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FEBBRAIO – MARZO 2011


Stai bene ? Ti incazzi quasi mai ? Raramente ti senti stanco e stressato ? Trascorri delle belle giornate ? Hai delle interessanti relazioni sociali ? Godi di buona salute ? Sei contento ? Sei felice ? Prendi delle decisioni bello convinto ? Sei tu che decidi della tua vita ? Sai affrontare crisi, litigi e conflitti con forza e serenitĂ  ? Tutto OK, tutto al meglio ?

Allora noi non ti serviamo.

Z.N.K.R. Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera

Milano. Corsi collettivi. Incontri individuali. Seminari del Sabato.

Tiziano Santambrogio Esperto di Arti Asiatiche del confliggere e del buon vivere; counselor Gestalt; socio AISCON (Associazione Italo Svizzera di Counseling) La Scuola: http://www.znkr.it/ http://www.facebook.com/group.php?gid=116344158401343&v=wall Tiziano: http://www.tizianosantambrogio.it/ http://tiziano-cinquepassineldestino.blogspot.com/ tel. 339.415.13.69; mail: tsantambrogio@yahoo.it

Chi incontra il demone muore. Chi non muore diventa schiavo. Chi non diventa schiavo, diffonderĂ  il demone. (Kai Zen)


Sabato 14 Maggio 2011 Cascina Battignana—S. Sebastiano Curone (AL) ore 09,30—12,30 Formazione Marziale. A seguire, pranzo e divertimento libero.

Raduno ed Esami Kenpo L’artista marziale si impegna a comprendere il combattimento, che è sordido, violento, brutale. Comprenderlo richiede complicità nell’esperienza della violenza e della sofferenza. L’artista marziale che vuole opporsi ad un predatore, deve sperimentare su di sé qualcosa di più di un eco dell’esperienza del predatore. Per liberarsi dalla paura, dal dolore, occorre che sperimenti l’angoscia del predare ed essere predato. Conduce Tiziano Santambrogio, esperto di Arti Asiatiche del confliggere e del buon vivere; counselor Gestalt, coadiuvato dai componenti la Comm. Tecnica dello Z.N.K.R. Contatti: M° Giuseppe 3337446912; M° Massimiliano 3358025467

Z.N.K.R.—www.znkr.it


I R I G I H S E M A T provocazioni ed incontri

Domande, l guerriero lungo la Via de

I

n tempi non sospetti, ebbi a scrivere di come il complesso di Edipo avesse lasciato il passo, tra le nuove generazioni, al mito di Narciso. Questa intuizione, patrimonio di pochi, è ora “vulgata” appannaggio di un sentire generalizzato. In un contesto in cui l’adolescente - è ben nutrito e pasciuto da mille stimoli; - è calato in un’educazione genitoriale assente e/o permissiva dal lato del padre e assecondante (perfino incoraggiante) ogni suo bisogno (superficiale) dal lato della madre; - vive in un contesto culturale dominato da valori infantili, consumistici; egli non ha alcun motivo per ribellarsi, per crearsi una sua autonomia adulta. Da un lato tutto gli è concesso (dovuto ?): informazioni a bizzeffe con un semplice “click” sulla tastiera del computer; possibilità di viaggiare ovunque nel mondo; attività sessuale senza limiti; mantenimento e cura, senza alcuna responsabilità, tra le pareti domestiche dei genitori; dall’altro quel che gli si prospetta ( responsabilità, impegno), per giunta in un futuro complessivamente assai incerto, non ha alcun stimolo su di lui. D’altronde, questa tendenza all’infantilizzazione regna anche nella società degli adulti, dove il mito dell’eterna giovinezza, del “voglio tutto e subito e senza fatica”, del piacere fine a sé stesso, la fanno da padroni. (1) Gli esempi sono molti, in tutti i campi. Pensiamo alla ministra Gelmini che tuona parole di fuoco in difesa della meritocrazia lei che l’esame di stato lo diede nella rassicurante e permissiva sede calabrese; alla celebrità e al lusso che godono nello spettacolo ( e poi in politica …) donne, per dirla col poeta, “con il solo pensiero che far vedere il culo lo si possa definire un lavoro” (R. Vecchioni: Questi fantasmi); alle spericolate pubblicità che ti rassicurano “compra ora, pagherai dopo, certo, dopo …”. Un processo di immaturità che, se attanaglia gli adolescenti d’oggi, è iniziato già decenni or sono, con la “Milano da bere”, e grava sulle spalle di più d’un trentenne / quarantenne. Almeno questa è la mia esperienza milanese negli ambiti che più mi toccano: l’area ricerca del lavoro – orientamento – motivazione – scouting; l’area dell’ascolto e dell’aiuto – counseling individuale; l’area formazione marziale.

