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PADOVA Periodico di Sport e Cultura del Calcio Padova

Anno III_N. 2

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Uno sguardo positivo sul presente e sul futuro

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n questo periodo dell’anno si è soliti stilare bilanci e guardarsi dentro per interrogarsi sul proprio operato.

Sportivamente, il nostro bilancio lo tireremo a fine campionato, ma quello che si è visto finora non può non renderci soddisfatti. Dopo la delusione per l’uscita dai playoff con l’Albinoleffe ci siamo rialzati, rimodellando la squadra insieme al Dg Zamuner e a mister Bisoli per cercare di essere di nuovo protagonisti del campionato di serie C. Il mercato e qualche buona operazione di marketing come il Padova Store ci hanno riavvicinati alla piazza portando allo stadio 500 abbonati in più. Come ha spesso sottolineato il mister, la battuta d’arresto di Renate ci ha impartito una lezione importante e da lì è partita la corsa che ci ha portato a festeggiare il titolo di campioni d’inverno. Nella storia ultracentenaria del Padova questa situazione si è verificata quattro volte. Tutto questo non deve essere ridotto a normalità, si tratta fino ad ora di un cammino eccezionale che va goduto con l’entusiasmo che merita. Senza superficialità o voli pindarici, ma nemmeno con disillusione o con la paura che tutto finisca da un momento all’altro. I tifosi biancoscudati dicono spesso di se stessi che hanno sofferto tanto, ora per loro è arrivato il momento di essere orgogliosi di stare accanto a questo grup-

po. La loro passione Roberto è la nostra benzina. Bonetto Sappiamo che la stagione è lunga, abbiamo capito che nessuno ci regalerà niente e qualche “trappola” nel girone di ritorno potremo trovarla. Ma sappiamo anche che chi scenderà in campo contro di noi si troverà di fronte una squadra che non regala niente e scende in campo per onorare la nostra maglia. La Società, nel frattempo, si è rinforzata con l’ingresso di un nuovo socio e anche questa novità deve essere registrata con soddisfazione perchè dietro ad una squadra vincente c’è sempre una società solida e che lavora in armonia. Joseph Oughourlian è un manager di livello internazionale e una persona appassionata di calcio come noi, porterà know how, nuovi contatti e energia al nostro progetto. Godiamoci il presente, quindi, e guardiamo con ottimismo al nostro futuro. Buone Feste, forza Padova!

Onore, Orgoglio e Rispetto

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portivi Padovani, tifosi del glorioso Calcio Padova, Auguri! Auguri di tutto cuore per le festività natalizie e per un nuovo anno ricco di soddisfazioni, gioie e, soprattutto, buona salute a voi e a tutte le vostre famiglie. È un Onore essere tifosi del Padova, lo è sempre stato anche nei momenti meno felici di adesso, ora ancora di più è un Orgoglio esserlo in questa fantastica cavalcata verso la cadetteria, la categoria, almeno per il momento, più consona al prestigio di una città meravigliosa come Padova. Il Rispetto, per i protagonisti, per il lavoro di tutta la società e ovviamente per gli avversari, è fondamentale per la nostra reputazione. Troppe volte ci rendiamo protagonisti, per eccesso di passione, nel denigrare le squadre che incontriamo. La nostra forza, la nostra voce, il nostro impegno deve essere dedicato al sostegno dei nostri colori senza offendere l’avversario di turno. In questa rivista parliamo del Calcio Padova, di sport e cultura Padovana, parliamo di Padovanità con Onore, con Orgoglio, nel rispetto di tutti.

Ferruccio Ruzzante

Non dimentichiamocelo. Detto ciò, godiamoci il nostro nuovo numero ricco di curiosità e notizie interessanti. A partire dall’articolo di Francesco Jori che continua a raccontarci la storia della nostra città: siamo arrivati al 1200, anno dell’inizio della costruzione del Palazzo della Ragione, uno dei simboli di Padova. I nostri mitici Donà e Vinci ricordano il paròn Nereo Rocco, ognuno a modo proprio: il “vecchio” rimembrando le sue “manie” e il “giovane” le sue “tattiche gastronomiche”. Il prode Candotti intervista i giovani virgulti Marcandello e Cisco che hanno fatto il loro ingresso nella squadra quest’anno. Il buon Ferrati, invece, ci stupirà raccontandoci la storia di una squadra “quasi perfetta”. Dante Piotto, invece, continua nella sua attività di “caccia al giocatore scomparso” che, in questo caso, è Xavier Hochstrasser. Come sempre, si ride un bel po’ con i Biancoscoppiati e la “bronsa” Remigio. E infine, tantissime news sul calcio A5, sul calcio femminile e l’ottimo settore giovanile. Buona lettura e…auguri a tutti! 3

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Jorate Padovane

Quella sì che era autonomia… La Padova del Duecento, un Comune con gli attributi

Articolo di Francesco Jori

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eferendum? Non ce n’era bisogno. C’è stata una lunga e luminosa stagione, nella storia di Padova, in cui la città la sua autonomia se l’è presa da sola; e alla grande. È il 1215 quando vengono varati gli Statuti comunali, che contengono precisi paletti contro lo strapotere dei nobili e delle famiglie ricche: vi compare, per la prima volta in Italia, il termine “magnate”, che sta a indicare chi appartiene ai ceti più elevati. L’organizzazione della vita pubblica ha ormai raggiunto una complessità tale, da rendere necessaria la

"non aver io mai conosciuto popolo sì costumato e cortese" costruzione di una sede adeguata: lo spazio viene identificato tra le attuali piazze delle Erbe e della Frutta, a due passi dalla Cattedrale. I lavori iniziano tra il 1218 e il 1219, dando vita a un Palazzo che diventerà il luogo simbolico in cui ha casa la giustizia, o la Ragione: da cui il nome giunto fino ai giorni nostri. La struttura è già in gran parte quella che vediamo oggi, anche se l’assetto definitivo arriverà quasi un secolo dopo, tra il 1306 e il 1309: quando fra Giovanni degli Eremitani innalzerà le mura perimetrali di circa sei metri, chiudendo la sommità dell’edificio con una volta lignea a doppia calotta. Vi trovano sede le magistrature del governo cittadino e gli uffici curiali; vi si tengono le solenni assemblee pubbliche che anticipano gli odierni consigli comunali. Il Palazzo diventa il punto di riferimento della vita urbana: in esso convergono quotidianamente gli interessi di centinaia di persone e decine di figure professionali diverse. Nell’area centrale delle odierne piazze PADOVA MAGAZINE

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sorgono inoltre altri importanti edifici pubblici: il palazzo del Podestà, quello del Consiglio, quello degli Anziani. La zona circostante si popola ben presto di quel variopinto mondo di artigiani e bottegai che con poche varianti caratterizzerà per secoli, di fatto fino ai nostri giorni, il tipico mondo delle piazze: frutta, verdure, salumi, formaggi, animali vivi e morti animano un mercato cittadino in cui tra la gente comune si mescolano prestatori di denaro, mediatori e affaristi di ogni genere. Di fatto, il primo centro commerciale della storia. Per chi non rispetta le regole, nel pubblico edificio c’è la “pietra del vituperio”, sulla quale il commerciante fallito e non più in grado di saldare i debiti deve sedersi per tre volte in mutande (da cui il celebre detto “restare in braghe di tela”), pronunciando la frase “cedo bonis”, come dire rinuncio ai miei beni, prima di venire espulso dalla città: non potrà rientrarvi se non dopo aver raggiunto un accordo con i creditori. Sulla parete esterna, accanto al volto della Corda, vengono scolpite le misure standard, per evitare truffe e contestazioni: il ”brazzolaro” per misurare le stoffe, lo staio-tipo per il grano, i campioni standard cui devono uniformarsi te-

Basilica Santa Giustina


gole e mattoni. Ai falsi testimoni viene tagliato il naso. Nei quattro quartieri in cui si articola la vita cittadina (Duomo, Torricelle, Altinate e Ponte Molino) si viene definendo una precisa organizzazione sociale: dal livello rionale in cui periodiche assemblee di capifamiglia discutono i problemi comuni, a quello di categorie economiche che si organizzano in corporazioni di mestieri (le odierne associazioni di categoria…) dotate di ampia autonomia interna e di notevole influenza esterna, vere e proprie lobby dell’epoca. È una città dove si vive bene, a giudicare dall’autorevole testimonianza di un tipo raffinato come l’imperatore Federico II, che tra gennaio e aprile 1239 è ospite del monastero di Santa Giustina: parlando dei padovani con l’abate Arnaldo, gli confida di “non aver io mai conosciuto popolo sì costumato e cortese”. Quanto alla rappresentanza politica, si articola in un doppio livello: il Grande Consiglio costituito da 400 membri, e il Consiglio Minore ristretto a 40. È una stagione dinamica anche sotto il profilo di quelle che oggi chiameremmo le grandi opere. Tra il 1189 e il 1201 viene realizzata una vera e propria idrovia di una ventina di chilometri (altro che la grande incompiuta di oggi…), il Canale Battaglia, che unisce Padova con Monselice; da lì in avanti, nel territorio provinciale in meno di un secolo vengono scavati circa 600 canali di scolo delle acque superficiali, regolati da leggi specifiche e sorvegliati da appositi magistrati, per un’estensione complessiva di 1.100 chilometri lineari. E tra il 1195 e il 1210 viene eretta la cinta delle antiche mura, per un’estensione di poco meno di 4 chilometri, con 19 porte di cui oggi rimangono la Altinate e la Molino. Padova si conquista uno spazio di primo piano in Veneto, riuscendo a farsi riconoscere un

