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David Dalla Venezia 12 Settembre - 12 Ottobre 2008

Testi di David Dalla Venezia e Ferdinando Albertazzi

Inaugurazione VenerdĂŹ 12 Settembre alle ore 18,00


PIEGAZIONE

Poiché sono io che dipingo questi quadri è vero che sono ritratti di me stesso. Ma ulteriormente, in quanto ritratti di un uomo, lo sono di ogni uomo - traggo da me ciò che vi è di comune a tutti gli uomini, e sottraggo ciò che mi differenzia da essi. Per chi già conosce la mia pittura e per chi per la prima volta la vede cercherò di spiegare o meglio di dare la mia interpretazione del punto a cui sono arrivato. Un’esposizione è, o per lo meno dovrebbe essere, un’occasione di chiarimento. Ciò deriva dalla necessità di giustificare il fatto di metter assieme tanti dipinti, che come parole di un discorso si vorrebbe avessero una coerenza e senso propri del loro star assieme. La pittura figurativa è racconto e nei miei dipinti fin dall’inizio questo è avvenuto con la rappresentazione simbolica di situazioni in cui un personaggio, specie di mio alter ego, anonimo, sempre uguale a se stesso e moltiplicabile, abitava e tuttora abita. Per la verità ho sempre negato di esser io quello ma ho dovuto arrendermi alla spontaneità dei miei figli che lo identificano naturalmente con me.

E l’assidua frequentazione del mondo e del gioco infantile negli ultimi anni ha lentamente allargato lo spettro del rappresentabile nei miei dipinti. Un sentimento di emancipazione e di libertà (solo apparente, giacché come sempre in pittura anche la più evidente sprezzatura non può che esser frutto di molta fatica) mi porta ad una maggior attenzione verso il reale. Il mio mondo della rappresentazione si è duplicato ed ogni quadro rimanda all’altro, lo riflette in un labirintico gioco di specchi. Mi sento dunque libero di apparire, entrare io stesso nei miei dipinti senza per questo rinunciare al mio altro, e di lasciare che tra i quadri si instauri un gioco di speculazioni e riflessioni dal mondo del fantastico a quello della realtà in una sorta di sogno ad occhi aperti, o forse, di sogno nel sogno.


I generi si mescolano; le nature morte, gli animali giocattoli, nella dimensione del dipinto si trasformano, quasi si animano in ritratti. E la vita reale, l’atelier, i quadri stessi trovano posto in questa messa in scena che diventa mise en abyme. Il tutto assume una dimensione teatrale, e mi ritrovo a giocolare con immagini e colori seguendo un canovaccio che viene spesso stravolto dalle improvvisazioni degli “attori” che mano a mano si presentano sulla scena. Eccomi novello Pierrot intento a lottare con Pulcinella come Giacobbe con l’angelo. Alla ricerca di coerenza, il punto a cui sono arrivato più che una conclusione, una chiusura, si rivela essere una continuazione caotica, un’apertura. Ed essendosi le cose così complicate, la mia non è tanto una spiegazione ma piuttosto una piegazione! David Dalla Venezia


