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Il termine quotidiano deriva dall'aggettivo quotidiano, che significa ogni giorno. Un quotidiano è una pubblicazione periodica che ha lo scopo di informare ogni giorno i lettori sugli avvenimenti che li possono interessare. Con la radio e la televisione costituisce uno dei maggiori strumenti informativi del nostro tempo. Oggi questo termine si utilizza per indicare le pubblicazioni stampate su carta;esse possono assumere diversa periodicità,cioè diversi intervalli di tempo fra una pubblicazione e la successiva. Possiamo trovare quotidiani pubblicati tutti i giorni, bisettimanali, i settimanali, i quindicinali,i mensili, i bimestrali, i bimestrali, i semestrali, gli annuali ecc.. Possiamo trovare delle pubblicazioni chiamate numeri unici,esse non sono destinate ad avere un seguito invece per quanto riguarda i numeri zero, si intende pubblicazioni di prova che vengono stampate prima che inizi una pubblicazione regolare. I giornali non creano la società, ma hanno molta importanza nel definire i limiti e nel mantenere l’ unità, promuovendo comuni interessi e tendenze. Allo stesso modo, un giornale locale aiuta una città o una provincia a conservare la propria individualità. STORIA: QUANDO NASCE IL QUOTIDIANO? La nascita del giornale è dovuta al verificarsi di alcuni eventi per esempio, l’ ingrandirsi delle città o e dall’ espansione dei commerci, per sapere cosa avveniva in luoghi lontani. Il primo “quotidiano” della storia fu il foglio degli Acta Diurna ,che Giulio Cesare esponeva Roma nel 59 a.c per informare la popolazione su disposizioni e avvisi che erano di rilievo. Nella seconda metà del cinquecento possiamo trovare una forma primitiva di quotidiano; gli stampatori (possiamo definirli come primi giornalisti) trasformarono i notiziari o manoscritti che circolavano nell’Europa rinascimentale, fra i mercanti che si scambiavano notizie sulla situazione economica, politica e militare, su usanze, costumi e tendenze, con contenuti anche “umanistici” e culturali ed avevano una periodicità irregolare e si occupavano solo di argomenti di attualità. Intorno agli anni il 1605 e il 1609 nasce il primo e vero giornale, che viene pubblicato ad Augsburg in Germania,nominato la Avisa-Relation oder Zeitung. In seguito i libri di notizie cambiarono formato e impaginazione, diventarono “fogli di notizie”.Essi offrivano velocità e facilità nella lettura. Sempre nello stesso periodo nacquero anche le riviste periodiche le quali incominciarono ad occuparsi solamente di cultura generale e filosofia. A Londra nel 1702 uscì, The Daily Courant.. In Francia il Journal de Paris nel 1777. Negli Stati Uniti il Pennsylvania Packet nel 1784. Per quanto riguarda i primi quotidiani italiani uscirono molto più tardi ,dopo il 1840. Per esempio Il Corriere Mercantile di Genova, nato come bisettimanale nel 1924, divenne quotidiano nel 1844. La Gazzetta del Popolo, nata a Torino nel 1848, continuò a uscire fino al 1983. L’Osservatore Romano uscì nel 1849 e divenne quotidiano nel 1851 e nel 1870 assunse il ruolo di organo ufficiale del Vaticano. Nel XVIII secolo si ebbero alcuni perfezionamenti nella stampa e nella regolarità della posta. E con una larga diffusione si sviluppò nel diciannovesimo, in particolare dopo l’invenzione del telegrafo nel 1844. Un altro impulso alla “quotidianità” delle notizie venne dalla nascita del telefono nel 1877. C’erano giornali “illustrati” anche negli anni precedenti, ma le prime fotografie furono pubblicate nel 1880. Infatti con l’ avvento della ferrovia accelerò il ritmo sia della raccolta delle notizie, sia della distribuzione di giornali e riviste. I giornali non vennero visti di buon occhio dai sovrani, perché essi esprimevano opinioni indipendenti e pubblicavano fatti, che le autorità avrebbero preferito tacere. Infatti in alcuni paesi i giornali non potevano uscire se non avevano una specie di licenza. I giornali potevano evidenziare avvenimenti di corruzione in campo politico, per esempio candidati politici che corrompevano un votante; a quei tempi i giornali potevano rischiare di essere soppressi dal governo. In altri casi i direttori venivano pagati per tacere su certe notizie.


