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Valeria Bucchetti, Erik Ciravegna

LE PAROLE DEL PACKAGING

GLOSSARIO RAGIONATO PER IL SISTEMA-IMBALLAGGIO

Edizioni Dativo


Valeria Bucchetti, Erik Ciravegna

LE PAROLE DEL PACKAGING

GLOSSARIO RAGIONATO PER IL SISTEMA-IMBALLAGGIO

Edizioni Dativo


Art direction Valeria Bucchetti Progetto grafico e impaginazione Sara Sanvito Fonti iconografiche Erik Ciravegna Illustrazioni Konstantina Mavroidakos Con il patrocinio di Istituto Italiano Imballaggio Con un contributo di: Ipack-Ima SpA Copyright © 2009 Valeria Bucchetti, Erik Ciravegna Copyright © 2009 Edizioni Dativo Srl ISBN 978-88-902818-2-2 Edizioni Dativo Srl via B. Crespi 30/2, 20159 Milano tel. 02 69007733 - fax 02 69007664 info@dativo.it - http://www.dativo.it Finito di stampare nel mese di marzo 2009 presso Ancora Srl via Benigno Crespi 30 - 20159 Milano Stampato in Italia - Printed in Italy


INDICE

7 INTRODUZIONE 11 OSSERVARE CLASSIFICARE 14 MAPPA ARTICOLAZIONE DEL CAMPO 17 ARTEFATTO 21 DESIGNAZIONI 26 FUNZIONI 28 PROPRIETÀ 33 STRUTTURE 73 COMPONENTI STRUTTURALI 83 COMPONENTI COMUNICATIVE 101 PROCESSI 105 DEFINIZIONI PRELIMINARI 106 ATTORI 106 SOGGETTI 113 ISTITUZIONI 117 PROGETTO 131 PRODUZIONE [ELEMENTI, FASI, DISPOSITIVI] 131 MATERIALI E SEMILAVORATI 131 TIPOLOGIE 156 PROPRIETÀ 165 LAVORAZIONI, TRATTAMENTI E FINITURE 182 CONFEZIONAMENTO 185 STAMPA 201 TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO 206 DISTRIBUZIONE E VENDITA 219 DISMISSIONE E SECONDA VITA 227 INDICE ANALITICO 249 FONTI BIBLIOGRAFICHE


INTRODUZIONE

Il volume è il risultato di un lavoro di ricerca che ha un lungo percorso; un lavoro nell’area del packaging design che da alcuni anni viene svolto presso il dipartimento INDACO e all’interno delle attività di ricerca per la didattica del Corso di laurea in Design della comunicazione (Facoltà del Design, Politecnico di Milano) e che ha permesso di indagare il campo, di attivare progetti per la sistematizzazione del sapere, di definire strumenti dedicati alla conoscenza che hanno costituito il terreno naturale per sviluppare il lavoro qui pubblicato. La ricerca documentale rappresenta la prima fase dello studio e costituisce il corpus dei contenuti. Una prima fase di mappatura ha costituito infatti il piano per una lettura preliminare: sono stati riconosciuti i soggetti - gli attori che definiscono il sistema-packaging - che partecipano, con ruoli specifici, alle diverse fasi di ideazione, sviluppo, realizzazione, produzione, dismissione, riuso, del packaging; una seconda fase è stata dedicata alla ricerca di fonti bibliografiche, dizionari e glossari destinati al packaging e quelli riferiti ad aree con cui il packaging è in stretta relazione discilplinare. In particolare, la ricognizione dei glossari ha portato all’individuazione di testi on e off-line (circa 70 casi, di cui viene riportato l’elenco completo in fondo al volume) che fanno riferimento a specifiche aree (dizionari del design, dizionari della grafica, glossari tecnici del packaging farmaceutico, della stampa ecc.) che, da un lato, assumono, attraverso la propria settorialità, un carattere di parzialità rispetto al quadro di insieme richiesto dal packaging e, dall’altro, presentano una specificità e un gergo ad esso connesso che travalica l’oggetto di studio. Da ciascun contributo è stato così mutuata quella parte di idioletto, di linguaggio tecnico, funzionale alla creazione delle “parole del packaging” per arrivare a tracciare un lessico comune. Dall’analisi delle fonti bibliografiche e dalle fonti istituzionali (le definizioni introdotte dalle normative vigenti) e da una loro selezione è derivato il corpus delle voci; la redazione delle definizioni a esse relative è stata compiuta attraverso un lavoro di riscrittura, che ha posto al centro il confronto delle fonti per confluire in una stesura finale che esprimesse la sintesi del percorso. Si è giunti ad avere circa 1600 lemmi che hanno dato luogo al volume. L’impianto grafico restituisce il principio organizzatore con cui è stato articolato il

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lavoro di ricerca all’interno dell’opera. I contenuti si strutturano in due macro sezioni, secondo un’architettura ad albero che ha la funzione di organizzare i termini; due sezioni che rappresentano i due baricentri analitici: l'artefatto e il processo. Consideriamo questo lavoro un punto di partenza, solido e fortemente connesso a un impianto disciplinare rigoroso, ma certamente una materia viva in evoluzione continua, quindi, aperta a neologismi; aperta alle sollecitazioni di tutti gli attori del sistema. È con questa prospettiva che è stato attivato l’indirizzo: packagingdesign. indaco@polimi.it, proponendo un canale per far evolvere il lavoro fin qui compiuto. Ringraziamenti Un ringraziamento all’Istituto Italiano Imballaggio che ha creduto in questo lavoro e che lo ha sostenuto accreditandolo con il suo patrocinio, in particolare, ad Alessandra Alessi che ha colto la sollecitazione e a Marco Sachet che ha scelto di seguirla; a Stefano Lavorini per lo scambio dialettico che in questi anni ha intessuto con noi e per il sostegno editoriale, per la disponibilità dimostrata nell’accogliere il progetto nella sua interezza, contenuti e contenitore grafico, lasciandoci così opportunità e responsabilità dell’opera. Il nostro grazie anche a tutti coloro ai quali abbiamo chiesto un apporto e un confronto per riuscire a essere maggiormente puntuali, in particolare: all’amica e collega Dina Riccò, per le conferme cromatiche; a Giorgio Bianchini; a Nicola Spiller, per ciò che del marketing ci sfugge.

