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I SISTEMI ECONOMICI, IL SISTEMA IMPRESA PRIVATIZZAZIONI - Deve migliorare la qualità del servizio ed eliminare forme di deficit per lo Stato alcuni casi di privatizzazioni hanno aumentato le tariffe senza migliorare il servizio e l’instabilità ha portato al fallimento - Dei sistemi pubblici è il primo passo verso un’economia liberale al fine di eliminare quella mista. IMPRESA DI PRODUZIONE - Attore del sistema economico che sceglie attraverso la domanda di fattori produttivi (INPUT) e attraverso l’offerta di prodotti destinati ai clienti (OUTPUT) - è un sistema socio-tecnico aperto che raggiunge una pluralità di obiettivi -organizzazione economica che acquista e produce beni o servizi da scambiare al fine di trarne un reddito - interagisce con un numero di soggetti (STAKEHOLDER) appartenenti alla sua organizzazione e al contesto socio-economico. MERCATO - complessi degli atti di scambio che si manifestano in relazione ad un determinato prodotto - del lavoro: offerta di forza-lavoro; della produzione: produttori di materie prime, semilavorati, impianti o materiali di consumo; finanziario: prestatori di capitale; delle vendite: acquirenti. ATTIVITÀ PRIMARIE PRODUZIONE trasformazione economica di INPUT in OUTPUT LOGISTICA organizzazione di materiali e prodotti dai luoghi di origine a quelli di utilizzazione MARKETING attività che individua i mercati obiettivo determinando le caratteristiche dell’offerta e il collocamento sul mercato. R&S innovazioni tecnologiche per creare nuovi prodotti, migliorare i prodotti o i processi. BENE  oggetto disponibile in quantità limitata, in grado di soddisfare una domanda SERVIZIO equivalente NON MATERIALE della merce PROCESSI  insieme di attività che generano un OUTPUT TIPI DI IMPRESA: - CAPITALISTA: imprenditore è sia proprietario dei mezzi di produzione che gestore dell’attività - MANAGERIALE: proprietà e governo dell’impresa sono separate - COOPERATIVA: scopi comuni per chi vi partecipa e rapporti diretti tra i soci e la formazione di capitale - IMPRESA POST-MANAGERIALE: datori di lavoro e lavoratori partecipano ai risultati aziendali - ORGANIZZAZIONI NON-PROFIT: amministrazione fiduciaria di capitali forniti dallo Stato e da contribuzioni volontarie allo scopo di raggiungere finalità SOCIALI. ANALISI ECONOMICA DELL’IMPRESA - ORGANIZZAZIONE (cultura e struttura) - STRATEGIA (dell’innovazione tecnologica e design driven) - GESTIONE OPERATIVA (Business Plan = valutazione economica del prodotto) Ci sono 2 approcci: - SHAREHOLDER VALUE le imprese producono valore o profitto per i suoi azionisti (azionista interno all'azienda) - STAKEHOLDER VALUE deve produrre profitto per tutti gli stakeholder (soggetti esterni all'azienda che portano interessi all'interno dell'azienda) (appartenenti all’organizzazione e al contesto socioeconomico) CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY

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DIMENSIONE INTERNA: gestione risorse umane, salute e sicurezza nel lavoro.

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DIMENSIONE ESTERNA: gestione degli effetti sull’ambiente e le risorse naturali. WAL-MART  persegue una SHAREHOLDER STRATEGY Rivenditore al dettaglio, 1962 con Sam Walton, multinazionale americana, ha successo per la forte riduzione di costi COMPORTAMENTO CRITICO VERSO: DIPENDENTI : salari bassi, basse condizioni lavorative, NO diritti sindacali e sfruttamento minorile.FORNITORI: potere tirannico verso 20mila fornitori. IMPRESE DEL PAESE IN CUI SI INSEDIA: sfrutta i Paesi meno sviluppati e anche i Paesi avanzati. TERRITORIO: apre supermercati in zone storiche o archeologiche OLIVETTI persegue una STAKEHOLDER STRATEGY ‘900 fondata da Camillo Olivetti; dalla fabbrica non escono solo prodotti ma IDEE; il fine per l’impresa non è solo il profitto per i proprietari ma il reinvestimento per la comunità; lavoro in un ambiente bello e in sintonia con chi ci lavora ORIENTAMENTO STRATEGICO STRATEGIA comportamento imprenditoriale di lungo periodo finalizzato al raggiungimento di obiettivi primari. Definisce i rapporti con l’ambiente. Nei confronti dell’ambiente esterno l’imprenditore può adottare: - Attesa : aspetta il manifestarsi di fenomeni

evolutivi per poi adattarsi; -Anticipatorio: prevede i mutamenti e realizza le modifiche anticipatamente; - Attivi: si concretizza la promozione di azioni che possono influenzare l’ambiente in modo favorevole. ORIENTAMENTO STRATEGICO DI FONDO filosofia che l’impresa promuove nell’ambiente esterno e comporta la coerenza dei comportamenti interni ed esterni l’impresa VISION scenario futuro che rispecchia le aspirazioni di chi incentiva le azioni MISSION  scopo dell’impresa Strategie complessive ne sono possibili tre: percorso di sviluppo dimensionale: espansione risorse aziendali; di risanamento: organizzazioni in difficoltà; rafforzamento: più prudenza nella gestione di risorse e difesa di posizioni occupate STRATEGIA COMPETITIVA  piano d'azione predisposto per ottenere un vantaggio competitivo nel business scelto. il vantaggio competitivo si concretizza con maggiori profitti rispetto ai concorrenti. per formulare la strat.comp servono: 1)valutazione posizione competitiva dell'impresa 2)identificazione di una sfida comp che crei tensioni tra il presente e il futuro. 1) analisi amb.esterno:modello 5forze porter degli stakeholders 2) analisi interna: - catena del valore di porter (ogni attività è valutata in base alla capacità di contribuire a creare valore per l'impresa considerando i suoi punti deboli e di forza) - risorse che sono i beni tang e intang che l'impresa controlla direttamente o indirettamente e usa nei suo processi operativi; le r. devono essere rare,durevoli e di valore per essere una fonte di vantaggio competitivo - competenze si individuano nelle capacità dell'impresa di combinare o integrare le risorse; sono comp.distintive la combinazione di capacità diverse che permettono all'impresa di differenziarsi dai concorrenti. Le eccellenze di un'impresa possono trasformarsi in vincoli che rendono l'azienda resistente al cambiamento(core rigidity) oppure ci sono le competenze dinamiche che consentono di adattarsi subito ai cambiamenti. L'intento strategico è una sfida competitiva, un obiettivo ambizioso che ha origine dalle competenze chiave dell'impresa. BILANCIO D'ESERCIZIO SISTEMI ECONOMICI E D’IMPRESA Economia dal greco casa ma anche gestione del patrimonio,amministrazione.Bisogni:primari necessari per vivere,secondari soddisfatti i primari,individuali dell’individuo,collettivi della comunità. SISTEMA:insieme di elementi che interagiscono,qualsiasi sistema è sottosistema e sovrasistema,ed è una totalità non la somma delle sue parti.Condizioni per cui esista:numerosi elementi tangibili ed intangibili,tra loro devono essere stabilite relazioni ed interazioni attive,rispettare il principio di comunione verso una finalità(conseguimento degli obiettivi).Viene adottato il modello di casualità circolare.Può essere applicato all’economia,all’impresa,a prodotto o servizio.Classificazione dei sistemi:naturali presenti innatura,artificiali opera dell’uomo,misti opera dell’uomo su fenomeni naturali,continui eliminando una componente si pregiudica il funzionamento di tutto,discreti non pregiudica l’intero sistema;in base al comportamento sono:aperti scambiano info con l’ambiente esterno ed ha più flussi di entrata ed uscita,chiusi non scambiano e sono isolati senza flussi,combinatori stessa risposta della sollecitazione d’ingresso,sequenziali sistemi con memoria,deterministici non si prevedono le uscite se non sono noti gli ingressi,probabilistici non si conosce l’uscita. SISTEMA ECONOMICO:insieme di persone e organizzazioni che agiscono per soddisfare i bisogni della popolazione mediante risorse. Sottosistemi del sistema economico:s. di produzione promuove e determina attraverso la produzione l’offerta di beni e servizi,s. dei consumatori promuove e determina attraverso il consumo la domanda di beni e servizi,s. creditizio-finanziario i precedenti afferiscono fondi di liquidità e strumenti finanziari per raggiungere gli obiettivi,mercato ambiente di interazione dei precedenti sottosistemi dove avviene lo scambio di beni e servizi e denaro regolato dalla domanda e dall’offerta,stato:offre servizi pubblici sotto prelievo fiscale e regola il sistema economico tramite la politica economica. 3tipi:capitalista/liberista,pianificato,ad economia mista.Liberale:le strutture produttive dei privati,l’attività economica coordinata da compratori e venditori nei mercati,gli attori perseguono il proprio interessa per ricavare il massimo guadagno,il controllo statale è minimo protegge le società dagli esterni.difende la proprietà privata.Pianificata terra e capitale di proprietà collettiva,lo stato alloca le risorse per consumo attuale e investimenti futuri,l’output delle industrie,il lavoro e le risorse,la distribuzione dell’output tra consumatori in base agli obiettivi.Mista combina le altre imprese private,gestione della produzione delle industrie ma condizionate dallo stato che regola la vita economica e offre servizi,le scelte economiche sono libere,i prezzi sono definiti dal mercato e lo stato può intervenire solo per alcuni beni,la gestione delle imprese è data dal rispetto di norme stabilite dallo stato a tutela dei lavoratori,della sicurezza e dell’ambiente. BILANCIO D’ESERCIZIO Valori economici:debiti valore dei diritti che i terzi vantano sull’impresa,crediti valore dei diritti che l’impresa vanta su terzi,il valore dell’impianto dei mobili e macchine dell’impresa,valore di cassa entrate e