Anche i governi di tipo non dittatoriale, se scoprivano casi simili limitavano la diffusione dei giornali,come per esempio in Inghilterra attraverso l’imposizione d’una forte tassa su ogni copia. Verso la metà del XIX secolo si verificano mutamenti decisivi: la libertà politica divenne la regola e non l’eccezione, si abolirono le tasse sulla stampa, le notizie cominciarono a giungere con una certa celerità grazie al telegrafo prima e al telefono poi. Lo sfruttamento su larga scala delle foreste canadesi e l’uso di macchine più evolute nelle cartiere fece scendere il costo della carta. Solo dopo il 1809 fu introdotto uno stile tutto diverso di scrivere in Inghilterra da Alfred Harmsworth e negli Stati Uniti da William Randolph Herast: essi inviavano le notizie in frasi concise e sintetiche, che poi venivano ampliate negli uffici in prosa. I loro giornali avevano prezzi accessibili anche alle classi meno ambienti e si rivolgevano alla nuova generazione poiché proprio in quel periodo l’ istruzione era diventata obbligatoria e quindi aveva messo la società in condizione di leggere. La velocità dei trasporti aveva dato luogo ai giornali nazionali che al mattino arrivavano in tutte le case. Nella maggior parte dei paesi europei del nord America e in altri continenti i giornali avevano un carattere regionale. La diffusione della stampa in Italia nel diciannovesimo secolo era limitata a causa dell' analfabetismo. La “tiratura” complessiva dei quotidiani non superava le 500 mila copie. All’inizio del ventesimo secolo, quando alle repressioni del 1898 seguì una fase politica di maggiore libertà, e con lo sviluppo industriale aumentarono le concentrazioni urbane, ci fu una crescita del numero di testate e un notevole aumento della diffusione. Dopo la prima guerra mondiale si aprì nel resto dell’Europa una nuova fase di sviluppo, ma in Italia la situazione fu bloccata dall’avvento del fascismo, che non solo impose la censura, ma limitò anche il numero delle testate (favorendo quel fenomeno di concentrazione che poi è continuato fino ai nostri giorni). Nel dopoguerra il numero di testate crebbe rapidamente, fino a 136, per poi scendere a 111 nel 1952, a 96 nel 1961 e a 75 nel 1975. La diffusione dei quotidiani cresceva poco o addirittura diminuiva. Da allora la situazione non è molto cambiata. Il numero di testate è di nuovo aumentato (ce ne sono circa 180, ma molte che erano indipendenti oggi fanno parte di grossi gruppi editoriali). La diffusione, alla fine degli anni ’80 aveva superato i sei milioni di copie, ma dal 1994 rimane più bassa. In rapporto alla popolazione è inferiore ai livelli d’anteguerra. Da allora la situazione non è molto cambiata. L’Italia era ed è fra i paesi più arretrati in Europa per diffusione e lettura della stampa quotidiana. Il problema è noto e ampiamente dibattuto. Ma quella che continua a mancare è una soluzione. Un fatto nuovo è la diffusione, in alcune città, di giornali distribuiti gratuitamente nelle stazioni delle metropolitane e in altri luoghi “frequentati”. Dal primo uscito a Roma nel 1999 si è arrivati alla diffusione in dieci città italiane. Si riempie così, in parte, lo spazio lasciato vuoto dal mancato sviluppo in Italia dei quotidiani “popolari” e dall’estinzione dei “pomeridiani”. Il numero di copie stampate è rilevante: secondo le dichiarazioni degli editori nel 2003 sarebbe arrivato a due milioni. Ma il fenomeno è limitato ad alcune aree urbane, raggiunge solo sporadicamente quella parte poco attiva della popolazione che è meno abituata alla lettura – e non incide molto sulla situazione complessiva della stampa. È anche aumentato il numero dei periodici “gratuiti”, diffusi in diversi canali, ma con un effetto marginale sulla diffusione totale e sulla lettura. Quotidiani

È nota la scarsa lettura della stampa in Italia. Ma anche in Francia, per i quotidiani, è relativamente debole (in parte compensata dalla lettura dei settimanali). È un po’ sorprendente che la Gran Bretagna (dove ci sono quotidiani con milioni di copie diffuse) sia a un livello più basso della Germania.


