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/ Cultura della grafica e del design.

/ scheda del progetto: 1. Titolo & descrizione: copertina della rivista “fact:�. 2. Designer: Herbert Lubalin. 3. Committente: Ralph Ginzburg. 4. Anno: 1966. 5. Medium: magazine. 6. Tecnica: stampa offset.


/ cultura della grafica e del design: Docente: Silvia Sfligiotti. Studente: Daniele De Rosa

ISIA Urbino / 2011-2012


Herb Lubalin, copertina della rivista Fact 1966.


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1.

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• analisi iconografica

1. 2. 3. 4.

Il testo riempie la copertina completamente. Riassume i contenuti interni ed è di forte impatto, in questo caso, anche grazie al carattere utilizzato.

Il prezzo, il volume e il numero della rivista sono integrati con la testata. È l'elemento che ci fa percepire subito l'elaborato grafico come una copertina di una rivista.

La testata è semplice. È la stessa utilizzata negli altri numeri, anche se non sempre è seguita da solo testo. I due punti suggeriscono la lettura del resto e diventano elementi grafici molto forti.

All'interno del testo sono presenti immagini fotografiche di occhi, perfettamente amalgamate con il testo e che, visivamente, bilanciano i pesi dando respiro alla composizione.

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/ anteprima. / contesto storico

America. Dopoguerra. Periodo di grande cambiamento: /spirito di unione tra discipline e culture differenti [magazine a copertura internazionale, interdisciplinari e multi-lingue: Graphis (1946) e Portfolio (1951)] /contestazione e avanguardia underground [Pop art e Op art riviste di contestazione politica o di natura irriverente (Eros e fact:)].

/ designer

Herbert Lubalin (1918 - 1981) è stato un graphic designer americano. Inizialmente lavora per Cooper Union, poi per Reiss Advertising e per la Sudler & Hannessey, finché, nel 1964, fonda la Herb Lubalin INC. Collabora con Ralph Ginzburg a tre sue riviste: Eros, fact: e Avant Garde, per la quale disegna anche il carattere tipografico ITC Avant Garde. Successivamente fonda la propria rivista tipografica U&lc. Caratteristica del lavoro di Lubalin, è la ricerca dell’impatto visivo attraverso l’uso dei caratteri tipografici e fact: ne è un esempio emblematico. La rivista ha un aspetto “minimal” che consiste nell’uso di caratteri tipografici graziati, bilanciati da illustrazioni di alta qualità.

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• anteprima

/ committente

Ralph Ginzburg (1929 - 2006) è un autore, editore e giornalista americano. Famoso per aver pubblicato libri e riviste di carattere erotico e artistico; fact:, insieme a Eros e Avant Garde segnano la collaborazione con Herb Lubalin. Fact: è un trimestrale pubblicato dal gennaio 1964 all’agosto 1967. È una rivista a carattere umoristico, con commenti sarcastici e satirici rivolti alla società e alla politica.

/ tema e obiettivi

I temi della rivista sono la società e la politica che vengono affrontati con forza e in maniera provocatoria. L’obiettivo di Lubalin è quello di creare un forte impatto visivo, in linea con i temi e lo spirito di contestazione dei contenuti della rivista. Allo stesso tempo decide di mantenere ordine e semplicità per rendere il messaggio chiaro e, allo stesso tempo, “crudo”.

/ soluzioni progettuali

Lubalin decide di creare questo forte impatto visivo attraverso l’uso dei caratteri tipografici alternati ad illustrazioni di alta qualità. La testata Fact: è resa con un carattere diverso da quello del messaggio vero e proprio, che utilizza un carattere dal forte peso. Le illustrazioni sono perfettamente integrate nel testo e bilanciano la composizione.

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/ gli anni '60.

Gli anni sessanta sono un periodo di grandi cambiamenti e costellato di eventi importanti.

L’America è il fulcro culturale e sociale di questo periodo, sia in positivo che in negativo. Nel mondo si alternano eventi storici a grandi sconvolgimenti sociali.

