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Spedizione in abbonamento postale 70% - Cagliari

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Il segno

N OTIZIARIO DI COLLEGAMENTO PER GLI AMICI DEL PELLEGRINAGGIO SINNAI - N .S. DI BONARIA

ANNO XXI - Sinnai

marzo 2018

“Quando chiama per nome una persona, Dio le rivela al tempo stesso la sua vocazione, il suo progetto di santità e di bene, attraverso il quale quella persona diventerà un dono per gli altri e che la renderà unica.” (Papa Francesco, Messaggio per la XXXIII GMG)


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

SOMMARIO

L’abbraccio fra Don Giovanni Abis e Don Alberto Pistolesi. IL SEGNO - Periodico semestrale Anno XXI - Numero 1 Reg. Trib. di Cagliari n. 36/97 Spedizione in Abbonamento Postale 70% - Cagliari Amministrazione e Redazione: Via Catalani 5 - Sinnai (CA) Tel. 070/780175 Direttore responsabile: Sergio Nuvoli Redazione: Fabio Fiori, Sabrina Mameli, Maria Ausilia Pedditzi, Giovanni Puligheddu, Pierangelo Soi

Editoriale

Con-vocati a un’opera

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Parola del Papa

Dalla certezza della grazia di Dio il coraggio nel presente

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Incontri

Monsignor Paolo Pezzi, Arcivescovo di Mosca

Eventi

In cammino con Maria: pellegrinaggio dei giovani 14

Sponsor

Sponsor

6 Don Alberto Pistolesi, nuovo parroco in Santa Barbara 10 Il saluto di don Giovanni Abis 11

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Progetto grafico: Fabio Fiori Fotografia: Christian Licheri, Giuseppe Meloni, Clara Atzeni Proprietà: Associazione culturale "IL SEGNO" Via Catalani, 5 - 09048 Sinnai (CA) Stampa: “Nuove Grafiche Puddu” Tel. 070/9819015 - Ortacesus (CA)

Per ricevere il notiziario del Pellegrinaggio o collaborare alla sua realizzazione con lettere, articoli, testimonianze etc, scrivere o telefonare a:

REDAZIONE "IL SEGNO"

Via Catalani, 5 - 09048 Sinnai (CA) Tel. 338/8533554 www.pellegrinaggiosinnaibonaria.it info@pellegrinaggiosinnaibonaria.it

Segreteria 338/8533554 Si fa presente che la segreteria è ubicata in via E. D’Arborea, fianco sinistro ASL. Da lunedì 16 aprile la segreteria sarà aperta tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00 fino a venerdì 20 aprile. Dal 21 aprile la segreteria si trasferirà sul luogo del raduno. I dati forniti dagli abbonati alla Redazione del giornale vengono utilizzati esclusivamente per l'invio delle pubblicazioni e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo (D.Lgs n. 196/2003 Codice della privacy).

Servizio d’ordine Il Pellegrinaggio è anche fatto di innumerevoli servizi che hanno necessità di essere svolti, appunto, come servizio agli altri e alla Chiesa; è un sacrificio in più che chiediamo a noi stessi e a tutti coloro che vogliono collaborare alla realizzazione di questo grande gesto di fede popolare. E’ necessario e urgente che chi ha a cuore questo importantissimo particolare per la buona riuscita del pellegrinaggio dia la propria disponibilità telefonando o lasciando un messaggio al n° 338/8533554 oppure al 070/767102 per: • Il montaggio e lo smontaggio del palco, i trasporti, la sistemazione delle sedie e l’abbellimento del palco dal 19 al 26 aprile; • Il servizio d’ordine al campo, per le iscrizioni e il governo dei settori; • Il servizio lungo il cammino (testa del corteo, sosta e arrivo al Santuario); • Portare la radio trasmittente e i ricevitori;

Le pettine saranno contrassegnate da un numero che indica posizione e compito e vanno assolutamente ritirate in segreteria entro il 20 aprile.

Appuntamenti

1) La 1a riunione del Servizio d’ordine si terrà martedì 17/04/18 alle ore 18.30 in sede. 2) La 2a a riunione del Servizio d’ordine si terrà venerdì 20/04/18 alle ore 18.30 in piazza S. Isidoro.