P

er quanto ci riguarda più propriamente qui, nell’area marziale, noto una diffusa scarsa attitudine a riconoscere e gestire emozioni e sentimenti, atteggiamento tipicamente infantile. Come scriveva negli anni ’90 Claudio Risè, se abbondano i corsi e le occasioni per fare educazione sessuale, scarseggiano o sono inesistenti gli ambiti dedicati all’educazione sentimentale, al contatto consapevole, aggiungo io, con le pulsioni. • La rabbia, emozione tanto forte quanto presente in ogni individuo, in forma repressa o isterica o sovrabbondante. Nelle relazioni, di qualunque genere, la rabbia gioca un ruolo disturbante che ne impedisce lo scorrere, il fluire, il confrontarsi. Invece di essere uno strumento utile al confronto, anche diretto, anche aspro, essa viene agita come ostacolo alla relazione, come via di sfogo che lascia, per altro, i nodi della relazione del tutto insoluti. •

B

L’aggressività, di cui, sempre Risè, ebbe a scrivere (http://blog.leiweb.it/psiche-lui/2010/11/27/le-artimarziali-fabbricano-bulli/#comments_list) : “è una pulsione elementare, una spinta vitale che ci spinge verso l’altro ( o anche verso una cosa: una mela che voglio mangiare ad es.), con scopi amichevoli oppure bellicosi. Per questa sua doppia direzione Freud, fondatore della psicoanalisi, la collocava (nei suoi primi scritti sulle pulsioni), tra le pulsioni erotiche, dominate appunto dalla forza dell’Eros, dell’amore (che non riconosciuto, o rifiutato, diventa odio): Ciò rende ancora + delicato e necessario il lavoro di riconoscimento ed educazione dell’aggressività, perché la sua repressione indiscriminata, spesso, rende anche il sentimento d’amore stereotipato e inautentico, con conseguenze anche gravi nella vita personale e relazionale del giovane”.

asterebbero queste due brevi espressioni per farci capire quale lavoro prezioso, fondamentale, possa svolgere il praticare Arti Marziali così come noi lo intendiamo ( con tutto il rispetto, ma anche il sonoro distinguo, per le pratiche altrui !!).


Brevemente, che già in precedenti numeri di SHIRO su questo tema mi sono dilungato, allo Z.N.K.R. optiamo per una “formazione guerriera”, ovvero il saper relazionarsi / confliggere, che attinga alle risorse individuali non razionali, non ordinarie. Generiamo processi individuali di crescita e confronto, esplicitati nel lottare, nel tirar di pugni e calci, di coltello e bastone, finalizzati al “come e dove sto andando, nel mio vivere quotidiano ?” piuttosto che insegnare conoscenze tecniche, di per sé stesse sterili. Tali processi sono emanazione di una epistemologia della ricerca, dell’eresia, della sperimentazione, e non del binomio giusto / sbagliato, che si regge sulla colpa, sul binomio premio / punizione. Questi processi si formano / confrontano in gruppo, riconoscendo la propria individualità in seno alla forza del gruppo, il proprio “assolo” in un contesto corale.

