Page 1

Spedizione in abbonamento postale 70% - Cagliari

N. 2

Il segno

N OTIZIARIO DI COLLEGAMENTO PER GLI AMICI DEL PELLEGRINAGGIO SINNAI - N .S. DI BONARIA

ANNO XXI - Sinnai

dicembre 2018

“Per elevarsi fino all’Eterno bisogna necessariamente appoggiarsi sul tempo e lavorare in esso” (Henry De Lubac)


2

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

SOMMARIO Editoriale

Pellegrinaggio: icona della vita

3

Parola del Papa

Siate giovani in cammino

4

Pellegrinaggio

Saluto di monsignor Arrigo Miglio Saluto del sindaco di Sinnai, Matteo Aledda

Monsignor Paolo Pezzi tra Don Giovanni Abis e Don Alberto Pistolesi. IL SEGNO - Periodico semestrale Anno XXI - Numero 2 Reg. Trib. di Cagliari n. 36/97 Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Cagliari

Omelia di monsignor Paolo Pezzi Testimonianza di Monica Masala

Lettere

Attraverso le circostanze il Senso della vita

Direttore responsabile: Sergio Nuvoli Redazione: Fabio Fiori, Sabrina Mameli, Maria Ausilia Pedditzi, Marcella Cabitta, Pierangelo Soi Progetto grafico: Fabio Fiori

10 Testimonianza di Gigi Girau 11 Comunità Alleanza di Misericordia 12 Il pellegrinaggio diocesano “In cammino con Maria” 14

Testimonianze

Amministrazione e Redazione: Via Catalani 5 - Sinnai (CA) Tel. 070/780175

6 7 11

15

Fotografia: Christian Licheri, Giuseppe Meloni, Clara Atzeni, Fabio Fiori Proprietà: Associazione culturale "IL SEGNO" Via Catalani, 5 - 09048 Sinnai (CA) Stampa: “Nuove Grafiche Puddu” Tel. 070/9819015 - Ortacesus (CA)

Per ricevere il notiziario del Pellegrinaggio o collaborare alla sua realizzazione con lettere, articoli, testimonianze etc, scrivere o telefonare a:

Il Pellegrinaggio è un gesto di fede che vive anche grazie alla generosità di tanti amici che mettono a disposizione tempo e denaro. Si può collaborare versando il proprio contributo sul C.C.P. n. 14939094, oppure tramite bonifico bancario all’IBAN IT53 N076 0104 8000 0001 4939 094, intestati all’Associazione Culturale “Il Segno”.

4

REDAZIONE "IL SEGNO"

A voi, giovani, che avete dato la vostra testimonianza, che avete fatto una strada, dico: questa è la prima risposta. Fate la vostra strada.

Via Catalani, 5 - 09048 Sinnai (CA) Tel. 338/8533554 www.pellegrinaggiosinnaibonaria.it info@pellegrinaggiosinnaibonaria.it

6

I dati forniti dagli abbonati alla Redazione del giornale vengono utilizzati esclusiva-

Parola del Papa Siate giovani in cammino

Pellegrinaggio Il pellegrinaggio è la forma stessa della vita A un pellegrinaggio perciò si viene con tutto sé stessi: si viene con le proprie domande, si viene anche con i propri dubbi.

mente per l'invio delle pubblicazioni e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo. (D.Lgs n. 196/2003 Codice della privacy).

Questo numero è dedicato alla memoria del sindaco di Sinnai, Matteo Aledda


3

Editoriale

Pellegrinaggio: icona della vita

I

l pellegrinaggio è l’icona della vita: “A un pellegrinaggio si viene con tutto se stessi: si viene con le proprie domande, si viene anche con i propri dubbi, con i propri pensieri, con le proprie certezze e anche con le incertezze della vita; si viene con i dolori, le sofferenze, le difficoltà, le incomprensioni, le ingiustizie, così come si viene con le gioie, si viene con la carità dell’amicizia che si può provare quando si cammina insieme.” Queste le parole dell’arcivescovo di Mosca Mons. Paolo Pezzi presente alla S. Messa per il pellegrinaggio dello scorso aprile che mi sono diventate chiare quando un giorno di maggio, facendo la spesa ho incontrato Maria Bonaria, la “signora dei fiori”, come la chiamiamo noi… 82 anni, una vita costellata di difficoltà, 32 pellegrinaggi fatti a piedi con un cesto di fiori da consegnare alla Madonna di Bonaria. Mi ha detto che se la Madonna la vuole ancora verrà anche il prossimo anno. Quante spinte le avrò dato i primi anni... perché voleva essere sempre tra i primi... Ora è la più anziana pellegrina di questo cammino. Da anni le carichiamo questo cesto in una macchina della protezione civile che glielo fa avere ai piedi della Monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, celebra la Santa Messa all’edizione 2018

gradinata che porta al santuario di Bonaria. Poi qualcuno l’aiuta a portarlo su e lei ringrazia e piange. Mi ha detto che quest’anno sono venuti i suoi nipoti e che il prossimo anno ne verranno altri. Quando all’anfiteatro lavoriamo per giorni per l’allestimento viene a portarci il caffè e altre cose buone che prepara lei…

Come non amare questa umanità semplice, povera ma così ricca di Essenziale? Allora, come attraverso lo zoom di una macchina fotografica, rivedo il cammino di quella notte che rifarei così com’è perché consapevole che tutto è voluto e ispirato da un Altro che è il Signore della realtà. Non possono non tornarmi in mente tutti i giovani che hanno portato a spalle la grande e pesante croce diocesana fino a Bonaria come segno e domanda a Dio per il Sinodo dei giovani di ottobre. Come ha detto il Papa “Siete giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio. […] Attaccatevi alle radici ma non rimanete lì!” Un cammino costruito quella notte con tutte le difficoltà, nostre e loro, che la strada riserva come l’amplificazione, ormai vecchia di 23 anni, che ad un certo punto ti viene a mancare con tutto il disagio che questo ha comportato. Ma la vita è fatta anche di queste cose e intanto si continua a camminare. Ma che dire del pellegrinaggio fatto da otto sindaci (o loro delegati) dei paesi attraversati dal pellegrinaggio e la compagnia dello stesso arcivescovo di Mosca che cammina con loro, e la calorosa accoglienza del nostro vescovo e di tutti i Padri di Bonaria. E poi, chi ha mai visto tanta partecipazione di popolo? Da dove saltano fuori tutte queste persone? Mi viene in mente un tam-tam usato da sempre: “Il pellegrinaggio cresce per il contagio da persona a persona, da amico ad amico, di padre in figlio”. Non c’è altra spiegazione se non il cuore di ciascuno che anela a qualcosa di incommensurabile. Uno spettacolo di fede

