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n° 6/2018 free - gratis NUMERO DOPPIO

the nightlife magazine

AGOSTO SETTEMBRE 2018

FESTIVALS Family Piknik EchoWaves Ultra Worldwide

REVIEWS Drake Justice Tomorrowland

CLUBBING Cocoon Riccione King’s Club Jesolo Privilege Ibiza

E L E N A PA V L A LINEA DIRETTA MOSCA-IBIZA


www. e xpect nothing. net he llo@e xp ectn othing.n et

Stage and Lighting Design Video Mapping / Pixel Mapping Visual Identity for Artists and Festival 3D Graphics / Graphics and Motion Design


SOMMARIO

L’EDITORIALE MA CHE COs’è questa EDM? Saranno più di dieci anni che la gente non pronuncia più la parola dance. Musica dance, pop dance, dance music. E sono più di dieci anni che dagli Stati Uniti riecheggia l’acronimo EDM. Schiacciare in tre lettere, in un acronimo rapido, Electronic Dance Music, è come aver ridotto le cucine di mezzo mondo in un KFC o tutte le tivù in un MTV, tutto il basket del mondo in una NBA, tutti i festival nell’EDC o le illuminazioni in LED. EDM è una sigla, ormai, l’apoteosi: E Dio Mixa. Non potevo non farci un libro. Ma questo è un altro discorso. EDM è quasi una sostanza, oltre una sentenza, tipo MDMA. Protagonista, a sto giro, il dj (toh, anche qui una sigla), un ruolo, un personaggio spesso ignorato, confuso per altre professioni, a volte sostenitore della musica popolare a volte ultras del sottobosco. Ogni generazione ha uno stile di musica: dopo il rock e dopo l’hip-hop serviva un’aurea che galvanizzasse i giovanissimi, che rianimasse persone che amano la musica elettronica e anche l’elettronica di consumo, di figure con un’elevata propensione per l’acquisto di dispositivi high-tech, pronta a mettere le mani ma soprattutto le orecchie su dispositivi in grado di riprodurre musica elettronica. Serviva un marchio: EDM. Un circolo vizioso pronto a ripagare un po’ tutti. Con l’apparente e permanente declino di vendita di brani, i consumatori di EDM hanno offerto al mercato globale una serie infinita di modi per soddisfare i magnati dell’economia e grande visibilità al settore, che poteva chiamarsi dance. Ma EDM era più sbrigativo. Siete tra quelli che chiamano il partner AMO invece che AMORE? Forse EDM è il caso vostro, potete pensare anche che sia un genere. I grandi appuntamenti dal vivo, tanto per iniziare, hanno fatto la fortuna di promoter e imprenditori, con questa terminologia. Dalle proiezioni scadenti su un lenzuolo di dj improvvisati alle piramidi di LED (rieccoci, è solo Light Emitting Diode) di Daft Punk e deadmau5, dai treppiedi traballanti a colonne di migliaia di watt, in molti hanno assistito a un radicale cambiamento nel settore e lo hanno frettolosamente e bruscamente ribattezzato, americanizzato. Mica bruscolini, solo electronic dance music. Gli americani, che lo fanno meglio (…), ampliano il concetto aggiungendo music, e non ci vi vuole una laurea per capire che EDM significa musica dance elettronica: lo hanno fatto per un distinguo con i balletti di Roberto Bolle e i passi di classica? Carl Cox, Daft Punk e Richie Hawtin quindi sono EDM quanto David Guetta, Nicky Romero o Tiësto (non è una domanda, è un’affermazione). La redazione di Danceland

DANCELAND Numero 6 (36) – agosto /settembre 2018 Supplemento a Stadio5 - Edizioni SBM Via Domodossola, 21 - Milano Tel/fax 02.36563906 www.stadio5.it - commerciale@stadio5.it facebook.com/dancelandmag twitter.com/dancelandmag issuu.com/danceland mail: danceland.mag@gmail.com

[03] L’EDITORIALE / SOMMARIO [04] BREAKING NEWS: LE NOTIZIE DAL MONDO DELLA DANCE [06-07] COVER STORY: Elena Pavla [08-09] NEWS [11] FACE TO FACE: AEVUS [12] Pitch Up [13] THE LABELS: release in progress [16] MALE DJ: GREEko [17] FEMALE DJ: NIKI belucci [20-21] NIGHTLIFE: LOCALI, ONE-NIGHT, FESTIVAL [24] TOP CLUB ITALY: King’s Club JESOLO [25] TOP CLUB WORLDWIDE: Privilege Ibiza [26-27] FESTIVALS AROUND THE WORLD [30-33] FOCUS: Greta Tedeschi, Hugel, Real Talk, Alex Vanni [34/36] previewS: Strakton Records, N-Side, Gigi L’Altro [37] R12 NEWS [38] visioni di... Pietro Berti [39] Reportage: Tomorrowland [42-43] INTERVIEWS: Roberto Baldi [44-45] INTERVIEWS: CAPPELLA [46] DANCE DIRECTORY [47] RADIO ITALIA NETWORK [48] SOUND WITHOUT BORDERS [50-51] B&G SPECIALE: gli esami [55-56] REVIEWS: ALBUM E COMPILATION

Direttore responsabile: Beppe Vigani coordinamento editoriale: Daniele Spadaro e Dan Mc Sword caporedattore: Riccardo Sada collaboratori: Giosuè Impellizzeri, Danilo Bernardini d’Arnesano Francesco Ciro Rossi, Eugenio Tovini, Stefanob, Manolo Di Gioia, Serena Raso, Feliciano Musillo impaginazione: sadart Registrazione del Tribunale di Milano:n° 446 del 3 agosto 2011 Questo numero è stato chiuso in redazione lunedì 29 luglio 2018 alle ore 15.30

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breaking News le notizie del mondo dance

Dura la vita da re per Daddy Yankee “Dura” è il nuovo singolo del cantautore, produttore e rapper portoricano Daddy Yankee, definito dal New York Times “El Rey del reggaeton”. Che torna protagonista dopo aver collaborato con Luis Fonsi alla hit mondiale “Despacito” (video più visto di sempre su YouTube con oltre 5.1 miliardi di views). “Dura” ha già raggiunto oltre 250 milioni di stream su Spotify ed è presente nelle classifiche Top 50 Global Italia e di altri 18 paesi nel mondo. Il singolo ha già ottenuto la certificazione Oro in Italia e ha totalizzato oltre 820 milioni di views su YouTube. È disponibile una versione remixata realizzata in collaborazione con Becky G, Bad Bunny e Natti Natasha.

CamelPhat, un marchio di VERA fabbrica house CamelPhat continua la sua serie di successi senza precedenti con “Dopamine Machine”, l’ennesima traccia killer su Defected, questa volta al fianco di Ali Love. Follow up di “Cola”, nominato ai Grammy Award e al Premio Ivor Novello con oltre un milione di vendite a livello internazionale, “Dopamine Machine” accende nuovamente i riflettori sul duo formato da Dave Whelan e Mike Di Scala, attualmente tra i più acclamati produttori di House Music del Regno Unito. Scritto da Ali Love, cantautore e cantante a fianco per anni dei nomi caldi della dance, da Hot Natured fino ai Chemical Brothers e Justice, “Dopamine Machine” pulsa di un groove irresistibile con un refrain destinato a conquistare club e festival estivi.. https://soundcloud.com/camelphat

www.daddyyankee.com

“Lu Rusciu Te Lu Mare” remixato da RIVAZ La song popolare salentina “Lu Rusciu Te Lu Mare” dei Focu Mio, rinata su una base house prodotta da Alex Pizzuti e Adawolf, è stata remixata da RIVAZ. Il popolare dj e produttore dice in merito: “Per la mia versione pensavo a un mood di ‘Camminando’ di Reboot ma anche alle atmosfere dei Camelphat. Ascoltando l’originale, con le chitarre acustiche, ho sentito l’esigenza di fare un beat un po’ più balearico, estivo”. “Lu Rusciu Te Lu Mare” fa emergere sempre una nitida linea melodica e immancabili percussioni pugliesi; il tutto, per quella che può essere considerata la traduzione dance della pizzica salentina. Ritmo globale e melodia locale. La pubblicazione di Firstplanet Pro ora è davvero sempre più all’insegna del glocal.. www.daviderivaz.com

Sasà, Giulia Regain e Collettivo House UNITI Il nuovo singolo della dj cesenate Giulia Regain, in collaborazione con i pesaresi Dual Size e il vocalist Sasà, noto ai più come “The King of Mykonos”, è “Disko Mykonos”, in cui riecheggiano le sonorità tipiche dell’isola greca, famosa in tutto il mondo per la sua frizzante vita notturna, le discoteche immense e le sue splendide spiagge, su cui si riversano, ogni estate, migliaia di giovani. Il sound della traccia è chiaro e coinvolgente: fin dalle prime note si percepisce il lavoro attento nella scelta della sonorità greca, che viene qui reinterpretata in chiave moderna e da big room. Il brano è prodotto da Collettivo House, giovane etichetta discografica riminese in collaborazione con Sony Music.

Mr. Rain, doppio Platino col benestare di GFB A ridosso dell’esibizione per il concerto di Macklemore in occasione dell’evento “Rock In Roma 2018” presso le Capannelle, Mr. Rain ha centrato un nuovo obiettivo assicurandosi un doppio disco di Platino per “Carillon” (Atlantic/Warner Music Italy). La notizia è stata resa nota dal suo scopritore Gianfranco Bortolotti. “Sono molto contento di annunciare, grazie a questo ennesimo successo di Mattia alias Mr. Rain, il mio 178° disco di metallo pregiato. Mr. Rain centra un altro tangibile risultato del lavoro programmatico di due anni e oggi è un artista che sicuramente ha tutto il talento necessario per diventare uno degli artisti di musica pop/hip-hop italiana più importanti di questo decennio”, ha detto Bortolotti. www.mrrain.it

www.facebook.com/collettivohouse/ | 04 |


c over s tory

di Dan Mc Sword

ELENA PAVLA

LINEA DIRETTA MOSCA-IBIZA Moscovita, Elena Pavlovskaya in arte Elena Pavla risiede a Ibiza, dove è spesso ospite dei radio-show e dei locali più importanti dell’Isla. I suoi set spaziano dalla deep alla techhouse, per sconfinare talvolta nella techno. Sabato 11 agosto è l’ospite speciale della Wave Music Boat di Rimini, nuovo appuntamento con il party che salpa per il Mediterraneo a suon di musica elettronica. | 06 |


c over s tory di Dan Mc Sword

Come sei arrivata alla musica elettronica? “Quando ero teenager ascoltavo Korn, Limp Bizkit, Papa Roach, Crazy Town e Linkin Park. Portavo le dreadlocks e avevo i piercing, e ascoltavo la musica di mio fratello maggiore. Poi mi sono appassionata alla drum and bass e ho iniziato a frequentare i rave. La scintilla è scoccata nel 2014, quando sono stata a Ibiza per la prima volta in vita mia. Sulla Isla ho scoperto la progressive house e la tech-house. Non le ho più abbandonate”. Una delle nostre domande classiche. Il gioco dei tuoi preferiti. Iniziamo con i dj. “Marco Carola, Luciano, Solomun, Ninetos, Fisher, Patrik Topping, Hector Couto”.

I tuoi hobby? “Gli sport estremi come wakeboard e snowboard. Mi piace viaggiare, cucinare e fare fotografie. In realtà il mio hobby preferito è la musica, e ho avuto la fortuna di trasformare una passione in un lavoro”. Il tuo sogno nel cassetto? “Creare una traccia che faccia la storia, come ‘Cola’ dei CamelPhat. E in futuro aprire una scuola per dj e una agenzia di booking. Ci sto già pensando!”. https://www.facebook.com/djelenapavla/ https://soundcloud.com/dj_pavla https://www.residentadvisor.net/dj/elenapavla

Produttori? “George Privatti, Jamie Jones, Bontan, Guy Gerber, Guille Placencia, Max Chapman, Detlef, Latmun, German Brigante”. Club? “Non molto tempo addietro sono stata in Brasile, e sono rimasta molto colpita dal D-Edge, club paulista. A Ibiza amo El Patio, dove suono e dove la musica è quella delle radio It’s All About Music e Ibiza Global Radio. Segnalo anche l’Iris Yas Island, negli Emirati Arabi, dove ho suonato e mi sarei più staccata dalla consolle”. Un quesito originalissimo. Che cosa significa suonare a Ibiza? “Ibiza è semplicemente un posto speciale, dove tutti vanno e sanno bene perché! Ovvero grande atmosfera, musica di qualità e ovviamente spiagge meravigliose”. Il tuo rapporto con i social network? “Con Internet e i social network è diventato più semplice per tutti farsi conoscere. I social sono sempre più parte integrante e fondamentale dell’attività di un dj”. Release in arrivo? “Ho finalmente finito il primo EP. Per ora non posso dire altro, tutte le informazioni a breve!”. Preferisci suonare nel club o nei festival? “Nei Festival, l’energia è maggiore con tutto quel pubblico presente!”. Che cosa conosci dell’Italia, dove suonerai sabato 11 agosto alla Wave Music Boat? “Pizza, pasta… Amo l’Italia, un paese meraviglioso, una cucina spettacolare e musica di gran qualità! Credo che gli Italiani abbiano gusto e stile in tutto quello che fanno, e non lo scopro certo io per prima. E tanti sono i dj italiani di livello, basti pensare a Marco Carola e Deborah De Luca”.

