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Dispense gennaio 2010


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Per facilitare l’accettazione e la trasmissione dell’ordine “SPECIALE” alla produzione

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 Per

facilitare la trasmissione dell’ordine abbiamo predisposto dei “MODULI TECNICI “ con gli schemi in pianta delle situazioni maggiormente richieste.  L’utilizzo dei moduli, debitamente compilati, semplifica il percorso di realizzazione dello speciale, diminuendo i tempi di consegna.  E’ importante che i moduli vengano compilati in tutte le loro parti.  I moduli vi verranno distribuiti a fine della presentazione. Riunione Agenti

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 Verranno distribuiti anche gli “SCHEMI TECNICI” con l’ingombro dei montanti delle

cabine doccia in scala 1:1 (reale). poter valutare gli articoli migliori da installare a seconda degli spessori dei piatti doccia.  Per consigliare in funzione delle condizioni di rivestimento riscontrate la migliore posizione per l’installazione della cabina doccia.  Le schede sono a disposizione in formato “.pdf”  Per

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1 metro flessibile 2 macchina fotografica digitale ( o telefonino con fotocamera) 3 bolla

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FIG. 1.A 



Prendere le quote solamente a piatto installato e rivestimenti già ultimati Misurare le dimensioni esterne piatto doccia compreso l’arrotondamento (vedi fig.1.a).

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 Rilevare

l’altezza “H” del rivestimento a partire dal bordo del piatto doccia  Valutare la presenza di ingombri INTERNI al piatto doccia importanti che non comportino limiti al senso di apertura delle ante della cabina doccia, nella eventualità comunicare la posizione rispetto al filo esterno del piatto (x) e la profondità (y) dell’ingombro (rubinetteria, asta saliscendi, accessori … ecc.)

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 Valutare

la presenza di ingombri ESTERNI al piatto doccia importanti che non comportino limiti al senso di apertura delle ante della cabina doccia, nella eventualità comunicare la posizione rispetto al filo esterno del piatto (x) e la profondità (y) dell’ingombro (wc, bidet, lavabo, mobili, termoarredo, … ecc.)

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Nella eventualità che durante il rilievo non siano ancora stati installati sanitari integrare l’ordine con l’ausilio di fotografie della posizione degli allacciamenti a muro e rilevare le quote  Documentare i particolari rilevanti per un corretto dimensionamento con apposite fotografie  Controllo della VERTICALITA’ dei muri, tramite utilizzo di una staggia o di una bolla determinare a varie l’altezze (x1,x2,x3 ..) lo scostamento (y1,y2,y3 …)dalla VERTICALE tratteggiata (vedi fig. seguente) 

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Posizionare la staggia sul bordo piatto doccia facendo coincidere lo spigolo interno con il vertice A Ad ogni altezza “x” corrisponde un quota “y” di allontanamento del muro rispetto alla VERTICALE che nel disegno viene rappresentata dal filo interno della staggia Riportare sul rilievo alle quote x1– x2 – x 3 le corrispondenti dimensioni y1– y2 – y3

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 Controllo

della ORIZZONTALITA’ del piatto doccia installato, tramite utilizzo di una bolla determinare l’inclinazione del piano (vedi figura seguente)

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Posizionare lo strumento sul bordo del piatto doccia e verificare che la bolla rimanga tra le due tacche graduate al centro. Riunione Agenti



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Nel caso la bolla non rimanga nelle due tacche al centro, sollevare lo strumento fino al raggiungimento di tale condizione. Riunione Agenti

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Procedere con il rilevamento della quota “X” per tale motivo sapendo che il nostro strumento misura 400 mm sapremo che per questi 400 mm avremo un fuori bolla di “x” mm. Riunione Agenti

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 Nell’ipotesi

che il piatto sia a filo pavimento o in presenza di fughe da coprire, specificare sempre come riportato sul LISTINO a PAG. 183 la posizione o la tipologia che identifica dove installare la cabina doccia rispetto alle dimensioni comunicate.  Vediamo qui in seguito gli esempi riportati sul listino

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La base di riferimento è la quota ”L piatto doccia” evidenziata in arancione, il posizionamento successivo della cabina doccia viene determinato da questa dimensione. Installazione (a1- a2) rispetto alla quota rilevata la cabina doccia rimane tutta all’interno. SEGUIRA’ ESEMPIO PRATICO D’INSTALLAZIONE Riunione Agenti