Maria Bonaria, la “signora dei fiori”.

popolare che si ripete da 32 anni nel cuore della diocesi di Cagliari! Le testimonianze, i carcerati di “Badu’e Carros”, gli ammalati di SLA presenti fisicamente con gli amici: la testimonianza della certezza di un Dio presente; le preghiere a migliaia, scritte e lette lungo il cammino e poi bruciate sul sagrato della basilica. La compagnia di don Alberto, le sue meditazioni lungo il cammino e la sua proposta di accoglienza dei giovani pellegrini nelle nostre case, ad agosto, in occasione del pellegrinaggio dei giovani della diocesi da Goni, con tappa anche nel nostro paese, a piedi verso Roma, come ben documentato nelle pagine di questo giornale. Non un rito, non un folclore che si perpetuano nel tempo ma una tradizione che si rinnova traendo “cose nuove” dalle “cose vecchie”. È il rinnovarsi del fatto cristiano, di Dio compagno all’uomo, che prende corpo anche nel gesto del pellegrinaggio, rendendolo un avvenimento presente. È l’esperienza della contemporaneità di un uomo, vissuto 2000 anni fa, che ha preteso di essere Dio e che offre a noi la possibilità, anche tramite il gesto del pellegrinaggio, di verificare se quella pretesa è vera innanzitutto per me. Per meno di questo non vale la pena farlo. Il cuore è leale con se IS stesso, non mente mai!


4

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Parola del Papa

Siate giovani in cammino

Pubblichiamo l‘intervento del Santo Padre Francesco all’incontro dei giovani con il Papa e i padri sinodali il 6 ottobre.

Q

ui ci sono le domande scritte… Le risposta le daranno i Padri sinodali. Perché se io dessi le risposte qui, annullerei il Sinodo! Le risposte devono venire da tutti, dalla nostra riflessione, dalla nostra discussione e, soprattutto, devono essere risposte fatte senza paura. Io mi limiterò soltanto –rispetto a tutte queste domande– a dire qualche cosa che possa servire, qualche principio. A voi, giovani, che avete parlato, che avete dato la vostra testimonianza, che avete fatto una strada, dico: questa è la prima risposta. Fate la vostra strada. Siate giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio. Sempre guardando avanti, in cammino, e non seduti sul divano. Tante volte mi viene da dire questo: un giovane, un ragazzo, una ragazza, che sta sul divano, finisce in pensione a 24 anni: è brutto, questo! E poi, voi lo avete detto bene: chi mi fa trovare me stesso non è lo specchio, il guardare come sono. Trovare me stes-

so è nel fare, nell’andare alla ricerca del bene, della verità, della bellezza. Lì troverò me stesso. Poi, in questa strada, un’altra parola che mi ha colpito è l’ultima. E’ stata forte quell’ultima, ma è vera… Chi l’ha fatta?... Tu. È stata forte: la coerenza. La coerenza di vita. Faccio un cammino, ma con coerenza di vita. E quando voi vedete una Chiesa incoerente, una Chiesa che ti legge le Beatitudini e poi cade nel clericalismo più principesco e scandaloso, io capisco, io capisco... Se sei cristiano, prendi le Beatitudini e mettile in pratica. E se sei un uomo o una donna che hai dato la vita, l’hai consacrata; se sei un prete –anche un prete che balla [si riferisce a una testimonianza]–, se sei un prete e vuoi vivere come cristiano, segui la strada delle Beatitudini. Non la strada della mondanità, la strada del clericalismo, che è una delle perversioni più brutte della Chiesa. Coerenza di vita. Ma anche voi [si rivolge ai giovani], dovete essere coerenti nella vostra strada e domandarvi: “Io sono coerente nella mia vita?”. Questo è un secondo principio. C’è poi il problema delle diseguaglianze. Si perde il vero senso del potere– questo vale per la domanda sulla politica–, si perde quello che Gesù ci ha detto, che il potere è il servizio: il vero potere è servire. Altrimenti

L’incontro dei giovani con il Papa e i padri sinodali del 6 ottobre.

è egoismo, è abbassare l’altro, non lasciarlo crescere, è dominare, fare schiavi, non gente matura. Il potere è per far crescere la gente, per farsi servitori della gente. Questo è il principio: sia per la politica, sia per la coerenza delle vostre domande. Poi, altre domande… Vi dirò una cosa. Per favore, voi, giovani, ragazzi e ragazze, voi non avete prezzo! Non siete merce all’asta! Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e alla fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita. Voi non avete prezzo: questo dovete ripetervelo sempre: io non sono all’asta, non ho prezzo. Io sono libero, sono libera! Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù. Poi ci sono due cose –e vorrei finire con questo– tra le


