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www.gazzetta.it lunedì 19 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

n 220 anno 115 ­ Numero Anno

QUATTRO IN VETTA I BIANCONERI OK A SIENA

Serie A / 3ª GIORNATA

JUVE CONTENTA + 5 sulle milanesi

CLASSIFICA

Sabato

NAPOLI

6 CHIEVO

1

CAGLIARI­NOVARA

2­1 JUVENTUS

6 INTER

1

INTER­ROMA

0­0 UDINESE

6 LAZIO

1

6 NOVARA

1

1­0 GENOA 0­2 CATANIA

4 ROMA

1

4 SIENA

1

1­0 PALERMO 1­2 FIORENTINA

3 MILAN

1

3 CESENA

0

3­1 LECCE 2­1 PARMA

3 BOLOGNA

0

Ieri ATALANTA­PALERMO BOLOGNA­LECCE CATANIA­CESENA LAZIO­GENOA

Il tecnico: «Siamo stati bravi: ho visto la cattiveria giusta» Matri gol: «L’anno scorso partite così non le vincevamo» CECERE, GRAZIANO, OLIVERO, LORENZINI DA PAG. 10 A PAG. 13

PARTITE

NAPOLI­MILAN PARMA­CHIEVO SIENA­JUVENTUS

3 Matri festeggiato dopo il gol RAMELLA

UDINESE­FIORENTINA

NOTTE DA SOGNO SAN PAOLO IN FESTA , MA MAZZARRI FRENA

CAGLIARI

3 ATALANTA* ­2

0­1 2­0 * Atalanta penalizzata di 6 punti

L’ALTRA CAPOLISTA

L’Udinese corre Di Natale segna Non c’è scampo per la Fiorentina

CAVANI MATADORO DI NAPOLI

ARCHETTI, MEROI A PAGINA 16

3 Antonio Di Natale, 33 anni PLP A BERGAMO DECIDE DENIS

L’Atalanta risale malgrado il diluvio Il Palermo annega

L 1­0 di Aquilani illude il Milan che poi subisce la tripletta dello scatenato uruguaiano. De Laurentiis: «Ma io penso alla Champions»

LICARI A PAGINA 19

L’INTER DEI MUSI LUNGHI

BOCCI, CALAMAI, D’URSO, MALFITANO, PASOTTO, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 9

il Commento

SEGNALI SCUDETTO

IL RITO DEL TORERO

DI ALBERTO CERRUTI

Oggi è San Gennaro, ma al Napoli non serve un miracolo anticipato per fare lo sgambetto al Milan. Gli basta una tripletta di Cavani, dopo il gol di Aquilani, per bere il primo ape­ ritivo scudetto, raggiungendo la Juve, l’Udi­ nese e il Cagliari in testa alla classifica.

3 Edinson Cavani, 24 anni, mima il gesto del torero con una muleta immaginaria

L’ARTICOLO A PAGINA 55

Palacio e Kucka Il Genoa vola coi gol del Gasp ALLE PAGINE 14­15­23

ESTERO IL CITY PAREGGIA

United spettacolo Il Chelsea s’inchina Che crollo il Real! BOLDRINI, CONDO’, RICCI PAG. 26­27

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

w

MOTOGP IN SPAGNA DOMINA STONER

L’Italia si ferma all’argento C’è un Rossi che vince Alla Serbia il titolo europeo Tricolore il fratello di Vale PASINI ALLE PAGINE 40­41

CRUCIANI, FALSAPERLA, IANIERI DA PAGINA 32 A 37

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Novità sull’inchiesta di Napoli: per interrogare tutte le ragazze che andavano da Berlusconi i giudici hanno chiesto la disponibilità del San Paolo.

PALLAVOLO GLI AZZURRI SCONFITTI 3­1


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

SERIE A 3a GIORNATA

Il ciclone Cavani il Film I tre capolavori che hanno fatto impazzire il San Paolo 13’ primo tempo Milan subito acciuffato da Edinson Il primo gol di Cavani, con il Milan sull’1-0: punizione da destra, torre di Maggio e destro al volo di Edinson GEMITO -DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI NAPOLI

Lo urlano in 60 mila: «Siamo i più forti». Giù la maschera. Napoli non ha più voglia di nascondere le proprie ambizioni. Nella prima sfida scudetto la squadra di Mazzarri dimostra che le ambizioni estive avevano basi solide, che gli investimenti di mercato e la conferma dei «tre tenori» hanno garantito l’atteso salto di qualità. Certo, la stagione è solo alle prime curve, ma il Napoli in pochi giorni ha vinto in trasferta a Cesena, ha fatto tremare in Champions gli sceicchi del City e, infine, ha liquidato con un perentorio 3-1 i campioni d’Italia del Milan, vittoria che vale il primo posto con Juventus, Udinese e Cagliari. Tre indizi fanno una prova: il presidente De Laurentiis ha costruito un cast da Oscar. L’eroe in copertina è El Matador, autore di una fantastica tripletta. Un fuoriclasse per il quale Mourinho e il Real, la primavera scorsa, erano pronti a investire 50 milioni. Cavani è un terminale micidiale, è il «nostro» Rooney. Negli occhi restano le sue rasoiate implacabili, siluri che mortificano Abbiati e il Milan. Capolavori Difficile scegliere il

gol più bello, facile indicare il più importante, il primo, al 13’. Una conclusione al volo, raccogliendo una torre di Maggio che permette al Napoli di pareggiare il gol realizzato 2 minuti prima di testa da Aquilani (su assist di Cassano). Le altre due reti sono un cocktail di potenza e precisione. Ma la prova del Matador va oltre questi capolavori balistici. Il fuoriclasse uruguaiano garantisce anche un pressing importante su Van Bommel e

36’ primo tempo Che destro dopo il «coast to coast» La seconda perla di Cavani dopo un «coast to coast» incredibile di Gargano. Il Milan resta di sasso LIVERANI

6’ secondo tempo Una cannonata chiude la partita Azione travolgente del Napoli, la difesa del Milan respinge, ma Cavani tira una cannonata di prima intenzione CUOMO

Aquilani a segno Il Napoli reagisce 3 gol del Matador per il ribaltone La squadra di Mazzarri va sotto, si scatena e vola in testa con Juve, Cagliari e Udinese Milanesi a 1 punto: mai successo dopo 2 turni preziosi ripiegamenti sulla linea di centrocampo per aprire spazi alle verticalizzazioni dei suoi compagni. Insomma, una partita totale per un giocatore totale. Ma, sempre restando in tema cinematografico, anche gli attori non protagonisti recitano un ruolo decisivo. Uno su tutti: Inler. Il talento svizzero è il vero uomo in più della squadra di Mazzarri. Ricordate il giorno della presentazione? La maschera di leone che il presidente De Laurentiis gli ha fatto indossare? Beh, una provocazione azzeccata. Inler è tanta roba. In fase di recupero riesce a sradicare palloni su palloni dai piedi dei centrocampista avversari. E quando è chiamato a impostare

è abile nel trovare subito la verticalizzazione giusta. Soldi spesi benissimo. Ma anche i «vecchi» non tradiscono. De Sanctis compie un mezzo miracolo respingendo di piedi un diagonale a botta sicura di Aquilani; il guerriero Gargano si traveste da Lavezzi macinando a tempo di record 40 metri di campo e servendo a Cavani l’assist per il 2-1 e Lavezzi si veste da Lavezzi per mettere il suo marchio a un paio di azioni offensive, una delle quali porta al definitivo 3-1. San Gennaro ha fatto la grazia riportando il Napoli ai tempi d’oro. Non c’è Maradona, è vero. Ma Cavani ha tutto per entrare come il leggendario Diego nel cuore e nell’albo d’oro del

pianeta partenopeo. Allarme E il Milan? Questo pas-

so falso lascia un graffio doloroso nella testa e nella classifica dei rossoneri. A proposito, mai le due milanesi avevano raccolto solo un punto nelle prime due giornate di campionato. Un dato statistico che diventa ancor più allarmante considerato che Juve e Napoli hanno già 5 lunghezze di vantaggio. Partiamo da un paio di attenuanti. Allegri ha dovuto rinunciare a quasi tutto l’attacco titolare (Ibra, Boateng e Robinho) e a tre quarti di centrocampo (Ambrosini e Gattuso). Gente di qualità e di sostanza. Tra l’altro gli impegni ravvicinati (e che impegni, il Barcellona

clic BATISTUTA 13 ANNI FA FECE L’ULTIMA TRIPLETTA AL MILAN Prima di Cavani, l’ultimo giocatore capace di segnare 3 gol al Milan era stato l’argentino Batistuta in Milan-Fiorentina 1-3 del 26 settembre 1998. Cavani è il 18˚ a realizzare una tripletta ai rossoneri. Prima di Batistuta, ci riuscì Galderisi in Juve-Milan 3-2 del 14 febbraio 1982.

in Champions) rendevano necessario, anzi quasi indispensabile, un sostanzioso turnover. In più, il Milan ha avuto due occasioni per tornare in partita, ma Aquilani non è riuscito a infilare il 2-2 e l’arbitro non ha ritenuto di punire con il rigore un netto fallo di mano di Cannavaro su traversone di Nocerino. Rigore che poteva riaccendere i rossoneri (si era sul 3-1). Snocciolate le attenuanti, resta un Milan grigio. Si può salvare Cassano, non un mostro di continuità, ma autore dell’assist per Aquilani e di un altro paio di aperture illuminanti, e si può assolvere lo stesso Aquilani, che non è Boateng (un bel po’ di muscoli in meno), ma che non ha sfigurato nel ruolo di trequar-


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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abbatte il Milan la Moviola di FRANCESCO CENITI

Al Milan manca un rigore Nesta rischia l’espulsione Tagliavento non all’altezza della sua bravura: permette qualche licenza di troppo a Pato e Nesta, ma soprattutto manca un rigore al Milan. Già dopo pochi minuti una sbavatura: Inler entra dritto su Cassano, punizione e possibile giallo non visti. Al 24’ ammonito Nocerino che affonda il tackle sulla caviglia di Lavezzi. Al 29’ Cassano in area si libera di Aronica: fischiato il fallo, ma restano molti dubbi. Al 30’ Tagliavento non aspetta lo sviluppo dell’azione, sanzionando subito l’entrata su Aquilani e vanificando l’assist smarcante di Cassano per Pato: l’arbitro si scusa con i rossoneri.

Al 34’ scintille Pato Maggio, col brasiliano che dopo aver commesso fallo spintona l’avversario. Nella ripresa dopo 8’ giallo Pato per una simulazione al limite dell’area: sì, decisione giusta. Sbaglia Tagliavento al 10’ quando sul cross di Nocerino c’è il netto tocco di braccio (tenuto largo) di Cannavaro: dato l’angolo, ma era rigore. Al 16’ Aronica stende Nesta che poi reagisce in malo modo: giallo a entrambi, ma il milanista ha rischiato il rosso. Due ammoniti al 28’ prima Gargano per un fallo su Aquilani, poi Cavani per la protesta evitabile. Giallo anche ad Antonini: placcato Cavani.

NAPOLI

MILAN

3

1

(3-4-2-1) De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler, Gargano, Dossena (dal 34’ s.t. Zuniga); Hamsik (dal 19’ s.t. Dzemaili), Lavezzi (dal 34’ s.t. Pandev); Cavani.

(4-3-1-2) Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Bonera (dal 20’ s.t. Antonini); Nocerino, Van Bommel (dal 20’ s.t. Emanuelson), Seedorf; Aquilani (dal 32’ s.t. El Shaarawy); Pato, Cassano.

ALLENATORE Mazzarri. PANCHINA Rosati, Fernandez, Santana, Mascara. ESPULSI nessuno. AMMONITI Dossena e Gargano per gioco scorretto; Cavani per proteste.

ALLENATORE Allegri. PANCHINA Amelia, Yepes, Taiwo, Valoti. ESPULSI nessuno. AMMONITI Nocerino, Antonini e Nesta per gioco scorretto; Pato per c.n.r.

GIUDIZIO 7777

tista. Ma gli altri? La linea di centrocampo è letteralmente franata. A cominciare da un Van Bommel travolto dal confronto con Inler. E senza un minimo di copertura anche la difesa ha ballato come non mai. La fragilità del centrocampo è emersa chiara fin dai primi minuti ma Allegri non ha saputo cambiare rotta consegnando, colpevolmente, la squadra al micidiale contropiede del Napoli. L’ultimo brutto voto è per Pato. Stavolta, in versione talento svogliato. Il Papero non riesce a compiere il salto di qualità e allora si rassegni a una verità per lui scomoda: il Milan non aspetta altro che di riconsegnarsi a Ibra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MARCATORI Aquilani (M) all’12’, Cavani (N) al 13’ e al 36’ p.t.; Cavani (N) al 6’ s.t. ARBITRO Tagliavento di Terni. NOTE spettatori 60.000 circa. In fuorigioco 1-1. Angoli 2-3. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’. POSSESSO PALLA

NAPOLI 37,8%

CONTRASTI VINTI

MILAN 62,2%

TIRI IN PORTA

NAPOLI 17

MILAN 14

TIRI FUORI

IIIIIII

IIIII IIIII

NAPOLI 7

MILAN 5

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO c GOL! 12’ Cross di Cassano per Aquilani che di testa batte De Sanctis. c GOL! 13’ Punizione di Lavezzi, torre di Maggio e tiro vincente di Cavani. c GOL! 36’ Fuga di Gargano che serve in area Cavani, che colpisce di prima e batte Abbiati.

NAPOLI 5

IIII MILAN 4

SECONDO TEMPO c GOL! 6’ Lancio di Lavezzi, respinta di Nesta e sinistro vincente di Cavani. 10’ Traversone di Nocerino respinto di mano in area da Cannavaro: per l’arbitro è solo calcio d’angolo. 32’ Lancio di Cavani per Lavezzi, il suo diagonale è di poco a lato.

«Un bel segnale al campionato» E via col pallone L’uruguaiano: «Gioia da condividere coi tifosi Lavoriamo per migliorare, è ancora lunga» MIMMO MALFITANO NAPOLI

È lui il primo giocatore della Serie A che s’è portato a casa il pallone. Da quest’anno, infatti, anche in Italia è stato istituito l’«hat trick», la regola che vige in Premier League e che consente a chi fa tre gol di portarsi via il pallone. E la tripletta di Edy Cavani al Milan è stata la meraviglia della notte napoletana, un qualcosa che ha scatenato il deliro popolare. «Bellissimo questo ambiente, voglio condividere con i tifosi questa gioia, questa allegria. Abbiamo davvero fatto una grande gara», ha detto il Matador. Le incertezze iniziali sono state subito cancellate da quest’avvio fulminante. In quattro giorni l’attaccante uruguaiano ha realizzato prodezze pesanti che hanno consentito al Napoli di superare indenne l’esordio in Champions League, di mettere alle corde i campioni d’Italia e di sistemarsi in testa alla classifica. Ha impiegato cinque mesi, Cavani, per ritornare al gol. L’ultimo l’aveva realizzato a Palermo, nello scorso aprile, su calcio di rigore. Da allora, più niente fino al termine della stagione e per l’intera durata della Coppa America. Entusiasmo Dall’esperienza in Argentina con la sua nazionale, campione d’America, l’attaccante è rientrato con una gran voglia di riprendersi Napoli e la sua gente. Ha lavorato senza pause per l’intero mese d’agosto, nonostante gli spettasse un supplemento di vacanza. L’entusiasmo di Napoli l’ha conta-

Edinson Cavani esce dal campo con il pallone: è il regalo per i tre gol IPP

giato, lo sta rendendo felice. S’è già messo alle spalle i dubbi e i sospetti avanzati nelle settimane scorse sulla possibilità di potersi ripetere nuovamente dopo le 26 reti realizzate nella passata stagione. Sono bastati i primi impegni seri per archiviare l’astinenza vissuta durante le amichevoli di agosto. Non fermiamoci «Sappiamo quali sono i nostri difetti. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo adesso, con la consapevolezza di poter fare bene. Ma ora dobbiamo pensare a mercoledì, al Chievo, trasferta difficile. Un segnale al campionato? Forse, ma la stagione è lunga», ha detto Cavani. Tre re-

ti al Milan non è cosa di tutti i giorni. Eppure lui è stato capace di quest’impresa. Una tripletta la rifilò alla Juve, il 9 gennaio scorso, e alla Lazio, il 3 aprile, nella domenica in cui il Napoli dette un segnale forte alle pretendenti per l’altra classifica. Lo stesso che ha lanciato ieri superando i campioni d’Italia. L’imbarazzo dimostrato da Nesta e Thiago Silva ha evidenziato la fragilità delle difesa rossonera tormentata dalla rapidità di esecuzione dell’attaccante napoletano: due mazzate di destro e una di sinistro hanno lanciato il Napoli in testa alla classifica e ricacciato il Milan a 5 punti. La sfida è lanciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

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SERIE A 3a GIORNATA

De Laurentiis «Il miracolo San Gennaro l’ha fatto già» Il patron del Napoli euforico «Ora accontentarsi sarà più difficile. Ma c’è da lavorare» DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO NAPOLI

Avanti tutta, la corsa continua. Esaltante, inarrestabile. Scudetto, e perché no? Sul quadrante della storia del Napoli scatta ancora l’ora del delirio senza fine. Da ’O Suurdato Nnamurato a Chi non salta rossonero è, il San Paolo vibra di passione. Una città intera canta e balla, sogna e progetta. Ed è legittimo che gli azzurri di Walter Mazzarri, in fondo all’ennesima notte magica, non si pongano più limiti in prospettiva, lungo il sentiero dell’alta classifica. Felice Il patron Aurelio De Lau-

rentiis crede ai suoi occhi. E riconosce in pieno il carattere dei suoi: «Scudetto? Mi sembra un gioco da bambini, nel

Taccuino SECONDA CATEGORIA

Boranga in panchina Niente debutto PERUGIA (an.me.) Sperava di tornare oggi in campo a 69 anni, ma Lamberto Boranga è stato co stretto ad assistere dalla panchina alla gara del Papiano, nella Secon da categoria umbra. L'allenatore gli ha preferito un ragazzo di 20 an ni ed il risultato gli ha dato ragione, con la squadra che ha vinto sul campo per 5 2 contro la Virtus Ba lanzano. Ora Boranga spera di gio care domenica nella sfida a Monte castello di Vibio. «Mi sento ancora un professionista — ha detto l’ex portiere di Perugia, Fiorentina, Reggiana e Parma — e quindi è giu sto che io sia a disposizione dell’al lenatore come tutti gli altri giocato ri. Magari giocherò la prossima vol ta... Sono contento per questi ra gazzi per la larga vittoria ottenu ta».

DONNE

Varato il calendario del torneo di Serie A (g.l.g.) Presentata la nuova stagione del calcio femminile che parte sabato con la disputa del pri mo turno di Coppa Italia, mentre il campionato prenderà il via l’8 otto bre. Premiata anche la Torres per i successi in campionato, Coppa Ita lia e Supercoppa nell’ultima stagio ne.

DONNE / 2

Euro 2012, l’Under 19 sfida la Macedonia (f.sal.) Dopo la larga vittoria contro l'Armenia (7 0), la Naziona le Under 19 affronta oggi (ore 15) la Macedonia nella seconda sfida per le qualificazioni all’Europeo 2012.

senso che vogliono sempre qualcosa in più... Ed è irrazionale. Io invece sono un matematico razionale, è appena la prima partita in casa. Abbiamo onorato il San Paolo. La squadra gira, per quel che capisco di calcio, anche se c’è molto da lavorare. Dopo due 3-1, già so che sarà difficile accontentarsi in futuro... Magari San Gennaro ora non fa il miracolo perché l’ha già fatto questa sera. Questa è una squadra che si consoliderà sempre di più: sto con la testa molto più alla Champions che al campionato». Salto di qualità Più intenso di

Manchester. Più emozionante. Più consapevole. L’acuto di Cavani e compagni certifica lo status definitivo di big di un gruppo che non finisce di stupire. È una meritata standing ovation, quella di Fuorigrotta, tributata

la sfida EDINSON CAVANI 24 anni Attaccante

ALEXANDRE PATO 22 anni Attaccante

TIRI IN PORTA

4

1

TIRI FUORI

1

2

FALLI COMMESSI

1

4

DRIBBLING

2

0 PALLONI TOCCATI

Aurelio De Laurentiis in tribuna col sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ci sta prendendo gusto ANSA

ad una squadra capace di issarsi al di sopra del Milan e di tutte le contingenze, selvaggia e cinica proprio come vuole il suo patron. «E che bravo Zuniga, per esempio, in quell’intervento difensivo...», sottolinea De Laurentiis elevando il colombiano ad esempio per il gruppo. Dedica La partita perfetta si allinea parallela a quella di Manchester in Champions. E la gente va via felice, si stringe attorno al suo presidente e lo festeggia dalle tribune: «I tifosi? Sono sempre estremamente calorosi nei confronti del Napoli, sentono feeling, si fidano, sanno che c’è. Dedico la vittoria a un tifoso che mi guardava oggi quasi minacciosamente, ma in senso scherzoso, e agitava le dita davanti a me come per dire: "Preside’, caccia i soldi...". Met-

la polemica

E pensare che... Al varo dei calendari De Laurentiis era scappato in scooter, infuriato perché gli era capitato il Milan dopo il debutto Champions. Com’è finita? Pari con elogi a Manchester, vittoriona ieri.

tere una clausola anche su Cavani come per Lavezzi? Ma quello è un errore: me lo chiese furbescamente l’agente e ci sono cascato da novizio, ma poi non l’ho più accettata, perché il tetto devo stabilirlo io. Se un giorno il calcio cambierà come spero, magari potremo permetterci anche noi di sborsare centinaia di milioni per un giocatore. Leggevo nei giorni scorsi un commento su di noi, il titolo era "Poveri ma belli", ma io non lo condivido perché saremmo ricchi e belli, visto che i giocatori sono pagati bene e non avendoli venduti è come aver investito altri 150 milioni di euro. A proposito di grandi budget, penso al Manchester City che incassa 400 milioni per la maglia che indossa... Su questo Platini dovrebbe investigare».

51

35 CONTRASTI VINTI

1

2

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL BIG MATCH DI SABATO

Tra Inter e Roma finisce senza reti Meglio i giallorossi INTER-ROMA

0-0

INTER (3-5-2) Julio Cesar 6,5; Lucio 6, Samuel 6, Ranocchia 6; Nagatomo 6, Zanetti 5,5, Cambiasso 5,5, Sneijder 6,5, Obi 5,5 (dal 17’ s.t. Jonathan 5); Forlan 5 (dal 34’ s.t. Muntari s.v.), Milito 5,5 (dal 14’ s.t. Zarate 6). (Castellazzi, Castaignos, Bianchetti, Pazzini). ALLENATORE Gasperini ROMA (4-3-3) Stekelenburg 6 (dal 18’ s.t. Lobont 6,5); Perrotta 6, Kjaer 7, Burdisso 7, Taddei 6,5; Pizarro 6,5 (dal 14’ s.t. Gago 6), De Rossi 7, Pjanic 6,5; Borini 6,5 (dal 33’ s.t. Borriello s.v.), Totti 6, Osvaldo 5. (Heinze, Cassetti, Rosi, Bojan). ALLENATORE Luis Enrique ARBITRO Mazzoleni di Bergamo

L’ALTRO ANTICIPO

Gioia Cagliari Seconda vittoria e primo posto CAGLIARI-NOVARA

2-1

MARCATORI T. Ribeiro (C) al 38’ p.t.; Larrivey (C) al 41’, Morimoto (N) al 42’ s.t. CAGLIARI (4-3-1-2) Agazzi 6; Pisano 6, Canini 5,5, Astori 6.5, Agostini 6,5; Biondini 6,5, Conti 5,5, Nainggolan 7; Cossu 7,5 (dal 38’ s.t. El Kabir s.v.); Thiago Ribeiro 6,5 (da1 14’ s.t. Ibarbo 6), Nenè 6 (dal 27’ s.t. Larrivey 6,5). ALL. Ficcadenti. NOVARA (4-3-1-2) Ujkani 7; Morganella 5,5, Lisuzzo 6, Paci 6, Gemiti 5; Marianini 5 (dal 21’ s.t. Radovanovic s.v.), Porcari 6, Rigoni 6; Pinardi 5,5 (dal 31’ s.t. Giorgi s.v.); Morimoto 5, Jeda 5 (dal 21’ s.t. Granoche s.v). ALL. Tesser. ARBITRO Giannoccaro di Lecce.

I Vice Presidenti Adriano Galliani e Paolo Berlusconi, il Consiglio di Amministrazione, i tecnici, i calciatori e il personale tutto dell'A.C. Milan partecipano, profondamente commossi, al dolore dell'amico Diego e piangono con lui per la scomparsa del figlio

Matteo Fuser - Milano, 19 settembre 2011.


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

SERIE A 3a GIORNATA Che magia Che perla il 2˚ gol Quarta tripletta di Cavani nel 2011 A destra, lo splendido secondo gol di Edinson Cavani, 24 anni, ieri sera contro il Milan. Un’azione iniziata da Gargano, che si è fatto 65 metri di campo, e conclusa dall’uruguaiano (FOTO GETTY). Cavani è alla quarta tripletta del 2011 dopo quelle con Juventus (3-0 il 9 gennaio), Sampdoria (4-0 il 30 gennaio) e Lazio (4-3 il 3 aprile)

Non è facile accontentare Mazzarri L’allenatore del Napoli: «Più cattiveria: non dobbiamo aspettare la ripresa per imporci» MIMMO MALFITANO NAPOLI

Che spettacolo! Napoli è in testa alla classifica e l’entusiasmo del San Paolo è incontenibile. Che notte! Il talento di Edinson Cavani si abbatte sul Milan e lo rende piccolo piccolo: adesso, i campioni d’Italia sono laggiù, a cinque lunghezze di distanza, già costretti ad inseguire, mentre il collettivo napoletano s’impone al campionato come pretendente allo scudetto. C’è poco da nascondersi, ora. La forza del Napoli è una realtà che il nostro calcio si abituerà a considerare, perché questa squadra impartisce anche le-

zioni di calcio, ora. Proprio come quella che ha subito il Milan, ieri sera. Il giro palla voluto da Allegri è franato sotto le ripartenze degli avversari. È volato, Walter Gargano, in occasione del secondo gol: 50 metri di campo, pallone al piede, prima di assistere il destro di Cavani. Ed è volato il Napoli, da quel momento. Le strategie dettate da Walter Mazzarri hanno trovato il giusto riscontro nel lavoro dei giocatori. Nuovo profeta Come il Napoli, così anche l’allenatore si sta imponendo per il suo modo di fare calcio e per la grande personalità che ha saputo trasmettere alla squadra. È lui l’artefice

dei successi del Napoli: lo dicono i risultati ottenuti in due anni ed il lavoro che quotidianamente svolge a Castelvolturno. Il suo Napoli è lì, nell’Olimpo, ma Mazzarri evita ogni riferimento che riguardi lo scudetto. «Mi auguro che questo ritornello vada avanti parecchio, vorrà dire che siamo sempre lassù», ha ribattuto il tecnico napoletano che ha analizzato la prestazione dei suoi non nascondendo le perplessità avute nella fase iniziale. «Premesso che Cavani è stato eccezionale, siamo partiti male, come abbiamo iniziato stasera (ieri sera, ndr) non va bene, bisogna crescere per stare a certi livelli. Dovevamo fare più possesso palla. Non

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mi è piaciuta tanto la partita, dico la verità, abbiamo fatto delle buone cose, ma c’è da migliorare se si vuole stare a certi livelli. Probabilmente, non siamo abituati a giocare ogni tre giorni. Pure contro il Milan siamo partiti come a Manchester, nei primi 20’. E lì c’è andata bene, per fortuna. La vittoria, comunque, è stata meritata». Profilo basso Non vuole creare

eccessivi entusiasmi, Mazzarri. «In generale si è abituati a valutare i risultati e non le prestazioni. Altre volte ho visto giocare meglio il Napoli, ma senza vincere. Stavolta abbiamo ottenuto un gran risultato, ma per come voglio io la squadra, dobbia-

«Il mio calcio è molto offensivo e la squadra deve imparare a sacrificarsi di più» «Voglio vedere più cattiveria e una migliore gestione della palla»

mo giocare con un’intensità maggiore. Nel calcio moderno si sacrificano tutti, perciò se vogliamo tre attaccanti e due esterni che spingono, più che difendere, tutti dovranno dare una mano. Se qualcuno si ferma, squadre come Milan e Manchester City ci mettono in difficoltà. Voglio che la mia squadra sia più autoritaria, che abbia la gestione della palla. Questo è il motivo per cui non sono del tutto soddisfatto. Se vogliamo essere una grande non dobbiamo aspettare i secondi tempi per imporci. Mi sono arrabbiato molto sul gol di Aquilani, perché si è trovato solo», ha concluso l’allenatore napoletano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

SERIE A 3a GIORNATA

«Presi 5 gol in 2 gare, non è da Milan» Allegri «Ma non sono preoccupato: il Napoli è stato un po’ fortunato, abbiamo fatto una buona gara» DAL NOSTRO INVIATO

ALESSANDRA BOCCI NAPOLI

Un tonfo logico. Sopravvivere senza Ibrahimovic, forse, si può, e il Milan lo aveva dimostrato ampiamente nella stagione scorsa nel derby e a San Siro contro il Napoli. Ma farlo senza Zlatan, Robinho, Boateng eccetera è un’arte troppo difficile per una squadra in debito di ossigeno. Massimiliano Allegri si è trovato di fronte un Napoli in forma smagliante e stavolta non è riuscito a imbrigliare Mazzarri. E la sconfitta brucia, soprattutto perché il Milan è a -5 dalle prime. «È stata una partita anomala», dice il tecnico.

«Abbiamo tenuto la palla, siamo andati in vantaggio. Non abbiamo conservato il vantaggio perché è arrivato il pareggio in modo un po’ fortuito. Il Napoli ha fatto la partita che ci si aspettava, puntando sulle ripartenze». Catenaccio e no E il Milan, accu-

sato di difensivismo a oltranza contro il Barcellona, si è aperto come un frutto maturo. «Il Napoli ha fatto la partita che ci si aspettava, ha sfruttato gli spazi che abbiamo concesso, ma non mi sembra che abbia creato molte azioni. Loro sono bravi e veloci, ma il Milan ha fatto una buona gara. Ci vorrebbe più cattiveria in zona gol, e più at-

tenzione in difesa». La difesa, ecco. Il Milan ha avuto la migliore nel campionato scorso, e stavolta ha preso cinque gol nelle prime due partite. Non basta il malore iniziale di Thiago Silva, che pareva destinato a non scendere nemmeno in campo, a spiegare questo inizio di stagione dannato. Perché il Napoli scappa, e non da solo, e il Milan sembra già una squadra troppo nervosa. Si è parlato di qualche discussione durante la settimana, ma Allegri ancora una volta fa catenaccio. «Nessun faccia a faccia, solo un richiamo generale alla squadra». Che non ha funzionato, a quanto pare. E anche Allegri, pur non volendo discutere del-

l’arbitro, si disunisce un po’. «Il mani di Cannavaro? Inutile parlarne dopo, anche perché ci sarebbe da discutere pure del vantaggio non concesso a Pato davanti alla porta». Distacco Poi Allegri torna su un risultato che brucia. «Ci siamo esposti a tre contropiede e abbiamo subito due gol. Se il Napoli è favorito allo scudetto? Le favorite non cambiano con una partita. In fondo al campionato ci saranno sempre le stesse. Il Napoli ha tutti i meriti perché ha fatto la partita che doveva, e noi abbiamo sbagliato. Preoccupazione, però, non ce n’è. Bisogna stare sereni sapendo che siamo una squadra importante e che durante un campionato due passaggi a vuoto possono capitare. Dovevamo stare attenti in fase difensiva. Un possesso palla schiacciante, e alla fine non conta, come non è contato contro il Barça».

Massimiliano Allegri, 44 anni, è alla seconda stagione nel Milan AFP

© RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

di SEBASTIANO VERNAZZA

NAPOLI INLER DA URLO, GARGANO SEMBRA MARADONA o

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Tre gol a Cesena, tre al San Paolo contro il Milan. Tra gli uni e gli altri, la grande prestazione di Manchester. Il Napoli è forte.

Cavani è un moto perpetuo

L’allenatore Mazzarri

9 h Cavani il migliore

Il movimento continuo di Cavani è lo schema che devasta il Milan. L’uruguaiano segna da tutte le posizioni: il primo da destra, il secondo da sinistra e il terzo dal centro.

Lascia il bandolo al Milan, ma la matassa la sbroglia lui con devastanti incursioni nello spazio. Poi fa autocritica: ma perché? Non c’è da vergognarsi a vincere così.

I tre gol non dicono tutto. Perché Cavani, oltre a segnare al volo da ogni angolazione possibile, si sciroppa dosi industriali di pressing alto. Attaccante moderno, a tutto tondo.

7,5

6,5

6,5

6

5,5

7

7,5

7

6

6

6,5

6,5

s.v.

De Sanctis

Campagnaro

Cannavaro

Aronica

Maggio

Inler

Gargano

Dossena

Hamsik

Lavezzi

Dzemaili

Zuniga

La parata su Aquilani vale quanto un gol, perché evita al Napoli di andare all’intervallo sul 2 2. Il Milan inquadra poco la porta e perciò De Sanctis non può esibirsi in volteggi. Attento però su ogni palla vagante e non è poco.

E’ il difensore più fortunato perché di frequente si misura con Pato, ieri vittima di una sua tipica serata no. E’ anche quello che ha il passo migliore per affrontare i due attaccanti rossoneri. Morale: da Campagnaro è difficile prescindere.

Probabilmente il gol di Aquilani non è tutta farina del suo sacco, perché a contrastare l’incursore milanista doveva esserci (anche) qualcun altro, però l’immagine che resta è quella di un Cannavaro sovrastato da Aquilani. Si riscatta via via.

Dalle sue parti svolazza Cassano, il rossonero più ispirato. L’alta qualità di FantAntonio lo mette in difficoltà. Aronica annaspa, al San Paolo sperano che se la cavi e San Gennaro ci mette una buona parola. Però è chiaro: in difesa il Napoli è migliorabile.

Un martello che inchioda chiunque gli capiti a tiro. La cosa stupefacente è che lo faccia su 70 80 metri di campo. Lo trovi ovunque: a chiudere diagonali in difesa, a raddoppiare su Seedorf o chi per lui, a servire di testa l’assist per l’1 1 di Cavani.

Eccezion fatta per i primi minuti, quando il Milan sembrava padrone del pallino, si è visto un Inler da urlo. Il suo acquisto è la chiave di molto, se non di tutto. Nella scorsa stagione al posto di Inler c’erano Pazienza e/o Yebda. Notare la differenza, prego.

Quel coast to coast, quella fuga da casello a casello, resterà nella storia del Napoli, tanto che molti in tribuna si chiedevano: ma chi è? Lavezzi? Maradona? No, Gargano, che, complici gli avversari, si è ritagliato il suo momento di gloria con l'assist per Cavani bis.

Compagno di cordata di Aronica, dunque alle prese con Cassano. Più attento a guardarsi le spalle che a puntare l’orizzonte davanti a lui. Anche perché Abate ha il turbo sotto i tacchetti e va tamponato, in qualche modo. Si rende utile, ecco.

Più votato alla quantità che alla qualità. Va al tiro, ma non sono conclusioni che lascino tracce nella memoria. Un Hamsik ordinario, non straordinario e in un contesto del genere la cosa stupisce un po’. E’ l’unico dei tre tenori a cui manchi l’acuto.

Mezzo voto in più perché scende in campo con un tallone che non gli dà requie, tanto è vero che a un certo punto gli fanno un’infiltrazione. Serve la palla da cui nasce il maldestro rinvio di Nesta e così entra a suo modo nella sceneggiatura (Pandev s.v.)

Vedere alla voce Inler. Mesi fa Mazzarri quasi si offendeva se gli si faceva notare che in mezzo il Napoli non era all'altezza dell’attacco. Nella mezz’ora concessagli Dzemaili dimostra di avere personalità, tecnica e forza per stare dentro questo Napoli.

Difficile assegnargli un voto perché entra a 11 minuti dalla fine. E però si cala nella battaglia e con umiltà ci dà dentro, pallone su pallone.

MILAN PATO È UN FANTASMA, CASSANO DA SALVARE o Gli inserimenti di Aquilani

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Otto-nove assenze sono un’attenuante non generica. Detto questo, il Milan al San Paolo è stato spianato, rullato, asfaltato.

L’allenatore Allegri

6 h Aquilani il migliore

Delle assenze si è detto e si ridirà. Giusto. Però il Milan al San Paolo si consegna al contropiede del Napoli e fa la figura del pollo da spennare.

L’attaccante più velenoso del Milan: il gol, un tiro fuori di niente e l’occasione in cui costringe De Sanctis alla parata. E’ chiaro, però, che la fase difensiva non è il suo forte (El Shaarawy s.v.).

5

Le indicazioni di Allegri sono chiare: Cassano e Pato s’allargano e Aquilani si butta negli spazi. Così il romano fa un gol e ne sfiora altri due. Peccato che non brilli nel recupero palla.

5,5

5,5

5

5,5

5

5

4,5

5

6

4,5

Abbiati

Abate

Nesta

Thiago Silva

Bonera

Nocerino

Van Bommel

Seedorf

Cassano

Pato

Non è che abbia grosse responsabilità sui tre gol, però li piglia ed è difficile assolverlo con la sufficienza piena, perché poi gli eventi non gli consentono paratone. Un’uscita bassa su Hamsik come top. Insomma, gli diamo 5,5 perché non fa miracoli.

Per spingere, spinge, e qualche grattacapo al fianco sinistro del Napoli lo crea. Il problema è che il Napoli imbastisce ripartenze che tutto travolgono e così Abate finisce per essere deficitario nella fase difensiva.

A 35 anni si sta come sull’ascensore, su e giù. A Barcellona migliore in campo Nesta. Al San Paolo no, anzi. Più o meno coinvolto nei tre gol, a colpire più di ogni altra cosa è il rinvio corto sul Cavani tris. Nesta poi nervoso, che quasi fa a botte con Aronica.

Gioca, ma forse non dovrebbe giocare visto che prima della partita ha dato di stomaco. Un Thiago Silva in tono minore, meno esplosivo del solito. Sarebbe stato meglio lasciarlo fuori, ma non si poteva aggiungere assenza ad assenze e così TS si è immolato.

Troppo Napoli dalla sua parte. Le incursioni di Maggio, lo svariare di Cavani. Nella serata in cui Nesta e Thiago Silva toppano per svariati motivi, è inevitabile che Bonera faccia la figura del vaso di coccio. Non gli si può chiedere di reggere da solo la baracca.

Dov'è Nocerino quando Gargano galoppa per 40 50 metri nel territorio che dovrebbe essere di competenza dell’ex mediano del Palermo? Il «Noce» è stato preso per questo, per provvedere al gioco sporco, perché la costruzione dell’azione non è il suo forte. Eppure...

In realtà sulla Garga cavalca ta è Van Bommel che fa la figura di quello che non riesce a commettere fallo. Il Milan patisce nelle terre di mezzo, dove Van Bommel non dirige né contrasta. Non vogliamo infierire, ma in serate così scatta la Pirlo nostalgia.

E’ dura esibirsi sul centrosinistra, dove Maggio scavalla appoggiandosi ad Hamsik. Il Professore si guadagna gli applausi con uno stop da urlo (messa a terra di palla calante dall’alto), poi combina poco altro e l’affanno da rientro gli annebbia il pensiero.

Fischiato perché non c’è mai stato feeling tra FantAntonio e il San Paolo. Cassano sulla destra abbindola Aronica e Dossena, e rifornisce Aquilani. Con Pato poco da fare: Cassano lo cerca, ma l’altro dà buca a tutti gli inviti ricevuti. FantAntonio da salvare, comunque.

Quando Pato incappa in serate del genere, il rimedio è uno soltanto: la sostituzione posta celere, che però Allegri gli risparmia. Primo tempo obbrobrioso, in cui il Papero sembra fine a se stesso. Qualche segnale di vita nella ripresa, ma pericolosità zero (o quasi).

5,5 Antonini Entra per Bonera, ma non è un cambio che sposti equilibri. Naturale che ci metta più verve nello spingere, però anche lui subisce i terribili contro golpe della compagnia Mazzarri e commette un brutto fallo.

TERNA ARBITRALE: TAGLIAVENTO 5 Partita difficile, a mille. Non vede un rigore per il Milan (mani di Cannavaro). Non se la sente di espellere Nesta per reazione Grilli 5,5; Rosi 6

5,5 Emanuelson Si veda alla voce Antonini. Altra sostituzione ininfluente ai fini del risultato. Del resto non è che in panchina Allegri avesse grande disponibilità. Nella distinta dei 18 è entrato il 18enne Valoti...


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SERIE A 3a GIORNATA

Attacco flop: si riparla di Ibra-dipendenza Cassano e Pato hanno combinato poco, con scarsa difesa della palla. Out pure Robinho, Allegri è a corto di soluzioni Aquilani è arrivato da un suo cross. Cassano ha poi rimesso l’ex juventino davanti a De Sanctis — questa volta inutilmente —, ma la sua partita finisce qui. Il resto è una serie di imbottigliamenti centrali fra lui, Pato e Aquilani nello spazio di pochi metri quadrati.

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO NAPOLI

Ci sono partite in cui diventa difficile liberarsi dal tarlo dell’Ibra-dipendenza. Un termine nato nei primi mesi della scorsa stagione - quando Zlatan riusciva a gestire da solo tutto l’attacco - ma che Allegri e Galliani non hanno mai amato particolarmente. Significava sminuire il resto del reparto. Eppure era la verità. Ci sono state partite in cui il Milan ha saputo fare a meno di Ibra, altre in cui in avanti è completamente mancato il punto di riferimento. Come ieri sera. Sarebbero serviti il Pato del primo tempo di Barcellona e il Cassano della Lazio, ma non si sono nemmeno intravisti. Movimenti in profondità: pochi. Incroci: pochissimi. Difesa della palla: inesistente. Palle perse É soprattutto que-

st’ultimo aspetto che ha gravato sull’economia di squadra. Nè il brasiliano nè il barese sono riusciti a tenere il pallone fra i piedi il tempo necessario per far salire i compagni. Proprio com’era avvenuto a Barcellona, ma al Camp Nou era stato più o meno messo nel conto. Ieri l’auspicio era che la faccenda venisse gestita me-

Nessun recupero Gli attaccanti

Pato, 22 anni, al Milan dal gennaio 2008, ieri sera ha deluso GEMITO

glio. Con più personalità e magari cattiveria. Due esempi valgono per tutti: sull’uno a uno Cassano ha perso palla sulla trequarti, innescando un contropiede che il Napoli ha sciupato sul più bello. Qualche minuto dopo è stato imitato da Pato, e questa volta la frittata non è stata rimediabile: pallone nuovamente rapinato dai piedi, altro contropiede e gol di Cavani.

Imbottigliati Poca protezione

di palla e movimenti col contagocce, dunque. E questo è stato l’altro grande difetto della sfida del San Paolo. Pato ha preso sin troppo alla lettera le consegne di prima punta e ha svariato poco, senza cercarsi con Cassano. Il barese ha provato ad allargarsi qualche volta sulla destra e probabilmente avrebbe dovuto farlo di più visto che l’assist per il gol di

ovviamente hanno risentito del (poco) movimento di tutta la squadra. Non si sono visti i cambi di gioco improvvisi che Allegri predica da quindici mesi, e nemmeno le verticalizzazioni alla ricerca degli spazi in profondità. Allegri in queste settimane sta facendo di tutto per aiutare i suoi attaccanti a carburare. Di Cassano, ad esempio, prima di Barcellona ha detto che quest’anno farà molto bene e che la continuità di impiego gioverà al suo rendimento. Per il momento non molto. Urge un cambiamento di rotta, perché mercoledì a San Siro con l’Udinese mancheranno ancora Ibrahimovic e Robinho. La scelta in avanti è di nuovo ridotta agli stessi tre uomini: Pato, Cassano, El Shaarawy. Adesso le partite mal interpretate sono diventate due: serve prendere appunti ed evitare di ripetere gli stessi errori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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I gol subiti dal Milan nell’arco di nove giorni: due dalla Lazio alla prima di campionato (finale 2-2) venerdì 9, due contro il Barcellona in Champions martedì 13 (2-2 il finale), e tre ieri sera dal Napoli.

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I punti in meno del Milan rispetto allo scorso anno. Nelle prime due gare giocate i rossoneri avevano fatto 3 punti: una vittoria 4-0 col Lecce e una sconfitta per 2-0 contro il Cesena.

LA CURIOSITÀ

Aquilani, dedica alla figlia e al guru del web

Aquilani segna di testa il gol dell’1-0 LIVERANI

La scritta ingrandita sulla maglietta di Alberto ANSA

Una dedica alla figlia e un’altra al guru del social pensiero. Alberto Aquilani dopo il primo gol rossonero ha fatto il ciuccio per la figlia Aurora (5 mesi ieri) e poi ha mostrato una maglietta con la scritta impercettibile: secondotestomale. Il perché è sul sito secondotestomale.net, dove Stefano Ristori, presidente del social network che esalta «i valori contano... ma anche le cose di valore: viva la vita», spiega in un video il retroscena: lui stesso ha regalato la maglietta ad Alberto dopo la rete mancata contro la Lazio, perché la indossasse come amuleto e poi la mostrasse. «Se la metti segnerai»: aveva predetto. E così è stato.


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SERIE A 3a GIORNATA SIENA JUVENTUS

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Matri al 9’ s.t. SIENA (4-4-2) Brkic; Vitiello, Rossettini, Terzi, Del Grosso; Brienza, D’Agostino, Gazzi (dal 27’ s.t. Vergassola), Mannini (dal 18’ s.t. Grossi); Gonzalez (dal 18’ s.t. Larrondo), Calaiò. PANCHINA Pegolo, Contini, Angelo, Bolzoni. ALLENATORE Sannino. JUVENTUS (4-2-4) Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini (dal 12’ s.t. Bonucci), Grosso; Marchisio, Pirlo; Pepe, Vucinic (dal 10’ s.t. Vidal), Matri (dal 31’ s.t. Del Piero), Giaccherini. PANCHINA Storari, Elia, Krasic, Quagliarella. ALLENATORE Conte. ARBITRO Valeri di Roma. ESPULSI nessuno. AMMONITI Del Grosso (S) e Terzi (S) per gioco scorretto. NOTE spettatori paganti 7.592 per un incasso di euro 145.170,00; abbonati 7.673 per una quota di euro 68.781,00. Tiri in porta 1-5. Tiri fuori 2-5. Angoli 1-5. In fuorigioco 2-2. Recuperi 0’ p.t., 3’ s.t.

Matri basta e avanza DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE SIENA

Il palio tutto bianconero va alla Zebra di Antonio Conte e per una volta, qui dove l’Italia dei campanili trova la sua massima espressione, chi perde non fa polemica: in fondo quel leccese diventato contradaiolo con la promozione dell’anno scorso è entrato nel cuore di tanti senesi. E poi il successo della Juve è meritato anche se ottenuto senza offrire un grande spettacolo. Anzi si può tranquillamente dire che il miele sta tutto nell’azione decisiva, firmata dall’intero reparto offensivo, in contropiede: fuga di Pepe sulla fascia sinistra, sventagliata dalla parte opposta per l’accorrente Giaccherini che va sul fondo e trova in area Vucinic: dribbling, finta di tiro e intelligente assist rasoterra verso il centro dove Matri, solo soletto, indovina l’angolo.

Juve solida e concreta E’ già +5 sulle milanesi

neutralizzate dal portiere; il terzo tentativo, da ottima posizione, si perde in curva. Sempre Vidal arriva tardi (per un soffio) su un cross del redivivo Grosso e poi non riesce a sfruttare un passaggio di Del Piero che però avrebbe dovuto servire a sinistra il liberissimo Pepe.

I bianconeri non riescono a offrire grande spettacolo, ma il successo è meritato. E il tecnico cambia per difendere l’1-0

Riprove Il fatto che il Siena, pur ricorrendo ai cambi, non riesca a impensierire Buffon se non su uno sciagurato retropassaggio di Bonucci sventato in extremis dal portiere, deve ricordare all’intero ambiente torinese quello che Antonio Conte aveva detto alla vigilia: non è il caso di esaltarsi, servono avversari più difficili (e stanno arrivando) per comprendere quale può essere il ruolo di questa rinnovata e di nuovo ambiziosa Juventus. Che anche ieri ha ricevuto un eccellente contributo dalla regia di Pirlo e che ha visto un Barzagli sempre sicuro e puntuale rintuzzare nel primo tempo l’occasionissima capitata a Calaiò, riscattando proprio un suo errato disimpegno.

Subito dopo il gol di Matri, Conte non ha esitato a togliere Vucinic e a sostituirlo con Vidal trasformando il 4-2-4 in 4-1-4-1 La mossa decisiva è stata però l’inversione di posizione fra Pepe e Giaccherini. Così è arrivato il gol di Matri

Il sacrificio Siamo in avvio di ripresa e Conte, che ha bene in mente gli stenti del primo tempo, decide immediatamente di difendere il vantaggio stravolgendo l’assetto tattico: fuori proprio Vucinic, autore morale del gol, per Vidal. Un allenatore che non guarda in faccia nessuno, lo si sapeva, e Vucinic si adegua: esce senza dire bah. A questo punto Pirlo arretra davanti alla linea difensiva per un 4-1-4-1 che esalta le caratteristiche di assaltatore del vispo Vidal: saranno i suoi numerosi tentativi a legittima-

Stephan Lichtsteiner e Alessandro Del Piero salutano i tifosi RICHIARDI

re in pieno il successo juventino. Magari Conte aveva in animo di inserire di lì a poco un altro contropiedista come Krasic, ma al 12’ si fa male Chiellini e il terzo cambio il tecnico se lo conserva giustamente per il finale, quando Del Piero rileva appunto un acciaccato Matri. Curioso: i due attaccanti protagonisti del gol da tre punti, non finiscono il match; in compenso si ritrovano in campo a un certo punto Grosso, Grossi e Del Grosso: che bella rimpatriata. Quel Vidal Il Siena, che nel primo tempo si era espresso alla pari del blasonato avversario, in una partita comunque di livello non eccelso e povera di occasioni da rete, stenta a trovare le contromisure giuste per mettere in difficoltà il nuovo assetto juventino. E così la capolista (beh, due partite sei punti, cinque più delle milanesi...) fa fruttare la serenità derivatale dal vantaggio e la buona propensione di Pirlo e Pepe ad alimentare la manovra portando soprattutto Vidal al tiro: due conclusioni centrali vengono

PRIMA DELLA PARTITA

Omaggio al figlio di un militare caduto a Kabul SIENA Prima della partita di ieri, Martin Fortunato, 9 anni, figlio del capitano dei paracadutisti Antonio Fortunato caduto in un attentato a Kabul il 17 settembre del 2009, ha ricevuto in omaggio un completino da gioco del club senese, consegnatogli dal vicepresidente Valentina Mezzaroma. Il piccolo Martin era accompagnato dal generale Domenico Rossi, sottocapo di Stato maggiore dell'Esercito, che ha ringraziato dicendo che «questo gesto è un segnale di particolare valore per tutto l'Esercito, un piccolo ma significativo atto che onora la memoria dei nostri caduti». Le immagini del piccolo Martin con il basco amaranto del padre nel giorno dei funerali suscitarono la commozione di tutta l'Italia.

Lo scambio La mossa che ha age-

volato il compito degli ospiti Conte l’ha piazzata poco dopo la metà del primo tempo, due minuti dopo l’elegante e pericolosa sforbiciata con cui Chiellini era andato a cercare gloria dalle parti di Brkic. La mossa non è una genialata ma è una semplice inversione di posizioni fra Pepe, partito a destra, e la novità Giaccherini. E pure è servita tanto nell’economia del match. In attesa di Krasic, Quagliarella e di un utilizzo stabile di Vidal, ci si può accontentare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PORTIERONE BIANCONERO AL 92’ È USCITO A TRE QUARTI CAMPO SPAVENTANDO I TIFOSI

A FINE PARTITA

Buffon spericolato: «Quanti come me?»

Bandiera del Cile e nuova dedica: Vidal fa festa così

DAL NOSTRO INVIATO

SIENA

Sembra già rientrato l’allarme scattato subito dopo le sostituzioni di Chiellini e Matri. «Solo crampi per entrambi» fa sapere lo staff medico bianconero. «È vero, nessun problema», confermano i diretti interessati. Normale, comunque, che oggi vengano fatte ulteriori e più accurate verifiche.

Buffon show In zona mista pas-

sa Buffon, solito assalto dei cacciatori d’autografi, poi il portierone nella Nazionale regala un gustoso siparietto. Nei minuti finali, non è passata infatti inosservata una sua spericolata uscita lontano dalla porta: momenti di panico fra i tifosi bianconeri, con Gigi, palla fra i piedi, attaccato dagli avanti toscani. «Trovate un portiere che al 92’ esce a trequarti campo, ti fa perdere un minuto e guadagna pure la ri-

messa laterale...». Grandi risate, è di buonumore il fuoriclasse bianconero, che nei primi 180’ di campionato ha incassato un solo gol, oltretutto su calcio di rigore. «Sì - continua -, è giusto goderci questo momento, la vittoria di Siena regala entusiasmo, dà sicurezza, ma allo stesso tempo non si deve abbandonare la consapevolezza che finora non si è fatto un bel nulla».

mento di scarico, domani è già vigilia di campionato. Contro il Bologna dovrebbe rientrare De Ceglie per Grosso, mentre da centrocampo in su non sono da escludere gli inserimenti di Krasic e Del Piero, rispettivamente al posto di Giaccherini e Matri. In attacco, poi, scalpita Quagliarella, ancora a secco di minuti ufficiali dal 6 gennaio scorso e ieri apparso per nulla felice della situazione.

Verso il Bologna Oggi allena-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SIENA Al termine dell'incontro, il cileno Arturo Vidal ha festeggiato la vittoria della Juventus sventolando una bandiera del suo Paese natale avuta in omaggio da alcuni tifosi della curva. Il giocatore, come già aveva fatto dopo la partita contro il Parma, ha dedicato il successo alle famiglie delle ventuno vittime del disastro aereo avvenuto in Cile due settimane fa.

m.gra.

L’uscita avventurosa di Buffon


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le Pagelle

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di NICOLA CECERE

D’AGOSTINO E PIRLO, CHE REGISTI: TUTTI E DUE GUIDANO CON SICUREZZA SIENA 6 BRKIC 6 Sul gol è bravo Vucinic, per il resto para ciò che deve.

tempo, quando il Siena gioca alla pari della Juve.

