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n° 1/2019 free - gratis

FEBBRAIO 2019

the nightlife magazine

INTERVIEWS Fedez DJ Jump Francesca Faggella

FESTIVALS ASOT 900 Tomorrowland Ultra Music Festival

REVIEWS Carl Cox Chainsmokers fabric presents

ALLA CONQUISTA DEL MONDO


L’EDITORIALE

SOMMARIO

Cosa resterà?

[3] L’EDITORIALE / SOMMARIO [04] BREAKING NEWS: LE NOTIZIE DAL MONDO DELLA DANCE [06-07] COVER STORY: GIANLUCA VACCHI [08-09] NEWS [11] FACE TO FACE: VESY [12] Pitch Up [13] THE LABELS: release in progress [16] MALE DJ: LUCA LAZZA [17] FEMALE DJ: FRANCESCA FAGGELLA [20-21] NIGHTLIFE: LOCALI, ONE-NIGHT, FESTIVAL [24] TOP CLUB ITALY: RDKA TREVISO [25] TOP CLUB WORLDWIDE: FABRIC LONDON [26-27] FESTIVALS AROUND THE WORLD [30-33] FOCUS: CARDAMONE / MORONI / 35 MM [34/35] previewS: SORRENTINO /

Siamo sempre lì, ancora agli incontri ai bar vicini a Corso Sempione. La discografia è ferma agli anni Ottanta (siamo generosi), ancorata a dogmi giurassici, soprattutto quella italiana. Ma anche quella straniera non scherza. Fossimo al medioevo non sarebbe male: il menestrello andava forte. Tuttavia, la discografia è ai tempi del Paleolitico superiore: siamo ancora ai tamburi. Stanne lontano perché lei ammalia, è come un richiamo, un pifferaio magico e retró con i suoi topini. Stanne alla larga. A meno che tu sia intenzionato ad amare cartonati stile contentino all’artista (...) che vende di più, compravendite da cestone all’Autogrill, firmacopie, grafiche proto trash, preannunciate hit latine estive. Si potrebbe fare tanto. Ma chi rischia al giorno d’oggi? Vuoi sapere cosa non va a livello generazionale? Che mentre i genitori sono alle prese con mutui e tradimenti, delusioni e aspettative, i loro figli sulle panchine di parchi spelacchiati sono impegnati a taggare, condividere, generare flussi come piccoli ultrà, accaniti su artisti usa e getta di cui non sanno (fortunatamente) un beato cazzo: spammano con musically, sperano con Amuse, consumano il wifi al McDonald’s per streammare Spotify e derivati. Ecco perché vincono con la loro spazzatura. Capirebbero un Lucio Battisti se i loro genitori non vanno oltre un Rovazzi? Non si sa. Si sa che di Lucio Battisti non ne nasceranno più. Senza contare i vecchi tromboni che parlano solo di passato. Solo che se elimini quelli, rimane ben poco. Siamo nell’era dell’assurdo? Allora non ci si meravigli che la discografia stia versando in uno stato perennemente comatoso. Dai centri commerciali il flusso dilaga in bar, ristoranti, spiagge, perfino per strada: musica a tutto volume, invadente, assordante e soprattutto brutta. Musica che non è neanche musica, che nessuno ascolta perché non è ascoltabile, ma nella quale tutti si nascondono perché non sia mai che emerga qualche secondo di silenzio a costringerci a pensare. Un rumore che serve a far tacere l’altro, ogni altro che pretenda di alzare gli occhi dallo smartphone e parlarci. E la 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana (Sanremo) intanto ce la siamo lasciata alle spalle, terminata tra gloria e fiori, tra molta trap travestita da pop e un flusso di Rovazzi, molti violini e pochi cd player. Ridateci Stefano Fontana che spiega la “discomusic moderna” alla Hunziker, riproponeteci gli Eiffel65 e Bob Rifo. Vanno benissimo anche Bob Sinclar e le feste al Morgana. Ma la trap, quella fatta male, quella no, vi preghiamo col cuore. Grazie. La redazione di Danceland

DANCELAND Numero 1 (40) – febbraio 2019 Supplemento a Stadio5 - Edizioni SBM Via Domodossola, 21 - Milano Tel/fax 02.36563906 www.stadio5.com - info@stadio5.com facebook.com/dancelandmag twitter.com/dancelandmag issuu.com/danceland mail: danceland.mag@gmail.com

SERDRUMK / KAY [36-37] REPORTAGES: ANNI VINILICI / INNER_SPACES [38] visioni di... FEDEZ [39] R12 NEWS [42-44] INTERVIEWS: GARY CAOS / DJ JUMP / LES MALIS [45] PLUGWARE BY GIANNI BINI [46] DANCE DIRECTORY [47] BIGBIZ NEWS [48] SOUND WITHOUT BORDERS [50] BEAT & GREEN CON MARNIK [55-58] REVIEWS: ALBUM / COMPILATION / SINGOLI [59-60] last call: SPOTIFY / DISTAR

Direttore responsabile: Beppe Vigani coordinamento editoriale: Daniele Spadaro e Dan Mc Sword caporedattore: Riccardo Sada collaboratori: Eugenio Tovini, Stefanob, Manolo Di Gioia, Serena Raso, Feliciano Musillo, Francesco Ciro Rossi, Gianni Bini, Paolo Aliberti e Dario Khademi grafica: DDN Ltd Registrazione del Tribunale di Milano:n° 446 del 3 agosto 2011 Questo numero è stato chiuso in redazione giovedì 14 gennaio 2019 alle 17.30

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breaking News le notizie del mondo dance

Uno “studio all’interno di uno studio” per i Chemical Brothers

The Chemical Brothers pubblicheranno il prossimo 12 aprile il loro nono album in studio, “No Geography”. Dal primo febbraio è disponibile su tutte le piattaforme digitali il brano inedito “Got To Keep On”. Durante la registrazione dell’album, Tom Rowlands ed Ed Simons hanno premuto il pulsante di reset. “Tutto è iniziato con la costruzione di uno studio all’interno di uno studio, una piccola stanza di fortuna che ospitava gli strumenti che avevamo usato in precedenza per registrare la maggior parte dei primi due album e che negli ultimi vent’anni erano stipate nella soffitta di Tom”, spiega Ed Simons. Le canzoni, costruite intorno a campionamenti vocali, sono state testate di fronte al pubblico nell’ambito del tour del 2018. https://www.thechemicalbrothers.com/

Arriva “Morse from Mars” di Fabrizio Carioni

“Morse from Mars” è nata mentre il dj, producer e recrew di r12 Fabrizio Carioni stava provando l’ultima versione di “Subboombass” di Rob Papen, normalmente scelta per i bassi. “Accantonata per qualche settimana, l’ho ripresa in mano dopo tempo riapprocciando in modo funzionale al mixing grazie a Morris Capaldi”, spiega Carioni. “Anche questa traccia è stata mixata in the box, su Ableton Live”. A fine gennaio è uscito “Sometimes At 5” con il progetto Westkreuz Beat Collective, questa volta insieme a Luca Basilico, “una traccia deep tech”. Questo mese negli store, “FIL”, sempre con WKB Records Ibiza. “Ho parecchio materiale pronto per essere pubblicato e vorrei raggrupparlo in un EP o addirittura in un album”. www.beatport.com

Un Damante è per sempre, un Sandrini è d’Oro

Andrea Damante è al settimo cielo: il suo singolo “Follow My Pamp”, uscito su Saifam, è disco d’oro. Un riconoscimento importante per la sua carriera, sempre più lanciata, nel mondo della musica. Il brano è uscito nell’estate del 2017. Nel video del singolo appare anche Giulia De Lellis. Paolo Sandrini, produttore del brano, dice: “Mi sento sinceramente molto soddisfatto per aver raggiunto questo traguardo con questo progetto, personalmente credo che per essere stata la prima collaborazione in assoluto fatta con Saifam, Andrea Damante, Simone Farina e Adam Clay sia andata molto bene. Ringrazio tutti loro per la preziosa collaborazione e l’apporto dato a questo progetto, L’impegno e la costanza nel proprio lavoro, oltreché l’esperienza, la qualità e la perseveranza prima o poi danno i risultati”. http://www.saifam.com/

“Dream On Me” da Ferdinando Arnò e Joan As Police Woman

Sono di Jacopo Benassi i crediti della foto di copertina di “Music for Radura”, release del 2016. Ferdinando Arnò & Joan As Police Woman sono l’arte della canzone pop nella sua accezione più raffinata: questo è invece “Dream On Me”, brano visionario, sofisticato e radiofonico al tempo stesso, nato dalla collaborazione tra il produttore e compositore Ferdinando Arnò e Joan Wasser (Joan As Police Woman), ispirata cantautrice americana dall’animo soul, ex violinista “punk”, compagna nella vita di Jeff Buckley. “Joan è da sempre una delle mie fonti di ispirazione. Adoro le atmosfere sexy-soulful delle sue canzoni”, spiega Arnò, fondatore della casa di produzione quiet, please!..

DGTL di Amsterdam 2019, ecco gli headliner

DGTL Amsterdam rivela la sua ondata di artisti per la sua 7a edizione in città durante il weekend di Pasqua 2019 da 19 al 21 aprile. Insieme a nomi del calibro di Ben Klock, Carista, Dixon, Disclosure e Laurent Garnier, nuovi artisti completano l’incredibile line-up DGTL di Amsterdam 2019. Gli headliner aggiunti sono i favoriti della folla Amelie Lens, Bicep, DMX Krew, Henrik Schwarz, Honey Dijon, Maceo Plex, Marcel Dettmann e molti altri. L’evento darà ai fan la possibilità di vedere alcuni di questi nomi enormi suonare set insoliti in impostazioni uniche. L’organizzazione di eventi di Amsterdam annuncia che quest’anno ci sarà una tappa speciale dedicata ai live-set. https://dgtl.nl/select-your-edition/

http://www.quietplease.net/ | 04 |


c over s tory

di Riccardo Sada foto di Dennison Bertram

ALLA CONQUISTA DEL MONDO Dall’inizio di quest’anno avrà la sua residenza a Las Vegas, presso il Wynn. Ci sono anche molte richieste e partecipazioni per i festival migliori in Sud America, per il dj, produttore e imprenditore emiliano | 06 |


c over s tory di Riccardo Sada

Gianluca Vacchi suonerà al Tomorroland. Uno dei volti del clubbing contemporaneo, il dj e produttore emiliano si inserisce nella line-up dorata e infinita del festival belga. Quali impegni hai preso per la prima parte del 2019? “La mia residenza a Las Vegas, al Wynn. Sono eccitato all’idea di suonare lì regolarmente, non vedo l’ora che i ragazzi mi vedano in azione. E poi il Tomorrowland”.

Tornerai con la tua festa a Ibiza? “Tornerò sicuramente a Ibiza con una residenza anche questa estate. Tenete d’occhio i miei social per maggiori informazioni”. Passi da produzioni pop a brani molto club in modo semplice: lo fai per diversificare la tua musica e non annoiarti? “Adoro la musica e tutti i tipi di musica, dipende davvero dal mio umore. Quindi, un giorno sono più interessato alle canzoni pop e l’altro giorno mi occupo maggiormente della musica da club. Inoltre, a causa di tutti i concerti che ho programmato è necessario avere le mie tracce club che posso suonare nei club. E per fare dj set nei club è importante avere canzoni pop suonate delle radio”. Perché sei sempre così influenzato dai suoni latinoamericani? “Mia nonna è argentina, quindi ce l’ho nel sangue. La musica latina è uno dei miei generi preferiti per diversi motivi. La prima ragione è che le canzoni sono davvero orecchiabili, e il motivo principale è il fatto che si può davvero ballare. E come tutti voi sapete: mi piace ballare”. Sei nella scena dei dj da quasi due anni: qual è il tuo primo bilancio? “Ho sempre sentito un profondo legame con la musica, corre nella mia famiglia. Quando ero più giovane, ho seguito lezioni di pianoforte a Bologna, dove sono cresciuto. Inoltre, mio cugino è un compositore contemporaneo, quindi mi ha influenzato molto. Alcuni anni fa, J Balvin mi ha contattato tramite Instagram, siamo diventati molto amici e lui, insieme a Luis Fonsi, con il quale ho anche fatto un brano, mi ha stimolato a entrare nel mondo della musica. Sono molto felice che lo abbiano fatto, perché adoro questo mondo”. Lavori ancora con la coppia Merk & Kremont? “Sì, adoro questi ragazzi”. Com’è nata “Wagliò”, la canzone con Alessio? “Siamo entrambi italiani, quindi questa è la nostra forte connessione. Conoscevo il suo lavoro perché è famoso in Italia, così ho deciso di creare una canzone insieme. È stato un processo molto naturale e siamo super soddisfatti del risultato”. Questa tua nuova avventura in djing e clubbing è istintiva o nata con una pianificazione estrema, con obiettivi di marketing? “I miei amici J Balvin e Luis Fonsi mi hanno incoraggiato a iniziare una carriera da dj. L’ho provato e me ne sono subito innamorato. La musica scorre nelle mie vene, quindi tutto mi viene molto naturale”.

https://www.instagram.com/gianlucavacchi https://spinninrecords.com/releases/waglio-featalessio/details DJBookings: gv@caa.com Press & commercial partnership: gv@themediananny.nl

Gianluca Vacchi prossimamente Dall’inizio di quest’anno ha la sua residenza a Las Vegas, presso il Wynn. Ci sono anche molte richieste e partecipazioni per i festival migliori in Sud America.