uscite monetarie;definiamo:capitale sociale,materie prime,lavoro operai,dirigenti,riscaldamento,telefonia,affitto,fatturato e prodotti venduti.Attività=capitale lordo:risorse utilizzate dall’impresa per l’attività,quindi sono beni,diritti e risorse che l’azienda possiede e di cui si avvarrà per le attività future;sono monetarie,fisico-tecniche,misurabili in unità fisiche.Passività:debiti verso terzi e il patrimonio netto è il capitale proprio,in quanto le attività sono soggette ai creditori e proprietari.Utile=reddito positivo:la somma dei ricavi è maggiore della somma dei costi,altrimenti si ha una perdita.Utile=PNt1>PNt0,Perdita=PNt1<PNt0 Equazione del bilancio:Attività=passività+capitale netto Patrimonio netto:capitale sociale denaro sottoscritto dai soci.riserve di utili non distribuiti sotto forma di dividendo ai detentori del capitale di rischio(apporti dei soci e utili da distribuire o come fondi di riserva).Contabilità:rilevazione dei valori generati dai fatti amministrativi derivanti dai rapporti tra l’azienda ed i soggetti economici esterni(C. per cassa imprese di piccole dimensioni entrate ed uscite,C. per competenza maggior parte delle aziende ricavi e costi).Scopi:determinare il reddito e capitale di funzionamento in normali condizioni,periodiche sintesi dell’andamento della gestione e controllo dei movimenti finanziari.Documenti:stato patrimoniale,conto economico,nota integrativa,relazione sulla gestione.Caratteristiche:rilevazione dei fatti amministrativi che comportano uno scambio con l’esterno e delle operazioni nel momento della manifestazione numeraria.Decreto legislativo n.127 del 9aprile1991,le imprese:soc per azioni, a responsabilità limitata,in accomandita per azioni,imprese cooperative,mutue assicuratrici. Principi contabili:regole generali che guidano nell’interpretazione degli effetti degli eventi sui rendiconti aziendali in materia di bilancio. –P.della prospettiva di funzionamento:l’azienda continua a funzionare per un tempo indeterminato, -P.del costo:contabilità tenga inalterato il costo storico d’acquisto, -P.di realizzazione:i ricavi sono considerati tali solo al momentodella consegna del prodotto, -P.di prudenza:ricavo è ritenuto tale solo quando è certo, -P.del duplice aspetto:vale l’espressione attività=passività+capitale netto, -P.di omogeneità:la contabilità riporta solo risultati di eventi esprimibili in termini monetari, -P.dell’identità giuridica:i rendiconti si riferiscono all’azienda considerata distinta dalle persone che la possiedono o ci hanno a che fare, -P.di rilevanza:presuppone che la contabilità trascura le transizioni irrilevanti, -P.di continuità dei criteri di valutazione:non possono essere modificati da un esercizio all’altro. -P.di competenza:regola il riconoscimento dei costi di competenza in un periodo, costo di competenza la risorsa che lo ha generato ha prodotto la sua utilità nel periodo,ricavo di competenza risultato di un processo economico avvenuto nel periodo,conseguenze il reddito non è indipendente dagli altri esercizi perché le operazioni di gestione non hanno soluzioni di continuità REDDITO=RICAVI-COSTI+/-RETTIFICHE O INTEGRAZIONI DI COMPETENZA rettifica(ridurrei i costi o i ricavi già rilevati per la quota non di competenza)/integrazione(aumento dei costi o ricavi della quota di competenza)riguardano: -concorso dei valori comuni a due esercizi alla formazione del reddito(rimanenze,ratei,risconti)->rimanenze:processi economici in corso,nelle imprese industriali sono materie prime semilavorati non ancora venduti,nelle imprese commerciali merci acquistate ma senza un ricavo,si valutano in base al metodo dell’identificazione specifica(inventario perpetuo),metodo deduttivo(inventario delle merci a fine esercizio)con3modi di determinazione del valore:FIFO,LIFO,del costo medio.->risconto:valore che confluisce nello stato patrimoniale,in dare risconto attivo(rettifica costi)in dare riconto passivo(rettifica ricavi);>ratei:quando costi e ricavi si manifestano prima delle corrispondenti uscite ed entrate,ratei attivi(in dare dello stato patrimoniale)ratei passivi(in avere dello stato patrimoniale). –concorso dei valori comuni a più di due esercizi alla formazione del reddito di esercizio(ammortamento,fondi,capitalizzazione di spese pluriennali)->ammortamento:ripartizione nel tempo del costo di acquisto del bene,3metodi:in base alle unità prodotte,a quote costanti,accelerato .La quota di ammortamento è la quota del costo d’acquisto di un’immobilizzazione tecnica,il costo di immobilizzazione tecnica include tutti i costi che l’azienda ha sostenuto per mettere il bene in operatività.Ammortamento a quote costanti o lineare:quota di amm. Uniforme per tutti gli anni di vita,la percentuale del costo si ammortizza in ogni periodo ed è il coefficiente di amm.Ammortamento accelerato:la perdità di utilità è più rapida nei primi anni di vita rispetto al precedente metodo,la quota di amm è più alta nei primi anni.Bilancio civilistico:redatto secondo principi e regole comunemente accettate,civilistico perché disciplinato dalc.c,vengono iscritte le rettifiche di valore attività,gli ammortamenti e svalutazioni a riduzione dei valori corrispondenti attivi(attivo impieghi netti,passivo fonti di capitale). Bilancio d’esercizio:documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria al termine di un periodo amministrativo,è inoltre

uno strumento di informazione e comunicazione per diversi soggetti.E’ obbligatorio per le società di capitali in modo da tutelare gli interessi di terzi e assicurare la correttezza,il c.c presenta:clausola generale(deve essere chiaro corretto e veritiero,redatto in unità di euro senza cifre decimali),principi di redazione,contenuto e struttura,criteri di valutazione,modalità di approvazione e pubblicazione. Principi cui deve ispirarsi il Bilancio: -chiarezza:deve consentire a chi ha le nozioni di comprende come si è formato il termine di esercizio e le componenti del Patrimonio di funzionamento,vengono disciplinati,infatti la struttura ed il contenuto delle varie parti del bilancio,i criteri di valutazione degli elementi attivi e passivi,divieto di raggruppare voci,divieto di compensi di partite. –rappresentazione veritiera e corretta: operare correttamente vuol dire comportarsi in buona fede,attenersi alle regole di valutazione stabilite dalla legge,seguire e corrette regole contabili,applicare le tecniche di valutazione con scrupolo e diligenza.Da questo discende l’obbligo di fornire info complementari e aggiuntive utili ad una adeguata info,l’obbligo di derogare dalla legge quando questa non consente una adeguata rppresentazione.Segue le regole del c.c. e di associazioni nazionali ed internazionali di esperti contabili(stabiliscono norme tecniche). Principi contabili del c.c: -continuità:l’azienda continua la sua attività nel tempo,cui parteciperanno anche i beni oggetto di valutazione, -prudenza:nella determinazione del reddito:contabilizzando le perdite e gli oneri,contabil componenti positivi,non contabil utili di incrementi patrimoniali non certi,tener conto del rischio e delle perdite di competenza, -competenza:tener conto degli oneri e dei ricavi,i ricavi si considerano di competenza quando sono maturati nell’esercizio con correlativo costo, -separazione: con elementi eterogenei si utilizzano differenti criteri di valutazione, -costanza:comparabilità dei bilanci nel tempo e fra aziende dello stesso settore,non è consentito modificare i criteri di valutazione. La nota integrativa deve indicare:criteri di valutazione(applicati nella quantificazione delle poste di bilancio,nelle rettifiche di valore,nella conversione della moneta),movimenti intervenuti nelle voci del patrimonio(evidenziare le variazini in aumento o diminuzione),composizione e dettaglio di alcune voci di bilancio(costi d’impianto e ampliamento,ratei,risconti),specifiche del conto economico(ricavi per aree geografiche),altre info(impegni assunti,i compensi agli amministratori e ai sindacati),info complementari quali:rendiconto finanziario(risorse finanziarie liquide e di attivo circolante netto che l’azienda ha generato ed impiegato),-prospetto delle variazioni del capitale circolante netto(cause che danno aumento o diminuzione del patrimonio netto).Accompagnano il bilancio la relazione dell’organo amministrativo e dell’organo di controllo. TEMPI DI INGRESSO NEL MERCATO DELLE TECNOLOGIE: -first mover:primi che offrono un nuovo prodotto o servizio, -early follower:si immettono nel mercato nella fase iniziale ma non sono i primi, -late entrant:si immettono quando il prodotto è nel mercato di massa. I vantaggi del first mover: -fedeltà di marca:reputazione di lunga durata,aumento della quota di mercato, -leadership tecnologica:modellare le aspettative del cliente secondo il proprio standard,rendita da monopolio, -diritto di opzione su risorse scarse e posizione strategica, -sfruttuttamento degli switching cost dell’acquirente:costi da sostenere per il passaggio ad un’altra tecnologia o all’acquisto di un nuovo prodotto, -vantaggi dei rendimenti crescenti:aumento della quota di mercato fino ad imporre un disegno dominante. Motivi dello svantaggio:costi di ricerca e sviluppo,assenza o inadeguatezza dei canali di fornitura e distribuzione,incertezza nelle condizioni della domanda. BUSINNESS PLAN DI PRODOTTO Il business plan rappresenta lo strumento che serve a tradurre in termini economici, patrimoniali e finanziari un progetto, una strategia od una necessità dell’impresa e ha l’intento di valutarne la fattibilità. CONTESTI DI UTILIZZO Avvio di un nuovo business Sviluppo, da parte di un’impresa avviata, di un nuovo progetto (prodotto) o di un nuovo settore di attività Ristrutturazione del debito finanziario Ricerca di un partner commerciale, finanziario, industriale Quotazione in borsa Valutazione d’azienda FINALITA’ Fornire al finanziatore informazioni dettagliate . Guida da usare per lo sviluppo dell’attività. Cosa cercano gli investitori: quale è il piano di rientro durata investimento e rimborso del finanziamento), domanda beni/servizi, veridicità delle previsioni . STRUTTURA


