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PREMIO Hugo SCHIECHTL DI INGEGNERIA NATURALISTICA IV^ EDIZIONE - ANNO 2011

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STABILIZZAZIONE DI VERSANTE IN FRANA NEL PARCO DI PORTOFINO Rossella Bovolenta; Giovanni Dalerci Università degli Studi di Genova Facoltà di Ingegneria – Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni dell’Ambiente e del Territorio bovolenta@dicat.unige.it dalerci@dicat.unige.it

RELAZIONE 1

INTRODUZIONE

La crescente necessità di tutelare ovvero rinaturalizzare paesaggi compromessi da fattori antropici o naturali e la maggiore sensibilità ambientale, hanno modificato il modo di affrontare il problema della difesa del suolo dal dissesto idrogeologico. Si avverte l’esigenza di un nuovo approccio metodologico che indirizzi verso scelte in grado di coniugare la messa in sicurezza del territorio con la salvaguardia dell'ambiente nelle sue molteplici componenti. Una risposta a tali esigenze può derivare dall'utilizzo di tecniche di Ingegneria Naturalistica, che prevede l'impiego di materiali costruttivi vivi da soli o in combinazione con materiali inerti. Questo fine è ancora più da ricercare in aree di particolare pregio per caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche e storico culturali, dove, oltretutto, normalmente vigono limitazioni sugli interventi che è possibile effettuare. E’ questo il caso che verrà preso in esame nel presente lavoro. L’applicazione di piante, legno e pietre ha rappresentato uno dei primi sistemi per consolidare il terreno e sistemare i versanti, attualmente però si stanno sviluppando nuove tecnologie verdi che impiegano piante opportunamente selezionate per aumentarne l’efficacia. La valutazione del contributo offerto dalla vegetazione può risultare determinante ai fini di una corretta analisi di stabilità e quindi per un efficace dimensionamento dei possibili interventi di stabilizzazione. Nel presente lavoro, con riferimento ad una sistemazione di versante presso la strada comunale delle Gave (Comune di Santa Margherita Ligure - Liguria), particolare attenzione viene dedicata alla modellazione della vegetazione. Nello specifico si propone di risolvere il problema del consolidamento, con interventi di Ingegneria Naturalistica, particolarmente indicata dal momento che l’area in esame ricade all’interno del Parco Naturale Regionale di Portofino. Dal punto di vista ingegneristico il principale problema progettuale consiste nella stima del contributo offerto dalla vegetazione alla stabilità di versante. Infatti, i parametri relativi alle piante ed influenti sul comportamento meccanico delle stesse, presentano una dipendenza funzionale da un elevato numero di fattori spesso difficili da quantificare. Per tenere conto del contributo meccanico offerto dalla vegetazione autoctona vengono illustrate analisi in cui sono state simulate le piante considerando che queste accrescano la coesione del terreno in virtù del proprio apparato radicale e/o assimilandole a rinforzi puntuali opportunamente definiti. I parametri relativi alla frazione di area radicata, alla soglia di radicazione ed alla resistenza a trazione media delle radici sono stati valutati in maniera non semplice dal momento che la caratterizzazione di piante corrispondenti a specie assai diverse non è assolutamente facile. Diverse analisi, atte a simulare le reali condizioni di un versante vegetato, vengono presentate. Infine, per mettere in evidenza come l’efficacia degli interventi di Ingegneria Naturalistica aumenti nel tempo, sono state svolte analisi di stabilità a diversi orizzonti temporali. 2

