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CASO STUDIO: 

versanti presso strada comunale delle Gave (comune di Santa  Margherita Ligure ­ Liguria) La strada  Comunale delle  Gave costituisce  parte integrante  del sistema dei  percorsi della  parte orientale  del Monte di  Portofino.

In occasione  degli  eventi  alluvionali  che, nell'ottobre  1995,  hanno interessato l'intero arco del Tigullio, si  è verificato un  esteso  fenomeno  franoso  che  ha  interessato  il  versante  tagliato  a  mezza  costa  dalla  strada  in  questione.  La  strada  Comunale  delle  Gave  è  stata  interrotta  da  tre  movimenti  franosi  (1,  2  e  3),  mentre  altri  dissesti  hanno  interessato  la  zona  della  Cappelletta  delle  Gave  (4  e  5).  Nel  Gennaio  1996,  in  relazione  a  nuovi  eventi  meteorologici,  si  è  verificato  a  danno  della  strada  un  ulteriore  movimento  franoso  nella  parte  settentrionale  della  strada  verso  Santa  Margherita  Ligure .

Il versante in esame,  sede di una grande  paleofrana, è posto sul  lato di levante del  Promontorio, ed è  caratterizzato dal  contatto tra il  conglomerato di  Portofino ed i  sottostanti Calcari del  Monte Antola, orientato  in senso NW­SE.


SITUAZIONE ATTUALE:

ripristinata strada comunale delle Gave ed effettuata parziale  stabilizzazione versanti a monte della strada L’intervento realizzato ha riguardato il consolidamento della  piattaforma della strada Comunale delle Gave in modo tale  da ristabilirne il transito, ed alcuni interventi di  sistemazione del pendio nelle zone più critiche. L'opera di consolidamento è posta nella parte alta del  versante in corrispondenza della Strada Comunale delle  Gave  ed è rappresentata da un cordolo fondato su  micropali ed ancorato con tiranti precompressi con uno  sbalzo a valle ed un’ala di contenimento a monte, sulla cui  sommità è alloggiato il piano viabile; il manufatto è  corredato da una serie di opere di intercettazione e  convogliamento delle acque superficiali provenienti da  monte. L'opera è stata inserita nel delicato contesto  ambientale del Monte di Portofino, rispettandone le  caratteristiche orografiche e le tipologie costruttive evidenti  nelle tecniche di finitura. Sono stati poi realizzati modesti interventi di Ingegneria  Naturalistica: piccole palizzate installate a valle della Strada  Comunale nel dissesto 1 e 2, e a monte della stessa nel  dissesto 2 e 3 . Tali interventi sono soltanto atti a limitare  l’erosione superficiale.

GLI INTERVENTI EFFETTUATI NON  SONO SUFFICIENTI A STABILIZZARE  L’INTERO PENDIO!

NECESSITÀ DI ULTERIORI  INTERVENTI DI  CONSOLIDAMENTO E 


NUOVI INTERVENTI DI STABILIZZAZIONE  E CONSOLIDAMENTO: Ingegneria Naturalistica L’area della Strada Comunale delle  Gave appartiene al Parco Naturale  Regionale di Portofino – area S. I. C. (Siti  di Interesse Comunitario) dove vigono  limitazioni riguardo alla tipologia degli  interventi possibili, atte a tutelare e  preservare le caratteristiche naturali,  ambientali, paesaggistiche e storico  culturali del territorio del parco . Per tale ragione, sono state prese in  considerazione tecniche di sistemazione  di versante di INGEGNERIA  NATURALISTICA con l’uso rigoroso di  specie vegetali autoctone, che  consentono di recuperare gli habitat  locali e ricostruire paesaggi del tutto  coerenti con il contesto ambientale.


ANALISI DI STABILITA’ Per  valutare  le  condizioni  di  stabilità,  è  stato  utilizzato  Slide  5.0,  un  programma  commerciale  di  calcolo  per  analisi  bidimensionali  secondo  il  metodo dell’equilibrio limite globale.

SEZIONI DEL PENDIO  ANALIZZATE Sez.C

Sez.D

CONDIZIONI ESAMINATE: Sez.G

• Stato attuale • Con interventi di stabilizzazione quali:  riprofilatura dei versanti, palificate vive a  parete doppia, gabbionate vive, e  ricostruzione dello strato vegetativo 

PRINCIPALE PROBLEMA  PROGETTUALE: 

stima del contributo offerto dalla  vegetazione alla stabilità di versante. 


COME TENERE CONTO NELLE ANALISI  DI STABILITÀ DELL’AZIONE DELLA  VEGETAZIONE AUTOCTONA? In generale, esistono diversi problemi:

•Effetto stabilizzante della vegetazione  è dovuto ad azione meccanica ed  azione  idrologica,  entrambe  non  semplici  da  analizzare  in  quanto  dipendono  da  diversi  fattori  (idrologici,  climatici,  etc.)  spesso  difficili  da  quantificare.  •Notevole  difficoltà  nel  caso  in  cui  si    voglia  modellare  una  vegetazione  costituita  da  diverse  specie  vegetali  e,  come  spesso  accade,  non  si  disponga di valori sperimentali.  Nel  presente  lavoro,  si  vuole  stimare  il  contributo  meccanico  offerto  da  una  vegetazione  costituita  da  diverse  varietà:  arboree,  arbustive  ed  erbacee. Il regolamento sulla vegetazione vigente all’interno del Parco di  Portofino  prevede,  infatti,  l’uso  esclusivo  di  specie  autoctone  (bosco  misto di latifoglie termofile; querceto a roverella; pineta a pino marittimo  e pino d’Aleppo; arbusteto di specie mediterranee; vegetazione erbacea e  suffrutici  in  aree  in  frana;  etc.).  Pur  escludendo  le  specie  arboree,  in  quanto  un  rinverdimento  con  alberi  non  sarebbe  opportuno,  risulta  comunque ardua la modellazione.