1. Sintesi della Business idea (executive summary)  riepilogo degli aspetti analizzati: identificazione prodotto, identificazione clienti, motivazione che li spinge a comprare il prodotto, organizzazione risorse umane e finanziarie necessarie, risultati finanziari attesi e somma economica per avviare l’impresa e rendimento da offrire sugli investimenti dei finanziatori 2. Il mercato (domanda/offerta /competitors)  descrizione del settore di riferimento e mercato (geografia, descrizione, andamento settore, ciclo di vita, trend storici ed evolutivi), descrizione segmento di mercato, 5 forze di Porter. 3. Il prodotto/servizio  descrizione tecnica del prodotto da commercializzare, come e perché soddisfa l’esigenza dei clienti, descrizione prodotto e concept, tempistica del processo di progettazione e produzione del prodotto, descrizione di eventuali servizi aggiuntivi offerti. 4. Il piano di marketing  il prezzo, la promozione per far conoscere al mercato il prodotto (pubblicità, sito web, mailing, fiere, passaparola), la distribuzione. 5. Il piano organizzativo  risorse necessarie per il prodotto (tangibiliintangibili), risorse umane (organigramma), risorse tecnologiche (macchinari, metodi di produzione, materie prime), competenze specifiche necessarie, impatto ambientale. 6. Il piano economico-finanziario  previsione dei ricavi totali sulla base del mercato, delle esigenze dei clienti, dello stato di sviluppo del mercato, dei punti di forza e debolezza dei concorrenti, previsione dei costi totali e suddivisi nelle categorie di spesa, previsione di investimenti da sostenere, conferma dell’attuabilità del progetto nel momento in cui i ricavi estinguono la somma dei costi fissi e variabili, previsione del fabbisogno finanziario per la realizzabilità del business e delle modalità di finanziamento, bilancio previsionale (documento con stime di entrate e uscite relative ad un periodo di esercizio) formato da conto economico e stato patrimoniale, stima della situazione netta di cassa dell’impresa: impieghi di cassa e fonti di cassa. Previsioni fatte su base trimestrale o annuale. ANALISI E COMPATIBILITA' DEI COSTI Con l’aumentare di produzione aumentano anche proporzionalmente i costi delle materie prime da impiegare: Y= vxX (v: costo variabile unitario, X: livello di produzione) rimangono costanti i costi di affitto dei fabbricati Y=b. Classificazione in base alla riferibilità oggettiva dei costi all’oggetto di analisi COSTI SPECIALI: costi riferiti a un oggetto di costo in modo “oggettivo” perché: i fattori sono stati impiegati in modo esclusivo solo in quell’oggetto o attività (es. materie prime specifiche per il prodotto Y) – RIFERIBILITA’ ESCLUSIVA è misurabile la quantità effettiva di fattore consumata (Q) e dunque è possibile calcolare il costo come prodotto di Pu*Q – MISURAZIONE OGGETTIVA COSTI COMUNI: costi non riferibili oggettivamente ad un oggetto di costo; devono subire un procedimento di ripartizione o allocazione perché: il medesimo fattore è stato impiegato per più attività o oggetti (es. impianto utilizzato per realizzare prodotto X,Y e Z), non è possibile misurare la quantità di fattore consumata dall’oggetto. Classificazione in base alla modalità di imputazione del costo all’oggetto di costo COSTI DIRETTI: attribuibili all’oggetto secondo criteri di specialità COSTI INDIRETTI: attribuibili all’oggetto con criteri di comunanza, cioè indirettamente mediante un processo di ripartizione. Costi comuni sono sempre costi indiretti. Ripartire i costi indiretti significa attribuirli tra i vari oggetti in funzione di come ogni oggetto di costo ha:

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Consumato/utilizzato il fattore

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A valore: base espressa in termini monetari

Beneficiato del fattore

La capacità di assorbire i costi del fattore E scegliere la base con cui tecnicamente calcolare le singole quote da allocare agli oggetti: Quantitative: espresse in quantità non monetarie Unica: la ripartizione avviene in base ad un’unica grandezza

nota

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Multipla: i costi indiretti sono raggruppati in più classi, ognuna delle quali è identificata da una base di riparto Classificazione in base all’uso dei costi nelle decisioni

COSTI RILEVANTI o eliminabili: costi che a seconda dell’alternativa scelta assumono valore diverso COSTI IRRILEVANTI o ineliminabili: costi che non variano al variare dell’alternativa Quando si deve scegliere tra alternative diverse è bene distinguere: COSTI OPPORTUNITA’: misurano la perdita subita in ipotesi di investimento alternativo dei fattori produttivi; questi si verificano solo quando vi è come presupposto un uso alternativo delle risorse. COSTI FIGURATIVI: costi non sostenuti realmente dall’impresa; riguardano risorse acquistate al di fuori dei normali rapporti di scambio. Classificazione in base all’utilità dei costi nel controllo di gestione (per valutare se le risorse sono state usate in modo efficiente e se gli obiettivi previsti sono stati raggiunti) COSTI PREVENTIVI: misurati prima su base di stime, utili per verificare la convenienza COSTI CONSUNTIVI: misurati dopo averli sostenuti COSTI STANDARD: misurati prima in modo rigoroso, su base di parametri tecnici riferiti a condizioni produttive ideali

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standard tecnici: determinati in base al rendimento teorico ottimale dei fattori produttivi, in ipotesi di massima efficienza.