Questo numero è dedicato alla memoria di Gianni Sabiucciu e Luisella Aroffo


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Editoriale

Con-vocati a un’opera

A

mici del Pellegrinaggio, preziosi e unici, che creatività ha avuto con noi il Signore! Poche parole per esprimere non tanto concetti quanto l’unicità che contraddistingue uno “stare insieme” come il nostro, non formale; sicuramente sincero e, nell’esperienza, determinante per tanti che decidono una notte all’anno di mettersi in cammino dal nostro paese fino a Cagliari, dove dimora il prodigioso simulacro di Nostra Signora di Bonaria. L’Associazione che organizza il pellegrinaggio, dal 1990 si chiama Il Segno proprio come il Notiziario. È nata come supporto all’Opera del Pellegrinaggio, che proprio in quegli anni vedeva un incremento incredibile di partecipanti. “Sinnai – disse mons. Cadeddu, che conobbe fisicamente l’antico pellegrinaggio a cui il nostro si è rifatto – fu il primo paese della Sardegna ad organizzare solennemente a piedi, a cavallo o con carri a buoi il pellegrinaggio verso N.S. di Bonaria”, incoronata nel 1907 Patrona massima della Sardegna. Non ci sono coincidenze nel cammino cristiano, solo fatti, gesti, nomi che chiamiamo appunto Segni. L’oggi del nostro pellegrinaggio affonda le proprie radici

L’associazione Il Segno al lavoro nelle settimane precedenti il pellegrinaggio.

in questa tradizione ispirandosi anche a un altro grande pellegrinaggio, quello di Macerata-Loreto, con il quale nel 2001 si è celebrato il gemellaggio. Un grande segno di quest’anno è rappresentato dal cambio del parroco di Santa Barbara. Don Giovanni Abis, che ha guardato sempre con benevolenza il gesto del pellegrinaggio, lascia per raggiunti limiti di età e arriva al suo posto don Alberto Pistolesi che, tra l’altro, per cinque anni ha guidato la pastorale giovanile nella diocesi di Cagliari. Viene da aggiungere non a caso, visto che quest’anno il Papa ha indetto a ottobre il Sinodo sui giovani e che in preparazione a questo evento i giovani si recheranno a Roma per l’incontro con lui. Due le principali intenzioni del 32mo pellegrinaggio. La prima fa propria la preghiera per la buona riuscita del Sinodo sui giovani ponendosi come preludio al cammino che i giovani faranno con il Papa, dall’incontro di agosto a Roma, passando per il Sinodo di ottobre, fino al Grande Raduno internazionale di Panama a gennaio 2019. Per questo è intenzione degli organizzatori, in comunione col vescovo, proporre ai

La S. Messa di insediamento di don Alberto, alla presenza del vescovo e di Don Abis

vari gruppi di giovani della diocesi – tramite don Alberto - di alternarsi nel portare verso Bonaria un simbolo che potrà essere una fiaccola, una croce o qualsiasi altro simbolo che rappresenti questa intenzione. La seconda intenzione non meno importante della prima sarà la preghiera per la nostra nazione perché chi è stato chiamato a governarla non si rassegni a fare la guerra alla diversità dell’altro, perché crediamo sia possibile trovare strade percorribili per il recupero sostanziale del “bene comune” in vista dell’edificazione di una società che renda possibile la “vita buona”. Il tema di meditazione del pellegrinaggio segue quello della 33ma G.M.G. “Non temere Maria perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30). L’oggi del Pellegrinaggio Sinnai-Bonaria è fatto di un passato denso di incontri, di gesti e di storia, di un “ora e adesso” affidato alla creatività di un Dio che afferma la Sua signoria in un presente, che diviene forza e certezza nel futuro. Per questo la preziosità e l’unicità della nostra vocazione a costruire il Pellegrinaggio, esprimono ed esprimeranno sempre – a Dio piacendo - la Sua assoluta e IS immensa grandezza.


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Parola del Papa

Dalla certezza della grazia di Dio il coraggio nel presente

Pubblichiamo il messaggio del Santo Padre Francesco per la XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù il 11 febbraio.