5

Parola del Papa

modello. Siamo chiusi, siamo oggi era “liquida”: tutte erano noi soli. E quando siamo chiuconcrete. La concretezza. La si non si può andare avanti. concretezza è la garanzia per State attenti. È andare avanti. la mentalità che Se i media, se Fate la vostra ha detto Michel: l’uso del web ti “Come vinceporta fuori dalstrada. Siate giore la mentalità la concretezza, sempre più difti rende “liquifusa che vede do”, taglialo. vani in camminello straniero, Taglialo. Perché nel diverso, nel se non c’è conno, che guardano migrante un pecretezza non ci ricolo, il male, il sarà futuro per voi. Questo è gli orizzonti, non pericolo da cacciare?”. Si vince sicuro, è una recon l’abbraccio, gola della stralo specchio con l’accoglienda e del cammiza, con il dialono. go, con l’amore, che è la paroE poi, questa concretezza la che apre tutte le porte. anche nell’accoglienza. Tanti E alla fine –ho parlato di dei vostri esempi, che aveconcretezza– ognuno di voi te fatto oggi, sono sull’accovuole fare la strada nella vita, glienza. Michel ha fatta queconcreta, una strada che porsta domanda: “Come vincere ti dei frutti. Grazie a te [Giola mentalità sempre più difidee che voi avete detto e alle vanni Caccamo] per la foto fusa che vede nello straniero, quali i Padri sinodali risponcon tuo nonno: è stata forse, nel diverso, nel migrante, un deranno dialogando con le quella fotografia, il più bel pericolo, il male, il nemico da vostre domande. La prima è messaggio di questa serata. cacciare?”. Questa è la mensull’uso del web. È vero: l’inParlate con i vecchi, parlatalità dello sfruttamento delterconnessione con il digitale te con i nonni: loro sono le la gente, di fare schiavi i più è immediata, è efficace, è rapiradici, le radici della vostra deboli. È chiudere non solo da. Ma se tu ti abitui a questo, concretezza, le radici del vole porte, è chiudere le mani. finirai –e questo che dirò è restro crescere, fiorire e portare E oggi sono un ale– finirai come una famiglia Dovete ripeter- po’ di moda i po- frutto. Ricordate: se l’albero è solo, non darà frutto. Tutpulismi, che non dove, a tavola, a velo sempre: to quello che l’albero ha di hanno niente a pranzo o a cena, fiorito, viene da quello che è che vedere con ognuno sta con il io non sono sotterrato. Questa espressiociò che è popolatelefonino e parla ne è di un poeta, non è mia. re. Popolare è la con altre persone, all’asta, non ho Ma è la verità. Attaccatevi cultura del popoo fra loro stessi comunicano col prezzo. Io sono lo, la cultura di alle radici, ma non rimanete lì. Prendete le radici e portaognuno dei votelefonino, senlibero! Innamotele avanti per dare frutto, e stri popoli che si za un rapporto anche voi diventerete radici esprime nell’arte, concreto, reale, ratevi di questa per gli altri. Non dimenticatesi esprime nella senza concretezvi della fotografia, quella con cultura, si espriza. Ogni strada libertà, quella il nonno. Parlate con i nonni, me nella scienche voi farete, per essere affidache offre Gesù za del popolo, si parlate con i vecchi e questo vi farà felici. esprime nella febile, dev’essere Grazie tante! Questi sono sta! Ogni popolo fa festa a suo concreta, come le esperienze, orientamenti. Le risposte, a modo. Questo è popolare. Ma tante esperienze che voi avete loro! [indica i Padri sinodali] il populismo è il contrario: è detto qui. Nessuna delle testiGrazie, grazie! la chiusura di questo su un monianze che voi avete dato IS


6

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

P

SALUTO DI MONSIGNOR ARRIGO MIGLIO

rima di iniziare la celebrazione della Santa Messa, desidero rivolgere un saluto cordiale e fraterno a Sua Eccellenza monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo della diocesi cattolica di Mosca, l’arcidiocesi della Madre di Dio. Voglio dire grazie a lui per essere qui in mezzo a noi e grazie a tutti voi per questo 32° pellegrinaggio da Sinnai a Bonaria. Il tema del vostro pellegrinaggio quest’anno, ci rimanda direttamente al cammino che Papa Francesco ha indicato alla Chiesa nell’anno del sinodo dedicato ai giovani, e dunque a un’intenzione di preghiera particolare anche per il cammino dei giovani nella nostra diocesi e per il cammino dei giovani in tutte le nostre chiese. La presenza di monsignor Pezzi ci

fa pensare a Mosca, ci fa pensare all’ecumenismo, al rapporto con la chiesa ortodossa russa, ma soprattutto ci fa vivere il legame mariano –la figura di Maria è così importante quella chiesa, così come per noi– e questo diventa anche un pellegrinaggio di ecumenismo, di preghiere e anche di pace –ne abbiamo particolarmente bisogno–. Pensiamo in questa sera, in questa notte, ai cristiani che muoiono, che vengono perseguitati, che versano il loro sangue: vogliamo tenerli particolarmente presenti nel nostro cuore e nella nostra preghiera. Che davvero Maria vi accompagni. Vi auguro buon pellegrinaggio e ci diamo l’appuntamento tradizionale domani mattina al santuario di BonaIS ria.


7

SALUTO DEL SINDACO DI SINNAI, MATTEO ALEDDA

B

uonasera a tutti e benvenuti al raduno per il 32° pellegrinaggio a piedi da Sinnai a Bona-

ria. Carissimi amici, mi è doveroso innanzitutto ringraziare di cuore Sua Eccellenza monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo della Santa Madre di Dio di Mosca, che ci ha voluto onorare della sua presenza, e tutti coloro che, a diversi livelli, davvero tutti e tanti, hanno contribuito alla realizzazione di questo grande gesto di fede popolare. Ringrazio monsignor Miglio per la sua presenza qui stasera. Il pellegrinaggio di quest’an-

no è caratterizzato dalla preghiera accorata del Papa per i giovani, in vista dell’incontro a Roma di quest’estate e del successivo sinodo che si terrà a ottobre. Il nostro pellegrinaggio vuole porsi come preludio e preparazione a questi grandi imminenti eventi. Per questo, in maniera simbolica, diversi gruppi di giovani qui presenti porteranno a spalla fino a Bonaria la grande croce diocesana che vedete qui. Auguro a tutti una santa notte, di sacrificio e di preghiera, per le migliaia di necessità che ognuno di noi ha, ma direi: che il mondo intero porta in sé. Buon pellegrinaggio, amici. IS


