Il Giornale della Media #1

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17 DICEMBRE 2020

Cuore Soffia un Vento Nuovo Non chiamatelo “Giornalino” Tre giovani studenti hanno deciso che la scuola media degli Istituti De Amicis avrà il suo Giornale

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irca un mese fa sono stato “convocato” da tre studenti della 1A media degli Istituti De Amicis; una richiesta irrevocabile e improrogabile: “dobbiamo vederla subito!”. Divertito ma anche sorpreso da una chiamata così categorica ho incontrato subito Rocco, Valentina e Zoe che mi hanno comunicato che avevano deciso di fondare il giornalino delle scuole medie. “Bene!” ho risposto, ma “un giornale ha bisogno di giornalisti, una redazione, un direttore responsabile almeno per iniziare”. Risposta immediata:” siamo noi!”. Hanno replicato a tutte le mie obiezioni con una determinazione e una volontà che deve mettere a tacere chi ancora si permette di criticare la loro generazione. Allora ecco il primo numero: essenziale, con i loro tre articoli (mi hanno assicurato che il progetto si allargherà a tutti gli studenti interessati) che trasmettono il loro entusiasmo e la loro professionalità. Gli articoli affrontano tematiche “forti”: il covid-19, la vita al Deamicis e svelano i segreti di un personaggio fondamentale della nostra scuola: il Maestro. Sono momenti come questi che ci rendono orgogliosi del nostro lavoro e regalano momenti di soddisfazione indescrivibili in un periodo che mai come prima ha messo in crisi le nostre certezze e in discussione il nostro domani. Ma se il futuro sarà realizzato dai nostri studenti, gli e nipoti una cosa è certa: i miglioramenti saranno incalcolabili. Dunque questa è la copia digitale del nostro, pardon, del loro giornale, leggetelo come ho fatto io, con rispetto e ammirazione, e se il primo numero vi sembra un po’ troppo tosto, beh “È la stampa bellezza!” Giulio Massa

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Rocco Dominioni Ciao a tutti mi presento sono Rocco E da oggi sarò il vostro responsabile della attualità

Nicole Valentina Prina Ciao a tutti io sono Valentina e oggi vi parlo del DeAmicis

Zoe Laura Marena Ciao a tutti sono Zoe e oggi vi offro uno scoop: un’intervista in esclusiva al Maestro


IDEA

17 DICEMBRE 2020 Lombardia dove viviamo noi secondo me siamo un po’ più fortunati, possiamo dirlo perché la sanità e gli ospedali funzionano bene mentre altre regioni funzionano meno bene e questo crea dei problemi però in qualche modo mi sembra di poter dire che si sta dando una svolta in Italia. In alcuni paesi del mondo i problemi sono legati al fatto che ci sono dei governanti che non riconoscono la gravità della situazione: il Covid è un problema di salute serio, quindi in quei paesi la situazione sanitaria è meno sotto controllo, ma per fortuna penso non in Europa e non in ItaliaD - bene e tornando alla domanda precedente quali indicazioni ci può dare per i comportamenti da tenere per combattere la pandemiaR- allora io penso che sia molto importante seguire 2 indicazioni principali: tenere la mascherina e osservare il distanziamento sociale (cioè evitare gli assembramenti, evitare di stare troppe persone insieme soprattutto in luoghi chiusi) questa è un indicazione molto importante e devo dire rispetto a me che mi sono ammalato è un’ INDICAZIONE CHE HO RISPETTATO MA FORSE NON HO RISPETTATO FIN IN FONDO perché se fossi stato più attento soprattutto all’uso della mascherina in tutti i luoghi forse non mi sarei ammalato. Queste due cose, come ci dicono gli esperti, sono molto importantiD- ok grazie. Visto che sappiamo che è stato ammalato, come ha trovato la condizione dell’ospedale in cui è stato curato?R- allora io devo dire che sono stato molto fortunato e sono stato curato molto molto bene. Sono stato curato in un ospedale milanese molto buono, ho passato i primi due giorni al pronto soccorso e forse questo è stato un pò più faticoso c’era tanta gente ammalata eravamo in uno stanzone grande con diverse persone ammalate e dopo due giorni mi hanno portato in un reparto e lì la situazione era più tranquilla. I medici erano molto bravi mi hanno fatto una serie di cure che mi hanno consentito di riprendermi e di ristabilirmi bene, ma

Rocco intervista Gaetano Ruta.

