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n° 07/2020 free - gratis

OTTOBRE 2020

the nightlife magazine FESTIVALS Amsterdam Dance Event Caprices Decibel Open Air

NEWS Milano Music Week Much More Academy r12 & Midance

REVIEWS Joris Voorn Kölsch Major Lazer

inarrestabile


L’EDITORIALE

SOMMARIO

IL FUTURO È UN IPOTESI?

[03] L’EDITORIALE / SOMMARIO [04] BREAKING NEWS DAL MONDO DELLA DANCE [06-07] COVER STORY: GEORGIA MOS [10-11] NEWS [14] FACE TO FACE: FERDINANDO MONGELLI [16] Pitch Up [19] THE LABELS: releaseS in progress [22] MALE DJ: MICHELE PANZIERI [23] FEMALE ARTIST: ALEXANDRA VOICE [26-27] NIGHTLIFE: LOCALI, ONE-NIGHT, FESTIVAL [30] TOP CLUB ITALY: lo spettacolo deve continuare [33] TOP CLUB WORLDWIDE: THE SHOW MUST GO ON [36-37] Festivals Around The World [40] MIDANCE AREA: SANDRO MURRU [43-44-47] FOCUS: COSMIC GATE, PORTA(LE) VENEZIA, SONO IN LISTA [48-49] previewS: LEISURE, BASSME [52-53] REPORTAGES: CAPRICES, TOGETHER FOR BEIRUT [56] SPECIALE HYPER HYPER: FABRICE PASCAL QUAGLIOTTI [57] R12 NEWS: KAY & R12 ROMA [60-61] INTERVISTE: D’AMICO & VALAX, TOLKINS [62] FREE ZONE: PÔNGO [63] LA CONTROCOPERTINA [64] Agua Do Mar [66] SINDACATO DEL SUONO: MISTURA PURA [67] Innovazione: PIONEER DJ [68] Dance Directory [71] BEAT&GREEN: VINCENZO CALLEA [72-73] Plugware BY GIANNI BINI [77-78] Approfondimenti: MUSICLIFE.LIVE, NOTE PER SALVARE IL PIANETA [81] Di tutto un pop [82] La Consolle Imbruttita [84-85] Amazing News [87] HH MUSIC TALK: LELE SACCHI [90-93] REVIEWS: SINGOLI & EP / ALBUM / COMPILATION

Sino all’anno scorso, nel mondo del clubbing e dei festival, ottobre è sempre stato il mese caratterizzato dal passaggio di consegne tra estate e inverno, tra le serate ed i palchi all’aperto e gli eventi indoor, dai closing party di Ibiza alle serate durante l’Amsterdam Dance Event, dall’ultimo lunedì del Circoloco all’Amsterdam Music Festival con la cerimonia di premiazione della Top 100 di DJ Mag. Quest’anno niente di tutto questo, niente di tutto il resto e sarà così con tutta probabilità almeno sino ad aprile dell’anno prossimo. E dopo? Mentre scriviamo questo editoriale il Governo della Repubblica Italiana ha partorito l’ennesimo DPCM pro tempore, dopo l’ennesima pantomima delle anticipazioni a mezzo stampa e social per “vedere l’effetto che fa” (Jannacci e suoi adepti ci perdonino per la citazione). Certo è che le discoteche continueranno ad essere chiuse, in quanto emblema di tutto quanto sia assembramento e (mala) movida; sul primo concetto si può anche concordare o comunque trovare punti di convergenza, ferme restando le disparità di vedute. Sul secondo punto invece il dissenso resta totale: innanzitutto si tratta di un termine e di un concetto superati come un televisore in bianco e nero senza averne nemmeno il fascino vintage, ma soprattutto la mala movida ovunque si svolge tranne che nelle discoteche. Basti pensare alle risse che si scatenano nelle strade, complici alcool e droghe mancando ogni forma di controllo, prevenzione ed azione che soltanto le discoteche possono garantire. Tutto questo però non deve significare alzare le mani e sperare soltanto in aiuti di stato a pioggia: vanno benissimo le manifestazioni come quella del SILB a giugno davanti al Parlamento o quella recentissima dei Bauli in Piazza Duomo a Milano. Giusto farsi sentire e far capire che i locali sono stati quasi tutti chiusi dallo scorso febbraio, con una serie di categorie professionali spazzate via ed un tracollo in termini di fatturati che l’anno prossimo avrà conseguenze devastanti negli imponibili sui quali pagare le tasse. Altrettanto vero che mai come adesso è attuale parafrasare il celebre motto di John Fitzgerald Kennedy, ovvero nel nostro caso specifico “non chiederti che cosa può fare il nostro settore per te, ma chiediti che cosa tu puoi fare per il nostro settore”. Dopo mesi sono in pochi ad averlo capito, siamo sotto almeno di un paio di gol e non manca molto al termine della partita. Occorre darsi tutti una robusta svegliata, altrimenti questa volta il vecchio adagio “non è mai troppo tardi” sarà smentito come non mai. La redazione di Danceland

DANCELAND

Numero 07 (55) – ottobre 2020 Supplemento a Stadio5 - Edizioni SBM Via Domodossola, 21 - Milano Tel/fax 02.36563906 - www.stadio5.com www.dancelandmag.com facebook.com/dancelandmag twitter.com/dancelandmag instagram.com/dancelandmag issuu.com/danceland e-mail: info@dancelandmag.com danceland.mag@gmail.com

Direttore responsabile: Luigi Sada coordinamento editoriale: Daniele Spadaro e Dan Mc Sword caporedattore: Riccardo Sada collaboratori: Eugenio Tovini, Gianni Bini, Semi Trabelsi, Manolo Di Gioia, Francesco Ciro Rossi, Serena Raso, Feliciano Musillo, Gianni Bragante, Lorenzo Passerella, Paolo Aliberti grafica: DDN Ltd foto di copertina di Lorenzo di Lucchio Don’t Print It - Danceland Save The Planet Registrazione del Tribunale di Milano: n° 446 del 3 agosto 2011 Questo numero è stato chiuso mercoledì 21 ottobre 2020 alle 18,21

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breaking News

Nasce Climax Top 100 Italia

le notizie del mondo dance

“Hoy es otro dia” remixato da Blondex

Joe, songwriter romano che combina atmosfere pop soul, per lanciare il suo progetto in Spagna e Sud America pubblica “Hoy es otro día”. Il brano è la versione spagnola di “Oggi è un altro giorno”, eseguito con un’orchestra di 35 elementi nella recente edizione del Proscenium Festival canzone d’autore. È disponibile anche la versione remix della giovane dj spagnola Blondex. Entrambe le tracce sono disponibili in digital download e su tutte le piattaforme di streaming. Joe, all’anagrafe Giuseppe Balluzzo, vive a Roma, dove lavora come interprete: parla inglese, spagnolo, francese e un po’ di portoghese. La musica entra nella sua vita molto presto, sin da bambino inizia a studiare pianoforte e poi canto, iniziando a scrivere i suoi primi brani. https://www.facebook.com/joeballuzzo

Da oggi sapere con certezza quali siano i primi 100 dj italiani più ascoltati a livello mondiale su Spotify non è più un’impresa impossibile. Climax Top 100 Italia è la nuova, unica e sola classifica di questo genere che fornisce dati essenziali per analizzare l’andamento del mercato della musicale del genere dance. Pronta a diventare punto di riferimento in Italia e basata su dati reali, i plays degli ascoltatori, la chart, aggiornata settimanalmente, evidenzia in maniera empirica quali sono i dj producer italiani con più streams sulla piattaforma digitale musicale più utilizzata. Appena pubblicata ha suscitato grande interesse fra gli addetti del settore e i suoi stessi protagonisti, creando uno spartiacque col passato. https://climaxplay.net/chart/

La spinta E LA PROMO di Max Esposito

Ufficialmente “Fly” è uscita 18 settembre scorso in esclusiva Traxsource e ora su Beatport. Il progetto parte tutto da Max Esposito. Sono due tracce, la original mix e il remix di Alex Rai dj. La voce è di ViViana Vivetti, cantante italiana che attualmente vive in Germania. Le sonorità vengono da un brano funky italiano degli anni Settanta. Entrambe le versioni sono di genere jackin’ house. Pubblica il tutto la PuccioEnza Records, fondata da Esposito nel luglio dello scorso anno, una label che oggi conta circa 40 release. Il brand viene distribuito da Discology, una piattaforma per la distribuzione della musica digitale, capitanata da Emilio LaNotte. Per invio demo: puccioenzarecords@gmail.com. https://www.facebook.com/puccioenzarecords/

FUTURO E PASSATO CON FullTime Factory vol. 6

Ecco la sesta esplorazione nel mondo FullTime Production con quattro nuovissime rielaborazioni di brani estratti dagli infiniti cataloghi del mega brand romano, che finalmente entrano in una nuova vita scintillante per dj, collezionisti e fanatici della Disco e della Italo Disco. Dopo i cinque volumi precedenti di successo, c’è così tanto da godere in questo nuovo viaggio da 12 pollici in edizione limitata. Un progetto completamente rimasterizzato che punta su nomi come Da Lukas, pronto a rimettere le mani su “That Special Magic” di B.B. and Band. Musta fa lo stesso con “It Will Never Be” di Ago. Antonello “Ralf” Ferrari e Aldo Bergamasco come F&B remixano “Desire” di Selection. https://www.goodymusicproduction.com/

Garrix sUONA “Piano House” di Salary Boy

Notizia flash che arriva da Giuseppe D’Alessandro, ossia KiSk, che spiega un fatto strano: Martin Garrix ha inserito un brano deep house di Apparel Music (www.apparelmusic.com) nella sua playlist su Spotify. Si tratta di un pezzo molto forte di uno svedese trapiantato a Londra, tale Salary Boy, e intitolato “Piano House” (Cat no: APPAREL002C1 e uscito il 17 agosto). Non è in fondo la prima volta che dj ex EDM big room e mainstream strizzano l’occhio alle sonorità più raffinate, è già successo a David Guetta, Tiësto e Calvin Harris che sotto le loro nuove spoglie club spesso puntano a sound alternativi. Il mondo dell’elettronica è in pieno cambiamento. https://open.spotify.com/ playlist/1boYpG5G2QkmQ7FRi2dRc1

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c over s tory

testo di Riccardo Sada, foto di Lorenzo di Lucchio

inarrestabile

Nasce nella città della canzone italiana per eccellenza: Sanremo. Le sue influenze provengono dalla musica italiana e francese. Durante i suoi studi universitari ha iniziato a lavorare per l’industria musicale e per la televisione. È stata la portavoce per diversi brand e campagne pubblicitarie. Le sue performance si contraddistinguono per la sua spiccate capacità canore. E tra un disco e l’altro ama scaldare il dancefloor con il suo microfono

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c over s tory testo di Riccardo Sada, foto di Lorenzo di Lucchio

Ha partecipato all’edizione 2016 del talent televisivo Top DJ ed è uscita su Ego con il singolo “YU?” realizzato a quattro mani con Nino Lucarelli. Georgia Mos, dj e produttrice in piena ascesa. Tra “Y U?” e “Amami a tempo” c’è una grande differenza: come ti districhi tra questi generi? “‘Amami a tempo’ è stata una parentesi nata dalla voglia di creare un pezzo nella mia lingua (italiano) per l’estate. Mi è stato domandato spesso dai follower che mi seguono di cantare e produrre un brano in italiano quindi si può dire sia stata una richiesta nata dal web che ho accolto con piacere. ‘Y U?’, come anche dischi precedenti, quali ‘If you had my love’, ‘Tan Bueno’ è ‘Call 911’, rispecchiano sicuramente più il mio stile e la voglia di puntare verso una direzione internazionale”. C’è un contributo particolare e aggiuntivo da parte di tutto lo staff Ego per il tuo ultimo singolo, “Y U?”? “Abbiamo lavorato insieme con grande sinergia. È uno staff con una lunga esperienza e mi sono affidata a loro con estremo entusiasmo e fiducia. Lavoriamo testa a testa e ci confrontiamo costantemente per lavorare su progetti che possano rappresentarmi al meglio”. In questo momento in cui non ci sono veri e propri live dj set, come impieghi il tuo tempo notturno? “Cerco di concentrare tutto il tempo sul giorno e dormire di più la notte (cosa molto strana per me). I ritmi dal periodo del lockdown sono cambiati notevolmente. Ho passato la quarantena a creare appuntamenti fissi con i follower tramite dirette su Instagram chiamate ‘Mos Party’ dove facevo dj set, interviste ad ospiti e interazione con i followers. Ho avuto il grande piacere di intervistare diversi artisti sulla pagina Instagram di DJ Mag Italia’ in un appuntamento fisso chiamato Meet & Gift. Ho lavorato sulla musica (e ‘Y U?’ è nata proprio in quarantena) e mi sono dedicata a tante cose che prima ritenevo più superflue”. Hai invece mai pensato di produrre qualcosa anche con il tuo amico e concittadino Ferdinando Mongelli? “Mi piacerebbe. Mongelli mi conosce da quando avevo 14 anni e cantavo solamente. È sempre stato un mio sostenitore e ogni volta che ci rincontriamo c’è sempre una grande energia. Ci siamo visti poche settimane fa in studio per registrare live piano e voce ‘Live your life’ di Erick Morillo scomparso purtroppo in quei giorni, abbiamo voluto farne una nostra versione pubblicata sui social è stato molto spontaneo ed emozionante”. Sei di Sanremo, vivi da dieci anni a Milano. “Dove mi sono laureata in Produzione televisiva e new media e dove lavoro spesso in studio con altri colleghi per sviluppare progetti. In quarantena sono ritornata a Sanremo, sentivo mancanza di famiglia e di mare e non mi faceva impazzire l’idea di passare il lockdown a Milano anche se ammetto che inizia a mancarmi la vita da metropoli con tutti i suoi ritmi”. Sai salita alla ribalta con Top DJ, cosa ti ha lasciato quella esperienza? “Mi ha lasciato molto sia professionalmente che umanamente. Non mi aspettavo di entrare mi sono iscritta al casting il giorno prima che chiudessero le iscrizioni. Ho avuto la fortuna di avere un gruppo magnifico siamo ancora in contatto costantemente su

www.georgiamos.com www.instagram.com/georgia.mos/ www.facebook.com/GeorgiaMosofficial/

Whatsapp e ogni volta che qualcuno esce con un disco o o con un progetto nuovo ci supportiamo a vicenda. Ero l’unica donna all’interno del programma e quindi in minoranza ma non mi hanno mai fatta sentire in disparte o fuori luogo. Ho un bellissimo ricordo della produzione e degli autori e del nostro coach Tommy Vee, che ci ha riempiti di consigli stimolanti e interessanti. Mi ha dato tanto”. Come e quanto contribuisci in fatto di scrittura e produzione, in un brano musicale? “Credo fortemente nel lavoro di squadra. A volte creo le top line altre lavoro in studio sulla scelta dei suoni o altre ancora inserisco il mio vocal. Per ogni brano nonostante lavoriamo in gruppo deve sempre in primis quello che mi rappresenta in quel momento”. Perché i tuoi brani non li canti (interamente tutti) tu? “Sia in ‘See the Light’ che ‘Amami a Tempo’ ho inserito la mia voce. Lavorando su musica prettamente dance mi piace anche utilizzare vocal di altri cantanti senza essere troppo egocentrica e volerli cantare io per forza. Il mio esempio per eccellenza è Calvin Harris “.

Sanremo si aprirà mai alla musica elettronica (a parte qualche piccola parentesi)? “Hanno invitato diversi dj e produttori come tra i quali Martin Solveig e Fargetta, si sta aprendo ogni anno sempre di più a produzioni fuori dai canoni sanremesi (vedi Achille Lauro). Sono sicura che pur mantenendo la formalità che la contraddistingue Sanremo si aprirà alla musica elettronica, il problema è solo la lingua italiana che non si sposa alla perfezione su certi generi rispetto alla lingua inglese. Per quanto mi riguarda essendo di Sanremo per me sarebbe un sogno calcare quel palco”. | 07 |


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ADV MUSIC PROMO


N EWS MILANO MUSIC WEEK

Manca meno di un mese all’edizione 2020 della Milano Music Week, in calendario da lunedì 16 a domenica 22 novembre e che ha scelto come tema “Music Works Here”. Quest’anno la MMW si svolgerà con tutte le precauzioni ed accortezze che la pandemia ha imposto da diversi mesi. Per questo motivo grande spazio sarà dato a momenti dedicati ai professionisti della musica e che giocoforza si svolgeranno in remoto, attingendo alle modalità digitali divenute prassi da diverso tempo. Tra gli argomenti che saranno trattati, molto spazio ad argomenti quali intelligenza artificiale, tecnologie, gaming e tutto quanto sarà sempre più decisivo non soltanto nel futuro della musica ma anche e soprattutto nel futuro di tutti noi. In ogni caso non mancheranno eventi e incontri alla presenza di pubblico. https://www.milanomusicweek.it

IL FESTIVAL EXIT A SUPPORTO DEL WFP

Grandi numeri per Life Stream, il progetto globale organizzato durante il lockdown dal team di Exit Festival. Un format che ha unito dj set nella location serba di EXIT ad altri streaming live in giro per il mondo, con il coinvolgimento di Charlotte de Witte, Carl Cox, Hot Since 82, Nina Kraviz, Adam Beyer, Black Coffee e tantissimi altri fuoriclasse della console. Musica di altissima qualità, capace di ottenere più di quattro milioni di views, per uno scopo nobile: supportare il WFP, ovvero il World Food Programme, al quale lunedì 12 ottobre è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace. L’anno prossimo EXIT e WFP saranno uniti dai rispettivi anniversari: Exit festeggerà il suo 20esimo compleanno, il WFP il suo 60esimo anniversario. Paradigmatico lo slogan che riassume questa nobile iniziativa: EXIT, dove l’edonismo incontra l’attivismo. https://www.exitfest.org

1.000 PUNTATE PER A STATE OF TRANCE

Giovedì 15 ottobre 2020 il radio-show di Armin van Buuren A State Of Trance ha iniziato la marcia di avvicinamento per l’incredibile traguardo delle mille puntate, anniversario che arriverà ad inizio 2021. Per celebrare al meglio l’incredibile ricorrenza, AvB ha condiviso la console con Ferry Corsten per uno specialissimo vinyl set in modalità b2b, durante il quale sono stati suonati i più grandi inni trance della storia e indicato il disco trance numero uno di sempre, in base a quanto votato dalla community che da anni segue van Buuren e la sua musica. ASOT è nato nel 2001 e vanta 42 milioni di ascoltatori ogni settimana; numeri cresciuti di puntata in puntata grazie ad emittenti radiofoniche, piattaforme on line di streaming e al canonico passa parola. ASOT è dove si possa arrivare con la musica elettronica. https://www.astateoftrance.com

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NEWS PARACHUTE: IL MAKING OF

Con quasi 2 milioni e 400mila visualizzazioni, il video di “Parachute” della star techno Paul Kalkbrenner si sviluppa attraverso uno scenario di surreale ottimismo, all’interno di un contesto urbano alquanto brutale in quel di Kiev. È così possibile vedere come l’acclamata regista russa Taisia Deeva abbia creato e concepito questo video e come gli stunt abbiano eseguito le loro acrobazie senza ricorrere ai green screen. Tutto questo è on line grazie al “making of” di Parachute: un viaggio surreale e allo stesso tempo ottimistico all’interno di una serie di condomini pericolosi. Un video che oscilla tra realtà ultraterrene e scenari aspri e che si barcamena tra speranza e disperazione, le stesse sensazioni che tutti stiamo provando in questo 2020, senza per questo mai smettere di desiderare che il mondo sia più unito che mai. https://paulkalkbrenner.net