BIOGRAFIA Gianluca Vacchi è molto seguito sui social network, anche grazie alle foto che condivide e che lo immortalano mentre è attorniato da belle ragazze e bei ragazzi. Ha quasi 12 milioni di follower su Instagram e oltre 1 milione e 700mila fan su Facebook. | 07 |


N EWS TUTTI I BEST OF BRITISH DI DJMAG

Andy C (best dj), CamelPhat (best group), Warehouse Project (best club series), Four Tet (Best Live Act), Junction 2 (best festival) e Fatboy Slim (outstanding contribution): sono soltanto alcuni dei vincitori dell’edizione 2018 dei Best Of British, premio creato dall’edizione inglese della rivista DJ Mag e le cui votazioni avvengono sul sito della rivista anglosassone. I premiati sono stati rivelati durante una vera e propria serata di gala svoltasi a dicembre all’Egg di Londra, un importante ritrovo per addetti ai lavori ed appassionati, perfetto come sempre per mettere un punto fermo sull’anno che va a concludersi e prendere spunti per l’anno che verrà. Tutti i vincitori sul sito https://djmag.com

I NUOVI ARTISTI DI UNUM FESTIVAL

UNUM Festival ha rivelato la seconda serie di artisti che da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno 2019 si esibiranno nei resort di Rana e Hedhun a San Giovanni di Medua (Shëngjin), in Albania: Joseph Capriati, Craig Richards, Leon, Adriatique, Raresh, tINI, Zip,Vera e Ferro i nomi che si aggiungono a Luciano, Ricardo Villalobos, Butch, Petre Inspirescu, Praslea, Sonja Moonear, DeWalta e Dyed Soundorom, i già annunciati headliner. UNUM Festival porta per la prima volta il meglio della house e della techno in uno scenario perfetto per un festival all’aperto, dove miscelare musica, spiagge, mare e tramonti: l’ideale per ispirare sia gli artisti che il pubblico presente. http://www.unumfestival.com

IL MIGLIOR ESSENTIAL MIX 2018 È DI HAAI

L’australiana Teneil Throssell - meglio conosciuta come HAAi – firma il miglior Essential Mix del 2018. La notizia è stata rivelata a dicembre risultato della scelta di una giuria composta composta da Pete Tong, Danny Howard, Helena Hauff (miglior Essential Mix del 2017) e da alcuni giornalisti di riviste di settore. HAAi è stata preferita agli altri finalisti, ovvero Agoria, Avalon Emerson, Four Tet, Ivy Lab e Ricardo Villalobos. Essential Mix è davvero un vero e proprio archivio sonoro di altissimo livello, con il meglio del meglio della musica elettronica. BBC Radio 1 ha iniziato a trasmettere il programma di Pete Tong nel 1993; il compianto Tony de Vit il primo nella storia ad aggiudicarsi il titolo di Essential Mix Of The Year, nel 1995. http://www.unumfestival.com

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NEWS TOP 100 CLUBS: APERTE LE VOTAZIONI

Sono aperte sino alle 23.59 mercoledì 13 febbraio (in Italia le 00.59 di giovedì 14 febbraio) le votazioni per la Top 100 Clubs della rivista DJ Mag: una classifica inaugurata nel 2006, senza nomination e alle quali si partecipa segnalando i propri cinque locali preferiti sul sito della rivista. Lo scorso anno la classifica ha collocato il locale brasiliano Green Valley (nella foto) al primo posto, l’Ushuaïa Ibiza al secondo e lo Zouk di Singapore; tra le nazioni in grande evidenza, spiccano come sempre la Spagna (grazie a Ibiza) e gli Stati Uniti, così come si conferma inarrestabile la crescita del mercato asiatico. I vincitori dell’edizione 2018 (formalmente ci si riferisce sempre all’anno appena trascorso) saranno rivelati martedì 26 marzo. https://top100clubsvote.djmag.com

IMS IBIZA: LE DATE E I PRIMI TEMI 2019

L’International Music Summit di Ibiza torna puntuale dal mercoledì 22 a venerdì 24 maggio all’Hard Rock Hotel, con i suoi punti di forza costituiti dalla IMS Legends Dinner, dal Gran Finale a Dalt Villa e dai sempre agguerriti panel, senza ovviamente dimenticare il calendario che nella stessa settimana propone quasi tutti gli opening season party dei club ibizenchi. Sempre più un punto di riferimento per i professionisti connessi alla music industry – siano artisti, manager, comunicatori – IMS radunerà come sempre i principali leader del settore, con i quali confrontarsi e interfacciarsi per trovare la giusta ispirazione e recepire giusti consigli. Tra le novità di quest’anno, REMEDY STATE, ovvero due giorni dedicati a yoga, meditazione e wellness in programma a Sa Talaia. https://www.internationalmusicsummit.com

I SUBSONICA E IL LORO TOUR ITALIANO

Dopo il grande successo dell’European reBoot 2018, a febbraio i Subsonica iniziamo il loro tour italiano. Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio sono tornati insieme dopo quattro anni con un nuovo album,  “8”  (Sony Music), l’ottavo lavoro di inediti uscito lo scorso ottobre con 8 TOUR, la tournée nei più importanti palazzetti italiani  in partenza il 9 febbraio da Ancona e con tappe successive a Bologna, Padova, Torino, Genova, Milano, Roma e Firenze. “Da più di 20 anni la geografia sonora dei nostri orientamenti è  l’Europa – dichiarano i Subsonica -   Senza il suono tecnologico e meticcio della Londra degli anni ’90, senza l’elettronica tedesca, la Parigi ironica e groovosa del french funk, i colori delle street parade di Zurigo, gli inaspettati echi africani del Matongé  di Bruxelles proprio nel cuore dell’Europa”. foto di Luca Viola http://www.subsonica.it/

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FACE to FACE di Riccardo Sada

Vesy

Il suo ruolo? Direttore didattico e responsabile dei docenti in r12. Ma gli impegni non si fermano qui Mentre r12 punta a consolidare i rapporti con partner e ad espandersi sul territorio italiano come assoluto hub specializzato, sale alla ribalta Gabriele Vesigna, in arte Vesy, direttore didattico della popolare scuola. Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto come sia nata la collaborazione con r12. “La mia collaborazione con r12 è cominciata all’incirca un anno fa. Sono stato invitato a visitare la scuola e devo dire che subito sono rimasto colpito da una realtà che ancora non conoscevo. Quel giorno è cominciata la mia collaborazione con r12”. Qual è il tuo ruolo presso r12? “Mi occupo della gestione dei corsi, del calendario delle lezioni e del rapporto diretto con studenti iscritti e docenti. Consiglio gli studenti nella scelta del piano studi e, quando ho tempo a disposizione, svolgo lezioni di djing, che sono utili per rimanere sempre sul pezzo e avere sempre chiaro il punto di vista di docenti e studenti”. Quali obiettivi ti poni per i prossimi anni? “Per quanto riguarda la scuola mi piacerebbe espanderci e aprire nuove sedi in giro per l’Italia, portando il nostro metodo di insegnamento nelle città dove c’è più richiesta. Al momento siamo a Milano, Perugia e stiamo cominciando a Brescia. Altro obiettivo è offrire sempre nuovi corsi ai nostri piani studio; è necessario aprire la mente riguardo alle nuove dinamiche del mercato e rendersi conto che ormai la tecnica e la creatività dell’artista non sono più sufficienti, c’è un gran bisogno di espandere le conoscenze; non solo materie di produzione musicale

e djing, dobbiamo preparare i nostri studenti su argomenti quali il marketing, l’utilizzo intelligente dei canali mediatici e dei social, una solida club & music culture, il mental coaching e aggiungerei anche l’inglese tecnico (in Italia siamo molto indietro su questo punto). Per esempio al momento siamo focalizzati sui nuovi corsi Master Program di music business in partenza a Marzo e, obiettivo per i prossimi anni, è quello di veder crescere la community di r12 facendola diventare sempre più un punto di incontro e scambio, non solo per gli artisti, ma anche per tutti gli addetti ai lavori che vogliono specializzarsi e diventare protagonisti dell’industria musicale, creando figure professionali che possano ricoprire ruoli riguardanti A&R, management e promotion”. Per quanto riguarda gli obiettivi personali? “Al primo posto c’è la mia etichetta Morbidyne, con prima uscita in free download dal 19.1.19. Ho un bel po’ di tracce in cantiere che non vedo l’ora che siano pubblicate e che diano l’impronta alla label, per poi coinvolgere tanti producer che stimo, italiani e non, con cui ho collaborato negli ultimi anni. Per esempio la seconda uscita già pianificata sarà un EP dei Mia Wallace, duo americano che si muove tra Chicago e Los Angeles e con cui ho suonato in locali come Spybar e Primary. In più avendo la fortuna di lavorare in una scuola di musica elettronica, tra gli obiettivi c’è quello di continuare a studiare e crescere come artista”. https://www.facebook.com/vesy.vesy.vesy

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P IT C H UP

L’IMPORTANZA DELLO SCRIVERE DI SÉ

Nell’ultimo numero di Danceland è stato affrontato l’argomento “formazione”, guardando principalmente alla grande differenza tra corsi specializzati ed accademici: questo mese si andrà a mettere sotto la lente d’ingrandimento una risorsa poco nota e poco utilizzata, ma che può essere una grandissima risorsa a prezzi contenuti: la cosiddetta Masterclass. Di cosa si tratta? Con Masterclass si intende un corso diviso in più sessioni - di solito costituite da video a puntate - tenute da operatori altamente specializzati nella materia: nella fattispecie più materiale possiamo portare l’esempio delle Masterclass di produzione di musica elettronica di Deadmau5 o di Armin van Buuren. Questi corsi solitamente sono dedicati a chi ha già confidenza con , ma ha interesse nell’apprendere trucchi, metodo ed approfondire la conoscenza dell’artista con il quale si trovino affinità o dal quale si tragga ispirazione. Si tratta anche di un ottimo modo per allargare i propri orizzonti e raccogliere nuove ispirazioni, scoprendo come costruiscono il suono gli artisti o gli operatori di altri generi, spesso vedendo a tappe come nasca un brano dall’inizio.

In alcuni casi, ed in base alla strutturazione della Masterclass, è possibile anche interagire con l’insegnante o con un team di persone selezionate dal “master”, colmando uno dei grandi vuoti lasciati dalla formazione in formato fast food, fornita dai video tutorial disponibili gratuitamente ormai ovunque sul web. Analizzando le differenze con il fai-da-te gratuito è possibile evidenziare anche la durata totale della sessione, ed uno schema logico dei vari “appuntamenti”, che - come in un corso scolastico - accompagna l’alunno nelle varie fasi del corso, in modo da poter mettere un mattone sopra l’altro e costruire una competenza su basi solide, quindi utile e disponibile a 360 gradi anche dopo molto tempo. Ultima lancia che è possibile spezzare a favore delle Masterclass riguarda le connessioni sociali: è spesso possibile entrare in contatto con gli altri allievi della sessione, allargando la propria cerchia di conoscenze e chi può dirlo, magari aprirsi a nuove fruttuose collaborazioni! http://www.pitchup.it | 12 |


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The Labels release in progress news discografiche e dintorni

“Siamo sempre in fase di scouting, siamo sempre pronti a cercare, individuare e far crescere nuovi talenti”, dice Mario Più, dj, produttore e CEO di Neural Music Italia 01#. Così, Neural Music Italia #01 cerca te. Sei un amante della musica trance, della progressive? Scrivi subito a neuraldemos@ azurarecordings.com. Casa Rossa di Gary Caos punta alla musica house di “Too Late To Stop It”, il brano di esordio del team SALOSIA (Walter Lori - Giulio Grassia - Boyz ‘N’ Da Noize). Il basso solido e potente ricorda le sonorità anni ‘80, la ritmica e l’arrangiamento house invitano ad alzarsi e ballare, i synth arroganti stupiscono, il vocoder e il trattamento della voce coinvolge e incuriosisce chi ascolta. “Too Late To Stop It” è un esperimento pazzo, divertente, fresco e frizzante, perfetto nei club e acclamato in radio. Pubblicato da On Circle Music su distribuzione digitale Label Works, Il nuovo singolo di Angel.i.n.o & Milano feat. Kenn Bailey “Easy” arriva in tutte le radio italiane. Fondatore e sassofonista di Immix Ensemble, Daniel Thorne 02# annuncia “Lines of Sight”, il debutto solista in uscita l’8 marzo 2019 per Erased Tapes/Audioglobe, sei tracce ultraterrene ed in movimento all’interno di un sistema circolare raggiante e colorato. Da Sony Music Calvin Harris, indiscusso re Mida della musica pop, artista multiplatino e vincitore di Grammy, presenta oggi il nuovo singolo “Giant” con la potente voce di Rag’n’Bone Man. Sempre dalla stessa major il remix firmato da Vion Konger, russo che si sta facendo apprezzare per “Corvette” di LIZOT (via Nitron). Sony, con IHU Music e Motivo, è sul progetto austriaco di Chris e Max che si presentano come Naxxos con “Sweet Dreams” con la bellissima voce di Hannah. DALE è u X-Energy con il primo singolo ‘Funky Train’ è una produzione house dal sound moderno con riferimenti old school, con Gianpiero Xp. Dopo aver rivisitato classici come “Infinity” (Guru Josh) e “What is love” (Haddaway), Klaas remixa “Thinking about you” dei Londonbeat per la Do It Yourself. Smash The House annuncia la nascita della sublabel Generation Smash per i nuovi talenti. Il francese Agoria presenta per Universal il singolo “You’re Not Alone” con Blasè. Da Warner Music il suo connazionale Hugel con “WTF” e la partecipazione della cantante e autrice inglese Amber Van Day. Attenzione che arriva anche l’Apparel Wax LP001, il primo album della nota label di Giuseppe D’Alessandro aperta a nuovi percorsi sonori. Cosa c’è di meglio nel mondo della trance e di Armada Music di un singolo come quello che mette insieme NWYR ed Andrew Rayel 03#? Si intitola “The Melody” ed è un tornado. Chiudono Sam Feldt and Kate Ryan con “Gold” su Spinnin’ Records.

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ADV MUSIC PROMO


MALE DJS

di Dan Mc Sword

LUCA LAZZA

Si intitola ‘The Same’, il nuovo singolo del dj e producer Luca Lazza: trattasi della prima release 2019 di Reshape, etichetta discografica milanese che da sempre si dedica con metodo, costanza e soprattutto qualità alla house music. ‘The Same’ è tech-house allo stato puro, una conferma delle attitudini sonore di Lazza, cresciuto ispirandosi a nomi quali Solardo, CamelPhat e Davide Squillace. Per Reshape il modo migliore di iniziare il nuovo anno, con la prima uscita di una serie che alternerà nomi storici a giovani talenti della musica elettronica.

Hï e Ushuaïa. Mi piace molto anche il Watergate di Berlino, per quanto non sia un ammiratore della politica di selezione che i locali berlinesi fanno ai loro ingressi. In Italia metterei il Cocoricò al primo posto”.

Come descrivi la tua nuova produzione ai lettori di Danceland? “Una traccia che nasce circa un anno addietro: un progetto accantonato e poi ripreso, cambiando molti suoni e la melodia. Ho cercato di realizzare qualcosa di diverso, svuotando completamente il break e creare un sorta di trip”.

Progetti per il 2019? “Voglio migliorarmi sempre di più; questa estate penso di trasferirmi a Ibiza insieme ad altri miei amici produttori, continuando a lavorare su nuove tracce e cercando collaborazioni e idee inedite. Chi lo sa? Magari l’isla può portarmi una nuova ispirazione e possibilità inaspettate”.

Che rapporto hai con i social network? “Al giorno d’oggi i social network rappresentano almeno il 70% dell’immagine di un artista. Dedico gran parte delle mie attenzioni social ad Instagram, così come seguo Twitter, Facebook… e tutto il resto”.

Chi sono i tuoi dj e i tuoi producer preferiti? “Tra i dj apprezzo particolarmente Solomun. Lo scorso hanno l’ho sentito in b2b al Destino di Ibiza insieme a Dixon e credo sia stato il dj set migliore che abbia mai ascoltato in tutta la mia vita. Tra i produttori scelto Gene Farris, Davide Squillace, CamelPhat, Solardo e Dennis Cruz, giusto per citarne alcuni”.

Ti piace collaborare con altri dj e produttori? In Italia non è mai così semplice… “In Italia si fa fatica a fare gruppo, forse per troppa presunzione da parte degli addetti ai lavori. Personalmente amo confrontarmi con gli altri, i punti di vista altrui sono sempre utili per crescere e migliorarsi, anche per quella sana competizione che nasce tra dj e producer: amo molto questo tipo di sfide”.