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ari giovani, la Giornata Mondiale della Gioventù del 2018 rappresenta un passo avanti nel cammino di preparazione di quella internazionale, che avrà luogo a Panama nel gennaio 2019. Questa nuova tappa del nostro pellegrinaggio cade nell’anno in cui è convocata l’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. E’ una buona coincidenza. L’attenzione, la preghiera e la riflessione della Chiesa saranno rivolte a voi giovani, nel desiderio di cogliere e, soprattutto, di “accogliere” il dono prezioso che voi siete per Dio, per la Chiesa e per il mondo. Come già sapete, abbiamo scelto di farci accompagnare in questo itinerario dall’esempio e dall’intercessione di Maria, la giovane di Nazareth che Dio ha scelto quale Madre del suo Figlio. Lei cammina con noi verso il Sinodo e verso la GMG di Panama. Se l’anno scorso ci hanno guidato le parole del suo cantico di lode – «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente» (Lc 1,49) – insegnandoci a fare memoria del passato, quest’anno cerchiamo di ascoltare insieme a lei la voce di Dio che infonde coraggio e dona la grazia necessaria per rispondere alla sua chiamata: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc

1,30). Sono le parole rivolte dal messaggero di Dio, l’arcangelo Gabriele, a Maria, semplice ragazza di un piccolo villaggio della Galilea. 1. Non temere! Come è comprensibile, l’improvvisa apparizione dell’angelo e il suo misterioso saluto: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te» (Lc 1,28), hanno provocato un forte turbamento in Maria, sorpresa da questa prima rivelazione della sua identità e della sua vocazione, a lei ancora sconosciute. Maria, come altri personaggi delle Sacre Scritture, trema davanti al mistero della chiamata di Dio, che in un momento la pone davanti all’immensità del proprio disegno e le fa sentire tutta la sua piccolezza di umile creatura. L’angelo, leggendo nel profondo del suo cuore, le dice: «Non temere»! Dio legge anche nel nostro intimo. Egli conosce bene le sfide che dobbiamo affrontare nella vita, soprattutto quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ciò che saremo e ciò che faremo in questo mondo. È il “brivido” che proviamo di fronte alle decisioni sul nostro futuro, sul nostro stato di vita, sulla nostra vocazione. In questi momenti rimaniamo turbati e siamo colti da tanti timori. E voi giovani, quali paure avete? Che cosa vi preoccupa più nel profondo? Una paura “di sottofondo” che esiste in molti di voi è quella di non essere amati, benvoluti, di non essere accettati per quello che siete. Oggi, sono tanti i giovani che hanno la sensazione di dover essere diversi da ciò che sono in realtà, nel tentativo di adeguarsi a standard spesso artificiosi e irraggiungibili. Fanno continui “fotoritocchi” delle proprie immagini, nascondendosi dietro a maschere e false identità, fin quasi a diven-

Il Papa e i giovani alla GMG 2016.

tare loro stessi un “fake”. C’è in molti l’ossessione di ricevere il maggior numero possibile di “mi piace”. E da questo senso di inadeguatezza sorgono tante paure e incertezze. Altri temono di non riuscire a trovare una sicurezza affettiva e rimanere soli. In molti, davanti alla precarietà del lavoro, subentra la paura di non riuscire a trovare una soddisfacente affermazione professionale, di non veder realizzati i propri sogni. Sono timori oggi molto presenti in molti giovani, sia credenti che non credenti. E anche coloro che hanno accolto il dono della fede e cercano con serietà la propria vocazione, non sono certo esenti da timori. Alcuni pensano: forse Dio mi chiede o mi chiederà troppo; forse, percorrendo la strada indicatami da Lui, non sarò veramente felice, o non sarò all’altezza di ciò che mi chiede. Altri si domandano: se seguo la via che Dio mi indica, chi mi garantisce che riuscirò a percorrerla fino in fondo? Mi scoraggerò? Perderò entusiasmo? Sarò capace di perseverare tutta la vita? Nei momenti in cui dubbi e paure affollano il nostro cuore, si rende necessario il discernimento. Esso ci consente