DEADMAU5 E LA SUA NUOVA PIATTAFORMA

È partita a settembre con il set di TESTPILOT mau5trap.tv, la nuova piattaforma on line di Joel Zimmerman, noto ai più come Deadmau5. Si tratta di una realtà multichannel, realizzata in partnership con le piattaforme Maestro e StreamVoodoo, e comprende tutto quanto graviti intorno al geniale artista canadese: performance, gaming, contenuti esclusivi sia di Deadmau5 sia degli artisti che gravitano intorno alla galassia mau5trap. TESTPILOT è un alias di Deadmau5 cha ha debuttato nel 2013 in modalità b2b con Richie Hatwin, durante la kermesse texana SXSW. TESTPILOT è un vero e proprio viaggio all’interno della musica elettronica in tutte le sue modalità, con particolare attenzione per la techno in tutte le sue declinazioni. Con mau5trap.tv Zimmerman dimostra di essere uno se non più passi avanti rispetto alla maggioranza dei performer elettronici. https://www.mau5trap.tv

IL GRANDE RITORNO DELLA RIVISTA FAITH

Il ritorno di una rivista – soprattutto di questi tempi – è sempre una bella notizia: onore quindi all’etichetta discografica anglosassone Defected, in prima linea nel rilancio di Faith, pronta ad uscire questo autunno con il nuovo numero; insieme a Defected, il board è composto dai creatori della fanzine Terry Farley, Stuart Patterson e Dave Jarvis. Fedele al suo originario spirito barricadero, Faith sarè sempre disponibile in modalità free, con il dichiarato obbiettivo di comunicare alle nuove generazioni passato, presente e futuro della house music. In copertina su questo numero, Danny Tenaglia, che si racconta in una lunga intervista insieme a Harry Romero. Tra gli altri contenuti, un tributo ad Andrew Weatherall, Billy Porter che racconta i club di New York dalla sua prospettiva alquanto privilegiata, così come non mancano recensioni, chart e persino un quiz per testare la propria conoscenza della house. Bentornata, Faith. https://www.faith.london

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FACE to FACE di Riccardo Sada

Ferdinando Mongelli

Nei suoi ultimi lavori menziona un altro sito web dedicato a chi ama cantare. Nel tempo libero ricostruisce ottimamente basi musicali delle canzoni famose molto simili agli originali. Mentre un catalogo viene aggiornato settimanalmente “Sono un ragazzo degli anni ‘80. In quel periodo la musica dance era appena nata con la Motown. Noi ragazzi di quel tempo arrivavamo dal rock progressive, genere di musica molto più impegnativo. Ricordo studiavo il piano e l’organo anche consumando gli LP a forza di andare avanti e indietro con la testina del giradischi, per ascoltare e riascoltare i difficilissimi fraseggi dei grandi tastieristi di quel periodo. Poi il venerdì e sabato sera si andava in discoteca. ‘E quella musica che roba è?’, ci chiedevamo? Quasi non volevamo ammettere che quelle nuove sonorità più easy ci piacevano un sacco. E infatti i cambiamenti erano iniziati e la musica dance ebbe la meglio sul vecchio rock. Ebbene io quegli anni li ho vissuti intensamente in prima linea e assiduamente nelle discoteche di quei meravigliosi anni ascoltando e anche suonando tanta musica dance”. Ecco perché la musica dance ce l’hai nel sangue. “Non a caso il mio brano personale più importante si intitola ‘I Love To Dance’. Fa parte di un mio progetto autoprodotto che si chiama 80’s DNA Reloaded, dove esprimo al massimo il mio concetto di musica dance. Sono più indirizzato al soulful house”. Quando produrrai un brano con Georgia Mos? “Sono molto affezionato a Giorga Mos, per me sempre Giorgina, perché posso dire con orgoglio che è nata proprio nel mio studio di registrazione. Ricordo che già da ragazzina si distingueva mettendo ben in risalto le sue capacità e la sua determinazione per la musica. A 15 anni circa era già una corista ufficiale del mio studio, se capitava che avevo bisogno di

una voce femminile sapevo che potevo fidarmi di lei. Proprio recentemente ci siamo rincontrati per registrare un brano piano voce e video come tributo a Morillo. Incoraggiati dal buon successo ottenuto nei vari social, ci siamo promessi che dovremo fare qualcosa insieme al più presto. Perciò anche se non posso darti una data, posso dirti con certezza che presto ci organizzeremo”. Come si svolge una tua giornata in studio? “Prevalentemente mi dedico ai vari clienti. Mi definisco un camaleonte che dovunque lo metti prende il colore di dove si trova. E così anche io, dipende dal cliente con cui devo lavorare, cerco sempre di adattarmi alle più disparate situazioni musicali”. Ti sei preso una bella soddisfazione. “Accendere la tv sui canali RAI e ascoltare una mia composizione musicale. Devo essere sincero: non mi capita tutti i giorni. Una grande emozione. Si tratta di una musica pubblicitaria originale che ho composto per il regista Marco Pozzi che ha diretto lo spot per la città di Varese. Ultimamente altre soddisfazioni mi arrivano da una collaborazione con i popolarissimi youtuber Filling the Music, coro di ragazzi svizzeri e campioni di visualizzazioni”. www.karaoketop.com www.quickmusic.it Il resto dell’intervista la troverete sul nostro sito | 14 |


P IT C H UP

errori da non fare online

Di social tanto di parla e tanto si è parlato: di consigli su che cosa fare e che cosa non fare per migliorare la propria presenza online il web è pieno, ma poco si parla di quello che non va fatto per non rovinare la propria immagine e reputazione online. Mentre gli strumenti canonici sono spesso corredati di infinite istruzioni per l’uso, i social sono macchine meravigliose ma sprovviste di istruzioni chiare sul come comportarsi. Considerando che i social network sono una clonazione meno articolata del mondo reale, si arriva presto a capire che i modi per emergere e quelli per sprofondare nell’oblio sono molto simili, spesso e volentieri simmetrici e speculari. Nel bene e nel male tutto è sotto gli occhi di tutti, ed a differenza del mondo reale la memoria dei social è spesso una potenziale minaccia permanente. Di conseguenza è di vitale importanza gestire i propri profili in modo ragionato, evitando esternazioni ed azioni che potrebbero invalidare un percorso di crescita e costruzione di un’immagine personale di successo: le cose più pericolose in senso assoluto sono il black humor e la promozione costante di ogni tipo di “causa” che rientrino nel cosiddetto #trendtopic. Entrambe le situazioni, pur essendo ai due poli opposti, possono portare ad offendere qualcuno del pubblico in modi diversi ed in alcuni casi possono smascherare un comportamento costruito grazie ad eventuali contraddizioni che possono crearsi nel tempo. È sempre bene ricordarsi che si è in qualche modo musicisti, artisti, dj, produttori discografici e

non attivisti o leader politici. E mai come nella fase di lockdown si è capito – per chi ha voluto capire – che non si è obbligati ad esprimere la propria opinione su qualsiasi cosa. Mai come in questa fase storica il silenzio si è rivelato d’oro, così come è sempre utile ricordare che è meglio tacere e dare l’impressione di essere un idiota che aprire bocca (o scrivere un post) e levare ogni dubbio. Da evitare altresì atteggiamenti e comportamenti che possano stancare o indebolire l’attaccamento del proprio pubblico, idem per l’approccio da groupie nei confronti di diversi artisti di successo o dei quali si prova ad attirare l’attenzione: dimostrare troppo interesse per il lavoro altrui potrebbe invogliare a seguire gli artisti supportarti, soprattutto quando questi attestati di stima non siano ricambiati. Al bando anche i post copiati da altri (in parte o integralmente) o il millantare legami con organizzazioni o artisti dei quali non siano rintracciabili prove concrete: verificare è estremamente facile e mentire in cerca di fama non può far altro che generare antipatie. E sull’ultimo punto si chiude con un divieto totale ai post di polemica per un proprio insuccesso! Buon social. http://www.pitchup.it

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AMNESIA ADV


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The Labels releaseS in progress news discografiche e dintorni

Si chiama Giulia Molino #01 la poliedrica artista napoletana, rapper e autrice, che pubblica oggi il suo nuovo singolo “Cchiu’ Fort’”, prima collaborazione con Lele Blade e Hal Quartièr. Dopo diverse esperienze, tra cui la partecipazione all’IDA Academy, la campana di Torre del Greco, entra a far parte della scuola di Amici di Maria De Filippi nell’edizione 2019/2020. Proprio qui ha modo di convincere i giudici cantando due brani: un suo inedito “Solo questo mi è rimasto” e un brano di Ghali “Happy Days” (con le nuove barre riscritte da lei in napoletano) che le permettono di passare le selezioni riscontrando fin da subito un grande entusiasmo da parte del pubblico. Oggi esce su Virgin. Stessa label per Il duo elettro-pop berlinese Twocolors #02 è già nella Top10 dei brani dance più trasmessi dalle radio italiane (e Top70 general chart) con “Lovefool”, una rivisitazione in chiave dance del successo del 1996 dei Cardigans. Il singolo oggi si arricchisce di tre versioni: la acoustic version, un remix a cura del produttore finlandese Lenno e un remix fatto dagli stessi tedeschi. Gli artisti internazionali di Warner Music dominano la classifica delle radio italiane (fonte Earone) e al primo posto c’è Dua Lipa con “Levitating” e al #7 della Dance Chart; Clean Bandit & Mabel “Tick Tock feat. 24KGoldn..” e al #3 della Dance Chart e 13esimo Guetta e Sia e al #4 della Dance Chart. Una delle collaborazioni artistiche più amate, dopo il successo globale di “Flames”. Torniamo alla Universal. Il dj e produttore inglese Jax Jones ritorna con il suo nuovo singolo “I Miss U” in collaborazione con la cantautrice tedesca di origine caraibiche, Au/Ra. “I Miss U” segna il ritorno del pluripremiato artista inglese (già nominato per vari premi quali Ivor, BRIT e GRAMMY), dopo il successo del suo album di debutto “Snacks”, uno dei dischi dance più venduti dello scorso anno. Con 5 miliardi di stream, 2 miliardi di visualizzazioni video e 40 milioni di singoli venduti, Jax Jonas #03 continua la sua ascesa nel mondo della musica dance. Con “I Miss You” Jax torna alle sue radici underground. Il brano ha infatti dei ritmi e beat più “freddi” rispetto alle sue tracce dance più popolari. Il tutto è accompagnato dalla voce graffiante della cantautrice tedesca Au/Ra, nota soprattutto per il successo del 2018, “Panic Room”. “I Miss You” segue una serie di singoli pubblicati in collaborazione con diversi artisti: da ‘You Don’t Know Me’ ft RAYE, “Harder” feat. Bebe Rexha, ‘Instruction’ ft Demi Lovato e Stefflon Don, a ‘Ring Ring Ring’ ft Mabel e ‘This Is Real’ ft Ella Henderson.

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CANAZEi


MALE DJ

di Dan Mc Sword, foto di Luca Rossetti

Michele Panzieri

Classe 1976, pesarese, finiti gli studi classici Michele Panzieri si è subito dedicato all’attività di musicista polistrumentista, producer, dj e speaker radiofonico. Nel 2010 ha aperto il locale Circolove, divenuto in breve tempo una realtà di riferimento per gli appassionati di house e techno del Centro Italia. Dj guest resident al Peter Pan di Riccione e alla Villa delle Rose di Misano Adriatico, quest’autunno è pronto a lanciare due nuovi progetti: Radio House e Spazio Webo, rispettivamente un canale dedicato all’elettronica di qualità e un auditorium polifunzionale. Come ti sei avvicinato alla musica elettronica? “Io provengo da rock, blues, new wave e dalla musica sperimentale e ho amato Frank Zappa sino alla follia. Quando ho iniziato a lavorare come speaker in radio, affiancando questa attività a quella di musicista polistrumentale, ho iniziato a condurre programmi dance. Nel 2011 sono andato a vivere a Ibiza e ho approfondito la cultura elettronica, mi sono innamorato di questo sound fresco, nuovo, dinamico. Appena tornato in Italia ho continuato a voler approfondire questo universo e così è nato il progetto Circolove, nome che deriva da Circolo (l’originale destinazione d’uso della location) + Love”. I tuoi dj e producer preferiti? “Variano di anno in anno: l’elettronica è un genere che si consuma velocemente e si aggiorna di continuo. In pochi mi affascinano a distanza di anni: penso in particolare a Villalobos, che resta il mio preferito in assoluto, a Four

Tet, Dj Tennis, Mano Le Tough. Ammiro molto anche le produzioni di Raresh e James Dexter”. Il tuo rapporto con i social network? “Non ho mai avuto un grandissimo rapporto. Sono un ottimo modo per promuoversi, ma preferisco sempre vedere un tramonto piuttosto che fotografarlo. Ammiro di più le cose non dette, quanto viene suggerito e non raccontato, mi intriga di più l’artista che io devo scoprire rispetto a chi invece ti racconta tutto quanto, fermo restando il mio rispetto per chi riesce a sdoppiarsi tra vita reale e vita virtuale”. Il tuo nuovo progetto Radio House è in rampa di lancio. “Non vedo l’ora di partire con questo progetto, che partirà su app ma presto sarà anche in modulazione di frequenza: un canale dedicato esclusivamente al clubbing e all’elettronica dalle identità molto forti. 24 ore al giorno, sette giorni su sette, con approfondimenti, selezioni ricercate, suggestioni in grado di coinvolgere sia l’appassionato sia il neofita. All’inizio sarà un radio di flusso, senza conduttori, ma con il tempo avremo programmi, ospiti, interviste, contenuti che raccontino in maniera inedita ed emozionale una community che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo”.. https://www.facebook.com/michele.panzieri https://www.instagram.com/michelepanzieri https://www.instagram.com/circolove_official | 22 |


FEMALE ARTIST di Dan Mc Sword

alexandra voice

Una carriera iniziata come ballerina, proseguita in seguito come presentatrice e cantante. In breve tempo Alexandra Voice è diventata una vera e propria star della nightlife, grazie ad un look accattivante unito ad un timbro vocale riconoscibile e ad una grinta deflagrante. Si è esibita in oltre 400 locali, ha condotto un programma per Radio Studio Più e si è aggiudicata i Dance Music Awards. È membro del Consiglio Direttivo e Responsabile Nazionale Vocalist del neonato SILS, il Sindacato Italiano dei Lavoratori dello Spettacolo. Parliamo del SILS. “È nato perché mancava una sigla sindacale che tutelasse gli interessi dei lavoratori di club, discoteche ed eventi. Vogliamo il riconoscimento delle professioni stesse, l’istituzione di un albo professionale, la creazione di canali di comunicazione tra lavoratori e istituzioni. Tra le prossime iniziative in cantiere, il sollecito di congrui ammortizzatori sociali per i lavoratori a causa della catastrofe Covid e l’istituzione di un albo dei dj”. Che musica ascoltavi da teenager? “Prevalentemente musica pop. Sono una fan sfegatata di Madonna e Michael Jackson. Amavo – ed amo tutt’ora – la dance. Ballarla è uno spasso”. Come ti sei avvicinata alla musica elettronica e alle discoteche? “Per me la discoteca ha sempre avuto un fascino particolare. Ho iniziato ad andare in discoteca alla domenica pomeriggio quando avevo 11 anni e da allora non ho più smesso in un locale ubicato nella stessa via

dove adesso vivono i miei genitori. Sarà un caso? Non credo proprio”. E adesso? “Amo qualsiasi genere che sia in grado di emozionarmi: dalla musica italiana all’opera, dalla house all’hard style. La musica ha un potere immenso che sovrasta le distinzioni di genere”. Il tuo rapporto con i social network? “Assolutamente lavorativo. Se non fosse necessario, utilizzerei soltanto Twitter. I social hanno cambiato drasticamente le dinamiche in ogni settore della vita, con indubbie comodità e nuove opportunità, ma ha impoverito la capacità di confronto ‘de visu’ delle persone”. Come hai vissuto questa quarantena? Che insegnamenti ne hai tratto? “L’ho vissuta abbastanza bene. Ho avuto momenti della vita molto peggiori. E ho imparato molto: la vita può davvero cambiare da un momento all’altro. Ho imparato a lasciar accadere le cose, senza contrastarle, cercando di trovare il bello e l’utile in ogni esperienza. In fondo siamo qui per questo: fare esperienza”. I tuoi progetti per il 2020/21? “Evolvermi professionalmente. Vorrei portare i miei talenti e le mie competenze anche in altri campi. Ho un paio di progetti in mente e mi sto adoperando per realizzarli”. www.facebook.com/alexandra.voice www.instagram.com/alexandra.voice www.twitter.com/alexandra_voice | 23 |


Nightlife

locali | one-night | festival

MUCH MORE MUSIC ACADEMY Il Much More di Matelica (Macerata) diventa accademia per nuovi talenti nel mondo della musica. Nei prossimi mesi la discoteca marchigiana si trasformerà in una scuola con appuntamenti infrasettimanali dedicati a futuri deejay e ad artisti che vogliono imparare a 360° gradi una professione spesso sottovalutata o approcciata in maniera errata. La Much More Music Academy si prefigge l’obiettivo di formare e inserire direttamente nel mondo della musica ogni singolo allievo che prenderà parte ai corsi, il tutto grazie all’indispensabile supporto di artisti di calibro nazionale e internazionale che faranno da tutor e grazie alla partnership con importanti protagonisti del settore che saranno rivelati nelle prossime settimane. A breve sarà altresì rivelata la data degli open day, in modo di permettere agli aspiranti studenti un primo approccio alla materia. Le lezioni partiranno da gennaio 2021. https://muchmoreacademy.com

DISCO RUIN “Disco Ruin” è un film/documentario di 115 minuti diretto da Lisa Bosi e Francesca Zerbetto, che racconta 40 anni di club culture italiana. Un vero e proprio viaggio visionario, che ripercorre ascesa e declino delle cattedrali del divertimento per antonomasia tra arte, musica e moda. Quattro generazioni tra notti in autostrada e afterhour che divorano il giorno, un racconto che non fa sconti a nessuno né concessioni alla retorica, ma che descrive come meglio non potrebbe un settore che negli anni ha inciso su tendenze e costumi come pochi altri. Roma, Bologna, Riviera Romagna e tanto altro ripercorsi in “Disco Ruin” senza un attimo di tregua, con una precisa cifra stilistica e senza soluzione di continuità. Dopo l’anteprima di metà ottobre alla Festa del Cinema di Roma, restiamo in attesa di conoscere il calendario delle proiezioni nei cinema di tutta Italia. http://www.discoruin.com

