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Biografia Francesca Guicciardini nasce a Firenze nel 1978 da una storica famiglia fiorentina; qui studia presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana, seguendo lezioni di decorazione e grafica. Durante questi anni inizia a sperimentare la pittura murale, prima direttamente sui muri di casa propria, poi per piccoli committenti fiorentini. Nel 1997 si diploma e si trasferisce a Roma, dove inizia a studiare computer grafica, alternando gli studi a lavori di decorazioni per committenze in giro per l’Italia. Lavora per un paio di anni come grafica per l’artista romano Matteo Basilè, e segue un corso di montaggio video presso Cinecittà per realizzare documentari durante i suoi lunghi viaggi nel sud del mondo, dove si porta sempre dietro l’occorrente per realizzare gli acquerelli che ispirano i suoi lavori di decorazione. Dal 1999 ad oggi ha decorato svariati muri, ville, casali e locali pubblici in giro per il mondo. Specializzata nella decorazione “classica” (molto in voga nelle ville toscane del XIX secolo), Francesca ha saputo coniugare gli studi di grafica, all’arte orientale conosciuta durante i viaggi in Asia, senza dimenticare il Rinascimento fiorentino che l’ha circondata e ispirata durante la sua formazione artistica.


STORIA DELLA DECORAZIONE

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L’affresco è un’antichissima tecnica pittorica che si realizza dipingendo con pigmenti generalmente di origine minerale stemperati in acqua su intonaco fresco: in questo modo, una volta che nell’intonaco si sia completato il processo di carbonatazione, il colore ne sarà completamente inglobato, acquistando così particolare resistenza all’acqua e al tempo. I pigmenti vengono mescolati a cera punica (che ha funzione di legante), mantenuti liquidi dentro un braciere e stesi sul supporto con un pennello o una spatola e poi fissati a caldo con arnesi di metallo chiamati cauteri o cestri: è questo il procedimento che differenzia l’encausto dalla pittura a cera. Si dice pittura a “mezzo fresco” quando l’artista dopo aver proceduto secondo le fasi di esecuzione del supporto pittorico descritte per l’affresco opera su intonaci in uno stadio estremamente avanzato di carbonatazione. È possibile in questo caso ottenere una pellicola pittorica sufficientemente legata dal carbonato di calcio, se si usano colori stemperati in latte di calce, che funziona quindi da legante: si parla perciò anche di pittura a calce.

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COME SCEGLIERE UN DECORO

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Come scegliere i colori delle pareti per ogni ambiente domestico fa proprio al caso vostro. Spesso, soprattutto diversi anni fa, si optava per un’unica tonalità, solitamente chiara, molte volte bianca. Il motivo? Presto detto. Un colore troppo forte, particolare, inusuale, di moda in quel momento storico, è considerato troppe volte un rischio, perché può stancare e soprattutto può creare un ambiente troppo scuro e intenso. Quello che in realtà va considerato, oltre il proprio gusto personale, è l’esposizione alla luce naturale della propria casa e dei singoli ambienti, quella artificiale e il tipo di arredamento scelto. Solo in questo modo potrete colorare alla perfezione ogni parete.

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DIECI CONSIGLI O LUOGHI COMUNI

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1. Ai colori freddi appartengono le gamme cromatiche del blu, del viola e del verde: evocano simbolicamente quiete, riposo e buonumore, richiamando - come il verde - equilibrio e vitalità. L’unica pecca? Possono raffreddare l’atmosfera.

1. Ai colori freddi appartengono le gamme cromatiche del blu, del viola e del verde: evocano simbolicamente quiete, riposo e buonumore, richiamando - come il verde - equilibrio e vitalità. L’unica pecca? Possono raffreddare l’atmosfera.

2. Le tonalità del giallo, arancio, rosa e marrone sono i colori caldi che si scelgono sia per rendere più raccolto e accogliente l’ambiente -riscaldandone la luce- sia per stimolare allegria e benessere, regalando atmosfere toniche e dinamiche.

2. Le tonalità del giallo, arancio, rosa e marrone sono i colori caldi che si scelgono sia per rendere più raccolto e accogliente l’ambiente -riscaldandone la luce- sia per stimolare allegria e benessere, regalando atmosfere toniche e dinamiche.

3. Caratterizzati invece da connotazioni cromatiche leggere e impalpabili, i toni neutri, come le sfumature del beige e del grigio, sono dei non-colori che vestono sobriamente le pareti con raffinata eleganza. L’uso differenziato dei colori alle pareti può creare sorprendenti effetti ottici capaci di riproporzionare visivamente gli spazi.

3. Caratterizzati invece da connotazioni cromatiche leggere e impalpabili, i toni neutri, come le sfumature del beige e del grigio, sono dei non-colori che vestono sobriamente le pareti con raffinata eleganza. L’uso differenziato dei colori alle pareti può creare sorprendenti effetti ottici capaci di riproporzionare visivamente gli spazi.

4. La stanza è piccola? Tinteggia pareti e soffitti nella stessa tonalità fredda e chiara: riflettendo più luce, i muri si respingono a vicenda, dilatando visivamente lo spazio.

4. La stanza è piccola? Tinteggia pareti e soffitti nella stessa tonalità fredda e chiara: riflettendo più luce, i muri si respingono a vicenda, dilatando visivamente lo spazio.

5. Il corridoio è freddo e lungo? Usa un colore più scuro e caldo solo per il muro di fondo e, a colpo d’occhio, risulterà più corto e anche molto più accogliente.

5. Il corridoio è freddo e lungo? Usa un colore più scuro e caldo solo per il muro di fondo e, a colpo d’occhio, risulterà più corto e anche molto più accogliente.


Francesca Guicciardini  

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