U

na siffatta “formazione marziale” investe l’individuo, guerriero adulto ed autodiretto, in pedana quanto le sue relazioni extra Dojo. La sua maturazione tocca e modifica, inevitabilmente, il contesto ambientale (interattivo): un patrimonio che attraversa non solo le relazioni immediate ma, per estensione, le relazioni successive, quelle “altre” da lui, che a lui hanno attinto anche solo sporadicamente. Forse, nel nostro piccolo, sta qui il nostro contributo al rovesciamento ( se mai sarà possibile) dei devastanti, narcisistici connotati socioculturali che ho descritto all’inizio. Antonio Turco, dirigente nazionale A.I.C.S., scrive: “All’ascesa dell’imprenditorialità selvaggia, al superamento della fase post – industriale, al radicamento del neo liberismo, ha corrisposto un significativo arretramento della disponibilità individuale, soprattutto giovanile, a motivare la propria esistenza sulla base della ‘partecipazione sociale’” (Presenza Nuova. Settembre 2010). Io concordo pienamente e voglio ipotizzare che un guerriero formatosi allo Z.N.K.R., proprio per quanto da me scritto, proprio perché si è confrontato con le sue parti “Ombra”, ha attinto alle sue risorse più profonde ed anche brute e brutali, ne ha tratto linfa per una trasformazione etica / estetica ( da Bujutsu a Budo), lo ha fatto accomunando risorse e scarsità con un “altro” da lui e riconoscendosi individuo in un gruppo, ecco, questo “artista marziale” saprà essere portatore di valori di solidarietà, espressione di una cultura pratica (Bun Bu Ryodo, quello che nel nostro Rinascimento fu “penna e spada”), di un equilibrio affascinante tra proprio potere personale, (che travalichi il caos dei desideri e delle paure, che addirittura si faccia forte delle sue pulsioni ed emozioni) e dono di sé nella collettività.

E

mi scopro a pensare che proprio noi, noi tutti, noi Z.N.K.R. a nostra volta, in quanto Scuola, in quanto fucina di simili individui, siamo a nostra volta un seme gettato nel terreno, una lampante contraddizione in questo ambiente di palestre e Dojo sfornatori di atleti o mimi della gestualità copiata. Allora, facciamo crescere questo seme, donandogli acqua e luce. Fortifichiamo ed esplicitiamo questa nostra minuscola ma radicata (trent’anni di vita !) contraddizione, questo flusso di esperienze in movimento, di ricerca senza limiti. OSS!! Tiziano

( 1) Un ottimo articolo sull’argomento, lo trovate in “Mente & cervello. Gennaio 2011: La società dei Peter Pan” di Massimo Barberi. Qualche stimolo interessante, anche se con il taglio “disinvolto” e di superficie che si addice ad un quotidiano, lo trovare in “a Repubblica” di Giovedì 6 Gennaio 2011 – Diario.

Bun Bu Ryodo


30° Kangeiko Stage invernale

Fango e neve, impossibile non sporcarsi mani e chiappe, impossibile non gioire come bimbi, mentre il tesoro dei momenti più affilati si valorizza ed evidenzia come brace nella neve …. E parole, sguardi, emozioni che si rinnovano, mescolano, trasformano, nel ritrovarsi di pratiche e fratelli nell’arte. Lento depositarsi e decantare di vissuto recente … come neve che cade, appunto. Ins. celso Maffi Un pieno di emozioni; lavorare con il corpo per illuminare le mie emozioni, il mio interiore. Riscoprire di essere un solo io. Un abbraccio. Stefano Pezzini. Mi sto immergendo sempre di più … nelle mie emozioni, nel conflitto, nel lavoro da fare, nel gruppo … comincio a sentirmi parte di un intero; ma c’è qualcosa che mi sfugge, qualcosa di molto interno, che io non accetto, gli giro intorno … una domanda che mi preme ma non riesco ad articolarla … una risposta che non arriva … è un bisogno o una fissazione, la mia ?!? Dora Baluta

26 e 27 Febbraio. Agriturismo “Il Palazzino” Maserno – Montese (mo)


Il giorno della partenza ero emozionato e teso allo stesso tempo in quanto questo è stato il mio primo stage. Non sapevo cosa mi aspettava (o meglio, non sapevo cosa aspettare da me stesso). Ho trovato persone stupende, pronte ad insegnarmi, ad aiutami e a migliorarmi, cercando di farmi tirare fuori solo il meglio. E’ arrivato il momento di tornare a casa e se, come ho detto prima, all’inizio ero emozionato, ora sono triste ma semplicemente perché non vorrei partire, ma rimanere qui e condividere ancora con tutti voi questa esperienza. Giorgio Lomuscio

26 e 27 Febbraio. Agriturismo “Il Palazzino” Maserno – Montese (mo)


Se non altro in occasione delle feste ( il mio compleanno), allo Z.N.K.R. di Milano le donne ci sono !!