BUFFON 6 Unico brivido, l’uscita fuori area causata da Bonucci.

VITIELLO 6 Si arrangia con le unghie e con i denti.

GAZZI 6 Asseconda il compagno nei suoi frequenti spostamenti.

LICHTSTEINER 6 Meno spinta e più cautela dietro.

ROSSETTI 6,5 Lui e Terzi contro Matri e Vucinic: ha spesso la meglio.

VERGASSOLA 6 Cerca di orchestrare i tentativi per pareggiare.

BARZAGLI 7 Sventa la palla gol di Calaiò sullo 0 0. Sempre puntuale.

TERZI 6 Una sola esitazione nel chiudere su Vucinic, ma non si può dire che il gol è colpa sua.

MANNINI 6,5 nel primo tempo tiene in apprensione la retroguardia juventina.

DEL GROSSO 6 Giaccherini riesce a crossare solo in occasione dell’azione decisiva.

GROSSI 5,5 Non incide.

BRIENZA 6 Suo l’unico tentativo serio del Siena di arrivare al pareggio.

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IL MIGLIORE

7 D’AGOSTINO

Una regia a tutto campo lucida e incisiva soprattutto nel primo

I bianconeri festeggiano Matri dopo il gol decisivo RICHIARDI

il Film Dalla sforbiciata di Chiellini al gol di Matri che fissa l’1-0

24’ primo tempo

Chiellini ci prova La prima occasione per la Juventus capita a un difensore. Chiellini in acrobazia sfiora il gol del vantaggio bianconero PEGASO

37’ primo tempo

Barzagli salva Una palla gol anche per il Siena nel primo tempo, ma è bravo Barzagli a salvare intervenendo in scivolata su Calaiò PAOLUCCI

9’ secondo tempo

Decide Matri Il gol della Juventus arriva all’inizio della ripresa: lo realizza Matri, messo praticamente davanti alla porta vuota da Vucinic FORNASARI

JUVENTUS 6,5

GONZALEZ 5 Non ha occasioni da rete ma sbaglia troppi tocchi facili. LARRONDO 5,5 Nemmeno lui riesce a impensierire Buffon.

CHIELLINI 6,5 Mezzo voto in più per quella pregevole sforbiciata.

Gaetano D’Agostino, 29 anni, è stato il migliore in campo per il Siena

Andrea Pirlo, 32 anni, ha offerto anche a Siena una prestazione positiva

CALAIO’ 5,5 Spreca l’unica occasione da gol. All. SANNINO 6 Squadra ben organizzata, non troverà sempre la Juve.

TERNA ARBITRALE: VALERI 6 La partita non presenta difficoltà. Dobosz 6 - Passeri 6

BONUCCI 5,5 Retropassaggio da centrocampo e al buio: ma si può? GROSSO 6,5 L’eroe di Berlino era finito ai margini: beh, si è fatto trovare pronto alla prima chiamata. MARCHISIO 6 Gara di puro sacrificio, senza errori nè bagliori.

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IL MIGLIORE

7 PIRLO

Un’altra prestazione significativa,

stavolta priva di assist ma ricca di sostanza. Tutto il gioco passa da lui. PEPE 7 Gran dinamismo, spirito di sacrificio, arma tattica decisiva. VUCINIC 6,5 La sua gara sta tutta nell’assist: classe e intelligenza. VIDAL 6 Un peperino insidioso, tiene in apprensione la difesa. MATRI 6,5 Fa solo il gol e non è nemmeno difficile: ma pesa tre punti. DEL PIERO 6 All’80’ ha due opzioni per l’assist del 2 0, Pepe e Vidal: sceglie il cileno che però spreca. GIACCHERINI 5,5 Entra nell’azione clou ma prima e dopo stenta molto. All. CONTE 7 Amministra con umiltà e pragmatismo. Spietato con Vucinic.


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SERIE A 3a GIORNATA DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO SIENA

Gode Matri. Per il gol, per i tre punti e perché finalmente può togliersi dalla testa «il palo preso contro il Parma a tu per tu con il portiere. Ci ho pensato parecchio in questa settimana, così come ho pensato al gol che mi avevano ingiustamente annullato. Ma va bene lo stesso, fa parte del mestiere». Era l’esordio ufficiale nel nuovo stadio, e un cacciatore di gol ci tiene a certe cose, eccome. «Intanto, però, mi gusto questa vittoria, tre punti che pesano, l’anno scorso certe partite non le portavamo a casa». Juventus in testa alla classifica, dove c’è pure il Cagliari. «Faccio complimenti sin-

«

«L’anno scorso non avremmo vinto» Matri si gode il gol e il successo: «Segnali importanti» Vucinic: «Ho giocato sottotono, ma bastano i 3 punti»

Io e Mirko abbastanza bene, dobbiamo migliorare ma giochiamo insieme da poco ALESSANDRO MATRI ATTACCANTE DELLA JUVE

«

La sostituzione? Nessun problema muscolare, io stavo bene, è stata una scelta di Conte MIRKO VUCINIC ATTACCANTE DELLA JUVE

Alessandro Matri, 27 anni, e Mirko Vucinic, 27 IMAGE SPORT

ceri ai miei ex compagni — continua Matri —. Per quanto ci riguarda significa poco, siamo solo alla seconda di campionato, c’è da lavorare. Sono sicuramente segnali importanti, ma la strada è lunga, parecchio lunga. Pensiamo a mercoledì, a una gara alla volta». Prima assoluta con Vucinic, «e direi che è andata abbastanza bene. Si può sempre dare di più, dobbiamo sicuramente perfezionare l’intesa, ma è da poco che giochiamo insieme io e Mirko. Bisogna crescere a livello di meccanismi, tra di noi e nei movimenti con la squadra. In ogni modo, là davanti siamo in tanti, e tutti molto bravi». Già, però nel frattempo Conte continua a provare pure il 4-1-4-1, sistema fatto su misura per Vidal, meno per le punte pure, chiamate a fronteggiare una concorrenza ancora più affollata. «Abbiamo centrocampisti di grande qualità — conclude Matri —, e durante le partite può essere utile alla squadra rifiatare un po’. Detto questo, credo che il modo di giocare del mister sia un altro». I segnali di Vucinic L’ordine di

Conte resta chiaro: piedi per terra. Li tiene anche Vucinic, che però non è d’accordo «sul fatto che le milanesi e il Napoli siano superiori alla Juve (stessi punti

degli azzurri e 5 in più di Inter e Milan, ndr). Certo, noi dobbiamo dimostrare ancora molto, ma siamo un’ottima squadra. Oggi non si è giocato benissimo, le grandi devono però saper vincere anche in giornate non proprio brillanti. E poi, secondo me, è un bel segnale aver dimostrato di saper soffrire quando serve. La classifica? Dà stimoli, entusiasmo e sicurezza. Basta comunque perdere una gara per rimettere ogni cosa in discussione. Dunque, pensiamo a lavorare duro, a testa bassa». Un gruppo che per ora segue il suo tecnico senza condizioni. C’è fretta di tornare in alto e giocarsi i traguardi che contano. «Sia chiaro, però, la Juve non sta diventando grande, lo è sempre stata». Rientrato, intanto, l’allarme infortunio. «Non sono stato sostituito per un problema muscolare — spiega l’attaccante montenegrino —. Io stavo bene, è una scelta del mister, è lui che ha deciso di cambiarmi». Ride, si gira e se ne va. A Siena ha regalato un assist-perla e poco altro, ma mercoledì sera non vuole perdere l’appuntamento con il gol personale nel nuovo stadio. «È vero, ho giocato sottotono — conclude —, per ora può però bastare il risultato della squadra, ovvero la vittoria». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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i giocatori che hanno segnato le 5 reti juventine di questo campionato: Lichtsteiner, Marchisio, Matri, Pepe e Vidal

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le reti segnate al Siena (la precedente con il Cagliari) da Matri in gol in trasferta per l’ultima volta il 3 aprile scorso

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le vittorie (e una sconfitta) ottenute dalla Juventus nelle 8 partite giocate in casa del Siena

IL TECNICO DEI TOSCANI

Sannino: «Siena ok Un errore sul gol» SIENA

«I complimenti non fanno classifica». Così Giuseppe Sannino, tecnico del Siena, ha sintetizzato la sconfitta con la Juventus. «Noi abbiamo bisogno di punti da strappare anche alle grandi. Mi è piaciuta la squadra nel primo tempo, siamo stati aggressivi e siamo ripartiti bene. Nel secondo tempo, soprattutto dopo il gol, ci siamo allungati e abbiamo concesso qualcosa». Qualche rammarico sul gol di Matri. «Dovevamo riallinearci prima — ha spiegato Sannino — sul lancio di Pepe, poi abbiamo recuperato. Forse avrei aspettato un attimo a uscire su Vucinic (Terzi ha cercato l’anticipo, ndr), ma non ho nulla da rimproverare ai miei, sono decisioni che si prendono in un millesimo di secondo». Qualche problema, semmai, in attacco. «È evidente dobbiamo migliorare, non come singoli, ma nell’atteggiamento». Rimpianto «Un buon lavoro non pagato — il commento di Gaetano D’Agostino —. È un vero peccato, perché la Juve non ha fatto un tiro in porta, noi del resto ci siamo difesi e ripartiti bene, ma senza concretizzare». Alessandro Lorenzini © RIPRODUZIONE RISERVATA


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 3a GIORNATA DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO SIENA

Le vittorie sono due, i punti sei e la marcia della Juve continua. Mai come questa volta, però, l’analisi deve prescindere dal risultato altrimenti si corre il rischio di giudicare la Juve grande e cinica perché Matri ha segnato e per lo stesso principio sarebbe stata bollata come deludente se il gol non fosse arrivato. Né l’una né l’altra cosa. Il resto del campionato ci dirà se l’impressione è giusta, ma il successo di Siena potrebbe essere davvero una tappa particolarmente importante nel processo di crescita della squadra: un processo che, come evidenziato al Franchi, resta ancora lungo. Ed è inevitabile che sia così, visto che la Juve arriva da due settimi posti. Antonio Conte analizza con soddisfazione l’incontro: «Sono molto contento, l’interpretazione è stata positiva. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile perché il Siena si sarebbe difeso con otto giocatori e avrebbe provato a ripartire sfruttando la velocità di Gonzalez. Siamo stati bravi a cercare con calma la rete, a trovarla e a non concedere nulla agli avversari». Un concetto sta particolarmente a cuore all’allenatore bianconero: «Noi non abbiamo vinto per un colpo di fortuna, ma perché abbiamo preparato la gara nel migliore dei modi. C’era la cattiveria giusta su un campo difficilissimo dove parecchie squadre faticheranno, speriamo anche le grandi». Atteggiamento giusto C’è un

motivo tattico che soddisfa particolarmente il tecnico: «La Juve è una squadra, si muove con un’idea chiara. Chi capisce di calcio se n’è accorto. Poi è chia-

«Spirito da provinciale Partita da Juve»

L’ALTRA CAPOLISTA LA CARICA DI FICCADENTI

«Cagliari, niente piedi per terra»

Conte «In questa squadra ho visto la cattiveria giusta» «Il modulo a una punta è un’altra soluzione, le gare durano 95 minuti. Che bravo Pirlo» ro che non si può sempre segnare molti gol anche perché chi gioca contro la Juve ha già intuito che deve pensare a difendersi. Ma a Siena abbiamo giocato da grande squadra con l’atteggiamento della provinciale. In campi come questo se arrivi senza la mentalità giusta ti mangiano». Dietro sulla carta Dopo il van-

taggio Conte è tornato al modulo con una punta sola e Vidal a cercare di far danni: «Sono due modi di giocare che possono entrambi portarci alla vittoria. La partita dura 95’, ogni soluzione può essere decisiva.

Arturo ci ha dato vitalità, sarà utile anche dall’inizio, ma io prima devo pensare alla squadra». E tra un complimento a Pirlo («È un campione veramente in tutto, non si lamenta mai. È fondamentale perché chi vede come si allena lui non può far altro che seguire l’esempio») e una spiegazione sulla formazione («In questo momento Pepe e Giaccherini ci danno equilibrio»), Conte evita di fare proclami: «Rispetto alle milanesi, che hanno un organico migliore, e al Napoli che ha un impianto collaudato la Juve resta dietro. Sulla carta». Ma su quella carta Antonio Conte vuole tanto scrivere una storia diversa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Conte, 42 anni, alla Juve da quest’anno

Il Cagliari festeggia Joaquin Larrivey: suo il secondo gol al Novara LAPRESSE ASSEMINI (Ca)

Primi della classe. Dopo 41 anni. Il Cagliari di Ficcadenti coglie la seconda vittoria di fila e si issa in cima alla classifica: per ritrovare i rossoblù alla testa alla A vanno scomodati Riva e soci. Nell’ottobre del ’70 il team di Scopigno campione d’Italia dopo due giornate è in testa. Rombo di tuono e soci piegano 2-1 la Sampdoria in casa e passano 4-2 sulla Lazio all’Olimpico. Su quest’ultimo match, un episodio curioso. Riva va in gol e a fine partita abbraccia un ragazzino col braccio ingessato. Si chiama Danilo Piroddi. Prima della trasferta a Roma era dietro alla porta del campo del Poetto, a Cagliari. Riva esercitava il sinistro, una violenta pallonata centra il giovane tifoso. Riva lo premia a

modo suo nel dopo Lazio. Per stare all’attualità, il Cagliari centra anche la terza vittoria ufficiale di fila: oltre a Roma e Novara, battuto l’AlbinoLeffe in Coppa Italia il 21 agosto. Primato ok Il record mancava

dal 2009, quando il Cagliari di Allegri ne vinse quattro consecutive: Genoa, Lazio, Atalanta e Samp. Ora, spetta a Cossu e soci godersi l’alta quota. Ficcadenti sbotta: «Ma quali piedi per terra! Essere primi ci fa bene. Abbiamo giocato bene e i 6 punti sono meritati». L’avventura al timone dei sardi, per il tecnico di Fermo, meglio non poteva iniziare. Adesso c’è il Palermo. Senza turnover: «La stanchezza – dice Ficcadenti – quando si vince, si sente meno». Mario Frongia © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

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Tanto è un gioco

MATTEO DALLA VITE MILANO

I NUMERI

DI LUIGI GARLANDO

Ecco i gol del Gasp Palacio e Kucka Desiderati dall’Inter, fanno volare il Genoa. E l’untore diventa il mister

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le vittorie consecutive in campionato a San Siro dell’Inter. Serie interrotta sabato contro la Roma. Sarebbe stato record per il club

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Kucka e Palacio ieri in gol contro la Lazio (ANSA)

L’Inter in rete ci va. Il guaio per Gian Piero Gasperini è che si tratta di Facebook e di Twitter. E, soprattutto, il guaio è che ci vanno i suoi contestatori. La pagina «Gasperini vaffa...», aperta il giorno di Palermo-Inter, ha superato ieri i 500 iscritti. Fiorello anche ieri ha postato il suo Twitter: «Pazzini in panchina non si può vedere». Da giorni monta una sollevazione manzoniana da Forno delle Grucce (tra l’altro stava nel centrale Largo Corsia dei Servi, a Milano, non lontano dagli uffici di Moratti): l’untore è Gasp, è lui il colpevole della partenza da incubo dell’Inter. La sostituzione di Forlan con Muntari ha reso ancora più lividi gli animi: un medianone quasi dimenticato per una punta sullo 0-0, a poco dal termine, con Pazzini in panca. Dagli all’untore! Il buon Manzoni, con buon senso, avrebbe spiegato al volgo: «Il centrocampo non riusciva più a rifornire: stremato Sneijder dalle continue ripartenze, stanchi i vecchi Cambiasso e Zanetti. C’era il rischio che il reparto subisse un contropiede letale come a Palermo. Perciò Gasp ha messo dentro Muntari: per coprire, spingere e consentire a Sneijder di avvicinarsi alla porta. Infatti è arrivata l’occasione migliore: proprio a Sneijder». La pensiamo come il Manzoni e dubitiamo che altri, da Mourinho a Rubia, possano spremere di più dall’Inter attuale, logora nelle forze e nelle motivazioni, mal rinforzata sul mercato, a corto di condizione. Per ora, anche a Novara, è costretta a procedere come il manzoniano Pedro: adelante, con juicio. Avanti, ma ben protetta. Quando la condizione crescerà, quando Maicon si convincerà di essere guarito, quando Gasp recupererà qualità (Motta, Stankovic), l’Inter cambierà passo. Ma per un passo da scudetto, dovrà restare viva fino a gennaio e poi completarsi al mercato. Ieri Gasp, al riparo come Don Abbondio nella sua canonica, ha visto in tv i gol di Palacio e Kucka. E pure Sculli. Di questo aveva bisogno: centrocampisti di cuore e gamba, capaci di accompagnare l’azione e aggredire senza palla; di esterni in grado di costruire da lontano. Zarate e Forlan sono un’altra cosa. Allora sì che sarebbe stato un 3-4-3 e avrebbe detto a Pedro: al galoppo, senza paura. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le reti segnate dai nerazzurri in altrettante partite: 1 al Milan in Supercoppa, 3 al Palermo in campionato. Ma sono arrivate due sconfitte

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le gare consecutive in cui la Roma aveva segnato almeno un gol all’Inter e San Siro in gare ufficiali. Serie interrotta sabato

Aspettano tutti la fotografia di Novara per dire cheese, fai un sorriso, almeno uno. Perché di sorrisi, per ora, pochi, quasi zero, niente gira come dovrebbe, va tutto all’... invece. «Prendiamola così» ha detto Gasp riflettendo sul dopo-Roma. E ha continuato: «Sbagliamo gol facili, magari più avanti ne faremo di difficilissimi». Sì, aspettano tutti la fotografia di Novara: per non essere più la Tribù dei musi lunghi, per sorridere davanti a un avvio scorticante. O, viceversa, per decidere che ne sarà da domani sera in poi. Moratti, 15’ con Gasp Ora come

ora - con zero vittorie nelle 4 gare ufficiali - l’Inter è decisamente attapirata. Musi lunghi: in campo, in panchina, sulla panchina, in tribuna, sugli spalti. Quasi ovunque. Prendete Moratti: non ha parlato prima della gara, non ha parlato dopo, ha sussurrato attesa e pazienza ieri. Però? Però, dopo i 20’ di venerdì alla Pinetina, ha chiacchierato un altro quarto d’ora sabato sera con Gasp dopo la partita. Chiamasi vicinanza e condivisione di un momento che deve passare, che può solo passare. Il presidente non ha gradito molto gli striscioni della Curva Nord, tanto quanto un’Inter che ancora non ha vinto e che ha vissuto più di fiammate e di improvvisazione che di coralità. Però aspetta, vuole che Gasperini senta quella fiducia che anche Branca (che ieri ha parlato un’ora con Gasp) ha definito inviolabile nel pre-Roma. Però il muso lungo dirigenziale c’è, e Novara sarà una fotografia decisiva.

INTER TRIBÙ

DEI MUSI LUNGHI Gasp, Moratti e Pazzini disorientati Il presidente nerazzurro tiene a colloquio il tecnico per 15'. La punta è smarrita. A Novara vittoria o crisi L’eventualità del 3-4-3 Non sorri-

E il tifoso Fiorello su Twitter: «Non ce la faccio a vedere Pazzini in panchina»

de nemmeno Gasperini: cambiare tre moduli nelle prime tre gare significa essere dentro a un frullatore pieno di ingredienti sì, ma ingredienti non tutti rispondenti alle proprie idee originarie. E qui si torna sui temi del mercato estivo, al fatto che Gasp fosse più convinto di veder partire Sneijder e non certo Eto’o, alla richiesta (evasa) di un altro difensore centrale, al

dover vestire chi c’è con moduli diversi (o ruoli diversi) rispetto ai propri canoni. Gasp ha dimostrato di possedere e chiedere duttilità, ma è un continuo studiare mosse e contromosse quando sperava di poter fissare l’Inter sul 3-4-3 per poi eventualmente cambiare, mentre adesso si parte dal cambiare continuamente per poi fare eventualmente un 3-4-3. A sua discolpa, le mancanze di Mai-

L’ANTICIPO DI DOMANI

Sul sintetico di Novara con Chivu e Sneijder Wesley ok dopo la botta alla gamba. Anche Stankovic ci prova. Maicon tra Bologna e Mosca LUCA TAIDELLI MILANO

Stanno tornando. Nel caos interista di inizio stagione quasi ci si dimentica che sono fermi ai box cinque «campioni di tutto» e un giovane di grandi speranze. Servirà ancora un po’ di pazienza, ma Chivu, Stanko-

vic, Maicon, Thiago Motta, Cordoba e Poli a breve rientreranno. Vediamo la situazione caso per caso, premettendo che per domani a Novara resta in dubbio anche Sneijder, che contro la Roma ha preso una brutta botta alla gamba. Come gli altri titolari anti Roma, ieri l’olandese si è limitato a fare scarico e massaggi. C’è ottimismo per il suo recupero, anche se Gasperini deciderà soltanto oggi. Chivu e Stankovic Sono gli unici due che potrebbero farcela già per domani. Ieri il romeno, che il 7 settembre si era procurato una distorsione alla caviglia, ha lavorato in parte in gruppo.

Oggi forzerà ed è probabile che Gasp lo porti a Novara. Ancora in dubbio il recupero di Stankovic (affaticamento alla coscia destra alla vigilia del Trabzonspor). Il serbo ieri si è limitato a correre, ma con buona intensità. Anche per lui, oggi provino decisivo. Maicon e Thiago Motta Una spe-

ranza per tornare invece sabato a Bologna ce l’ha Maicon. Ieri il Colosso ha riposato, ma da quando è rientrato dal Brasile dopo l’operazione al ginocchio sta forzando i tempi. Al più tardi potrebbe rientrare per la trasferta di Champions a Mosca, il 27 settembre. Un po’ più indie-

tro Thiago Motta (stiramento bicipite femorale coscia sinistra), che però spera di rendersi disponibile prima della prossima sosta per le nazionali di metà ottobre. Poli e Cordoba Non prima invece torneranno Poli (retto femorale) e Cordoba (ginocchio). I due sono di fatto guariti, ma devono ritrovare con calma la condizione. Prova sintetica Oggi rifinitura

nel pomeriggio, poi partenza per Novara. Domattina la squadra proverà il terreno sintetico del «Silvio Piola». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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con, Thiago Motta, Stankovic e di un Chivu che per la difesa a tre è perfetto, ma la troppa confusione del campo vista fino a qui lo rende attapirato, perché quel marchio di fabbrica gasperiniano (gioco intenso e in velocità e memorizzato) ancora non riesce. E chissà se potrà riuscire nel breve tempo di due partite, Novara e Bologna, tappe decisivissime.

Curva, Fiore e Pazzo Tutto que-

sto «dona» i musi lunghi anche ai tifosi. E fra i tifosi c’è Fiorello: dopo i due video imita-Gasp, dopo il «Forza Gasp» pre-Roma, ecco che lo showman scrive su Twitter: «Non posso vedere Pazzini in panchina». E Pazzini è un’altra faccia attapirata: zero minuti in campionato, con Gasp che spiega «che quella contro la Roma non era una partita adatta a lui» perché gli servi-

PARASSITA INTESTINALE (Giardia lamblia)

va più polpa in mezzo. Il cambio Forlan-Muntari ha prodotto tre quasi gol, ma restano gli interrogativi che Pazzo si sta facendo panca dopo panca, soprattutto ricordando quella frase di Moratti che lo avrebbe visto sempre in campo. Ma Gasperini non lo vede, il Pazzo con Diego Milito. E va per la sua strada. Che porta a Novara. E poi a Bologna chissà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

1 Gian Piero Gasperini perplesso. La sua Inter deve ancora vincere una partita. Dopo tre sconfitte, è arrivato lo 0-0 contro la Roma 2 Massimo Moratti solo in tribuna durante Inter-Roma. Il presidente sabato non ha parlato alla stampa, ma per 20 minuti con Gasperini. Il presidente vuole dare maggior sostegno all’allenatore 3 Giampaolo Pazzini non fa certo polemiche, ma in due gare di campionato non ha giocato un minuto e contro il Trabzonspor è stato sostituito al 56’, sullo 0-0

«Ma che paura» Il portiere, tornato a Roma, farà nuovi esami e indosserà un caschetto. Lucio si scusa MASSIMO CECCHINI ROMA

Nel suo (auspicabile) rapido recupero, un consiglio a Maarten Stekelenburg sentiamo di darglielo. A tempo perso, dia un’occhiata ai minuti che si è perduto: vedrà che immolarsi (temporaneamente) per questa idea di Roma che nasce ne è valsa la pena. Le scuse D’altronde, una squadra che va a San Siro contro l’Inter giocando con soli due difensori di ruolo e facendo la partita, merita un portiere-coraggio, e l’olandese ha dimostrato di esserlo. L’uscita su Lucio dopo 17’ è stata decisiva, ma gli è costata un calcio alla tempia, un paio di svenimenti, un punto di sutura, una Tac (negativa), una notte all’ospedale Niguarda e la visita anche del preoccupato Sneijder. Il brasiliano, tra l’altro, non ha fatto una gran figura, tant’è che lo juventino Elia, connazionale di Stekelenburg, ha scritto su Twitter: «Odio Lucio, doveva essere espulso». Non a caso il brasiliano ieri si è scusato in una intervista in onda su Italia Uno. «Sono molto triste. Stekelenburg è uscito velocemente. Non l’ho visto per-

PARASSITA DEI RUMINANTI (Dicrocoelium dendriticum )

d

HA DETTO

S Lucio Il portiere è uscito velocemente e non l’ho visto. Sono molto triste. Non avrei mai voluto fargli male

ché stavo guardando la palla. Durante l’intervallo ho parlato coi medici della Roma che mi hanno rassicurato. Mi ha informato anche Sneijder che è in contatto con lui e mi ha detto che sta bene. Sono un po’ più tranquillo. In tutta la mia carriera non ho mai voluto far male a un collega, non avrei mai voluto che accadesse». Precauzioni L’olandese è tornato

ieri a Roma e, dopo 48 di riposo, sarà sottoposto a un nuovo esame. Visto che gli è stato diagnosticato un trama cranico diretto e uno cervicale indiretto, il suo rientro — forse con un caschetto protettivo — si può ipotizzare fra due settimane con l’Atalanta oppure dopo la sosta, cioè nel derby con la Lazio del 16 ottobre. «Ho avuto paura — ha detto l’olandese ai dirigenti —. Ora spero di tornare il prima possibile». Quando lo farà, troverà DiBenedetto presidente. L’imprenditore domani sarà a Roma e il 27 settembre un Cda lo coopterà al vertice del club. Contento di aver scoperto di avere un portiere coraggioso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PARASSITA DEI PESCI (Argulus foliaceus)

CHI VIVE A SPESE DEGLI ALTRI DANNEGGIA TUTTI BATTERE L’EVASIONE FISCALE È TUO INTERESSE CHIEDI SEMPRE SCONTRINO O RICEVUTA FISCALE

PARASSITA DEL CANE (Ancylostoma caninum)

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y Stekelenburg ok

DUBBIOSI IN TRE

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

PARASSITA DELLA SOCIETÀ (Evasore fiscale)

www.agenziaentrate.it


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SERIE A 3a GIORNATA DUE CASI PER I VIOLA OGGI ESAMI PER L’ATTACCANTE: SCONTRO CON HANDANOVIC E DISTORSIONE AL GINOCCHIO SINISTRO

Zupping

Montolivo fischiato, paura per Gilardino

DI VINCENZO CITO

E Mihajlovic avverte: «Riccardo sa a cosa può andare incontro» MASSIMO MEROI UDINE

Quando ha servito a Isla l’involontario assist del 2-0 la battuta è stata inevitabile: Montolivo si sta portando

avanti con il lavoro, comincia già a giocare contro la Fiorentina. Ovviamente la colpa della sconfitta non è solo del centrocampista viola, ma il caso Montolivo («Va via», ha sentenziato ieri il presidente Cognigni) tiene banco. E Sinisa Mihajlovic lo sa: «Non credo che la sua situazione per lo spogliatoio sia un problema. Il giocatore sa a cosa può andare incontro, Firenze è una piazza particolare». I 200 tifosi viola l’hanno fischiato al momento della sostituzione e chissà cosa succederà mercoledì in casa contro il Parma, sem-

pre che Mihajlovic lo mandi in campo: «Se lo vedo in condizioni fisiche e psicologiche buone va in campo, altrimenti sta fuori. Ma questo discorso vale per lui come per tutti gli altri», ribadisce Sinisa. Che poi aggiunge: «In settimana l’ho visto sereno, oggi era un po’ nervoso, forse questa situazione ha influito sulla sua prestazione». Esami Gila Da ieri in casa Fiorentina c’è anche il problema Gilardino. In uno scontro con il portiere dell’Udinese Handanovic, il centravanti viola si è procura-

to una distorsione al ginocchio sinistro. Intanto gli accertamenti svolti all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine hanno escluso lesioni ossee. «Spero di tornare presto», ha detto l’attaccante mentre lasciava l’ospedale per raggiungere i compagni in aeroporto. Oggi nuovi accertamenti a Firenze. «Gila era preoccupato negli spogliatoi — ha raccontato Mihajlovic —: ha sentito molto dolore, ma il ginocchio non si è gonfiato e questo fa sperare». Lo scontro Gilardino-Handanovic

Come corre l’Udinese Fiorentina cancellata A segno Di Natale e Isla Terza vittoria in sette giorni tra campionato ed Europa UDINESE FIORENTINA

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Di Natale (U) su rigore all’8’, Isla (U) al 29’ p.t. UDINESE (3-5-1-1) S. Handanovic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Isla, Pinzi, Asamoah (dal 16’ s.t. Badu), Pasquale (dal 42’ p.t. Armero); Torje (dal 29’ s.t. Abdi); Di Natale. PANCHINA Padelli, Ekstrand, Doubai, P. Barreto. ALLENATORE Guidolin. FIORENTINA (4-3-3) Boruc; Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual; Behrami, Montolivo (dal 16’ s.t. Vargas), Kharja; Cerci (dal 23’ s.t. Silva), Gilardino (dal 25’ s.t. Munari), Jovetic. PANCHINA Neto, Nastasic, De Silvestri, Romulo. ALLENATORE Mihajlovic. ARBITRO Romeo di Verona. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gamberini (F) per c.n.r., Montolivo (F), Behrami (F), Abdi (U), Munari (F) per gioco scorretto. NOTE paganti 2.400, incasso 34.299. Abbonati n.c. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 3-5. Fuorigioco 5-2. Angoli 3-3. Recuperi: p.t. 3’, s.t. 6’.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI UDINE

GUIDOLIN

«Io mai in una big? Non ho amici che contano...» UDINE (m.m.) La settimana perfetta dell’Udinese si conclude con la terza vittoria in sette giorni. «È stata la nostra miglior partita da inizio stagione, ma possiamo migliorare specialmente a centrocampo — dice Guidolin –. L’obiettivo rimane arrivare il prima possibile a quota 40 punti». A chi gli chiede come mai non è mai approdato in un grande club Guidolin ribatte così: «Non ho amici che contano, e poi a Udine sto bene. Ma mi sa che sto invecchiando e comincio a soffrire un po’ troppo in panchina».

Antonio Di Natale, 33 anni, segna su rigore l’1-0: terzo gol in 7 giorni ANSA

Guidolin, «capitolo chiuso, guardiamo soltanto avanti». Processo viola La pesantezza

La famiglia Pozzo è nel ramo calcio da 25 anni, fiuta gli agguati e riesce a saltarli: sabato il proprietario dell’Udinese si era sfogato per la mancata riconoscenza dimostrata con qualche fischio nell’eurogara di giovedì con il Rennes. La squadra ha seguito colui che paga gli stipendi, ai tifosi è stata servita la terza vittoria in una settimana e i fischi sono diventati olè. Amore ritrovato? Non era mai andato perduto, forse sono stati sopravvalutati alcuni mormorii, ma può far parte della strategia per evitare afflosciamenti. Certo è che l’Udinese a punteggio pieno, con 4 gol festeggiati e nessuno incassato, non riuscirà a cancellare le bruciature della mancata Champions, però può lenirle. Come dice Francesco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

dell’impegno di Coppa sembra sulle spalle della Fiorentina, che invece in settimana ha baruffato per il caso Montolivo. L’ex capitano ha (ri)annunciato il mancato prolungamento del contratto, Firenze si è (ri)sentita tradita e il dubbio capitale è se schierare un tipino che se ne andrà. Il centrocampista della nazionale incappa poi in una giornata nera (scalcia Torje, manda in gol involontariamente Isla e viene cambiato dopo un’ora), quindi sembra che tutta la colpa della sconfitta gli appartenga. Non è un dato assoluto: stesa da reti quasi casuali - un rigore di Di Natale per mani fortuito di Gamberini e un triangolo di Isla con Montolivo -, la Fiorentina manca anche sulle fasce, offensive e difensive, e pure

non ha inventiva a centrocampo: tre palle gol, molto lontane tra di loro. Cerci e Jovetic non sono quelli visti con il Bologna, in mezzo Kharja sostituisce l’influenzato Lazzari senza proporne la sostanza. E quando Mihajlovic smonta il 4-3-3, con Silva per Cerci e Jovetic trequartista, Gilardino si spacca in uno scontro con Handanovic: addio rinfrescata tattica, ma sembra pure addio alla punta. Il trauma osseo al ginocchio lo costringe alla corsa in ospedale, dove è esclusa la lesione: sembra che lo stop sia meno lungo di quanto temuto, ma oggi saranno esaminati i legamenti. E Firenze non è tranquilla. I motivi Sono partiti Inler, Za-

pata e Sanchez. Ma alcuni idoli del Friuli stanno tornando: uno è Isla, che adesso ha imparato anche a non tremare sottoporta. Rete a parte, il cileno

le Pagelle

è la solita fionda che copre mille zone da un’area all’altra. «È così utile che dà tanti vantaggi agli allenatori», sentenzia Guidolin. Di Natale, terzo centro settimanale, a un certo punto diventa regista e punta: dovrebbe addirittura lanciare se stesso e talvolta ci riesce. La sistemazione elastica è un ulteriore punto a favore dei bianconeri: Pasquale si unisce al trio difensivo per seguire a pelle Cerci, trasformando il disegno tattico in 4-4-2, mentre a destra Basta non scala a fianco di Benatia, ma gli si piazza davanti, pronto a ripartire. In quel settore nel primo tempo l’Udinese domina, poi complice l’infortunio muscolare di Pasquale, che fa spazio ad Armero, la ripresa è condotta maggiormente con la copertura a cinque. Il pubblico apprezza, anche il minimo rancore viene lavato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di P.F.A.

ISLA FA GOL E CHILOMETRI, DI NATALE NON SBAGLIA. TRA I VIOLA SI SALVA SOLO NATALI UDINESE 7

FIORENTINA 5

S. HANDANOVIC 6 Poco lavoro, talvolta inchiodato sulla linea.

PINZI 6,5 Davanti alla difesa, non ha il lancio ma tanta sostanza.

BORUC 6 Ben piazzato nel finale sulle sassate di Di Natale.

BENATIA 6 Prende il mani del rigore.

ASAMOAH 6 Un’ora di superiorità su Behrami.

CASSANI 5 Troppe imprecisioni.

VARGAS 5,5 Da metà ripresa, non ha la condizione adatta.

DANILO 6 Un paio di rischi in area, meglio se spazza.

BADU 6 Centrocampista di rottura nella seconda metà. E rompe.

GAMBERINI 5,5 Salto sgraziato nell’occasione del rigore.

KHARJA 5 Ricami superficiali e il suo rivale era spesso Isla.

DOMIZZI 6,5 Sicurezza sul centro sinistra.

PASQUALE 6 A uomo su Cerci: guaio muscolare al 42’, esce.

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ARMERO 6,5 Ne fa ammonire due.

Evita il tris a Benatia. Respinge il gioco alto. Di Natale e soci arrivano spesso a campo aperto.

BASTA 6,5 Prima esterno senza limiti. Più difensore nella ripresa.

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IL MIGLIORE

7 ISLA

Corre, segna e si inserisce, come se volesse recuperare i chilometri persi.

TORJE 6 Piccolo, robusto, servirà. ABDI 6 Un assist per Di Natale.

PASQUAL 5,5 Un assist a Cerci, fatica con Basta e Isla.

DI NATALE 7 Cancella le incertezze dal dischetto dopo due errori. All. GUIDOLIN 7 Saggezza tattica e condizione: avvio diverso da quello di un anno fa.

IL MIGLIORE

6 NATALI

BEHRAMI 5,5 Dignitoso solo a metà ripresa. Nervoso.

Mauricio Isla, 23 anni ANSA

MONTOLIVO 5 Rischia il rosso su

Torje, sbaglia più del dovuto.

CERCI 5,5 Sbaglia un gol: lotta con Pasquale, si perde con Armero. SILVA 5 Resta estraneo alla gara. GILARDINO 5 Stecca la deviazione che potrebbe cambiare tutto. MUNARI 5,5 Esordio in viola quando già fa buio. JOVETIC 5,5 Esterno, poi si accentra: confuso. All. MIHAJLOVIC 5,5 Un passo indietro. Tremori da trasferta?

TERNA ARBITRALE: ROMEO 5,5 Reclami viola sul rigore: Gamberini è vicino a Benatia ma il braccio è troppo largo. Grazia Montolivo. Maggiani 6,5-Di Liberatore 6

E la Rai scopre che a Firenze c’è un caso Il rapper calcistico Gianluca Grauso con la radiocronaca di Parma-Chievo, i notiziari Rai tg 24 che dissacrano quelli di Sky, con giornalisti più interessati al loro look che a dare notizie, un memorabile duetto al piano di Cesare Cremonini e Stefano Bollani, ospiti come Cesare Prandelli e Federica Pellegrini e ogni tanto persino qualche notizia di calcio. «Quelli che il calcio» (Rai Due) ha cambiato marcia con Victoria Cabello, che mischia con arte frivolezza a ironia. Non è mancato nemmeno un doveroso omaggio alla ex conduttrice con la domanda al ct azzurro se l’astinenza prima delle partite faccia bene o no. Le stesse cose che chiedeva Simona Ventura. Le dichiarazioni dei giorni precedenti. «Montolivo si decida. Pretendo una risposta in una settimana» (Della Valle) «Non firmo, voglio una squadra più importante» (Montolivo) «La farsa è finita, Montolivo va via» (Cognigni). Ieri, durante la partita, quando esce i tifosi lo fischiano. Un’ora dopo, la domanda di Enrico Varriale (Stadio sprint, Rai Due) a Mihajlovic «Esiste un caso Montolivo?» «Buon impatto di Vidal. E’ entrato con l’appiglio giusto» (Angelo Di Livio, Sky) Fulvio Collovati «Incomprensibile che il Milan si sia privato di Pirlo, che ha 32 anni, per prendere Van Bommel, che ne ha 34». Gene Gnocchi «Dimentichi che Van Bommel ha una sorella di 20 anni» (La Domenica sportiva, Rai Due) Andrea Marinozzi (Werder Brema-Amburgo, Sky) «Pizarro altissimo e gol! Claudio Pizarro! Segna sempre lui!.... Annullato! Non ci crede lui, non ci crede il pubblico» (non ci crede neppure lui). Cinque minuti dopo «Pizarro! E questa volta è buono! No, neanche questa volta è buono» (deluso,). «Anzi sì è buono questa volta!» (trionfante). Tutto è bene quel che finisce bene.

GIALLO

Mistero Buffa Non è nello studio di Sky Calcio Show (man.) Ieri Federico Buffa non era nello studio di «Sky Calcio Show». Ilaria D’Amico l’ha salutato così: «Un abbraccio a Federico a casa», come se fosse malato. Ma dopo la prima (e unica) puntata scoppiettante (si era messo a parlare in spagnolo con Luis Enrique) la sensazione è che Buffa non frequenterà più il salotto di Ilaria. Il motivo? Non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali, sembra che ci siano state incomprensioni con Sky. Buffa, ex Milan Channel, prima di questa esperienza a Sky si occupava soprattutto di basket Nba.


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SERIE A 3a GIORNATA

Lampo di Denis Il Palermo annega

ma almeno ordinata, basta la botta da due passi di Denis al 34’, ispirata da una combinazione niente male: il taglio verticale a sinistra di Bonaventura, l’unica esitazione di Silvestre, l’imprecisione di Pisano, Tzorvas «bucato» sul suo palo. E il ritardo nel cambio.

Rosanero irriconoscibili dopo l’Inter: l’Atalanta risale a -2 nel diluvio. Gara sospesa oltre 30’

Palermo niente fasce Sì, perché

ATALANTA PALERMO

1 0

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Denis 34’ pt ATALANTA (4-4-1-1) Consigli; Masiello, Lucchini (23’ pt Capelli), Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini (17’ st Brighi), Padoin, Bonaventura; Moralez (33’ st Gabbiadini); Denis. PANCHINA Frezzolini, Bellini, Carmona, Tiribocchi. ALLENATORE Colantuono PALERMO (4-4-2) Tzorvas; Pisano, Silvestre, Migliaccio, Balzaretti; Alvarez (37’ pt Zahavi), Barreto, Acquah (32’ st Della Rocca), Ilicic; Miccoli (7’ st Pinilla), Hernandez. PANCHINA Benussi, Mantovani, Muñoz, Bertolo. ALLENATORE Mangia ARBITRO De Marco di Chiavari ESPULSI nessuno AMMONITI Manfredini, Brighi (A), Acquah, Ilicic (P) gioco falloso; Masiello, Consigli (A) e Pinilla (P) comp. non regolamentare NOTE spettatori 13 mila circa (paganti 2.865, incasso €44.675; abbonati 9.503, quota non comunicata). Partita sospesa per pioggia per 33’ al 21’ st. In tribuna il c.t. Prandelli. Tiri in porta 1-0. Tiri fuori 6-10. Angoli 1-7. Fuorigioco 1-2. Recuperi 2’ pt, 3’ st

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 30’ Schelotto salta Balzaretti e dà a Denis che, marcato da Migliaccio, mette fuori

c GOL! 34’ Bonaventura taglia per Denis che batte Tzorvas sul primo palo SECONDO TEMPO 37’ Migliaccio di testa alto di poco

Scene dal diluvio di Bergamo: partita sospesa 33’ nella ripresa LAPRESSE DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI BERGAMO

il gol arriva proprio nei minuti in cui il Palermo è in dieci: Alvarez è out, l’entrata di Zahavi si fa attendere, le fasce si spalancano e parte l’azione-gol. Okay, uno potrebbe ricordare la tradizione (quinto k.o. su cinque partite all’ora di pranzo), ma in realtà il Palermo è sottoritmo, senza un vero play (Barreto non basta) e con Miccoli-Hernandez lontani dalla sufficienza. In più Ilicic, indisponente e anarchico, dimentica d’essere stato esterno nel Maribor. La sua tendenza ad accentrarsi e l’identico imbarazzo di Zahavi (interno schierato sulla fascia) spiegano l’inevitabile affollamento in mezzo che fa soltanto il gioco dell’Atalanta. D’accordo il 4-4-2 modulo base, ma anche gli interpreti contano. Una domanda piuttosto: presi Cetto e Mantovani, com’è possibile che stopper giochi (di gran lunga il migliore) Migliaccio? Bonaventura da un milione Sia

Vista Palermo-Inter 4-3? Tutto il contrario: si riparte da zero. Dimenticati pressing furioso, ripartenze profonde e occasioni a non finire. Neanche il tempo di esaltare il tecnico (ieri un po’ meno) rivelazione Mangia e i rosanero annegano — letteralmente — nel diluvio di Bergamo che costringe De Marco a sospendere la gara per 33 minuti (al 21’ della ripresa). L’impressione è che il gol non sarebbe arrivato neanche giocando un paio d’ore in più, mentre all’Atalanta, non certo spettacolare

Denis, 30, esulta dopo il gol ANSA

chiaro: anche l’Atalanta va rivista contro una rivale che faccia meno confusione sulla trequarti e non sventoli bandiera bianca sulle fasce. Oltre il gol, poco più del minimo sindacale. Ma l’asse Manfredini-Padoin-Denis (gran lavoro di raccordo con il centrocampo), le rincorse di Schelotto e il senso della posizione del signor Bonaventura (assist da un milione) si combinano con la voglia pazza di recuperare i -6 di partenza: visto quel che succede altrove, il distacco è quasi recuperato.

le Pagelle

di F.LI.

BONAVENTURA «TAGLIO» DA GOL MALE ILICIC, SUPER MIGLIACCIO ATALANTA 6

PALERMO 5

CONSIGLI sv Non un tiro in porta. «Giallo» perché perde tempo.

TZORVAS 5 La palla di Denis gli passa sotto il braccio sul suo palo.

MASIELLO 6 Ilicic s’accentra spesso, Zahavi quando può, Balzaretti non spinge: rischi, zero.

PISANO 5 Limiti tecnici di cui approfitta Bonaventura. Insicuro.

LUCCHINI 5,5 Soffre se Hernandez e Miccoli scattano, poi si fa male da solo. CAPELLI 6 Assiste Manfredini, ma i pericoli in verità sono pochi. MANFREDINI 6,5 Di testa e in anticipo le prende tutte. Pinilla, il cliente peggiore, deve allargarsi. PELUSO 6 Alvarez è innocuo, Ilicic bravo puntarlo e soprattutto a sprecare. E così se la cava. SCHELOTTO 6,5 Sfida tra velocisti con Balzaretti: vince facile.

SILVESTRE 6 Centrale a testa alta, play aggiunto nella mediana senza idee. Esce però male su Bonaventura che lancia Denis.

h

IL MIGLIORE

7 MIGLIACCIO

Quanti Migliaccio ci sono in campo? Implacabile da stopper, tranquillo negli alleggerimenti, suo l’unico pericolo (di testa) in avanti. BALZARETTI 5 Non trova il tempo per gli inserimenti. Nervoso.

CIGARINI 6 Gli basta essere ordinato per dare manovra.

ALVAREZ 5 Più confuso che altro. Si fa male dopo mezzora: nei 3’ tra l’uscita e l’ingresso di Zahavi, il gol.

BRIGHI 5,5 Aiuta Padoin, mena il giusto, niente in impostazione.

ZAHAVI 5,5 Non è un esterno, s’adegua, ma incide poco.

PADOIN 6,5 Ritmi alti, raddoppi frequenti, qualche bella intuizione.

BARRETO 6 Discreta precisione, ma un play deve avere più idee e personalità. E Bacinovic?

BONAVENTURA 6,5 Inventa il gol anticipando Silvestre e «tagliando» tutta la difesa. Un gran recupero. Elegante, essenziale. MORALEZ 5,5 Tra le linee, qualche sponda, un gol tentato da 50 metri: ma il fango non l’aiuta.

ACQUAH 5,5 Foga che spesso si traduce in errore (Della Rocca sv) ILICIC 5 Non più fenomeno. Da laterale (prima a sinistra, poi a destra) fa e disfa tutto lui. Di un’imprecisione irritante.

GABBIADINI 6 Intraprendente.

MICCOLI 5 Corsa non fluida, poca profondità: esce dopo 52’.

IL MIGLIORE

PINILLA 6,5 Altro ritmo: insegue il pallone, fa pressing, combatte da solo. Dentro subito, la prossima.

h

7 DENIS

Il gol è bello, pur con la complicità di Tzorvas. Avvicina la mediana, protegge palla, impegna la difesa. All COLANTUONO 6 La grinta l’ha trasmessa, Denis è utilissimo alla causa, il gioco da rivedere.

HERNANDEZ 5,5 Bella partenza, tocchi e profondità, poi scompare. ALL. MANGIA 5 Non esaltarsi prima nè deprimersi ora. Ma attento a usare un solo modulo.

TERNA ARBITRALE: DE MARCO 6,5 Gestisce bene sia i contrasti sia la sospensione per pioggia. Viazzi 6,5-Liberti 6,5

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Nella vignetta di Rinaldi la bella discesa di Biabiany sulla destra con cross perfetto per il 2o gol di Giovinco

Ecco il destro velenoso di Carlos Grossmuller, 28 anni, che manda k.o. Gillet; è il gol del 2-0 definitivo ANSA

Giovinco apre e chiude Doppietta ed espulsione

Il Lecce è superiore Il Bologna già in crisi

La punta del Parma affonda il Chievo all’ultimo respiro ma salterà la trasferta di Firenze

PRIMO TEMPO 1-0

prima per una simulazione, non sente il fischio dell’arbitro e calcia ugualmente in porta. Cartellino rosso, salta la trasferta di mercoledì a Firenze e per il Parma è un guaio serio.

MARCATORI Giovinco (P) al 24’ pt; Paloschi (C) al 34’, Giovinco (P) al 46’ st.

Chievo all’arrembaggio Pochi

PARMA CHIEVO

2 1

GIUDIZIO77

PARMA (4-4-2) Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli, Rubin; Valiani (dal 28’ st Biabiany), Morrone, Galloppa (dal 16’ st Blasi), Modesto; Giovinco, Pellè (dal 13’ st Floccari). PANCHINA Pavarini, Feltscher, Crespo, Gobbi. ALL. Colomba CHIEVO (4-4-2) Sorrentino; Frey, Andreolli, Cesar, Jokic; Vacek (dal 18’ st Moscardelli), Sammarco (dal 27’ st Bradley), Rigoni, Hetemaj; Thereau, Pellissier (dal 31’ pt Paloschi). PANCHINA Puggioni, Morero, Mandelli, Gallozzi. ALL. Di Carlo. ARBITRO Doveri di Roma. ESPULSI Giovinco (P) al 49’ st per doppia ammonizione. AMMONITI Lucarelli (P), Sammarco (C), Cesar (C), Thereau (C) per gioco falloso. NOTE paganti 1.569, incasso 11.759 euro; abbonati 9.620, quota 91.290,30 euro. Tiri in porta 5-2 (1 traversa). Tiri fuori 2-5. Angoli 0-2. In fuorigioco 1-7. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 5’.

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA SCHIANCHI PARMA

Il calcio, depurato da tutte le alchimie tattiche che a volte lo imbruttiscono, è uno spettacolo piuttosto semplice: metti un ragazzo veloce a correre lungo la fascia laterale, gli ordini di crossare al centro dell’area appena può e poi, se là in mezzo c’è Giovinco, ci pensa lui. Facile, no? È quello che è successo al Parma contro il Chievo: Colomba, pur vedendo la sua squadra soffrire, decide di osare inserendo un’ala pura (Biabiany) al posto di un mediano trasformato in esterno (Valiani), e all’ultimo respiro della partita vince. Volata di Biabiany, rasoiata precisa e il Messi dell’Emilia che arriva puntuale all’appuntamento: 2-1 e tutti a casa. Anzi no: c’è ancora tempo per assistere all’espulsione dello stesso Giovinco che, ammonito pochi minuti

le Pagelle di A.S.

BIABIANY SPRINT DA 3 PUNTI ANDREOLLI, CHE DORMITE PARMA 6 MIRANTE 6 Un paio di buone uscite e niente di più. ZACCARDO 5,5 Sbaglia parecchi appoggi e spinge poco. PALETTA 6 Ordinato nella fase difensiva. Lancia troppo. LUCARELLI 6 Reattivo e attento. RUBIN 6 Non scende mai. VALIANI 5,5 Poca qualità per un’ala: non salta mai l’uomo. BIABIANY 6,5 E’ suo lo sprint che vale la vittoria. MORRONE 5,5 Tanto impegno, ma quanti passaggi all’indietro! GALLOPPA 5,5 Non ha i tempi.

GIUDIZIO77

MODESTO 5,5 Poche sgroppate e pochi cross all’attivo.

PRIMO TEMPO 0-1

IL MIGLIORE

h

Vai con il lambrusco Di cal-

JOKIC 6,5 Ha un bel piedino sinistro: timbra la traversa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

BOLOGNA LECCE

BLASI 6 Fa legna ed è molto utile.

spettatori, intorno alla mezz’ora del secondo tempo, scommetterebbero sul successo del Parma: soffre, patisce le avanzate della squadra di Di Carlo, non riesce più a impostare un’azione che sia una e, soprattutto, non sa bloccare gli inserimenti di Thereau e Hetemaj. Il Chievo è ben messo sul campo, secondo un 4-3-1-2 che sfrutta al meglio i movimenti di Moscardelli subentrato a Vacek. Il gol del pareggio di Paloschi (minuto 34), abbastanza fortunoso per lo sviluppo dell’azione, è la giusta conclusione di una supremazia abbastanza netta. cio-champagne se ne vede poco. Le bollicine che salgono dal Tardini sono quelle del lambrusco: pochi fronzoli, tanti lanci lunghi, tanti spintoni, tanto pressing. Insomma, il contrario di quello che, nel gergo comune, viene definito spettacolo. Il Parma prova a imporsi e va in vantaggio con il solito Giovinco (24’ primo tempo) abile a sfruttare una colossale dormita della difesa veneta. Il Chievo si sveglia soltanto dopo l’intervallo. Alza il ritmo delle azioni, i centrocampisti si muovono con sincronia, Jokic timbra una traversa (punizione al 2’ s.t.), Thereau fallisce una facile palla-gol e, in generale, domina. Ma a quel punto, proprio quando nessuno se l’aspetta, ecco uscire il carattere del Parma: dove trovino le forze, i ragazzi di Colomba, non si sa. Però le trovano e questo, alla fine, fa la differenza.

Rossoblù fischiati e ancora a zero punti. E Di Francesco brinda «al 4-3-1-2 furbo»

7 GIOVINCO

Due gol e uno sbagliato. E’ il valore aggiunto. PELLÈ 5,5 Tante sponde, tante sportellate, poco gioco. FLOCCARI 5,5 Entra ma non si nota. ALL. COLOMBA 6,5 Azzardata ma giusta la mossa Biabiany.

CHIEVO 5,5

0 2

MARCATORI Giacomazzi al 37’ p.t.; Grossmuller al 15’ s.t. BOLOGNA (4-3-1-2) Gillet; Raggi (dal 24’ s.t. Casarini), Portanova, Loria, Morleo; Perez (dal 1’ s.t. Kone), Mudingayi, Pulzetti; Diamanti; Acquafresca (dal 12’ s.t. Ramirez), Di Vaio. PANCHINA Agliardi, Antonsson, Krhin, Paponi. ALLENATORE Bisoli. LECCE (4-3-1-2) Julio Sergio; Cuadrado, Tomovic, Esposito, Mesbah; Piatti, Obodo, Giacomazzi; Grossmuller (dal 28’ s.t. Strasser); Di Michele (dal 39’ s.t. Corvia), Pasquato (dal 17’ s.t. Bertolacci). PANCHINA Benassi, Ferrario, Brivio, Ofere. ALLENATORE Di Francesco. ARBITRO Russo di Nola.