MODELLAZIONE DELLA VEGETAZIONE  AUTOCTONA

•sono stati  assunti  i  dati  riportati  in  Tabella  riducendo del 50% i valori di TR  in modo tale da  tener conto, cautelativamente, che le radici non  raggiungono  simultaneamente  la  condizione  ultima; •il  contributo  (TR∙AR/A)  è  stato  considerato  pari  ad  un  decimo  di  quello  ottenibile  dai  dati  di  Tabella; •si  è  ipotizzato  che  i  primi  0.6m  siano  interessati  da  una  vegetazione  che  fornisce  un  incremento diffuso della resistenza al taglio del  terreno,  calcolato  mediante  la  (1)  e  variabile  con  la  profondità  analogamente  a  quanto  indicato in Tabella; •si è assunto che tra 0.6 e 1.8m il terreno venga  consolidato  soltanto  da  alcune  specie  vegetali  schematizzate  quali  rinforzi  puntuali,  caratterizzati  da  una  resistenza  a  trazione  definita dalla (2), ove a = b = 1m. NOTA Sono  trascurati il contributo idrologico fornito dalla  vegetazione ed il contributo delle radici delle piante  inserite in corrispondenza delle gabbionate e palificate  vive. Un ulteriore incremento dei fattori di sicurezza si  otterrebbe qualora tali aspetti fossero stati contemplati.

Dati relativi ai Prati  Armati tratti da  Rettori, Cecconi,  Pane, Zarotti (2010)

∆τ r ,lim = TR

TR = TR ⋅

AR ⋅1.2 A

AR ⋅ a ⋅b A

(1)

(2)

Ove:

AR/A = frazione di  area radicata; TR  = resistenza a  trazione  media  delle  radici; a, b = interasse fra i  rinforzi.


STATO ATTUALE: 

condizioni attuali di stabilità non soddisfacenti (fattore di sicurezza < 1.3) Strada comunale  delle Gave

Strada comunale  delle Gave

Strada comunale  delle Gave


INTERVENTO PROPOSTO: 

palificate vive, gabbionate vive e rivegetazione opportunamente abbinate ad  una adeguata riprofilatura di pendio ( una adeguata riprofilatura di pendio fattore di sicurezza > 1.3)

Sez. C

Sez. D

Sez. G

Dalle analisi svolte è emerso che la soluzione che conferisce maggiore stabilità al  pendio  prevede:  riprofilatura;  rivegetazione  e  realizzazione  di  palificate  vive  a  monte (indicate in marrone) e gabbionate vive al piede (indicate in grigio). Queste  ultime  consentono,  inoltre,  un  abbassamento  della  falda  stessa  che  riduce  le  azioni mobilitanti. 


ANALISI DI STABILITA’ DOPO L’INTERVENTO  PROPOSTO A DIVERSI ORIZZONTI TEMPORALI:

Sez. D a breve  termine

La situazione  immediatamente  successiva  agli  interventi di consolidamento del versante  è quella  in  cui  si  può  considerare  il  solo  contributo  di  gabbionate  e  palificate  abbinate  ad  una  adeguata  riprofilatura . 

Sez. D a lungo  termine

Dopo il  completo  sviluppo  della  vegetazione  autoctona,  è  possibile  notare  che  le  condizioni  di  stabilità  del  versante  migliorano  soprattutto  a  livello  superficiale. 

L’efficacia delle  opere  di  Ingegneria  Naturalistica,  nonché  il  loro  inserimento  paesaggistico, progrediscono con lo sviluppo della vegetazione.


OSSERVAZIONI CONCLUSIVE •Nel  presente  lavoro  si  è  cercato  di  adottare  un  modello  realistico  della  copertura vegetale.  •Dalle analisi è emerso che il solo inserimento di una copertura vegetale  avrebbe risolto le instabilità che interessano prevalentemente i primi due  metri di terreno. Il contributo sarebbe stato modesto per quanto riguarda  le  superfici  più  profonde,  che  hanno  richiesto  interventi  massivi  quali  gabbionate e palificate vive.  •Analisi  di  stabilità  a  diversi  orizzonti  temporali  hanno  dimostrato  come  l’efficacia  degli  interventi  di  Ingegneria  Naturalistica  cresca  significativamente in funzione dello sviluppo della vegetazione.  •Un  approccio  progettuale  più  maturo  degli  interventi  di  Ingegneria  Naturalistica dovrebbe contemplare le piante che costituiscono elemento  funzionale caratterizzante tali opere. RINGRAZIAMENTI  Si ringraziano il Dott. Umberto Bruschini e l’Ing. Dario Costa per la collaborazione al presente studio.

Sistemazione frana nel Parco di Portofino  

Viene descritto un intervento di Ingegneria Naturalistica realizzato all’interno del Parco Naturale Regionale di Portofino.interventi di Ing...

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