ruolo di protettorato nei confronti di Vicenza e Bassano, ma anche mettendosi in rotta di collisione con Verona, dove la leadership è passata in mano ai Della Scala: lo scontro è inevitabile, ma ci vorrà ancora qualche decennio prima che esploda. Intanto si consolidano i rapporti economici con la vicina Venezia, ormai assurta a un ruolo di primo piano. Politicamente, la città rappresenta un punto di riferimento dell’area guelfa di quello che oggi chiameremmo il Nordest, stringendo legami con Treviso e con il Friuli, e a sud oltrepassando la linea dell’Adige con l’acquisizione di Lendinara e Badia, in Polesine. A questo dinamismo ne corrisponde uno interno sul piano urbanistico, con un forte rinnovamento del volto urbano: i principali ponti (dal Bassanello ai Graìssi, dai Tadi al San Giovanni delle Navi) vengono rifatti in pietra, vengono selciate strade e piazze, al legno si sostituiscono i laterizi, anche a seguito dell’ennesimo violento incendio che nel 1290 causa pesanti danni specie nell’area delle piazze centrali. E pure la popolazione comincia a crescere in modo significativo, grazie al richiamo esercitato tra la gente del contado dal benessere raggiunto dalla città, e dalle occasioni di lavoro e di crescita che questo consente. Così un po’ alla volta si viene consolidando una nuova e dinamica borghesia.

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Articolo di Alberto Zuccato

UNDICI CAMPIONI DEL MONDO alla festa del Coni a Stra

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alone del Tiepolo a villa Pisani, a Stra, stracolmo in occasione di “Sport veneto in festa”, organizzato dal Coni regionale per premiare sportivi, dirigenti e tecnici. Tra questi, undici atleti che nel 2017 hanno vinto un titolo mondiale. Si tratta dei padovani Daniel Morandin, nel pattinaggio solo dance, Asja Maregotto, vincitrice di due titoli (assoluti e Under 23) nel canottaggio, Marco Galiazzo, nel tiro con l’arco, Beatrice Tornatore nella ginnastica artistica e Simone Martini nel canottaggio. Campioni del mondo anche i bellunesi Alba De Silvestro (sci) e Gianluca Perego (vela), i veneziani Carlotta Pra e Enrico Coccato (kickboxing) e Cesare Bressan (vela) e l’amazzone veronese, Anna Cavallaro. “Ancora una volta – ha detto il presidente del Coni, Gianfranco Bardelle – lo sport veneto non ha tradito le attese.

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PARTNER D’ECCELLENZA DEI PROFESSIONISTI DELLA CUCINA "ANCORA UNA VOLTA, lo sport veneto non ha tradito le attese. Da noi ci sono passione, tradizione, competenza, entusiasmo e cultura sportiva".

Nel corso della cerimonia, sono inoltre stati conferiti riconoscimenti per una vita dedicata allo sport a Vittorio Cogo (rugby), Gianni Testa (vela), Gianfranco Vanni (pattinaggio), per la solidarietà (alla memoria) a don Andrea Giacomelli e a Stefano Danieli. Il premio sport e scuola è andato a Piergiovanni Ambretti, quelli per il giornalismo a Tina Ruggeri e Paolo Terragin e un premio speciale alla Reyer Venezia, campione d’Italia di basket.

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Da noi ci sono passione, tradizione, competenza, entusiasmo e cultura sportiva. Voglio ringraziare non solo questi campioni, ma tutti i ragazzi che sono arrivati quarti a Senigallia al trofeo nazionale Coni, i loro tecnici, i dirigenti, i genitori, e tutti i volontari che sottraggono tempo alle famiglie e che con il loro lavoro permettono di praticare lo sport. Questa festa, in un salone tanto prestigioso, vuole essere il ringraziamento del Coni e mio personale per tutti loro”.

Da oltre 45 anni Sirman supporta i migliori professionisti della cucina con un’ampia e innovativa gamma di attrezzature pensate specificatamente per le esigenze della ristorazione moderna e della distribuzione organizzata, nel segno di un’eccellenza tutta Made in Italy.

Presenti alla festa del Coni, il sindaco di Stra, Caterina Cacciavillani e l’assessore regionale allo Sport, Cristiano Corazzari, che si è complimentato con Bardelle per l’alto livello dello sport veneto, per l’attenzione che c’è nei riguardi dell’attività di base e che ha promesso che la Regione – grazie alla nuova apposita legge approvata l’anno scorso - effettuerà investimenti sia per l’impiantistica che per aiutare le società.

Nella foto da sx: Caterina Cacciavillani, Gianfranco Bardelle, Daniel Morandin, Cristiano Corazzari

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ORARI DI APERTURA lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato 10:00 - 12:30 domenica -

16:00 - 19:30 16:00 - 19:30 16:00 - 19:30 16:00 - 19:30 16:00 - 19:30 -

Padova Store A Natale regalati il Padova!

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etti il Padova sotto l’albero. In questi giorni il Padova Store è a disposizione di tutti i tifosi che vorranno colorare di biancoscudato le loro festività. Il negozio di via Roma trabocca di fantastiche idee regalo: giubbotti invernali, felpe, k-way, tute di rappresentanza, tutto griffato Kappa. E poi, gadget imperdibili come gli occhiali da sole, il plaid, la pashmina, le spillette, le touch pen o le confezioni personalizzate di Caffè Diemme, linea in edizione limitata Patavinitas, e le scarpe Australian. E per chi proprio non sa cosa regalare, ci sono le Gift card da 50 o da 100 euro con le quali chi le riceve potrà acquistare ciò che vuole!

Massimo Candotti

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da sinistra a destra: Azzini, Moro, Rocco, Scagnellato, Pin e Blason

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Un’abitudine che si trasformò presto in autentico rituale: messa alle 9.30, pranzo (sempre da Cavalca) alle 11, poi partenza direzione Appiani. IL TUTTO NATURALMENTE A PIEDI....

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l nostro secondo appuntamento “Fuori dal campo” con Nereo Rocco ci conduce direttamente nelle suggestive vie del centro storico, teatro di alcuni tra i più curiosi episodi dell’esperienza biancoscudata del tecnico triestino. A Padova, infatti, il paròn diventò presto di casa. Non era raro vederlo chiacchierare con i tifosi nelle piazze, ancor meno notarlo troneggiare all’ingresso del suo “quartier generale” d’elezione: la trattoria “Cavalca” di via Daniele Manin. Così facendo – come anticipato nello scorso numero – riuscì anche a organizzare un’efficiente rete di informatori pronti a metterlo al corrente di ogni movimento sospetto dei suoi giocatori. E più volte gli capitò di ricevere la soffiata giusta. Un sabato sera, ad esempio, Rocco convinse capitan Scagnellato a seguirlo attorno alla mezzanotte in via del Santo. «Vien con mi che li bechèmo!», gli disse.“Lello” inizialmente non capì. Ma quando sentì provenire da una finestra aperta le voci di alcuni compagni che giocavano a carte, tutto si fece più chiaro. «Io e Rocco ci guardammo lì sotto in silenzio per dieci buoni minuti», raccontò. «Non riuscivo a capire che intenzioni avesse, ma a ogni minuto che passava le vene del suo collo si facevano sempre più gonfie. A un certo punto si sentì una risata, il paròn alzò gli occhi e vide uscire dalla finestra una nuvola di fumo. Ti resta qua, mi vado su e li copo tuti quanti, mi disse.


Il metodo Rocco, seconda parte: I riti del Paròn

Lo presi per il braccio al secondo gradino. Ed ebbi la sensazione che non aspettasse altro. Noi domani vinciamo – lo rassicurai – poi ci penso io, da capitano». E così accadde. Infatti il martedì successivo, al momento di distribuire i soldi del premio partita, Scagnellato comunicò al gruppetto dei colpevoli: «Il vostro premio è congelato, lo metto da parte. Il perché lo dovreste sapere». Nessuno fiatò. Era un rapporto collaudato, quello tra il panzer e il paròn. I due si completavano: l’uno pacato, l’altro sanguigno. L’uno leader in campo, l’altro in panchina. Pare sia stato proprio il devoto Scagnellato a suggerire a Rocco di portare la squadra al Santo la domenica mattina, a poche ore dalle gare interne. Un’abitudine che si trasformò presto in autentico rituale: messa alle 9.30, pranzo (sempre da Cavalca) alle 11, poi partenza direzione Appiani. Il tutto naturalmente a piedi, in compagnia dei numerosi appassionati che non mancavano mai di attorniare la comitiva biancoscudata. Scene di un calcio ormai scomparso, ma senz’altro rimasto vivo nei ricordi di chi, all’epoca, ebbe la fortuna di assaporarlo da ragazzino; di chi magari ancora oggi, a distanza di tanti anni, non smette di emozionarsi per i colori della propria squadra del cuore.

