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Liceo Scientifico, Classico, Scienze della Formazione “G. De Rogatis�; San Nicandro G. co (FG) - Anno XI n.3


Editoriale + Attualità

Barcellona 2012: una gita da sogno!

Cari liceali, nonostante il notevole ritardo (eravamo parecchio preoccupati di essere incinti) , finalmente siamo riusciti a pubblicare anche questo numero! Speravamo di saltarci le 5/6 ore di giovedì 29 marzo grazie al terremoto, ma niente… Ci ritroviamo nel bagno della scuola a scrivere l’editoriale! Come ogni anno, sta per arrivare la FESTA DELLA MUSICA (anzi, torniamo al passato: La Festa della Creatività), quindi almeno in questo, cari sfaticati, cercate di partecipare, anche leggendo un paio di barzellette! Se fosse possibile, concentratevi un po’ più su canzoni soft, piuttosto che sul solito metal, che sinceramente ha un po’ stancato. (D’lè vuole “Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi”; Mirella ci promette di cantarla!). A proposito di mare (?!), dopo tante giornate fredde e nevose, il caldo sta finalmente arrivando, quindi sarebbe meglio spegnere del tutto i termosifoni se non vorrete avere a che fare con un nuovo sciopero per il caldo o ragazze in bikini che sfilano per i corridoi (senza parlare dello spreco!). Ah, il tempo ci rema contro: sarebbe stato perfetto per la gita che ci hanno tolto, “molto giustamente perché siamo incapaci e irresponsabili”. Per quanto riguarda voi, care quinte, dimenticate i “goliardici” 100 giorni perché l’esame incombe!! Quindi sarebbe davvero ora di farci un pensierino sull’aprire i libri; noi lo sappiamo che voi credete che il 5 giugno il mondo finirà davvero e vi siamo vicini, ma c’è chi sostiene (specialmente prof, commissari esterni e presidenti), come Caparezza, che “la fine di Gaia non arriverà”; quindi, nell’evenienza, iniziate a spolverare i libri. E voi, prime-secondeterze-quarte, non ridete troppo di questi infelici che a giugno staranno sui libri (teoricamente): toccherà anche a voi! (Muahahah!) Sperando che abbiate passato delle buone vacanze di Pasqua, abbiate mangiato tante uova, tante colombe, tanti piccioni e, tra l’altro, ora siete pieni di brufoletti fastidiosi (colpa vostra), vi auguriamo un sereno sprint finale per non passare l’estate tra i banchi. Ci vediamo a fine anno (si spera)! Con affetto,

di Benedetta Mascolo e Giuseppe La Piscopia, III AC 

IL LICEALE

SMELLS LIKE SPRING SPIRIT!

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La Redazione.

Giorno 1: la partenza. Eccoci qui, dopo 7, e dico 7, giorni a Barcellona, di nuovo tra i banchi di scuola! Stiamo per raccontarvi alcuni aneddoti importantissimi per le vostre menti e per far girare un paio di scoop per la scuola, che è in periodo di crisi. Come ogni anno la partenza ed il viaggio sono stati devastanti: a Civitavecchia, mare forza 9, non siamo potuti partire la sera stessa e, dopo una notte passata al porto (dove Benedetta con scarsissimi risultati cercava capitan Sparrow), non abbiamo trovato i pirati, però il rum c’era ed era anche il peggiore del mondo. Per fortuna qualcuno aveva con sé succo di pera e quindi abbiamo potuto arrangiare: n’zomma la mattina dopo siamo partiti tutt mbriac e sop a ddu traghett è megij ca nn v d’cim nend (anche perché è un periodo un po’ oscuro tra i nostri ricordi). Giorno 2: l’arrivo. All’arrivo a Barcellona, sopravvissuti al mal di mare e al post sbornia, tutti “felici e contenti”, ci siamo appropinquati nel nostro “MAGNIFICO” hotel, famosissimo e costosissimo, Happy Barça Hotel; adesso vi facciamo una descrizione dettagliata degli ambienti e delle sale, sempre se così si possono chiamare: l’ingresso è interamente decorato di marmo di Carrara, macché, il pavimento della palestra è molto più nuovo e più pulito; per non parlare delle piscine: ne erano due, una interna e una esterna, tutte interamente riempite di un bellissimo e fosforescente liquido giallognolo; e che dire delle camere?? Una più grande e spaziosa dell’altra: 4 m2 di stanza, dove erano più i papp’la ca no i mob’la. Poi lascio a voi l’immaginazione , grazie all’aperta fantasia. Tolte tutte queste cose, che a noi stavano più che bene, l’hotel era molto comodo, perché le stanze erano vicine e i balconi comunicanti, quindi c’era un grande viavai di gente, mentre i prof avevano le stanze due piani più in alto, quindi il tutto era perfetto. C’è stato qualche problema: in alcune stanze c’erano due letti al posto di tre o forse c’erano tre persone al posto di due, comunque tutti stretti stretti e vicini vicini ci siamo accontentati e dopo una doccia lampo (cinque ore precise per aspettare che le solite persone finissero), siamo scesi per la cena e la discoteca. Scelta non fu più sbagliata! La discoteca del nostro favoloso albergo era poco più piccola dell’aula professori, senza finestre e senza bagni. Per fortuna molti hanno pensato bene di uscire fuori a limonare (alcuni con le ragazze , altri con le sigarette) e proprio grazie a questa discoteca sono nati i primi inciuci e la seconda mbriacata di gruppo. Corna e corna che nemmeno vi stiamo a raccontare (c ‘cci’dn), anche tra coppie nate-cornificate-morte-rinate-ricornificate in gita (anche ora, però, continuano a girare amorevolmente al corso mano nella mano) e non pensate solo a coppie etero (e qui ci mettiamo un punto sennò ci denunciano). Sol na cosa: SIM RUMAST SCR’STIANUT! Finita la discoteca, abbiamo scoperto la parte più bella dell’albergo: la terrazza! Non vi dico che vista stupenda, Barcellona illuminata di notte e, soprattutto, un regalo da parte di una scuola di Palermo: 10 bottiglie di superalcolici, sotto una coperta in una scatola, con un biglietto che diceva: «L’ITC di Palermo è stato qui, lasciamo le bottiglie a chi verrà (sperando sia italiano) perché ci hanno sgamato i prof e le abbiamo dovute lasciare: bevete e divertitevi» e noi, per non essere scostumati con i nostri connazionali, abbiamo ascoltato il suggerimento. Giorno 3: la Sagrada Familia. Dopo una sfacchinata assurda sotto un sole cocente, i nostri eroi si trovano davanti l’imponente cattedrale della Sagrada Familia, famosa opera che Antoni Gaudì progettò e che, dopo anni, ancora ng arriva a f’nì!! Comunque, al posto di ammirare quest’opera, a parte i soliti lecchini di turno, soprattutto i maschi erano stravaccati a terra a osservare e fare commenti su un gruppo scolastico inglese, interamente femminile, che si trovava a Barcellona, mentre le ragazze si dilettavano a vedere un bel “nerazzo” tutto muscoli e probabilmente senza cervello che faceva la corte ad una ragazza con il suo accento spagnolo! Volete sapere com’è andata a finire? Questa ragazza si è trovata senza portafoglio né macchinetta fotografica. Dopo un pranzo a base di aglio e cipolla, ingredienti quasi essenziali nella cucina spagnola, per non parlare del piccante e della paella, che ha dato un po’ di problemi agli stomaci di alcuni (…), i nostri eroi si sono rifugiati in un famosissimo ristorante: il Mc


