, Hans Hartung, Fratelli Fabbri Editore, Milano, 1996, p. 12

9

Hartung cat.indd 9

14/03/17 09:11


10

Hartung cat.indd 10

14/03/17 09:11


Form, space and colour Ilaria Porotto

Born in Germany but French by adoption, Hans Hartung has always been considered an outsider with regards to the abstract avant-garde movement of the 20th Century, even though he was in contact with the Parisian milieu from the 1920s onwards. He remained independent in his choices and free from definitions and labels. Hartung never aligned himself to any particular artistic currents, preferring to filter various movements through a precise idea of Art and a very personal creative universe. As Pierre Daix asks: “where do you place a painter who proceeds with stains and marks, combines gesture with rhythm, merges informal with vehemence, who combines drawing, pastel and painting like no one else?”1 He completely understood the lesson of the Masters from the past (such as Rembrandt, Goya, El Greco), dear to the artist from a young age, reworking their artworks with freedom of spirit and action. Hartung suppresses their figurative elements, letting the fascination for the combination of colours with no formal sequence prevail. Those taches – which will then give life to tachisme – are able to communicate intensity, rhythm, volume to the entire composition. As he illustrated in his autobiography of 1976, “I loved my stains. I loved that they were sufficient to create a face, a body, a landscape. Those stains that had to take their own autonomy and complete freedom shortly afterwards... What a joy then to leave them free to play with each other, to acquire

11

Hartung cat.indd 11

14/03/17 09:11


their own expressiveness, their own relationships, their own dynamism, without being enslaved to reality”. The understanding of the art of his century, such as German Expressionism, the Fauves and Cubism, as well as the relationship with his contemporaries, represented the opportunity to further refine his research without relating it to any expressive ends other than his own. The influence of first Cézanne and then Picasso is visible in the works executed between the 1920s and 1930s but it was gradually superseded in favor of a style of painting which was increasingly more instinctive. The encounter with Kandinsky in 1925 would make him understand the sense of distance from other non-figurative movements, defining a lyrical and informal direction for his abstract poetics. Master of the “emotional gesture”, Hartung’s artworks manage to merge the expressionist vehemence with a balanced control of the brushstroke, as well as the urgency of abstract expression with a lyrical component. Being a true abstract artist is one of the main features of Hans Hartung. There was no passage from figurative to non-figurative art in his language; instead his research was modulated according to variations and lyricisms and was always anchored in pure abstraction. Hartung’s painting reached full maturity in the postwar era when, after the difficult years of the Nazi regime and the horrors of World War II, he returned to Paris and dedicated himself to the art movement in a succession of critical recognitions and international exhibitions. This was one of the most fruitful periods of his career. He focused on the relationship between colour and line; his calligraphic style animates surfaces populated by nervous, sometimes frantic, brushstrokes of a vibrant black. The act itself of painting becomes indivisible from the expressive result of the work. The 1960s, to which this exhibition aims to pay homage, marked an important evolution in the artist’s path. Awarded with the Grand Prix for Painting at the 30th Venice Biennale in 1960, Hartung started to use acrylic on canvases of larger sizes, while new techniques and unusual materials were incorporated into his painting practice. As he explained in his autobiography, from 1961 to 1965 he refined the grattage technique, which consisted of “scratching” the freshly painted canvas with various objects before the paint dried. Using this method, Hartung employed new tools, he experimented with common utensils and everyday items, such as rollers, brushes, branches and garden rakes, but also the airbrush, sprays and air compressors. In the exhibited works, Hartung declines his vocabulary of signs according to a different pictorial language, plenty of energy and life. No single sign prevails on the canvas. Masses of dark colours in shades of black and blue – “large evaporating forms, which get lost or extend themselves over vast areas” - become instrumental to capture matter, light and spirit, which is the driving force of the universe. Form, space and colour are all combined on the canvas. In the earlier decades, the creative process took place in two steps: first drawing the image on paper and then painting it enlarged on the canvas. From the 1960s, Hartung worked directly on the canvas, highlighting the