8

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

C

OMELIA DI MONSIGNOR PAOLO PEZZI

ari fratelli e sorelle, il bellissimo gesto che state per compiere, che stiamo per compiere, è un pellegrinaggio, e il pellegrinaggio è la forma stessa della vita. Perciò questo momento è molto bello ed è importante che possa riflettere la vita. A un pellegrinaggio perciò si viene con tutto sé stessi: si viene con le proprie domande, si viene anche con i propri dubbi, con i propri pensieri, con le proprie certezze e anche con le incertezze della vita; si viene con i dolori, le sofferenze, le difficoltà, le incomprensioni, le ingiustizie, così come si viene con le gioie, si viene con la carità dell’amicizia che si può provare quando si cammina assieme. In un pellegrinaggio è chiara la

meta: voi non siete dei vagabondi, non siete gente che gira di qua e di là senza sapere dove andare, voi avete chiara la meta, e la meta è la Madonna. Questa sera la meta è molto particolare perché in realtà, andare verso la Madonna, andare dietro alla Madonna significa inevitabilmente andare verso Dio, perché Maria è la Madre di Dio, la Theotókos, colei che ha generato, dato al mondo, agli uomini e perciò a noi, Dio stesso. Ma noi non possiamo conoscere Dio se non nel figlio Suo, che è anche figlio della Vergine Maria, cioè in Dio fatto uomo, in Gesù Cristo. Perciò questa sera il nostro camminare è un camminare con la Vergine Maria, assieme a Lei. E Maria molto volentieri ci accompagna in questo

cammino. In fondo il grande desiderio della Madonna è di potere accompagnare ogni uomo all’incontro col Figlio suo. Ma nel pellegrinaggio non è chiara solo la meta, nel pellegrinaggio è chiaro anche il cammino, anche se può essere irto di prove, di tentazioni, di cadute. Ma questo cammino non ci è sconosciuto, perché se siamo qui stasera, è in fondo perché almeno un po’ di questo cammino lo abbiamo sperimentato. Voi avete conosciuto questo cammino, perché questo cammino è Gesù stesso. “Io sono la via, la verità e la vita”, disse Gesù un giorno a Filippo, che voleva capire quale fosse la strada. E anche noi vogliamo capire la strada, soprattutto voi giovani desiderate comprendere, scoprire qual è


9

la vostra strada, quella vocazione che, come abbiamo sentito questa sera da San Paolo, è andare verso Cristo, è andare verso il mistero di Dio con Cristo. E Cristo chiama ogni uomo; non esiste un uomo senza vocazione, perché la vocazione non è innanzitutto diventare preti o suore, ma la vocazione è innanzitutto scoprire il proprio destino, cioè come dare la vita a Dio per mezzo di Gesù Cristo nella compagnia della Vergine Maria, così che la nostra vita si compia, così che il nostro destino si compia, così che il mondo si compia. E allora le famiglie che nasceranno dalla vostra vocazione, i sacerdoti e i consacrati, saranno una costruzione lieta della nuova civiltà della verità e dell’amore, perché a questo siete chiamati.

La Madonna, rispondendo in tutta la Sua libertà all’annuncio di grazia che l’Arcangelo Gabriele le recava, aveva ben chiaro che attraverso quel Suo “Sì”, si stava compiendo il destino del mondo. La vostra vita è fatta per cose grandi, non dovete pensare in piccolo ma in grande, perché così vi vuole Dio. Tanto ama il destino di ognuno di noi, che dando la Sua vita ci mostra la strada per vivere alla grande, e questa è vivere con forza la vocazione a cui ci chiama. Siate perciò pronti, siate disponibili alla volontà di Dio, così come è stata Maria, perché questo darà alla vostra vita una forza, una letizia, darà alla vostra vita una grandezza, un compimento che nemmeno vi immaginate.

Dopo tanti anni di missione in Russia, questo pensiero è in fondo la cosa più importante che mi ripeto, come tanti anni fa ebbe a dire ai giovani San Giovanni Paolo II: “Siate pronti ad andare in tutto il mondo a portare la bellezza, la verità, la giustizia, l’amore che avete incontrato in Cristo Gesù. Siate pronti a costruire la civiltà della verità e dell’amore. Pregate per questo, lavorate per questo, soffrite per questo. Questa è la intenzione profonda che lascio a me e a ognuno di voi”. E allora le nostre preghiere questa sera, l’offerta di questo pellegrinaggio sarà realmente un grande aiuto per il sinodo dei Giovani che andremo a compiere in autunno, ma soprattutto sarà un grande aiuto al compiersi delIS la vocazione di ognuno di voi.


10

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

S

TESTIMONIANZA DI MONICA MASALA

ia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. (Seconda lettera ai Corinzi - 1,3-6) Con la diagnosi della SLA, un anno fa, sono caduta nella fossa, ho un figlio piccolo e c’è da capire… ma dopo un periodo molto travagliato e il sostegno di una guida spirituale discreta e speciale, sono stata travolta dalla Misericordia del Padre nostro e ho accettato docilmente che il mio cammino cambiasse direzione.

Ho imboccato un nuovo Sentiero di Vita lasciando tutto alle mie spalle, progetti, azioni e intenzioni, ho preso atto di dovermi distaccare da mio marito, dal mio bambino e da tutti i miei cari e amici. Adesso la mia Vita è come trasformata, perché vivo le mie sofferenze stringendomi alla Croce di Gesù e attraverso la Parola, il Dialogo e le Preghiere incessanti, Dio mi travolge con il Suo Amore dolce e intenso, mi sostiene con la Sua Presenza Viva, donandomi nuove ricchezze, Pace, consolazione, certezze e Speranza, alimentando in me Amore puro verso i miei fratelli e vibrazioni mai scovate prima! Spesso, sento di non essere neanche degna di ricevere così tanta Bellezza ma cerco di vivere la mia malattia come una opportunità di ricerca profonda per sperimentare l’Amore immenso che Dio ha

per me, come figlia sofferente e vulnerabile, sapendo che non mi lascerà MAI sola, perché è mio Padre. Credo fermamente che la mia malattia abbia un senso e prego affinché non sia inutile ma che porti frutto e che possa generare una eredità di Amore da passare a mio figlio e non solo, perché la Vita anche nella sofferenza può e deve generare forza, quella Forza attraente che solo Gesù sa donare e ci ha donato offrendo la Sua Vita per noi! Fratelli e sorelle malate, lo so, le nostre prove sono molto pesanti, la notte viviamo il nostro Getsemani con dolore, sofferenza, sconforto e solitudine ma solo affidando la nostra Mente, il nostro Cuore e il nostro Corpo, all’Amore di Maria e alla volontà del Padre, potremo camminare sicuri sulla scia di Luce di Cristo Gesù.


