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Junio Caselli e Nicola Romagnani di Archita (Bientina, PI), studio di consulenza su packaging e tecnologie industriali, si occupano di tecnologie alimentari, studio dei materiali e problem solving, oltre che di imballaggi. Altri interventi su: widethinkingpeople.blogspot.com. Junio Caselli and Nicola Romagnani of Archita (Bientina, PI), are consultants in industrial packaging and technologies, dealing with food technology, the study of materials and problem solving, as well as packaging. You can find more of their articles on widethinkingpeople.blogspot.com.

confrontare bene i prodotti e aiutare coloro che devono disporre le merci nei supermercati, a non sbagliare scaffale. Poi, sempre sul lato principale (o ripetuto su tutti i lati), ben in evidenza: il numero di pezzi, il peso al pezzo, il peso di tutti i pezzi e il costo al chilo. Che equivale a fornire ai consumatori un altro strumento di confronto e scelta. Poi, ancora, ci piacerebbe vedere uno strumento complesso, una specie di indice di convenienza: il rapporto tra peso del prodotto e peso dell’imballo e tra volume del prodotto e volume dell’imballo. Questo servirebbe a ridurre gli effetti dei pack sovradimensionati, portando virtuosamente con sé l’effetto della riduzione dei sovradimensionamenti e i conseguenti vantaggi ecologici dovuti al risparmio dei materiali. Non è finita: la data di scadenza ci deve essere, espressa a chiare lettere, leggibile ed evidente. Aiuta chi deve fare il first in/first out e chi sta comprando. Sempra nell’ottica del risparmiare tempo e denaro e nel rendere più scorrevoli le file, il codice a barre deve essere lì dove lo si può vedere senza rivoluzioni della confezione. Il produttore - non solo il distributore - dovrebbe essere in prima fila: ha delle responsabilità, dipendono da lui la qualità e la sicurezza: se lo merita. Forse le private label diventerebbero un po’ meno a marchio, ma il consumatore avrebbe di che guadagnarne. E poi, non importa proprio sul davanti, ma abbastanza raggiungibili comunque, le informazioni su cosa fare della confezione una volta estratto l’alimento: gettarla in quale contenitore di quale raccolta differenziata, se è possibile o meno riutilizzarla e in che condizioni (perché la vaschetta che ha contenuto il gelato non diventi il contenitore in cui conservare alimenti bollenti, perché la carta a base di riciclato non finisca a contenere alimenti estrattivi e così via). Per fare le cose fatte davvero bene, per chiudere il cerchio dell’etichetta perfetta, che collabora con il consumatore alla sicurezza e alla consapevolezza delle scelte, con il grande distributore alla qualità del servizio, con l’ambiente alla sua tutela, manca solo che tutte queste informazioni siano riprodotte a stampa e in braille.

complex tool, a kind of index of economic advantage: the relationship between the weight of the product and the weight of the packaging and between the volume of the product and the volume of the packaging. This would serve to reduce the effects of oversized packs, with the benefit of trimming the excess and leading to advantages for the environment owing to savings on materials. That is not all: the expiry date has to be stated on it in clear, legible and obvious lettering. This helps those who have to do the first in/first out and those who are buying. Again to save time and money and reduce queuing, the barcode has to be in a place where it is visible without having to turn the packaging over. The manufacturer - not just the distributor - has to be in the front line. He has duties. Quality and safety depend on him. He

deserves it. Perhaps private labels would become a little less branded but the consumer would benefit. And then, no matter whether it’s on the front, as long as it’s easy to find, there should be information on what to do with the container once the food has been removed. Throw it in a recycling bin if possible or reuse it and in what conditions (so that the tub which has contained ice-cream doesn’t become a container for hot food and so that recycled paper doesn’t end up containing food extracts and so on). In order to do things well, to come up with the perfect label, helping the consumer to make safe and informed choices, helping the retailer to improve services, helping to protect the environment, the only thing missing is for this information to be reproduced in print and in Braille.

Düsseldorf, Germany 24 – 30 April 2008 www.interpack.com

Honegger Gaspare S.r.l. Via F. Carlini, 1 20146 Milano Tel. (02) 4779141 Fax (02) 48953748 E-mail: honegger@tradefair.it www.tradefair.it

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Italia Imballaggio 03_08  

ItaliaImballaggio: rivista per gli utlizzatori e produttori di materiali, macchine, attrezzature e componenti per l'imballaggio (Marzo 2008)