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BIMESTRALE - N. 291 MARZO APRILE 2020 - ANNO XXXV - PRIMA PUBBLICAZIONE 27 FEBBRAIO 2020 - € 6,00 - POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, LO/BS

© YASUKO KAGEYAMA

cover sto ry

ELEONORA ABBAGNATO

inco nt r i

HANS VAN MANEN o r iz zo n t i

JULIANO NUNES

visti da v icino

SILVIA GRIBAUDI

dire t to r i allo sp ecch io

CARLOS ACOSTA

c ult ura

YOSHITO OHNO

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Abbagnato in “Sylvia“ di John Neumeier (© Icare/OnP)

S O M M A R I O COV E R S TO RY

ELEONORA ABBAGNATO Etoile e direttrice, Abbagnato è al giro di boa. L’attendono l’Adieu all’Opéra de Paris e nuove sfide al Teatro dell’Opera di cui affronta il quarto anno di direzione.

D I R E T TO R I A L LO S P ECC H I O

CARLOS ACOSTA Entusiasmo, coraggio e passione. Gli ingredienti con cui trasformare il Birmingham Royal Ballet. E continuare il sogno di Acosta Danza. C U LT U R A

YOSHITO OHNO Erede dei due padri fondatori del butoh, è scomparso lo scorso gennaio. Lo ricordiamo percorrendo la sua variegata parabola artistica.

© Lukan Göbel

V I S T I DA V I C I N O

INCONTRI

HANS VAN MANEN

SILVIA GRIBAUDI Profondità e ironia, in lei vivono i contrasti. Nuovi progetti e un’intensa tournée la attendono.

Yoshito Ohno - © Nourit Masson Sekine

Padre fondatore della coreografia olandese, lo abbiamo incontrato alla Scala in occasione della Serata a lui dedicata.


S O M M A R I O

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60 BLOC

COVER STORY

ELEONORA ABBAGNATO

NOTES ESTERO

15 BLOC

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CULTURA

YOSHITO OHNO

NOTES ITALIA 68

CALENDARI

MARZO-MAGGIO 38

DIRETTORI ALLO SPECCHIO

CARLOS ACOSTA 44 PENSIERO

CRITICO ITALIA 54 PENSIERO

CRITICO ESTERO 22

INCONTRI

HANS VAN MANEN 30

A sinistra,Hans van Manen in prova con Nicoletta Manni e Claudio Coviello al Teatro alla Scala per “Sarcasmen“ (© Brescia-Amisano). In alto, Het Nationale Ballet in “Frida“ di Annabelle Lopez Ochoa (© Hans Gerritsen). Barokthegreat in “Ghost“ (© Rolf Arnold)

ORIZZONTI

JULIANO NUNES 34

VISTI DA VICINO

SILVIA GRIBAUDI

DA N Z A & DA N Z A Fondato nel 1986 da Mario Bedendo

Direttore responsabile Maria Luisa Buzzi DNZmedia srl Piazzale Libia, 4 20135 Milano - Italia Tel. +39 02 58308433 redazione@danzaedanzaweb.com www.danzaedanzaweb.com

In copertina Eleonora Abbagnato, “In the Night“ di Jerome Robbins (© Yasuko Kageyama)

Hanno collaborato a questo numero Elena Cervellati Giuseppe Distefano Maggie Foyer Francesca Pedroni Silvia Poletti Alma Torretta Sergio Trombetta Carmelo A. Zapparrata Progetto grafico Walter Almici

Calendari/Abbonamenti/ PR/Pubblicità Sara Prandoni ads@danzaedanzaweb.com tel. +39 328 7060717 App Danzadove app@danzadove.com Tipografia Color Art - Via Industriale, 24, 26 Rodengo Saiano (BS) Distribuzione per l’Italia MEPE - S.p.a. - Via Ettore Bugatti, 15 20142 Milano