E per quanto riguarda i locali, invece? “I miei club preferiti sono quasi tutti a Ibiza, in particolare

http://lucalazza.com/ https://open.spotify.com/artist/4hqb7dyGnfbBInQsGc3Sbv | 16 |


FEMALE DJS di Dan Mc Sword

FRANCESCA FAGGELLA

Francesca Faggella è un’autentica esplosione d’energia, sin da giovanissima dotata di un fascino prorompente, tipico di una femmina italiana ma dall’anima a stelle e strisce. Cantante, vocalist e deejay, la Faggella ha lavorato in tv a Match Music e in radio a 105 e RTL 102.5, per poi approdare a Ibiza, una delle sua tante tappe di vita insieme a quelle trascorse tra Italia, Stati Uniti, Emirati Arabi, Zanzibar e Palma Di Maiorca. Il suo 2019 inizia con il nuovo progetto Gloss & Glitters. In che cosa consiste Gloss & Glitters? “Uno show di un’ora, con un grande videowall alle mia spalle che proietta immagini inedite dello Studio 54 di New York, con tributi a Michael Jackson, Diana Ross e Donna Summer; sembrerà di essere immersi negli anni settanta, quando si stava insieme davvero e si respirava un grande senso di libertà”. Come definisci il tuo sound attuale? “Nei miei set parto dalla chill out e spazio attraverso nu disco e tech-house, dipende molto dal pubblico che ho di fronte. Nelle mie produzioni sono meno morbida: il mio prossimo singolo – che si avvale della collaborazione di Leonardo Martera - si rivolgerà ad un pubblico più ampio, grazie alle diverse versioni alle quali stiamo lavorando”. I tuoi dj preferiti? “Per quanto riguarda gli italiani, faccio fatica a rispondere, non frequento molto la scena nostrana. Mi piacciono

Leonardo Martera e KubiKo e – per citare gli anni d’oro – Ricky Montanari. Tra i dj stranieri conosco molto bene Joey Negro, Simon Dunmore, Dimitri From Paris e Sonny Fodera”. Le dj donne sono ancora discriminate rispetto ai maschi? “Direi proprio di sì. Vedo il mondo delle donne dj ancora molto marginale rispetto a quello maschile; tante belle dj sono costrette a svestirsi per avere maggior successo, forse per compensare la mancanza di talento, così come quelle brave devono suonare heavy beats per raggiungere consolle prettamente maschili. Sono fiducioso che tutto questo cambi molto in fretta”. Si stava meglio quando si stava peggio? Erano migliori i club e le serate di tanti anni fa? “Io ho vissuto in pieno gli anni novanta, quando l’House arrivava in Italia e io lavoravo come conduttrice televisiva a Match Music andando a Cannes, Miami e New York per intervistare i dj… Le serate di allora erano più belle, meno scontate e con molta più ricerca; musica e moda si fondevano in party bollenti. Per fortuna queste atmosfere stanno tornando; in uno slogan? Meno rumore e più sound”. https://www.facebook.com/francesca.faggella/ https://www.instagram.com/francesca_faggelladj/ | 17 |


Hai tre motivi per varcare questa porta: 1

Più di 200 tracce piazzate nelle top 100 chart ed etichette più importanti del pianeta.

2

Più di 25 anni di attività ed esperienza.

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Soluzioni per tutti con il miglior rapporto qualità prezzo.

infoline: +39 0584 433707 http://www.houseofglass.it/


Nightlife

locali | one-night | festival

AMNESIA MILANO: TUTTI I GUEST DI FEBBRAIO Ogni mese la programmazione dell’Amnesia Milano è sempre di altissimo livello. Dopo Davide Squillace (sabato 2) e Amelie Lens (sabato 9), febbraio prosegue con la serata di sabato 16, che conferma la dimensione internazionale del club milanese: trattasi dell’unica tappa italiana di Blow!, il tour europeo dei CamelPhat, vincitori dei Dj Awards di Ibiza nel 2017 e nel 2018. Insieme al duo inglese, Frank Storm. Sabato 23 torna puntuale la one-night mensile Void e una stella sempre più splendente nel firmamento dei club e dei festival, la belga Charlotte de Witte (nella foto di Fille Roelants) la cui ascesa negli ultimi dodici mesi è sorprendente soltanto per chi non l’abbia mai sentita suonare. In poco tempo la de Witte ha saputo mettere in bacheca diversi risultati rilevanti, dalla presenza nei più importanti festival quali Sónar e Tomorrowland, ai suoi mixati per Essential Mix della BBC.

PETER PAN: RALF, COCOON E POWER OF LOVE Le novità al Peter Pan Club di Riccione si succedono senza soluzione di continuità. Il calendario prevede ogni sabato la one-night Vida Loca, che nel 2019 si presenta molto rinnovata nel suo collaudatissimo format, mentre al venerdì è sempre InClorophilla a dominare la scena; serate eleganti, con la stessa filosofia e lo stesso approccio alla materia dei venerdì estivi della Villa delle Rose. Si inizia con la cena in main room, rivisita con allestimenti che sapranno creare un’atmosfera elegante e intima allo stesso tempo. Tra i prossimi appuntamenti in calendario, il ritorno di Ralf (nella foto) con Ritmi (venerdì 15 febbraio), il party Power Of Love (venerdì 1 marzo, Carnevale), Sylvain Armand (venerdì 8 marzo) e Cocoon Riccione (venerdì 22 marzo, con guest ancora da annunciarsi). http://www.peterpanclub.net/

http://www.amnesiamilano.com

MATIS BOLOGNA: Il GRANDE RITORNO Prosegue nel migliore dei modi la stagione 2018/19 del rinnovato Matis Dinner Club di Bologna, che presenta un calendario con guest e serate all’insegna della trasversalità musicale. Insieme ai confermatissimi venerdì Vida Loca e al pettinato ristorante che impreziosisce la prima parte della serata, non mancano gli eventi con protagonisti i dj che da sempre divulgano il verbo della House Music di qualità, basti pensare al ritorno del party Stark’s Cake, in calendario sabato 16 febbraio dopo il debutto il 25 dicembre scorso con Andrea Oliva. Tra le ulteriori novità del Matis, spicca anche Mix, il “club dentro il club” dotato di ingresso separato, nei quali ogni venerdì ci si dedica alle sonorità eleganti e spesso e volentieri alternative. Foto di Giacomo Perotti http://matisbologna.it/

STORYA DI PADOVA: PAROLA D’ORDINE ELEGANZA Ristorante e discoteca, lo scorso ottobre lo Storya di Padova è stato il primo locale italiano ad ospitare il dj set di Bobo Vieri (nella foto di Marco Dal Zotto). Tanti i guest che poi sono succeduti nelle settimane successive, da Dj Antoine a Cristian Marchi, da Benny Benassi a Jerry Calà, tornato questo gennaio anno allo Storya con il suo “Concert Show: una vita da libidine”. Aperto venerdì, sabato e prefestivi, lo Storya inizia le sue serate con la canonica cena-spettacolo, musica e animazione ad accompagnare le varie portate; a seguire entra in scena la discoteca vera e propria nella quale si alternano feste a tema e special guest. Per le one-night, ricordiamo in particolare The Monkey, Yolo e Magazine. https://www.facebook.com/STORYAPadova/ | 20 |


nightlife

locali | one-night | festival

MILANO FASHION JUNGLE ATTO TERZO

Musica elettronica di qualità e tecnologia avveniristica sono gli ingredienti principali della nuova edizione di Milano Fashion Jungle, un party che è ormai un must durante le Fashion Week del capoluogo lombardo. Venerdì 22 febbraio (dalle ore 23), Milano Fashion Jungle torna in versione Cyber Jungle al Teatro Principe: qui lo spettacolo è il verde della giungla arricchito da installazioni, robot e animazione futuristica. Un format inedito, un contesto unico. La line up? Adriatique, Audiofly e Birds Of Mind. Dj e producer di livello, artisti abili a diversificare il loro stile percorrendo ogni volta sentieri musicali inediti, sulla falsariga dei precedenti guest di Milano Fashion Jungle, ovvero Black Coffee, Bedouin, Satori e Guy Gerber. https://www.facebook.com/MilanoFashionJungle/

HEXEN KLUB: LA MOVIDA DOLOMITICA

La programmazione dell’Hexen Klub di Canazei prevede party dedicati a sonorità internazionali e ritmiche brasiliane, una serie di special guest e gemellaggi con i migliori club sia italiani che stranieri. Aperto martedì, giovedì e sabato, l’Hexen Klub è ubicato all’interno di un autentico villaggio dell’intrattenimento, costituito da hotel, bar, ristorante, taverna, teatro e ovviamente discoteca, e fa parte del comprensorio Union Hotels Canazei – Campitello di Fassa. La sua struttura si rivela alquanto flessibile, grazie alle sue pareti schermate, in grado di diversificare l’offerta in base alle singole serate. Tra i prossimi eventi in programma, l’edizione 2019 di Snowdays, raduno per universitari di tutta Europa che avrà il suo culmine sabato 9 marzo proprio al Hexen Klub. http://www.hexencanazei.it/

IL TOUR MONDIALE DI SVEN VÄTH AL FABRIQUE DI MILANO

REMIX PER ‘DON’T SWITCH OFF’ DI KAY

Nuovi remix per ‘Don’t Switch Off’, brano del dj e producer KAY (nella foto) uscito in versione originale lo scorso ottobre e presentato durante l’Amsterdam Dance Event con la compilation Quaalude 2018. ‘Don’t Switch Off’ si arricchisce delle versioni di Joseph e Pais; il risultato è una Tech-House nella quale samples in puro Chicago style incontrano una ritmica propulsiva e robotica (Joseph) e vocals, mentre synth e linee di basso (Pais) danno vita ad una sintesi potente. KAY ha fondato nel 2017 Strakton Records, capace in pochissimo tempo di raggiungere diversi piazzamenti in chart, in streaming e in visualizzazioni di mercati mondaiali. Questo e altro sarà festeggiato giovedì 28 febbraio con un party esclusivo allo Shari Vari di Roma. https://straktonrecords.com/

Sven Väth sempre presente in tutti festival e nei migliori club del mondo, venerdì 15 marzo torna al Fabrique di Milano, dopo era già stato nel settembre del 2015. La serata fa parte della programmazione di Amnesia Milano, che si avvale della collaborazione degli staff di Loud Contact e Sincronie, terzo appuntamento stagionale al Fabrique, dopo i due precedenti con Solomun (a settembre) e con Loco Dice (a novembre). Se ci si riferisce a Sven Väth (nella foto di Mallaun) si pensa al 1986, quando uscì il suo disco-manifesto “Electrica Salsa”. Quest’anno il dj festeggerà la sua ventesima stagione consecutiva a Ibiza. Leggenda, icona e mito: nel caso del dj tedesco queste definizioni suonano persino riduttive. https://www.fabriquemilano.it/ | 21 |


AMNESIA ADV


t o p c l u b i ta ly il meglio del clubbing italiano

RDKA TREVISO:

STAGIONE PIÙ CHE VINCENTE di Dan Mc Sword foto di Carlo Alberto Della Siega

Aperto venerdì, sabato e prefestivi, il RDKA di Treviso è uno dei locali che fa parte del network di Lobby Agency, gruppo di lavoro che gestisce anche Amis di Vicenza, Area Venice di Venezia Mestre, King’s Club di Jesolo e Blu di Cortina. Lobby Agency è altresì tra gli organizzatori del festival benefico AperyShow, la cui prossima edizione è in programma a Piazzola Sul Brenta dal 24 al 28 aprile 2019, e che lo scorso 7 ottobre ha vissuto una vera e propria anteprima a Camposampiero. Lo scorso anno AperyShow ha saputo radunare oltre 100mila persone, con una line up arricchita da dj sia italiani che stranieri; la raccolta fondi è arrivata a 135.500 euro, in seguito distribuiti a 21 enti tra associazioni e onlus. Un’iniziata che cresce di anno in anno, esempio concreto di come il settore dell’intrattenimento serale e notturno sappia strutturarsi, fare sistema e agire per il bene comune. Metodologie lavorative che Lobby Agency mette in pratica ogni fine settimana al RDKA di Treviso, che funziona sia come ristorante sia come discoteca. In prima serata le porte del locale si aprono per le cosiddette cene-spettacolo, veri e propri dinner-show nei quali si può scegliere tra menù alla carta, menù fisso e menù pizza; tra una portata e l’altra si viene accompagnati da musica e animazione con artisti dall’indiscusso profilo internazionale. Conclusa la cena, entra in funzione la discoteca, la cui programmazione è all’insegna della trasversalità più assoluta, con spazio per musica commerciale, house, urban. Tanti gli ospiti che si succedono in consolle al RDKA: in ordine strettamente cronologico possiamo citare Nicola Zucchi, Benny Benassi, Tommy Vee, Andrea Damante, Mauro Ferrucci, Cube Guys e Federico Scavo. Una line up coerente al prodotto che si vuole offrire in un locale dove un target adulto vuole musica di qualità ma non troppo estrema, un sound nel quale le sonorità siano happy ma non facili, grazie ai set nei quali il dj sappia agire in maniera coerente a se stesso ma abbia l’occhio e l’orecchio per capire che cosa succeda in pista e regolarsi di conseguenza. Il deejay deve essere al servizio del locale e del suo pubblico, non viceversa. Nessun compromesso è richiesto, così come agire di controvoglia. Anche perché se il dj è il primo a non divertirsi quando suona, non potrà mai trasmettere energia e positività a chi balla in pista. E nelle discoteche – sino a prova contraria – ci si va per divertirsi e socializzare, non per fare la vivisezione ai dj set. https://www.facebook.com/rdka.club/ | 24 |


top club WORLDWIDE il meglio del clubbing mondiale

FABRIC LONDON: VENT’ANNI RUGGENTI di Dan Mc Sword foto di Larry J

Quest’anno il fabric di Londra festeggia il suo ventesimo anniversario, e si appresta a farlo nel migliore dei modi, con una serie di serate e compilation, senza dimenticare la sua più che probabile presenza in alcuni dei più importanti festival anglosassoni di questa estate. La comunicazione dei prossimi eventi in calendario al fabric è stata preceduta da 72 di black-out digitale: i vari account social del locale britannico sono stati messi a riposo, svuotati di contenuti, al punto che in molti si sono preoccupati che il silenzio on line fosse prodromico a notizie relative ad una chiusura più o meno imminente. Niente di più falso! Il fabric sta benissimo, e infatti a metà gennaio sono partiti gli annunci relativi alla sua programmazione sino a fine aprile. Scorriamola insieme: dopo Lee Burridge (domenica 27 gennaio), domenica 24 febbraio è in calendario Bonobo e il suo set di 4 ore; domenica 24 marzo in consolle Tale Of Us (10 ore di set), domenica 7 aprile 12 ore con il party FUSE, giovedì 18 aprile John Digweed allnightlong e domenica 24 aprile Martinez Brothers alldaylong. Questo per quanto concerne gli eventi speciali connessi alle celebrazioni per il ventesimo compleanno del fabric. La programmazione dei sabati non è da meno: basti pensare a guest quali Ricardo Villalobos (sabato 16 febbraio), Peggy Gou e Luigi Madonna (sabato 2 marzo), Leon Vynehall (sabato 9 marzo), Charlotte de Witte (sabato 16 marzo), senza ovviamente dimenticarsi del resident storici Craig Richards & Terry Francis, capaci di fare la differenza, sempre e comunque. La discoteca londinese – infine – non sarebbe il fabric senza le sue epiche compilation: le collane fabric e FABRICLIVE sono arrivate brillantemente a quota 100. A tutto questo si aggiunga la grande novità del 2019, la collana fabric presents, che venerdì 22 febbraio esordisce con la selezione di Bonobo. Una sorta di vero e proprio punto e capo, dopo il traguardo non indifferente delle 200 compilation in totale. Sempre fedele al cosiddetto zeitgeist, il fabric per le sue compilation sceglie sempre e comunque nomi di livello, coerenti alla sua programmazione e alla loro capacità di saper guardare sempre oltre, di saper guardare sempre avanti. La recensione della prima compilation fabric presents nella pagina delle recensioni di questo numero di Danceland. https://www.fabriclondon.com/