sistema dei percorsi della parte orientale del Monte di Portofino (Figura 1). In occasione degli eventi alluvionali che, nell'ottobre 1995, hanno interessato l'intero arco del Tigullio, si è verificato un esteso fenomeno franoso che ha interessato il versante tagliato a mezza costa dalla strada in questione. La strada Comunale delle Gave è stata interrotta da tre movimenti franosi (1, 2 e 3 in Figura 2), mentre altri dissesti hanno interessato la zona della Cappelletta delle Gave (4 e 5 in Figura 2). Nel Gennaio 1996, in relazione a nuovi eventi meteorologici, si è verificato a danno della strada un ulteriore movimento franoso nella parte settentrionale della strada verso Santa Margherita Ligure (a destra in Figura 2). Il versante in esame, sede di una grande paleofrana, è posto sul lato di levante del Promontorio, ed è caratterizzato dal contatto trasgressivo tra il conglomerato di Portofino ed i sottostanti Calcari del Monte Antola, orientato in senso NW-SE (Figura 3). La strada delle Gave, nel tratto in oggetto è posta nella parte alta del versante che ha una notevole acclività con pendenza media di circa 35°. I movimenti franosi si sono verificati all’interno di una fascia di detrito di falda, eluvio e colluvio dei conglomerati, già interessata da antichi movimenti franosi, si presume dovuti a scivolamento di detrito sul sottostante substrato dei calcari marnosi dell’Antola. Altri eventi franosi hanno interessato spessori minori di coltre detritica presentando caratteristiche di colamenti dovuti all’imbibizione fino a saturazione delle coltri sciolte, con superfici di scorrimento solo localmente (parte alta del versante) coincidenti con il contatto con il substrato calcareo o meglio con il cappellaccio alterato e fratturato dello stesso. La permeabilità della coltre detritica, unita alle condizioni di equilibrio precario della stessa sul substrato dei calcari marnosi dell’Antola, rappresenta certamente un fattore predisponente al movimento dalla coltre stessa.

CASO STUDIO

2.1 Descrizione del sito e delle frane occorse La strada Comunale delle Gave costituisce parte integrante del

Figura 1. Strada delle Gave (Santa Margherita Ligure)


2

Figura 4. Strada Comunale delle Gave Figura 2. Rilievo planoaltimetrico 2.3

Ulteriori interventi da effettuarsi

A 14 anni di distanza dagli eventi sopra descritti e dall’esecuzione degli interventi illustrati sopra ed atti soprattutto a mettere in sicurezza la strada comunale delle Gave, la situazione continua ad essere critica. Non si è notato un sostanziale miglioramento delle aree che erano state oggetto dei movimenti franosi negli eventi del ’95-’96, ed è stata rilevata la presenza di alcuni nuovi piccoli dissesti localizzati, a monte della Strada Comunale delle Gave, nel tratto terminale verso la Cappelletta delle Gave, cioè nei pressi del dissesto 4 (Figura 2). L’attuale configurazione delle aree interessate da tali dissesti fa pensare che anche in questi nuovi casi si tratti di movimenti superficiali di scorrimento e colamento che hanno interessato la coltre detritica. La sola esecuzione di poche palizzate non corredata di altri interventi di Ingegneria Naturalistica si è rivelata inefficace. Per tali ragioni ulteriori interventi di stabilizzazione e consolidamento sarebbero da effettuarsi.

Figura 3. Geologia del sito 2.2

Descrizione degli interventi effettuati

A seguito di tali eventi franosi venne ritenuto prioritario realizzare un intervento di consolidamento e sistemazione lungo il tracciato della Strada Comunale delle Gave in modo tale da ristabilirne il transito, nonché alcuni interventi di consolidamento nelle zone maggiormente critiche. Il progetto dell’opera realizzata prevedeva la stabilizzazione dell'esteso fronte di frana mediante un'opera di consolidamento della parte alta del versante rappresentata da un cordolo fondato su micropali ed ancorato con tiranti precompressi con uno sbalzo a valle ed un’ala di contenimento a monte, posto in corrispondenza della Strada Comunale delle Gave sulla cui sommità alloggiare il piano viabile della stessa, e di una serie di opere di intercettazione e convogliamento delle acque superficiali provenienti da monte. L'opera è stata inserita nel delicato contesto ambientale del Monte di Portofino, rispettandone le caratteristiche orografiche e le tipologie costruttive evidenti nelle tecniche di finitura (Figura 4). Sono stati poi realizzati modesti interventi di Ingegneria Naturalistica: piccole palizzate installate a valle della Strada Comunale nel dissesto 1 e 2, e a monte della stessa nel dissesto 2 e 3 (Figura 2). Tali interventi sono soltanto atti a limitare l’erosione superficiale.