Copertina di Esquire, George Lois 1967

Le colonie africane richiedono l’indipendenza e hanno inizio diverse guerre civili. In America è Martin Luther King a portare avanti la questione razziale (nel 1963 marcia pacificamente su Washington) e solo due anni prima J. F. Kennedy è presidente degli Stati Uniti. Entrambi verranno poi assassinati provocando scalpore.

Tutto ciò mentre Ernesto “Che” Guevara porta avanti la guerriglia in Bolivia. Questi sono anche gli anni della guerra in Vietnam che mostrerà le debolezze dell’America e del sistema. Guerra che sarà caratterizzata dalla fortissima contestazione dei giovani, eredità del dopoguerra, e dal movimento “hippie” pacifista che prende piede in questo periodo. Dia del guerillero eroico, Elena Serrano 1968

Sono anni di contestazione e di voglia di cambiamento. Viene introdotta la minigonna, la donna non vuole più essere un oggetto e vuole perdere quell’identità di 10


• contesto storico

casalinga derivante dagli anni ‘50; riguardo alla questione femminile verrano scritti molti libri e nasceranno diversi movimenti.

Tante furono anche le grandi opere dell’uomo in questo decennio, positive e negative; dal primo volo spaziale, all’inizio della costruzione del Muro di Berlino.

Wonder Woman for President, Ms. magazine 1972

Tutto ciò si riflette anche sull’arte: il desiderio di andare verso il futuro (Calder), la massificazione e l’omologazione della società (Pop Art), la fuga dal sistema attraverso il ritorno alla natura el’uso di droghe (Op Art) e la nascita del movimento concettuale, che influenza ancora ciò che viene creato oggi.

Tutti questi eventi estremamente vicini all’America e, allo stesso tempo, fortemente collegati con la scena internazionale, ha portato alla scrittura di diversi libri di contestazione oltre che, ovviamente, allo sviluppo di molteplici magazines che trattavano in maniera irriverente di temi molto caldi. Altri magazines prendono invece un’impronta puramente internazionale derivante dalla voglia di condividere idee con diversi paesi. Questo porterà alla nascita di riviste internazionali e multilingue.

it (the international times) vol.1, no.79, 1970 11


/ la grafica negli anni '60.

"Can you pass the acid test?, Ken Kesey and The Merry Pranksters, 1967

Negli anni '60 la grafica americana si sviluppa seguendo differenti strade, spesso molto differenti tra loro. Sicuramente questa grande varietà è figlia del contesto storico e culturale nel quale è immersa l'America.

Facendo una veloce carrellata, si parte dalla psichedelia. È importante in questo contesto il fenomeno degli "Acid Test", eventi durante i quali vengono testate droghe di ogni genere (ancora non vietate da le leggi americane) che provocano distorsioni della realtà. I manifesti per questi eventi erano spesso lavorati a mano e veniva lasciata al pubblico la possibilità di intervenire direttamente sugli elaborati in modo da poterli personalizzare. Il gruppo di grafici che si occupò maggiormente di "grafica psichedelica" andava sotto il nome di "Big Five". I "Big Five" erano: Wes Wilson, Victor Moscoso, Rick Griffin, Stanley Miller e Alton Kelley. I poster da loro realizzati riprendevano forme dell'art nouveau riorganizzate e ed elaborate su colorazioni molto differenti, più acide e con contrasti particolari.

Captain Beefheart, Wes Wilson 1966

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• contesto storico

End bad breath, Seymour Chwast 1967

Spesso gli elaborati da loro realizzati erano illegibili. ma l'unicitĂ  della grafica li rende riconoscibili al pubblico interessato all'evento che, quindi, sviluppa una certa sensibilitĂ  alla lettura. In fondo lo scopo comunicativo veniva raggiunto ugualmente.

Nello stesso periodo si sviluppa anche la cosiddetta "grafica di protesta". Slogan, manifesti e pubblicazioni, giocano sull'irriverenza, l'uso dell'ironia e spesso semplicemente con immagini crude per criticare la situazione politica. Ci troviamo quindi di fronte a rielaborazioni della figura dello "zio Sam", simbolo del sogno americano, oramai in decadenza o rappresentato come simbolo della guerra; immagini di Che Guevara visto come il fautore della carica rivoluzionaria che ha accompagnato la liberazione dell'America Latina e copertine di riviste che vanno contro l'immagine di una societĂ  in decadenza governata dalla violenza e a favore dei movimenti femministi e della rivalutazione della donna.

