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IL GRUPPO FRATRES:

UN CUORE ALL’OCCHIELLO DEL PAESE “C’è un cuore che batte nel cuore di…” urlava una canzone qualche anno fa. E all’Impruneta di cuori che pulsano di solidarietà ce ne sono tanti. Uno di questi è il Gruppo donatori di sangue Fratres, che con un cuore inconsueto si rappresenta: parte di esso forma una goccia, una goccia nell’immenso mare della sofferenza, un atto di carità, amore e civiltà che nella sua semplicità racchiude un bene immenso: la vita. D’ispirazione cristiana, nasce negli ormai lontani anni settanta in una piega del Circolo S. Giuseppe per opera di volontari che, sentita la necessità di aprire il nostro Paese ad una tale realtà, si unirono in un’associazione in seno alla Confraternita della Misericordia. Il 17 febbraio del 1970 un gruppo di 10 persone si reca all’Ospedale di Careggi per effettuare le prime donazioni a favore del nascente gruppo, il quale, denominatosi inizialmente “Gruppo donatori di sangue Don Martino Bucci”, aderisce poi ai gruppi Fratres della Provincia di Firenze, muovendosi secondo le norme dettate dallo Statuto Nazionale. In tutti questi anni il costante impegno dei volontari e dei donatori ha fatto sì che tale associazione sia arrivata ad essere oggi una delle più attive di tutta la Provincia. Inoltre, il lavoro svolto da professionisti che hanno messo la loro competenza al servizio del volontariato, ha permesso al gruppo di rimanere al passo con i tempi, creando un centro di Raccolta periodico, nella sede della Misericordia, che vede ben due giornate consecutive di donazione di sangue e plasma ogni trimestre (nel 2001 ha effettuato oltre 300 donazioni e nel corso del trentennio ben 5500 flaconi in poco più di 120 giornate). Come si legge in un precedente articolo (In comune, n° 1, anno 2002), “il volontariato opera in silenzio, senza farsi pubblicità” ed i donatori sono un esempio chiaro di questa affermazione; non scendono in piazza, ma si uniscono in un abbraccio dentro le mura della nostra Basilica, sotto quel campanile che racchiude la storia del nostro bel Paese. Difatti, è nella sede della Misericordia che il gruppo di volontari ha la possibilità di svolgere il proprio operato. Lo scopo dell’associazione non è soltanto finalizzato alla realizzazione delle giornate di raccolta, ma soprattutto quello di promuovere e sostenere una cultura della donazione e della solidarietà. Alcuni incontri e dibattiti sono stati periodicamente organizzati su molteplici tematiche, come ad esempio gli aspetti della donazione e la bioetica. Inoltre ogni tre anni viene organizzata la “festa del donatore”, un’occasione per incontrarci e far festa insieme. Merita di essere sottolineato l’incontro con i giovani e le scuole di Impruneta realizzatosi due anni fa. Sorretti dal Centro Sangue di Santa Maria Annunziata, è stato svolto un lavoro con la scuola elementare dal quale è nata una mostra di pittura, scultura e poesia che ha presentato ciò che è emerso dagli incontri con i ragazzi e gli insegnanti riguardo alla donazione del sangue. Ed è proprio per sottolinearne l’importanza che sono stati coinvolti i ragazzi, perché con la loro fantasia e la loro freschezza potessero aiutare a capire e far capire, mostrandoci ognuno un “segno dei loro pensieri”, tale era il titolo della mostra. Con entusiasmo, simpatia e cordialità ognuno ha dato il proprio contributo, formando un arcobaleno di pensieri e un’armonia significativa di quello che è uno degli aspetti della solidarietà. Dalla mostra è nato un calendario realizzato dal Fratres dove sono stati raccolti alcuni disegni e pensieri più suggestivi. poi distribuito a tutti i donatori e all’interno della scuola. Da tutto ciò si comprende l’importanza delle attività di propaganda e d’informazione, considerate i motori che alimentano l’attività primaria. Siamo sempre più convinti che è attraverso una costante formazione e informazione che il gruppo può garantire la serietà e l’efficienza necessarie, così come è attraverso un’azione propagandistica mirata che si riesce a far conoscere ai donatori ed a tutta la popolazione le proprie attività e a meglio far comprendere l'ampio raggio del termine donazione, tra ciò che è tecnicamente possibile ed eticamente accettabile, al di là dei confini morali spesso stereotipati. Grazie a tutti i volontari, ai professionisti, agli amici, a tutta la popolazione, alle altre associazioni che collaborano con il gruppo. Grazie a te donatore che lo sei già o lo sarai, perché con un semplice gesto puoi ridare il sorriso a chi ha smesso di sperare. “C’è un cuore che batte nel cuore di…” si cantava allora, ed oggi, per concludere in musica, possiamo dire: “dammi tre parole: sole, cuore, amore” perché un sole torni a splendere in un cuore pieno d’amore.

Articolo fratres giiornalino  
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