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24/04/2013

SI PUÒ PARLARE DI “INFORMATION TRANSLITERACY” [TRANSALFABETISMO O ALFABETISMO TRASVERSALE]? Vincent LIQUETE ( Bordeaux University – IMS/CNRS UMR 5218 ) [Human Engineering and Knowledge Engineering (Team CIH)]

Roma, 24 aprile 2013 - Università Roma Tre

1‐ PREMESSA Da vent’anni a questa parte, i concetti di «information  literacy» e «Transliteracy» sono stati  oggetto di una  molteplicità di definizioni e di un’ampia letteratura  scientifica, specialmente nel mondo anglosassone.  Ora è anche un interesse è anche n interesse scientifico del mondo francese. francese  Per esempio, la ricerca Erté «Culture de l’information et  curriculum documentaire» (2006‐2010), ricerca LIMIN‐R (Littératies informationnelle, Médiatique et Informatique  – Recherche) (2010‐2012), ricerca in corso «Trans.‐I.»  (translittératie Informationnelle) e «Translit» (2013‐2016) 

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2‐ LA POSIZIONE DEL RICERCATORE RIGUARDO ALLA TRANSLITERACY

Diverse analisi nelle scienze della comunicazione e  dell’informazione stanno seguendo soltanto lo sviluppo degli aspetti tecnici senza considerare la dimensione storica.  Inoltre, non si può concepire la cultura della  informazione digitale al singolare. Le ricerche più  rigorose a livello mondiale mostrano una divisione e  i li ll di l t di i i anche una frammentazione a livello sociale delle  pratiche nel digitale e nell’informazionale.  Tali pratiche vanno infatti considerate nella dimensione plurale.  La nostra ricerca è un’articolazione tra l’identificazione di  buone pratiche dell’informazione digitale nella scuola e  in ambiti viciniori (campo degli architetti e dei diversi attori dell’industria edilizia sostenibile) 

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3‐ DI CHE SI TRATTA PRECISAMENTE?

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Cultura dell’informazione? Cultura informativa? Information transliteracy?  [Trans‐alfabetismo informativo?]

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DEFINIZIONE : CULTURA DELL’INFORMAZIONE (CI)  

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1‐ «Comprendere l’informazione come uno strumento di potere e influenza, integrazione e posizionamento sociale» (Couzinet, 2009). 2‐ CI aiuta gli individui a decifrare e comprendere il loro ambiente professionale, culturale, scolastico e sociale 3‐ CI è una «metacultura» che supera il contesto locale così come i limiti di spazio e tempo. 4‐ CI solleva semplici domande di tipo metodologico e 4 documentalistico. Secondo Brigittte Juanals (2003), è importante andare oltre la competenza metodologica e tecnologica nell’accesso e nell’uso dell’informazione, e cercare di conseguire una reale cultura dell’informazione che comprenda la cultura generale, l’auto‐riflessione e l’etica.

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DIFFERENZE TRA CULTURA INFORMATIVA (IC) E CULTURA DELL’INFORMAZIONE (CI)    

1‐ IC si riferisce a teoria, epistemologia e ricerca accademica. È collegata alla didattica dell’informazione. 2‐ IC è centrata su considerazioni individuali e normative. È valutata a livello istituzionale. 3‐ IC è focalizzata sulle questioni del trasferimento e 3 sull’acquisizione delle nozioni centrali (Gardiès) 4‐ IC è individuale, focalizzata su competenze e processi cognitivi complessi (Archambault, 2009)

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COS’È L’INFORMATION TRANSLITERACY ?