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Whole Heart Catalog, Stewert Brand - 1969

Oltre a tutto ciò c'è una parte importante della grafica (soprattutto legata all'infografica e alle pubblicazioni) dedicata agli "strumenti", ossia all' educazione dell'individuo in modo da dargli la possibilità di vivere in autonomia e in contatto con la natura. In questo senso è di grande rilevanza la pubblicazione del "Whole Heart Catalog" curato da Stewart Brand, che può essere definito il "Wikipedia prima di Internet". Infatti nel libro sono contenute informazioni su come poter fare qualsiasi cosa in maniera autonoma vivendo a contatto con la natura e sono presenti contatti per acquistare qualsiasi tipo di materiale a basso prezzo o recensioni di libri scritti direttamente dall'autore o dai lettori.

In questi anni nasce anche una forma di critica verso i media (rappresentativo in questo senso è il libro di M. McLuhan "The medium is the message"). Interessanti sono le azioni di Subvertisign scaturite da questo pensiero.

The medium is the massage, Marshall McLuhan & Quentin Fiore - 1967 14


• contesto storico

/ Whole Heart Catalog

/ The medium is the massage 15


The doors, Victor Moscoso 1967

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Wes Wilson, The byrds 1967

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The east village other 1970

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• contesto storico

it (the international times), copertina del n.26 1968

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/ Ralph Ginzburg & Herb Lubalin / Ralph Ginzburg

/ l'incontro con Lubalin e la nascita di Eros

Ralph Ginzburg, provocatore, pornografo, e guru del marketing, è nato il 28 Ottobre 1929. Dopo una laurea in giornalismo al City College di New York, comincia a lavorare come reporter e dopo come freelancer per diversi magazine [Esquire, Reader’s Digest, Collier’s e LOOK]. Nel 1960, a 31 anni, Ginzburg comincia a lavorare sulla sua pr ma pubblicazione maggiore, una rivista “interamente devota all’amore e il sesso”. Essenzialmente una versione colta di Playboy. Il risultato era il trimestrale Eros che parlava di sessualità attraverso la storia, la politica, l’arte e la letteratura.

Ginzburg si avvicino ad alcuni designer ma amava in particolare il lavoro di Herb Lubalin. Lubalin accettò l’inusuale progetto solo se avesse avuto la completa libertà sul progetto. Il risultato fu una collaborazione durata per quattro riviste e dieci anni. Eros si rivelò essere forse il più bel periodico prodotto negli anni ‘60.

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• committente e designer

/ la forza della fotografia in Eros

La rivista misurava 10x13’’ rilegato con molteplici qualità di carta e sontuose foto a colori.

Durante la sua breve vita Eros fu caratterizzato da alcuni scrittori importanti (Ray Bradbury, Nat Hentoff e Albert Ellis) ma fu ricordato soprattutto per le sue fotografie.

Sarà proprio il lavoro di Hattersley a mettere in difficoltà Ginzburg. Sebbene le foto fossero piuttosto innoque rispetto gli standard degli anni ‘60, la relazione interraziale era ancora un taboo e il procuratore generale Robert Kennedy incriminò Ginzburg per “distribuzione di letteratura oscena attraverso la posta”.

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Copertina di Eros Vol.1, no. 2 / 1962

Impaginazione interna di Eros Vol.1, no. 1 / 1962 "Madame Tellier's Brothel"

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• committente e designer

Ralph Hattersley Vol. 1, no. 4 "Black and White in color. A tone poem."

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/ le difficoltà legali

Nel Giugno del 1963 Ginzburg fu condannato per atti osceni a cinque anni di carcere. Il caso entrò in appello alla Corte Suprema, che abbasso la sentenza confermata dalla corte della Pennsylvania. Il costo di stampa del periodico aggiunto al costo dei legali portarono alla fine di Eros dopo solo 4 numeri, ma Ginzburg e Lubalin continuarono la loro collaborazione. Nel 1972 Ginzburg scontò la sentenza con diciotto mesi di prigione. Dopo il suo rilascio non pubblicò nessun’altra rivista. Come disse in seguito:

“My publishing potential after release from prison was severely circumscribed. I have always felt that I might have become a major force in American publishing had it not been for my conviction. Instead, I’m just a curious footnote.”