Figura 5. Parco Naturale Regionale di Portofino L’area della Strada Comunale delle Gave appartiene al Parco Naturale Regionale di Portofino – area S. I. C. (Siti di Interesse Comunitario) dove vigono alcune limitazioni riguardo alla tipologia degli interventi possibili, atte a tutelare e preservare le caratteristiche naturali, ambientali, paesaggistiche e storico culturali del territorio del parco (Figura 5). Per tale ragione, sono state prese in considerazione tecniche di sistemazione di versante di Ingegneria Naturalistica con l’uso rigoroso di specie vegetali autoctone, che consentono di recuperare gli habitat locali e ricostruire paesaggi del tutto coerenti con il contesto ambientale.


3 3

VALUTAZIONE ATTUALI

DELLE

CONDIZIONI

DI

STABILITÀ

Per valutare le condizioni di stabilità, è stato utilizzato Slide 5.0, un programma commerciale di calcolo per analisi bidimensionali secondo il metodo dell’equilibrio limite globale. Per quanto riguarda i dati del terreno, sono stati considerati quelli utilizzati per la progettazione esecutiva dell’opera di consolidazione in corrispondenza della Strada Comunale delle Gave. Essi derivavano dalla relazione geologica, e dai risultati della campagna di indagini geognostiche effettuata (n. 4 sondaggi verticali in asse strada ed un sondaggio suborizzontale). Per lo strato superficiale della coltre interessato dal dissesto sono stati assunti: peso di volume coesione angolo di resistenza al taglio

18 kN/m3 0 35°

Per gli strati profondi della coltre sono stati adottati: peso di volume coesione angolo di resistenza al taglio

18 kN/m3 0 38° Figura 6. Sezione C: condizione attuale

E’ interessante notare la severità di una delle ipotesi fatte: coesione nulla ovunque, dunque anche nella parte alterata del substrato roccioso. Sono state considerate 3 sezioni caratteristiche con peculiarità differenti lungo la Strada delle Gave. Sezione C (Figura 6): è relativa al dissesto 2, per il quale, a differenza degli altri, il movimento franoso si era sviluppato sia a valle della strada sia a monte. Lo strato di coltre detritica presenta uno spessore abbastanza ridotto, inferiore rispetto alle altre sezioni considerate lungo la strada in direzione di Santa Margherita Ligure; tale spessore si riduce fortemente verso valle, e ciò anche a causa del movimento franoso verificatosi. Inoltre è possibile notare la nicchia di distacco della frana a monte della strada, dove si ha un rapido incremento di pendenza dai 34° di valle ai 42° a monte, che successivamente è ipotizzabile si riducano procedendo verso la zona non interessata dal movimento a monte. Sezione D (Figura 7): è relativa sempre al dissesto 2, ma è localizzata nella parte opposta del fronte di frana, verso Nord; in questa zona il movimento franoso ha interessato solamente il versante a valle della strada. Come è possibile notare lo spessore della coltre detritica è superiore a quello della sezione precedente ed è relativamente costante eccetto alcune irregolarità; la pendenza del versante è invece inferiore, a valle e monte. Sezione G (Figura 8): è relativa al dissesto 1, caratterizzato dal movimento franoso solamente a valle durante il primo evento, ma poi riattivatosi a monte durante l’evento dell’anno successivo. Come è possibile vedere, in questa sezione lo spessore della coltre detritica è notevolmente superiore (oltre i 6 metri a valle, e 9 a monte dell’opera); inoltre anche la pendenza del pendio presenta una maggiorazione di qualche grado. Sono state quindi riprodotte tali sezioni in Slide, inserendo l’opera di consolidamento in corrispondenza della Strada delle Gave, composta, in sezione, da un muro di contenimento, appoggiato su due micro-pali ed ancorato con un tirante, dal quale si diparte a sbalzo il piano viabile. Per quanto concerne la linea di falda, diverse situazioni sono state esaminate. Nel presente lavoro vengono riportate le analisi relative ad una condizione gravosa con linea di falda parallela al substrato. Dall’osservazione delle Figure 9, 10 e 11 emerge che il sito, nelle sezioni esaminate, è attualmente instabile. In generale, la parte più instabile è quella a valle della strada mentre la restante parte di versante, escludendo le instabilità più superficiali, ha un grado di stabilità maggiore grazie alla presenza dell’opera di consolidamento in corrispondenza della strada stessa.