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Transliteracy (alfabetismo trasversale) è un concetto usato per la prima volta da ricercatori anglosassoni operanti sugli alfabetismi relativi alla scrittura. L’approccio storico determina 5 principi: ‐ 1 Il concetto di alfabetismo è legato alla prospettiva antropologica di Jack Goody (1977 The Domestication of the Savage Mind) che confronta culture orali e culture scritte, sottolinea il processo di trasformazione della civiltà avviato con l’invenzione della scrittura che consente la comunicazione e la circolazione a distanza delle idee; ‐ 2 La struttura delle tecnologie scambia e organizza il pensiero secondo formati « piccoli » e « grandi » formats (Foucault 1995 Discipline & Punish: The Birth of the Prison) 7

CHE COS’È L’INFORMATION TRANSLITERACY ? ‐

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3 GLi alfabetismi occupano tutte le sfere della società, classi popolari comprese, reinventando la cultura (Richard Hoggart 1957 The Uses of Literacy: Aspects of Working Class Life) 4 L’alfabetismo è considerato non soltanto a livello culturale ma anche a livello di pratiche sociali e i f informative i (f l ricerca, (favole, i ...)) in i una prospettiva i etnografica. L’analisi delle pratiche è centrale dagli anni ‘90 nella Lancaster School sugli studi dei nuovi alfabetismi (Béatrice Fraenkel) 5 Studio dalla prospettiva culturale a quella sociale, piuttosto che dalla sociale alla pragmatica. L’osservazione si incentra sulle pratiche collettive degli attori più che su quelle individuali. 8

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4‐ DEFINIRE IL CONCETTO DI TRANSLITERACY 

Riteniamo la prospettiva anglosassone più aperta e  ampia della nostra, come suggerito da Susan Thomas in  2007:

"Transliteracy is the ability to read, write and  g fp f , interact across a range of platforms, tools and  media from signing and orality‐through  handwriting, print, TV, radio and film, to digital  social networks. “ [Trad.: La transliteracy è l’abilità di leggere, scrivere e  interagire attraverso una gamma di piattaforme, strumenti  e media dai segni e dall’oralità attraverso la scrittura, la  stampa, la TV, radio e film, fino ai network digitali]

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5‐ COSA CI DICE IL PREFISSO « TRANS » Il prefisso "Trans" rimanda a 4 idee principali:  TRANS‐ come « trasversalità » : la Transliteracy coinvolge la  "transversalità" di approcci e abilità. Ciò significa esaminare un  insieme di abilità e capacità comuni a tutti i contesta mediali e le  tecniche osservate; 

TRANS‐ come « trasformare situazioni e informazioni » : anche il  processo implica la trasformazione la trasformazione di situazioni di situazioni e del e del contenuto informativo attraverso pratiche e procedure condotte dagli stessi attori implicati;

TRANS‐ per « "transizione" in tempo» :  recentemente, le nostre  osservazioni tendono a mostrare che gli individui cominciano il loro  lavoro sull’informazione con una fase di scambio collettivo e  comparazione di idee. Poi muovono verso una fase più personale di  riflessione, produzione scritta e proprietà;

TRANS‐ per « trasgressione » : cioé, nel contesto accademico,  bypassare le norme, proibizioni e standard imposte dall’istituzione educativa

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PRECEDENTE CONCETTO DI MEDIA & INFORMATION LITTERACY (MIL) NELLA PROSPETTIVA ANGLOSASSONE Competenza digitale

Competenza di rete

Competenza nell’uso di Internet

Competenza nei media

Competenza nella libertà di espressione

MIL

Competenza informatica

Competenza bibliotecaria

Competenza nelle notizie

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TRANSLITERACY: 3 CAMPI DI ARTICOLAZIONE

Information transliteracy

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Mass media :  media digitali

Documentazione dell’informazione:  documento digitale

Computer e digitale:  cultura digitale

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CONTEMPORANEITÀ « professionale »: adattamento al contesto lavorativo e ai suoi continui cambiamenti;  « culturale »: adattamento con il quale identifichiamo tendenze e significativi cambiamenti nell’accedere alla fruizione dei vari oggetti culturali;  infine, « formativo »: adattamento con cui cerchiamo gradualmente di raggiungere un livello di autonomia in relazione con la conoscenza e la costruzione della conoscenza. 