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festivals around the world

di Dan Mc Sword

festivals around the world A STATE OF TRANCE - Olanda Sold out da settimane l’edizione 2019 di A State Of Trance, che sabato 23 febbraio celebra la 900esima puntata di ASOT, l’epico radioshow di Armin van Buuren. 35mila i biglietti venduti, per un festival che prevede ben cinque stage. In quello principale van Buuren è affiancato da Above & Beyond, Cosmic Gate e Vini Vici; Dezza, Gundamea, John 00 Fleming, Astrix, Captain Hoo, Exis, mentre AVAO e Fatum, Ferry Tayle b2b Dan Stone e Giuseppe Ottaviani tra gli altri dj in line up. Nello stage Who’s Afraid Of 138?! AvB proporrà un set esclusivamente in vinile. Diretta web dell’intero festival per chi non ci sarà o non potrà esserci in Olanda. https://www.asot.tv/

23 Febbraio

23-24 Febbraio

I più importanti festival in giro per il mondo ELECTRIC DAISY CARNIVAL - Messico -

Sabato 23 e domenica 24 febbraio l’autodromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico ospita l’edizione 2019 di Electric Daisy Carnival, sempre capace di mettere in pratica i suoi principi ispiratori, ovvero vita, amore, arte e musica. Non soltanto stage pazzeschi e i migliori dj, ma anche tantissime installazioni e spettacoli d’arte varia, per un appuntamento in Centro America per la musica elettronica. Line-up infinita, con nomi del calibro di Alax Walker, Alesso, Alison Wonderland, CamelPhat, Green Velvet, Paul Van Dyk, Solardo, Sunnery James & Ryan Marciano. EDC Mexico si segnala anche e soprattutto per il ritorno di Skrillex: il set di sabato 23 febbraio è tra i più attesi di questo 2019. https://mexico.electricdaisycarnival.com

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festivals around the world di Dan Mc Sword

ULTRA MUSIC FESTIVAL

29-31 Marzo

- Worldwide -

Australia, Sud Africa e Stati Uniti. Tra febbraio e marzo Ultra Music Festival si celebra in tre continenti diversi. Si inizia in Australia, sabato 23 febbraio a Melbourne e domenica 24 a Sidney con Martin Garrix, Adam Beyer, Chainsmokers e Marshmello; si prosegue in Sud Africa, venerdì 1 marzo a Cape Town e sabato 2 a Johannesburg, on stage Above & Beyond, Chainsmokers e Martin Garrix. Da venerdì 29 a domenica 31 va infine in scena l’Ultra Music Festival di Miami, quest’anno in calendario nella nuova location di Virginia Kay e con l’orario di chiusura che viene allungato sino alle 2 di notte, 2 ore in in più rispetto all’abituale chiusura di mezzanotte. Foto di aLIVE Coverage https://ultramusicfestival.com/

13-17 Marzo

- Saint Martin L’isola di Saint Martin (Caraibi) è la sede confermata di SXM Festival, in calendario da mercoledì 13 a domenica 17 marzo. Un evento che si rinforza di anno in anno, e che ha saputo fornire il proprio contributo alla comunità locale devastata dall’uragano Irma nel 2017. Mare e spiagge da favola fanno da cornice ad una line up che prevede tra gli altri Ricardo Villalobos, Nicole Moudaber, John Acquaviva e Oxia, giusto per nominarne alcuni. SXM – dal codice IATA che identifica Saint Martin – è un’ulteriore conferma che la musica elettronica sa abbattere ogni confine ed è in grado di arrivare ovunque. Foto di Jeehye Jung (AMUSE) http://www.sxmfestival.com/

29-31 Marzo

TOMORROWLAND WINTER

9-16 Marzo

- FRANCIA -

Da sabato 9 a sabato 16 marzo l’Alpe d’Huez è la location prescelta per la prima edizione di Tomorrowland Winter, la versione invernale dell’epico festival belga. Nome noto soprattutto agli sportivi in quanto sede sistematica di una delle più importanti tappe del Tour de France di ciclismo, a marzo l’Alpe d’Huez coniuga le tipiche attrazioni invernali con la magia di Tomorrowland, che per questo esordio alpino ha scelto come tema “The Hymn of the Frozen Lotus”. Armin van Buuren, Claptone, Dimitri Vegas & Like Mike, Dj Snake, Martin Garrix, Paul Kalkbrenner e Timmy Trumpet tra i primi nomi annunciati in cartellone. https://www.tomorrowland.com/

SMX

SOUND EVEREST - Austria -

Da venerdì 29 a domenica 31 marzo Hauser Kaibling ospita il festival Sound Everest. Una delle location più apprezzate dagli appassionati di sci (distante 10 minuti da Schladming) propone una kermesse all’insegna dei più variegati generi musicali. In cartellone alfieri dell’elettronica alternati alle cosiddette brass band, ovvero quei gruppi che non è eretico definire folk, dove spadroneggiano costumi tipici e strumenti a fiato dalle dimensioni imponenti. Il tutto il collaborazione con il festival Woodstock der Blasmusik, capace in estate di radunare oltre 50mila persone e con gran maestro di cerimonia Rudy Mc. In Austria si fa molto sul serio, anche e soprattutto quando si parla di musica. https://www.soundeverest.at

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AFTERLIFE POSTER


F O C US

Luca Cardamone, Se buon sangue non mente Suo padre è il dj produttore discografico Ciskoman. Lui? Un ragazzo che si fa sentire e che ama la tech-house come pochi

Luca Cardamone, classe 2001, 18 anni a maggio, è un giovane dj emergente che sta venendo alla ribalta nei party studenteschi di Novara. Figlio d’arte (il padre è il dj produttore discografico Ciskoman), Luca ha iniziato sin dall’età di 15 anni facendo apertura a dj più blasonati nelle varie feste in piazza della zona, qualche party estivo in piscina e vari dj set nei discobar lo hanno portato a suonare nella mitica discoteca Celebrità di Trecate diverse volte.L’ultimo school party, risalente allo scorso Natale, è stato caratterizzato da una selezione tech-house molto apprezzata dal giovane pubblico nella main room del Celebrità. Ogni tanto, tra i vari dischi utilizzati nel set capita di sentire qualche sconosciuta sperimentazione sempre di carattere tech, perché Luca sta iniziando a “giocare” anche con i sequencer. Quindi, se buon sangue non mente, presto ne sentiremo parlare in modo insistente anche a livello di produzioni discografiche. Sei giovane e molti dicono che sei una vera promessa: cosa ne pensi? “Sono contento ma... è solo l’inizio”. Quanti anni hai? “Ne compirò 18 a maggio”. Studi o lavori? “Studio, sono in quarta Itis”. Quanto tempo dedichi alla produzione? “Almeno un paio d’ore al giorno”. Con quale etichetta e management collabori? “Al momento non ho né management né etichetta”. Dove vivi? “Trecate, in provincia di Novara”. Sei anche musicista o collabori con qualche figura del genere? “No, sono uno smanettone dei sequencer e lavoro da solo”. Qual è il tuo riferimento come dj e produttore? “Green Velvet”. Pensi che oggi ci sia spazio per i dj giovani? “Non molto, bisogna sempre sgomitare per ambire a una consolle di un certo livello”. Chi è il tuo tutor, la tua guida nel settore? “Ovviamente mio padre”. Che tipo di musica suoni? “Tech-house e techno. Ma non disdegno produzioni house in generale”. https://www.facebook.com/luca.cardamone.96 | 30 |


F O C US

Fabrizio Moroni, Phab is very fabulous

Componente di progetti come Voolgarizm, Deeprog e FabRick, autore di svariati brani pop, ha frequentato r12 School. Non ha in programma live al momento: per lui solo lavoro in studio “Spesso i linguaggi più interessanti sono quelli più semplici”, dice Fabrizio Moroni in arte Phab, un musicista con il vizio della trance, della progressive house e della pop. E che oggi spera di poter lavorare a qualche illustre ugola: pensa che i brani cantati siano più interessanti da proporre. E ha ragione, questo ragazzo dal cuore ricco di note e talento. “Avrei voluto divertirmi con Freddie Mercury. God Save the Queen”. Ormai lavori quasi esclusivamente con il PC. “Raramente mi capita ancora di registrare qualche chitarra e di collaborare a qualche progetto come cantante. Non mi è mai interessato il djing, anche se credo che mi divertirei nel farlo in maniera creativa. Ho visto, spiando qualche festival, degli spettacoli davvero incredibili. Bene, penso che in quei contesti la modernità si esprima davvero in tutto il suo splendore”. La tua musica nasce dalla contaminazione? “L’arte è un linguaggio e come tale ha bisogno di due attori, che si scambino impressioni a vicenda. Il problema di oggi è proprio questo: l’artista fatica ad avere un pubblico ampio che lo sostenga, moralmente ed economicamente (spesso le cose interessanti sono di nicchia, un tempo erano il pop), il pubblico non trova più artisti da seguire che abbiano un percorso interessante”. Hai iniziato grazie a un amico che ti ha installato FL? “Sì e quando ho capito la potenzialità della cosa, dopo poco tempo, ho frequentato un corso Ableton presso r12, qui ho conosciuto un personaggio che è un vero generatore di visioni e mixer di risorse umane, che mi ha inserito nel circolo dei producer italiani”. Una frase che ti suona come un riff? “Quando il sole della cultura è basso, i nani sembrano giganti”. Il pop l’hai frequentato molto come musicista e arrangiatore in passato? “Il brano della D’Avena? Mi ha visto solo nel ruolo di chitarrista, in collaborazione con Zef, che è il produttore del brano. Sinceramente il pop italiano di oggi non mi piace, a parte i big del passato, che resteranno inavvicinabili per quantità e qualità”. Come ti sembrano i giovani artisti? “Più vecchi dei vecchi: sono senza energia, senza idee e soprattutto senza coraggio, senza quella incoscienza positiva che l’arte vera richiede. Vincono i modelli alla Fedez, quelli del musicista business man, una mostruosità che produce solo fatturato, ma non bellezza, Come dice Celentano nel suo ultimo strepitoso lavoro: ‘La bellezza salverà il mondo’. E lui ha più di ottant’anni”. https://www.facebook.com/fabrizio.moroni.16/ https://soundcloud.com/fabrizio-moroni | 31 |


F O C US di Riccardo Sada

35mm Video Production Trasformare una fortissima e innata passione per la fotografia e la cinematografia in una vera e propria attività, la società mette a disposizione ai propri clienti preparazione, esperienza e professionalità. Nei prossimi mesi? Svariati videoclip musicali e due documentari

Siamo a Retignano, in provincia di Lucca nella meravigliosa Toscana. La squadra di 35mm genericamente è composta da Ilaria Verona e Giovanni Cocco e all’occorrenza si convocano altri collaboratori. Per fornire un prodotto finale di alta qualità, e, perché no, anche un prodotto artistico e ricercato, 35mm attualmente tra le sue realizzazioni svetta con videoclip musicali, cortometraggi, documentari e video aziendali. Il brand di Ilaria Verona ha in cantiere molti progetti: “ma quello più ambizioso tra tutti è sicuramente la produzione di un film di cui ho appena finito di scrivere la sceneggiatura. Sappiamo che ci vorrà del tempo e notevoli finanziamenti per la sua realizzazione, ma non abbiamo fretta”.

che ci ha dato maggiore soddisfazione è quella che dobbiamo ancora realizzare e nonostante i clienti siano sempre contentissimi del nostro operato, io pretendo sempre il massimo da me stessa e di conseguenza non riesco mai a essere soddisfatta”. https://www.facebook.com/ IlariaVerona35mmVideoProduction/

La 35mm si rivolge a chiunque voglia esprimere in immagini la propria arte per promuoverla. “In questi ultimi anni abbiamo in particolare realizzato tantissimi videoclip musicali, documentari e cortometraggi, di conseguenza abbiamo acquisito tantissima esperienza nella loro realizzazione ma sinceramente non ci vogliamo specializzare solo su questi. Lavoriamo su progetti completamente differenti tra loro per genere e target ma sicuramente in essi ci si può trovare quasi sempre un filo comune o stile o più semplicemente il nostro gusto. Siamo sempre aperti alle novità che arrivano dall’estero sia per quanto riguarda le tecniche sia per quanto riguarda le strumentazioni, questo per il nostro perenne bisogno di migliorarci sempre”. La creatività è essenziale nel vostro lavoro. “Da quando scriviamo uno storyboard a quando giriamo le immagini, da quando le montiamo alla loro colorazione finale. Tutto il resto, e per tutto il resto intendo le attrezzature, gli obbiettivi, i software di alta qualità, e tanto altro, sono il mezzo essenziale per esprimerla”. Se dovete riprendere delle immagini per un cliente, questo può portarvi a restare fuori sede per tutto il giorno. “O addirittura per più giorni, dipende dal progetto. Al contrario, la nostra giornata cambia quando invece dobbiamo montare delle immagini e normalmente inizia, dopo un buon caffè, con l’importare e visionare tutto il girato per poter organizzare al meglio il montaggio del video che stiamo andando a realizzare. La produzione | 32 |


F O C US

Angy Sorrentino centra il punto G-House A 9 anni comincia a studiare batteria, successivamente matura in sé la passione per la musica elettronica, quella da discoteca, e per il djing. Ciò lo porta a comprare la sua prima console

Angy Sorrentino nasce a Vibo Valentia nel 1997. Nel 2012 inizia a suonare nei primi locali della sua città. Nel 2015 comincia ad interessarsi e a prendere confidenza con i software per la produzione musicale. Nel 2017 la sua sempre più crescente passione per la produzione lo porta a trasferirsi a Milano per seguire un corso a r12, scuola e community di produzione musicale. Contemporaneamente, inizia a suonare in vari locali milanesi. Cosa stai facendo ultimamente? “Sto lavorando su svariate idee che spero farò sentire al più presto a tutti”. Sei molto autocritico riguardo ciò che fai? “Sì, ho tanto da imparare e cerco sempre di migliorarmi. Nella mia musica penso sia tangibile la contaminazione dei grandi ai quali mi ispiro”. Quando sei rimasto folgorato da questo mondo? “Quando, grazie ad amici di mio padre, ho avuto l’occasione di entrare per la prima volta in uno studio di registrazione ed assistere da zero alla nascita di un prodotto”. Che generi segui? “La G-house e la bass house, che purtroppo non trovano ancora la giusta collocazione nel nostro paese. Ma sono positivo per il futuro in quanto i club stanno cominciando ad accorgersi di questi generi. A livello internazionale a parte la conferma dei generi attuali penso potrebbe esserci un ritorno del commerciale o EDM. Mi piacciono Wax Motif, Jauz, ma il mio vero sogno sarebbe collaborare con Tchami”. Il tuo focus è spostato su cosa? “Soprattutto sulle produzioni. Sono concentrato, spero di cominciare a girare per dei live presto, questo per rappresentare la mia musica dal vivo”. Poi cosa è successo? “Ho conosciuto Morris Capaldi, rinomato produttore ed ingegnere del suono che lavora per molte top label e dj internazionali, con lui ho perfezionato il tiro iniziando ad apprendere la vera arte della produzione musicale. Questa crescita mi ha portato a firmare il mio primo contratto per Strakton Records per la release ‘Money Flies High’”. Mi appoggio all’esperienza di Morris per ottimizzare i miei prodotti. Con Strakton non escludo in futuro qualche possibile collaborazione con qualche altro artista”. | 33 |


P R E V IE W

SerDrumk on the road

La ricerca è la fiamma del suo lavoro

Il progetto SerDrumk è nato nel maggio del 2016, periodo in cui l’artista era quasi sempre chiuso in studio di registrazione per seguire la produzione di una delle sue band. L’esigenza primaria era quella di tornare a suonare per la gente, “preferibilmente all’aria aperta”, visto il periodo di clausura. Così, SerDrumk si è chiesto: “Cosa posso fare da solo? Sono un batterista, come posso passare da accompagnatore a one man band?”. La risposta? È stata quella di integrare il didgeridoo nel suo set, uno strumento che già da anni utilizzava con le band anche se sporadicamente. L’appellativo busker ti infastidisce? “Per niente, anzi, lo trovo estremamente affascinante. Uno dei motivi per cui è nato il mio progetto è dato dal fatto che ogni volta che mi imbattevo in un busker nella mia testa girava solo la frase ‘anch’io, anch’io!’, il tutto con gli occhi a cuoricino. Avete in mente la faccia da koala di Sheldon Cooper? Ecco, quella”. Come ti sei avvicinato all’uso del didgeridoo? “Il mio è esattamente un didgeridoo in plastica anziché in eucalipto come quello originale degli aborigeni australiani. Il mio primo approccio con questo strumento è avvenuto in un bazar di oggettistica etnica. Ho visto questo strano ramo intagliato a mano, pensavo fosse solo ornamentale. Mi sono permesso di provarlo un attimo e, nonostante il primo suono generato somigliasse più a lamento di un elefante che ad un didgeridoo, me ne sono innamorato. Da allora è diventato una mia fissazione, nonostante sia riuscito a concretizzarne l’utilizzo in ambito musicale solo da pochi anni”.

Hai realizzato un cd. Si tratta di un album? Se sì, come lo hai realizzato? Live? “Si tratta di un EP registrato nelle piazze di Milano il 12 giugno 2017 con la preziosa supervisione di Nicola Baronti (produttore artistico e fonico) e Stefano Garotta (fonico freelance). Ho deciso di utilizzare la strada come studio di registrazione per regalare all’ascoltatore un sound sporco, inquinato (o abbellito) dai rumori della metropoli, tra vociare di persone, freni di tram e sirene della polizia (quest’ultime potete ascoltarle campionate nella title track di ‘Breaking Road’). È stato registrato, per l’esattezza, in Piazza Cordusio e in Piazza Duomo. Tre ore di set che poi sono state ricampionate nello studio di registrazione La Tana del Bianconiglio a Peccioli (Pisa) dal mio produttore Nicola Baronti”. Esiste un network di artisti di strada legato alla musica? “Sì, si tratta di un portale gestito dal Comune di Milano, si chiama Stradarte ed è utilizzato dai busker per prenotare le postazioni in cui suonare e dai cittadini per avere un palinsesto completo degli show nelle piazze di Milano”. Come reagiscono le persone ai tuoi live? “Le reazioni sono molto disparate, la mia preferita è vedere il pubblico sciogliersi a poco a poco, iniziando tenendo semplicemente il tempo con il piede e finendo con balli scatenati e primordiali”. www.instagram.com/serdrumk/ www.facebook.com/SerDrumk/ https://soundcloud.com/serdrumk | 34 |


P R E V IE W di Riccardo Sada

Con KAY il Beat & Green è okay

Il terzo appuntamento dell’anno 2018/19 per Beat & Green si è svolto il 16 gennaio. In cattedra, davanti agli alunni di r12, è salito KAY, celebre dj, produttore, organizzatore e ideatore delle più liete sorprese di questa estate a Ibiza, GangStar all’Hï Ibiza (il lunedì insieme a Cathy Guetta) e IAMARICHBITCH al Privilege (il venerdì). Quando si è faccia a faccia con un personaggio come Federico Kay, significa avere la possibilità di relazionarsi con un visionario, un coraggioso esperto del settore del clubbing, un vero conoscitore e professionista dell’industria discografica grazie alla sua Strakton Records. Un incontro come questo permette di scoprire i segreti della produzione legata ai live, alle relazioni umane con i professionisti, sino ad addentrarsi negli aspetti promozionali e legati all’intrattenimento. Una chance, questa, per tutti di imparare a dialogare con uno dei personaggi più interessanti in circolazione. KAY ha fondato nel 2017 Strakton Records, etichetta discografica capace in pochissimo tempo di raggiungere diversi piazzamenti nelle chart, negli streaming e nelle visualizzazioni di mercati di tutto il mondo, spaziando attraverso tutti i generi che caratterizzano e contraddistinguono la musica elettronica. Senza alcun pregiudizio e con una visione d’insieme che sa guardare molto lontano. Giovedì 15 novembre 2018 KAY ha suonato

all’after party di Universal Music Latin Entertainment all’Omnia Nightclub di Las Vegas, il locale ubicato all’interno del Caesars Palace (solito avere in cartellone Calvin Harris, Martin Garrix e Zedd). Un vero e proprio superclub da 7mila metri quadrati, tra i più importanti al mondo..

https://www.facebook.com/ FedericoKayOfficial/

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R E P O R TAG E di Dan Mc Sword foto di Davide Visca

VINILICI Da Carlo Verdone a Renzo Arbore, da Elio e le Storie Tese a Claudio Coccoluto, il racconto di un’icona senza tempo: il disco

Renzo Arbore, Claudio Coccoluto, Elio e le Storie Tese, Renato Marengo,  Mogol,  Giulio Cesare  Ricci,  Red Ronnie,  Lino Vairetti,  Bruno Venturini e  Carlo Verdone: sono soltanto alcuni degli illustri intervistati nel film “Vinilici: perché il vinile ama la musica”, diretto da Fulvio Iannucci, già regista di “Francesco da Buenos Aires” e “Caffè Sospeso”. La scelta del titolo? deriva da un certo modo di vedere il vinile, quasi come una piacevole dipendenza. Non un documentario tecnico – per quanto non manchino informazioni e approfondimenti in tal senso – ma una serie di aneddoti raccontati da musicisti, autori, collezionisti, audiofili, venditori, sociologi e appassionati; Vinilici è un omaggio sincero e spontaneo per il disco raccontato in tutte le sue dimensioni, dalla registrazione alla stampa, dalla distribuzione all’acquisto, dall’ascolto alla sua conservazione. Un film che è ancora in rotazione nelle sale cinematografiche, prima di abbracciare ulteriori modalità distributive. Il film parte da Napoli, originaria capitale della musica e del disco in Italia. E non è un caso: la Phonotype Record, fondata a Napoli agli inizi del ‘900, è tra le prime case discografiche al mondo ad avere un autonomo stabilimento per la fabbricazione di dischi. Il filo conduttore del film è l’amore per il vinile, inteso nel vero senso del termine perché evidenzia la musica come elemento imprescindibile nella

vita di ognuno, anche se in modo sempre soggettivo. 70 minuti di proiezione che scorrono fluidi, senza mai cadute di tono né brusche accelerate, con un senso generale di retrospettiva proiettata verso il futuro, utile per i più giovani che forse avranno ulteriori motivi per riscoprire i dischi in vinile e avere una possibilità di scelta diversa rispetto al digitale. Senza alcun effetto nostalgia, ma con la consapevolezza che la musica non può essere vissuta soltanto con il web e attraverso il web. Un album ha tutta una sua storia che nessun cd o file mp3 potrà mai nemmeno concepire; forse per questo motivo il vinile sta tornando in auge non soltanto tra i suoi più irriducibili adepti. Vinilici è stato reso possibile grazie ad una meritoria opera di finanziamento collettivo che ha coinvolto centinaia di appassionati, e consta di 60 interviste effettuate, 50 ore di girato, 22 giorni di riprese, 10 città coinvolte, 320 sostenitori in fase di crowdfunding e 24 mesi di lavorazione. Numeri importanti, che hanno reso Vinilici è il modo migliore per festeggiare i settant’anni della nascita di questo nobile e suggestivo formato. http://www.iuppiter.eu

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R E P O R TAG E di Dan Mc Sword

INNER_SPACES Le identità sonore elettroniche in una rassegna che porta l’ascoltatore in una dimensione di conoscenza più unica che rara

Tante le novità che stanno accompagnando la stagione di 2018/19 di Inner_Spaces, la rassegna di musica sperimentale e arti audiovisive di San Fedele Musica, realizzata in stretta collaborazione con il progetto curatoriale Plunge, nell’esclusivo contesto sonoro dell’Auditorium San Fedele di Milano dotato dell’Acusmonium Sator, un’orchestra di 50 altoparlanti che consente la spazializzazione del suono, garantendone una diffusione unica e un ascolto più che avvolgente. Un’esperienza unica nel suo genere, niente a che vedere con quello che si è costretti a sentire in molti locali pubblici, non soltanto italiani. Sin dall’origine, Inner_Spaces si è contraddistinta per il sottotitolo identità sonore elettroniche, per precisare quale spirito animi le sue scelte artistiche: reperire artisti che portino avanti una personalissima ricerca musicale e al contempo riservino una grande cura alla qualità sonora e timbrica delle loro opere. La quinta stagione del festival comporta due significative novità che la differenziano dalle edizioni precedenti. Innanzitutto, la dimensione della committenza, nonchè la presenza in programma di ben otto nuove opere in prima assoluta a firma di Valerio Tricoli, Richard Barbieri, Francesco Zago, Andrew Quinn, Robert Lippok, Ars Monodica, Otolab & Recipient Collective, Optical Machines. In secondo luogo, appare per la prima volta una proposta formativa all’ascolto della musica

elettronica, articolata in undici lezioni a ingresso gratuito in collaborazione con il Conservatorio di Milano e nell’ambito della nuova convenzione di San Fedele Musica con il Dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Teoria e pratica insieme, si potrebbe sintetizzare! Paesaggi sonori, rassegna di incontri su field recording, soundscape composition e arti acustiche sono tra i principali argomenti delle lezioni in calendario quest’anno, introduzioni intelligenti – nonché ad ingresso libero ai concerti in programma sino a maggio, i cui biglietti d’ingresso sono sempre a tariffe più che popolari. Altra nota di merito. I prossimi appuntamenti di Inner_Spaces prevedono Ars Monodica e Robert Lippok (lunedì 25 febbraio), Janek Schaefer e Rafael Anton Irisarri (lunedì 18 marzo), Otolab e Recipient Collective (lunedì 8 aprile), Optical Machines e Christina Vantzou (lunedì 6 maggio). https://www.centrosanfedele.net

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LO specialE di Riccardo Sada

VISIONI DI... FEDEZ

Vola “Paranoia Airlines”, già Disco di Platino dopo aver debuttato in vetta alle classifiche degli album più venduti

È uscito venerdì 25 gennaio “Paranoia Airlines”, il nuovo progetto discografico di Fedez. Distribuito da Sony Music, l’album contiene 16 brani inediti, in cui sono presenti collaborazioni con artisti nazionali e internazionali, che mostrano la poliedricità di Fedez e la sua capacità di padroneggiare differenti generi musicali: dal rap di Trippie Redd ed Emis Killa, alla dance pop di Zara Larsson, al cantautorato di LP, alla trap di Tedua e la Dark Polo Gang fino al pop di Annalisa. L’album nasce in maniera spontanea dall’esigenza di Federico di tornare a fare musica per il solo piacere di farla. Il processo creativo che ha portato al progetto musicale, viene paragonato dall’artista a quello di una jam session, in cui tutti gli interlocutori coinvolti hanno potuto dare la propria idea dopo ore passate in studio a sperimentare e provare nuove sonorità. “‘Paranoia Airlines’ è un disco che ho fatto per far stare bene me nell’esprimere ciò che ho voluto racchiudere in questo progetto. Ormai, dopo tanti anni di carriera nel mondo della discografia, sono riuscito a guadagnarmi la libertà di fare un mio disco senza badare alle logiche di mercato. Per questo motivo mi sono permesso di sperimentare, ad esempio riprendendo alcuni richiami del mondo punk, un omaggio personale alla musica con la quale sono cresciuto”, spiega Fedez.