WAVE MUSIC BOAT: ELETTRONICA A BORDO Wave Music Boat è un party itinerante nel vero e proprio senso della parola, che salpa dal porto di Rimini, dove torna dopo aver solcato a suon di musica elettronica l’Adriatico. In consolle dj italiani e stranieri, con una programmazione che va sempre alla ricerca di sonorità non convenzionali: i prossimi due appuntamenti in calendario sono fissati per sabato 11 agosto (con Elena Pavla ospite speciale) e sabato 1 settembre, con special guest ancora da annunciarsi al momento in cui andiamo in stampa. Wave Music Boat è stata protagonista a giugno della Molo Street Parade, sempre a Rimini, così come negli passati si è svolta anche a Ibiza e a Barcellona. Tanti gli ospiti illustri nelle passate edizioni della Wave Music Boat, basti pensare ai dj di Cadenza Michel Cleis e Argy e Sam Divine della Defected. La Wave salpa dal Porto di Rimini sempre al tardo pomeriggio. Info e riservazioni sul sito della manifestazione http://wavemusicboat.com Infoline 331/5946298. Foto di Mattia Bonaretti

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N EWS BURN: GRAN FINALE CON THE ARK

Dopo l’IMS e il Gran Finale a Ibiza e il Kappa Futur Festival, per i finalisti 2018 di BURN Residency si avvicina il momento della verità: The Ark, la crociera in programma da lunedì 3 a venerdì 7 settembre con partenza e rientro a Barcellona. Una crociera che va intesa come un vero e proprio festival musicale itinerante, grazie alla presenza di una serie di top dj quali Luciano, Art Department, Loco Dice, Claptone, Patrick Topping e Camelphat, giusto per nominarne alcuni. Come al Kappa, anche a The Ark avrà uno stage e sarà la occasione durante la quale sarà nominato il vincitore dell’edizione 2018 di BURN Residency, al quale andranno 100mila euro da investirsi nella propria carriera artistica e discografica. E per restare in ambito pecuniario, registriamo un primato particolare per The Ark: sarà il primo cruise festival che accetterà i pagamenti in criptovaluta. Foto Rudgrcom. www.burn.com

I PRIMI NOMI DI ADE 2018

Bonobo, Charlotte de Witte, Colin Benders, GAIA, Jeff Mills, Laurent Garnier, Martin Garrix, Nina Kraviz, Orbital, Peggy Gou e Richie Hawtin: sono soltanto alcuni dei principali nomi che saranno presenti all’edizione 2018 dell’Amsterdam Dance Event, in programma da mercoledì 17 a domenica 21 ottobre. Tra le ulteriori anticipazioni, le conferme del ritorno del free city festival ADE Hangover e dell’ADE Hackaton, così come l’apertura vera e propria avverrà – come lo scorso anno – con il concerto della Metropole Orchestra. Lo scorso anno l’ADE ha avuto la partecipazione di oltre 2.500 artisti ed oltre 550 speaker, spalmati in oltre 160 location. Numeri destinati ad essere come ogni edizione ad essere abbattuti: assai probabile si sfondi la quota dei 400mila visitatori. Foto di Max Kneefel https://www.amsterdam-dance-event.nl

DJ AWARDS 2018

Le votazioni si sono chiuse a luglio, e adesso non resta che attendere martedì 11 settembre per conoscere i vincitori della 21esima edizione dei DJ Awards di Ibiza, la cui cerimonia di premiazione si svolgerà all’Heart: una nuova location rispetto allo scorso anno, quando si era svolta all’Hï, dopo 19 anni consecutivi al Pacha. Tredici le categorie in gara, i cui vincitori saranno decretati in base al maggior numero di voti raccolti sul web, alle quali ne vanno affiancate altre dodici, i cui rispettivi numeri uno saranno determinati da una giuria composta da addetti ai lavori. E come sempre la serata dell’11 settembre sarà un’autentica serata di gala, con tanto tappeto rosso e celebrities ed un tema ben delineato ad animare il party. Quest’anno sarà un vero e proprio tributo alla Disco Music, senza la quale, in effetti non saremmo qua nemmeno a scrivere di dance e musica elettronica. Foto di Andrei Oprescu http://www.djmagitalia.com/

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NEWS RADIO GLOBO E LE DIRETTE DA IBIZA

Proseguono sino a domenica 26 agosto le dirette da Ibiza di Radio Globo, emittente romana (318mila ascoltatori nel giorno medio), in onda tutti i giorni dalle 21 alle 24 nei suoi studi in Playa d’en Bossa, ubicati al piano superiore del Cafè Globo, un punto di ritrovo per molti pre-party, GanGastar di Cathy Guetta, VIBRA! di Gianluca Vacchi (in onda su Radio Globo a sua volta tutti i giorni alle ore 16) e IAMRICHBITCH di Ale Zuber. I Conduttori Andrea Torre, Giorgio D’Ecclesia e Viviana Rapisarda si alternano al microfono informando gli ascoltatori sui migliori party di Ibiza e intervistando i principali protagonisti delle singole serate. Sia Radio Globo che Cafè Globo sono così diventati un punto di ritrovo per pubblico ed addetti ai lavori: e quando un’iniziativa di successo ha cromosomi italiani, non può che ovviamente farci piacere. Per chi fosse a Ibiza e volesse ascoltare Radio Globo, ricordiamo che la sua frequenza a Ibiza e Formentera è 100.5. http://www.radioglobo.it/

“WHAT IS LOVE”, IL NUOVO SINGOLO DI PAOLO ORTELLI

La nuova produzione estiva di Paolo Ortelli (nella foto) si intitola “What is Love”, realizzata insieme a Max Mylian e con il featuring di John Biancale, cover ben riuscita della hit di Haddaway uscita nel 1993, adatta sia per le big room che per i main stage dei festival. “What Is Love” esce sulla scia del grande successo di un’altra sua cover - “Rhythm Is A Dancer”, capace di raggiungere oltre 400mila stream su Spotify – ed è soltanto l’ultima produzione in ordine di tempo di Paolo Ortelli, autore in questi anni di remix per Britney Spears, Bob Sinclar, Dj Antoine, Enrique Iglesias e Selena Gomez. Conosciuto anche con lo pseudonimo Spankers, Paolo Ortelli è autore di diverse hit mondiali, una su tutte il singolo “Sex On The Beach” del 2009 numero uno di vendite in Giappone. http://www.paoloortelli.com/

VOLA “KING OF THE JUNGLE” DEGLI SHANGUY

Ottimi riscontri per “King Of The Jungle”, il secondo singolo degli Shanguy (nella foto) e che prosegue il felice percorso dell’esordio, Shanguy è un progetto nato nel 2017, capace in pochi mesi di scalare le classifiche di tutto il mondo. Un collettivo unico nel suo genere, i cui show alternano musica mixata alla musica dal vivo, con un repertorio dance pop di alta qualità. Qualità che hanno reso Shanguy un fenomeno internazionale in grado di andare molto lontano: basti pensare ai loro show in giro per il mondo ed ai prossimi appuntamenti che li aspettano, come le serate al Tipic di Formentera ad agosto e le partecipazioni al Freedom Music Festival in Kazakistan (25 agosto) e al Wake Up Music Festival il 29 settembre in Italia, dove saranno sul palco la sera stessa di Dimitri Vegas & Like Mike. https://www.facebook.com/shanguymusic/

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08 September Social Music City welcomes

from 4,30 pm to midnight

Adam Beyer Joseph Capriati Flavio Folco SOCIAL MUSIC CITY Via G.Lorenzini 3/A - Milano socialmusiccity.it / info@socialmusiccity.it Infoline: +39 3487241015 / +39 3488605549

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FACE to FACE di Riccardo Sada foto di Paula Capaldo

A ev u s Il brasiliano col cuore italiano è il dj col vizio della trance Guto Putti aka Aevus crede che se uno lavora davvero sodo, se crede nei suoi sogni, se fa le cose con amore e passione e, cosa più importante, se si circonda di persone giuste, tutto diventa più facile. Hai appena suonato in Argentina, a Buenos Aires: com’è stato? “È stato assolutamente incredibile. Mi sono sentito amato dalla Trance Family locale. Tutte belle persone piene di vita ed energia. Vado in Argentina da tanto tempo”. Vivi in Brasile, perché ti senti così italiano? “In realtà è più che un sentimento, è una questione culturale di origine e famiglia. Ho una famiglia italiana con discendenti (padre e madre) immigrati dall’Italia. Abbiamo la doppia cittadinanza e il doppio passaporto. Ho vissuto e studiato in Italia per un po’, poi in Spagna, Usa”. Racconta come è nato il tuo ultimo singolo. “’La Serenata’ è nato come seguito di ‘God’s Particle’, il mio primo singolo su Neurals / Media Records EVO. L’anno scorso Mario Più mi ha chiesto di produrre una nuova traccia con un tocco emotivo e sentimentale. Così ho realizzato la melodia e la produzione del mix originale de ‘La Serenata’, che parla di quei momenti ricchi di amore che passiamo insieme alle persone che amiamo. Può essere la moglie, la fidanzata, la famiglia, le persone in un club. Si tratta di amore per la musica. Il singolo farà parte del mio primo album che uscirà su Media Records: dalla progressive alla uplifting, saranno tracce davvero uniche in cui posso mostrare il mio carattere”. Perché hai scelto Neurals Records? “Perché amo e mi fido di Media Records. È un’etichetta creata con passione per la musica, di proprietà di uno dei più iconici artisti di musica elettronica italiana: Mario Più. E poi Media Records è gestita dalla leggenda nella storia della musica

elettronica italiana, Gianfranco Bortolotti, un personaggio che ammiro molto”. Come hai conosciuto Mario Più? “Mario è una grande persona, un grande talento, un umile con un cuore gigantesco. L’ho conosciuto su Twitter parlando dell’attuale panorama della musica elettronica in tutto il mondo. In realtà, ascolto Mario sin da quando ero molto giovane. Credo che la prima volta che ho sentito un brano di Mario fosse attraverso un mixato del BXR Superclub. Poi ho avuto la possibilità e l’onore di incontralo a Skol Beats, in Brasile, nel 2004, nella tenda Gatecrasher. Non dimenticherò mai il suono BXR dentro le mie orecchie”. https://www.facebook.com/gutoputti/

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P IT C H UP

PAROLA D’ORDINE: CONTAMINAZIONE!

Un tema forte quanto è forte l’invito dichiarato nel titolo. Nel millennio in cui le informazioni viaggiano alla velocità della luce, la staticità è nemica della creatività e del successo. È doveroso andare con ordine: parliamo di musica quindi di un elemento artistico che nasce dalla creatività e dalla mente di chi la fa, nelle produzioni di musica elettronica come nel rock, nel rap, nel pop e via discorrendo; certamente ci sono alcune regole dettate dal gusto e dalla cultura dell’artista e sono fattori da rispettare. È da capire che la nostra premessa è da tenere bene a mente, ma con giudizio: chi fa musica lo fa in base a quello che apprezza, che ha ascoltato e vorrebbe replicare con il suo stile, e questo fa sì che il produttore si specializzi acquisendo in poco tempo un profilo musicale che poi terrà con sé sicuramente a lungo. Tutto questo, per poter portare a qualche risultato deve però essere efficace, riconoscibile e con doverose probabilità di crescita: questi tre connotati sono figli della sensibilità e dell’inventiva dell’artista (oltre che delle capacità tecniche, ma questo è un altro argomento).