Attualità

la natura chiama e per questo la corsa alla scoperta dei bagni si è aperta: per i ragazzi non c’era problema, bastava un angolino e il gioco era fatto, ma per le ragazze, come potete immaginare, la cosa è nettamente diversa. Alla fine le poverine si sono date ai turni e anche loro, sulla spiaggia, hanno lasciato i loro “ricordini”. Nel tardo pomeriggio tutti si sono dati allo shopping, per la felicità delle ragazze, ma, data l’assenza di liquidi (i sol’ta), poche sono state le compere! La maggior parte del denaro, infatti, era sparita per i viveri e per l’acqua, la cosi detta H2O, che è stata necessaria perché senza ng puteva ij nnanz! Vestiti, cappellini e piccoli gadget sono state le grandi compere, anche perché i soldi ce li siamo tenuti per la sera. Infatti i nostri amati prof hanno accontentato anche i nostri appassionati di musica e soprattutto del rock: andati a Barcellona non si poteva non che andare al famoso Hard Rock Cafè! Lì si che tutti ci siamo sbizzarriti: orecchini, piercing, bracciali, maglie, felpe tutte con il famoso logo e la scritta Barcelona sono entrate a far parte del nostro vestiario e, infatti, non so se l’avete notato, appena tornati le abbiamo sfoggiate tutti, per la serie “noi siamo andati all’ hard Rock di Barcellona e voi NO”. Giorno 6: l’infortunio Avevamo cambiato tecnica: la notte dormivamo fino alle 4:30, poi Burdell! Questo però c’è costato una testa; come potete notare, ancora nei corridoi della scuola, un nostro conoscente si è rotto la testa. La causa ai più è sconosciuta, ma dato che ormai abbiamo svelato tutto, vi raccontiamo anche questo aneddoto: alle 4:31 iniziavano le chiamate fra le camere per la sveglia inter-nos, ma il punto è che non tutti si sono svegliati con questo metodo, allora alcuni ragazzi hanno pensato bene di bussare alle porte di tutti! Uno di questi, intelligentemente, mentre chiamava gente, ha iniziato a saltare nel corridoio finchè non incontrò nel suo percorso non le pecorelle, come Heidi che saltella sui monti, ma una cornice di una porta che fece un incontro ravvicinato con la sua testa! Sangue ovunque e il ragazzo seduto sulla sedia che farfugliava una chiamata immaginaria con il padre; corsa all’ospedale fra gli spaventi e le risate nel ripensare all’episodio, il ragazzo tornò alle 11 con 13 punti in testa e che continuava a ridere per la conversazione (questa volta reale) che aveva avuto con suo padre, che nel telefono gli ha esplicitamente detto “sei un cretino”! la giornata è passata veloce nelle strade di Barcellona a cercare supermercati per la nostra ultima sera di gita che vi vorremmo illustrare, ma purtroppo ci è impossibile, poiché tutti l’abbiamo completamente oscurata. E fu così che, dopo, tornammo al nostro tanto amato paesino. Al suono della campanella gli alunni Mascolo e La Piscopia si risvegliarono nella terza ora consecutiva della prof Tricarico, realizzando che era semplicemente tutto un sogno!

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Donald’s, dove hanno fatto strage di panini, toast, patatine fritte, coca cola e chi più ne ha più ne metta, prelibatezze salutari e soprattutto commestibili. Nel pomeriggio caliente della focosa Barcellona, dopo una sigaretta rilassante fumata collettivamente (anche i non fumatori hanno fumato per il caldo), hanno fatto bene a farsi un giro nelle famose cicchetterie spagnole, dove, con qualche euro, sapevi come entrare ma non come uscire. Rum, tequila, sambuca e grappa erano all’ordine del giorno, ormai dopo soli tre giorni gli studenti del De Rogatis erano diventati completamente alcool dipendenti: si faceva colazione con il rum, merenda con la sambuca, pranzo con la tequila e a cena grappa per digerire e poi la notte…tutti e quattro insieme! Per la sera abbiamo cambiato programma: dalla discoteca abbiamo optato per una passeggiata alle ramblas, le vie conosciute per i numerosi artisti di strada che le occupano e non vi dico quante brutte parole in sannicandrese si sono presi quei poveri personaggi, tanto che alcuni, spaventati dalla voce maschile e rude di un ragazzo (voi potete immaginare chi è), se ne sono scappati a gambe levate. La sera, al ritorno, tutti collassati, ci siamo riuniti in alcune stanze per festeggiare, più o meno fino alle 5 di mattina, quando il sonno ci accolse stremati. Giorno 4: i lukk d Ciaccia Giornata di riposo, stanchi morti e collassati tutti tipo coma etilico, l’ albergo puzzava di sigarette e vomito, un odore che ci siamo portati dietro per tutta Barcellona, alcuni hanno anche pensato bene di continuare a vomitare in ogni angolo ed è li che i nostri ben amati prof, che già ci avevano costretto ad uscire, si sono accorti della nostra situazione di alcolizzati, dind a Barcellona c s’ntevn sol i lukk d Ciaccia. La giornata sarebbe anche stata carina se avessimo seguito il programma: dovevamo andare al Camp Nou, che per chi non lo sapesse è lo stadio, ma per punizione hanno pensato bene di portarci al museo di storia antica d Sacc Adova, che per la precisione ci è costato 24,99 € e tra litigi (sim sciut a chi so ij e chi si tu) per protesta siamo entrati nel museo e nella prima stanza ci siamo fermati e seduti, senza vedere nulla ( ng n fr’cava nend) e siamo stati lì quarantacinque minuti, con annessi maxi tornei di tressette! Tornati in albergo, abbiamo avuto la notiziona del secolo: Cinema! E così la nostra quarta giornata di gita si è fermata alle 20:30, cioè alla ij’ttata sopa ddì pultruncin alla dd’rmuta ijè stat tutt’un! Al ritorno all’albergo non abbiamo avuto né la forza né la possibilità di augurarci la buon notte! Così si concluse il nostro giorno di tranquillità. Giorno 5: mar e rock Ovviamente la mattina, tutti belli riposati, freschi e pimpanti, siamo andati alla spiaggia. A Marzo non ho mai visto quaranta gradi, e proprio per questo motivo molti hanno tolto via i vestiti e in intimo ( mutandine e reggiseno per le ragazze), tutti a fare il bagnetto, anzi, tutti ad affogarci a vicenda. Ovviamente dopo esserci asciugati, i ragazzi,“fieri”, sono rimasti a torso nudo e proprio per questo motivo a mezzogiorno sono rimasti totalmente ustionati. Per consolarsi dell’ustione di quinto grado, i gelati an fatt u fum e tutte le lattina ghiacciate erano le nostre, infatti abbiamo fatto arricchire un piccolo chioschetto che c’era nella vicinanza. Dopo aver mangiato, come al solito ci siamo adattati,


Attualità

La matricola 001961 e la sessualità di Deborah Giagnorio  Questo è il mio ultimo anno di liceo, o almeno lo spero. Prima di andarmene vorrei lasciare qualcosa di utile a tutti voi. So che per alcuni di voi è ancora troppo presto per affrontare l’argomento per mancanza di esperienza, ma non è mai troppo presto per l’informazione, per il sapere e per evitare errori. Quella che segue è un’autointervista, una convenzione per cercare di rispondere alle domande più frequenti che ogni giovane ragazzo/a si pone (o almeno si spera!). In ogni caso, per maggiori informazioni,potrete rivolgervi a persone competenti, mettendo da parte l’imbarazzo perché sono curiosità “normali”, non sono un tabù, non devono esserlo nel XXI secolo. Persone competenti potrete trovarle presso un qualsiasi consultorio (ne abbiamo uno anche noi presso l’ospedale San Raffaele, al primo piano della struttura) oppure potrete rivolgere i vostri quesiti ad un ginecologo o ad un qualsiasi medico di base. In caso di forte imbarazzo, potrete informarvi tramite la rete, ma fate molta attenzione! Andate alla ricerca di siti scientifici ed affidabili, siate dei lettori critici e non credete alle infinite leggende metropolitane. Potrete informarvi anche tramite libri o riviste scientifiche o per adolescenti. Inoltre potrete informarvi anche tramite questo articolo che spero possa esservi utile. Iniziamo. Qual è l’età giusta per un rapporto sessuale? Non c’è un’età. Questa è la verità. Biologicamente si è pronti ad avere rapporti dopo la pubertà (cioè dopo il primo ciclo mestruale nella donna e dopo la prima eiaculazione di sperma nell’uomo). Ma un essere umano non è fatto solo di corpo, c’è anche la mente. E per essa non ci sono età. Quindi niente rapporti se non si è pronti psicologicamente oltre che fisicamente. Un evento così importante nella vita di un adolescente, se non è fatto con coscienza, potrebbe procurare cambiamenti a livello comportamentale e relazionale

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Come ci si prepara ad un rapporto sessuale? Informandosi. Bisogna sapere che ci sono delle precauzioni da prendere. E’ utile decidere insieme il metodo contraccettivo più adatto alla coppia. E’ utile anche saperlo applicare per ottenere un’efficacia maggiore.