12

Hartung cat.indd 12

14/03/17 09:11


strength of the gesture and the spontaneity of the creation, without the mediation of the sketch. As the artist said, “scribbling, scratching, working on the canvas and finally painting, they seem to be immediate, spontaneous and simple human activities”. The sign, which had characterized the previous oeuvre, turns into a free flow of visual energy and immediate intuition, it is an emanation of cosmic impulses and internal tensions. The composition is no longer determined by a structured system of signs, but it emerges as a mental space without boundaries, where the symbiosis of the elements is intended to convey an emotion. Every trace that appears on the canvas is an attempt to catch the external reality and then transmit it back. This happens thanks to a maieutic rationality, which is no longer coming from a concept, but originates from a living act. The expressive power of the painting is the result of the combination of sign, gesture and action that are synthesized in a whole of form, space, and colour. The need for absolute, an acute sensitivity, together with the ability to grasp hidden and mysterious tensions, as well as emotional impulses, cosmic energies and inner motions, are the outlines of Hartung’s poetics. A style which is as intense as it is essential in its results. Hartung developed a personal artistic practice in a different way from the American action painting, with which he is often associated. In masterpieces like T1962-U4 (p. 25) and T1962-U5 (p. 29), a cloud of undefined colour disappears into a spatial depth, populated by sinuous or nervous, juxtaposed or intertwined lines, scratched on the paint layer. The painting is transformed into a primordial lyrical experience. It is a completely abstract art without any kind of reference – even in the title; it tends towards the infinity, it is able to arouse emotions and to create beauty. The harmonious overlapping of lines of T1963-E49 (p. 33) and T1963-R9 (p. 41) appears on a background of fluid color. Here, a stain of colour located at the bottom contrasts with the blue-blackish tones of the composition. The spontaneity of the gesture springs out from this new redesigned relationship between graphic elements and background; painting directly on the canvas reveals an immediate and fruitful creativity that brings the breath of the universe out from the darkness. “I was trying to get the inner reality, to identify myself with atmospheric and cosmic tensions, with the energies, the radiations that rule the universe”. The magnetism of a more isolated and determined sign and of a delicate and indefinite light2 is the feature of these extraordinary artworks, where all the elements are transformed into a harmonious whole. They indicate infinite worlds, like the stars that Hartung explored with his telescope during his youth. The aim of this exhibition is to reaffirm the specific nature of his production of the Sixties, rarely seen in Italy, in order to confirm the importance of Hans Hartung as among the principal abstract artists of the last century. 1 2

Pierre Daix, Hans Hartung, Garzanti Editore, Milan, pp. 169,170. Umbro Apollonio, Hans Hartung, Fratelli Fabbri Editore, Milan, 1996, p 12.

13

Hartung cat.indd 13

14/03/17 09:11


14

Hartung cat.indd 14

14/03/17 09:11


opere | works

15

Hartung cat.indd 15

14/03/17 09:39


T1961-H38, 1961 Olio su tela | Oil on canvas, 61x162 cm Firmato e datato in basso a sinistra | Signed and dated lower left: “Hartung 61”

Provenienza | Provenance – Galerie de France, Paris – Galleria Bergamini, Milano – Collezione privata | Private collection, Milano Esposizioni | Exhibitions – “Hans Hartung”, Galleria Bergamini, Milano, 1971

16

Hartung cat.indd 16

14/03/17 09:11


17

Hartung cat.indd 17

14/03/17 09:11


18

Hartung cat.indd 18

14/03/17 09:11


19

Hartung cat.indd 19

14/03/17 09:11


T1962-R40, 1962 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 105 x 65 cm Firmato e datato in basso a sinistra | Signed and dated lower left: “Hartung 62”

Provenienza | Provenance

– “Hans Hartung”, Galleria Civica

– Collezione privata | Private

d’arte Moderna Palazzo dei Diamanti,

collection, Torino

Ferrara 28/05 – 4/09/1988,

– Collezione privata | Private

cat. della mostra | exhib. cat., p.122,

collection, Novara

no. 75 ill. col. – “Continuità di Hartung”, Galleria

Esposizioni | Exhibitions

Gissi, Torino, 4/06/1971, cat. della

– “Tracce. Vari aspetti della pittura

mostra | exhib. cat., no. 9 ill. col.

astratta”, Dellupi Arte, Milano, 9/04 – 15/05/2016, cat. della mostra | exhib. cat., pp. 52-53, ill. col.

20

Hartung cat.indd 20

14/03/17 09:11


21

Hartung cat.indd 21

14/03/17 09:11


22

Hartung cat.indd 22

14/03/17 09:11


23

Hartung cat.indd 23

14/03/17 09:11


T1962-U4, 1962 Acrilico su tela | Acrylic on canvas,180 x 111 cm

Provenienza | Provenance

– “Pictura Loquens. 25 ans d’art en

– Galerie Gervis, Paris

France”, Villa Arson, Nice, France,

– Collezione privata, Milano | Private

02 – 04/1986; Palazzo Reale,

collection, Milan

Milano, 30/06 – 8/09/1986 – “Hans Hartung. Cinquante œuvres

Esposizioni | Exhibitions

nouvelles”, Galerie de France, Paris,

– “Hans Hartung”, Pierre Daix,

26/10 – 24/12/1962, cat. della

Garzanti ed.1990, p. 246 ill. col.

mostra | exhib. cat., ill. col.

– “Hans Hartung”, Galleria Civica

– “Documenta III”, Kassel, 27/6 –

d’arte Moderna Palazzo dei Diamanti,

5/10/1964

Ferrara 28/05 – 4/09/1988, cat. della mostra | exhib. cat., p. 123, no. 76 ill. col.