Preso atto di tutto ciò, non resta che scoprire che cosa sia meglio fare in quei giorni in cui non si rispetti il primo passaggio, ovvero dedicarsi ad ascoltare altra musica e generi diversi. Ascoltare il genere che si ha scelto di sposare è importante perché permette di affinare tecnica e gusto, ma ascoltare generi diversi - con la giusta attenzione e lasciandosi coinvolgere - può aprire a strade che conferiscono al nostro prodotto musicale un profilo più ricco, che permetterà di renderlo riconoscibile rispetto ad altri più standard. Prendere spunto da correnti diverse, trovare affinità e sperimentare con una direzione ragionata può portare a risultati inaspettati. Nel 2018 è necessario levare il paraocchi, far sì che la musica cresca con un ordine ma che si abbeveri a fonti diverse, ricordandosi che esiste molta buona musica anche tra quella che non è la nostra preferita, e che proprio per questo può essere fonte di ispirazione. Buon ascolto, con tutte le variabili e le varianti del caso. http://www.pitchup.it | 12 |


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The Labels release in progress news discografiche e dintorni

“You Have Made” è una nuova produzione nata dalla collaborazione tra il dj-producer Jackie Joe e il pluripremiato producer Alex Nocera 01# su Net’s Work & Songs S.r.l. La canzone, interpretata da Chris Baiano, spiega l’ostinazione e la caparbietà che ognuno di noi dovrebbe assolutamente avere, per inseguire seriamente i propri sogni e realizzare i propri obiettivi, per poter finalmente essere fieri su “tutto ciò che hai fatto”. Un messaggio positivo che musicalmente farà breccia nei cuori di tutti noi. Da Ego “Slowdive”, il nuovo singolo del duo italiano Boostedkids 02#, con dj set in tutta Europa, tre esperienze al Tomorrowland e collaborazioni con Dimitri Vegas e Like Mike, Steve Aoki, Axwell, Armin Van Buuren e molti altri. Arrivano ora due remix ufficiali: il primo prodotto dal duo italiano HereWeGo, con sonorità incisive, mentre il secondo da Gianpiero Xp e Mark Pigato, con uno stile dance/future house. La traccia originale, con suoni funky old school e la voce di Peter Forest, nato nel Regno Unito e cresciuto in Slovacchia, riguarda la soppressione delle emozioni. Inoltre, ecco “Ego In Mykonos 2018”, la compilation selezionata da Ben DJ. Su Energy Production, il lancio di “Tembeleke” dalle star sudamericane Crazy Design e Liro Shaq 03#, fortissimi in America Latina con 14 milioni di visualizzazioni sul Video Ufficiale e 1 milione su centinaia di coreografie. “Tembeleke” non è semplicemente un tormentone latino da ballo di gruppo, ha qualcosa in più: nasce come ballo popolare locale (Dembow) ma sta rapidamente diffondendosi in tutto il resto del mondo. Dopo la versione originale e il remix di Brohug, Sony Music ci invia due nuove versioni che vanno ad aggiungersi al progetto “Too Good To Be True”, il bel singolo di Danny Avila, The Vamps e Machine Gun Kelly che sta avendo un ottimo successo. Nel pacchetto due nuovi remix, entrambi dal sound pop-dance: la Danny Avila Ibiza Remix e la Jumpa Remix. Venerdì 13 luglio su Universal Music Italia è uscito “Faccio quello che voglio” feat. Al Bano, Emma e Nek, nuovo attesissimo singolo di Fabio Rovazzi, eclettico comunicatore, scrittore e attore. Il progetto moldavo Aurora Night, da Chisinau, stessa città natale dei DoubleV, entra a far parte di IHU Records grazie al singolo “Scarlet Witch”. Sul canale Underground (del gruppo Media Records EVO) approda una nuovissima musica techno, hard beat, dark mood e underground grazie al brano “Hypnotism” del giapponese Kazuo Ohmori aka Null. “Amo la hard techno e dark techno, e produco brani originali del 2000, in particolare amo il lato oscuro della techno stessa”, afferma Null.

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ADV MUSIC PROMO


MALE DJS

di Dan Mc Sword

GREEKO

24 anni, Klaudio Greeko ha iniziato a produrre musica all’età di sedici anni. Ha inciso tracce per label quali Hot Creations, Noir Music e D Floor. A Ibiza collabora con Music On, questa estate ha suonato alla Molo Street Parade di Rimini per la Wave Music Boat. Che musica ascoltavi da giovane? “Ho avuto la grandissima fortuna di crescere in Grecia negli anni novanta tra Santorini e Mikonos, dove i miei genitori lavoravano in un club e ho vissuto la dance nella sua evoluzione più pura, con la musica a palla in ogni momento. Ora posso variare dall’hip-hop alla techno, dal jazz alla classica. Ogni genere ha i suoi suoni in grado di catturarci”. Il tuo primo ricordo legato alla musica elettronica? “Estate 1999. Avevo sette anni, ascoltai ‘Blue’ degli Eiffel 65 e me ne innamorai; la sentii nel club dei miei genitori e da subito ho capito la differenza tra sentire una traccia in un locale e una radio”. Come definiresti la musica che suoni nei tuoi set e quella che produci in studio? “La musica dei miei set ha un’anima, deve far ballare in primis me stesso e di conseguenza il mio pubblico: sonorità che catturino prima l’anima e poi il corpo. In studio cerco la musica che non c’è, nemmeno nei miei set; faccio fatica a trovare label con le quali interfacciarmi, cosa che all’inizio mi creava disagio,

mentre invece adesso mi carica a dare sempre di più nel creare uno stile tutto mio”. Collabori con Music On, la serata di Marco Carola in scena tutti i venerdì all’Amnesia di Ibiza. “Una figata pazzesca. Prima lavoravo nel loro store, adesso sono promoter. Sono miei grandissimi amici, il rispetto reciproco è ai massimi livelli; un vero e proprio privilegio, una scuola unica che mi permetterà di essere pronto al mio salto di qualità, quando avverrà”. Che cosa ha significato per te suonare alla Molo Street Parade a Rimini? “Ho ancora l’adrenalina addosso! Lo considero un vero e proprio check point del mio percorso artistico e professionale: non avevo mai suonato di fronte a così tante persone e in un evento così grande. È stata una bella sfida!”. Alla Molo hai suonato in b2b con Lenny, con il quale condividi anche la consolle della Molo Street Parade. “Ogni estate suono almeno una volta alla Molo. A parte il fatto che soffro molto il mal di mare, per il resto è sempre tutto divertentissimo. Lennyè un amico vero, ed è stato uno dei primi a credere in me. Non una semplice festa in barca, un vero e proprio party con filosofia musicale ben delineata”. https://www.residentadvisor.net/dj/greeko | 16 |


FEMALE DJS di Riccardo Sada

Niki Belucci

Il suo artista preferito? Mark Night. Vive in Ungheria, Niki Belucci. E ama l’Italia. Vuole ancora una laurea in medicina. Ma è sicura che raggiungerà i suoi sogni. Nessuno ferma più Niki, totalmente rinata dopo una meritata pausa. Quando hai scelto di intraprendere la carriera professionale da dj? “Come tutti gli adolescenti ho fatto tante feste. All’età di 15 anni rimasi a bocca aperta davanti a un dj. La cosa divertente è che alcuni anni dopo mi sono ritrovata ad andare con lui in tour insieme”. Stai lavorando a un nuovo singolo? “In effetti, ho appena finito uno dei miei brani musicali, che è piacevole da ascoltare, specialmente in estate. Spero che lo sentiremo spesso nei club e alla maggioranza, sono sicura, piacerà”. Come sta andando la tua carriera? Purtroppo, non ti vediamo suonare così spesso in Italia. “Il motivo è che dopo aver dato alla luce mio figlio, ho perso un anno intero. Non solo sono scomparsa dall’Italia ma anche dagli altri miei paesi preferiti. Ma da ora, con rinnovato vigore, ho iniziato tutto daccapo. Sto per andare di nuovo in tour”. Chi sono le persone più influenti nel mondo della musica house? “Per fortuna, la musica house sta diventando sempre

più popolare. Se mi concentro sui festival estivi, è meglio: in Italia e in Croazia la gente ama ballare in questi contesti”. Qual è il tuo stile? “Nel mio programma radiofonico preferisco suonare a deep house, perché non mi stanca mai. Se immagino una spiagge, penso che la gente vorrebbe sentire quel sound”. Quando è stata la tua prima esperienza in studio? “Ho collaborato con D.O.N.S. sulla mio primo pezzo. È stato registrato in Germania. Non riesco nemmeno a ricordare l’anno; è successo molto tempo fa. Questo brano ha dato una spinta alla mia carriera”. E la tua primissima volta dal vivo? “Circa 15 anni fa. Era nervosissima, spaventata”. Ci sono dei preconcetti sulle donne dj? “Affatto. Le persone sono ancora più rispettose, rispetto a tanti anni fa. C’è uno svantaggio, però: penso che ci siano tante donne in questo business ormai”. http://djnikibelucci.com

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Hai tre motivi per varcare questa porta: 1

Più di 200 tracce piazzate nelle top 100 chart ed etichette più importanti del pianeta.

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Nightlife

locali | one-night | festival

MIKE DEM E IL SUO NUOVO SINGOLO PER INDIVIDUAL MUSIC

JOSEPH CAPRIATI INVITA ADAM BEYER AL SOCIAL MUSIC CITY Sabato 8 settembre 2018 (dalle 17 a mezzanotte) Social Music City torna nell’ex Scalo Ferroviario di Porta Romana a Milano per il suo penultimo appuntamento di quest’anno. Social Music City riparte come meglio non potrebbe, grazie ad un’esclusiva edizione di Joseph Capriati invites, il party che il dj e producer napoletano propone in rare e distillate circostanze e location quali Sónar Off, Destino Ibiza, Awakening Amsterdam e appunto Social Music City. Sabato 8 settembre l’invitato speciale di Capriati è un altro titano assoluto della techno, lo svedese Adam Beyer. A seguire, come sempre, aftershow all’Amnesia Milano, serata che coincide con la sua inaugurazione stagione 2018/19. Foto di Gabriele Canfora per Lagarty Photo www.socialmusiccity.it/

AL VIA LA NUOVA STAGIONE DELL’AMNESIA MILANO

Sabato 8 settembre 2018 l’Amnesia Milano inaugura ufficialmente la sua stagione invernale 2018/19 con l’aftershow di Social Music City, che a sua volta torna a Milano dopo la pausa estiva di agosto. La stagione invernale dell’Amnesia inizia come meglio non potrebbe, grazie ad una superba accoppiata, quella composta da Joseph Capriati e Adam Beyer, due pesi massimi assoluti della consolle che nella circostanza si cimentano nella sempre intrigante pratica del cosiddetto b2b. Una partenza lanciatissima, per il club milanese, e possiamo essere certi che si tratti soltanto dell’inizio di una stagione scintillante, con una serie di ospiti ed eventi anche in altre location, primo su tutti il Fabrique, dove venerdì 21 settembre torna sua maestà Mladen Solomun.

Freschissimo reduce dai suoi set a Tomorrowland e UNITE With Tomorrowland, il dj e produttore Mike Dem esce con il suo nuovo singolo Mike Dem featuring Kamdem “Just Died In Your Arms” (Individual Music). Si tratta di una cover in chiave house di un brano storico del 1986 dei Cutting Crew, e che in passato è già stato oggetto di diverse rivisitazioni, basti pensare a quella dei Savage, Jason Donovan e Bastille. Quella di Mike Dem si può considerare la prima in assoluto in chiave House, genere musicale dal quale Mike Dem non si è mai allontanato né mai si allontanerà. La coerenza – musicale e non – a lungo andare paga. Sempre e comunque. https://soundcloud.com/individualmusicrec

I MERCOLEDÌ DELLA VILLA DELLE ROSE SI CHIAMANO COCOON RICCIONE Per la seconda estate consecutiva Cocoon Riccione è tornato in Romagna nella miglior location possibile: la Villa delle Rose di Misano Adriatico. Tutti i mercoledì sino al 22 agosto, con una serie di special guest italiani e stranieri tra i migliori protagonisti in tutto il mondo della one-night generata da Sven Väth nel 1999 a Ibiza e che quest’anno si è trasferita dall’Amnesia al Pacha. Ad agosto in consolle Sam Paganini, Anthea (mercoledì 1 agosto), Ilario Alicante allnight long (mercoledì 8 agosto), Maurizio Schmitz + guest a sorpresa (mercoledì 15 agosto) e Adam Port, Carola Pisaturo (mercoledì 22 agosto). http://www.villadellerose.net/

http://www.amnesiamilano.com/ | 20 |


nightlife

locali | one-night | festival

SOLOMUN TORNA AL FABRIQUE DI MILANO

Pochissimi dj al mondo sanno mettere d’accordo tutto e tutti. Un club alquanto ristretto, che vanta senza alcun dubbio tra i suoi membri più autorevoli Mladen Solomun, il dj e produttore capace negli anni di creare uno stile tutto suo, elegante e suadente allo stesso tempo. Sia che suoni al Pacha ogni domenica, sia che si esibisca nei principali stage dei migliori festival, Solomun riesce sempre a trascinare tutti dalla sua parte. Uno stile impeccabile anche dal punto di vista discografico, come dimostra la sua etichetta discografica Diynamic, per la quale Solomun ha appena rilasciato la traccia “Costumer is King”, la centesima uscita di una label che è già nella storia. Foto di Tatiana Chausovsky. https://www.fabriquemilano.it/

EL JADIDA MILANO E IL SUO RINNOVATO GIARDINO ESTIVO Per tutta l’estate il giardino di El Jadida di Milano si palesa in tutto il suo splendore, ricco di piante e fiori e che introduce all’interno del locale e nelle sue atmosfere da mille e una notte. Punto di forza della sua programmazione estiva, il suo aperitivo dalle ore 20 con servizio ai tavoli e assaggi di cucina araba, accompagnati da spettacoli di danza del ventre e musica lounge. Ogni sera spettacoli di danza del ventre con danzatrici professioniste; venerdì e sabato dj set con musica a 360° gradi. Aperto tutte le sere ad agosto e settembre: un’ottima scelta per garantire a turistii un’alternativa nella calde serate. www.eljadida.it

LE novità RESHAPE A TUTTA HOUSE SEMPRE E COMUNQUE

I SUPER OSPITI DELLA BAIA IMPERIALE

Dopo Young Signorino, Ernia, Elettra Lamborghini (crediti: Nikolin Pjetri Photography) ed Ernia, ad agosto la Baia Imperiale di Gabicce prosegue nella sua programmazione con grandi ospiti. Tra gli special guest di agosto, spiccano Ofenbach (sabato 11 agosto) e Gianluca Vacchi (martedì 14 agosto). Ofenbach è un giovane duo parigino in grado di ottenere riconoscimenti in tutto il mondo grazie alle loro hit “Be Mine” e “Katchi”. Gianluca Vacchi è sempre più il personaggio del momento, come dimostra la sua one-night VIBRA!, in calendario ogni mercoledì sera all’Amnesia di Ibiza, serata che viene caratterizzata da sonorità e superguest come J Balvin prettamente latini. http://www.baiaimperiale.net