LA LIBERTÁ DI STAMPA Non c'è paese al mondo in cui il giornalista possa scrivere ciò che vuole, perché è obbligato a tener conto in primo luogo della linea di condotta del suo giornale, linea che può essere determinata dal governo, da un organismo politico, o da interessi commerciali o privati. Nelle nazioni a carattere assolutista tutti i giornale dovevano seguire le direttive del regime, e si dà addirittura il caso,che nei paesi comunisti, la stampa apparteneva allo Stato e gli editori dovevano essere comunisti e militanti. In Spagna e in Portogallo esistevano dei censori che esaminavano i giornali prima che potevano andare in stampa. Invece negli altri paesi Europei non si esercitava una vera e propria censura, ma una criticava e disapprovazione. Nella Repubblica Sudafricana i giornali sono soggetti a censura o a bando in caso di stato di emergenza; alcuni sono stati eliminati per sempre al momento della legge sulla soppressione del comunismo, e quei giornalisti non poterono più esercitare la professione. In molti alti paesi come: • Indonesia • Corea del Sud • Vietnam meridionale • Pakistan • Egitto • Sudan • Turchia • Ghana la stampa è controllata più dal governo. In conclusione la stampa libera è un' eccezione. I giornali quando sono chiamati ad esprimere un punto di vista sono, e non lo nascondono, organi di partiti politici, e i direttori, spesso essi sono uomini politici, danno poco spazio alle opinioni politiche che non condividono. Giornali di questo tipo sono comuni in paesi europei e in stati di nuova generazione come per esempio l' Asia e l' Africa, invece sono rari nei paesi di lingua inglese anche se di solito appoggino in modo generico un partito rispetto un altro partito. Il tono e il contenuto di questi giornali su argomenti sociali e politici è determinato in parte da opinioni dell' editore e del direttore, ma soprattutto dalle opinioni e dalle convinzioni della massa dei lettori. Nei paesi in cui non vige la censura,esiste una legge contro il reato di diffamazione: in Inghilterra in proposito le leggi sono molto severe e ciò porta alla non pubblicazioni di fatti, magari di pubblico interesse, che gettino discredito su qualcuno, a meno che non esistano prove confutabili. Inoltre sempre in questo paese vigono leggi severissime per quanto concerne notizie su casi legali “sub judice”(cioè in attesa di giudizio) allo scopo di garantire un processo il più possibile giusto e imparziale; invece per quanto riguarda i giornali americani essi possono scrivere ciò che vogliono su persone in attesa di processo. La legge inoltre può pretendere dai giornalisti che rivelino le fonti della loro informazioni, infatti in alcune realtà come in Germania Occidentale, in Norvegia, in Olanda e in Inghilterra è avvenuto che i cronisti fossero messi in prigione proprio per non aver voluto rilevare quali fossero le loro fonti. Nei paesi democratici il governo sa benissimo che sottoposto a critica, ma ciò nonostante capita spesso che cerchi di impedire la divulgazione di fatti che preferirebbe tener nascosti. In tutti gli Stati esistono leggi precise per l' incriminazione di coloro che divulgano segreti ufficiali (soprattutto di natura militare), ma che possono anche avere un grande significato politico; tali leggi servono a mettere a tacere fatti imbarazzanti per quel dato governo. La libertà di stampa ebbe in tutti i paesi, e in particolare in Italia, un’evoluzione complessa, con fasi di progresso e periodi di repressione e di censura. Per commentare tali frasi: • Uno dei più solenni elogi del giornalismo fu una dichiarazione di Thomas Jefferson nel 1787. «Se fossi costretto a scegliere fra un governo senza giornali, o giornali senza un governo, non esiterei a preferire la seconda scelta».


Ma non mancavano, anche in passato, opinioni meno benevole – come un’osservazione di Honoré Balzac citata da Alberto Cavallari: «Se la stampa non ci fosse, bisognerebbe soprattutto non inventarla. Il giornalismo è un inferno, un abisso d’iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non possiamo attraversare, e dal quale non possiamo uscire puliti». La libertà di stampa è importante per definire un paese Democratico. Alcuni criticano ciò, perché vedono nella stampa un aspetto solo negativo, ma come ogni cosa c'è un lato positivo o e uno negativo,l' importante è utilizzare questo canale in modo corretto, ma la domanda che ci dobbiamo porre veramente è ma “se i giornali non fossero esistiti come sarebbe l' Uomo “oggi?”. Forse non avrebbe ottenuto quelle libertà e quei diritti che rendo l' uomo Libero e non soggetto a Schiavitù. CLASSIFICAZIONE DELLA STAMPA QUOTIDIANA NEL MONDO Il mercato della stampa è molto ampio e per questo potrebbe assumere forme diversificate: i lettori non sono tutti uguali e quindi i giornali si diversificano. Possiamo trovare : • I quotidiani popolari sono diffusi nei paesi dove l’ abitudine alla lettura è molto diffusa (paesi anglosassoni). Essi acquisiscono di solito il formato tabloid , che è pari alla metà del formato classico di un quotidiano, quest’ultimo permette una lettura più agevole durante il viaggio in metropolitana e in treno per esempio. Questo tipo di giornale è in uso proprio in paesi dove si nota una grande diffusione dei mezzi di trasporto pubblico come in Gran Bretagna,in Germania e in Olanda; perché durante il viaggio trovano svago nella lettura del giornale in quanto rilassa e non è troppo impegnativa. In Italia è inesistente ciò, però si è diffusa notevolmente le radio locali. In conclusione non esistono veri e propri quotidiani popolari, possiamo trovare dei casi simili come per i settimanali di evasione Eva 3000, Novella 2000. Possiamo notare che le notizie del giornale popolare come pettegolezzi, cronaca rosa, storie di personaggi noti ecc..tendono ad occupare sempre di più i nostri quotidiani. • I quotidiani di informazione: sono definiti in questo modo perché si caratterizzano per il fatto di avere come obiettivo l’ informazione imparziale (non di parte) del lettore. Possono essere chiamati quotidiani indipendenti, per sottolineare il fatto che non dipendono da partiti o da gruppi che intendono condizionare i lettori. Attualmente sono comunemente chiamati quotidiani di opinione per segnalare il fatto che esprimono modi di pensare delineati. Oggi vengono chiamati anche quotidiani di opinione per segnalare il fatto che esprimono modi di pensare abbastanza delineati. • I quotidiani di partito: sono quelli che esprimono di chiaramente posizioni di gruppi di partiti. • I quotidiani economici: si occupano in modo particolare di economia, finanza, di mercati, di affari. Per alcuni come ad esempio i manager, dirigenti viene considerata una lettura quasi obbliga, in quanto sussiste una esigenza di approfondire la propria informazione al di là dei soli eventi e dei commenti di circostanza dei quotidiani più diffusi. • I quotidiani sportivi: sono dedicati allo sport nel mondo anglosassone è sconosciute si possono trovare notizie di tipo sportivo nei quotidiani normali. In Italia sono molto diffusi. • I quotidiani professionali: sono giornali che interessano esclusivamente determinate categorie .per coloro che operano nel settore turistico sono da citare le Agenzie di Viaggi (che è il giornale legato alla FIAVET) e Travel (pubblicato a Milano).


