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quei pensieri così pesanti, sa che facendo altro presto si dimenticherà di quella stupida serata, sa che sua madre capirà e cercherà di dimenticare pure lei, sa che se questa volta non si lascerà sfuggire Maria, che Maria lo salverà da tutto questo putridume che lo circonda e sa che se non sarà così, gli unici pensieri che gli rimarranno saranno solo un unico inenarrabile silenzio. “Dovevo lasciare qui una borsa, mi hanno detto di rivolgermi a lei.” “Sì, sono stato informato, entri pure.” “Forse non ha capito, non ho più nulla da consegnarle.” 140

“Oh, mi dispiace che sia così, l’Avvocato non la prenderà molto bene. Ora gli telefono, aspetti qua.” Claudio è sorpreso e infastidito dal puzzo che circonda la discarica. Quell’uomo, il custode pensa, deve esserci abituato ma per lui è una tortura. Inoltre ha un vago senso di deja-vu e la cosa lo infastidisce molto. “Mi scusi ma qui c’è un odore molto…. Forte.” “Oh…non badi alla puzza, dopo un po’ di minuti ci si abitua. Comunque se vuole entrare, qua dentro si sta meglio.” “La ringrazio.” “Si figuri, la buona educazione per me è motivo di vita.”

BIANCOSPORCO #12  

racconto a puntate (di nicolò favaro)