Ginzburg si ritirò dalla pubblicazione all’età di 55 anni e spese il resto della sua vita come fotogiornalista per il New York Post. È morto il 6 Luglio 2006.

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• committente e designer

Bert Stern Vol. 1, no. 3 “M M 6/21/62” *L’ultima foto di Marilyn Monroe. Fu scattata da Bert Stern sei settimane prima della morte dell'attrice e pubblicata esattamente sei settimane dopo nel numero 3 di Eros.*

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Herb Lubalin

Herbert F. Lubalin (17 Marzo 1918 - 24 Maggio 1981). Dopo essersi diplomato alla Cooper Union e aver realizzato un certo numero di lavori di design, approdò alla Sudler & Hennessey dove mostrò tutto il suo vero talento per la pubblicità, fino a raggiungere la posizione di Art Director e successivamente di socio. Intorno al 1961 Ginzburg si avvicinò a Lubalin, che si avviò alla direzione artistica per Eros. La loro coppia era davvero affiatata e come disse Ginzburg:

“Lubalin and I worked together like Siamese twins. It was a rare and remarkable relationship. I had no experience or training as a graphic designer. Herb brought a graphic impact. I never tried to overrule him and almost never disagreed with him.”

Fact:

Dopo il fallimento di Eros, Ginzburg chiese a Lubalin di collaborare alla sua prossima rivista, Fact, che voleva fosse:

“hell-raising, muckraking magazine of dissent that would try to improve society by bringing to the fore data that was generally not known,” e “an antidote to the timidity and corruption of the American press.”

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• committente e designer

In termini di grafica e produzione Fact era il polo opposto di Eros. Con un budget ristretto Lubalin creò un layout in bianco e nero elegante e minimalista che faceva affidamento interamente sulla tipografia. Fact durò per 5 anni e raggiunse una circolazione di circa 250.000 copie.

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/ Avant Garde

Sei mesi dopo la chiusura di Fact, Ginzburg e Lubalin cominciarono a collaborare alla loro terza rivista, Avant Garde. La rivista intesa da Ginzburg come:

“a rarified, even elitist audience”.

Editorialmente e artisticamente aveva in egual parte la sessualità di Eros e l’irriverenza politica di Fact. Probabilmente nessun altra rivista ebbe lo stesso successo alla fine degli anni ‘60.

La grafica della rivista era creativa e dalla forte identità. Lubalin sviluppò una famiglia di caratteri commerciali che formarono il logo della rivista e diventarno i più iconici ed abusati negli anni ‘70. Avant Garde durò per 14 numeri, fino al 1971 quando Ginzburg dovette scontare la sua sentenza per la condanna di oscenità di Eros.

/ Moneysworth

/ U&lc

Nel 1970 Ginzburg e Lubalin collaborarono alla loro ultima rivista, Moneysworth; una rivista di controcultura interessata ai consumatori secondo un sistema di direct-mail. La rivista non solo sopravvisse all’incarcerazione di Ginzburg ma fu pubblicata fino al suo ritiro nel 1984. Lubalin andò avanti, tra le altre cose, curando graficamente e pubblicando l’innovativa rivista di tipografia U&lc, la quale divenne molto influente a livello internazionale. 28


• committente e designer

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Copertine ed interno di alcuni numeri di Avat Garde

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�� focus | Avant Garde e Fact:

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Copertine di alcuni numeri di Fact La prima della serie è la copertina del numero che farà tanto scalpore da segnare la chiusura di Fact.

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• focus | Avant Garde e Fact:

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/ Soluzioni progettuali

La copertina di Fact presa in esame è forse uno dei lavori di Lubalin più interessanti.