Articolo di Alessandro Vinci

Nereo Rocco

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studioverde.it

Orari e giorni disputa prossimi incontri in calendario ufficializzati dalla Lega Pro: 2° giornata rit: A.J. Fano - Padova Coppa Italia Padova - Vicenza 3° giornata: riposo 4° giornata: Vicenza - Padova

S I S T E M I I N T E G R AT I

5°giornata: Padova - Samben. tese 6° giornata: Santarcangelo - Padova 7° giornata: Padova - Ravenna

Venerdì 29/12/17

h. 14.30

Sabato 13/1/18

h. 14.30

Sabato 20/1/2018 Sabato 27/1/2018

h. 20.30

Sabato 3/2/2018

h. 16.30

Sabato 10/2/2018

h. 14.30

Sabato 17/2/2018

h. 18.30

Avviso

PER L’AUTOMAZIONE

C A N C E L L I • P O R TO N I DA G A R AG E • B A R R I E R E TA P P A R E L L E • T E N D E D A S O L E E S E R R A N D E

La società del calcio padova comunica che sono a disposizione dei diretti interessati, presso la sede allo stadio euganeo, gli originali delle TDT “Supporter Card – Lega Pro” emesse dal 2016 al novembre 2017 in fase di sottoscrizione o rinnovo dell’abbonamento. Le tessere in giacenza sono circa 650 e possono essere ritirate dagli intestatari o da terzi con delega dello stesso intestatario (copia del documento d’identità). Questi gli orari dell’ufficio biglietteria per il ritiro: Mattino: dal lunedì al venerdì: dalle 10.00 alle 12.00 Pomeriggio: solo su appuntamento: dalle 15.30 alle 18.30 N.B. Non si effettuano consegne nei giorni in cui sono previste gare ufficiali della prima squadra.

Info. 329-1058424 - Uff: biglietteria www.onautomation.com PADOVA MAGAZINE

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Curiosità

Per pochi? Noi speriamo per molti!

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ell’ultimo “Padova Magazine” abbiamo scritto che sulle 3.556 sottoscrizioni 388 erano di abbonate donne, pertanto per differenza i maschi sono arrivati ad un totale di 3.168 tessere.

Di questi appassionati tifosi 37 assistono alla partita dalla Tribuna d’Onore, 203 nei due settori Poltrone, 267 nel settore Ovest Family con figli e moglie, 568 in Tribuna Ovest, 1.044 in Tribuna Est e per finire 1.049 in Tribuna Fattori Segnaliamo che il più giovane maschio abbonato è nato nel giugno del 2013 e siede nel settore Ovest Family con il papà, mentre il più vecchio (per gli uomini si può dire), che è venuto alla luce nel 1926, vede le partite dalla Tribuna Est in fila 1 la più alta e distante dal terreno di gioco, senz’altro un segnale questo di ottima vista. (complimenti) Tra gli abbonati l’anno con più nati è il 1971 con 92, seguito dal 1975 con 83 e in terza posizione il 1973 con 81 nati. Quindi riepilogando i 3.168 uomini abbonati, vanno dai 4 anni (due) Alessio e Matteo, alla bella età di 91 anni (uno) Ennio.

Stop ai numeri per oggi, guardate la partita e risuoni sempre forte da tutti i settori dello stadio il grido di: forza padova……...!!!

Articolo di Fernando Zanetto

Continuiamo con le statistiche, suddividendo il sesso forte per fasce d’età: sono

con il

329

10,39 %

290 448 755 506

9,15 % 14,14 % 23,83 % 15,97 %

840

26,52 %

dai...ai anni nati dal...al 1998 al 2013 4 ai 19 Under 20 20 ai 29 1988 al 1997 30 ai 39 1978 al 1987 40 ai 49 1968 al 1977 50 ai 59 1958 al 1967 1957 al 1926 60 ai 91 Over 60

TOT. 3.168

100,00 %

NB: Nel prossimo“Padova Magazine”numeri e statistiche sugli abbonati della Tribuna Fattori.

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L’ntervista doppia

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ambe in spalla e pedalare. In questa prima parte del campionato stanno vivendo il sogno di ogni ragazzo padovano, vestire la maglia della prima squadra biancoscudata e giocare all’Euganeo davanti a cinquemila loro concittadini. Davide Marcandella, 20 anni di Mestrino e Andrea Cisco, 19 anni di Altichiero, sono due piacevoli sorprese del Padova di quest’anno. Inseriti in rosa dal Dg Zamuner e seguiti con occhio attento da mister Bisoli, sgobbano per poter continuare a sognare. Gli abbiamo fatto qualche domanda per farveli conoscere meglio.

Articolo di Massimo Candotti

Davide Marcandella

Nome: Davide. Cognome: Marcandella. Soprannome: Marca, The Marks. Padovano di? Di Mestrino. Famigliari: mamma Marzia, papà Francesco e due sorelle. Titolo di studio: ragioniere. Da piccolo cosa sognavi di diventare? Volevo fare l’attore! Qual’è la frase che ti dice più spesso mister Bisoli? “SVEGLIA MARCANDELLAAA, LA FAVOLA È FINITA, IL LUPO TI HA MANGIATO” . Il tuo maggior difetto come calciatore: devo migliorare la resistenza, mi stanco troppo presto Quale qualità ruberesti all’altro: il tiro in scivolata di sinistro :-))) A parte gli scherzi, mi piacerebbe avere il suo scatto. Qual’è la prima cosa che metti in borsa quando vai in trasferta? Il pigiama.

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Piatto preferito: le lasagne di mamma Marzia, non c’è gara. Film o serie Tv preferiti: Narcos, su Netflix. Cantante o genere musicale preferito: Claudio Baglioni. Giocatore preferito: sono due, Iniesta e Zambataro. Cosa significa per te giocare nella squadra della tua città? Un’emozione grandissima, sempre. Hai la morosa? E come no, ne ho due! Cosa ti piace della tua città? Può sembrare scontato ma dico Prato della Valle, bellissimo. Vacanze al mare con gli amici o in montagna con la morosa? Per forza…al mare con gli amici. Fifa o Pes? Call of Duty, ma se devo scegliere dico Fifa. Qual è la squadra più forte del mondo? Il Manchester City.


...stanno vivendo il sogno di ogni ragazzo padovano, vestire la maglia della prima squadra biancoscudata...

Andrea Cisco

Nome: Andrea. Cognome: Cisco. Soprannome: Mago Ciscus. Padovano di? Di Altichiero. Famigliari: mamma Emanuela, papà Paolo e sorella Irene. Titolo di studio: Geometra. Da piccolo cosa sognavi di diventare? Ho sempre voluto fare il calciatore, ma come lavoro il fisioterapista mi piacerebbe. Qual’è la frase che ti dice più spesso mister Bisoli? Ultimamente “BASTA USCIRE CON I PROCURATORI!” Il tuo maggior difetto come calciatore: Non ho ancora uno stacco aereo sufficiente. Quale qualità ruberesti all’altro? il fisicone :-))) A parte gli scherzi, dico il suo tiro di destro.

Qual’è la prima cosa che metti in borsa quando vai in trasferta? Il caricabatterie del cellulare. Piatto preferito: la pizza patatosa! Film o serie Tv preferiti: Doctor House. Cantante o genere musicale preferito: hip hop in tutte le salse, sia Italiano che internazionale. Giocatore preferito: Cristiano Ronaldo, il più forte di tutti. Cosa significa per te giocare nella squadra della tua città: è un sogno che si avvera, un onore. Hai la morosa? No. Un posto che ti piace della tua città? Piazza Garibaldi, per lo struscio. Vacanze al mare con gli amici o in montagna con la morosa? Eh, anch’io per forza al mare con gli amici! Fifa o Pes? Fifa. Qual è la squadra più forte del mondo? Il Real Madrid

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Aziende Biancoscudate

Verona - www.everywheretravel.it

Everywhere

Una nuova sede, un nuovo spazio eventi, una nuova app.

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meet with taste

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a società veronese, ormai famosa in tutto il territorio nazionale, punta in alto, legata alla tradizione ma proiettata nel futuro Era il 1981 quando, a Verona, Everywhere inaugurava ufficialmente la sua attività, ponendosi ben presto come agenzia viaggi di riferimento per la realtà scaligera. Impegno, dedizione e soprattutto tanta passione hanno poi portato la società a spiccare il volo e a specializzarsi nell’organizzazione di eventi e congressi, soprattutto medico-scientifici, guadagnando un eccellente posizionamento e un’ottima reputazione a livello nazionale nel settore, dimostrando che con un team esperto, competente e motivato si può arrivare davvero ovunque. Sono molti i progetti e le iniziative che l’azienda ha gestito con grande successo in questi anni. Tra i più recenti il Congresso nazionale G.I. BIS. (Gruppo Italiano per lo Studio dei Bisfosfonati), tenutosi all’interno del palacongressi di Rimini dal 10 al 12 maggio scorso, a cui hanno partecipato reumatologi, ortopedici, internisti e molti altri professionisti sanitari provenienti da tutta Italia. Everywhere, che svolge anche l’attività di segreteria per le Società Scientifiche che lo richiedono, dal luglio 2017 si è trasferita in una nuova e prestigiosa sede: la splendida Villa Brasavola de Massa. La location, situata nel cuore

di Verona, si adatta perfettamente allo spirito sofisticato ma confortevole e accogliente della società. In più, per garantire sempre il meglio ai propri clienti, Everywhere ha recentemente riservato all’interno della propria struttura, un nuovo spazio destinato a meeting, seminari e simposi di ogni genere: la Green Hall, una sala versatile che, grazie a diverse tipologie di allestimento, può ospitare fino a 55 posti a sedere. Le attività di Everywhere non si fermano qui: l’ultima novità è la business unit For Two, frutto di un attento e approfondito lavoro e di significativi investimenti tecnologici. Si tratta di un’app innovativa che, attraverso inviti a cena in rinomati ristoranti convenzionati, offre l’occasione di passare una piacevole serata in compagnia e, perché no, incontrare la propria anima gemella. 17

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Te ricordito? Episodio 2

Xavier Hochstrasser

Articolo di Dante Piotto

Xavier Hochstrasser: "Più forte di Morrone"

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e parliamo di “meteore” biancoscudate non è difficile andare a pescare nei primi anni dopo il 2010 quando molti acquisti esotici o mediaticamente appetitosi riscuotevano successi e letture sui neonati siti di informazione calcistica padovana. La storia che andiamo a rispolverare oggi è quella di un giovane centrocampista svizzero arrivato all’Ombra del Santo un po’ casualmente: Xavier Hochstrasser è l’esempio di calciatore di belle speranze che giunge nel campionato italiano e, per una serie concatenata di eventi e situazioni, ne rimane scottato tanto da doverne ridimensionare la carriera. Xavier Hochstrasser nasce ad Onex, nel Cantone di Ginevra, il 1° Luglio del 1988. Muove i primi passi da calciatore proprio nella squadra della sua città e nel Étoile Carouge. L’esordio importante arriva a Ginevra nel 2005-2006, quando mette a segno 2 reti in 26 presenze con la maglia del Servette. A 18 anni viene prelevato dallo Young Boys e

per tutto il mercato invernale Stefano Morrone, Roberto Guana ed il nazionale svizzero del Palermo Pajtim Kasami. Quando Kasami sceglie di trasferirsi al Fulham, il ds biancoscudato, notando che Atalanta e Napoli non vanno a fondo nella trattativa, decide di virare le sue attenzioni sul suo compagno di Nazionale Hochstrasser, concludendo l’operazione direttamente con lo Young Boys dopo l’ok di De Franceschi e Crovari. Non è ancora l’epoca per i calciatori di comunicare su facebook, instagram o twitter, così Xavier rilascia la sua prima intervista da giocatore del Padova attraverso il suo sito web personale: “Avevo già avuto contatti con alcuni club durante l’inverno, poi improvvisamente è arrivata l’offerta del Padova. Ma così è il calcio, può cambiare tutto da un momento all’altro”. Proprio così, da un giorno all’altro: il Calcio Padova nella Serie B 2010-2011 è una squadra che ambisce alla promozione in Serie A e costruita da Foschi e Calori in estate sui vari Succi, Di Gennaro, Vantaggiato ed un gio-

“Morrone è più vecchio e Hochstrasser dimostrerà di essere meglio, è motivato ed ha il futuro davanti.

Hochstrasser e Foschi

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la sua carriera prende il volo: 4 stagioni e mezzo, 123 presenze e 12 gol, in una squadra che vince per ben tre volte il Campionato Svizzero. Xavier a Berna riesce a segnare anche un gol nei preliminari di Champions League al Tottenham, ma cosa ancor più importante viene convocato con la Nazionale svizzera Under 19, Under 20 e Under 21. Hochstrasser è un centrocampista che predilige la posizione di centrale, un corridore che dà alla squadra dinamismo e movimento. Gioca sia a destra in un centrocampo a tre, sia come esterno in un centrocampo a quattro. Il giocatore a cui si ispira è Rino Gattuso, ma rispetto al neo tecnico del Milan, Xavier non disprezza gli inserimenti in avanti dando il suo contributo in fatto di assist e gol. Il destino di“Zaza”(questo il suo soprannome) e del Padova si incrociano nel finire del 2010: Rino Foschi insegue 18

Xavier Hochstrasser al Padova

vane El Shaarawy, ma che per infortuni vari si ritroverà a gennaio a dover cambiare assetto con l’arrivo di Ardemagni e De Paula. Hochstrasser vuole fortemente provare l’esperienza del campionato italiano dopo 4 anni e mezzo a Berna. Ha studiato per 3 anni l’italiano, ma non conosce molto di Padova e della sua squadra, fatta eccezione per le


ambizioni di rilancio della società e per la presenza a soli 50 chilometri di Venezia. Sorprendente risulta il passaggio dall’orbita Champions League alla serie B italiana:“Giocatori come Behrami e Padalino mi hanno suggerito di accettare questo trasferimento. Non mi spaventa affatto giocare in serie B. Il Padova ha un’opzione per il mio riscatto a giugno, farò di tutto per convincerli ad acquistarmi a titolo definitivo”.

Maglia al Padova

L’arrivo in Italia non è però da cartolina. Trova il suo numero di maglia fortunato, il 22, già occupato, virando sul numero 30, ma tenendo per scaramanzia le motivazioni coperte da stretto riserbo. Nella conferenza stampa di presentazione Foschi sbotta contro un giornalista: “Morrone è più vecchio e Hochstrasser dimostrerà di essere meglio, è motivato ed ha il futuro davanti. Abbiamo rimediato agli infortuni prendendo il meglio che c’era sul mercato e siamo un punto dai playoff!” Zaza abita ad Abano con la fidanzata, si trova bene in città, ma rispetto alla Svizzera rimane da subito impressionato per la pressione mediatica. Deve entrare in punta di piedi nello scacchiere di Mister Calori, il 31 gennaio 2011 fa il suo esordio contro l’Albinoleffe sostituendo Gallozzi, ma il Padova non gira. Calori non lo utilizza fino a marzo, quando i biancoscudati crollano a Cittadella, con successivo esonero del mister. Con l’avvento di Mister Dal Canto lo svizzero subentra dalla panchina nelle vittorie contro Pescara e gioca da titolare contro Portogruaro e a Frosinone. Nel 4-1 nel derby contro il Vicenza sfiora pure il quinto gol nei minuti finali. Hochstrasser è però troppo spesso distratto dalla Nazionale: la Svizzera Under 21 vince in Qatar e Arabia Saudita con lui in campo, ma a tenere banco ci sono le polemiche che pervengono a Padova da oltre confine. Il ct dell’Under 21 svizzera Pierluigi Tami è contrariato con i biancoscudati ed in particolar modo con Mister Calori (che in precedenza aveva sottolineato le presunte “carenze tattiche” del giocatore), indignandosi per “l’impiego tattico sconsiderato”, arrivando a scrivere alla Federazione Elvetica di tutelare il ragazzo in quanto prossimo titolare negli Europei di categoria. La realtà vede però Hochstrasser limitato dalla differenza di preparazione atletica (il campionato svizzero è infatti appena terminato) e dal-

la paura di perdere il posto in Nazionale. Nonostante tutte le difficoltà, il centrocampista viene convocato dal ct Tami per gli Europei in Danimarca e si prende la sua rivincita giocando da titolare, al posto di Xhaka, la semifinale vinta sulla Repubblica Ceca ai supplementari. Ma la Svizzera si spegne sul più bello e perde la finale dell’Europeo Under 21 contro la fortissima Spagna. Dopo l’ottima prestazione in semifinale, Xavier non gioca nemmeno un minuto della finale e vede svanire il sogno. Paradossalmente anche il Padova si spegne proprio sul più bello: dopo una leggendaria cavalcata, si ferma infatti nella finale playoff di Novara il sogno di tornare in Serie A. Xavier Hochstrasser non è che divenuto una comparsa a Padova e l’ultima volta che viene visto è con un sacco nero mentre svuota il suo armadietto di Bresseo. La sua esperienza italiana si conclude con meno di 10 presenze all’attivo e un amore che non è mai sbocciato. Nel giugno 2011 torna in Svizzera e firma un contratto di quattro stagioni con il Lucerna di Murat e Hakan Yakin. Il ritorno di Xavier in patria è sfavillante, e dopo 8 giornate alla Swissporarena si respira aria di vetta, davanti a Thun e Sion. A Lucerna il giocatore ritrova fiducia e continuità, la squadra arriverà in finale di Coppa di Svizzera e 2° in campionato. Riconquista la Nazionale Under 23 per le Olimpiadi 2012, terminate con le sconfitte con Messico, Corea del Sud ed il pareggio con il Gabon. Al Lucerna rimane fino al termine del contratto, trovando forse la sua dimensione. Nel 2014-2015 passa al Losanna (casacca che due anni dopo verrà vestita anche dall’ex biancoscudato Diniz), ma dopo una stagione deludente sceglie di trasferirsi al Le Mont. Nel 2016 altro cambio di maglia, questa volta ad accoglierlo c’è lo Stade Nyonnais, i giallo-neri canarini di Nyon che due anni prima avevano visto transitare un altro ex biancoscudato elvetico proprio di Ginevra, Alban Ramadani (8 presenze in Lega Pro nel 2015/2016). A 29 anni la carriera di Xavier Hochstrasser assume i connotati del viale del tramonto anticipato, visto che nel 2017 torna a vestire la maglia del FC Onex, lontano dal professionismo, con la squadra da dove è iniziata la sua carriera insieme al fratello Steve. Oggi che il suo sito personale non è più online, Zaza utilizza il suo account di instagram per raccontare la sua vita, condivisa con la sua nuova fidanzata spagnola e dove spesso ripercorre le tappe più belle di una carriera soddisfacente, ma forse illusoria. Mai un cenno alla sua gita italiana di 6 mesi all’Ombra del Santo, esperienza che sicuramente lo ha segnato in negativo.

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Hochstrasser Lucerna

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A TUTTO DERBY! La stagione del Padova vedrà ben 4 derby (3 geografici ed uno...ad honorem!): alla biancoscoppiata scoperta dei nostri avversari, sempre con la massima serietà!

Articolo di Ampelio Padovan, Lisa Cilender Reschiglian

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ICENZA

Vicenza (in italiano), Vicensa (alla veneta), Vaicienza (alla americana) e WC (in lingua internazionale) è capoluogo veneto nonché il cinquantunesimo stato americano, grazie alla presenza della caserma Ederle. La città conta più o meno 120mila abitanti, 400mila colombi -talvolta afflitti da dissenteria-, 50mila cani e, strano ma vero, 0 gatti. Non essendoci felini, Vicenza è infestata da topi con la passione per il ballo (il famoso TIP TOP).

I vicentini, come tutti i veneti del resto, sono famosi per essere un popolo di grandi lavoratori ma anche di grandi credenti La storia di questa città è movimentata: ha visto alternarsi nei secoli gli Unni, gli Altri, i Barbari, i Visi goti (de vin), Napoleone (non tutto, Bonaparte!), quelli di Linea Verde e i No Dal Molin... insomma tutta gente tranquilla. I vicentini, come tutti i veneti del resto, sono famosi per essere un popolo di grandi lavoratori ma anche di grandi credenti: durante la dominazione spagnola, per propiziare la stagione calcistica, si rivolsero alla Madonna spagnola, dedicandole un monte: la famosa Madonna di monte Iberico. L'attività economica principale è la ristorazione: i vicentini sono degli ottimi ristogattori. Il piatto principale, come tutti ormai ben sanno, è il gatto: la specialità il "baccalà mantegatto". Ma parliamo di calcio... si, è una battuta.

La squadra del Vicenza nasce nel 1902 da padre Noaro e mamma ignota. La sua bacheca può vantare uno scudetto sfiorato nel ‘78 (nel senso che incrociarono i vincitori della Juve all’autogrill), una Coppa dell'Amicizia Italo-francese nel '61, una Uhrencup (dev'essere un esame rettale) nel '65, mentre negli anni ’90 abbiamo una Coppa Italia (vinta contro gli Ammogliati) e una semifinale di Coppa delle Coppe. E poi circa 85 anni di buio cosmico tra serie B, C1, C2, C3, che non c’è… ma questa è un'altra canzone. Fra i principali personaggi sportivi passati per Vicenza ricordiamo: Paolo LaneRossi, Eddy Baggio, Asinandro Dal Canto, Trevor Trevisan e soprattutto Gatton Gattoni, mascotte e vero presidente della Società. A dispetto del nome è in realtà un pesce, spesso ripesgatto, dando lustro a quella tradizione tutta locale di rimanere nel campionato appena giocato nonostante la retrocessione sul campo. Attualmente squadra e società navigano in cattive acque: del resto si sa che il Bacchiglione è inquinato.

TRIESTINA Città malinconica e un po' depressa: questa è TRI(e)STE. Sta sul Carso, a tanta gente eh. La prima cosa che viene in mente nominando Trieste è la bora: un fenomeno meteorologico che in Italia viene comunemente chiamato VENTO ma che lì tira più di Lapo ad un coca party. La sua squadra di calcio, visto l'andazzo degli ultimi anni, è chiamata Tristina. La sua quasi centenaria e gloriosa storia è un mix fra Beautiful e le avventure di Willy il Coyote, piena di colpi di scena e decisamente sfigata. Ricordiamo un tale Mehmeti, sconosciuto presunto miliardario svizzero-kossovaro-napoletano-e forse anche maceratese-bresciano che, con incomprensibili frasi e giri di parole contribuisce ad una

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I Biancoscoppiati

gestione disastrosa della società (chiamasi Penocchio style). Passata successivamente (dopo una partita a poker al casinò di Kraniska Gora finita male) nelle mani del magnate Pontrelli (dove magnate stava per "anca questo se MAGNA fora tutto"), è stata rifondata nel 2016 con paletta e secchiello. In compenso i nostri avversari possono fregiarsi di un signor stadio, il "Rocco" -una magnifica opera d'arte che qui sogniamo di notte- pensate uno dei pochi impianti in cui Vantaggiato è sembrato... un giocatore di calcio. Ora è gestita da Milanese, perché amante della cotoletta. Ne mangia a quintalate però capita ‘sta roba strana che ingrassa solo sulla testa... ha la testa grossssissssima cheavacca. L’attuale rosa (dei venti, ma anche dei trenta e dei quaranta) è composta da giocatori per lo più sconosciuti anche alle loro famiglie (ricordiamo l’intramontabile telecronista Pizzul, il più acclamato da Trump Arma e i playboy della riviera carsica Porcari/Troiani) e dall’allenatore Sannino, che ci chiediamo come mai non abbia ancora preso il posto di Ventura in panchina. Al parco. A dar da mangiare ai piccioni. La nostra e la loro storia sono, comunque, inevitabilmente intrecciate nella figura mitica di Rocco. Quanti film porno. Quante occhiaie.

MESTRE STORIA : nasce nel 1927 da un manipolo di operai intenti ad asfaltare la tangenziale (da qui le divise arancioni), ma viene rifondata (sopra depositi di scorie radioattive) più volte con colate di cemento provenienti da Mogliano Veneto. Pare comunque che sia la vera squadra di Venezia. SPONSOR: “Erenenergia”,“Herenscioulders” (cit.) STADIO: se noi abbiamo un cesso, loro una Baracca. PRESIDENTE: Aldo Serena. ALLENATORE: "ma che bei capelli Mauro Ziro Ziro Zironelli" (filastrocca cantata) ROSA : arancione. Che accostamento di merda! È piena di ex biancoscudati e padovani: Favaro, sua maestà selfie Perna, Neto Pereira, Marco Beccaro, Zecco Zecchin e Sodinha. In realtà quest'ultimo non è un ex ma ce lo porteremmo fuori a sprisss una sera. Basta che paghi lui altrimenti sono cazzi.

BASSANO DEL GRAPPA È un casino: solo a metterci piede siamo ogni volta ubriachi e quindi non sappiamo dirvi di più. Ah, si, che vi ha sede lo sponsor tecnico del calcio Padova: la famosa Robe di Grappa.

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ASD CALCIO VENETO FOR DISABLE ONLUS:

“Vogliamo promuovere il calcio tra i ragazzi disabili” “L’ASD Calcio Veneto For Disable Onlus è un’associazione sportiva senza finalità di lucro che cerca di avvicinare alla pratica sportiva, in particolare al calcio, bambini e ragazzi, dai sei anni in su, colpiti da handicap fisici”. Articolo di Massimiliano Ferrati

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e parole sono di Daniele Zotti, segretario della Onlus che ha sede legale a Camposampiero e il cui presidente è Simone Pajaro. “Il nostro scopo – esordisce il segretario - è quello di divulgare in modo capillare la disciplina sportiva del calcio a 5 e a 7 anche ad atleti con disabilità fisica. Riteniamo, infatti, che il calcio, che è uno sport molto conosciuto, possa consentire ai giovani colpiti da handicap fisici, anche gravi, di integrarsi con gli atleti normodotati e superare le barriere morali e culturali che ne rallentano la crescita, come già sta avvenendo in altri Paesi europei. Il calcio per disabili è praticato in Italia da alcune squadre ed è una pratica sportiva in crescita. In particolare, il calcio a 7 per disabili è riconosciuto dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e dall’IPC (Intenational Paralimpic Commitee), ed è stato presente alle recenti Paralimpiadi di Rio 2016”.

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“La nostra associazione è nata nel 2014 con la pratica del calcio a 5 – ricorda Zotti – In questi anni, abbiamo partecipato a numerose manifestazioni sportive, raccogliendo volentieri gli inviti che ci sono stati rivolti, con lo scopo di avvicinare al calcio sempre più atleti disabili. Siamo, altresì, presenti in diverse scuole del territorio, cercando di divulgare tra gli studenti la nostra mission”.


Sport Solidale

“Perseguiamo i valori dell'amicizia, dello spirito di squadra e dal sano agonismo – sottolinea Daniele Zotti - con particolare attenzione alle tematiche del divertimento e dell’integrazione tra ragazzi con disabilità e normodotati. Siamo la prima realtà sportiva in Veneto nella disciplina del calcio per disabili fisici, di qualsiasi età, che abbiano voglia di mettersi in gioco. Da quest’anno, abbiamo dato vita a una scuola calcio per bambini dai 6 ai 14 anni. Tutto il nostro lavoro, il nostro impegno, è racchiuso in un semplice messaggio, che è un po’ anche il nostro slogan: praticare il calcio e fare sport si può!… al di là degli handicap fisici”. “Ci alleniamo due volte alla settimana, all’Arcella – spiega il segretario dell’ASD calcio for disabile – per poi cercare di ben figurare durante le partite, dato che teniamo molto anche all’aspetto prettamente agonistico. Con orgoglio, ricordo la grande impresa realizzata dai nostri giocatori ‘senior’ (di età compresa tra i 16 e i 30 anni) che si sono classificati al secondo posto al torneo internazionale che si è svolto a San Marino lo scorso mese di settembre. L'evento ha visto la partecipazione di 15 squadre provenienti da molte città europee. Dopo aver disputato un ottimo girone di qualificazione, in semifinale abbiamo superato il Liechtenstein per poi arrenderci in finale, ma solo di misura, alla fortissima nazionale della Repubblica Ceca”. “Dal 8 al 10 dicembre 2017 – informa Zotti – presso il palazzetto dello sport di Lissaro, a Mestrino, si è disputata la quarta edizione del Torneo di Calcio a 5 per disabili fisici/

ipovedenti, in collaborazione con l'INAIL Regione Veneto. Diversamente dalle precedenti tre edizioni, che hanno visto la partecipazione di solo quattro squadre, quest’anno si sono iscritte ben otto compagini, di cui tre internazionali: ASD Calcio Veneto FD - ASD Futsal TV - Rapp. Venezia FD - S.O. Monaco - Pinerolo FD - Liverpool Conty, San Marino e ASD Fuorigioco. Sono stati coinvolti un centinaio di atleti colpiti da diversi tipi di disabilità”. “Ringrazio il Calcio Padova – tiene a evidenziare l’esponente dell’ASD Calcio Veneto - perché è sempre vicino alla nostra realtà. L’anno scorso, alla terza edizione del torneo, sono intervenuti l’ex presidente Bergamin e il preparatore dei portieri Adriano Zancopè. Inoltre, l’ex allenatore delle Giovanili del Padova, Lucio Zanin, svolge attività di volontariato per il nostro sodalizio, allenando i ragazzi disabili. E l’ex capitano biancoscudato Damiano Longhi ci ha fatto visita in occasione della seconda edizione della manifestazione”. “Ricordo – conclude Daniele Zotti – che gli sportivi e i tifosi del Calcio Padova possono sostenere l'ASD Calcio Veneto for disabile donando materiale sportivo e palloni, oppure facendo una donazione in denaro o sottoscrivendo una sponsorizzazione. Perché lo scopo che perseguiamo è nobile e importante: aiutare tanti giovani disabili a giocare a calcio, uno degli sport più belli! Potete scrivere alla nostra email: veneto@calciovenetofd.it o visitare il nostro sito internet: www.calciovenetofd.it Riusciamo a finanziare le nostre attività anche con i contributi a cui accediamo grazie alla partecipazione a progetti di carattere sociale e sportivo, come quello promosso dalla Regione Veneto per sostenere la pratica sportiva per atleti disabili”.

Siamo la prima realtà sportiva in Veneto nella disciplina del calcio per disabili fisici, di qualsiasi età, che abbiano voglia di mettersi in gioco

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Avanti con fiducia! Articolo di Dimitri Canello

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on so come andrà a finire l'avventura del Padova che sprinta a fine novembre in testa alla classifica scavando già un piccolo solco rispetto alla concorrenza. La sfera di cristallo non la possiedo e il campionato è lungo, i precedenti di squadre che hanno dilapidato anche vantaggi più ampi sono molto freschi e tirare il freno non è scaramanzia ma saggio cinismo da pallone. Basti pensare all'Alessandria della passata stagione che è riuscita nell'impresa alla rovescia di vedere polverizzati dieci punti di gap sulla Cremonese, facendosi scavalcare e rimontare proprio sul traguardo finale. Quest'anno, però, ci sono tutte le premesse perché il Padova possa andare lontano e quantomeno essere lì a giocarsela fino all'ultima giornata. Innanzitutto si è scelto finalmente Pierpaolo Bisoli un allenatore di primo livello, scacciando via i fastidiosi ronzii di chi, evidentemente, non conosceva le realtà in cui Pierpaolo Bisoli si era cimentato negli anni precedenti. A Vicenza, in particolare, era stato l'ultimo dei colpevoli della retrocessione, ma quando dietro le quinte la macchina

Quest'anno, però, ci sono tutte le premesse perché il Padova possa andare lontano del fango è sempre in azione sappiamo per esperienza diretta di solito come va a finire: valori tecnici azzerati e tutto il resto a prendere spazio in vetrina mentre la squadra affonda. Oltre all'allenatore c'è la società: organigramma chiaro, rispetto delle competenze e dei ruoli, ognuno decide per la parte che gli compete.

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Giusto aver confermato Giorgio Zamuner sul ponte di comando perché conosce i giocatori e la categoria, ha un equilibrio che in questa città fa bene e perché è riuscito a dare continuità a quanto fatto l'anno scorso. Sul mercato, almeno per il momento, la promozione va data a pieni voti, con appena qualche piccola sfumatura che, eventualmente, potrà essere corretta a gennaio. E poi all'ultimo piano del palazzo, nella stanza dei bottoni, il presidente Roberto Bonetto, accolto da uno scetticismo per certi versi poco comprensibile e che, almeno sinora, sta facendo egregiamente quello che gli era stato chiesto. Prendendosi responsabilità precise e imparando anche dagli errori commessi. Prima del giro di boa di inizio dicembre il Padova era in vetta con 32 punti, sei in più rispetto al Renate e otto punti in più rispetto ad Albinoleffe e Pordenone, che peraltro ha una partita in più rispetto ai biancoscudati, i biancoscudati corrono e sono la lepre del girone B. Un evento che non accadeva da dieci anni, dal lontano ottobre 2007 quando il biancoscudo allora guidato da Ezio Rossi, sconfisse il Lecco e s'insediò al comando della graduatoria. Una sensazione strana, quasi inedita, considerato che nella propria storia il Padova raramente ha comandato le danze e che spesso ha conquistato promozioni attraverso gli spareggi. Insomma, con un centrocampo a cinque stelle, una difesa che ha ritrovato antichi equilibri e un attacco che ha trovato in Alessandro Capello il suo uomo-copertina e in Davide Marcandella e Andrea Cisco i giovani che finalmente emergono dopo anni di buio pesto dal vivaio, questo Padova potrebbe finalmente aver trovato la quadratura del cerchio. Usiamo il condizionale perchè la prudenza a queste latitudini non è mai troppa. Ma avanti con fiducia, in mezzo alle nebbie decembrine ma con una lanterna in mano che fa luce. Eccome se fa luce.


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BAE PERSE - Ciàcoe, s-ciantìsi e fregoe varie

Tifosi vegani Articolo di Remigio Ruzzante (Beolco)

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a ‘na recente indagine sue abitudini dei tifosi ze saltà fora che, nei ultimi ani, i ze senpre de più i vegetariani-vegani. Sarà parchè carne e pesse i costa assè, sarà parchè ghe ze, ogni tanto,‘na pestilensa che ciàpa i animài, ma se difonde senpre più, par moda o par necessità, l’èssare “vegetariàn” o oncora mejo “vegàn”. Ma cossa ze che vol dire èssare “Vegetariano”? A ze ‘na antichissima paroea indiàna che voe dire esatamente:”Caciatore bon da gnente”. Éssare vegetariàn, par mi, a ze ‘na condissiòn ghe go eredità. Me pare el gera un gran caciatòre però vegetariàn, el ‘ndava pai boschi e el ghe sparàva ai funghi. Mi me considero un vegetariàn de secondo livèo. Magno solo che animài vegetariàni: vache, càvare, polastri, gaìne, faraòne, coneji… Me nono, poarèto, me disèva senpre: “Se a pansèta cresesse sui albari, sarìa anca mi vegetariàn”. Bisogna dire che desso, so deventà, un vegetariàn un fià confuso. Me piase in particolare e verdure tipo, carciofi e cardi. Solo a poènta e el mais, noi soporto più. Insòma, come dise el filosofo vegetariàn: “Mejo cardi che mais”. Me fiolo, ghe skersa sora, el dise: “Popà mi no vujo saverghene dèe tose vegàne, parche, secondo mi, e te pianta senpre. I vegàni ze considerà da tanta zente come ‘na setta, i vien discriminà. Ghe ze chi che proprio noi poe vèdare e i ghe fa parfìn canpagne publicitarie catìve contro, co tanto de slogan rassìsti: “Vuto salvàre ‘na pianta? Magna un vegàno!”. Mi a go a sfortuna de vère casa ‘na mujère che oltre che èssare, a paròe, vegetariana, vegàna

e a dièta perène, a ga, anca, poca voja de fare da magnàre, “Par no sporcàre a cusìna” a dise. Beh ‘staltra sera a me fa, strucàndome de ocio:“Amore, a go pensà stasera, de ‘ndare in tratorìa che i fa un menù vegetariàn”.“Va ben, e cossa fai?”. "Ghe ze vedèo tonàto, vedèo in crosta e ròsto de vedèo…”“E cossa ghe ze de vegetariàn? “El vedèo!”. “E, par finire a sèna, ghe ze el dolse preferito dai vegetariàni: el milefoglie”. Anca mi me so convinto che a roba mejo par seguire, sensa sgaràre, ‘na dieta vegetariana, ze farghe magnàre l’erba ala vàca e po’, magnàrse a vàca. E ze proprio robe esageràte: secondo i vegetariani quèi che copa i animài e i magna a so carne i ze pì portà a copàre i propri simili. E tanto par canbiare se ghe mete de mezo anca la televisiòn e la inventa raquànti programi dove che se parla de cusìna, de piàti inpossibili e de roba da magnàre telegenica, fàta solo che par la telèvisiòn e par chel publico che tra problemi de linèa, de salute e de scarsèa ormai i magna solo che coi oci. E no tuti poe deventare vegetariani cussì, dal dito al fato. Par butàrse solo sue verdure bisogna anca avere un bel conto in banca, parchè desso ghe ze i ravanèi e i bisi che i vàe pì dei rubini e dei smeraldi. El ze deventà un problema sociale e anca el pàroco in cèsa, dal pulpito, el ne ga amonìo: “Insòma, basta coi piaceri dela carne! Fasèmo godere anca e verdure!”. Dopo tuta sta discussiòn ala fine me so quasi convinto anca mi, ma ghe ze oncora tanti dubi che me ròzega el sarvèo, par esenpio : “ I vegetariani se reincarnei?!”.

Ma cossa ze che vol dire èssare “Vegetariano”? A ze ‘na antichissima paroea indiàna che voe dire esatamente: ”Caciatore bon da gnente”

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Statistiche:

i massimi e i minimi ”Il Padova nel girone B della Serie C 20172018 sta affrontando 17 diverse avversarie. Ecco, unitamente alla posizione del Padova, un confronto fra 10 massimi e minimi calcistici e geografici che le caratterizzano:

SPONSOR E FORNITORE UFFICIALE CALCIO PADOVA PRODUTTORE E DISTRIBUTORE MERCHANDISING KAPPA CALCIO PADOVA

1) PER QUANTITà TITOLI NAZIONALI E INTERNAZIONALI Massimo: Vicenza con 5 titoli Minimo: Mestre-Fano-Teramo-Gubbio-Feralpisalò-Santarcangelo-Sudtirol e Renate con 0 titoli Padova 5°: 1 titolo (Coppa Italia di Serie C 1979/1980) 2) PER QUANTITà ANNI DI MILITANZA IN TERZA SERIE PROFESSIONISTICA, ATTUALE SERIE C: Massimo: Ravenna e Reggiana con 44 Campionati disputati Minimo: Santarcangelo e Renate con 4 Campionati disputati Padova 5°: 28 Campionati disputati 3) Per anno di prima fondazione Massimo: Vicenza fondato nel 1902 Minimo: Feralpisalò fondato nel 2009 Padova 3°: fondato nel 1910

www.calciopadovastore.it

Non fartele scappare sotto l’albero... VIA MARCO POLO, 19/A ALBIGNASEGO “ CENTRO EUROPA” Tel. 0498724114

4) Per capienza stadio Massimo: Padova 1°, stadio "Euganeo": 32420 spettatori, al secondo posto Triestina, Stadio Nereo Rocco: 28565 spettatori Minimo: Santarcangelo stadio "Valentino Mazzola": 2064 spettatori 5) Per MEDIA SPETTATORI IN CASA 2017-2018 (dati aggiornati a tutto il 04.12.2017) Massimo: Vicenza con 6842 spettatori a partita Minimo: Renate con 423 spettatori a partita Padova 3°: 5278 spettatori a partita 6) Per QUANTITà ABBONATI 2017-2018: Massimo: Vicenza con 6155 abbonati Minimo: Renate con 70 abbonati Padova 3°: 3555 abbonati 7) PER POPOLAZIONE COMUNALE DELLA CITTà: Massimo: Ravenna con 654 km quadrati Minimo: Renate con 3 km quadrati Padova 8°: 93 km quadrati 8) PER ALTITUDINE DELLA CITTA' SUL LIVELLO DEL MARE: Massimo: Gubbio con 522 metri s.l.m. Minimo: Trieste con 2 metri s.l.m. Padova 13°: 12 metri s.l.m. 9) Per altitudine sul livello del mare 1. Gubbio con 522 metri s.l.m. Livorno con 3 metri s.l.m. Padova: 12 metri s.l.m. 10) Per distanza in linea d’aria da Padova Massimo: Teramo con 339 km Minimo: Mestre con 30 km N.B.: in tutte le statistiche geografiche per la squadra dell'AlbinoleLeffe sono state prese in esame le città di Albino e Leffe, mentre per la squadra del FeralpiSalò le città di Lonato del Garda e Salò.

Articolo di Stefano Fassina

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Il Padova Cavalca la serie A Nel segno di Rocco a tavola Articolo di Paolo Donà

L’inossidabile affettatrice del ristorante Cavalca ha rapcome sull’altro fronte - lo trascriviamo in italiano perpresentato la silenziosa coscienza del Padova allenato da ché vi sono troppe varianti in dialetto - “colpire tutto ciò Nereo Rocco. Una affettatrice “titolare” per decenni, tache si muove ed è a pelo d’erba, se è il pallone, meglio”. gliente per definizione, che ha accolto i segreti di un’eUn esempio non unico, ma si sa che la fantasia prevara già mitica allora, figuriamoci adesso. Nel piccolo locale talvolta sulla realtà quando si presenta più divertente. le di via Manin, nel cuore pulsante della città del Santo a due passi dalle altrettanto mitiche piazze, l’epopea bianFate i conti: sette anni di pasta e fagioli (719 calorie una coscudata ha vissuto il suo periodo più bello affidandoporzione appena normale, più il bollito misto e il baccalà lo al “fuori campo”, ovvero fuori dall’Appiani. Il ristoranalla vicentina… La media calorica firmata Rocco si riete rappresentava la vera casa del paròn, e la seconda casa quilibrava (si fa per dire) con i citati minestroni della sidei suoi giocatori, ma forse la prima a pari merito con le gnora Teresa. loro famiglie. Dovendo identificare l’avventura padovana di Rocco nel Il personaggio Piero Cavalca, trapiantato da Mantova con contesto della trattoria Cavalca, ci sembra di potere afla moglie Mimma (il cognome è di origine lombarda-efermare che il comune denominatore di tutte le situaziomiliana, complessivamente 166 famiglie su un totale di ni, azioni, conversazioni, e tutto quanto finisce in “zioni” Italia di 212) è sembrato non sia dato da tattiche, la spalla ideale del tecnimangiate, discorsi filoco triestino, che con lui sofici, ma da un semsi confrontava e alla viplice atto umano molto gilia delle partite parpiù importante di quanlava di tattiche. Piero, to anche storicamente si che abitava nel palazzo possa pensare: la risadi fronte al suo esercita. Ogni momento a tazio, portava con qualsivola da Cavalca, ma anasi tempo l’immancabiche nello spogliatoio, le cappello di paglia ed cominciava o terminava era vestito o di blu opcon una battuta di spipure di bianco, tanto per rito, condimento essennon passare inosservato. ziale e fondamentale per da sinistra a destra Rocco, Scagnellato e Brighenti Il menu passava dal baccomunicare, probabilcalà alla vicentina al bolmente l’unico necessalito misto, dalla pasta e fagioli al minestrone, quest’ultirio. Non si poteva prescindere da una risata, attesa damo preparato con maestria da Teresa, mamma di Piero. gli addetti ai lavori come l’esito di un calcio di punizione Il vino? Naturalmente rosso, in ossequio al discorso che o di un rigore. fa sangue. Con qualche problemino vagante: uno dei giocatori magTra la miriade di aneddoti, attribuiti alla sue frequengiormente e simpaticamente preso di mira da Rocco era il tazioni del ristorante e in generale alle interviste, una compianto Humberto Rosa. L’affettuoso “mona” pronunstrana affinità unisce Nereo Rocco e Mike Bongiorno. ciato dall’allenatore triestino nei confronti del centrocamAlcune battute entrate nella storia pronunciate dal tecpista argentino (e di tutti gli altri biancoscudati) ha avunico del Padova sono inventate nella stessa misura in to un battesimo piuttosto complicato: in spagnolo infatti cui sono inventate alcune battute del popolare presen“mono” significa scimmia e il grande giocatore pensava tatore italo-americano. La celebre frase “signora Longache “mona” fosse il femminile dell’animale. Quando l’eri, lei mi è caduta sull’uccello” (con la variante “sul piselquivoco è stato chiarito, benvenuto all’insulto veneto… lo”, questione di fantasia) non è mai stata pronunciata Morale della favola: l’era Rocco - Cavalca compreso - ha avuto una tale cassa di risonanza nei tifosi biancoscudati da fare apparire per molti, troppi anni le altre categorie frequentate con alterna fortuna dal Padova quasi come una sorta di vergogna al semplice confronto. Ma probabilmente (speriamo di sbagliarci) si è verificato un periodo irripetibile, e quindi non disprezziamo il cammino che la società e la squadra stanno percorrendo: vogliamo bene all’attuale categoria del Padova proiettato verso una già decorosissima serie B. Poi vediamo. Nell’attesa, i più affettuosi auguri di Buone Feste.