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Sempre in base alla quota “L piatto doccia” possiamo vedere come cambia il posizionamento dell’ingombro della cabina doccia. Tipologia (b1) la cabina doccia risulta tutta esterna rispetto alla quota rilevata Tipologia (b2) la cabina doccia risulta cadere esattamente in mezzeria, e tende a coprire la quota rilevata Tipologia (b3) la cabina doccia risulta posizionata internamente rispetto alla quota rilevata. SEGUIRA’ ESEMPIO PRATICO D’INSTALLAZIONE Riunione Agenti

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Sempre in base alla quota “L piatto doccia” che in questo caso coincide con il cambio di rivestimento interno al piatto doccia ed il rivestimento esterno, possiamo vedere come cambia il posizionamento dell’ingombro della cabina doccia. Tipologia (c1) la cabina doccia risulta tutta esterna rispetto alla quota rilevata Tipologia (c2) la cabina doccia risulta cadere esattamente in mezzeria, e tende a coprire la quota rilevata (E’ LA SOLUZIONE PIU’ SPESSO UTILIZZATA) Tipologia (c3) la cabina doccia risulta posizionata internamente rispetto alla quota rilevata. SEGUIRA’ ESEMPIO PRATICO D’INSTALLAZIONE Riunione Agenti

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Infine nella casistica di installazione a pozzetto sempre in base alla quota “L piatto doccia” che in questo caso coincide con il cambio di livello tra l’interno del piatto doccia e l’esterno, anche in questa situazione possiamo vedere come cambia il posizionamento dell’ingombro della cabina doccia. Tipologia (d1) la cabina doccia risulta posizionata esternamente rispetto alla quota rilevata. SEGUIRA’ ESEMPIO PRATICO D’INSTALLAZIONE Riunione Agenti

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DIMENSIONE ELEMENTO E ADATTABILITA’ AL PIATTO DOCCIA  Se

posizioniamo l’elemento di una cabina in opera, la proiezione del suo ingombro sul piatto doccia non arriverà mai al filo esterno.  Come da schema si può constatare che la quota della dimensione elemento in realtà è ben più piccola della quota del filo esterno piatto doccia Riunione Agenti

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 Ma

come ci teniamo a dimostrare la dimensione dell’elemento non ha niente a che vedere con l’ADATTABILITA’ al piatto doccia.  Misuriamo piatto doccia al filo esterno e otteniamo 1000 mm  Prendendo in considerazione la collezione “Sintesi” l’articolo che andremmo ad inserire è SA/1 99 sx  L’ADATTABILITA’ al piatto doccia di questo elemento sarà 990-1010 mm  La dimensione dell’ELEMENTO come graficamente si intuisce sarà inferiore di una quota “x” a noi nota (nel caso dell’esempio è 20 mm) quindi 97 cm Riunione Agenti

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LA QUOTA “K” e il controllo tabellare  Nel

caso vi troviate ad affrontare il riordino di un vetro rovinato, o in presenza di una misura che reputate sbagliata …… , un elemento che non arriva ….. cosa fare?????  La quota “K”  La quota “K” è la misura in larghezza del vetro visibile di un elemento della cabina doccia (al netto dei vari profili incollati) Riunione Agenti

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 La

quota “K” rappresenta il vetro VISIBILE escludendo la parte inserita all’interno dei profili Riunione Agenti

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 Al

netto delle quote x1 ed x2 otteniamo la nostra quota “K” Riunione Agenti

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 La

quota “K” serve per eseguire tramite un controllo tabellare la correttezza dell’elemento della cabina doccia consegnata al cliente  Come??? …..  Ad ogni quota “K” corrisponde nelle tabelle in dotazione ai Tecnici Vismaravetro, un unico codice ARTICOLO … dal quale si può facilmente verificare la sua rispondenza alla conferma d’ordine e di conseguenza al materiale consegnato.  Vediamo un esempio pratico ….. Riunione Agenti



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Rilevata la quota “K” di 37,5 cm si procede verificando l’articolo in base alla colonna corrispondente Riunione Agenti