Il progetto per Fact è sicuramente dettato dal basso budget e Lubalin riesce a risolvere il tutto in maniera brillante. Il materiale non ricercato e il formato standard sono i due elementi che si notano subito, in forte contrasto con la ricercatezza qualitativa del progetto di Eros e a posteriori sicuramente anche in confronto ad Avant Garde. Lubalin sceglie di stampare sempre con soli due colori e riduce ancora di più i costi. La testata è unificata con tutti gli altri numeri e si integra perfettamente con le copertine formate principalmente da testo. La composizione tipografica è tipica di Lubalin, l'integrazione di differenti caratteri e immagini non crea squilibri nella pagina. Il messaggio è diretto, la composizione elegante e minimalista.

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• soluzioni e valutazioni

Alcuni loghi progettati da Lubalin

Confrontando l'elaborato sotto analisi con altre copertine di Fact notiamo la continuità nello stile grafico ma anche una continuazione variazione a seconda del tema trattato e del tono che la rivista prende, tutto senza dover stravolgere alcun elemento.

Nel lavoro di Lubalin è sicuramente il carattere tipografico a farla da padrona. In Eros non sempre si palesa tanto, molto più in Fact dove la composizione rimane molto semplice e ancor più in Avant Garde dove Lubalin riesce a giocare con le legature del carattere da lui creato creando composizioni molto eleganti.

Questo talento nella composizione si può notare già nei lavori che Lubalin fa per alcuni loghi (Marriage, Mother&Child, Cooper Union School of Art & Architecture).

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Neville Brody, copertina della rivista City Limits - 1986.

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/ graphic language of Neville Brody / Scelta dell'elaborato

/ Da The Face a City Limits

L'elaborato che ho deciso di mettere a confronto con la copertina di Fact di Herb Lubalin, è la copertina di un'altra rivista, del 1986 (esattamente 20 anni dopo la precedente); l'autore è Neville Brody, grafico inglese. La copertina di City Limits mi ha riportato alla mente immediatamente lo stile di Lubalin, sicuramente è figlia di quel tipo di impostazione grafica.

Nel periodo di studio Brody continua a sperimentare ricevendo critiche dai propri docenti. Dal 1977 prende piede la cultura punk e il lavoro di Brody acquista valore. Comincia con il curare la grafica delle copertine di CD. Il suo stile diviene molto popolare e il suo lavoro rivoluzionario lo porta a diventare Art Director di The Face. Brody viene invitato a lavorare a City Limits dopo il grande successo della rivista The Face. City Limits è una rivista settimanale nata nel 1981 a Londra.

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• confronto

Uno dei punti cardine di incontro tra i due designer è la grande importanza che entrambi danno al carattere tipografico. In questa copertina, e poi nel resto dei numeri legati alla rivista, Brody lavora con i soli elementi tipografici accostati ad elementi fotograficie pochissimi elementi gometrici. Anche in City Limits la testata viene mantenuta sempre nella stessa posizione. Riguardo agli spazi, la copertina di Brody prende molta più "aria" rispetto alla copertina di Fact; ci sono più spazi bianchi sulla pagina dovuto anche alla scelta di un carattere tipografico più condensato. La scelta del carattere è studiata, infatti Brody, come anche Lubalin, progetta i caratteri ad hoc per i propri elaborati chiamandoli semplicemente "Typeface" seguiti da un numero.

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Riguardo al disegno del carattere il modulo scelto da Brody è più quadrato rispetto alla rotondità scelta da Lubalin (Avant Garde), questo gli permette di creare maggior ordine nella composizione.

Ovviamente i temi sono cambiati, anche se sempre legati alla società, ci troviamo in anni che non sono più di contestazione.

Caratteristica di Brody è quella di modificare completamente il proprio stile e l'approccio per ogni progetto, anche se rimane di fondo il suo forte legame con il carattere tipografico che rimanda sempre un certo legame al lavoro di Lubalin.

Copertina di City Limits

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• confronto

/ Doppia pagina di Arena, è interessante notare il forte legame con la composizione tipografica presente in molti lavori di Brody

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Herb Lubalin, copertina della rivista Fact 1966.

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Neville Brody, copertina della rivista City Limits 1986.

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/ Cultura della grafica e del design.


fact: