Danza&Danza n. 294 Settembre/Ottobre 2020

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© TOM J. JOHNSON

BIMESTRALE - N. 294 SETTEMBRE-OTTOBRE 2020 - ANNO XXXV - PRIMA PUBBLICAZIONE 27 AGOSTO 2020 - € 6,00 - POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, LO/BS

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CLAUDIA CASTELLUCCI

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FRANCESCA HAYWARD

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JÉRÔME BEL

mestieri della danza

MASSIMO MURRU

do nne di stile

ZIZI JEANMAIRE

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COPERTINA D’AUTORE Ernst Ludwig Kirchner, Totentanz Mary Wigman 1926, gesso nero e verde su carta, 37x47cm

Uno tra i molti disegni di Kirchner realizzati in sala prove guardando Mary Wigman creare la Totentanz. Il contatto tra Kirchner e Wigman avvenne grazie a un amico del pittore, lo storico dell’arte Will Grohmann, con il quale Kirchner soggiornò a Dresda. Wigman, come Kirchner in quel periodo, era alla ricerca di nuove forme di espressione libere dagli ideali accademici tradizionali. L’impatto con la danzatrice fu folgorante tanto che il pittore appunta: “Grande impressione oggi... È stato infinitamente stimolante disegnare i movimenti del corpo di Wigman; ne dipingerò grandi immagini”. Il celebre olio su tela Totentanz der Mary Wigman nascerà tra il 1926 e il 1928

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Reggio Emilia embre _ 15 novembre 2020 25 settembre dodicesima edizione one

www.iteatri.re.it i.re.it © Tom J. Johnson

S O M M A R I O COV E R S TO RY

Di lei sentiremo molto parlare nei prossimi anni: è la nuova luminosa stella del Royal Ballet. L’abbiamo incontrata.

© Pierre Planchenault

FRANCESCA HAYWARD

INCONTRI

CLAUDIA CASTELLUCCI DONNE DI STILE

www.muttley.eu

ZIZI JEANMAIRE

What really matters

Michel Godard • Nataša Mirkovic / Simone Rubino / Gandini Juggling / Dimitris Papaioannou / Simone Beneventi / O-Janà / Gabriele Marangoni / Walter Prati / Laura Faoro / Livia Rado / Alessandro Serra / Aterballetto • Johan Inger / Francesco Cafiso / Cristina Donà • Daniele Ninarello • Saverio Lanza / Filippo Andreatta • OHT / Fontana Mix • Collettivo In.Nova Fert / CollettivO CineticO • Alessandro Sciarroni / Sharon Eyal & Gai Behar / Giorgio Battistelli • Carmelo Rifici / T&M • Dmitri Kourliandski • Antoine Gindt / Alvin Curran • Muta Imago / Shaloma Locomotiva Orchestra 42+1 • Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini • Mirco Mariani • guests Paolo Fresu, Francesco Bianconi / mk • Michele Di Stefano / Marc Monnet • Arno Fabre / Ciro Longobardi / MMCDC • Maguy Marin • Thomas Noone • Michele Merola / Sonia Bergamasco • Emanuele Arciuli / Aterballetto • Diego Tortelli / Silvia Gribaudi / Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai • Tito Ceccherini • Maurizio Baglini / Hofesh Shechter Company • Shechter II Partner

Fondatori

con il sostegno di

È scomparsa il 17 luglio. Aveva 96 anni. Musa di Roland Petit, ballerina dell’Opéra de Paris, di Broadway e Hollywood, la sua vita e il suo stile sono leggenda.

Convertita allo studio del movimento ritmico, la nota drammaturga fondatrice della Sociètas, è il Leone d’Argento 2020 della Biennale Danza.

V I S T I DA V I C I N O

JÉRÔME BEL Riflessione sull’oggi, democraticità del corpo, identità e libertà: gli assiomi di Jérôme Bel, il coreografo ecologista che crea a distanza per non prendere l’aereo.