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Parola del Papa

evidente, ma la si comprende a poco a (cfr Gen 12,10s), Giacobbe ha avuto poco. Il discernimento da fare, in quepaura (cfr Gen 31,31; 32,8), e così anche sto caso, non va inteso come uno sforMosè (cfr Es 2,14; 17,4), Pietro (cfr Mt zo individuale di 26,69ss) e gli Apointrospezione, dove stoli (cfr Mc 4,38La vocazione lo scopo è quello di 40; Mt 26,56). Gesù conoscere meglio i stesso, seppure a un è una chiamanostri meccanismi livello incomparabita dall’alto e il interiori per rafforle, ha provato paura zarci e raggiungere e angoscia (cfr Mt discernimento un certo equilibrio. 26,37; Lc 22,44). In questo caso la «Perché siete così consiste sopratpersona può divenpaurosi? Non avete ancora fede?» tutto nell’aprir- tare più forte, ma rimane comunque (Mc 4,40). Questo si all’Altro che chiusa nell’orizzonrichiamo di Gesù te limitato delle sue ai discepoli ci fa chiama possibilità e delle comprendere come sue vedute. La vocaspesso l’ostacolo alla zione invece è una chiamata dall’alto e il fede non sia l’incredulità, ma la paura. discernimento in questo caso consiste Il lavoro di discernimento, in questo soprattutto nell’aprirsi all’Altro che senso, dopo aver identificato le nostre chiama. E’ necessario allora il silenzio paure, deve aiutarci a superarle aprendella preghiera per ascoltare la voce doci alla vita e affrontando con serenidi Dio che risuona nella coscienza. tà le sfide che essa ci presenta. Per noi Egli bussa alla porta dei nostri cuori, cristiani, in particolare, la paura non di mettere ordine nella confusione dei come ha fatto con Maria, desideroso di deve mai avere l’ultima parola, ma esnostri pensieri e sentimenti, per agire stringere amicizia con noi attraverso la sere l’occasione per compiere un atto in modo giusto e prudente. In questo preghiera, di parlarci tramite le Sacre di fede in Dio... e anche nella vita! Ciò processo, il primo passo per superare Scritture, di offrirci la sua misericordia significa credere alla bontà fondamenle paure è quello di identificarle con nel sacramento della Riconciliazione, tale dell’esistenza che Dio ci ha donato, chiarezza, per non ritrovarsi a perdedi farsi uno con noi nella Comunione confidare che Lui conduce ad un fine re tempo ed energie in preda a fantaeucaristica. buono anche attraverso circostanze e smi senza volto e senza consistenza. Ma è importante anche il confronto vicissitudini spesso per noi misteriose. Per questo, vi invito tutti a guardarvi e il dialogo con gli altri, nostri fratelli e Se invece alimentiamo dentro e a “dare un sorelle nella fede, che hanno più espele paure, tenderemo a nome” alle vostre pauNon abbiate rienza e ci aiutano a vedere meglio e a chiuderci in noi stesre. Chiedetevi: oggi, timore di guarscegliere tra le varie opzioni. Il giovasi, a barricarci per dinella situazione conne Samuele, quando sente la voce del fenderci da tutto e da creta che sto vivendo, dare con oneSignore, non la riconosce subito e per tutti, rimanendo come che cosa mi angoscia, tre volte corre da Eli, l’anziano sacerparalizzati. Bisogna che cosa temo di più? stà alle vostre dote, che alla fine gli suggerisce la rireagire! Mai chiudersi! Che cosa mi blocca e sposta giusta da dare alla chiamata del mi impedisce di anpaure, ricono- Nelle Sacre Scritture Signore: «Se ti chiamerà, dirai: “Parla, troviamo 365 volte l’edare avanti? Perché scerle per quelSignore, perché il tuo servo ti ascolta”» spressione “non temenon ho il coraggio di (1 Sam 3,9). Nei vostri dubbi, sappiare”, con tutte le sue vafare le scelte imporlo che sono e te che potete contare sulla Chiesa. So rianti. Come dire che tanti che dovrei fare? che ci sono bravi sacerdoti, consacrati Non abbiate timore di fare i conti con ogni giorno dell’anno e consacrate, fedeli laici, molti dei quali il Signore ci vuole libeguardare con onestà esse giovani a loro volta, che come fratelli ri dalla paura. alle vostre paure, ricoe sorelle maggiori nella fede possono Il discernimento dinoscerle per quello che accompagnarvi; animati dallo Spirito venta indispensabile quando si tratta sono e fare i conti con esse. La Bibbia Santo sapranno aiutarvi a decifrare i della ricerca della propria vocazione. non nega il sentimento umano della vostri dubbi e a leggere il disegno della Questa, infatti, il più delle volte non paura né i tanti motivi che possono Segue a pagina 12 è immediatamente chiara o del tutto provocarla. Abramo ha avuto paura


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Incontri

Monsignor Paolo Pezzi, Arcivescovo di Mosca

Celebrerà la Santa Messa di apertura del trentaduesimo pellegrinaggio Monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo della diocesi della Madre di Dio a Mosca. Di seguito pubblichiamo l’omelia da Lui pronunciata in occasione del Natale 2016.