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OSSERVARE CLASSIFICARE

Era l’inizio degli anni ’70 quando Dorfles riconosceva all’imballaggio, nella sua Introduzione al Disegno industriale, un proprio spazio all’interno della cultura del design, affermando: "pur essendo un settore misto che ha attinenze con quello della grafica e della pubblicità - rientra peraltro nel quadro del vero e proprio disegno industriale"1. Uno spazio che il packaging si è ritagliato e ha fatto lentamente evolvere come testimoniano oggi le riviste specializzate, l’incremento degli spazi ad esso destinati all’interno dei percorsi formativi, sia nell’area del design, sia in quella delle tecnologie, l’editoria e la letteratura di settore che si è andata a poco a poco stratificandosi, sino alla sua presenza in rete con siti dedicati, tutti indicatori del cammino intrapreso. In questo percorso si è anche affermata la sua natura poliedrica. L’imballaggio nel suo essere oggetto fattivo2, ma anche sintesi di funzioni comunicative e di funzioni d’uso, si trova, infatti, ad essere in relazione dialettica con aree distinte del sapere: coinvolge competenze che riguardano il design della comunicazione, nella sua accezione più contemporanea, sino alle soglie del dominio pubblicitario, ma anche il design del prodotto, le tecnologie dei materiali, l’ergonomia. E queste sue molteplici relazioni disciplinari, che coincidono anche con le sue molteplici anime - che ne costituiscono l’essenza multidisciplinare - lo hanno reso in molti casi più fragile, sino a rallentarne e a contrastarne il processo di radicamento all’interno del quadro delle discipline del progetto. Ma è proprio a partire da questa sua posizione, caratteristica delle aree di confine, così come da queste convergenze e dagli intrecci disciplinari, che può nascere invece un nucleo specifico di competenze di cui l’area del design può farsi carico. Il design della comunicazione si assume così, attraverso il suo ruolo registico, la funzione di mediatore, capace di dare forma, tramite la sintesi progettuale, a soluzioni di imballaggio che siano espressione della confluenza di necessità e bisogni dei soggetti coinvolti e delle molteplici funzioni dell’artefatto3, determinando quindi un ambito di convergenza progettuale dove le tecnologie dei materiali si Vedi: G. Dorfles, Introduzione al disegno industriale, Torino, Einaudi, 1972, pag. 31. Cfr. M. Deni, Oggetti in azione, FrancoAngeli, Milano, 2005. Cfr. G. Anceschi, Monogrammi e figure, (2° edizione riveduta e ampliata) La Casa Husher, Firenze, 1988; E. Manzini, Artefatti, Domus Academy, Milano, 1989. 1 2 3

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intersecano con le semiotiche che ne indirizzano i processi di senso, il graphic design con lo structural design, i processi di lavorazione con le dimensioni sinestesiche. Si produce, quindi, un punto di raccordo per sperimentare nuove soluzioni che nascono dall’integrazione delle diverse competenze disciplinari, connettendo dimensioni comunicative e prestazionali, forti del fatto che lo statuto del design della comunicazione, come viene affermato, “contribuisce a chiarire la distanza tra un’idea di comunicazione intesa come puro flusso o scambio di informazioni e una comunicazione dove il contenuto informativo interagisce necessariamente con il supporto che lo veicola, con la forma della scrittura che lo esprime, col formato che lo contiene: questi elementi si fondono in un unico dispositivo, dove il puro dato informativo non è più separabile, ma diventa un tutt’uno nel dispositivo per comunicare”4. Il design della comunicazione supporta, dunque, il packaging design offrendogli una prospettiva privilegiata per affrontare il proprio sistema della conoscenza. È in questo senso che il packaging viene indagato quale artefatto complesso, contraddistinto da una doppia natura di oggetto d’uso con funzionalità operativoprestazionali, di contenitore, scocca, involucro del prodotto (atto a conservarlo proteggerlo trasportarlo ecc. durante le fasi del suo ciclo di vita), di utensile che facilita l’interazione fisica nei contesti di consumo e di dispositivo comunicativo con funzionalità diversificate: di sistema segnaletico, interfaccia, medium (di tipo appellativo, persuasivo, informativo ecc.). Di cui è possibile mettere in evidenza la sua dimensione di forma protetica strumentale e comunicativa5; un artefatto che può essere osservato quale oggetto di senso, ovvero produttore di significazione, attraverso la configurazione delle componenti verbo-iconiche, morfologiche, materiche e di superficie che attiva la produzione di senso del prodotto e favorisce la relazione di quest’ultimo con l’utente-consumatore. Un oggetto a tutti gli effetti connesso con un ambito di studi che non può tralasciare le implicazioni con la cultura materiale; un oggetto che popola l’attuale ambiente artificiale, in cui l’aggettivo assume una connotazione positiva per tendere a una cultura dell’artificiale. Ed è a questa lettura articolata che è connessa la mappatura dei diversi elementi che determinano il sistema. Le parole del packaging vengono rimesse in fila; sono le parole che ci servono per parlare dell’oggetto6 nelle sue sfaccettature distinte, vengono sistematizzate attraverso un criterio ordinatore, con la consapevolezza che categorizzare è un G. Baule, “Lessico” in: V. Bucchetti (a cura di), Culture visive, Poli.design Edizioni, Milano, 2007, pag. 23. Cfr. V. Bucchetti, La messa in scena del prodotto, FrancoAngeli, Milano,1999. Cfr. M. Foucault, Le parole e le cose, Rizzoli, Milano, 1978. 7 Cfr. G. Perec, Penser/Classer, Hachette, Paris, 1985. 8 Cfr. U.Volli, “La grammatica dell’imballaggio” in: AA.VV. PackAge. Storia, costume, industria, funzioni e futuro dell’imballaggio, Lupetti, Milano, 2001. 4 5 6