Sempre House music di gran qualità con l’etichetta discografica milanese Reshape, il cui catalogo da sempre si caratterizza per una serie di produzioni coerenti ed eleganti. Un esempio più che virtuoso, da seguire più che da imitare. Puntuale conferma arriva dalle sue ultime release di luglio: “They Know” di Josh Kalker & Federico Perzy e “In Da House” di Absolut Groovers. Brani perfetti sia per un ascolto ritmato sia per scaldare una serata e darle il doveroso cambio di marcia, che un bravo dj deve saper realizzare in maniera serena e naturale, senza alcun tipo di forzatura. Senza fare inutili sceneggiate o peggio ancora rumori di fondo. http://www.reshaperecords.com/ | 21 |


AMNESIA ADV


t o p c l u b i ta ly il meglio del clubbing italiano

KING’S CLUB:

UN’ESTATE DA SOGNO di Dan Mc Sword foto di Biagio Camiggio

Tantissime novità stanno caratterizzando questa estate il King’s Club di Jesolo, capace di confermarsi uno dei migliori locali estivi italiani. La gestione e le pubbliche relazioni vedono coinvolti i più importanti locali invernali del Veneto, come Amis di Vicenza, Anima di Treviso, Area di Venezia, Liv di Bassano del Grappa, Nolita di Treviso e Story di Padova, la miglior dimostrazione che come sempre l’unione faccia la forza. Locali che fanno riferimento ai team di Lobby e Snackculture, organizzazioni attivissime nella produzione e gestione di eventi in tutto il Triveneto. Basti pensare alla kermesse benefica AperyShow, svoltasi lo scorso aprile a Piazzola Sul Brenta e capace di raccogliere 102.500 euro (oltre ai 33mila dei parcheggi), che saranno come sempre tutti destinati in beneficienza. Per quanto riguarda il King’s in quanto tale, la vera peculiarità stagionale è rappresentata da Hierbas, uno spazio interno completamente ristrutturato e climatizzato, dotato di due coperture apribili che consentiranno di cenare all’aperto: con Hierbas la serata inizia con la cena-spettacolo con show e interazioni costanti tra pubblico e artisti. Con tanto di ingresso separato dal resto del locale. Un’autentica convergenza parallela. King’s Club è aperto tre sere a settimana: al sabato sono protagonisti i grandi ospiti quali Martin Solveig, Cristian Marchi, Ofenbach, Benny Benassi, Andrea Damante e Dj Antoine; al venerdì va in scena la serata Y.O.L.O., acronimo di You Only Live Once, serata hip-hop divenuta negli anni un autentico punto di riferimento per gli appassionati di musica Trap, Twerk, Old Skool, Hip Hop, Reggaeton e che caratterizzerà i venerdì estivi del King’s. Al lunedì, infine, è protagonista il party The Monkey, sottotitolato la Noche de las Chicas Colonna sonora della serata, il reggaeton. Tra gli appuntamenti principali di agosto al King’s, doveroso citare la serata del 14 agosto con Alan Walker, oltre agli eventi Sfera Ebbasta in spiaggia a Jesolo (sabato 11 agosto) e la tappa di Holi On The Beach, sempre in spiaggia, sempre a Jesolo (domenica 12 agosto). Con il King’s di Jesolo il divertimento non finisce davvero mai. www.kingsclubjesolo.it

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top club WORLDWIDE il meglio del clubbing mondiale

PRIVILEGE IBIZA:

IL CLUB PIÙ GRANDE DEL MONDO di Dan Mc Sword

Il Privilege di Ibiza vanta un primato indiscusso e certificato: quello di “World’s Largest Nightclub” assegnatogli dal Guiness Book Of Records, da noi noto come Guiness dei Primati, nel 2002, per le sue dimensioni di 6.500 metri quadrati e per la capienza massima di 10mila persone. Meriti storici che conferiscono prestigio, ma che da soli non possono bastare per alimentare una nomea che in un’isola come Ibiza va sempre confermata e rafforzata. Così il Privilege negli anni ha saputo rinnovarsi – più nella programmazione che non nella struttura – con una serie di onenight in grado di richiamare il pubblico delle grandi occasioni. Su tutte il party del martedì Resistance, il format più undeground dell’Ultra Music Festival, in calendario tutti i martedì sino all’11 settembre con nomi di livello assoluto quali Adam Beyer, Carl Cox, Dubfire, Eats Everything, Jamie Jones, Joseph Capriati, Loco Dice; assai gettonato anche il lunedì Shine con Paul van Dick e la sua trance senza tempo e senza età, i giovedì SuperMartXè, eleganti e trasgressivi allo stesso tempo e le domeniche Solid Grooves, assai apprezzate queste ultime dalla clientela anglosassone. Negli anni il Privilege è diventata la sede fissa dei venerdì IAMRICHBITCH, la serata di Ale Zuber dedicata alle sonorità hip-hop e reggaeton, con una serie di ospiti legati all’etichetta discografica Strakton Records, quest’ultima sempre più protagonista sull’Isla con party, pre-party e boat party. Perché a Ibiza il divertimento non finisce mai, dura 24 ore su 24, ogni luogo è adatto per ballare e divertirsi. Ognuno in base ai propri gusti e alle proprie attitudini. Non a caso Ibiza è l’isola dance per antonomasia, capace d’estate di ospitare tutti i migliori dj e le migliori serate. Una sorta di Coppa del Mondo dei dj nella quale non ci sono vincitori né vinti, se non la grande voglia e passione per la musica elettronica. http://privilegeibiza.com

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festivals around the world

di Dan Mc Sword

festivals around the world ULTRA - Asia e Americhe L’Ultra Music Festival è davvero come l’Impero di Alessandro Magno, dove non tramontava mai il sole. Il suo fittissimo calendario prevede a settembre le tappe a Taiwan (8 e 9) e a Tokio (dal 15 al 17), mentre è ancora da confermarsi la data precisa dell’appuntamento di Shangai. Ad ottobre invece ci si sposterà dall’Asia verso le Americhe, in particolare a Città del Messico, dove Ultra è in calendario il 13 e il 14 ottobre, così come a breve saranno rivelate le date e le location sudamericane. In attesa del calendario 2019, per il quale sono già stati fissati gli appuntamenti in Sud Africa, Australia, Stati Uniti e Croazia. https://ultramusicfestival.com

8-9 / 15-17 Settembre

5 Agosto

I più importanti festival in giro per il mondo FAMILY PIKNIK - Francia -

Black Coffee, Luciano, Marco Carola e Hot Since 82 sono soltanto alcuni dei nomi principali della settima edizione di Family Piknik, one-day festival in calendario domenica 5 agosto al Parc du Château de Grammont di Montpellier, città ubicata nell’entroterra francese a 10 chilometri dal mare. Nato nel 2012, Family Piknik è cresciuto di edizione in edizione, grazie all’idea di creare un clima sia familiare che underground. Si inizia alle 9 di mattina e si va avanti sino a mezzanotte, in quella che è considerata la terra francese più fedele alle sonorità elettroniche d’avanguardia. Con un’anteprima/concerto venerdì 3 agosto. Crediti Patrick Ortega. https://www.familypiknikfestival.com/

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festivals around the world di Dan Mc Sword

ECHOWAVES

23-26 Agosto

- Georgia -

La musica elettronica non ha davvero più frontiere: basti pensare ad EchoWaves, il festival in calendario ad Anaklia, in Georgia, dal 23 al 26 agosto. La location è un resort che si estende per otto chilometri sulle spiagge del Mar Nero, in uno stato la cui capitale è Tbilisi, assurta di recente agli onori della cronaca per il club Bassiani, definito da molti il Berghain del Caucaso. Ad EchoWaves suonano tra gli altri Ben Klock b2b Marcel Dettmann, Solomun, Die Antowoord e l’Orchestra del Conservatorio Nazionale di Tbilisi. Contaminazioni sonore allo stato puro. http://www.echowaves.ge/

OASIS

14-16 Settembre

- Marocco -

Marrakech e dintorni ospitano l’edizione 2018 di Oasis Festival, la quarta della serie, in calendario dal 14 al 16 settembre, forte di una location unica e di una line up di ottimo livello. La location ha nei suoi punti di forza il deserto del Nord Africa e la catena montuosa di Atlante; la line up in artisti quali Carl Cox, Ben Klock, Damian Lazarus e Stephan Bodzin (live). Ogni festival non è tale se non offre alcuni benefit extra, nel caso specifico le alternative non mancano, sia dal punto di vista culinario, culturale e sportivo. Da provare, almeno una volta nella vita. http://theoasisfest.com

25-26 Agosto

SW4

- Gran Bretagna -

L’ultimo fine settimana di agosto è tra i più intensi in assoluto per quanto riguarda i festival, complice le bank holidays (da noi definite volgarmente ponte) che rappresentano per i britannici una sorta di saluto all’estate. Tra gli appuntamenti più imperdibili oltremanica, spicca la quindicesima edizione di SW4, in programma sabato 25 e domenica 26 agosto nel parco urbano di Clapham Common a Londra, uno dei primi nella storia ad ospitare partite di cricket aperte al pubblico. On stage tra gli altri Benny Benassi, Booka Shade, Klingande, Roger Sanchez b2b Mambo Brothers e Madam X. Foto di Graham-Joy-Photography. https://www.southwestfour.com/

20-23 Settembre

BPM

- Portogallo Archiviato definitivamente l’edizione messicana, il BPM torna per il secondo anno di fila in Portogallo, da giovedì 20 a domenica 23 settembre. Confermata la location, in quel di Portimão & Lagoa, ovvero nell’Algarve, al Sud del paese. Marco Carola, Mark Knight, Nicole Moudaber, Martinez Brothers e Wolf + Lamb sono soltanto alcuni dei nomi annunciati in un cartellone che si è decisamente irrobustito rispetto allo scorso anno, complice una serie di party che da giugno hanno iniziato a scaldare l’atmosfera. Spiagge, barche, club, feste giorno e notte. Al BPM, come sempre, non ci sarà un attimo di tregua. http://thebpmfestival.com

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AFTERLIFE POSTER

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F O C US di Riccardo Sada

Greta Tedeschi punta all’Asia Presto in onda con Djane, un programma radiofonico in cui intervisterà le migliori donne dj italiane e straniere Uscito a fine giugno “Weird”, il suo esordio discografico su Net’s Work Records, Greta Tedeschi quest’estate sarà in tour in Italia e in Vietnam. A ottobre uscirà un’altra sua produzione, molto più radiofonica. Si intitolerà “For a Ride”. Ha firmato con Blanco Y Negro. Greta suona principalmente in Italia, in Europa e sta puntando molto sul mercato asiatico. Dove sei guest? “Ogni fine settimana in un club diverso, per scelta quest’anno ho avuto un’unica residenza, al The Beach di Torino. Mi hanno già confermato per la nuova stagione un bel numero di date e abbiamo alcuni format, ideati da me, a cui stiamo lavorando. Ad esempio ‘Polycrom’ o ‘Djane Party’. Non escludo altre residenze. Mi piacerebbe averne su più città italiane”. Come sei entrata in contatto con Net’s Work? “Inoltrando ‘Weird’. Si sono dimostrati fin da subito interessati al pezzo. È un’ottima etichetta italiana, leader nel mondo della electro house. Sono felice di aver debuttato con loro”. Che cosa pensi delle tue colleghe? “Onestamente penso che ci siano moltissime brave dj e produttrici donne. Molte invece lo fanno quasi per moda. In ogni modo si vede chi lavora seriamente, chi ha un progetto e sopratutto vuole vivere e condividere la propria passione. A tal proposito, ho creato insieme a Radio One Dance, un programma che andrà presto in onda in cui intervisto tutte le migliori dj donne italiane e straniere: si chiamerà Djane. Spero che in questo modo possano nascere delle collaborazioni con alcune brave colleghe”. Collabori con tante persone? “Booker, più che altro, per la vendita delle mie date. Per il resto, faccio praticamente tutto da sola”. Musicalmente, cosa ti piace? “Adoro la electro house, interagire con il pubblico, mi piace far divertire la gente con la musica”. La tua prima esperienza in studio risale a quando risale? “A qualche anno fa, quando avevo deciso di prendere qualche lezione di Logic; poi ho continuato da autodidatta. Alla consolle ho iniziato ad appassionarmi da ragazzina, mentre andavo al liceo classico. A 16 anni organizzavo serate per tutti i licei di Torino, a 17 anni ho iniziato a fare la resident e a 18 ho fatto il mio primo tour italiano”. https://www.facebook.com/gretatedeschiofficial/ | 30 |