11

TESTIMONIANZA DI GIGI GIRAU

Lui ci donerà la Sua Pace per sopportare e amare le nostre sofferenze, iniziando così a pregustare, su questa terra, un piccolo pezzo di Cielo che, alla fine di questa esperienza, si trasformerà in una Bellezza sconfinata e luminosa di Gioia, nell’incontro con il Padre Celeste ed il Volto radioso di Gesù, che ci attende per amarci per tutta l’Eternità! Come diceva don Tonino Bello non scordiamoci che la collocazione della Croce è solamente provvisoria! Nostra Signora di Bonaria, tu che hai visto le sofferenze del tuo figlio Gesù, ai piedi della Croce, prendici per mano in questo nostro cammino di accettazione e perseveranza, la Tua tenerezza sia la Via per aprire il Cuore dei malati che ancora non hanno incontrato l’Amore di Gesù. IS Per questo ti preghiamo. Amen!

E

ra l’estate del 2006, un fastidio al ginocchio sinistro fu il primo campanellino d’allarme di un atroce malattia che mi ha colpito. Convivo con la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) da oltre 11 anni. Una malattia che mi ha negato qualsiasi funzione motoria, togliendomi per sempre l’autonomia. Da lì l’inizio di una nuova vita. La prima vita l’ho ricevuta in dono da mia madre... come ognuno di noi... la seconda a 46 anni dalla tecnologia che da voce al mio sguardo e consente il mio respiro. La mia grande fede in Dio mi fa credere che la vita sia meravigliosa... qualunque essa sia... anche quando non scorre come l’abbia-

mo programmata o desiderata. La mia mente lucida ripercorre il tempo passato, portandomi indietro... ma soffermandosi su ciò che ho ancora di prezioso, e non su ciò che ho perso... come l’affetto costante della Famiglia che mi sostiene e mi Ama incondizionatamente, gli Amici sempre presenti e le tante persone care. La SLA può negarmi tanto, ma non la voglia di sorridere e di amare la vita. Il mio obiettivo è viverla... e viverla fino in fondo. Oggi mi è stata data l’opportunità di ringraziare Dio dal profondo del cuore. DIO È LA MIA FORZA... prego lui che conceda a me e a tutti noi, la pace... la serenità... IS la gioia!!!


12

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Testimonianze

Comunità Alleanza di Misericordia

Storia, Carisma, Spiritualità, Missione.

N

el 1999 due missionari ed una missionaria, tutti e tre sardi, sognano di poter condividere ogni momento della loro vita, consacrata a Dio, con i tanti senzatetto che incontrano a San Paolo-Brasile. Per poter vivere pienamente questa esperienza si rivolgono al cardinale di San Paolo che apre loro le porte ad una profonda esperienza di povertà, con gli ultimi, con quelli che non hanno più la forza, né la voglia, di farsi sentire. Padre Antonello, padre Enrico e Maria Paola Olla, iniziano così a vivere con i poveri, per i poveri, come poveri. La loro volontà genera subito frutti meravigliosi: decine di giovani desiderano camminare con loro in questa “periferia del mondo“, affinché lo “scarto“ della società recuperi quella dignità che deriva - per tutti - dall’essere fatti a somiglianza di Dio. Allo scopo di sostenere, accompagnare e promuovere le iniziative della Comunità Missionaria Aliança de Misericórdia, nel 2003 viene costituita a Cagliari “Alleanza di Misericordia Onlus”. Nel 2005, il cardinale Don Claudio Hummes, approva ufficialmente lo statuto ecclesiale e nasce la comunità religiosa Alleanza di Misericordia, associazione privata di fedeli con sede nell’Arcidiocesi di San Paolo del

Brasile e che ha come proprio Carisma l’Essere espressione dell’Amore Misericordioso di Dio nelle forme più creative che lo Spirito Santo ispira. Si identifica nella Parola di Vita: “Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore” (Is 61,1ss). Accoglie e unisce le forze di uomini e donne, celibi e sposati, consacrati e laici, che fanno delle loro vite un annuncio di misericordia nel mezzo di povertà materiali e spirituali. In comunione con il Papa, vive il dinamismo della “Chiesa in uscita” attraverso le diverse forme di evangelizzazione che si attuano in tante città del mondo. Insieme all’evangelizzazione, il Movimento realizza diverse opere sociali, rivolte sopratutto alla popolazione bisognosa delle periferie e ai poveri che vivono sulla strada. Quest’unione armoniosa di evangelizzazione e ca-

rità sono quindi due facce della stessa medaglia. Per tutti i membri, la missione è: preghiera, azione, evangelizzazione e promozione umana. Grazie alla generosità di tanti benefattori la Comunità apre case di accoglienza nelle principali città del Brasile. Case, dove bambini, alcolisti, drogati, prostitute,

malati e anziani abbandonati, possono trovare cibo, vestiti, affetto e cure per tutte le loro ferite. Attività nel sociale. Il miracolo continua. Oggi Alleanza di Misericordia è presente in quasi 60 città del Brasile con più di 25 case di accoglienza, l’opera si è estesa in Europa e sono sorte comunità in Portogallo, Belgio, Polonia e Italia, di recente è stata aperta una missione africana in Mozambico, nella Repubblica Dominicana e in Ame-

rica Latina (Venezuela). Nel marzo del 2015, nasce la prima Casa di Accoglienza in Sardegna, a Sinnai (Cagliari), col proposito di dare una prima assistenza/accoglienza alle persone senza dimora. La struttura accoglie ospiti con problematiche diverse, con una capacità di 15 posti letto. Il lavoro attualmente è svolto da alcuni volontari, con la supervisione di un missionario responsabile, attraverso un programma specifico, già collaudato in Brasile, dove da tempo la Comunità Alleanza di Misericordia opera nel sociale. Attraverso attività lavorative, ricreative, momenti di riflessione e di preghiera, e soprattutto, con l’amore e la necessaria attenzione alla singola persona, gli operatori promuovono un percorso di crescita dell’autostima, di rafforzamento dell’individuo nella propria volontà e del mi-