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Quali sono i metodi contraccettivi più sicuri? Per evitare gravidanze indesiderate, sicuramente, hanno più efficacia i metodi contraccettivi che intervengono a livello ormonale, se applicati rigo-

rosamente sono sicuri circa al 100%per le gravidanze indesiderate. Essi agiscono cambiando la dose ormonale normale nell’organismo, ciò significa che l’ovulazione viene soppressa e la mucosa cervicale si ispessisce rendendo difficile la risalita degli spermatozoi verso l’ovulo. Tra i metodi contraccettivi ormonali ci sono la pillola anticoncezionale, il cerotto contraccettivo e l’anello vaginale che sono applicabili solo alle donne. Altri tipi di contraccettivi, poi, sono quelli di barriera come il diaframma e il cappuccio cervicale applicabili alla donna e il profilattico applicabile all’uomo. Essi agiscono evitando il contatto tra ovulo e sperma tramite, appunto, delle barriere. La loro efficacia è inferiore a quella dei metodi ormonali, per il profilattico il rischio di gravidanze indesiderate è del 2%in caso di uso continuativo e corretto, del 15%in caso di uso tipico. Esso però riduce il rischio di contrarre l’HIV dell’85% . Dunque possiamo affermare che il metodo contraccettivo più sicuro è il profilattico perché protegge, oltre che da gravidanze indesiderate, anche dalle malattie sessualmente trasmissibili. Come mai, parlando di contraccettivi, non ha nominato il metodo del coito interrotto, di OginoKnaus, di Billings e della temperatura basale? Semplicemente perché il loro indice di successo e molto basso, tanto da non poterli considerare metodi contraccettivi. Combinando i metodi di Ogino-Knaus, di Billings e della temperatura basale si può, con un po’ di fortuna, evitare gravidanze indesiderate, ma non malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, questi metodi comportano una conoscenza del proprio corpo che spesso in età adolescenziale non si ha. Per il coito interrotto il discorso è pressoché identico, ma bisogna aggiungere che nella secrezione pre-eiaculatoria (o liquido di Cowper) possono essere presenti alcuni spermatozoi che potrebbero raggiungere l’ovulo. So di aver usato il condizionale, ma la fortuna non sempre è dalla nostra parte quindi è meglio non rischiare. Meglio vivere i momenti di intimità con coscienza e serenità, evitando di mettere a rischio il proprio futuro e la propria salute (ricordo che non basta sapere che l’altra persona non ha malattie sessualmente trasmissibili, a volte anche una semplice infezione intima può essere trasmessa e provocare un senso di inadeguatezza). Cosa vuole dire ai ragazzi del nostro istituto? Amatevi! Aspettate il momento giusto per la vostra mente per concedervi all’attività sessuale


Attualità e quando arriverà il momento usate le dovute precauzioni. Inoltre ricordate che non dovete farvi condizionare a fare una determinata cosa, soprattutto il sesso perché chi vi ama davvero sa aspettarvi, rispetta le vostre scelte e vuole il meglio per voi (e parlo, oltre che dei partner, anche degli amici che a volte sanno essere davvero crudeli nei giudizi). Ergo (per le ragazze) se un ragazzo vi ama davvero aspetterà la vostra maturità psicologica per affrontare un evento così importante nella vostra vita e accetterà volentieri di usare il preservativo

per tutelare te e lui, anzi per tutelare quel noi che siete diventati. Ergo (per i ragazzi) se amate una ragazza glielo dimostrate aspettandola, se questa non si sentisse pronta per un rapporto più profondo, e usando precauzioni durante il rapporto; inoltre siete pregati di informarvi sull’applicazione di determinati metodi contraccettivi per non essere impreparati nel momento del bisogno. Ergo (per ambo i sessi) non giudicate le scelte altrui riguardo al come , quando e perché. L’amore non è razionale, ciò che per voi è sbagliato per altri è giusto e viceversa.

SULL’ASSEMBLEA Quid ais, Seneca? Deseris Parte? (Che dici Seneca? Abbandoni la tua parte?) Vi racconto una storia che dovrebbe interessarvi. Tanti, tanti anni fa Nerone era l’imperatore di Roma. Essendo molto giovane si decise che Seneca l’avrebbe aiutato a crescere e a governare. Per i primi cinque anni Seneca riuscì a influenzarlo positivamente. Nerone, purtroppo era un pazzo instabile che viveva in una Roma più corrotta e malata di lui. Seneca, pur essendo un uomo valido, non riuscì a modificare la situazione, ormai degenerata in uno squallore allucinante. Nerone, infatti, uccise la madre Agrippina e la moglie Ottavia, pur di soddisfare le sue perversioni. Dopo questi omicidi, Seneca ritenne opportuno ritirarsi a vita privata. Tutti lo accusarono di codardia, e a costoro Seneca rispose con l’opera ”De Otio”. Ecco un passo: “ Se lo Stato è troppo cor-

rotto perché possa essere aiutato, se è invaso dai mali, il saggio non si affaticherà inutilmente né si sacrificherà se è destinato a non recare alcuna utilità; se avrà scarsa autorevolezza e poche forze, se lo Stato non lo vorrà accettare (… .) non intraprenderà un cammino che saprà impercorribile.“ Cari ragazzi, perché vi scandalizzate e v’indignate così tanto se il rappresentante ha abbandonato l’Aula Magna?! Siete stati voi a indurlo a fare una simile scelta (con l’importante aiuto di chi ha cancellato i punti dell’assemblea, per chissà quale motivo). Come dar torto a Seneca?! “(il rappresentante) non si affaticherà inutilmente né si sacrificherà se è destinato a non recare alcuna utilità” Purtroppo per voi, non credo che a lui piaccia molto indire e presiedere un’assemblea paurosamente simile a Uomini e Donne o Grande Fratello. Voi vi trovavate a vostro agio in una simile situazione perché, d’altronde, questi programmi li vedete tutti i po-

meriggi… è per questo che non capite l’atto del rappresentante (“ Se lo Stato è troppo corrotto perché possa essere aiutato, se è invaso dai mali…”). Permettetemi di dirvi una cosa: la colpa è vostra se siete scontenti! Al momento delle elezioni dovevate eleggere qualcuno più simile a voi, con i vostri stessi interessi. Dite che “il rappresentante non ha saputo assumersi le proprie responsabilità”….Che responsabilità dovrebbe avere se voi non collaborate? Se volete solo remare contro coloro che vi rappresentano? Che responsabilità dovrebbe avere se “dall’alto” gli è stato chiesto di fare l’appello all’inizio dell’assemblea? Perché sarebbe dovuto rimanere? La presenza degli altri rappresentanti ha migliorato la situazione? Mi pare proprio di no. Vi siete indignati così tanto semplicemente perché non avete avuto l’opportunità di deriderlo in faccia, come avete fatto con gli altri rappresentanti. Forse non vi è chiaro che i ragazzi che eleggete sono studenti come voi.. sono persone, non un bersaglio con cui giocare a freccette, sono umani e quindi possono sbagliare… Ha urlato “il rappresentante se n’è andato!!!” proprio chi stava andando via ed è tornato per via dell’appello. Almeno siate coerenti! Inoltre, non mi pare che questo sia stato un anno tanto orribile: dopo una decina d’anni si è riusciti a fare assemblee decenti (le prime) e inoltre sono state fatte più manifestazioni quest’anno che nel ’68 (si fa per dire). Studenti, traete insegnamento da quello che studiate; professori, traete insegnamento da quello che spiegate così, nel caso si ripeta questa situazione, vi ricorderete di Seneca e capirete.

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IL LICEALE

di I. 


Attualità

Gli indignati della Redazione  Per l’ennesima volta ci ritroviamo a rispondere alle provocazioni delle ragazze del pedagogico; la foto qui sopra è ciò che è stato scritto sul the wall al triennio e dopo tanti sforzi, anche questa non l’abbiamo capita! Caro pedagogico (perché così vi siete firmate, ma noi crediamo che in realtà non tutti condividono il vostro pensiero, o meglio ci speriamo), le brutte scimmie che si vanDano (che per la precisione si scrive con la “t” di Torino) hanno deciso di rispondere ai vostri insulti. Se avete dei problemi con in NOSTRO BRUTTO (noi siamo più fini, evitiamo di utilizzare l’aggettivo con il quale l’avete descritto voi) GIORNALINO, la soluzione è semplice: non lo leggete! Nessuno vi obbliga a farlo e soprattutto ci fareste risparmiare un bel

po’ di soldi, non stampandolo per voi. Se poi sapreste fare di meglio dimostratecelo! Noi quasi tutte le settimane facciamo le riunioni alla biblioteca comunale dove ci impegniamo a far uscire questo “schifo”; se vorrete venire per scrivere, declamare o discutere qualcosa in maniera pacifica, sarete le benvenute. Noi non crediamo affatto che tutto il vostro plesso pensi le cose che qualcuna di voi ha scritto, però se, in un futuro ormai prossimo, non vi arriverà più “Il Liceale”, non vi lamentate, prendetevela con chi si è preso la libertà di firmare all’unanimità. Detto questo, speriamo vivamente che questo sia l’ultimo intervento del genere sul giornalino, perché ogni volta non può essere rovinato da questi battibecchi. Con affetto, sempre disponibile.

Quando gli alunni diventano sardine

IL LICEALE

di Alessia Stefania 

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Alcune volte cerchi ispirazione per un articolo, e dici in giro ‘dammi un’idea’, o navighi ininterrottamente sulla rete per trovare qualcosa da raccontare, da scrivere. E non ti accorgi che l’ispirazione è ovunque, bisogna solo cogliere il momento giusto e buttare su carta, o su computer, le parole. Ecco, ogni mattina, raggiungere l’allegro ‘campus’ che è il Generoso, per alcuni di noi è un calvario. Ok no, il calvario è per chiunque, ma c’è modo e modo di fare questa via crucis ( siamo in periodo di Pasqua, comprendetemi). C’è chi arriva a piedi, lo zaino carico in spalla su per la lunga salita ripida, per poi varcare il can-

cello azzurrino. Chi arriva in auto, alleviando le fatiche on radio Norba sintonizzata. Chi arriva in pullman o in treno, seduti su quelle poltroncine soporifere –parlo per me, almeno. E poi ci siamo noi: le sardine. A scuola ci accompagna Leo, o Michele, o Nazario o magari Tonino. Chi si sveglia prima la mattina, chissà. La C1 o la C2? Ci sono preferenze, eh! A parte gli scherzi. Di prima mattina, a volte è davvero tragico: c’è così tanta voglia di andare a scuola che la gente si alza presto per poter correre incontro a quel meraviglioso mezzo color arancio, comunemente chiamato ‘circolare’. Lì, i


Attualità poveri alunni del Generoso, o anche del limitrofo Fioritto, entrano tutti in contatto in una fantastica ammucchiata di zaini. Al mattino, non è così male, dato che i nostri ‘autisti’ girano due volte per il paese a prenderci, perché c’è chi vuole dormire di più, oltre ai mattinieri! Ma quando ci accingiamo tristemente a tornare a casa, all’una e venti, dopo cinque meravigliose ore di lezione e apprendimento vario… è davvero tragico. Arriviamo come formiche dopo una lunga giornata di lavoro, tutti sfiniti torniamo al formicaio magistralmente tinto di arancione. ‘Abbonamento!’ urla qualcuno tra la folla. ‘Fatevi più indietro ‘, urla l’autista di turno. E’ normale, lui se lo può permettere. La sua poltroncina comoda comoda non tocca minimamente tutte le sardine compresse nella scatola arancio. I fortunati che riescono a prendere i pochi posti, sono come prescelti. Ti guardano con aria di sufficienza. Ma tu che fai? Se ti trovi al posto giusto, nella marmaglia, gli dai una bella zainata in faccia, per la serie “sei una sardina anche tu, che credi”, e per farlo ingelosire, perché tu sei al centro della festa mentre lui può osservare solo dai lati. Il momento più brutto è la partenza. No, non solo perché ci allontaniamo dal nostro amato Generoso, ma so-

prattutto perchè bisogna chiudere le porte. O almeno così dovrebbe essere.. a volte manco si chiudono le porte! E’ tutto uno spingi e reggiti fin quando qualcuno non suona il fastidiosissimo campanello. E poi pian piano la circolare si svuota… Ormai l’anno è quasi finito, non ci restano che pochi mesi per vivere a pieno le giornate scolastiche e respirare l’aria ‘frizzante’ della circolare piena. E io avevo anche sentito che le volevano togliere, le circolari.. noi come ci arriviamo a scuola? Se solo si potesse fare qualcosa, per ampliare il magico gruppo cha abbiamo formato! Eh sì, perché ormai ci conosciamo un po’ tutti. ‘Ah lui è quello che mi ha fatto passare. Quella è quella –censura- che mi ha fregato il posto!’ Se solo potessimo aggiungere un’altra grande scatola, così da invitare più gente, e formare un vero e proprio club! Chi lo sa.. sono ancora al secondo anno. L’anno prossimo potrebbero arrivare delle sorprese..

spetteguless? no grazie! Cari lettori, molte volte ho pensato di entrare a far parte della redazione del nostro giornalino ma, poiché frequento l'indirizzo di "Scienze Umane", chiamato comunemente "Pedagogico", sono stata fortemente discriminata. Quando mi sono iscritta al primo anno di questo indirizzo, anch'io ero un po' scettica e insicura sulla scelta fatta. Infatti, se chiedevo in giro, mi sentivo dire: "No, non ti iscrivere al pedagogico! Lì non si fa niente!". E poi? E poi sono trascorsi due anni stupendi... Il mio indirizzo è frequentato da persone normalissime e le discipline che si studiano sono simili a quelle dello scientifico, tranne per le materie di indirizzo che rappresentano un ulteriore impegno per noi alunne (infatti sono tredici le materie del nostro piano di studi). Ma cosa credete? Che veniamo a scuola per passare il tempo? Nelle nostre classi ci sono ragazzi che vogliono davvero studiare!!! Il nostro è un indirizzo interessante che richiede impegno costante nelle discipline che si studiano (pensate alla psicologia...) e per favore smettetela con i pregiudizi! Possibile che qualunque cosa succeda di brutto, la responsabilità ricade sempre sulla nostra scuola? Chi perde tempo a parla-

re male del nostro indirizzo che trovi un altro passatempo perché le cose che vengono dette non hanno alcuno fondamento scientifico!... Sappiate che il nostro è un indirizzo completo e noi siamo fieri di essere alunni di questo Istituto, perché fornisce, a chi lo frequenta, una formazione globale sia a livello culturale che educativo! E poi noi non siamo -Pedagogiste- solo perché frequentiamo questa scuola. Dovete sapere che "Il Pedagogista" è lo scienziato, il teorico della Pedagogia. Noi siamo lusingati che ci riteniate tali ma, ci sembra un complimento contraddittorio e inadeguato: prima siamo ignoranti e poi scienziati? Io credo che sia arrivato il momento di smetterla, sia noi studenti che alcuni docenti, i quali, forse, sono i veri responsabili di tutto questo. Non mi pare che negli altri istituti siano rose e fiori: come ci sono ragazzi motivati e poco motivati, così anche da noi e in tutte le altre realtà scolastiche. Lo so che dopo questo articolo avrete tanto da dire, tanto a noi interessa poco, perché quando le persone sono così piccole nell'animo, l'offesa vale meno di zero, "voi" per sparlare! Questo è ciò che dimostrate...