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 Identificata

articolo

la colonna si risale al codice Riunione Agenti

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nostro caso per una quota “K” di 37,5 cm corrisponde l’art. DPRiunione 92 (est. 92-96 cm) Agenti gennaio ’10

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Merita un’osservazione celere anche il rilievo in presenza di attacchi speciali.  Il consiglio è di avvalersi sempre degli schemi tecnici riportati sul listino a pag.188 e di compilarli in ogni sua parte.  La misura che risulta determinante per la realizzazione dell’attacco laterale è la quota “C” riportata negli schemi, che corrisponde alla misura del sormonto del muro sopra al piatto doccia espressa in mm(in parole semplici quanto sale il muro sopra al bordo piatto doccia)  Riportiamo un disegno a titolo esemplificativo 

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 Come

si può facilmente intendere dal disegno a fianco la quota da riportare nello schema tipo a pag. 189 del listino (fig.7) è l’esatta dimensione in mm della misura a partire dal filo esterno del piatto doccia fino allo spigolo del muro Riunione Agenti

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 Vista

dall’alto

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 Diventa

fondamentale la quota “C” perché al variare di essa, varia di conseguenza la larghezza del profilo ad ELLE incollato dietro al montante Riunione Agenti

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 La

dimensione del sormonto è di 10 mm, il profilo ad elle evidenziato in nero si è ridotto in larghezza

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 Come

potete vedere con un sormonto di 20 mm diminuisce ancora la larghezza della ELLE

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 CONSIGLIO:  nella

formulazione di un ordine con la presenza di un’attacco laterale ALLEGATE e utilizzate le schede tecniche.

 Da

pag. 188 del listino

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 1°

METODO PRATICO  Appoggiare due stagge perpendicolarmente fra loro (come da fig. 2a) in modo da formare un angolo retto (90°) determinando sul filo interno il PUNTO “E”, misurando da questo punto il segmento (EB oppure EA) fino alla fine della curvatura si ottiene “R” raggio di curvatura Riunione Agenti

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Posizionare la staggia 1 tangente al lato dritto del piatto doccia Riunione Agenti



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Posizionare la seconda staggia 2 tangente al lato opposto dritto del piatto doccia, in modo che le due stage formano un angolo di 90° tra loro (PERPENDICOLARI FRA LORO) Riunione Agenti

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Determinando il punto E sul filo interno delle due stagge e sapendo che il lato OB=AE e nello stesso modo OA=BE Riunione Agenti



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Si procede nel rilevare la dimensione del segmento EB (oppure EA) che risulta essere il raggio R di curvatura Riunione Agenti

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2° METODO ANALITICO Misurare lo sviluppo dell’arco (L) del settore racchiuso tra due rette che formano un angolo di 90° al centro Sapendo da formula che : R raggio di curvatura L lunghezza arco di circonferenza A°=90° angolo al centro Pi greco = 3,14 



R=180° x L / pi greco x A°

Dalla formula inversa pertanto possiamo sapere che: 

L=(pi greco x R x A°) / 180° Riunione Agenti



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Si procede nel rilevare la dimensione angolare del tratto di circonferenza AB = L Riunione Agenti

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Se L = 86,35 cm

R=55 cm

Se L = 78,50 cm

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Se L = 70,65 cm

R=45 cm

Se L = 59,66 cm

R=38 cm

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3° METODO “TEOREMA DELLA CORDA”



IN UNA CIRCONFERENZA IL RAPPORTO TRA UNA CORDA E IL SENO DI UN ANGOLO QUALSIASI CHE INSISTE SU QUELLA CORDA E’ PARI AL DIAMETRO DELLA CIRCONFERENZA



Scritta in formula: 



AB/sin (angolo ACB)= D

Graficamente si può intuire che: 



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AB/sin (45°)= 2R

Da formula inversa: 

(AB/sin (45°))/2= R Riunione Agenti

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 Misurare

la corda AB Riunione Agenti



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Si determina graficamente il segmento OA=R Riunione Agenti

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Sapendo che l’angolo interno viene impostato graficamente di 90° determiniamo per sottrazione dalla somma degli angoli l’angolo di 45° Riunione Agenti