Figura 7. Sezione D: condizione attuale

Figura 8. Sezione G: condizione attuale


4 bellezze e le caratteristiche del territorio per la sistemazione dei versanti che, come dimostrato, permangono in condizioni critiche, si è ritenuto opportuno intervenire con tecniche di Ingegneria Naturalistica. Allo scopo di migliorare, stabilizzare e consolidare a livello superficiale e profondo i pendii migliorandone anche le condizioni di drenaggio, si è pensato di intervenire con: una riprofilatura dei versanti, palificate vive a parete doppia, gabbionate vive, e ricostruzione dello strato vegetativo autoctono. Per brevità non si entra nel merito delle diverse tecniche sopra citate. L’uso combinato di tali interventi è stato studiato mediante Slide andando a simulare le gabbionate e le palificate vive quali elementi rigidi. Particolare cura si è posta nella modellazione della copertura vegetale, a cui è dedicato il prossimo paragrafo. Nelle analisi svolte sono stati trascurati il contributo idrologico fornito dalla vegetazione ed il contributo delle radici delle piante inserite in corrispondenza delle gabbionate e palificate vive. Un ulteriore incremento dei fattori di sicurezza si sarebbe ottenuto qualora tali aspetti fossero stati contemplati. Figura 9. Sezione C: analisi di stabilità attuale

4.2

Modellazione della vegetazione

Per tenere conto del contributo meccanico offerto dalla vegetazione, sono state svolte analisi all’equilibrio limite globale in cui le piante sono state simulate, considerando che queste accrescano la coesione del terreno in virtù del proprio apparato radicale e/o assimilandole a rinforzi puntuali opportunamente definiti. Nel primo caso si considera che la resistenza al taglio del terreno venga incrementata di un contributo ∆τr,lim di natura coesiva (Wu et al.,1979) calcolabile mediante la (1), mentre nel secondo caso si caratterizzano i rinforzi puntuali che simulano la vegetazione con una resistenza a trazione TR* fornita dalla (2):

∆τ r ,lim = 1.2 ⋅ TR ⋅ TR* = TR ⋅ Figura 10. Sezione D: analisi di stabilità attuale

AR A

AR ⋅ a ⋅b A

(1) (2)

Ove: AR/A = frazione di area radicata; TR = resistenza a trazione media delle radici; a, b = interasse fra i rinforzi.

Figura 11. Sezione G: analisi di stabilità attuale 4 INTERVENTI PROPOSTI 4.1 Considerazioni introduttive Dal momento che la Strada Comunale delle Gave si trova all’interno del Parco Regionale del Promontorio di Portofino, ove vigono una serie di normative e piani urbanistici atti a tutelare le

Ai parametri sopra introdotti deve aggiungersi la profondità di radicazione in modo tale da definire quale porzione di terreno beneficia dell’effetto di rinforzo prodotto dalle radici. In generale, il principale problema progettuale che si riscontra in questo genere di analisi consiste nella stima del contributo offerto dalla vegetazione alla stabilità di versante. Infatti, i parametri relativi alle piante ed influenti sul comportamento meccanico delle stesse, presentano una dipendenza funzionale da un elevato numero di fattori spesso difficili da quantificare. Ciò è ancor più vero quando, come nel presente lavoro, si vuole stimare il contributo meccanico offerto da una vegetazione costituita da diverse varietà: arboree, arbustive ed erbacee. Il regolamento sulla vegetazione vigente all’interno del Parco di Portofino prevede, infatti, l’uso esclusivo di specie autoctone. Nell’area di studio, le formazioni prevalenti sono: bosco misto di latifoglie termofile; querceto a roverella; pineta a pino marittimo e pino d’Aleppo; arbusteto di specie mediterranee; vegetazione erbacea e suffrutici in aree in frana. Pur escludendo le specie arboree, in quanto un rinverdimento con alberi non sarebbe opportuno, risulta comunque arduo definire le sopra citate proprietà. Recentemente si sono sviluppate nuove ed efficaci tecnologie verdi sulle quali viene svolta ampia sperimentazione. Ad esempio, per i Prati Armati è possibile conoscere i già menzionati parametri, indicati