LO SPECCHIO DI CARTA A Pitti e Ross tornate finalmente a sorridere L’uomo aveva il respiro corto, lassù in cima. Svegliatosi di soprassalto, aveva infilato i piedi nelle pantofole stropicciandosi gli occhi. Crucciato e apprensivo, aveva raggiunto lo studio sgropparellando; appoggiata la scala a un montante della libreria era salito adagio, ancora pervaso dalle suggestioni del sogno. Una voce avvolgente stava leggendo una storia, proprio quella che gli aveva irrorato l’adolescenza accendendo la miccia delle sue fantasticherie fino a fargli credere… “Ma no: sono davvero io a sporgermi dalla prua del trealberi, sono io che frugo nell’orizzonte con la mano a visiera sugli occhi per additare all’equipaggio il profilo nebbioso della terra d’approdo, sono io a catapultarmi fuori bordo per primo e a lanciarmi all’avventura con il trepidante entusiasmo dell’esploratore che sa allungare il passo oltre le insidie e arrischiarlo tra i miraggi della smania indagatrice!” si era esaltato. Chissà quante volte, sempre con la stessa palpitante emozione e identicamente ingordo delle scoperte sgocciolate dalla trama. Era sicuro che lo scrittore avesse plasmato il protagonista sulle vibrazioni della sua anima, sugli aneliti del suo cuore di adolescente appassionato e inarrendevole, mentre indossava quelle pagine vitalizzanti nel mare dei libri che si divertiva a tenere in equilibrio sulla testa, girellando per la stanza finché non franavano a terra inondando il pavimento. Allora vi si immergeva prono, le gambe arricciate e le braccia protese, da nuotatore dello stupore. E subito la mente diventava rampa di lancio per lui già uomo, già lì a spiccare il balzo per agguantare di slancio le conquiste baluginanti in quell’angolo che lo stregava, nell’azzurro del suo cielo. E com’era inebriante sentirsi il giocoliere del mondo: faceva roteare i globi iridescenti con funambolica maestria, senza che mai gli sfuggissero di mano! La voce carezzante del sogno stava magicamente riaggallando il fervore e l’eccitazione della storia che gli aveva tatuato nel cuore e nell’anima le scommesse decisive, ma si era tutt’a un tratto appassita nelle due sillabe che davano sull’epilogo del racconto. Perciò l’uomo si era svegliato di soprassalto e adesso lì, in cima alla scala, sudando freddo, stringeva gli occhi dietro le lenti appannate alla vana ricerca del libro che in anni lontani aveva allineato con gli altri a ridosso del disagio espanso che lo tormentava, senza trovare il penoso coraggio di disfarsene.


Un tonfo sordo, in corridoio, lo fece sussultare. L’uomo sgranò occhi di perplessità e d’apprensione: diretto allo studio l’aveva soltanto sfiorato, il volume in bilico sul tavolino… possibile che le folate di vento, intrufolandosi da una finestra lasciata sbadatamente aperta… Tentando di schermare un ribollente senso d’angoscia scese sveltamente e in corridoio quasi inciampò nel libro, sorpreso che fosse caduto così distante dal tavolino. Si chinò a raccoglierlo e mentre s’incupiva nel constatare come la sua storia si ostinasse a volerglisi cucire addosso, l’uomo colse con la coda dell’occhio un’impronta che lo fece trasalire. Pioveva da diversi giorni, nel viottoli del giardino continuavano ad allargarsi delle pozzanghere, però non si era mosso di casa… Benché tra il suo polveroso grigiore e l’avventura non ci fosse più campo da chissà quanto tempo, l’uomo prese a sfogliare il libro con dita frenetiche poi, ipnotizzato da as-sas, la due sillabe su cui si era inchiodata la voce del sogno, esitò: con il cuore in gola girò la pagina strascicando il gesto, per immergersi con sofferta lentezza nello specchio di carta argentata incollato sulle ultime righe. Annichilito, trasalì nel riflettere su quella superficie pieghettata occhi catturati dall’ombra che ingigantiva alle sue spalle e tratti arrugginiti nella smorfia di dolore per la fitta lancinante allo stomaco. Respirava a fatica, si sentì mancare, eppure dalla macchia scura che si allargava sulla giacca del pigiama l’uomo estirpò inaspettatamente una vaga sensazione di libertà. Come se la desolante inadeguatezza ad assaporare le vertigini che il destino gli aveva apparecchiato, senza che lui riuscisse ad accordarle con gli strumenti modellati sulle ambizioni tradite e sulle aspirazioni rinnegate della sua vita schivata, fosse d’improvviso evaporata nell’ultima luce del giorno. Ferdinando Albertazzi