TESTATE NEL MONDO I giornali più diffusi nel mondo: (13/03/05) I primi 10: 1. Yomiuri Shimbun (Japan) 14,532,694 2. Asahi Shimbun (Japan) 12,601,375 3. Sichuan Ribao (China) 8,000,000 4. Mainichi Shimbun (Japan) 5,845,857 5. Bild (Germany) 5,674,400 6. Chunichi Shimbun (Japan) 4,323,144 7. Sun (England) 3,718,354 8. Renmin Ribao (China) 3,000,000 9. Sankei Shimbun (Japan) 2,890,835 10. Nihon Keizai Shimbun (Japan) 2,705,877 Per quanto riguarda l’ Italia la possiamo trovare al: 58. Corriere della Sera (Italy) 868,266 68. La Gazzetta dello Sport (Italy) 798,243 74. La Repubblica (Italy) 754,930. Un ruolo importante hanno le agenzie di stampa, le quali raccolgono le notizie che poi diffondono immediatamente. Le agenzie lavorano 24 ore su 24 ore, senza soste. I clienti principali delle agenzie di stampa sono i giornali, le radio e le televisioni ,oltre le grandi aziende e gli enti pubblici. Gli argomenti di rilevanza nazionale, impongono l’ agenzia di stampa a inviare i giornalisti sui luoghi degli eventi, invece se si tratta di argomenti di minora importanza, le notizie possono essere pubblicate così come sono sul quotidiano, citando la fonte. COME È FATTO UN QUOTIDIANO? La prima caratteristica che contraddistingue i quotidiani dal resto della stampa è l’ impaginazione. I settimanali, i mensili e le riviste hanno una particolare confezione. Il quotidiano può assumere due tipi di formati: quello tradizionale a grandi dimensioni e quello ridotto chiamati tabloid. Il numero di pagine varia considerevolmente a seconda dell’ importanza del giornale e quindi della pubblicità che riesce a raccogliere. LA PRIMA PAGINA La prima pagina del quotidiano si può considerare come la presentazione ai lettori. La sua impostazione è ritenuta importante per attrarre i lettori indecisi sull’ acquisto. Il disegno schematico della pagina di apertura del quotidiano prende il nome menabò e viene creato, nel pomeriggio del giorno precedente dell’ uscita dal comitato di redazione. Testata: É il nome del giornale Manchettes: sono piccoli riquadri contenenti annunci pubblicitari. Dati del giornale:si scorge sotto la testata sono indicati: 9 Il prezzo del giornale 9 La data 9 Il numero di emissione 9 Il nome del direttore 9 Prezzi all’ estero 9 Ecc... Il titolo di apertura: e l’ articolo che tratta la notizie considerata più importante è definito apertura. E’ posto al centro della pagina. Quando non c’è un’ unica notizia l’ apertura è sdoppiata in due; in questo caso l’ articolo è costituita dall’ articolo posto a sinistra.