SILS, SINDACATO ITALIANO LAVORATORI DELLO SPETTACOLO Tra le novità più salienti post di lockdown, spicca senza subbio il Sils, acronimo per Sindacato Italiano Lavoratori dello Spettacolo. Il Sils convoglia a sè tutti i professionisti che lavorano all’interno delle discoteche, dei club e negli eventi: deejay, vocalist, performer, musicisti, cantanti, ballerini, animatori, presentatori, organizzatori e addetti alle pubbliche relazioni. La pandemia ha prepotentemente messo in risalto la mancanza di una vera e propria associazione di categoria per una serie di professionisti assai poco considerati tali da gran parte dell’opinione pubblica, nonché ha evidenziato quanto fosse necessaria una rappresentanza sindacale in grado di dialogare, nelle sedi opportune con le Istituzioni. Parliamo di SILS anche nell’intervista ad Alexandra Voice, nostra female artist in questo numero di Danceland. http://www.sils.club/

CLUBBERS, LA COMMUNITY DELLA NIGHTLIFE Clubbers è la prima community italiana per imprenditori della nightlife: un gruppo attivo su Facebook creato ad inizio anno e che vanta più di 1.400 affiliati; un’idea nata da Ale Big Mama, tra i più noti organizzatori italiani di eventi. La sua missione? Quella di fornire i cosiddetti “buoni consigli” agli addetti ai lavori, soprattutto ai più giovani e alle prime armi, che nell’attuale crisi congiunturale del settore hanno pochissimi esempi ai quali fare riferimento. Una sorta di vera e propria scuola on line, dove confrontarsi, esporre le proprie idee e soprattutto ricevere suggerimenti e spunti per migliorare la propria attività. Una community quanto mai utile in questa fase di quarantena prolungata, che ha dato vita a parecchie interviste in diretta, contenuti di vario genere e persino ad un magazine digitale. https://www.facebook.com/groups/ABMClubbers/ | 20 |


nightlife

locali | one-night | festival

WE ARE ENTERTAINMENT We Are Entertainment è un progetto di comunicazione e una community che nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla gravissima situazione che sta travolgendo il settore dell’intrattenimento, cercando attraverso soluzioni concrete e sostenibili di far fronte a questa fase di lockdown causata dal COVID-19, in una fase storica nella quale ogni certezza è venuta meno e la pandemia ha messo in ginocchio l’intero pianeta. Ogni settore è stato travolto da una crisi senza precedenti, non ultimo il settore dell’intrattenimento, con quasi 100mila operatori del settore senza ammortizzatori sociali e senza alcuna prospettiva a breve e a medio termine. È giunto quindi il momento di trovare soluzioni concrete e condivise per poter tornare ad esercitare la propria professione: We Are Entertainment è pronta a fare la sua parte. https://www.facebook.com/pg/WEAREENTERTAINMENTITA

ROBOT FESTIVAL RINVIATO AL 2021 Confini da attraversare e limiti da superare, per sprigionare energie che non si pensava di possedere: sulla via della conoscenza e della sperimentazione: questi i temi fondanti di RoBOt, il festival di musica elettronica e arti digitali in programma a Bologna in un primo momento dal 23 al 25 ottobre 2020 e poi rinviato a maggio 2021. Da sempre RoBOt è immaginato come un autentico esercizio di esplorazione, una pratica di ricerca nella quale, alla stessa maniera, gli artisti e il pubblico sono impegnati. Negli spazi post-industriali di DumBo, il tema del 2020 e del 2021 sarà Borders, con una line up formata da Caterina Barbieri, Donato Dozzy e Lorenzo Senni (nella foto di John Divola) e tanti altri ancora. E come nelle migliori tradizioni di RoBot, non mancheranno panel e workshop. Ad maiora. http://www.robotfestival.it

CIREVOLUTION SHOW CirEvolution Show è un nuovo format dedicato alla musica, alla danza, alla libertà d’espressione, con particolare attenzione dedicata ad allestimenti, costumi, accessori di scena, a ballerine professioniste e alle loro movenze di voguing. Il tutto accompagnato dal dj set di Cire e dalla sua voce. “Dopo vent’anni d’esperienza come vocalist, ho voluto creare qualcosa di nuovo – spiega Marco Ciresola in arte Cire – In questo periodo molto particolare e difficile, abbiamo riscoperto il vero significato di libertà. È tornata la voglia di divertirsi e regalarsi qualche ora di spensieratezza! Insieme a Simone Farina di Saifam Group, la label discografica di Verona, abbiamo creato un progetto innovativo. Lo show non deve esser visto con distacco, ma i veri protagonisti sono i nostri ragazzi che si lasceranno coinvolgere anche grazie alle arti figurative”. https://www.instagram.com/iam.cire

MIR 2021 A MARZO 2021 MIR Tech torna alla Fiera di Rimini dal 7 al 9 marzo 2021. La manifestazione di Italian Exhibition Group dedicate a Light, Sound, Visual, Integrated System & Broadcast, sarà il primo appuntamento in Italia per un mercato tra i più colpiti dalla crisi di questi mesi e che sta cercando di riprendersi. “Siamo al lavoro da tempo per la prossima edizione di MIR Tech dopo il rinvio obbligato e siamo molto fiduciosi perché la manifestazione costituisca il punto di ripartenza per l’intero settore delle tecnologie per eventi - rivela Marco Borroni, Group Brand Manager di IEG - In cantiere abbiamo anche numerose novità - Intanto abbiamo lanciato una serie di webinar a sostegno di aziende e operatori del settore”. C’è bisogno di tornare a ritrovarsi tra addetti ai lavori, e momenti come il MIR possono e devono dare il loro contributo in tal senso. https://www.musicinsiderimini.it | 21 |


SEI PRONTO A SENTIRE IL SUONO? WWW.BASSME.COM


t o p c l u b i ta ly il meglio del clubbing italiano

LO SPETTACOLO DEVE CONTINUARE di Dan Mc Sword

SILB: UN PONTE TRA LOCALI E ORCHESTRE

Ballare si può? Quando si è in coppia, nel rispetto delle norme, sì. Ballare è gioia, ballare è vita. Ed è un mestiere. Per chi, come le orchestre italiane, sulla musica ha fondato la propria professionalità. Per questo, Obis, unione Orchestre Ballo Italiano e Spettacolo, si è unita al Silb (Il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo) nel promuovere la danza di coppia, per difendere quelle che sono vere e proprie aziende di intrattenimento, che traggono le loro professionalità dai conservatori, dalla passione, dall’amore per la musica e per la gente. Obiettivo? Riprendere a ballare in coppia nel rispetto delle norme di sicurezza. E riportare a lavorare professionisti fermi da mesi e mesi, senza prospettive di lavoro certe. Il legame fra gestori di locali e orchestre è endemico. La capacità degli uni e la professionalità degli altri convergono verso un’offerta qualitativa che ha come scopo divertire. Un mestiere, non un’attività estemporanea. Dalle orchestre e dalle loro serate danzanti – per molti addetti ai lavori – c’è soltanto da imparare. https://www.silb.it

CLUB TO CLUB E IL SUO PROGETTO INEDITO

Negli anni Club To Club ha saputo meritarsi un ruolo più che rilevante nel panorama musicale italiano ed internazionale, in grado lo scorso anno di registrare oltre 30mila presenze provenienti da 45 nazioni diverse. Il ventennale di Club To Club (C20C) sarà celebrato nel 2021, mentre quest’anno viene lanciato il nuovo progetto inedito C0C (CZEROC), che da giovedì 5 a domenica 22 novembre includerà show speciali e performance in prima assoluta, eseguite con pubblico o senza pubblico, comunque in diretta live su clubtoclub.it, installazioni sonore pubbliche, conversazioni, pubblicazioni tematiche e show visivi, che coinvolgeranno ed esalteranno le architetture di alcuni tra i luoghi più iconici di Torino e del Piemonte, con appuntamenti sia diurni che serali; tra le location scelte, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, le OGR—Officine Grandi Riparazioni, Porta Palazzo, la Fondazione Accorsi—Ometto e il Teatro Carignano. https://clubtoclub.it ALE BIG MAMA, IL MERCANTE DELLA NOTTE Secondo una recente indagine di settore, nel primo semestre 2020 i locali notturni hanno registrato un fortissimo calo di fatturato. I dati relativi al mondo dell’intrattenimento sono emblematici: -90%. Tenendo presente che l’Italia, in ambito europeo, è uno dei principali mercati, viene da chiedersi come fare per rilanciare un locale stretto nella morsa del COVID-19. Per tutti gli addetti ai lavori che si trovano a dover affrontare questa problematica, ecco il libro di Alessandro Imarisio in arte Ale Big Mama: “Il Mercante della Notte. Il Metodo Comprovato per Scalare il Mercato Notturno Attraverso la Storia di Ale Big Mama”(Bruno Editore). Al suo interno, l’autore va a condividere un metodo, frutto di anni di esperienza e di successi in ambito nightlife, finalizzato a rilanciare efficacemente un’attività in questo settore. https://www.facebook.com/ALEBIGMAMA | 30 |


top club WORLDWIDE il meglio del clubbing mondiale

THE SHOW MUST GO ON

di Dan Mc Sword

IL BERGHAIN DIVENTA GALLERIA D’ARTE

Chiuso dalla scorsa primavera causa pandemia, l’epico club berlinese Berghain si converte sino a dicembre in galleria d’arte, contemporanea e momentanea, ospitando la mostra Studio Berlin, che coinvolge 85 artisti, tra i quali spiccano Cyprien Gaillard, Wolfgang Tillmans, Klara Lidén, Rosemarie Trockel e Raphaela Vogel. Le loro opere sono collocate su una superficie di 3.500 quadrati circa, disseminate tra la pista da ballo e gli altri spazi di questa ex centrale elettronica divenuta con il tempo uno dei club più famosi al mondo. Sarà possibile prenotare visite guidate, così come il ricavato dei biglietti d’ingresso andrà a favore del Berghain, impegnato come quasi tutte le realtà del settore in una durissima battaglia per la propria sopravvivenza. Studio Berlin dimostra una volta di più che i tedeschi sono diversi passi avanti rispetto a tutti nel gestire situazioni di estrema emergenza, basti pensare a United We Stream, della quale abbiamo più volte parlato nei precedenti numeri di Danceland. https://www.berghain.berlin

BPM GOES TO IBIZA

Ibiza pensa sempre più concretamente e realisticamente al 2021. Nel numero scorso di Danceland abbiamo riferito della programmazione della prossima estate dell’Hï Ibiza, adesso riferiamo con piacere degli showcase The Ibiza Opening, che il festival BPM terrà sulla isla da giovedì 29 aprile a sabato 1° maggio 2021 in collaborazione con l’International Music Summit e la piattaforma Polllen. In programma una serie di party che coinvolgeranno i migliori locali della isla, così come saranno disponibili pacchetti comprensivi anche di soggiorni in hotel, residence e appartamenti. Con l’approdo ad Ibiza il BPM mette un altro tassello nel suo personalissimo risiko, dopo essere tornano in Messico ed essere approdato in Portogallo e in Costa Rica. Ancora pochi giorni e saranno rivelati anche i primi nomi della line up. Un altro appuntamento da segnarsi in calendario sperando che il 2021 arrivi prima possibile. Foto di Alive Coverage https://thebpmfestival.com

EDC TORNA IN EUROPA

Tiësto, Eric Prydz, Armin Van Buuren, Marshmello, Alesso, Dimitri Vegas & Like Mike, DJ Snake, Don Diablo, Diplo, Gorgon City, Nora En Pure, Sonny Fodera, Solardo, Hahhah Wants, Sam Divine, Charlotte De Witte, Richie Hawtin, Camelphat, Jamie Jones, Michael Bibi, Patrick Topping, Sven Vath, Maceo Plex e Adam Beyer presents Drumcode. Questi sono soltanto alcuni dei principali nomi annunciati per EDC Europe 2021, in programma a Portimão in Portogallo, da venerdì 18 a domenica 20 giugno dell’anno prossimo. Cinque gli stage previsti, con i più importanti generi di musica elettronica egualmente rappresentati. Electric Daisy Carnival torna in Europa dopo tanti anni d’assenza, per celebrare al meglio il suo 25esimo anniversario, che avrà come massima espressione il festival di Las Vegas in calendario dal 21 al 23 maggio 2021 portugal.electricdaisycarnival.com | 33 |


SAINT MORITZ


FESTIVALS AROUND THE WORLD di Dan Mc Sword

Festivals Around The World AMSTERDAM DANCE EVENT - OLANDA Causa pandemia, anche l’ADE di quest’anno ha dovuto rimodularsi e convertirsi in (quasi) tutto e per tutto in modalità digitale. Massima attenzione per i panel on line promossi sotto l’egida di ADE Pro; tra gli argomenti in programma, “How Africa is Redefining Electronic Music”, “The Elephant in the Room: Publishing Splits”, “The Only One in the Room: Gender Equality on the Workfloor” e “Sexual Misconduct in the Music Industry: Some Solutions”. AFEM, Conflux Connect, Native Instruments, Netflix e l’Università di Portsmouth tra i protagonisti di quest’anno. Sono state annunciate le date dell’edizione 2021: da mercoledì 13 a domenica 17 ottobre. Foto di Marco Scheurink e Tom Doms https://www.amsterdam-dance-event.nl

21-25 ottobre 2020 20-21 marzo 2021

I più importanti EVENTI DAL mondo DELLA MUSICA ELETTRONICA TIME WARP - GERMANIA -

Anche Time Warp non ha potuto sottrarsi all’annullamento dell’edizione 2020, causata come per quasi tutti i festival dalla pandemia che ha impedito lo svolgimento di un’infinità di manifestazioni che hanno la loro essenza nell’assembramento. L’appuntamento è quindi stato fissato per il marzo dell’anno prossimo, come sempre alla Maimarkthalle di Mannheim. Time Warp è uno dei festival di musica elettronica più famosi ed amati al mondo, che dalla Germania si è esteso in tutto il mondo, in particolare nel Nord e nel Sud America. Al momento nel quale scriviamo queste note è ancora confermata l’edizione 2020 di Time Warp Brazil, in calendario a San Paolo dal 13 al 15 novembre prossimi. Incrociamo le dita. In attesa di tutto ciò, si può fare un pensierino alla bicicletta in fibra di carbonio di Time Warp realizzata in limited edition e disponibile sul sito del festival. https://www.time-warp.de/

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FESTIVALS AROUND THE WORLD

26-28 marzo 2021

ULTRA MUSIC FESTIVAL

KAPPA FUTURFESTIVAL - ITALIA -

- STATI UNITI -

Quest’anno l’Ultra Music Festival sarebbe dovuto tornare nella sua location storia a Bayfront Park, dopo la parentesi non felicissima del 2019 a Virginia Key. Lo stato d’emergenza decretato a causa della pandemia da Coronavirus ha ovviamente obbligato i rispettivi organizzatori ad annullare Ultra, Miami Music Week e Winter Music Conference; soltanto gli IDMA, gli International Dance Music Awards non sono stati annullati, ancorché circoscritti ad una serie di annunci dei vincitori sui social network. L’Ultra tornerà nel 2021, per la precisione da venerdì 26 a domenica 28 marzo. Al momento in cui scriviamo queste note, ancora confermato invece Ultra Europe, in calendario a Spalato dal 10 al 12 luglio. Una news che ne annunciava la cancellazione è stata subito smentita dagli organizzatori. Vedremo per quanto. Foto di Philippe Wuyts https://ultramusicfestival.com/

TOMORROWLAND

04-05 luglio 2021

16-18 e 23-25 luglio 2021

- BELGIO -

Dopo aver annullato l’edizione invernale in Francia, a metà aprile Tomorrowland ha dovuto comunicare il rinvio della sedicesima edizione del festival che più di tutti riassume l’essenza di che cosa possa significare una manifestazione globale che abbia come epicentro la musica elettronica. Per tornare a Boom, in Belgio, si dovrà aspettare luglio del prossimo anno. Tutto quanto comunicato sia sui canali social sia con un’edizione speciale del quotidiano che viene stampato ogni anno durante entrambi i week-end del Tomorrowland. Nel frattempo sono sempre più attive le sue piattaforme United Throught Music e One World Radio, che venerdì 22 maggio proclamerà la canzone numero della sua Top 1000 tra le tracce che hanno fatto la storia del Tomorrowland. Una storia che riprenderà in tutta la sua potenza dal 2021. https://www.tomorrowland.com/

“Durante le scorse sette settimane, a casa non a caso, abbiamo incessantemente simulato scenari che mantenessero viva la data di inizio luglio, fantasticando in una straordinaria nuova edizione. La verità che la situazione si protrae seria, l’incertezza sulla ripartenza del nostro settore totale! Non ci sono le condizioni per garantire la sicurezza del nostro amato pubblico per tutelare le persone coinvolte nella produzione, per ballare, per nulla!”. Con queste parole il team di Kappa FuturFestival ha comunicato ufficialmente il rinvio dell’edizione di quest’anno al 2021. I biglietti già acquistati restano validi per il 2021 o se si preferisce per il 2022. Si spera comunque di non dover aspettare l’anno prossimo, e con il Kappa ci ritrovi già quest’anno con Futur Beats e Movement. https://www.futurfestival.com/

11-12 settembre 2021

DECIBEL OPEN AIR

- ITALIA -

La quarta edizione di Decibel Open Air, che si sarebbe dovuta svolgere sabato 5 e domenica 6 settembre 2020 al Parco delle Cascine di Firenze, è stata ufficialmente posticipata a sabato 11 e domenica 12 settembre 2021. A breve Decibel Open Air comunicherà i primi artisti per l’anno prossimo, con il dichiarato obbiettivo di confermare quelli già annunciati per quest’anno ed impreziosire ulteriormente la line up, che sarà la più ricca e variegata di sempre. I biglietti per Decibel Open Air sono stati rimborsabili sino a mercoledì 22 luglio 2020 attraverso i canali di vendita ai quali ci si è rivolti, così come restano validi per l’edizione 2021. I ticket per il 2021 sono già disponibili sul sito ufficiale della manifestazione. Appuntamento con Decibel Open Air a sabato 11 e domenica 12 settembre 2021. https://www.decibelopenair.com/

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AR E A

Midance 2020: ecco LA data e LA location

Lunedì 16 novembre al 55 Milano produttori, musicisti, dj, PR, discografici si preparano per la 18esima edizione del primo unico e imitato evento italiano dedicato alla musica elettronica La 18esima edizione di Midance si terrà lunedì 16 novembre 2020 alle ore 18,00 presso il 55Milano FIFTYFIVE (via Piero della Francesca, 55/A). Midance è la manifestazione che permette a produttori, musicisti, dj, promoter, discografici e appassionati di scambiare idee e trovare il brand giusto o lo sfogo promozionale ideale. La regola delle 3 w. In collaborazione con TekTalk - Music & Business, format in piena ascesa e ideato in pieno periodo di lockdown, Midance sposa la regola delle 3 w: punterà da oggi anche su workshop online, webinar e sulla sua wondersquad, una community sempre più attiva e prolifica. Midance diventa un articolato “format formativo”, uno speciale contenitore forte delle sue dirette video (su Facebook e YouTube; e disponibile anche in formato audio su SoundCloud). Maggiore età. Midance si tiene ogni anno nel mese di novembre e dal 2019 in concomitanza con la Milano Music Week. Addetti ai lavori della musica dance elettronica si incontrano dal 2002 per dibattere numerose tematiche relative ai p r o b l e m i d e l l ’i n d u s t r i a musicale, live e discografica. Quest’anno l’appuntamento spegnerà le sue prime 18 candeline diventando maggiorenne e sempre più iconico e imperdibile. La specializzazione paga, le alleanze pure. Midance è l’unico evento italiano dedicato a realtà come produzione, placement, scouting, promo, career building. Si consolida infatti la collaborazione con F.I.P.I., Federazione