F O C US

E Hugel conquista Ibiza Perché lui è un talento, un dj interessante: il personaggio di tendenza dell’estate 2018 che ha infiammato l’Isla Questo ragazzo sta diventando un influencer grazie al suo remix di “Bella Ciao” di El Profesor, secondo posto nella playlist Global Viral 50 di Spotify, primo nella Viral 50 in Francia, in Italia e in Paesi Bassi, secondo in Belgio, quarto in Spagna e Brasile. Dopo esser stato protagonista delle feste di apertura dell’Ushuaïa, Hugel vola sostenuto da David Guetta. Puoi spiegare dove e come è nato il tuo remix di “Bella Ciao”? “Sono cresciuto a Marsiglia tra italiani, arabi e corsi. Conosco questa canzone da quando sono un bambino. Quando ho visto la serie ‘La Casa di Carta’ ho subito pensato: dovrei fare una mia versione per suonarla nel mio dj set’. L’ho fatta e lo ho messa su internet gratuitamente e poi ha iniziato a diventare virale. Successivamente, l’abbiamo pubblicato ufficialmente su Scorpio Music”. Sei pronto con il follow-up? “Sì, certo, ho un sacco di musica nell’hard disk”. Dove è nata la tua passione per la produzione musicale? “Sono cresciuto guardando il video musicale di ragazzi come Timbaland, Dr Dre. Volevo essere come loro”. Suoni a Ibiza: dove e perché? “Suono con David Guetta all’Ushuaïa per ‘Big The Party’ e al Pacha per ‘Fuck Me I’m Famous’. Ibiza è il mio posto preferito nel mondo”. Puoi spiegare passo passo come produci la tua musica? “Per prima cosa trovo l’idea giusta, ad esempio un hook, poi mi siedo di fronte al computer e inizio a lavorare sul groove. Cerco sempre qualcosa che la gente possa cantare”. Come hai organizzato il tuo set-up in studio? “Ho un portatile, 2 altoparlanti e la mia scheda UAD Apollo per la registrazione”. Puoi descrivere il tuo sound? “Il più delle volte provo a mescolare la musica urban alla house. O se non lo faccio, come su ‘Bella Ciao’, cerco di sorprendere la gente con altro. Ma deve essere un mood sempre da club”. Chi ti ha insegnato e introdotto al mondo della musica professionale? “Il mio manager Stefan Dabruck. È lui che mi ha cambiato la vita”. https://www.facebook.com/hugelmusic/ | 31 |


F O C US

di Riccardo Sada

ADESSO Bosca svela DAVVERO tutto Parla il conduttore di Real Talk. Che racconta finalmente tutti gli obiettivi del format Real Talk è un format in cui vengono messe alla prova le abilità (“skills”, in gergo) dei rapper: “Mandiamo delle strumentali prodotte da me e dai produttori del mio team (Numeri Primi aka Bosca, Lgnd e TrappTony) e l’ospite dà sfoggio della sua metrica e delle sue rime, senza artifici: se sei bravo a Real Talk puoi dimostrarlo”. Chi parla è Bosca, produttore italiano che ha collaborato con molti rapper italiani, tra cui Fabri Fibra, Ghemon e Dargen D’Amico. Come avete coinvolto Gianfranco Bortolotti? “Conoscevo Gianfranco dagli anni 90 per la sua fama e per le storie assurde, che poi ho scoperto essere tutte vere, e che giravano sul suo conto. Qualche anno fa ci siamo trovati a un tavolo a parlare perché si stava interessando al rap e un amico comune gli aveva fatto il mio nome. Abbiamo iniziato a tenerci in contatto e quando abbiamo iniziato a fare Real Talk gliel’ho mostrato e gli è piaciuto tantissimo. Vista la sua esperienza e visione nonché l’interesse mostrato nei nostri riguardi, abbiamo pensato di proporgli una partnership e ora siamo un team a tre teste”. Come è possibile esportare (all’estero) Real Talk? “Real Talk è un format che possiamo e intendiamo esportare utilizzando contatti con studi e rapper partendo da Londra ed espandendolo in altri paesi europei dove pensiamo potrebbe esserci interesse”. Le “battle” dei rapper saranno estese anche ai dj? “Il discorso della battle non lo abbiamo mai affrontato, perché nel rap sono abbastanza diffuse e già viste: preferiamo portare qualcosa di nuovo. Abbiamo però in scaletta qualcosa che potrà coinvolgere anche i dj. Per come la vedo io, in ogni ambito artistico l’old school è la base, le fondamenta su cui si evolve il genere. La new school è l’evoluzione odierna di qualcosa che resterà sempre alla radice e che quindi sarà sempre in qualche modo presente”. Real Talk è legato a rap, hip-hop, trap? A che cosa, di preciso? “Real Talk per come l’abbiamo pensato io e Khaled è molto legato al termine stesso: Real Talk. In Inglese lo si usa come noi diciamo ‘questo è parlare’, ‘non scherziamo’. È l’attitudine che lo caratterizza, al momento è legato al rap ma in qualunque performance può esserci il fattore che ti fa dire ‘That’s Real Talk!’ e noi cerchiamo quello”.

Real Talk fa scouting? “Siamo appassionati di rap e quindi cerchiamo sempre di trovare i nuovi talenti tramite i numerosi demo (ormai sono link YouTube o SoundCloud) che ci arrivano e tramite le nostre ricerche sul web e sui social. Inoltre abbiamo lanciato dei contest per invitare i ragazzi e le ragazze di tutta Italia a farci sentire le loro rime migliori su nostre produzioni e alcuni si sono potuti esibire con noi davanti a 5 mila persone sullo stesso palco su cui suonavano Gue Pequeno, Izi, Rkomi ed Ernia”. https://www.facebook.com/BoscaOfficial

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F O C US

Alex Vanni ALLA ricerca del suono PERFETTO Da Birmingham alla Toscana con amore. La sua musica non ha limiti. Parla il terzo componente degli HereWeGo Ha iniziato come dj durante i primi anni ‘90, per poi avvicinarsi alla discografia cantando su produzioni di altri. Agli inizi del 2000, invece, si è dedicato alle sue produzioni componendo musica ispirata all’elettronica di fine ‘80 e inizio ‘90. Alex Vanni è tutto questo, oltre che parte di HereWeGo con Alex Farolfi e Stefano Palermo. “Qualche anno fa Stefano e Alex mi hanno contattato dopo aver sentito una mia produzione, stavano cercando quel tipo di sound per un loro lavoro, l’energia e l’intesa che si è instaurata subito fra di noi ha fatto sì che ad oggi continuiamo insieme la nostra avventura. Collaboriamo da circa 4 anni, ed orgogliosamente mi sento parte della famiglia”. Che ruolo hai coperto nella produzione di “Lullaby”? “Di ‘Lullaby’ sono il produttore esecutivo, il progetto è stato creato intorno ad un vocal che i ragazzi mi avevano mandato che non abbiamo mai utilizzato. Non sembra vero ma è il primo progetto fatto insieme ad Alex e Stefano”. In cosa sei specializzato? “Sono un fanatico della ricerca del suono, in studio colleziono vecchi synth cercando di integrarli con le moderne tecnologie allo scopo di avere un sound puro ed originale. Adoro la tecnologia e l’informatica applicata alla composizione musicale. Mi sono costruito il mio studio anno dopo anno, cercando di trattare il suono nel miglior modo possibile, lavorando duramente al fine di ottenere qualità, sia per le mie produzioni che per quelle degli altri”. In che direzione stai andando, musicalmente parlando? “Ho abbandonato stereotipi legati a generi musicali specifici lasciandomi andare solamente a ciò che mi fa muovere o provocare emozioni”. C’è qualche nuovo o vecchio talento che vi piace particolarmente in questo periodo tra i dj? “Io, Stefano e Alex abbiamo background completamente diversi. Per quanto mi riguarda sono cresciuto divorando i cd di Alan Parson e Depeche Mode; attualmente il mio dj di riferimento è John Digweed, poi Guy J rimane in assoluto il mio produttore preferito”. Nato a Birmingham ma toscano al 100 per cento? “Birmingham è una città che adoro, perché multietnica e all’avanguardia. Attualmente vivo in Toscana, a Follonica

con la mia famiglia, per motivi di studio ho vissuto buona parte della mia vita tra Siena e Firenze. La mia prima produzione risale al 2003 su Ocean Trax. Nel 2004 su Re-Vox diedi vita ai Mono con Tony Barbato. Ora collaboro anche con Stereo Productions e Great Stuff”. https://www.facebook.com/alex.vanni.313

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P R E V IE W

di Riccardo Sada

I passi da gigante di Strakton Records

In poco più di un anno, l’etichetta discografica Strakton Records ha saputo compiere passi da gigante. Creata dal dj e producer Federico Kay, Strakton Records in dodici mesi ha prodotto oltre 100 tracce, con il coinvolgimento di oltre 40 artisti internazionali. Non solo: anche il raggiungimento di diversi piazzamenti nelle chart, negli streaming e nelle visualizzazioni dei mercati di tutto il mondo, spaziando attraverso tutti i generi che caratterizzano e contraddistinguono la musica elettronica. Tra le ultime uscite in arrivo, da segnalare i brani “Time” di Virox, “Just Love Him” di Guccii, “Lamal” di Paggi & Costanzi, e “Like A Shuffle Boy” di Bluesynth: release che affrontano l’elettronica senza alcun pregiudizio e nelle sue migliori declinazioni. Un percorso che è appena agli inizi, ma che è senza alcun dubbio ben strutturato e delineato. Così si spiega ad esempio il suo approdo questa estate a Ibiza: si consolida la partnership con Ale Zuber e il suo party IAMARICHBITCH (ogni venerdì al Privilege), così come i suoi dj sono protagonisti nel party GangStar di Cathy Guetta (tutti i lunedì all’Hï Ibiza), i boat party del giovedì, trasmessi live streaming da Radio Globo e dai canali social ufficiali, e il sabato IBZ Pool Party al Benimussa Park, 5mila litri di schiuma spararati sulla dancefloor come se non ci fosse un domani: quest’ultimo lo si potrebbe definire una vera e propria festa in modalità

americana, se non fosse che gli “espuma party” di fatto sono stati inventati proprio ad Ibiza. Invece, come interagite con i produttori? “Disponiamo di una base operativa importante. Lo studio di registrazione all’interno di Strakton ci permette di curare l’aspetto produttivo a stretto contatto con i produttori, ed è proprio in Strakton che lavoriamo ai vari passaggi di scrittura, mixing e mastering. Il nostro modello si ispira alla Motown di Detroit piuttosto che al Brill Building di Philadelphia. Un co-working space dove si sviluppa anche un legame di tipo personale con produttori e artisti”. In un mercato globale è ancora sensato parlare di licenze, di esclusive? “Oggi le licenze sono importanti perché non è mai facile sfornare continuamente hit o tormentoni. Avere una buona rete di contatti tale da consentire la possibilità di fare uscire sub licenze remix e re-edit di pezzi già validi comunque rappresenta una chiave interessante anche se personalmente puntiamo fortemente sulla nostra direzione creativa indipendente”. https://straktonrecords.netsons.org

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P R E V IE W

di Davide Haussmann

N-Side, un’idea Big Biz Studio

Un progetto nato per unire due principali esigenze: creare network e proporre musica di qualità in un contesto differente rispetto agli standard classici. Big Biz Studio ha selezionato alcuni tra i migliori dj della provincia insieme ad alcuni ospiti e ha chiesto loro di esibirsi in studio suonando esclusivamente ciò che a loro piace maggiormente. Nessun vincolo, nessuna limitazione, dice Matteo Camanini, dj da circa 10 anni, oggi responsabile del marketing e della comunicazione del Big Biz Studio. “Spesso la direzione artistica di un locale impone una linea ben precisa, oltre alla quale non si può andare, ai dj. Non si può sperimentare, e suonare dischi nuovi o sconosciuti, seppur belli, spesso vuol dire sbagliare. Ci sembrava triste, un punto di arrivo in negativo. Motivo per cui, nel nostro piccolo, abbiamo voluto contribuire e provare a cambiare le cose”. Il vostro obiettivo è quello di portare i dj a suonare in un posto diverso rispetto a quelli a cui sono abituati? “Esattamente, creando una situazione rilassata e divertente in cui suonare tutto quello che passa per la testa. E perché no, farci conoscere da loro e dal loro pubblico e far sapere a tutti chi siamo e cosa facciamo.

Il tutto avviene nel nostro studio, all’interno del quale sono allestite delle telecamere che riprendono ogni set. Durante il video alterniamo tre diverse inquadrature, una frontale sul dj e due primi piani sulla consolle. Ogni dj si esibisce per circa 35 minuti e il tutto viene trasmetto in diretta sul nostro canale Facebook, mentre su Instagram carichiamo gradualmente parte dei contenuti. A breve i video saranno anche caricati sulla sezione N-Side del nostro sito web. Tutti i dj ospiti suonano in una cornice creata dalle nostre due librerie di vinili, che rendono il contesto vintage e, a nostro parere, accogliente, caldo”. Dove si svolge e quanto durerà N-Side? “Abbiamo iniziato il 10 luglio con la prima diretta, il programma durerà per tutta l’estate fino alla fine di settembre. Pubblicheremo una diretta a settimana, ogni mercoledì. Alla fine di questo è in programma una festa nel nostro studio a cui parteciperanno i dj ospiti, amici, sponsor e supporter come Deejay Choice, Cyrcle Cafè e Cover Store, che ha realizzato per noi un’esclusiva serie di cover dedicata agli ospiti”. https://www.bigbizstudio.com/n-side/

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P R E V IE W

di Dan Mc Sword

Gigi L’Altro e il MAGICO Tributo “Sarebbe bello ma non fattibile” pensare di suonare con Gigi D’Agostino? Chissà, un domani...