24

Hartung cat.indd 24

14/03/17 09:11


25

Hartung cat.indd 25

14/03/17 09:11


26

Hartung cat.indd 26

14/03/17 09:11


27

Hartung cat.indd 27

14/03/17 09:12


T1962-U5, 1962 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 180 x 111 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 62”

Provenienza | Provenance – Collezione privata | Private collection, Rivoli

28

Hartung cat.indd 28

14/03/17 09:12


29

Hartung cat.indd 29

14/03/17 09:12


30

Hartung cat.indd 30

14/03/17 09:12


31

Hartung cat.indd 31

14/03/17 09:12


T1963-E49, 1963 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 150 x 92 cm Firmato e datato in basso a sinistra | Signed and dated lower left: ”Hartung 63”

Provenienza | Provenance – Galerie de France, Paris – Collezione Tonelli | Tonelli Collection, Terni – Collezione privata | Private collection, Milano Esposizioni | Exhibitions – “Cross-Roads. Incroci. Arte Contemporanea dalla Collezione Tonelli”, Castello Colonna, Genazzano, cat. della mostra | exhib. cat., 2001, no. 23, p. 55, 238, ill.

32

Hartung cat.indd 32

14/03/17 09:12


33

Hartung cat.indd 33

14/03/17 09:12


34

Hartung cat.indd 34

14/03/17 09:12


35

Hartung cat.indd 35

14/03/17 09:12


T1963-O12, 1963 Olio su tela | Oil on canvas, 65 x 81 cm Firmato e datato in basso a sinistra | Signed and dated lower: “Hartung 63”

Provenienza | Provenance – Collezione Dott. Warner Haftmann | Dr. Warner Haftmann collection, Berlin – Collezione privata | Private collection

36

Hartung cat.indd 36

14/03/17 09:12


37

Hartung cat.indd 37

14/03/17 09:12


38

Hartung cat.indd 38

14/03/17 09:12


39

Hartung cat.indd 39

14/03/17 09:12


T1963-R9, 1963 Vinilico su tela | Vinylic on canvas, 180 x 110,5 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 63”

Provenienza | Provenance – Collezione privata | Private collection, Milano Esposizioni | Exhibitions – “Hans Hartung. Opere scelte. 19501988”, Mazzoleni Galleria d’Arte, Torino, 15/10 – 31/12/2004, cat. della mostra | exhib. cat. pp.34-35 ill. col.

40

Hartung cat.indd 40

14/03/17 09:12


41

Hartung cat.indd 41

14/03/17 09:12


42

Hartung cat.indd 42

14/03/17 09:13


43

Hartung cat.indd 43

14/03/17 09:13


T1963-U39, 1963 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 46 x 61 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 63”

Provenienza | Provenance – Collezione privata | Private collection, Nice – Collezione Paul e Baptistine Roux | Collection Paul et Baptistine Roux, Saint-Paul-de-Vence – Collezione privata | Private collection Esposizioni | Exhibitions – Galerie Günther Franke, 1965, München

44

Hartung cat.indd 44

14/03/17 09:13


45

Hartung cat.indd 45

14/03/17 09:13


46

Hartung cat.indd 46

14/03/17 09:13


47

Hartung cat.indd 47

14/03/17 09:13


T1964-E48, 1964 Olio su tela | Oil on canvas, 80 x 60 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 64”

Provenienza | Provenance – Galleria Cesare – Galleria Farsetti Arte, Prato – Collezione privata | Private collection, Bergamo Esposizioni | Exhibitions – Mostra collettiva | group exhibition, Galleria Manuela Allegrini, Brescia, 1990/1991, cat. della mostra | exhib. cat., p. 19

48

Hartung cat.indd 48

14/03/17 09:13


49

Hartung cat.indd 49

14/03/17 09:13


50

Hartung cat.indd 50

14/03/17 09:13


51

Hartung cat.indd 51

14/03/17 09:13


T1965-E3, 1965 Vinilico su tela | Vinylic on canvas, 61 x 46 cm

Provenienza | Provenance – Collezione privata | Private collection, Novara BIBLIOGRAFIA | LITERATURE – Pierre Descargues (1977), “Hartung”, Rizzoli, New York, p. 212, no. 183 ill. col. Esposizioni | Exhibitions – “Tracce. Vari aspetti della pittura astratta”, Dellupi Arte, Milano, 9/04 – 15/05/2016, cat. della mostra | exhib. cat., p. 51, ill. col.

52

Hartung cat.indd 52

14/03/17 09:13


53

Hartung cat.indd 53

14/03/17 09:13


54

Hartung cat.indd 54

14/03/17 09:13


55

Hartung cat.indd 55

14/03/17 09:13


T1965-H46, 1965 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 81 x 65 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 65” Firmato sul retro | Signed on the reverse

Provenienza | Provenance – Galerie Daniel Gervis, Paris – Galerie Jacques Benador, Genève – Collezione privata | Private collection

56

Hartung cat.indd 56

14/03/17 09:13


57

Hartung cat.indd 57

14/03/17 09:13


58

Hartung cat.indd 58

14/03/17 09:14


59

Hartung cat.indd 59

14/03/17 09:14


T1967-H1, 1967 Acrilico su tela | Acrylic on canvas, 73 x 50 cm Firmato e datato in basso a destra | Signed and dated lower right: “Hartung 67”