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standard rettificati: determinati correggendo i rendimenti teorici dei fattori con le inefficienze legate al personale Per guidare il comportamento del personale è importante distinguere: COSTI CONTROLLABILI: costi il cui ammontare può essere ridotto o aumentato dal responsabile del prodotto COSTI NON CONTROLLABILI: costi che il soggetto responsabile dell’oggetto di costo non è in grado di modificare RIPARTIZIONE SU BASE UNICA coefficiente di ripartizione = tot costi indiretti/ tot ore manodopera RIPARTIZIONE SU BASE MULTIPLA Utenze: non esiste un criterio di ripartizione oggettivo, si decide quindi di ripartire in modo soggettivo attribuendo ad ogni centro una stima di consumo energia elettrica: coeff. di ripartizione = costo energia tot/mq tot pubblicità: coeff di ripartizione = costi x pubblicità/fatturato totale affitto: coeff. di ripartizione = costo affitto/ mq tot FUNZIONI AZIENDALIinsieme di attività deputate al raggiungimento di un determinato obiettivo. Sono legate direttamente alla vendita e un complesso di attività legate alla programmazione (marketing): comprende tutte le azioni aziendali finalizzate allo studio del mercato destinate al piazzamento di prodotti, considerando come finalità il raggiungimento di un vantaggio competitivo. La definizione dell'azione strategica sul mercato si ha mediante il marketing mix (1prodotto,2prezzo,3comunicazione,4distribuzione) 1 per il consumatore è ciò che l'acquirente percepisce in base ai suo bisogni per l'azienda è insieme di attributi tang e intang che diventano l'offerta del mercato obiettivo. 2dipende dal costo,dalla concorrenza,domanda e politica. 3creare preferenze, informare, persuadere. 4 canale diretto> produttoreconsumatore; indiretto>rappresentate, agente e grossista Funzione di produzione complesso di operazioni che trasformano le risorse acquistate dall'impresa in prodotti finiti. Funz. di produzione comportano investimenti. Strategia di produzione legame tra obiettivi della funz. di produzione e strategia competitiva(abbassamento costi produzione, recupero efficienza processi operativi, innovazione dei prodotti e maggiore qualità). Le scelte di produzione sono: determinazione del mix, delle quantità di produzione , progettazione e logistica. Logisticapianificazione, realizzazione ed controllo delle attività che consentono i flussi fisici dei materiali e i relativi flussi informativi. 3 fasi: -approvvigionamento (logistica in entrata) consente all’impresa di acquisire le materie prime; -trasformazione: durante la fase di trasformazione la logistica assicura la tempestiva ed economica utilizzazione dei materiali in lavorazione; -distribuzione fisica (logistica in uscita): trasferimento dei beni ai clienti. Funzione R&S(ricerca e sviluppo)scopo:incrementare le conoscenze specifiche e studiare sistematicamente la realizzazione di nuovi prodotti e processi. funz. R&S è articolata in: R di base> inplica la conoscenza scientifica qndi ha carattere esplorativo; R applicata>finalizzata ad ottenere nuove conoscenze legate ad uno o più obiettivi applicativi; Sviluppo sperimentale>applicazione conoscenze ed esperienze acquisite a nuovi prodotti o processi; Sviluppo industriale>produzione su larga scala e commercializzazione. Funz.Finanzaprogrammare gli investimenti ed acquisire le risorse finanziarie necessarie. Funz.Amministrazioneregistra le transazioni dell'impresa con l'estero Funz.controllofornisce info sull'andamento fin. della gestione nel suo complesso e di specifiche aree di attività. Funz.personale e organizzazioneacquista e gestisce il fattore lavoro


Funz.qualitàSi occupa di mantenere alto il livello di qualità delle componenti del sistema impresa e dei prodotti/servizi offerti Funz.direzione aziendalesupporto particolare che si occupa di coordinare le funz.aziendali e condurle nel tempo con l'evoluzione degli eventi interni ed esterni dell'impresa. 7 ORGANIZZAZIONE AZIENDALE michela Organizzazioneinsieme di persone associate per il conseguimento di uno scopo comune che si dividono le attività da svolgere, secondo certe norme, stabilendo dei ruoli collegati tra loro in rapporto dinamico con l’esterno. I parametri di prestazione consentono di misurare la capacità di un’organizzazione di realizzare i suoi obiettivi. Efficienza= valore risorse prodotte/valore risorse consumate > output ottenuti/input usati Efficacia= risultati effettivi/risultati attesi o obiettivi > output effettivi/output previsti Flessibilità è il tempo per passare dall'output attuale al nuovo output mentre l'apprendimento è il livello di conoscenze dell'impresa per creare innovazione. La progettazione organizzativa si fonda sulla divisione del lavoro che migliora l'efficienza dell'impresa poiché aumenta l'abilità dell'addetto che impiega meno tempo. Dalla struttura organizzativa deriva la divisione del lavoro e il coordinamento. Si hanno collegamenti orizzontali>relativi alle comunicazioni scambiate tra le unità organizzative; collegamenti verticali> progettati ai fini del controllo di un'organizzazione. Strutture organizzative> la cui progettazione evidenzia attività di lavoro, relazioni di reporting e raggruppamenti delle unità organizzative:- strut. funzionale> in base alla similitudine tra i compiti o competenze. pro: ottimo coordinamento interno, elevata specializzazione,controllo centralizzato e buona flessibilità operativa su gamma limitata; contro: inadeguatezza all'aumento di prodotti o dimensioni aziendali, lentezza nell'innovazione, può causare accumulo di decisioni al vertice. - strut. divisionale> in base a ciò che l'organizzazione produce. pro:valida diversificazione prodotti e mercati, ottimo coordinamento tra le funzioni, decentralizzazione delle funzioni; contro: maggiori costi struttura, difficile standardizzazione tra linee di prodotto . - strut. matrice> per progetti o processi di lavoro fondamentali. ci sono tre tipi: 1 strut. cn responsabilità di prodotto, 2 strut. cn responsabilità di progetto, 3 matrice cn doppia dipendenza gerarchica. pro: da più autorità al project manager, più probabilità di successo al progetto, si adatta a cambiamenti e decisioni in ambiente instabile; contro: assorbe molto tempo, espone i partecipanti ad una doppia autorità. - strut. a rete>l'organizzazione è un gruppo di componenti separati e legati debolmente tra loro. pro: consente alla piccole organizzazioni di operare su scala globale, offre un ampio raggio d'azione con pochi investimenti, flessibile ai cambiamenti, riduce i costi amministrativi ed è molto creativa. contro: richiede molto tempo per le relazioni, comporta rischio di fallimento se un partner non effettua le consegne, fedeltà dipendenti e cultura sono deboli. Nella progettazione organizzativa i processi che influenzano le prestazioni sono:-motivazione;-stile di direzione(partecipativo>partecipazione al processo decisionale. autoritario>fa leva sull'autorità e da luogo ad esiti diversi:autoritarismo,paternalismo e burocratizzazione;comunicazione;decision making;-gestione del potere) La cultura aziendale è l'insieme dei valori e conoscenze condivise dai membri di un'organizzazione e prende vita dal fondatore che elabora e mette in pratica i valori. Essa serve a guidare il processo decisionale dei dipendenti, migliora la performance motivando i dipendenti verso obiettivi comuni. Etica è il codice di principi e valori che governa i comportamenti di una o più persone. I valori etici sono:etica manageriale>principi che guidano le decisioni e i comportamenti dei manager sotto l'aspetto morale; responsabilità sociale> effettua scelte e intraprende iniziative che contribuiscono al benessere degli stakeholder dell'organizzazione. La strut. organizzativa e la cultura influenzano sulle decisioni ad innovare. L'innovazione è la combinazione di mezzi di produzione, nuovi beni o nuovi metodi di produzione. L'investimento in R&S ha pro: accesso più agevole ai finanziamenti, maggiori volumi di vendita,assunzione di progetti rischiosi; e contro:inerzia burocratica ed operativa. Variabili strutturali: formalizzazione> grado di regolazione del comportamento dei membri dell'organizzazione tramite regole(attenua l'intensità dei meccanismi di controllo organizzativo ma può diventare fonte di rigidità), standardizzazione> grado di codificazione delle attività secondo procedure(garantiscono lo svolgimento delle attività e il raggiungimento di livelli prefissati di qualità ma può soffocare l'innovazione), accentramento> concentrazione del potere decisionale al vertice dell'impresa. Strut. meccanica>unione formalizzazione e standardizzazione; strut. organica> livelli di formalizzazione sono bassi e la standardizzazione è assente. Organizzazione ambidestra o ibrida>permette di conciliare la gestione di prodotti esistenti con lo sviluppo di nuove linee ed è costituita da varie strutture: in alcune aziende si adotta strut. meccanica in altri strut. organica, le 2unità organizzative devono interagire x sviluppare innovazione. Clima organizzativo> regola gli umori, i rapporti tra le persone ed influenza lo svolgimento delle mansioni PROGETTAZIONE E SVILUPPO PRODOTTI

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Prodotto: un bene che viene venduto da un’azienda ad un cliente

Sviluppo di nuovi prodotti: è l’insieme delle attività che, partendo dall’individuazione di un’opportunità di mercato, o da un’opportunità tecnologica e di mercato, terminano con la produzione, vendita e distribuzione del prodotto Prodotto di successo, viene valutato, oltre che sul profitto che riesce a far conseguire all’azienda, anche sulla base: Qualità, costo del prodotto, tempo di sviluppo del prodotto, costo di sviluppo del prodotto, capacità di sviluppo dei prodotti, Altri fattori: considerazioni ecologiche, di innovazione, di indotto occupazionale. Lo sviluppo del prodotto richiede le seguenti funzioni aziendali:

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Marketing (commerciale), mediatore tra azienda e cliente, aiuta a trovare opportunità x nuovi prodotti, definisce i fattori di differenziazione con i prodotti concorrenti, gestisce la comunicazione con i clienti, definisce il prezzo e sovraintende il lancio e la promozione

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Progettazione (ufficio tecnico), definisce caratteristiche fisiche del prodotto che meglio rispondono ai requisiti del cliente. Include sia la progettazione ingegneristica sia il disegno industriale.