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IL LICEALE

di Luana Tricarico, 2° P 


Attualità

Lettera ad una redazione presente, ma anche futura di Daria Bucci 

IL LICEALE

Cari redattori, ricordo quando ero al biennio e toccava confrontarmi in redazione con gente più grande di me, più esperta, che aveva bene in mente quello che fare un giornale voleva dire. Io, allora, che non sapevo proprio da dove partire, mi mettevo a cercare su google come scrivere articoli di giornale, cosa trattare, cosa evitare. Mi piaceva sapere di trovare amanti dei libri, della musica, della scuola anche (in senso non tanto di istituzione, ma di una massa di ragazzi che si trovano a dover passare insieme il loro tempo nelle stesse classi, gli stessi corridoi, gli stessi bagni), gente che mi dava una spinta quando proprio non avevo idea di cosa trattare, e non parlo solo dei “grandi”, ma anche, e soprattutto, dei miei coetanei. Mi piaceva scrivere -e mi piace tuttora- come sfogo, come esercizio, come semplice condivisione dei propri pensieri. Crescendo, la redazione è andata via via cambiando, gli amanti della musica, dei libri, del cinema, della scuola, della società, del disegno, dei giochi, della comicità e della moda ci sono ancora, e meno male!, perché trovo confortante sapere che esistono ancora gli “amanti di”, quando il clima scolastico in cui sento di trovarmi è quello del disinteresse! L’ho scritto mezz’ora fa nel gruppo della nostra redazione, su facebook, che davvero non so cosa stia succedendo, io non riesco a credere che esistano soltanto persone a cui non piace nulla, che non trovano la voglia di prendere un pezzo di carta e scrivere due righe, che non sentono di essere protagonisti nella propria scuola, ma preferiscono sentirsi spettatori. Certo, so bene che gente così c’è, ma ne è così tanta? O forse il problema è che, grazie al social network, chi ha voglia di scrivere qualcosa preferisce farlo in due righe, ma proprio due, e lasciare alla gente di commentarlo in tempo reale? Sì, preferisco credere questo, preferisco pensare che un aspirante giornalista faccia del proprio profilo o della propria pagina un blog, che un amante della musica preferisca linkare un video da youtube e metterci un commentino di apprezzamento, che un osservatore sociale si metta a copiare-incollare frasi fatte, oppure a scriverne delle proprie, brevi, dal sottile sarcasmo, lasciando il proprio pensiero lì, su una piattaforma virtuale, nelle grinfie di un colosso che, il giorno in cui vorrai pubblicare un libro con le frasi, anticipate sul tuo profilo, quel colosso starà a rinfacciarti il contratto che un giorno accettasti e dire: «Guarda, nel momento in cui hai pubblicato quella frase su facebook, essa è diventata di nostra proprietà, quindi, se la vuoi usare nel tuo libro, citala e pagaci anche i diritti d’autore»! Mi spiace, ma io non ci sto: preferisco un mondo concreto, un gruppetto (mica piccolo, ho perso il conto dopo le venti!) con cui farmi due risate il sabato pomeriggio alle riunioni, sgolarmi un po’ per ricordare che oggi è consegna, con cui decidere cosa mettere in copertina stavolta; un gruppetto, che, però, dovrebbe prendere in mano la situazione e litigare a chi consegna prima l’articolo (vabè, ho esagerato con l’entusiasmo), non dire che in quattro settimane “non

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ha avuto tempo di scrivere nulla” quando invece per scrivere un articolo, compreso il tempo per cercare l’idea, c’è bisogno di due ore. Far parte di una redazione non significa solo riempire 10 righe e consegnarle, basta che si ottengano i crediti a fine anno, ma anche partecipare, ché è questo l’elemento più importante! Non si sa proprio che farsene di un “redattore” che scrive sempre e alle riunioni non viene mai, oppure viene ma non apre bocca: quello non è un redattore, ma un liceale che prende la penna in mano e inizia a scrivere il suo contributo per il giornale della scuola (e ho aspettato per quattro anni quello mi che dicesse «Senti, tieni l’articolo, pubblicalo, ma di entrare in redazione non ho proprio tempo né voglia», ma nulla da fare)! Ragazzi, non fatevi correre dietro da chi deve impaginare e non si ritrova con i vostri articoli sul pc, se volete essere parte integrante di una redazione fatta per bene proponete nuove idee, rubriche, temi, fatevi sentire! Non fate in modo che mentre uno elenca i nomi dei redattori ad un altro redattore, quest’ultimo faccia «Momento momento momento, chi diamine è Tizio? E Caio? Mai visti!», allora tanto vale non prendersi in giro e dire di essere redattori, scrivere qualcosa e mandarlo alla mail della redazione, perché il risultato è lo stesso! Allora tanto vale non farlo proprio questo giornale, che sarebbe tutta la gioia di chi dice che buttiamo soldi per farlo stampare, o di quei prof che sanno ben criticare il lavoro altrui ma, nonostante i nostri continui inviti, non si decidono a scendere tra noi comuni mortali e scrivere qualcosa, o a farci da referenti! Sarebbe la gioia dei criticoni che dicono che il giornale di istituto sia una perdita di tempo! Eppure io, quando voglio ricordare quelle quattro parole che i liceali scrivono, apro il mio archivio personale e inizio a leggere qualche liceale, vecchio o nuovo che sia, certo non accendo il computer e vado a visionare il diario del blogger-social-networker. Cari redattori, presenti e futuri, se siete arrivati a leggere fin qui, allora sentite quest’ultima: noi quinte che stiamo per andar via non lasciamo nulla, io non vi lascio nulla! Quel che vi resta è al piano terra, in biblioteca, un archivio di chi era prima di voi, una testimonianza di che teste giravano per gli stessi corridoi e le stesse scale che voi, ogni mattina alle 8:20, percorrete come zombie. È un archivio che solo voi potrete portare avanti, con impegno, con interesse! È una fiamma che dovete tenere accesa come se fosse un gioco, come se fosse una sfida: se la spegnete, avete perso. Ma attenti!, questo non vuol dire che dovete “portare avanti” questo giornale, “impapucchiando” un po’ di parole e mettendole tutte insieme in un numero, mica perché poi arriva la critica dei nullafacenti, no, no, affatto! Se ci tenete, solo se ci tenete, mandatelo avanti decentemente, miglioratelo sempre, fatevelo apprezzare, ma, allo stesso tempo, non scendete al livello dei microcefali che vogliono soltanto ridere! È il vostro giornale, il vostro lavoro, della redazione e di un istituto tutto, e deve essere tra le cose migliori che questa scuola lascia allo studente che va via.


Attualità

non leggete questo articolo! Ora che ho catturato la vostra attenzione, questo articolo non è una provocazione, non è una ribellione, non è un imposizione di pensiero, non è nulla su cui scherzare, ma dato che il mondo va a rotoli, voglio che possiate “SAPERE”, anche solo ironizzando, ciò che sta accadendo e che accadrà al futuro di tutti noi. I numeri, le informazioni, le date non sono frutto della mia fantasia, ma sono state rese pubbliche sul sito del governo stesso, perciò non vedo motivo per cui non pubblicare questa lettera. Inoltre, siamo liberi di scrivere, dire e pensare liberamente, sempre in rispetto degli altri, come io sto per fare ora. Grazie e buona lettura: Caro signor Mario Monti, Sono sicurissima che questa mia lettera non arriverà mai al destinatario. Ma soprattutto perché sono convinta che né gli interesserà, né sarà pubblicata. Ma se ciò dovesse accadere non esiterò a riferirle il mio pensiero. In primo luogo, volevo dirle che mi dispiace per il suo esile compenso annuo lordo di senatore a vita (Euro 211.502) e nemmeno riesco a comprendere come lei uomo onesto (che nel 2010 non eravate ancora presidente del consiglio) siate riuscito a continuare con sacrifici per arrivare a fine mese avendo solo un compenso annuo lordo di Euro 1.350.965. Lei meriterebbe molto di più di un uomo che si alza ogni mattina alle 5 (orario ipotetico)per andare a prendere un po’ di sole nei campi di terra, con quel hobby che hanno di cogliere ortaggi; infatti, voi, presidente, vi alzate ogni mattina e andate a sudare sotto al fresco condizionatore d’estate o a congelare al fianco del caldo riscaldamento interno d’inverno. La cosa che mi stupisce maggiormente di voi è che lo fate per noi italiani, infatti, discutete accuratamente e con l’attenzione (e presenza) di tutti (i 315 senatori, i 630 deputati, i ministri di tutti i colori, ecc.) del “decreto Salva - Italia”. E’ un lavoro durissimo e nonostante quel “poco” che “prendete” avete rinunciato anche al compenso di presidente e ministro. Sono rimasta affascinata per come siete stato bravo ad aumentare le pensioni fino a 70 anni, infatti, sarà bello poter attraversare la strada ed essere investiti da un pullman, il cui pilota è un anziano settantenne con i riflessi “agili”, per poi essere ricoverati urgentemente e operati, per ironia della sorte, da un suo coetaneo chirurgo con la mano tremante, che non riesce ad andare in pensione. Wow! Sarà una nuova esperienza. Poi l’idea di aumentare l’iva e le tasse è stato un opera davvero geniale, non credevo che sarebbe stato giusto far rinunciare ai parlamentari a quel poco che