SORRENTINO 6 Reattivo su una botta di Morrone da fuori area. FREY 6 Ordinato. ANDREOLLI 5 Dorme sul primo e sul secondo gol di Giovinco. CESAR 5 Disattento nelle chiusure e approssimativo nei rilanci.

VACEK 5,5 Un po’ ala, un po’ interno: non fa bene nulla. MOSCARDELLI 6,5 Dà la scossa. SAMMARCO 5,5 Prova a fare il guastatore, non gli riesce. BRADLEY 6 Diligente e volenteroso. RIGONI 6 Normale compitino. HETEMAJ 6 Punge e sfiora il gol. IL MIGLIORE h 6,5 THEREAU Tanto lavoro e un po’ di imprecisione davanti alla porta. PELLISSIER 5,5 Mezz’ora senza sgommate. Poi s’infortuna. PALOSCHI 6 Segna l’1 1, ma sbaglia parecchio: ancora acerbo. ALL. DI CARLO 6 Squadra tosta, buon pressing, ma occhio in difesa.

TERNA ARBITRALE: DOVERI 5,5 Fiscale l’espulsione a Giovinco. Bene il resto. Manganelli 6; Preti 6.

ESPULSI nessuno. AMMONITI Morleo (B), Perez (B), Mudingayi (B), Piatti (L), Cuadrado (L) per gioco scorretto. NOTE paganti 2.863, incasso 40.341 euro; abbonati 12.490, quota 134.404 euro. Tiri in porta 3-6. Tiri fuori 2-7. In fuorigioco 3-2. Angoli 7-3. Recuperi: primo tempo 0’; secondo tempo 4’.

ANDREA TOSI BOLOGNA

Duecento irriducibili tifosi bagnati e festanti applaudono il bel Lecce che torna a vincere al Dall’Ara dopo 18 anni mentre 15 mila rossoblù delusi e frustrati fischiano un bruttissimo Bologna che prosegue nella sua striscia senza successi per la disperazione del presidente Guaraldi, mai vittorioso da quando governa il club di Casteldebole. Così Di Francesco può esultare davanti al dominio tecnico, tattico e fisico della sua squadra che nella ripresa a senso unico torella a piacimento un avversario scombinato e molle, crollato alla distanza. Dopo due k.o. in fotocopia per risultato e modalità, il Bologna è la prima squadra ufficialmente in crisi in Serie A e per il suo allenatore Bisoli cominciano gli esami di riparazione e anche il calendario, col trittico Juve-Inter-Udinese che

incombe, promette poco di buono. «Abbiamo in testa il brutto finale dell’anno passato ed io non sono riuscito ad invertire il trend negativo. Ci meritiamo i fischi e le critiche. Ma io vado avanti sereno per la mia strada» recita Bisoli. Cuadrado superstar Peraltro il

Bologna nella prima mezzora prova a fare la partita e per tre volte si presenta minaccioso dalle parti di Julio Sergio. In avvio il portiere leccese deve disinnescare la fiondata di Acquafresca aiutato da un maldestro retropassaggio di Tomovic, poi d’istinto salva in angolo un colpo di testa ravvicinato di Pulzetti che resterà l’unica vera palla-gol degli emiliani. Dopo un sinistro di Diamanti, il Lecce esce dalla sua trequarti e al primo affondo dell’irrefrenabile Cuadrado, assoluto padrone della fascia destra, trova il gol con uno scambio stretto che libera Di Michele al tiro a 5 metri da Gillet, bravo a respingere ma non ad evitare il comodo tap-in di Giacomazzi nella porta vuota. Modulo furbo Nel secondo tem-

po Bisoli inserisce Kone per lo spento Perez e poi Ramirez per Acquafresca. L’uruguagio chiamato a salvare il salvabile si perde nel vuoto dei compagni mentre il Lecce risale e colpisce come vuole. Ancora Cuadrado innesca l’azione del raddoppio: Di Michele perde il tempo per il tiro ma riesce a servire Grossmuller che dal limite scaglia un destro velenoso fuori dalla portata di Gillet. «Dopo il k.o. con l’Udinese ho avuto la risposta che aspettavo. Cambiando modulo, con la furbata di una punta larga, e puntando sul palleggio abbiamo costruito la vittoria. Bravissimo Cuadrado, decisivo Grossmuller» analizza Di Francesco, felice per la sua prima vittoria alla seconda in A. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle di A.TO.

DI VAIO NON TIRA MAI IN PORTA CUADRADO È DEVASTANTE BOLOGNA 5 IL MIGLIORE h 6,5 GILLET Ritarda la resa salvando su Mesbah. RAGGI 5 Impreciso e fuori posizione sui gol. CASARINI 5,5 Non tocca a lui cambiare le partite. PORTANOVA 5 Sempre infilato in velocità. LORIA 5 Gemello di Portanova. MORLEO 5 Sovrastato da Cuadrado, avrà gli incubi. PEREZ 5 Si trascina le fatiche della Coppa America. KONE 5 Ininfluente. MUDINGAYI 5,5 Corre e lotta ma la qualità è sempre poca. PULZETTI 5,5 Si mangia un gol. DIAMANTI 5,5 Inizia forte, finisce piano. ACQUAFRESCA 5,5 Ha un’occasione in avvio poi sparisce. RAMIREZ 5 Dalla panchina non può fare il salvatore della patria. DI VAIO 5 E’ il simbolo della crisi: non tira mai in porta. All. BISOLI 5 Osserva impotente i suoi crollare alla distanza.

LECCE 7 JULIO SERGIO 6,5 Decisivo su Pulzetti, reattivo su Acquafresca. IL MIGLIORE h 7,5 CUADRADO Sembra Maicon, devastante sulla destra. TOMOVIC 6 Due buone chiusure. ESPOSITO 6 Da ex si toglie qualche sassolino. MESBAH 6,5 Gillet gli nega il gol, tanta corsa. PIATTI 6 Ordinario e ordinato. OBODO 7 Un radar. GIACOMAZZI 7 Apre le marcature e gioca a memoria. GROSSMULLER 7 In mezzo a tanta sostanza, un grande gol. STRASSER 6 Ci mette il dinamismo dei suoi 20 anni. DI MICHELE 6,5 Mette il piede in entrambi i gol (Corvia s.v.). PASQUATO 6 Un paio di buone conclusioni fuori di poco. BERTOLACCI 6 Fa la sponda nel torello finale. All. DI FRANCESCO 7 La sua squadra è superiore in ogni fondamentale.

TERNA ARBITRALE: RUSSO 5,5 Non vede il pugno di Giacomazzi a Casarini in area. Galloni 5,5; La Rocca 6.


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SERIE A 3a GIORNATA

Il pareggio Palacio su assist di Jorquera Il gol dell’1-1 realizzato in contropiede da Rodrigo Palacio, 29 anni, su assist del cileno Cristobal Jorquera, 23, trequartista, rivelazione del Genoa REUTERS

Sorpasso rossoblù Kucka sigla la rete decisiva Juraj Kucka, 24 anni, rovescia il risultato, ancora su contropiede e firma il 2-1 per il Genoa: dai e vai con Palacio, difesa laziale lenta, Kucka infila Marchetti ANSA

Il Genoa ribalta la Lazio con Palacio e Kucka Segna Sculli, poi Malesani fa entrare la rivelazione Jorquera e cambia il match. E la curva nord canta «Reja vattene» RUGGIERO PALOMBO ROMA

Olimpico terra promessa. Dopo il Cagliari tocca al Genoa raccogliere, dopo la Roma tocca alla Lazio dispensare punti. «Reja, Reja vattene» intona la curva nord alla fine di un match perso di rimonta (1-2), la terza consecutiva dopo quelle con Milan e Vaslui. Malesani esulta e si tiene stretto il suo gioiello-rivelazione: si chiama Cristobal Jorquera, trequartista cileno di 23 anni, piedi sopraffini e velocità di gamba e di pensiero. Spacca la partita nella ripresa quando Malesani lo

inserisce al posto di Constant, cambiando modulo per rincorrere il gol dell’ex Sculli, col quale la Lazio aveva chiuso in vantaggio il primo tempo. Palacio, su assist del giovanotto, e Kucka rovesceranno il risultato con due contropiede sui quali la difesa della Lazio, ormai è un’abitudine, si rivela un colabrodo. Alibi Reja lo trova nel turno di

giovedì in Europa League. Non regge, perché la Lazio è nuova per cinque undicesimi (Klose, Brocchi, Biava, Hernanes e Konko) e perché, come quella di San Siro col Milan, dura meno di un tempo. É la mezzoret-

le Pagelle

di STEFANO CIERI

CISSE ONNIPRESENTE VELOSO NON MOLLA MAI LAZIO 5

GENOA 6,5

MARCHETTI 5,5 Uscita un po’ approssimativa sul secondo gol.

FREY 6 Incolpevole sul gol, bravo su una palla sporca di Cisse.

KONKO 5 Non scende mai. E non è che la fase difensiva ne benefici.

MESTO 5,5 Si fa anticipare da Sculli sul gol laziale. Poi esce.

BIAVA 6 L’unico a salvarsi là dietro. Ci pensa il fuoco amico di Ledesma a farlo fuori.

GRANQVIST 6 Poesia poca, sostanza a sufficienza.

DIAKITE 5 Il solito anarchico. E in difesa non te lo puoi permettere. DIAS 5 I due errori in apertura non sono un falso allarme. E’ in giornata no e lo sarà fino in fondo. LULIC 5,5 Grande primo tempo, tutto all’attacco. Poi nella ripresa vengono a galla i limiti difensivi (Stankevicus s.v.).. BROCCHI 6 Nonostante i 35 anni è l’unico che tiene botta fino al 90˚. MATUZALEM 6 Regia illuminata fino all’intervallo. Nella ripresa lentamente tramonta. IL MIGLIORE h 6,5 CISSE Non segna, ma c’è sempre. Anche nel secondo tempo, quando è l’unico che ci prova. HERNANES 4,5 Lento e prevedibile. Irriconoscibile. LEDESMA 5,5 Entra e si scontra subito con Biava. Resta stoicamente in campo, ma il rendimento ne risente. SCULLI 6 Un altro gol dopo quello europeo. Interpreta alla grande la parte finché le gambe reggono. KLOSE 6 Buon primo tempo con l’assist a Sculli ed un’altra palla d’oro a Cisse. Poi sparisce. All. REJA 5 La Lazio è un rompicapo che non è ancora riuscito a risolvere. Non convincono per niente i cambi.

DAINELLI 6 Se la cava col mestiere, specie quando deve emigrare sulla fascia. KALADZE 6 Soffre nella prima mezzora, si riscatta dopo. ANTONELLI 5,5 Cisse gli fa venire il mal di testa. Per sua fortuna il francese alla distanza cala. SEYMOUR 6,5 Regista basso e frangiflutti. Annulla Hernanes. PALACIO 7 Il gol non a caso arriva quando Malesani lo sposta in avanti. Ma bene pure da esterno. KUCKA 6,5 Ci mette un po’ a carburare, quando sale in cattedra il Genoa vola. VELOSO 6,5 Efficace e puntuale in entrambe le fasi. Non molla mai fino alla fine. CONSTANT 5 Sistemato sulla fascia è un pesce fuor d’acqua. Impreciso nelle conclusioni.

h

IL MIGLIORE

7 JORQUERA

Dribbling e verticalizzazioni che cambiano il match. Un tipetto interessante. CARACCIOLO 5,5 L’airone questa volta non apre le ali. L’impegno c’è, ma non basta. PRATTO 5,5 Caratteristiche diverse, stessa resa di Caracciolo. All. MALESANI 7 Il 4 1 4 1 iniziale è un po’ troppo prudente. Se ne accorge in tempo utile per cambiare la storia della partita.

TERNA ARBITRALE: ORSATO 7 Direzione perfetta in un match privo di grandi asperità. PETRELLA 6,5 - MARZALONI 6,5

LAZIO

1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Sculli (L) all’11’ p.t.; Palacio (G) al 9’, Kucka (G) al 26’s.t. LAZIO 4-2-3-1 Marchetti; Konko, Biava (Diakite dal 18’s.t.), Dias, Lulic (Stankevicious dal 37’s.t.); Brocchi, Matuzalem; Cisse, Hernanes (Ledesma dal 13’s.t.), Sculli; Klose. PANCHINA Bizzarri, Gonzalez, Rocchi, Kozak. ALLENATORE Reja.

GENOA

Qualità Ne ha tanta Jorquera e

2

GENOA 4-1-4-1 Frey; Mesto (Granqvist dal 23’p.t.), Dainelli, Kaladze, Antonelli; Seymour; Palacio, Kucka, Veloso, Constant (Jorquera dal 1’s.t.); Caracciolo (Pratto dal 26’s.t.). PANCHINA Lupatelli, Moretti, Sturaro, Jankovic. ALLENATORE Malesani. ESPULSI nessuno. AMMONITI Frey per comportamento non regolamentare, Kaladze per gioco scorretto.

ESPULSI nessuno. AMMONITI Dias per proteste.

ta in cui Klose e Cisse fanno la differenza, anche se viene a mancare Hernanes, un fantasma, e l’altro creativo Mauri è stirato. Piovono gol, pochi, Sculli da azione Cisse-Klose, e occasioni, molte, che la Lazio, Klose incluso, divora con troppa frequenza. Anche nella sua fase migliore però la squadra è lunga, con relativi disagi in difesa. Non funzionano gli esterni, digiuni di «movimenti collettivi»: Konko e soprattutto Lulic, che assicura una spinta importante ma è responsabile su entrambi i gol subiti, hanno ancora molto da imparare e il naufragio coinvolge pure un tipo esperto come Dias. Reja, infine, come spesso accade, non convince: Ledesma e Diakite (per Hernanes e l’infortunato Biava) sono cambi obbligati, il terzino Stankevicius per lo zoppicante Lulic nell’ultimo quarto d’ora non ha senso, sull’1-2 e con due attaccanti come Rocchi e Kozak in panchina.

ARBITRO Orsato di Schio. NOTE Spettatori paganti 12.011, abbonati 20.153, incasso e quote non comunicati. Angoli 6-1. Tiri in porta 4-4. Tiri fuori 6-7. Fuorigioco 2-8. Recupero 2’ p.t.; 6’s.t.

non sfigura anche l’altro cileno Seymour che Malesani piazza davanti alla difesa per un 4-1-4-1 che dura l’intero primo tempo, con Palacio e Constant intenti a scambiarsi le fasce alle spalle di Caracciolo e a fallire un paio di gol piuttosto facili. Nella ripresa, con Jorquera, il tecnico passa al 4-4-2 col centrocampo a rombo, scambiando anche le posizioni di Veloso e Kucka, uomini che danno solidità. Pur privo di Bovo, Rossi e poi anche di Mesto, presto andato ad aggiungersi alla lista degli infortunati, il Genoa mostra che anche quest’anno Preziosi, nella sarabanda di calciomercato che lo contraddistingue, ha pescato bene. Aspettando che si riveli Pratto, il centravanti argentino fin qui oggetto un po’ troppo misterioso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DASPO A TIFOSO LAZIO

Fischi a Reja: «Sono stufo, così non si può lavorare» Per ora no, ma ci pensa. Edy Reja, ancora duramente contestato, non si dimette, ma la sua pazienza è al limite. «Così non si lavora bene e Lotito lo sa — dice —. Chiedete a lui, io mi sono sempre preso le responsabilità. Mi sono un po’ stancato, è una critica continua, non c’è sintonia». Dopo la gara il tecnico era giù di corda. Lotito prova a rincuorarlo, ma se Reja dovesse manifestargli apertamente la voglia di andare via, Donadoni e Delneri sarebbero due prime scelte. Un tecnico che esce rasserenato dall’Olimpico è Alberto Malesani: «Ci voleva una vittoria così — fa —. La dedico a Preziosi. Jorquera ha cambiato la partita. Ho insistito perché la società lo trattenesse, è uno dei pochi giocatori che "vede davanti". L’assist dell’1 1 per Palacio sembra facile, ma non lo è. E a proposito di Rodrigo: meno male che è rimasto, è un numero uno». Il gol dell’argentino sarebbe piaciuto anche a un turista statunitense di 44 anni, che in curva Nord, cuore del tifo biancoceleste, aveva «osato» applaudire nel primo tempo una giocata del Genoa. Risultato: è stato colpito al volto ripetutamente da un tifoso della Lazio di 32 anni, poi denunciato per violenza: per lui anche un Daspo di tre anni. Anche questa è il calcio italiano. Davide Stoppini


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

SERIE A 3a GIORNATA

Cambio tra i fischi Poi il Catania va I tifosi contestano l’entrata di Delvecchio E’ lui a procurare il rigore che stende il Cesena FRANCESCO CARUSO CATANIA

La ricchezza del calcio, quella che nessuna rivoluzione potrà mai eliminare, rimane sempre l’imponderabilità. Chi poteva immaginare che da una contestatissima sostituzione sarebbe scaturita la svolta della partita ovvero la prima vittoria del Catania in campionato? Minuto 38 del primo tempo: Sciacca è costretto ad uscire per un colpo di caldo e lo fa quasi fra le lacrime. Montella lo sostituisce nel modo più fantasioso e meno prevedibile, inserendo cioè Delvecchio (che non doveva neanche rimanere a Catania) e lasciando tutti con un palmo di naso. Giù fischi, tanti e un po’ ingenerosi. Appena 8 minuti dopo il suo ingresso, il trentatreenne barlettano su angolo di Gomez si procura un rigore per una spinta di Parolo: Gervasoni inizialmente non sembra dell’avviso ma è uno dei suoi assistenti a segnargli l’irregolarità, con esultanza anche eccessiva di Delvecchio che consuma così la sua rivincita. Dal dischetto Maxi Lopez non sbaglia, ma ci va vicino

perché Ravaglia intuisce e ci mette le mani, inutilmente. Poche idee Per il resto il primo tempo offre poco o nulla, anche se a dire il vero è più il Cesena a tentare di fare la partita che i padroni di casa, ancora a corto di idee. Sebbene Montella abbia operato la sua piccola rivoluzione, cambiando 4 pedine rispetto al debutto opaco della precedente domenica. A pagare sono Capuano, Ricchiuti, Almiron e Lanzafame: dentro Alvarez, Lodi, Sciacca e Barrientos. Una scelta coraggiosa e non priva di dubbi visto che nel pregara il tecnico fa riscaldare anche Almiron, prima inserito e poi sostituito nella lista. Ma il poker di novità da una maggiore vigoria fisica, ma senza accrescere il livello del gioco. Il bluff Il Cesena, di contro, tiene

Il rigore di Maxi Lopez, 27 anni, che decide la gara col Cesena FOTOPRESS

CATANIA

1

CESENA

0

(4-3-3) Andujar; Potenza, Bellusci, Spolli, Alvarez; Lodi, Sciacca (dal 38’ p.t. Delvecchio), Biagianti; Barrientos (dal 16’ s.t. Ricchiuti), Lopez, Gomez (dal40’ s.t. Catellani). PANCHINA Campagnolo, Capuano, Ledesma, Bergessio. ALL. Montella.

(4-3-3) Ravaglia; Comotto, Von Bergen, Rossi, Lauro; Parolo, Guana (dal 17’ s.t. Colucci), Candreva; Eder, Mutu (dal 34’ s.t. Martinez), Ghezzal (dall’11’ s.t. Bogdani). PANCHINA Calderoni, Ceccarelli, Rodriguez, Martinho. ALL. Giampaolo.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Maxi Lopez su rig. al 47’ p.t. ARBITRO Gervasoni di Mantova.

ESPULSI nessuno. AMMONITI Potenza (Ct) proteste; Lauro (Ce), Alvarez (Ct), Biagianti (Ct), Delvecchio (Ct), Ricchiuti (Ct) gioco scorretto. NOTE paganti 3.064, abb.9.173, incasso e quota n.c. Tiri in porta 3-3. Fuori 4-1. In fuorigioco 5-2. Angoli 9-2. Rec. p.t. 3’; s.t. 4’.

per lunghi tratti il pallino in mano ma senza sapere bene cosa farsene. E questo perché il tridente offensivo, che sulla carta metterebbe paura anche ad una big, in realtà è un bluff. Nel senso che Mutu centrale fa una gran fatica a mettere a fuoco la porta. E i 3 centrocampisti, anche loro in teoria di buona levatura, non servono alla causa. Tant’è vero che Giampaolo, ex avvelenato («ingiustamente esonerato dal Catania»), nella ripresa svolta verso il suo vecchio 4-4-2 togliendo Ghezzal per inserire Bogdani centrale con Mutu più defilato. Ma ormai il Catania, in vantaggio di un gol, non lascia spiragli. Anzi sono i siciliani a sfiorare il raddoppio ancora con Delvecchio. Alla fine Pulvirenti risponde a Giampaolo: «Stia al suo posto, quando lo mandammo via eravamo al 17˚ posto e poi finimmo all’11˚».

le Pagelle

di f.c.

BENE BELLUSCI: ANNULLA MUTU GHEZZAL NON E’ MAI PERICOLOSO CATANIA 6,5

CESENA 5,5

ANDUJAR 6 Tempestivo intervento allo scadere sul cross alto di Lauro.

RAVAGLIA 6 Intuisce la direzione del rigore ma non può nulla.

POTENZA 6,5 Se la cava discretamente ma dovrebbe scendere di più.

COMOTTO 6 Ingaggia un bel duello con Gomez, ma fluidifica poco.

h

IL MIGLIORE 7 BELLUSCI

Un’altra buona prestazione, annulla Mutu e poi Bogdani. SPOLLI 6,5 Giocatore in crescita, svetta anche nell’area cesenate. ALVAREZ 6 Sostituisce Capuano e a parte qualche piccola sbavatura, non demerita. LODI 6,5 Il suo apporto in generosità e grinta non si discute. SCIACCA 6,5 Sfortunato: accusa un malore per il caldo, ma finché rimane in campo non dispiace. DELVECCHIO 6,5 Entra fra i fischi ed esce fra gli applausi, procura il rigore ma sciupa una facile occasione. BIAGIANTI 6,5 Molto meglio del debutto: energico e volenteroso. BARRIENTOS 6 Rimane ancora un rebus. RICCHIUTI 6 Riesce a dare il suo buon contributo nella ripresa. LOPEZ 6 Trasforma il rigore di potenza, poi rimane un po’ isolato. GOMEZ 6 Una partita all’agrodolce: cerca le soluzioni più difficili (Catellani s.v.). ALL. MONTELLA 6 Da una rimescolata al mazzo e gli va bene.

IL MIGLIORE h 6,5 VON BERGEN Sempre attento e preciso in chiusura, toglie il fiato a Lopez. ROSSI 6 Meno preciso del compagno, ma la sua parte la fa. LAURO 5,5 Potrebbe sfruttare meglio l’occasione allo scadere. PAROLO 5,5 Provoca il rigore e ne sfiora uno più evidente con un mani che l’arbitro lascia correre. GUANA 6 Attento a spezzare il gioco avversario più che a rilanciare. COLUCCI 5,5 L’ex entra nell’ultima mezzora ma senza incidere. CANDREVA 6 Ci si attende di più da uno della sua classe. EDER 5,5 Tocca raramente il pallone e senza trovare spunti. MUTU 5 Da punta centrale non funziona, ma anche da esterno... MARTINEZ 6 Entra forse troppo tardi ed è un bene per il Catania. GHEZZAL 5 Mai pericoloso, come gli altri attaccanti. BOGDANI 5,5 Il suo innesto non produce i frutti sperati. ALL. GIAMPAOLO 5,5 Non riesce a consumare la vendetta dell’ex deluso, ma deve riflettere su qualche mossa sbagliata.

TERNA ARBITRALE: GERVASONI 6 Bene, a parte il rigore un po’ generoso e quello non fischiato a Parolo. Comito 6-Tasso 6.

SERIE BWIN IL POSTICIPO DELLA 5a GIORNATA (ore 20.45)

Dai playoff al ritorno di Scienza Torino-Brescia è gran revival LAFFRANCHI-TURCO

Si gioca stasera (ore 20.45) l’attesa sfida al vertice della 5ª giornata, replica della finale playoff di un anno fa. Stavolta le parti si sono rovesciate: il giovane Brescia ridimensionato dal mercato parte sfavorito contro un Torino costruito per salire in Serie A. La classifica le vede appaiate a quota 10: in caso di vittoria, hanno la possibilità di arrivare in testa da soli, scavalcaldo il Sassuolo. Una partita che l’allenatore del Brescia vivrà in modo particolare.

Maratona Beppe Scienza ritrova stasera da avversario il Torino dopo esserne stato giocatore (serie A) e tecnico (Primavera). La sfida che vale il primato, per lui, è all'insegna dell'amarcord. «Con Beppe già allora era un piacere parlare di tattica – dice il doppio ex Sonetti, che nel '94-95 lo guidava dalla panchina -. Serio, sereno, sorridente. Ha fatto e farà strada». Artefice della rinascita di un Brescia retrocesso e ridimensionato, Scienza non dimentica gli anni torinesi: «In particolare la vittoria con la Juventus nel marzo del' 95, l'ultimo derby vinto per la gioia di un popolo che di sod-

disfazioni, negli ultimi vent'anni, se ne è tolte poche. Il ricordo più esaltante è la doppietta al Padova, 2-0 e festa grande sotto la curva Maratona. Il massimo per un piemontese come me. Torino è granata, c'è un legame speciale con il pubblico che si sta ricompattando. Ci attende un ambiente caldo, da serie A. Non è la stessa cosa giocare davanti a 2 mila o 20 mila persone. I nostri 100 tifosi, comunque, a Castellammare sembravano 100 mila. Siamo una squadra giovane, ma non dobbiamo avere paura. Giocheremo come al solito, con personalità». Privo di Zambelli e Vass,

Scienza non cerca alibi: «Affrontiamo una squadra forte, costruita per vincere il campionato. La partita si decide sulle fasce: il Toro spinge con un 4-2-4, cerca l'uno-contro-uno; i nostri terzini dovranno non solo difendere, ma attaccare. Chi si aggiudica i duelli esterni, vince. Uscire bene da Torino sarebbe una prova di maturità. Un segnale incoraggiante da una sfida tra squadre che hanno obiettivi diversi. Se il Toro vince, rispetta il pronostico. Se vinciamo noi, restiamo la sorpresa del campionato. Un ruolo piacevole». Banchi-Ebagua Ventura confer-

ma il capitano Bianchi e gli affianca Ebagua. Di Cesare confermato in difesa, Verdi sostituisce Guberti, mentre a centrocampo Vives insidia uno fra Iori e Basha.

TORINO BRESCIA

LA SITUAZIONE

TORINO (4-2-4) 34 COPPOLA 36 DARMIAN 5 DI CESARE 6 OGBONNA 28 PARISI 4 BASHA 11 IORI 19 STEVANOVIC 9 BIANCHI 21 EBAGUA 92 VERDI All. VENTURA

BRESCIA (4-3-1-2) 1 ARCARI 28 BERARDI 2 ZOBOLI 21 DE MAIO 23 DALLAMANO 7 EL KADDOURI 14 SALAMON 5 BUDEL 29 JUAN ANTONIO 80 JONATHAS 11 FECZESIN All. SCIENZA

PANCHINA 1 Morello, 25 Glik, 50 Pratali, 20 Vives, 8 Pagano, 10 Sgrigna, 7 Antenucci.

PANCHINA 12 Leali, 3 Daprelà, 6 Magli, 4 Martina Rini, 22 Mandorlini, 17 Scaglia, 30 Maccan

ARBITRO Baracani di Firenze GUARDALINEE Carretta-Benassi PREZZI da 10 a 90 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium Calcio

Sassuolo leader La classifica dopo 5 giornate: Sassuolo p. 12; Padova 11; Brescia*, Torino*, Reggina e Livorno 10; Samp, Grosseto e Pescara 9; AlbinoLeffe, Verona e Cittadella 7; Nocerina, Bari e Varese 5; Crotone ( 1) e Modena 4; Empoli 3; Vicenza e Gubbio 1; Ascoli ( 7) e Juve Stabia ( 1). (*una gara in meno). Venerdì (ore 20.45): Vicenza Livorno. Sabato (ore 15): AlbinoLeffe Samp, Ascoli Verona, Brescia Cittadella, Grosseto Crotone, Gubbio Varese, Juve Stabia Pescara, Nocerina Torino, Padova Modena, Sassuolo Bari. Lunedì 12 (ore 20.45): Empoli Reggina.


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A / 3ª GIORNATA RISULTATI ATALANTA-PALERMO 1-0 Denis (A) BOLOGNA-LECCE 0-2 Giacomazzi (L), Grossmuller (L) CAGLIARI-NOVARA 2-1 Thiago Ribeiro (C), Larrivey (C), Morimoto (N) CATANIA-CESENA 1-0 Maxi Lopez (Ca) rigore INTER-ROMA 0-0 LAZIO-GENOA 1-2 Sculli (L), Palacio (G), Kucka (G) NAPOLI-MILAN 3-1 Aquilani (M), Cavani (N), Cavani (N), Cavani (N) PARMA-CHIEVO 2-1 Giovinco (P), Paloschi (C), Giovinco (P) SIENA-JUVENTUS 0-1 Matri (J) UDINESE-FIORENTINA 2-0 Di Natale (U) rigore, Isla (U)

PROSSIMO TURNO domani, ore 20.45 NOVARA-INTER mercoledì, ore 20.45 CESENA-LAZIO CHIEVO-NAPOLI FIORENTINA-PARMA GENOA-CATANIA JUVENTUS-BOLOGNA LECCE-ATALANTA MILAN-UDINESE PALERMO-CAGLIARI giovedì, ore 20.45 ROMA-SIENA

CONCORSI CONCORSI N. 71 DEL 18/9/2011 TOTOCALCIO - COLONNA VINCENTE 2-1-2-1-2-1-X-X-1-1-1-X-1-1 QUOTE : ai 14 nessun vincitore; ai 13 (21) 5.024 euro; ai 12 (373) 282 euro; ai 9 (16) 6.853 euro TOTOGOL - COLONNA VINCENTE 7-8-12-13-14-3-4 QUOTE: Ai 7 e 6 nessun vincitore; ai 5 (1) 2.872 euro; ai 4 (33) 104 euro

Gazzetta.it I COMMENTI SULLA A IN DIRETTA ALLE 10.15 CON GAZZA OFF SIDE Alle 10.15 in diretta su Gazzetta.it andrà in onda la nuova puntata di Off Side, la trasmissione con i gol e gli approfondimenti sulla giornata di campionato. Nel primo pomeriggio, poi, sarà la volta di Extra Time, la seguita rubrica sul calcio estero, giunta alla seconda stagione. Sul nostro sito, inoltre, sono disponibili gli highlights di A e B, Liga, Bundesliga e Premier League

MARCATORI

CLASSIFICA PARTITE SQUADRE NAPOLI JUVENTUS UDINESE CAGLIARI GENOA CATANIA PALERMO FIORENTINA LECCE PARMA CHIEVO INTER LAZIO NOVARA ROMA SIENA MILAN CESENA BOLOGNA ATALANTA *

PUNTI 6 6 6 6 4 4 3 3 3 3 1 1 1 1 1 1 1 0 0 -2

G. 1 1 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1 1 0 1 1 1 1 1 1

IN CASA V. N. 1 0 1 0 1 0 1 0 0 1 1 1 1 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0

FUORI TOTALE IN CASA P. G. V. N. P. G. V. N. P. F. S. 0 1 1 0 0 2 2 0 0 3 1 0 1 1 0 0 2 2 0 0 4 1 0 1 1 0 0 2 2 0 0 2 0 0 1 1 0 0 2 2 0 0 2 1 0 1 1 0 0 2 1 1 0 2 2 0 0 0 0 0 2 1 1 0 1 0 0 1 0 0 1 2 1 0 1 4 3 0 1 0 0 1 2 1 0 1 2 0 1 1 1 0 0 2 1 0 1 0 2 0 1 0 0 1 2 1 0 1 2 1 0 1 0 0 1 2 0 1 1 2 2 0 1 0 0 1 2 0 1 1 0 0 1 1 0 1 0 2 0 1 1 1 2 0 2 0 1 1 2 0 1 1 0 0 1 1 0 1 0 2 0 1 1 1 2 1 1 0 1 0 2 0 1 1 0 1 0 1 0 0 1 2 0 1 1 2 2 1 1 0 0 1 2 0 0 2 1 3 1 1 0 0 1 2 0 0 2 0 2 0 1 0 1 0 2 1 1 0 1 0

RETI RIGORI PUNTI POSIZIONE ULTIME FUORI TOTALE DIFF. FAVORE CONTRO 2010-2011 STAGIONE QUATTRO E DIFF. 2010-2011 GARE RETI F. S. F. S. T. R. T. R. 3 1 6 2 +4 0 0 0 0 2 (+4) 14 1 0 5 1 +4 0 0 1 1 1 (+5) 15 2 0 4 0 +4 1 1 0 0 0 (+6) 20 2 1 4 2 +2 0 0 0 0 4 (+2) 2 2 1 4 3 +1 0 0 0 0 3 (+1) 7 0 0 1 0 +1 1 1 0 0 3 (+1) 7 0 1 4 4 0 0 0 1 1 1 (+2) 15 0 2 2 2 0 0 0 1 1 1 (+2) 15 2 0 2 2 0 0 0 0 0 3 (=) 7 1 4 3 5 -2 1 1 0 0 3 (=) 7 1 2 3 4 -1 0 0 0 0 6 (-5) 1 3 4 3 4 -1 1 1 0 0 4 (-3) 2 2 2 3 4 -1 0 0 0 0 3 (-2) 7 3 4 3 4 -1 0 0 0 0 in B in B 0 0 1 2 -1 0 0 0 0 1 (=) 15 0 0 0 1 -1 0 0 0 0 in B in B 1 3 3 5 -2 0 0 0 0 3 (-2) 7 0 1 1 4 -3 0 0 1 1 4 (-4) 2 0 2 0 4 -4 0 0 0 0 1 (-1) 15 2 2 3 2 1 0 0 0 0 in B in B

3 RETI: Cavani (Napoli); Giovinco (1) (Parma) 2 RETI: Moralez (Atalanta); Milito (1) (Inter); Miccoli (Palermo); Di Natale (Udinese) 1 RETE: Denis (Atalanta); Conti, El Kabir, Larrivey e Thiago Ribeiro (Cagliari); Maxi Lopez (Catania); Guana (Cesena); Paloschi, Pellissier e Thereau (Chievo); Cerci e Gilardino (Fiorentina); Kukca, Mesto, Palacio e Veloso (Genoa); Forlan (Inter); Lichsteiner, Marchisio, Matri, Pepe e Vidal (Juventus); Cisse, Klose e Sculli (Lazio); Giacomazzi e Grossmuller (Lecce); Aquilani, Cassano e Ibrahimovic (Milan); Campagnaro, Hamsik e Lavezzi (Napoli); Marianini, Morimoto e Paci (Novara); Hernandez e Pinilla (Palermo); De Rossi (Roma); Basta e Isla (Udinese) RETI: in questo turno 20 (2 rigori); in totale 55 (4 rigori)

A parità di partite giocate la classifica tiene conto di quest'ordine preferenziale: 1) punti 2) minor numero di partite disputate 3) differenza reti 4) numero di gol segnati 5) ordine alfabetico. Le ultime tre retrocedono in serie B. *sei punti di penalizzazione

Sebastian Giovinco, 24 anni ANSA

U CHAMPIONS U PRELIMINARI DI CHAMPIONS U EUROPA LEAGUE U RETROCESSIONE

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laMoviola di FRANCESCO CENITI

fceniti@gazzetta.it

Juve, il gol è regolare A Udine rigore è okay ma graziato Montolivo Molti dubbi a Catania Prove di regolarità. La squadra di Braschi si conferma dopo il buon esordio (anche se Tagliavento non è impeccabile nel posticipo). E quello che conforta è l’affidabilità degli assistenti, molto attenti nelle situazioni limite (vedi gol del Cagliari nell’anticipo, Atalanta e Lecce nelle gare di ieri). Certo, si può sempre fare meglio. Come, ad esempio, mostrare più coraggio nella gestione dei cartellini: un fallo come quello di Montolivo non può essere punito soltanto con il giallo.

per liberarsi di Padoin che lo tratteneva: arriva il giallo.

ATALANTA-PALERMO 1-0 De Marco di Chiavari Molto bravo l’assistente Liberti a giudicare correttamente la posizione di Denis nell’azione che decide la partita: non c’è fuorigioco dell’attaccante, mentre quello di Bonaventura è ininfluente. Per il resto, De Marco è molto attento e gestisce bene anche la variabile pioggia. Rischia Ilicic quando nella ripresa rifila una gomitata

CATANIA-CESENA 1-0 Gervasoni di Mantova Non è proprio solare il rigore assegnato al Catania: certo, la maglia di Delvecchio si allunga per la trattenuta di Parolo, ma anche il giocatore dei siciliani si aiuta. E nella ripresa lo stesso Parolo intercetta con un braccio alzato il colpo di testa sempre di Delvecchio: l’arbitra assegna l’angolo, ci stava il penalty. Involontario, invece, il tocco di

BOLOGNA-LECCE 0-2 Russo di Nola Altro assistente da applausi: Galloni giudica bene in occasione del vantaggio leccese, c’è infatti Portanova a tenere in gioco Di Michele, autore del tiro respinto da Gillet e poi ribadito in rete da Giacomazzi. Reclama il Bologna nella ripresa: lo stesso Giacomazzi con un pugno abbatte Casarini. Ci poteva stare il rigore.

i gol nella seconda giornata, 15 in meno rispetto al primo turno. Il totale è di 55 reti, 2 in più del 2010-2011

Il calcione rifilato da Montolivo a Torje: era da rosso SKY mani in aria di Von Bergen. LAZIO-GENOA 1-2 Orsato di Schio Rischia molto Klose: al 26’ trattiene in area Granqvist, episodio simile a quello di Catania, ma in questo caso non arriva il rigore. Anche la Lazio si lamenta, però ha ragione Orsato: il mani di Veloso sulla girata di Sculli è frutto di una carambola (quindi da considerare involontario). PARMA-CHIEVO 2-1 Doveri di Roma Fiscale, ma è da regolamento l’espulsione nel finale di Giovinco per doppia ammonizione: la prima arriva per una evidente simulazione, la seconda perché il fantasista continua l’azione (segnando) dopo il fischio dell’arbitro che aveva giustamente sanzionato la spinta su Antonelli. Il Chievo protesta per una spinta su Paloschi: ok non dare rigore, l’attaccante si lascia cadere.

SIENA-JUVENTUS 0-1 Valeri di Roma Gara tranquilla. Regolare il gol di Matri: i due centrali del Siena tengono in gioco Giaccherini che avvia l’azione. A metà secondo tempo cancellata la traversa di Calaiò per fuorigioco: difficile giudicare, questione di millimetri. UDINESE-FIORENTINA 2-0 Romeo di Verona In avvio il rigore contro la Fiorentina: corretta la decisione di Romeo perché Gamberini si oppone alzando in modo innaturale il braccio sinistro per opporsi al colpo di testa di Benatia. Grave errore, invece, dopo 24 minuti: Montolivo commette un doppio fallo su Torje, rifilando da dietro e senza possibilità di prendere il pallone un calcione all’avversario. Gesto da rosso diretto (sono le disposizioni di Braschi...) e invece arriva solo il giallo. (Napoli-Milan a pagina 3) © RIPRODUZIONE RISERVATA

3

le vittorie esterne di questo weekend che portano il totale a 6; rispetto alla scorsa stagione sono 4 in più

132

le reti realizzati in Serie A da Antonio di Natale, che insieme a Giovinco è l’unico giocatore a rete nei primi 2 turni

2

le squadre ancora a secco di reti: sono Siena e Bologna, l’anno scorso dopo 180’ tutti ne avevano segnato almeno una

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

MONDO INGHILTERRA Che errori Il fatto che il morbido colpo sotto col quale Fernando riapre il match risulti alla fine l'ultima rete del pomeriggio va iscritto alla voce realtà romanzesca, perché da lì in poi la produzione di palle-gol assume dimensioni quasi grottesche, come grotteschi senza il quasi sono gli errori affastellati da Rooney (scivolata sul rigore, che finisce fuori, e girata corta sul palo), Torres (a lato da tre passi, e la porta è vuota: fra le dieci sciocchezze della storia del calcio) e Berbatov (come Torres, ma si fa ribattere il tiro da Cole).

y Fenomeni, gol, papere

PREMIER IL PUNTO

Ecco i risultati della quinta giornata: Aston VillaNewcastle 1-1; BlackburnArsenal 4-3; Bolton-Norwich 1-2; EvertonWigan 3-1; SwanseaWest Bromwich Albion 3-0; Wolverhampton-Queen’s Park Rangers 0-3; TottenhamLiverpool 4-0; FulhamManchester City 2-2; SunderlandStoke City 4-0; Manchester U.Chelsea 3-1. Classifica Manchester United p. 15; Manchester City 13; Chelsea 10; Newcastle 9; Stoke City 8; Liverpool, Wolverhampton, Aston Villa, Qpr e Everton* 7; Tottenham* 6; Swansea, Norwich City, Sunderland e Wigan 5; Arsenal e Blackburn 4; Bolton, West Browmich e Fulham 3. (*una gara in meno)

Lo United vince lo show A Manchester sfida senza tregua e piena di colpi di scena Ferguson esulta ma per il trono inglese c’è anche il Chelsea MANCHESTER UTD. CHELSEA

3 1

Che gioco La sagra di porcate sotto porta, però, è resa possibile dall'imponente cifra di gioco messa assieme dalle due squadre, che si affrontano senza alcuna concessione al difensivismo. Villas Boas, che in un campionato non perdeva dalla primavera 2010, poteva venire a Old Trafford con un abito più coperto - Mourinho l'avrebbe fatto - e invece se l'è giocata dall'inizio grazie al miglior Torres in maglia Chelsea e al sostegno garantitogli dall'agilità di Ramires e dalla profondità di passaggio di Mata. Ferguson avrebbe potuto scegliere un atteggiamento conservativo nella ripresa, e invece non ha mai rinunciato al colpo su colpo, guidato da quel fuoriclasse del calcio da strada di Nani (grande e malizioso, non ha imparato il football in un convento), dal solito inesauribile Rooney e da quel grande giocatore «normale» - se ci passate il paradosso - che è Fletcher. «Beautiful open match» sentenzia alla fine Sir Alex, e chi siamo noi per smentirlo? Nel ranking dei pronostici Champions, United e Chelsea occupano le caselle 3 e 4; beh, sono del tutto giustificate.

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 3-0 MARCATORI Smalling (MU) al 7', Nani (MU) al 36', Rooney (MU) al 45' p.t.; Torres (C) all'1 s.t. MANCHESTER UNITED (4-4-2) De Gea 7; Smalling 7 (dal 17' s.t. Valencia 6), Jones 6.5, Evans 6, Evra 6; Nani 7.5, Fletcher 7, Anderson 5 (dal 17' s.t. Carrick 5), Young 6; Rooney 6.5, Hernandez 5 (dal 34' s.t. Berbatov 5). PANCHINA Lindegaard, Fabio Da Silva, Giggs, Park. ALLENATORE Ferguson 7 ESPULSI nessuno AMMONITI Valencia e Fletcher per gioco scorretto CHELSEA (4-3-3) Cech 5.5; Bosingwa 6.5, Ivanovic 6, Terry 6, A.Cole 5.5; Ramires 6.5, Meireles 6.5 (dal 34' s.t. Obi Mikel sv), Lampard 5 (dall'1' s.t. Anelka 6.5); Sturridge 6 (dal 23' s.t. Lukaku 5), Torres 7, Mata 7.

Chris Smalling, 21 anni, segna il primo gol del Manchester United. Poi toccherà a Nani e Rooney REUTERS

PANCHINA Turnbull, David Luiz, Oriol Romeu, Malouda.

PAOLO CONDÒ MANCHESTER (Inghilterra)

DAL NOSTRO INVIATO

ALLENATORE Villas Boas 7. ESPULSI nessuno AMMONITI Ramires per gioco scorretto, Terry e A. Cole per proteste ARBITRO Dowd 7 GUARDALINEE Turener 6 e Watt 6 NOTE spettatori 75.445. Tiri in porta: 7-8. Tiri fuori: 4-11. Angoli: 4-10. In fuorigioco: 4-0. Recuperi: p.t. 2', s.t. 5'.

Certe partite sono avventure infinite, romanzi di cappa e spada che contengono colpi di scena a ogni pagina e lasciano la gente in tribuna esausta come se avesse corso al fianco di Rooney. Alla prima svolta della Premier lo United batte il Chelsea e stacca il City, ripreso

dal Fulham dopo che Aguero l'aveva portato sul 2-0, ma chi pensa che quest'anno la corsa al titolo sarà un derby di Manchester sappia che il Chelsea è vivo e lotterà assieme a loro. Il 3-0 del primo tempo, infatti, non è altro che un 1-1 andato a male per colpa di Ramires - errore grossolano su assist di Torres - e merito di Nani, che tira il famoso scaldabagno nel sette estraendo dal nulla un portentoso raddoppio. Il facile tris al-

lo scadere di Rooney, fortunosamente liberato da un rimpallo, finisce di inchiodare la bara del Chelsea (la prima martellata l'aveva data Smalling di testa, in leggero fuorigioco). Ma 30 secondi dentro alla ripresa un calcio di Torres fa saltare il coperchio, e la sensazione di equilibrio che avevamo all'intervallo malgrado il 3-0 (e per la quale già pensavamo a un buon oculista) ritorna prepotente.

h

MIGLIORI

S Nani E' l'erede di Giggs per la capacità di guidare la squadra, rallentando e velocizzando il gioco a seconda delle necessità. In più segna un supergol

S Torres Senza il folle errore dell'83' che finale sarebbe stato! avrebbe meritato molto di più. Segna, sforna assist, pressa a perdifiato. E' tornato lui

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SCOZIA DERBY PIU’ BOLLENTE DEL SOLITO

Glasgow, round ai Rangers Naismith abbatte il Celtic DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI GLASGOW (Scozia)

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Molti gol, grande spettacolo di tifo e di atmosfera, calcio antico. Il primo della lunga serie stagionale dei derby di Glasgow si consegna agli archivi dei Rangers: 4-2 meritato, 158˚ successo in 396 sfide col Celtic, Naismith che apre e chiude il tabellino con 2 gol, regalandosi la miglior giornata della carriera «perché io che tifo Rangers da bambino, sognavo un pomeriggio come questo».

AT M O S P H E R I C

PA R K A

Old style Il punto debole dell' Old Firm è il gioco: il football scozzese è un salto nel passato. Palla lunga e pedalare. Cross e agonismo. Contrasti che è un miracolo se non salta qualche gamba. Sguardi truci che sembrano fissare un appuntamento per un duello. É un calcio in bianco e nero. Passaggi corti, palla a terra, sovrapposizioni, inserimenti: questa è una frontiera ancora inesplorata. Il football old style riesce però a produrre gol. Sono figli degli errori - la papera del portiere dei Rangers sul 2-1 di El Kaddouri -, della forza fisica - l'1-0 di Naismith è una legnata -, e dell'abilità nel gioco aereo - il 2-2 di Jelavic di testa -, ma quassù basta e avanza per divertirsi. L'azione più europea è quella della prima rete del Celtic: passaggio verticale e rasoterra di Hooper. Il 3-2 di Lafferty è il naturale epilogo di un ping pong

Nasmith festeggia con Healy uno dei due gol che ha rifilato al Celtic REUTERS

in area, il 4-2 di Naismith arriva quando già scorre l'acqua nelle docce. La festa Alla fine, il popolo del

Rangers è in delirio. La festa coinvolge ricchi e poveri: tribuna, vipparoli e ultrà. Tutti a cantare e saltare, con le spalle rivolte al campo. Sciarpe e bandiere al vento. Musica rock sparata verso il cielo, per un 4-2 che permette alla squadra di McCoist di allungare il vantaggio in classifica. Alle 14.20, tutti a casa. Orario insolito, ma in un calcio da mezzogiorno di fuoco, è la scelta migliore. Per i pub comincia la domenica di passione. I primi ubriachi già vagano per le vie di Glasgow, quando il sole è ancora alto. La polizia vigila. «Ora viene il peggio: chi ha vinto si scatena con la birra e chi ha perso annega il dispiacere nell'alcol». Tocchiamo ferro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rangers Celtic

4 2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-2 MARCATORI Naismith (R) al 22' p.t. e 48' s.t.; Hooper (C) al 34' p.t., El Kaddouri (C) al 41' p.t.; Jelavic (R) al 10' s.t., Lafferty (R) al 22' s.t. RANGERS (4-4-2) McGregor 5; Whittaker 6, Goian 6, Bocanegra 6, Papac 6; Naismith 7,5, Edu 5,5, Davis 6, Wylde 6; Jelavic 6 (dal 46' s.t. Healy sv), Lafferty 6 (dal 36' s.t. McCulloch sv). PANCHINA Alexander, Broadfoot, Fleck, Ortiz, Perry. ALL. McCoist 6,5. CELTIC (4-4-2) Foster 5,5; M.Wilson 5, Loovens 5, K.Wilson 5, El Kaddouri 6 (dal 18' s.t. Stokes 5); Brown 5 (dal 30' s.t. Forrest sv), Sung-Yeung 5, Kayal 6, Mulgrew 5; Samaras 5,5 (dal 37' s.t. Bangura sv), Hooper 6. PANCHINA Zaluska, Matthews, Stokes, Wanyama. AL. Lennon 5. ARBITRO Thomson 5,5. ESPULSO Mullgrew (C) per doppia ammonizione. AMMONITI M.Wilson (C) e Whittaker (R) per gioco scorretto. NOTE spett. 50.221. Tiri porta: 7-5. Tiri fuori: 7-4. Angoli: 5-3. In fuor.: 3-5. Rec: 0 p.t.; 4' s.t.


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO SPAGNA

Sorpresa Levante Che tonfo il Real Mourinho cade in trasferta. Espulso Khedira e polemiche per un rigore negato. Il Barça torna avanti LEVANTE REAL MADRID

1 0

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Koné al 23’ s.t. LEVANTE (4-2-3-1) Munúa 5; Javi Venta 8, Ballesteros 8, Nano 8, Juanfran 7; Xavi Torres 7, Iborra 7.5; Valdo 7.5, Barkero 6.5 (dal 29’ s.t. Ruben 7), Juanlu 7 (dal 40’ s.t. Pallardò s.v.); Koné 7 (dal 38’ s.t. Aranda 7). ALLENATORE Ignacio Martinez 8 REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas 6; Sergio Ramos 6, Pepe 5.5, Carvalho 6, Marcelo 6 (dal 25’ s.t. Ozil 6.5); Xabi Alonso 6.5, Khedira 6; Di María 5; Kaká 5 (dal 14’ s.t. Higuain 4.5), Coentrão 5.5; Benzema 4.5 (dal 1’ s.t. Cristiano Ronaldo 5.5). ALLENATORE Mourinho 5

Pessimo arbitro Prima dell’inter-

ARBITRO Turienzo Alvarez 4 NOTE espulso Khedira (R) al 40’ p.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Khedira (R), Valdo (L), Di Maria (R), Iborra (L), Ballesteros (L), Nano (L), Javi Venta (L), Xavi Torres (L), Pepe (R), Ruben (L), Pallardò (L), Coentrão (R). Spettatori 16.000 circa. Tiri in porta 3-3, tiri fuori 4-5, angoli 3-6, fuorigioco 1-1 Recuperi 2’ e 4’

FILIPPO MARIA RICCI VALENCIA

Il Real Madrid aveva impiegato non meno di 3 anni per rimediare 2 punticini di vantaggio sul Barça. Tempo una settimana e la dote è già andata. Persa nell’erba alta e poco curata

dello stadio del Levante, che ieri sera, dopo due pareggi, ha confezionato il primo sorpresone della Liga battendo 1-0 il Madrid. Economia Il Levante ha un fatturato di 24 milioni di euro, il Madrid sfiora il mezzo miliardo. La rosa del Levante costa complessivamente meno del cartellino

BUNDESLIGA 6a GIORNATA

Il Bayern vola a Gelsenkirchen Borussia Dortmund a picco Con l’Hannover secondo stop MONACO DI BAVIERA (m.d.i.) Il Bayern di questa stagione si conferma sulla strada per tornare a essere il… Bayern! Chiaro e meritato il successo sul campo dello Schalke (0 2) con un grande, instancabile, Ribery, dal cui piede partono gli assist per il gol di Petersen, al debutto dall’inizio in Bundesliga in sostituzione dell’infortunato Gomez e, nel secondo tempo di Müller, primo gol stagionale. Il «giuda» Neuer regge bene il ritorno a Gelsenkirchen: scontati i fischi per il portiere del Bayern, ma anche molti applausi. Sprofonda il Borussia

Dortmund che, in vantaggio con Kagawa, viene ripreso e superato dall’Hannover 2 1. SESTA GIORNATA FriburgoStoccarda 1-2; Leverkusen-Colonia 1-4; Amburgo- Borussia M. 0-1; Hertha-Augsburg 2-2; HoffenheimWolfsburg 3-1; Norimberga-Werder 1-1; Kaiserslautern-Mainz 3-1; Hannover-Borussia D. 2-1; Schalke-Bayern 0-2. CLASSIFICA Bayern 15; Borussia M. e Werder 13; Hoffenheim 12; Hannover 11; Stoccarda, Leverkusen e Norimberga 10; Schalke e Hertha 9; Borussia D., Colonia e Mainz 7; Wolfsburg 6; Kaiserslautern 5; Friburgo 4; Augsburg 3; Amburgo 1. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LIGUE 1 6a GIORNATA

Crisi nera per il Marsiglia Il Lione umilia Deschamps Psg, Pastore ci mette una pezza PARIGI (a.g.) Lione primo, Marsiglia ultimo. Questo l’umiliante responso del posticipo della sesta giornata per la squadra di Didier Deschamps, irriconoscibile e in crisi nera. Il Lione invece vola in vetta con i gol di Gomis e Bastos nel primo tempo dominato senza nessuna opposizione. Più equilibrata la ripresa. Un guizzo di Pastore evita il peggio al Psg. Messi sotto due volte in casa dell’Evian (Leroy e Sagbo), i parigini rimontano la china grazie a una rete in percussione dell’argentino, tra i migliori in

fare 41 punti». Ieri il portoghese se n’è andato tra i cori di scherno dei tifosi "granota": «Serie B, Serie B». Dopo tre partite cominciate con gli stessi 11 José ha fatto due cambi: Kakà e Khedira per Özil e Ronaldo, con Coentrao su a fare l’ala sinistra. Cristiano è tornato malconcio da Zagabria, viaggio che Kakà aveva saltato perché infortunato, l’assenza di Özil, brillantissimo sinora, non trova spiegazioni logiche (e costerà cara). Il Madrid segue la stella di Kakà: parte bene ma si spegne rapidamente. Anche Benzema sembra tornato gattone, soprattutto quando per due volte non approfitta delle pessime uscite del portiere Munua: la prima volta, con la porta vuota, il francese si fa parare il tiro dal legnoso Ballesteros, il più vecchio di tutti, ieri un muro. La seconda spara in tribuna quello che doveva essere un pallonetto verso la porta vuota. Il Madrid non farà molto altro.

campo, e a Bodmer. Febbrile la difesa, prezioso Sirigu che annulla il possibile 3 0. SESTA GIORNATA AuxerreCaen 1-1; Brest-Montpellier 2-2; Lorient-St Etienne 3-0; NizzaAjaccio 3-0; Tolosa-Bordeaux 3-2; Valenciennes-Digione 4-0; Lilla-Sochaux 2-2; Evian-Psg 2-2; Rennes-Nancy 1-1; LioneMarsiglia 2-0. CLASSIFICA Lione 14; Montpellier e Tolosa 13; Lilla, Psg, Lorient e Rennes 11; Sochaux 9; Auxerre, Caen e St. Etienne 7; Evian, Bordeaux e Digione 6; Brest, Nizza e Ajaccio 5; Valenciennes 4; Nancy e Marsiglia 3. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Ronaldo. I 5 difensori del Levante hanno complessivamente 170 anni, 34 di media, e il Madrid nelle prime 2 giornate ha fatto 10 gol. Il Levante lo scorso anno aveva fermato il Real Mou sullo 0-0, quest’anno ha fatto addirittura meglio. Sabato Mou aveva ironizzato sugli obiettivi del suo Madrid: «Dobbiamo pensare prima di tutto a salvarci, a

Il gol di Arouna Koné, 27 anni, che affossa il Real Madrid di Mourinho AFP

vallo la partita da noiosa diventa brutta: una mezza rissa piena di finzioni e sceneggiate finisce con 5 ammoniti. Tra questi Khedira, che rimedia il secondo giallo (non meritava neanche il primo) e se ne va anzitempo applaudendo il pessimo arbitro Turienzo. Rapido arriva su twitter il commento di Eladio Parames, portavoce di Mou: «Anche questo arbitro è norvegese? Se non lo è, lo sembra». Il riferimento è a Ovrebo, già segnalato da Mou, e a Moen, l’arbitro sgradito di Zagabria. Nella ripresa Turienzo tra i vari errori non vede un rigore di Iborra, Mou fa entrare Ronaldo, Higuain e Özil ma il Madrid non esce dall’ingorgo e dopo un primo rischio incassa il gol di Koné. C’è tempo per riprendersi ma il Real è sotto choc. E il Barça torna a +1. © RIPRODUZIONE RISERVATA

y

LIGA IL PUNTO

I risultati della quarta giornata: GranadaVillarreal 1-0; Maiorca-Malaga 0-1; Sporting Gijon-Valencia 0-1; BarcellonaOsasuna 8-0; Siviglia-Real Sociedad 1-0; Getafe-Rayo Vallecano 0-1; SaragozzaEspanyol 2-1; Atletico Madrid-Racing Santander 4-0; Levante-Real Madrid 1-0; Athletic BilbaoBetis Siviglia 2-3. Classifica Valencia e Betis S. p. 9; Barcellona e Siviglia 7; Real M. e Malaga 6; Levante e Rayo V. 5; Atletico M., Real S., Saragozza e Osasuna 4; Espanyol, Maiorca e Granada 3; Athletic B., Getafe, Racing e Villarreal 1; Sporting G. 0.