“G

loria a Dio nel più alto dei cieli, sulla terra pace, sugli uomini la benedizione di Dio” (cfr. Lc 2,14). Questo è l’annuncio degli angeli che ancora risuona nei nostri cuori perché in Russia abbiamo la “fortuna” di celebrare il Natale dal 25 dicembre, quando lo contemplano la Chiesa cattolica e alcune altre comunità cristiane, fino al 7 gennaio, quando la Chiesa ortodossa russa nuovamente annuncia agli uomini: “Cristo nasce! Rendiamogli Gloria!”. Per noi quest’anno il canto degli angeli ha avuto la forma di un annuncio, di un Evangelo di speranza. Perché il Natale è lo sbocciare della speranza fondata sul fatto che Dio si rende nuovamente ai nostri occhi presenza palpabile, gloriosa e tenera allo stesso tempo. E infatti, se ci pensiamo bene, noi ripetiamo ogni anno lo stesso annuncio di speranza la notte di Natale, ma

esso prende ogni volta un volto diverso, nuovo, come fosse la prima volta. Forse questa novità è ben descritta nei canti natalizi tradizionali, che esprimono tutti lo stupore. E lo stupore, lo si sa bene, non possiamo darcelo per decreto o per imposizione, ma accade perché ci si trova davanti a qualcosa di nuovo. Recentemente ho visto in un film la scena di una bambina il cui tutore, avendo lei perso i genitori, decide di portarla al reparto maternità. Quando esce l’infermiera per comunicare al padre la nascita del nuovo figlio, questa bambina comincia a saltare di gioia, a fare festa, pur non avendo nessun legame con quella famiglia, ma non potendo che reagire così di fronte al miracolo del nuovo che si era trovata davanti. Il Natale di Cristo ci dice proprio questo innanzi tutto: se vuoi sorprendere quello che Dio porta portando se stesso, la novità delle novità, allora ascolta il tuo cuore, lasciati guidare dallo stupore, perché la novità è l’incontro con il Dio vivo, l’incontro con la speranza che è più forte delle difficoltà e delle ingiustizie, e lo dimostra trasfigurando la vita e il mon-

do, la storia dal di dentro. Egli solo è, Egli è qui, qui come quel giorno, tutti i giorni della vita e della storia. Una delle impressioni più forti che ho in questo Natale nella nostra epoca e nella nostra situazione concreta è quella che chiamerei un “deficit di speranza”, che consiste in una difficoltà a vedere il proprio futuro. Questa incertezza di fronte alla vita si riflette in tutti i suoi aspetti, ma in modo più drammatico in quegli aspetti della vita che sono più fortemente legati al destino di un uomo: la famiglia, il lavoro, i rapporti con i suoi simili e col mondo che lo circonda, perché l’incertezza porta una sfiducia nei rapporti in famiglia, al lavoro, fin nelle strutture sociali e politiche. Questa incertezza non è estranea nemmeno ai credenti, e si mostra come un pessimismo e una abitudinarietà che si notano nella preghiera o nella celebrazione liturgica: propriamente un’assenza di stupore, un’incapacità a vedere davanti a se stessi la novità, quella fonte perennemente presente di speranza, quella fonte che mai smette di donare gratuitamente