“guadagnano” (in effetti è proprio guadagnato). Con tutto il caos e la crisi che c’è, i nostri poveri (si fa per dire) diligenti parlamentari sono stati accusati di essere i più pagati in Europa. Almeno, voi presidente, possiamo dire che siete fortunati che non possedete auto di lusso ma solamente una Lancia Dedra e Lancia Kappa (immatricolate rispettivamente nel 1995 e nel 1998), perché come da voi decretato a partire dal 1 gennaio 2012, c’è una nuova tassa automobilistica pari a Euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo che supera i 170 chilowatt (che andranno allo Stato per ovvie ragioni). Siete fortunato anche a non avere aereo-mobili privati e barche che superano i 10 metri, perché con quel “gruzzoletto” di Euro non potete pagare le tasse annuali previste per questi mezzi. Un po’ meno fortunato per i vostri miseri possedimenti “dichiarati” (perché sono sicurissima che avete dichiarato proprio tutto ciò che possedete): 3 appartamenti; 1 ufficio; 3 negozi; 9 unità abitative. Poi dovrete pagare l’Imu(che sostituisce la vecchia Ici) e anche l’aliquota (percentuale che si paga per tasse in ragione del reddito imponibile) dello 0,4%sulla prima casa. Sempre per salvare l’Italia, voi ,coraggioso presidente, provvedete ad estendere l’imposta di bollo del 1,5%che oggi viene applicata ai conti correnti, ai depositi titoli, alle polizze vita e ai fondi mobiliari. E come vero uomo onesto avete avviato la lotta all’evasione fiscale aumentando le tasse. Infatti per quell’ignorante che sono, non avevo assolutamente idea che spingere quelle poche persone oneste (che pagano le tasse) a diventare evasori fiscali, perché non arrivano a fine mese, fosse una mossa intelligente per combattere questo problema. Signor Monti non conoscevo così tante astuzie e avrei così tanti elogi da farvi, ma così poco tempo, perciò mi limiterò a concludere con un ultimo messaggio di profondi ringraziamenti che meritano anche coloro che assistono alle vostre fatiche (il governo): Volevo ringraziarvi per aver costruito il mio futuro; infatti, sono molto più motivata a studiare, ora invece di prima, sapendo che finirò gli studi a 25 anni, troverò lavoro a 30 anni e, se tutto andrà bene, lavorerò per 40 anni e sognerò la pensione a 80, perché la vostra bontà non avrà mai fine per fermarvi e non alzare ulteriormente le pensioni. Grazie infinte, dottore! Cordiali saluti dalla studentessa o anche futura mai-pensionata ottantenne.

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IL LICEALE

di Lia Contessa 


Una lolita persa nei quartieri bassi

IL LICEALE

di  Nicola Marrocchella e Giulia Zaccagnino  Lei è Elizabeth Woolridge Grant , New York city classe 1896, la rossa statunitense che da qualche mese sta scalando le classifiche mondiali con il suo album di debutto Born to Die. Conosciuta meglio al pubblico con il nome di Lana del Ray, nome che prende ispirazione dall’automobile Ford Del Ray, le sue canzoni sono un mix di atmosfere fortemente glamour, accentuati ritmi Hip Hop, malinconie estive e archi da colonna sonora di film, rese uniche da testi autobiografici che trattano essenzialmente temi come l’amore e la morte. Lana canta con una voce spezzata e sofferente mentre la musica riesce a dare vita ad immagini di epoche mai vissute, Lana Del Rey canta di amori che sanno di whisky, di vita che striscia tra i bassifondi di un pub di terza categoria e di padri chiusi nel bagagliaio di una macchina. A 15 anni lascia la sua città natale e il papino miliardario ( suo padre è Rob Grantil guru americano della registrazione dei domini internet) e si trasferisce a New York per maturare nell’ambito musicale e trovare se stessa e la sua strada, spesso abbandonandosi alle droghe, alla poesia scura e alla cultura pop. Lei stessa parlando della sua adolescenza la descrive come un periodo tormentato: <<Mi sono infilata in un mare di guai che faccio anche fatica a ricordare, spesso mi ritrovavo a dormire nei parcheggi per roulotte. Ogni colpo nel buio era un colpo al cuore….adesso tutto questo mi affascina.>> II filo conduttore che lega tutte le tracce dell’album è una precedente relazione avuta con un bad-boy ( tema che viene rippreso nel video di Born to Die) fatta di passione e pericolo, ma anche l’amicizia e l’enfatizzazione della morte.

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L’album uscito il 30 gennaio, vendendo 800mila copie in una settimana, ha riscosso molto successo sia negli U.S.A. che in Europa e verrà promsso da un tour che inizierà ad ottobre 2012. Il primo singolo estratto è stato Video Games, brano trasmesso anche dalle emittenti radiofoniche italiane. La struttura musicale di questo brano, caratterizzata da un arpa, rappresenta il simbolo di questa canzone diventata ormai un cult, facendo diventare la cantante ls nuova promessa del pop. Il secondo singolo estratto è stato Born to Die ( che ha anche dato il nome all’album) ,il tono della canzone è irrimediabilmente nostalgico, in cui la cantate sembra darci una oscura confessione del suo passato arricchita dal fascino della sua voce. Come mostra esplicitamente il videoclip della canzone che inizia con lei, fra due tigri, al centro dell’altare di una cattedrale. Il resto è il minifilm di una storia passionale con un bello e dannato ricoperto di tatuaggi. Sesso, amore, litigi e poi una folle corsa in auto con schianto finale. Lui sopravvive, lei è tra le sue braccia esanime e sanguinante. Il video vuole esorcizzare il concetto della morte che incombe su ognuno di noi, indicando che sentimenti quali l’amore e l’amicizia possono rendere indimenticabile il tempo che abbiamo a disposizione su questa autostrada chiamata vita. Dulcis in fundo, la “lolita” oltre ad essere dotata di una voce straordinaria possiede anche un fascino irresistibile ed è per questo che grazie anche al suo look molto retro’ sta diventando un’icona di stile, tanto che molte riviste di moda, come Vogue, le hanno già dedicato molti servizi fotografici . Insomma chi è lana del Ray? Una starlette vintage progettata a tavolino dal marketing o una femme fatale del pop dal talento smisurato? Attendiamo l’ uscita del terzo singolo e l’inizio del suo tour per scoprirlo, nel frattempo non ci resta che augurarvi viaggi fantasiosi nella periferia newyorkese attraverso questo magnifico album.


Musica

Caro lucio, ti saluto di  Annachiara Marsilio  Il 1 marzo, alle ore 10.30, in hotel di Montreux, ci ha lasciato una delle voci più belle del panorama musicale italiano, il grande Lucio Dalla, un vero poeta della canzone, un musicista riginale ed estroverso, pronto a sperimentare sempre nuovi percorsi, grazie alle sue grandi intuizioni, come ad esempio lo spettacolo a Bologna con Papa Giovanni Paolo II e all’idea del capodanno nelle piazze con “L’anno che verrà” . Alcune sue canzoni sono dei veri e propri capolavori, una per tutte “Caruso”: una melodia struggente e delle parole che arrivano dritte al cuore per raccontare l’amore del grande tenore Enrico Caruso per una sua allieva a cui dava lezioni di canto e di come, in punto di morte, al tenore gli fosse tornata la voce così potente che anche i pescatori di lampare lo sentivano. Dalla era un fervido credente, andava a messa tutte le domeniche, ed era un

appassionato della vita; non disdegnava di far beneficenza e dava sempre una mano a chi ne aveva bisogno. Per ironia della sorte il suo cuore si è fermato 3 giorni prima del suo compleanno, il 4 marzo, che è anche il titolo di una delle sue canzoni più belle. La morte ha posto fine alla vita terrena di Dalla, ma la sua musica e la sua poesia rimarrano nel cuore e nelle memoria di intere generazioni che hanno amato, sognato, pianto , sperato, vissuto sulle note delle sue indimenticabili canzoni.