Taccuino RUSSIA

Spalletti solo in testa Luciano Spalletti dimentica la sconfitta in Champions e si gode il suo Zenit da solo in testa al cam pionato russo. A Kazan si mette ma le per i suoi, sotto 2 0 a metà primo tempo (Natcho su rigore e Kislyak) ma Shirokov riapre i conti al 28’ e nella ripresa arriva la doppietta di Danny del 3 2. Lo Zenit sale a 49 punti dopo 24 gare, a +2 sul Cska Mosca ieri fermato sull’1 1 dall’FK Rostov.

OLANDA

Psv, paura per Tyton Tanta paura per Przemy slaw Tyton, portiere del Psv Ein dhoven costretto a uscire al 36’ del la gara poi pareggiata con l’Ajax 2 2. Un po' come accaduto a Steke lenburg, Tyton è stato colpito alla testa da un compagno di squadra, Timothy Derijcke, e ha perso cono scenza. L’incontro è stato sospeso per un quarto d’ora e il portiere del Psv, portato fuori dal campo in ba rella, è finito in ospedale. Fortuna tamente solo una commozione ce rebrale e nessuna frattura.

MERCATO

Spartak chiama Rafa Disoccupato dallo scorso di cembre, Rafa Benitez potrebbe tor nare in pista a breve. Stando al sito inglese «Inside Futbol», lo Spartak Mosca avrebbe offerto al tecnico spagnolo la guida della squadra, mettendo sul piatto un biennale da 3 milioni di euro a stagione. Allo Spartak sono convinti che con Be nitez in panchina potrebbero col mare il gap con Cska, Zenit, Rubin e Anzhi.


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PRIMA DIVISIONE GIRONE A 3a GIORNATA Il campionato è vivo, evviva il campionato. Lo esaltano i 52 gol, quasi tre per partita, almeno uno su ogni campo. Ma non è solo questo. Sarà la freschezza dei tanti giovani in campo, sarà che le grandi sono tutte in palla, ma il ritmo è già alto e le emozioni fioccano. In più, si segnala l’ottima partenza di squadre candidate al ruolo di gregario e invece in grande spolvero. Basta guardare quelle in

l’Analisi DI NICOLA BINDA nbinda@gazzetta.it

Le lepri, 52 gol e una squadra più di tutte

Cuore Taranto Prima va sotto e poi in vetta Il Pavia va in vantaggio con un’autorete Chiaretti e Russo fanno volare Dionigi FULVIO PAGLIALUNGA TARANTO

TARANTO

2

PAVIA

1

+++

GIUDIZIO MARCATORI aut. di Antonazzo (T) al 24' p.t.; Chiaretti (T) al 2’, Russo (T) al 48’ s.t. TARANTO (3-4-3) Bremec 5; Cutrupi 6, Coly 6, Prosperi 6,5; Antonazzo 6 (dal 37' s.t. Rizzi s.v.), Giorgino 6,5, Pensalfini 5,5, Garufo 6,5; Chiaretti 7, Guazzo 5 (dal 12' s.t. Girardi 5,5), Rantier 5,5 (dal 21' s.t. Russo 6,5). (Faraon, Sosa, Colombini, Sciaudone). All. Dionigi 6,5. PAVIA (4-2-3-1) Facchin 5,5; Gheller 5, Caidi 6, Romeo 6, Meregalli 5,5; Carotti 6,5, Puccio 6,5; Falco 6 (dal 21' s.t. Verruschi 5,5), Meza Colli 5,5 (dal 17' s.t. Bufalino 6), D’Errico 5,5 (dall’8' s.t. Capogrosso 6); Rodriguez 6. (Meloni, Dall’Oglio, Sprocati, Veronese). All. Domenicali 6. ARBITRO Aversano di Treviso 6,5. NOTE paganti 3.838, abbonati 949, incasso di 51.612,20 euro. Espulso Gheller al 7' s.t.; ammoniti Prosperi, Puccio, Gheller, Facchin e Russo. Angoli 11-0.

Il Taranto ci crede fino all’ultimo, vince e vola. Con tre vittorie su tre è in testa da solo, in attesa della decisione del giudice sportivo su Carpi-Viareggio (omologazione sospesa, dovesse ottenere la vittoria sarebbe primo il Carpi) e nonostante un punto di penalizzazione. E’ un gol di Russo nei minuti di recupero a piegare un Pavia che resiste anche in inferiorità numerica per quasi tutta la ripresa. Avanti il Pavia La squadra di

Domenicali, tra l’altro, era passata in vantaggio in un primo tempo d’equilibrio: un malinteso tra Antonazzo e Bremec diventa un goffo colpo di testa del difensore che beffa il portiere e finisce in porta. E’ un episodio in una partita tra due squadre che non si nascondono e provano a spingere: il Taranto si poggia su Chiaretti, il

Pavia su Falco. Entrambe mantengono l’ordine collettivo e cercano l’illuminazione individuale. A scacchi La linea dei trequartisti dei lombardi costringe Dionigi (che continua con il turnover: sei novità in formazione

vetta a punteggio pieno: oggi sono tre nel girone B (Lanciano, Pergocrema e Trapani), e francamente nessuno le ha mai candidate alla promozione; da domani ce ne sarà una anche nel girone A, quando il giudice sportivo darà al Carpi la vittoria a tavolino dopo il k.o. di Viareggio (giocò uno squalificato) e il Taranto (pure lui a punteggio pieno, ma partito con il -1) sarà

rispetto all’ultima gara) a tenere più bassi gli esterni di centrocampo e a cedere qualcosa in mezzo perché Puccio e Carotti rubano il tempo a Giorgino e Pensalfini e prendono possesso della zona. Il Taranto cerca l’accelerazione affidandosi al tridente, ma spesso manca l’ultimo passaggio e le azioni sfumano prima di diventare tiri. Così per il Pavia c’è pure il tempo di colpire un palo (35’, destro di D’Errico). Sale Chiaretti E’ nella ripresa che i rossoblù alzano il ritmo, guadagnano metri e ancora una volta trovano l’ausilio di un Chiaretti devastante. Il brasiliano pareggia aggiungendo un’altra perla alla sua collezione: girata di petto e tiro di esterno sinistro dal limite, impossibile da parare per Facchin. Quando il Pavia rimane in dieci (7’, seconda ammonizione per Gheller, che colpisce Prosperi), Domenicali prima mantiene la squadra alta (4-3-2) e poi, quando Dionigi rinfresca con Russo e Girardi il tridente, passa al 4-4-1 per non correre rischi. Ma la mossa del Taranto restituisce incisività all’attacco: Chiaretti crea, Antonazzo spinge, la difesa del Pavia tiene e libera l’area appena può. Tranne all’ultimo assalto: corner di Chiaretti, Prosperi tocca di testa e supera tutta la difesa avversaria, Russo sul secondo palo deve soltanto spingere il pallone in porta e insieme il Taranto in vetta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

scavalcato in vetta. Probabilmente abbiamo a che fare con le lepri che tirano il gruppo in attesa di lasciare il passo alle big. Le quali (non tutte, ma molte) non stanno a guardare. Oltre al già citato Taranto, hanno regalato una domenica convincente Cremonese e Spezia, insieme a Ternana e Triestina: le grandi squadre si vedono nei momenti di difficoltà e i segnali che

lanciano quelle di Brevi e Gustinetti sono forti. Proprio la Cremonese merita una citazione speciale: partita con una penalizzazione molto discutibile, l’ha già azzerata; oggi apre una nuova era inaugurando la Cittadella dello sport; mercoledì ha il recupero con la Carrarese; domenica ha il derby di Piacenza. Dove il clima è esattamente l’opposto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Como, Filippini bis Il Sorrento rimedia COMO

2

SORRENTO

2

+++

GIUDIZIO MARCATORI Ginestra (S) al 3’, Filippini (C) al 17’ e su rigore al 46’ p.t.; Scappini (S) al 33’ s.t. COMO (4-2-3-1) Giambruno 6; Som 6 (dal 19’ s.t. Ambrosini 6), Zullo 6, Urbano 6,5, Diniz 6; Salvi 6 (dal 31’ p.t. Ardito 6), Lewandowski 6,5; Bardelloni 6,5 (dal 17’ s.t. Doumbia 6), Ciotola 6,5, Toledo 6,5; Filippini 6,5. (Conti, Vicente, Romano, Miello). All. Ramella 6. SORRENTO (4-4-2) Rossi 6; Vanin 5,5, Romeo 6, Nocentini 6, Bonomi 6; Corsetti 6,5 (dal 17’ s.t. Scappini 6,5), Camillucci 6,5, Armellino 6 (dal 1’ s.t. Tognozzi 6), Bondi 6,5; Ginestra 6,5 (dal 41’ s.t. Galabinov 6), Carlini 6. (Chiodini, Di Nunzio, Sabato, Niang). All. Sarri 6,5. ARBITRO Soricaro di Barletta 6. NOTE paganti 653, abbonati 297, inc. di 10.347,91 euro. Amm. Lewandowski, Ambrosini, Vanin, Armellino, Carlini. Ang. 6-6.

LILLIANA CAVATORTA COMO

Partita piacevole e pareggio complessivamente giusto tra Como e Sorrento, che si sono sostanzialmente divisi la partita. Bello, a tratti persino entusiasmante il Como nella prima parte di gara. Più incisivo e arrembante il Sorrento nella ripresa. Alla fine è un bel 2-2 con entrambe le squadre sempre nelle zone alte, ma con il Como che cede il primato al Taranto.

taggio il Sorrento, dopo appena tre minuti, con Ginestra che conclude con il gol una bella azione avviata da Bondi sulla sinistra, con diagonale che Corsetti raccoglie a destra e mette in mezzo per il bomber, con la difesa del Como un po’ imbambolata. Ma è poi la squadra di Ramella a riprendere in mano la situazione, sfoderando un bel primo tempo, con belle giocate e con il gol del pareggio che arriva al 17’: calcio d’angolo dalla sinistra di Rossi, Urbano allunga di testa per Filippini che davanti alla porta arriva con il petto sulla palla e infila in rete il gol. Da lì fino all’intervallo è soprattutto il Como a giocare, anche se le conclusioni a rete non sono tantissime. Il gol del 2-1 arriva su rigore, ancora con Filippini, concesso per fallo di Vanin su Bardelloni. La ripresa Gli equilibri cominciano a cambiare nella ripresa, con il Como che cala un po’ fisicamente e arretra il suo baricentro mentre il Sorrento mette a frutto i cambi decisi dal tecnico Sarri. E’ di Scappini (appena entrato) infatti il gol, di testa, che fissa il 2-2. Ci provano fino alla fine gli ospiti a cercare la vittoria, ma il Como resiste e finisce così, anche con un parapiglia in tribuna.

La partita Passa subito in van-

1

TERNANA

2

CARPI

3

BENEVENTO

2

MONZA

0

SPAL

1

PISA

1

TRITIUM

2

FOLIGNO

1

LUMEZZANE

0

REGGIANA

2

PRO VERCELLI

1

VIAREGGIO

0

FOGGIA

1

E’ grande Tritium: con Bortolotto c’è il colpaccio Fischi all’Avellino

La Ternana convince: il derby stavolta è suo Foligno al tappeto

Un grande Carpi va sempre più su Lumezzane, terzo 0-3 consecutivo

Cia in extremis: Benevento salvo Reggiana, il punto è molto prezioso

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Arma è decisivo Per la Spal prima gioia stagionale Il Viareggio cade

Il solito Carparelli salva il Pisa Foggia, non basta lo squillo di Defrel

MARCATORI E. Bortolotto (T) all’8’ p.t.; De Angelis (A) su rigore al 35’, E. Bortolotto (T) al 41’ s.t. AVELLINO (4-3-3) Fumagalli 6,5; Zappacosta 4,5 (dal 26’ s.t. De Gol 5,5), Porcaro 6, Cardinale 6, Stigliano 5; D’Angelo 5,5, Correa 5,5 (dal 15’ s.t. Citro 5,5), Millesi 5,5; Falzerano 5, De Angelis 5,5, Lasagna 4,5 (dal 1’ s.t. Zigoni 6). (Di Costanzo, Labriola, Thiam, Herrera). All. Bucaro 4,5. TRITIUM (4-3-3) Pansera 6; Martinelli 6, Teso 6,5, Dionisi 6, Possenti 6; Malgrati 6, Daldosso 6 (dal 12’ s.t. Corti 6,5), Casiraghi 6 (dal 27’ s.t. Suagher 6); E. Bortolotto 7,5, Sinato 6 (dal 15’ s.t. Spampatti 6), Floriano 6,5. (Nodari, Chimenti, Monacizzo, R. Bortolotto). All. Boldini 7. ARBITRO Bindoni di Venezia 5. NOTE spettatori 3.000 circa, paganti, abbonati e incasso n.c. Ammoniti Correa ed E. Bortolotto. Angoli 4-3.

MARCATORI Nolè (T) su rigore al 7’, Coresi (F) al 39’ p.t; Pisacane (T) al 22’ s.t. TERNANA (3-4-3) Ambrosi 6; Ferraro 6,5, Pisacane 7, De Giosa 6; Bernardi 6 (dal 16’ s.t. Dianda 6,5), Miglietta 6,5, Cejas 7, Gotti 6,5; Nolè 7, Docente 6,5 (dal 29’ s.t. Carcuro s.v.), Lacheheb 5,5 (dal 1’ s.t. Sinigaglia 5,5). (Virgili, Fazio, Arrigoni, Litteri). All. Toscano 7. FOLIGNO (4-4-2) Zandrini 7; Romano 6, Tuia 6, Galuppo 6, Tabacco 5,5; Coresi 6,5, Papa 5 (dal 24’ s.t. Menchinella s.v.), Costantini 5 (dal 31’ s.t. Cardarelli s.v.), Cavagna 6,5; Guidone 5,5, Testa 5 (dal 14’ s.t. Brunori Sandri 5). (Mazzoni, Stoppini, Petti, Castellazzi). All. Pagliari 6. ARBITRO Coccia di San Benedetto del Tronto 6,5. NOTE spettatori 2.000 circa, paganti, abbonati e incasso non comunicati. Ammoniti Tuia, Brunori Sandri, Coresi e Gotti. Angoli 7-4.

MARCATORI Potenza al 26’, Perini al 32’, Cesca al 38’ s.t. CARPI (4-4-2) Bastianoni 6,5; Poli 6,5, Cioffi 6,5, De Paola 6, Lorusso 6,5; Concas 6 (dal 41’ s.t. Perrulli s.v.), Sogus 6 (dal 16’ s.t. Perini 7), Memushaj 7, Di Gaudio 6 (dal 16’ s.t. Potenza 7,5); Cesca 7,5, Eusepi 6. (Mandrelli, Pasciuti, Azzi, Pietribiasi). All. Maddaloni 7. LUMEZZANE (4-5-1) Rossi 6; Luciani 5, Malagò 5,5, Giosa 5,5 (dal 14’ s.t. Mollestam 6), Pini 5,5; Dadson 6 (dal 30’ s.t. Maccabiti s.v.), Antonelli 5,5, Finazzi 5,5, Baraye 6, Faroni 5,5 (dal 30’ s.t. Gasparetto 6); Ferrari 6. (Brignoli, Guagnetti, Fondi, Sevieri). All. Nicola 5,5. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno 6. NOTE paganti 371, abbonati 300, incasso di 3.422 euro. Ammoniti Cesca, Concas, Lorusso, Poli e Finazzi. Angoli 7-3.

MARCATORI Rossi (R) al 38’, Vacca (B) su rigore al 44’ p.t.; Gurma (R) al 21’, Cia (B) al 45’ s.t. BENEVENTO (4-4-2) Baican 6; Pedrelli 6,5, Rinaldi 6, Signorini 6, Anaclerio 6,5; Carretta 6 (dal 22’ s.t. De Risio 7), La Camera 6 (dal 38’ s.t. Falzarano s.v.), Rajcic 6, Cia 7; Cipriani 7, Vacca 6,5 (dal 10’ s.t. Sy 6,5). (Mancinelli, Candrina, Siniscalchi, Frascatore). All. Simonelli 6. REGGIANA (3-4-1-2) Silvestri 6,5; Aya 6, Zini 6, Lanna 6; Matteini 6, Viapiana 6,5, Calzi 6,5 (dal 26’ s.t. Ardizzone 6), Sperotto 5,5; Alessi 6; Rossi 6,5, Gurma 6 (dal 44’ s.t. Esposito s.v.). (Bellucci, Bettati, Iraci, Siragusa, Redzic). All. Sobhy 6 (Mangone squalificato). ARBITRO Saia di Palermo 5,5. NOTE paganti 3.040, abbonati e incasso n.c. Ammoniti Calzi, Alessi, Carretta, La Camera, Rajcic, Signorini, Cipriani e Pedrelli. Angoli 3-3.

MARCATORE Espinal al 6’ s.t. MONZA (5-3-2) Marcandalli 4; Uggè 6, Cattaneo 5,5, Cusaro 6 (dal 21’ s.t. Kyeremateng 5,5), Fiuzzi 6, Bugno 6; Palumbo 6, Valagussa 6 (dal 21’ s.t. Nappello 6,5), Iacopino 6,5; Ferrario 5, Colacone 6. (Castelli, Boscaro, Anghileri, Velardi, Chemali). All. Motta 5,5. PRO VERCELLI (4-3-3) Valentini 6; Bencivenga 6 (dal 26’ p.t. Cancellotti 6,5), Ranellucci 6, Modolo 6 (dal 35’ p.t. Masi 6), Murante 6,5; Marconi 6, Rosso 6, Espinal 6,5; Fabiano 6,5, Disabato 6 (dal 34’ s.t. Tripoli s.v.), Iemmello 7. (Dan, Nocciola, Di Piazza, Malatesta). All. Braghin 6,5. ARBITRO Operato di Isernia 5,5. NOTE paganti 249, abbonati n.c., incasso di 3.790 euro. Espulso Masi al 47’ s.t.; amm. Ferrario, Marconi, Cusaro, Masi, Espinal, Valagussa e Kyeremateng. Angoli 1-5.

MARCATORE Arma al 39’ s.t. SPAL (4-4-2) Teodorani 6; Ghiringhelli 6, Zamboni 6,5, Pambianchi 6, Canzian 6,5; Laurenti 6,5 (dal 41' s.t. Cosner s.v.), Agnelli 6,5, Migliorini 6,5, P. Rossi 7 (dal 31' s.t. Taraschi 6,5); Mendy 5,5 (dal 12’ s.t. Marconi 5,5), Arma 7. (Capecchi, A. Vecchi, G. Rossi, Castiglia). All. S. Vecchi 6,5. VIAREGGIO (3-4-3) Ranieri 6; Lamorte 5,5, Fiale 6, Brighenti 6; Maltese 5,5, Grieco 5 (dal 5’ s.t. Lepri 5,5), Carnesalini 7, Licata 6; Elia 5,5, Scardina 5,5 (dal 41' s.t. Palibrk s.v.), Cesarini 6 (dal 27' s.t. Cristiani 6). (Merlano, Sorbo, Geminiani, D'Onofrio). All. Maurizi 6. ARBITRO Aloisi di Avezzano 6,5. NOTE paganti 874, abbonati 1.229, incasso di 14.642 euro. Ammoniti Licata, Laurenti, Carnesalini, Pambianchi e Arma. Angoli 8-3.

MARCATORI Defrel (F) al 29’, Carparelli (P) al 32' s.t. PISA (4-4-2) Pugliesi 6; Benvenga 6, Raimondi 6,5, Ton 5,5, Benedetti 6; Ilari 6 (dal 21’ s.t. Tremolada 5,5), Scampini 6,5, Berardocco 6, Favasuli 6,5; Carparelli 7, Perez 5,5 (dal 18’ s.t. Perna 5,5). (Sepe, Audel, Bizzotto, Gatto, Strizzolo). All. Pagliari 6,5. FOGGIA (4-2-3-1) Ginestra 6,5; Cardin 5,5, Lanzoni 6, Gigliotti 6,5, Tomi 6; Wagner 6, Meduri 6; Cortesi 5,5 (dall’11’ s.t. Molina 6), Venitucci 6 (dal 21’ s.t. Defrel 6,5), Lanteri 6,5; Giovio 5,5 (dal 38' s.t. Kolawole s.v.). (Botticella, D'Orsi, Bianchi, Tiboni). All. Bonacina 6,5. ARBITRO Aureliano di Bologna 5,5. NOTE paganti 1.910, abbonati 1.890 incasso n.c. Espulsi Scampini e Meduri al 44’ s.t.; amm. Raimondi, Venitucci, Giovio, Molina, Cardin, Favasuli e Carparelli. Angoli 3-2.

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GIUDIZIO MONZA Una clamorosa papera di Marcandalli regala i tre punti alla Pro Vercelli. Il risultato premia la buona volontà della truppa di Braghin, che ha mostrato sprazzi di buon gioco grazie alle iniziative di Fabiano e Iemmello. L’episodio chiave al 51’: l’ex Espinal salta Cattaneo, cicca la conclusione, ma Marcandalli si fa incredibilmente scappare la palla dalle mani. Il Monza, che nel primo tempo aveva recriminato per un gol annullato a Colacone, non ha saputo reagire. Matteo Delbue

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GIUDIZIO TERNI Sembrava dovesse dominare il derby invece la Ternana, dopo aver sbloccato il risultato al 6’ grazie a un rigore di Nolè, non ha concretizzato le tante occasioni create. Così al 39’ un’invenzione di Cavagna ha permesso a Coresi di battere al volo Ambrosi e riequilibrare il match. Tre angoli consecutivi a inizio ripresa per il Foligno, poi la Ternana ha ripreso a martellare e grazie a un’intesa Pisacane-Dianda (22’) e al sinistro volante del difensore centrale, ha fatto sua la partita con pieno merito. Massimo Laureti

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GIUDIZIO REGGIO EMILIA Il Carpi fa valere ancora la legge del Giglio (4 vittorie su 4 gare ufficiali) e con un grande secondo tempo piega il Lumezzane, al terzo 0-3 consecutivo. I biancorossi di Maddaloni, miglior attacco con 9 reti segnate, domani possono volare in vetta al girone con i 3 punti del Giudice per la gara di Viareggio. La partita si sblocca a inizio ripresa: dopo 10’ Potenza si fa 35 metri palla al piede e batte Rossi con un pallonetto. Lo stesso Potenza serve poi il cross per la rasoiata di Perini. Cesca completa il tris. Davide Setti

GIUDIZIO BENEVENTO Un pareggio dal sapore amaro per il Benevento. Un punto guadagnato con agonismo per la Reggiana, fortunata ma ripresa solo in extremis. I giallorossi protestano per il gol messo a segno nella ripresa da Gurma (21’) in sospetto fuorigioco. La Reggiana era passata con Rossi grazie a una difesa poco attenta. Il pareggio giunge su rigore di Vacca. Prima che inizino i 7’ di recupero Cia, dopo aver colpito un palo, trova lo spiraglio per il pareggio. Antonio Buratto

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CLASSIFICA SQUADRE TARANTO (-1) COMO CARPI TERNANA TRITIUM SORRENTO PISA SPAL PRO VERCELLI AVELLINO MONZA PAVIA VIAREGGIO (-1) FOGGIA BENEVENTO (-6) REGGIANA (-2) LUMEZZANE FOLIGNO (-1)

PT 8 7 6 6 6 5 5 4 4 3 3 2 2 2 1 0 0 -1

GIUDIZIO FERRARA Quando sembrava che lo 0-0 fosse segnato, al 39’ della ripresa Arma, che nel primo tempo avevo colpito una traversa, la spunta su Fiale e regala alla Spal il primo successo stagionale. Nel prima frazione ferraresi sempre a mantenere l’iniziativa, mentre il Viareggio si è limitato a contenere gli avversari. Nella ripresa gli ospiti, molto giovani, sono cresciuti sfiorando il gol con Cesarini, sul quale ha salvato Zamboni, poco prima dell'assalto finale concluso con la prodezza di Arma. Alessandro Sovrani

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GIUDIZIO PISA Ritmo battente come la pioggia tra due squadre che provano a superarsi sino alla fine. Più deluso il Pisa, che con Pagliari per la prima volta non vince in casa e dopo aver rischiato con Giovio (tiro addosso a Pugliesi) ha le occasioni migliori. Rammarico però anche per il Foggia dal nuovo modulo (in soffitta il 4-3-3), che appena prende possesso del centrocampo gioca palla a terra e passa in vantaggio con tocco ravvicinato di Defrel servito da Lanteri. Ma subito dopo lancio di Scampini e Carparelli di testa s’inventa il gol dell'1-1. Alessio Carli

G 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3

PARTITE V N P 3 0 0 2 1 0 2 0 1 2 0 1 2 0 1 1 2 0 1 2 0 1 1 1 1 1 1 1 0 2 1 0 2 0 2 1 1 0 2 0 2 1 2 1 0 0 2 1 0 0 3 0 0 3

RETI F S 6 1 5 3 9 3 3 3 4 5 7 4 5 2 2 2 1 1 3 5 2 5 4 5 3 4 2 3 7 3 4 5 0 9 2 6

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI AVELLINO-TRITIUM BENEVENTO-REGGIANA CARPI-LUMEZZANE COMO-SORRENTO MONZA-PRO VERCELLI PISA-FOGGIA SPAL-VIAREGGIO TARANTO-PAVIA TERNANA-FOLIGNO

1-2 2-2 3-0 2-2 0-1 1-1 1-0 2-1 2-1

PROSSIMO TURNO DOMENICA 25 SETTEMBRE, ORE 15 FOGGIA-MONZA FOLIGNO-BENEVENTO LUMEZZANE-TERNANA PAVIA-CARPI PRO VERCELLI-PISA REGGIANA-COMO SORRENTO-TARANTO TRITIUM-SPAL VIAREGGIO-AVELLINO

MARCATORI 3 RETI Cia (Benevento); Filippini (2, Como); Ginestra (Sorrento); Chiaretti (Taranto). 2 RETI De Angelis (1, Avellino); Eusepi (1, Carpi); Carparelli (Pisa); Rossi (1, Reggiana); Arma (Spal); E. Bortolotto (Tritium).

girone B CLASSIFICA SQUADRE

PT

© RIPRODUZIONE RISERVATA

AVELLINO

GIUDIZIO AVELLINO La Tritium con pieno merito espugna il Partenio approfittando dell’inconsistenza di un imbarazzante Avellino, sonoramente fischiato dal pubblico. Gli ospiti passano all’8’: Floriano pennella per Bortolotto che segna con uno splendido tuffo. L’Avellino pareggia al 35’ della ripresa su rigore che De Angelis si procura e trasforma battendo Corti, sostituto di Pansera, espulso. In inferiorità la Tritium coglie il successo con un tiro straordinario di Bortolotto. Luigi Zappella

girone A

PERGOCREMA TRAPANI LANCIANO BARLETTA TRIESTINA SPEZIA ALTO ADIGE CARRARESE PORTOGRUARO FROSINONE ANDRIA SIRACUSA (-2) LATINA FERALPI SALO' CREMONESE (-6) PRATO BASSANO PIACENZA (-4)

9 9 9 7 6 4 4 3 3 3 2 2 1 1 0 0 0 -1

G 3 3 3 3 3 3 3 2 3 3 3 3 3 3 2 3 3 3

PARTITE V N P 3 0 0 3 0 0 3 0 0 2 1 0 2 0 1 1 1 1 1 1 1 1 0 1 1 0 2 1 0 2 0 2 1 1 1 1 0 1 2 0 1 2 2 0 0 0 0 3 0 0 3 1 0 2

RETI F S 5 1 5 1 5 2 5 3 7 3 5 3 2 2 3 3 3 3 3 4 2 3 2 5 2 5 0 3 5 2 2 5 2 7 2 5

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

RISULTATI ALTO ADIGE-FROSINONE BARLETTA-ANDRIA CREMONESE-BASSANO LATINA-PERGOCREMA PORTOGRUARO-CARRARESE PRATO-LANCIANO SPEZIA-PIACENZA TRAPANI-FERALPI SALO' TRIESTINA-SIRACUSA

1-0 2-2 4-2 1-2 3-1 0-1 3-0 2-0 4-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 25 SETTEMBRE, ORE 15 ANDRIA-TRIESTINA BASSANO-LATINA CARRARESE-TRAPANI FERALPI SALO'-PORTOGRUARO FROSINONE-PRATO (lunedì 26, ore 20.45) LANCIANO-BARLETTA PERGOCREMA-ALTO ADIGE PIACENZA-CREMONESE SIRACUSA-SPEZIA (ore 14.30)

MARCATORI 4 RETI Godeas (Triestina). 3 RETI Le Noci (Cremonese); Pavoletti (Lanciano); Bianchi (Spezia). 2 RETI Franchini (Barletta); Longobardi (1, Bassano); Merini (Carrarese); Aurelio (Frosinone); Improta (Lanciano); Pià (1, Pergocrema); Corazza (Portogruaro); Montalto (Siracusa); Gambino (Trapani); Curiale (Triestina).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

PRIMA DIVISIONE GIRONE B 3a GIORNATA

Pià e Testardi: è sorpresona Pergocrema Terza vittoria di fila, rimontato il Latina Brini: «Per noi è solo il pre-campionato» LATINA

1

PERGOCREMA

2

GIUDIZIO

Fabio Brini, 54 anni RASTELLI

fase offensiva, conquistando così in profondità e fisicità.

VINCENZO ABBRUZZINO LATINA

La partita Un primo tempo di

++++

MARCATORI Tortolano (L) al 16’ p.t.; Pià (P) al 33’, Testardi (P) al 45’ s.t. LATINA (4-3-2-1) Costantino 5; Toninelli 6, Mariniello 6,5, Farina 6, Maggiolini 5,5; Berardi 6,5 (dal 46’ s.t. Zampaglione s.v.), Giannusa 7, Matute 6; Ricciardi 5,5 (dal 38’ s.t. Ancora s.v.), Tortolano 7 (dal 23’ s.t. Merito 6); Jefferson 6. (Martinuzzi, Carta, Corsi, Cafiero). All. Sanderra 5. PERGOCREMA (4-4-2) Concetti 6; Lolaico 6,5, Cuomo 6, Doudou 6, Rizza 6 (dal 16’ s.t. Cejak 6); Rizzo 6, Romondini 6,5, Angiulli 5,5 (dal 1’ s.t. De Vezze 7), Ricci 6,5; Pià 6,5, Guidetti 5,5 (dal 1’ s.t. Testardi 7). (Menegon, Sembroni, Capua, Adeleke). All. Brini 6,5. ARBITRO Oliveri di Palermo 5,5. NOTE paganti 1.831, abbonati 213, incasso di 14.400 euro. Ammoniti Ricci, Rizza, Pià, Toninelli e Giannusa. Angoli 3-6.

Tre partite, tre vittorie: il Pergocrema non finisce di stupire. Altro che condizione precaria, l’undici di Fabio Brini questa volta costruisce il suo successo nei minuti finali, quando ormai il Latina era convinto, con un pizzico di ragione, di avere la partita in pugno. Una vittoria costruita con sapienza tattica dal tecnico dei lombardi, che nella seconda frazione di gioco cambia il volto alla propria squadra inserendo De Vezze in mediana, ottenendone vivacità e lucidità, e affiancando Testardi a Pià in

grande sofferenza per il Pergo che rischia grosso su una incursione di Tortolano non finalizzata da Ricciardi e poi va sotto per un diagonale dello stesso Tortolano (16’), che al limite salta due avversari prima di calciare in rete. E’ il momento migliore del Latina che al 21’ sfiora il raddoppio con Berardi che, servito dal fondo da Jefferson, conclude di potenza cogliendo la traversa. Prima dell’intervallo c’è una traversa anche per il Pergocrema, su un colpo di testa di Pià sugli sviluppi di un corner di Angiulli.

La svolta Altro Pergocrema, altra musica nel secondo tempo. Gli ospiti macinano gioco ma stentano a concludere. Il Latina sta a guardare ma ha modo di protestare per la mancata concessione di un rigore su Jefferson e per l’annullamento di un gol a Merito. Tanto seminare da parte degli ospiti trova riscontro nel finale. Prima (31’) Pià alza da ottima posizione, poi non può sbagliare (33’) su un pallone da sinistra di Rizzi, sfiorato da Farina. Il gol vittoria è del 45’: cross dalla trequarti di Romondini, Costantino accenna l’uscita e Testardi lo punisce di testa. I commenti «Viviamo questo momento con il giusto entusiasmo, senza lasciarci andare a chissà quali sogni — ha detto Brini — non mi stancherò mai di sottolineare l’attitudine al sacrifico della squadra a cui, ricordiamocelo, mancano i 25 giorni di preparazione precampionato. Per noi è ancora calcio d’agosto: è come se avessimo disputato tre amichevoli e domenica iniziamo la Coppa Italia». Dall’altra parte Sanderra: «Sulla sconfitta pesano due nostri errori ma soprattutto l’arbitraggio: il gol di Merito era regolare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Barletta, che partenza Gran risposta Andria BARLETTA

2

ANDRIA

2

+++

GIUDIZIO MARCATORI Schetter (B) al 18’, Franchini (B) al 29’, Comini (A) al 36’ p.t.; Del Core (A) al 2’ s.t. BARLETTA (4-2-3-1) Sicignano 5; Pisani 5,5 (dall’8’ s.t. Masiero 6), Migliaccio 6, Mengoni 5,5 (dal 42’ p.t. Pelagias 5,5), Mazzarani 6; Di Cecco 6, Hanine 7; Schetter 6,5, Mazzeo 6, Franchini 6,5 (dal 31’ s.t. Guerri 6); Di Gennaro 6. (Pane, Infantino, Menicozzo, Simoncelli). All. Cari 6,5. ANDRIA (4-3-3) Spadavecchia 6; De Giorgi 5,5 (dal 15’ s.t. Zaffagnini 5,5), Cossentino 6,5, Mucciante 6, Pierotti 6,5; Paolucci 6,5, Evangelisti 6, Berretti 5,5 (dal 32’ p.t. Comini 7); Minesso 6 (dal 12’ s.t. Manco 6), Innocenti 6, Del Core 6,5. (Ragni, Contessa, Arini, Gambino). All. Di Meo 6,5. ARBITRO Barbeno di Brescia 6,5. NOTE paganti 2.970, abbonati 1.200, inc. 35.499 euro. Amm. Mazzarani, Del Core, Paolucci, Mucciante e Pierotti. Angoli 6-2.

DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA BERARDINO BARLETTA

Il derby sfugge dalla mani del Barletta, che vanifica il doppio vantaggio nella prima mezz’ora. Bella rimonta dell’Andria, lesto a rialzarsi anche sul piano tattico. Quattro gol,

una traversa, l’occasionissima al 50’ della ripresa con Del Core per gli ospiti: un derby di emozioni e di tensioni, al di là del gemellaggio tra tifoserie. Barletta subito in cattedra: al 18’ una parabola dai 25 metri di Schetter firma il vantaggio. Dopo 11’ il raddoppio: Franchini si avventa sul pallone respinto dal palo dopo una capocciata di Di Gennaro. La svolta Di Meo mette da parte l’inedito 4-3-3 e con l’innesto di Comini torna al 4-2-3-1. L’Andria si ritrova a suo agio e riapre la gara. Al 36’ cross di Minesso e incornata di Comini. Esce Mengoni dopo una botta al capo: 8 punti. In avvio di ripresa, il pari: traversone di Comini e zampata di Del Core. Sussulto immediato del Barletta e traversa di Migliaccio, poi ci prova Mazzeo, ma è l’Andria a macinare gioco, avvicinandosi al gol con Comini, Manco e Del Core. Il Barletta toppa la terza vittoria e nel finale Cari si copre con l’innesto di Guerri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PRATO

0

TRAPANI

2

TRIESTINA

4

SPEZIA

3

ALTO ADIGE

1

CREMONESE

4

PORTOGRUARO

3

LANCIANO

1

FERALPI SALÒ

0

SIRACUSA

0

PIACENZA

0

FROSINONE

0

BASSANO

2

CARRARESE

1

Il Prato è sfortunato Lanciano, altri 3 punti

Il Trapani sul velluto Feralpi, brutto k.o.

La Triestina fa poker Siracusa schiantato

Lo Spezia non fallisce Piacenza, notte fonda

Stroppa, prima festa Frosinone sottotono

Tripletta di Le Noci Cremonese, addio -6

Il Porto si sblocca La Carrarese non c’è

MARCATORE Pavoletti al 32’ s.t. PRATO (4-4-2) Layeni 6; Scrugli 5, Serafini 5, Patacchiola 5,5, De Agostini 5,5; Sacenti 6 (dal 22’ s.t. Gori 5,5), Cavagna 6, Fogaroli 5,5 (dal 33’ s.t. Vieri s.v.), Silva Reis 6; Pesenti 6,5, Alberti 5,5 (dal 36' p.t. Varutti 6). (Morandi, Guarisa, Baresi, Geroni). All. Esposito 6. LANCIANO (4-3-3) Aridità 6; Vastola 6, Massoni 6,5, Amenta 6, Mammarella 6,5; Capece 6, D’Aversa 6, Volpe 6 (dal 36’ s.t. Aquilanti s.v.); Turchi 5,5 (dal 29’ s.t. Margarita 6), Pavoletti 7, Improta 5,5 (dal 18’ s.t. Chiricò 6,5). (Amabile, Rosania, Tarquini, Titone). All. Gautieri 7. ARBITRO Abbattista di Molfetta 5,5. NOTE paganti 542, abbonati 162, incasso di 3.200 euro. Espulso il tecnico Esposito al 16' s.t.; ammoniti Varutti, Cavagna, Massoni, Patacchiola e De Agostini. Angoli 7-2.

MARCATORI Caccetta al 21’ p.t.; Gambino all’11’ s.t. TRAPANI (4-4-2) Castelli 6,5; Lo Bue 6,5, Pagliarulo 6,5, Filippi 7, Daì 7; Barraco 7, Pirrone 6,5 (dal 45’ s.t. Cianni s.v.), Caccetta 7, Ficarrotta 6,5; Abate 6,5 (dal 45’ s.t. Mastrolilli s.v.), Gambino 7 (dal 32’ s.t. Domicolo 6). (Dolenti, Priola, Provenzano, Madonia). All. Boscaglia 7. FERALPI SALÒ (3-5-2) Branduani 7; Camilleri 6, Leonarduzzi 6, Blanchard 6 (dal 17’ s.t. Dell’Acqua 6); Bianchetti 5,5, Muwana 6,5, Sella 6 (dal 1��� s.t. Defendi 6,5), Cortellini 6 (dal 17’ s.t. Castagnetti 5,5), Savoia 6; Tarana 6,5, Tarallo 6. (Zomer, Fusari, Turato, Allievi). All. Rastelli 6. ARBITRO Petroni di Roma 5,5. NOTE paganti 1.900, abbonati 850, incasso di 20.150 euro. Ammoniti Pagliarulo, Muwana, Castelli, Bianchetti e Leonarduzzi. Angoli 3-3.

MARCATORI Curiale al 24’ e al 28’, Godeas al 45’ p.t.; Allegretti al 23’ s.t. TRIESTINA (4-3-3) Viotti 7,5; D’Ambrosio 6, Thomassen 6, Izzo 6,5, Tombesi 6,5; Rossetti 5,5 (dal 21’ s.t. Gissi 6), Allegretti 7 (dal 37’ s.t. Silvestri s.v.), Evola 5,5 (dal 10’ s.t. Mattielig 6,5); Curiale 7, Godeas 7, Motta 6. (Gadignani, Pezzi, D’Agostino, De Vena). All. Discepoli 7. SIRACUSA (4-4-2) P. Balocco 5,5; Lucenti 6, Petta 5, Ignoffo 6,5, Capocchiano 5,5; Mancosu 6 (dal 1’ s.t. Longoni 6,5), D. Baiocco 6,5, Spinelli 6, Giordano 5,5 (dal 13’ s.t. Bongiovanni 6); Zizzari 5,5 (dal 1’ s.t. Fofana 6), Montalto 5,5. (Fornoni, Fernandez, Pippa, Calabrese). All. Sottil 5,5. ARBITRO Minelli di Varese 6. NOTE paganti 1.329, abbonati 2.279, incasso di 16.758 euro. Ammoniti Fofana, Tombesi, Ignoffo e Spinelli. Angoli 1-6.

MARCATORI Bianchi al 12’, autorete di Parola al 31’ p.t.; Bianchi al 10’ s.t. SPEZIA (4-2-3-1) Russo 6; Bianchi 7,5, Lucioni 6,5, Rivalta 6,5, Pedrelli 6; Buzzegoli 7, Carobbio s.v. (dal 2’ p.t. Bianco 6,5); Madonna 6,5, Vannucchi 6,5 (dal 26’ s.t. Marchini 6), Iunco 6,5 (dal 30’ s.t. Casoli 6); Evacuo 6,5. (Conti, Mastronunzio, Ferretti, Ferrini). All. Gustinetti 7. PIACENZA (4-3-3) Cassano 6,5; Avogadri 6, Visconti 5,5 (dal 1’ s.t. Melucci 6), Di Bella 5,5, Calderoni 6; Marchi 5, Parola 6, Foglia 5,5 (dal 1’ s.t. Lisi 6); Volpe 6 (dal 36’ s.t. Esposito s.v.), Guzman 6, Guerra 5,5. (Maggio, Giorgi, Silva, Ferrante). All. Monaco 5,5. ARBITRO Peretti di Verona 6,5. NOTE paganti 1.478, abbonati 2.711, incasso di 20.361 euro. Ammoniti Guerra e Lucioni. Angoli 4-14.

MARCATORE Calliari al 13’ s.t. ALTO ADIGE (4-3-3) Iacobucci 6; Grea 6, Cascone 6,5, Kiem 6,5, Martin 6,5; Furlan 7, Calliari 7, Uliano 6 (dal 35’ s.t. Santonocito s.v.); Schenetti 6,5, Chiavarini 6,5 (dal 37’ s.t. Ferrari s.v.), Fischnaller 6,5 (dal 45’ s.t. Iacoponi s.v.). (Miskievicz, Nazari, Pfitscher, Chinellato). All. Stroppa 6,5. FROSINONE (3-5-2) Nordi 6,5; Guidi 5,5, Stefani 6, Biasi 5; Catacchini 5,5 (dal 18’ s.t. Artistico 5,5), Frara 6,5, Beati 5,5, Baccolo 6 (dal 18’ s.t. Miramontes 5,5), Vitale 5,5; Bonvissuto 5,5 (dal 27’ s.t. Cordos s.v.), Aurelio 5. (Vaccarecci, Fautario, Manzoni, Carrus). All. Sabatini 5. ARBITRO Manganiello di Pinerolo 6,5. NOTE paganti 796, abbonati 523, incasso n.c. Espulso Biasi al 22’ s.t.; ammoniti Baccolo, Vitale, Guidi, Martin e Calliari. Angoli 5-3.

MARCATORI Le Noci (C) al 5’, al 32’ e al 39’, Longobardi (B) al 40’ p.t.; Longobardi (B) su rigore al 24’, Dettori (C) al 27’ s.t. CREMONESE (4-3-3) Alfonso 6; Polenghi 6,5 (dal 36’ s.t. Rigione s.v.), Minelli 6,5, Cremonesi 7, Favalli 6,5; Fietta 7, Pestrin 6,5, Dettori 6,5; Rabito 6,5 (dal 21’ s.t. Nizzetto 6,5), Musetti 7,5, Le Noci 8 (dal 45’ s.t. Tacchinardi s.v.). (Bianchi, Riva, Bocalon, Samb). All. Brevi 7. BASSANO (4-3-2-1) Grillo 5; Basso 6, Scaglia 5,5, Porchia 5,5, Bonetto 6; Mateos 5,5, Caciagli 6, Proietti 5,5; Guariniello 5,5 (dal 19’ p.t. Gasparello 5,5), Drudi 5 (dal 38’ s.t. Ferretti s.v.); Longobardi 7. (Poli, Iocolano, Lorenzini, Maniero, Morosini). All. Jaconi 5. ARBITRO Penno di Nichelino 5,5. NOTE paganti 1.039, abbonati 1.649, incasso di 12.677,07 euro. Espulso il tecnico Brevi al 26' s.t.; ammoniti Polenghi, Minelli, Pestrin, Caciagli, Scaglia, Drudi e Gasparello. Angoli 5-6.

MARCATORI Orlandi (C) al 23’, Corazza (P) al 45’ p.t.; Corazza (P) al 25’, Lunati (P) al 42’ s.t. PORTOGRUARO (4-4-2) Bavena 6; Regno 6, Fedi 5,5, Radi 6, Pondaco 5,5; D’Amico 6,5 (dal 26’ s.t. Lunati 6,5), Giacobbe 6, Herzan 6, Salzano 5 (dal 1’ s.t. Luppi 6); Della Rocca 5,5, Corazza 7 (dal 47’ s.t. Santandrea s.v.). (Mion, Bognanni, Bolchi, Cunico). All. Rastelli 6,5. CARRARESE (4-4-2) Gazzoli 5,5; Piccini 5, Benassi 5,5, Anzalone 6, Vannucci 5; Orlandi 6,5, Pacciardi 6, Corrent 6, Belcastro 6 (dal 12’ s.t. Ballardini 5); Merini 5 (dal 18’ s.t. Giovinco 5), Cori 6. (Nocchi, Bregliano, Pasini, Taddei, Conti). All. Sottili 5,5. ARBITRO Monaco di Tivoli 6. NOTE paganti 198, abbonati 174, incasso di 4.200 euro. Ammoniti Herzan e Pacciardi. Angoli 3-4.

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GIUDIZIO PRATO Il Lanciano, premiato oltre i propri meriti, resta a punteggio pieno. Il Prato, che colpisce tre pali, rimane a quota zero. I padroni di casa ci mettono subito cuore e orgoglio e al 26’ Silva Reis coglie la traversa di testa. Il Prato insiste e nella ripresa mette alle corde il Lanciano che contiene i rischi e punge in contropiede (specie col veloce Chiricò e più tardi con Margarita) mettendo in difficoltà la difesa del Prato. Che crolla al 32' quando Pavoletti riceve in profondità e segna beffando Layeni. Piero Ceccatelli

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GIUDIZIO TRAPANI Ha impiegato poco più di 20 minuti il Trapani per venire a capo di una Feralpi Salò molto accorta, spesso con 5 giocatori sulla linea difensiva. Al 21’ su calcio d’angolo Caccetta sbloccava di testa e la partita si metteva in discesa per il Trapani che centrava il raddoppio nella ripresa con Gambino su assist di Barraco. Sterile la reazione dei bresciani con lanci lunghi affidati ai piedi di Muwana e poche occasioni. Soltanto nell’ultimo quarto d’ora Castelli è chiamato in causa due volte da Tarana. Franco Cammarasana

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GIUDIZIO TRIESTE Per 20’ Siracusa in cattedra, con diversi traversoni insidiosi davanti a Viotti, di fronte a una Triestina impacciata. Poi però Curiale ha annacquato il vigore degli ospiti con due reti pregevoli: al 24’ dal fondo, dopo avere superato Petta, al 28’ con un pallonetto, agganciando l’invitante allungo di Allegretti, che ha chiuso la partita al termine del primo tempo, con una punizione deviata da Izzo e conclusa in gol da Godeas. Nella ripresa Triestina ancora a segno con una punizione di Allegretti. Dante di Ragogna

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GIUDIZIO LA SPEZIA C’è Alberto Bianchi, c’è lo Spezia. Con una doppietta del difensore, che venerdì ha festeggiato il 31˚ compleanno e che raggiunge quota 3 tra i marcatori, i liguri ottengono il primo successo stagionale a spese di un Piacenza in campo con un «falso» 4-3-3, in realtà senza attaccanti. Tutte le marcature, su colpi di testa. Apre proprio Bianchi su assist di Buzzegoli. Poi, al 31’ sul cross di Madonna, la testa in tuffo ce la mette Parola che manda la palla nella sua porta. Il 3-0 nella ripresa con Bianchi in contropiede. Fulvio Magi

serie D

GIRONE A

3a giornata

RISULTATI

CLASSIFICA

RISULTATI

ACQUI-BORGOSESIA 0-0 ALBESE-PRO IMPERIA 1-2 ASTI-BOGLIASCO 2-1 CHIAVARI-AQUANERA 3-0 CHIERI-VILLAVERNIA 1-0 DERTHONA-LASCARIS 3-1 F. CARATESE-VERBANO 5-1 LAVAGNESE-NOVESE 1-2 SANTHIA'-NAVIGLIO TREZZANO 1-1 VALLE D'AOSTA-CANTU' SAN PAOLO 0-0

Derthona e Chieri p. 9; Chiavari e Acqui 7; Asti 6; F. Caratese 5; Naviglio Trezzano, Bogliasco, Valle d’Aosta, Lavagnese, Novese e Pro Imperia 4; Villalvernia 3; Borgosesia 2; Albese (-3), Verbano, Cantù San Paolo e Aquanera 1; Lascaris 0; Santhià (-3) 1.

CARONNESE-CASTELLANA CASTIGLIONE-PIZZIGHETTONE COLOGNESE-CARPENEDOLO DARFO-GOZZANO FIORENZUOLA-MAPELLO OLGINATESE-PRO PIACENZA PONTISOLA-GALLARATESE RUDIANESE-ALZANOCENE SEREGNO-AURORA SERIATE VOGHERA-FIDENZA

Il Venezia sale a 9 Buonocore che tris Nel Riccione spicca la tripletta di Enrico Buonocore: l'ex del Venezia in A ha compiuto a luglio 40 anni. Al Venezia (C) che ha sempre vinto tengono botta Tamai e il Porto Tolle, matricola in vetta come Rudianese, Mapello, Cerea, San Nicolò e Palazzolo. Mercoledì in campo i tre gironi a 20 squadre.

GIRONE E RISULTATI DERUTA-AREZZO FLAMINIA-SPORTING TERNI GROUP C TTA' DI CASTELLO-PIERANTONIO ORVIETANA-TODI PIANESE-PONTEVECCHIO PONTEDERA-ZAGAROLO SANSEPOLCRO-CASTEL RIGONE SANSOVINO-TRESTINA SPOLETO-VITERBESE

1-2 4-4 3-2 1-0 3-0 5-3 1-0 0-0 2-1

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GIUDIZIO BOLZANO Vince e convince l’Alto Adige di uno Stroppa che coglie la prima vittoria su una panchina professionistica. Cade un Frosinone sottotono, lontano parente della squadra che sette giorni fa ha battuto lo Spezia. Dopo un primo tempo privo di emozioni, la gara si vivacizza nella ripresa e l’Alto Adige passa con un destro di Calliari da 25 metri. Il Frosinone si disunisce e rimane in 10 a causa dell’espulsione di Biasi, Fischnaller manca il gol del k.o. ma gli ospiti non arrivano mai ad impensierire Iacobucci. Francesco Bertagnolli

GIRONE B

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GIUDIZIO CREMONA Il meno 6 in classifica è ormai cancellato, in due partite la Cremonese ha raggiunto il primo traguardo stagionale. E mercoledì c’è il recupero con la Carrarese. Il Bassano ha lottato, ma nulla ha potuto con una squadra che davanti ha grande facilità di gioco. Le Noci ha segnato una tripletta e tre gol su quattro sono arrivati da assist di Musetti. E oggi sarà una giornata storica per Cremona: si inaugura la Cittadella dello sport. Giorgio Barbieri

GIRONE C 4-2 1-0 3-1 0-0 0-2 3-1 2-1 2-0 0-0 0-0

CLASSIFICA

RISULTATI

Caronnese, Castiglione, Rudianese e Mapello p. 9; Voghera 7; Olginatese 6; Fidenza 5; Gozzano, Seregno, AlzanoCene, Fiorenzuola e Darfo 4; Colognese, Castellana e Pontisola 3; Aurora Seriate e Carpenedolo 1; Pizzighettone, Pro Piacenza e Gallaratese 0.