Provenienza | Provenance – Galleria d’Arte La Nuova Loggia, Bologna – Collezione privata | Private collection, Bergamo Esposizioni | Exhibitions – “Hans Hartung”, Galleria d’Arte La Nuova Loggia, Bologna, gennaio | January 1972

60

Hartung cat.indd 60

14/03/17 09:14


61

Hartung cat.indd 61

14/03/17 09:14


62

Hartung cat.indd 62

14/03/17 09:14


63

Hartung cat.indd 63

14/03/17 09:14


64

Hartung cat.indd 64

14/03/17 09:14


apparati | appendix

65

Hartung cat.indd 65

14/03/17 09:39


66

Hartung cat.indd 66

14/03/17 09:14


biografia

Hans Hartung nasce a Lipsia il 21 settembre 1904. Dal 1912 al 1914 la famiglia si trasferisce a Basilea; qui si appassiona di astronomia e fotografia – passione quest’ultima che lo accompagnerà per tutta la vita – costruendo da solo un telescopio a cui applica un apparecchio fotografico. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, rientra con la famiglia in Germania e si stabilisce a Dresda, dove il padre è primario all’ospedale militare. Inizia ad avvicinarsi all’arte, approfondendo le opere di Rembrandt, Goya, El Greco; è anche affascinato dall’espressionismo tedesco, in particolare Kokoschka e Nolde. Nel 1922, crea la sua prima serie di acquerelli completamente astratti e, l’anno dopo, dei pastelli su carta. Prosegue gli studi di filosofia e storia dell’arte a Lipsia; nel 1925, a seguito della morte della madre, ritorna a Dresda e si iscrive all’Accademia di Belle Arti. Nello stesso anno assiste ad una conferenza di Kandinsky, decisiva per la sua formazione artistica. In occasione dell’Esposizione Internazionale a Dresda si confronta per la prima volta con la pittura francese - l’impressionismo, i

fauves e il cubismo - concentrando il suo interesse su Rouault, Matisse, Braque e Picasso. Questo lo spinge a vari soggiorni a Parigi, dove visita mostre e musei. Nell’estate del 1926, intraprende un viaggio in bicicletta attraversando la Francia e l’Italia. Le ricerche plastiche del cubismo e l’influenza di Cézanne e Van Gogh lo spingono a studiare il rapporto tra estetica e matematica, e la sezione aurea. Nel 1928 si reca a Monaco per seguire i corsi di Max Dörner sui materiali e le tecniche pittoriche. Nello stesso anno conosce Anna-Eva Bergman, giovane artista norvegese, che sposa l’anno successivo. Nel 1931, viene organizzata la sua prima esposizione alla Galerie Heinrich Kühl di Dresda. La morte improvvisa del padre nel 1932 e, al contempo, l’ascesa al potere del nazionalsocialismo, lo portano a lasciare la Germania e a trasferirsi a Minorca. Nelle opere eseguite in solitudine alle isole Baleari abbandona l’influenza cubista e si dedica ad una pittura più spontanea e istintiva.

Anna-Eva Bergman e Hans Hartung a Saint-Raphael, 1965. | Anna-Eva Bergman and Hans hartung at Saint-Raphael, 1965

67

Hartung cat.indd 67

14/03/17 10:44


Hans Hartung nel suo studio, 1961 | Hans Hartung in his studio, 1961

A causa dei problemi economici dovuti al sequestro dei propri beni in Germania, dopo solo tre anni è costretto, assieme alla moglie, a rientrare a Berlino. Convinto di poter chiarire la propria posizione, viene invece interrogato e sorvegliato dal regime nazista. Grazie all’aiuto di Will Grohmann e Christian Zervos, riesce a lasciare definitivamente la Germania e a stabilirsi a Parigi, nello studio di 19 de la rue Daguerre. A Parigi, diventa amico di Jean Hélion e Henri Goetz, incontra Kandinsky, Mondrian, Magnelli, Domela, Miró e Calder. Dal 1935 fino alla fine della guerra espone al Salon des Surindépentants. Nel 1937, all’Esposizione Internazionale organizzata da Christian Zervos al Jeu de Paume, rimane profondamente colpito delle sculture di Julio González. La situazione economica peggiora: l’aggravamento delle difficoltà finanziarie e, in concomitanza, una grave e lunga malattia della moglie, spingono la coppia a divorziare. AnnaEva Bergman ritorna in Norvegia, mentre Hartung, privato del passaporto tedesco, rimane a Parigi e, su invito di Julio González, inizia a lavorare presso lo studio dello scultore.