182 BLINK 3/7/12 o Milan /7/12 4 a Lucc

COLDP LAY VO ALBUM O U N L E D T R o U O r T in A o IB , Stadio LITF olimpic mpico 20/4/12 li ao al P l 2 a /1 o 24/5 o n /4 ri 6 2 To o e p no e /12 lapart a P o tr ea T al Napoli 2 /1 na 1/5 hi 1/6/12 Arena di Vero Artemio FRanc io d ta S lo al a Firenz LADY GAGA rum ediolanum Fo M o METALLICA ss re p no a Mil Udine, Stadio Friuli - 13/5/12 2/10/12

HEINEKEN JAMMIN' FESTIVAL 5-6-7 Luglio 2012 Red Hot Chili Peppers sarà il gruppo più atteso del festival

O NEGRAMAR /12 ttomatica 2/5 lo la a p , a m o R

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SNOOP DO GG Roma, IPPO DROMO LE CAPANNEL LE 3/7/12 -


Fruit ninja mania! di  Daria Bucci 

IL LICEALE

Sta spopolando da qualche mese, i ragazzi diventati asociali, sempre chini e con quelle dita superveloci che si muovono su uno schermo. Di cosa sto scrivendo? Ma di Fruit Ninja, ovvio! È la ricetta dell’ossessione; ingredienti: due dita veloci, uno schermo, un po’ di frutta e qualche bomba. Ancora non capite? Ecco il fatto: se avete uno smartphone o un tablet, con sistema operativo Android, Ios, Symbian o Windows Phone, se avete avuto la sfortuna di scaricare dal Market il gioco Fruit Ninja, allora siete fregati: vi conquisterà. Il gioco in sé è così facile da non avere una guida: tagliare la frutta, non colpire le bombe. Ci sono tre modalità di gioco disponibili: la classica, dove non bisogna mai far cadere la frutta; la “arcade”, dove in 60 secondi bisogna ottenere più punti possibili, con l’aiuto di tre banane speciali, ossia la Frenzy, la Freeze e la Double Points; la “zen”, al più noiosa, senza bombe, con 90 secondi a disposizione. Uno si chiederà: «E allora? Che noia!». Provare per credere: si inizia con una partita, si finisce con lo scaricare la batteria del cellulare, anche perché è la modaità arcade che prende di più, la più breve e divertente! Conseguenza? Se girate per strada e trovate un

gruppo di persone che fanno girare un cellulare e , un minuto ciascuno, stanno col telefono a 10 centimetri dal viso come ossessi, gli occhi fuori dalle orbite, non preoccupatevi: è in corso una sfida! C’è gente, poi, che collega il telefono allo schermo del televisore per avere una visione più grande, gente che gioca su Facebook sfidando tutti, gente che gioca al kinect con l’Xbox tagliando frutta per aria! È una mania, la sfida al record più alto in assoluto. Facciamo un giro delle vittime più gravi, tutte sulla modalità arcade... Antonio P., dopo mesi di ossessione, si sta disintossicando da quando ha raggiunto l’assurdo record di 1088, però riprenderà quando qualcuno lo supererà. Maria Luisa DM, neo recluta, ha una fortuna grande quanto il mondo: non realizza mai meno di 600 punti a partita; record? 1044. Nazario DN ha un talento diverso: ovunque sia il tuo cellulare, anche tra le tue mani, riesce a sfilarlo con assoluta nonchalance e poi, quando ti rendi conto di non avere più il telefono, passato il momento di panico, lo trovi in un angolino con gli occhi fuori dalle orbite, intento a tagliar frutta. Grazia G. ha deciso di mollare i piccoli smartphone: la sua mania si è ora estesa al kinect. Ci sono poi, fortunatamente, vittime meno gravi. Giuseppe LP, col suo ipod, si sta allenando in modalità arcade e il suo record è momentaneamente 497. Ilaria L. è sulla buona strada per l’ossessione: coi suoi 801 punti si sta esercitando per i 1000. Michele R. non riesce a superare i 700: a suo dire il suo iphone, così superiore alla plebe degli android, non dà mai banane frenzy, freeze o double-points: «Fruit Ninja per android è truccato!». Non proseguo con la lista degli iniziati all’arte del taglio della frutta, sarebbe troppo lunga, ma che dire gente, allenatevi, però senza lasciarvi ossessionare…e buon divertimento! P.S. Un consiglio per le nuove reclute in modalità arcade: fate combo, più ne fate più punti ottenete!

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Multimedia

Migliori apps per smartphone In circolazione Garage  Band  (Ios): migliore app per iphone  e  ipad.  Hai  a  disposizione  un  sacco  di  stru‐ menti musicali per creare la tua band virtua‐ le.  Puoi  registrare  i  brani  e,  se  hai  una  chi‐ tarra elettrica, puoi usare l’iphone come amplificatore. 

Fox  Tube  (Ios): vedi tutto quello che vuoi su  youtube  senza  buffe  ring  di  caricamento.  Anche in 3G funziona perfettamente, non c’è  bisogno di una connessione wifi per avere a  disposizione tutta la musica che vuoi! 

Sky  GO  (Ios): App  Splash  Latino  (Ios,  ufficiale  di  Sky.  Android,  Windows  Permette  di  guar‐ Phone):  non  ha  dare  la  maggior  bisogno  di  descri‐ parte dei canali Sky  zione.  Ha  salvato  su iphone (riservato agli abbonati)  molti studenti (compreso me). 

Shazam  (Ios,  Android,  Windows  Phone):  ricono‐ sce  qualsiasi  canzone  e  ti  dice autore, titolo, album e  data  di  uscita  (necessita  di  una  connes‐ sione wifi o 3G) 

Sky  Drive  (Ios,  Andoid,  Windows  Phone):  My Wind (Ios, Andoid, Windows Phone): visto  app ufficiale di Microsoft. Hai a disposizio‐ che  siamo  tutti  clienti  Wind,  puoi  veder  le  ne 25 GB di archiviazione online gratis per  promozioni attive che hai, il tuo credito e puoi  metterci  tutto  quello  che  vuoi:  immagini.  anche disattivare o attivare nuove promozioni  Film, musica, documenti e quant’altro.  direttamente  dal  tuo  smartphone,  senza  dover  per  forza  chiamare il servizio clienti  WhatsApp  Messen‐ Action  Movie  Cam  Wow  (Ios):  tanti  ger  (Ios,  Andoid,  (Ios):  effetti  effetti per fare foto  Windows  Phone):  s p e t t a c o l a r i  servizio  di  messaggi  per  fare  video  che si sincronizza con la tua rubri‐ degni  di  un  ca , ma usa wifi o 3G per mandare  film d’azione  messaggi, non il credito telefonico 

Migliori giochi per smartphone In circolazione

Piante  vs  Zombie  (Ios):  Spettacolare.  Due  ore  a  scuola volano se ti ci metti  a giocare (esperienza per‐ sonale)  Monopoly  (Ios,  An‐ droid,  Windows  Phone): il nome dice  tutto 

Angry  Birds  (Ios,  Android,  Windows  Phone): vabbè  Paper  Toss  (Ios,  Android):  Se  a  scuola  non  hai  proprio  niente  da  fare questo gioco fa per te 

Temple  Run  (Ios,  Android):  gioco  arcade  molto  coinvol‐ gente  Move  the  box  (Ios,  Android):  rompicapo  as‐ surdo 

Uno  (Ios,  Android,  Windows  Phone):  il  nome dice tutto 

A cura di Michele Ricciotti e Nazario Zaccagnino 

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IL LICEALE

Fruit  Ninja  (Ios,  A n d r o i d ,  Windows Phone):  vabbè… 


Dottor House

Prof. Berardi (Vigliacchi!) ((Ciao prof!)

Il caffè della Peppina Prof Luppino

L’uomo dai due volti Prof Ritoli

Hitman (l’assassino) Maria Totta

Matrimonio all’italiana 5^A

Io non sono qui

IL LICEALE

Studenti durante le ore di lezione

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A cura di Deborah Giagnorio 

The lazy song Mbarra

La voce del silenzio Le interrogazioni


10) Pro e contro dell’esame: S: PRO- finalmente potremo andar via e divertirci senza studiare; CONTRO- il rapporto diretto con i docenti C: PRO- ce ne andiamo; CONTRO- abbandoniamo TRICHI e studieremo fino all’ultimo 11) Quanto state studiando per affrontare gli esami? S: AHAHAHAH C: TROPPO… 12) Quali sono le materie esterne sorteggiate quest’anno? S: Inglese, filosofia e italiano C: Matematica, filosofia e italiano 13) Quali di queste temete di più? S: Filosofia C: Filosofia 14) Come trascorrerete l’estate dopo gli esami? S: Passeremo tutti i giorni sulle sudate carte, non usciremo di casa e ci faremo passare il piattino sotto la porta C: Sesso, droga e rock n’roll (alcool) 15) Visto che siamo al termine, date un consiglio ai primini per affrontare al meglio gli anni futuri: S: Andate viaaa! Scappate, prima che sia troppo tardi! FATEVI UNA “PONTA” DI CAPRE C: Spassatevela e soprattutto studiate poco perché in 5° ci arrivate lo stesso 16) Un saluto ai vostri prof e uno a tutti: S: ai prof- arrivederci…vi auguriamo di passare bene…le copie delle prove d’esame; agli altri- ragazzi, solo uniti si vince quindi collaboriamo, a buon intenditor poche parole.. e buona fortuna ai prossimi e agli altri maturandi!! C: Ai prof- Mary Cry on Saturday we miss you; agli altri - pace, amore e gioia infinita!!