L’album è stato anticipato da “Prima Di Ogni Cosa”, già certificato disco di platino, e da “Che Cazzo Ridi” feat. Tedua & Trippie Redd che dal giorno dell’uscita si è posizionato stabilmente ai vertici della Top 50 Italia di Spotify. In radio, dall’11 gennaio, il nuovo singolo con Zara Larsson, “Holding Out For You”. La produzione è stata affidata a Michele Canova Iorfida (tra i più importanti e riconosciuti produttori italiani che per la prima volta ha preso parte ad un progetto discografico di Fedez) e da Takagi & Ketra, che hanno lavorato per i brani “Record”, “L’una per l’alcol” e “Segni”. Il disco è stato registrato tra Los Angeles e Milano. L’album è disponibile in digitale e nei negozi di dischi nei seguenti formati: in esclusiva su Amazon in edizione limitata, con uno special package al cui interno si trova un kit da concerto personalizzato che comprende: mantella, braccialetto, cordino pass, mano in eva (spugna), cd con poster. In più di 800 punti vendita (Mondadori, Feltrinelli, Mediaworld, Unieuro, Comet, Euronics e in tutti i migliori negozi di dischi) sarà possibile acquistare il cd con poster e il doppio vinile. In più, nei negozi Mondadori sarà venduta la versione esclusiva del cd con gadget www.fedezofficial.com

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di OMNE

UN’ALTRA MITICA DOPPIETTA Ado Woodz arriva con “Hypno”

Matt Strike resta nell’orbita di Revealed

Secondo UKF il singolo del recrew è tra i “20 download da non perdersi nella pausa natalizia

Il suo singolo “I Refuse” è il terzo brano nell’universo di Hardwell

Un’unica versione, la Original Mix. Ma il recrew Ado Woodz dopo la pubblicazione di “Hypno”ha in mente di mettere insieme un remix pack al quale sta già lavorando a più mani con altri artisti. La release, totalmente bass house, esce sulla inglese Saucy Records. Ado Woodz spiega: “L’idea, come la maggior parte delle mie tracce, nasce da un sample vocale; amo moltissimo giocare con le voci, ci lavoro scrupolosamente taglio, incollo, lavoro col pitch e molto anche con il time stretching; mi piace metterle ovunque anche se questa mia scelta non piace a tutti, tuttavia è ciò che rende le mie tracce personali. Il titolo, ‘Hypno’, è dato anche da un particolare suono presente nella traccia, che si può notare in sottofondo nel drop. Questa traccia è uscita come... “regalo natalizio” dell’etichetta, per ringraziare tutti i fan per il supporto ricevuto durante l’anno, ed è stata anche stata citata da UKF tra i “20 download da non perdersi nella pausa natalizia”. La traccia è disponibile in free download e su Spotify. Ado Woodz è nato a Erba, in provincia di Como, il 5 agosto 1995. Ha lasciato presto gli studi per lavorare e investire nel suo sogno. La sua passione per la musica arriva dalla propria famiglia: “Sono sempre stato dentro la musica fin dai primi anni, mia madre ha sempre amato cantare, mio fratello ascoltava tantissima musica dance e hardcore e quando andavo dai miei zii ricevevo la mia dose di musica anche lì, entrambi appassionati di musica elettronica in generale e uno dei due anche dj. Proprio da quest’ultimo ho cominciato a vedere i primi vinili e a toccare con mano la mia prima console”. Ado Woodz ha frequentato r12. https://soundcloud.com/adowoodzofficial

“Sono davvero orgoglioso di questa produzione perché mi rappresenta totalmente e mette in mostra le mie radici di musicista oltre che dj e producer”, spiega il giovane artista. “Infatti la chitarra elettrica è la vera protagonista del brano. Ho realizzato ‘I Refuse’ circa un anno e mezzo fa e nonostante questo la reputo molto molto fresca come produzione, una ventata di nuova energia in questo inizio di 2019 per la future bass di matrice pop. La voce soul è di Brandon Rogers, cantante americano di Los Angeles, altro grande protagonista di questa release. Con lui il crescendo è emozionale e parte dalla strofa per poi esplodere nel drop. Ho curato questo brano nei minimi dettagli, partendo dalle drums fino ad arrivare all’effettistica, per avere un prodotto il più vicino possibile a una hit dei top dj internazionali. Ma starà poi al pubblico giudicare”. Matt Strike, ex alunno della community r12, punta alla originalità, infatti rivela di non essersi ispirato a nessun brano in circolazione: “L’ho sentito dentro di me così”. “I Refuse” ha già raccolto il supporto di Hardwell, ovviamente, che l’ha suonata due volte e inserita al primo posto della sua Best of January 2019. New Music Friday South Africa e DJ Mag Germania l’hanno inserita tra le migliori uscite future bass della settimana. “Attendo altri supporti, ma per il momento è un brano che già mi sta rendendo molto molto orgoglioso”, conclude Matt Strike. https://www.facebook.com/MattStrikeMusic/

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CANAZEi


IN T E RV ie w di Riccardo Sada

Il Caos genera SEMpRE la vita Crede che il club come tale sia improntato sulla musica dance elettronica e come tale debba rimanere. Ma ci saranno molte più contaminazioni di generi Sta lavorando a nuovi singoli. È sempre in produzione e immagina che il 2019 sarà l’anno della svolta, Gary Caos. Intanto la sua Casa Rossa, label nata circa 10 anni fa per l’esigenza di far sentire al mondo le produzioni che realizzava inizialmente per se stesso, va a gonfie vele. “Il ruolo del dj nasce col mixare i pezzi di altri e successivamente remixarli. Solitamente, partiamo da un pezzo conosciuto del passato prendiamo la parte che ci interessa e costruiamo attorno la base e il resto, risuoniamo o facciamo ricantare le parti campionate. Ma capita pure che si facciano tracce completamente originali”. Hai scritto un libro, “Il Caos... tra DJ e Producer”. Come è nata l’idea? “Negli anni, da quando ho aperto la label e i miei pezzi son stati suonati da dj in tutto il mondo, ho iniziato anche a suonare in giro per il mondo. Girando tanto, ho raccolto un sacco di esperienze e conosciuto gente diversa e tutte le volte mi capitava di raccontare i viaggi ad amici e parenti che ne rimanevano affascinati. Per una serie di incastri son venuto in contatto con una casa editrice di Bologna che ha deciso di scommettere nella mia storia e mi ha messo in contatto con una scrittrice, Francesca Sanzo, che si è presa la briga di mettere su carta tutti i miei racconti. Il libro racconta della mia vita ma anche dei cambiamenti che sono avvenuti negli ultimi 30 anni. Credo possano rispecchiarsi tanti della nostra generazione ma possa dare qualche stimolo e consiglio ai giovani emergenti o aspiranti dj”. A un certo punto della tua carriera da dj ti sei reso conto che stava cambiando cosa? “Avvertivo l’esigenza di fare musica anch’io, la mia vita mi ha portato sempre a che fare con musicisti o personaggi nell ambito della produzione. Così ebbi la possibilità di entrare in società con un tecnico del suono ed un produttore ed aprimmo il nostro studio Di registrazione dove si faceva conto terzi ma anche prodotti nostri (principalmente sulla dance). In quegli anni ho imparato molto ed ho iniziato a fare i miei primi pezzi”. Ti piace molto il contatto col pubblico? “Non sono un topo da studio, spesso girando mi vengono le idee che butto giù e finisco in studio grazie al lavoro del mio socio. Comunque musicalmente amo il genere house e quindi il filone è quello”. Quale progetto stai valutando tu e il tuo staff? “Un album. Ma appena avrò pezzi originali tali da poter fare qualcosa di interessante”. http://www.garycaos.com/ | 42 |


IN T E RV ie w di Riccardo Sada

DJ Jump li convoca tutti Collabora ormai da anni con Bang Record. Con questa label sposa le stesse idee cercando di aumentare la potenza di fuoco della musica dance made in Italy. Così è nato l’album “Back To The Feat” Da gennaio 2018 ha lavorato alla realizzazione di ben 14 singoli con dei featuring d’eccezione. È stato un impegno molto lungo e pesante. Come periodo della sua vita, uno sforzo: ma oggi DJ Jump, che in realtà si chiama Giampaolo de Cesare, deve ammettere che il percorso è stato molto stimolante e soddisfacente. Sono dieci anni che collabora con il socio di produzioni Jenny Dee, che lo spalleggia e gli dà una grandissima mano nella realizzazione dei brani. Tuttavia, per quest’ultimo progetto, si sono fatti avanti anche DJ Maxwell e DJ Ross, che lo hanno seguito con cura realizzando diverse tracce del suo album “Back To The Feat”. Ascolti tanta musica o solo quella dance? “Vario molto e non mi faccio influenzare mai dal sound o dalla hit del momento, sono molto istintivo e seguo ormai da anni la mia strada che è ben definita sulla dance”. Ci racconti del tuo album? Come e perché è nato? “Nel mio passato da produttore e dj ho collaborato già in passato con artisti degli anni 90/2000 ed è sopratutto dopo il successo di ‘Memories’, con il cantato di Nathalie Aarts, voce storica dei Soundlovers, che è nata l’idea di voler dare un’impronta più prorompente nella Italodance. Ho incominciato a contattare tutti i cantanti con cui avevo un rapporto di lavoro e amicizia e tutti hanno sposato subito l’idea. Ho contattato DJ Ross, che è stato poi ideatore con me dello stesso concetto di album, e insieme abbiamo portato avanti con energia, entusiasmo ogni singolo progetto”. Come ti sei avvicinato al mondo della produzione? “Nel ‘96 mandavo i primi promo a Giovanni Natale della Expanded Music; dopo 4 anni ho lavorato con Max Moroldo e infine ormai da ben 6 anni sono con la Bang Record. Studiando musica e facendo il dj, ho sempre pensato di realizzare brani”. In questo momento sei concentrato solo sull’uscita dell’album? “Poi penserò al mio nuovo format ‘Back To The Feat’, che comprende il mio dj set più un musicista live e un un artista che interpreta il singolo all’interno dell’album. Una data? Il 5 marzo sarò con DJ Ross, Erika, Magic Box, Hauducii e Jenny Dee al Carnevale Montese a Montescaglioso, in provincia di Matera”. Avete prodotto 14 singoli. Come scegliete il prioritario? “Di comune accordo con tutti abbiamo deciso che sarà il pubblico a scegliere il primo singolo da spingere in base alle loro preferenze sui social e dai numeri dei digital store”. Con chi ti piacerebbe lavorare prossimamente? “Con Armin van Burren, adoro la trance. Ma per i progetti futuri ho già pensato di collaborare con artisti anche stranieri. Svelerò qualche nome nella prossima intervista”. https://www.djjump.it/ | 43 |


IN T E RV ie w

Les Malis, MIX DI classica E PURA dance mainstream Il loro primo singolo? “I’m Over You”. Per un’idea che miscela la lirica e classica con l’elettronica

Valeriia e Julia ovvero Les Malis, la prima 23 anni di Mosca, la seconda 24 anni di Kiev, stanno facendo breccia nel cuore dei musicofili di mezzo mondo. Valeriia Laukhina, soprano leggero con estensioni vocali rare nel suo genere, e Julia Omelchuk, violinista di violino classico ed elettronico e seconda voce, sono amate dalla critica. Sono due veri talenti. Nate e cresciute tra armonie classiche, studi severi al Conservatorio, anni di sacrifici e di pratica, hanno unito lo spirito di ricerca per entrare in un universo fatto di nuove contaminazioni e sonorità. Insieme al loro team di produzione, composto da Giorgio Tramacere, Roberto Turatti ed Amy Charles, hanno realizzato il loro primo singolo. Si tratta di “I’m Over You”, che rappresenta solo il punto di partenza di un percorso che miscela la lirica e classica con la pop dance. Valeriia Laukhina si racconta: “Ci sono molte idee su cui abbiamo lavorato e che inizialmente abbiamo valutato. Grazie al lavoro di Giorgio Tramacere e Roberto Turatti siamo entrate in contatto con Smilax, che ha creduto nel nostro progetto. Per adesso è quasi tutto contaminato dalla musica elettronica, ovviamente ci siamo subito capiti con i nostri produttori: il mixa tra classica e pop ed elettronica sarebbe stato il fulcro della nostra iniziativa. Ora stiamo provando creare il nostro genere, mescolandoci con quelli esistenti. Vogliamo solo creare le cose giuste che possano piacere a tutti. Siamo andate a Sanremo per una settimana per farci conoscere. La nostra intenzione è quella di voler far ballare le gente con le nostre canzoni”. Julia Omelchuk aggiunge: “Per il nostro singolo ci sono ora dei dj che sarebbero intenzionati a fare un personale remix; la canzone sta girando su diverse stazioni radiofoniche. Valeria e io siamo due personaggi molto diversi, complementari: lei preferisce maggiormente la classica, soft; io opto per generi più crossover, come la house, l’EDM. Con i nostri lavori cerchiamo di combinare i nostri punti di vista in situazioni in cui crediamo. Siamo sicuri che troveremo il nostro pubblico, che comprenderà e apprezzerà cosa stiamo facendo. Ho dei dj preferiti, sono un grande fan delle opere di David Guetta, Bob Sinclar, Martin Solveig, Burak Yeter e Mahmut Orhan, e sarebbe un grande onore collaborare con qualcuno di loro”. https://www.facebook.com/lesmalisofficial/ | 44 |


di Gianni Bini

UN TrIPLETE

da non perdere Sound Theory - Gulfoss Quello dell’intelligenza artificiale applicata all’audio è un argomento che mi affascina non poco e che caratterizza i miei mix e mastering da un po’ a questa parte. La strada fu aperta da iZotope con il primo Neutron, poi altri, come Sonible, si sono accodati. Ma io vi parlo del mio preferito, Gulfoss di Sound Theory, un plugin VST,AU,AAX che analizza in tempo reale il segnale sorgente e applica delle equalizzazioni dinamiche (a differenza della concorrenza che invece applica correzioni statiche). Le regolazioni sono poche ma non intuitive, si può intervenire sulla larghezza di banda e sul numero di correzioni, si può scegliere di non correggere al di sotto e al di sopra di certe frequenze; e, infine, si può dare un’impronta più chiara o più scura al nostro suono in uscita. Gli algoritmi di correzione sono sofisticatissimi ma il plug non pesa sulla CPU, in maniera che se ne posso aprire tranquillamente varie istanze. Il risultato finale è sempre molto preciso e gradevole. Questo è uno strumento sofisticato che permette anche all’utente non esperto di ottenere suoni ben bilanciati (si può sperimentare anche sul mix bus), personalmente lo trovo molto efficace come primo plugin su pianoforti e voci.

regolabile dall’utente, ma è davvero molto azzeccata la compressione interna con sidechain già impostato dalla fabbrica sul segnale dry, in maniera da comprimere a piacimento e rilasciare il segnale una volta che il segnale in ingresso termina. Ad esempio, è ottimo per avere riverbero e mantenere intelligibilità di una voce in un mix, nulla che non si possa fare con qualche click in più. L’ho usato su tutte le voci del mio prossimo album, “Top Of The Lounge vol. 6”, in uscita in questi giorni. Se volete dare un ascolto, vi piacerà senz’altro. http://www.houseofglass.it/