Internazionale Proprietà Intellettuale, sempre vicina all’industria musicale e alla tutela del copyright, e con BigBiz Studio sul versante tecnico. Tra i nuovi partner anche

WeAreEntertainment, che unisce in un solo colpo i professionisti di un comparto in difficoltà come quello dell’intrattenimento. Midance è l’unica e imitata manifestazione volta alla discografia clubbing da anni in Italia ed è in grado di riunire il gotha della musica dance elettronica, clubbing underground, pop overground mainstream e non solo. Divertimento, b u s i n e s s , condivisioni, nuove sonorità e contrattazioni in un’unica data. Official hashtag: #midance2020 #midanceitaly www.midance.it www.facebook.com/midanceitaly www.55milano.com www.facebook.com/events/334790504271470

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F O C US di Riccardo Sada

TRIONFO VIA streaming per i Cosmic Gate Lo show da Miami è stato accompagnato da una innovativa coreografia. E adesso i due super dj sono sempre più pronti per esibizioni di grande livello La prima doppia esibizione del duo trance dei Cosmic Gate è stata trasmessa sabato 3 ottobre,‘For Your Mind’, due ore di viaggio un po’ progressivo e un po’ trance supportato e accuratamente mappato con effetti visivi innovativi creati appositamente per l’appuntamento a stelle e strisce. È stata anche suggellata la nuova collaborazione con Andrew Bayer e sono stati integrati nel set i remix che il tandem teutonico ha realizzato per Andrew Rayel (‘Everything Everything’) e Joe Smooth (‘Promised Land’) e gli inediti recenti ‘Universal Love’ e ‘Your Mind’. Due settimane dopo, ovvero sabato 17 ottobre, i Cosmic Gate sono tornati con il loro secondo show, ‘The Classics’. Vivere in città diverse e non poter incontrarsi durante la chiusura è stata un’esperienza surreale e inaccettabile, i per i due artisti, abituati a

trascorrere insieme una media incredibile di 50 weekend all’anno. I concerti hanno solennizzato quindi il ritorno di Nic & Bossi, fermi da mesi ma non per questo non pronti nel compiere uno sforzo importante nella loro prima produzione destinata all’online. “Naturalmente, abbiamo la speranza che la

situazione attuale non peggiori. Come molti però, non ci piace come la crisi viene oggi gestita nel settore; nonostante ciò, The Temple House sarà un luogo in cui i nostri sogni digitali più pazzi diventeranno realtà”, ha spiegato Nic. “Viviamo per suonare, viviamo per i nostri fan: se dobbiamo essere creativi, allora dobbiamo fare qualche sacrificio. E lo faremo. Abbiamo messo in piedi due eventi unici che ci permetteranno di svolgere il nostro lavoro nella assoluta sicurezza”, ha aggiunto Bossi. Quando è il momento di trasmettere in modo originale durante il lockdown, i Cosmic Gate non si tirano indietro. Così, hanno dimostrato subito di essere aperti al nuovo con le loro suggestive dirette in streaming. A distanza di mesi, ora, la coppia più trance in circolazione passa dalle esibizioni di inizio anno dei terrazzi di New York agli spazi inediti della Florida. Nel mese di ottobre, così, Claus Terhoeven (Nic Chagall) e Stefan Bossems (DJ Bossi) sono andati oltre il semplice dj set online e hanno presentato un live show streaming di stampo premium presso la Temple House di Miami, un luogo speciale in cui l’unico vero limite è stata… l’immaginazione. Riconosciuta a livello mondiale e pluripremiata per le proiezioni a 360 gradi, la location ha rafforzato il valore della duplice esibizione attraverso tecniche digitali inusuali e avanzatissime. https://cosmic-gate.de/ | 43 |


F O C US di Riccardo Sada

SQU4RE e DIP nel docufilm “Porta(Le) Venezia”

Il viaggio cinematografico dello storico quartiere, da tempo, punto nevralgico della comunità LGBT, sonorizzato da due brani di altrettanti talenti del mondo di r12 Alberto Pattacini, regista di “Porta(le) Venezia”, film documentario con la regia di Giacomo Caglio, ha cercato nella community myr12 i suoi talenti per sonorizzare le immagini del suo lavoro. Il regista ha scelto le tracce più adatte e particolari di Diego Bocchi aka SQU4RE e Riccardo Di Palma aka DIP e le ha inserite nella versione finale del documentario visibile sulle principali piattaforme internazionali. Porta Venezia è il quartiere di Milano che ha fatto della diversità un fattore di evoluzione. Hanno partecipato anche produttori come Alessandro Branca, Somne, Sound Shapes, Avikal & Max Bertolesi, Katatonic Silentio, Le Shamp. “Conosco r12 da tempo, sono amico del fondatore Marco Sanseverino. Un giorno, parlando con il direttore didattico Gabriele Vesigna della colonna sonora per il docu, è uscita l’idea per me pazzesca di

Tutto è partito da r12 che aveva inserito un contest nella community myr12 per prendere parte alla colonna sonora. “Ho pensato fosse un ottima idea provarci; da lì a qualche mese mi è stato comunicato che era stato preso il mio pezzo e quello di un altro ragazzo. Ho avuto modo di vedere l’anteprima e oggi mi complimento con Alberto (Pattacini) e il suo team per questo lavoro”. DIP ha prodotto “Venice Vibe” concentrandomi su immagini e trama del docufilm e dice. “Ho pensato che fosse necessario creare qualcosa di attinente alla nightlife di Porta Venezia, costruendo una traccia ricca di sonorità urban/trap con diversi elementi etnici. Avevo a disposizione un piccolo video dal quale ho preso ispirazione. Partendo da ciò che vedevo e dalle sensazioni che provavo, ho costruito il mio brano.

farla comporre da più mani.. Questo documentario è un progetto nel progetto. E poi, su idea di Vesigna, abbiamo dato vita a un contest tra gli allievi della scuola, da cui sono uscite due tracce giustissime per il mood sonoro e che infatti abbiamo usato”, spiega Pattacini. SQU4RE e DIP raccontano come sono state prodotte la tracce, se hanno creato uno stile nuovo o mantenuto canoni e identità sonora e tanto altro. SQU4RE spiega che la traccia “Porta(le) Venezia 2020” è nata successivamente aver visto un teaser trailer sul docufilm. “Mi sono fatto un idea chiara sulla trama o sui temi trattati, concentrandomi poi maggiormente sul mood sia legato al film che a Porta Venezia stessa. Quando ho creato il pezzo, ho mantenuto un po’ il mio stile di quel periodo, si legava molto bene alle tonalità del film”.

È stata un’esperienza nuova. Non avevo mai creato una traccia a partire da un filmato, ma ho cercato comunque di essere me stesso e di mettere nella produzione ciò che rappresenta il mio stile e ciò che sono le mie principali influenze musicali”. Un grazie DIP lo riserva a r12. “Fornisce a tutti gli alunni ed ex alunni diverse opportunità per mettersi alla prova. Una di queste era collaborare con la produzione del docufilm”. https://www.mymovies.it/ondemand/mix-milano/ movie/portale-venezia/ https://www.instagram.com/portalevenezia/

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Work smarter not harder 2 x EVO Mic Pres

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High Performance Converters

Speaker Outputs

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Headphone Output

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Smartgain

Ultra-Low Latency

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Smart Touchpoints Monitor Mix

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JFET Instrument Input

Audio-Loopback

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USB 2.0


F O C US di Riccardo Sada foto di Vittorio La Fata

“Sono in lista”, docufilm sulla nighTlife milanese La redazione d Danceland è stata alla Prima del lungometraggio che racconta tutta la Milano di notte. Testimonianze di dj, promoter, proprietari di locali, organizzatori di serate, clubber e protagonisti dagli anni ’70 a oggi rivivono in un film Con la regia di Andrea Paulicelli, il soggetto di Stefano Fontana e la narrazione di Alberto Scotti, è arrivato sul grande schermo “Sono in lista”, un docufilm sulla nighlife milanese, un progetto di RS Productions, una casa di produzione da poco affacciatasi sul mercato, che stava pensando a una serie di documentari da realizzare, e dallo stesso Fontana che ha avuto l’idea di un documentario sulla storia del clubbing milanese, che poi è una storia da lui vissuta in prima persona, da protagonista. “Non abbiamo in cantiere un progetto del genere, però tra le righe ce lo siamo più o meno detti diverse volte durante la lavorazione: sarebbe

interessante e affascinante far vedere diverse città d’Italia attraverso questa lente”, ha detto Albi Scotti. “La distribuzione in streaming è un discorso in via di definizione. Per ora, ‘Sono In Lista’ è stato al cinema per tre giorni, una prassi per i documentari, in diverse sale in tutta Italia, anche se non sono moltissime quelle aperte a causa del Covid. Nonostante questi aspetti, nella settimana dell’uscita è stato al nono posto al botteghino dei film più visti in Italia. Non è affatto male”. RS Productions e Stefano sono i motori che hanno avviato la macchina. “Poi la palla è passata a Dreamers &

Makers, l’agenzia che ha realizzato il lavoro, e in questa fase sono stato chiamato io come sceneggiatore e autore delle interviste, e poi anche come narratore/ conduttore, e Andrea Paulicelli come regista, insieme al suo team di lavoro: Carlo Mauri come DOP, Mauro Ghiringhelli e Alessio Bruschi per le riprese, Gianluigi Gheo al montaggio. Un ottimo team, devo dire, come tutta la squadra con cui ho avuto il piacere di lavorare. E non è retorica. Le idee sono come l’appetito: vengono mangiando, in questo caso lavorando. Quando c’è affiatamento e ci si capisce, la voglia è quella di mettere subito sul tavolo altre idee, altri lavori. Chiaramente, da marzo molte cose hanno subìto una brusca frenata perché la pandemia ha bloccato tutto e adesso rende molto difficili e lenti parecchi aspetti di un lavoro come girare un film”. Andrea Paulicelli rivela di conoscere abbastanza bene il settore. “Ma la mia è più una conoscenza raccontata che vissuta di persona. Per indole non sono tipicamente un clubber anche se apprezzo moltissimo la musica di ogni genere, dall’elettronica alla classica, passando attraverso il jazz e a tutte le altre forme di espressione sonora. La mia curiosità musicale e le amicizie con alcuni dj, che la storia del clubbing l’hanno fatta, mi hanno permesso di accettare e seguire il progetto con facilità ed estremo agio. Le prime e poche esperienze vissute da vicino sono state in una serie di feste che ho ospitato nel mio ex studio di design – mamadesignlab - nel periodo che coincideva con il Salone del Mobile di Milano. Dirigere un film è sicuramente molto impegnativo ma è allo stesso tempo una bellissima esperienza. Ho avuto modo di incontrare molte persone interessanti e di vedere luoghi con occhi diversi, sotto una luce non tradizionale. Mi ha colpito molto come i personaggi della notte, solitamente oscuri e misteriosi, di cui non sempre conosciamo i volti, si sono svelati e raccontati davanti all’obiettivo, mettendo in luce sia le proprie esperienze professionali che personali. I luoghi e i personaggi cult della night life milanese, la discoteca come un tempio dove viene consumato un rito collettivo in qualche modo si svela e si rivela al pubblico. Tutti questi luoghi volente o nolente fanno parte del patrimonio culturale di ogni persona che vive a Milano. Che tu sia o meno un clubber, incontrare da vicino le persone che hanno dato vita a tutti questi movimenti, alle tendenze e ai diversi stili è stato davvero una grande opportunità”. | 47 |


P R E V IE W di Riccardo Sada

Leisure presentano “Side A”

Il nuovo ep digitale in arrivo il 30 ottobre su Nettwerk Music Group. Musicisti e produttori della Nuova Zelanda spaziano con disinvoltura tra generi e beat

In un mondo che si nutre di instant gratification e di successi che durano in tempo di una notte, Leisure decidono di prendere una strada diversa e di pubblicare in digitale ‘Side A’, il nuovo EP in arrivo a fine ottobre, un nuovo capitolo del viaggio musicale dei cinque pluripremiati artisti e producer neozelandesi. Mentre i testi hanno tinte romantiche, il suono, creativo e vario, spazia dal pop cittadino giapponese al funkysoul di Bill Withers. Tra chitarre psichedeliche, R&B e soul music, Leisure si sono costruiti negli anni la solida fama di creatori di un suono unico e distintivo. Avete scritto la maggior parte dell’EP in un castello a circa un’ora da Parigi, è vero? “È stato come un sogno irrealizzabile su cui abbiamo scherzato quando abbiamo fatto il nostro primo viaggio di scrittura insieme nel 2015. È la prima volta che abbiamo una vera batteria su un disco che è stato un processo davvero divertente”. Perché un EP invece di un album? “Abbiamo discusso molto sul modo in cui la musica viene consumata in questi giorni. Sono tutti singoli e playlist, non molte persone si siedono e ascoltano più album interi. Volevamo provare ad adattare il nostro processo di rilascio per adattarlo a questo e abbiamo pensato che suddividere l’album in due parti potesse essere un buon modo per farlo”.

Com’era la scena musicale in Nuova Zelanda prima del Covid-19 e come è oggi? “È stato certamente un periodo strano per tutti. Ci sono stati molti rinvii e cancellazioni. Ma mi sento come se qualcuno fosse bravo nell’autoisolamento sono i musicisti. Fortunatamente il progetto è stato registrato prima che entrassimo in quarantena, quindi non è stato effettuato”. Quanto e come interviene l’elettronica nelle vostre produzioni? “Un bel po’, ma ancora di più per il nostro precedente disco, ‘Twister’. Ascoltiamo un sacco di roba techno (siamo grandi fan di Daniel Avery e di Orphx in questo momento) e Jordan fa roba dance usando diversi pseudonimi (High Hoops è il suo principale), quindi abbiamo le nuove tecnologie che ci scorrono nel sangue”. http://www.theleisurecollective.com

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P R E V IE W di Riccardo Sada

BassMe è il subwoofer personale Oggetto tech dei desideri, permette di sentire il suono in modo diverso da un semplice ascolto. Grazie a uno speciale sistema di onde sonore e vibrazioni

Questa innovazione Made in France porta una nuova dimensione di esperienza uditiva, immergendovi totalmente nella musica, nei film o nei videogiochi. Mentre l’immagine è stata oggetto di numerose innovazioni disgregative negli ultimi anni, è una startup francese, BassMe, che accetta la sfida di spolverare il rapporto al suono lanciando il primo subwoofer personale e portatile. Premiato al CES di Las Vegas 2020 con un Award per l’Innovazione, offre la possibilità di vivere l’emozione di film, videogiochi e musica ad un livello ancora inesplorato finora. Un prodotto unico in termini di sensazioni, qualità delle finiture e prezzo pubblico Molto più che complementare ad una sorgente sonora, BassMe offre l’accesso ad una dimensione superiore del suono e permette di sentire tutta la sua potenza. Il suo uso migliora e aumenta le sensazioni proteggendo il capitale uditivo. Oggi, sempre più contenuti di intrattenimento vengono consumati tramite dispositivi mobili. L’uso di semplici auricolari non è sufficiente per sentire tutte le sensazioni, né l’intero spettro sonoro, obbligando anche molti ascoltatori ad alzare il volume a livelli folli per ottenere un preciso suono di cassa: un’emozione che tutti cercano. Alban Duroy, presidente e creatore di BassMe, ha avuto l’idea di questo subwoofer personale in modo piuttosto atipico. Adagiato sul divano e ascoltando musica con un altoparlante Bluetooth, quest’ultimo si è ribaltato sul petto, lato altoparlante. Queste prime sensazioni di vibrazione

sono apparse come una rivelazione. BassMe spinge i suoi user al centro della musica come fossero in concerto, durante una scena di intensa azione di un film o per sentire gli spari o le vibrazioni di una corsa automobilistica del loro videogioco preferito. Questo subwoofer personale è costituito da una ansa a spalla da collocare al centro della cassa toracica. Questa ansa è regolabile per adattarsi a tutte le posture e morfologie. Disponibile in diversi colori e conta su un’esperienza utente semplice ed ergonomica perché è stato progettato per migliorare l’esperienza sonora. La soluzione è compatibile con qualsiasi dispositivo e sorgente audio. Basta semplicemente collegarlo alle cuffie o a qualsiasi apparecchiatura di riproduzione. Caratteristiche tecniche • Super Bass System • Potenza: 26w • Autonomia: 6 ore • Tempo di ricarica: 3 ore • Portata: 9m • Peso: 370g • Plug and Play • Norma CE Prezzo: da 129 euro

www.bassme.com/ www.facebook.com/bassmeduroy/ www.instagram.com/bassme | 49 |


R E P O R TAG E di Dan Mc Sword

CAPRICES & MODERNITY Negli ultimi due fine settimana di settembre è tornato l’appuntamento con il festival svizzero, uno dei pochi in grado di svolgersi questa estate

Un doppio week-end, con una line up che ha schierato diversi pesi massimi della consolle, quali Luciano, Damian Lazarus, Ricardo Villalobos e Sven Väth: dal 18 al 20 e dal 25 al 27 settembre Caprices Festival si è svolto a Crans Montana, nella Svizzera Francese, riuscendo nell’impresa di passare alla storia come uno dei pochissimi festival di musica elettronica in grado di svolgersi in questo 2020 falcidiato dalla pandemia e dai vari lock down. Un festival andato in scena nel pieno e rigoroso rispetto delle restrizioni imposte dalle autorità cantonali, che nel secondo fine settimana hanno imposto l’obbligo di mascherina, ferma restando la capienza limitata (1.000 persone al giorno) e la location divisa in tre zone, nelle quali non potevano stare e ballare più di 300 persone per ciascuna. Tutto si è svolto in piena regolarità, nonostante nel secondo week-end la temperatura sia scesa di 30 gradi – un caso più che classico di escursione termica – e abbondanti nevicate abbiano caratterizzato due giorni su tre. Del resto ci voleva ben altro per placare la fame e la sete di musica elettronica di clubber irriducibili come quelli che si sono ritrovati a Crans Montana: una community che rispetto agli altri anni era composta in gran parte da rossocrociati. Pochi gli stranieri, giocoforza inibiti nei loro spostamenti da una nazione all’altra.