n. 584 olio su tela, cm 43,5x32,8 - 2008


n. 577 olio su tela, cm 195x97 - 2008


n. 582 olio su tela, cm 92x73 - 2008


n. 581 olio su tela, cm 46x38 - 2008


n. 583 olio su tavola intelata, cm 25,5x18 - 2008


n. 575 olio su tela, cm 65x50 - 2008


n. 556 olio su tela, cm 65x50 - 2007


n. 555 olio su tela, cm 41x33 - 2007


n. 552 olio su tavola intelata, cm 41x33 - 2007


n. 576 olio su tela, cm 46x38 - 2008


n. 531 olio su tavola intelata, cm 11,8x14,2 - 2007


n. 579 olio su tela, cm 35x33 - 2008


n. 574 olio su tela, cm 35x33 - 2008


n. 585 olio su tavola intelata, cm 25x20 - 2008


n. 573 olio su tela, cm 55x46 - 2008


BIOGRAFIA Nato a Cannes, Francia, il 10 Aprile 1965. Il fascino ed il potere delle immagini hanno fin dall’infanzia determinato in DDV la necessità di essere pittore. Cresciuto, tra Cannes e Venezia, in una famiglia ed in un ambiente ricchi di stimoli ed esempi di artigianato e di arte, ha acquisito da questi la manualità ed esperienza del mestiere (praxis) ed assunto quel senso metafisico che sta a fondamento del fare artistico (poiesis). Diplomato al liceo classico ha poi studiato Storia dell’Arte e Filosofia all’Università di Venezia. Il mondo e la cultura popolare del XX secolo (le storie illustrate, i fumetti, i cartoni animati, il cinema), la mitologia classica e le sue relative elaborazioni psicoanalitiche (Freud, Jung), la filosofia greca, moderna (soprattutto Schopenhauer e Nietschze) e contemporanea (Severino) hanno ulteriormente nutrito la visione del mondo e l’immaginario pittorico di DDV. Negli anni ’80, culmine di un periodo di abbandono e disprezzo ufficiale per la pittura figurativa, cruciale è stato l’incontro con il catalogo dell’esposizione “Les Realismes: 1919-1939”, curata da Jean Clair nel 1980 presso il Centre Pompidou di Parigi. La summa di immagini, testi e documenti sul ritorno alla pittura figurativa tra le due grandi guerre ha permesso a DDV di comprendere come fosse possibile, e necessario, continuare e mutuare i grandi esempi classici della pittura nel e con il mondo contemporaneo. Nel 1987 a seguito di considerazioni sulla storia della pittura pubblica decide di passare dalla teoria alla pratica cominciando, in collaborazione con l’artista giapponese Hiroshi Daikoku, a dipingere grandi composizioni sulle palizzate di legno dei cantieri di restauro per le strade di Venezia. La realizzazione di questi dipinti è imperniata sulla più immediata, spontanea ma responsabile, comunicazione con il pubblico cittadino e viene da questo, e anche dalla stampa, accolta con simpatia e favore. L’esperienza durerà fino al 1989 con la realizzazione di 12 dipinti. Nel 1989 la sua prima mostra personale ha luogo presso la galleria Bac Art Studio a Venezia. Dal 1990 al 1992 vive e lavora a Nizza partecipando a esposizioni collettive nella regione (XXIII Festival Internazionale della Pittura di Cagnes-sur-Mer, IV Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea dove vince il 1° premio per la pittura). Nel 1992, in occasione della partecipazione alla mostra “Corale” curata da Andrea Pagnes presso la Fondazione Bevilacqua-La Masa, rientra a Venezia dove da allora vive e lavora. Negli anni ’90, continuando a dipingere ed esporre in Italia e all’estero, ha sviluppato il suo stile e perfezionato la tecnica pittorica cercando sempre un confronto con la contemporaneità. Con l’inizio del nuovo secolo e grazie alla libera diffusione ed accesso alle informazioni resi possibili da internet si consolida la coscienza del persistere di una cultura diffusa della pittura, come proseguimento ininterrotto di un lungo ed antico percorso di tradizione, che contraddice palesemente la pretesa universalità dell’egemonico ed esclusivo monopolio ufficialmente denominato e comunemente noto come sistema dell’Arte Contemporanea. Nel 2005 ha partecipato in Norvegia alla II Kitsch annuale che fa capo al noto pittore norvegese Odd Nerdrum. Attualmente intrattiene rapporti e relazioni con suoi colleghi pittori nel tentativo di sostenere, non solo con la sua pittura ma anche tramite l’organizzazione di eventi espositivi, l’auspicata rivalutazione di quella parte del mondo dell’arte dei nostri tempi che è stata finora penalizzata: la pittura figurativa.