BELLUNO-GIORGIONE CONCORDIA-SAREGO ITALA SAN MARCO-TAMAI MEZZOCORONA-PORTO TOLLE MONTECCHIO-SANDONA'JESOLO SACILESE-LEGNAGO SAN GIORGIO-MONTEBELLUNA SANVITESE-PORDENONE UNION QUINTO-VENEZIA

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GIUDIZIO PORTOGRUARO (Ve) Nella sfida baby — 22,8 l’età media del Portogruaro, 24,6 quella della Carrarese — i granata rompono il digiuno con lo scatenato 20enne Corazza, titolare al posto di capitan Cunico e autore, complice anche la difesa «gruviera» ospite, della doppietta-rimonta. Poco consistente la Carrarese, avanti al 23’ con azione personale di Orlandi. Corazza segna al 45’ di testa il gol dell’1-1, nella ripresa al 21’ centra un palo e al 25’ da centro area deposita in rete. Gol della sicurezza di Lunati al 42’ con un bolide da 25 metri. Festa e fine del silenzio stampa per il Porto. Alberto Francescut

GIRONE D 0-0 0-1 0-2 1-2 1-1 1-2 1-0 1-1 1-3

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RISULTATI

CLASSIFICA

Porto Tolle, Venezia e Tamai p. 9; SandonàJesolo e Legnago 7; San Giorgio 6; Belluno, Montebelluna e Mezzocorona 4; Concordia, Sarego e Itala San Marco 3; Giorgione e Sanvitese 2; Montecchio, Union Quinto e Pordenone 1; Sacilese 0.

CAMAIORE-SESTESE 2-1 CASTELFRANCO-VIRTUS VECOMP 4-3 FORLI'-SAN PAOLO 3-1 MEZZOLARA-BAGNOLESE 3-2 PAVULLESE-RAVENNA 1-4 PISTOIESE-ESTE 0-1 ROSIGNANO-FORCOLI 3-2 SANTACROCE-SCANDICCI 0-3 TUTTOCUOIO-LANCIOTTO CAMPI 1-2 VILLAFRANCA-CEREA 1-2

Este e Cerea p. 9; Lanciotto Campi e Scandicci 7; San Paolo, Mezzolara, Forlì e Camaiore 6; Ravenna 5; Bagnolese 4; Sestese, Virtus Vecomp, Rosignano e Castelfranco 3; Pistoiese, Tuttocuoio e Pavullese 2; Santacroce 1; Forcoli e Villafranca 0.

PROSSIMO TURNO mercoledì 21 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO mercoledì 21 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO mercoledì 21 settembre, ore 15

Aquanera-Valle d'Aosta; Bogliasco-Acqui; Borgosesia-F. Caratese; Cantù San Paolo-Lavagnese; Lascaris-Chieri; Naviglio Trezzano-Chiavari; Novese-Derthona; Pro Imperia-Asti; Verbano-Santhià; Villalvernia-Albese.

AlzanoCene-Voghera; Aurora Seriate-Rudianese; Carpenedolo-Darfo; Castellana-Pontisola; Fidenza-Castiglione; Gallaratese-Olginatese; Gozzano-Fiorenzuola; Mapello-Caronnese; Pizzighettone-Colognese; Pro Piacenza-Seregno.

Giorgione-Sanvitese; Legnago-Montecchio; Mezzocorona-Concordia; Pordenone-Union Quinto; Porto Tolle-Belluno; SandonàJesolo-San Giorgio; Sarego-Itala San Marco; Tamai-Sacilese; Venezia-Montebelluna.

Bagnolese-Camaiore; Cerea-Pistoiese; Este-Santacroce; Forcoli-Forlì; Mezzolara-Tuttocuoio; Ravenna-Lanciotto Campi; San Paolo-Castelfranco; Scandicci-Pavullese; Sestese-Rosignano; Virtus Vecomp-Villafranca.

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

CLASSIFICA

RISULTATI

Arezzo p. 7; Pianese, Spoleto, Castel Rigone e Group Città di Castello 6; Sporting Terni, Pontedera e Orvietana 5; Pierantonio e Sansovino 4; Trestina, Flaminia, Pontevecchio e Sansepolcro 3; Zagarolo 2; Todi, Viterbese e Deruta 1.

ANCONA-SAMBENEDETTESE ATESSA VDS-CIVITANOVESE ATLETICO TRIVENTO-JESINA ISERNIA-RENATO CURI LUCO CANISTRO-SAN NICOLO' RECANATESE-OLYMPIA AGNONESE RICCIONE-REAL RIMINI TERAMO-SANTEGIDIESE VIS PESARO-MIGLIANICO

0-1 1-2 1-0 0-0 0-0 1-2 6-0 3-1 5-1

CLASSIFICA

RISULTATI

Vis Pesaro, Teramo, San Nicolò e Atletico Trivento p. 7; Olympia Agnonese 6; Civitanovese e Sambenedettese 5; Riccione, Ancona, Recanatese, Isernia e Renato Curi 4; Luco Canistro 3; Jesina 2; Santegidiese e Real Rimini 1; Atessa VdS e Miglianico 0.

ANZIOLAVINIO-SANT'ELIA ASTREA-MONTEROTONDO ATLETICO BOVILLE-CYNTHIA BUDONI-CIVITAVECCHIA FIDENE-SORA MARINO-PALESTRINA POMIGLIANO-ARZACHENA PORTO TORRES-BACOLI SALERNO-SELARGIUS

1-1 0-1 1-0 0-0 1-0 0-0 1-1 1-0 2-0

CLASSIFICA

RISULTATI

Monterotondo p. 9; Salerno e Atletico Boville 7; Selargius, Sora e Porto Torres 6; Marino e Budoni 5; Anziolavinio 4; Civitavecchia e Fidene 3; Bacoli, Arzachena e Astrea 2; Pomigliano, Cynthia, Palestrina e Sant'Elia 1.

CASERTANA-TURRIS FORTIS TRANI-FRANCAVILLA S. GAETA-MARTINA GROTTAGLIE-CASARANO IRSINESE-CRISTOFARO ISCHIA-BRINDISI NARDO'-CAMPANIA SARNESE-REAL NOCERA VIRIBUS UNITIS-INTERNAPOLI

3-0 0-1 0-3 2-1 1-1 2-0 1-1 4-0 2-2

CLASSIFICA

RISULTATI

CLASSIFICA

Francavilla S. p. 9; Martina, Nardò e Campania 7; Sarnese e Brindisi 6; Casertana, Grottaglie, Casarano, Ischia e Irsinese 4; Gaeta 3; Internapoli, Cristofaro e Real Nocera 2; Viribus Unitis e Fortis Trani 1; Turris 0.

ADRANO-CITTANOVA 2-1 BATTIPAGLIESE-NISSA 2-1 COSENZA-NOTO 4-1 HINTERREGGIO-VALLE GRECANICA 2-0 LICATA-ACRI 5-1 MARSALA-SERRE ALBURNI 1-4 MESSINA-SAMBIASE 0-2 PALAZZOLO-ACIREALE 1-0 SANT'ANTONIO ABATE-NUVLA S. FELICE 1-2

Palazzolo p. 9; Battipagliese e Hinterreggio 7; Valle Grecanica, Cosenza, Nuvla San Felice, Licata e Marsala 6; Adrano e Serre Alburni 5; Acri, Sambiase e Cittanova 3; Messina (-1) 2; Sant'Antonio Abate e Acireale 1; Noto e Nissa 0.

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

PROSSIMO TURNO domenica 25 settembre, ore 15

Arezzo-Sansovino; Castel Rigone-Orvietana; Pierantonio-Flaminia; Pontevecchio-Deruta; Sporting Terni-Pontedera; Todi-Spoleto; Trestina-Group Città di Castello; Viterbese-Pianese; Zagarolo-Sansepolcro.

Civitanovese-Isernia; Jesina-Vis Pesaro ; Miglianico-Luco Canistro; Olympia Agnonese-Atessa VdS; Real Rimini-Atletico Trivento; Renato Curi-Teramo; Sambenedettese-Riccione; San Nicolò-Recanatese; Santegidiese-Ancona.

Arzachena-PortoTorres; Bacoli-Budoni; Civitavecchia-Atletico Boville; Cynthia-Astrea; Sora-Salerno; Monterotondo-Marino; Palestrina-Fidene; Sant'Elia-Pomigliano; Selargius-Anziolavinio.

Brindisi-Irsinese; Campania-Gaeta; Casarano-Nardò; Cristofaro-Fortis Trani; Francavilla S.-Sarnese; Internapoli-Ischia; Martina-Viribus Unitis; Real Nocera-Casertana; Turris-Grottaglie.

Acireale-Hinterreggio; Acri-Cosenza; Cittanova-Sant'Antonio Abate; Nissa-Licata; Noto-Messina; Nuvla San Felice-Battipagliese; Sambiase-Marsala; Serre Alburni-Palazzolo; Valle Grecanica-Adrano.


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

SECONDA DIVISIONE girone A

ALESSANDRIA

1

TREVISO

2

BORGO A BUGGIANO

4

SAN MARINO

0

3a giornata

Borgo a Buggiano un colpo storico Il Treviso corre Pareggi aboliti Ribaltone in vetta. Il Casale cade in extremis a Cesena con il Bellaria e al comando c’è un trio sorprendente: la matricola Borgo a Buggiano, che ha infilato una storica vittoria ad Alessandria; la Giacomense, che è passata a Montichiari; il Treviso, più forte anche della grandinata che ha fatto sospendere per 3’ la gara con il San Marino. Tra i risultati spicca la vittoria del Santarcangelo nel derby di Rimini. In una giornata senza pareggi, vanno sottolineate le vittorie di grandi come Mantova (in extremis), Cuneo (attacco stellare), Pro Patria (Cozzolino bis dopo il gol dell’ex Temelin), Savona e anche di un Poggibonsi che continua a crescere.

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GIUDIZIO MARCATORI Rocchi (B) al 36’, Paganelli (B) su rigore al 47’ p.t.; Martini (A) al 12’, Rocchi (B) al 15’, Gialdini (B) al 34’ s.t. ALESSANDRIA (4-4-2) Servili 6,5; Ciancio 6, Viviani 5,5, Cammaroto 6, Barbagli 6; Cuneaz 5,5 (dal 22’ s.t. Pandiani 5), Menassi 5,5, Segarelli 6, Degano 6 (dal 1’ s.t. Miceli 5); Martini 6, Artico 5,5. (De Marco, Procida, Roselli, Simeoni, Motta). All. Di Petrillo 5. BORGO A BUGGIANO (4-4-2) Grandi 6,5; Tafi 6, Castaldo 5,5, Settepassi 6, Lorenzini 6; Di Martino 5,5 (dal 13’ s.t. Stella 6), Gialdini 7 (dal 39’ s.t. Mugelli s.v.), Corsi 6, Maretti 6,5; Paganelli 6, Rocchi 6 (dal 28’ s.t. Di Crescenzo 6). (Maccioni, Checchi, Di Stefano, Santini). All. Colonnello 7. ARBITRO Lanza di Nichelino 5. NOTE spettatori 1.200 circa, incasso di quasi 11.600 euro. Espulso Ciancio al 46’ p.t.; ammoniti Barbagli, Artico e Viviani. Angoli 9-5. (n.p.)

MARCATORI Ferretti al 45’ p.t.; Perna su rigore al 29’ s.t. TREVISO (4-3-1-2) Zattin 6; Cernuto 6 (dal 35’ s.t. Spinosa s.v.), Biagini 6,5, Di Girolamo 6, Paoli 6; Bandiera 5,5, Giorico 7, Maracchi 6; Madiotto 6 (dal 33’ s.t. Gallon s.v.); Ferretti 6 (dal 25’ s.t. Torromino 7), Perna 6. (Sanna, Beccia, Stentarto, Malacarne). All. Zanin 6,5. SAN MARINO (4-4-2) Migani 5; Sorbera 6, Pelagatti 5, Ferrero 5 (dal 25’ s.t. Del Duca 5), Crivello 6; Lapadula 6,5, Amantini 4, Loiodice (dal 35’ s.t. Magnanelli 5), Poletti 5; Chiaretti 6 (dal 43’ s.t. Casolla s.v.), D’Antoni 5. (Russo, De Santis, Pigini, Villanova). All. Petrone 5,5. ARBITRO Bellutti di Trento 6. NOTE spettatori 800 circa, incasso di 5.405 euro. Espulso Del Duca al 35’ s.t.; ammoniti Loiodice, Ferrero, Chiaretti e Di Girolamo. Angoli 3-6. (g.p.z.)

MONTICHIARI

1

BELLARIA

2

RIMINI

0

SAVONA

2

GIACOMENSE

2

CASALE

1

SANTARCANGELO

1

VALENZANA

1

GIUDIZIO

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GIUDIZIO MARCATORI Rodriguez (C) al 37' p.t.; Turchetta (B) al 19', De Cenco (B) al 47' s.t. BELLARIA (4-3-3) Venturi 6,5; Scarponi 6 (dal 20' s.t. Martinelli 6,5), Fantini 6, Bamonte 5,5, Sonzogni 6; Forte 6, Briglia 6 (dal 33' s.t. Rolandone s.v.), Mariani 5,5 (dal 26' s.t. Luppi 6); Buda 6, De Cenco 6,5, Turchetta 7. (Renna, Morena, Alberani, Fioretti). All. Campedelli 6,5. CASALE (4-2-3-1) Adornato 6; Garrone 5,5, Gonnella 5,5, Vignati 5,5, Napoli 5,5; Iannini 6,5, Capellupo 6 (dal 21' s.t. Crocetti 5,5); Siega 6, Taddei 6,5 (dal 41' s.t. Peluso s.v.), Rodriguez 7; Curcio 5,5 (dal 10' s.t. Gambadori 6). (Pomat, Naglieri, Agnesina, Francia). All. Buglio 6. ARBITRO Ceccarelli di Terni 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso nc. Espulso Bamonte al 17' s.t.; ammoniti Briglia, Rodriguez, Bamonte, Vignati e Siega. Angoli 6-4. (a.p.)

MARCATORI Staffolani (G) al 14’ p.t; Paci (G) al 20’, Mastroianni (M) al 46’ s.t. MONTICHIARI (4-4-2) Polizzi 6; Verdi 6, Antoniacci 5,5, Pedon 5,5 (dal 29’ s.t. Mastroianni 6,5), Filippini 6,5; Muchetti 6,5, Zanola 5,5, Filiciotto 6, Talato 5,5 (dal 12’ s.t. Florian 6); Dimas 6,5, Murano 6. (Gambardella, Galeone, Del Padrone, Ruta, Saleri). All. Ottoni 5,5. GIACOMENSE (5-3-2) Pavanello 6,5; Scaioli 6,5, Minardi 6,5, De March 6 (dal 39’ s.t. Sirri s.v.), Parenti 6, Mandorlini 7 (dal 18’ s.t. Lodi 6,5); Vagnati 6,5, Tanaglia 6,5, Tabanelli 5,5 (dal 22’ p.t. Nobili 6); Staffolani 7, Paci 7. (Poluzzi, Ortolan, Lamenza, Ricci). All. Gadda 7. ARBITRO Reni di Pistoia 7. NOTE spettatori 150 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Verdi, Zanola, De March e Tanaglia. Angoli 8-10. (n.s.)

GIUDIZIO

++

+++

MARCATORE Gavoci al 23’ p.t. RIMINI (4-2-3-1) Scotti 5,5; Gasperoni 6 (dal 12’ s.t. Gerbino Polo 5,5), Mastronicola 5, Rosini 5,5, Vittori 6; Valeriani 5,5, M. Brighi 5,5; Spighi 6, Buonocunto 6 (dal 17’ s.t. Onescu 6), Baldazzi 5; Zanigni 5 (dal 29’ s.t. Monac s.v.). (Semprini, A. Brighi, Deluigi, Cardinale). All. D’Angelo 5. SANTARCANGELO (4-4-2) Nardi 7; Fabbri 6, Arrigoni 6,5, Gregorio 6,5, Locatelli 6; Baldinini 6, Obeng 7,5, Zavalloni 6,5, Del Pivo 6,5; Graziani 6 (dal 42’ s.t. Ferri s.v.), Gavoci 7 (dal 29’ s.t. Lodovisi s.v.). (Bicchiarelli, Bacchiocchi, Caidi, Bezzi, Bazzi). All. Angelini 6,5. ARBITRO Melidoni di Frattamaggiore 6,5. NOTE spettatori 2.000 circa, incasso n.c Ammoniti Locatelli, Mastronicola, Rosini, Valeriani, Onescu, Vittori e Arrigoni. Angoli 5-3. (g.b.)

FONDI

0

CAMPOBASSO

1

VIGOR LAMEZIA

1

NORMANNA

0

4a giornata

+++

GIUDIZIO

girone B

GIUDIZIO MARCATORI Garin (S) al 34’ p.t.; Miracoli (V) al 25’, Cattaneo (S) al 44’ s.t. SAVONA (4-4-2) Aresti 6,5; Praino 6,5, Belotti 6, Marconi 6, Materazzo 6,5 (dall’11’ s.t. Giorgione 6); Demartis 7, Buglio 6,5, Bottiglieri 6,5, Mezgour 5,5 (dal 33’ s.t. Cazzamalli 6); D. Rossi 6, Garin 7 (33’ s.t. Cattaneo 7,5). (Maragna, Antonelli, Gelfusa, Pellini). All. Mattu 6,5 (Corda squalificato). VALENZANA (4-1-4-1) Serena 6; Berselli 6 (dal 23' s.t. Enrico 6), Lorusso 6, Serao 5,5, Blondett 6; Righini 6; Prandi 6,5, Montanari 6, Pagan 6 (dal 16' s.t. Franciosi 6,5), Cappellini 6 (dal 29' s.t. Chiazzolino 6); Miracoli 6,5. (Stillo, Manfredi, Crescente, Uggeri). All. R. Rossi 6. ARBITRO Taioli di Cesena 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso di quasi 3.000 euro. Ammoniti Pagan, Belotti, Bottiglieri, Montanari, Serao, Demartis e Cattaneo. Angoli 4-2. (o.ste.)

V.Lamezia prima col Campobasso Il Fano è in crisi: Gaudenzi lascia Il piatto forte del giorno è Paganese-Perugia di stasera, ma la domenica non è trascorsa invano. In vetta si è piazzata una coppia composta da Vigor Lamezia, che ha ha vinto sul campo del Fondi, e Campobasso, che ha regolato la Normanna. Molto bene Gavorrano, L’Aquila e Catanzaro, che hanno ottenuto vittorie in trasferta molto significative e si sono piazzate in zona-playoff. La quinta vittoria esterna della giornata è del Giulianova, che apre la crisi del Fano: si è dimesso il tecnico Gianluca Gaudenzi. Vibrante pareggio infine a Isola del Liri, in una partita preceduta dal minuto di raccoglimento in memoria dei sei operai morti ad Arpino.

IL POSTICIPO

Stasera in tv Perugia e Paganese

+++

GIUDIZIO MARCATORE Balistreri su rigore al 43’ p.t. CAMPOBASSO (4-3-3) Juliano 7; Modica 6,5, Altobello 7, Scudieri 6,5, Esposito 6; Giannattasio 7, Quadri 7, Forgione 7 (dal 21’ s.t. Cenciarelli 6); Triarico 7 (dal 37’ s.t. Cirillo s.v.), Balistreri 6,5, D’Anna 7,5. (Falcone, Fatticcioni, Masullo, Todino, Cruz). All. Provenza 7. NORMANNA (4-3-3) Gragnaniello 6,5; Piccirillo 5,5 (dal 21’ s.t. Damiano 5,5), Castaldo 6,5, Campanella 6, Diana 6; Letizia 6,5, Marano 7, Marzocchi 7 (dal 38’ s.t. Vecchione s.v.); Varriale 6,5 (dal 38’ s.t. Puca s.v.), Pisani 5, Petagine 5,5. (Russo, Carbonaro, Zolfo, Silvestre). All. Romaniello 6. ARBITRO Pelagatti di Arezzo 6. NOTE spettatori 2.000 circa, incasso di quasi 19.800 euro. Ammoniti Forgione, Castaldo, Marano, Vecchione e Varriale. Angoli 9-7. (a.d.l.)

CELANO

0

EBOLITANA

1

FANO

1

GAVORRANO

2

CATANZARO

2

GIULIANOVA

2

++

GIUDIZIO MARCATORI Pulina al 9’ p.t.; Fioretti al 20’ s.t. CELANO (4-3-3) Liverani 5; Bagaglini 5, Ciolli 5 (dal 21’ s.t. Furno 5,5), Bianciardi 5,5, D’Angelo 5,5; Granaiola 5, Barbetti 5, Gentile 5 (dal 25’ s.t. Dema 5,5); Luzi 5,5, Croce 5, Visciglia 5 (dal 10’ s.t. Sabatini 6). (Agostini, Olivieri, Pacella, Amadio). All. Facciolo 5. GAVORRANO (4-3-1-2) Addario 6; Sgambato 6, Miano 6, Dascoli 6,5, Tognarelli 5,5; Manzo 6, Galbiati 6,5, Nicoletti 6; Rosati 5,5 (dal 37’ s.t. Lo Sicco s.v.); Fioretti 7 (dal 45’ s.t. Masini s.v.), Pulina 7 (dal 17’ s.t. Nocciolini 6). (Santandrea, Alderotti, Menichetti, Germani). All. Callai 6,5 (Pagliuca squalificato). ARBITRO Ceccarelli di Roma 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso di quasi 3.500 euro. Ammoniti Gentile e Tognarelli. Angoli 9-1. (g.a.)

Il programma della giornata viene completato questa sera dall’importante posticipo che mette di fronte il Perugia, che dopo la sconfitta dell’esordio ha ottenuto due successi, e la lanciatissima Paganese, unica squadra che ha vinto le prime tre partite. La partita inizia alle ore 20.45 e con diretta su Raisport 1. Arbitra Rocca di Vibo Valentia.

++

GIUDIZIO MARCATORE Lattanzio al 17’ p.t. FONDI (4-3-1-2) Gasparri 6; Chiarini 5,5 (dal 35’ s.t. Merlonghi s.v.), Bennardo 5, Dionisio 5,5, Conte 5; Rossini 5, Alleruzzo 5,5 (dal 1’ s.t. Konate 5,5), Tamasi 5,5 (dal 15’ s.t. Cucciniello 6); Vaccaro 6; Ricciardo 6, Bernasconi 5,5. (Mezzacapo, Iovinella, Pacini, Finocchiaro). All. Parisella 5. VIGOR LAMEZIA (4-3-3) Forte 6; Bonasia 6, Marchetti 6,5, Gattari 6,5, Sinicropi 6 (dal 31’ s.t. Rondinelli s.v.); Giuffrida 5,5, Erbini 6 (dal 25’ s.t. Cane 6), Cerchia 6; De Luca 6, Lattanzio 6,5 (dal 15’ s.t. Mangiapane 6), Mancosu 6. (Calderoni, Visone, Sbravati, Romero). All. Costantino 6,5. ARBITRO Pierro di Nola 6. NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Cerchia e Conte. Angoli 3-5. (a.s.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Sekkoum (E) al 14’, Carboni (C) al 45’ p.t.; C. Esposito (C) al 28’ s.t. EBOLITANA (4-4-2) Zotti 6; Venneri 5,5 (dal 1’ s.t. Perrino 5,5), Servi 7, Astarita 5,5, Gerolino 6; Izzo 6, Toscano 5,5, Sekkoum 6 (dal 1’ s.t. Albano 5), A. Esposito 5,5; Palumbo 5,5, Broso 5,5 (dal 10’ s.t. De Pascale 5,5). (Longo, Angiò, Corsino, D’Ancona). All. Belotti-Pepe 5,5. CATANZARO (3-4-3) Mengoni 5; Mariotti 6, Accursi 6,5, Ricciardi 6; Romeo 6 (dal 5’ s.t. C. Esposito 7), Maisto 6,5, Corso 6, Squillace 6,5; Bruzzese 6,5 (27’ s.t. Figliomeni 6), Masini 6, Carboni 6,5 (40’ s.t. Narducci s.v.). (Scerbo, Maita, Basile, Mannone). All. Cozza 6,5. ARBITRO Brodo di Viterbo 6,5. NOTE spettatori 600 circa, incasso di quasi 3.000 euro. Espulso Astarita al 9’ s.t.; ammoniti Romeo, Venneri, Toscano, Palumbo, Izzo, De Pascale e Maisto. Angoli 1-7. (e.v.)

GIUDIZIO

++

MARCATORI Marolda (F) al 14’ p.t.; Recchiuti (G) al 3’, Morga (G) al 34’ s.t. FANO (4-3-1-2) Orlandi 5; Misin 7, Antonioli 5,5, Cossu 5,5, Amaranti 5,5; Ruscio 7, Zebi 5, Colombaretti 6 (dal 28’ s.t. Tittarelli 5); Piccoli 6 (dal 1’ s.t. Raparo 5; dal 33’ s.t. Mucciarelli 5,5); Morante 5, Marolda 6. (Beni, Angelelli, Bartolucci, Di Stefano). All. Gaudenzi 5. GIULIANOVA (5-3-2) Merletti 6,5; Palandrani 6, Terrenzio 6,5, Zoppetti 6, Bruno 6,5 (dal 23’ s.t. Di Michele 6), Testoni 6; Bontà 6, D’Alessandro 6, Rinaldi 6,5 (dal 28’ s.t. Valori 5,5); Pirelli 5,5 (dal 1’ s.t. Recchiuti 7), Morga 6,5. (Sorrentino, Cavassini, Giustini, Picone). All. De Patre 6. ARBITRO Ripa di Nocera Inferiore 5,5. NOTE spettatori 700 circa, incasso di quasi 4.500 euro. Ammoniti Terrenzio, Raparo, Di Michele e D’Alessandro. Angoli 7-2. (g.f.)

MANTOVA

1

CUNEO

4

LECCO

1

POGGIBONSI

2

ARZANESE

0

ISOLA LIRI

2

VIBONESE

1

MILAZZO

0

RENATE

0

SAMBONIFACESE

1

PRO PATRIA

2

ENTELLA

0

L’AQUILA

1

NEAPOLIS

2

MELFI

1

APRILIA

0

GIUDIZIO

++

+++

GIUDIZIO MARCATORI Brighenti (S) al 9’ p.t.; Varricchio (C) al 16’, Garavelli (C) al 24’ e al 26’, Fantini (C) al 41’ s.t. CUNEO (4-3-1-2) Pascarella 6; Passerò 6,5, Sentinelli 6,5, Ferri 6, Cintoi 6; Lodi 6 (dal 1’ s.t. Di Quinzio 6,5), Longhi 6, Gentile 6 (dal 35’ s.t. Cristini s.v.); Garavelli 8; Fantini 7, Ingari 5,5 (dal 14’ s.t. Varricchio 7). (Negretti, Carretto, Donida, Galfrè). All. Rossi 7. SAMBONIFACESE (4-4-2) Bonato 6,5; Caraceni 6, Dal Degan 6,5, Orfei 6, Ruggeri 5,5; Creati 6, Carlini 5,5, Tecchio 5,5 (dal 36’ s.t. Finotto s.v.), Montagnani 6 (dal 25’ s.t. Zanetti 6); Brighenti 6,5, Marianeschi 6 (dall’11’ s.t. Caldana 5,5). (Nardoni, Milani, De Assis, Faccini). All. Carnovelli 6. ARBITRO Ghersini di Genova 7. NOTE spettatori 800 circa, incasso di 2.090 euro. Espulso Carlini al 31’ p.t.; nessun ammonito. Angoli 8-4. (m.l.)

MARCATORE Franchi al 46’ s.t. MANTOVA (4-3-3) Bellodi 7; Fonte 7, Caruso 6, Zaninelli 5,5 (dal 22’ s.t. Girelli 6), Albanese 6; Spinale 6, Pettarin 6, Bersi 6; Cinque 5 (dal 9’ s.t. Colonetti 5,5), Del Sante 5,5 (dal 32’ s.t. Nohman s.v.), Franchi 7. (Portesi, Bertin, Vignali, Burato). All. Graziani 6,5. RENATE (4-3-1-2) Lenzi 6,5; Adobati 6, Gavazzi 5,5, Cortinovis 6, Gualdi 6; Mastrototaro 6,5, Cavalli 7, Valerio 5,5 (dal 45’ s.t. Carminati s.v.); Battaglino 6; Capogna 6,5 (dal 35’ s.t. Ghezzi s.v.), Gaeta 6,5. (Pisseri, Morotti, Cerea, Mangiarotti, Mazzini). All. Magoni 6,5. ARBITRO Paolini di Ascoli Piceno 6. NOTE spettatori 2.000 circa, incasso di 12.590 euro. Ammoniti Del Sante e Spinale. Angoli 10-7. (m.b.)

GIUDIZIO

++

CLASSIFICA

RISULTATI

SQUADRE

ALESSANDRIA-BORGO A BUGGIANO BELLARIA-CASALE CUNEO-SAMBONIFACESE LECCO-PRO PATRIA MANTOVA-RENATE MONTICHIARI-GIACOMENSE POGGIBONSI-ENTELLA RIMINI-SANTARCANGELO SAVONA-VALENZANA TREVISO-SAN MARINO

PT

PARTITE RETI G V N P F S BORGO A BUGGIANO 7 3 2 1 0 7 3 GIACOMENSE

7 3 2

1 0 7 4

TREVISO

7 3 2

1 0 6 3

SANTARCANGELO

6 3 2 0 1

CASALE

6 3 2 0 1

7 5

BELLARIA

6 3 2 0 1

4 4

SAVONA (-1)

5 3 2 0 1

4 3

4

1

MANTOVA

5 3

1

2 0 7 5

CUNEO

4 3

1

1

1

5 4

VALENZANA

4 3

1

1

1

3 2

POGGIBONSI

4 3

1

1

1

4 4

ALESSANDRIA (-2)

4 3 2 0 1

4 5

RIMINI

3 3

1

0 2 4 3

MONTICHIARI

3 3

1

0 2 3 3

ENTELLA

3 3

1

0 2 3 5

PRO PATRIA (-3)

1

1

1

3

1

2 4

LECCO

1

3 0

1

2 2 4

RENATE

1

3 0

1

2

SAN MARINO

1

3 0

1

2 5 8

SAMBONIFACESE

0 3 0 0 3

1 1

3 9

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

+++

MARCATORI Cozzolino (PP) al 3’, Temelin (L) al 42’ p.t.; Cozzolino (PP) al 31’ s.t. LECCO (4-3-1-2) Durandi 7; Tabbiani 6 (dal 44’ s.t. Rebecchi s.v.), Marietti 6, Ischia 6, Maiese 6,5; Castelnuovo 6, Gatti 6,5, Galli 5,5; Viviani 6 (dal 14’ s.t. Mattaboni 6); Temelin 6,5 (dal 37’ s.t. Fall s.v.) Fabbro 5. (Perucchini, Esposito, Garzon, Castagna). All. Magni-Delpiano 6. PRO PATRIA (4-3-1-2) Frasca 6,5; Bonfanti 5,5, Nossa 6, Polverini 6, Pantano 5,5; Mora 6, Ghidoli 6,5 (dal 44’ s.t. Cortesi s.v.), Vignali 6; Bruccini 6,5; Serafini 6 (dal 41’ s.t. Dalla Costa 5), Cozzolino 7,5 (dal 31’ s.t. Giannone s.v.). (Andreoletti, Taino, Botturi, Siano). All. Cusatis 6,5. ARBITRO Intagliata di Siracusa 5,5. NOTE spettatori 1.000 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Gatti e Galli. Angoli 6-6. (m.v.)

1-4 2-1 4-1 1-2 1-0 1-2 2-0 0-1 2-1 2-0

PROSSIMO TURNO DOMENICA 25 SETTEMBRE, ORE 15 BORGO A BUGGIANO-MONTICHIARI CASALE-LECCO ENTELLA-ALESSANDRIA GIACOMENSE-SAVONA PRO PATRIA-CUNEO RENATE-TREVISO SAMBONIFACESE-MANTOVA SAN MARINO-BELLARIA SANTARCANGELO-POGGIBONSI VALENZANA-RIMINI

MARCATORI 4 RETI Taddei (Casale). 3 RETI Paganelli (1, Borgo a Buggiano); Miracoli (Valenzana). 2 RETI Martini (Alessandria); Rocchi (Borgo a Buggiano); De Cenco (Bellaria); Garavelli (Cuneo); Paci (Giacomense); Del Sante (Mantova); Mastroianni (Montichiari); Cozzolino (Pro Patria); Lapadula (San Marino); Garin (Savona); Ferretti e Perna (1, Treviso).

GIUDIZIO MARCATORI Romanelli al 21’ p.t.; Dal Bosco al 37’ s.t. POGGIBONSI (4-2-3-1) Sportiello 7; Mugnaini 6, Dierna 6, Cirina 6, Bronchi 6; El Kamch 6, Giunchi 6,5; Boldrini 6 (dal 43’ s.t. Cutrupi s.v.), Romanelli 6,5 (dal 14’ s.t. Zane 6), Settembrini 6,5; Pera 5 (dal 23’ s.t. Dal Bosco 6,5). (Gori, Moscarino, Dal Poggetto, Bigeschi). All. Fraschetti 6,5. ENTELLA (4-4-2) Otranto 5; Falcier 6, Villagatti 6, Bertoli 6, Russo 6 (dal 21’ s.t. Cargiolli 6); Ciarcià 6,5, Hamlili 6,5, Volpe 5,5 (dal 1’ s.t. Musso 6,5), Staiti 6; Rosso 6, Lenzoni 5,5 (dal 1’ s.t. Lazzaro 6). (Paroni, Talignani, Fantoni, Favret). All. Prina 6. ARBITRO Chiffi di Padova 6. NOTE spettatori 450 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Dierna, Dal Bosco, Sportiello, Volpe e Ciarcià. Angoli 2-0. (e.p.)

PROMOZIONI

Le prime due salgono dirette Una ai playoff Con due soli gironi (fino alla stagione scorsa erano tre), cambia il meccanismo delle promozioni dalla Seconda alla Prima divisione, che devono sempre essere sei per pareggiare le retrocessioni. Salgono direttamente le prime due classificate dei rispettivi gironi, più le due vincenti dei playoff. Quest’anno agli spareggi promozione sono ammessi terza, quarta, quinta sesta: lo svolgimento è il solito, con semifinali e finali (sempre con andata e ritorno).

GIUDIZIO

++

++++

GIUDIZIO MARCATORI Improta (IL) al 7’, Barone (N) su rigore al 12’, Monticelli (N) al 18’ p.t.; Bianchini (IL) al 44’ s.t. ISOLA LIRI (4-4-2) Coletti 5,5; Paloni 5,5 (dal 32’ s.t. Bianchini 7), Di Baia 6, Martinelli 6,5, Tortosa 6; Ventura 5,5 (dal 23’ s.t. Morleo 6), Costanzo 6, Lucchese 6, Falco 5,5 (dal 1’ s.t. Conte 6,5); Caira 5, Improta 6,5. (Mariosi, Ferrara, Sperati, Di Lullo). All. Grossi 6,5. NEAPOLIS (4-4-2) Errichiello 6,5; Oliva 5,5, Daleno 6,5, P. Esposito 6, Polverino 6; Bonanno 5,5, Monticelli 6,5, Barone 6,5, Moxedano 5,5 (dal 20’ s.t. Marinucci Palermo 6); Pastore 5 (dal 25’ s.t. Varriale 5), Foggia 5 (dal 16’ s.t. De Falco 5). (Ambrosio, Allocca, Moscarino, Chiaria). All. Castellucci 6,5. ARBITRO Rasia di Bassano 6. NOTE spettatori 700 circa, incasso nc. Ammoniti Daleno, Monticelli, Moxedano, Foggia e Bianchini. Angoli 10-4. (g.p.)

MARCATORE U. Improta su rigore al 18’ s.t. ARZANESE (4-2-3-1) Fiory 6; Riccio 6, Salvati 5, Imparato 5,5 (dal 38’ s.t. Fragiello s.v.), M. Esposito 5; Manzo 5,5, Gori 6,5; C. Improta 5,5 (dal 15’ s.t. Castellano 6), Carotenuto 6, Sandomenico 6,5 (dal 40’ s.t. Mascolo s.v.); Incoronato 5. (Parisi, Perna, Tarascio, G. Esposito). All. Fabiano 5,5. L’AQUILA (4-4-2) Testa 7; Simoncini 5,5, Garaffoni 6,5, Ruggiero 6,5, Blaiotti 6; Cunzi 6,5 (dal 42’ s.t. Pianese s.v.), Agnello 6, Carcione 6, Piccioni 6,5; Colussi 6 (dal 36’ s.t. Perfetti s.v.), U. Improta 6,5. (Modesti, Prizio, Campinoti, Pietrella, Battistelli). All. Ianni 6,5. ARBITRO Marini di Roma 6. NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Espulso Salvati al 17’ s.t.; ammoniti Riccio, Piccioni, Incoronato e Agnello. Angoli 4-6. (g.ar.)

+++

GIUDIZIO MARCATORI Puntoriere (V) al 6’ p.t.; Lionetti (M) al 31’ s.t. VIBONESE (4-4-2) De Filippis 6; Oliva 5, Salvatori 5, Caridi 5, D’Agostino 5; Mazzetto 7, Corapi 6, Cosenza 6,5, De Francesco 6 (dal 15’ s.t. Borghetto 5,5); Puntoriere 6,5 (dal 6’ s.t. Dominici 6), Doukura 5,5 (dal 47’ s.t. Cosentino s.v.). (Saraò, Mercuri, Vitale, Saturno). All. Ferrante-Viola 5,5. MELFI (4-3-3) Scuffia 5; Franchino 6 (dal 23’ s.t. Lionetti 6,5), Moretto 5,5, Gennari 5, Spirito 5; Muratore 6, Viola 7, Scarsella 6,5; Tirelli 5,5, Spagna 6,5, G. Russo 5 (dal 9’ s.t. Ambrogetti 6,5). (Della Luna, Borin, R. Russo, Giunta, Cibele). All. Rodolfi 6. ARBITRO Tardino di Milano 5. NOTE spettatori 400 circa, incasso di 1.250 euro. Espulsi Corapi al 42’ p.t. e D’Agostino al 36' s.t.; ammoniti Corapi, Doukura, Caridi, Franchino, Muratore e Ambrogetti. Angoli 3-6. (mi.fa.)

CLASSIFICA

RISULTATI

SQUADRE

ARZANESE-L'AQUILA 0-1 CAMPOBASSO-NORMANNA 1-0 CELANO-GAVORRANO 0-2 EBOLITANA-CATANZARO 1-2 FANO-GIULIANOVA 1-2 FONDI-VIGOR LAMEZIA 0-1 ISOLA LIRI-NEAPOLIS 2-2 MILAZZO-APRILIA 0-0 PERUGIA-PAGANESE (stasera ore 20.45) VIBONESE-MELFI 1-1 Ha riposato CHIETI

PT

CAMPOBASSO

PARTITE RETI G V N P F S 10 4 3 1 0 4 0

VIGOR LAMEZIA

10 4 3

PAGANESE

9 3 3 0 0 6

GAVORRANO

9 4 3 0 1 10 6

L'AQUILA

8 4 2 2 0 3

1

CATANZARO

7 3 2

1 0 5

1

ARZANESE

7 4 2

1

1

8 7

PERUGIA

6 3 2 0 1

7 4

CHIETI

6 3 2 0 1

6 4

GIULIANOVA

6 4 2 0 2 4 4

NORMANNA

6 4 2 0 2 3 6

ISOLA LIRI

4 3

1

1

1

FONDI

4 4

1

1

2 5 6

NEAPOLIS

3 4 0 3

EBOLITANA

2 4 0 2 2 3 6

VIBONESE

2 4 0 2 2 3 7

FANO (-2)

1

4

APRILIA

1

3 0

1

MILAZZO

1

4 0

1 3

1

5

CELANO

1

4 0

1 3

1

6

MELFI (-2)

0 4 0 2 2

1

4

1

1 0 5 2

1

1

7 4 4 7

PROSSIMO TURNO DOMENICA 25 SETTEMBRE, ORE 15 APRILIA-FANO CAMPOBASSO-PERUGIA CATANZARO-MILAZZO GAVORRANO-FONDI GIULIANOVA-CELANO L'AQUILA-CHIETI MELFI-EBOLITANA NEAPOLIS-ARZANESE PAGANESE-VIBONESE VIGOR LAMEZIA-ISOLA LIRI Riposa NORMANNA

0 3 3 5 2 0 3

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

MARCATORI 7 RETI Fioretti (2, Gavorrano). 4 RETI Clemente (1, Perugia). 3 RETI Balistrieri (2, Campobasso); Carboni (1, Catanzaro); Bernasconi (Fondi); L. Orlando (Paganese).

++

GIUDIZIO MILAZZO (4-2-3-1) D. Croce 6,5; N’ze 6, Benci 6,5, Pepe 6,5, Quintoni 6; Cuomo 5,5 (dal 20’ s.t. Mangiacasale 6), Bucolo 6; Proietti 6, Fiore 5, Llama 5 (dal 30’ p.t. Dipasquale 6); Spilabotte 5 (dal 29’ s.t. Malafronte 6). (Taranto, Strumbo, Urso, Simonetti). All. Amura 5,5. APRILIA (4-4-2) Bifulco 6; Gomes 6, Pinna 5,5 (dal 12’ s.t. Salese 6), Aquino 6, Crialese 6; Siclari 6,5, Cruciani 5,5 (dal 24’ s.t. Iovene 6), M. Croce 5,5, Di Libero 6; Foderaro 6,5, Branicki 5,5 (dal 37’ s.t. Ceccarelli s.v.). (Rizzardi, V. Esposito, G. Esposito, Criaco). All. Vivarini 6. ARBITRO Strocchia di Nola 6. NOTE spettatori 300 circa, incasso non comunicato. Ammoniti M. Croce e Proietti. Angoli 3-6. (a.i.)

RETROCESSIONI

Scendono in nove Sei direttamente tre dopo i playout Dalla Seconda divisione scendono in Serie D le solite 9 squadre: direttamente le ultime tre dei due gironi (sei in totale), le altre tre dopo i nuovi playout. Agli spareggi salvezza partecipano quartultima e quintultima di ogni girone: nella prima sfida (andata e ritorno, solita formula) chi perde retrocede. Le due vincenti si affrontano per evitare l’ultima retrocessione: si sorteggia chi gioca in casa l’andata e dopo il ritorno in caso di parità si va ai rigori (regolamento come nelle coppe europee).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

MOTOMONDIALE GP ARAGONA 14a TAPPA DEL CAMPIONATO 2011

4

Stonerissimo

I NUMERI

31

I trionfi in MotoGP Stoner ha firmato ieri la 31a vittoria nella classe regina. Eguaglia così Eddie Lawson al quinto posto assoluto

Una passeggiata mondiale Ora Lorenzo è a 44 punti

38

Le vittorie iridate Casey raggiunge i 38 successi nel Motomondiale. È pari merito con John Surtees e Jorge Lorenzo all’11˚ posto di ogni epoca

13

I podi nel 2011 La marcia impressionante di Stoner si riassume nel numero di podi: 13 sulle 14 gare fin qui disputate

A cura di Giovanni Cortinovis

L’australiano domina e prenota il bis iridato. Jorge 3o posto in rimonta DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO FALSAPERLA ALCANIZ (Spagna)

Siamo pronti a scommettere che Casey Stoner non metterà a casa sua una grande foto della vittoria di ieri. Non perché anche lui si sia annoiato (come chi guardava da fuori) a distruggere tutti gli avversari per dare la spallata, forse definitiva, al Mondiale. Al contrario l’australiano si è piaciuto (e ha convinto) per come ha saputo reagire a una partenza non perfetta, mettendoci poco a sbarazzarsi degli sprinter Ben Spies e Dani Pedrosa per poi gestire le enormi potenzialità già fatte vedere in prova. Una risposta chiara al passo falso di Misano, che aveva fatto rialzare la testa a Jorge Lorenzo. Designer Quindi la gara non c’entra. Quello che è stato inguardabile in questa nuova vittoria è la livrea della sua Honda, come quelle dei compagni, diventata arancio fosforescente e stellata per festeggiare i 40 anni di corse Repsol: roba da bambino nemmeno tanto bravo in disegno. Invece si trattava di Davidelfin, un famoso (?) stilista spagnolo che sicuramente non passerà alla storia del motociclismo. La vittoria entrerà nell’albo d’oro del petroliere spagnolo, che ie-

Casey Stoner, 25 anni, chiude in solitudine: gli altri non sono esistiti. Sotto festeggia sul podio MILAGRO LAPRESSE

ri ha raggiunto i 100 successi nella classe regina in 17 anni di sponsorizzazione della Honda Hrc. Magari i dirigenti iberici avrebbero preferito che a tagliare il prestigioso traguardo fosse l’idolo locale Pedrosa, ma bisogna accontentarsi di un australiano. Anche perché con loro c’è una tradizione: il primo fu Mick Doohan a Eastern Creek nel ’95. E poi i due da soli, hanno fatto quasi metà lavoro: 35 Mick e 8 Casey. Fuga Ormai con Stoner, anche se a lui non piacciono, si può parlare solo di numeri e statistiche. Quindi siamo a 8 vittorie su 14 (come nel 2007 iridato) che in totale fanno 31, come Eddie Lawson, con davanti solo Hailwood, Doohan, Agostini e Rossi. In classifica, invece, i punti di vantaggio diventano 44 con 4 gare alla fine e il sogno sarebbe chiudere a casa, in Australia, tra 2 GP, il 16 ottobre, giorno (fra l’altro) del suo compleanno. In mezzo, però, tra 2 settimane ci sarà il Giappone, dove per la prima volta corre senza l’angelo custode Adriana, la moglie incinta. Vedremo come reagirà. Rivali Gli altri ieri non sono esistiti. Il tempo complessivo di gara di Stoner è di 1" superiore al successo 2010 con la Ducati ma gli 8" abbondanti dati a Pedrosa valgono mol-

to più dei 5" dati allo stesso Dani lo scorso anno. Lo spagnolo infatti non ha mai minimamente potuto pensare al successo che avrebbe fatto tagliare alla Spagna il traguardo delle 400 vittorie, dopo i successi di Terol (125) e Marquez (Moto2). Jorge Lorenzo ha fatto un miracolo di convinzione a salire sul podio. Era quinto dopo 9 giri, ma non si è perso d’animo rimontando, anche grazie alla sbavatura di Marco Simoncelli e al calo del compagno Ben Spies. Consistente Simoncelli poteva tornare sul podio dopo Brno ma ancora una volta non era a posto con le gomme, ha fatto un lungo e si è accontentato di un 4o posto in ogni caso solido. Per premio oggi e domani è in

Casey entra nella storia: eguaglia Lawson nei successi della classe regina Pedrosa 2o, bene Simoncelli 4o Ducati in crisi nera: Vale 10o Loris, spalla k.o.

Inghilterra a provare le Ford da rally. Andrea Dovizioso invece ha rovinato tutto alla 3a curva, per aver forzato con le gomme ancora fredde: ora sara dura difendere da Pedrosa il 3o posto iridato. Rincorsa Non è andata meglio a

Valentino (10o), che già partiva ai box. Ma se si tolgono i 7"4 del primo giro, restano in ogni caso i 32" finali di ritardo: un’enormità. «Forse abbiamo sbagliato qualcosa», ammette Valentino. Peggio va a Loris Capirossi, che investe Toni Elias mentre lottano per la penultima posizione e ci rimette la spalla destra già devastata da Assen. Per lui niente Giappone, poi si vedrà.

LA DUCATI PARTE DALLA PIT LANE DOPO 10 SECONDI

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d look

HANNO DETTO

Honda arancio per i 40 anni e le 100 vittorie della Repsol CLASSICHE Livrea tradizionale Casey Stoner nelle qualifiche di sabato. La Honda ha la classica livrea usata per tutta la stagione AP

S Pedrosa «Ho provato a stare con Casey all’inizio, ma era impossibile: perdevo troppo nel primo settore. Ho fatto tre secondi posti di fila, sarebbe ora di vincere»

FOSFORESCENTE Livrea dell’anniversario Le Honda ieri erano tutte arancioni per i 40 anni della Repsol nelle corse: ieri hanno festeggiato anche la 100ª vittoria AFP

Casey: «Un solo guaio una mosca nel casco» «È finita nell’occhio: ho dovuto alzare la visiera tra due curve Gara noiosa? Non si può fare sempre show come Rossi»

S ALTRE CLASSI TEROL 1o IN 125

Moto2: Marquez solito show Iannone e Corsi sul podio ALCANIZ — Lo spagnolo Marc Marquez ha scherzato con gli avversari, si è divertito in una sfida di sorpassi e controsorpassi anche rischiosi con Andrea Iannone (2˚) e Simone Corsi (3˚), poi, al 15˚ giro, ha deciso che poteva bastare così: ha cominciato a spingere davvero, come aveva fatto in prova, e per i due piloti italiani non c’è stato più nulla da fare. Impressionante davvero Marquez, sempre più lanciato verso la conquista del titolo della Moto2: adesso ha appena sei punti di svantaggio su Stefan Bradl, solo 8˚ ieri. Spagna vincente anche in 125: Nico Terol firma il terzo successo consecutivo. Ora il suo vantaggio iridato su Zarco, secondo in gara e in campionato, è salito a 36 punti. Giovanni Zamagni

1

2

Rossi è partito dalla pit lane 10" dopo il via per aver punzonato il settimo motore. Il regolamento prevede l’uso di soli sei propulsori a stagione MILAGRO

Simoncelli «Vedevo il podio vicino. Poi ho iniziato ad avere problemi con la gomma posteriore. Lorenzo mi avrebbe passato anche senza il mio errore»

S Dovizioso «Avevo il passo per il terzo posto, ma sono scivolato. Ora dovrò difendermi da Pedrosa per confermarmi sul terzo gradino del Mondiale»

in grandissima difficoltà. «Però più di così non potevo fare, per questo il terzo posto mi rende abbastanza felice — commenta il campione del mondo —. La Honda si è dimostrata molto più veloce tutto il fine settimana, ho passato questi giorni a chiedermi perché a Misano fossimo tanto competitivi e qui sia stato un completo disastro. Però sono sorpreso di essere riuscito a girare così costante tutta la gara. Quanto al Mondiale, mi meraviglia avere solo 44 punti di distacco: Casey sta dominando, vince tante gare. Solo se gli succederà qualcosa, ovviamente non a livello fisico, potrò avere qualche speranza. Altrimenti sarà impossibile».

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI ALCANIZ (Spagna)

Più forte di tutto e di tutti, inarrestabile quando entra nella sua dimensione, Casey Stoner ieri ha tremato solo per colpa di una mosca. «A cinque giri dalla fine me ne è entrata una nel casco, mi ballava sul naso e mi è finita in un occhio. Ho dovuto alzare la visiera tra due curve per farla uscire, ma è stato l’unico problema di un fine settimana dove tutto è andato benissimo». Dominatore Due edizioni, doppia pole e vittoria: il re di Aragon si chiama Stoner: «Ho corso qualche rischio solo al via, non sono partito benissimo e mi sono quasi toccato con Pedrosa da una parte mentre Spies si infilava dall’altra. Ho cercato di sopravvivere alle prime curve, di scaldare bene le gomme e poi, passato in testa, creare un margine tra me e gli altri. Era una gara che potevo solo perdere, sapevo di avere il passo giusto. In più volevo dimostrare che i problemi fisici di Misano erano solo stati un caso». Spettacolo La colpa non è ovviamente sua, ma alla fine è venuta fuori una gara noiosa, con Pedrosa lontano 8" e Lorenzo a 14". «A questo livello se uno ha una possibilità se la prende, non si può restare lì a giocare per fare show, come faceva in passato Rossi. Ai suoi tempi il livello non era alto come adesso, ma anche lui oggi

Casey Stoner (a destra), 25 anni, sul podio con Dani Pedrosa, 25 REUTERS

« «

Non potevo fare di più, anzi è stata una sorpresa girare così costante Mi sto chiedendo perché a Misano andavo forte e qui è stato un disastro JORGE LORENZO PILOTA YAMAHA

non potrebbe permettersi di correre così. Ha anche perso qualche gara e sono sicuro che oggi non lo rifarebbe». Serenità Complice il fine setti-

mana no delle Yamaha, Casey è riuscito a ristabilire i 44 punti di margine su Jorge Lorenzo che aveva prima di Misano: «Vado in Giappone in una situazione di classifica molto sana, ma tutto può ancora succedere e se dovessi fare un errore Jorge ne approfitterebbe subito. Per la verità, da come si erano messe le cose qui speravo di guadagnare più punti su di lui». Delusione Invece lo spagnolo ha tirato fuori l’ennesima prestazione tignosa, con una M1

Parallelo Questa Honda domi-

na, eppure facendo un confronto con il 2010, Casey ha vinto con un tempo superiore di un secondo a quello fatto registrare con la Ducati: «Ma quest’anno la pista non era la stessa, avevamo le stesse gomme e le abbiamo distrutte. Io poi ho potuto guidare in maniera più rilassata, senza spingere troppo, mentre un anno fa Dani mi aveva messo più pressione. Ma resto della mia idea: la Honda è molto meglio della Ducati». Otto vittorie stagionali, il Mondiale potrebbe arrivare tra due gare a Phillip Island. «Certo che riuscirci davanti ai miei tifosi non mi spiacerebbe affatto. Sembrava potesse accadere nel 2007, invece la pioggia di Motegi anticipò la festa». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MOTOMONDIALE GP ARAGONA Il calendario: tra due settimane c’è Motegi OLANDA 1. SPIES ITALIA 1. LORENZO GERMANIA 1. PEDROSA

FRANCIA 1. STONER CATALOGNA 1. STONER G.BRETAGNA 1. STONER

QATAR 1. STONER SPAGNA 1. LORENZO PORTOGALLO 1. PEDROSA

STATI UNITI* 1. STONER R.CECA 1. STONER INDIANAPOLIS 1. STONER

SAN MARINO 1. LORENZO ARAGONA 1. STONER 2 OTTOBRE GIAPPONE

MOTEGI 16 OTTOBRE AUSTRALIA PHILLIP ISLAND 23 OTTOBRE MALESIA

SEPANG 6 NOVEMBRE VALENCIA (SPAGNA) *solo MotoGP

Simoncelli ha preso il diploma Il podio svanisce ma ora Marco sa di essere tra i grandi. Bautista fa i miracoli con la Suzuki MotoGP MONDIALE

GARA 1.