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modo per guardare la realtà, per conoscerla, per studiarla; consapevoli, come ci ricorda Georges Perec, della relazione tra pensare e classificare7. Saper parlare in un certo modo significa saper osservare in un certo modo, ma significa anche riportare ciascuna parola alla relazione che intrattiene con l’oggetto di studio. A partire da una operazione di generalizzazione terminologica, con l’attribuzione del termine artefatto, che comprende l’insieme dei prodotti industriali, oltre a quello dei manufatti, per arrivare alla denominazione secondo una approccio tassico. Riportare alla superficie forme e strutture, metterle in relazione con le parole, è un’operazione che richiama l’organizzazione del senso, obbligando a riconsiderare la componente tassica, che rende conto delle opposizioni e delle differenze che mettono in relazione l’oggetto con quelli che gli sono vicini sull’asse del sistema. Operazione di particolare importanza in una situazione dove si hanno complesse stratificazioni di oggetti8. Così come rileggere la mappa degli attori consente di tracciare le relazioni, di far emergere competenze sottese, tecniche implicate, saperi connessi alle diverse fasi del processo. Mappare le parole di un settore ne restituisce, quindi, la complessità, definisce opposizioni e differenze, disegna con maggiore evidenza il sistema. Il progetto di packaging, come è noto, non è attribuibile a un unico soggetto, ma è da intendersi come risultato di un insieme integrato di scelte operate da una pluralità di soggetti. L’insieme si tali soggetti che hanno un ruolo nella definizione del packaging, e le relazioni (per esempio gli scambi di informazioni) che tra di essi si stabiliscono per progettarlo, produrlo e gestirlo lungo l’intero ciclo di vita, costituisce ciò che chiamiamo “sistema-packaging”9. Da questo orizzonte emerge una rete di conoscenze, che porta il packaging design, divenuto sistema complesso di conoscenze, a essere una disciplina per la quale assumono una funzione fondamentale tutti quegli strumenti di consultazione dove è possibile rintracciare i saperi e le competenze sulle quali si è costituita quest’area del progetto10. Strumenti che mettano in connessione, facilitino le relazioni, restituiscano un linguaggio come terreno comune di dialogo attraverso lemmi che stanno a fondamento di una disciplina che per sua natura attraversa più settori di competenze.

9 Vedi il lavoro di ricerca svolto da E. Ciravegna, Progettare la qualità comunicativo-informativa dell'imballaggio. Metodi e strumenti per l'accesso ai contenuti informativi nel packaging design. Tesi di dottorato in Disegno industriale e Comunicazione multimediale, Politecnico di Milano, 2008, Relatore prof. Valeria Bucchetti, tutor prof. Giovanni Baule. 10 Cfr. A. Colonetti, “Il design come rete di saperi” in: Design, Glossario illustrato, DeAgostini, Novara, 2003.

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LE PAROLE DEL PACKAGING

MAPPA

ARTICOLAZIONE DEL CAMPO

DEFINIZIONI

ARTEFATTO

DESIGNAZIONI FUNZIONI PROPRIETÀ TAVOLA 1 COMPENDIO DELLE STRUTTURE

TAVOLA 2 COMPENDIO DEI SIMBOLI GRAFICI

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STRUTTURE COMPONENTI STRUTTURALI COMPONENTI COMUNICATIVE


TAVOLA 3 MATERIALI E STADI NELLA FILIERA DI TRASFORMAZIONE

PROCESSI

DEFINIZIONI PRELIMINARI ATTORI SOGGETTI ISTITUZIONI

PROGETTO TAVOLA 4 CICLO DI VITA DELL'IMBALLAGGIO

PRODUZIONE [ELEMENTI, FASI, DISPOSITIVI] MATERIALI E SEMILAVORATI TIPOLOGIE PROPRIETÀ

LAVORAZIONI, TRATTAMENTI E FINITURE CONFEZIONAMENTO STAMPA

TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO DISTRIBUZIONE E VENDITA DISMISSIONE E SECONDA VITA

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ARTEFATTO


LE PAROLE DEL PACKAGING

DESIGNAZIONI FUNZIONI PROPRIETÀ STRUTTURE COMPONENTI STRUTTURALI COMPONENTI COMUNICATIVE

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ARTEFATTO

La nozione di artefatto richiama le riflessioni di impostazione strutturalista intorno alle problematiche della complessità della civilizzazione tecnica. In queste riflessioni era implicata la concezione che la storia sociale dell’uomo sia sempre accompagnata da un parco di oggetti prodotti, che rappresentano la mediazione trasformativa tra essi e l’ambiente che li circonda. Il termine artefatto assume dunque il carattere di una operazione di generalizzazione terminologica che comprende l’insieme dei prodotti industriali, oltre a quello dei manufatti. Ed è proprio la nozione di artefatto - che sottolinea in particolare il punto di vista di chi progetta e realizza - che permette di parlare dell’oggetto di studio, dell’oggetto-imballaggio “in quanto tale”. In questa sezione viene descritto l’oggetto, a partire dalle differenti definizioni a esso riconducibili, comprendendo i diversi termini impiegati per designarlo. Vengono riportate le funzioni d’uso e le funzioni comunicative, per arrivare poi a descrivere, attraverso la presentazione dei lemmi: proprietà, strutture, componenti strutturali (elementi e sistemi di apertura, chiusura erogazione) e componenti comunicative (elementi verbo-iconici, logotipi, simbologie ecc.).

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Boil-in-bag Imballaggio cook-in realizzato utilizzando una pellicola resistente al calore e all'acqua. Il prodotto, solitamente un alimento, è confezionato in un sacchetto che ne consente il riscaldamento o la cottura. La pellicola comunemente usata è il Nylon 11. Combi-pack Unità di vendita costituita dalla combinazione di due o più confezioni eterogenee oppure da una confezione contenente due o più prodotti eterogenei. Confezione Con questo termine si intende sia l'atto del confezionare, sia l'involucro. Ci si riferisce, in altre parole, al modo in cui la merce viene predisposta per essere conservata, trasportata e venduta, così come la forma studiata per contenerla, proteggerla, conservarla, contribuire a un trasporto e a una distribuzione sicuri ed efficaci, informare il consumatore, motivare una decisione d'acquisto ecc. Confezione regalo Confezione contenente un oggetto che si regala, che viene dato in dono. La confezione regalo (pacco regalo o pacco dono), è costituita da un incarto o involto che nasconde il proprio contenuto, per creare aspettativa e sorpresa in chi lo riceve, e nel contempo ha la funzione di abbellire e impreziosire l'oggetto. Alla confezione, nella sua conformazione più classica, viene solitamente aggiunto un fiocco con funzione decorativa fatto con una striscia di stoffa, nastro e simili, che forma due o più cappi lasciando libere le estremità. Contenitore Qualsiasi recipiente o involucro che serve da imballaggio per il trasporto di sostanze, oggetti, materiali. Dose unitaria Espressione utilizzata per le confezioni farmaceutiche contenenti dosi singole di farmaco. Imballaggio "a perdere" Chiamato anche imballaggio "one-way", è un imballaggio che non si restituisce al rivenditore dopo averne consumato il contenuto. Il termine è spesso utilizzato per gli imballaggi in vetro, in particolare per le bottiglie. Comunemente viene utilizzata anche l'espressione "vuoto a perdere". Imballaggio "a rendere" Imballaggio che va restituito al rivenditore dopo averne consumato il contenuto. Il termine viene spesso utilizzato per gli imballaggi in vetro, in particolare per le bottiglie. Comunemente viene utilizzata anche l'espressione "vuoto a rendere". Imballaggio / imballo Il termine deriva dal francese emballage, da emballer, cioè imballare. Con imballaggio, o imballo, si intende l'atto di imballare, l'essere imballato, ma anche ciò che serve a imballare. Secondo la legislazione vigente l'imballaggio è il prodotto composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore

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ARTEFATTO DESIGNAZIONI

DESIGNAZIONI


LE PAROLE DEL PACKAGING

o all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo. Imballaggio areato Packaging la cui struttura consente un passaggio di aria dall'esterno all'interno e viceversa in particolari condizioni, per esempio al variare della temperatura, per favorire la conservazione del contenuto. Imballaggio attivo Gli imballaggi attivi, chiamati anche con l'espressione anglosassone active packaging, sono imballaggi funzionali progettati per rilasciare/ assorbire sostanze che rallentano il deterioramento dell’alimento contenuto. Vedi la voce "imballaggio funzionale". Imballaggio bifacciale Struttura caratterizzata da due facce principali: sul punto vendita può essere orientata esponendo indifferentemente una o l'altra faccia. In alcuni casi le facce possono presentare alcune lievi differenze (es. un diverso orientamento) per adattarsi alle esigenze di esposizione. Imballaggio certificato Imballaggio che, per le sue caratteristiche costruttive, è stato certificato da enti ufficiali, per funzioni specifiche o per il posizionamento su mezzi di trasporto definiti. Imballaggio completo e pieno Imballaggio primario o secondario completo di contenuto. Imballaggio cook-in Realizzato utilizzando materiali resistenti al calore e compatibile con la cottura dei cibi al proprio interno. È utilizzato, per esempio, per cibi surgelati da scaldare nel forno a microonde. Imballaggio dell'unità di consumo Imballaggio a diretto contatto con il prodotto, così come è utilizzato dal consumatore finale. In alcuni casi può identificarsi con l’imballaggio primario, in altri può costituire una parte dell’imballaggio primario. Imballaggio di presentazione Imballaggio la cui conformazione e configurazione permette di contenere uno o più prodotti specificamente per la loro presentazione sul punto di vendita. Imballaggio flessibile Struttura realizzata in materiale flessibile o facilmente piegabile la cui forma, dopo il riempimento e la chiusura, può cambiare. Sono considerati flessibili i sacchetti, le buste, le borse o i pacchetti in materiali il cui spessore varia da 25 a 125 μm. I materiali più utilizzati sono la carta, i film plastici, il foglio sottile di alluminio o un insieme di questi. Imballaggio funzionale Soluzioni di packaging nelle quali si prevede l’impiego di un materiale, un contenitore o un accessorio di imballaggio, in grado di svolgere una funzione attiva e aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali di contenimento e protezione generica del prodotto. Obiettivo dell’imballaggio funzionale è adattare le prestazioni della confezione alle esigenze particolari di un prodotto specifico: l’imballaggio e il contenuto non sono considerati come due entità separate, ma come elementi che possono interagire per migliorare l’accettabilità del prodotto confezionato. Tra gli imballaggi funzionali, chiamati anche con le espressioni anglo-

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ARTEFATTO DESIGNAZIONI

sassoni functional packaging o smart packaging, si distinguono gli imballaggi "attivi" e gli imballaggi "intelligenti": i primi sono progettati per rilasciare/assorbire sostanze che rallentano il deterioramento del contenuto confezionato (alimentare); i secondi più specificamente per monitorarne lo stato di conservazione. Imballaggio intelligente Gli imballaggi intelligenti, chiamati anche con l'espressione anglosassone intelligent packaging, sono imballaggi funzionali progettati per monitorare lo stato di conservazione dell’alimento confezionato attraverso il rilascio/assorbimento di sostanze. Vedi la voce "imballaggio funzionale". Imballaggio monodose Indicato anche con la forma abbreviata monodose, è utilizzato in particolare in ambito farmaceutico. Contiene una sola dose di prodotto. Vedi anche la voce "dose unitaria". Imballaggio multidose Indicato anche con la forma abbreviata multidose, è utilizzato in particolare in ambito farmaceutico. Contiene un prodotto confezionato già suddiviso in dosi. Imballaggio multiplo / multipack Imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o che serva a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. L'imballaggio multiplo, o multipack, si avvale di un imballaggio di raggruppamento (imballaggio secondario), realizzato in cartoncino o in film plastico, che può essere rimosso senza alterare in alcun modo le caratteristiche del prodotto. Sono considerati imballaggi multipli, per esempio, i cluster di lattine e i fardelli di bottiglie. Imballaggio per l'esportazione Imballaggio la cui conformazione e configurazione viene adattata specificamente per la vendita in paesi stranieri, modificando per esempio i contenuti comunicativo-informativi in funzione delle differenti legislazioni nazionali o degli specifici usi e costumi locali. Imballaggio poliaccoppiato / imballaggio composito Imballaggio costituito in modo strutturale da più materiali non separabili manualmente. I poliaccoppiati sono realizzati solitamente con fogli di carta o di cartoncino, "accoppiati" a un foglio di plastica, di alluminio o a entrambi, per migliorare la protezione del prodotto, aumentando per esempio la proprietà di barriera. Ne sono un esempio i brick e i tetra-pack utilizzati per contenere liquidi come succhi di frutta, latte, acqua minerale non gassata, vino ecc. Imballaggio primario / imballaggio per la vendita L'imballaggio primario, o confezione primaria, secondo la legislazione vigente è l'imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore. In generale l'imballaggio primario è quello che confeziona il singolo prodotto pronto al consumo. Imballaggio promozionale Concepito per un uso limitato nel tempo e solo in particolari occasioni di promozioni e offerte, per esempio per il lancio di nuovi prodotti, costituisce, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale.