Nel 1939 sposa Roberta González, figlia dello scultore, e si iscrive alla lista degli oppositori volontari al nazismo. A fine anno è arruolato nella Legione Straniera e inviato in Africa del Nord. Dopo l’armistizio del 1940, si rifugia a Cahors presso la famiglia González. Con l’invasione tedesca della Francia, nel 1943, fugge in Spagna dove viene internato in un campo di concentramento. Liberato dagli americani sei mesi dopo, a causa della sua nazionalità tedesca, viene di nuovo inviato nella Legione Straniera in Africa del Nord. Nel novembre 1944, gravemente ferito sul fronte in Alsazia, gli viene amputata la gamba destra. Rientra a Parigi nel 1945 e ritorna a occuparsi di pittura, dopo sei anni di interruzione. L’anno successivo viene naturalizzato francese e negli anni seguenti sarà insignito di numerosi riconoscimenti militari. Nel 1947, ha luogo la sua prima esposizione personale in Francia presso la Galerie Lydia Conti; in questa occasione conosce critici, collezionisti e artisti, come Soulages, Schneider, Mathieu, Baumeister e Rothko. Il regista

68

Hartung cat.indd 68

14/03/17 10:44


Alain Resnais gira un film sul pittore. Nel 1948, partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Si susseguono le mostre personali e gli inviti a esposizioni internazionali, tra cui Advancing French Art, in cui per la prima volta opere di Hartung vengono esposte negli Stati Uniti (1951), la retrospettiva alla Kunsthalle di Basilea (1952) e la partecipazione alla prima Documenta a Kassel (1955). Incontra nuovamente Anna-Eva Bergman a Parigi, che risposerà nel 1957; i due nel 1953 si trasferiscono nello studio di 7 rue Celse. Nel 1956 riceve il Guggenheim International Prize e nel 1960 il Gran Premio per la pittura alla Biennale di Venezia, che ne sancisce la consacrazione. Continua l’intensa attività espositiva, tra le principiali: una retrospettiva itinerante tra Zurigo, Vienna, Düsseldorf, Bruxelles e Amsterdam (1963); la prima grande mostra di Hartung in Italia, presso il Museo Civico di Torino (1966); un’importante retrospettiva organizzata al Musée National d’Art Moderne di Parigi, poi trasferita al Museum of Fine Arts di Houston, al Musée du Québec e

al Musée d’Art Contemporain di Montréal (1968-69). Insieme alla moglie, nel 1964 intraprende un viaggio in barca lungo le coste norvegesi, superando Capo Nord e arrivando fino alla frontiera sovietica. Appassionato di fotografia fin da bambino, scatta circa un migliaio di fotografie del viaggio. Nel 1965, in occasione della pubblicazione del catalogo ragionato della grafica (1921-1965) edito dalla Galerie Rolf Schmücking, viene organizzata un’esposizione di tutta la sua opera grafica presso lo Städtisches Museum di Brunswick. Nel 1968, inizia a progettare con la moglie una grande residenza con atelier vicino ad Antibes, dove vi soggiornerà a partire dal 1972. Nel 1970 riceve il Grand Prix des Beaux Arts della città di Parigi e nel 1975 il Metropolitan Museum di New York presenta le sue nuove opere di grande formato. L’anno successivo, insieme a Monique Lefebvre, pubblica per le Edizioni Grasset la raccolta di memorie Autoportrait. Nel 1980, il Musée d’Art Moderne di Parigi presenta le opere precedenti al

secondo conflitto mondiale. Continuano a susseguirsi mostre internazionali. Nel 1987, muore Anna-Eva e, due anni dopo, il 7 dicembre 1989, Hans Hartung muore ad Antibes. Le opere di Hans Hartung sono nelle collezioni dei più importanti musei del mondo, tra cui Art Institute, Chicago; Centre d’art moderne Georges Pompidou, Parigi; Fine Arts Museums, San Francisco; Fundación Proa, Buenos Aires; Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Haifa Museum, Haifa; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington; Metropolitan Museum of Art, New York; Musei Vaticani, Stato del Vaticano; Museum of Modern Art, New York; National Gallery of Australia, Canberra; Peggy Guggenheim Collection, Venice; Reina Sofía National Museum, Madrid; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Stedelijk Museum, Amsterdam; Tate Gallery, Londra.

69

Hartung cat.indd 69

14/03/17 09:14


biography

Hans Hartung was born in Leipzig on September 21, 1904. Between 1912 and 1914 the family moved to Basel where he developed a passion for astronomy and photography – a passion that would accompany him throughout his life – building himself a telescope with a camera. With the outbreak of World War I, he returned with his family to Germany and settled in Dresden, where his father was head physician at the military hospital. He began to approach art, studying the works of Rembrandt, Goya, El Greco; he was also fascinated by German Expressionism, particularly Kokoschka and Nolde. In 1922 he created his first series of abstract watercolours and, the following year, pastels on paper. He continued his studies in philosophy and art history at Leipzig. After his mother’s death in 1925 he returned to Dresden and enrolled in the Academy of Fine Arts. In the same year, he attended a conference of Kandinsky, which was fundamental in his formation as an artist. At the Dresden International Exhibition, he became acquainted for the first time with French painting – Impressionism,