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Produzione, ha la responsabilità di progettare e gestire il sistema produttivo per la fabbricazione del prodotto; si possono includere anche gli acquisti, la distribuzione e l’installazione. (Catena della fornitura) Team di progetto Lo sviluppo di un prodotto è frutto di un gruppo di persone con a capo un responsabile (project leader)proveniente da una delle varie funzioni aziendali. I membri possono anche essere esterni all’azienda. Nuovo prodotto

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nuovi prodotti per il mercato Prodotti completamente nuovi per l’azienda Miglioramento dei prodotti (nuove funzioni o nuova forma)

Cost reduction PIANIFICAZIONE Ricerca di idee e opportunità all’esterno e all’interno dell’impresa esame delle idee e scelta dei progetti di prodotto validi(piano di prodotto)

a)

Ricerca di idee Come ricercare nuove idee:

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documentare le valutazioni negative dei clienti

intervistare gli utilizzatori più importanti (lead users) ponendo attenzione alle loro innovazioni e modifiche

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valutare i cambiamenti dello stile di vita, le variabili demografiche e le nuove tecnologie nonché le opportunità che si possono aprire per nuovi prodotti

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raccogliere suggerimenti dai clienti (attraverso la rete vendita e il sistema di assistenza ai clienti)

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studiare continuamente i prodotti dei concorrenti (benchmarking)

-

seguire l’evoluzione delle tecnologie emergenti per facilitarne il trasferimento allo sviluppo prodotto

b)

valutare i progetti L’impresa può avere una di queste strategie:

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Leadership tecnologica, essere leader nel mercato x innovazione tecnologica (scelta di prodotti di alto contenuto tecnologico)

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Leader di costo, essere competitiva x efficienza produttiva, attraverso migliori metodi di fabbricazione, basso costo del lavoro, migliore gestione sistema produttivo

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Differenziazione, ottenere un vantaggio competitivo attraverso elementi di diversità rispetto ai concorrenti x qualità, versatilità, design

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Focalizzazione sul cliente, lavorare a stretto contatto con il cliente x valutare mutevoli bisogni e preferenze

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Imitazione, seguire da vicino le tendenze del mercato imitando le imprese che investono in R&D Prodotti “Technology-push” L’azienda possiede una particolare tecnologia e va alla ricerca di possibili campi di applicazione; si tratta di tecnologie di base dei materiali incorporabili in diversi prodotti x diversi campi d’applicazione. Le modifiche al processo sono: nella fase di pianificazione dove si ricercano le opportunità di mercato x la tecnologia a disposizione e poi si procede allo stesso modo senza però selezionarla durante il concept. Prodotti di processo Tutti quei prodotti dove il processo produttivo pone vincoli specifici sulle caratteristiche del prodotto e la progettazione non si sviluppa più a partire dal processo produttivo (es. alimentari, prodotti chimici, carta). Alcuni casi sono:


- sviluppo simultaneo di un nuovo prodotto e del suo processo produttivo; - il processo produttivo viene scelto anticipatamente e il nuovo prodotto è sviluppato secondo i vincoli posti da questo Prodotti “piattaforma” Prodotto costruito su un sottosistema tecnico già esistente; lo sviluppo di un prodotto piattaforma è meno rischioso, anche se simile, a quello Technology push. La differenza sta nel fatto che la piattaforma ha già dimostrato la propria competitività sul mercato. Piattaforma di prodotto È l’insieme delle caratteristiche fondamentali condivise da un gruppo di prodotti, cioè una comune base tecnologica relativa ai prodotti. Una piattaforma efficiente po’ generare una gamma di prodotti derivati in maniera semplice e veloce, mirati a soddisfare diversi segmenti di mercato. Prodotti “market-pull” / custom Il nuovo prodotto è sviluppato sulla spinta delle esigenze rilevate dal mercato; prodotti sviluppati a partire da soluzioni già realizzate, introducendo solo variazioni limitate. Nella fase di pianificazione le opportunità di mercato sono già definite nell’ordine espresso dal cliente.

c)

Attribuire risorse e tempi Bisogna fare una stima periodica sulle risorse necessarie x ogni prodotto e poi confrontate. Si deve considerare quando lanciare il prodotto sul mercato, tenendo conto dei tempi, dei concorrenti, non tralasciando la sua solidità.

d)

Completare la pianificazione pre-progettuale è la fase finale dove si prepara la mission statment che stabilisce: descriz. Prodotto, obiettivi principali, mercato obiettivo del prodotto, ipotesi e vincoli x l’attività di sviluppo, stakeholders. processo di sviluppo prodotto Idea>concetto>architettura di prodotto>prototipo>prodotto Fasi di un generico processo di sviluppo prodotto 0. Pianificazione  vengono raccolte le idee, valutate e scelte; il risultato finale di questa fase è il mission statment che specifica l’idea di prodotto, clienti, obiettivi, ipotesi e vincoli. 1. Progettazione concettuale si identificano i bisogni del cliente, si generano e valutano i concetti di prodotto alternativi, si seleziona un singolo concetto x ulteriore sviluppo. È la descrizione della forma, della funzione, delle caratteristiche di prodotto e analisi prodotti competitivi in aggiunta ad una giustificazione economica preliminare. 2. Progettazione a livello di sistema è la definizione dell’architettura di prodotto e la suddivisione del prodotto in sottosistemi e componenti. 3. Progettazione di dettaglio completa la descrizione tecnica del prodotto (geometria, materiali, tolleranze delle singole parti) e definisce il piano di produzione e lavorazione per ciascun componente. 4. Sperimentazione e miglioramento costruisce e valuta i vari prototipi del prodotto 5. Avviamento alla produzione il prodotto viene costruito utilizzando il sistema produttivo previsto, allo scopo di addestrare il personale e risolvere i problemi nei processi produttivi. Poi si passa alla produzione. Modello stage-gate Le fasi che un’azienda compie x sviluppare il prodotto possono essere sequenziali; tra una fase(stage) e l’altra c’è un momento di controllo(gate) della fase precedente che permette di proseguire, definiscono i risultati desiderati x lo stage successivo. Modello stage-gate evoluto Le fasi possono sovrapporsi, cioè una fase può iniziare prima che l’altra finisca); così diminuiscono i tempi di sviluppo . PROGETTAZIONE CONCETTUALE Questa fase che richiede il massimo sforzo di coordinamento tra più funzioni aziendali è chiamata FRONT-END PROCESS. Questa fase mira a 1) costruire concettualmente il prodotto, a 2) smontarlo e a i3) ndividuare tutti i bigogni, ad 4) associare ad ogni bisogno una funzione e a 5) descrivere con un concetto il nuovo prodotto 1 individuazione dei bisogni dei clienti 2 definizione delle specifiche obiettivo funzioni del prodotto 3 generazione dei concetti di prodotto concept 4 selezione del concetto di prodotto 5 test del concept 6 definizione delle specifiche finali del prodotto IDENTIFICAZIONE DEI BISOGNI DEI CLIENTI: interagire coi clienti e sperimentare l’ambiente di utilizzo,prodotto focalizzato sui bisogni anche quelli nascosti.Raccogliere le indicazioni:interviste(presso il cliente),focus group(discussione con moderatore in gruppo8/12 persone),osservazioni dell’utilizzo del prodotto(svolgere attività insieme al cliente passiva o attiva),sondaggi scritti(per posta o email). Scelta dei clienti> intervista a 10-50 persone scegliendo tra clienti abituali o occasionali. Bisogni>non offrono suggerimenti su come progettare o realizzare il prodotto. i bisogni vanno tradotti in specifiche

Specifiche di prodotto>descrizione precisa di cosa il prodotto e di cosa deve fare specifiche metriche e valori Bisogno -> specifica. Bisogna esaminare ogni bisogno per capire quale caratteristica del prodotto, precisa e misurabile, può avere un impatto sulla soddisfazione del bisogno. Una specifica singola è costituita da: -metrica (es. tempo medio montaggio), -un valore (es. 75 secondi, è sempre corredato dall’unità di misura). Esiste una matrice di bisogni-metriche , con questa si può controllare che tutti i bisogni dei clienti siano soddisfatti dalle metriche (le righe corrispondono ai bisogni e le colonne alle metriche). informazioni sui prodotti della concorrenza Il successo del prodotto dipende dal rapporto con i prodotti della concorrenza e dalle sue caratteristiche in piu. Prima di definire le specifiche finali si possono costruire modelli tecnici per vedere come variano le metriche e modelli economici per vedere come variano i costi dei componenti variati. DEFINIZIONE DEL CONCEPT DI PRODOTTO nel concept di prodotto bisogna descrivere:-cosa il prodotto fara’,-a chi e’ destinato, -gli elementi che attirano i clienti, -gli elementi che lo differenziano dalla concorrenza All’interno dell’azienda il gruppo sviluppo prodotto elaborerà numerosi concetti, dei quali solo alcuni verranno presi in considerazione. E’ necessario che i concetti generati in partenza siano elevati cosi che: si riduce il rischio che un concetto migliore venga scoperto in una seconda fase e che un concorrente avanzi con concetti superiori concept -esprime ciò che sarà alla base del successo del prodotto; -serve come guida per i progettisti. 2 aspetti sulla redazione del concept:- uno di tipo strategico e di marketing, - uno che si focalizza sull’architettura tecnica del prodotto metodo per la generazione di concetti