La media calorica firmata Rocco si riequilibrava (si fa per dire) con i citati minestroni della signora Teresa. PADOVA MAGAZINE

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Calcio Padova Settore Giovanile

Articolo di Ottorino Cavinato

Un autunno d’oro Tutti i risultati

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e mister Bisoli aveva parlato di un novembre “roseo” per la prima squadra del Padova sicuramente lo hanno ascoltato anche gli allenatori del settore giovanile.

BERRETTI: la formazione di Centurioni inizia il mese vincendo a Trieste (3-1), gol di Gerthoux e doppietta di Chajari, poi supera in casa l’ostica Feralpi Salò (2-1), reti di Gerthoux e Bonavina e perde di misura fornendo una buona prestazione il confronto in casa dell’Atalanta (1-0). UNDER 17: la squadra di Pelizzaro chiude imbattuta il mese di novembre prima pareggiando sul difficile campo di Pordenone (0-0), poi si aggiudica il derby con la Triestina (1-0), risolve Moro e infine passa con autorità sul rettangolo della Giana Erminio (3-2), gol di Zavan e doppietta di Moro. UNDER 16: Un po’ in difficoltà la compagine di Pedriali falcidiata da una serie incredibile di infortuni, dopo aver ceduto in casa della capolista Cuneo (2-1) viene infilata in casa dal Bassano (1-0) che segna su calcio di rigore a tempo scaduto. Qualche buon segnale dalla trasferta di Renate chiusa a reti inviolate contro la terza forza del girone. UNDER 15: Un pareggio a Pordenone (0-0) sprecando un calcio di rigore nel finale di gara e due franche vittorie per la squadra di Ottoni capolista del girone A. Successo netto in casa con la Triestina (3-0), a segno Fabbian, Donà e Sartori e vittoria in trasferta sul terreno della Giana Erminio (3-1), reti di Radoni, Favaro e Sartori. UNDER 14: la formazione di Simeoni cede in casa al Venezia (1-0) poi va a prendersi i tre punti a Mestre (3-1), gol di Gianese, Penzo e un’autorete, dilaga con il Sandonà (7-0) e corona il mese con un successo netto in casa del Chievo Verona (3-0), le firme di Zaghetto e doppio Scarparo. PADOVA MAGAZINE

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CALCIO

PADOVA C5

Femminile

Calcio Padova Femminile

CALCIO

PADOVA Femminile

Il punto rosa

Articolo di Giuseppe Ferrato

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erie B

Partenza in salita per la Prima Squadra affidata quest’anno al tecnico Giancarlo Murru. Molti i fattori che hanno determinato questo difficoltoso avvio che, oltre alla naturale problematica di assemblaggio di una squadra fortemente rinnovata nell’organico, ha visto la squadra inserita in un girone di livello competitivo indubbiamente superiore a quello della scorsa stagione. Evidenti sono i progressi e sicuramente anche con la risoluzione di alcuni infortuni la formazione sembra avviata a trovare il giusto equilibrio.

Primavera Più che promettente l’avvio di stagione per questa squadra che è considerata il fiore all’occhiello della nostra Società e che ha raccolto solo vittorie negli incontri disputati sia di Coppa che di Campionato tanto che il riconfermato tecnico della squadra, Davide Wellington, ha deciso di lasciare crescere una fluente barba che si è ripromesso di tagliare all’avverarsi di un risultato negativo. Ci auguriamo che se ne possa disfare solo dopo la fine della stagione.

formazioni maschili dove emerge in maniera evidente la differente prestanza fisica. Nonostante ciò le nostre atlete hanno fornito prestazioni di ottimo livello sia tecnico che tattico.

Giovanissime

Esordienti

Passione, lavoro e grinta questo è il credo che il nuovo tecnico Bruno Piva cerca di trasmettere alle sue ragazze impegnate in un campionato altamente impegnativo contro

Nessun timore reverenziale dalle ragazze guidate da Marco Tenenti nei confronti delle formazioni maschili incontrate nel corso del campionato dimostrando di potersi battere ad armi pari contro qualsiasi avversario e conquistando un’ottima posizione di classifica.

Pulcine Divertimento e voglia di apprendere è quanto dimostrato dalle nostre atlete più piccole che sotto la guida del tecnico Chris Toniolo si sono avvicinate al mondo del pallone al femminile con passione e determinazione.

Calcio a cinque Inizio di campionato di sole vittorie per la rinnovata e rinforzata formazione di Marco Caporello che si è vista proiettata al comando della classifica con legittime aspirazioni di passaggio alla categoria superiore.

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C5

Calcio Padova C5

CALCIO

PADOVA C5

Femminile

CALCIO

PADOVA Femminile

Il meglio deve ancora venire

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squadra Alberto Rodriguez, partecipano con divertimeniamo giunti quasi al giro di boa della stagione 2017/18 anche per il futsal biancoscudato. to ai raggruppamenti organizzati dal Comitato Regionale. La società del presidente Mattia Arisi veleggia Grande attenzione è invece rivolta a Primi Calci (2009 e con il vento in poppa verso gli obiettivi stabiliti 2010) e Piccoli Amici: questi due gruppi si allenano con durante la programmazione estiva, continuando il naturale metodologie del futsal ma partecipano ai campionati le percorso di crescita al terzo anno di attività nel massimo provinciali di calcio, confermando l’origine del progetto campionato regionasocietario della dople di calcio a cinque. pia formazione per La filosofia della società è infatti l’evoluzione dell’atIl club si avvia veloquella di sviluppare nella propria leta. La Prima Squacemente a sfondare quota 250 tesseradra, a quattro giornaAcademy gli atleti della futura ti nel proprio settore te dalla fine del girone prima squadra e i risultati fin giovanile, una cifra red’andata, è in piena qui raggiunti fanno ben sperare cord per una società zona play off e ad un nata da poco ma che passo dalla qualificai massimi dirigenti patavini. negli anni ha saputo zione alle Final Eimigliorarsi con i giught di Coppa Italia sti tempi e facendo le cose per bene, ponendo l’attenzione – Fase Regionale. Proprio sulla manifestazione che asseverso bambini e ragazzi come priorità assoluta. La filosogna la coccarda tricolore regionale il club ha deciso di infia della società è infatti quella di sviluppare nella propria vestire fortemente: il Presidente Arisi ha infatti comunicaAcademy gli atleti della futura prima squadra e i risultati fin qui raggiunti fanno ben sperare i massimi dirigenti patavini. La formazione Under 21 Regionale è in testa al proprio girone: per i ragazzi di Rodriguez solo vittorie nonostante l’età media decisamente più bassa rispetto agli standard delle altre compagini impegnate nella competizione. L’ Under 19 Nazionale, novità assoluta di questa annata, dopo un avvio lento ha saputo conquistare successi e punti pesanti, con la particolare soddisfazione della vittoria nel derby con il Petrarca Padova, e ora si attesta tra le prime del girone D in piena zona play off. Gli Allievi Regionali di Andrea Rozzato hanno dominato il girone preliminare, raccogliendo 21 punti su 24 a disposizione e risultando la miglior difesa e il miglior attacco di questa prima parte di stagione: i biancoscuto negli scorsi giorni l’ufficializzazione della candidatura dati sono ora attesi dal campionato Elite con le migliori del Padova per ospitare ed organizzare la manifestazionove formazioni del Veneto. I Giovanissimi Regionali di ne il 5-6-7 Gennaio 2018 al Palasport Gozzano, alla GuizFederico Crepaldi continuano il loro percorso, con risultati za. Il palcoscenico che il venerdì sera ospita i ragazzi di sempre più interessanti, e con un occhio di riguardo semcoach Rodriguez potrà quindi diventare nei giorni dell’epre puntato sulle posizioni play off per il titolo regionale, pifania il centro del futsal regionale con le migliori otto davvero ad un passo. Ottimo il lavoro svolto anche nella formazioni venete pronte a scontrarsi per conquistare la Scuola Calcio biancoscudata con gli Esordienti di mister Coppa. Un’occasione imperdibile per gli appassionati e i Riccardo Lando che stanno affrontando sotto età il camtifosi biancoscudati. pionato regionale. I Pulcini, seguiti dal tecnico della prima 33

Articolo di Andrea Rozzato

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