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E D I T O R I A L E

LA GUERRA ‘GIUSTA’ DEL POLITICAMENTE CORRETTO Il mondo del teatro non è immune dagli scandali e dai j’accuse. Anzi. Le cronache negli ultimi tempi sono state in fermento e con loro tutta l’orda dei nuovi opinionisti generati dall’era digitale (e dai socials). Sull’onda planetaria del movimento MeToo e dello scandalo Weinstein, anche la nicchia dei danzerecci si è scatenata. Moltiplicate nell’ultimo anno le accuse di molestie sessuali, atti discriminatori, atteggiamenti poco consoni, bullismo, eccetera eccetera. Nessuno immune al di là e al di qua dell’Oceano: Corpi di ballo, Scuole, coreografi e autori contemporanei. Un risveglio collettivo e una gogna mediatica intorno a temi di cui in altri tempi si taceva? Non si fraintenda: la denuncia di comportamenti illeciti è giusta e doverosa. Non vogliamo assumere in questa sede alcun atteggiamento assolutorio, soltanto riflettere sui confini del politically correct e sull’eco mediatica – e le sue conseguenze – prima che la giustizia faccia il proprio corso: condanni o assolva gli imputati. Rinfreschiamo la memoria su alcuni casi eclatanti accaduti nell’ultimo anno e mezzo: Jan Fabre è stato accusato da alcuni performers e stagisti di abusi e molestie sessuali (prima attraverso una lettera di ammonimento con venti firmatari, poi per vie legali). La procura di Anversa sta ancora indagando. Liam Scarlett, coreografo residente del Royal Ballet dal 2012, è stato sospeso nell’agosto 2019 con effetto immediato per un’accusa di cattiva condotta sessuale, ricatti e bullismo nei confronti degli studenti della Royal Ballet School. È in corso un’investigazione disciplinare interna. Giunto a sentenza, con assoluzione e reintegro, invece, il caso Zachary Catazaro e Amar Ramasar, i Principals del New York City Ballet licenziati in tronco per diffusione di foto osé delle colleghe. Catazaro ha rinunciato al reintegro, scegliendo la strada da freelance, Amar è tornato in compagnia. Prima ancora ci fu il caso Peter Martins, sempre al New York City Ballet, rimosso dall’incarico di direttore artistico per accuse di molestie sessuali e abusi fisici e verbali, di cui ancora negli States si discute e si scrive. Altro terremoto, di tutt’altra natura, quello lionese di Yorgos Loukos, licenziato in tronco (a sei mesi dal pensionamento) dal Cda del Ballet de l’Opéra, di cui è stato direttore per trent’anni. Motivo? Atteggiamenti discriminatori nei confronti di una danzatrice di 35 anni, Karline Marion, a cui non ha rinnovato il contratto al rientro dalla maternità (Marion, con un contratto quinquennale a tempo determinato, al rientro dalla maternità avrebbe automaticamente ottenuto quello a tempo indeterminato). La decisione della Corte d’appello (“comportamento discriminatorio”) non sarà revocabile, ma il licenziamento da parte del Cda potrebbe essere rivisto. La maggioranza dei danzatori e delle maestranze del Teatro è con Loukos, sostenuta da alcuni coreografi – Maguy Marin, Jiri Kylian, Mats Ek, Lucinda Childs – che hanno minacciato di ritirare le loro opere dal repertorio della compagnia se il caso non venisse ridiscusso. Con loro sono firmatari del documento anche Sylvie Guillem, Isabelle Huppert, Dominque Mercy, Brigitte Lefèvre, Guy Darmet, Didier Descamps. Seguiremo gli sviluppi. Situazioni molto diverse tra loro, indubbiamente. Da non sottovalutare. Ma non è tutto. Ferve il dibattito – nel mondo anglosassone principalmente, ma ora anche francese – sulla modalità di rappresentazione delle danze arabe e cinesi in Schiaccianoci e di quella dei negretti in Bayadère, balletto esotico nato in clima coloniale, che si vorrebbe privare della foggia originale, con i bambini non truccati di nero per la danse des négrillons, in onore del politicamente corretto (il “négrillonsgate“ scoppiò con Benjamin Millepied, quando da direttore dell’Opéra de Paris nel riallestimento della Bayadère di Nureyev cambiò il nome della danza in questione in “danse des enfants“). A noi è capitato di recente di dover correggere un programma di sala nel quale in riferimento alla figura di Alvin Ailey si definiva “black dance“ il filone di influenza del suo stile. Ci è stato richiesto di rimuovere la definizione. Ma come? Non era l’intento di Ailey, nel 1958, quando fondò la sua compagnia, di dare spazio a danzatori di colore per rivendicare la propria presenza, bravura e cultura? Non si spiegherebbe altrimenti il capolavoro Revelations, manifesto dell’Alvin Ailey Dance Theatre e dell’Ailey II ancora oggi. Perché negare la storia? La storia offende? Semmai insegna. La riflessione è aperta. Interessante a proposito la posizione dello scrittore Raffaele Alberto Ventura nel suo ultimo libro La guerra di tutti. Populismo, terrore e crisi della società liberale sulla ‘degenerazione’ del politicamente corretto. “In principio – scrive Ventura – il Politicamente Corretto non era per niente una brutta idea ma cinque secoli più tardi, tuttavia, le cose hanno iniziato a degenerare e il politicamente corretto è diventato un incubo. Non soltanto delimita degli spazi in cui sembra ormai impossibile dire alcunché (ad esempio i cosiddetti safe spaces delle università americane) ma per giunta fallisce nella sua funzione primaria: invece di pacificare, fornisce nuovi e infiniti pretesti di conflitto. Individuando aggressioni e microaggressioni dietro ogni scambio comunicativo, il Politicamente Corretto ha finito per diventare una teoria della ‘guerra giusta’ alla portata di chiunque“. Maria Luisa Buzzi

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C O V E R

S T O R Y

UN BILANCIO AL QUARTO ANNO DI DIREZIONE DEL BALLETTO DELL’OPERA DI ROMA E L’ADDIO ALLE SCENE PARIGINE

ELEONORA ABBAGNATO Una guerriera a Roma

di Sergio Trombetta Etoile e direttrice. Eleonora Abbagnato è al giro di boa. A Roma, dopo il primo triennio di direzione del Corpo di ballo, è incominciato il primo anno del nuovo incarico triennale. A Parigi sta per concludersi la sua avventura da étoile dell’Opéra con la serata di addio prevista il 18 maggio (vedi box). Viso angelico, capelli biondi, allure di una modella, la ballerina palermitana è una donna determinata.

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Danza&Danza n. 291 Marzo/Aprile 2020  

Etoile e direttrice, Eleonora Abbagnato è al giro di boa. In procinto di dare l’addio alle scene dell’Opéra de Paris, progetta il suo quarto...

Danza&Danza n. 291 Marzo/Aprile 2020  

Etoile e direttrice, Eleonora Abbagnato è al giro di boa. In procinto di dare l’addio alle scene dell’Opéra de Paris, progetta il suo quarto...

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