Softube - Weiss Comp Limiter Da Softube ecco il terzo plug della serie Weiss, che deriva dal DS1-Mk3 ma che si concentra sulla compressione. Da subito ci colpisce la sua grandissima trasparenza, davvero un compressore di altissimo livello, direi per molti ma non per tutti, là dove si vuole intervenire sulle correzioni dinamiche in maniera chirurgica mantenendo sempre, anche in condizioni estreme, il timbro originale senza mai avere la sensazione di “esagerare” nella compressione. Ci sono (anche se non ben visibili) tutte le feature che un comp del genere necessita, modalità mid/side, look ahead, release automatico, sidechain interno ed esterno, filtro del detector, auto gain e altro. Il prezzo non è proprio accessibile ma assicuro che un plug del genere fa la differenza sia in fase di mix che in fase di mastering. E, dopo un po’, avendo approfondito tutte le possibilità che offre, non potrete più farne a meno. SSL - FlexVerb Si è aggiunto da poco alla suite native V.6 dalla grafica accattivante e dal suono made in SSL, questo reverbero All In One è uno dei riverberi che utilizzo con maggiore soddisfazione perché abbina semplicità di utilizzo, suono e feature che lo rendono uno strumento davvero molto versatile nel campo della riverberazione. Non manca nulla: ci sono i classici algoritmi plate, chamber, room, hall che si possono inserire a piacimento sulle prime riflessioni o sul Tail anche in maniera diversa tra le due tipologie di verb, poi abbiamo una sezione di EQ e una di decay per frequenze | 45 |


a cura di Eugenio Tovini

Online la versione 3.0 di www.dancedirectory.it Dai primi giorni del 2019 è online la versione 3.0 del sito www.dancedirectory. it che, proprio in vista dei suoi vent’anni di attività, si è arricchita con una rinnovata veste grafica e nuove funzionalità abbinate alle fotografie degli artisti con le relative copertine.

naturalmente con le classifiche annuali dei brani più ballati nel nostro bellissimo Paese www.dancedirectory.it

Sarà possibile navigare tra gli oltre 5.530 personaggi che sono entrati nella Italian Club Chart dal 1976 ad oggi, attraverso le 9.200 canzoni che ci hanno fatto ballare in 43 anni: un lasso di tempo che prende origine dalla nascita delle radio libere italiane e delle prime classifiche dance. Il nuovo menù ci presenta, oltre alla immancabile Italian Club Chart e alla sorellina House Chart, le tre sezioni che rappresentano l’ossatura di www. dancedirectory.it ovvero Artisti – Canzoni – Label. In ognuna di esse si può rivivere i momenti migliori nella carriera dei singoli artisti e soprattutto, addentrandoci nella sezione delle etichette discografiche, si riesce a fotografare in maniera diretta i loro anni d’oro attraverso le canzoni entrate in classifica, ordinate in base alla data di ingresso nella chart. Basterà ad esempio inserire nella ricerca una label dal passato storico come Flying, Baby Records o Discomagic per avere immediatamente l’idea della loro evoluzione e purtroppo anche della fase discendente. Questa versione 3.0 contiene nella home page anche i brani “Tenuti D’Occhio” ovvero un limitato numero di canzoni di cui consigliamo l’ascolto. Un modo per cercare di proporre il nostro gusto. Ulteriore novità arriva dalla collaborazione con Mixtime Radio, emittente che propone, 24 ore al giorno, i brani che hanno fatto la storia della dance dagli anni ’80 ad oggi e che trasmette ogni ora dalle 12.30 alle 16.30 una New Hit in collaborazione proprio con Dance Directory. Per ultima lasciamo la sezione dedicata ai libri che hanno dato spunto alla realizzazione di questo portale: cinque edizioni della Guida che racconta il mondo della dance, con statistiche e | 46|


a cura di Big Biz Staff

Lo strumento del mastering? Le orecchie! Quando si parla di mastering si entra automaticamente in un mondo fatto di magia, esoterismo e alchimia Se effettivamente alcuni studi di mastering sfruttano tutti questi principi, non possono comunque tralasciare l’elemento più importante di tutti: un paio di orecchie perfettamente allenate. Wait a moment, tutti abbiamo un paio di orecchie che possiamo allenare, ma quanto costa allenare l’orecchio? Le frequenza: Riconoscere il range di frequenze di una nota o di un suono è sicuramente uno degli skill tra i più complessi e richiesti, se suoni uno strumento avrai già molta familiarità con questo concetto. Per quanto riguarda il mixing e il mastering quello che viene richiesto è il saper riconoscere range di 1/3 d’ottava. Il tempo: Sebbene stiamo parlando di musica dance lo standard è 4/4, ma è importante anche riconoscere musica scritta in altri tempi. La musica tradizionale celtica è un ottimo esempio per quanto riguarda tempi esoterici, o se vogliamo, i poliritmi tipici del jazz. Il riverbero: Sul riverbero possiamo scrivere un libro intero, imparare a riconoscere il suono di una stanza e di un ambiente quando si entra è una skill molto importante. Il nostro cervello fa già tutto questo lavoro senza neanche che ce ne accorgiamo, quindi basta un pò di attenzione per sentire le differenze delle riflessioni di diversi materiali e dimensioni, strutture simmetriche e asimmetriche. Compressione e dinamica: La compressione è una delle cose più difficili da ascoltare e valutare, soprattutto nei primi esperimenti di produzione musicale. Esistono due tipi di dinamica: la Macro dinamica, ovvero il movimento di un pezzo nel suo complesso e la Micro dinamica, la dinamica che avviene nel tempo in cui si pronunciano poche sillabe. Esistono molti modi per allenare l’orecchio, ci sono anche software appositi per questo esercizio, qualunque sia il metodo vale la pena dedicare del tempo ad ascoltare meglio il lavoro degli altri, per prendere decisioni più consapevoli e proseguire il proprio cammino verso una maggiore maturazione artistica. Intervista completa su www.bigbizstudio.com

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a cura di Stefanob

UN Tributo ad Andy Skopes Un altro eroe purtroppo se n’è andato. E troppo presto. Un ricordo dalla redazione di Danceland Lo abbiamo appreso alcune settimane fa attraverso un post della moglie, Heidi, dal suo profilo Facebook. Non possiamo che unirci, in questa rubrica, al coro di condoglianze per Andy Skopes, che è venuto a mancare lo scorso 23 gennaio. Di lui ci rimangono fortunatamente cose come “Speechless” sulla Metalheadz di Goldie. Intanto, il 2019 è iniziato e la scena italiana si sta già difendendo bene. Pendulum e Dj Hype sono solo due dei nomi che già hanno attraversato il Bel Paese, anche con più di una data, e altri sono in arrivo. Inoltre, più o meno tutte le label italiane hanno già iniziato a sfornare release e, come si dice, chi ben comincia è già a metà dell’opera. Ed eccovi le recensioni: Hyperactivity Music - Polychrome Vol.2 - EP Sampler Un elemento di successo di Hyperactivity Music è sicuramente la capacità di proseguire in un percorso discografico “sotterraneo” che ha creato un vero proprio stile di produzioni fatte di suoni complessi e groove finemente scolpiti. Il secondo volume della serie “Polychrome” ha un suono introspettivo e dinamico e tutte le tracce contenute nella release, pur presentando caratteristiche diverse, risultano originali e unite da un filo conduttore che si percepisce solo all’ascolto. Release Date: 15 febbraio 2019 Retrakt - Nova EP - Dlt9 Ancora un’altra release dall’etichetta italiana Delta9, dislocata tra Bergamo e Berlino che questa volta arriva attraverso la sua sub label DLT9. “Nova EP” include due tracce dai bassi sintetici e dalle ritmiche minimali. “Nova” si presenta più dritta e lineare, “Madman” è invece decisamente più funky. Release Date: 01 marzo 2019 KX - Overseed - Tarantula Music KZ torna sull’italiana Tarantula Music, etichetta bresciana del gruppo Media Records. Come al solito, dopo aver forgiato un suo stile, KZ non esita a produrre un’ennesima dimostrazione tecnica: un artista che sta crescendo, questo. “Overspeed” è scura e potente, già sperimentata sul dancefloor da diversi dj nostrani, si è rivelata ciò che in gergo si usa chiamare una club banger. Release Date: 31 gennaio 2019 Anche per questo numero è tutto e come sempre anche per questo mese non dimenticate di consultare il calendario delle serate dalla pagina Facebook di DNB ITALIA. https://www.facebook.com/drum.and.bass.italia | 48 |


B E AT & G R E E N

I Marnik spopolano a r12 Lele e Martello sono artisti visionari, coraggiosi esperti del settore del clubbing, conoscitori e professionisti dell’industria discografica e indiscussi protagonisti della scena EDM. E al Beat & Green hanno fatto scintille

Il quarto appuntamento dell’anno per Beat & Green, risalente a fine gennaio, ha visto coinvolgere gli alunni di r12 grazie ai Marnik, celebri dj e produttori per etichette come Dim Mak, Revealed, Spinnin’ e Armada. Un incontro come questo permette di scoprire i segreti della produzione legata ai live, alle relazioni umane con i top dj, sino ad addentrarsi negli aspetti promozionali e legati all’intrattenimento. Una chance, questa, per tutti di imparare a dialogare con una delle coppie più interessanti in circolazione. Quando si è faccia a faccia con dei personaggi come Lele e Martello, significa avere la possibilità di relazionarsi con artisti visionari, coraggiosi esperti del settore del clubbing, conoscitori e professionisti dell’industria discografica e indiscussi protagonisti della scena EDM. Dopo aver collaborato con Steve Aoki per ‘Supernova’ su Ultra Music, con Lil Jon alla voce, i Marnik hanno realizzato due singoli con KSHMR, ‘Bazaar’ e ‘Mandala’ su Spinnin’ Records, quest’ultimo inno ufficiale del Sunburn 2016. Lele e Martello non sono estranei alle Top 10, avendole spesso centrate con Blasterjaxx (‘Heart Starts To Beat’), Tony Junior (‘Jump Around’) e Lush & Simon (‘Orion’, suonatissimo da Armin van Buuren). La coppia ha anche collaborato con Don Diablo per ‘Children Of A Miracle’, che ha accumulato oltre 30 milioni di stream su tutte le piattaforme musicali. Su Astralwerks / Universal invece hanno

realizzato ‘Burn’, traccia da oltre tre milioni di play su Spotify. I Marnik hanno suonato al Pacha e all’Ushuaia di Ibiza, al Queen di Parigi, al BCM Planet Dance di Maiorca, al Nameless Music Festival, al Tomorrowland, al Cocorico e in tantissimi altri posti. Con la cover della hit “Gam Gam”, la coppia sta spopolando grazie anche al grande successo di un altro popolare remake, quello di “Bella Ciao”, colonna sonora del seriale “La Casa di Carta” in onda su Netflix. www.r12school.com/ www.marnikofficial.com/

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reviews

di Riccardo Sada

ALBUM Sophie Ellis-Bextor

Mario Piu Back From Hell

The Song Diaries

Neural Music Italia / Azura

Cooking Vinyl / Edel

Recordings

L’entusiasmante greatest hits realizzato con orchestra, uscito il 15 marzo, contiene la versione orchestrale di “Take Me Home” è stata ri-registrata da Sophie Ellis-Bextor, da una band e da un’orchestra, prodotta dal collaboratore di lunga data ed amico Ed Harcourt, con il supporto di Richard Jones - marito dell’artista e bassista dei The Feeling - e di David Arnold e mixata da Ash Howes. ‘Take Me Home’ è il brano che ha segnato il debutto di Sophie Ellis-Bextor, tratto dal disco ‘Read My Lips’ del 2001, album che ha raggiunto la N.2 delle UK Album Charts, rimanendoci per ben 60 settimane ed aggiudicandosi il doppio disco di platino, con certificazione Silver per il singolo, che, all’epoca, scalò tutti gli airplay radiofonici. http://sophieellisbextor.net/

The Chainsmokers Sick Boy Disruptor Records / Columbia

Si chiama “Back From Hell” ed è il nuovo album progressive, tech e trance di Mario Piu, il popolare dj e produttore toscano che occupa le chart di mezzo mondo da ormai più di vent’anni. Ben 21 tracce, tra inediti, remix e rework, per questo sensazionale progetto su Neural Music Italia in collaborazione con il gruppo Azura Recordings. Il singolo di apertura dell’iniziativa è “Let’s Begin”, in realtà più che una intro, una “breve sperimentazione sonora”, dice lo stesso artista. Si passa poi a “The Other Side I”, realizzata a quattro mani con Matteo Marini e in stile progressive trance, vero viaggio interstellare legato alla friendship. “Intollerance” invece è una elegante e melodica techno. www.facebook.com/azurarecordings

LCD Soundsystem Electric Lady Sessions Columbia Records / DFA

Ecco l’atteso secondo album dei The Chainsmokers, il duo di dj/produttori Andrew Taggart ed Alex Pall che ha completamente sovvertito le regole della musica elettronica e pop: un disco totalmente in costruzione, pubblicato traccia dopo traccia in digitale. Nel nuovo album è presente anche Matt McGuire alla batteria/percussioni, già con il duo per i concerti, che regala la sensazione di suono dal vivo. Tra i brani inclusi nell’album sono da segnalare il singolo “Side Effects” feat. Emily Warren, “Sick Boy” che conta oltre 253 milioni di stream, “This Feeling” feat. Kelsea Ballerini (più di 250 milioni di stream totali) e “Hope” featuring Winona Oak. http://smarturl.it/TCSHope

L’iconica band guidata da James Murphy esce in doppio vinile per Columbia Records/DFA. L’album è stato registrato ai mitici Electric Lady Studios di New York nel 2018 ed è stato anticipato dalla cover di “(We Don’t Need This) Fascist Groove Thang” degli Heaven 17. Oltre ai brani più famosi del gruppo e ad alcuni contenuti in “American Dream”, l’ultimo album in studio del 2017 acclamato dalla critica, “Electric Lady Sessions” contiene la già citata cover degli Heaven 17, quella di “I Want Your Love” degli Chic e di “Seconds” degli Human League. “Electric Lady Sessions” è il terzo disco registrato dal vivo: segue “London Sessions” del 2010 e “The Long Goodbye: LCD Soundsystem Live at Madison Square Garden” del 2014.. https://lcdsoundsystem.com/

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di Dan Mc Sword

COMPILATION BONOBO

GEORGE EVELYN

fabric presents

Nightmare on Wax

fabric records

Back To Mine

Il fabric di Londra entra sempre più nel vivo dei festeggiamenti per il suo ventesimo compleanno: tutti i dettagli della loro programmazione nella nostra pagina mensile dedicata al club mondiale. In questo spazio presentiamo invece la nuova compilation che inaugura la nuova collana fabric presents, con la pregiata selezione di Bonobo. 74 minuti nei quali house, techno, electronica e breakbeat si alternano e miscelano con rara maestria, complice una tracking list nella quale spiccano brani di Âme, John Beltram e persino un remix di Laurent Garnier. Ogni compilation è una storia a sé, e resiste al logorio della vita moderna e all’effimero del soltanto se è frutto di un lavoro di ricerca. Come in questo caso. https://www.fabriclondon.com

TODH TERI

India Gets Physical volume I Get Physical Music

La label tedesca Get Physical battezza l’inizio del 2019 con una nuova compilation affidata al buon gusto dell’indiano Todh Teri. Quattordici tracce nelle quali si dà spazio a diversi talenti indigeni, autentici idoli in patria da Bangalore a Calcutta, ma si sa rivolgere lo sguardo anche molto oltre; si parte in maniera molto soft con una house quasi da ascolto e si cresce brano dopo brani, passando attraverso la techno più o meno melodica e concedendosi persino parentesi trap e bass. Una compilation volta ad esaltare le sonorità elettroniche protagoniste in India, una nazione capace da sempre di avere un ruolo più che importante nel panorama mondiali sia dei dj che dei festival. https://getphysicalmusic.bandcamp.com/