Fauvism and Cubism – focusing his interest on Rouault, Matisse, Braque and Picasso. This encouraged him to make several stays in Paris, where he visited museums and art exhibitions. In the summer of 1926 he travelled through France and Italy by bicycle. The sculptural research of Cubism and the influence of Cézanne and Van Gogh were instrumental in his decision to study the relationship between aesthetics and mathematics, and the golden ratio. In 1928 he left for Munich to attend the courses by Max Dörner on materials and painting techniques. In the same year, he met Anna-Eva Bergman, a young Norwegian artist, whom he married the following year. In 1931 his first exhibition was held at the Galerie Heinrich Kühl at Dresden. The sudden death of his father in 1932 and, at the same time, the rise of national socialism, led him to leave Germany and move to Menorca. In the works that he painted in solitude on the Balearic Islands, he abandoned the Cubist influence and dedicated himself to a more spontaneous and instinctive style of painting. Due to economic problems caused

70

Hartung cat.indd 70

14/03/17 09:14


by the requisition of his properties in Germany, he and his wife were forced to return to Berlin after only three years. While convinced that he would be able to solve this issue, he was instead interrogated and monitored by the Nazi regime. With the help of Will Grohmann and Christian Zervos, he managed to leave Germany and he permanently settled in Paris, at a studio at 19 de la rue Daguerre. In Paris, he became friends with Jean Hélion and Henri Goetz, and met Kandinsky, Mondrian, Magnelli, Domela, Miro and Calder. From 1935 until the end of the war, he exhibited at Salon des Surindépentants. In 1937, at the International Exhibition organized by Christian Zervos at the Jeu de Paume, he was deeply impressed by the sculptures of Julio González. The economic situation worsened: financial difficulties and the serious and lengthy illness of his wife, drove the couple to divorce. Anna-Eva Bergman returned to Norway, while Hartung, without his German passport, remained in Paris working at the studio of the sculptor Julio González. In 1939 he married Roberta González, daughter of the sculptor, and he enrolled

in the list of the volunteers opposed to Nazism. At the end of that year, he enlisted in the Foreign Legion and he was sent to North Africa. After the Armistice of 1940, he took refuge in Cahors at the home of the González family. With the German invasion of France in 1943, he fled to Spain where he was interned in a concentration camp. Liberated by the Americans six months later, he was again sent to North Africa with the Foreign Legion because of his German nationality. In November 1944 he was gravely injured on the front in Alsace and his right leg was amputated. He returned to Paris in 1945 and started painting again, after a forced gap of six years. The following year he obtained French citizenship, and in the following years he was decorated with numerous military awards. In 1947, he had his first solo exhibition in France at Galerie Lydia Conti where he met critics, collectors and artists such as Soulages, Mathieu, Schneider, Baumeister and Rothko. The film Director Alain Resnais shot a movie about the painter. In 1948 he participated for the first time at the Venice Biennale.

Several solo exhibitions and invitations to international shows followed: Advancing French Art, where works by Hartung were exhibited in the United States (1951) for the first time, the retrospective at the Kunsthalle Basel (1952) and the first Documenta in Kassel (1955). He met up again with Anna-Eva Bergman in Paris and would later marry her for the second time in 1957. Meanwhile in 1953 the couple moved to a studio at 7 rue Celse. In 1956 he received the Guggenheim International Prize and in 1960 the Gran Premio for painting at the Venice Biennale, which confirmed his success. An intense exhibition activity continued in this decade. Amongst the most important shows were: a travelling retrospective exhibition in Zurich, Vienna, Düsseldorf, Brussels and Amsterdam (1963); the first large Hartung exhibition in Italy at the Museo Civico di Torino (1966); a major retrospective held at the Musée National d’Art Moderne in Paris, which then transferred to the Museum of Fine Arts in Houston, to the Musée du Québec and to the Musée d’Art Contemporain in Montréal (1968-69). In 1964 he and his wife embarked on

71

Hartung cat.indd 71

14/03/17 09:14


a boat trip along the coast of Norway, sailing round the North Cape and arriving at the Soviet border. Passionate about photography since childhood, he took about a thousand photographs of his voyage. In 1965, coinciding with the publication of the Catalogue Raisonné of his graphic work (1921-1965) by Galerie Rolf Schmücking, an exhibition of his entire graphic oeuvre was organised at the Städtisches Museum in Brunswick. In 1968 he and his wife started working on designs for a large residence with a studio near Antibes, where they would reside from 1972. In 1970 he received the Grand Prix des Beaux Arts in Paris, and in 1975 the Metropolitan Museum in New York presented his new large-scale works. The following year, together with Monique Lefebvre, he published his memories entitled Autoportrait for Editions Grasset. In 1980 the Musee d’Art Moderne in Paris exhibited his works executed prior to World War II. He continued to be invited to international exhibitions. In 1987 Anna-Eva passed away and, two years later, on December 7, 1989,

Hans Hartung died at Antibes. The works of Hans Hartung are in the collections of the most important museums of the world, including: Art Institute, Chicago; Centre d’art moderne Georges Pompidou, Paris; Fine Arts Museums, San Francisco; Fundación Proa, Buenos Aires; Galleria Civica d’Arte Moderna, Turin; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Rome; Haifa Museum, Haifa; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington; Metropolitan Museum of Art, New York; Musei Vaticani, Vatican City; Museum of Modern Art, New York; National Gallery of Australia, Canberra; Peggy Guggenheim Collection, Venice; Reina Sofía National Museum, Madrid; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Stedelijk Museum, Amsterdam; Tate Gallery, London.