Sul fronte strettamente musicale, come sempre è toccato a Ricardo Villalobos e a Sven Väth fare la parte dei leoni. Entrambi sono autentici veterani del Caprices, presenti a gran parte di tutte le edizioni del festival elvetico: basti pensare che un anno Villalobos scoprì di non essere in cartellone, chiamò e fece il diavolo a quattro per non mancare. Se si tratta di una leggenda metropolitana anzi alpina, rende comunque l’idea. La forza e il carisma di entrambi sono sempre le stesse, per nulla intaccate dalle tante settimane trascorse senza suonare. Anche la loro selezione musicale non è mai banale, non è mai scontata, sempre capace di regalare autentiche sorprese, così come di recuperare tracce del passato che suonano come autentici evergreen. Sensazioni ed emozioni sia per i dj che il pubblico presente troppo a lungo accantonate ma non per questo motivo dimenticate. Non resta che augurarsi che tornino presto nelle abitudini di tutti noi nei weekend che ci attendono. Anche se non sarà facile che questo avvenga prima della prossima primavera. Nel frattempo al Caprices si ragiona già sulla prossima edizione, che si svolgerà in tre week-end: due ad aprile ed uno a settembre. Quando tutto quello che stiamo vivendo dovrà essere rubricato esclusivamente ad orribile ricordo. https://caprices.ch | 52 |


R E P O R TAG E di Dan Mc Sword

Together for Beirut La community elettronica mondiale unita più che mai per aiutare la capitale libanese a riprendersi dopo l’esplosione che l’ha devastata ad agosto

Sabato 22 agosto e sabato 13 settembre oltre 100 dj hanno partecipato a Together For Beirut, una doppia maratona in diretta streaming organizzata da Nicole Moudaber (nella foto), dj libanese non nuova nel ruolo di attivista e mai come in questo caso coinvolta da un punto di vista sia emotivo che personale, e che si è affidata a WILD Tulum, Factory People,  Beatport (22 agosto) e da Electronic Labour Day in partnership con ReConnect by Beatport (13 settembre) al fine di raccogliere fondi per aiutare la capitale libanese a riprendere dalla devastazione che l’ha colpita con l’esplosione dello scorso 4 agosto. I danni stimati ammontano ad oltre 15 milioni di dollari: le vite di migliaia e migliaia di famiglie sono state devastate dalla perdita del lavoro e delle loro case. ANNA, Behrouz, Carl Cox, Chris Liebing, Damian Lazarus, Dubfire, John Digweed, Luigi Madonna, Nic Fanciulli, Nicole Moudaber, Paco Osuna, Pan-Pot e Yousef sono stati tra i principali protagonisti della maratona di sabato 22 agosto, la cui raccolta fondi è stata poi destinata alle associazioni Impact Lebanon e Arcenciel e alla Croce Rossa libanese, così come non si è mancato di coinvolgere diverse realtà culturali nazionali. Amelie Lens, Blond:ish, Carl Cox, Damian Lararus Danny Howard, Dennis Ferrer, Derrick May, Kölsch, Luciano,

Pete Tong, Roger Sanchez, Skream e Umek sono invece alcuni dei nomi coinvolti che hanno partecipato con i loro set alla maratona del 13 settembre: tutto è iniziato con un minuto di silenzio, alle ore 13.58 locali, per ricordare l’esatto istante nel quale è iniziata l’esplosione: dopo questo momento commemorativo, le maratona di dodici ore è potuta cominciare, con la partecipazione di dj e producer provenienti da tutto il mondo. I fondi sono stati poi devoluti favore di Beirut Emergency Fund, la già citata Impact Lebanon e Bebw’shebbek. Quest’ultima realtà si sta impegnando nella ricostruzione delle porte e delle finestre distrutte dall’esplosione dello scorso agosto: 150 le case ricostruite ogni mese, l’obbiettivo finale è di arrivare almeno a quota tremila. Le maratone sono state visibili sul sito di Electronic Labor Day e sul canale Twitch di Beatport: niente Facebook, social network che non è certo nato per trasmettere eventi in diretta. In attesa che si trovi un sistema definitivo davvero efficace per trasmettere gli streaming live dei dj, è indubbio che in questi mesi le modalità di trasmissione si sono evolute sino ad approdare ad interagire con piattaforme di gaming e altre realtà multimediali ed interconnesse. https://electroniclaborday.com | 53 |


LO specialE DI

Fabrice E IL DONO DELLA SINTESI Ha fatto tutto in casa sua, il leader dei Rockets. “Utilizzando diverse macchine anche in esterna”. È nato così l’album “Parallel Worlds”

“Avevo iniziato un brano quando ho conosciuto Paola, mia moglie, 14 anni fa. Poi ho mollato lì tutto. Io scrivo a seconda di quello che penso. Roy Tarant, prima del lockdown, verso inizio gennaio mi diede il la, così ci è venuta l’idea di fare un progetto strumentale. È un album da solista, questo. Dalla diffusione della pandemia in poi mi sono dedicato al lavoro. In sei mesi ho fatto tutto, quando solitamente invece ci metto più di tre anni a fare un lavoro del genere”. In uscita venerdì 23 ottobre, “Parallel Worlds” (su Intermezzo/The Orchard) è il primo disco solista di Fabrice Pascal Quagliotti, leader e tastierista dei Rockets. Che si presenta allìintervista con un outfit personalizzato della una stilista Cinzia Diddi. “Sono 14 brani e altrettanti mondi. Non avevo vincoli. Potevo fare quello che volevo senza dover prendere in considerazione il discorso Rockets. In esso c’è della electro, della classica, della synth music, ho sfruttato anche una ritmica trap e un po’ di space disco”. Quanto c’è di Rockets nell’album? Zero? “No. Ci sono io. ‘Alchemy’, ‘Hubble Space Periscope’ e ‘Tovarisch Gagarin’ sono molto vicini all’universo dei Rockets. Frederick Rousseau ‘Friends’ e ‘ Strange Loop’, dove ci siamo scambiati i ruoli di arrangiatori e produttori e dove ha curato un mix bineurale presso l’IRCAM”. Come farai con la promozione con la storia della pandemia?

“Ho già in mente uno spettacolo minimalisima. Lo scopo non è vendere il disco fisico ma indirizzare i brani in contesti cinematografici. Stiamo lavorando a delle collaborazioni con l’estero, soprattutto sviluppando idee per il mercato inlese”. Ci sono speciali collaborazioni nel progetto? “Sono tante e nate dalle amicizie. Josef Klang ad esempio l’ho scoperto dopo che mi aveva inviato delle sequenze create con dei modulari. Da qui è nato ‘Alchemy’”. È giusto sottolineare l’identità sonora, la riconoscibilità di un artista attraverso il suo suono? “La mia anima Rockets va avanti da anni. Invece, in modo indipendente ho tirato fuori tutto quello che potevo e volevo fare dando spazio illimitato all’immaginazione. Essendo i pezzi strumentali poi mi sono sentito ancora più libero”. Quanta sperimentazione c’è nell’album? “Tanto. Forse ‘Japanese Tatoo’ è l’esempio perfetto di quello che oggi si possa fare quando si miscelano strumenti tradizionali esotici a quelli elettronici. In un album ho usato anche dei canti gregoriani pitchati”. Come pensi che il settore della produzione musicale possa evolversi in relazione all’arrivo di nuove tecnologie? “Il mio modo di comporre non cambierà mai: siamo sempre io e il mio pianoforte. Ma sono il primo a voler sperimentare le tecnologie”. https://orcd.co/parallelworlds-fabricepascalquagliotti | 56 |


a cura di r12 Breaking News

KAY RACCONTA: “r12 Roma e lO SVILUPPo DEL comparto”

Il confronto tra i protagonisti del mondo dell’industria Giovedì 1° ottobre 2020 alle 17,30 si è tenuto un nuovo appuntamento con Beat&Green online, la serie di incontri con i grandi protagonisti del music business. Ospite di r12 è stato KAY, dj, produttore, discografico e imprenditore di r12 Roma, che ha spiegato le novità dalla Capitale in fatto di “Formazione & Live”. Federico KAY ha fondato nel 2017 Strakton Records, etichetta discografica capace in pochissimo tempo di raggiungere diversi piazzamenti nelle chart, negli streaming e nelle visualizzazioni di mercati di tutto il mondo, spaziando attraverso tutti i generi che caratterizzano e contraddistinguono la musica elettronica. Senza alcun pregiudizio e con una visione d’insieme che sa guardare molto lontano. KAY ha suonato al party After di Universal Music Latin Entertainment, in programma a l l ’ O m n i a Nightclub di Las Vegas, il locale ubicato all’interno del Caesars Palace e che è solito avere in cartellone Calvin Harris, Martin Garrix e Zedd. Un vero e proprio superclub da 7mila metri quadrati, tra i più importanti al mondo. La serata di giovedì 15 novembre, a Las Vegas, non è una notte come tutte le altre: è infatti la serata della 19esima edizione dei Latin GRAMMY Awards®, in programma alla MGM Grand Garden Arena dalle ore 20 locali (le 5 di mattina in italia): Marc Anthony, Will Smith e J Balvin sono soltanto alcuni degli artisti chiamati ad esibirsi quest’anno. Una vera propria “Noche de Estrellas” con tanto di red carpet e celebrities, diretta televisiva mondiale e gli afterparty di rito, After all’Omnia incluso. Dietro a KAY c’è anche l’iniziativa WeAreEntertainment, atta a supportare e unire le realtà del settore dell’intrattenimento.

Si chiama semplicemente Beat&Green online, si tiene a settimane alternate il giovedì, dura mezz’ora ed è la versione fruibile attraverso i device nata appositamente in questo momento di crisi causata dalla pandemia. In piena resilienza, Beat&Green online coinvolge inizialmente molti addetti ai lavori che vivono lontani e che sarebbero stati impossibilitati in passato a partecipare dal vivo all’appuntamento presso la sede r12 di Milano. Tutto ciò invece avverrà attraverso un collegamento video. In piena emergenza, si passa dall’offline all’online attraverso una piattaforma apposita. I profilati incontri legati al professionale dell’industria musicale si spostano sul web. Gli incontri firmati Beat&Green online saranno disponibili sulla pagina Facebook e sul canale YouTube ufficiali di r12. Il gruppo di alunni ed ex alunni di r12 e

quindi la community myr12 a fine diretta avrà la priorità su tutti di poter porre per primi le domande all’ospite di turno. www.r12.it https://www.facebook.com/fedekay https://youtu.be/gD9x2lO8ugw

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IN T E RV ie w

su Reload Music Il duo D’Amico & Valax Uscito a settembre, ‘Angels’ approda su tutti i digital stores e Spotify. E conferma il sound dance della coppia Il 2020 è un anno ricco di musica per il promettente duo italiano D’Amico & Valax, che ha rilasciato durante l’estate i singoli “Move It” su Keep Records di Dino Brown, “I Miss” (#02 iTunes Electronic Chart Italy) su Claw Records di Joe Berte’ e il remix del brano “On My Team” di Jon Thomas, Naxwell & LK pubblicato sull’etichetta tedesca Black Lemon. Grazie all’uscita di queste produzioni, supportate e inserite nelle playlist Spotify ufficiali di artisti top, il duo ha riscosso un ottimo riscontro da parte del pubblico ed è pronto per sorprendere ancora una volta gli ascoltatori con il nuovo singolo “Angels”. Potete raccontare il vostro ultimo lavoro? “’Angels’ è il mix perfetto del genere che più ci appartiene. Un sound che accosta sonorità pop cantate, con melodie dal groove forte e deciso. Ascoltando le nostre precedenti pubblicazioni, da ‘Move It’ al remix ‘On My Team’, si può notare come elementi e suoni mantengano questo filo conduttore che ci caratterizza”. Come siete arrivati a Reload? “Era già da tempo che seguivamo questa etichetta, i lavori che v e n i v a n o promossi ci rispecchiavamo molto ed è stato proprio quello a farci scattare la scintilla e a decidere di affidare a loro l’uscita del brano. Abbiamo mandato una mail direttamente ad un A&R dell’etichetta che ci ha subito fatto i complimenti e ha mostrato interesse nei confronti del nostro progetto”. Come gestite il tempo ora che festival e discoteche sono chiusi? “Il miglior modo per rimpiazzare questo grande vuoto per noi sicuramente è quello di creare, realizzare quanta più musica possibile proprio per essere pronti a ripartire con una marcia in più nel momento in cui si potrà tornare a svolgere

le nostre attività. Nel bene e nel male, questo periodo ci sta mettendo in gioco nel tirar fuori ciò che per noi conta più di tutto... far girare la nostra musica e arrivare alle orecchie di tutti”. Il vostro lo considerate un sound radiofonico? “Nel nostro sound è fondamentale la presenza del cantato, non a caso all’interno delle nostre produzioni ci sono melodie semplici da ricordare, tant’è che già al secondo ascolto, ricordi il ritornello”. Quanto e perché è importante il consenso nell’era dei social? “A oggi essere popolari sui social, mantenere la propria vetrina attiva è importantissimo, ma allo stesso tempo rischioso da diventare un’arma a doppio taglio. L’obiettivo è quello di mantenere sempre alto l’interesse dei propri seguaci, amici e supporter, cercare di sorprendere sempre ed essere quanto più originali possibili proprio per non stufare”. Dove inizia l’ego e quando finisce la strumentalizzazione dell’arte? “Al giorno d’oggi il mercato musicale si muove in fretta, ci sono richieste ben precise dalle label, che molto spesso sono differenti dai nostri gusti artistici, quindi ci troviamo sempre davanti a nuove sfide per poter competere con il mercato e raggiungere risultati nuovi e sempre più alti. Per le nostre produzioni puntiamo di tenere il nostro ego sempre come fattore principale, cercando di rendere riconoscibile ogni nostro lavoro secondo i nostri gusti, ma tuttavia per poter ambire a determinate label bisogna tener conto di quello che cercano, quindi, sperimentare ed evolversi di giorno in giorno”.

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IN T E RV ie w di Riccardo Sada foti di Emanuele Reguzzoni

Per TolKins è sempre estate Una ventata di freschezza e spensieratezza con “Mojito”, il nuovo singolo di un musicista giovane e capace “Mojito” è un brano dai toni reggae, ironico e perfetto da cantare in spiaggia in questi ultimi tramonti estivi con il rumore delle onde in sottofondo. È un brano scritto da Sandy Chambers, iconica protagonista della musica dance e composto dallo stesso Tolkins, prodotto da Livio Magnini (chitarrista dei Bluevertigo) e masterizzato da Andrea De Bernardi (Eleven Mastering). Le tracce che stai pubblicando in questi mesi fanno parte di un EP? “Sono 6 brani prodotto assieme a Livio Magnini. Abbiamo deciso di non fare uscire un album intero ma

diversi singoli e lavorare poi su nuovo materiale più avanti. Ne ho già scritti altri e al momento non è ancora in programma un vero e proprio album”. Con chi collabori? Etichette, dj, promoter? “Mi piace creare dei team di lavoro per ogni singolo brano e progetto. La sinergia è fondamentale e anche non darsi dei limiti secondo me funziona. Mi piace far remixare i miei brani da dj, è sempre una sorpresa sentire cosa possa realizzare un altro Artista partendo da un tuo brano e ho sempre amato la musica elettronica, spesso faccio dei set ed è interessante poter inserire dei miei brani remixati”. Come sei entrato in contatto con Sandy Chambers? “Sandy mi è stata presentata da Livio dei Bluvertigo

quando stavamo cercando un autore per il testo di ‘Sober’, il mio primo singolo. Ho trovato una persona alla mano e super professionale. Abbiamo deciso di rinnovare la nostra collaborazione anche per il testo di ‘Mojito’, ‘Everything Will Be Ok’ e ‘Jamaica’ che sarà il prossimo singolo”. “Mojito” è un brano nato quasi per scherzo nel backstage di un concerto, un anno fa. “Volevo raccontare con ironia, attraverso la metafora dei drink, l’amore per una persona. Nella vita incontriamo tante persone, che possono piacerci in modi diversi, ma alla fine capiamo che solo una è la nostra persona preferita, quella che nonostante tutto sceglieremo sempre, ogni giorno, anche ad occhi chiusi: il nostro ‘Mojito’. Sono un grande amante dei piaceri della vita”. “Mojito” è un brano che rappresenta l’estate? Cosa hai invece in serbo per autunno? “Per l’autunno ho già un brano in previsione, che sarà ‘Jamaica’. Un brano leggermente diverso dai singoli già pubblicati ma che ha un sound di cui sono davvero soddisfatto. Poi sono in previsione altri due singoli per l’inverno e assieme alla mia band stiamo preparando il live sperando di poter tornare presto sul palco”. La tua musica è sicuramente contaminata dai tuoi ascolti. “Mi piace scoprire nuovi artisti e spaziare con i generi. Cerco sempre di trovare il giusto sound per il brano, lasciandolo scorrere. Non amo forzare troppo le canzoni, cerco sempre di dargli un “vestito” che sia adatto alla sua natura. Amo ascoltare ogni tipo di genere, rock, funk, classica, elettronica, hip-hop. Penso che non bisognerebbe mai fissarsi su un genere nei propri ascolti ma trovare spunti interessanti in qualsiasi brano. Ad esempio fino a pochi anni fa facevo molta fatica ad approcciare al Jazz, oggi invece lo trovo molto interessante e passo giornate intere ad ascoltarlo. Oltre al progetto TolKins, canto anche come corista in un coro gospel, faccio parte di un collettivo house funk e suono in un progetto di rock elettronico, quindi cerco sempre di non limitarmi musicalmente ma restare sempre aperto ad altri generi”. www.instagram.com/tolkinsmusic/ www.facebook.com/TolkinsMusic/ www.tolkinsmusic.com/ | 61 |


di Lorenzo Passarella

PÔNGO Il duo toscano è la nuova frontiera dei live set in chiave elettronica, capace durante il lockdown di mettere mano a un brano eterno come “Freedoom” di Richie Havens

La quarantena e il lockdown non sono trascorsi invano per Giovanni e Daniele Bruni alias Pôngo, duo pisano con un background ricco di influenze e trascorsi nel mondo, rock, soul, house & techno. Il loro esordio è avvenuto nel 2016 al Tinì Sound Garden di Cecina, in provincia di Livorno, club che da anni propone il meglio della techno italiana ed internazionale. In poco tempo si sono subito imposti sia in Italia che all’estero, grazie anche e soprattutto con una serie di release per label e distribuzioni di riferimento quali Connected, Kompakt Records, Eklektisch, Blaufiled Music, Disco Halal e !K7. Proprio su Eklektisch (distribuzione !K7) è uscito il loro nuovo EP “Call Me”, due tracce caratterizzare da sonorità electro e dance anni ottanta, con voci e beat potenti ideali per la migliore delle dancefloor. Accennavamo alla quarantena e al lockdown non trascorsi invano. In particolare ad una notte che non dimenticherete mai. “In questa fase storica ci siamo domandati come poter essere utili con la nostra musica in un momento così surreale e difficile. Una sera di metà marzo ci siamo ritrovati in studio e d’istinto abbiamo inciso una versione di ‘Freedom’ di Richie Havens, un autentico inno alla libertà per tantissime generazioni, un brano passato alla storia perché di fatto inaugurò il Festival di Woodstock del 1969, davanti a 500mila persone. In una sola notte, come presi da un flusso irrefrenabile,

abbiamo arrangiato e mixato l’intero album”. A quel punto si era fatta l’alba. “Soddisfatti del nostro lavoro, lo abbiamo inviato via mail a Garry Velletri della Stormy Forest, che detiene catalogo e publishing di Havens. Nel giro di poche ore abbiamo ricevuto la risposta di Velletri che si dichiarava entusiasta del nostro lavoro e ci avrebbe dato l’autorizzazione per pubblicare il nostro brano, poi uscito con la nostra nuova etichetta discografica Mani”. Come avete avuto questa idea, degna del famoso mantra attribuito a Bill Gates, “Stay Hungry Stay Foolish” di Steve Jobs? “Siamo davvero orgogliosi di aver avuto la possibilità di poter ufficialmente reinterpretare questo brano dal significato così forte e così intenso, nella speranza che le sue parole, che hanno  cambiato fortemente il mondo, possano essere nuovamente un inno alla pace e all’ uguaglianza tra popoli e nazioni uniti, nel rispetto di ciò che di più caro abbiamo nella nostra vita ovvero il nostro pianeta. Un messaggio di speranza per ripartire sul serio e lasciarsi prima o poi alle spalle questi mesi così fortemente condizionati dalla pandemia”. http://www.reflexbooking.com https://www.facebook.com/pongoartist https://www.instagram.com/pongoartist/ | 62