1)

chiarire il problema(smontare) 2) ricerca all’esterno(investigare) 3) ricerca all’interno(recuperare) 1) chiarire il problema -il punto di partenza è l’elenco dei bisogni del cliente; -poi il riconoscimento di un problema e la scomposizione di esso in sottoproblemi; - infine avviene la scelta dei sottoproblemi più critici per il successo. 2) ricerca all’esterno - trovare soluzioni esistenti al problema generale, - esame dettagliato dei prodotti competenti e di prodotti con funzionalità simili,- interviste agli utenti, - ricerche di brevetti 3) ricerca interna - le idee provengono dalle competenze e dal recupero di pezzi di conoscenza utili situati in memoria, - sospensione del giudizio trasformarlo in suggerimento, accettare le idee che sembrano irrealizzabili, - fare sessioni individuali e di gruppo per uno scambio di informazioni e per raffinare le soluzioni. - creare analogie, - utilizzare stimoli correlati e non correlati, - metodo della sezione POSTER( attaccare schizzi con ciascun progetto in modo da spiegarlo meglio) processo di selezione: 1) generazione del concept 2) scrematura del concept 3)scelta del concept metodi per la scelta del concept - decisione esterna: i clienti esterni scelgono i concetti, -champion del prodotto: un membro del team sceglie il concetto basandosi sulle scelte personali, - intuizione, - decisione autonoma del team, - prototipi, - matrici decisionali: il team valuta ogni concetto sulla base di criteri di selezione TEST SUL CONCETTO Dopo la fase di generazione del concept c’è una fase di TESTING: serve a raccogliere la potenziale reazione diretta dei clienti e fa in modo che i bisogni vengano soddisfatti. la fase di testing è l’ultima dove si possono apportare modifiche al prodotto. modalita’ di misura: intenzione di acquisto, frequenza di acquisto, giudizio sul prodotto, giudizio sugli specifici attributi del prodotto progettazione a livello di sistema dopo la fase del concept c’è la fase di progettazione a livello di sistema dove il concetto scelto va tradotto in specifiche finali e va scelta l’architettura del prodotto.

1)

pianificazione 2) progettazione concettuale 3) progettazione a livello del sistema 4) progettazione del dettaglio 5) sperimentazione e miglioramento 6)produzione L’ architettura di prodotto consiste nella definizione di 3 aspetti: definizione degli elementi funzionali

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corrispondenza (mappatura) tra elementi funzionali e componenti del prodotto (componenti fisiche) questa fase consiste nell’associare le funzioni ai componenti, e l’associazione può essere di 3 tipi: a) uno a uno b) molti a uno e c) uno a molti interfacce dei componenti standardizzazione e carry over


Standardizzazione consiste nell’utilizzo dello stesso componente in più prodotti Carry over è la percentuale dei componenti che vengono utilizzati sui nuovi prodotti e che sono già presenti nei prodotti commercializzati PROTOTIPAZIONE La prototipazione può essere realizzata in più fasi del processo di sviluppo con modalità e per scopi differenti. Vengono fatti i prototipi per: - apprendimento; - comunicazione e informazione; - integrazione I prototipi possono essere fisici e analitici, specifici o generali. Il prototipo analitico precede quello fisico. Metodo per la prototipazione - definire lo scopo del prototipo, - scelta se fisico o analitico, -numerosità dei prototipi e quando realizzarli, -tipologia di prototipi INNOVAZIONE TECNOLOGICA sistema economico attuale>crisi dei consumi,mercati maturi,consumatori che dettano nuove regole, crescente competizione su scala globale. Crisi dei consumi>dovuta dai bassi salari,aumento disoccupazione, riduzione prestiti. la frenata dei salari in italia si ha dagli anni 90 e va in linea con la stagnazione della produttività del lavoro. Consumatori>soggetto attivo nella definizione del prodotto o servizio poichè acquista prodotto che soddisfa delle caratteristiche. C'è maggiore acquisto delle marche, si afferma il libero servizio(internet) e aumenta la conoscenza dei mercati. Globalizzazione>ha aumentato l'intensità della pressione competitiva con effetti sul ciclo di vita del prodotto che diminuisce, rapido ingresso di nuovi prodotti e si evidenzia la segmentazione del mercato. INNOVAZIONE > è il rimedio per riaccendere i consumi e acquisire un vantaggio competitivo per ottenere ciò bisogna anticipare i trend di consumo ed imparare ad essere reattivi. L'inn. deve essere sviluppata e utilizzata nell'impresa. Per avere successo nell'inn. l'impresa deve: conoscere le dinamiche dell'inn, concepirne le strategie e riuscire ad interpretarla. Dove nasce l'innovazione? > creatività è la capacità di produrre qlcsa di utile e nuovo. la creatività di un'organizzazione dipende dalla creat. degli individui che la compongono e dai processi sociali. L'inn non è un processo semplice e lineare, per sviluppare un processo inn. le imprese stabiliscono forme di collaborazione con clienti,fornitori e concorrenti. solitamente le inn. sviluppate dagli utilizzatori possono condurre alla nascita di nuovi settori. Cluster tecnologici>rete di imprese connesse tra loro e di istituzioni associate operanti in determinati campi e concentrate territorialmente dove competono e cooperano Spillover tecnologici>si hanno qndo i benfici delle attività di ricerca dell'impresa si riversano su altre imprese. FORME DELL’INNOVAZIONE Possono essere innovazioni di prodotto e processo. Le innovazioni di prodotto sono incorporate nei beni o servizi realizzati da un’impresa. Quelle di processo invece sono cambiamenti delle modalità con le quali un’impresa svolge la sua attività, per migliorare efficienza e efficacia. Le innovazioni possono essere radicali e incrementali. Questa classificazione dipende dalla distanza dell’innovazione da un prodotto o un processo preesistente. Si collocano quindi lungo un continuum che prevede diversi gradi di novità e differenziazione. Il carattere radicale è relativo, perché cambia nel tempo e secondo la prospettiva di analisi di riferimento. Le innovazioni possono anche essere architetturali o modulari. Innovazione modulare è quella innovazione che prevede cambiamenti di uno o più componenti di un sistema di prodotto, senza modifiche sostanziali sulla configurazione generale. L’innovazione architetturale invece è il cambiamento della struttura generale del sistema o nel modo in cui i componenti interagiscono tra loro. LA CURVA S DELLA TECNOLOGIA La curva a S del miglioramento tecnologico. Le tecnologie non sempre arrivano alla loro fine per limite naturale, molte volte vengono sostituite da tecnologie più recenti. Le imprese inizialmente sono riluttanti a cambiare tecnologia, perché il passaggio è lento e ci vuole del tempo prima di iniziare a vedere guadagni. Quando però i guadagni della nuova tecnologia cominceranno a superare gli investimenti per il miglioramento della vecchia tecnologia ci sarà il passaggio definitivo per la nuova tecnologia. La denominazione CURVA A S di una tecnologia deriva dal fatto che: nella fase iniziale (quando la tecnologia viene introdotta nel mercato) l’adozione è lenta. In seguito (quando la tecnologia è più conosciuta) il tasso di adozione aumenta. Alla fine (quando il mercato è pieno) il tasso di adozione comincia a diminuire. IL DISEGNO DOMINANTE DELLA TECNOLOGIA Perché si afferma un disegno dominante? Le imprese convergono verso un disegno tecnologico dominante. Le dimensioni di valore di esso sono molteplici. Le scelte strategiche possono influenzare queste dimensioni, aumentando la possibilità di affermazione della tecnologia.

Il valore della tecnologia aumenta all’aumentare degli adottanti. Le due cause principali dei rendimenti crescenti sono: effetto apprendimento e esternalità di rete. EFFETTI DI APPRENDIMENTO Le imprese imparano a conoscere una tecnologia, incrementando la loro competenza tecnica imparano a renderla più efficiente ed efficace. ESTERNALITA’ DI RETE Nei mercati con esternalità di rete il beneficio che deriva dall’utilizzo di un bene incrementa al crescere del numero di utilizzatori. Sono tipiche dei mercati basati su reti fisiche. Si manifestano anche per quei prodotti che sono influenzati dalla presenza di beni complementari. Una tecnologia prodotta da un’azienda con un’ampia base clienti attrae i produttori di beni complementari, che a loro volta attraggono li utilizzatori, aumentando cosi il circolo clienti. E’ un circolo vizioso. I PROVVEDIMENTI GOVERNATIVI In determinati settori i benefici per il consumatore sono tali da indurre gli organismi governativi a intervenire per imporre l’adesione ad uno standard tecnologico. Spesso lo Stato interviene nel settore dei servizi di pubblica utilità o telecomunicazioni. Strategie di collaborazione La decisione di intraprendere un percorso di sviluppo autonomo o di collaborare con un partner è influenzata da una serie di fattori. Vantaggi dello sviluppo autonomo:

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Disponibilità di competenze

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Accedere a risorse e competenze con rapidità

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Ridurre gli oneri finanziari e aumentare la flessibilità

Protezione delle tecnologie di proprietà Controllo dello sviluppo e della tecnologia

Creare e rinnovare le competenze dell’impresa Vantaggi della collaborazione:

Acquisire nuove competenze dai partner Condividere rischi e investimenti per l’innovazione

Rafforzare i legami per uno standard in comune Forme di collaborazione:

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Alleanze strategiche: accordi di natura formale o informale fra 2 o più partner allo scopo di collaborare per una finalità, le alleanze favoriscono i processi di apprendimento e collaborazione per trasferire conoscenza.