E D I T O R I A L E

S O M M A R I O

BLACKLIVESMATTER IN DANZA 06

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COVER STORY

FRANCESCA HAYWARD 14 LA “SAGRA” DI PINA BAUSCH IN SENEGAL 18 MTHUTHUZELI NOVEMBER

MESTIERI DELLA DANZA

MASSIMO MURRU 44 PENSIERO

CRITICO

56 BLOC

NOTES ESTERO

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SHOPPING_FITNESS_TIPS_LIBRI

CLAUDIA CASTELLUCCI

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DONNE DI STILE

VISTI DA VICINO

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JÉRÔME BEL

ZIZI JEANMAIRE CALENDARI

SETTEMBRENOVEMBRE

NOTES ITALIA

Mthuthuzeli November (© Camilla Greenwell); Laura Scarpini in “EDEN secondo Michele” al Teatro Comunale di Bolzano (© Andrea Macchia/Bolzano Danza 2020); Ecole des Sables nella “Sagra della primavera” di Pina Bausch

Fondato nel 1986 da Mario Bedendo

Direttore responsabile Maria Luisa Buzzi DNZmedia srl Piazzale Libia, 4 20135 Milano - Italia Tel. +39 02 58308433 redazione@danzaedanzaweb.com www.danzaedanzaweb.com

Hanno collaborato a questo numero Elisabetta Ceron Giuseppe Distefano Maggie Foyer Roberto Giambrone Francesca Pedroni Silvia Poletti Alma Torretta Sergio Trombetta Carmelo A. Zapparrata Progetto grafico Walter Almici Seguici su

In copertina Francesca Hayward in uno scatto di Tom J. Johnson

Siamo pronti? Cosa succede in Europa e oltreoceano? I terribili fatti di cronaca di questi ultimi mesi negli USA, oltre a indignarci, ci hanno spinti a una riflessione, anche sul piano artistico.

INCONTRI

22 BLOC

DA N Z A & DA N Z A

Il mondo della danza e del balletto italiano sembra poco coinvolto nel dibattito mondiale sulle uguali opportunità nei confronti dei danzatori di colore. Forse perché – ad oggi – non se ne annoverano ancora nei nostri Corpi di ballo. Ma la globalizzazione, la circolazione delle genti, l’ambizione artistica di danzare in quella o quell’altra compagnia del mondo, nonché la chance data dall’istituzione di concorsi/audizioni per l’ammissione di esterni non provenienti dalle scuole annesse ai Corpi di ballo potrebbero a breve cambiare le sorti anche nel nostro paese.

Calendari/Abbonamenti/ PR/Pubblicità Sara Prandoni ads@danzaedanzaweb.com tel. +39 328 7060717 Tipografia Color Art - Via Industriale, 24, 26 Rodengo Saiano (BS) Distribuzione per l’Italia MEPE - S.p.a. - Via Ettore Bugatti, 15 20142 Milano

Abbonamenti 6 numeri Italia € 30,00 6 numeri Estero € 60,00 Come abbonarsi www.danzaedanzaweb.com/ subscription Pagamento con carta di credito/PayPal o bonifico bancario Copie arretrate € 9,00 cad. Webdesign Monica Zanatta

Invasi i media e social network dal movimento #blacklivesmatter, con danzatori italiani in prima linea nel postare pagine all black a sostegno dei colleghi (come noi del resto) abbiamo pensato fosse giunto il momento di dedicare la cover story al tema per offrire alcuni spunti di riflessione. Abbiamo così incontrato la luminosa, e bellissima, stella del Royal Ballet Francesca Hayward le cui origini – la madre è kenyota e il padre britannico – la vedono in prima linea nell’impegno verso l’uguaglianza parallelamente alla costante ascesa nel gotha del balletto mondiale. La riflessione si estende poi al rapporto di molti coreografi del continente africano con il ‘nostro’ repertorio, a volte ricostruito oppure ‘riscritto’ con originalità. A partire da Dada Masilo che di riletture di classici se ne intende, ora in procinto di debuttare con una nuova versione della stravinskiana Sagra della primavera. Ma soprattutto a seguito della visione di un’altra Sagra, quella di Pina Bausch, ormai un ‘classico’ nel repertorio delle maggiori compagnie del mondo, proposta dal digital stage del Sadler’s Wells durante il lockdown nell’interpretazione degli ammalianti danzatori dell’Ecole des Sables di Germaine Acogny nel deserto del Senegal. L’argomento, naturalmente, non si esaurisce nelle poche pagine che seguono. Rimane da articolare una riflessione su come il repertorio ottocentesco e del secolo scorso possa adattarsi alla società multiracial di oggi senza che nessuno si senta offeso, o non riconosciuto, da ciò che fu pensato in epoche diverse, tra topoi romantici di rêverie, esotismo nonché entusiasmi colonialistici. Un discorso appena accennato nel numero scorso nella nostra intervista con Federico Bonelli, colto e perspicace Principal del Royal Ballet, il quale auspicava una maggior attenzione nel repertorio ballettistico contemporaneo verso temi d’attualità, integrazione e minoranze, per costruire ‘nuove fiabe’ al fine di avvicinare al balletto un pubblico più ampio e giovane. Per questo abbiamo voluto presentarvi