LA CONTRO COPERTINA

OTTOBRE 2020

the nightlife magazine

CULT & CULTURA Agua do Mar alla scoperta di talent Il momento d’oro di Mistura Pura Note per salvare il pianeta

TECH & BIZ L’innovazione da Pioneer DJ Beat&Green con Vincenzo Callea HH Music Talk con Lele Sacchi

INTRATTENIMENTO La Consolle Imbruttita Nasce Di tutto un pop ElectroClassic festival

Il moMento D’oro di Mistura Pura


di Gianni Bragante

Alecs Deejay predestinato della consolle Vince un contest per dj in Emilia Romagna a 18 anni e da lì gli si aprono le porte dei più noti e conosciuti locali della costa emiliana, quella che va dai Lidi di Comacchio a Ravenna Ha solo 20 anni ma ha già le idee molto chiare, Alecs DJ, (al secolo Alexandru Radu Piciorea), romeno di origine, da sette anni in Italia e con una innata passione per la musica da discoteca. Radu è è uno dei dj più richiesti della zona, ultimamente. Si può dire che abbia bruciato le tappe. Vuoi spiegare a chi ci legge qualcosa in più su di te per conoscerti meglio? Per esempio, come è nata la tua passione per la musica dance e per i locali? “Da adolescente bazzicavo l’oratorio del mio paese. Durante una cena tra animatori e bambini ho scaricato un’applicazione per mixare sullo smartphone e quasi per gioco mi sono messo a mixare della musica. Quella è stata la molla che ha fatto partire tutto. La sensazione poi, di vedere persone che si divertono grazie alla musica che selezioni, bisogna viverla per poterla capire fino in fondo”. Oltre a selezionare e mixare brani, suoni qualche strumento? “Un paio d’anni fa ho cominciato a suonare la chitarra che per alcuni motivi, purtroppo, ho dovuto rimettere nella sua custodia. Vista la situazione che stiamo affrontando un po’ tutti e il maggior tempo libero a disposizione, sicuramente la riprenderò in mano per poter continuare gli studi”. Nelle tue serate, quale è il genere musicale che proponi? Sei un dj a 360 gradi o sei uno di quelli che va avanti per la sua strada senza tenere conto della pista? “Sono una persona che cerca di ampliare

sempre di più i propri orizzonti ed è per questo motivo che durante i miei dj set metto su un po’ di tutto. Mi piace sperimentare generi nuovi o poco conosciuti, cercando di rimanere comunque su uno stile commerciale così da poter accontentare la maggior parte delle persone. Per me, tenere d’occhio la pista rimane sempre la prima regola in una serata”. Avrai sicuramente dei dj che ammiri più di altri. “Sinceramente non ci sono dei dj che seguo più di altri e che posso dire che siano i miei idoli. Mi piace osservare molto le persone che sono state in grado di farsi strada attraverso la loro musica ed è per questo che tendenzialmente mi ispiro a chi mi trasmette emozioni. Se un determinato dj/produttore è in grado di farmi emozionare, comincio a seguirlo con più interesse”. Attualmente (considerando anche l’emergenza Covid che ha ridotto di molto la possibilità di fare musica nei locali) dove ti possiamo trovare? “Il più delle volte suono nella mia regione, spostandomi tra varie provincie, però sono numerose le volte in cui mi sposto anche nel vicino Veneto. Comunque potete trovare tutto sui miei profili social”. Quali sono le tue ambizioni future, visto che a 20 anni hai una vita davanti? “Al momento ho solo l’obiettivo di formare la mia personalità. Ho sempre dato il meglio senza pensare al domani. Diciamo che non mi son dato un obiettivo preciso perché a volte, porsi una meta può diventare anche un limite”. https://www.facebook.com/alecsdeejay | 64 |


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a cura di

Mistura Pura produce senza paura “The Blue Bus” (su Ubiquity Records) è il nuovo album dell’indomita produttrice e dj Federica Grappasonni. Che non si ferma davanti alla pandemia e realizza uno stravagante sogno Con l’apporto di stimati musicisti provenienti da varie parti del mondo, Mistura Pura, all’anagrafe Federica Grappasonni, mostra di non volersi far influenzare dalla crisi che attanaglia il comparto musicale e fa suo un sogno. Nella Riserva Naturale di Torre Guaceto, in Puglia, la dj produttrice ha vissuto più di un anno a bordo di un bus abbandonato da una coppia di induisti tedeschi nelle campagne di Serranova, nel Brindisino. L’immersione totalizzante nella natura l’ha portata a concepire della musica di una totale e unica bellezza e unicità. Puoi raccontare il tuo ultimo lavoro, come è nato e come sei approdata ad Ubiquity Records? “È il secondo album che pubblico per l’americana Ubiquity Records etichetta discografica trentennale, costola del noto negozio di vinili (solo repertori vintage di jazz, funk, soul, latin, afrobeat) Groove Merchant a San Francisco, vera e propria meta per dj e musicisti collezionisti di tutto il mondo. Tra i clienti fedelissimi quando aprì ti capitava di trovare Jamiroquai, A Tribe Called Quest, Red Hot Chili Peppers, Dj Shadow, Victor Willis dei Village People e molti altri. Io ho avuto la fortuna di incontrarci Michael Mcfadyn presidente e fondatore della label che ha una vasta cultura musicale, ottime capacità imprenditoriali alle quali affianca un grande rispetto per la musica di qualità e per chi la produce”. È in questa cornice che hai trovato il Blue Bus? “Sì e ho deciso di fermarmi per mettere a punto tutta la creatività e ispirazione che quel luogo e la mia storia mi stavano offrendo. É stato un grande e accurato progetto discografico dove hanno preso parte numerose persone per la sua realizzazione. Svincolata da mode e tendenze e mantenendo una totale autonomia nelle scelte artistiche con me (groove box, synth, samples) potete ascoltare: dall’Italia al piano elettrico e synth Alberto Napolioni, alle chitarre jazz e funk Nazzareno Zacconi, al flauto Carlo Nicita , al contrabbasso Marco Siniscalco (in ‘Puerto Rican Blues); da Porto Rico alle percussioni Hector Barez (anche coautore con me di ‘Nigerian Girl’ e i due ‘African Circles’); dall’Iran al basso Nima Behzad Aval; da San Paolo, Brasile al contrabbasso lo statunitense Herbert D. Smith (‘Midnight For Tommy’, ‘Stop Into The Bossa’); dalla Virginia John Lilley al sax, Bob Miller alla tromba, Toby Whitaker al trombone; da New York, Stati Uniti Stafford Hunter al trombone e conchiglie dell’oceano (‘Street Beat’, ‘A Prayer For Odara’, ‘Artistry In Rhythm’). Il formato doppio vinile sarà disponibile nei negozi di tutto il mondo a partire dal 9 ottobre”. Come hai organizzato il flusso di lavoro sul bus? “È stato allestito un piccolo recording studio nel bus grazie all’apporto di Marco Lovato, sound engineer responsabile

del Cag di Brindisi, dove poi ho ultimato il disco nella sua fase di missaggio. Ogni mio brano nasce in modi diversi: o con qualche programma al computer o è frutto di canzoni alla chitarra o di melodie che canto e mi registro quando sono ispirata. Nel caso delle due rielaborazioni ‘Artistry In Rhythm’, di Stan Kenton, e soprattutto di ‘Puerto Rican Blues’, di Ray Coen, ho spiegato dettagliatamente ai musicisti quello che volevo e la direzione del suono che il brano doveva mantenere. Ho poi contattato ogni musicista (gran parte di loro collaborano con me da diversi anni) e inviato la traccia che mi ritornava indietro con la sessione registrata alla quale io successivamente ne ho curato il lavoro di editing (taglia e incolla) a seconda delle parti del suonato che mi interessava e che trovavo più appropriato per l’incastro ritmico. Il lavoro di editing è il più importante nella definizione di un brano perché è quello che ne determina la sua identità”. Dove ci si può realmente spingere, a livello musicale, in fatto di sperimentazione? “Dove vuoi, chiaro. L’importante però e questo vale anche per un musicista è avere un background di ascolto musicale o chiamala cultura musicale alle spalle e non solo concentrarsi nel serbatoio di Plug-in dove andare a pescare il suono giusto altrimenti ti perdi nelle infinite strade della sperimentazione tralasciando la ciccia del brano. Voglio dire è come essere uno scrittore e non avere letto i grandi classici del passato. Ci vogliono entrambi i lati oggi nella produzione di un brano, quello tecnologico e quello di ascolto musicale, e non bisogna abbandonare mai il lato da esploratore, di sete di conoscenza in entrambi. Studiare con l’ascolto musicale e nella letteratura con la lettura di libri trovo sia fondamentale soprattutto per chi della musica ne fa un vero lavoro. Quando mi capita suggerisco sempre anche ai più giovani che intraprendono la via della produzione elettronica di andarsi ad ascoltare il jazz, il blues, il funk e anche la classica”. www.instagram.com/misturapura/

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IN N OVAZIO INNOVAZIO N E N E L NSEE T T O R E di Riccardo Sada

LA nuova dimensione DEl CDJ-3000 Da Pioneer DJ un multi player davvero evoluto che apre a un nuovo infinito mondo di possibilità creative La creatività passa a un livello superiore con il nuovo multi player top di gamma, il CDJ-3000. Con la potenza di una nuova MPU (unità microprocessore) e dotato di componenti di alta qualità appositamente sviluppati, è un’unità robusta ricca di caratteristiche innovative per aiutare la vostra creatività a esprimersi come mai prima d’ora. Sin dal 1994, l’anno di debutto del CDJ-500 – il primo CD DJ player flat-top al mondo – ogni nuovo modello di punta del CDJ è stato scelto da molti dei più rinomati dj e club di tutto il mondo. Il rivoluzionario CDJ1000 ha reso possibile nuove tecniche esecutive, come lo scratch che prima poteva essere realizzato solo sui giradischi analogici. Poi il CDJ-2000 ha inaugurato l’era di rekordbox e Pro DJ Link. Per la prima volta i dj hanno potuto gestire in anticipo la musica esportandola su drive USB da usare con i multi player. In seguito, funzionalità come il Wave Display (per meglio comprendere lo sviluppo musicale delle tracce) e Beat Sync hanno reso il mixing più intuitivo. Nel 2016, CDJ-2000NXS2 è diventato lo standard per club, festival e dj di tutto il mondo che si esibiscono con file di musica digitale, grazie alle sue funzionalità avanzate e l’eccezionale qualità sonora. Il cdj si è evoluto in modo significativo dagli anni Novanta. E, se il CDJ-3000 è per molti aspetti completamente diverso dalle prime unità, mantiene le ambizioni e le finalità che hanno sempre ispirato la gamma CDJ: offrire un’interfaccia intuitiva, dalla risposta straordinaria, che permetta di manipolare la musica in tutti i modi pensabili. I deck devono essere in grado di trasformare in realtà la visione creativa del dj e Pioneer sa come gestire qualsiasi sorgente utilizziate. CDJ-3000 è stato progettato per fare questo e anche di più. La nuova MPU presente nell’unità è la prima in cui è stato mai inserito un CDJ. Gestisce l’unità, garantendo prestazioni stabili e consentendo nuove funzionalità avanzate, interfacciandosi con gli altri componenti del player per creare un’esperienza semplice e diretta. Le tracce e gli Hot Cue vengono caricati più velocemente che mai grazie alle prestazioni della MPU e alla connessione Gigabit Ethernet. CDJ-3000 è anche un dispositivo Hardware Unlock per rekordbox. Perciò, per utilizzare la modalità Performance, basta aggiornare all’ultima versione del software, anche se si sta sottoscrivendo il piano di abbonamento gratuito. È possibile scegliere le informazioni che si vuole visualizzare nel dettagliato touch screen da 9 pollici: più grande, ha una risoluzione maggiore rispetto al display del CDJ-2000NXS2. L’interfaccia utente resta intuitiva. Nuove funzioni come il Touch Preview consentono una selezione della traccia rapida e diretta, insieme a molte funzionalità originali come Touch Cue, Stacked Waveform, e 3Band Waveform. CDJ-3000 è disponibile al prezzo consigliato di €2.399, IVA inclusa. www.pioneerdj.com | 67 |


a cura di Eugenio Tovini

L’autunno 2020 è made in Italy

Una stagione ricca di interessanti novità tricolori Per i lettori di Danceland siamo soliti rappresentare su queste colonne lo stato di salute della dance Made In Italy e dei suoi protagonisti. Inevitabile quindi che anche in questa nuova stagione arrivi l’approfondimento su un genere che soffre notevolmente la chiusura delle discoteche essendone la base della colonna sonora. Scorrendo le chart nostrane, dove si sta esaurendo la presenza di hits estive come “Hollywood” della coppia La Vision & Gigi D’Agostino o di Benny Benassi con la sua “Just Miss Love”, appare evidente come la parte del leone venga fatto da remake di vecchie hit appositamente remixate per essere scoperte da una nuova generazione. Si tratta di un poker di successi che sembrano non conoscere tempo: si parte con “Elektro” canzone scritta nel 2005 da Outwork con la voce di Glen “Mr.Gee” White e che ora viene riletta insieme al dj lituano Dynoro, si passa a due classici come “Found Love” di Double Dee (1990) e “Soul Heaven” dei Goodfellas (2000) che il dj spagnolo David Penn ha rivisitato aggiungendogli una nuova carica ritmica per arrivare al duo Gaudino & Jerma che rilanciano la loro “A Little Love” attraverso un bel pacchetto di remix. Sul fronte delle nuove produzioni bisogna evidenziare l’exploit del dj pugliese Giuseppe Clemente aka Josement che ha visto la sua “All Night Alone”, potenziata dal remix di Chris Lake, raggiungere le

zone alte delle club chart americane e canadesi oltre a conquistare la vetta della Top 100 di Beatport. Ottimi risultati oltreconfine anche per il nostro King Joshua, con base a La Spezia, e le sue “I Don`T Know Anybody Else” e “Professional Widow” e per il livornese Samuele Cacelli aka Samuel Kimko’ che sta ottenendo un grande successo nelle club chart francesi con la solare “Para Ti”. Anche nel settore etichette si vedono realtà in forte consolidamento a partire dalla Total Freedom di Silvio Carrano lanciata dalle produzione dei Milk Bar, passando dalla Black Lizard capitanata da Leandro Da Silva alla Keep Music di Dino Brown che dalla sua postazione privilegiata a One Dance ha la possibilità di lanciare nuove canzoni, per chiudere con la Alkemy di Mauro Picotto che troviamo presente nelle charts inglesi con Ayko e la sua “In My Head” e soprattutto in quelle del nord europa con “Come Together (Save A Soul)”. L’ultima citazione è per i Meduza che dopo essere stati i grandi protagonisti del 2019 hanno continuato il loro percorso segnalandosi anche come remixer per star di valore assoluto come John Legend per il brano “Wild”. www.dancedirectory.it

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a cura di r12 Breaking News

“La formazione di nuovi produttori” Con Vincenzo Callea nel Beat&Green online il confronto tra i protagonisti del mondo dell’industria musicale. E con il webinar di r12 si accendono di nuovo i riflettori su un professionista In un recente appuntamento con Beat&Green online, la serie estiva di incontri con i grandi protagonisti del music business, l’ospite di r12, Vincenzo Callea, dj, produttore, discografico e imprenditore, ha spiegato “La formazione di nuovi produttori”. Callea è uno dei nomi più conosciuti ed apprezzati al mondo. Dietro a progetti come Flanders, al numero uno negli USA ed ai successi dei Ti.Pi.Cal, infatti, c’è lui. Produce dischi dal ’91 e ha venduto 300.000 singoli e 10 milioni di compilation. Siciliano, vive e lavora a Palermo fin da quando aveva 18 anni e tra i tanti ha pure remixato brani di popstar come Jovanotti e Celentano. Il suo sound è sempre personale e le melodie dei suoi brani restano in testa come per magia. Il suo recente singolo, “Turn off the Lights”, segue l’esordio da solista, avvenuto

“Behind” la prima posizione nella Billboard Airplay Charts, in America, scavalcando tutti i colossi del pop. Risultati analoghi li hanno concretizzati progetti come Bamble B, Naive e Kreò, ma sono stati molto importanti anche The Cop, VDC, Sea Flower, Coco Bongo. Il sound di Vincenzo Callea è sempre unico. Il successo discografico lo porta spesso in tv e in radio, mentre come dj fa ballare locali importanti come Le Locomotive a Parigi, The Cellar a San Francisco, il Millaenya a Frosinone ed il Divinae Follie a Bisceglie (Ba). www.vincenzocallea.com https://youtu.be/BxDKSXMTTdA https://youtu.be/0wIBID7dumI

solo nel 2012, con “God Can’t Sleep When ur Sad”, esce nel dicembre 2012 ed è cantato da William Naraine. Il disco è un successo globale. Supportato da top d ha raggiunto il vertice delle chart di mezzo mondo. I suoi Ti.Pi.Cal. hanno avuto ben 10 singoli da Top Ten in Italia: “The Colour Inside” è stato primo in classifica in Italia per 12 settimane. Il loro ritorno, nella primavera 2011 con “Stars” (e l’omonimo album), li ha fatti conoscere anche a chi negli anni ‘90 era troppo giovane per ballare. I Flanders nel 2008 hanno raggiunto con | 71 |


di Gianni Bini

La potenza è nulla senza... controller MP Midi Controller In questo articolo vi mostro alcuni tra i più interessanti hardware di controllo midi tra i nuovissimi che stanno per essere immessi sul mercato, in un era sicuramente digitale e digitalizzata ormai questi “aggeggi” assumono un ruolo sempre più importante soprattutto per chi vuole velocizzare il suo workflow o solo semplicemente avere ancora delle sensazioni tattili producendo musica che non si limitino alla sola pressioni dei tasti di una midi keyboard. Il più interessante è sicuramente l’MP Midi Controller, sono in contatto con questa startup americana da mesi, seguendo passo passo l’evolversi del loro prodotto che sta pe essere immesso sul mercato e che promette di controllare non solo ogni virtual instrument ma anche ogni plugin installato nel vostro sistema attraverso 32 rotary encoders applicati sopra uno schermo (che non dovrebbe essere touch sensitive). Al momento c’è solo un prototipo in giro ma su YouTube cominciano ad apparire video di come configurarlo con la vostra DAW preferita e di come ottenere il massimo da questa macchina, ad ogni modo, per chi legge, l’uscita è davvero imminente e sono già cominciati i preorder per i clienti che si siano segnati a tempo debito; io stesso sto aspettando il mio da ormai più di sei mesi. In

pratica a fronte di una semplice connessione USB avremo pressoché un controllo totale di ogni parametro di un voti ad esempio come il Sylent in maniera da velocizzare e rendere più istintivo il suo controllo, scrivere più automazioni contemporaneamente ed ovviamente salvare in sessione il vostro setup il tutto visualizzando (ed è questa la differenza più interessante) direttamente quello che facciamo sullo schermo; infatti non tutti hanno uno schermo vicino, non tutti hanno più monitora, non tutti hanno la midi keyboard a portata di mano, con questo controller avremo in pratica la possibilità di creare una “production zone” dove poter avere il controllo di tutto ad un costo che dovrebbe superare di poco i 600 euro (almeno in questo momento), una cifra che reputo congrua al prodotto che ripeto sarà creato e distribuito da una startup e non da un marchio già affermato. Non posso fornire in questo momento più informazioni, e mi baso su quanto so e quanto mi è stato rivelato, ma sono sicuro che questo oggetto abbia tutte le carte in regola per sfondare nel mercato, e in tutta franchezza glielo auguro. https://mpmidi.com/

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Presonus Atom SQ Atom Sq è la versione aggiornata e upgradata di Atom il controller di Presonus dedicato al beat making e perfettamente (ed ovviamente) integrato in Studio One. Sono stati aggiunti una serie di controlli midi di diverso tipo per farlo diventare molto più flessibile e adatto al controllo non solo dei software integrati nativi di SO ma anche per l’utilizzo di software di terze parti (sto pensando ad esempio al mondo Native Instruments ma non solo) Già dalla distribuzione ergonomica dei controlli si evince facilmente che sarà adesso semplice ed intuitivo programmare degli Step Sequencers, registrare inviluppi in modalità touch e comunque scrivere sequenze midi come in una normale tastiera. Il controller offre il controllo della polo pressure, after touch, e tutti i messaggi midi necessari alla creazione di sequenze anche complesse

senza dover distogliere l’attenzione dalla macchina stessa. In pieno stile Presonus, la macchina abbina qualità e costi contenuti (circa 240 euro) e si va a collocare in una fascia di utilizzo che abbraccia trasversalmente tutti gli utilizzatori, dall’home allo studio pro. Otto Rotary encoders rendono (in studio One) facilissimo l’utilizzo e la programmazione delle Macro (e credetemi è una vera manna dal cielo) ma possono essere assegnati facilmente (tranne che in ProTools) ai parametri che vi interessano di ogni plug o Vsti in maniera da avere un controllo sufficiente di ogni plug che userete. In SO5 non dovrete fare nulla e la macchina sarà già perfettamente integrata, negli altri software avrete bisogno di configurare manualmente, ma è una cosa che fare solo la prima volta, e comunque non complicata. Consigliatissimo.