13

Testimonianze

glioramento delle sue relazioni socio-affettive. Grazie all’aiuto dei responsabili e dei volontari che dedicano tempo, fatica e impegno in questa missione, gli accolti cercano di recuperare la loro dignità di essere umani. In un terreno concesso in uso vicino a Sinnai, scoprono anche la loro capacità di produrre ortaggi, frutta, insalata e olive, riacquistando - giorno dopo giorno - fiducia in sé stessi. Oltre alla casa di accoglienza, vengono aiutate concretamente con cibo e altri generi primari, circa 60 famiglie in condizioni di “grande povertà”, segnalate dalla Parrocchia e dello stesso Comune. In questo sforzo quotidiano la Comunità è stata sempre sostenuta generosamente dai benefattori e dai volontari, ai quali si sono aggiunti più o meno di recente, i Supermercati Gieffe, il Banco Alimentare e il panificio IS ‘Coccoetto’ di Sinnai.

S

ono Nahuel Fichera, ho 24 anni e ho vissuto un’infanzia difficile. Ho perso i miei genitori all’età di 6 anni perché tossico dipendenti e sono entrato in comunità per orfani dove sono stato violentato subito dopo il mio arrivo. All’età di 9 anni sono entrato in casa

A tutti coloro che vorranno sostenere questo sogno ancora GRAZIE da parte dei fratelli più sfortunati e dei nostri sacerdoti fondatori. Assicuriamo le nostre preghiere e il nostro impegno. Come aiutare: Puoi effettuare la tua donazione o tramite la tua banca o tramite Poste Italiane: Bonifico bancario C/C intestato ad Alleanza di Misericordia Onlus IBAN: IT 89 W 03268 04800 052844322873 Banca Sella Bollettino postale C/C postale n° 51327385 intestato ad Alleanza di Misericordia Onlus IBAN Poste: IT 68 G 076 0104 8000 0005 1327 385 È importante precisare: Causale: Case di Accoglienza Italia Maggiori informazioni sulla Comunità: https://misericordia.com.br http://www.alleanzadimisericordia.it

famiglia a Milano e li ho vissuto una vita normale fino a 12 anni, quando iniziai a drogarmi, facendo uso di tutto, soprattutto di crack; poi in seguito a dei furti dentro e fuori casa finii di nuovo in strada. Avevo diciotto anni. È stato difficile perché dormivo nei treni in disuso e pure nei cassonetti dell’immondizia e mangiavo raramente... Insomma ero solo e abbandonato a me stesso e ho tentato il suicidio più di una volta. Un giorno mentre dormivo in un cassonetto conobbi una psicologa che ebbe una profonda simpatia per me. Si chiama Laura, mi fece lavare e cambiare a casa sua ma questo non bastava, continuavo a drogarmi. Dopo qualche mese conobbi Vincenzo, un missionario laico che conosceva Padre Enrico che a sua volta conosceva Luca Soi della Comunità Alleanza di Misericordia. Dopo un paio di giorni lo contattammo e da lì incominciò un nuovo viaggio. Partii per Sinnai il 24 giugno 2015 e smisi di drogarmi del tutto. Dopo due anni e mezzo incontrai il Signore e decisi di farmi battezzare. Ora mi sento una persona nuova con una famiglia nuova in una grande famiglia e ringraziando Dio ogni giorno assistiamo più di 50 famiglie con la distribuzione di viveri e pane che la Provvidenza non ci fa mai mancare. Ho ritrovato me stesso: sono povero ma allo stesso tempo ricco. Nahuel


14

IL SEGNO - Anno XXI n° 2 - Dicembre 2018 - 41o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Testimonianze

Il pellegrinaggio diocesano “In cammino con Maria”

P

erché un pellegrinaggio di circa cento giovani in pieno agosto tra le montagne e gli agri della nostra diocesi? Il Sinodo sui giovani che si è concluso a Roma il 28 ottobre scorso, è stato un momento molto forte per la vita della Chiesa. La sua celebrazione è stata preparata da numerose iniziative, sia nelle singole diocesi che a livello nazionale. I giovani di tutte le diocesi hanno incontrato Papa Francesco l’11 agosto presso il Circo Massimo. Tale significativo incontro è stato preceduto da piccoli e grandi pellegrinaggi giovanili nelle singole regioni. Così è stato anche per i giovani della Chiesa di Cagliari. Dice infatti l’Arcivescovo nella sua lettera ai giovani: «I nostri giovani sono chiamati, in preparazione al Sinodo, a rimettersi in strada con un pellegrinaggio attraverso alcune parrocchie della nostra Diocesi per arrivare all’incontro con Papa Francesco». (Cfr. la lettera ai giovani del Vescovo). Anche io mi sono messo in cammino verso Roma, passando attraverso le strade della nostra diocesi. È stata un’esperienza fortissima, arricchente e profondamente stimolante. Ho camminato accanto a numerosi coetanei che lavorano e si impegnano nelle loro comunità e nei loro oratori, ascoltando con interesse le loro storie e le loro testimonianze. Ma la cosa più bella è stato vedere il nostro Pastore camminare con noi per tutto il pellegrinaggio, anche nei tratti più impervi e faticosi. Spesso sentivo i miei coetanei che dicevano: «che bello vedere il vescovo che cammina con noi!». Bellissima e squisita anche l’accoglienza calorosissima in tutte le comunità visitate. La popolazione ci attendeva sempre all’ingresso del paese per salutarci sorridente e offrirci qualcosa per ristorarci. Partivamo infatti da un paese verso le 6:00 del mattino per arrivare nell’altro alle 12:00 ca. Una bella camminata! Nella tappa a Sinnai ci sono state addirittura aperte le porte delle case dei parrocchiani. Un vero e proprio gesto di cristiana ospitalità. Proprio in questo contesto ho avuto il piacere di conosce-

re Pierangelo e sua moglie che ci hanno accolti con grande calore, con profonda naturalezza e senza farci mancare nulla. Non si è trattato della permanenza in un ostello. I nostri ospiti ci hanno parlato della loro famiglia, del pellegrinaggio Sinnai – Bonaria, della loro esperienza in parrocchia… Non dimenticherò facilmente l’esperienza vissuta, resa speciale grazie ai tanti volti conosciuti. Concludo con le parole tratte da una celebre omelia del Papa emerito Benedetto XVI, le quali riassumono in maniera straordinaria le sensazioni e i pensieri al termine di una esperienza così forte come quella di cui ho scritto: «[…] la Chiesa è viva. E la Chiesa è giovane. Essa porta in sé il futuro del mondo e perciò mostra anche a ciascuno di noi la via verso il futuro. La Chiesa è viva e noi lo vediamo: noi sperimentiamo la gioia che il Risorto ha promesso ai suoi. La Chiesa è viva - essa è viva, perché Cristo è vivo, perché egli è veramente risorto». Leonardo Piras