In piedi, da sx: Maria, Monica, Carla, Sonia, Silvia, Simona, Accosciate, da sx: Tina, Daniela , Angelica, Maria Rosaria.

Donatella.

======================================================================= IL VASO DELLA MAIONESE E DUE BICCHIERI DI VINO... ( dalla NL del Centro Studi di Terapia della Gestalt) Quando ti sembra di avere troppe cose da gestire nella vita, quando 24 ore in un giorno non sono abbastanza, ricordati del vaso della Maionese e dei due bicchieri di vino... Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti. Quando la classe incominciò a zittirsi, prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e costoro risposero che lo era. Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese. Lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti, tra le palline da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era. Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò, aggiungendola nel barattolo; ovviamente la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime 'si'. Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e aggiunse il loro intero contenuto nel barattolo, andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia. Gli studenti risero. 'Ora', disse il professore non appena la risata si fu placata,'voglio che consideriate questo barattolo come la vostra Vita. Le palle da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre Passioni; le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena. I sassolini sono le altre cose che hanno importanza, come il vostro lavoro, la casa, la macchina... la sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima, non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf. Lo stesso vale per la vita: se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose, non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi. Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità: giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia ed i genitori fin che ci sono; portate il vostro compagno/a fuori a cena... e non solo nelle occasioni importanti! Dedicatevi a ciò che amate e alle passioni, tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima cosa delle palle da golf,le cose che contano davvero. Fissate le priorità... Il resto è solo Sabbia. Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise: 'Sono felice che tu l'abbia chiesto. Serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita: ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico.


La pagina di Renato

L’uomo dà la vita ed è la donna che le dà forma. L’uomo è lo slancio, la verticalità, il fallo eretto, il selvatico, e riconosce nel cielo la propria rappresentazione. La donna è la quiete, l’orizzonte che si completa nella sua stessa rotondità, l’accogliente, il domestico e meglio si rappresenta nella terra. Il cielo ha le ali e la terra radici. Quando avviene l’incontro, il maschile e il femminile entrano in relazione fino a complementarsi, senza più possibilità di interruzione ma in un continuo alternarsi dinamico, vitale. L’Arte Marziale ci porta a riconoscere e quindi a manifestare il maschile e il femminile che vive in ognuno di noi. Li plasma e li educa a una danza che sublima l’incontro in relazione, confronto a volte violento ma profondo, intimo, fino a specchiarsi nell’altro, fino a comprenderlo. E’ questo riconoscimento che ci permette di annullare la distanza, di sentirci a casa anche nel conflitto, di far nostra la paura ma anche la forza dell’altro.


剣 心 道

Proseguendo nella nostra ricerca di artigiani in grado di adattare le repliche di katana alle esigenze della nostra Scuola, abbiamo trovato, grazie al M° Valerio, chi potrà accorciare nakago e tsuka, ovvero l’impugnatura. Come scritto dal M°Nakamura Taizaburo, hanshi 10° dan: “Generalmente,spade koto e shinto hanno un nakago di circa 5 sun (15 cm). L’impugnatura media è di 8 sun (24 cm)”. Fu nel periodo Edo, mi pare, che presero piede impugnature sì più lunghe ma comunque mai sovradimensionate come nelle repliche contemporanee. Sovradimensionamento forse dovuto alle influenze dei praticanti U.S.A., sia per i tipi di Scuola seguiti sia per l’abitudine, visibile nei numerosi video che circolano in rete, che loro hanno di menare gran fendenti facendo ampio uso della forza delle braccia. Alcune Scuole raccomandano di misurare la distanza tra polso e gomito: quella, indicativamente, è l’impugnatura adatta. Anche in questo caso, salvo praticanti di taglia “basket” o scimmieschi, ben difficilmente arriveremmo ai 28 / 30 cm. in uso alle repliche più diffuse. Per noi che prediligiamo un lavoro di tutto il corpo, rapido e “breve”, è importante utilizzare impugnature che stiano intorno ai 25 / 27 cm. massimo, le quali, tra l’altro, meglio consentono di stendere le braccia e dare energia esplosiva ai diversi tagli. Ora non ci resta che affidarci ai nostri praticanti che, da mesi ormai ( spero) si cimentano nello tsukamaki ( il processo di riavvolgimento dello tsukaito intorno allo tsuka—impugnatura ) e, una volta pronti loro, tutti i praticanti della Scuola potranno finalmente adattare i katana al nostro praticare Kenshindo, senza dover spendere cifre enormi e aspettando anche mesi, presso i pochi artigiani che, in Italia, “customizzano” i katana. Escluso chi, tra noi, ( per ora io, che ho un katana fatto su misura per me dal famoso forgiatore coreano Yong Soo Park e Donatella, anche lei ad impugnare un katana by YSP acquistato da un ex allievo) abbia già un katana personalizzato all’origine ( ovvero sin dalla forgiatura) o, ma ancora nessuno di noi è in queste condizioni, possegga un katana, shinken o d’epoca, forgiato e montato da Maestri giapponesi, dunque con pesi e misure …. perfetti !!