Zero Debug Touchable Pro Chi è oggi che tra noi “smanettoni” non ha un iPad? Meglio se PRO? Sono sicuro che il 99 per cento di noi lo ha, e se non vogliamo usarlo solo per vedere le donnine nude e poco più ecco una app intelligente che faciliterà non poo il nostro workflow con la nostra DAW (particolarmente indicato per Ableton Live). Questa APP è disponibile su Android e iOS, e fornisce un controllo facile da usare progettato specificamente per Ableton Live. Si possono effettuare regolazioni sul mixer, manipolare effetti e parametri, avviare clip e scene, scrivere note MIDI nel piano roll e molto altro ancora. TouchAble fa un lavoro eccezionale nel mettere la piena funzionalità di Live a portata di mano. TouchAble Pro è inoltre molto facile da configurare, veloce da usare e interagisce con il software come nient’altro al momento che io abbia potuto

usare. Inoltre, non esclude l’uso di controller hardware insieme ad esso, come Push o APC40 o qualsiasi altra cosa voi abbiate. Il controllo del dispositivo è eccezionale e la possibilità di visualizzare due moduli insieme è la ciliegina sulla torta. Non è veramente tattile e l’utilizzo di una superficie di vetro per un controller non è per tutti, ma a parte questo, sono assolutamente certo del fatto che avrete un controller (mobile) che vi darà soddisfazione e divertimento sia in studio sia in Live. https://zerodebug.com/

https://www.presonus.com/products/ATOM-SQ Chi è Gianni Bini A oltre 50 anni, dopo averne dedicati quasi esclusivamente 30 a dance e pop, Gianni Bini sente sempre il bisogno di esplorare nuovi ambienti sonori, porsi nuovi traguardi e nuove sfide. Puntuale, come ogni mese, eccolo con le recensioni di hardware e soprattutto software scritte di suo pugno nei modernissimi House Of Glass a Viareggio. https://www.houseofglass.it/ | 73 |


A pprofo ndim enti

di Riccardo Sada

Musiclife.live, il nuovo portale dedicato alla musica e all’arte In questo periodo difficile per la musica dal vivo nasce la nuova piattaforma digitale creata per la formazione professionale nello spettacolo e nella musica, oltre ad essere un luogo di incontro per addetti ai lavori

Da un’idea di Astralmusic, il portale Musiclife.live (ideato durante il lockdown) permette di poter ascoltare un concerto live online, imparare uno strumento musicale, partecipare a seminari di approfondimento, acquistare beat per fare musica, essere informato sui festival e sui vari casting, rimanendo sempre connessi insieme ad altre persone che condividono gli stessi interessi degli utenti. Musiclife.live diventa quindi un modo per accorciare le distanze, mettere in contatto professionisti del settore in modo semplice e diretto, che sia attraverso la piattaforma digitale che de visu, grazie a colloqui e incontri con i più importanti esperti e appassionati di musica. In collaborazione con l’Accademia Online GLOBAL ARTS, su Musiclife.live sarà possibile imparare un vero e proprio mestiere. Grazie alla direzione artistica degli artisti internazionali Christine Grimandi (interprete internazionale) e il Maestro Simon Lee (che ha collaborato fra altri artisti internazionali con Björk, Primal

Scream, Carreras, Sarah Chang, collaboratore e supervisore musicale da oltre vent’anni di Andrew Lloyd Webber), gli utenti potranno specializzarsi in varie discipline come musica, regia, recitazione, canto, composizione e tanto altro ancora. Tra gli insegnanti: il regista David Freeman, il produttore e collaboratore di Cameron Mackintosh Stephen Brooker, i direttori musicali Rob Rayner, Michael Bradley, Toby Higgins e John G Smith, il violinista concertmaster Jonathan Hill, il batterista Andy McGlasson, il percussionista Julian Poole, il “Pearl Flutes International Artist” Andy Findon, il cornista David Lee, il trombettista Andrew Crowley direttore artistico della London Brass, il bassista Rory Dempsey, la vocal coach Manuela Ochakovski, il soprano drammatico Marie Angel ed ancora Janet Mooney, Luca Biagini, Monica Bonomi, Victor Carlo Vitale, Emmanuel Suarez, Sarah Falanga, Barbara Lo Gaglio, Andrea Matthias Pagani, Ilene Winkler e tanti altri. Inoltre, al progetto collabo-

ra anche la National Music Schools, che offrirà lezioni di musica di alto livello per tutti gli strumenti (per i quali verrà rilasciato l’attestato Certificato Europeo LPEB – London Performer Education Board), corsi tematici, corsi di tecnologia e I fondatori e titolari produzione musicale. Oltre al sono i fratelli Giordano Direttore Artistico Diego Peres, e Graziano Tittarelli verranno coinvolti Franco Rossi (per la sezione Batteria), Karin Mensah (per la sezione Canto) e Roberto Cetoli (per la sezione Pianoforte). Non mancheranno personaggi di caratura nazionale ed internazionali il supporto dell’ufficio quali David Garibaldi, batterista legale Vittorio Costa e dei Tower of Power e Skip Had- Associati den, insegnante della Berklee College of Music di Boston. Sulla piattaforma ci saranno anche altri insegnanti indipendenti dalle accademie che presenteranno i loro programmi, tra i quali Roberta Faccani (ex Matia Bazar), Renato Caruso, Max Dedo (Max Gazzè, ci sarà una sezione Carmen Consoli) e tanti altri. dedicata ai professionwww.musiclife.live

isti dello spettacolo di materia burocratica e fiscale

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A p pro fo ndim en ti

di Riccardo Sada

“Note per s a lva r e i l pian e ta ” L’autore Matteo Ceschi ha coinvolto amici, conoscenti e colleghi giornalisti chiedendo Domande sul tema. Così il libro si è sviluppato in forma di un interessante dialogo a distanza Musica e ambiente per Matteo Ceschi, autore di un libro che confronta due tematiche: la canzone di protesta e i rapporti del mondo della musica con il movimento ambientalista. Nel 2008 sull’argomento aveva già scritto “Green Rock - Musica ed ecologia negli Stati Uniti da Bob Dylan a Bruce Springsteen” per un corso universitario. Per realizzare “Note per salvare il pianeta” sono ripercorsi più di settant’anni di relazioni tra musicisti e attivisti nel mondo, dal secondo dopoguerra fino alle più recenti battaglie di Extinction Rebellion. Una storia creata da artisti che, a partire dal 1947, hanno trasformato in musica la loro sensibilità nei confronti dell’ambiente. Matteo Ceschi è uno storico, giornalista, saggista e fotografo milanese. Collabora da anni con diverse riviste musicali. Ha pubblicato numerosi saggi dedicati alla controcultura statunitense. Membro di “f/50 The International Photography Collective”, unisce la sua passione per la storia con quella per un’esplicita fotografia documentaristica in rigoroso bianco e nero. Nel 2012 ha pubblicato “Tutti i Colori di Obama - L’altra storia delle elezioni americane” (Franco Angeli) e nel 2018 “Un’altra musica - L’America nelle canzoni di protesta” (Mimesis). Qualunque comunità o gruppo possiede almeno sulla carta la possibilità di cambiare lo stato delle cose? “Sì. ‘Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini sensibili e impegnati possa cambiare il mondo’, recitava un graffito che ho fotografato anni fa a Kitsilano a Vancouver. Ritengo che questo slogan possa rappresentare un incentivo a tutti quelli che aspirano a migliorare la vita di ogni giorno. Anche se parrebbe scontato ribadire il concetto, la musica (e l’arte più in generale)

può certamente aiutare a fare crescere una causa, a fare vibrare all’unisono gli animi e a fare attecchire messaggi. L’unione di note, melodie e parole è un’arma potentissima – ne ho discusso a lungo con Wayne Kramer degli MC5 – una speciale arma che solo i cittadini possono imbracciare e puntare contro i potenti senza il timore di spargere sangue. La musica è per sua stessa natura rivoluzionaria e contro ogni forma di conservatorismo e oppressione. Chi asserisce il contrario non ama la musica e la sua sete di libertà. Laddove la musica e le altre arti si incontrano e danno vita a una comunità, beh, in questo caso, ne possono venire fuori solo cose buone. Io stesso mi sono ritrovato negli anni a collaborare con diverse persone”. www.vololiberoedizioni.it/note-per-salvare-il-pianeta

Come è nata l’idea del libro?

“Da lontano e da vicino, mi verrebbe da dire. Da lontano nella misura in cui dodici anni fa avevo già affrontato il tema del legame tra musica e ambiente in un testo universitario. Da vicino perché Claudio Fucci, l’editore, è stato capace di pungolarmi e sfidarmi a scrivere un nuovo libro sull’argomento che sorpassasse il precedente e allargasse l’orizzonte della ricerca. Rispetto al

passato ho cercato di toccare, nei limiti del possibili, tutti i continenti e tutti i generi musicali. È stata una ricerca entusiasmante che mi ha portato a scoprire nuovi artisti e a riscoprire canzoni che ho sempre avuto sotto il naso, un buon passatempo per vincere le restrizioni del lockdown e volare lontano”. Le istituzioni usano il canale musica per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica? “Se lo hanno fatto, lo hanno fatto sempre male. L’aggettivo istituzionale mal si concilia con lo spirito libero della musica. In ‘Note per salvare il Pianetaì ci sono, invece, molteplici esempi di comunità locali che hanno trovato nella musica un megafono per amplificare la portata della protesta fino a farla arrivare alle orecchie dei politici”. Il libro potrebbe diventare un docufilm? “Non nego sarebbe una bellissima prospettica e aiuterebbe ancora di più l’opera di sensibilizzazione. Purtroppo temo che dato il numero di canzoni citate e analizzate i costi per un docufilm lieviterebbero alle stelle, roba da budget hollywoodiani per intenderci. Io sarei pronto a rinunciare ad eventuali diritti, ma non posso garantire che tutti gli artisti citati in “Note per salvare il Pianeta” sarebbero disposti a seguirmi. Ma… mai dire mai”.

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A Milano, dal 22 al 29 novembre, l’elettronica della produzione musicale incontra la classica. Ne emerge una contrapposizione unica: due visioni speciali e musicisti che abbattono gli stereotipi

Electroclassic festival 2020 Musicisti tradizionali che vedono confinati certi strumenti al solo repertorio classico. Musicisti che dall’elettronica mostrano rispetto nei confronti di quelli acustici. Il mondo sonoro di Electroclassic Festival (www.electroclassicfestival.com) sta in questo connubio. Giunto quest’anno alla seconda edizione, l’evento, diretto da Floraleda Sacchi (arpista, compositrice e fondatrice dell’etichetta indipendente Amadeus Arte che lo organizza in stretta collaborazione con la testata amica BigBox), attraverso il coinvolgimento del giornalista e musicista Piero Chianura, si terrà a Milano dal 22 al 29 novembre 2020 in location differenti. In streaming online, viste le limitazioni di accesso del pubblico imposte dalle normative anti covid19, e offline, l’appuntamento (inserito anche nel calendario della Milano Music Week) proporrà progetti di musica dal vivo, la cui caratteristica comune è dunque quella di sfruttare le moderne tecnologie digitali per arricchire le personalità timbriche degli strumenti tradizionali in chiave espansiva e non limitativa, anche in chiave multidisciplicare. Saranno musicisti italiani ma anche ricercatori sul suono interpretato come fonte di benessere e conoscenza di sé, pratica fondamentale per essere musicisti consapevoli, qualunque sia lo strumento (acustico o elettronico) che si decida di utilizzare per fare ascoltare la propria musica ad altri ascoltatori. Quest’anno Electroclassic Festival ha anche aperto una “call” (adesioni entro il 6/11/2020) in collaborazione con il Corso di Sound Design IED, per offrire ai musicisti italiani l’opportunità di presentare un loro progetto di integrazione fra tradizione e innovazione in ambito musicale, coerente con la filosofia del festival. Sono ancora aperte le selezioni all’iniziativa che offre ai musicisti italiani l’opportunità di presentare al pubblico un proprio progetto di musica dal vivo realizzato attraverso l’integrazione tra strumenti acustici tradizionali ed elaborazione elettronica, anche in chiave multidisciplinare. I

progetti selezionati tra quelli che si candideranno a Call for Electroclassic, saranno inseriti nel programma ufficiale dell’Electroclassic Festival, manifestazione che si terrà in diverse location di Milano dal 22 al 29 novembre 2020. Potranno partecipare alla Call For Electroclassic musicisti/compositori senza limiti di età e sesso, ma residenti in Italia o stranieri iscritti a una scuola italiana che preveda corsi audio o musicali. Call For Electroclassic è riservata a singoli musicisti elettronici

e a gruppi composti da un massimo di due musicisti (o un musicista e un performer anche di altra disciplina artistica). La Call seleziona progetti originali che utilizzino strumenti elettronici per elaborare sorgenti acustiche, siano essi strumenti musicali o materiale pre-registrato di provenienza acustica. Ogni partecipante o gruppo di partecipanti potrà proporre un solo progetto, della durata massima di 30 minuti, che dovrà poter essere eseguito dal vivo. Sono previste due sezioni di selezione in cui proporre la propria candidatura: elaborazione elettronica di strumenti acustici ed elaborazione elettronica di sorgenti acustiche pre-registrate (fornite dal festival. | 81 |


La Consolle Imbruttita,

una pagina (di indole satirica) dedicata agli stereotipi del mondo dei dj e dei producer instagram.com/laconsolleimbruttita

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AMAZING NEWS

Amazing news around the world

Fuori il singolo di Amedeo Preziosi

Ci ha pensato Matt Joe, produttore e dj italiano noto per le sue numerose coproduzioni con DJ Matrix, a produrre il singolo di Amedeo Preziosi. “Per il brano ci siamo ispirati alla scena EDM e club; abbiamo pensato che un esperimento con una bassline aggressiva ed un rappato veloce e martellante potesse risultare vincente”. È così? Ascoltate e giudicate. milanese, classe 1996, appassionato di tecnologia e videomaking, amedeo preziosi pubblica giovanissimo il suo primo video su youtube. Grazie ai suoi video parodistici che strappano sempre una risata, in soli due anni è diventato uno degli youtuber più amati ed importanti d’Italia con 2,4 milioni di iscritti al proprio canale. https://www.youtube.com/user/amedeo116

LE più importanti NEWS DAL mondo DELLA MUSICA ELETTRONICA

Dinamite da pista, IL REMIX DI Ray Mang Chiunque tenga d’occhio il mondo della Disco in questo momento conoscerà l’enorme talento di Ray Mang. Dopo essersi costruito un’invidiabile reputazione all’interno di questo mondo, Ray Mang è arrivato all’attenzione dei media mainstream con un remix sconvolgente della Phenomenal Handclap Band - Judge Not, che è stato un successo traversale ed è finito su molti “best of” nel 2018 e nel 2019. Da allora le sue produzioni sono state di alta qualità ed è ormai risaputo che qualsiasi brano con il suo nome è garantito di alto livello. In questa release Ray Mang prende il singolo principale di Smoove & Turrell e lo trasforma in una hit. “Do It” via Jalapeno spacca davvero http://www.jalapenorecords.com/

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AMAZING NEWS

Tornano gli Ackeejuice Rockers In questo momento peculiare, triste e caotico della È online il nuovo “5G”, il singolo firmato dal duo di dj/produttori di musica elettronica Ackeejuice Rockers in collaborazione con Tormento e Nomercy Blake Gli Ackeejuice Rockers spiegano così la genesi del brano: ”Abbiamo iniziato a lavorare su 5G ai primi di Maggio, dopo due mesi di lockdown avevamo un gran bisogno di leggerezza e voglia di lavorare ad un pezzo house che richiamasse le sonorità della dance ’90. Tra le tante hit dance di quegli anni, ci incuriosiva “How Gee” dei Black Machine, un pezzo a bpm bassi e dai forti richiami funkeggianti. Abbiamo provato a campionare il sax e ad appoggiarlo su di una bassline house deep moderna, il risultato ci ha gasati! Serviva un cantante Italiano e parlando di funk e soul in Italia, è stato automatico pensare a Tormento. www.ggroupinternational.com/subside-records-m24

Altro singolo per Anna

Dopo aver debuttato con “Bando”, singolo certificato Platino che ha superato quota 88 milioni tra stream e views grazie anche ai remix con Madman & Gemitaiz per l’Italia, Endor per UK, Rich The Kid per l’America e Jul per la Francia, Anna esce con il nuovo singolo “Bla Bla” feat. Gué Pequeno. Prodotto da Merk & Kremont, Eugenio Maimone e Leonardo Grillotti, vede la rapper bissare il successo del singolo con The Night Skinny, produttore freestyle che ha firmato per la serie Red Bull 64 Bars. La 16enne spezzina, cresciuta tra i vinili del padre dj e appassionata di urban americano, in questi mesi ha partecipato al remix di “Hasta la vista” di Ghali, al brano della Dark Polo Gang “Biberon” e al remix di “Twerk” con Mambolosco e Boro Boro. https://vir.lnk.to/blabla

“Legacy One presenta “Tranceverse” Tornato all’etichetta principale Azura Recordings con la sua nuova canzone “Tranceverse”, Legacy One vola con tutta la sua fan base. Quando pensiamo a una traccia trance edificante, immaginiamo una linea di basso forte, una batteria dura, percussioni sorprendenti e una melodia accattivante in grado di ipnotizzarti in molti modi. Questo è esattamente ciò di cui parla “Tranceverse”, tutti elementi per farti chiudere definitivamente gli occhi e viaggiare in un’altra dimensione. Una dimensione in cui la trance è il dominatore di tutte le cose. Legacy One ormai è un progetto molto importante e in ascesa. https://soundcloud.com/gutoputti/legacy-one-tranceverseextended-mix/s-LLpdUyewX6J

I Bicep annunciano il nuovo album

“Isles”, disponibile dal 22 gennaio su Ninja Tune, espande l’energia artistica dei Bicep, al loro debutto omonimo del 2017. I due scavano più a fondo nei suoni, nelle esperienze e nelle emozioni che hanno influenzato le loro vite e la loro professione di produttori. Irlandesi di Belfast e adesso residenti a Londra, Matt McBriar e Andy Ferguson descrivono il secondo e attesissimo lavoro come ‘un’istantanea nel tempo’, con le tracce progettate per evolversi nelle loro diverse iterazioni, dall’album ai live e oltre. ‘Questa è sicuramente la versione da ascoltare in casa dice Matt - la versione dal vivo sarà molto, molto più difficile’. ‘Abbiamo forti emozioni contrastanti, legate al crescere su un’isola, voler partire, voler tornare’, commentando il titolo. https://open.spotify.com/ album/6ZgM0jM6nRUlK6wRXEONVc?si=Ox_ ZVpbZRFOmZHIHPGNvBw

| 85 |


H yper Hyper Mu s i c Ta l k

Nuovo singolo p e r L e l e S acchi Fra i più influenti dj della scena italiana, da oltre 25 annI scuote i club in giro per il mondo partendo dalla sua Milano Eccolo allora “Burning Babylon”. Il nuovo singolo di Lele Sacchi, in uscita lo scorso venerdì 25 settembre su tutte le piattaforme digitali, viene pubblicato dall’etichetta dei Soul Clap, duo di dj americani fra i più stimati nella scena house internazionale. Lele torna con una traccia house che unisce il vocale dal tocco dub reggae alle influenze del morbido ma allo stesso tempo carico sound dalle influenze french touch anni ’90. Prima di uscire per la label americana, il brano è stato anticipato pre lockdown) nei vari dj set live con grandissimi feedback. La traccia è stata la più ricercata del set che ha visto il dj protagonista di una Boiler Room a Milano.