Una esperienza particolare, dal punto di vista della fatica e della fede, quella che oramai risale a più di due mesi fa: il pellegrinaggio diocesano “In cammino con Maria” verso l’Agorà dei giovani a Roma con papa Francesco, che si è svolta dal 5 al 12 agosto di quest’anno. Alternando il pellegrinaggio vero e proprio, con sveglie alla mattina presto e partenze all’alba per toccare in ordine, seguendo il Cammino di Santu Jacu, i comuni di Goni, Silius, Sant’Andrea Frius, Dolianova, Sinnai per arrivare infine al santuario di Nostra Signora di Bonaria, a momenti di preghiera, noi pellegrini perlopiù giovani e accompagnati dal nostro vescovo Arrigo, siamo stati davvero accolti con gioia e spirito di servizio, spirito di Chiesa, dai cittadini di ogni località attraversata. È stato davvero come un pellegrinaggio di tutta la diocesi, perché in diversi modi ognuno ci ha aiutato e sostenuto: i sacerdoti e i parroci, i sindaci, le forze dell’ordine, le associazioni parrocchiali, i cuochi, gli operatori delle ambulanze, tutta la cittadinanza. È davvero sentirsi parte della Chiesa cattolica! Le feste e l’accoglienza

pomeridiane ci hanno davvero ristorato dalle fatiche mattutine, dandoci slancio per la mattina successiva. Considerando poi soprattutto l’ultima parte, che ha quasi ricalcato il percorso del pellegrinaggio Sinnai-Bonaria, ci siamo anche pienamente sentiti in cammino con Maria, nostra Madre, che ci ha guidati verso il Figlio suo e il Vicario di lui, il Pontefice, che ha concluso e coronato con le sue parole paterne il nostro viaggio. Attra bolta, Deus bollada! Lorenzo Zucca

In occasione del Pellegrinaggio da Goni a Cagliari verso il Sinodo dei giovani a Roma, la penultima tappa è stata Sinnai. Nei vari paesi i pellegrini sono stati ospitati nelle scuole, a Sinnai i nostri parroci hanno voluto coinvolgere in prima persona l’intera comunità, proponendo di ospitare i pellegrini in famiglia. Sfida lanciata, sfida accolta! Il 9 agosto a metà mattina i pellegrini giungono nella parrocchia di S. Barbara dove si rifocillano con una merenda in oratorio; il pranzo, offerto dall’Amministrazione comunale, è allestito nel salone parrocchiale. Al termine ecco il via vai di sinnaesi che, avvisati su Whatsapp, arrivano per “prendere in consegna” i pellegrini loro assegnati e condurli nella loro casa-per-un-giorno, dove hanno potuto tranquillamente fare una doccia e riposare in un vero letto, insomma una pausa tra due tour de force, quello del pellegrinaggio in Terra sarda e quello verso Roma. La sera tutta la comunità è stata invitata alla Messa insieme ai pellegrini, seguita da un momento di giochi in piazza di chiesa. Successivamente si fa ritorno in famiglia per la notte anche perché la sveglia suona alle 6, quando è previsto il raduno per mettersi in cammino verso Cagliari. Sono arrivati attraversando le strade di Sinnai e nello stesso modo vanno via. Ragazzi e ragazze sino al giorno prima sconosciuti, ma che abbiamo subito iniziato a definirli “i miei ragazzi”, “le tue ragazze”, parte delle nostre famiglie anche solo per un giorno. Sfida vinta! Poncy


15

Lettere

C

Attraverso le circostanze il Senso della vita.

ari amici del pellegrinaggio, tante volte ho percorso con voi questo cammino verso la Madonna di Bonaria e già l’anno scorso avete pregato per me, dopo ciò che mi è capitato. A gennaio 2017 ho scoperto di avere un tumore al cervello, nell’area dedicata al movimento, che mi bloccava una gamba. Sono stata operata ed ora sto facendo le terapie per cercare di eliminare le cellule tumorali residue. Faccio le mie cure e vivo giorno per giorno ciò che accade, sapendo che tutto può succedere, la vita e la morte. Nella mia vita ho sempre coltivato la mia esperienza di fede, ma quel 12 gennaio 2017, il giorno della prima diagnosi, qualcosa è cambiato: mi è stato evidente, di schianto, che Dio era lì, presente e non mi abbandonava; anzi, la notizia del tumore è stata proprio accompagnata, sostenuta, in un modo inimmaginabile, in un modo che non avrei mai immaginato prima, dalla certezza che Dio, lì con me, stava davvero rispondendo al mio cuore che desiderava non ci fosse separazione fra me e Lui. Assieme a mio marito presente lì era il Padre buono che, ero e sono certa, non poteva preparare per me qualcosa che non fosse per il mio bene. È stato come “le quattro del pomeriggio” di Giovanni e Andrea, il riconoscimento di un Dio presente, presente davvero, che mi chiedeva di essere sua, di fidarmi di Lui. Facendolo, rispondendo a Lui giorno dopo giorno, ho vissuto tutto con letizia e senza avere mai paura, neanche il giorno in cui sono stata operata. Durante tutto quest’anno, quel Padre, la Sua compagnia, si è manifestata in modo evidente, sia nell’intimo del mio cuore, sia nelle circostanze vissute, sia attraverso le persone che mi hanno fatto compagnia (mio marito, la mia famiglia, gli amici che vivono con me l’appartenenza al movimento di Comunione e Liberazione, altri amici, colleghi, i