Le pagine da 22 a 99 non fanno parte dell’anteprima.


Le pagine da 22 a 99 non fanno parte dell’anteprima.


PROCESSI


LE PAROLE DEL PACKAGING

PROCESSI

DEFINIZIONI PRELIMINARI ATTORI SOGGETTI ISTITUZIONI

PROGETTO PRODUZIONE [ELEMENTI, FASI, DISPOSITIVI] MATERIALI E SEMILAVORATI TIPOLOGIE PROPRIETÀ

LAVORAZIONI, TRATTAMENTI E FINITURE CONFEZIONAMENTO STAMPA

TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO DISTRIBUZIONE E VENDITA DISMISSIONE E SECONDA VITA

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PROCESSI

La sezione raccoglie 1158 lemmi che fanno riferimento alle fasi del processo di cui il packaging è oggetto, ossia l’insieme di attività correlate o interagenti che trasformano elementi in entrata ed elementi in uscita per arrivare a coprire l'intero ciclo di vita di un imballaggio. La sezione apre con gli attori che partecipano al sistema packaging. Vengono riportati i soggetti che coprono ruoli differenti all’interno dell’intero processo (produttori di materie prime, di materiali per l’imballaggio, di macchine per l’imballaggio, produttori e trasformatori, designer, operatori della logistica e del trasporto, importatori, operatori della distribuzione, consumatori finali, operatori della dismissione) e le istituzioni principali, italiane e internazionali che svolgono un ruolo di riferimento per il settore (organizzazioni, consorzi, che hanno l’obiettivo di promuovere, normare, controllare gli imballaggi e le attività connesse, così come le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico ecc). Accanto a essi vengono riportati i termini relativi alle diverse fasi: dalla concezione e progettazione di un imballaggio, alla sua realizzazione; dalla produzione di materiali ed elementi, alle lavorazioni, ai metodi di stampa e di confezionamento, al trasporto e magazzinaggio, fino alla distribuzione, vendita, dismissione, e seconda vita dell’imballaggio, contemplando le espressioni tecniche specifiche dei singoli settori che comprendono il percorso di ciascun imballaggio.

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Ciclo di vita di un imballaggio L'insieme delle fasi inerenti alla vita di un imballaggio, dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, distribuzione, consumo o uso, fino alla gestione della sua eliminazione, una volta trasformato in rifiuto. Ciclo di vita di un materiale da imballaggio L'insieme delle fasi inerenti a produzione, distribuzione, vendita, uso, riuso, manutenzione, riciclaggio e smaltimento finale di un dato materiale da imballaggio. Filiera dell'imballaggio Insieme articolato (anche detto "rete" o "sistema", da cui anche l'espressione sistema-imballaggio o sistema-packaging) delle principali attività (e i loro principali flussi materiali e informativi), delle tecnologie, delle risorse e delle organizzazioni che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un imballaggio. Filiera produttiva In senso lato, è l'insieme articolato che comprende le principali attività, le tecnologie, le risorse e le organizzazioni che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto; in senso più stretto, si intende l'insieme dei soggetti che concorrono alla catena di fornitura (supply chain) di un dato prodotto. In senso più ampio può indicare l'insieme degli operatori economici, amministrativi e politici che operano lungo il percorso economico di un prodotto, dalla produzione all'utilizzazione finale. Gestione del ciclo di vita Gestione ottimale delle diverse fasi del ciclo di vita di un imballaggio o di un materiale da imballaggio, dalla progettazione, produzione e distribuzione, fino alla gestione della sua eliminazione, una volta trasformato in rifiuto. Gestione sostenibile Gestione del ciclo di vita di un imballaggio o di un materiale da imballaggio, minimizzando l'impatto ambientale e ottimizzando il consumo delle risorse. Tale tipo di gestione mira a proteggere i processi ecologici e la diversità genetica che sono essenziali per la conservazione delle risorse viventi.

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PROCESSI DEFINIZIONI PRELIMINARI

DEFINIZIONI PRELIMINARI


LE PAROLE DEL PACKAGING

ATTORI

SOGGETTI Agenzia di pubblicità Agenzia che progetta e realizza pubblicità di prodotti e/o servizi per conto di un'azienda committente, selezionando gli strumenti e i mezzi più idonei per veicolarla e pianificando opportune campagne pubblicitarie. Agenzia PV Agenzia che progetta, ed eventualmente realizza, soluzioni comunicative per il punto di vendita. Vedi anche la voce "punto vendita". Art director Con riferimento all'imballaggio, è il professionista responsabile della regia complessiva degli aspetti comunicativi del progetto. Associazione di categoria Aggregazione di imprese di tutto il territorio nazionale, con attività produttive omogenee e affini, finalizzata a tutelare gli interessi degli associati. Associazione di consumatori Un'associazione di consumatori (o associazione per la tutela dei consumatori, è un'aggregazione di soggetti volta all'assistenza dei consumatori e degli utenti, alla loro informazione e tutela, alla difesa dei loro diritti. Autoproduttore di imballaggi Soggetto che acquista materie prime e materiali da imballaggio al fine di fabbricare imballaggi per confezionare i propri prodotti. Cartografica Azienda che opera nel settore della produzione e stampa di astucci pieghevoli. Cartotecnica Azienda che esegue lavorazioni cartotecniche propriamente dette (buste, carte da lettere, registri, notes, quaderni, piatti e bicchieri di cartone, tovaglioli e articoli in cellulosa e carta per uso domestico e sanitario e lavorazioni affini), la fabbricazione dei sacchetti, dei sacchi a grande contenuto, degli astucci, delle scatole, delle cartine e tubetti per sigarette, delle veline per l'imballaggio di agrumi, di imballaggi flessibili in genere di carta e cartone, anche se accoppiati con altri materiali (es. politene). Nel settore cartotecnico con l'espressione aziende integrate si intendono quelle che sono parte di un gruppo di aziende all'interno del quale opera una cartiera, in altre parole quelle che sono in grado di autoprodursi la carta o il cartoncino da trasformare. Cellografica Azienda che opera nel settore della trasformazione e stampa degli imballaggi flessibili. Cellotecnica Azienda che opera nel settore della trasformazione degli imballaggi flessibili. Commerciante Secondo la legislazione vigente, è considerato commerciante

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PROCESSI ATTORI SOGGETTI

qualsiasi persona fisica o giuridica che vende o mette in commercio prodotti che rientrano nella sfera della sua attività commerciale o professionale. Compratore Il compratore, o buyer, opera all'interno di un'azienda, occupandosi delle trattative con i fornitori, gestendo gli acquisti e controllando l'efficienza del magazzino. Consorzio di filiera Consorzio rappresentativo della filiera di uno specifico materiale, costituito dalle imprese produttrici di imballaggi e dagli utilizzatori. Ha l’obiettivo di razionalizzare e organizzare la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi usati e dei rifiuti di imballaggio conferiti al servizio pubblico, secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Il sistema dei consorzi di filiera è stato creato nel 1997 con il Decreto Ronchi, per garantire il raggiungimento degli obiettivi comunitari di recupero e di riciclaggio dei rifiuti di imballaggio. I consorzi di filiera sono: CNA, CiAl, COMIECO, Rilegno,COREPLA, CoReVe. Il coordinamento di tali consorzi è affidato a CONAI che ha funzioni di programmazione e indirizzo in accordo con le regioni e con le pubbliche amministrazioni interessate. Consulente in brevetti Si occupa di brevetti capaci di proteggere le invenzioni. Valuta se nel mercato vi sia spazio per nuovi prodotti, vigila sulla concorrenza per salvaguardare il diritto di esclusività sui prodotti brevettati dell'azienda che ne richiede le competenze, interviene a livello tecnico nelle controversie. Consulente in marchi Svolge tutti gli adempimenti previsti dalle norme che regolano i servizi attinenti alla materia dei marchi d'impresa. Si occupa da un punto di vista legale di marchi, di altri segni distintivi, di denominazioni di origine o indicazioni di provenienza. Consumatore Il consumatore, o consumatore finale, in generale è chi effettua il consumo, ovvero utilizza beni e servizi prodotti da un'azienda. Secondo la legislazione vigente, è considerato consumatore qualsiasi persona fisica che acquista un prodotto destinandolo a scopi che non rientrano nella sfera della sua attività commerciale o professionale. Con riferimento alla gestione degli imballaggi, è il soggetto – utente finale (end user) – che acquista o importa per proprio uso le merci confezionate e le utilizza direttamente, trasformando successivamente gli imballaggi in rifiuti di imballaggio. Converter Chiamato anche con l'espressione italiana convertitore, è un'azienda operante nel settore del converting, ossia della trasformazione di imballaggi flessibili: un converter, per esempio, può stampare un film di polipropilene, accoppiarlo con carta, foglio di metallo e polietilene e tagliarlo nelle misure richieste. Co-packer Operatore economico che produce o confeziona per conto di altri utilizzatori industriali o commerciali. Copywriter Opera prioritariamente nel settore pubblicitario. Cura i testi delle campagne pubblicitarie, si occupa di headline, bodycopy e pay-off, testi di comunicati radiofonici o televisivi, testi per imballaggi, cataloghi, dépliant, cartelli-vetrina.


Le pagine da 108 a 129 non fanno parte dell’anteprima.


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PRODUZIONE [ELEMENTI, FASI, DISPOSITIVI]

ABS Acrilonitrile butadiene stirene. Ottenuto per copolimerizzazione di acrilonitrile, butadiene e stirene, è un materiale termoplastico particolarmente resistente, usato nelle condutture delle industrie alimentari e di produzione di bevande, nonché negli impianti di scarico e di trattamento delle acque. L'ABS ha un'ottima resistenza all'urto, una buona resistenza ai prodotti chimici, è atossico ed è conforme alle normative europee per i materiali plastici in contatto con i fluidi alimentari. Acciaio Lega formata prevalentemente da ferro e carbonio, con tenore di carbonio da 0,2% fino all'1,7%, e, in taluni casi, da piccole quantità di altri elementi quali manganese, silicio, cromo, molibdeno e nichel. È dotato di particolari proprietà di resistenza meccanica, elasticità e durezza. Quando l'acciaio contiene carbonio in misura minore dello 0,2% è detto acciaio dolcissimo. Quando è legato con altri elementi (nichel, cromo ecc.) è detto acciaio speciale; assume il nome di acciaio inossidabile quando è una lega ad alto tenore di altri elementi ed è caratterizzato da una elevata resistenza alla corrosione. L'acciaio temprato (o acciaio temperato) è stato sottoposto a trattamento termico per conferirgli durezza e resistenza. L'acciaio a doppia riduzione è un'acciaio laminato con uno spessore maggiore di quello desiderato, ricotto per rimuovere l'indurimento da lavorazione e nuovamente laminato allo spessore desiderato; l'effetto di indurimento da lavorazione dopo la seconda laminazione rende l'acciaio più rigido e temprato. Accoppiato Chiamato anche poliaccoppiato o multistrato o stratificato o laminato, è un materiale composto da molteplici strati di materiali diversi, uniti insieme a formare un solo foglio. Gli strati che lo compongono possono essere rivestimenti applicati o altri materiali a fogli incollati al materiale di base mediante sostanze adesive. Lo scopo è combinare materiali aventi le proprietà specifiche desiderate. Nel caso, per esempio, della carta accoppiata (così come del cartoncino accoppiato o del cartone accoppiato), essa è formata da più strati uniti fra loro mediante accoppiamento a umido oppure a secco con adesivi (a parità di grammatura, l'accoppiato a secco è più rigido dell'accoppiato a umido); tale operazione può avvenire in produzione di cartiera oppure in lavorazioni cartotecniche successive.

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PROCESSI PRODUZIONE MATERIALI E SEMILAVORATI TIPOLOGIE

MATERIALI E SEMILAVORATI TIPOLOGIE


Le pagine da 132 a 199 non fanno parte dell’anteprima.


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Ambiente di distribuzione Eventi che si verificano tra la fine del processo di fabbricazione e la distribuzione del prodotto al consumatore finale. Angolare di protezione Elemento accessorio protettivo, utilizzato per la protezione di angoli o sporgenze di oggetti durante il loro trasporto all'interno di un contenitore per la spedizione; garantisce una protezione dalle sollecitazioni esterne e consente di evitare movimenti indesiderati. Baule Capace e robusta cassa da viaggio, con coperchio per lo più convesso, per trasportate oggetti. Vedi anche il termine "cassa". Bin Contenitore di grandi dimensioni, realizzato in legno o in materie plastico, impiegato per il trasporto di prodotti ortofrutticoli dal campo ai centri commerciali o alle aziende trasformatrici. Cappuccio Copertura, utilizzata durante il trasporto, ottenuta con un film di materia plastica termoretraibile, che aderisce saldamente al carico da coprire. Protegge dagli agenti esterni e rende solido l'insieme di più oggetti, bloccandoli tra loro. Cassa Termine generico per indicare un contenitore da spedizione di grande capacità, generalmente a forma di parallelepipedo, impiegato per il trasporto di unità confezionate, di merce sfusa, apparecchi e macchine. Il termine può riferirsi a una scatola di cartone ondulato o rigido, legno o metallo o plastica. Catasta a colonna Disposizione di contenitori da spedizione in un carico su pallet, in cui tutti i contenitori sono allineati verticalmente in colonne senza dispositivo di blocco. Circuito EPAL Circuito di pallet riutilizzabili, controllato e certificato (marchio EPAL). La European Pallet Association (EPAL) è un'associazione europea nata nel 1991 con lo scopo primario di garantire standard di qualità del pallet nel formato europeo 800x1200 mm e di promuoverne la diffusione. I pallet EPAL riutilizzabili si inseriscono nel quadro delle direttive europee e delle leggi nazionali relative agli imballaggi. Cisterna Serbatoio di grandi dimensioni utilizzato generalmente per il trasporto di sostanze liquide. Container Grande cassone metallico di misure standardizzate per il trasporto marittimo, aereo o ferroviario di merci. Cover pallet Elemento di copertura di un pallet utile alla protezione degli agenti esterni e per rendere maggiormente coeso il carico. Danni da vibrazione Possono essere suddivisi in due categorie: danni dovuti al moto relativo di una parte contro l'altra (più comunemente noto come sfrega-

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PROCESSI TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO

TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO


Le pagine da 202 a 225 non fanno parte dell’anteprima.


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INDICE ANALITICO A A pelle 57 A perdere 21 A registro 192 A rendere 21 Abbondanza 197 ABS 131 Accessibilità comunicativo-informativa 117 Accessori di imballaggio 73 Accettazione dell’inchiostro 197 Acciaio 131 Acciaio a doppia riduzione 131 Acciaio dolcissimo 131 Acciaio inossidabile 131 Acciaio speciale 131 Acciaio temperato 131 Acciaio temprato 131 Accoppiamento 165 Accoppiamento a secco 165 Accoppiamento a umido 165 Accoppiato 131 Accoppiato a secco 131 Accoppiato a umido 131 Accumulatore 182 Acetati 134 Acetato 134 Acetato di cellulosa 134 Acetato di polivinile 152 Acetato di vinile 134 Acido polilattico 150 ACIMGA 113 Acrilonitrile butadiene stirene 131 Acromatico 117 Active packaging 22 Adattamento 117 Additivo 134

Adesione 165 Adesione meccanica 165 Adesione specifica 165 Adesività 156 Adesività a caldo 156 Adesivo 134 Adesivo a caldo 134 ADI 113 Afferrabilità 28 Affiliazione commerciale 206 Affinaggio 165 Affinazione 165 Affordance 28 Agente sensoriale attivo 134 Agenti della distribuzione 110 Agenti ossidanti 161 Agenzia di pubblicità 106 Agenzia PV 106 Aggraffatura 166 AIAP 113 AIPE 113 Al vivo 117 Aletta 73 Aletta a incastro 73 Aletta di chiusura 73 Aletta laterale 73 Algoflon 152 Alleggerimento 166 Allestimento 166 Allineamento 117 Alluminio 134 Alluminio primario 134 Alluminio secondario riciclato 134 Allungamento 166 Alone 185 Alone comunicativo 117 Alta luce 185 Altezza dello spazio vuoto 28

Alveare 206 Alveolo 73 Alveolo antiurto 73 Ambientazione 206 Ambiente di distribuzione 201 Ambiente modificato 183 Ammaccatura 156 Ampolla 36 Analisi dei rifiuti 219 Analisi del ciclo di vita 117 Anello 73 ANFIMA 113 Anfora 36 Angolare di protezione 201 Angolazione dei retini 185 Anilox 187 Anima 118 Animazione 206 Anodizzazione 166 Antichizzazione 166 Antifog 156 APAT 113 Apertura a chiave 73 Apertura Easy Cap 73 Apertura easy-open 73 Apertura easy-peel 73 Apertura perforata 74 Apertura Tetra Recart 74 Applicatore 74 Applicazione di foglia 166 Apri e chiudi 78 Arco 206 Area adibita a discarica 219 Area cerniera 118 Area di raccolta 219 Area primaria 118 Area riservata 193 Area secondaria 118 Art director 106 Artwork 121

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LE PAROLE DEL PACKAGING

Asetticità 28 Assemblaggio 166 Asserzione ambientale 83 Asserzione di contenuto riciclato 83 Asserzione di riciclabilità 83 ASSOCARTA 113 Associazione di categoria 106 Associazione di consumatori 106 Associazione per la tutela dei consumatori 106 ASSOFOODTEC 113 ASSOGRAFICI 113 ASSOGRAFICI G.S.D., Print on Demand, Dati Variabili, Premedia 113 ASSOGRAFICI Gruppo Tubi 114 ASSOGRAFICI Shopping Bags 114 ASSOIMBALLAGGI 114 ASSOPLAST PLASTICSEUROPE ITALIA 114 Assortimento 206 ASSOVETRO 114 Astuccio 37 Astuccio a cuscino 36 Astuccio a manicotto 37 Astuccio con dispenser 37 Astuccio con interno scorrevole 37 Astuccio pieghevole 37 Atlante cromatico 118 Atmosfera modificata 183 Atmosfera protettiva 183 Attuatore 74 Aumento del punto 185 Autoclave 180 Autoconsumo di imballaggi 182 Automontante 206 Autoproduttore di imballaggi 106