Articolo di fondo: si trova posto a sinistra; esso esprime l’ opinione del giornale a un evento particolarmente importante, che può riguardare l’ argomento di apertura o anche un altro argomento. Articolo di spalla: tratta un argomento di rilievo o che può suscitare curiosità, e non necessariamente parla ti attualità rispetto all’ apertura. Esso si trova in alto a destra. Foto o vignetta: si trovano nella parte alta della prima pagina,la foto frequentemente è a colori ed è riferito all’ argomento di apertura; anche la vignetta rispecchia un argomento di apertura, ma esprime attraverso una battuta un opinione su un fatto di rilievo. Taglio alto: compare a metà pagina e fa riferimento a una notizia ritenuta particolarmente importante. Taglio basso: si trova in fondo della pagina e riguarda notizie curiose, legate alla vita quotidiana della vita politica. Taglio medio: si trova nella parte centrale della pagina. La pagina è riempita di civette, riquadri che rimandano a notizie o articoli contenuti nell’ interno del giornale. Spesso, il taglio medio o taglio basso, appare in corsivo. I TITOLI I titoli dei giornali cercano di attirare l’ attenzione sugli articoli e sui contenuti. I titoli possono assumere diverse dimensioni , e sono tradizionalmente tanto più grandi quanto maggiore è l’ importanza della notizia alla quale si riferiscono. Dal punto di vista dei contenuti, l’ impostazione dei titoli è conseguente all’ impostazione complessiva del giornale. I quotidiani di informazione utilizzano titoli abbastanza neutri, e propongono di fornire le essenziali informazioni, mentre quelli popolari ricorrono a fasi ad effetto. Per riguarda i quotidiani sportivi e quelli popolari, ricorrono a titoli composti solamente da una o due parole in modo da rendere la notizia più chiara possibile. Il titolo di un giornale si compone in tre parti: • L'OCCHIELLO: scritto in corpo lievemente superiore al testo normale ma inferiore a quello del titolo, è la parte sovrastante il titolo vero e proprio e ha la funzione di inquadrare le circostanze nelle quali si sviluppa l' evento descritto; • IL TITOLO: si trova al di sotto dell' occhiello ed è scritto al di sopra del testo. • IL SOMMARIO: posto al di sotto del titolo, con dimensione analoghe a quello dell' occhiello, riassume per punti il contenuto dell' articolo. Esempi di titoli: • Titolo neutro: 9 Occhiello: Con una tripletta di Rossi 9 Titolo: Italia -Spagna 3 a 0 9 Sommario: I gol tutti nel secondo tempo. Due pali colpiti dagli azzurri. Un rigore sbagliato dagli spagnoli nel finale. • Titolo emotivo 9 Occhiello: Guidata da un Rossi scatenato 9 Titolo: Grande Italia travolge la Spagna 3 a 0 9 Sommario: Fischiati dal pubblico dopo un fiasco primo tempo, gli azzurri si scatenano nella ripresa con tre gol del centravanti. Colpiti due pali dagli azzurri. Ininfluente il rigore sbagliato dagli Spagnoli nel finale. • Titolo lapidario 9 Occhiello: Travolta la Spagna 3 a 0 all' olimpico di Roma 9 Titolo: Vittoria! 9 Sommario: Trascinata da un Rossi irresistibile la nazionale azzurra ipnotizza le tenute furie rosse. Colpite anche due pali .


Inutile rigore sbagliato per gli spagnoli nel finale. • Titolo con gioco di parole 9 Occhiello: Con una tripletta 9 Titolo: Rossi affonda i rossi 9 Sommario: Battuta la Spagna 3 a 0. Le reti tutte nel secondo tempo. Colpiti anche due pali dagli azzurri. Gli spagnoli sbagliano un rigore all' 85. GLI ARTICOLI Gli articoli sono i testi dei giornali. Il tono dell' articolo cambia in funzione dell' argomento che si vuole parlare. Oltre al tono può anche variare l' impostazione del giornale e della tipologia del quotidiano. Gli articoli che compaiono nei quotidiani possono essere divisi in due grandi categorie. Articolo di cronaca Gli articoli sono quelli con i quali si raccontano dei fatti di attualità. Possiamo trovare : • Cronaca locale: cittadina, della provincia, per identificarne l' ambito. • Cronaca politica e parlamentale: che rende conto di eventi legati l' attività del governo, degli organi amministrativi dei sindacati e cosi via; • Cronaca sportiva: che narra avvenimenti sportivi; • Cronaca nera: che tratta di delitti, furti, disgrazie. • Cronaca rosa:che si occupa di pettegolezzi riguardanti personaggi famosi del mondo dello spettacolo e della moda. La cronaca oltre a raccontare un fatto accaduto, esprime opinioni e punti vista. Commenti e interviste Sono articoli dove vengono espresse delle opinioni di chi scrive e possono assumere diverse forme. • Editoriale:che di solito è posto in prima pagina come articolo di fondo, esprime l' opinione del giornale su un argomento ritenuto di particolare rilievo. • L' elzeviro: è un articolo che si occupa di eventi o di problemi culturali ed è scritto da una persona specializzata nell' argomento trattato, che può anche non essere un giornalista del quotidiano. • Commenti:sono importanti articoli di cronaca che vengono appunto commentati da importanti giornalisti o anche da esperti del giornale. Fanno parte di questa classificazione anche i corsivi che erano dei commenti da parte giornale. • Interviste: sono i resoconti di incontri e colloqui con personaggi importanti. • Inchieste: Sono articoli che affrontano gli argomenti in modo che intende essere più completo ed esauriente di una semplice cronaca e di un semplice commento. LE FIRME I quotidiani, per poter essere pubblicate, devono essere registrate presso il tribunale della località della località dove vengono editi. Ogni giornale deve avere un direttore responsabile,esso è un giornalista professionista, il quale si assume ogni responsabilità di quanto scritto. In Italia, come nei paesi dell' Unione d'Europa industrializzati c'è libertà di stampa: i giornalisti possono scrivere tutto quello che vogliono, ma possono operare al di fuori della legge. Il giornale non può insultare una persona o un' azienda , la legge non lo consente. La persona insultata ha diritto di denunciare il giornale e, in questo caso, il responsabile è appunto il direttore. Il giornale non può pubblicare segreti di Stato e non può andare contro la morale corrente, non può scrivere cose che offendono la religione e così via. In tutti i casi risponde il direttore responsabile oltre colui che ha firmato l' articolo.