A cura di Arianna Mimmo, Mariangela Coppola (con la collaborazione di Mariangela Soccio) 

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IL LICEALE

1) Classe: S: 5B C: IIIAc 2) Indirizzo: S: Scientifico PNI C: Classico 3) Durante questi anni avete mai avuto degli scontri? S: SI, BACI & ABBRACCI C: EH…! Se venivi 5 minuti fa ci prendevamo a “sediate” 4) Ciò vi ha diviso o vi ha rafforzato? S: Ci ha rafforzato C: Curva sud e curva nord!!! 5) Una cosa che vi è piaciuta di più della scuola: S: Le imitazioni dei prof., gli insegnamenti “morali” del prof. Ciavarella, il BUONGIOORNO di Tonino, fare i gay nell’ora di Giovanditto, le partite a ninja fruit nelle ore di lezione e poi… non esageriamo!! C: La gita di 3° fatta e quella di 5° MAI fatta 6) Una cosa che vi è piaciuta meno della scuola: S: Noi studiamo e i prof sconvolgono i n ostri progetti, i nostri esiti e le valutazioni di OGNI alunno C: Rimanere al biennio in 3° 7) Vi sentite maturati durante questi 5 anni? S: No!..e lo diciamo con orgoglio C: Eh… vedi Pisco!!! 8) Siete ormai giunti al capolinea di questo lungo viaggio chiamato liceo, quale dei 5 anni vi è piaciuto di più? S: 3° e 4° C: Il 3°, con Petrucci che interrogava “A KIMICA” e “A BIOOOOOLOGIA” e a fare i bulli al biennio 9) Pronti per l’esame? S: NO, e sinceramente crediamo che non saremo mai pronti perché per noi l’esame non esiste C: Noi siamo nati “PRONDI”


Angelo Lombardi, 3A: “Vorrei un accendino adesso!!!! :)” Antonia Ricciotti, IAC: “Io esprimerei il desiderio di poter esprimere tutti i desideri che voglio e chiederei anche di sapere tutto ciò che si può sapere, la conoscenza suprema :D” Elena Leone, 5B: “Vorrei avere qualche centimetro in più!” Mariachiara Faccino, 4B: “Voglio diventare senatrice a vita” Federico Facenna, 3B: “Vorrei passare questa e le prossime estati del liceo senza dover rivedere i prof” Andrea Galasso, 2C: “Voglio prendere io il posto del genio della lampada! :D” Ilaria Lauriola, 4B: “Vorrei che domani iniziasse l’estate così da poter fare tutto ciò che voglio senza dover pensare alla scuola” Marco Pertosa, 3A: “vorrei uscire senza debiti quest’estate” Antonella Battista, 5A: “Vorrei passare quest’ultimo anno e uscire almeno con 70 all’esame di stato :)” Francesca Pacilli, III AC: “Vorrei che Benedetta e Antonio Flena non rompessero e si trovassero qualcosa da scrivere” Cristina Montemitro, 4A: “Fammi sparire Petrucci!” Federica Monaco: “Bibidi bobidi bu e l’esame non c’è più! Yuhu!” Denyse Morrone, 5C: “Voglio una villa con piscina e i bagnini più fighi del mondo :) e niente più cattiveria” Adriana Paganella, 5C: “Passare l’anno scolastico e una volta finito l’esame girare il mondo :) facendo l’autostop e per racimolare i soldi fare l’artista di strada” Incoronata Ciavarrella, 5C: “che succedesse qualcosa al nostro edificio scolastico, senza noi dentro (ovviamente), perché solo così (forse!) si deciderebbe a fare qualcosa per una maggiore manutenzione!” Benedetta Mascolo, III AC: “Visto che non si può chiedere altri desideri, vorrei altri geni!” Raffaella Marinacci, 4B: “Peace and love” Leonardo Iannacone, 5B: “Vorrei rimanere incinto!” Matteo Tancredi, 4A: “Vorrei Michele Martino fuori dalla 4°!” Gianmarco Rispoli, 4A: “Preferisco il drago shenron al genio della lampada!” Daniele Petrucci, 2C: “Voglio trasformare il nostro liceo in un college americano”

“I wanna be a billionaire so fricking bad…buy all of the things I never had..Uh, I wanna be on the cover of Forbes magazine…smiling next to Oprah and the Queen!” IL LICEALE

Nel proporre questo sondaggio ci aspettavamo qualcosa del genere: borse, scarpe, modelle, attori, soldi, viaggi…e invece I nostril liceali hanno la testa sulle spalle, pensano prima a finire per bene la scuola! Una domanda: ma se davvero aveste un genio di fronte, chiedereste proprio di finire decentemente l’anno scolastico? :D

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A cura di Nunzia Di Leo e Daria Bucci 


Chiave (7 lettere): il regista della saga cinematografica “Il Padrino” MIAMI MOGLI MORTIFICATE NINFE OTTIME PAVESATI PIOTA PLAGI POEMI REPUTATI RESET RIZZATO ROMEI SCAPOLONI SCIATTI SCOTENNATI SETOLINO SHANTUNG SOLAIO STANTI STIVE SUBDOLE TEMUTO TEOLO TIARE TIMAVO TOGHE TORTURATI TRACI USSARO

© Aldo Donato 

1) Cosa è che non si muove, eppure va ovunque? 2) Se le unisci, dividono. Cosa sono? 3) È tuo ma lo adoperano quasi sempre gli altri. 4) Ha le braccia ma non le mani, ha il collo ma non la testa.....cos'è? 5) Ha i denti, eppure è sempre a digiuno

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IL LICEALE

ACRITICO ALANI ANTIQUARIATO BAULI BELTA BUFFONE BUONE BUSCA CANOPO CATASTO CITRULLA CLARA CLORO CONDUTTORI CROATA DEFORMAZIONE EDGAR EMULE EPIRO FACETO FARSESCA FRENO GIANO HUMUS IMBARCO LATTAIA LAUTI LITRI MALAMENTE MALIA MARCHINGEGNI

Soluzioni: 1) la strada; 2) le forbici; 3) il cognome; 4) la camicia; 6) il pettine


Giochi ...la dinastia dei Mimmo continua!

IL LICEALE

ORIZZONTALI 4. Automobile Club d’Italia 6. Un muscolo della coscia 13. “L’ultimo” in un film romantico 14. Frutto formato da piccole bacche unite in grappoli 16. Breve esempio 17. Nata senza vocali 18. Materiale osseo usato anche per gioielli 19. Lo sono i bravi studenti 21. Al centro della riva 22. La nota che accorda 24. Un ufficio di informazione turistica 26. Robbie, ex dei Take That 29. Azione Cattolica 31. Monete messicane 34. Pianta dal frutto spinoso 40. Preposizione che indica un dubbio 41. A chiusura stagna

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VERTICALI 1. Formula per l’avvenuta elezione pontificia 2. Altro nome per i maiali 3. Indice trimestrale 5. E’ “…se vi pare” per Pirandello 7. Tutte le figure geometriche ne hanno una 8. Democrazia Cristiana 9. Il “Grande” giocatore della Roma 10. Varo… al contrario 11. Ribellione 12. Un virus che provoca gravi febbri 15. Imperfetto di “sei” 20. Diabolico inglese 23. Un numero “famoso” nella Divina Commedia 25. Associazione Italiana Dislessia 27. Possono essere di collocamento 28. Serpenti o s……. 30. La Repubblica con capitale Praga 32. Sua Altezza 33. Sta per “acceso” 35. Al centro del toro 36. Corrente mese 37. Rare senza uguali 38. Rate… dispari 39. Onde Corte


Giochi

Difficoltà @@@

A cura di Arianna Mimmo e Mariangela Soccio 

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IL LICEALE

Difficoltà @@@


La Redazione: Bucci Daria, Contessa Lia,Coppola Mariangela,Di leo Nunzia,Flena Antonio, Gengo Nazario , Giagnorio Deborah, , La Piscopia Giuseppe, Leone Enrica, Greco Annamaria & Rocco, Marrocchella Nicola, Marsilio Annachiara, Mascolo Benedetta, Mastrosimone Camilla, Mimmo Arianna, Pacilli Francesca, Pacilli Giovanna, Panizio Enzo, Rispoli Gianmarco, Santamaria Francesca , StefanĂŹa Alessia, Tancredi Matteo, Zaccagnino Laura.


Il liceale Aprile 2012  

Anno XI n. 3

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