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Incontri

un’acqua sempre nuova, sorgiva, fresca. Ma l’Evangelo degli angeli dice ancora qualcosa di più di questa fonte di speranza che è il Natale, e cioè che l’acqua di questa fonte inesauribile viene presa non da una sorgente magica, ma irreale, bensì dalla sorgente delle circostanze stesse della storia (Péguy): non solo la misteriosa Gloria di Dio nell’alto dei cieli viene annunciata, ma la pace sulla terra imperversata dal male, la benedizione sugli uomini, ancora impastati e lordi dei propri disastri umani, non già belli e ripuliti. Cristo nasce in circostanze non ideali, non lo accolgono, perché non lo riconoscono, perché sono sfiduciati, così come noi oggi non siamo capaci di accogliere il diverso che ci viene incontro, non ci stupiamo del “come” Gesù ci viene incontro. Ma Gesù non perde la speranza, Egli nasce comunque, rinasce ogni volta nella speranza. Io ho visto quest’anno l’Evangelo di speranza del Natale nelle svariate iniziative di carità che cristiani e uomini benedetti dal Signore hanno messo gratuitamente in piedi, quasi a organizzazione zero, con pochi mezzi e strutture: la colletta della misericordia, che abbiamo iniziato dopo l’anno giubilare, la giornata di attenzione ai poveri (non della povertà astrattamente intesa), la raccolta di solidarietà per uomini colpiti dalla guerra, perlopiù sconosciuti, soprattutto in Siria. Queste iniziative hanno il peso della speranza di Abramo, così stupito da sperare più di ogni altra possibile speranza umana, hanno il peso della speranza di Maria, il cui “sì” continua ad alimentare l’acqua fresca della speranza. Cristo nasce! Rendiamogli IS Gloria!

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asce a Russi, in provincia di Ravenna, nel 1960, compiuto gli studi di filosofia e di teologia negli anni 1985-1990 presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, a Roma. Ordinato sacerdote il 22 dicembre 1990 nella Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo, ha ottenuto in seguito il Dottorato in Teologia Pastorale presso l’Università Lateranense sul tema: Cattolici in Siberia, le origini, le persecuzioni, l’oggi. Nel 1993 si è recato missionario in Russia, dove ha ricoperto gli incarichi di Direttore del giornale cattolico e Decano della regione centrale, nell’attuale Diocesi della Trasfigurazione a Novosibirsk fino al 1998, anno nel quale diventa Vicario generale della Fraternità San Carlo Borromeo fino al 2005. Dallo stesso anno è responsabile del movimento di Comunione e Liberazione in Russia fino alla data di nomina a vescovo. Dal 2006 fino al settembre 2007 è stato rettore del Seminario Maggiore «Maria Regina degli Apostoli» di San Pietroburgo. Il 27 ottobre a Mosca, nella

cattedrale della Immacolata Concezione della Madre di Dio, è ordinato arcivescovo della capitale russa. La consacrazione episcopale è avvenuta per mano del suo predecessore monsignor Tadeus Kondrusiewicz e concelebrata dal nunzio Antonio Mennini, rappresentante della Santa Sede in Russia, da tre Arcivescovi del Paese – monsignor Joseph Wert, monsignor Kirill Klimovich, monsignor Clemens Pickel – e dall’Arcivescovo di Astana (Kazakistan), Tomasz Peta. Presenti anche la delegazione ortodossa capeggiata dal numero due del dipartimento degli esteri del Patriarcato Vslelod Chaplin che ha letto il messaggio di Alessio II. Il 29 giugno 2008, in occasione della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, presso la Basilica di San Pietro, Mons. Paolo Pezzi ha ricevuto da sua Santità Benedetto XVI, il Pallio Arcivescovile che rappresenta la realtà della cura pastorale ed è simbolo dell’autorità di cui il metropolita, in comunione con la Chiesa Romana, viene legittimamente investito nella proIS pria circoscrizione.


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Incontri

Don Alberto Pistolesi, nuovo parroco in Santa Barbara

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arissimi amici del pellegrinaggio, come nuovo parroco della comunità di Santa Barbara in Sinnai vi rivolgo, attraverso le pagine del vostro notiziario, un caloroso saluto. Papa Francesco nella sua storica visita a Cagliari, avvenuta nel settembre del 2013, ricordava nella sua omelia come il popolo sardo sia particolarmente legato alla Vergine Maria. Le genti di Sardegna conoscono la preziosità dello sguardo amorevole e materno della Madonna che sostiene il nostro cammino di testimonianza cristiana. “Abbiamo bisogno del suo sguardo di tenerezza – afferma il pontefice - del suo sguardo materno che ci conosce meglio che chiunque altro, del suo sguardo pieno di compassione e di cura. Lo sguardo di Maria ci porta a Dio, il suo sguardo è un dono del Padre buono, che ci attende ad ogni svolta del nostro cammino, è un dono di Gesù Cristo in croce, che carica su di sé le nostre sofferenze, le nostre fatiche, il nostro peccato”. Se grande è la devozione del popolo sardo alla Madonna di Bonaria questo vale ancora di più per gli abitanti di Sinnai strettamente legati per diversi motivi al Santuario Mariano della patrona