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Avancasse 206 Avvertenza prodotto comburente 83 Avvertenza prodotto corrosivo 83 Avvertenza prodotto esplosivo 84 Avvertenza prodotto infiammabile 84 Avvertenza prodotto irritante 84 Avvertenza prodotto nocivo 84 Avvertenza prodotto pericoloso per l’ambiente 84 Avvertenza prodotto tossico 84 Avviamento 166 Avvolgimento 167 Avvolgimento esterno 74 Aziende integrate 106 B B/N 185 B/V 185 Background 127 Bag-in-box 38 Bakelite 150 Banchetto 206 Banco frigo 206 Banda cromata 134 Banda nera 134 Banda stagnata 135 Banded seal 214 Barattolo 38 Barattolo a cono 38 Barattolo imbutito 172 Barattolo imbutito e reimbutito 172 Barattolo imbutito e stirato 172 Bar-code 85 Barile 39 Barilotto 41 Barriera 156

Base a chiusura automatica 74 Base a petali 74 Base a petalo 74 Base champagne 74 Baule 201 Beccuccio 74 Bene da acquisto d’impulso 206 Bene di consumo 206 Bene di largo consumo 206 Bene durevole 206 Beverage 206 Bianca e volta 185 Bianchezza 156 Bianco e nero 185 Bicchiere 39 Bicromia 185 Bidone 39 Big bag 61 Bilanciamento cromatico 185 Bin 201 Binario apribile 76 Bingo-card 40 Biodegradabilità 28 Biometanazione 223 Bioplastica 150 Bi-Oriented Polypropylene 151 Bi-pack 206 Black 192 Blauer Engel 140 Bleed 197 Blister 40 Blister bivalva 40 Bloccaggio 156 Bloccaggio a fessura 74 Blow-moulding 167 Blown film 170 Blue print 186 Bobina 167 Bocca 74 Boccetta 41 Bocchello 74


Bocchetta 74 Bocksbeutel 44 Boil-in-bag 21 Bollino 74 Bolo 135 Bombola per aerosol 51 Bomboletta spray 51 BOPP 151 Borsa dei rifiuti 219 Borsa per la spesa 64 Botte 41 Bottiglia 41 Bottiglia albeisa 42 Bottiglia alsaziana 44 Bottiglia bordolese 43 Bottiglia borgognona 42 Bottiglia borgognotta 42 Bottiglia champagnotta 42 Bottiglia da vino 43 Bottiglia marsalese 43 Bottiglia porto 43 Bottiglia pulcianella 44 Bottiglia renana 44 Box 118 Box-pallet 206 Bozza 118, 126 Bozzetto 118 Brand 92 Brand image 122 Brand manager 111 Brick 44 Brief 118 Brillantezza 156 Bronzatura 167 Bubble-pack 45 Bucare 185 Bucato 122 Buco 186 Buffer 182 Buono sconto 206 Buono sconto incrociato 207 Burattatura 167 Busta 45 Busta stand-up 45

Carico pallettizzato 202 Carta 135 Carta accoppiata 131 Carta adesiva 135 Carta al difenile 140 Carta anticorrosiva 135 Carta antigrasso 139 Carta antimuffa 135 C Carta antiscivolo 135 C 192 Carta antispappolo 140 CA 134 Carta autoadesiva 135 CAB 134 Carta bianchita 136 CAC 220 Carta bipatinata 138 Calandra 167 Carta camoscio 136 Carta cast coated 136 Calandratura 167 Carta catramata 136 Calcografia 186 Carta cerata 138 Calendar-blister 47 Carta crespata 136 Calibro 156 Carta da banco 136 Caliper 156 Carta da imballo 136 Cambio formato 168 Camera condizionata 168 Carta da impacco 136 Campana per la raccolta di Carta da involgere 136 Carta da macero 136 materiali riciclabili 219 Carta da ondulare 136 Campionario dei colori Carta ecologica 137 118 Carta estensibile 137 Campione di colore 119 Carta filigranata 137 Campione omaggio 207 Carta glassine 137 Campione realizzato a Carta goffrata 172 mano 119 Carta gommata 135 Campo predefinito 119 Carta idrorepellente 137 Canale breve 110 Carta impermeabile 137 Canale corto 110 Carta kraft 145 Canale diretto 110 Carta kraft microcrespata Canale distributivo 207 137 Canale lungo 110 Canaline portaprezzi 207 Carta marcata 174 Carta millerighe 174 Cancella e vinci 182 Carta monolucida 137 Cannuccia 74 Carta monopatinata 138 CAP 183 Carta oleata 137 Capacità 28 Carta paglia 137 Capacità produttiva 169 Carta paraffinata 138 Cappelliera 47 Carta patinata 138 Cappuccio 74, 201 Carta pelleaglio 138 Capsula 47, 74 Carattere tipografico 119 Carta pelure 140 Carta per buste 138 Carica della carta 168 Bustina 46 Bustina di fiammiferi 46 Bustina di minerva 46 Bustina per infusione 46 Bustina stand-up 45 Butano 152 Buyer 107

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Le pagine da 230 a 256 non fanno parte dell’anteprima.


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Il glossario intende far convergere e restituire, in una forma immediata e di facile fruizione, il complesso sistema di conoscenze inerente il packaging: dalle culture del progetto alle tecnologie, dalle tecniche di stampa, ai processi di confezionamento, dalle forme della distribuzione ai contenuti ambientali. Il volume rappresenta un modello di sistematizzazione della conoscenza e si pone come strumento di consultazione. Attraverso 1600 lemmi è possibile richiamare i saperi su cui, nel tempo, si è costruita la competenza del packaging designer. Valeria Bucchetti Ricercatore di Disegno industriale al Politecnico di Milano, dove insegna Design della comunicazione presso il Corso di laurea in Design della comunicazione. È autore di: La messa in scena del prodotto (Milano, 1999), Design della comunicazione ed esperienze di acquisto (Milano, 2004), Packaging Design (Milano, 2005), Culture visive (2007). Erik Ciravegna Dottore di ricerca in Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale, svolge attività didattica e di ricerca presso il Politecnico di Milano su temi di design della comunicazione. Si occupa di packaging design, con un’attenzione alle qualità comunicative degli imballaggi. Come visual designer ha sviluppato strumenti comunicativi per l’identità di marca e di prodotto.

Prezzo 22,00 €

Le Parole del Packaging  
Le Parole del Packaging  

Glossario ragionato per il sistema imballaggio