Kenshindo non è un insieme di tecniche, è invece un praticare primordiale che scavalca il segno e la norma per abbracciare direttamente il simbolo; è trasformazione e metamorfosi che va oltre lo schema culturale, rigido ed impersonale, delle varie Koryu, le quali pretendono oggi di essere autentiche depositarie del sapere “samurai” perché ne ripetono meccanicamente i gesti presunti e standardizzati; è istinto primitivo di combattimento, come era realmente alle origini “samurai” quanto di ogni combattente nel mondo, in cui esprimere pulsioni, visceralità, richiamare Ombre dispiegando le profondità dell'inconscio collettivo.

Nuovi katana in mano ai praticanti

Kenshindo. Angelica Federico ora impugna un Hanwei Practical Plus Elite (già di proprietà di Sensei Tiziano): spada nata per tagliare, forte e pesantemente bilanciata. Un’animale dall’istinto predatorio, quel che ci vuole per la bellicosa anima femmina di Angelica. Il M° Valerio Giordano ha acquistato dai Collini ( gentili e professionali uomini di fiducia per ogni acquisto d’acciaio) un’ottima Citadel Yoshi, interamente fatta a mano, su cui ha montato uno tsuba, sempre Citadel, raffigurante due dragoni, e che ha fatto accorciare nel nakago e nello tsuka (l’impugnatura). Monica Gasparini, tornata dopo anni a praticare attraverso incontri privati con sensei Tiziano, impugna un Hanwei Three Monkey: bella ed elegante, dolcemente bilanciata, sarà l’acciaio giusto per il rinnovato camminare guerriero di Monica.

Kenshindo è un tirar di spada misterioso e pericoloso, antitesi radicale del tranquillo ed anestetico praticare ripetitivo di “Scuola”, così come arrivato ai giorni nostri; è ribaltamento delle quiete abitudini percettive per aprirsi alla sensibilità, agli stati di coscienza espansi. In Kenshindo il corpo del praticante è tempio delle emozioni e dell’animo guerriero, combattente; è tanto radicamento assoluto nella terra, attraverso il primo chakra, che è accoglienza ed insieme potere, quanto fuoco del terzo chakra, che è passione, spinta verso l’esplorazione.

Kenshindo, si fa beffe tanto del materialismo becero ed ottuso quanto del narcisismo e della povertà sentimentale della società attuale rivendicando, per contro, una sorgente panteista che armonizza individuo e natura, che coglie la duplice essenza, gentile (nigi mitama) ed aggressiva (ara mitama), dei Kami. Praticare Kenshindo divelle gli steccati presuntuosi della ragione, per aprirsi al caos primordiale, alle pulsioni, alla forza di eros e thanatos, per poi ricongiungersi nell’immenso mare del sé poliedrico e polivalente.