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Joint venture: richiede di adottare una struttura formale, una nuova entità giuridicamente separata con capitale proprio.

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Licensing: un’organizzazione può utilizzare la proprietà intellettuale di un’altra organizzazione

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Outsourcing: un’impresa trasferisce all’esterno determinati processi invece di realizzarli all’interno

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Organizzazioni di ricerca: favoriscono la collaborazione fra un gruppo di soggetti per svolgere attività di ricerca Le strategie di collaborazione devono disporre di meccanismi trasparenti e flessibili per il monitoraggio e la governance del processo. Per questo vengono predisposte clausole contrattuali vincolanti per ricorrere alle vie legali in caso di violazione degli accordi. Fattori determinanti la scelta dei partner:

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Dimensione e potere di mercato Compatibilità delle risorse per essere integrate e combinate Compatibilità strategica quindi coerenza fra gli obiettivi

Somiglianza dei valori aziendali La protezione dell’innovazione tecnologica Le imprese devono decidere come e se proteggere le innovazioni tecnologiche; i meccanismi di protezione aiutano a mantenere il controllo sull’innovazione ma talvolta è nell’interesse dell’impresa non proteggere l’innovazione perché può determinare un alto e rapido tasso di utilizzo diventando lo standard dominante. Il brevetto protegge un’invenzione concedendo all’inventore di realizzarla e di disporne secondo le condizioni stabilite dalla legge.

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Innovazioni industriali sono nuovi metodi o processi di lavorazione con un’applicazione industriale

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Modelli di utilità sono invenzioni che conferiscono una determinata efficacia o comodità di impiego

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Modelli e disegni sono innovazioni con particolari linee forme

colori

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Nuove varietà vegetali diverse da quelle esistenti


Appropriabilità: capacità dell’impresa di acquisire e trattenere per sé le rendite dei processi innovativi. È determinato dalla facilità con cui i concorrenti riescono ad imitarla. È elevata quando la tecnologia è difficile da riprodurre o è ben protetta. È bassa quando è facile da imitare e la protezione è scarsa.

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L’impresa potrebbe essere disposta a subire perdite perché l’affermazione dominante garantirebbe flussi costanti e duraturi

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Pre-requisiti per il deposito:

Controllo architetturale della tecnologia da parte dell’impresa Open source: software i cui autori ne permettono l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Vantaggi della diffusione:

L’invenzione deve essere nuova a livello mondiale e non deve essere divulgata prima del deposito della domanda di brevetto. Fasi:

Una tecnologia aperta favorisce un rapido processo di diffusione e utilizzo della tecnologia e ppuò beneficiare degli sforzi di sviluppo operati dalle altre imprese

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FORMULAZIONE STRATEGIA DI MARKETING I beni non durevoli sono tangibili e consumati in una sola volta mentre i beni durevoli sono utilizzati in un arco temporale più esteso. I servizi invece sono prestazioni sostanzialmente intangibili. Beni di consumo: acquistati per uso personale dai consumatori finali. Essi comprendono:

Un brevetto di invenzione o modello di utilità si deposita prima in Italia poi si valuta se estenderlo anche all’estero. Inoltre deve essere predisposta una relazione tecnica per evitare di trovarsi con un deposito attaccabile che mal tutela l’esclusiva rivendicata. Per questo motivo per la predisposizione della relazione bisogna essere seguiti da un personale specializzato nel settore di pertinenza. Si deve effettuare una ricerca brevettuale di anteriorità prima di procedere al deposito della domanda.

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Si ha il diritto esclusivo di utilizzare il brevetto o il modello di prodotti che incorporano il disegno o modello e non producono una impressione generale diversa all’utilizzatore informato. Per disegno o modello si intende l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte che risulta dalle caratteristiche delle linee, dei colori o della forma. Per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale compresi i componenti che devono essere assemblati per formare un prodotto complesso Per prodotto complessi si intende un prodotto formato da più componenti che possono essere sostituiti, consentendo lo smontaggio ed un nuovo montaggio del prodotto. Per depositare una domanda di brevetto si deve capire l’invenzione e valutare se è brevettabile e in quale modo deve essere protetta. Deve essere predisposta una documentazione tecnica che comprende una descrizione dei disegni che facciano comprendere in cosa consiste l’invenzione ma soprattutto si devono evidenziare gli aspetti innovativi che si vogliono tutelare. Per scrivere un brevetto in modo ottimale è opportuno quindi consultare un esperto in materia. Preparata questa documentazione si deve predisporre la modulistica che varia in base al Paese in cui si vuole ottenere il brevetto. Brevetto italiano La domanda di brevetto deve essere depositata presso l’Ufficio Brevetti e Marchi a Roma allegando informazioni tecniche, descrizione e delimitazione per la tutela brevettuale.

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Durata: 20 anni

Entro 12 mesi si può estendere la protezione anche all’estero (brevetto europeo)

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L’EPO valuta la novità del brevetto e designa gli Stati di interesse; entro 3 mesi il brevetto dovrà essere regolarizzato negli Stati di interesse. Il brevetto ha validità territoriale; si può anche scegliere di depositare il brevetto solo in uno o in alcuni stati esteri rivolgendosi ad un esperto che possa avere dei corrispondenti in tali stati. Il brevetto serve quindi a valutare anche quali sono i Paesi in cui si vuole che l’invenzione non venga prodotta o venduta. Marchi e copyright Marchio commerciale: costituito da un qualsiasi elemento distintivo della provenienza di un bene (simbolo, parola, frase, disegno) Marchio di servizi: contraddistingue un fornitore di servizi La registrazione di un marchio concede l’utilizzo esclusivo e dovrebbe evitare che i concorrenti utilizzino emblemi simili tali da generare confusione tra i consumatori. Il copyright è una forma di protezione applicabile alle opere soggette a diritto di autore. L’autore ha il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo. I sistemi di tecnologia più utilizzati sono quelli intermedi tra questi due estremi.

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Sistemi proprietari: basati sul possesso esclusivo della tecnologia da parte dell’impresa e su una strategia di protezione

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Sistemi aperti: la tecnologia utilizzata non è protetta e liberamente accessibile ad altri produttori. Segreto industriale: informazioni di proprietà esclusiva dell’impresa che restano ignote all’esterno di essa L’informazione deve essere considerata segreto industriale perché genera un vantaggio all’impresa in termini di rendita economica e conserva il proprio valore rimanendo strettamente confidenziale. I vantaggi della protezione

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I profitti generati possono essere reinvestiti nel miglioramento tecnologico

La diffusione della tecnologia senza barriere può favorire la disponibilità di beni complementari Open content: in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un software ma contenuti editoriali come testi, video, musica e immagini.

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Beni di convenienza: acquisto frequente, prezzo basso, diffusa

reperibilità

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Beni di acquisto ponderato: sono beni che il consumatore confronta con altri beni

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Beni speciali: beni di consumo con caratteristiche distintive e specifica identificazione di marca

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Beni non previsti: beni non conosciuti o non utilizzati Beni industriali: acquistati per un’ulteriore lavorazione o per l’utilizzo nello svolgimento dell’attività. Si distinguono in:

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Materiali e parti: entrano completamente nel prodotto finito e possono essere materie prime o semilavorati

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Beni capitali: entrano parzialmente nel prodotto finito e possono essere attrezzature accessorie

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Approvvigionamenti e servizi

Attributi di Prodotto:

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Qualità: capacità del prodotto di svolgere le sue funzioni e comprende la durata, l’affidabilità, la precisione, la facilità d’uso e la riparazione. La qualità è misurata in termini di percezione da parte del consumatore. Deve inoltre essere garantita la coerenza.

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Caratteristiche: rappresentano un elemento in grado di differenziare il proprio prodotto

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Design: può farsi portatore di una nuova cultura e filosofia aziendale diventando promotore degli attributi precedenti. La marca è un nome, un simbolo, un design che viene utilizzato per identificare un’impresa. I consumatori percepiscono la marca come componente importante del prodotto. La marca comunica a 4 livelli:

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Attributi: induce a ricordare specifici attributi Vantaggi: gli attributi si trasformano in vantaggi Valori: chi acquista una marca da valore alle sue prestazioni

elevate

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Personalità: la marca dà personalità al prodotto. Brand equity Una marca con brand equity rappresenta un patrimonio prezioso e venduto a caro prezzo. Gestire una marca richiede alti costi in R&S per avere prodotti innovativi, pubblicità mirata ed un eccellente servizio per i consumatori. Vantaggi della marca:

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Benefici e specifiche caratteristiche del prodotto

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Estensione della linea di prodotto

Facile da ricordare riconoscere e pronunciare Facilmente distinguibile Facilmente traducibile e significativo nelle lingue straniere

Essere registrato e protetto Strategia di marca: Estensione della marca

Marche multiple e nuove marche: una marca per ciascuna categoria di prodotto per segmentare meglio e per evitare rischi di intaccamento da una marca all’altra


Confezione ed etichetta

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Packaging: insieme delle attività volte a progettare e realizzare il contenitore di un prodotto; svolge un ruolo fondamentale.