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Se AB = 77,8 cm

R=55 cm

Se AB = 70,7 cm

R=50 cm

Se AB = 63,6 cm

R=45 cm

Se AB = 54 cm

R=38 cm

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Se vi trovate di fronte ad piatto doccia dove fare un rilievo vi sembra impossibile, vi viene in aiuto la TRILATERAZIONE cioè la scomposizione della figura in TRIANGOLI Una volta scomposta si procede con il misurare tutti e tre i lati del triangolo. Difatti il triangolo è l’unica figura che graficamente si può disegnare conoscendo la dimensione dei suoi lati senza conoscere gli angoli interni. Il rilievo per trilaterazione si basa sul principio dell’indeformabilità del triangolo. Date le misure dei lati ci sarà infatti una sola configurazione che corrisponde alle misure date. Il triangolo è infatti una figura rigida e può essere definito con la semplice misurazione dei suoi tre lati. E’ possibile dunque rilevare la posizione di un punto da altri due definiti fissi prelevando le distanze relative da esso Riunione Agenti

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Dato il punto due (2) Si esegue il rilievo dei segmenti (A2) e (B2)

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Lo schema seguente è un esempio molto chiaro dell’uso della “Trilaterazione” per eseguire un rilievo Nel caso sia impossibile reperire le quote di tutti i lati della scomposizione in triangoli, si rende necessario specificare la gradazione dei due angoli A° e B°, il tutto per permettere ai tecnici Vismaravetro la ricostruzione grafica.

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Un esempio di figura da rilevare: si procede individuando i punti sulla figura A-B-C-D Riunione Agenti

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Si procede nella scomposizione della figura in triangoli, determinando la diagonale BD Riunione Agenti



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Si avanza nel rilievo misurando tutti i lati del triangolo evidenziato in azzurro lato BC Riunione Agenti

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cosi via si rileva il lato CD Riunione Agenti

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 Come

si può facilmente dedurre dai concetti precedenti la TRILATERAZIONE può essere utile anche per verificare la VERTICALITA’ delle murature ovvero il fuori-piombo  Dato per certo che il piatto è perfettamente in piano lato AB (dopo aver verificato con una bolla la sua ORIZZONTALITA’)  Prendendo in considerazione l’angolo interno A° compreso tra i due lati AC e AB  Ricostruendo il triangolo con le misure rilevate si può stabilire che: Riunione Agenti

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Se A°=90°

non c’è fuori piombo

Se A° < 90°

la parete chiude

Se A° > 90°

la parete apre

N.B. la restituzione grafica del fuori piombo verra’ analizzata dai tecnici Vismaravetro Riunione Agenti

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 Pertanto

una volta compilato lo schema adeguato e allegato ai dati completi per l’ordine il processo di inserimento e avviamento alla produzione dello SPECIALE viene snellito e semplificato  Grazie a questa comunicazione completa di dati l’inserimento nei nostri software grafici viene agevolato Riunione Agenti

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Si accettano solamente ordini scritti. Si consiglia di utilizzare una fotocopia delle schede da oggi in vostro possesso e riportare sulla stessa: 1- quote in millimetri 2- indicazione senso di apertura della porta DX o SX 3- modello prescelto “Collezione” (Sintesi,Slide,Replay … ecc.) 4- l’articolo scelto (SN ,SA+SF, RN, VN….. Ecc) 5- tipo di vetro e finiture profili Tutte le misure sono valide se i muri sono a piombo, gli angoli di 90°, i piatti doccia posati in bolla. La Vismaravetro non risponde di cattivo funzionamento o perdite di acqua causate da: - opere murarie non corrette o piatti doccia fuori bolla - installazioni non rispondenti alle istruzioni di montaggio - manomissione di componenti

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N.B. IMPORTANTE 

 

Il fissaggio delle cabine alle pareti deve essere eseguito con adeguati tasselli in funzione delle caratteristiche costruttive della parete stessa. Vismaravetro fornisce tasselli adatti solo a pareti in muratura. Nel caso di pareti in cartongesso o similari, oppure “Scrigno” l’INSTALLATORE deve utilizzare mezzi di fissaggio che garantiscano una sicura installazione di cui se ne assume la totale responsabilità. Riunione Agenti

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…….Considerazioni finali ……..

Grazie dell’attenzione

Alessandro Romanò aromano@vismaravetro.it

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