OSS !! Tiziano

Angelica, cintura blu Kenpo; 1° grado inferiore Wing Chun Boxing; praticante

Kenshindo

Kenshindo


Sapere del Profondo Seminario di Sabato 12 Febbraio

A

priamo il cerchio, io e dieci praticanti. Iniziamo con il camminare e, nel farlo, ponendo l’accento sul “qui ed ora” del terreno che ci è strettamente prossimo. Ovvero nello sperimentare tutto quanto ci è prossimo piuttosto che fagocitare avventatamente un futuro che è ancora lontano. La caviglia, laddove giochiamo la nostra capacità di decidere: è lei l’ingresso di ogni coinvolgimento, sono le caviglie a rappresentare la proiezione della stabilità, della rigidità oppure dell’elasticità, di quanto siamo / come ci relazioniamo. E quando è il ginocchio ad anticipare il passo, in un processo fluido e circolare che investe l’intero corpo, nel ginocchio riconosciamo l’articolazione utile per piegarsi, per inginocchiarsi: umiltà, flessibilità interiore ed insieme forza profonda. Riecheggia il lavoro della gru, l’animale del saper chiedere. Perché il ginocchio ci mostra la capacità di accettare, di chiedere sinceramente perdono, fino all’area tribolata e malforme della sottomissione. Quanti individui soffrono di mal di ginocchia, l’articolazione che, forse più di ogni altra, paga il prezzo della forza e della vanità insieme della stazione eretta ! Ora siamo a terra. Luogo esplorato più volte nei nostri seminari. Luogo di raccolta dell’energia più Yin, più femminile, connesso al nutrimento attraverso lo stomaco, l’alimentazione. Portatore di ricordi inanimati del grembo materno, luogo di affondamento delle nostre radici, individuali e della specie umana. Il gioco si fa più intenso, diviene ricerca sulla comunicazione possibile attraverso il contatto e si fonda sulla fiducia reciproca, la flessibilità, l’equilibrio potente, usando il terreno come fosse un partner. Muoversi conservando il contatto fisico con il terreno, trovando per ogni azione i passaggi più immediati che, ohibò, sovente non sono i più semplici e fluidi. Movimenti, i nostri primi, che mostrano difese arroccate da anni, spasmi e contrazioni di terrore, mobilità ridotta e, soprattutto nel bacino, energia minima, energia appassita. Allora giochiamo per ringraziare essi di quanto ci hanno dato fino ad ora, poi per perdonarli di quanto ci hanno tolto, di quanto ci hanno impedito. Poi esploriamo, a poco a poco, dolcemente, un muoversi diverso, scoprendo ed affinando la capacità di relazione e la percezione sensoriale. Scopriamo uno scambio col terreno, con la Madre Terra e tra individui. La sofferenza è tanta, trova espressioni diverse per ognuno. Sarà il cerchio e qualche sprazzo di lavoro “faccia a faccia” a rendere verbale quanto scoperto e manifestato attraverso il corpo. Una sapere di sé “qui ed ora” unito, per alcuni, alle prime chiare indicazioni di dove vuole andare. Per essere se stesso. Finalmente, E, per chiudere, danziamo … OSS!! Tiziano

Il prossimo appuntamento

Sapere del Profondo ad Aprile Informazioni e contatti: tsantambrogio@yahoo.it


Dao S. Benedetto del Tronto

Wing Chun Boxing 3° Seminario Sabato 19 e Domenica 20 Marzo 2011 S. Benedetto del Tronto(AP)

presso DAO Alcuni dei 1001 motivi per non partecipare,

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Se sei tra quelli convinti che • i pugni a catena non servono a niente • che noia eseguire le forme • solo chi sale su un ring ha le “palle” tanto un qualsiasi grappler ti fa un c… così mica giro per strada con un paio di coltelloni il lavoro “interno” ? tutte sciocchezze uno un po’ tosto di vent’anni mena di sicuro qualsiasi Maestro over sessanta solo il lineage (scrivete uno o un altro) è vero Wing Chun

Se sei tra quelli che vogliono sapere, • hai finito tutto il Sistema ? • con che grado sei uscito dall’Organizzazione … e con quale dall’Organizzazione …? • il tuo è Wing Chun tradizionale ? • perché non avete la divisa del Kung Fu ? / perché non posso vestirmi come mi pare ? appunto, non partecipare. Se, invece, ti interessasse, attraverso il tuo praticare Wing Chun, capire che lottatore sei, ovvero come affronti i conflitti, come ingaggi nella tua vita quotidiana, contatta il 347.10.33.650

Conduce Tiziano Santambrogio. Esperto di Arti Asiatiche del confliggere e del buon vivere; counselor Gestalt. Numero massimo di partecipanti a discrezione dell’organizzatore

Combatti nello stesso modo in cui ami, ama nello stesso modo in cui combatti.