Il bello il brutto

PILOTA

NAZ

MOTO

TEMPO

STONER

AUS

Honda

42’17"427 media 165,702 km/h

2.

PEDROSA

SPA

Honda

3.

LORENZO

SPA

Yamaha

a 14"209 a 20"646

a 8"162

4.

SIMONCELLI

ITA

Honda

5.

SPIES

USA

Yamaha

a 27"739

6.

BAUTISTA

SPA

Suzuki

a 30"373

7.

HAYDEN

USA

Ducati

a 34"288

8.

BARBERA

SPA

Ducati

a 37"305

9.

CRUTCHLOW GB

Yamaha

a 39"652

10. ROSSI

ITA

Ducati

a 39"832

11. AOYAMA

GIA

Honda

a 39"997

12. DE PUNIET

FRA

Ducati

a 54"717

13. EDWARDS

USA

Yamaha

a 58"430

RITIRATI: ABRAHAM (R.CEC-Ducati) e DOVIZIOSO (ITA-Honda) al 1˚ giro; CAPIROSSI (ITA-Ducati) ed ELIAS (SPA-Honda) al 16˚ giro GIRO PIÙ VELOCE: il 4˚ di STONER in 1’49"046, media 167,643 km/h DISTANZA: 23 giri per 116,794 km

PILOTI POS. PILOTA 1. STONER 2. LORENZO 3. DOVIZIOSO 4. PEDROSA 5. SPIES 6. ROSSI 7. HAYDEN 8. SIMONCELLI 9. EDWARDS 10. AOYAMA 11. BARBERA 12. BAUTISTA 13. CRUTCHLOW 14. ABRAHAM 15. ELIAS 16. DE PUNIET 17. CAPIROSSI 18. HOPKINS 19. AKIYOSHI COSTRUTTORI 1. HONDA 2. YAMAHA 3. DUCATI 4. SUZUKI

DI MARIO LEGA NAZ AUS SPA ITA SPA USA ITA USA ITA USA GIA SPA SPA GB R.CEC SPA FRA ITA USA GIA

PUNTI 284 240 185 170 146 139 114 106 90 87 77 67 52 50 47 33 29 6 3

QAT 25 20 13 16 10 9 7 11 8 6 4 5 3 -

SPA 25 4 20 11 16 13 10 8 9 7 5 6 -

POR 16 20 13 25 11 7 10 9 3 8 5 6 4 -

FRA 25 13 20 10 16 9 11 3 8 7 4 6 5 -

CAT 25 20 13 16 11 8 10 5 4 9 6 3 7 -

GB 25 20 10 13 16 7 5 11 9 8 4 6 -

OLA 20 10 16 25 13 11 7 9 8 4 5 2 6 3

ITA 16 25 20 8 13 10 6 11 7 5 9 3 4 1 2 -

GER 16 20 13 25 11 7 8 10 6 1 5 9 2 4 3 -

330 274 153 73

25 20 9 -

20 25 16 6

25 20 11 3

25 13 16 4

25 20 11 4

25 16 13 11

20 25 13 5

20 25 10 3

25 20 8 9

USA R.CEC INDY RSM ARA 25 25 25 16 25 20 13 13 25 16 11 20 11 11 16 20 20 20 13 11 16 10 11 10 10 6 9 6 9 9 2 9 16 4 13 13 8 8 9 3 3 6 7 7 5 5 7 6 7 8 10 8 10 5 6 7 5 4 3 5 3 1 4 8 2 4 4 3 25 20 10 -

pagelle

La prossima impresa, a parte la formalità del secondo Mondiale, potrebbe essere fermarsi al box, bere qualcosa, ripartire e dare ugualmente paga a tutti. Su questa pista ha dominato nel 2010 con la Ducati e lo ha rifatto ieri con la Honda: deve esserci qualcosa che gli piace, anche se lui assicura che questo tracciato lento non gli va giù. Poi continua a dimostrare una perfetta

gestione della gara. Ed è lucido pure fuori dalla pista, quando non abbocca alla polemica con Pedrosa. Casey preferisce stuzzicarlo sulla stampa spagnola. In fondo Dani viene bastonato negli scontri diretti. Escludendo le tre gare saltate da Pedrosa per infortunio, siamo 7-4 per Stoner MILAGRO

rovina tutto con un dritto. Toni Elias 6 Un po’ meglio del solito, almeno all’inizio, e poi sfortunato ad essere centrato da Capirossi. Hector Barbera 5 poteva essere il migliore delle Ducati, invece rovina tutto all’ultimo giro con un errore. Cal Crutchlow 5 Anche lui potrà dire di aver combattuto e battuto Valentino Rossi. Hiroshi Aoyama 5 Gli manca una staccata (sbagliata) per fare come Crutchlow. Andrea Dovizioso 4 Nella sua posizione (è terzo nel Mondiale) non si può cadere alla 3a curva. Nicky Hayden 4 Dal podio alla polvere in 12 mesi: è bollito? Loris Capirossi 4 Di peggio in... male: alla spalla che esce ancora e lo fermerà almeno una gara. Colin Edwards 4 Giudizio sintetico: un GP disastroso. Karel Abraham 4 Vola subito e finisce anche in ospedale.

Moto2 MONDIALE

ITA ITA RSM SPA GB

7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

LUTHI BRADL AEGERTER KALLIO WEST DI MEGLIO NEUKIRCHNER P.ESPARGARO REDDING

SVI GER SVI FIN AUS FRA GER SPA GB

8

Anche quando sembra spacciato porta a casa il risultato. Se perderà il titolo, lo perderà con onore

Il 2˚ posto è un gran risultato. Ma gli 8" da Stoner devono far riflettere, perché non ha nessun malanno come scusa AP

Ha guidato sopra le possibilità della Suzuki. Rimandiamo il giudizio definitivo a quando sarà su un’altra moto IPP

7

PEDROSA

BAUTISTA

SIMONCELLI

SPIES

6

4

Il podio è svanito proprio sul più bello. Resta la raggiunta consapevolezza di essere tra i grandi

L’impressione è che l’americano della Yamaha, quando non lotta per qualcosa che conta, si lasci un po’ andare LAPRESSE

Bene la voglia di recuperare dopo la partenza dalla corsia box, ma non può sempre e solo essere colpa della moto AFP

LAPRESSE

ROSSI

125

GARA

IANNONE CORSI DE ANGELIS A.ESPARGARO SMITH

25 16 9 10

8

LAPRESSE

GLI ALTRI Randy De Puniet 6 Finisce fuori nell’incidente di Abraham, poi recupera come un pazzo e alla fine

2. 3. 4. 5. 6.

20 25 9 8

9

LORENZO

CASEY STONER

NAZ SPA

25 16 8 10

di FILIPPO FALSAPERLA

Vincerebbe anche passando dal bar h 10

POS. PILOTA 1. MARQUEZ

25 13 10 -

MOTO Suter

TEMPO 40’20"575 media 158,597 km/h Suter a 2"466 Ftr a 2"574 Motobi a 3"054 Pons Kalex a 10"831 Tech 3 a 10"870 Suter a 11"005 Kalex a 11"212 Suter a 11"810 Suter a 11"939 Mz-Re Honda a 12"108 Tech 3 a 12"114 Mz-Re Honda a 12"180 Ftr a 12"908 Suter a 13"329

16. RABAT (SPA-Ftr) a 13"875; 19. CORTI (ITA-Suter) a 18"470; 22. BALDOLINI (ITA-Pons Kalex) a 39"072 GIRO PIÙ VELOCE: il 15˚ di MARQUEZ in 1’53"956, media 160,419 km/h

PILOTA 1. BRADL 2. MARQUEZ 3. IANNONE 4. DE ANGELIS 5. CORSI 6. SMITH 7. LUTHI 8. TAKAHASHI 9. RABAT 10. A.ESPARGARO 11. SIMON 12. AEGERTER 13. KRUMMENACHER 14. REDDING 17. PIRRO 21. PASINI 24. BALDOLINI 27. CORTI

MONDIALE

GARA MOTO PUNTI Kalex 221 Suter 215 Suter 132 Motobi 122 Ftr 115 Tech 3 112 Suter 105 Moriwaki 71 Ftr 67 Pons Kalex 65 Suter 62 Suter 55 Kalex 52 Suter 48 Moriwaki 45 Ftr 26 Suter 18 Suter 9

POS. PILOTA 1. TEROL

NAZ SPA

2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

FRA SPA SPA SPA GB GER SPA SPA GER GER ITA R.CEC ITA GB

ZARCO VIÑALES VAZQUEZ SALOM* KENT CORTESE* MONCAYO MARTIN FOLGER SCHROTTER MORCIANO KORNFEIL TONUCCI WEBB

MOTO Aprilia

TEMPO in 40’26"726 media 150,662 km/h Derbi a 6"771 Aprilia a 18"929 Derbi a 27"472 Aprilia a 27"469 Aprilia a 27"750 Aprilia a 27"740 Aprilia a 27"778 Aprilia a 43"009 Aprilia a 49"090 Mahindra a 53"876 Aprilia a 56"395 Aprilia a 57"513 Aprilia a 1’07"215 Mahindra a 1’14"906

17. TATASCIORE (ITA-Aprilia) a 1’36"87116 GIRO PIÙ VELOCE: il 4˚ di VIÑALES in 1’59"835, media 152,549 km/h *retrocessi di una posizione per aver superato con le bandiere gialle

PILOTA 1. TEROL 2. ZARCO 3. VIÑALES 4. CORTESE 5. FOLGER 6. VAZQUEZ 7. FAUBEL 8. GADEA 9. SALOM 10. KENT 11. MONCAYO 12. KORNFEIL 13. OLIVEIRA 14. MARTIN 15. GROTZKYJ 16. SCHROTTER 22. MORCIANO 29. TONUCCI

MOTO PUNTI Aprilia 241 Derbi 205 Aprilia 177 Aprilia 170 Aprilia 130 Derbi 127 Aprilia 123 Aprilia 103 Aprilia 89 Aprilia 68 Aprilia 57 Aprilia 56 Aprilia 44 Aprilia 37 Aprilia 32 Mahindra 23 Aprilia 12 Aprilia 2

Valentino sta finendo la pazienza Sulla Ducati non si vedono miglioramenti Dovi fa il primo errore IL BELLO Vantaggio Stoner domina come l’Agostini dei tempi migliori rendendo la gara monotona. Firma una prestazione maiuscola, ma non viene quasi mai inquadrato dalle telecamere (forse per l’orribile livrea...). L’ottava vittoria e i 44 punti di vantaggio lo fanno dormire tranquillo. Aspirazioni Pedrosa finisce secondo: oggi è il massimo a cui può aspirare, anche se forse il suo manager Puig non sarà dello stesso parere. Non sarebbe stato all’altezza di Stoner nemmeno se non avesse perso tutte quelle gare all’inizio della stagione. Rassegnato Lorenzo mette in campo tutto il suo repertorio, ma nulla può su una pista sfavorevole alle Yamaha. Dà pure un’indicazione, una sorta di invito a seguirlo, all’impalpabile compagno di squadra Spies, ma le speranze iridate sono ormai ridotte al lumicino. Guerra Simoncelli lavora bene finché tutto funziona al meglio. Poi comincia la sua personale guerra con gomme e consumi, rimediando un quarto posto che non lo soddisfa appieno. IL BRUTTO Errore Dovizioso commette il primo vero errore dell’anno, mentre si stava sforzando di essere arrembante alla partenza, suo tallone d’Achille. Peccato, perché sembrava davvero in palla. Pazienza Rossi piega Aoyama al termine di una rimonta che non ha nulla di esaltante. Sulla Ducati non si vedono miglioramenti dopo tante modifiche, l’elenco delle cose che non funzionano è lungo come la Quaresima e forse il telaio va rifatto ancora. Tutto questo mortifica il 9 volte campione del mondo: c’è un limite alla sua pazienza. Ultimi Capirossi ed Elias si agganciano cadendo, mentre infuria la battaglia degli ultimi, che a quanto pare è cruenta come quella dei primi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

TRICOLORE MINIGP LUCA MARINI (14 ANNI) HA DOMINATO CON 5 VITTORIE IN 5 GARE

Il fratellino campione: «Inventerò qualcosa per festeggiare» Sono talmente tanti i guai che Valentino Rossi si è dimenticato del fratellino. «Davvero ha vinto?», domandava ieri pomeriggio. «Non l’ho ancora sentito» confermava Luca Marini che ha conquistato il Tricolore MiniGP (classe 80 cmc) in uno dei weekend peggiori per Rossi. «Nel 2012 tornerà a vince-

tavo di vincerlo qui ma il mio rivale è caduto». Poi aggiunge: «E’ una sensazione fantastica, me lo sono meritato e mi sono divertito». E alla domanda su come ha fatto la sua moto Rmu ad essere più competitiva delle Honda, risponde candidamente: «Non ne ho la più pallida idea».

re», si augura il 14enne, studente del liceo scientifico, nato dal secondo matrimonio di mamma Stefania.

Futuro Cosa farà nel 2012?

Trionfo Luca ha dominato con

5 pole, 5 vittorie e 5 giri veloci su 5 gare. L’ultimo trionfo ieri a Ortona (Chieti), che gli ha assicurato il titolo con due gare d’anticipo. «Dovremo inventare qualcosa per festeggiare — spiega Luca —. Non mi aspet-

I campioni italiani della MiniGP: (da sin) Luca Marini (80 cmc), Stefano Manzi (70) e Nicolo’ Bulega (50)

«Forse il campionato italiano Moto3». L’obiettivo di Luca, che corre anche grazie allo sponsor del fratello VR46, è di essere pronto per il Motomondiale a 16 anni. «Abbiamo un altro campione in famiglia», chiude Valentino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rossi: «Sono preoccupato non guido bene la Ducati» Vale ammette: «Mi sa che abbiamo lavorato sul problema sbagliato Questa moto è per i piccolini come Stoner, io ho grosse difficoltà» In sella Il paragone con Stoner pesa. «Qui Casey riusciva a guidare la Ducati molto bene. In rettilineo, poi, andava più veloce di me. Complimenti a lui. Sembra che tutto quello che abbiamo fatto sinora non ci abbia aiutato tanto. Forse la Ducati è più adatta a piloti piccolini. Io sulla moto non sto bene e non guido come vorrei. Si vede anche in tv». Rossi non ha la soluzione. «Non sono un ingegnere, non so se è un problema di telaio, se è l’alluminio o il carbonio o se ci sono altri problemi. E non sono io a dire cosa fare. Io avrei solo voglia di andare forte. Ma abbiamo un anno e mezzo per risolvere la situazione. Non so cosa ci sia in cantiere da qui a fine stagione, visto il poco tempo che resta forse conviene usare le gare per raccogliere dati per la moto 2012».

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI ALCANIZ

Inizia con «è stata una gara difficile», dopo qualche minuto gli aggettivi che Valentino Rossi usa sono «deluso e preoccupato», la chiusura è una sentenza di condanna: «Probabilmente non abbiamo lavorato sul problema giusto». Delusione Sulla pista dove un

anno fa aveva trionfato, la Du-

Il pesarese è più lento rispetto alla rossa del 2010: «Non spetta a me trovare il rimedio» cati mostra di aver fatto un altro passo indietro anziché quello avanti che tutti invocano. Nicky Hayden quest’anno ha girato con un tempo di 26" superiore a quello che nel 2010 gli valse il 3˚ posto, mentre Valentino ha chiuso 14" sopra il suo tempo ottenuto con la Yamaha (ma partendo dai box ha perso dai 6" ai 7"). «È vero, su questa pista abbiamo girato più lenti del 2010. Può essere che il progetto sia nato male e a questo

punto sarà il caso di capirlo prima della fine della stagione — ammette il team manager Vittoriano Guareschi —. Speriamo che la nuova moto sia pronta per Valencia. È veramente difficile, le aspettative sono alte, la domenica diventa dura da digerire». Lenti Valentino va giù pesante:

«Il dato di Hayden fa pensare, ed è un dato preoccupante per noi, vuol dire che abbiamo

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CROSS

MOTOMONDIALE GP ARAGONA

ALESSIA CRUCIANI

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grandi problemi. Siamo partiti con la moto che aveva la regolazione di sabato mattina, ma dopo pochi giri la gomma posteriore scivolava tanto e a 8-9 giri dalla fine ho dovuto mollare per le vibrazioni. Lavoriamo percorrendo diverse vie e abbiamo tante idee: finora però non abbiamo risolto molto. Siamo delusi e preoccupati, non andiamo forte. Speriamo che alla Ducati venga qualche altra idea: i risultati non ci aiutano».

Valentino Rossi, 32 anni, è l’unico in MotoGP ad essere sempre andato a punti nel 2011 IPP

Bocciata In ogni caso, Aragon sembra aver gettato una pietra tombale sul progetto GP11.1. «Questa moto non ce la siamo inventata, era quella del 2012 e per me è positivo averla già provata. A volte abbiamo pensato a fare comparazioni, ma qui il più veloce durante il weekend è stato De Puniet, che aveva la moto dell’anno scorso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

I NUMERI

0

I podi nelle tre gare spagnole Non andava così male dal 1996, all’esordio in 125, quando però i GP in Spagna erano solo due. Quest’anno c’è ancora Valencia

9,93

Media punti-gara L’anno scorso aveva concluso con 16,64 punti-gara, nel 2009 con 18 punti-gara

25

Gare di fila tra i primi dieci Per 25 corse consecutive Rossi ha sempre chiuso a punti, finendo tra i primi dieci

CROSS DELLE NAZIONI

Cairoli cade: due fratture Italia solo 16a Vittoria Usa MASSIMO ZANZANI ST. JEAN D’ANGELY (FRANCIA)

Dopo il bel 2o posto in qualifica, le attese erano tante. Ma il Cross delle Nazioni ieri ha riservato solo delusioni ad Antonio Cairoli. L’iridato della Ktm nella prima gara ha urtato una balla di paglia, è caduto e nel tentativo di rimonta è finito di nuovo a terra rompendo il manubrio. Nella seconda manche è stato costretto al ritiro per il dolore: la radiografia ha svelato la frattura di scafoide e stiloide ulnare sinistri. Caduto pure Alex Lupino (Husqvarna) solo Davide Guarneri (Kawasaki) ha contribuito alla classifica con il 4o posto della Open. Italia alla fine solo 16a e trionfo per gli Usa, alla 22a vittoria di squadra, con i successi di Ryan Dungey (Suzuki) in MX1 e Ryan Villopoto (Kawasaki) nella Open. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A cura di Giovanni Cortinovis I vincitori americani: da sinistra Ryan Dungey, Blake Baggett e Ryan Villopoto ZANZANI

Taccuino TRIAL DELLE NAZIONI

Azzurri sul podio (el.car.) Gli azzurri chiudono al terzo posto il Trial del Nazioni, vin to dalla Spagna davanti alla Gran Bretagna. A Tolmezzo (Udine), gli ibe rici hanno raccolto solo 28 penalità, contro le 117 degli inglesi e le 159 de gli italiani. Il prossimo Trial delle Na zioni si correrà nel 2012 a Moutier (Svizzera).

EUROPEO ENDURO

Fantic di nuovo regina (d.a.) La Fantic rivince l’Euro peo a trent’anni dall’ultimo titolo con quistato nel 1981 da Gualtiero Brisso ni nella 125 2T. A riportare in vetta il glorioso marchio lombardo è stato Maurizio Micheluz, che ieri in Fran cia è diventato re nella Senior E3.


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SPECIALE SICUREZZA STRADALE

«Il casco mi salvò la vita Ora siamo inseparabili» Bettini, c.t. del ciclismo, dà i suoi consigli: «Non violate il codice, usate giubbotti luminosi e scortate sempre i bimbi» FONDAZIONE ANIA

Progetti e iniziative per ridurre gli incidenti La Fondazione Ania per la sicurezza stradale (www.fondazioneania.it) è una onlus nata nel 2004: costituita dalle compagnie di assicurazione, ha l’obiettivo di contrastare il grave problema della sicurezza stradale attraverso progetti e iniziative per ridurre l'incidentalità e salvare vite umane. La domanda di sicurezza è uno dei bisogni prioritari dei cittadini: in Italia ci sono ogni giorno quasi 12 morti, 4.237 in un anno: 1.600 più di Spagna e Gran Bretagna. La Fondazione ha lanciato campagne contro la guida in stato psicofisico alterato e la velocità, contro la distrazione al volante e per il rispetto delle regole.

Le persone che usano la bicicletta in Italia sono quasi 11 milioni. Aumentano sempre più i giovani NEWPRESS MARCO PASTONESI

Pulita e silenziosa. Naturale e umana. Semplice e robusta. Ma esposta, a volte indifesa. La bicicletta è, sulla strada, come una ballerina fra i giganti, come un camoscio fra i leoni, come un sospiro fra i venti. Negli ultimi anni, anche in Italia — un po’ per la crisi economica, molto per la coscienza dei suoi valori — si sono di nuovo moltiplicate. Invece nello stesso tempo il numero degli incidenti, per quanto ancora alto, è diminuito: dal 1980 i morti in bici sono passati da 688 ai 288 del 2008, cioè meno 58%. Ma molto si può, e si deve, ancora fare. Sicurezza Per Paolo Bettini,

c.t. della Nazionale azzurra di ciclismo professionisti, il problema della sicurezza in bici è fondamentale. «La prima cosa da fare, anzi, da mettere è il casco. Quando ero corridore, indossavo il casco solo quando correvo, e solo perché era obbligatorio. Finché, proprio all’ultima corsa, in pista, alla Sei

Giorni di Milano, sono caduto e ho preso una capocciata così forte che, senza casco, non mi sarei salvato. Da quel giorno io e il casco siamo diventati inseparabili, anche quando pedalo in paese o in campagna. E quel casco di quella Sei Giorni lo conservo come una reliquia, in casa: la calotta di plastica è rimasta intatta, le guarnizioni in polistirolo sono esplose in 11 pezzi».

In Italia, il numero dei morti in bici si è più che dimezzato in 30 anni: da 688 a 288

Cervello Bettini raccomanda vi-

Diligenza Bettini spiega che «il

comandamento numero 1 è la buona condotta sulla strada, cioè il rispetto del codice della strada e il buon senso da applicare sempre e dovunque. Attenzione, diligenza, obbedienza. Stare a destra, non passare con il rosso, tenere una distanza di sicurezza, non azzardare svolte pericolose o improvvise...». Stare in fila indiana? Bettini dissente: «La doppia fila è vietata in Italia, invece in Spagna è stata liberalizzata perché invita, o almeno costringe l’automobilista che sopraggiunge da dietro a rallentare. Anche in questo caso, bisogna agire con buon senso: doppia fila sì, ma in strade ab-

bastanza ampie, altrimenti meglio la fila indiana». E fila indiana obbligatoria quando ci sono dei bambini: «Con un adulto ad aprire la fila e un altro a chiuderla. Sempre in Spagna, sono stati autorizzati i gruppi sportivi, a tutti i livelli, ad avere una macchina con le quattro frecce accese dietro i propri corridori».

Paolo Bettini, livornese di 37 anni, iridato 2006 e 2007, olimpionico 2004: è c.t. azzurro dal 2010 BETTINI

sibilità («Luci, catarifrangenti, giubbotti luminosi, soprattutto all’alba e al tramonto, anche per chi usa la bici per andare a scuola o al lavoro»), abbigliamento adeguato («Non tanto per una questione di incolumità, ma per le condizioni meteo: una giornata di sole sulle Dolomiti non ha la stabilità di una in Versilia»), uscite pensate e ragionate («Scegliere strade poco trafficate»). E fa tre raccomandazioni: «Portarsi dietro il telefonino, perché non si sa mai. Scrivere il proprio gruppo sanguigno sul casco. E usare le piste ciclabili: ci si lamenta della mancanza, e poi, quando ci sono, spesso si evitano». © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

I NUMERI

10

REGOLE PER VIVERE LA BICI

40% Buona educazione, rispetto dell’ambiente

La percentuale di incidenti stradali che coinvolgono le biciclette e che avvengono nelle grandi città in La bicicletta non è soltanto un mezzo di Italia: il dato trasporto. Non è solo caschetto, giubbetto è del 2009 catarifrangente, luce anteriore e posteriore. E’ cultura, amore e rispetto per l’ambiente, e aiuta a migliorare la qualità della nostra vita. Ecco un decalogo di regole da seguire, elaborate dal Turbolento Veloclub

E non dimenticatevi ruote gonfie e borraccia

1035

il numero degli incidenti che, a Milano, hanno coinvolto velocipedi nel 2009. Seguono Verona (243 incidenti) e Roma (207)

456

I ciclisti morti nel 2008 in Germania, che guida questa classifica in Europa; poi Polonia (433) e Italia (288)

5739

Gli incidenti stradali che, nel 2009 in Italia, hanno coinvolto velocipedi: corrispondono al 2,6% dei sinistri avvenuti nel nostro Paese

1 Salire in bicicletta significa cambiare il proprio rapporto con il mondo, stabilire un contatto diretto e immediato con la strada, con il paesaggio, con le persone che s’incontrano.

2 Salire in bicicletta significa cambiare i rapporti con il tempo, con lo spazio e con se stessi, e scoprire la propria capacità di essere autonomi e autosufficienti.

3 Salire in bicicletta significa anche fare parte dell’ambiente e imparare a rispettarlo di più. Anche quando l’ambiente è una grande città.

4 Chi usa la bicicletta merita attenzione e incentivi per continuare a farlo solo se rispetta le regole, sia del codice della strada sia della buona educazione.

5 Proviamo, tutti insieme, a recuperare il senso civico, il buon senso e la buona educazione per mettere in minoranza la prepotenza, l’arroganza e la maleducazione dilaganti.

6 La bicicletta è sinonimo di benessere e buonumore (regola delle 3 B: bicicletta, benessere, buonumore) e nel traffico è quanto di più agile e veloce si possa immaginare.

7 La bici sta al pedone come l’auto alla bici. Sui marciapiedi le bici diventano un pericolo per i pedoni, soprattutto per bambini, anziani, mamme con passeggini, non vedenti.

8 La bicicletta, qualunque essa sia, ha un’anima, in cui si riflette quella del legittimo proprietario. E come ogni anima, ha bisogno di cura e manutenzione periodica e affettuosa.

9 Pedalare aiuta a pensare e a migliorare la qualità dei pensieri. I buoni pensieri aiutano l’andatura della pedalata e riducono la sensazione di fatica.

10 Bici adeguata, abbigliamento appropriato, ruote ben gonfie, camera d’aria di scorta, pompa, riserve energetiche e acqua perché... borraccia asciutta, la vedo brutta.


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CICLISMO 10 TITOLI SINO A DOMENICA IN DANIMARCA

Mondiali, si parte! OGGI CRONO JUNIORES DONNE E UNDER 23

I Mondiali scattano oggi a Copenaghen, in Danimarca, e si concludono domenica. In palio 10 titoli: 5 in linea, 5 a crono. Dopo 7 anni ritornano gli juniores assieme alle categorie maggiori. L’Italia del c.t. Bettini, in raduno da ieri sera a Solbiate Olona (Va), vola stasera in Danimarca: a destra, Daniele Bennati, 30 anni, il leader (foto Bettini).

Giulia Confalonieri (Cicli Fiorin), milanese di Giussano, 18 anni, iridata corsa a punti jr 2011; ore 10.23 Beatrice Bartelloni (Verso l’Iride), goriziana di 18 anni, oro Europeo inseguimento a squadra; ore 10.37 Rossella Ratto (Giusfredi Ciclismo), bergamasca di Colzate, 17 anni, 3ª all’Europeo e 2ª al Mondiale juniores 2010, tricolore crono 2011, campionessa europea strada e crono 2011.

OGGI Cronometro Ore 10: Juniores donne (13,9 km), 39 atlete al via Le azzurre: ore 10.12 Maria

Da paura Ancora Sagan Beffa Paolini e castiga l’Italia Gp Prato, ultimo test: lo slovacco si conferma tra i favoriti per l’iride DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI PRATO

Western. Il protagonista — un duro: un John Wayne, un Clint Eastwood — in un nanosecondo estrae la pistola, spara all’avversario e gli spezza il sigaro che teneva in bocca. «E’ una minaccia?», chiede questo, impallidendo. «No — lo tranquillizza, si fa per dire, il duro —. E’ solo un avvertimento». Ciclismo. Il protagonista — un duro: Peter Sagan — stende gli azzurri, l’ultimo a una ventina di metri dal traguardo. «E’ una minaccia?», gli potrebbe chiedere Luca Paolini, catturato quando ormai si sentiva vincitore. «No — lo tranquillizza, si fa per dire, Sagan —. E’ solo un avvertimento». Fucilata A una settimana dal

Mondiale di Copenhagen l’avvertimento è arrivato, ma più come un colpo di fucile che di pistola: Sagan è, con il belga Philippe Gilbert e il campione uscente Thor Hushovd, uno Peter Sagan, slovacco di 21 anni, ha vinto 14 gare dei favoriti all’arcobaleno. Lo nel 2011, tra cui 3 tappe alla Vuelta. Alle sue spalle slovacco — vale la pena di ri- Luca Paolini, 34, uomo chiave della Nazionale BETTINI

Ore 13: Under 23 (35,2 km), 65 atleti in gara. Gli azzurri: ore 14.40 Massimo Coledan (Trevigiani Bottoli), cordarlo: 21 anni e questo è stato il 14˚ successo della stagione — doveva tirare la volata per il compagno Elia Viviani; poi a 10 km dall’arrivo, quando Viviani è caduto (tirando giù anche Pippo Pozzato), doveva tirare la volata al compagno Daniel Oss; poi a un chilometro dall’arrivo, quando Oss è scivolato (tirando giù anche Vincenzo Nibali), ha dovuto/potuto tirare la volata per se stesso. Ma davanti, con una cinquantina di metri, c’era Luca Paolini, evaso a due chilometri e mezzo dal traguardo. Sagan l’ha cacciato, inseguito, acciuffato e sorpassato quasi sotto lo striscione. Spietato. Baltico Il Gp Industria e Commercio non è il Mondiale, a cominciare dal percorso (meno km, 90, e meno salita), ma il clima sapeva di nord, di Baltico, di autunno. Soprattutto quando, nell’ultima ora di corsa, ha cominciato a piovere. «E’ stata proprio l’acqua, con le curve e le strisce pedonali del circuito cittadino finale, a ispirarmi l’attacco — ha spiegato Paolini —. A quel punto, di solito chi è in testa ne trae vantaggio». Di solito. Ma non quando c’è Sagan. «E’ un anno perfetto — ha confidato il Peter Pan del ciclismo —. Neanche io pensavo di poter vincere tanto, né soprattutto stavolta». Nonostante freni a pensieri e parole, Sagan ha il Mondiale in testa (e nelle gambe): «Non conosco il percorso, l’ho visto solo in un video. Può essere adatto a me. Andrò a Copenhagen giovedì. Nella Slovacchia correremo in tre, ma chissà se strada facendo non riesca a trovare qualche alleato». Il bello è che Sagan è uscito dalla Vuelta, il suo primo grande giro di tre settimane, abbastanza stanco: «Oggi (ieri, ndr), al via, non mi sentivo in forma». Figurarsi quando, fra sei giorni, avrà ritrovato anche la brillantezza. A quel punto tutti sapranno che quella fucilata di Sagan non è più solo un avvertimento. Ma una minaccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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HA DETTO CT BETTINI

S «Azzurri e nazionali sono sempre stati nel vivo della corsa. E prima del via Bennati, Gavazzi, Quinziato e Tosatto hanno fatto un’ora di allenamento»

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GATTO 5˚ A 12"

S Arrivo 1. Peter SAGAN (Slk, Liquigas), 178 km in 4.09’, media 42,894; 2. Paolini; 3. Montaguti a 4"; 4. Bouet (Fra) a 10"; 5. Gatto a 12"; 6. Belletti; 10. Bennati

trevigiano di 21 anni, 2˚ al tricolore crono 2011; ore 16.35 Matteo Mammini (Mastromarco), lucchese di 21 anni, 6˚ Mondiale crono 2010, tricolore crono 2010 e 2011. Tv: diretta su RaiSport 2 alle 9.45 e alle 12.45.

DOMANI Cronometro Ore 9.30: Juniores uomini (km 27,8). Gli azzurri: Alberto Bettiol, Riccardo Donato, Davide Martinelli. Ore 14: Elite donne (27,8 km). Le azzurre: Noemi Cantele, Elisa Longo Borghini

S

Cronometro Professionisti (46,4 km). Gli azzurri: Adriano Malori, Marco Pinotti

VENERDÌ In linea: Juniores donne (70 km) e Under 23 (168 km)

SABATO In linea: Juniores uomini (126 km), Elite donne (140 km)

DOMENICA In linea Professionisti (266 km)

LE PRIME GARE DUE CRONOMETRO

Con la junior Ratto c’è profumo d’oro La bergamasca ha dominato gli Europei Under 23: il lucchese Mammini da podio

Rossella Ratto, 17 anni, bergamasca, e Matteo Mammini, 21 BETTINI

Una partenza col botto, cioè con la prima medaglia. Anzi, con la prima maglia (iridata). E’ quello che si augura Edoardo Salvoldi, c.t. delle donne. Sì, perché oggi a Copenaghen prende il via il Mondiale. E la prima gara, la crono donne juniores, è una gara che ci fa davvero ben sperare visto che schieriamo Rossella Ratto, campionessa europea su strada e crono. Percorso velocissimo, con partenza e arrivo nel cuore della capitale danese. Donne «Avrei preferito un trac-

Vince Cav E’ pronto per il Mondiale. Mark Cavendish ha vinto in volata a Londra l’ultima semitappa del Giro di Gran Bretagna (80 km) su Renshaw e Forster. Classifica a Boom (Ola)

MERCOLEDÌ

ciato più duro — dice la Ratto, bergamasca di Colzate, anche se nata a Moncalieri — con qualche salita in più dove poter esprimere al meglio la mia potenza. Ma se ci sarà vento, verrà fuori comunque una prova dura. La distanza più corta (13,9 km, due in meno rispetto dell’Europeo) potrebbe favorire le pistard. Credo che l’avversaria da temere di più sarà la francese Mathilde Favre, già seconda dietro di me a Offida. Poi, sono da tenere d'occhio le britanniche e le australiane». Jessica Allen nella fattispecie, ma anche la tedesca Lisa Fi-

scher e la danese Sofie Vallin su un percorso in cui la vittoria si giocherà sul filo dei 43-44 orari. Oltre alla Ratto (penultima a partire alle 10.37), tra le 39 concorrenti ci saranno anche Maria Giulia Confalonieri (10.12) e Beatrice Bartelloni (10.23). Atlete polivalenti, vincenti anche su pista (fanno parte del terzetto campione europeo dell’inseguimento), che potrebbero costituire la sorpresa. Under 23 Nel pomeriggio, inve-

ce, toccherà agli uomini under 23. E qui le speranze di vittoria sono meno. Tra i 65 al via, due azzurri: Massimo Coledan, veneto della Trevigiani, in gara alle 14.40, e Matteo Mammini, 21 anni, lucchese della Mastromarco, alle 16.35. Mammini, da due anni tricolore della specialità, lo scorso anno si classificò 6˚ al Mondiale e quest’anno ha vinto cinque gare (ha fallito solo la crono del GiroBio dove però ha anche forato). All’Europeo ha chiuso al 4˚ posto dopo una partenza disastrosa. Su un percorso (35,2 km) che sembra perfetto per lui potrebbe sfiorare il podio. Francesi da battere. c. ghis.


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PALLAVOLO EUROPEO IN AUSTRIA E REPUBBLICA CECA

Azzurri Squadra e c.t. che ci riportano sul podio dopo 6 anni di digiuno

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Gigi Mastrangelo Nato a Mottola (Ta), 36 anni. 202 cm Centrale Club: Cuneo In azzurro: argento e bronzo alle Olimpiadi, 3 Europei Presenze: 328

Simone Parodi Nato a Sanremo (Im), 25 anni 195 cm Schiacciatore Club:Macerata In azzurro: ha debuttato nel 2008, 4˚ posto al Mondiale 2010 Presenze: 54

Andrea Bari Nato a Senigallia (An), 31 anni. 185 cm Libero Club: Trento In azzurro: ha debuttato nel 2008, 4˚ posto al Mondiale 2010. Presenze: 54

Rocco Barone Nato a Palmi (Rc), 23 anni. 200 cm Centrale Club: Vibo V. In azzurro: ha debuttato nel 2010, oro ai Mediterranei 2009 Presenze: 31

Michal Lasko Nato a Wroclaw (Pol), 30 anni. 202 cm Opposto Club: Jastrzeb ski (Polonia) In azzurro: oro all’Europeo 2005, 4˚ al Mondiale 2010 Presenze: 140

Gabriele Maruotti Nato a Fiumici no (Rm), 23 anni. 196cm. Schiacciatore Club: Roma In azzurro: de butto nel 2009, oro ai Mediter ranei 2009 Presenze: 47

Ivan Zaytsev Nato a Spoleto (Pg) 22 anni 202 cm, Schiacciatore Club: Roma In azzurro: ha debuttato nel 2009, oro ai Mediterranei 2009 Presenze: 59

Dante Boninfante Nato a Battipa glia (Sa), 34 anni. 188 cm. Alzatore Club: Roma In azzurro: de butto nel 2001, oro ai Mediter ranei 2001 Presenze: 15

Cristian Savani Nato a Castiglione d. Stiviere (Mn), 29 anni. 195 cm Schiacciatore. Club: Macerata. In azzurro: due ori agli Europei Presenze: 178

Simone Buti Nato a Fucecchio (Fi), 28 anni, 208 cm. Centrale Club: Monza In azzurro: ha debuttato nel 2010, 4˚ posto al Mondiale 2010. Presenze: 48

le Pagelle

UN SAVANI SUPER KOVACEVIC È DECISIVO ITALIA MASTRANGELO 6.5. Coi 4 muri di ieri è arrivato a quota 27 in sei gare. Ma nonostante questo non è stato premiato come miglior muro dell’Europeo. Dalle sue battute sono partiti quasi tutti i break azzurri della finale PARODI 5.5 Non era al meglio e lo si è visto. Ha giocato con coraggio fino all’ultima palla che gli è caduta dietro la schiena BARI 6.5 75% di ricezioni perfette corroborato dal titolo di miglior libero del torneo. Ha iniziato in panchina in panchina e finito in gloria LASKO 6.5 Quindici punti con il 44% in attacco non è stato brillante come in altre occasioni, ma ha fatto la sua parte anche in battuta MARUOTTI sv ZAYTSEV 5.5 Comincia bene, poi alle prime difficoltà finisce in panchina. Male in attacco, ma in ricezione aveva tenuto BONINFANTE ne

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IL MIGLIORE

7 SAVANI

Un’altra grande prova del capitano chiude con un incredibile 71% in attacco (su 24 palloni), centrali a parte, nessuno ha le sue percentuali in attacco. Il migliore dei suoi BUTI 6 Gettato nella mischia quando la partita si fa incandescente non si fa travolgere, cercando di dare il suo contributo TRAVICA 6 Lo fischiano ad ogni pallone, ma lui dimostra di poter reggere la pressione. Ogni tanto perde un po’ di lucidità, ma non molla mai BIRARELLI 5.5 Non sta bene, vuole giocare comunque, ma non può dare il suo solito contributo alla squadra SABBI n.e. All. BERRUTO 5.5 Da quando prende il giallo sembra perdere la sua proverbiale lucidità. Dalla tribuna è sempre facile giudicare, ma forse forse nell’ultimo set poteva cercare di cambiare l’inerzia ributtando nella mischia Zaytsev. Ma guardando tutto l’Europeo il suo voto sarebbe molto diverso

SERBIA

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IL MIGLIORE

8 N. KOVACEVIC

Il migliore della partita, capisce che il suo capitano è in difficoltà e si carica di un gran lavoro in attacco e in ricezione. Degno erede dei grandi martelli slavi del passato: da Vladi Grbic in giù U. KOVACEVIC n.e. PETKOVIC 7.5 Lo si è spesso definito un palleggiatore con poca fantasia: ma nella finale non si fa travolgere. Anzi la sua lucidità consente alla Serbia di tornare d’oro dopo un decennio. Pensate che non fa rimpiangere Nik Grbic TERZIC 6 Due entrate e due ace: avendo fatto i punti che chiudono due set meriterebbe anche di più. Se non altro per la fortuna che ha avuto nel primo STANKOVIC 7 Cento per cento in attacco e tre muri, tutti in momenti pesanti della partita NIKIC 6.5 Qualcuno dei suoi atteggiamenti non piacciono agli avversari, ma fa bene il suo lavoro e se la Serbia è sul gradino più alto è anche merito suo MITIC sv RASIC sv MILJKOVIC 7 Il capitano è sulle ginocchia dopo la maratona del giorno prima, non gioca la sua miglior partita (e questo aumenta il rimpianto italiano), ma le palle che scottano le mette ancora giù. Esattamente come 11 anni fa a Sydney. Complimenti alla carriera e allo spirito con cui fa il senatore STAROVIC ne PODRASCANIN 7 Quattro muri e 10 punti complessivi con un ace pesante. L’altro centrale di Macerata in campo è una certezza sotto rete ROSIC 7 Resiste alle bordate italiane dall’inizio alla fine e in difesa si fa sentire con autorità ALL. KOLAKOVIC 7.5 Non parla tanto, ma evidentemente lavora bene. E soprattutto non ha paura di buttare nella mischia giovani sempre nuovi, non ha giocato ma segnate questo nome Uros Kovacevic. Fra poco verrà anche messo in campo g.l.p.

4

Argento 2

I NUMERI

Italiani premiati I premi individuali: Dragan Travica miglior regista e Andrea Bari miglior libero. Miglior giocatore Ivan Miljkovic (Serbia). Miglior Marcatore: Mikhailov (Rus). Battuta: Kurek (Pol). Ricezione: N. Kovacevic (Ser). Muro: Podrascanin (Ser). Attacco: Mikhailov (Rus)

11

Medaglie azzurre Agli Europei 6 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Meglio solo l’Unione Sovietica con 12 ori e 2 bronzi. Per la Serbia primo successo, la Jugoslavia vinse 1 oro, 1 argento e 6 bronzi

43

Medaglie azzurre L’Italia maschile, considerando tutte le manifestazioni, è salita sul podio 43 volte con: 22 ori, 12 argenti e 9 bronzi

71

Muri azzurri Con 71 l’Italia è la squadra che ha murato di più, e con 34 è anche quella con più ace. Siamo secondi (dietro la Russia) anche come attacco (52.3%), ma solo noni come ricezione (38.6%) (a.a.)

Incubo Serbia La corsa azzurra si ferma in finale L’Italia è perfetta per un set, poi si fa rimontare e battere da Miljkovic e compagni DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI VIENNA (Austria)

Come dodici mesi fa a Roma al Mondiale, come dieci anni orsono a Ostrava in un altro Europeo, come nel 2000 ai Giochi di Sydney è sempre la Nazionale di Belgrado, con diverse denominazioni (oggi è Serbia) a fare piangere l’azzurro. Rimpianti E, come accaduto in passato, questa partita tornerà nelle notti dei ragazzi italiane come il peggiore degli incubi: perché forse mai come questa volta, un gruppo giovane e alla prima vera grande esperienza, ha sfiorato una vittoria clamorosa. Partiva dal decimo posto di due anni fa l’Italia in Turchia e dal sesto posto in World League. Ha risalito la china, ma si è fermato a un passo dalla vetta, anzi a due: perché dopo il primo set sembrava che l’azzurro di Mauro Berruto potesse magi-

Che fortuna i serbi: il 3˚ set si chiude 25-23 con un ace aiutato dalla rete camente tornare sul gradino più alto del podio come era capitato l’ultima volta nel 2005. Ma dopo un primo set perfetto l’Italia si è persa certo per merito di un lucidissimo Vlado Petkovic che doveva raccogliere la pesante eredità lasciata da Nikola Grbic, giusto un anno fa al passo d’addio con la Nazionale. Semifinale Dopo una stre-

pitosa semifinale contro la Russia, la Serbia si è ripetuta, spinta dalla maggior parte del pubblico della Wiener Stadthalle. I tifosi slavi non sono troppo carini nei confronti di Dragan Travica, fischiato dal primo all’ultimo punto. Forse ha il torto di parlare la loro lingua, ma anche di avere scelto di vivere in Italia (il papà Ljubo ha vinto due bronzi europei con la Jugoslavia come giocatore e come allena-

ITALIA SERBIA

1 3

(25-17 20-25 23-25 24-26) ITALIA: Savani 20, Birarelli, Travica 4, Zaytsev 7, Mastrangelo 13, Lasko 15; Bari (L), Parodi 6, Maruotti, Buti 4. Non entrati: Sabbi, Boninfante. All. Berruto. SERBIA: Nikic 10, Stankovic 8, Milijkovic 18, N. Kovacevic 15, Podrascanin 10, Petkovic 1; Rosic (L), Terzic 2, Rasic 1, Mitic. Non entrati: U. Kovacevic, Starovic. All. Kolakovic. ARBITRI: Loderus (Ola) e Zenovich (Rus). NOTE Spettatori: 8500. Durata set: 24’, 26’, 28’, 29’; totale 108’. Italia: battute sbagliate 20, vincenti 8, muri 10, 2a linea 13, errori 28. Serbia: battute sbagliate 11, vincenti 6, muri 10, 2a linea 16, errori 23. Tecnico contro l’Italia per proteste di Berruto sul 17-15 del 4o set.

tore della Serbia). Ma è bene precisare che al di là di alcuni episodi di esuberanza serba, la squadra allenata da Igor Kolakovic ha meritato questo oro, come aveva meritato, dall’Olimpiade di Sydney in qua, tutte le volte che ha battuto l’Italia. Questa è una squadra che, pur rinnovandosi sempre, riesce a mettere in campo sempre qualcosa in più. Magari anche con un po’ di fortuna (o tanta fortuna) come accaduto al giovane Terzic entrato in battuta alla fine del terzo set

e autore di un ace con la complicità della rete. Ma, come si diceva una volta, la fortuna aiuta gli audaci: la Serbia ci ha provato dopo aver perso un primo set in maniera netta. E sulla scorta di quella sconfitta ha saputo risorgere pur con un Ivan Miljkovic (bomber stagionato e stanco, ma ancora grande). Proprio questo fa rimpiangere di più gli azzurri. Arbitri Che si sono lamentati molto dei fischietti. Protagonista (troppo) della serata il signor Frans Loderus che aveva sbagliato moltissimo contro gli azzurri anche in World League (nella partita contro la Bulgaria). Al di là di alcune palle contestatissime dagli azzurri, il fischietto olandese ha estratto un giallo (contro Berruto) che alla fine si è rivelato determinante nel peso della quarta frazione e della partita. Un giallo vale un punto per gli avversari, andrebbe comminato con attenzione, visto che anche i serbi hanno protestato tanto. Ma le regole sono chiare e certe proteste si rivelano spesso inutili. Prima della finale il rieletto presidente della confederazione, Meyer, si è detto soddisfatto di questo Europeo, nonostante anche la Russia si fosse lamentata a lungo per un macroscopico errore nella semifinale con la Serbia. Se si vuole queste cose si possono modificare a livello politico... Senza contare che – amaramente – la finale non è stata la miglior partita degli azzurri. Rammarico Peccato sospirano gli azzurri. Ma oggi svegliandosi (ammesso che qualcuno sia riuscito a dormire) Cristian Savani e compagni si renderanno conto di aver fatto qualcosa di grande, di assolutamente inatteso e con una grande prospettiva. Mauro Berruto può essere orgoglioso dei giocatori e del lavoro. Doveva essere un primo passo, è il salto di un canguro. Se lo si guarda bene, questo argento, senza retorica, brilla come l’oro. Basta mantenere questo carattere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Da sinistra Emanuele Birarelli, Andrea Bari, Michal Lasko e Gigi Mastrangelo. Sotto, la festa dei serbi TARANTINI

RUSSIA BATTUTA

La Polonia di Anastasi chiude di bronzo Bronzo alla Polonia di Anastasi. Polonia-Russia 3-1 (25-23, 18-25, 25-21, 25-19) POLONIA: Mozdzonek 2, Jarosz 15, Kubiak 18, Nowako wski 4, Zygadlo 5, Kurek 23; Ignaczak (L), Gruszka 2, Kosok 2. N.e. Mika, Drzyzga, Ruciak. All. Anastasi. RUSSIA: Khtey 5, Muserskiy 9, Mikhailov 25, Biryukov 4, Volkov 6, Grankin 2; Sokolov (L), Ilinykh, Zhigalov, Apalikov 2, Sivozhelez 9, Butko. All. Alekno. ARBITRI: Jovanovic (Ser) e Piasetski (Biel). NOTE D.s. 26’, 24’, 26’, 26’; tot. 102'. Polonia: b.s. 14, v. 5, m. 10, e. 24; Russia: b.s. 16, v. 5, m. 7, e. 21.


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IL C.T.

Dragan Travica Nato a Zagabria (Cro), 25 anni. 200 cm. Alzatore. Club: Macerata. In azzurro: debutto 2007. 4˚ Mondiale ’10 Presenze: 104

Andrea Giovi Nato a Perugia, 28 anni. 185 cm Libero Club: S. Giustino In azzurro: ha debuttato nel corso di questo Europeo. Presenze: 6

Emanuele Birarelli Nato a Senigal lia (An), 30 anni. 202 cm Centrale Club: Trento In azzurro: 4˚ all’Olimpiade 2008 e Mondiale 2010 Presenze: 102

Giulio Sabbi Nato a Palestrina (Rm) 22 anni. 201 cm Opposto Club: Roma. In azzurro: ha debuttato quest’anno in World League Presenze: 33

Mauro Berruto Nato a Torino, 42 anni. Con Macerata una Coppa Cev e una Challenge Come c.t. della Finlandia 4˚ all’Europeo 2007 C.t. dal 2011

FOTO, CURIOSITÀ VIDEO E RETROSCENA E IL BLOG ON LINE Sul sito della Gazzetta dello Sport potete trovare le cronache delle partite dell’Italia e i video ai protagonisti. Sul blog http://dal15al25.gazzetta.it/ ulteriori approfondimenti.

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ALBO D’ORO 1948 1950 1951 1955 1958 1963 1967 1971 1975 1977 1979 1981 1983 1985

Cecoslovacchia Unione Sovietica Unione Sovietica Cecoslovacchia Cecoslovacchia Romania Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica Unione Sovietica

Italia 3a Italia n.p. Italia 8a Italia 9a Italia 10a Italia 10a Italia 8a Italia 8a Italia 10a Italia 8a Italia 5a Italia 7a Italia 4a Italia 6a

1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009 2011

Unione Sovietica Italia Unione Sovietica Italia Italia Olanda Italia Jugoslavia Italia Italia Spagna Polonia Serbia

Italia 9a Italia 2a

Italia 3a Italia 2a

Italia 6a Italia 10a Italia 2a

Il trofeo 2011

d «Questa delusione

HANNO DETTO

S Nikola Kovacevic «L’Italia ha giocato bene, una partita punto a punto. Ma nei momenti delicati siamo riusciti a dare qualcosa in più. Forse il cuore serbo»

S Novak Djokovic SU TWITTER «Grande successo e grande cuore: hanno meritato l’oro. Li abbiamo celebrati e li aspettiamo per la festa al ritorno»

S Carlo Magri Presidente federale «Siamo amareggiati, ma consapevoli di poter avere soddisfazioni in futuro. E’ stato un grandissimo Europeo»

sarà la nostra forza» Berruto: «E’ il punto di partenza per un gran futuro Senza polemica: serve un aiuto per gli arbitri» VIENNA (Austria)

Cristian Savani si presenta in mix zone a torso nudo, facendo strabuzzare gli occhi alle colleghe giornaliste, tormenta l’argento che tiene fra le mani. Ha già vinto due ori, ma questa è la prima medaglia che si prende da protagonista, la prima da capitano. Ha un sapore speciale. Ma non può sorridere. Lui e i suoi compagni non vogliono sorridere, sono inferociti. Con il signor Loderus, l’arbitro, ma anche un po’ con loro stessi, per non essere riusciti a completare l’opera. «Ci credevamo, ci credevamo — dice —. Adesso vediamo il bicchiere mezzo vuoto, per forza. Non riusciamo a giudicarla con la giusta luce questa medaglia. A questa finale tenevo tanto, non abbiamo mollato mai fino alla fine. Quando domani (oggi) mi risveglierò, vedrò questa medaglia con il suo giusto valore. Perché in questo Europeo abbiamo fatto qualcosa di grande. Questa è una squadra giovane, che non aveva una grande esperienza in comune. Penso che da qui possa ripartire qualcosa di importante».

clic SEI SERBI TITOLARI GIOCANO O HANNO GIOCATO IN ITALIA (a.a.) Tutti e sei gli atleti che compongono il sestetto serbo hanno giocato o giocheranno quest’anno in Italia. Il palleggiatore Petkovic a San Giusto (con Starovic), Stankovic e Podrascanin centrali di Macerata, Nikic schiacciatore a Monza. Due gli ex: Nikola Kovacevic (Latina e Perugia) e Ivan Miljkovic (Macerata e Roma).