LE PAGINE INTERNE I giornali sono divisi in sezione. Le prime pagine sono dedicate agli eventi più importanti della giornata; seguono i fatti esteri, spettacoli, sport, cultura , cronaca rosa,cronaca locale, le lettere dei lettori, le inchieste, i commenti e così via.(l'ordine varia da giornale). La terza pagina non esiste ed è destinata alla cultura e agli approfondimenti. Oggi i giornali dedicano a quelli argomenti numerose pagine interne, mentre la terza pagina è ormai sempre occupata da fatti del giorno. La pubblicità riveste un ruolo importante nel quotidiano, in quanto costituisce la quota maggiore degli introiti, molto superiore al ricavo del prezzo di vendita del giornale. Una parte della pubblicità è rappresentata da “annunci economici; tramite quest' ultimi si offrono o si cercano case e lavoro, si rivendono o si richiedono automobili o altri beni, si cercano amicizie, mogli, mariti e così via. QUANDO LE NOTIZIE SONO ATTENDIBILI? Il 70% degli italiani è convinto che i giornali diano notizie non veritiere. Secondo Umberto Eco, possiamo anche definirlo come il più importante studioso italiano di comunicazione di massa “ gli unici veramente attendibili sono quelli esplicitamente faziosi. Non fanno finta di dire la verità, ma ci dico quello che è veramente successo assumendosi tutta la propria responsabilità. LE NOTIZIE NON DATE Si parla di ciò quando non si vuole parlare di una cosa, e questo sta a significare che non è accaduta. Sono molte le cose che non si parla affatto, nonostante interessino oggettivamente i lettori. LE NOTIZIE NON DATE SISTEMATICAMENTE Un secondo modo è quello di far credere che ciò che costituisce una regola sia invece un' eccezione. Si prenda un' informazione che spesso ricorre su giornali: in occasione di festività, inizio o fine dei periodi di vacanza, il traffico automobilistico subisce grossi incrementi. In quelle occasioni i quotidiani riportano sempre il numero delle vittime della strada. Titoli come: “Week end di sangue: 20 morti sulle strade” sono comuni. Nella realtà si registra in media poco di più di 20 morti al giorno. Il fatto che in un week end si siano rilevati 20 morti per incidente stradali potrebbe addirittura indicare che ce ne sono stati meno della norma, il contrario da quello che il giornale fa credere. LE NOTIZIE INCOMPLETE Una notizia data parzialmente comporta una distorsione degli eventi. I casi più frequenti dove possiamo trovare notizie incomplete quando si parla di provvedimenti del Governo: raramente viene precisato con chiarezza se si tratta di decreti che entrano subito in vigore o di progetti di legge. FREE PRESS La stampa free press, nasce in Italia nel 2000 con l’introduzione a Milano e Roma del giornale “Metro”, e a pochi mesi di distanza escono nelle maggiori città italiane “Leggo”e “City”. Dagli anni della loro nascita fino ad oggi, i tre free journals italiani, si differenziano per la loro essenzialità, ma soprattutto per la loro gratuità, ed è stato riscontrato, che il pubblico è di più di due milioni di lettori. Già da qualche anno, i free journals gestiscono testate online, proprio come gran parte dei quotidiani a pagamento, con la possibilità di scaricare o sfogliare in maniera interattiva, essi permettono di interagire con il portale web attraverso servizi di meteo, oroscopo, forum e sondaggi vari. Il free journal è un prodotto molte semplice, che si ispira ad un formato tabloid, fatto di copia e incolla delle agenzie di stampa, con notizie brevi e un grande uso di fotografie e didascalie.