massima della Sardegna. Uno di questi motivi è certamente il pellegrinaggio. Questa grande esperienza di fede, che ogni anno parte dal nostro paese, è il segno concreto e visibile di una comunità che vuole camminare come discepola, desiderosa di seguire Cristo, pronta a raccogliere il premuroso invito di Maria a fare quello che lui ci ha detto nel suo Vangelo e in tutto quello che lo Spirito dirà al nostro cuore di credenti. Grazie al pellegrinaggio ci riscopriamo quindi una Chiesa esperta di cammino che

non ha paura di “uscire”. Tutta la sua missione è incentrata nel seguire Gesù “andare dietro a Lui” e riuscire che ha insegnato Papa Paolo VI nel suo magistero a rendere testimonianza alla verità, per salvare e non per condannare, per servire una umanità che avanza nel cammino della storia. Da sempre quindi la Chiesa affronta i nodi più difficili della contemporaneità. Oggi questi nodi riguardano la famiglia, i giovani e le vocazioni. Dopo aver dedicato gli ultimi due sinodi dei vescovi al tema della famiglia la Chiesa si appresta a vivere un nuovo sinodo, previsto per il prossimo ottobre, dedicato al tema dei giovani con l’ambizioso titolo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Affrontare il tema dei giovani significa per la Chiesa aprire un confronto schietto e sincero con le nuove generazioni per capire come si sta cercando di concretizzare il mandato missionario affidato da Gesù nel Vangelo di Marco: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. Per vivere con frutto questo confronto bisogna vin-


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Incontri

Il saluto di don Giovanni Abis

cere la tentazione di trattare la questione come se si discutesse di campagne pubblicitarie, di marketing o di intendere il mandato di Gesù come un lavoro finalizzato a creare una “clientela” per il futuro. Il Sinodo diventerà per la comunità ecclesiale una nuova occasione per chiederci come stiamo testimoniando, annunciando e seminando il Vangelo nel cuore dei ragazzi e dei giovani. Il prossimo pellegrinaggio Sinnai – Bonaria sarà un piccolo preludio del grande incontro che i giovani di tutta Italia vivranno nel prossimo agosto. Dalle diverse diocesi si incammineranno verso Roma per incontrare Papa Francesco e vivere così un forte momento di preghiera, confronto e preparazione per l’imminente sinodo. In questi mesi ci impegneremo per sostenere con la preghiera e la nostra testimonianza questo evento e affidarci ancora una volta alla potente intercessione di Maria, madre di tutti i credenti. don Alberto

Don Giovanni Abis, già parroco in Santa Barbara a Sinnai

I

l 32° pellegrinaggio SinnaiBonaria è alle porte e mi è caro rivolgere attraverso il notiziario di collegamento Il Segno, un forte saluto e un grande augurio a tutti i promotori e amici del pellegrinaggio, ai sinnaesi e a tutti i pellegrini che la notte del prossimo 24 aprile, solennità di N. S. di Bonaria, si ritroveranno nel grande piazzale di Sant’Isidoro per la veglia e la messa di mezzanotte. Volgendo indietro lo sguardo, intravedo, anno dopo anno, il fervore degli ultimi giorni, “i personaggi” che hanno rappresentato diverse realtà ecclesiali, incontrato le nostre realtà e presieduto la celebrazione eucaristica prima della partenza del pellegrinaggio... Lo sguardo a ritroso giunge fino ai primi anni, quando si partiva dal campo sportivo, dalla palestra di Via Giotto e, con qualche centinaio di persone, la prima volta si partì al mattino dalla Chiesa di Santa Barbara. L’evento nacque nel 1987, qualche settimana prima della Pasqua. Ausilia e Pierangelo in piazza Chiesa mi fecero la proposta del pellegrinaggio a piedi, di notte, da Sinnai a Bonaria... “A me l’idea piace...” risposi. La “proposta”... fu annunciata la Domenica delle Palme, il 12 aprile, alla messa grande, piena di gente. La reazione dell’assemblea alla proposta del “pellegrinaggio a Bonaria a piedi” fu un mormorio gioioso in crescendo... l’annuncio fece presa e mancavano solo due settimane. Il sabato 25 aprile, circa duecento persone, verso le quattro del mattino, dopo un momento di preghiera e di canto in Santa Barbara, partirono alla volta di N. S. di Bonaria, dove, accolti dai Padri Mercedari, si celebrò la Santa Messa. Ormai, da molti anni, le persone che fanno il cammino sono migliaia. Il “cuore” del pellegrinaggio è pieno di fede e di gioia. La fascia più giovane è carica di en-