Una storia iniziata nel 2001. Quest’anno l’etichetta discografica inglese Back To Mine festeggia i suoi primi vent’anni di più onorata attività, iniziata nel 1999 grazie ad una compilation firmata da Nick Warren e con una tracking list che vedeva protagonisti Groove Armada, Orbital e New Order. Nel 2019 il compito di dare il via alle danze spetta alla compilation firmata da George Evelyn, capace di scegliere tredici tracce – tre delle quali in esclusiva assoluta – dove sono le sonorità chill e i contesti downtempo a farla da padroni, frutto di una selezione concepita durante i tanti viaggi che Evelyn ama concedersi, da Bali al Kilimanjaro. La dimostrazione anche fisica che la musica elettronica non può e non deve avere nessuna frontiera. https://www.backtominemusic.com

AA.VV. Nordic Ambient Pattern Abuse

Uno dei club più famosi al mondo intensifica sempre più I paesi nordici ben si adattano per creare e far assaporare musica ambient. Merito forse del clima che li caratterizza per gran parte dell’anno o del carattere riservato e introspettivo dei suoi abitanti, soltanto apparentemente freddi. Non è un caso che una delle migliori compilation di categoria degli ultimi anni come Nordic Ambient provenga dalla Danimarca. Undici tracce che vedono protagonisti solo artisti scandinavi, un vero e proprio viaggio rivolto verso l’ignoto e talvolta l’oscuro, dove affrontare le proprie fragilità ma anche i propri momenti di meditazione e riflessione. La classica compilation che non incanta al primo impatto ma . che sa conquistare chiunque la ascolti con il dovuto rispetto https://soundcloud.com/pattern-abuse

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di Riccardo Sada

SINGOLI Markus Schulz & Christina Novelli

Galantis & OneRepublic

Symphony Of Stars

Atlantic Recording Corporation

Coldharbour Recordings

Dal punto di vista della pubblicazione, Markus Schulz ha iniziato il 2019 con l’individuazione di uno dei brani del film “We Are The Light” risalente allo scorso anno. Una traccia preferita suggerita dai fan a una settimana dalla pubblicazione dell’album, ha visto emergere un partenariato di lunga data. L’unione artistica tra Christina Novelli e Markus Schulz era stata pensata e studiata a tavolino da diversi anni. Quando però si è materializzata “Symphony Of Stars”, tutto è stato più facile: entrambi hanno subito capito che la canzone che da tempo cercavano era lì, davanti a loro. Avevano ragione. Dopo il video ufficiale tocca alle escursioni in fatto di remix della coppia trance prog Solis & Sean Truby. http://markusschulz.choons.at/symphonyofstars

Diplo,Niska

Boom Bye Bye Mad Decent/Because Music

Bones

Fresco di ben due incredibili sold out per gli eventi di fine anno all’Aragon Ballroom di Chicago, torna il duo svedese dei Galantis inaugurando il 2019 con una release esplosiva intitolata “Bones”, un brano che vede la presenza degli hit maker e a loro volta nominati ai GRAMMY, OneRepublic. Il brano parte acustico prendendo man mano la forma di una canzone dei Galantis mantenendo forti connotati pop. Merito sicuramente anche della voce dei OneRepublic Ryan Tedder, una timbrica che non puoi non riconoscere e associare al mondo delle hit pop anche in Italia. Un brano capace di piacere sia ai fan dei Galantis che dei One Republic, sia di fare crossover e diventare una hit anche in Italia. https://www.wearegalantis.com/

KAY

Don’t Switch Off (Remixes) Strakton Records

Niska è andato a trovare Diplo una sera a Parigi e ha provato a buttar giù qualcosa su un loop che l’americano aveva creato al piano. In realtà i due si conoscevano. Il rapper era nella classifica francese di Spotify in quel momento. Diplo, felicissimo che avesse deciso di unirsi in questo progetto folle, a distanza di un anno è finalmente pronto. Diplo è uno degli artisti più dinamici della scena musicale dei nostri giorni, tanto come solista, quanto come membro dell’ormai leggendario trio dei Major Lazer, che ha lavorato con LSD, Sia e Labrinth, i cui primi quattro singoli hanno quasi raggiunto i 4 miliardi di stream, e ancora Silk City e Mark Ronson, la cui “Electricity” con Dua Lipa ha scalato le classifiche di tutto il mondo.

Quando si parla di remixes, Strakton Records non si fa trovare impreparata. Produttori di lunga data come Joseph e Pais conoscono tutti i trucchi magici e hanno sempre un coniglio nel cappello da estrarre, soprattutto se devono mettere le mani sul singolo di Federico Kay, “Do Not Switch Off”, che ora prende vita attraverso una nuova visione sonora che va dalla G-House alla techhouse. Un sample di tastiera in pieno stile Chicago house incontra i dial-up su Internet e i suoni di interferenza dei cellulari trasportati da un ritmo robotico e propulsivo. Il mood è quello di Fisher, di Shiba San e di Tim Baresko. Ancora una volta la casa discografica inglese fa centro.

http://maddecent.fm/boombyebye

https://straktonrecords.com/

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di Dan Mc Sword

SINGOLI RECONDITE

CARL COX Dark Alleys

Silk

Circus Recordings

Hotflush Recordings

È un Carl Cox che quasi non ti aspetti, quello che torna con un remake del suo singolo ‘Dark Alleys’, uscito originariamente nel 2017, ora come allora per la Circus Recordings di Yousef from Liverpool. Un brano che cattura sin dal primo impatto, con pause e ripartenze – queste sì – tipiche del dj inglese, che stavolta si fa accompagnare da due remixer più che fidati: Nick Fanciulli, suo compagno di tante avventure in console, e Deetron. Fanciulli insiste più sui loop e sui groove, adeguatamente filtrati quando serve sia così; Deetron si incattivisce il giusto, osando discostarsi dalla versione originale più di tutti. Assortimento ben riuscito, come azzeccare i tre gusti di un buon gelato. http://www.circusrecordings.com/

Il nuovo EP di Recondite esce esclusivamente in vinile. Quattro tracce che confermano appieno il suo talento e il suo costante desiderio – per non dire necessità – di andare sempre oltre i propri limiti e percorrere strade rigorosamente non convenzionali. Il tedesco Lorenz Brunner ama fare autentica introspezione musicale, definendo ogni volta nuovi confini e nuove dimensione per la sua elettronica melanconica e introspettiva, sempre e comunque capace di aprirsi e di lanciare messaggi positivi. Più luce che buio, più energia che inerzia, “Silk” è un viaggio nel quale non si vorrebbe mai arrivasse la parola fine. Recondite è da tempo nell’Olimpo, benedetto dagli dei dell’elettronica. https://hotflushrecordings.com/

TODD EDWARDS

SIMON HARRIS FEAT.MORRISON

You’re Sorry

This Serious (Dennis Cruz remix)

Defected Records

elrow Music

La divisione discografica di elrow raggiunge il traguardo della 150esima release, che celebra riproponendo un brano uscito in origine nel 1990 e che tutt’ora conserva una freschezza senza eguali; merito di un artista capace negli anni di collaborare con geni assoluti come James Brown e Prince e che non è errato accostare allo stile di Todd Terry; la voce di Morrison fa il resto. A fianco della versione originale, il remix dello spagnolo Dennis Cruz, che resta in ambiti istituzionali, senza nemmeno provare a stravolgere la struttura intrinseca del brano. Ne deriva una versione che suona molto più potente, frutto probabilmente delle tecnologie più avanzate delle quali si può godere in questo terzo millennio.

Debutto su Defected per Todd Edwards, vincitore dei Grammy Awards grazie al suo contributo sia vocale che produttivo a “Random Access Memories”, l’album dei Daft Punk che nel 2014 si aggiudicò gli Oscar della musica nelle categorie Best Dance/Electronica Album e Album Of The Year. Piatto ritmato, cassa in 4/4, rifiniture anni novanta che richiamano all’Armand Van Helden dei tempi migliori e soprattutto tanta, tantissima qualità. Per questo nuovo singolo – presente in due versioni Todd The God si è avvalso della collaborazione di Jay Robinson. Defected inizia così l’anno del suo 20esimo anniversario nel migliore dei modi: come un eccellente sarto, riesce sempre a confezionare vestiti a pennello.

https://soundcloud.com/elrowmusic

https://defected.com/

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L AS T C AL L di Riccardo Sada

UN SEGNALE DA SPOTIFY: I tempi cambiano e le canzoni si accorciano Non è davvero una novità: da tempo critici ed esperti musicali evidenziano questo fenomeno, attribuendone le cause principali all’espansione dei servizi di musica in streaming Il sito americano Quartz ha analizzato la durata di una serie di famosi dischi pop e hip-hop recenti e ha dimostrato che le canzoni si stanno accorciando. Più quelle pop che quelle dance, certamente.

Troncare bruscamente delle intro ai dj non è mai bello, ma è vero anche che sono aumentati quelli che suonano selezioni con un ritmo talmente serrato da risultare dei veri guru del cut. Lo si nota con generi come l’EDM big room ma anche con la trap. Colpa di Spotify, tutto questo? Colpa di un mercato che punta alla quantità in fatto di numeri? Resta un dato: tra il 2013 e il 2018 la durata media delle canzoni si è abbassata da 3 minuti e 50 secondi a 3 minuti e 30 secondi. L’anno scorso lo streaming ha superato i download digitali e le vendite delle copie fisiche degli album per quanto riguarda gli incassi totali dell’industria discografica mondiale. Servizi come Spotify e Apple Music hanno decine di milioni di abbonati paganti nel mondo. Come ha scritto anche il Post, “per 15 minuti di musica riprodotta, un artista che ha fatto cinque canzoni da 3 minuti guadagnerà di più di uno che ha fatto tre canzoni da 5 minuti”. Naturalmente ci sono molti artisti che preferiscono continuare a seguire logiche diverse, e decidere la durata delle proprie canzoni su basi più personali, intuitive, artistiche. Il supporto privilegiato dagli ascoltatori ha influenzato la durata media delle canzoni: fino agli anni Cinquanta i dischi potevano contenere un massimo di tre minuti di musica per lato, e infatti le canzoni non li superavano quasi mai. Le cose cambiarono radicalmente negli anni Sessanta con la diffusione degli LP, che potevano contenere qualche decina di minuti per lato. Le musicassette e i cd ampliarono ulteriormente queste possibilità, fino all’avvento della musica digitale che ha nuovamente cambiato le cose. Negli ultimi due anni la musica trap ha ribaltato il sistema nel mondo. Un esempio? Tierra Whack ha fatto 15 canzoni da un minuto nel suo ultimo album (...). Intanto, l’ultima e nuova funzione di Spotify: dire al tuo artista che non lo supporti più avvisandolo di non voler farlo apparire nelle playlist seguite. E questo non riguarda solo la musica più fastidiosa e lontana dai propri gusti. Ci sono ragioni legittime per cui si potrebbe avere un’obiezione morale per alcuni artisti, noti per esempio per abusi di serie, sproloqui e che vorremmo se ne andassero per sempre dal nostro mondo musicale. Come riportato da molti siti, Spotify sembra testare la nuova funzione di blocco degli artisti ma inizialmente solo con un gruppo ridotto di utenti beta tester. Basta controllare se la propria app ha la funzione attiva. | 59 |


L AS T C AL L di Riccardo Sada

Così Distar voltò pagina Fanno questo lavoro da oltre 30 anni, con attenzione e passione, sono ancora nella discografia. E vanno avanti irriducibili lavorando con la massima professionalità Dopo anni di lavoro per gli altri e per le proprie etichette, Arduini & Pagany hanno pensato di mettersi in gioco come artisti. Sono in uscita sulla label di DJ PP con la cover di “Another Star”, successo di Stevie Wonder, rivista in veste house e cantata da Myles Sanko. Sempre per il loro progetto come artisti, i due stanno ultimando altre due tracce abbastanza diverse tra esse: una tech-house con sonorità 90’s e una più Jackin con un loop 70’s. Non vogliono classificarsi in un unico genere musicale ma fare quello che hanno sempre fatto come produttori: divertirsi e fare la musica che piace. Per le loro label invece stanno preparando un nuovo singolo di East Side Beat e a breve usciranno con il nuovo singolo di Neja. Con chi collaborate? “All’estero con molte labels, con alcuni c’è un amicizia che ci lega da tanti anni, con altri abbiamo rapporti più recenti ma comunque consolidati e proficui. Lo scorso anno abbiamo lavorato bene con Airplay in Francia alla quale abbiamo licenziato vari singoli e Made 2 Dance. Come editori siamo legati alla Warner Chappell e all’estero con i nostri partner canadesi e americani abbiamo avuto ottimi risultati con alcuni nostri brani inseriti in serie tv importanti. Per il nostro progetto artistico Arduini & Pagany stiamo collaborando da alcuni mesi con HJM Promotion. Per le nostre labels lavoriamo con diversi aggregatori per il mercato digitale come Believe, The Orchard, Dig Dis e di recente abbiamo siglato un accordo con la nuova nata Discology”. Qual è l’obiettivo di Distar? “L’obiettivo Distar è quello che noi personalmente seguiamo da anni come produttori: fare musica che ci piace e in cui crediamo puntando il più possibile alla qualità. Negli anni abbiamo creato alcune sublabel per curare meglio i vari generi musicali che trattiamo, dalla house alla dance, soulful, deep, tech-house fino alla lounge”. Avete molti dj e produttori sia in Italia che all’estero? “Molti ci propongono le loro produzioni ma la tendenza è di uscire con molti brani su label diverse, soprattutto i dj, senza esclusive. Quelli che si legano in esclusiva a una label sono pochi perché tutti sono a caccia del contratto con la label numero uno che li spinga nell’olimpo della musica. Se poteste ascoltare i demo che arrivano capireste come mai in pochi riescono nel risultato”. Il vostro genere di house è sempre stato poco italiano. “Anche negli anni 90, quando alcune nostre produzioni divennero successi internazionali. Non siamo cambiati e continuiamo a spaziare nel mondo house tra pezzi cantati, club, pop dance, tracce strumentali da pista”. Come immaginate il sound house dei prossimi anni? “Analizzando la musica house degli ultimi 10 anni, un cambiamento effettivo non c’è stato. Se ascolti Traxsource trovi ancora il 70% di tracce fatte da samples di pezzi Seventies come avveniva vent’anni fa. Su Beatport c’è la house con i loop di Loopmasters, Vengeance. Poi arriva la Glitterbox con la Disco anni 70. La maggior parte techhouse è ridotta a un groove e un giro di basso. Per i prossimi 10 anni possiamo andare avanti così”. http://www.distarrec.com

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Danceland n. 1 - 2019  

Il primo numero di Danceland del 2019 ha in copertina un’indiscussa star del web e della console: Gianluca Vacchi. Tante come sempre le news...

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Il primo numero di Danceland del 2019 ha in copertina un’indiscussa star del web e della console: Gianluca Vacchi. Tante come sempre le news...

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