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o deciso di iniziare alla grande e quindi sono andato a intervistare un PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI MILANO di nome Gaetano Ruta. Voi direte che cosa c’entra con il Covid-19 Beh, per la verità l’ho intervistato perché si è ammalato di Covid-19 e lo hanno portato in ospedale. Questa è l’Intervista che ho fatto. D - Salve, grazie per essere qui R - Grazie per l’invitoD - Partiamo subito con le domande: che misure adotteresti per contrastare il Covid-19 R- io non ho la capacità di dire quali misure devono essere adottate per contrastare il Covid-19 perché questo ce lo possono dire soltanto i medici e gli esperti di epidemie. La cosa importante è cercare di rispettare quello che i medici dicono poi c’è una catena di comportamenti anche istituzionali che devono essere assunti, poi ci sono i nostri governanti che devono stabilire delle regole sulla base di quello che dicono i medici che noi dobbiamo rispettare, quindi le mascherine, il distanziamento sono tutte cose molto importanti. Sono importanti non perché lo dico io o lo dice un cittadino qualunque ma perché sono le regole che ci hanno indicato i medici, che conoscono la malattia e hanno le competenzeD - ok grazie e come valuta la situazione sanitaria delle regioni e dei paesi del mondo, come stanno affrontando la pandemia?R-ma noi siamo a Milano quindi riusciamo a dare una risposta su quello che riguarda Milano e io poi avendo la mia famiglia di origine che vive tra Roma e la Sicilia ho anche delle informazioni su quello che c’è nel Lazio e in Sicilia, vedo che con tutte le diversità del caso e le diversità tra le regioni in Italia si sta cercando di affrontare questa situazione in maniera in qualche modo che risponde alle indicazioni della scienza. Ecco, con tante contraddizioni e con tanti limiti lo vediamo per esempio quello che sta succedendo in Calabria. In

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pandemia ha creato dei problemi e anche sul lavoro sta rallentando tutto quanto, però vedo che almeno le persone attorno a me lo stanno affrontando con grande serietà e responsabilità e questo è importanteD- un’ultima domanda: quali consigli ci può dare ai noi giovani in questo periodo?R- io capisco che non è un momento facile perché stare molto a casa e avere pochi contatti esterni con i propri amici, non potere fare sport crea delle dif coltà. Può essere importante però per la crescita personale cercare di capire che i momenti

di maggiore solitudine possono essere utili perché capita poi nella vita, quando si cresce e si va avanti negli anni, di vivere delle fasi in cui si è un pò più soli e un pò più distaccati dagli altri. Quindi è importante raccogliersi, provare a fare delle cose da soli o con i propri genitori, leggere un libro. Questa iniziativa del giornalino, per esempio, penso che sia una cosa bella è intelligente perché è uno scoprire qualcosa di nuovo, un elemento di novità che si può realizzare anche da casa come stiamo facendo noi due in questo momento. Restare soli e ri ettere su se stessi, anche quando si è un pò più piccoli può avere la sua importanza.