Viene distribuito gratuitamente nelle grandi città e viene letto in pochissimo tempo alle fermate degli autobus o nelle stazioni. Il pubblico di riferimento è soprattutto formato da studenti, immigrati e lavoratori, con una maggioranza di pubblico femminile. Il free journal dipende economicamente solo ed esclusivamente dalla pubblicità. Questi giornali sono sicuramente “adatti a un target ben definito, formato dal vasto numero di persone che, ogni giorno nelle grandi città, utilizzano i mezzi pubblici per raggiungere i luoghi di lavoro o per motivi di studio. Questi quotidiani coinvolgono più canali: Internet, Stampa e TV. La loro caratteristica è l'uso di colore, di immagini, di piccoli trafiletti di notizie e con l'uso di grandi titoli a caratteri cubitali che attirano maggiormente l' attenzione del lettore. Metro Metro é perfettamente la commistione tra stampa e web, proponendo un giornale che mescola al format del quotidiano su carta le formule comunicative del giornalismo on line, attraverso articoli brevi intervallati da annunci pubblicitari che sono simili ai banner on line. In Italia è uscito per la prima volta a Roma e a Milano nel 2000. Ha origini svedesi, infatti nasce nel 1995 dall' idea si due giornalisti,Robert Braunerheilm e Pele Anderson. E' diffuso in 23 paesi ed è scritto in 19 lingue diverse. Metro si distingue rispetto gli altri due quotidiani gratuiti per un modello informativo più universale. Il target di riferimento è sicuramente per un pubblico esperto di strumenti informatici e di comunicazione televisiva più che della stampa classica ed è compreso tra i 49 e 18 anni. Elemento che distingue sicuramente i tre quotidiani è il fatto di essere distribuito a livello globale e che è rintracciabile sul sito del Club Metro ed è scaricabile dal web. La parte locale del quotidiano è sicuramente approfondita ma lo spazio più ampio è dedicato alla cronaca e alla rassegna degli appuntamenti culturali e artistici. Dallo lyout è facile notare la struttura dello format in quanto si avvicina di più ad una testata on line piuttosto al modello di quotidiano classico. La prima pagina rispecchia molto quello che può essere la “home page” di una testata on line. La velocità di lettura del quotidiano è compresa tra i 10 e i 20 minuti, l' organizzazione dello spazio visivo e delle sezioni è suddiviso in base a diversi colori (Blu per attualità ed economia, arancione per lo sporte rosso per le rubriche), possiamo notare un uso abbondante di fotografie. City City è rivolto alle nuove generazioni e cerca di esplorare orare gli stili di vita dei giovani, esso si distacca dal modello giornalistico standard per creare un modello fortemente orientato al pubblico giovanile. Entrambi i quotidiani introducono quindi degli stili di fruizione diversi dall’esperienza di lettura del quotidiano tradizionale cercando di assomigliare allo zapping televisivo e alla navigazione on line. City è presente nel mercato dal 3 settembre 2001 ma possiamo trovarlo sia Milano, a Bari, a Bologna, a Firenze, a Genova, a Roma, a Napoli, a Torino, a Verona, a Bergamo, a Brescia, a Como, a Monza, a Varese e a Pavia. Una delle caratteristiche principali di questo quotidiano è sicuramente il pubblico di riferimento, il giornale infatti vanta un pubblico compreso tra i 14 e i 40 anni, sceglie di parlare a quel tipo di target consumatore, attento alla pubblicità ed esperto nell’uso dei nuovi media informatici. Esso cerca quindi di andare incontro alle aspettative di questo pubblico offrendo un giornale colorato, dal formato maneggevole volto ad esplorare gli stili di vita e le abitudini di consumo delle nuove generazioni. Come “Metro”, cerca di recuperare i tratti distintivi del linguaggio on line, attraverso articoli brevi, ed un linguaggio sintetico e di facile accessibilità, e con forte uso del colore ( azzurro per l’attualità, verde per lo sport e rosso per le rubriche) e delle immagini. Nella prima pagina viene strutturata come nel Metro ma con una particolarità, ovvero l’inserimento di una striscia chiamata “Previsione di felicità”, in cui vengono presentate delle brevissime notizie flash del giorno accompagnate da un


unico commento in forma di “smile”, sorridente, perplesso, triste, ecc. Inoltre, un tratto distintivo di City è sicuramente la seconda pagina, dedicata alla politica estera, nella parte inferiore, dove viene presentata una riproduzione di una carta geografica mondiale e, attraverso collegamenti grafici, viene “linkata” una breve notizia saliente a una precisa città del globo, tecnica che ci rimanda immediatamente alla funzione dei link nelle pagine web. La scelta delle notizie è guidata dal tentativo di apparire come un quotidiano giovanile e attento agli stili di vita dinamici. Viene dedicato un grande spazio per l’attualità e una vicinanza ai temi di realtà giovanile, come la musica e lo spettacolo. Inoltre, si cerca di guidare il proprio lettore proponendo delle sezioni particolari come “I Protagonisti”, “I Fatti”, “Le Idee” e “L’Intervista” e la sezione dedicata alla città specifica di distribuzione del giornale. Per rimanere sempre sulla linea dell’interesse per la cultura del consumo e dello spettacolo, va