Quest’estate sarà impegnato nel suo tour estivo a supporto dell’uscita dell’album “Il Suono del Fabbro”. Ha già chiuso date fino a fine novembre. Poi sarà al lavoro su un nuovo progetto musicale. Ecco Gigi L’Altro. Come è nato questo fenomeno? “Anni fa da dj resident in discoteca aprivo e chiudevo le serate ai gruppi di cover band; mentre aspettavo il mio turno, osservavo le band e le studiavo. Tributi a Jovanotti, Ligabue, Vasco, 883 e mi sono detto: perché non fare un dj tribute Show?’. Allora, dato che mi chiamo Luigi e già il nome è tutto un programma, data la somiglianza, dato lo stesso mestiere, ho pensato a un tributo al Maestro. Così è nato il fenomeno Gigi L’Altro. E dura da 5 anni. L’ispirazione è quasi tutta per il Maestro. Ovviamente nel mio show si fa riferimento anche a qualche pezzo di altri artisti, giusto per ricordare il periodo musicale degli anni 90/2000”. Qual è la radio che oggi in Italia suona i tuoi brani? “I miei brani sono stati suonati nelle web radio e poi da emittenti come Radio Number One (One Dance)”. Hai mai pensato di realizzare una cover de “L’Amour Toujour”? “No, mi piace l’originale così come è e come Tribute Dj Show suono e trovo giusto suonare le versioni originali”.

Anche tu suoni il Lento Violento o anche altri generi? “Sì e molto volentieri”. Hai mai sentito parlare di Futurenoize? “Si, è un ottimo progetto, e poi si sa che Gianfranco Bortolotti ha fiuto per i buoni progetti; i ragazzi che partecipano sono molto talentuosi”. Con chi collabori? “Svariati artisti del settore, quelli che frequento di più sono Roberto Francesconi, Marco Marzi, Marco Skarica, Alien Cut, Dj sTore e tanti altri”. Che rapporto hai con i fan di Gigi D’Agostino? Cosa dicono di te? “Direi sereno, ormai hanno capito il senso del mio tributo. Bisognerebbe chiedere a loro di esprimere un giudizio sul sottoscritto. Ovviamente i pareri saranno discordanti ma la maggior parte apprezza”. Come sei arrivato a un album tutto tuo? “I tempi erano maturi: avevo voglia di proporre in serata qualcosa di mio, e comunque producevo già, prima del progetto Gigi L’Altro”. Quante date fai all’anno? “All’incirca 120”. https://www.facebook.com/dj.gigilaltro/ | 36 |


di OMNE

La recrew è sempre più attiva e motivata A BIG NEWCOMER

ANOTHER NEWCOMER

Il recrew Marco Principi, in arte The Bandit MP, nasce 40 anni fa a Milano. Una laurea in filosofia, un lavoro nella moda e una irrefrenabile passione per la musica. Marco ha iniziato ad ascoltare musica classica, indirizzato dai genitori, per poi innamorarsi dei Queen. Crescendo si è avvicinato alla musica dance grazie agli Snap! e alla loro hit “Rhythm Is A Dancer”. Ma il vero amore scocca con “Homework” dei Daft Punk. Da allora sogna di poter fare della musica sua e di far ballare gli altri. Rimane tutto un sogno fino a quando a 36 anni non decide di fare sul serio iscrivendosi a r12: qui impara le tecniche del mix e della produzione musicale. Finito il corso inizia a suonare in vari locali e club a Milano e in Toscana. Non soddisfatto, inizia così a lavorare di più sulla produzione “per poter creare un proprio genere e una propria serata”. E così arriva a “Phoenix Again”, che Marco definisce “un brano techno con contaminazioni electro e rock, un melting pot di gusti musicali”. “Amanecer” invece è un altro singolo che compone il suo primo EP, su Royal Supremacy: “un vero e infinito viaggio nel mondo dei suoni più ricercati”. Marco conclude: “Per la masterizzazione finale ho chiesto aiuto al preparatissimo Big Biz Studio”.

Emanuele Bittareli per r12 è un recrew molto attivo e pronto a diffondere notizie sul suo conto. La sua nuova release, “Liquid Chord EP”, uscita lunedì 25 giugno su Comade Music e acquistabile su Beatport, consiste in 3 tracce: “Liquid Chord”, che dà il nome all’EP, è la traccia che il dj considera da peak hour e quella che ha avuto i riscontri più positivi duranre la promo; poi c’è “Subliminal”, una traccia più lenta da early hour e sicuramente più da scaldapista; infine c’è “Faster”, che può essere perfettamente utilizzata come tool per la sua assenza di lead. “Le tracce sono già ascoltabili in preview su SoundCloud a questo link: https://soundcloud.com/comademusic/ sets/ema-bittarelli-liquid-chord-ep. I supporti più importanti sono stati riscontrati da Spartaque, Konrad e Skober: i primi due le hanno inserite nei loro podcast, mentre l’ultimo l’ha suonata in una delle sue serate”, spiega Bittarelli. I feedback più importanti nella campagna di promo sono arrivati, oltre che dai dj sopra citati, anche da Nicole Moudaber, Popof, Joseph Capriati, Richie Hawtin, Sin Sin, Kaiserdisco e Durtysoxx.. r12 via Vitruvio, 43 - 20124 Milano tel. 0236529537 web: www.recreative12.com

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special interview di Giosuè Impellizzeri

VISIONI DI...Pietro Berti

Emozionato e divertito, mentre compone e produce spera di emozionare i fan dell’elettronica. Ieri su IHU Records e ora su Neurals

Negli ultimi sei anni ha collaborato con vari colleghi dj e producer e diverse etichette. Si interessa anche di altri generi. Parlando di produzioni, Pietro Berti, aka Outwork, crede di non aver mai seguito un unico genere: questo perché ascolta molta musica e si lascia influenzare da quello che maggiormente lo coinvolge. Su Neurals, Pietro pubblica “Guitar”, un mood progressive trance che al suo interno vanta un assolo di chitarra elettrica molto originale. Stai lavorando a nuovi singoli? “Sì, sto lavorando già al follow up di ‘Don’t Ask Me Why’, progetto nato con DeeProg e myselfs. Questa collaborazione mi ha catalizzato molto e voglio che non si fermi. Myselfs ha già scritto il testo, sto lavorando sull’arrangiamento. Un altro progetto, nato in collaborazione con due produttori spagnoli, invece è già pronto e uscirà a settembre”. Dell’EDM cosa pensi? “Che sia uno stile come tanti altri e che va rispettato. Certo va proposto al momento giusto nel luogo, party o festival giusto, come si fa con gli altri generi”. Come immagini il suono dance dei prossimi anni? “Molto vicino allo stile house ma con una ritmica più vicina alla techno”. Hai mai pensato a un tuo album? “Ci penso spesso, mi piacerebbe proporre quelle tracce

che ho in cantiere da anni e che non posso proporre come singoli. Ma che in un album d’ascolto sarebbero fantastiche”. Con chi ti piacerebbe lavorare? “Il feeling che potrebbe nascere da una chiacchierata potrebbe portare alla decisione di far nascere una collaborazione”. Molte produzioni fin dai primi anni 90 ti hanno insegnato qualcosa? “Sì soprattutto quelle di Media Records, che io prendevo come riferimento. Le melodie sono sempre state le mie preferite”. Credi che il tuo modo di produrre si originale? “Penso di sì. Nelle mie produzioni miscelo quasi sempre parti di vari generi, creando così uno stile singolare. Cerco sempre di creare delle atmosfere inedite”. Qual è il tuo genere preferito? “La musica elettronica in generale, fin dagli anni Ottanta. Nelle mie produzioni si avverte sempre un accenno di elettronica”. Il brano dance più forte in assoluto? “Direi ‘Children’ di Robert Miles, perché è una melodia che ha sempre fatto la differenza”. http://www.outwork.it

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R E P O R TAG E

di Dan Mc Sword

UNITE WITH TOMORROWLAND

Difficile se non impossibile, sintetizzare le emozioni che l’ultimo fine settimana di luglio ha regalato in tutto il mondo grazie a UNITE With Tomorrowland, il format che consente al pubblico di sette nazioni differenti la possibilità di vivere l’epico festival belga anche se non si è presenti a Boom. Sabato 28 luglio UNITE With Tomorrowland si è svolto in contemporanea in sette nazioni: Italia, Emirati Arabi, Libano, Malta, Messico, Spagna e Taiwan, con le rispettive line up che si sono alternate alle immagini in diretta dal main stage del Tomorrowland in Belgio, e che hanno visto protagonisti Armin van Buuren, Dimitri Vegas & Like Mike e Afrojack. L’Italia è entrata a far parte di questo circuito ristretto ed esclusivo grazie all’organizzazione curata da 5 Guys Company, società italiana fondata da giovani ragazzi, che con il format Overmind hanno già portato in Italia producer come Hardwell e Martin Garrix, in collaborazione con F&P Group. Lo UNITE tricolore si è svolto al Parco di Monza, ed ha visto alternarsi in consolle – prima e dopo la diretta da Boom - Martin Solveig, Claptone, Klingande, Andrew Rayel, Malaa, Marnik, Albertino (Radio Dee Jay), Yves V, Mike Dem, Selton, SDJM, Elements Of Life e il

Billboard Italia Showcase featuring Stefano Fisico. Da un punto di vista tecnico, il festival è risultato un capolavoro assoluto: grazie alla connessione via satellite lo show è stato infatti sincronizzato in tutte le location coinvolte. Durante i sette eventi si è entrati in un’altra dimensione, grazie a quanto accaduto sul Main Stage belga e al coinvolgimento dei fan di Tomorrowland sparsi in tutto il mondo. Le circa 400mila presenze registrate nei due fine settimana di Tomorrowland sono state così arricchite dalle oltre 100mile unità che si sono radunate nei vari UNITE, che hanno pertanto avuto modo di vivere questa esperienza in una maniera differente ma non per questo meno coinvolgente. Con la soddisfazione implicita che – almeno questa volta – l’Italia non sia stata soltanto a guardare ed ha avuto modo di sedersi al tavolo dei grandi con pieno merito, visto che i biglietti per l’edizione tricolore sono andati sold out a febbraio nel giro di poche ore. https://live.tomorrowland.com

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CANAZEi


T HE story

Roberto Baldi di Riccardo Sada

il morso sonoro alla Grande Mela

Gli piacerebbe tenere soprattutto dei workshop pratici, una sorta di smart lessons. Logicamente, per chi parte da zero, per Roberto Baldi i fondamenti teorici servono e vanno imparati bene. Per questo italiano che vive all’ombra della Statua della Libertà bisogna andare oltre ogni salvacondotto: almeno per potersi definire professionisti. | 42 |


T HE story “Il professionista che si rispetti, è anche un problem solver: colui che non solo è bravo ad usare i software o le macchine”. Ma, in caso ci fossero problemi o emergenze, deve essere in grado di risolverli all’istante. “E qui entra in focus, l’effettiva competenza: knowhow + cultura + idee + talento + progettualità + esperienza”. Come si chiama il tuo studio e perché? “TMB Factory (TMB sta per: The Music Bank), fondato da me e Zenîma. In realtà, il nome lo ha trovato il nostro amico (parlo anche in nome della mia socia) Fabrizio Ferri (il fotografo), in estrema sintesi di Brand Identity. TMB Factory si occupa tout-court di comunicazione, di musica al servizio della comunicazione, nelle sue diverse forme e declinazioni e dei tanti suoi lessici”. Come hai organizzato lo studio? “Ci sono due diverse situazioni: la prima, consiste in un home studio con molti synth e modulari dove si sperimenta, si crea e si produce. La seconda, in collaborazione con altri due soci, è rappresentata da 3 studi hi-end e 2 writing rooms in centro a Manhattan. Questi spazi, che hanno un vasto outboard, sono principalmente dedicati a recording e mix. Soprattutto lo Studio A, che ha un’ampia sala di ripresa e una Console API 3208”. Perché ti sei trasferito a New York? “Prima di tutto, perché ho sempre adorato e sperato sin da ragazzo, di poter vivere un giorno in questa meravigliosa città. New York e Los Angeles, come Londra, sono ancora i posti elettivi per i produttori e i musicisti. La Grande Mela in particolare è il posto giusto per le persone affette da creatività. Costantemente proiettata verso il nuovo, essendo molto accogliente e ricettiva, è il mio eternal longing finalmente realizzato”. Ti sei specializzato anche in mix & mastering? “Sì e ho fatto diversi mix e mastering. Ma separerei le produzioni che curo completamente io (che una volta esportate su ProTools, sono praticamente già mixate), da quelle fatte per conto terzi a produzione finita. E credo sia altrettanto giusto separare i compiti, ossia far mixare e masterizzare contestualmente da chi si avvale di queste competenze”. Quanto e come sono cambiate le tecniche negli ultimi due anni? “Qui faccio una premessa doverosa: negli anni ’80 l’elettronica (nata già nella prima metà dei ’60) prendeva il sopravvento e il mercato dei synth era al top rispetto a quello delle chitarre che dominarono la scena fra i ’60 e ’70. Quindi, probabilmente si trattava del momento migliore per acquistare le chitarre vintage. Negli anni a venire i synth da analogici divennero digitali e molti divennero un po’... datati, fatta eccezione per qualche classico tuttora considerato un must come la Roland TR-808. Negli anni ’80 si usavano anche i primi computer per produrre musica e sul finire degli stessi, per evoluzione tecnologica, si passò al digital recording: dai digital tape recorder (Mitsubishi 32 - Sony 48), all’uso dell’audio recording prima su Sound Tools (2 Tracks) e successivamente, su ProTools (Multitrack). Era solo l’inizio”. Negli ultimi 15 anni DAW, Virtual Instruments e Virtual Effects, hanno decisamente dominato il mercato. “Cinque o sei anni fa, oltre che a un grande sviluppo dedicato ai modulari (EuroRack), c’è stato un ritorno di fiamma verso i synth vintage, con prezzi giustificatamente alle stelle. Nel frattempo

alcuni grandi marchi, visto il boom, hanno pensato bene di rimettere in commercio i sintetizzatori che avevano segnato la storia dell’elettronica. E in due anni l’hardware vintage ha perso in termini di valore commerciale. Ma basta non perdere mai di vista il gusto”. Alla luce di questo, le tecniche e le tecnologie sono davvero cambiate? “Con l’introduzione dei nuovi computer con 10, 14 e 18 core si lavorerà al 90% solo con questi. I synth virtuali, suonano benissimo. Inoltre, c’è un incredibile scelta di audio samples libraries. Ma, ripeto, restano di fondamentale importanza le idee. E con esse, le canzoni e la musica su cui si lavora, insieme alle effettive capacità di chi le realizza e produce”.