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non erano molto bravi solo i medici ma anche gli infermieri erano molto bravi e pazienti perché con le persone ammalate non bisogna essere soltanto bravi per curarle, ma anche pazienti e cercare di comprenderle nel loro stato d’animo. In questo devo dire sono stati molto comprensivi. Questa è la qualità che io riconosco molto a loro, la situazione era dif cile per loro perché c’era sempre più gente che si ammalava e io ho molto apprezzato il fatto che nonostante ci fosse sempre più gente che si ammalava e sempre più lavoro per questi infermieri e per questi medici, loro hanno sempre mantenuto la calma, sono stati sempre molto pazienti e hanno portato avanti il loro lavoro senza creare pressione su di noi che eravamo lì in ospedale. Quindi io sono stato curato molto molto bene e sono molto grato e riconoscente ai medici del San Raffaele.D- bene, sono veramente bravi questi medici ci stanno aiutando molto in questo periodo, soprattutto le persone come Lei che purtroppo hanno avuto la sfortuna di ammalarsi.R- nella sfortuna, (perché è stata una sfortuna ammalarsi), sono stato certamente molto fortunato perché ho trovato dei medici molto bravi.D- Giusto . Ovviamente, se si sente di rispondere, come ha affrontando questo periodo?R- ALL’INIZIO ERO UN PO PREOCCUPATO PERCHÉ OLTRE A ME SI SONO AMMALATI TUTTI E DUE I MIEI FIGLI CHE NON HANNO POTUTO ANDARE A SCUOLA SONO STATE MESSE IN QUARANTENA LE LORO CLASSI E QUINDI HO SENTITO LA RESPONSABILITÀ perché io mi sono ammalato, ho contagiato i bambini ed è stata una catena di eventi che ha creato delle dif coltà, dei problemi organizzativi a tante famiglie. Però devo dire che tutti sono stati molto affettuosi e comprensivi nei miei confronti perché non mi hanno fatto pesare questa situazione, ci sono venuti incontro e poi via via che il tempo passava ero sempre più tranquillo perché vedevo che la malattia stava per terminare. Quindi l’ho vissuta con un pò più di ansia all’inizio e poi via via in maniera più semplice: i miei gli erano guariti, io stavo meglio, i medici mi curavano bene, le persone intorno a me erano tutte molto gentili e quindi alla ne sono stato più sereno.D- Bene quindi adesso si è ripreso?R. Adesso mi sono ripreso, in questo momento sono in uf cio, MI RENDO CONTO CHE LA VITA FUORI NON È PIÙ NORMALE perché questa


Molte grazie per questa intervista e per i suoi consigli le auguro serene buone feste

VALENTINA E IL DEAMICIS

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na cosa dobbiamo dirla subito: gli Istituti De Amicis sono molto organizzati.

Ad esempio durante il lockdown hanno reso tutto molto semplice e più facile per i ragazzi e naturalmente ci forniscono i tablet, ma non per giocare, per studiare, inoltre così abbiamo i libri digitali, e quindi non ci spacchiamo le spalle.

Intervista al Maestro Come si chiama e qual è il suo cognome? Mi chiamo Carlo Graziano, ma mi chiamano “maestro” perché diversi anni fa insegnavo presso gli Istituti De Amicis.

In questo giornalino io avrò questa pagina: la pagina scuola, ma non sarò troppo noiosa. Noi della 1 media abbiamo queste materie e ogni due mesi ne sceglierò una per parlarvene. Storia Scienze Arte Sport Matematica Geogra a Musica Spagnolo

Da quanto tempo lavora? Lavoro da 42 anni. Da quanto tempo lavora per gli alunni degli Istituti De Amicis? Da più di vent’anni sono responsabile del servizio mensa per i ragazzi. Quando aveva la nostra età quale sport faceva? Lo sport più praticato era il calcio.

Il mio primo articolo sarà sullo sport, preparatevi, nel frattempo vi segnalo che noi di 1 media abbiamo già affrontato, tra gli altri, Nuoto sincronizzato Nuoto subacqueo Scherma

Da dove proviene? Io sono originario della provincia di Avellino. Che squadre tifa? Tifo per il Napoli e tiferò sempre il Napoli. Le piace Milano come città? Sì, mi piace Milano come città. Le piace lavorare nel mondo della scuola? Se sì, perché? Ovviamente, lavorare con i ragazzi mi riempie di gioia e di soddisfazione.

Che cosa ne pensa della situazione Covid-19? È una situazione molto particolare che ci deve far ri ettere sui nostri comportamenti e sul modo di vivere.

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Bene allora al prossimo numero e buone feste a tutti