Mostre personali: Settembre 1989, BAC Art Studio, Venezia Ottobre 1990, Galleria Il Campiello, Parigi (F) Dicembre 1990, Galleria Luce, Venezia Dicembre 1992, Galleria Luce, Venezia Marzo 1993, Galleria Bensi, Milano Settembre 1994, Galleria Il Cantiere, Venezia Settembre 1994, BAC Art Studio, Venezia Maggio 1995, Galleria L’Occhio, Venezia Giugno 1997, Galleria L’Occhio, Venezia Dicembre 1998, BAC Art Studio, Venezia Luglio 1999, Fondazione G. Mazzullo, Taormina Luglio 1999, Retrospettiva, AltamiraGallery, http://www.altamiragallery.it/dallavenezia/index.html Giugno 2001, Galleria L’Occhio, Venezia Ottobre/Dicembre 2001, Galerie Eikelmann, Essen (D) Maggio 2003, Libreria Caffetteria Piazzetta Colonna, Palermo Ottobre 2003, Galleria L’Occhio, Venezia Marzo 2004, Galerie Lorelei, Bruxelles (B) Marzo 2006, Galerie Lorelei, Bruxelles (B) Settembre 2006, Bac Art Studio, Venezia Settembre 2008, Galleria Davico, Torino Mostre collettive: Ottobre 1990, “Art et Mythe”, Unesco, Parigi Estate 1991, XXIII Festival International de la Peinture, Cagnes-sur-Mer (F) Autunno 1991, IV Biennale Internationale d’Art Contemporain, Brignoles-Var (F). Primo Premio per la Pittura Aprile 1992, “Corale”, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia Giugno 1995, “Atelier d’Artista”, Ateneo S. Basso, Venezia Ottobre 1997, Studio Pozzan, Vicenza Giugno 2001, Bac Art Studio, Venezia Novembre 2002, “Infanzie”, Battistero di S.Pietro, Asti Maggio 2003, “Paravent Project 2”, Düsseldorf (D) Settembre 2003, “Paravent Project 2”, Berlin (D) Novembre 2004, “+ de FUNK, Espace à Vendre, Nizza (F) Aprile 2005, Galerie Eikelmann, Düsseldorf (D) Aprile 2005, “Vendu”, Espace à Vendre, Nizza (F) Maggio 2005, “Anima animale”, Villa Correr Pisani a Biadene -TV Giugno 2006, Kitsch Annuale 2006, Stavern (NO) Novembre 2006, “Modern Landscapes”, collettiva, Galerie Eikelmann, Düsseldorf (D) Ottobre 2007, “11/194 m2”, collettiva, ODEA Gallery, Stockholm (NO) Gennaio 2008, “Arte Fatta a Pezzi”, Frassinago18, Bologna Aprile 2008, “Entroterra Italiano”, Entroterra, Milano Settembre 2008, Kitsch Biennale 2008, Pasinger Fabrik, Munich (D) Prossime mostre: Autunno 2008, Galerie Eikelmann, Düsseldorf (D) Inverno 2008/2009, ODEA Gallery, Stockholm (NO)


Finito di stampare nel Luglio 2008 da Grafiche Ambert Verolengo (Torino)

David Dalla Venezia: Galleria Davico 2008  

David Dalla Venezia's catalogue of 2008 exhibition at Galleria Davico, Torino - Italy Catalogo di David Dalla Venezia della mostra del 2008...

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