5 in Tabella 1. Sebbene vantaggiosa per velocità di sviluppo e contributo stabilizzante fornito, la tecnologia dei Prati Armati non può essere adottata, in quanto non ammessa dal regolamento sulla vegetazione vigente all’interno del Parco di Portofino, ma i dati riportati in Tabella 1 forniscono comunque utili indicazioni. Dalla consultazione della letteratura (e.g. Cherubini e Giasi, 1997) è emerso che il prodotto (TR·AR/A), nel caso della vegetazione presente nell’area di studio, può essere assunto pari ad un decimo di quello relativo ai Prati Armati. Anche il valore della soglia di radicazione della vegetazione tipica del Promontorio di Portofino (escludendo le specie arboree) è inferiore a quella dei Prati Armati. Si può considerare che solo il primo metro di profondità sia diffusamente occupato dalle radici e che soltanto le radici di alcune specie arbustive raggiungano al massimo una profondità di due metri. Per tali ragioni nella modellazione della copertura vegetale sono state fatte le seguenti ipotesi:

L’inserimento esclusivo di palificate o gabbionate, aumenta i fattori di sicurezza relativi a superfici profonde, i quali si attestano attorno a 1.3. Questo ultimo tipo di intervento aumenta anche la stabilità degli strati più superficiali, poiché conferisce al versante pendenze decisamente minori, ma non risolve completamente il problema. Dalle analisi svolte è emerso che la soluzione (Figure 12, 13 e 14) che conferisce maggiore stabilità al pendio prevede: riprofilatura; rivegetazione e realizzazione di palificate vive a monte (indicate in nero) e gabbionate vive al piede (indicate in grigio). Queste ultime consentono, inoltre, un abbassamento della falda stessa che riduce le azioni mobilitanti. Per effettuare un intervento che vada a stabilizzare il versante in modo completo è stato necessario dunque utilizzare molteplici tipologie di intervento.

sono stati assunti i dati riportati in Tabella 1 riducendo del 50% i valori di TR in modo tale da tener conto, cautelativamente, che le radici non raggiungono simultaneamente la condizione ultima; il contributo (TR·AR/A) è stato considerato pari ad un decimo di quello ottenibile dai dati di Tabella 1; si è ipotizzato che i primi 0.6m siano interessati da una vegetazione che fornisce un incremento diffuso della resistenza al taglio del terreno, calcolato mediante la (1) e variabile con la profondità analogamente a quanto indicato in Tabella 1; si è assunto che tra 0.6 e 1.8m il terreno venga consolidato soltanto da alcune specie vegetali schematizzate quali rinforzi puntuali, caratterizzati da una resistenza a trazione definita dalla (2), ove a = b = 1m. Tabella 1. Dati relativi ai Prati Armati tratti da Rettori, Cecconi, Pane, Zarotti (2010) Z (cm) 15 30 45 60 75 90 105 120 135 150 165 180 195 210 225 240 255 270 285 300 4.3

AR/A (%) 0.475 0.451 0.426 0.402 0.377 0.353 0.328 0.304 0.279 0.255 0.230 0.206 0.181 0.157 0.132 0.108 0.083 0.059 0.034 0.010

TR (MPa) 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 36.040 29.452 20.025 10.207 0.000

Figura 12. Sezione C: sistemazione di versante proposta

Interventi proposti

E’ stata analizzata la stabilità di versante nelle tre sezioni, valutando i contributi forniti dalle diverse tecniche precedentemente menzionate. Osservando i risultati ottenuti per ogni singolo intervento e per diverse loro combinazioni è possibile fare alcune considerazioni. Nonostante tutte le soluzioni analizzate garantiscano, seppur in modo differente, un incremento della stabilità a tutti i livelli di profondità, nessuna è sufficiente, da sola, a stabilizzare in modo completo il versante, portandolo in condizione di sicurezza. Il solo inserimento della copertura vegetale risolve le situazioni di instabilità per le superfici che interessano prevalentemente i primi due metri di terreno. Il contributo è modesto per quanto riguarda le superfici più profonde, le quali continuano ad avere valori del fattore di sicurezza minori di 1.3.