Per la musica elettronica, che aria tira negli USA? “Funziona sempre. Un sacco di gente sperimenta con synth e modulari sempre più declinati verso l’elettronica. Brooklyn Synth Expo quest’anno è stato un successo e con una grande affluenza di pubblico. Inoltre, qui a New York, si assiste a moltissime performance e dj set di artisti underground davvero innovativi” il mercato musicale negli anni a venire? “Troppo di tutto. Fuori da questo e tirando le somme, emergerà probabilmente il dominio dello streaming, mentre si cercheranno più contenuti e più qualità alla sorgente. Sicuramente, la dimensione live funzionerà sempre anche grazie all’implementazione della multimedialità domestica. Ma ci vorrà ancora molto per tornare ai livelli di mercato di fine anni ’90. i talent a conti fatti non portano a nulla e i social andrebbero usati con molta più saggezza”.

www.tmbfactory.com

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T HE story

di Riccardo Sada

CAPPELLA A PIENO REGIME

Intervista all’incredibile cantante Lis e al rapper Marcus. Che dopo innumerevoli live show, si raccontano.

Un progetto italiano di stampo Eurodance formato nel 1987 dal visionario e produttore italiano Gianfranco Bortolotti. Dopo una serie di cambiamenti nella lineup, si conferma. | 44 |


T HE story Il loro più grande successo è stato “U Got 2 Let the Music”, che ha raggiunto la posizione numero 2 delle classifiche inglesi nel 1993, a cui hanno fatto seguito “Move On Baby”, “U & Me”, “Move It Up” e molti altri. Il nome Cappella fu usato per la prima volta nel 1987. Un grande successo per il produttore Gianfranco Bortolotti, CEO e fondatore di Media Records. Dopo molti dischi d’oro e di platino, nel 2013 Cappella tornano con Lis (la cantante) e Marcus (il rapper). La coppia, per l’occasione, si racconta. Come nasce il vostro duo e il progetto dal vivo? “Ci siamo incontrati nel 2004 attraverso amici comuni. Entrambi abbiamo avuto un amore per la musica e abbiamo deciso di iniziare il nostro cammino. Abbiamo costruito il nostro spettacolo da zero. Siamo poi stati invitati a esibirci in tournée nel Regno Unito insieme ad altri super artisti, che ci hanno portato a diventare il nuovo volto di Cappella nel 2013. Amiamo l’energia e l’atmosfera dell’EDM e l’unità che questa porta a tutti gli amanti della musica. Quello che succede durante uno spettacolo di Cappella? Un mix di energia e divertimento. Ci piace essere legati sentimentalmente alla folla e farla saltare di gioia”. Qual è il vostro rapporto con l’Italia? “Non abbiamo suonato molto in Italia, ma ci piacerebbe essere più coinvolti nella scena. Abbiamo trascorso una delle nostre vacanze preferite, da voi: è un posto fantastico. E naturalmente è la patria del progetto Cappella. Stiamo programmando di venire a visitare GFB molto presto e speriamo di esibirci in Italia nel prossimo futuro”. Siete pronti con una canzone? “Stiamo pianificando nuovi brani e al momento stiamo cercando nuove produzioni su stili nuovi, emergenti”. Dove vi esibite? “In diversi territori. In giro per l’Europa, da Londra ad Amsterdam, da Vienna a Helsinki, da Oslo ad Ibiza e molti altri, e come parte di festival ed eventi degli anni ‘90”. Quale strada sonora vi piacerebbe intraprendere? “Adoriamo il suono di Cappella e l’atmosfera degli anni ‘90, ma il suono del futuro sarà qualcosa di nuovo dagli stili emergenti ma sarà ancora Cappella”. Da dove viene la vostra passione per la musica? Marcus dice: “Mia madre era solita ascoltare dischi soul e rock and roll e così, ossessionato, sono diventato un cantante. Ero un giovane adolescente, negli anni ‘90, quindi mi sono innamorato della scena dance di quel periodo. È sempre stato il mio sogno fin da giovanissimo essere un artista professionista”. Lis dice: “Mia madre faceva lo stesso, da giovane, io così sono cresciuta ascoltando The Carpenters e Mamas & Papas, e ho avuto una grande passione per il teatro e i musical; ma da adolescente ho iniziato anche a suonare musica pop e club e ad avere lo stesso sogno di Marcus: diventare un’artista professionista”. Quali artisti internazionali ammirate? Marcus: “Mi piacciono molti stili diversi di musica e artisti, da Johnny Cash e Beatles, da Robbie Williams a Bob Marley, ma amo anche la musica degli anni ‘90 e i suoni e lo stile di Rozalla, Baby D e Urban Cookie Collective. Se mi piace una canzone, mi piace. Adoro la musica e il modo in cui muove le tue emozioni”.

Lis: “Una delle mie band preferite è quella degli Aerosmith. Ma mi piacciono anche band come Vengaboys, Aqua e Savage Garden. Come Marcus, ho una forte attrazione per la musica dance degli anni ‘90”. Siete pronti per un nuovo tour? “Siamo stati parte del tour ‘We Love The 90s’ in Norvegia e abbiamo organizzato alcuni fantastici show per il resto del 2018. Speriamo di fare molti altri tour ed eventi in giro per l’Europa nel 2019 e nel futuro”.

“Lavoravamo con un’agenzia di Londra che ci ha organizzato un incontro con lui. Ci siamo incontrati, abbiamo pranzato e poi siamo andati in uno studio per fare una esibizione solo per lui. Poi gli abbiamo presentato un video che avevamo realizzato, con riprese di spettacoli dal vivo su cui ci eravamo esibiti. L’opportunità di incontrare GFB e la possibilità di diventare i nuovi volti di Cappella sono stati per noi un forte segnale e un motivo di orgoglio. Pensavamo a questa opportunità in modo insistente ed eccoci qui ormai a calcare tantissime scene”.

Come sono entrati in contatto con Gianfranco Bortolotti. LO SPIEGANO MARCUS & LIS: “Lavoravamo con un’agenzia di Londra che ci ha organizzato un incontro con lui. Ci siamo incontrati, abbiamo pranzato e poi siamo andati in uno studio per fare una esibizione solo per lui. Poi gli abbiamo presentato un video che avevamo realizzato, con riprese di spettacoli dal vivo su cui ci eravamo esibiti. L’opportunità di incontrare GFB e la possibilità di diventare i nuovi volti di Cappella sono stati per noi un forte segnale e un motivo di orgoglio. Pensavamo a questa opportunità in modo insistente ed eccoci qui ormai a calcare tantissime scene”.

LINKS https://www.youtube.com/user/cappellaofficial www.mediarecordsevo.com https://www.facebook.com/cappellaofficial/

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a cura di Eugenio Tovini

TRA LIBRI E MASHup L’ESTATE ROVENTE DI GARY CAOS

www.dancedirectory.it

Sarà una estate da ricordare per il bolognese Gherardo Casini in arte Gary Caos che ottiene un buon successo discografico con la sua “Without This” ed al tempo stesso esce in libreria con “Il Caos… tra dj e producer” dove racconta le sue esperienze in ambito musicale. Trascorsi diversi anni alle consolle di moltissimi locali, Gary decide nel 2007 di tuffarsi nelle prime esperienze discografiche e due anni dopo fonda l’etichetta Casa Rossa su cui pubblica le proprie produzioni. Il popolo della notte lo ricorda soprattutto per il suo remix di “Hit The Road Jack” ma tra gli addetti ai lavori molti apprezzano quell’impasto sonoro che caratterizza i molti singoli pubblicati. Legato al genere house collabora con colleghi del calibro di Richard Grey e Leandro Da Silva (su Spinnin’) e in questo 2018 lo vede scalare le club chart prima con “Smoke Everyday” ed ora con “Without This” costruito sul classico di Eminem e realizzato in compagnia di Wladimiro “Wlady” Perrini, fratello di DJ Jad e di Tony “T.N.Y.” Colangelo. RUDEEJAY UN’AGENDA PER GESTIRE LE DATE Esattamente 10 anni fa Rodolfo “Rudeejay” Seragnoli debuttava sul fronte discografico con il progetto Omonimo sospinto dal successo alla consolle del Papeete di Milano Marittima. Oggi questo dj bolognese è in pieno tour de force con ben 18 date in 18 giorni a partire dal primo agosto. Locali come l’acclamato Papaya in Croazia, lo Swag di Ibiza o il Colossos di Lloret De Mar sono alcuni dei punti di riferimento dove ascoltare questo dj che ha fatto dei bootleg e dei mashup la base di una playlist notturna decisamente personale. Ma la sua estate sarà caratterizzata anche dal remake di “Children”, da mesi ballatissimo grazie anche al contributo dei fratelli Da Brozz e Luis Rodriguez ed alla uscita di “Be You” il brano abbinato all’Agenda molto popolare tra i teenager. Si ricompone così il fortunato binomio già ascoltato lo scorso anno con “Under The Same Sky” e che vede la collaborazione di Paolo Sandrini, una firma molto popolare nella dance made in Italy. | 46|


a cura di Danilo Bernardini d’Arnesano

L’UNICA risposta è il vinile Non si riesce a comprendere il significato di una musica che non sia liquida e gratis

Ogni tanto accade di imbattersi in qualche adolescente curioso che mentre sei lì che metti musica, si avvicina e inizia a osservarti attentamente. Osserva tutto, ogni aggiustamento sul mixer, ogni movimento sul pad, ogni lucina e se, per caso, stai usando i vinili, tutto cambia: la sua curiosità è ancora più stimolata. Questi pezzi di plastica nera che lui ha solo sentito nominare dai genitori, ma che probabilmente non ha mai visto, dai quali esce della musica, lo affascinano. Lui non riesce a concepire che in uno spazio così grande siano contenute così poche canzoni. È abituato ad avere migliaia di pezzi salvati sul suo smartphone e ad ascoltarli nei suoi auricolari, magari bluetooth. Non riesce a comprendere il significato di una musica che non sia liquida e gratis. Poi però può succedere che vinca la timidezza. Così inizi a porti qualche domanda: come mai metti le mani in un certo modo, perché lo fai partire da un certo punto, cosa ascolti in cuffia. Il gioco sta nel rispondergli cortesemente, cercare di fargli capire che le cose non siano solo come lui le conosce e stimolare la sua fantasia. Magari trattandolo con rispetto e non con superficialità, si riesce a fare in modo che si appassioni alla musica, che segua un genere e che tutto questo lo porti a voler scoprire sempre di più su quello che gli piace. A me tutto questo è accaduto qualche giorno addietro e il risultato, almeno quello immediato, è stato di far appassionare un giovane 15enne al vinile. Bene, forse “appassionare” è un po’ esagerato, però ci siamo quasi. Adesso mi ha chiesto se posso insegnargli a mixare alla vecchia maniera e, visto che è un ragazzo aperto e umile, con voglia di apprendere, e senza pregiudizi (sì, perché non siamo solo noi adulti ad averne nei loro confronti), credo proprio che lo accontenterò. Mi ha chiesto di iniziare a farlo con gli stessi pezzi con cui ho iniziato io, o almeno di indirizzarlo verso la musica dei miei esordi. Ecco, qui iniziano le difficoltà, ho pensato. Tuttavia, la risposta è arrivata estremamente precisa e veloce. Non si tratta di una classifica, quella fornitagli: solo un elenco dei primi tre brani che mi sono venuti in mente. Se siete giovani, se non li conoscete, se il termine “house music” vi attrae, allora prestate attenzione, cercateli, e se vi piacciono,

acquistateli. Magari proprio in vinile. Attenzione, qui si parla di storia. E si inizia con Joe Smooth e “Promisedland”, Coldcut feat. Lisa Stansfield “People Hold On” (ne esiste anche un vinile multicolore, praticamente introvabile) e infine Frankie Knuckles “The Whistle song” (capolavoro assoluto, il disco del fischietto dal quale molti si sono fatti ispirare).