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La confezione: attrae il cliente, descrive le caratteristiche e conclude la vendita. Insieme alla grafica deve essere coerente con la pubblicità, il prodotto, il prezzo e la distribuzione

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L’etichetta identifica il prodotto o la marca, classifica il prodotto e descrive alcune sue caratteristiche. Servizi di supporto: servizi che integrano e completano il valore del prodotto. Possono essere: servizi di finanziamento, di credito, consegna, installazione, informazione, assistenza, manutenzione e riparazione. TEORIA DELLA DECRESCITA Piano di marketing: parte del business plan che affronta come il prodotto raggiungerà i clienti o meglio il target. Mercato di riferimento (target): gruppo di clienti in possesso di un insieme di caratteristiche che li differenzia dagli altri clienti. Occorre identificare le caratteristiche comuni a tutti i clienti usando censimenti, questionari e indagini di mercato. Concorrenza diretta: quanti offrono lo stesso prodotto allo stesso target Concorrenza indiretta: imprese con lo stesso prodotto ma con un mercato di riferimento differente Distribuzione: sistema attraverso il quale i prodotti o servizi consegnati o messi a disposizione dei clienti. È strettamente legata al target. Elencare i vantaggi e gli svantaggi dei metodi di distribuzione e spiegare le ragioni della scelta. Strategie di distribuzione: vendita diretta o tramite intermediari - Vendita diretta: maggior controllo sulla vendita e sui prezzi e sui servizi, maggiori informazioni sui clienti - Ricorso a intermediari: beneficia di attività di servizio La decisione di usare o meno intermediari dipende dalla compatibilità del prodotto con la struttura di vendita esistente, localizzazione dei clienti, modalità di distribuzione dei concorrenti. Attività promozionale: utilizzo di tutti i mezzi disponibili per trasmettere ai clienti il messaggio associato al prodotto. Unicità e valore del prodotto sono i tema di fondo dell’attività promozionale Tipi di produzione - Pubblicità tabellare: a pagamento effettuabile attraverso radio televisione e quotidiani - Annuari: guide telefoniche o annuari di settore e professionali. - Articoli redazionali: rapporti con la stampa e altri media possono far conoscere il prodotto all’azienda. - Direct mail: metodo concreto per far arrivare un messaggio a molte persone - Eventi: mostre, fiere di settor,e partecipazione ad associazioni senza scopo di lucro - Promozioni: riduzione prezzo, vendita con premi, giochi e concorsi La strategia tipica è quella di formulare un prezzo compreso tra il prezzo massimo e quello minimo; il prezzo massimo è quello stabilito dal mercato mentre quello minimo è il prezzo più basso coperti i costi. Il prezzo influenza il posizionamento del prodotto sul mercato Strategia di sopravvivenza o massimizzazione del profitto I flussi di cassa possono essere influenzati dalle modalità di pagamento È importante pianificare i tempi di lancio del prodotto nel mercato in modo che i prodotti siano disponibili al momento giusto. Timing: permette di ottenere un vantaggio dal ciclo economico e dalle oscillazioni stagionali, di posizionare il prodotto nel modo più adatto rispetto alle tecnologie precedenti, di assicurarsi che al momento del lanciola produzione e la disponibilità di beni e servizi complementari siano adeguate Per massimizzare la redditività dello sviluppo tecnologico possono scegliere di lanciare il nuovo prodotto solo quando i profitti delle innovazioni tecnologiche precedenti si siano attenuati offrendo però ai concorrenti un ampio vantaggio tecnologico sui prodotti tecnologicamente superiori. L’innovazione continua permette di mantenere la leadership tecnologica. Licensing: accelera i processi di diffusione e adozione L’impresa deve decidere se rendere l’innovazione compatibile con le tecnologie offerte dai concorrenti, se renderle retro compatibili con le sue tecnologie precedenti

Strategia efficace:innovazione continua e retro compatibilità - Innovatori e primi adottanti: ricercano tecnologie avanzate in grado di offrire vantaggi rilevanti - Maggioranza anticipatrice: sensibili alla facilità di impiego ; mezzi di comunicazione più efficaci permettono una distribuzione capillare e godono di un’elevata credibilità - Maggioranza ritardataria e ritardatari: sensibili alla semplicità; canali che godono di ampia credibilità ma con costi di contatto contenuti. Teoria della decrescita ed economia del dono Sistema economico liberale: libertà d’azione degli agenti economici PIL (tutto ciò che può essere venduto ed ha valore monetario contribuisce a gonfiare il PIL ma ciò non contribuisce al benessere individuale) Punti di debolezza: inquinamento, discriminazione reddituale, crisi finanziarie Curva di Kuznet: mette in relazione il degrado ambientale con il reddito pro capite. Inizialmente le immissioni inquinanti e il degrado ambientale aumentano, raggiunto un certo livello di reddito le immissioni diminuiscono. Questo accade perché con il progredire dello sviluppo cambia la composizione del PIL in quanto aumentano le attività del terziario che ha un impatto ambientale minore; il crescente degrado ambientale spinge le imprese ed il pubblico verso soluzioni tecnologiche a minor impatto ambientale; con l’aumento del reddito i consumatori preferiscono i beni ambientali. Oltre una certa soglia di degrado la crescita economica si blocca. La decrescita Il funzionamento del sistema economico attuale dipende da risorse non rinnovabili. I sostenitori della decrescita partono dall’idea che le riserve di materie prime sono limitate soprattutto per quanto riguarda le fonti di energia, questa limitatezza contraddice il principio della crescita illimitata del PIL e che genera dissipazione di energia. I sostenitori della decrescita affermano che solo la decrescita della domanda può combattere il gap di domanda. La decrescita è un riordino paradigmatico dei valori sociali ed ecologici. Le 8 R della decrescita: - Rivalutare\riconcettualizzare: mettere in discussione il sistema attuale, delegittimare i valori e l’ideologia dominante e promuovere una cultura alla decrescita. Secondo l’economia aristotelica occorre ritornare ad un’economia fondata sull’etica. - Ristrutturare\ridistribuire: convertire la produzione, ridistribuire la terra, il lavoro e il reddito - Rilocalizzare: produrre localmente la maggior parte dei prodotti per soddisfare i bisogni del territorio; tornare all’autoproduzione. - Ridurre, riutilizzare e riciclare: riduzione della produzione e consumo di prodotti tossici tramite la soppressione di pubblicità; ridurre i trasporti e consumo di energia, tornare alla ferrovia e ai trasporti pubblici urbani; ridurre il consumo per ridurre rifiuti e sprechi; ridurre il tempo di lavoro; riciclare e riutilizzare. Economia del dono: si contrappone all’economia di mercato che invece si basa sul valore di scambio. È basata sull’analisi di società nei tempi passati considerate primitive in quanto comunità economicamente autosufficienti che si affidano all’economia mercantile solo per i pochi prodotti che riescono a produrre, scambiando o rivendendo le eccedenze. Economia classicaài beni e servizi hanno un valore determinato dai bisogni che riescono a soddisfare Valore di legame: legato alla capacità di beni e servizi, se donati, di creare e riprodurre relazioni sociali. Esiste un triangolo donare-ricevere-contraccambiare che non esiste nella carità. Il dono provoca un debito che stabilisce un vincolo tra donatore e ricevente e una tensione che mantiene in vita i rapporti. Banche nel tempo: tendono a spostare l’accento dallo scambio mercantile ad uno scambio non regolamentato e che prevede una sorta di moralità. Il lavoro si scambia con altro lavoro e non con capitale. I sistemi di scambio locale danno vita ad una nuova forma di socialità e di proporre un sistema alternativo all’economia commerciale. Il dono quindi si presenta come un dono ad estranei. Si creano comunità il cui obiettivo è condividere informazioni. I due valori maggiori di internet sono: cooperazione e condivisione. Alcune forme di scambio: Free software, Open source, File sharing,Forum, social network e blog.


Il concetto di economia del dono rapportato al mondo informatico è stato sempre molto forte. Esempi si hanno sia nei portali del web 1.0 che nei software open source del 2.0. In Facebook è presente una duplice forma di economia del dono: - La prima è a livello verticale master-user: gli utenti si iscrivono gratuitamente e tacitamente vengono accettate le pubblicità ed i banner. - La seconda è a livello orizzontale user-user: tutti gli scambi di contenuti di diversa forma che avviene tra gli utenti. Le comunità I legami acquisiscono valori perché più rari e difficili. L’epoca attuale ha distrutto completamente una seppur precaria sicurezza e un sistema minimo di certezze. Prevalgono le comunità estetiche. Gli utenti online si comportano spesso come consumatori, con rapporti mordi e fuggi, con legami poco densi e durevoli.


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