Questo singolo arriva sull”onda di una serie di importanti pubblicazioni fra cui il remix ufficiale del tema della serie tivù “Gomorra” in onda su Sky sulla label britannica Crosstown Rebels, il remix per l’etichetta berlinese di culto !K7 del talentuosissimo jazzista Gianluca Petrella, la ristampa per la immortale Nervous di New York di “Dreaming won” e l’ultimo sensazionale singolo “New soul Sensation” uscito per Snatch! del dj Riva Starr. Lele lavora da anni a Radio RAI (attualmente conduce Stereonotte su Radio Rai 1) oltre che su media internazionali come NTS radio di Londra ed incide per label internazionali come !K7, Snatch!, Crosstown Rebels, ed altre.

GRANDE ESPERTO DI MONDO RADIOFONICO Ha partecipato come giudice a Top DJ, primo formato televisivo al mondo sui dj in onda su Sky. Uno dei fondatori e amministratori di Elita, principalmente conosciuta per il Design Week Festival durante il Salone del Mobile a Milano, ha pubblicato nel 2018 per Utet il libro “Club Confidential”, presentato presso r12 durante un interessante Beat&Green. Il nuovo singolo “Burning Babylon” esce per Soul Clap Records ed è stato mixato al Prisma Sonoro Studio da Brioski e dallo stesso Lele Sacchi. Per booking scrivere a simone@dnfbookingcrew.com.

https://www.beatport.com/track/burning-babylon-dub/14120302 Lele inizia giovanissimo a lavorare in una radio locale di Pavia dove manda in onda post-punk, indie-rock e hip-hop. A 18 anni, collabora con alcune riviste di musica, quali Rumore e Acid Jazz. Nel 1995 ha la sua prima residenza come dj di elettronica al neonato Tunnel di Milano. Elettronica senza frontiere con lui, quindi: viaggi in giro per il mondo alla scoperta di piccole grandi nazioni che hanno dato un contributo fondamentale alla musica dance e elettronica. Dal Giappone, alla Norvegia, dalla Corea del Sud al Belgio e molti ancora con Stereonotte. https://www.raiplayradio.it/audio/2020/04/Stereonotte-con-LeleSacchi-945aef66-d23c-4373-b79c8d85f9fb7bb3.html

| 87 |


reviews

di Riccardo Sada

SINGOLI / EP Double Dee feat. Dany

Found Love (30th anniversary remixes) Goody Music / IRMA Records / Groove Culture

Disponibile dallo scorso 25 settembre in vinile giallo trasparente, “Found Love” (30th Anniversary Remixes) vede la collaborazione tra Goody Music Production, IRMA Records e Groove Culture. Per celebrare l’anniversario speciale del classico Italo dance del 1990”, ecco un’edizione limitata speciale che include la versione rimasterizzata dell’originale più tre remix di alta classe firmati da Dimitri From Paris, David Penn e DJ Micky More & Dj Andy Tee. La voce inconfondibile di Danny Losito rivive grazie a queste magiche rielaborazioni. https://www.traxsource.com/title/1382104/foundlove-30th-anniversary-remixes-part-1

Savage

Lonely Night Dwa Records

Fun Fun

Happy Station (The Magician Remix) X-Energy

Dal mondo di Energy Production, supportatissimo a livello internazionale da dj come Kryder, Alaia & Gallo, Gorgon City, Eelke Klein, Lost Frequencies, Eric Hagleton, Hector Romero, Michael Calfan, Robbie Rivera, Michael Gray e molti altri, la hit del 1983 rivive grazie a The Magician. Il talentuoso dj producer belga ha manipolato magistralmente synth e voci originali e dato una svolta moderna a questo iconico successo di quasi quarant’anni fa. Con oltre tre milioni di ascoltatori mensili su Spotify, The Magician è conosciuto al grande pubblico per aver firmato i remix di “I Follow Rivers” di Lykke Li e “Rather Be” dei Clean Bandit. https://www.youtube.com/watch?v=9n5Y9b6mu3s

Milk Bar & Santarini feat.

Dollarman e Antonio Contino How Gee

Total Freedom Singolo estratto dall’album “Love and Rain”, “Lonely Night” si distingue per le atmosfere dark e malinconiche ed è incentrato sul concetto di abbandono e solitudine. Viaggio sonoro fra gli anni Ottanta e il mondo romantico di Savage, al secolo Roberto “Robyx” Zanetti, il pezzo esalta la miglior commistione fra pop, Italo disco, new wave e synth pop. Registrato con le più moderne tecnologie digitali, nel rispetto delle tecniche di registrazione tipiche proprio di quegli anni, la canzone, come dice l’artista stesso, è una vera e propria goduria. Savage è unico e non richiama alcun sound e alcun altro stile. Una vera e propria celebrazione del suono che ha reso popolare l’Italia nel mondo.

“How Gee” di Milk Bar & Santarini feat. Dollarman e Antonio Contino ha avuto un grande successo negli store di download digitali e nei siti di streaming, avendo il supporto di molti dj dei pesi massimi in tutto il mondo. Un nuovo remix era nell’aria e un indovinato team ha messo la traccia nelle mani sapienti di Angelo Ferreri. Il produttore italiano esplora le sue radici con un ritmo house classico carico di funk. Con testi che si adattano perfettamente all’energia del tracciato, “Never can express, how gee” riecheggia già nelle classifiche. Una menzione speciale va data al vocalist Dollarman e al sassofonista Antonio Contino che hanno reinterpretato magistralmente questo inno di club music.

www.savage-music.com

www.invidiarecords.com

| 90 |


reviews

di Dan Mc Sword

SINGOLI / EP BONOBO & TOTALLY ENORMOUS EXTINCT DINOSAURS Heartbreak

DEMUIR Legend

Sola Nauts

Outlier / Ninja Tune

Brano di debutto per la nuova label dell’eclettico Bonobo, una traccia realizzata insieme a Totally Enormous Extinct Dinosaurs e che ha come tratto distintivo il campionamento di “I can’t take the heatbreak” di Christine Wiltshire, autentica spina dorsale della hit immortale “Weekend” dei Class Action. Bonobo omaggia questo singolo come meglio non potrebbe: l’edizione in vinile di “Heartbreak” contiene un testo realizzato dallo scrittore Tim Lawrence, firma nota per i libri “Hold On To Your Dreams” e “Love Save The Days’”, che racconta quanto “Weekend” sia stato un autentico punto di svolta per la musica, non soltanto quella elettronica. E dopo “Heartbreak”, a novembre sarà già tempo per il nuovo singolo “6.000 Ft”.

Nuovo EP composto da tre tracce per Demuir, in uscita ad inizio novembre su Sola Nauts, l’etichetta discografica dei britannici Solardo. Il brano che dà il titolo all’intero EP ci porta nella più classica delle situazioni house: ritmo costante senza diventare martellante, una robusta voce black, sample che rimandano ai bei tempi che furono e il giusto approccio che eviti di scadere nel cosiddetto “effetto-marcetta”. Una nuova, importante tappa per il dj e producer canadese, già distintosi negli ultimi anni per le sue produzioni per Hot Creations, Desolat e Classic Music Company. “Legend” è la palese dimostrazione che si possa continuare a fare e soprattutto musica house senza per questo motivo risultare né ripetitivi né superati. https://www.instagram.com/demuir

https://bonobomusic.com

SIMONEVITULLO & ANTON JAY Back In Time

Goodeva Records Classy

VATICAN SHADOW

Persian Pillars Of The Gasoline Era Buck Spin

È una storia che parte da molto lontano quella che ha Simone Vitullo torna con la sua nuova produzione, questa volta insieme ad Anton Jay. Un brano di pura Afro House, genere che sta sempre più prendendo piede (vedasi sempre in questo stesso numero la recensione della compilation del Watergate) e che Vitullo propone e professa da tempi non sospetti, come da diversi anni certifica la sua abbondante discografia. “Back In Time” si caratterizza per la sua ritmica costante, le voci utilizzate a mo’ di sample: il tutto condito e arricchito da parentesi elettroniche dalla venatura più europea. Un brano che già sta riscuotendo i dovuti riscontri da dj di tutto il mondo e farà la sua ottima figura nelle dancefloor, quando finalmente torneranno ad essere aperte come si deve.

Da oltre dieci anni Vatican Shadow (all’anagrafe Dominick Fernow) ha saputo ricavarsi un ruolo di prim’ordine nel variegato universo della musica elettronica, capace con la sua cifra stilistica di rivolgersi sia al colto che all’inclita. Se ne ha puntuale conferma grazie al suo ultimo album, che collochiamo tra i singoli in quanto composto da sei tracce, ovvero più un EP che non un album vero e proprio. Un vero e proprio viaggio musicale caratterizzato da grande coerenza e da una pulizia dei suoi che non si riscontra così spesso. Merito di un’apertura mentale e di una serie di esperienze in giro per il mondo, che lo hanno portato a suonare in tutto il mondo, senza mai abdicare ad un ruolo di attivista militante. https://www.20buckspin.com

http://www.godeeva.com

| 91 |


reviews

di Riccardo Sada

ALBUM Aloe Blacc

Kölsch

All Love Everything

Now Here No Where

BMG

Kompakt

Non si tratta di un genere in particolare, la sua musica si basa sull’A.I.M.: Affermazione, Ispirazione, Motivazione. Ha avuto moltissime opportunità per parlare del suo stile, Aloe Blacc, e mai si è sentito a suo agio nel collocarsi come artista pop o piuttosto folk. La sua scrittura è semplicemente… tematica. In “All Love Everything”, l’artista mostra la sua radicale empatia e la sua schiettezza emotiva grazie alle quali ha ottenuto la fama internazionale. Che si tratti dell’ultima “Harvard”, straziante storia di una donna, o dell’ode di devozione di “Corner”, la scrittura di Aloe rimane sempre incredibilmente emozionante. Partendo da un eclettico mix di soul, folk e pop contemporaneo, e arrivando a uno stile unico.

Un diario sonoro di dodici tracce techno composto in modo meticolosamente sublime: si tratta di “Now Here No Where”, il nuovo album di Kölsch. Il dj e produttore danese traccia nuovi terreni. Gli archi del compositore classico contemporaneo Gregor Schwellenbach sono presenti in tutto il lavoro, inclusa la traccia di apertura “Great Escape”. Ma la la grazia orchestrale va oltre con “Shoulders Of Giants”, prima delle sei tracce dell’album rilasciate nel 2020. Ulteriori singoli arrivano sotto forma bombe sonore un po’ club e un po’ d’ascolto, come “Sleeper Must Awaken”, la cinematografica “Time” e la ipnotica “Glypto”che punta su un canto gregoriano. I Beacon danno infine il massimo in “Pause”.

https://aloeblacc.lnk.to/AllLoveEverything

https://kompakt.fm/releases/now_here_no_where

Major Lazer

Markus Schulz

Music Is The Weapon

Escape

Mad Decent

Coldharbour Recordings (Black Hole Recordings)

Per celebrare la pubblicazione del nuovo lavoro, la band annuncia una serie di date drive-in del Major Lazer Sound System previste per tutto questo mese. Non solo, nel 2021 lancerà “Major Lazer: Year Negative One”, il fumetto disegnato da Ferry Gouw. E l’album? È una raccolta di 50 brani che più hanno ispirato il trio nel tempo. Si parte da “Oh My Gawd” con Mr Eazi, feat. Nicki Minaj e K4mo e si passa da “Lay Your Head On Me” feat. Marcus Mumford. Poi ci sono “Rave de Favela” con Anitta, MC Lan e BEAM, “Que Calor” feat. J Balvin e El Alfa, “Trigger” con Khalid e “Can’t Take It From Me” feat. Skip Marley. E tanto altro. Una tracklist pazzesca, per Diplo, Walshy Fire e Ape Drums. www.majorlazer.com

L’ottavo album di Markus Schulz arriva in tempi straordinari. Attingendo a talenti nuovi e affermati, il lavoro del dj è suddiviso tra assoli, debutti e conferme. Collaborazioni che sono molto di più di un semplice valore aggiunto all’estro dell’arista di origini tedesche. “Indestructible” e “In Search Of Sunrise” con Adina Butar tirano fuori l’anima della trance al mondo e portano a un viaggio sonoro nell’universo della composizione. “Are You With Me” di Daimy Lotus e “Feel Alive”, con London Thor e Valentino Alessandrini, chiudono il cerchio. E poi ci sono HALIENE, Christina Novelli, Roxanne Emery, JES e Christian Burns, oltre che Singa e il tandem formato da Ethan Thompson & Soundland. https://markusschulz.complete.me/escape

| 92 |


reviews

di Dan Mc Sword

COMPILATION AVALON EMERSON

HYENAH Watergate 27

DJ-Kicks

Watergate Records

!K7

Tocca alla californiana Avalon Emerson firmare la nuova compilation della celeberrima collana DJ-Kicks: venti tracce nelle quali convivono con naturalezza house, techno, new wave e la cosiddetta EBM, acronimo per Electronic Body Music (o almeno così pare). Una selezione che la Emerson sa gestire da par suo, merito anche delle sue esperienze e delle sue conoscenze maturate da quando si è trasferita a Berlino. Una compilation che si apre con la traccia ‘Long Forgotten Fairytale’, cantata dalla stessa artista statunitense: una intro quasi pop, con sfumature che non è azzardato definire country, che poi cede il passo subito ad un’elettronica energica e da dancefloor. Nel complesso si sperimenta il giusto, senza sconfinare più di tanto nella ricerca esasperata del colpo a sorpresa. https://k7.com

Tempo di Afro House anche per la nuova raccolta della Watergate Records, che questa volta si è affidata alla sapiente selezione Hyenah, resident al Watergate di Berlino dal 2016. Hyenah, Henrik Schwarz, Kerri Chandler, Pablo Fierro, Adana Twins e Kollektiv Turmstrasse sono soltanto alcuni dei nomi selezionati per questa compilation, che Hyenah ha concepito fedele e coerente al suo credo musicale. La sua missione non soltanto quella di selezionare, creare e suonare musica, ma anche di mandare messaggi che uniscano popoli e generazioni diverse. Il tutto partendo da solide radici africane, dalle quali attivarsi per spaziare attraverso le più variegate sfumature dell’elettronica: non resta che attendere il ritorno delle serate e dei club per capire come la Afro House si appresti a confermarsi ben più di una semplice moda passeggera. http://water-gate.de

JORIS VOORN

AA.VV.

Global Underground

Anjunadeep

Reflections Vol. 1

Rotterdam

Olanda massima protagonista nella 43esima compilation della label anglosassone Global Underground, che entra di prepotenza nel nuovo decennio con al timone di comando Joris Voorn e con Rotterdam quale meta di destinazione prescelta. Una raccolta potente, forte di ben 116 (!!!) tra tracce e remix, con una tracking list che coinvolge nomi di altissimo lignaggio quali Biosphere, Plastikman, Kölsch, Roman Flügel, Speedy J, Nathan Fake e Secret Cinema, oltre ovviamente allo stesso Voorn. Tantissime le produzioni presenti in esclusiva, che il dj e producer olandese ha assemblato come di consueto utilizzando Ableton, metodologia nella quale Voorn ha tutto il diritto di dichiararsi vero e proprio precursore. E per i collezionisti, una vera chicca: la nuova GU è disponibile in formato deluxe, con un photobook di 110 pagine.

Primo volume per una nuova serie della premiata ditta Anjunadeep, una selezione che affronta in maniera metodica ma allo stesso intrigante generi quali ambient, chillout e downtempo. Per non sbagliarsi ha Anjunadeep ha chiamato a raccolta nomi di sicuro affidamento quali Yotto e Lane 8, talenti emergenti se non già emersi quali Qrion e Nox Vahn e autentiche matricole quali PBSR, Kitput e Vár Sofandi. Con questa compilation, per la label anglosassone si aprono decisamente nuovi orizzonti, il modo migliore per capire dove dirigersi quando si vuole affrontare la musica elettronica senza pregiudizi né forzature. È indubbio che si stia vivendo una fase nella quale i battiti delle produzioni dance sono più rallentati – basti pensare alla melodic techno – giusto tocchi ad Anjunadeep indicare la retta via anche su questo fronte.

https://www.globalunderground.co.uk

https://anjunadeep.com | 93 |


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Danceland n. 7 - 2020  

È l’inarrestabile Georgia Mos la protagonista della cover story del nuovo numero di Danceland, sempre più carico e variegato nei suoi conten...

Danceland n. 7 - 2020  

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