danzaedanza_magazine Danza & Danza Danza & Danza

Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa n. 4377 del 28/09/1993 Tribunale di Milano n. 526 del 2/11/1985

Chiuso in redazione il 18/08/2020

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Mthuthuzeli November, giovanissimo astro sudafricano della coreografia UK sempre più sulla cresta dell’onda, che di nuove ‘fiabe’, alcune dal risvolto amaro, se ne intende, come testimonia il suo Ingoma creato per il Ballet Black di cui fa parte, o il suo assolo creato per Precious Adams dell’English National Ballet. “Figlio di Mandela”, come si dichiara, non ha conosciuto l’apartheid (è nato nel 1993) ma, altre discriminazioni che ora, con la sua arte, e il suo successo, si impegna a cancellare. La sua mission: scardinare ogni resistenza al fatto che ‘non essere di pelle bianca’ significhi ‘non essere adatti alla danza classica’. Dato certo è che il colore della pelle non ha fermato l’ascesa di molti ballerini di incommensurabile talento. A partire dal divo cubano Carlos Acosta, seppur con i travagli di inizio carriera raccontati nel suo recente film Yuli: danza e libertà, o da Eric Underwood, americano di colore che dal Dance Theater of Harlem all’American Ballet Theatre è approdato al Royal Ballet nel 2006 i cui ruoli in lavori di McGregor e Wheeldon sono negli annali. Oggi al Royal di Londra c’è il portoghese Marcelino Sambé, ballerino classico dalle non canoniche proporzioni eccelso in virtuosismo e a Monaco di Baviera Osiel Gouneo, Principal cubano sempre pronto a mostrare le sue abilità nei Gala mondiali, reduce da uno struggente Onegin di Cranko danzato da protagonista. All’English National Ballet, da Guest artist, spicca l’americano dalla figura scultorea Brooklyn Mack, che in questi mesi sui social non si è certo risparmiato nelle grida di dolore in difesa dei fratelli neri, mentre sul fronte femminile è approdata in Europa la giovane Michaela DePrince, ballerina sierraleonese naturalizzata statunitense segnalatasi al Dance Theater of Harlem ed ora Solista al Dutch National Ballet, nonché ambasciatrice di buona volontà presso l’organizzazione olandese War Child e autrice del bestseller autobiografico Taking Flight. Anche il Wiener Staatsballett ha la sua perla nera: la Solista Rebecca Horner, rimasta in minoranza da quando la Principal Nikisha Fogo, metà giamaicana e metà svedese, ha deciso di volare oltreoceano per unirsi al San Francisco Ballet. E poi c’è lei, la veterana dell’attivismo, autrice di ben due autobiografie sulla sua vita, annoverata tra le 100 persone più influenti d’America da Time magazine: Misty Copeland, Principal dell’American Ballet Theatre osannata in ogni angolo del pianeta, ballerina mediatica attraverso cui si è globalizzato il messaggio lanciato da Lauren Anderson diversi anni prima. Lei la prima afroamericana a raggiungere la vetta della gerarchia in una compagnia di balletto nel 1990. Per giunta allo Houston Ballet, nel superconservatore Stato del Texas. E senza dubbio nulla sarebbe stato possibile senza gli sforzi pionieristici di Arthur Mitchell, ballerino, coreografo, insegnante, lungimirante fondatore nel 1969 del Dance Theater of Harlem, la prima compagnia di danza classica afroamericana. Maria Luisa Buzzi

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