medici che ho incontrato, altri pazienti…). Per cui mentre prego di guarire da questo tumore, che è molto aggressivo, e mentre chiedo a voi di pregare per me in questo cammino, sono lieta e grata di poter viver questa compagnia di Dio così concreta, istante per istante, che è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Ho visto, inoltre, che negli altri attorno a me c’è stato un fiorire di Bene che mi lascia continuamente stupita e commossa: ho visto conversioni di persone per me importanti che, vedendo come vivo la malattia, hanno riconosciuto che anche per loro la compagnia di Gesù potesse essere il bene su cui poggiare la vita; vedo commozione per ciò che io vivo, per la mia letizia e questo suscita domande sulla loro vita in tanti amici e colleghi; vedo che tristezza, rabbia, paura in persone che mi vogliono bene, vedendo come vivo, si trasformano in serenità e letizia; ci sono persone che non pregavano da anni che hanno iniziato a farlo; persone che iniziano a pregare in famiglia; un rifiorire dei rapporti con mio marito, con gli amici, coi miei familiari, con persone ‘distanti’ che sono diventate amiche, in modi che prima non avrei neanche immaginato. È un bene enorme che mi riempie di gioia e dì gratitudine per ciò che Dio compie. Tutto questo senza che io faccia nulla di particolare: semplicemente vivo, alla Presenza di Dio, ciò che mi è dato da vivere, la maggior parte del tempo nel soggiorno di casa mia, con un grande desiderio, che mi trovo addosso, che tutti possano vivere la bellezza che io sto vivendo, che possano vedere cosa Gesù porta

nella vita. Da tutto questo posso dire che si può davvero vivere con la coscienza che Dio è presente in qualsiasi circostanza e questo rende tutto affrontabile e lieto, addirittura bello, anche se si tratta di un brutto tumore. Posso dire inoltre, da questa esperienza, che l’amicizia e la Chiesa sono davvero ciò che può sostenere qualsiasi fatica. La compagnia degli amici è ciò che sorregge me e mio marito: ci aiutano concretamente con una generosità che è davvero uno spettacolo, implicandosi nelle nostre necessità grandi e piccole; pregano continuamente (alcuni fra i miei amici più cari, sono arrivati ad organizzare un pellegrinaggio alla tomba di Don Giussani per chiedere la mia guarigione), e questo mi permette di riconoscere la presenza di Dio nella mia vita, giorno dopo giorno. Per cui posso affermare con certezza che ciò che mi è capitato non posso considerarlo una “disgrazia”. Dio ha voluto che attraverso questa circostanza (di certo faticosa e dolorosa, non solo per me ma anche, forse soprattutto, per chi mi accompagna) io e noi scoprissimo cosa è la vita e il compito che abbiamo di testimoniare la Presenza di Cristo che redime e rende bella e vera ogni cosa. È ciò che auguro a ciascuno di voi. Sabrina


Nel contempo sono stati aperti una pagina Facebook, sulla quale è possibile lasciare testimonianze, scritti o semplicemente tenere i contatti con chi ha già vissuto l’esperienza del pellegrinaggio o con chi vuole provare a viverla, e un canale Youtube, sul quale sono stati caricati tutti i video reperiti finora. Ma proprio perché il pellegrinaggio non è un bene riservato a chi lo organizza, tutti questi strumenti non vivono di vita propria e non sono intesi come proprietà esclusiva dell’organizzazione del gesto: sono un bene comune a cui tutti possono e sono invitati a partecipare, inviando tutto il materiale possibile come foto, video di qualsiasi tipo, testimonianze o scritti. Avremo cura di pubblicare tutto il possibile e di rispondere a ciascuno. Poiché infine il gesto così imponente del pellegrinaggio richiede uno sforzo organizzativo ed economico ingente, invitiamo tutti a sostenerlo, sia offrendo la propria collaborazione alla realizzazione, sia contribuendo economicamente al sostegno delle spese. Per questo ricordiamo il codice IBAN dell’associazione culturale “Il Segno”, IT53 N076 0104 8000 0001 4939 094, presso cui è possibile effettuare un bonifico bancario, e il C.C.P. 14939094, presso cui si può effettuare IS un versamento tramite bollettino postale.

Arrivederci a mercoledì 24 aprile 2019

A

lla fine del 2013 iniziò il percorso di cambiamento e innovazione degli strumenti editoriali legati al pellegrinaggio, che portò inizialmente al rinnovamento della grafica e dei contenuti del periodico che state leggendo, a partire dal numero 1 dell’aprile del 2014. Le ragioni che hanno portato a questa modifica possono essere facilmente rilette nell’articolo pubblicato in quel numero, ormai reperibile sul nuovo sito. All’inizio del 2017 è partito il progetto di sistemazione proprio del nostro sito internet. È stato un lungo lavoro, soprattutto per quel che riguarda la raccolta di tutto il materiale da pubblicare, perlopiù foto, video e notiziari. Alla preparazione del tutto si sono aggiunti imprevisti e modifiche, oltre alle correzioni di quanto potesse rallentare il caricamento delle pagine. Quasi due anni di lavoro per portare al risultato che potete vedere visitando il nuovo sito. Sono stati ristrutturati la home page e la pagina che contiene l’edizione corrente. È stata inoltre inserita una sezione storica che contiene, nelle rispettive pagine, tutte le foto, i video e i notiziari dalle origini del pellegrinaggio ad oggi, oltre alla storia di tutte le edizioni. Il tutto conformando l’aspetto grafico a quello del nuovo notiziario.

Il Segno n° 41 del dicembre 2018 - Secondo semestre  

Notiziario di collegamento del Pellegrinaggio a piedi da Sinnai a Nostra Signora di Bonaria. Numero 41 del marzo 2018

Il Segno n° 41 del dicembre 2018 - Secondo semestre  

Notiziario di collegamento del Pellegrinaggio a piedi da Sinnai a Nostra Signora di Bonaria. Numero 41 del marzo 2018

Advertisement