Per contenuti del Seminario, costi, dettagli logistici, iscrizioni, contatta il 347.10.33.650


VOCI DAL DAO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Ogni volta che entro nel Dojo ne annuso l’aria. Un odore sempre buono invade le mie narici, è odore di serenità e di gioia che respiro ogni volta che entro in questo luogo che è la mia seconda casa. Cerco di tenerlo pulito insieme alle altre donzelle e provo fastidio quando gli altri non hanno rispetto del luogo in cui si trovano lasciando le loro “sporcizie” in giro come se poi arrivasse mamma che pulisce!!! Insomma... è molto più di una semplice palestra, qui io ci sto crescendo e sto cambiando. Ma non sono le mura di questo edificio a fare del Dojo un luogo magico, no... è il nostro maestro che rende tutto speciale. Caro Vale, nei giorni in cui non ci sei stato abbiamo sentito un grande vuoto. Simona ha portato avanti le lezioni nel migliore dei modi e nulla si è fermato, ma mancava la magia di chi sa trasformare un allenamento in danza dell’anima. Io sono convinta che chi vuole davvero bene sa ascoltare anche i silenzi e noi abbiamo ascoltato i tuoi. OSS! Eleonora

Oggi alla mia veneranda età mi ritrovo un foglio e una penna in mano a scrivere qualche riflessione, un po’ come quando da adolescente annotavo i miei pensieri e le mie inquietudini su un diario. Sono circa quattro mesi che frequento il corso di Tai-Chi e non so perché mi sembra un secolo... forse perché non riesco a godermi a pieno le lezioni, faccio fatica e non riesco ad ascoltare il mio corpo, ma ho delle compagne fantastiche, pazienti ed affettuose senza contare che il maestro Valerio è una persona eccezionale che cerca sempre di mettermi a mio agio. GRAZIE A TUTTI OSS Francesca

Un lungo mese….sembra non passare mai questo febbraio che mi tiene lontana dal Dojo… Spesso mi trovo a scrivere qui per raccontare le mie emozioni, le sensazioni di un seminario, di una lezione o semplicemente il piacere dello stare insieme ai compagni. Eppure è bastato un imprevisto a tenermi lontana da tutto ciò e a farmi capire quanto mi manchi ogni singolo momento passato in Dojo e quanto sento mio quello che faccio e per cui credo. Mi mancano i miei compagni, il loro caldo abbraccio e le loro “mazzate”, i loro sorrisi e lo stare insieme. Mi mancano il mio “stare” in pedana, le mie piccole conquiste ed i mille conflitti con il mio “io”. Mi manca Valerio, il punto cardine, un prezioso maestro e compagno, lui che con un sorriso o uno sguardo sa già cosa vuole dirmi…lui che, quando ho bisogno, c’è sempre e che non dispensa mai un no. Tornerò presto promesso, non basterà una caviglia a fermarmi, mai più!!!! !!!OSS!!! Vanessa


VOCI DAL DAO SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Riassunto di un Viaggio Lezione di Tai Chi. Distesi a terra ascoltando il proprio corpo...”mamma mia come sto?”... Il mio corpo non appoggia per niente bene sul tappetino, ci sono delle curve strane e sto tanto scomoda supina, le spalle contratte anche a terra, e la testa non vuole lasciare i pensieri. Alla fine mi faccio trasportare dalla musica, dalla coperta che mi copre il viso, e comincio un viaggio con me stessa in un luogo di pace, riposandomi sotto un grande albero dalle enormi radici che fuoriescono dalla terra. Il mio respiro è rilassato, mi sento leggera e libera. Danzo, corro, mi diverto al Luna park... Che belle sensazioni! Peccato poi che questa felicità apparente è stata oscurata da qualcosa che mi ha turbato. Nel mio sogno sentivo il mio corpo ma non vedevo il mio volto, la faccia inesistente. Eppure il mio viso lo conosco a memoria!?! Da qui, sono piombata in un bosco tetro e la paura mi ha assalito... “miiiiii, se mi sentivo sola”. Volevo gridare AIUTO. Per fortuna poi, una voce mi ha riportato alla realtà e con se ascoltare racconti di altri viaggi. Gilda

Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo. Kahlil Gibran


Z.N.K.R. Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera

Sapere del profondo — Neijia Kung Fu Percorso di consapevolezza, crescita e potenza, attraverso le pratiche taoiste di Tai Chi Chuan e Chi Kung e le esperienze fisicoemotive della pratica corporea contemporanea

“Quello che veramente ami,

rimane. Il resto è scorie. Quello che veramente ami, Non ti sarà strappato. Quello che veramente ami, È la tua vera eredità” E. Pound

Vivere armoniosamente significa ri-conoscere tutto quanto è dentro di noi, confrontarsi con ogni disagio e trovare il proprio modo per esprimerlo simbolicamente. L’espressione simbolica comprende in sé la tensione degli opposti. Noi cresciamo accettando le nostre emozioni e con esse accettando di trasformarci. Ora, il nostro “bell’essere” dipende dalla nostra capacità di entrare in rapporto con le emozioni e con gli stati conflittuali che esse nutrono. Allora, impariamo a riconoscerci nel nostro emozionarci, a gestire proficuamente il nostro configgere, attingendo a quell’energia profonda che altro non è che una invincibile determinazione.

Sabato 9 Aprile ore 16.00 — 22,30 V. Simone D’Orsenigo 3. Milano

Full immersion !! Z.N.K.R. — A.I.C.S. / C.O.N.I.

Conduce Tiziano Santambrogio, esperto di Arti Asiatiche del confliggere e del buon vivere; counselor Gestalt; socio AISCON (associazione italo svizzera di counseling) Tel.: 339.415.13.69 E-mail: tsantambrogio@yahoo.it

www.tizianosantambrogio.it


Z.N.K.R. Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera Corsi di

Da oltre venticinque anni lo Z.N.K.R. opera sul terreno della formazione guerriera. Utilizzando principi e strategie di alcune delle più letali arti del combattimento, l’adepto intraprende un percorso di cre-

A.K.F.— Kenpo Taiki Ken

scita e trasformazione che potrà essere radicale.

Kenshindo

La capacità di neutralizzare uno o più aggressori diverrà ca-

Wing Chun Boxing

pacità di conoscere se stesso e le leggi del mondo; capacità

Tai Chi Chuan e Chi Kung

di affrontare il mutare delle cose integrandole nel suo personale evolversi; capacità di proporsi come agente entusiasta, coraggioso, ottimista e socievole. La formazione nel Dojo e negli allenamenti all’aperto, a

Conoscenza di sé Salute Sicurezza

stretto contatto con la natura, si avvale di giochi individuali, di coppia e di gruppo, in cui solo la comunione delle reciproche risorse e scarsità porterà a risultati eccellenti. Così il praticante sceglierà sempre la via della collaborazione.

desideri lezioni private ? tel. al 339/415.13.69

L’energia più profonda, l’istinto essenziale, la magicità come potenza su se stessi e sul mondo, sono le caratteristiche di un Guerriero formatosi allo Z.N.K.R.

SHIRO

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periodico dello Z.N.K.R.

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Coordinamento redazionale: Tiziano Santambrogio In copertina:

Belli e Dan— Dan—nati Donatella Padovani, Fabio Arbucci, Carlotta Zani, i neo promossi “yudansha” ( cintura nera 1° dan), qui ritratti ◊ alla cena di festeggiamento ◊ In piena attività marziale


Scuola di Arti Marziali Orientali e Formazione Guerriera.

SHIRO

Milano Tiziano Santambrogio Arti Marziali Sensei e Counselor Gestalt

Cesano Boscone (Mi) M째 Massimiliano Todeschini San Benedetto d. Tronto (AP) M째 Valerio Giordano

Contatti: tel. 339.415.13.69 mail tsantambrogio@yahoo.it

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Poche persone hanno il coraggio delle proprie azioni. Ma pochi fra i pochi possiedono il coraggio dei propri pensieri.


SHIRO' _Giornalino_ ZNKR_Scuola di Arti Marziali_FEB.MAR.2011 di Tiziano Santambrogio