Cristian Savani, 29 anni, capitano azzurro: è stato il miglior marcatore della finale europea con 20 punti TARANTINI

Miglior libero Bari ha cominciato questo Europeo in panchina e l’ha chiuso con il premio di miglior libero, una soddisfazione che non basta. «Lo si sa che chi vince l’argento festeggia meno di chi conquista il bronzo — commenta —. Ma se penso a qualche settimana fa, penso che tutti, alla vigilia di questo Europeo, avremmo messo la firma per una medaglia d’argento. E dobbiamo es-

sere contenti, magari da domani. Non mi piace parlare di fortuna o sfortuna, ma questa è stata una partita davvero particolare». Arbitri Anche il c.t. Mauro Ber-

ruto preferisce non parlare degli arbitri «perché penso che ci siano le sedi opportune per intervenire». «Non voglio parlare della gara della finale: ma di quella di semifinale tra Serbia e Russia, dove io non ero parte in causa. Chiusa da una palla nettamente toccata: ci sono tutti gli strumenti per correggere questi errori – continua Berruto, che da tifoso del Toro non si può pretendere che sia compassato come un damerino -. Passando alla squadra, dico che questo gruppo ha enormi potenzialità di crescita. E’ iniziato un percorso che ha già dato grandi frut-

ti, non possiamo essere contenti adesso, perché la nostra ambizione era vincere. Ci credevamo tutti. E’ vero, la Serbia non molla mai, ma l’Italia non è da meno e dalla Coppa del Mondo di novembre abbiamo intenzione di farlo vedere ancora. Guardavo che la Serbia, ha una squadra giovane più della nostra, ma le presenze in campo internazionale sono molte di più dei nostri giocatori. Questo non lo posso cambiare, ma posso promettere che continuerò a lavorare. In mezzo alle tristezze di questa ultima giornata, mi porto due fotografie: l’abbraccio dopo la semifinale e quello sul podio di stasera. Non ci sono facce allegre, ma c’è un gruppo con un futuro». Non c’è bisogno di essere tifosi per credergli. g.l.p. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CAPITANA DELLE AZZURRE STAFFETTA TRA NAZIONALI

Lo Bianco: «È un grande risultato» «Peccato gli ultimi punti, ma ho visto una bella squadra Faranno sempre meglio» VALERIA BENEDETTI

Il tempo di vedere pochi punti, in piedi nella hall dell’albergo di Monza dove le ragazze stanno svolgendo gli ultimi giorni di preparazione prima dell’avvio del loro Europeo, venerdì prossimo contro la Croazia. Gli orari di allenamento non hanno permesso alle az-

Eleonora Lo Bianco, 31 anni TARANTINI

zurre di tifare Italia ieri, se non nelle ultime battute della finale. E la capitana Leo Lo Bianco sa quanto bruci perdere una medaglia d’oro così. «E’ un peccato — commenta la palleggiatrice —, ho potuto vedere solo gli ultimi punti della finale ma mi hanno detto che è stata una bella partita. Avevo visto ieri (sabato, ndr) la semifinale e mi erano piaciuti molto. Contro la Polonia avevano fatto una partita quasi perfetta. Poi queste finali le puoi perdere per poco come è successo, ai vantaggi. Mi dispiace anche che sia finita così con quel pallone caduto a terra senza ricezione. Però in questo sport è così. Con una palla si può vincere

e si può perdere una finale». Complimenti E lo sa bene, Leo che, insieme a Sara Anzanello e Francesca Piccinini, era già nell’Italia campione del mondo nove anni fa. Per questo è cosciente anche che una medaglia d’argento è tutt’altro che da buttare: «Faccio i miei complimenti comunque ai ragazzi, sono stati molto bravi a conquistare la finale e la qualificazione per la Coppa del Mondo, primo torneo che qualifica a Londra. È un risultato importante in ogni caso. Ho visto una squadra che ha carattere e che sta migliorando e può fare bene anche nelle prossime manifestazioni».

Staffetta Una medaglia d’ar-

gento che è anche di buon auspicio anche per le ambizioni del femminile che la finale sperano di giocarla (a Belgrado) e magari di vincerla per la terza volta di fila: «Non si può dire niente — ride scaramanticamente Leo lo Bianco —. Certo speriamo che questa medaglia dei ragazzi porti fortuna e che anche noi possiamo fare... diciamo bene». E i complimenti delle ragazze della Nazionale arrivano anche via internet. Sara Anzanello su facebook, prima si lamenta di non poter vedere la finale, pochi minuti, dopo la fine posta un «Peccato...Bravi comunque. Per il gruppo e per la determinazione...». E da venerdì toccherà ai ragazzi tifare davanti alla televisione, puntando a un’altra finale. © RIPRODUZIONE RISERVATA©

L’EUROPEO FEMMINILE

Venerdì a Monza l’Italdonne parte contro la Croazia (a.a.) Venerdì prende il via l’Europeo femminile che si dividerà tra Serbia e Italia. A Belgrado, girone A, ci saranno Germania, Ucraina, Francia e Serbia. A Zrenjanin (C) Israele, Polonia, Romania e R.Ceca. A Busto Arsizio (D) Olanda, Spagna, Bulgaria e Russia. L’Italia è nel girone B di Monza e se la vedrà con Croazia (venerdì), Azerbaigian (sabato) e Turchia (domenica). Stessa formula del maschile con la prima ai quarti, mentre 2a e 3a disputano gli ottavi. Final four a Belgrado 1 e 2 ottobre.


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BASKET EUROPEO IN LITUANIA

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ALBO D’ORO 1935 Lettonia; 37, 39 Lituania; 46 Cecoslovacchia; 47 Urss; 49 Egitto; 51, 53 Urss; 55 Ungheria; 57, 59, 61, 63, 65, 67, 69, 71 Urss; 73, 75, 77 Jugoslavia; 79, 81 Urss; 83 ITALIA; 85 Urss; 87 Grecia; 89, 91 Jugoslavia; 93 Germania; 95, 97 Jugoslavia; 99 ITALIA; 2001 Jugoslavia; 2003 Lituania; 2005 Grecia; 2007 Russia; 2009, 2011 Spagna QUINTETTO IDEALE Parker (Fra), McCalebb (Mac), Navarro (Spa), Kirilenko (Rus), P. Gasol (Spa)

Mostruosi Spagna, è titolo bis Dominata la Francia Navarro premiato miglior giocatore: «Sono stato impressionante». Scariolo: «Fortunato e orgoglioso» SPAGNA FRANCIA

98 85

(25-20, 50-41; 75-62) SPAGNA: Calderon 17 (7/9, 1/3), Navarro 27 (3/7, 3/7), Fernandez 14 (7/8, 0/5), P.Gasol 17 (5/10, 1/2), M.Gasol 11 (2/4, 1/1); Rubio, Reyes 2 (1/1), Claver, San Emeterio, Llull 4 (2/2), Ibaka 4 (1/3), Sada 2 (1/1). All.: Scariolo.

ARBITRI: Lamonica (Ita), Belosevic (Ser), Radovic (Cro). NOTE - T.l.: Spa 22/24, Fra 10/13. Rim.: Spa 32 (P.Gasol 10), Fra 32 (Noah 8). Ass.: Spa 19 (Navarro 5), Fra 17 (Diaw 7). Prog.: 5’ 8-10, 15’ 40-31, 25’ 60-52, 35’ (84-72). Usc. 5 f.: Noah 36’49" (89-75). Tec.: Fernandez (più ant.) e Diaw 18’31" (46-34), Calderon e Pietrus 21’20" (56-43) Spett.: 14.500.

MA LA MACEDONIA SFIORA IL MIRACOLO

KAUNAS (Lituania)

La corsa incredibile della Macedonia verso la storia del basket si ferma a 7" dalla fine quando Vojdan Stojanovski, smarcato da un assist di Mc Calebb, sbaglia solo, sotto canestro, il tiro del pareggio. La Russia vince il bronzo, unica nazione (Spagna a parte) a conquistare 2 medaglie negli ultimi 4 anni, sempre con David Blatt. «Ero sicuro di vincere — dice il coach che ha dovuto fare a meno di Khryapa, il suo play occulto — non perché non rispettassi la Macedonia, anzi la ammiro, o per presunzione. Ma perché il nostro cammino è stato corretto, dritto, giusto. Non poteva che finire bene: abbiamo

vinto 10 partite su 11 mostrando sempre grande qualità». Per Londra Ancora una volta è

decisivo Andrei Kirilenko, che dice che farà di tutto per giocare al Preolimpico e andare a Londra, che segna due triple quando la sua squadra è allo sbando e la Macedonia risale da -10 con un 15-5 e sorpassa a inizio dell’ultimo quarto (52-55). Dove gioca con 4 falli: Blatt rischia, ma non può fare a meno di lui. Anche se il canestro decisivo, a 15" dalla sirena, è di Bykov (70-68). Bo McCalebb gioca un’altra grande partita, ma stavolta il grande capo è Ilievski che guida una squadra che ribalta il senso delle statistiche ed è arrivata a un tiro dalla medaglia più epica della storia dell’Europeo. chiabo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrei Kirilenko, 30 anni AP

Russia-Macedonia 72-68 (Kirilenko 18, Vorontsevich, Mozgov, Monya 10; McCalebb 22, Ilievski 16, Antic 13).

Taccuino EUROPEO 2013

Si resta a 24 squadre La Slovenia, che organizza l’Europeo del 2013 dal 4 al 22 set tembre, ha in previsione di costrui re 4 nuovi impianti a Capodistria, Novo Mesto, Ptuj e Jesenice dove giocare i 4 gironi della prima fase per poi riunire a Lubiana i gironi del la seconda e le finali. Fiba Europe ha discusso a lungo sulla lunghezza eccessiva della formula a 24, ma ha valutato che il giorno di riposo tra una gara e l’altra della seconda fase ha limitato il numero di infortuni e l’ha confermata per il 2013. Dove so no già qualificate le prime 6 di que sto Europeo più Slovenia e Gran Bretagna: le altre, tra le quali l’Italia, dovranno giocare le qualificazioni la

prossima estate: 6 gironi da 5, pas sano le prime 2 e le 4 migliori terze.

AMICHEVOLI

MERCATO

(a.m. g.n.) A Caorle: Milano-Cantù 70-68 (Mancinelli e Ra dosevic 14; Parakhouski 14, Lightly 13); Cantù-Bologna 60-56 (Scekic 11; Homan 13); Treviso-Milano 72-78 (Moldoveanu 14; Nicho las 19). A Castelfiorentino: Siena-Pistoia 94-62 (Aradori 26, Summers 17; Mathis 12); Teramo-Besiktas 86-84 (Brown 16, Fultz 14; Deron Williams 14); Montegranaro-Varese 89-80 (McNeal 23; Diawara 21); Biella-Pesaro 58-58 (Coleman 16; White 17); Reggio Emilia-Casale 68-75 (Robin son 20; Temple 24); Brindisi-Caserta 82-86 (Ndoja 26; Smith 18).

Virtus aspetta Kobe (a.to) Entro le prossime 48 ore Sabatini saprà se il sogno di por tare a Bologna Kobe Bryant può di ventare realtà. La risposta della star dei Lakers all’offerta su base bimestrale della Virtus è attesa per domani o al più tardi per mercoledì. Secondo fonti greche, Chris Ka man, centro della Germania e dei L.A. Clippers, avrebbe raggiunto un accordo con lo Zalgiris Kaunas. La Germania avrebbe invece offerto per quattro anni la panchina della nazionale all’ex c.t. Svetislav Pesic, ex anche di Roma.

LUCA CHIABOTTI KAUNAS (Lituania)

Juan Carlos Navarro non fa finta neppure di nasconderlo: «La verità è che ho giocato delle partite in cui sono stato impressionante». Ha segnato 30 punti di media nelle ultime tre gare, 27 nella finale con la Francia di Tony Parker che hanno regalato alla Spagna il secondo oro consecutivo e la settima medaglia in 10 anni. Lui, tra tante stelle Nba, votato il miglior giocatore dell’Europeo, le ha vinte tutte. Come Pau Gasol, l’amico di una vita, il fratello, la chiave di una pallacanestro mai vista in Europa dai tempi dell’ultima, grande, Jugoslavia unita, equilibrata e micidiale in attacco e in difesa, dove l’ultimo arrivato, Serge Ibaka, ha tolto l’ossigeno agli avversari con 5 stoppate nel primo tempo che hanno prodotto l’allungo decisivo. Scariolo «Sono davvero fortunato ad allenare una squadra di uomini così — dice Sergio Scariolo, l’unico italiano ad aver vinto due ori europei — ed estremamente orgoglioso di come hanno giocato e vinto l’Europeo più duro e competitivo di sempre. Hanno confermato quello che ho sempre pensato: che anche un gruppo con tante stelle e talento può essere una vera squadra, giocare in un sistema, difendere, aiutarsi uno con l’altro. Per un tecnico è una grande soddisfazione». Pau Gasol e Tony Parker sono fianco a fianco e si abbracciano. «La Spagna domina da anni, noi siamo nuovi — dice Tony —: hanno vinto come abbiamo vinto noi a San Antonio. Il coach avversario ha fatto un gran lavoro, avevo sempre tre uomini addosso. Noi dobbiamo avere pazienza: a fine parti-

FRANCIA: Parker 26 (7/15, 2/5), Batum 10 (2/3, 2/8), Diaw 12 (3/5, 2/3), Pietrus 4 (2/2), Noah 11 (5/8); Seraphin 4 (2/4), Albicy 1, Kahudi 3 (1/2 da 3), Traore 4 (2/7), De Colo 2 (0/1, 0/2), Tchicamboud, Gelabale 8 (1/1, 2/2). All.: Collet.

Kirilenko è decisivo Bronzo alla Russia

DAL NOSTRO INVIATO

Bene Siena e Milano

ta ho parlato a Noah, gli ho detto di tornare ancora, per vincere. Me lo ha promesso». Talento E’ puro talento quello

che domina l’inizio della partita. Parker e Navarro scorazzano felici e immarcabili, la differenza per la Spagna la fa la presenza in area di Marc Gasol (25-17). La difesa della Francia non è all’altezza dell’attacco avversario, Scariolo mette il lucchetto al canestro con Ibaka al posto di Pau che ha già due falli. L’impatto del congolese dei Thunder, che solo 2 anni fa giocava nella seconda serie spagnola, è spaventoso e Navarro scappa (38-26). Ma l’adrenalina di Fernandez combina un pasticcio. Colpisce duro Parker in entrata, la Francia reagisce con veemenza, Batum la riporta a contatto (46-41). Rientra Pau, e rimette tutto a posto. Noah prova a cambiare la partita marcandolo, quando Collet accetta di soffrire con Diaw su Marc. Funziona. E’ il pivot dei Bulls la chiave del -6 (60-54), la Spagna si affida al suo uomo più caldo: Navarro la riporta di peso a +13 (69-56) col suo 22o punto. Ma la foga di vincere fa affrettare dei tiri e la Francia rientra con le percussioni di Parker (69-60). Una stoppata di Marc lancia il messaggio vincente: la difesa produce un paio di palloni per il contropiede, con Sada in regia (Calderon ha tre falli, Rubio ha preso un colpo), debuttante in nazionale a 27 anni dopo una vita da mediano, anche Parker viene limitato. E quando Pau controlla bene che i piedi siano oltre l’arco e colpisce Noah, è finita (84-68). «E’ un momento molto dolce per noi e tutto il Paese» dice. Sintetizza Collet: «Siamo arrabbiati ma neanche tanto: hanno vinto i più forti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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RUGBY IL MONDIALE

Martedì con Italia-Russia inizia il terzo turno della fase a gironi. GIRONE A Classifica: Nuova Zelanda, Francia 10; Canada 4; Tonga 1; Giappone 0. Prossime partite Mercoledì (ore 9.30) TongaGiappone. Sabato (ore 10.30) Nuova ZelandaFrancia.

Ma l’Italia non può temerla Domani gli Orsi: 4000 atleti, otto club 5 giocatori all’estero e i soldi di un magnate

GIRONE B Classifica: Inghilterra, Scozia 9; Argentina 6; Georgia, Romania 0. Prossime partite Sabato (ore 8) InghilterraRomania. Domenica (ore 9.30) ArgentinaScozia. GIRONE C Classifica: Irlanda 8; Australia 5; Stati Uniti 4; Russia 1; Italia 0. Prossime partite Domani (ore 9.30) ITALIA-Russia. Venerdì (ore 10.30) AustraliaStati Uniti. GIRONE D Classifica: Sudafrica 9; Samoa 6; Galles, Figi 5; Namibia 0. Prossime partite Giovedì (ore 10) SudafricaNamibia. Domenica (ore 4.30) Figi-Samoa.

Vasily Artemyev, 24enne trequarti ala di Mosca, raccoglie un calcio contro gli Stati Uniti REUTERS DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI NELSON (Nuova Zelanda)

Non può far paura: la Russia, che l’Italia domani (alle 9.30) affronterà a Nelson nel secondo match iridato, non deve intimorire. Nè per storia, nè per quanto messo in mostra all’esordio perdendo (13-6) contro gli Stati Uniti. Gli «Orsi», come viene soprannominata la Nazionale di Mosca, occupano il diciannovesimo posto del ranking dell’International Board (gli azzurri l’undicesimo) e sono alla prima partecipazione alla Coppa del Mondo. Nel 2003 conquistarono la qualificazione sul campo, ma non vennero ammessi per aver utilizzato tre giocatori sudafricani non eleggibili. Nel 2007 furono esclusi dal Portogallo per la miseria di tre punti. Nikolay Nerush, capo allenatore dal 2008 al posto del francese Claude Saurel, aveva fissato un obiettivo: «Vincere una partita». Potrebbe già essere sfumato. Il movimento Eppure la disciplina, nel

Paese, ha tradizione. Pare sia stato introdotta sul finire dell’Ottocento da operai stranieri impiegati nella costruzione della Transiberiana. Si narra che addirittura Yuri Gagarin, il primo uomo lanciato nello spazio, fosse un rugbista. L’attuale federazione, fondata meno di vent’anni fa con la caduta del Muro, conta su circa 4000 tesserati e otto club professionistici, nei quali sono distribuiti quasi tutti i giocatori della rosa iridata. Gode di poche finanze, ma l’introduzione del rugby a sette nel consesso olimpico, ha fatto sì che il movimento, grazie anche all’intervento del magnate Tariko Roustam, cominciasse a godere di contributi governativi e trovasse spazio nelle scuole. La Nazionale a sette, nell’ultimo prestigioso torneo di Hong Kong, ha raggiunto i quarti. E il Paese organizzerà i Mondiali 2013. Ha rinunciato alla candidatura 2019 per quelli a XV, ma sfruttando gli stadi del Mondiale di calcio 2018, potrebbe riprovarci per il 2023. La squadra La squadra s’è preparata di-

sputando in giugno la Churchill Cup (sconfitta dall’Italia A), poi con un lungo raduno a Sochi, sul Mar Nero, località che ospiterà i Giochi invernali 2014 e un mini tour di quattro partite a cavallo di Ferragosto in Gran Bretagna. Cinque i giocatori che militano all’estero: il più noto è l’ala Vasily Artemyev, un

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ATLETICA NOTTURNA DI MILANO

y Novità Russia

IN CAMPO ALLE 9.30

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biennale con Northampton. Il terza linea Vyacheslav Grachev, coi suoi 38 anni e mezzo, è il più anziano giocatore di sempre ai Mondiali. Il seconda Adam Byrnes è un australiano di nonni materni russi che gioca per i Melbourne Rebels. Nella formazione annunciata ieri da Nerush, ci sono cinque cambi rispetto a quella sconfitta dagli Stati Uniti. La mischia non pare all’altezza, solo i trequarti potrebbero dar qualche fastidio. Ma, appunto, non c’è da aver paura. Le quattro mete che servono per il bonus non possono scappare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Russia: Klyuchnikov; Artemyev, Kuzin, Makovetskiy, Ostroushko; Rachkov, Shakirov; Gresev, Garbuzov, Grachev; Byrnes, Voytov; Prishchepenko, Korshunov (cap.), Botvinnikov. A disposizione: Tsnobiladze, Khrokin, Antonov, Fatakhov, Yanyushkin, Sidorov, Kushnarev.

LE PARTITE

Il Galles è solido e supera Samoa Inglesi e Bleus ok Galles-Samoa 17-10 (6-10).

Marcatori: p.t. 12’ c.p. Hook (G), 20’ c.p. P. Williams (S), 26’ c.p. Hook (G), 42’ m. Perenis tr. P. Williams (S); s.t. 3’ e 22’ c.p. Priestland (G), 27’ m. S. Williams (G). HAMILTON Una meta di Shane Williams (la 55ª in 83 partite coi Dragoni) regala al Galles, sotto 10 6 all’intervallo, la vittoria su Samoa e un virtuale passaggio ai quarti. Inghilterra-Georgia 41-10 (17-10).

Marcatori: p.t. 4’ e 21’ m. Hape tr. Flood (I), 27’ c.p. Kvirikashvili (G), 35’ c.p. Flood (I), 42’ m. Basilaia tr. Kvirikashvili (G); s.t. 8’ m. Armitage (I), 22’ m. Tuilagi tr. Flood (I), 25’ m. Ashton tr. Flood (I), 41’ m. Ashton (I). DUNEDIN Sei mete a una, e l’Inghilterra, dopo un primo tempo equilibrato, travolge la Georgia. Francia-Canada 46-19 (19-10).

Marcatori: p.t. 2’ c.p. Pritchard (C), 5’ m. Clerc tr. Parra (F), 7’ m. Smith tr. Pritchard (C), 17’, 37’, 39’ e 41’ c.p. Parra (F); s.t. 7’ c.p. Parra (F), 17’ drop Trinh Duc (F), 24’ m. Traille tr. Parra (F), 38’ e 42’ m. Clerc tr. Parra (F). NAPIER La Francia dilaga nel finale col Canada: spiccano la tripletta di Clerc e i 23 punti al piede di Parra (9 su 10).

y Rudisha k.o.

LEMAITRE CHIUDE

(l.e.) A Nizza, nel Decanation, Lemaitre chiude la stagione vincendo i 100 in 10"12, mentre Lavillenie sale a 5.82 nell’asta. Uomini. 100 (-0.2): 1. Lemaitre 10"12; 2. Gatlin (Usa) 10"18. 1500: 1. Leer (Usa) 3'58"82. 3000 sp: 1. Chovkin (Rus) 8’26"03. Asta: 1. Lavillenie 5.82. Lungo (+0.2): 1. Menkov (Rus) 8.20. Peso: 1. Storl (Ger) 20.30. Martello: 1. Johnson (Usa) 77.39. Donne. 400: 1. Kapachinskaya (Rus) 51"26. 1500: 1. Krebs (Ger) 4’24"93. 100 hs (+0.7): 1. Lewis (Usa) 12"84. Alto: 1. Slesarenko (Rus) 1.95. Lungo: 1. Lesueur 6.91 (+0.8). Peso: 1. Williams (Usa) 18.38. Martello: 1. Lysenko (Rus) 74.14. Classifica: 1. Usa 133,50; 2. Russia 129; 3. Germania 115. Prove multiple (l.e.) Così a Talence (Bordeaux), nel meeting di prove multiple, Decathlon: 1. Val Alphen (Bel) 8200; 2. Pahapill (Est) 8184; 3. Sintnicolaas (Ola) 8170; 4. Kasyanov (Ucr) 8045; 5. Krauchanka (Bie) 8023. Eptathlon: 1. Chernova (Rus) 6679; 2. Dobrinska (Ucr) 6537; 3. Tyminska (Pol) 6301.

col baby Aman Brilla Pistorius Negli 800 l’etiope 17enne batte il keniano Oscar vince i 400 (45"97) nella tempesta

Grande prova di Oscar Pistorius, vincitore dei 400 in 45"97 con la pista allagata COLOMBO PIERANGELO MOLINARO MILANO

un miracolo quel balzo a due metri per il bronzo a Daegu. Pistorius La pioggia violenta ha pure con-

Vita dura, anche per gli dei. Se venerdì a Bruxelles Usain Bolt ha tremato davanti al 19"26 sui 200 del suo scudiero Yohan Blake, David Rudisha dopo due anni ha conosciuto l’onta della prima sconfitta negli 800. A batterlo è stato un etiope, Mohamed Aman, che ufficialmente non ha ancora festeggiato 18 anni. Aman si era già messo in mostra a Daegu, dove era stato protagonista di batteria e semifinale prima di concludere ottavo nella finale dominata da Rudisha. E sabato scorso a Rieti aveva stabilito con 1’43"37 il primato mondiale Under 18.

dizionato gli ultimi turni del triplo, dove però la campionessa mondiale, l’ucraina Olha Saladukha è atterrata a 14.94 con un vento generoso (+2.4). Ha affascinato nella tempesta la generosità di Oscar Pistorius, vincitore dei 400 in 45"97 su una pista allagata. E faceva effetto vedere la «nuotata» dei protagonisti dei 1500, dominato dal keniano Silas Kiplagat in 3’33"28, tempo eccezionale in queste condizioni. Come rimarchevole è stato il 7’41"30 dell’altro keniano Augustin Choge nei 3000. Infine i 1500 paralimpici dove Annalisa Minetti ha conquistato con 5’00"27, il minimo per partecipare alla Paralimpiade di Londra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il motivo Proprio in quella gara va letta la

sconfitta del primatista mondiale. Nella fatica tremenda dell’inseguimento al nuovo primato del mondo, chiusa con 1’41"33, miglior tempo 2011 e quinta prestazione di sempre, per la prima volta i suoi piedi erano apparsi pesanti negli ultimi 50 metri. Tale era stato lo sforzo che Rudisha cinque minuti dopo la conclusione si era nascosto in un angolo a vomitare. Che non avesse recuperato quella gara lo si è visto anche venerdì a Bruxelles nonostante la vittoria. Ieri dopo un passaggio normale a metà (50"21) non è scappato via come al solito a 350 metri dal traguardo. Ha aumentato, ma Aman gli si è incollato alle caviglie e lo ha attaccato all’ingresso della retta finale. Rudisha ha cercato di reagire, ma non ne aveva più, pur chiudendo in un grande 1’43"57. L’ultima sua sconfitta risaliva all’agosto 2009, alla semifinale dei Mondiali di Berlino. Negli 800 da segnalare il progresso di Giordano Benedetti, 1’46"32 per l’azzurro più promettente nel doppio giro di pista. La bufera La sconfitta di Rudisha è stata la ciliegina su un meeting che la pioggia ha cercato di rovinare senza riuscirci. Ha compromesso solo i concorsi come l’alto femminile, dove l’iridata russa Anna Chicherova ha superato in tutta fretta 1.96 mentre cadevano i primi goccioloni e ha salutato. Sarebbe stato troppo rischioso per sue caviglie d’oro cercare lo stacco su una pedana allagata. Alle sue spalle la nostra Antonietta Di Martino con 1.93, ormai esausta, senza più nelle gambe l’energia per volare alla fine di una stagione segnata dall’infortunio all’alluce sinistro. E’ stato davvero

I RISULTATI

La pioggia ferma Chicherova (1.96) e Di Martino (1.93) Uomini. 100 ( 3.4): 1. Ashmeade (Giam) 10"42;3. Cerutti 10"61; 4. Riparelli 10"65; 6. Di Gregorio 10"70; 7. Collio 10"77. 400: 1. Pistorius (Saf) 45"97; 2. Clarke (Gb) 46"29; 4. Tricca 47"01; 5. Juarez 47"18; 8. Lorenzi 49"24. 800: 1. Aman (Eti) 1’43"50; 2. Rudisha (Ken) 1’43"57; 3. Lewandoski (Pol) 1’45"05; 7. Benedetti 1’46"32. 1500: 1. S. Kiplagat (Ken) 3’33"28; 6. Crespi 3’39"32. 3000. I: 1. Choge (Ken) 7’41"30; 2. Gebremedin (Eti) 7’41"42. II: 1. Haidane 7’56"62. Giavellotto: 1. Vesely (R.Cec) 80.84; 6. Bertolini 74.44. Donne. 400: 1. Yefremova (Ucr) 51"94; 2. Pygyda (Ucr) 52"11; 3. Grenot 52"46; 5. Bazzoni 54"08; 7. Bonfanti 54"90. 800. I: 1. Cherono (Ken) 2’00"34; 2. Sum (Ken) 2’00"56; 3. Santiusti (Cuba) 2’00"74; 8. Milani 2’06"09. II: 1. Viola 2’10"50. 100 hs ( 1.2): 1. Foster (Giam) 13"09; 2. Borsi 13"39; 3. Caravelli 13"43; Ali sq. Alto: 1. Chicherova (Rus) 1.96; 2. Di Martino 1.93. Triplo: 1. Saladuha (Ucr) 14.94 (+2.4; r. 14.28/+1.4); 2. Rypakova (Kaz) 14.69 (+2.8); 4. La Mantia 14.07 (+0.6). Paralimpici. Uomini. 100 ( 4.1): 1. Alaize (Fra) 12"69; 3. Muratorio 15"28. Donne. 100 ( 2.1): 1. Van Rmijn (Ola) 15"33; 2. Versace 16"31. 1500: 1. Congost (Spa) 5’00"08; 2. Minetti 5’00"27.


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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

TENNIS LA COPPA DAVIS

Djokovic battuto dal dolore Stiramento e ritiro shock SOFFRE, CROLLA, PIANGE: COSI’ CADE IL N. 1

Dalla gioia al pianto, dal trionfo a disastro. Da lunedì a New York a domenica in Europa, la vita cambia completamente per il numero 1 e il numero 2 del mondo. Finora, aveva sorriso soprattutto Novak Djokovic, aggiudicandosi 3 Slam su 4 e 6 finali su 6 contro Rafa Nadal (re del 6˚ Roland Garros in 7 anni), e perdendo appena 2 partite. Ma nelle semifinali di coppa Davis, il mancino di Spagna ritrova la terra rossa, spazza via Gasquet, Tsonga e le ferite del morale, portando le Furie Rosse alla sesta finale dal 2000, in casa, il 2-4 dicembre, contro l’Argentina di Del Potro e Nalbandian. Invece, Nole s’iscrive al primo singolare, lo salta per i problemi al costato accusati nei

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Sul 6-7 0-3 con Del Potro, il n. 1 del mondo s’accascia per il dolore (1), cerca di rialzarsi (2), piange (3) e poi saluta i vincitori (4) REUTERS

A TORINO MIRAFIORI BIS

trionfali Us Open, gioca contro il parere dei medici, per tentare la rimonta da 1-2 (come nella finale di novembre con la Francia) ma, perso l’equilibratissimo e sofferto primo set, sullo 0-3 del secondo parziale, sempre più in difficoltà, crolla al suolo, infortunato al costato, e si ritira. Concedendo agli ospiti il terzo, decisivo, punto in un’atmosfera drammatica: trasportato in panchina da capitan Bogdan Obradovic e compagni, abbraccia in lacrime l’avversario Del Potro, e riceve la standing ovation dai 18.000 della Belgrade Arena. Rischio La prima risonanza magnetica esclude lo strappo, ma rivela un brutto stiramento al muscolo fra costole ed addome con due versamenti. Tutto il tour in Cina è a forte rischio, non il Masters di Londra del 20 novembre. Spiega Nole: «Sono molto dispiaciuto di finire così questo confronto di Davis, ho provato a giocare anche se ero al 60% e ho cominciato la partita sapendo che c’era un rischio di aggravare l’infortunio che avevo già avvertito agli Us Open. Sapevo

di non essere in buone condizioni, ma abbiamo pensato che anche così avrei avuto migliori possibilità del mio compagno di squadra, Viktor (Troicki). E’ stata una mia decisione e alla fine ne ho ricavato l’effetto opposto. Nella finale di New York ero riuscito a lottare malgrado il dolore, stavolta non ce l’ho fatta». Ed esalta il ritrovato Del Potro: «Ha giocato ad un livello davvero alto, non avevo mai sofferto tanto alla risposta». Sorpresa: è umano!

Italia, sorridi due volte con Bolelli e Fognini Il ritorno in serie A con buone prospettive grazie ai giovani. Simone: «Ce la giocheremo con tanti». Fabio: «Potrei essere il faro» DAL NOSTRO INVIATO

Fabio Fognini, 24 anni, al servizio e, Simone Bolelli, 25, a rete: la coppia giovane dell’Italia di Davis REUTERS

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IPPICA

FUORI I CAMPIONI DI SERBIA: LA SPAGNA DI NADAL OSPITERA’ L’ARGENTINA NELLA FINALE DEL 2-4 DICEMBRE

VINCENZO MARTUCCI

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RICCARDO CRIVELLI SANTIAGO DEL CILE

Quando dopo il doppio tutti i giocatori l’hanno sollevato al grido di «un capitano, c’è solo un capitano», la scena aveva il vago sapore delle feste a Lino Banfi allenatore nel pallone: e anche il posato Barazzutti, animo rude da «fùrlan», si è abbandonato a un sorriso liberatorio. Difficili La serie A arriva al culmine di un progetto, giusto dieci anni dopo la sua prima panchina contro la Finlandia e l’onta della serie C in Zimbabwe: «Il ricordo peggiore, e del resto quella era solo la conseguenza di una situazione disastrosa: i migliori si rifiutavano di giocare in Davis». Già: troppe volte le vigilie di Coppa si perdevano tra mille polemiche e poco tennis, mentre ora almeno c’è un gruppo compatto da serie A. Di più, secondo il capitano: «Sulla terra, questa è una squadra molto forte e in ogni caso saremo avversari difficili per tutti: Starace è una certezza, Fognini vale i primi 20 del mondo, Bolelli è un

grande giocatore dalla classifica bugiarda e Bracciali un collante prezioso». Futuro Che il cielo conservi a lungo Potito, ma è evidente che saranno quelle di «Fogna» e «Simo», i gemelli della generazione più fresca — 24 e 25 anni —, le spalle che dovranno sorreggere il peso del paradiso ritrovato, in attesa che Seppi, come dice Barazzutti, «capisca cosa vuol dire calarsi nello spirito della Davis». Talento, bizze, colpi di testa: il sanremese e il bolognese sono accomunati da percorsi simili e dalla fama di potenziali fenomeni con il freno di una psiche piuttosto complessa. Il loro rapporto con la Coppa, poi, è stato a dir poco in altalena, dalla porta sbattuta post Lettonia 2008 (Bolelli) al certificato medico olandese 2010 (Fognini), prima di una ritrovata armonia suggellata addirittura dalla titolarità in doppio contro il Cile. Responsabili Quanto alle responsabilità, Fognini non si sottrae: «Per età e classifica, è giusto pensare a me come possibile faro dei prossimi quattro o cinque anni ed è un peso che non avverto. Anzi, il ruolo

mi piace. Però sono consapevole di non aver dato ancora il massimo». Se le vittorie in Fed Cup hanno rappresentato per Schiavone e Pennetta la presa di coscienza verso un’impetuosa crescita nei tornei fino allo Slam parigino della milanese, forse la Davis dei grandi servirà a costruire la nuova consapevolezza di Fabio: «Fin qui, non ho dato il cento per cento, anche se sono maturato molto sotto il profilo mentale. Devo imparare a gestire meglio i match di alto livello e ci arriverò solo attraverso vittorie importanti». Fiducia Ed è appunto la carestia di successi di valore che Bolelli vorrebbe arginare per ritagliarsi finalmente spazi virtuosi: «Se sono 140 del mondo, è perché ho vinto poco, non ci sono scuse. Però voglio diventare importante in questa squadra e non solo in doppio: quest’inverno mi preparerò come si deve per risalire in fretta la classifica, la fiducia che ti costruisci nei tornei poi di dà la benzina per la Davis; e a parte Spagna, Serbia e Argentina, con le altre ce la giochiamo». E solo a sentirne parlare, è già un’altra musica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Verso la Davis 2012 In bilico soltanto Australia-Svizzera Mercoledì sorteggi La finale di Davis sarà il 2-4 dicembre Spagna-Argentina, oggi verranno definite le 8 teste di serie del Gruppo mondiale 2012, alle quali verranno abbinate per sorteggio mercoledì a Bangkok le 8 avversarie di primo turno del 10-12 febbraio. Già qualificate Serbia, Svezia, Kashakistan, Argentina, Germania, Usa, Spagna e Francia, che hanno raggiunto i quarti

del gruppo mondiale 2011, sono promosse in serie A Italia, Repubblica Ceca, Russia, Canada, Croazia, Giappone e Austria, mentre Australia-Svizzera è stata sospesa per oscurità sul 2-2. SEMIFINALI GRUPPO MONDIALE A Belgrado (sint. indoor), Serbia-Argentina 2-3: Del Potro (Arg) b. Djokovic 7-6 (5) 3-0, rit.; Tipsarevic (Ser) b. Monaco 6-2 rit; a Cordoba (terra), Spagna-Francia 4-1: Nadal (Spa) b. Tsonga 6-0 6-2 6-4; Verdasco (Spa) b. Gasquet 6-2 6-1. PLAYOFF PROMOZIONE A Sydney, Australia-Svizzera 2-2: Federer (Svi) b. Tomic 6-2 7-5 3-6 6-3; decide: Hewitt (Aus) c. Wawrinka; a Bucarest

(terra), Romania-R. Ceca 0-5: Rosol b. Copil 6-4 7-6 (2);Hajek (Cec) b. Crivoi 6-1 6-4; a Kazan (duro, indoor), Russia-Brasile 3-2: Youzhny (Rus) b. Bellucci 2-6 6-3 5-7 6-4 14-12; Tursunov (Rus) b. Mello 6-1 7-6 (5) 2-6 6-3; a Ramat Hasharon (duro), Israele-Canada 2-3: Sela (Isr) b. Polansky 6-3 6-3 6-3; Pospisil (Can) b. Weintraub 6-2 7-6 (3) 6-4; a Potchefstroom (duro), Sudafrica-Croazia 1-4: Cilic (Cro) b. De Voest 6-4 6-2 6-4; Mektic (Cro) b. Klaasen 7-6 (2) 6-1; a Tokyo (duro), Giappone-India 4-1: Nishikori (Gia) b. Vardhan 7-5 6-3 6-3; Soeda (Gia) b. Bopanna 4-5, rit; ad Anversa (duro), Belgio-Austria 1-4: Melzer (Aut) b. O. Rochus 6-4 6-4 6-3; Peya (Aut) b. Bemelmans 6-4 6-3.

Lana del Rio non fallisce Varennini a 65 Gran Premi

Lana del Rio, a sinistra, controlla il ritorno di Mondiale Ok PERRUCCI

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I NUMERI

4-1

Risultato Lo spareggio in Cile finisce 4-1 per l’Italia: negli ultimi due singolari, ininfluenti, dopo il 3-0 del doppio di sabato, Bolelli cede a Capdeville, mentre Bracciali approfitta del ritiro di Massu (addominali). Ieri: Capdeville (Cile) b. BOLELLI 7-6 (3) 6-2; BRACCIALI b. Massu (Cile) 4-3 rit.

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le vittorie fuori casa dell'Italia per 4-1 o 5-0 negli ultimi 15 anni: 2011 Cile (4-1), 2010 Olanda (4-1), 2005 Lussemburgo (5-0), 1998 Usa (4-1)

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le nazioni con più incontri vinti dell'Italia (16) nel Gruppo Mondiale: 57 Usa, 56 Svezia, 46 Australia, 43 Francia, 33 Spagna, 31 Germania, 29 Argentina, 28 Russia, 26 Rep Ceca.

Meno agevolmente del previsto, Lana del Rio vince per la seconda volta consecutiva il Campo Mirafiori e aggiorna il suo score (decimo Gran Premio della carriera) e quello dei varennini che si assestano a quota 65 vittorie di gruppo. Meno agevolmente dle previsto, perchè in arrivo Lana del Rio, pur tonica e veloce (i 400 finali cronometrati in 27.6) viene insidiata all’interno da Mondiale Ok, con Locomotion Om anch’esso vicino, al largo. Lana era aveva tolto il comando a Mondiale Ok dopo 400 metri velocissimi (meno di 27), ma aveva poi tirato il fiato passando il km in 1.14.8. Poi nuova accelerazione e l’arrivo già descritto, col rivale Mack Grace Sm (terzo in corda e poi al largo) poco reattivo. I 10 GP vinti dalla campionessa allenata e guidata da Santo Mollo sono: Emilia, Giovanardi, Città di Napoli, Nazionale, Marangoni e Derby nel 2008, Triossi nel 2009, Mirafiori nel 2010, Tenor de Baune (a Parigi) e ancora Mirafiori nella stagione in corso. Lana rosicchia anche una lunghezza a Lisa Amrica, il Varennino più prolifico con 14 GP vinti. 6ª corsa - GP CAMPO DI MIRAFIORI - m 1600: 1 Lana del Rio (Santo Mollo) 1.12.6; 2 Mondiale Ok; 3 Locomotion Om; 4 Leben Rl; 5 Mack Grace Sm; Tot.: 1,57; 1,37, 2,02, 2,52 (4,12) Trio: 31,46.

GALOPPO A SAN SIRO

La «vendetta» di Mirco Demuro

L’esultanza di Demuro DE NARDIN MILANO — La «vendetta» di Mirco Demuro. Pochi giorni fa il miglior fantino attivo in Italia ha divorziato clamorosamente dalla scuderia Incolinx e ieri, nel Premio Federico Tesio (gruppo 2), in sella a Sneak a Peek (trainer Stefano Botti) ha battuto Jakkalberry e Voila Ici, appartenente alla Incolinx e in sella al quale aveva vinto le ultime tre edizioni della corsa. OGGI QUINTÉ A FOLLONICA Al Dei Pini (inizio convegno alle 15) scegliamo Nereide d’Esi (16), Negus Jet (18), Nylontav (11), Navaho Bi (20), Naif Bi (9) e O’Neal Treb (12). SI CORRE ANCHE Trotto: Napoli (15.05), Padova (15.25), San Giovanni Teatni (14.55). Galoppo: Firenze (15.15).


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GOLF IL PERSONAGGIO

Passioni

anche dalla sfortuna, prima gli infortuni, poi il cambio di caddie. Sembra che stia scontando tutte le soddisfazioni che ha avuto. Ma io ho fiducia in lui, non la perderò mai».

Una vita da Manassero «Io, Tiger e Ligabue»

Come quella che ha nel Milan?

Matteo a quasi un anno dal primo successo pro è tra i campioni più amati: «Ma sono un ragazzo come gli altri» FEDERICA COCCHI

Le passioni sono quelle di ogni diciottenne: la musica, il calcio, le ragazze (ma non riuscirete a fargli dire una parola in merito). La vita di Matteo Manassero, però, ha poco a che fare con quella dei suoi coetanei. Perché talento e vittorie lo hanno proiettato, a 18 anni, nel mondo dei campioni. Nel mondo di quelli che vengono inseguiti dai ragazzini a caccia di autografi, di quelli che vengono presi ad esempio. A ottobre del 2010 è arrivato il primo titolo da professionista al Castello Masters a Valencia, da lì non si è più fermato acquisendo sicurezza e autorevolezza. Matteo è diventato un simbolo del golf e anche per questo oltre agli impegni sul campo si susseguono quelli legati alla sua immagine. Domani sarà a Garda Golf, il suo circolo, per «In buca per un sorriso», pro-am benefica a favore di Dravet Italia Onlus, per la ricerca su una rara forma di epilessia che colpisce i bambi-

ni. Giovedì sarà al golf club Varese per una insolita sfida con il suo maestro Alberto Binaghi, poi tornerà in campo per l’Alfred Dunhill Links Championhip in Scozia dal 29.

«Mi sento cresciuto. Soprattutto golfisticamente ho fatto tanti progressi. Nel gioco lungo e nel fisico sono migliorato. Non si può vincere sempre e ci sono anche altre cose importanti da valutare in campo».

Amo il Milan e vado su Facebook ma Twitter non fa per me»

«Sicuramente Ligabue. Purtroppo non sono ancora riuscito ad andare a un suo concerto, ma conosco quasi tutte le sue canzoni. In questo periodo la mia preferita è "Ho messo via"».

«Il mio obiettivo, ogni settimana, è darmi una possibilità di giocarmi la vittoria. Un altro successo sarebbe una grande iniezione di fiducia, e se riesco a stare con i primi è ovviamente più facile che arrivi». Matteo Manassero, 18 anni, due successi sul Tour SCACCINI

Intanto ha scavalcato Tiger Woods nel ranking mondiale.

«A sentirlo mi sembra una barzelletta. Dopo la sua crisi personale Tiger è stato preso di mira

DONNE LET E LPGA

CHALLENGE A MOSCA

QUALIFYING SCHOOL

Luna e Zorzi ok Usa, la Thompson vince a 16 anni

Vittoria di Little Maestroni sesto Pavan chiude 16˚

Geminiani, Bruschi e Signor: un passo verso la «carta»

Ottimo quinto posto di Diana Luna e Veronica Zorzi nell’Open di Spagna, torneo del Ladies European Tour a Marbella. La vittoria è andata all’inglese Melissa Reid con 280 colpi (71 69 70 70), 8. Per la Luna che ha chiuso con 283 ( 5), un ultimo giro con 4 birdie e tre bogey chiuso in 71 ( 1). Per la Zorzi tre birdie e tre bogey con un 72 finale. Bene anche Stefania Croce, 8ª. Intanto nel Navistar Classic, in Alabama, Lexi Thompson a 16 anni 7 mesi e 8 giorni è diventata la più giovane vincitrice di un torneo sul tour femminile Usa.

Andrea Maestroni ha chiuso sesto con 283 colpi (72 69 73 69, 5) nella M2M Russian Challenge Cup, torneo del Challenge Tour disputato sul percorso del Tseleevo Golf & Polo Club di Mosca (par 72), in Russia, e vinto dall’inglese Sam Little con 277 colpi (74 69 66 68), 11. Al 16˚ posto Andrea Pavan con 287 (73 66 73 75, 1), Alessandro Tadini 22˚ con 289 (73 74 72 70, +1), e Matteo Delpodio, 35˚ con 291 (71 73 70 77, +3).Tre birdie per Maestroni nel parziale di 69 ( 3); quattro birdie, quattro bogey e un triplo bogey per il 75 (+3) di Pavan.

Domenico Geminiani, 15enne dilettante azzurro, 6˚ sesto con 14, Alessio Bruschi e Andrea Signor ventesimi con 279 ( 9), hanno superato lo Stage1 della Qualifying School dell'European Tour a Ebreichsdorf in Austria. Il terzetto italiano è stato ammesso allo Stage2 nel cammino verso la carta per l'European Tour 2012. DOLOMITI Vittoria dell'inglese Farren Keenan, con 11 nel Dolomiti Open, il torneo dell’Alps Tour che si è svolto a Sarnonico (TN). Nono posto per Emanuele Canonica +2.

L’EVENTO SPORT E PUBBLICHE RELAZIONI ALLA MANIFESTAZIONE DI RCS PUBBLICITA’

Badoer protagonista ad Asolo

L’ex pilota F.1 Luca Badoer sul green

«Il mio profilo personale lo gestisco da solo, cerco di accettare come amici solo persone che conosco. Ma su Twitter non credo che ci andrò. Una volta che entri la gente giustamente si aspetta che poi continui a scrivere, ma io so che dopo un po’ mi passerebbe la voglia...»

Ama andare allo stadio, è su Facebook e le piace ascoltare musica. Cantante preferito?

Ad esempio?

Trecento ospiti, 160 giocatori in campo, due giornate bellissime all’insegna dell’agonismo, dell’amicizia e delle relazioni professionali. La 14ma edizione de «L’Evento», manifestazione golfistica nata dalla collaborazione tra la Mario Mele & Partners e Rcs Pubblicità ha centrato in pieno i suoi obiettivi. Anzi, a giudizio diffuso, si è trattata dell’edizione più riuscita. Gli ospiti sono stati 300 in rappresentanza dei marchi più prestigiosi. Numerosi anche i direttori di giornali, a testimonianza del fatto che il golf sta conquistando sempre maggiore interesse anche da parte dei

Su Facebook ha un profilo personale, ma su Twitter non è ancora approdato. Eppure tanti suoi colleghi sono twittatori folli.

«

Matteo, a quasi un anno dal primo successo da professionista, si sente cambiato?

ASOLO (Treviso)

«Beh, quella è una fede. Il calcio è la mia passione, quando posso vado allo stadio come tutti i ragazzi e vedo il mio Milan favorito per lo scudetto».

lettori. Il campo di Asolo ha risposto in pieno alle aspettative, mettendo a dura prova le capacità dei giocatori. Brillante la prova del pilota Luca Badoer, ex collaudatore Ferrari, che ha ottenuto il 2˚ risultato netto in seconda categoria e si è imposto nel driving contest. Poi, la cerimonia di gala a Villa Emo. Gazzetta protagonista Il nostro giornale è stato partner della manifestazione e l’effetto cromatico è stato evidente. Il rosa dappertutto. Soprattutto alla buca 7, un par 3 che ospitava il nearest to the pin (premio a chi si avvicina di più all’asta col primo colpo) che per l’occasione è stato ribattezzato «Nearest to the pink».

E cos’ha messo via fino ad ora, Matteo?

«Soddisfazioni, esperienza, vittorie. Tranquilli, voglio metterne via ancora tante...». © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

I NUMERI

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La posizione di Matteo Manassero nella Race to Dubai, l’ordine di merito europeo con 741,087 euro.

2

I titoli vinti da Matteo Manassero da quando è professionista: il castello Masters di Valencia a ottobre 2010 e il Malaysia Open a Kuala Lumpur ad aprile del 2011.

15

I tornei dello European Tour giocati dal veronese in questa stagione.

PARIGI VINCONO GB&IRLANDA

Vivendi Trophy Chicco Molinari chiude bene Matteo Manassero, insieme a Francesco Molinari ha fatto parte della selezione dell’Europa continentale che ha sfidato Gran Bretagna & Irlanda nel Vivendi Trophy, il torneo ideato dal compianto Severiano Ballesteros. La selezione di Gran Bretagna e Irlanda ha battuto per 15,5 a 12,5 il Resto d’Europa sul percorso del St. Nom La Breteche, nei pressi di Parigi. Nei singoli Molinari ha battuto per 4/3 il gallese Donaldson, mentre Manassero è stato superato da Ian Poulter per 1 up. I continentali hanno ottenuto gli altri quattro punti con i danesi Bjorn (2/1 su Westwood) e Hansen (1 up su Dyson), con Noren (4/3 sul vincitore dell’Open d’Italia Rock) e Jimenez (4/2 su Darren Clarke). Per la GB&I gli altri due punti della vittoria sono stati opera di Jamieson (1 up su Larrazabal) e Foster (1 up su Jacquelin). Nelle giornate precedenti Manassero ha giocato tutti e quattro i doppi, mentre Molinari ne ha saltato uno. Nei fourball il 18enne insieme a Colsaerts ha perso con Clarke/Horsey (1 up) e ha sconfitto Jamieson/Fisher (2 up), quindi nel greensome hanno lasciato strada a Dyson/Donaldson (2/1). Nel foursome Manassero ha fatto coppia con Molinari impattando con Rock/Donaldson. Il torinese nei fourball ha giocato con Anders Hansen con una vittoria (1 up) e una sconfitta (5/3) contro gli stessi avversari, Westwood/Foster.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI di meno ti prenderei a calci nel c...». Ortiz, che cantava nel coro della scuola, suona il piano e avrebbe voluto diventare architetto, sorride accomodante: «Volevo che la gente si divertisse. Credo di esserci riuscito. C’è stato un malinteso con l’arbitro, ma può succedere. Nessuno è perfetto. Sicuramente è stata una bella lezione».

Boxe MONDIALE WELTER WBC A LAS VEGAS: ORTIZ K.O. AL QUARTO

Il peggio di Mayweather: riceve una testata e colpisce a freddo MASSIMO LOPES PEGNA NEW YORK

Finisce con Floyd Mayweather che stringe la cintura di campione del mondo Wbc dei welter, 14 mila persone che lo fischiano dalle tribune e qualche centinaia di migliaia di telespettatori che probabilmente lo insultano da casa.

più giovane di dieci anni e più pesante di cinque chili (sono saliti sulla bilancia prima dell’ingresso sul ring). Solito stile Mayweather: grande rapidità e combinazioni, nonostante 16 mesi di dolce far niente. Poi, alla fine della 4ª ripresa e nel post match, ecco i fuochi artificiali. Ortiz chiude all’angolo lo sgusciante rivale e per la frustrazione di non riuscire a inquadrarlo, gli porta una testata al mento.

Stile Succede che dopo tre

round, Floyd sia già perfettamente in controllo di Victor Ortiz, il campione

Penalità L’arbitro Cortez lo redarguisce prontamente e gli affibbia un punto di penalità. A

centro ring, Victor si scusa profusamente, abbraccia e bacia l’avversario (persino, un’esagerazione) e i due si toccano i guantoni per suggellare la pace. Ma un istante dopo, mentre il giovanotto dai muscoli scolpiti ha ancora i pugni abbassati e lo sguardo distratto, Mayweather lo centra con un gancio sinistro, che doppia con un destro implacabile. Ortiz va al tappeto e lì rimane. Il k.o. è regolare, ma il fairplay finisce dritto nella spazzatura. E allora fischiano tutti, e, a suo modo, lo fa anche l’ottantenne Larry Merchant, uno dei tele-

cronisti di Hbo: incalza Floyd con il microfono sull’epilogo poco edificante. Offese E Mayweather, che ha appena rimpinguato il conto corrente con 25 milioni di dollari (che potrebbero diventare 40, a seconda di come saranno andate le vendite in pay-per-view), non va per il sottile: «Ce l’hai sempre con me. La Hbo ti dovrebbe licenziare. Sei un merda e non capisci un c...». Neppure il miglior Mike Tyson si era spinto così avanti con Merchant. Che replica: «Se avessi cinquant’anni

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Vela EXTREME SAILING SERIES

The Wave vince Rodriguez-Diaz E’ bis a Trapani la storia è finita

Baseball

slava (Slk), succede a Daniele Molmenti, il grande assente, precedendo di soli 7/100 Diego Paolini e di 1"02 Lukas Mayr. Nel C2 si impongono Camporesi-Ferrari su Benetti-Masoero. Roberto Colazingari è il neo campione italiano di C1 su Stefano Cipressi e Marco Babuin. Nel K1 femminile titolo a Clara Giai Pron davanti ad Angela Prendin, che ha qualificato la barca azzurra a Londra 2012, e Chiara Sabattini.

BIG LEAGUE TOUR (m.c.) Sono già 350 i ragazzi che hanno aderito all'iniziativa di Rick VandenHurk, il lanciatore olandese dei Baltimore Orioles, che porta giocatori di Major League gratuitamente a contatto con atleti tra gli 8 e i 15 anni. L'European Big League tour farà tappa il 12 novembre al centro al centro sportivo "Notari" di Parma. Il 22 e 23 ottobre arriveranno invece a Tirrenia Mike e Jake Epstein, per insegnare tecnica di battuta ai coach.

Ghiaccio

LIDDI VENEZUELANO Al termine della stagione in Major League con Seattle, Alex Liddi tornerà al campionato venezuelano, con i Cardenales de Lara di Barquisimeto, dove aveva già giocato lo scorso anno, battendo 239 (21/88) con 2 fuoricampo. Con lui, tra gli altri, Cesar Izturis (Baltimore), Jose Lopez (Florida) e Francisco Cervelli (NY Yankees).

FIGURA Così a Danzica (Pol) nella terza tappa del Grand prix junior di figura, la prima con italiani in gara. Uomini. Finale: 1. (1.2.) Farris (Usa) 202.45; 16. (14.16.) Ambrosini 101.20. Donne. Finale: 1. (1.1.) Lipnitskaia (Rus) 172.51; 16. (17.15.) Bressanutti 96.40. Danza. Finale: 1. (1.1.) Sinitsina-Zhiganshin (Rus) 140.31; 16. (15.17.) Tessari-Colafato 88.95.