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6‐ TRANSLITERACY: 3 MODELLI DI ADATTAMENTO ALLA

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7‐ TRANSLITERACY : UNA CULTURA UNICA E DIVERSA Transliteracy non è la cultura dell’informazione :  la seconda è più critica e operativa nell’incorporare le dimensioni  critiche e civiche dei diversi attori riguardo all’informazione;  Non è una cultura in senso antropologico :  È come se il mondo digitale tenesse poco conto delle questioni di condivisione, dei modi di affiliazione e delle forme rituali, benché sia centrale comprendere una cultura in costruzione. Infatti, le culture digitali sono più orientate a descrivere ciò che offrono piuttosto ciò che realmente fanno.  Non è una cultura dell’ "alfabetizzato" : Transliteracy consente un elemento di scelta nelle pratiche sociali che sono spontanee. Permette agli individui di creare le loro soluzioni digitali all’informazione sulle reti. 

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8- L’EMERGENZA DI NUOVE FORME DI ABILITÀ ORIENTATE VERSO LA TRANSLITERACY: 4 PUNTI DA TENERE IN CONTO 

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1‐ "verifica" che comprende non soltanto la natura  dell’informazione, il contenuto e i risultati, ma anche l’intero  processo della produzione di contenuto e la catena delle  attività che portano al contenuto in questione. 2‐ Essere capaci di « valutare il potenziale complessivo degli  ambienti tecnici‐informativi ambienti tecnici informativi » disponibile, particularmente nel  disponibile particularmente nel campo dell’apprendimento e nel mondo professionale. 3‐ Sviluppare dimestichezza con le procedure operative,  andando oltre il semplice livello di reagire a uno stimolo. 4‐ Mantenere una «distance cognitiva » dai risultati immediati offerti dai sistemi di informazione (motori, ambienti virtuali di  apprendimento, ...). Le culture digitali ci insegnano che vi è  sempre una risposta alle nostre domande ... Ma di quale  risposta si tratta?

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9‐ « 8 » ABILITÀ DI TRANSLITERACY MS1: comprensione dei sistemi di informazione, una  sorta di “comprensione informativa"  MS2: «conoscenza dell’informazione»  MS3: conoscenza procedurale in relazione con  aspetti  tecnici (("applicazioni applicazioni dell dell’informazione") informazione )  MS4: la capacità di misurare il potenziale dell’ambiente  o delle tecniche usate ("potenziale informativo"). 

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MS5: "strategie operative" orientate verso  l’organizzazione e la perpetuazione della memoria di  lavoro.  MS6: La capacità di ritrarsi dalla quotidiana e, talvolta,  "meccanica" meccanica  ee sistematica , ricezione dell sistematica ricezione dell’informazione informazione.  MS7: Le tecnologie e i dispositivi tecnologici ci  sollecitano sugli aspetti sensori, fisici e tattili; Alan Liu  (2012)   MS8: l’ultimo MS è antropocentrico e consiste nella  verifica di come identificare e caratterizzare i propri stili  cognitivi. 

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10‐ IN CONCLUSIONE Attualmente 2 principali tendenze: 1‐ Transliteracy centrata su una posizione radicalmente  ecologica, che consiste nell’interrogarsi continuamente  sulle proprie azioni e nell’influenza degli ambienti (a  livello tecnico organizzativo informativo) sul sé; livello tecnico, organizzativo, informativo) sul sé;  2‐ richiede un’attitudine all’autonoma auto‐analisi del  modo di fare le cose, dove ognuno dovrebbe essere  pronto in teoria a “superarsi" in un tentativo di esplorare  forme tecnologiche e info‐comunicative sconosciute.  

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GRAZIE PER LE VOSTRA ATTENZIONE!

vincent.liquete@ims-bordeaux.fr

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