72

Hartung cat.indd 72

14/03/17 09:14


Hans Hartung nel suo studio, 1961 | Hans Hartung in his studio, 1961

73

Hartung cat.indd 73

14/03/17 10:45


74

Hartung cat.indd 74

14/03/17 09:14


SELEZIONE DELLE PRINCIPALI MOSTRE DEGLI ANNI SESSANTA SELECTION OF THE MAIN EXHIBITIONs OF THE SIXTIES Mostre personali | Solo exhibitions 1960 – Hans Hartung, Galerie van de Loo, Essen – Hans Hartung, Gimpel Fils, Londra 1961 – Hans Hartung, Galleria Lorenzelli, Milano – Hans Hartung, Ateneo, Madrid – Hans Hartung, Galería Liceo, Cordoba – Hans Hartung: Pastelli, incisioni, litografie, Libreria Einaudi, Roma – Hans Hartung: Oeuvres 1922 – 1939, Galerie de France, Parigi – Hans Hartung: Pastels, Contemporary Art Centre, Beirut 1962 – Hans Hartung: Oeuvres récentes, Galerie de France, Parigi 1963 – Hans Hartung: Paintings, Im Erker Galerie, St. Gallen – Hans Hartung: Paintings and pastels, Galerie Günther Franke, Monaco – Hans Hartung, Kunsthaus, Zurigo;

Museum des 20 Jahrhunderts, Vienna; Kunstverein, Düsseldorf; Palais des Beaus-Arts, Brussels; Stedelijk Museum, Amsterdam 1964 – Hans Hartung: 15 peintures 19631964, Galerie de France, Parigi 1965 – Hans Hartung, Städtisches Museum, Brunswick – Hans Hartung: Exhibition of lithographs and prints, University of Pittsburgh, Pittsburgh – Hans Hartung: Paintings and graphic work, Holst Halvorsens Kunsthandel, Oslo – Hans Hartung: Prints and lithographs, Associated American Artist, New York – Hans Hartung: Small oil paintings and graphic work, Galerie Günther Franke, Monaco 1966 – Hans Hartung, Sala Neblí, Madrid; Galería René Metras, Barcellona; Sala Illescas, Bilbao – Hans Hartung, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino – Hans Hartung: Pastelli, incisioni e litografie, Galleria Stendhal, Milano

Dellupi arte, Milano 2017

75

Hartung cat.indd 75

14/03/17 10:45


76

Hartung cat.indd 76

14/03/17 09:14


Dellupi arte, Milano 2017 77

Hartung cat.indd 77

14/03/17 09:14


– Hans Hartung: 1961-1966, Im Erker Galerie, St. Gallen – Hans Hartung: Paintings, André Emmerich Gallery, New York 1967 – Hans Hartung: Paintings and pastels, Galleria La Polena, Genova – Hans Hartung: Paintings and pastels Galleria Narciso, Torino 1968 – Hans Hartung, City Museum and Art Gallery, Birmingham – Hans Hartung: Oils, pastels, engravings, Galerie Argos, Nantes 1969 – Hans Hartung, Musée national d’Art Moderne, Parigi – Hans Hartung, Galerie Saint-Michel, Bordeaux – Hans Hartung, Galerie de France, Parigi – Hans Hartung: Paintings, Galerie Veranneman, Brussels – Hans Hartung, École des Beaux-Arts et d’architecture, Marseille-Luminy – Hans Hartung, The Museum of Fine Arts, Houston; Musée du Québec, Ville de Québec; Museum of Contemporary Art, Montreal – Hans Hartung, Galleria Il Collezionista d’arte contemporanea, Roma – Hans Hartung: Oils, pastels, engravings, Kunstverein Braunschweig, Brunswick

Mostre collettive | Group exhibitions 1960 – Salon de mai, Parigi – Orient-Occident, Musée des Arts Décoratifs, Parigi – XXX Esposizione biennale internazionale d’arte, Venezia – French Painting Today, Museum of Tel Aviv; Tel Aviv; Bézalel National Museum, Gerusalemme; Museum of Modern Art, Haifa. 1961 – Salon de mai, Parigi – Painters of Today: France-Italy, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino – The Pittsburgh International Exhibition, Carnegie Institute, Pittsburg – XII Premio Lissone, Lissone – Paris, Crossroads of Painting 19451961, Stedelijk van Abbe Museum Eindhoven 1962 – Salon des Surindépendants, Parigi – XXXI Esposizione biennale internazionale d’arte, Venezia – The Pittsburgh International Exhibition, Carnegie Institute, Pittsburg – The School of Paris, Tate, Londra – Collections of French Expression, Musée des Arts Décoratifs, Parigi – Art from 1900 till Today, Museum des 20. Jahrhunderts, Vienna