Figura 13. Sezione D: sistemazione di versante proposta


6

Figura 14. Sezione G: sistemazione di versante proposta

appartiene al Parco Naturale Regionale di Portofino (area S. I. C.) sono stati proposti interventi di Ingegneria Naturalistica per la stabilizzazione ed il consolidamento dei pendii. Tali interventi impiegano come elemento di rinforzo del terreno le piante, il cui contributo dovrebbe essere opportunamente modellato. Purtroppo ciò rappresenta il principale problema progettuale. Il ruolo stabilizzante della vegetazione è infatti riconosciuto, ma non è semplice da analizzare in quanto dipende da diversi fattori (idrologici, climatici, etc.) spesso difficili da quantificare. Ciò risulta ancor più vero quando si usano diverse specie vegetali e, come spesso accade, non si dispone di valori sperimentali. Esaminando dati di letteratura ed avvalendosi della consulenza di un esperto, è stato possibile stimare il contributo meccanico offerto dalla vegetazione, che naturalmente cresce nel Parco di Portofino, ove vige un regolamento che non avrebbe consentito l’uso di piante non autoctone. Nel presente lavoro si è cercato di adottare un modello realistico della copertura vegetale. Dalle analisi è emerso che il solo inserimento di una copertura vegetale avrebbe risolto le instabilità che interessano prevalentemente i primi due metri di terreno. Il contributo sarebbe stato modesto per quanto riguarda le superfici più profonde, che hanno richiesto interventi massivi quali gabbionate e palificate vive. Analisi di stabilità a diversi orizzonti temporali hanno dimostrato come l’efficacia degli interventi di Ingegneria Naturalistica cresca significativamente in funzione dello sviluppo della vegetazione. Un approccio progettuale più maturo degli interventi di Ingegneria Naturalistica dovrebbe contemplare le piante che costituiscono elemento funzionale caratterizzante tali opere. Bibliografia Wu T.H., McKinnell W.P., Swanston, D.N., 1979. Strength of tree roots and landslides on Prince of Wales Island, Alaska. Can. Geotech. J., 16: 19–33. Cherubini, C. & Giasi, C., 1997. The influence of vegetation on slope stability. In: P. G. Marinos, G. C. Koukis, G. C. Tsiambaos & G. C. Stournara (eds) Engineering Geology and the Environment, Volume 1, Balkema, Rotterdam, 67-71. Rettori A. , Cecconi M.V., Pane V., Zarotti C., 2010 Stabilizzazione  superficiale   di   versanti   con   la   tecnologia   Prati   Armati:   implementazione di un modello di alcolo per la valutazione del   coefficiente   di   sicurezza  Accademia   Nazionale   dei   Lincei   X  Giornata   Mondiale   dell’Acqua.   Convegno   Frane   e   Dissesto  Idrogeologico: Consuntivo. In stampa.

Figura 15. Sezione D: riprofilatura, gabbionate e palificate Solo così si hanno superfici di scorrimento con valori del fattore di sicurezza sempre superiori a 1.3. Infine, per evidenziare come l’efficacia degli interventi di Ingegneria Naturalistica aumenti nel tempo, sono state svolte analisi di stabilità a diversi orizzonti temporali. Considerando la sezione D, la situazione immediatamente successiva agli interventi di consolidamento del versante è quella in cui si può considerare il solo contributo di gabbionate e palificate abbinate ad una adeguata riprofilatura (Figura 15); la vegetazione è assente in quanto necessita di un certo intervallo temporale per poter apportare il proprio contributo. Se si considera la situazione che si ha dopo un arco di tempo di circa 8-10 anni, necessario per il completo sviluppo della vegetazione autoctona, è possibile notare che le condizioni di stabilità del versante migliorano soprattutto a livello superficiale. L’efficacia delle opere di Ingegneria Naturalistica, nonché il loro inserimento paesaggistico, progrediscono infatti con lo sviluppo della vegetazione. 5

CONCLUSIONI

Nel presente lavoro sono state esaminate le condizioni di stabilità di versanti, interessati nel 1995 e 1996 da frane e successivamente parzialmente stabilizzati, soprattutto in prossimità della Strada Comunale delle Gave la cui percorrenza era stata temporaneamente interrotta. Le analisi hanno evidenziato criticità sia a livello superficiale sia profondo ed i dissesti che hanno continuato a verificarsi ne sono la riprova. Dal momento che il sito in esame

RINGRAZIAMENTI Si ringraziano il Dott. Umberto Bruschini e l’Ing. Dario Costa per la collaborazione al presente studio.

La presente relazione è tratta da: Bovolenta R., Dalerci G. Sulla modellazione della vegetazione per le analisi di stabilità di versanti. Atti XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica. Napoli, 22 - 24 giugno 2011. Pp. 609-616.

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