Alex Rodriguez e Cameron Diaz

Bocce

Hockey ghiaccio

(r.ra.) The Wave, Muscat (skipper Leigh McMillan) vince per il secondo anno consecutivo la tappa di Trapani delle Extreme Sailing Series; 2˚ Groupe Edmonde de Rothschild, 3˚ Oman Air (skipper Ben Ainslie). Chiude quarta Luna Rossa (skipper Max Sirena) a soli tre punti dal terzo; 9˚ l’altro team italiano Niceforyou (timoniere Alberto Barovier). Prossima tappa a Nizza dal 30 settembre al 2 ottobre.

Dopo 2 anni di tira e molla Cameron Diaz e Alex Rodriguez si sono lasciati. Il 3ª base dei NY Yankees ha patito vari infortuni in stagione. Il closer Yankees, Mariano Rivera, ha eguagliato il record di Hoffmann toccando 601 (41ª del 2011) nel 7-6 su Toronto. Detroit (in testa alla CD dell’AL) è ai playoff, Philadelphia vince per la 5ª stagione di fila l’ED della National. Alex Liddi è tornato in 3ª e penultimo dal box in Seattle-Texas.

EUROPEO ROSA (c.f.) Tre medaglie per l’Italia nell’Europeo femminile di volo, a Rogaska Slatina (Slo). Argento nella staffetta per Sara Tonon e Chiara Soligon, sconfitte in finale dalle francesi Barthet-Fabry; 2˚ posto anche per Micol Perotto, alle spalle della croata Martinas. Bronzo per Paola Mandola nel combinato. Dei cinque titoli assegnati, ben tre alla Francia, uno a testa per Croazia e Slovenia.

ARRIVI (m.l.) Il Bolzano ha ingaggiato il 31enne difensore finlandese Antti Bruun, arriva dall'Ilves Tampere e in carriera vanta 444 presenze in SM-liiga (32 gol e 91 assist); preso inoltre il 22enne difensore Daniel Fabris. Al Pontebba il 24enne portiere canadese Alex Petizian (dalla Ahl, Rochester Americans); il 27enne difensore canadese Matt Waddell; il 32enne difensore statunitense Nick Anderson; l'attaccante statunitense Tommy Goebel (con molte apparizioni Echl e in Ahl).

Equitazione EUROPEO A MADRID

Di Guida trionfa Con Bengtsson agli Europei l’oro è svedese (e.d.d.) A Lommel (Bel), Domenico Di Guida è d’oro nei 100 kg degli Europei under 20. Napoletano, 19 anni il 23 settembre, Di Guida aveva già vinto tra gli under 17 a Sarajevo 2008, ed era stato terzo ai Mondiali u.20 di Parigi 2009) e 3 volte agli Europei (a Yerevan 2009, a Samokov 2010, e u.23 a Sarajevo 2010) ma nei +100 kg. Altri 2 podi da Greta Poser (bronzo, 52) e Enrico Parlati (bronzo, 66).

(c.v.) Lo svedese Rolf Goran Bengtsson (Ninja La Silla-p.6.77) ha vinto a Madrid il titolo individuale del Campionato d’Europa 2011 di salto ostacoli. Argento al tedesco Carsten-Otto Nagel (p. 8.69 con Corradina) e bronzo al britannico Nick Sketon (p.9.04 con Carlo). Bengtsson era stato argento individuale ai Giochi di Pechino con lo stesso cavallo, avviato all’attività agonistica internazionale da Giorgio Nuti.

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Il momento chiave del Mondiale dei welter Wbc al 4˚ round. 1. Floyd Mayweather a contatto di Jose Ortiz prima della testata; 2. l’arbitro Jose Cortez segnala la testata ai giudici per il punteggio; 3. l’arbitro fa riprendere il match; 4. Mayweather colpisce Ortiz a freddo; 5. Mayweather stende Ortiz.

Una panoramica della regata

Judo NEI 100 KG UNDER 20

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Baseball

Guardia Floyd, invece, cita uno dei vecchi adagi della noble (si fa per dire) art: «E’ la prima cosa che t’insegnano: mai abbassare la guardia. Mai». Odioso. Come quando smonta il popolo, ormai sempre meno numeroso, del pugilato che già fantasticava sulla sua sfida con Manny Pacquiao: «Con o senza di lui, quando Mayweather si fa vedere mette in tasca 70 milioni di dollari. E’ un match che non m’interessa». Si esprime in terza persona. Odioso, appunto.

Boxe CONFERMA ALVAREZ (r.g.) A Los Angeles (Usa) il campione Saul Alvarez (Mes, 38-0-1) mantiene la cintura superwelter Wbc battendo ko 6 Alfonso Gomez (23-5-2). MORRISON DENTRO (r.g.) Tommy Morrison, che nel 1993 colse il mondiale massimi Wbo, battendo George Foreman, è finito il carcere a Sedgwick (Usa) con l'accusa di possesso e spaccio di droga. L'ex campione era già stato arrestato lo scorso anno per lo stesso reato. MAGON (i.m.) Ad Amburgo (Ger) il supermedio Mirco Magon (7-4-1) al rientro dopo due anni con licenza della R.Ceca perde per kot3 con Ismail Oezen (Ger, 3). DONNE (m.moro.) Conclusi a Barge (Cn) i tricolori dilettanti donne (giovedì alle 17.30 in differita Rai Sport 2). I verdetti. Kg 45-48: Marconi b. Pizzi 26-7; 51: Calabrese b. Gordini 10-6; 54: Cimiello b. Magno 11-8; 57: Verrecchia b. Comastri 8-7 ; 60: Davide b. Marenda 14-8; 64: Patti b. Passatore 17-10; 69: Bortot b. Corazza 13-8 ; 75: Ghilardi b. Pilo 23 pari (pref.).

Canoa Tricolori Slalom (a.fr.) Assegnati i titoli tricolori di canoa slalom a Ivrea (To). Nel K1 Giovanni De Gennaro, bronzo a squadre ai Mondiali di Brati-

Lotta MONDIALI (g.l.g.) Chiusi nel segno della delusione i Mondiali di Istanbul per l’Italia. Nella libera, Pietro Piscitelli (66) non ha superato il primo turno contro il coreano Dai-Sung Kim; Lumia (74) dopo aver battuto Jose Gabriel Mercado Estacio (Ecu) 5-0, 2-1 s’è arreso nel 2˚ turno a Murad Gaidarov (Bie). I vincitori. 66 kg: Taghavi Kermani (Ira); 74: Burroughs (Usa); 120: Shemarov (Bie).

Nuoto LOCHTE PREMIATO (al.f.) Ryan Lochte, vincitore di 5 ori ai mondiali di Shanghai, è stato nominato atleta dell'anno da Usa Swimming mentre il premio in memoria di Fran Crippen è stato consegnato ad Alex Meyer, primo americano qualificato ai Giochi nella 10 km. STEFFEN RICOMINCIA (al.f.) Britta Steffen ricompare in pubblico dopo la delusione mondiale e annuncia che nella stagione olimpica debutterà in coppa del mondo a Dubai (7-9/10). «Non farò più così tanti pesi verso i Giochi – dice in conferenza stampa – a Shanghai è stato un vero flop, ero troppo muscolare e non avevo la capacit�� di nuotare più di 50 m. Per Londra devo ritrovare la fiducia persa e la vecchia Steffen».

MEGLIO FRANCESE (al.f.) Eric Ress, che sta studiando all'Indiana University e dispone di doppia nazionalità essendo figlio di padre transalpino e madre statunitense, ha deciso di restare francese nonostante le ripetute concomitanze tra le gare universitarie e gli appuntamenti nella sua nazionale; a giugno aveva pensato di partecipare ai trials olimpici da americano. I campionati francesi, cui non parteciperà la Manaudou avendo scelto di gareggiare agli invernali americani, si disputeranno a Angers il 2-4/12 e saranno sfruttati come ultimo test in vista degli europei in corta di Stettino (8-11/12). EUROPEI SALVAMENTO Altre 5 medaglie per l'Italia nella terza giornata dei XIV Europei di salvamento ad Alicante. Nelle prove in mare, oro di Federico Pinotti nel nuoto nel frangente, argento delle ragazze della staffetta torpedo (Viscardi, Mozzanica, Prandi, Levrero) e bronzo per Marcella Prandi e Marco Buccioni nel frangente e per i ragazzi della torpedo (Legnani, Pinotti, Montesi, Buccioni). Azzurri in testa con 41 punti sulla Germania (e 21 medaglie).

Pallanuoto AZZURRINI SECONDI Un’impresa sfiorata. A Fiume, nella finale dell’Europeo Under 17, l’Italia di Nando Pesci si arrende 8-7 ai padroni di casa della Croazia, uscendo tra gli applausi dopo un grande torneo. Terzo posto alla Spagna, 9-7 sulla Grecia.

Rugby DOPPIO ESTREMO (i.m.) Il tecnico del Treviso Franco Smith difende la scelta di giocare col doppio estremo, che ha portato a un richiamo della Fir per aver trasgredito la norma sull’utilizzo contingentato degli stranieri: «Lo fanno Australia, Nuova Zelanda e adesso anche Mallett, l’Italia con la Russia schiererà Masi e McLean. La mia scelta di alternare Williams e Nitoglia non è un modo per aggirare le regole, con la quale non voglio scontrarmi, ma un’esigenza di sviluppo del gioco». Due tegole intanto dopo il match: distorsione al ginocchio destro per Sepe, taglio alla coscia destra (7 punti di sutura) per De Jager. TEST PRECAMPIONATO (i.m.) Prime amichevoli in Eccellenza. I campioni d'Italia del Petrarca hanno battuto 33-12 l'Accademia under 20 di Tirrenia, da questa stagione in A1. A Parma, Mogliano-Crociati 0-0, Prato-Mogliano 14-0, Prato-Crociati 10-0. A Modena, Rovigo-Romagna 31-0, Rovigo-Modena 10-5. Calvisano-San Donà 24-7, Reggio Emilia-Firenze 31-12.

Scherma FIORETTO IN RITIRO I fiorettisti azzurri sono in ritiro a Norcia per preparare i Mondiali di Catania (8-16 ottobre). I convocati del c.t. Cerioni Uomini: Aspromonte, Avola, Baldini, Barrera, Cassarà, Di Francisca, Foconi, Garozzo, Lari, Luperi, Minuto,

Canottaggio Agli Europei sei medaglie per l’Italia: oro Luini e Bertini Due titoli europei (doppio e 4 senza pl), un argento (2 senza maschile) e 3 bronzi (2 senza femminile, doppio pl femminile, 4 senza maschile): è questo il bottino azzurro dopo le dieci finali disputate oggi agli Europei di canottaggio a Plovdiv. I due armi d’oro, dopo aver rispettivamente centrato il bronzo e l’argento ai Mondiali di Bled, danno dimostrazione di continuità e di volontà: Lorenzo Bertini ed Elia Luini (nella foto) battono la Grecia di Magdanis e Konsolas grazie a un ottimo passo che permette loro di condurre a metà gara e poi a incrementare il vantaggio. Il titolo europeo arriva in 6’28"83 (3" sugli ellenici). Il 4 senza leggero respinge la R.Ceca, partita più veloce. Nel 2 senza, Niccolò Mornati e Lorenzo Carboncini sono secondi in una gara in cui lottano fino al traguardo contro la Grecia dei gemelli Gkountoulas, in testa dal via e capace di rispondere a tono agli attacchi azzurri. Dopo il terzo (Italia) e quarto (Grecia) posto ai Mondiali, si invertono le posizioni a vantaggio degli ellenici, neocampioni d’Europa con un vantaggio di 2"53.

Nista, Simoncelli, Trani, Vanni. Donne: Vezzali, Di Francisca, Errigo, Salvatori, Batini, Calissi, Durando, Erba, Mancini, Monaco, Palumbo, Pigliapoco, Trillini, Volpi.

Softball SEMIFINALI (m.c.) Saranno recuperate sabato le gare della semifinale tra Bollate e Legnano, rinviate per la pioggia: da scegliere la seconda finalista da opporre al detentore Caserta. Semifinali Isl: Fiorini Forlì-Des Caserta 0-3 (1-3, 6-8, 0-2 al 10˚); Sanotint Bollate-Amga Legnano 0-2 (3-7, 2-3). Sabato 24/9 ore 18: gara3 Bollate-Legnano, ore 20,30 ev. gara4; domenica ev. gara5.

Skiroll FONDISTI AZZURRI (g.v.) A Sovere (Bg) successi di Alfio Di Gregorio in volta su Clara, Bonaldi, Santus e Pellegrin e, tra le donne, di Virginia De Martin su Brocard e Di Sopra; a Limana (Bl) successi di Fulvio Scola su Noeckler e di Deborah Agreiter su Pellegrini e Debertolis. Da oggi azzurri allo Stelvio, compreso Pietro Piller Cotter ripresosi da un nuovo infortunio alla caviglia. Verso una soluzione anche il rapporto di Magda Genuin con la nazionale, che rientrerà in gruppo ad inizio ottobre, in Val Senales, e debutterà in Coppa del mondo nella sprint di Düsseldorf (Ger).

Tennis ZAHLAVOVA VINCE A Quebec City (Can, 160.000 , cem.). Donne, finale: Zahlavova (R.Cec) b. Erakovic (N.Zel) 4-6 6-1 6-0. SCHIAVONE & BRIANTI Da oggi donne in Asia nei tornei sul cemento, a Tokyo (Gia) da 160.000 euro, con Schiavone n. 1 del tabellone a Seul (Cor), e Brianti a Guangzhou (Cin). PRIMA VOLTA Come la Pervak a Taskhent, anche la finale di Quebec City (can, 160.000e, cem) propone una nuova regina Wta Tour. Finale: Strycova (Cec) c. Erakovic (Nzl); semifinali: Strykopva b. Krajicej (Ola) 6-4 6-3. VOLANDRI K.O. Finale a Todi (Pg, 30.000e, terra): Berloq (Arg) b. VOLANDRI 6-3 6-1.

AZIENDA OSPEDALIERA DEI COLLI Via L. Bianchi - Napoli AVVISO DI GARA RA PE PER ESTRATTO TRATTO L’Azienda Ospedaliera Dei Colli “Monaldi - Cotugno - CTO” indice una procedura aperta ex D.lgs. 163/2006, con aggiudicazione al prezzo più basso, per l’affidamento biennale della fornitura di n. 38 lotti di prodotti per nutrizione enterale e diete per integrazione orale. Il numero di gara rilasciato dall’AVCP è 3235416. Le imprese interessate, in possesso dei requisiti e nel rispetto delle modalità di partecipazione previsti dal bando e dal disciplinare di gara, possono presentare offerta all’indirizzo in intestazione entro e non oltre le oree 14.00 del 28/1 10/ 2011. 11 Documenti di gara: scaricabili da www.ospedalideicolli.it Data di spedizione del bando alla GUUE 05.09.2011. Il Dirigente Responsabile dell U.O.C. Provveditorato dott. F.sco Saverio Paolillo olillo Il Direttore Generale dott. o Anto Antonio nio Giord Giordano ano


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_Lega al bivio

A CURA DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Come mai Bossi torna a parlare di secessione? Ieri a Venezia ha rilanciato i vecchi temi, ma il suo è stato un discorso senza eccessi. Il vero problema è nei dissidi interni al movimento Bossi ha concluso la Festa dei popoli padani ieri a Venezia (ampolla dell’acqua sorgiva del Po riversata in Laguna eccetera) chiedendo un referendum che risolva la questione della Padania. Più precisamente: «Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perché un popolo importante e lavoratore come il nostro non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia». La folla gridava “secessione”, una parola che però Bossi non ha pronunciato volentieri. Anzi, siccome alla domanda «Ma come si fa a stare in un paese che sta addirittura perdendo democrazia? Il fascismo è ritornato con altri nomi e facce» la folla ha appunto risposto ritmando «se-ces-sio-ne, se-ces-sio-ne», il Senatùr ha detto subito: «Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà». Una frase piuttosto oscura ma che, a giudicare dai toni, voleva frenare gli eccessi dei leghisti.

1Discorso duro o morbido? Mah. Ripercorriamo le frasi salienti. «L’Italia attuale è uno schifo». «I giornalisti sono grandissimi stronzi, sono degli Iago. Raccontano bugie. Attaccano la mia famiglia perché non possono attaccare me. Sono dei disgraziati. Quando li trovi fingono di essere amici. Tutti contro la Lega invece. Sono loro che non vogliono cambiare niente. Ma le cose cambieranno: quando finiscono i soldi le cose cambiano». Non se l’è pre-

cazzo», abbia pazienza ma la Lega parla così). Poi ha detto di non esser d’accordo sul referendum per cambiare la legge elettorale. Reguzzoni, sulla durata del governo: «Chi vivrà vedrà». Il più atteso era Maroni. A parte la battuta «andare avanti è difficile», il discorso è stato tutto pro-Bossi. «Il governo non è un fine, ma un mezzo per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi».

4 La questione dei rapporti tra Bossi e Maroni si capirà al momento del voto su Milanese, no?

Umberto Bossi, che oggi compie 70 anni, sul palco di Venezia LAPRESSE

sa né con Maroni né con Berlusconi né con Bersani. Discorso morbidissimo.

2 Perché i giornalisti non potrebbero attaccare Bossi, e allora attaccano la moglie?

Non lo so. Credo che Bossi volesse fare soprattutto un discorso forte, non importa a quali elementi ricorrere per dargli forza. Si tratta di recuperare i militanti, di smentire le voci della lotta con Maroni, di far vedere che si sta all’opposizione pur restando al governo. Il Senatùr ha annunciato una manifestazione, senza comunicare la data «perché ci sono i giornalisti, e prima devono saperlo i militanti». Poi: «La Lega Nord ha convinto il ministro dell’Economia e il governo a non toccare le pensioni nell’ambito della manovra. Abbiamo convinto

Tremonti a non toccarle. E chi se ne frega dell’Europa che vuole tagliare tutto. Nonostante i casini, Bossi mostra il dito: mostro il dito per difendere i soldi di chi ha lavorato una vita e ha diritto alla sua pensione». È seguito il racconto del povero vecchietto sorpreso in un supermarket a rubare una bistecca. Non so quanto la gente stia dietro a questa rappresentazione del problema delle pensioni. Tanto per precisare: nessuno vuole togliere la pensione a chi ce l’ha, si tratta di stabilire se è giusto ritirarsi dal lavoro a 60 anni, adesso che la vita media dei maschi sfiora gli 80 e quella delle femmine gli 85.

3 Gli altri leghisti che dicono? Calderoli ha fatto un discorso che più bossiano non si può («senza Bossi non saremmo un

Sì, Marco Milanese, che la procura di Napoli vuole arrestare perché lo sospetta al centro di una rete di favoritismi messa in piedi al tempo in cui era il braccio destro di Tremonti. Ricorderà che c’è un’altra questione, sull’appartamento dato in affitto a Tremonti e che il ministro pagava in contanti... Basta, la richiesta d’arresto è stata respinta in commissione (la Lega ha votato pro-Milanese), ma deve ora essere votata in aula. È probabile che l’opposizione riesca a ottenere il voto segreto. I deputati sono, per 4/5, maroniani. Voteranno per l’arresto? Bossi ha detto che non gli piace mandare la gente in carcere, nello stesso tempo ai deputati della Lega e a quelli dell’Udc è stata lasciata libertà di coscienza. È possibile che il governo non cada neanche dopo un voto favorevole al carcere, ma certo sarebbe il segno che la guerra dentro il Carroccio è dichiarata ufficialmente. Tra l’altro tutte queste manifestazioni leghiste per il dio Po hanno avuto un seguito molto inferiore a quello dell’anno scorso. Sabato, a Ro Ferrarese, c’erano dieci persone.

5 Il Pdl sta cercando di imbarcare l’Udc?

Casini ha ripetuto che se Berlusconi non si leva di mezzo lui non ci sta.

A notizie

POSSIBILI RIVALI

Tascabili Il voto comunale «salva» la Cdu

S Di Pietro jr candidato: nell’Idv è rivolta Bufera nell’Italia dei Valori: i membri del circolo di Termoli (Campobasso) hanno abbandonato il partito in polemica con la decisione di Antonio Di Pietro di candidare il figlio Cristiano alle prossime Regionali molisane di ottobre. E in una nota affermano: «Di Pietro come Bossi e Berlusconi, accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica»

A Berlino vince la sinistra Ma la Merkel evita il tonfo Si conferma il pronostico per le elezioni regionali di Berlino. Secondo gli exit poll, Klaus Wowereit, il sindaco socialdemocratico uscente si conferma e ottiene il 29,5%, facendo registrare un +1,3 per l’Spd. Volano i Verdi al 18%, con un rialzo di quasi 5 punti rispetto al 2006. Storico debutto berlinese per il Partito dei Pirati con un clamoroso 8,5%. Sconfitta, infine, la Cdu del cancelliere Angela Merkel, ma senza il tonfo temuto. Anzi, i conservatori aumentano del 2,2% e raccolgono il 23,3% dei voti.

L’imprenditore dall’Annunziata

Di Caterina accusa in tv «A Penati ho dato 3 milioni in dieci anni»

Piero Di Caterina, l’imprenditore che accusa il Pd ANSA «Ho dato tre milioni, tre milioni e mezzo in dieci anni a Penati e Vimercati». A «In mezzora» di Lucia Annunziata, Piero Di Caterina torna ad accusare l’ex presidente della provincia di Milano Filippo Penati e il suo ex capo di gabinetto Giordano Vimercati. Somma di denaro che per l’imprenditore «non erano mazzette, ma finanziamenti» per ottenere appalti. Di Caterina attacca poi il sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini: «Nell’era Oldrini, per essere in condizione di lavorare bisogna entrare in un sistema di corruzione molto complesso».

In Nevada le vittime salite a nove

West Virginia, un morto in un altro «Air Show» Secondo incidente in due giorni in un Air Show. La nuova tragedia è avvenuta durante uno show in West Virginia. Un velivolo si è schiantato al suolo uccidendo il pilota. Non è ancora chiaro cosa abbia causato l’incidente del T-28 che partecipava al «Thunder Over the Blu Ridge Open House and Air Show» in corso sabato a Martinsburg (West Virginia). Nel frattempo salgono a 9 i morti nell’incidente di venerdì in Nevada dove un P-51 Phantom è precipitato sul pubblico.


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ALTRI MONDI BERLUSCONI UNA TELEFONATA DEL PREMIER CON TARANTINI: «BELLA, MA E’ FIDANZATA CON UN MIO CALCIATORE»

«Belen da me, ma niente amore. Per Borriello» DAVIDE ROMANI

In una telefonata del 2 gennaio 2009, intercettata, con l’imprenditore Gianpaolo Tarantini, Silvio Berlusconi parla della bellezza della showgirl Belen Rodriguez e rivela all’i9nterlocutore: «L'ho conosciuta, è stata da me una notte, ma non abbiamo fatto l'amore perché ho scoperto che lei era la donna di un mio calciatore». Che è Marco Borriello. Intanto alle 20 di ieri sera è scaduto «l’ultimatum» dato dalla procura di Napoli a Berlusconi per scegliere, tra un ventaglio di date proposte, il gior-

zione alla Camera (ramo del Parlamento dove è stato eletto Berlusconi). Mercoledì arriverà la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli sugli ordini di custodia cautelare a carico di Tarantini, della moglie Angela Devenuto e di Lavitola e sulla competenza territoriale dell’inchiesta circa un suo eventuale trasferimento a Roma (dove ci sarebbe stato il passaggio di denaro). Sempre sulla competenza, atteso giudizio della Procura generale della Cassazione, Nel frattempo oggi riprende a Milano il processo Mills: in aula è atteso anche il premier,

no per essere ascoltato come parte offesa nell’inchiesta sul ricatto di cui sarebbe stato vittima da parte di Tarantini e di Valter Lavitola. Oggi gli inquirenti discuteranno del possibile accorpamento con l’inchiesta barese sulle escort legate a Tarantini. Un’ipotesi giudicata interessante e supportata eventualmente con la richiesta di acquisizione delle carte pugliesi. Scelta estrema Si discuterà anche della possibilità di chiedere l’accompagnamento coatto del premier. Caso estremo. La procedura richiede tempi lunghi, essendo necessaria l’autorizza-

Belen Rodriguez, 27 anni domani

Temporali e neve Il maltempo fa 4 vittime al Nord Tre morti in montagna tra Cuneo e la val Pusteria 80 mila fulmini in 24 ore: ucciso un uomo a Bergamo STEFANIA ANGELINI

L’arrivo brusco del maltempo non è stato solo un accenno di cambio di stagione. L’autunno sembra proprio alle porte. Ma in questo primo weekend caratterizzato dal tempaccio, che ha interessato più di una regione del Nord, si contano ben quattro vittime. Due alpinisti di Genova, un uomo e una donna, rispettivamente di 64 e 57 anni, hanno perso la vita sulle montagne di Entracque, in provincia di Cuneo, dopo essere stati travolti da una frana in alta quota; un’anziana di nazionalità tedesca, invece, è morta in un incidente di montagna in val Pusteria, in Trentino Alto Adige. E infine un quarantenne di Milano sabato sera ha perso la vita a Morengo (Bergamo) folgorato da un fulmine: l’uomo stava fumando una sigaretta in un parco. Emergenze Molte le emergenze:

in Trentino , al calo delle temperature si è aggiunta anche la neve in bassa quota, con forti piogge nelle valli, rendendo obbligatorio per le auto l’uso delle catene sul Passo dello Stelvio. Ha piovuto in buona parte della Lombardia e a Milano si è lavorato per evitare l’esondazione

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NUOVI INDIZI SPIRAGLIO PER PAROLISI

Omicidio Melania: dove venne uccisa due orme di donna Due impronte di piede di donna di misura 37 38 sulla scena del delitto. In un anticipazione del quotidiano «Il Centro» si prospetta un colpo di scena nel caso dell’omicidio di Melania Rea, la 29enne di Somma Vesuviana trovata morta a Ripe di Civitella il 18 aprile scorso, del quale è accusato il marito, Salvatore Parolisi. I nuovi indizi che potrebbero sconvolgere l’inchiesta si troverebbero a Roma, in mano ai Ris, pronti a inviare ai pm di Teramo le loro valutazioni in merito. Per Biscotti e Gentile, i difensori del caporalmaggiore, chi ha lasciato le orme era sicuramente presente nel momento del delitto. Le impronte, molto più piccole rispetto al 43 del caporalmaggiore, non sarebbero complete: segno che chi le ha lasciate camminava in modo accorto. Questo nuovo indizio va ad aggiungersi ad altri che potrebbero aprire qualche spiraglio ai difensori di Parolisi. Infatti oltre alle impronte da donna trovate sul corpo della vittima, ci sarebbero cinque capelli femminili e diversi da quelli della vittima e il dna di due tipi trovati sotto le unghie della donna di cui uno è femminile. E l’avvocato Biscotti afferma: «Ci battiamo affinché venga imboccata la vera pista, quella per scoprire il vero assassino di Melania Rea». Nel frattempo la mamma di Melania, intervenuta a «People La cronaca» in onda ieri sera su Canale 5, ha dichiarato: «Salvatore, aveva già ucciso Melania con i tradimenti. L’ha uccisa dentro... facendola diventare anche anoressica».

A tutta

ZALONE «IMITA» VASCO

Salute DI MABEL BOCCHI

La ricerca americana

S Il comico posta un video su Facebook Dopo Vasco Rossi, anche Checco Zalone (nella foto), ha postato un videoclip su Facebook. Ieri, a poche ore dalla prima del suo «Resto Umile World Tour», a Rimini, si è rivolto così ai fan: «Ciao amici di Fb oggi è il giorno del mio debutto, è la prima volta che faccio un video con l’iphone, Vasco Rossi in confronto a me è un regista. Che dirvi, odio le prime, sono tesissimo (...) Venite tutti al mio spettacolo, anche quelli che poi non verranno: tanto è già pieno»

Studiare fa tanto bene Protegge pure il cuore L’educazione scolastica previene le malattie cardiovascolari. Lo sostengono i ricercatori americani della Brown University di Providence, che hanno esaminato le cartelle cliniche di 3890 pazienti del Framingham Offspring Study inglese, dividendole a seconda degli anni di studi fatti in tre gruppi: meno di 12 anni, fra 13 e 16 anni e più di 16 anni, e monitorando la loro pressione per circa 30 anni. Le donne arrivate all’università mostravano valori della pressione mediamente inferiori di 3,26 millimetri di mercurio rispetto alle donne che non avevano il diploma, mentre negli uomini la differenza era di 2,26.

La predisposizione è genetica

Sportivi o sedentari: è tutto scritto nel dna Siete più sedentari o più sportivi? È tutto scritto nel dna. Secondo uno studio canadese della McMaster University di Hamilton, pubblicato su Pnas, le prestazioni fisiche sono condizionate dalla presenza o assenza nei muscoli di due geni utili a produrre un enzima sempre presente e attivo durante l’esercizio fisico. I topolini privati di entrambi i geni mostravano una riduzione dei mitocondri che, nelle cellule dei muscoli, hanno il compito di bruciare gli zuccheri per generare energia. Mentre i topi normali potevano correre per chilometri, quelli «modificati» potevano al massimo percorrere avanti e indietro una stanza.

Chi salta il pranzo è più irascibile

La rabbia si controlla con l’alimentazione La capacità di mantenere la calma viene meno quando si salta il pranzo o si ha una dieta carente di triptofano. Lo dimostra una ricerca dell’università di Cambridge e del Cnr di Catanzaro, pubblicata da «Biological Psychiatry»: dei volontari si sono sottoposti a modifiche dei livelli di serotonina tramite la dieta. I loro cervelli sono stati poi esplorati con la risonanza magnetica. Ebbene, è emerso che la rabbia subentrava a seguito di una dieta carente di triptofano, l’amminoacido precursore della serotonina contenuto nel latte, cacao, merluzzo, tonno, alici, formaggi, maiale, vitello, pollo, noci, arachidi, ecc.

d.rom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Un fulmine durante un temporale: nel weekend al Nord è caduto un sesto di quanti ne cadono in un anno in Italia ANSA

del Seveso e del Lambro. Ma l’emergenza principale ha riguardato i fulmini: su tutto il Nord e sulla Toscana in 24 ore sono caduti oltre 80 mila fulmini, quasi un sesto di quanti ne cadono in un anno nel nostro Paese. Secondo i meteorologi le temperature andranno giù fino a 4 gradi. E da domani le piogge si trasferiranno anche al Centro-Sud.

IL CASO DOPO QUATTRO INTERVENTI

Eccezionale a Londra Separate gemelline nate unite per la testa

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LeFoto Sempre più «hot» Sexy Rihanna incanta San Paolo A Rihanna non piace passare inosservata, si sa. E così, ogni volta prova a stupire, tra look supersexy e pose provocanti: è successo anche sabato sera a San Paolo, in Brasile, tappa del suo «Loud Tour» (nelle foto Ansa /Epa). La 23enne delle Barbados ha incantato il pubblico indossando una maglietta aderente a righe con una profonda scollatura, slip nero, calze a rete e stivaletti con tacchi a spillo.

Ce l’hanno fatta Rital e Ritag (nella foto Afp) le due gemelline siamesi di 11 mesi unite per la testa. Sono serviti ben quattro interventi chirurgici, realizzati dall’equipe dell’ospedale londinese pediatrico di Great Ormond Street, ma ora stanno bene: i medici hanno confermato che le piccole non hanno subito danni neurologici anche se condividevano una parte del cervello con annesso scambio di sangue. La nascita di gemelli uniti per una parte del corpo è un evento raro, ma ancora più rari sono i casi di unione della testa. Quasi il 40% di questi nascono morti o muoiono durante il parto e per un terzo nelle 24 ore successive. Fortunatamente non è stato così per le gemelline sudanesi. Subito dopo la nascita, con parto cesareo all’ospedale di Khartoum, la capitale sudanese, grazie all’aiuto di un’associazione di volontariato sono state portate all’ospedale londinese e sottoposte ad una serie di test preparatori per dividerle.


LA GAZZETTA DELLO SPORT

54

LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI Oroscopo LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI 24/8 - 22/9

Vergine 5,5

23/9 - 22/10

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

Bilancia 8

Ariete 7+

Toro 7

Gemelli 7,5

Cancro 6+

Leone 7

IL MIGLIORE Luna favorevole a viaggi, affari, studio, sport. Nel lavoro le soddisfazioni arrivano, voi avete zebedei d’acciaio. Un po’ come il sudombelico, pure.

Inizio di settimana col botto. Nel lavoro e in merito alla realizzazione di un progetto privato. Il suino in voi espleta pure con più calore.

Un guadagno o una bella notizia economica potrebbe farvi innalzare morale & zebedei fino al pianeta gemello della Terra. Si cucca pure.

Luna fulgida per il lavoro, ambito gravido di promesse allettanti (mantenute) e di innovazioni golose. Sudombelico pieno di gioia di vivere.

Il lavoro vi vede volenterosi, ma solitari. O quantomeno selettivi. E cordiali come gli yak. Non eccedete. Ma, nel complesso, tutto fila.

Il lavoro appaga e migliora. E con Marte appena entrato nel vostro segno tutto ingrana la quarta. Ma niente azzardi, manco sudombelicali.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Scorpione 6-

Sagittario 6+

Capricorno 7-

Acquario 6,5

Pesci 5,5

Il lavoro, oggi, stressa (ma cova buone nuove), l’economia sembra insicura, gli obblighi aumentano. C’è pure un calo suino vistoserrimo.

La Luna vi fa girare gli zebedei come slot machine, ma Venere vi assicura comunque un cicinìn di fortuna, anche nel lavoro. Siete fighini…

Il vostro umore è «da lunedì», ma si delineano trasformazioni e strategie vincenti. Oltre che face to face sudombelicali briosi.

Avete idee ottime, ma nei rapporti interpersonali scoppia la guerra: non fatevi fregare. Fornicazione sinusoidal-emetica. Potete fare altro.

Tutti vi rompono oggi. Dai colleghi, ai familiari, dal cane al calzolaio. Non reagite e non rompete a vostra volta. Lo slancio suino crolla.

CASEY STONER

L’umore s’abbatte, la forma fisica sfigheggia. Concentratevi e dite qualche no, se necessario, anche suino, senza ritrosie né vergogne.

L’australiano è nato a Southport il 16 ottobre 1985. Attualmente alla Honda, ha vinto il Mondiale MotoGP nel 2007 con la Ducati.

alla Radio

TeleVisioni in chiaro RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

RETE 4

TG 5 MATTINO CINQUE TG 5 LA TELEFONATA DI... MATTINO CINQUE FORUM TG5 TELEFILM UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO TG 5 PAPERISSIMA SPRINT UN'ESTATE AI CARAIBI Film 23.45 PALERMO MILANO SOLO ANDATA 1.30 TG 5 2.00 PAPERISSIMA SPRINT 4.00 UOMINI E DONNE

7.00 9.55 10.25 10.55 11.55 12.25 13.00 13.40 15.00 17.25 18.30 19.00 19.25 21.10

CARTONI ANIMATI URBAN LEGENDS COOLER FACTS PARADISE LOST SPOSE EXTRALARGE STUDIO APERTO STUDIO SPORT CARTONI ANIMATI TELEFILM CARTONI ANIMATI STUDIO APERTO STUDIO SPORT C.S.I. C.S.I. MIAMI Telefilm 23.00 THE MAN - LA TALPA 0.50 POKER1MANIA 1.40 STUDIO APERTO 1.45 RESCUE ME 3.45 I RIBELLI

7.00 10.50 11.30 12.00 13.00 13.50 15.10

RAIDUE

7.00 TG 1 11.05 OCCHIO ALLA SPESA 12.00 LA PROVA DEL CUOCO 13.30 TG 1 14.10 VERDETTO FINALE 15.15 LA VITA IN DIRETTA 16.50 TG 1 17.10 CHE TEMPO FA 18.50 L' EREDITÀ 20.00 TELEGIORNALE 20.30 QUI RADIO LONDRA 20.35 SOLITI IGNOTI 21.10 MISS ITALIA 2011 Varietà 23.50 TG 1 0.20 MISS ITALIA 2011 1.10 TG 1 1.40 CHE TEMPO FA 1.45 QUI RADIO LONDRA

6.35 9.30 10.00 11.00 13.00 13.50 14.00 16.15 17.45 18.45 19.35

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

9.30

9.50 11.40 13.30 13.30 13.40 15.35 17.20 19.05 21.15

20.30 21.05 23.10 23.25 0.30 1.10 1.20

IL RICHIAMO DELLA FORESTA PREMIUM CINEMA UNA NUOVA... MYA AIUTO VAMPIRO PREMIUM CINEMA OCEAN'S THIRTEEN JOI DISCO INFERNO MYA 2 FAST 2 FURIOUS PREMIUM CINEMA LA NOSTRA VITA PREMIUM CINEMA COACH MYA SOLDI SPORCHI PREMIUM CINEMA IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON JOI

CARTONI ANIMATI SORGENTE DI VITA TG 2 I FATTI VOSTRI TG 2 MEDICINA 33 ITALIA SUL DUE TELEFIM TG 2 NUMB3RS SQUADRA SPECIALE COBRA 11 TG 2 VOYAGER Documenti TG 2 DELITTI ROCK CLOSE TO HOME TG PROTESTANTESIMO

8.00 9.00 10.45 11.10 12.45 13.10 14.00 15.15 16.00 18.10 20.15 21.05 22.45 23.25 1.20

Donne junior. Da Copenaghen, Danimarca Rai Sport 2 e Eurosport Under 23, Time trial. Da Copenaghen, Danimarca Rai Sport 2

13.30 MONDIALE SU STRADA Under 23, Time trial. Da Copenaghen, Danimarca Eurosport

ATLETICA LEGGERA Da Lignano Sabbiadoro (Ud) Rai Sport 1

CRICKET 12.30 RUHUNA RHINOS TRINIDAD E TOBAGO Champions League Twenty20. Da Hyderabad, India Eurosport 2

BASEBALL 18.00 NEW YORK YANKEES MINNESOTA TWINS MLB ESPN America

21.00 CLEVELAND INDIANS SEATTLE MARINERS

Champions League Twenty20. Da Hyderabad, India Eurosport 2

GazzaMeteo

Ieri

A CURA DI

ALGHERO

15

27

ANCONA

21

32

min max

AOSTA

14

18

BARI

20

33

BOLOGNA

18

29

CIELO

VENTI

CAGLIARI

17

30

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

15

27

Moderati

CATANIA

18

33

FIRENZE

17

20

Nuvolo

7.00

Indycar. Da Motegi, Giappone

Trento Aosta 9 19

Torino 12 21

14 18

Milano

Venezia

13 22

Perugia

11 22

15 19

18

22

ROMA

NAPOLI

19

29

18 22

29

POTENZA Nebbia

Agitati

14

26

REGGIO CALABRIA

21

31

ROMA

17

30

TORINO

17

21

16

17

Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:05

19:27

6:53

19:12

20

29

VENEZIA

19

28

Teo Teocoli (nella foto) commenta il weekend sportivo: dal campionato di calcio alla MotoGP

18.15 CALCIO: BARCELLONA OSASUNA

Virgin Radio

Liga

20.45 GOLF: 140TH OPEN CHAMPIONSHIP

16.30 Rock in translation

Da Sandwich, Inghilterra

23.00 CALCIO: TOTTENHAM LIVERPOOL Premier League

EUROSPORT

Liga

14.00 CALCIO: ASTON VILLA NEWCASTLE

8.45

Premier League

Giulia Salvi traduce e inter preta «Saturday night’s alright for fighting» di Elton John (nella foto)

CANOTTAGGIO: EUROPEO Da Plovdiv, Bulgaria

Domani

Dopodomani

Ancora tempo perturbato sulle regioni adriatiche dalla Romagna alla Puglia, rovesci e temporali diffusi. Accesa instabile anche su gran parte del Sud con fenomeni temporaleschi. Più sole sul resto del Nord e versanti occidentali ma ventoso.

Ulteriore miglioramento del tempo sull'Italia ma con residua instabilità sul basso versante adriatico e tra Calabria e Sicilia tirreniche. Su queste zone attendiamo piogge o rovesci sparsi. Cieli sereni o velati altrove con clima più mite.

Ancona

Firenze

MILANO

14

11.00 Teo in tempo reale

16 23

16 23

25

PERUGIA

Rmc

Bologna Genova

24

Mossi

Fabiola (nella foto) e Dario Spada presentano per formance live, super ospi ti, giochi e tante sorprese

16 19

12

Neve

16.15 BASEBALL: PHILADELPHIA PHILLIES SAINT LOUIS CARDINALS

21.00 105 Night express

16 20

21

29

Da Crans Montana,Svizzera

12.00 CALCIO: LEVANTE REAL MADRID

Maltempo al Nordest, su buona parte del Centro e sulle regioni meridionali tirreniche. Diffusi fenomeni a carattere temporalesco anche di forte intensità. Schiarite anche ampie al Nordovest, Sardegna e aree ioniche. Forti venti di Maestrale. Trieste

L'AQUILA

22

11.00 GOLF: OMEGAEUROPEAN MASTERS

Oggi

GENOVA

PALERMO

16.15 GOLF: JOHNNIE WALKER CHAMPIONSHIP

22.15 AUTOMOBILISMO: INDY JAPAN 300

Molto forti

Calmi

Da Gleneagles, Scozia

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

TG LA7 COFFEE BREAK CHIAMATA DI... G DAY (R) (AH)IPIROSO I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 STALAG 17 ATLANTIDE L’ISPETTORE BARNABY G DAY TG LA7 OTTO E MEZZO L’INFEDELE Attualità 23.45 TG LA7 23.55 CROSSING JORDAN 0.45 MOVIE FLASH 0.50 ALBALLOSCURO 1.50 N.Y.P.D BLUE 7.30 9.40 10.35 11.00 11.30 12.25 13.30 14.05 16.15 17.30 19.30 20.00 20.30 21.10

MLB

Finale maschile da Lecce

Da Oschersleben, Germania

Coperto

Temporali

BEACH VOLLEY: CAMPIONATO ITALIANO

10.00 GOLF: JOHNNIE WALKER CHAMPIONSHIP

21.00 AUTOMOBILISMO: CAMPIONATO DTM

Forti

MARI

9.00

Da Gleneagles, Scozia

Rovesci

Pioggia

2.00 2.20

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

14.00 RUGBY: AUSTRALIA IRLANDA

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

23.30 23.35

SKY SPORT 3

Coppa del Mondo. Dalla Nuova Zelanda

RUGBY: INGHILTERRA GEORGIA

16.15 16.30 18.55 19.35 20.30 21.10

TELEFILM FORNELLI D'ITALIA TG 4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN GIALLO FORUM HAMBURG DISTRETTO 21 SENTIERI MADE IN AMERICA TG 4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS... FIRE DOWN BELOW Film I BELLISSIMI DI R4 BLACK RAIN PIOGGIA SPORCA TG 4 PIANETA MARE

RUGBY: FRANCIA CANADA

10.15 RUGBY: GALLES SAMOA

SKY SPORT 2

16.30 KOLKATA KNIGHT RIDERS AUCKLAND ACES

MLB ESPN America

Legenda

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 21.00 CALCIO: NAPOLI - MILAN

13.00 MONDIALE SU STRADA

20.45 TORINO - BRESCIA

23.45 EUROPEAN MASTER GAMES

8.30

SKY SPORT 1

10.00 MONDIALE SU STRADA

Lega Pro. Seconda Divisione Rai Sport 1 Serie B Sky Calcio 1

8.00 8.50 10.00 10.40 10.50 11.00 13.00 13.40 14.45 16.20 18.50 20.00 20.40 21.21

CICLISMO

CALCIO 20.30 PERUGIA PAGANESE

LA STORIA SIAMO NOI MOGLI PERICOLOSE COMINCIAMO BENE TG 3 COMINCIAMO BENE LA STRADA PER LA FELICITÀ TG R - TG 3 THE LOST WORLD GEO & GEO TG 3 - TG R - BLOB SABRINA VITA DA STREGA THE CONTRACT Film TG R - TG 3 LA FEBBRE DEL SABATO SERA APPUNTAMENTO AL CINEMA

Radio 105

LA 7

RAIUNO

19 23

L’Aquila 12 15

Campobasso

Bari

15 21

20 30

Napoli

Potenza

20 23

13 18

Cagliari

Catanzaro

18 23

17 28

Palermo

Reggio Calabria 19 30

22 28

Catania 23 29

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:07

19:25

6:54

19:11

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

29 ago.

5 set.

12 set.

20 set.


LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

55

GAZZACAFFÈ I TEMI CALDI, LE DOMANDE E LE POLEMICHE DEL WEEKEND DOV’ERANO, DOVE SONO

il Commento

Nel 2012 Rossi avrà una Ducati vincente?

Con un Cavani così per il Napoli non è vietato sognare ALBERTO CERRUTI

Oggi è San Gennaro, ma al Napoli non serve un miracolo anticipato per fare il primo sgambetto al Milan. Gli basta una tripletta di Cavani, dopo il gol di Aquilani, per bere il primo aperitivo scudetto, raggiungendo la Juventus, l’Udinese e il Cagliari in testa alla classifica. In prospettiva, però, c’è una soddisfazione ancora più importante per Mazzarri: è la prova di forza caratteriale per ribaltare il risultato, e tecnica per dimostrare che il Napoli non è più inferiore al Milan, come un anno fa quando perse le due sfide dirette. Con un particolare beneaugurante, perché oggi ha 5 punti più dei rossoneri: lo stesso vantaggio che aveva nei suoi confronti la squadra di Allegri dopo il 2-1 dell’andata al S. Paolo. E con una domanda che spaventa tutto il campionato: con un super Cavani così, dove potrà arrivare il Napoli? Parlare già di scudetto è esagerato, perché anche un anno fa il Milan partì piano, con una sola vittoria in quattro partite e soltanto dopo undici giornate incominciò la sua fuga tricolore. Al di là delle gravissime assenze, da Gattuso a Boateng, da Robinho a Ibrahimovic, qualcosa però sembra incrinato tra i campioni d’Italia, a cominciare dalla difesa, tra l’altro al completo – con l’unica eccezione di Bonera a sinistra – perché il punto di forza della squadra ora sbanda. Cinque gol subiti in due gare di campionato (sette con la Champions) sono il peggior bottino di serie A, insieme con il Parma. E in particolare mai il Milan ne aveva incassati tre con Van Bommel in campo, uno dei tanti grandi vecchi di una squadra pericolosamente appesantita. Due indizi, con altrettanti successi, non costituiscono una prova per nessuno ma intanto la Juventus che vince a Siena, dopo l’esaltante debutto contro il Parma, è una piacevole riscoperta per i suoi tifosi e il campionato, in cerca di una vecchia protagonista smarrita. Partire bene, o male, a volte aiuta a capire che stagione sarà e non può essere un caso che il settimo posto di maggio fosse stato battezzato con una sconfitta iniziale a Bari, seguita da un 3-3 in casa contro la Sampdoria. Non può essere un caso nemmeno che la nuova Juventus conceda il bis, dopo il

4-1 d’apertura, grazie alla freddezza delle grandi squadre, ottenendo un successo meno facile ma proprio per questo ancora più importante del primo. Un tempo di controllata sofferenza di fronte all’organizzato ma inconcludente Siena di Sannino e poi i lampi dei campioni: da Pepe a Giaccherini, splendida giocata di Vucinic e girata vincente di Matri. Con la nota lieta di 5 gol segnati in due partite, sempre su azione, con altrettanti marcatori e soltanto uno incassato, su rigore. Il tutto con la rinnovata dimostrazione di duttilità tattica di Conte, che anche a Siena cambia il 4-2-4 di partenza trasformandolo in 4-1-4-1 quando entra Vidal. Senza scordare che proprio l’impiego part-time del cileno conferma la lussuosa panchina con invidiabili alternative: dallo stesso Vidal a Del Piero, da Elia a Krasic, da Quagliarella a Estigarribia. Mentre in campo cresce l’importanza dei gregari già promossi titolari come Pepe e Barzagli, anche se saranno altri gli esami che dovrà superare la Juventus, prima di sognare lo scudetto. Pirlo e Marchisio, infatti, rischiano di soffrire troppo in fase di copertura, perché se gli esterni non li aiutano il centrocampo può trovarsi in inferiorità numerica. Due indizi non possono costituire una prova nemmeno per l’altra squadra bianconera, che nell’ultima stagione si era guadagnata il quarto posto con vista Champions. Ma anche in questo caso il doppio 2-0 dell’Udinese, tra Lecce (fuori) e Fiorentina (in casa), è il giusto premio alle scelte della famiglia Pozzo e al lavoro di Guidolin, perché alle spalle di Di Natale, già a quota 2 gol, spunta il nuovo talento romeno Torje. Senza sottovalutare un dato importante: i friulani dividono con il Catania il primato della miglior difesa, ancora imbattuta. E se un anno fa, dopo 180’, l’Udinese era ultima da sola a zero punti mentre adesso è in testa alla classifica con la Juventus, il Napoli e la rivelazione Cagliari, nessuno può più snobbarla. A cominciare dal Milan che mercoledì la ospiterà guardandola dal basso in alto. Per ricominciare l’inseguimento a quel demonio di Cavani. © RIPRODUZIONE

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it SEGRETARIO DI REDAZIONE Daniele Redaelli dredaelli@gazzetta.it Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2011

NO La strada appare in salita. Come nel 2007, quando si Luis Enrique, 41 anni. Sopra, dove giocavano Perrotta e Taddei e dove giocano adesso

Da attaccanti a terzini

Luis Enrique è «impazzito» con Perrotta e Taddei? NO Neanche per sogno, anche se la scelta è stata sorprendente. Basta leggere l’espressione sul viso di Perrotta, quando ha commentato la sua partita da terzino contro l’Inter, per dedurre che non c’era molta premeditazione. Almeno tre ragioni devono aver spinto Luis Enrique ad arretrarlo, con Taddei, nella linea a quattro della difesa giallorossa. Una necessità contingente: l’indisponibilità di José Angel, espulso nel debutto in A col Cagliari. Un motivo tattico: l’annunciato 3-5-2 iniziale dei nerazzurri suggeriva qualche contromossa. Una questione generale: Luis Enrique viene da una scuola —

«

quella del Barça — che interpreta il calcio come un gioco semplice e veloce: conviene attaccare per cercare di vincere ed è meglio dominare il campo e tenere la palla per evitare di subire l’offensiva avversaria. Un paio di settimane fa, Pep Guardiola ha fatto una cosa simile col suo Barcellona. Doveva giocare una delicata sfida col Villarreal senza il tandem di centrali titolare e senza il terzino destro Dani Alves: si è reinventato un 3-4-3, nel solco del Dream Team di Johan Cruijff, schierando nel terzetto arretrato un solo difensore di ruolo (Abidal) accanto a due centrocampisti (Mascherano e Busquets). Quando, sabato a San Siro, De Rossi arretra-

va tra Kjaer e Burdisso, mentre Perrotta e Taddei salivano sulle fasce, anche la Roma sembrava disegnata col vecchio modulo del Football Totale, lanciato negli anni Settanta dal maestro Rinus Michels. Nel calcio italiano, storicamente difensivista, siamo abituati a movimenti nella direzione inversa: trequartisti che diventano seconde punte (da Baggio a Kakà la lista è lunga), terzini che avanzano a centrocampo (Rafinha l’anno scorso nel Genoa, Zanetti da tempo nell’Inter). E’ logico che il movimento opposto può apparire un controsenso. Tranquilli, spettacolo e risultati (se arriveranno) lo renderanno normale. ALESSANDRO DE CALÒ

Ipse dixit... ...Cosa voleva dire La smorfia di Krasic dopo la lezione di Conte

Dal labiale delle immagini tv si capisce che Conte dice a Krasic: «Devi fare 15 minuti a duemila. Appena ti arriva la palla, parti». La smorfia del serbo è eloquente MILOS KRASIC CENTROCAMPISTA JUVENTUS

«Mi spiace per Conte, che è anche un bravo allenatore, ma io non capisco proprio quello che dice. Sto attento, mi applico, cerco di leggergli le labbra, ma niente. Mi dicono che è pugliese, e che i pugliesi hanno un dialetto poco comprensibile. Ma se lui comunica in leccese, non posso capire. Io sono in Italia da poco più di un anno, ma grazie al vecchio mister, il grande Gigi Delneri, ci ho messo pochi giorni a capire l’italiano, anche se mi resta difficile parlarlo. O meglio: a parlarlo bene come lui. Prima della partita mi diceva "aoueiouae vai eoeouae stai eoueaieai importante" e io eseguivo. Tutto filava alla perfezione. In campo comunicare era facile. Delneri urlava dalla panchina "vovavu dai pakdkskpa su dsdjkejsumi ops sasghrtyesda brao" e io capivo sempre che cosa dovevo fare. Con Conte è dura, troppo. Se lui non impara in fretta il delneriano, mi sa che ho finito di giocare». ROBERTO PELUCCHI

era passati dalle 990 alle 800, la Ducati anche ora che si tornerà al 1000 ha giocato d’anticipo. Per prima ha provato la moto 2012 e quel test ha convinto a rivoluzionare la moto 2011 che non stava dando risultati. Da lì si è innescato un vortice all’indietro che dopo 14 gare ha portato Valentino Rossi a salire una sola volta sul podio. Sono state fatte varie versioni di telaio, un nuovo motore, una ciclistica completamente rivista. Il tutto cercando di migliorare soprattutto in vista del prossimo anno. Ma mentre Honda e Yamaha hanno fatto debuttare le loro moto 2012 con ottimi riscontri, a Borgo Panigale devono ancora decidere con quale moto correranno: e il primo test ufficiale sarà tra meno di 2 mesi. Tanto lavoro, ma pure tantissima confusione e anche Valentino ha sbagliato alcune valutazioni. C’è poco da stare allegri. FILIPPO FALSAPERLA

Pallavolo

Con l’argento europeo l’Italia è tornata big?

SÌ È già tornata ai vertici mondiali. Considerando quanto ha fatto in estate: il sesto posto in World League e l’argento a questo Europeo. Va infatti ricordato che l’Italia ha rinnovato la squadra dalle fondamenta e cambiato 4-5 giocatori rispetto all’anno passato. Di solito i rinnovamenti si accompagnano a risultati non sempre positivi, invece qui la gioventù (non solo anagrafica) ha portato un indubbio miglioramento. Il primo nei risultati, nell’Europeo del 2009 l’Italia si era piazzata decima e in quello precedente sesta. Di più, l’arrivo di Berruto è servito a lanciare giovani dal sicuro avvenire e dal consistente presente: non ultimi Ivan Zaytsev e Dragan Travica. Senza dimenticare Simone Parodi. Senza dimenticare la definitiva conferma di trentenni di belle speranze come Cristian Savani (il migliore degli azzurri considerando l’Europeo) e Michal Lasko. GIANLUCA PASINI

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MotoGP

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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE 2011


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