ricordata l’iniziativa “Citypass”, che offre ai lettori di questo quotidiano la possibilità di vincere biglietti per partite, concerti, cinema, teatro e moltissimi altri eventi, attraverso una semplicissima iscrizione on line. La testata on line di “City”, si presenta in maniera differente da quella di “Metro”. Come lo stesso quotidiano, si propone giovane e dinamica, mostrando anche nel web la sua personalità e la sua forte identità distintiva; Ma esso aggiunge una parte di community in cui gli utenti possono raccontare la propria città e interagire con il giornale e tra di loro. E come il Metro il sito è molto colorato e fortemente interattivo. Leggo Leggo, si distacca di più rispetto agli obiettivi dei precedenti e suggerisce una relazione tra stampa periodica e quotidiana, mantenendo una impostazione più simile al quotidiano tradizionale. Leggo è nato nel marzo del 2001 ed è il primo quotidiano nazionale gratuito. È diffuso in esclusiva nelle principali stazioni italiane, nelle metropolitane, nei centri commerciali e di aggregazione giovanile. “Leggo” è distribuito nelle 15 principali città italiane: Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze, Bologna, Venezia, Padova, Verona, Genova, Como, Varese, Bergamo, Brescia e Bari. A differenza di “City” e “Metro”, questo quotidiano mantiene una impostazione più tradizionale, ispirata al tabloid, e cerca di rivolgersi a un pubblico non necessariamente nelle fasce di età estremamente giovanili, ma a un pubblico generico compreso tra i 15 e i 54 anni. “Leggo” si presenta in maniera diversa fin dalla prima pagina, infatti non compaiono troppe notizie o piccole sintesi ,ma troviamo un’organizzazione e un’impaginazione più simile a quella dei quotidiani classici o ai cosiddetti settimanali familiari, come “Oggi” e “Gente”. Le immagini utilizzate sono molte e gli articoli sono incorniciati e ben impaginati tra di loro. Le sezioni del quotidiano sono divise secondo le tematiche ricorrenti per i grandi quotidiani come, “Attualità”, “Sport”, “Tecnologia”, “Spettacoli e Tv” e “Cronaca”, con affianco le pagine di “Bellezza”, “Oroscopo” e dei “Giochi”. “Leggo” si differenzia sicuramente per aver seguito un’impostazione sicuramente più classica per la strutturazione delle diverse sezioni del giornale. Una particolarità riguarda trattazione delle notizie, da parte di questo quotidiano, è sicuramente dalla sua dipendenza dagli altri medium e dal medium televisivo in primis. Inoltre non è raro leggere di notizie e informazioni trasmessi dai Telegiornali e a volte articoli dedicati alle trasmissioni televisive. E' particolare la scelta dell’organizzazione della testata online del quotidiano “Leggo” Il sito si presenta attraverso l’utilizzo di una grafica sobria e una strutturazione della pagina web standard, con una colonna centrale, dove all’interno troviamo le notizie più importanti di cronaca estera, locale e rosa, e con sezioni come: “Love&Co”, “Animali”, “Motori”, “caro Leggo ti scrivo”, ecc. .


Sicuramente i free papers rappresentano una forte novità nell’ambiente mediale del nuovo millennio É stato il web ad insegnare alle nuove generazioni che non devi pagare per i contenuti: la libera circolazione sarà un trend in crescita per tutti i media”. Questi tre giornali hanno visto una notevole espansione nel numero dei lettori, nella formazione di una identità di testata e uno sviluppo economico notevole degli introiti pubblicitari per le diverse case editrici e gruppi di gestione dei quotidiani. Sicuramente, anche a livello di redazione, c’è stato uno sviluppo di nuove personalità lavorative nel campo della comunicazione, che tendono a condividere le proprie competenze con le figure del giornalismo online. Dato il grande sviluppo di questa nuova forma di comunicazione è stato spesso portato avanti il dubbio che questi quotidiani gratuiti, così accattivanti, potessero portare via una fetta di lettori ai grandi quotidiani nazionali, ma ciò non è accaduto in quanto chi legge i free press non è comunque un lettore fedele dei grandi quotidiani anzi una ricerca svedese attuata da “Metro”, dimostra come il lettore si avvicini dapprima ai giornali gratuiti poi diventi un lettore di giornali a pagamento. Una nota negativa che riguardi i free press e che questo prodotto mediatico sarebbe potuto diventare qualcosa di più di un semplice giornale “usa e getta”. “Avrebbe potuto dedicare spazio a quei temi sociali che sono propri di questa fascia della popolazione, sempre molto interessata direttamente o indirettamente ad argomenti come l’immigrazione, la scuola, il carcere, il welfare, in generale il terzo settore e il grande arcipelago del volontariato. Avrebbe potuto costruire una informazione “dedicata”, creare contenitori e selezionare argomenti spesso snobbati dalla stampa generalista.”. Insomma, al di là dei vincoli forse imposti dal mercato pubblicitario e delle limitate risorse, sarebbe potuto diventare un buon veicolo per la trasmissione di temi alternativi. Di fronte a alla crisi di gran parte della carta stampata l’unica via di scampo per i giornali potrebbe essere un accostamento al modello della free press.



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