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a cura di Stefanob

L’isola felice Arriva quello che è ormai un appuntamento imperdibile per gli amanti del genere Drum&Bass e non solo In riva al mare, il Sun&Bass in Sardegna dall’8 al 15 settembre infiamma l’isola. Qualche info? Cliccate qui che fate prima: https:// sunandbass.net/site/. Summer Soul 2018 - Soulvent Records 10 tracce che possono essere la perfetta colonna sonora di un aperitivo al tramonto. Uscita il 27 Luglio raccoglie i lavori di numerosi “nuovi talenti” Britannici come Luna,Soul Dimension o Primitive Instict, ed è decisamente funky naturalmente centrifugato ai 175 BMP della DnB. Vi segnalo Dilemma “Snazzball” che apre l’album con un funky groove e un piano che fanno già effetto spiaggia. Artilect:Black Fire (Horizon Music) Horizon Music etichetta molto conosciuta nel panorama minimale bass si lancia con un EP di 4 tracce Jungle da far rimpiangere i rave dei primi anni ‘90. Artilect è un artista di Manchester che inizia la sua carriera suonando Techno Detroit e le atmosfere oscure del suo lavoro lo dimostrano. Black Fire è la traccia che dà il titolo alla release ed è la tipica “apparentemente caotica” evoluzione di grooves che si trovava nelle feste a sud di Londra quando tutto è iniziato. TR Tactics : Vision Remixed (Mainframe Recording) Anche Mainframe ci sta regalando ultimamente delle belle perle che sul dancefloor non deludono mai. In uscita il 16 Agosto questo EP di remixes include anche le versioni di Zombie Cats della traccia Maggot e di Sub Zero della traccia Fxck, una decisamente più neuro e l’altra decisamente più jump. Degno di nota è anche il remix del duo di produttori Greci, Disphonia, che remixano Vison. Alla prossima e anche questo mese non dimenticate inoltre di consultare il calendario delle serate dalla pagina di DNB Italia: https:// www.facebook.com/drum.and.bass.italia | 48 |


B &G S P E C IAL E

IL GIORNO DEGLI esamI Emilio Lanotte (Discology, Airplane Records, Self Distribuzione): “Personalmente, definisco questa la migliore scuola italiana per chi si avvicina alla professione del dj o produttore musicale. Ho trovato un buon grado di preparazione, considerando che sono tutti ragazzi tra i 18 e i 22 / 23 anni. Ognuno di loro ha presentato con cura il proprio progetto artistico suffragato da una esposizione orale che ne spiegava le motivazioni sulla scelta sul nome, del logo, del genere musicale. Il giudizio complessivo invece lo vorrei dare alla scuola, con un bel 5 (il massimo) per come hanno saputo seguire i ragazzi: pur essendo tutti, o quasi tutti, al primo approccio, li ho trovati preparati anche come producer, già in grado di sviluppare un progetto musicale anche se magari con un altro annetto di esperienza sul campo, sono certo che affineranno sia la qualità artistica che il gusto musicale nel dj set. In bocca al lupo a tutti i ragazzi”. Eugenio Tovini (Dance Directory): “È sempre importante vedere ragazzi con una grande passione per la musica che si avvicinano a questo mondo cercando di imparare da persone competenti, quelle tecniche e segreti di un settore dove, per emergere, non bastano costanza, impegno e il giusto hardware. Sono necessarie le basi e soprattutto una cultura musicale che oggi ho visto con piacere nei loro professori. Bravi a tutti”. Hiisak (dj e produttore per Spinnin’ Records, Ego): “A livello tecnico le track suonavano abbastanza bene nel loro genere, nei dj set spesso la musica era molto figa”. Bruno Oggioni (discografico e produttore di A&M Recordings): “Sono rimasto piacevolmente colpito da r12 ed il suo corpo docenti, che si è dimostrato incredibilmente professionale e disponibile verso gli studenti che, dal canto loro, hanno tenuto alto il livello della scuola. Tra i molti alunni valutati mi ha fatto inoltre piacere constatare come alcuni di loro si siano distinti sia in produzione che in tecniche di mixaggio”. Alex Zullo (produttore, Forte Media Consulting)

e Stefano Colombo (editore, discografico dei Change): “Abbiamo visto dei docenti molto bravi, preparati e corretti nei loro interventi sulle performance da giudicare; abbiamo visto dei ragazzi appassionati, che amano la musica, credono in loro stessi, quello che fanno con l’apporto tecnologia equivale ai nostri pomeriggi passati nei negozi di dischi o alle domeniche pomeriggio al fianco del dj in consolle per carpirne i segreti; come futuri produttori devono ancora lavorarci molto, come del resto abbiamo fatto e facciamo ancora noi oggi per continuare a crescere”. Luca Moretti (dj, produttore e discografico IHU Music Group): “È stata un’esperienza interessante e posso sicuramente dire che ho visto una preparazione totale su tanti aspetti che alla loro età completamente ignoravo, certo è cambiato tutto in questi anni e pensare che basti fare un bel disco e il resto viene da solo… non esiste più questo concetto. Inoltre trovo che sia estremamente importante che i giovani siano preparati a 360 gradi sulle basi del music business, marketing, tecniche migliori da usare in studio o in consolle, è la differenza tra un professionista ed il mucchio di dilettanti che ci sono in circolazione. Per il resto c’è tempo”. Luca Zeta (dj, produttore discografico, remixer, label manager per Believe Digital): “Ho apprezzato soprattutto il fatto che molti ragazzi hanno compreso l’importanza di avere una formazione didattica e tecnica per affrontare la professione di dj e producer con le necessarie competenze. I risultati in effetti si sono visti nelle prove d’esame. Giovani preparati che hanno unito il talento personale alle nozioni apprese nella scuola”. Sotto esame • Carmone Vaj, dj • Diego Perquis, dj e produttore • Cristian De Santis, dj e produttore • Angelo Sorrentino, dj e produttore • Leonardo Latini, dj e produttore • Paolo Scaltritti, dj e produttore • Giorgio Calcagno e Matteo Torrielli, dj e produttori • Mattia Sanna, dj e produttore | 50 |


Davanti agli alunni, una commissione esterna che ha espresso un giudizio complessivo contribuendo a fornire una valutazione con giudizi stellati sui chi ha presentato in circa 20 minuti un dj set preceduto dalla presentazione del proprio progetto artistico con una o piĂš tracce autoprodotte. Insomma, un vero e proprio test sul percorso formativo

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reviews

di Riccardo Sada

ALBUM Giuseppe Ottaviani ALMA (Remixed) Black Hole Recordings

I guru Omnia, Tenishia, M.I.K.E. Push e Robert Nickson, ma anche Sean Tyas, Henrik Zuberstein e Monoverse, sono quelli che spaccano nel genere. Gli onori della title track vanno a M.I.K.E. Push, che ha saputo sfruttare appieno i suoni e soprattutto le emozioni del breakdown. Degna di nota è la rielaborazione di “Ozone” rifatto da Markus Schulz, che ritaglia un groove ritmicamente ipnotico prima di colpire con una melodia quasi aerodinamica. Nel frattempo, non è da meno Craig Connelly che mette del suo nello stesso brano. Bravo anche Robert Nickson a valorizzare la voce di Christian Burns. Un encomio speciale va anche a Ruben de Ronde che ha rinvigorito l’ugola di Thea Riley. www.giuseppeottaviani.com

Justice Woman Worldwide Ed Banger Records / Because Music Un album che dona ad ogni brano l’emozione dell’esperienza live e al contempo la precisione di cui questa spesso li priva. Si tratta, possiamo dire, di una riedizione di “Woman” pubblicato nel 2016 che conterrà i maggiori successi della loro carriera decennale. È il risultato, questo, dell’adattamento dei brani storici della coppia: da studio di registrazione al live. Dopo aver trascorso un anno in tour, avendo provato e riprovato e registrato i pezzi on the road, i due sono ritornati nel loro studio di Parigi per donargli la precisione e la lucidità che spesso nella registrazione dal vivo vengono a mancare. Creare un album con solo brani rivisitati partendo dalle performance live è in linea con l’immagine di Xavier e Gaspard. https://itunes.apple.com/us/album/womanworldwide/1395958473

Change Love 4 Love

Drake Scorpion

ODC Records

Island / Republic Music

È tempo di bombe e di nove composizioni prodotte da Davide Romani, Mauro Malavasi e Stefano Colombo (aka Figo Sound), tutte magistralmente interpretate dalla cantante Tanya Michelle Smith, sono gemme in un forziere per il quale sono occorsi due anni per essere realizzato. Il groove è quello che ha per anni contraddistinto la band: raffinato e curato, dai singoli suoni agli arrangiamenti, fino ad arrivare alle strutture. Eppure questo lavoro, nonostante ci riporti indietro ai Settanta, suona decisamente moderno. Apre le dance “Hit Or Miss”, con la partecipazione alla chitarra di Maurizio Sangineto dei Firefly e singolo che fa da apripista all’album.

“Scorpion” è diviso in due parti (A Side / B Side) che descrivono la doppia anima musicale che da sempre contraddistingue Drake e contiene 25 canzoni tra cui i singoli già pubblicati “God’s plan”, “Nice for what” e “I’m upset”. Include inoltre le collaborazioni con Jay-Z per il singolo “Talk Up”, Static Major & Ty Dolla Sign per “After Dark” e un sorprendente duetto sulle note di “Don’t Matter To Me” con il re del pop Michael Jackson, già in alta rotazione radiofonica anche in Italia. L’album, pubblicato da Young Money/ Cash Money, è stato prodotto da Noah “40” Shebib e Oliver El-Khatib, collaboratori di lunga data di Drake. “Scorpion” è disponibile anche in fisico a partire dal 20 luglio, in formato doppio cd.

www.facebook.com/Change-126258177388772/

https://itunes.apple.com/ca/album/scorpion/1405365674

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reviews

di Dan Mc Sword

COMPILATION Chic & Dimitri From Paris Le CHIC Remix

AA. VV. In Search Of Sunrise 14

Glitterbox Recordings

Black Hole Recordings

Soltanto Defected e Dimitri From Paris potevano pensare e realizzare questa raccolta. Venti brani tra i più importanti della storia della Discomusic, firmati da CHIC, Sister Sledge e Sheila & B.Devotion rivisitati da Dimitri From Paris, che ha avuto accesso ai master originali, tutti realizzati negli anni dal 1978 al 1980. Master ai quali Dimitri si è avvicinato fedele al motto “handle with care”, e che proprio grazie a questo approccio hanno consentito la realizzazione di una selezione di questo tipo. La dimostrazione pratica che musica orchestrale – perché di questo si parla – ed elettronica possono convivere senza che nessuno urli allo scandalo.

Markus Schulz, Gabriel & Dresden e Andy Moor firmano l’edizione numero 14 di una raccolta che in passato è stata firmata da Tiësto e Richard Durand. Un triplo cd nel quale spiccano, insieme a quelle dei selezionanti, le tracce di artisti quali Above & Beyond, Solarstone, Ferry Corsten & Paul Oakenfold e Neptune Project. Si gravita esclusivamente in ambito trance, un genere musicale che in tutto il mondo vanta tantissimi adepti, Italia compresa, e che ha il raro pregio della coerenza e della inossidabilità. Per tutti i sinceri appassionati, una compilation assolutamente da non perdere. https://www.blackholerecordings.com/

https://defected.com/

AA.VV. Most Rated Ibiza 2018 Defected

AA.VV. Tomorrowland – The Story Of Planaxis CR2 RECORDS/ITM Ltd

Puntualissima, ogni stagione Defected propone una compilation che segue il calendario dei più importanti eventi clubbing; dopo la raccolta primaverile dedicata a Miami e prima di quella celebrerà l’Amsterdam Dance Event, questa estate è il turno di Most Rated Ibiza, un triplo cd nel quale appaiono le tracce House più suonate nei party che la label inglese propone all’Hï, all’Eden e al Cafè Mambo. Presenti ovviamente tutti i pesi massimi Defected, Claptone, CamelPhat e Franky Rizardo su tutti. Qualità indiscussa, un vero e proprio best of House di questa estate. https://defected.com/

Triplo cd disponibile anche nel consueto cofanetto deluxe: quattro selezioni di mezz’ora ciascuno realizzati da Armin van Buuren, Axwell, Dimitri Vegas & Like Mike e Lost Frequencies, più un terzo cd mixato con tracce più da club che non da mainstage. Ad impreziosire il tutto, come sempre, un elegante book di 40 pagine con le migliori foto di un festival unico al mondo, che quest’anno si è svolto negli ultimi due fine settimana di luglio e che lo con spin off UNITE With Tomorrowland è arrivato anche in Italia. Ne scriviamo dettagliatamente in altre pagine di questo numero di Danceland. https://live.tomorrowland.com/

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RIVIERA TRAND pag 63


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Danceland n. 6 - 2018  

Numero estivo da collezione, quello di agosto e settembre 2018 di Danceland. Un numero doppio anche nei contenuti. Si inizia con una cover s...

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