1963 – Letter and Image, Staatliche Kunsthalle, Baden-Baden; Stedelijk Museum, Amsterdam – Contemporary French Paintings, National Gallery, Salisbury; Capetown; Johannesburg – The Dunn International, The Beaverbrook Art Gallery, Fredericton, New Brunswick; Tate, Londra 1964 – XXXII Esposizione biennale internazionale d’arte, Venezia – Documenta III, Museum Fridericianum, Kassel – 54/64. Painting and Sculpture of a Decade, Tate, Londra – 6 Paris Painters: Barbarigo, Bergman, Gischia, Hartung, Music, Pulga, Kunstverein, Wolsburg; Fränkische Galerie, Norimberga 1965 – 6th International Engraving Exhibition, Moderna Galerija, Lubliana – Painting Without a Brush, Institute of Contemporary Art, Boston – Dream – Sign – Space, WallrafRichartz Museum, Colonia

78

Hartung cat.indd 78

14/03/17 10:45


1966 – 1st International Engraving Biennale, Cracovia – Ten Years of Living Art: 1945-1955, Fondation Maeght, Saint-Paul-de-Vence – French Painting in South America, La Paz; Santiago del Cile; Lima; Colombia – 20 French Painters, Brussels; Luxemburg; Copenhagen; Liegi; Ghent; Charleroi 1967 – Salon de mai, Parigi – 7th International Engraving Exhibition, Moderna Galerija, Lubliana – The Pittsburgh International Exhibition, Carnegie Institute, Pittsburg – Tokyo Biennale 1967, Tokyo – Rosc ’67, Royal Dublin Society and National Museum of Ireland, Dublin – Arp, Bergman, Hartung, Magnelli, Musée Municipal, Saint-Paul-de-Vence – Ten Years of Living Art: 1955-1965, Fondation Maeght, Saint-Paul-de Vence – Expo ’67, Esposizione Universale, Montreal – Trends in Contemporary French Painting, Théâtre de l’Est parisien, Parigi; Kunstverein, Berlino; Kunsthaus, Amburgo – German Drawings and Watercolors of the Last Twenty Years, Kunstverein, Hannover

1968 – British International Print Biennale, Bradford City Art Gallery and Museums, Bradford – Painting in France 1900-1967, National Gallery of Art, Washington; The Metropolitan Museum of Art, New York; The Museum of Fine Arts, Boston; The Art Institute of Chicago, Chicago; The Palace of the Legion of Honor, San Francisco – Akademie 1968, Akademie der Künste, Berlino 1969 – 8th International Engraving Exhibition, Moderna Galerija, Lubliana – 10th São Paulo Biennale, São Paulo – Attraction 1924-1969, Centre Culturel Allemand, Parigi – Contemporary Art – Dialogue between East and West, National Museum of Modern Art, Tokyo – French Paintings Since 1900 from Private Collections in France, Royal Academy of Arts, Londra

79

Hartung cat.indd 79

14/03/17 09:14


Hans Hartung Gli anni ‘60

| ideato Luigi Dellupi created by

| testo Ilaria Porotto text by

da

di

coordinamento generale

Mirko Di Giovanni

|

general coordination

| assistant Grethe Nielsen assistente

| progetto Sara Salvi design

grafico

| traduzione Sara Farthing Mirko Di Giovanni Ilaria Porotto translation

photo credit

Bruno Bani

|

crediti fotografici

| ufficio stampa Dellupi Arte info@dellupiarte.com press office

| fotolito Graphic & Digital Project, Milano photolitography

| ringraziamenti Tutti coloro che hanno reso possibile questa mostra | we thank all those who made this exhibition possible acknowledgements

Š 2017 Dellupi arte

Dellupi arte is at complete disposal to whom might be related to the unidentified sources printed in this book La Dellupi arte è a disposizione degli eventuali aventi diritto per le fonti non individuate Printed in March 2017 edited by Graphic & Digital Project Finito di stampare nel mese di marzo 2017 a cura di Graphic & Digital Projec 80

Hartung cat.indd 80

14/03/17 10:45


hans hartung gli anni ‘60

cop Hartung 3.indd 1

hans hartung GLI ANNI ‘60

14/03/17 09:37

Hans Hartung. Gli anni '60  

Catalog of the exhibition "Hans Hartung. Gli anni '60" curated by Ilaria Porotto and edited by Dellupi Arte. Printed in March 2017.

Hans Hartung. Gli anni '60  

Catalog of the exhibition "Hans Hartung. Gli anni '60" curated by Ilaria Porotto and edited by Dellupi Arte. Printed in March 2017.

Advertisement