tusiasmo. Anno dopo anno è cresciuto il lavoro per la preparazione e il pellegrinaggio è diventato “evento ecclesiale”, improntato sul tema della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) e sulla fede vissuta nella vita quotidiana e incentrata nella persona di Gesù Cristo, nostro Signore, che vive nella Chiesa, comunità dei figli di Dio. La presenza della Santa Madre di Dio, venerata come Nostra Signora di Bonaria, cammina con noi e ci accoglie all’ingresso della Sua Basilica. Mi è caro esortare organizzatori e pellegrini e la comunità sinnaese a fare il pellegrinaggio in “grazia di Dio” cioè confessati per Pasqua o in occasione del cammino. Ricordando il pellegrinaggio del 2000, anno del Giubileo, con la Croce della GMG, invito “organizzatori e amici del pellegrinaggio” ad allargare la partecipazione e la collaborazione con le altre realtà ecclesiali tentando un salto di qualità in spirito di comunione per favorire il cambio di generazione. Dopo più di 30 anni è tempo di dare spazio anche alla fascia più giovane... nella speranza che sia disponibile. Il pellegrinaggio anche quest’anno richiamerà tanta gente a Sinnai e lungo il cammino. Anch’io mi sento chiamato almeno per la concelebrazione della messa di mezzanotte, l’augurio di Buon Pellegrinaggio ai pellegrini e, chissà, anche per l’accoglienza a Bonaria. E’ una delle cose belle nate a Sinnai in questi anni e che riscaldano il cuore a coloro che partecipano. Mi auguro e auguro a chi crede in questo gesto, ma anche ai giovani e in prima fila al parroco del pellegrinaggio, don Alberto, a viverlo come segno di fede, di speranza e di gioia e con tanto amore alla Madonna e alla Chiesa di oggi. Buon Pellegrinaggio a tutti e arrivederci alla notte del 24 aprile. IS


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Parola del Papa

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vostra vocazione personale. L’“altro” non è solo la guida spirituale, ma è anche chi ci aiuta ad aprirci a tutte le infinite ricchezze dell’esistenza che Dio ci ha dato. È necessario aprire spazi nelle nostre città e comunità per crescere, per sognare, per guardare orizzonti nuovi! Mai perdere il gusto di godere dell’incontro, dell’amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri. I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in spazi di fraternità. Non lasciate, cari giovani, che i bagliori della gioventù si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l’unica finestra per guardare Anno 1999. La croce della Giornata Mondiale della Gioventù al pellegrinaggio.

il mondo è quella del computer e dello smartphone. Spalancate le porte della vostra vita! I vostri spazi e tempi siano abitati da persone concrete, relazioni profonde, con le quali poter condividere esperienze autentiche e reali nel vostro quotidiano. 2. Maria! «Io ti ho chiamato per nome» (Is 43,1). Il primo motivo per non temere è proprio il fatto che Dio ci chiama per nome. L’angelo, messaggero di Dio, ha chiamato Maria per nome. Dare nomi è proprio di Dio. Nell’opera della creazione, Egli chiama all’esistenza ogni creatura col suo nome. Dietro il nome c’è un’identità, ciò che è unico in ogni cosa, in ogni persona, quell’intima essenza che solo Dio conosce fino in fondo. Questa prerogativa divina è stata poi condivisa con l’uomo, al quale Dio concesse di dare un nome agli animali, agli uccelli e anche ai propri figli (Gen 2,1921; 4,1). Molte culture condividono questa profonda visione biblica riconoscendo nel nome la rivelazione del mistero più profondo di una vita, il significato di un’esistenza. Quando chiama per nome una persona, Dio le rivela al tempo stesso la sua vocazione, il suo progetto di santità e di bene, attraverso il quale quella persona diventerà un dono per gli altri e che la renderà unica. E anche quando il Signore vuole allarga-

re gli orizzonti di una vita, sceglie di dare alla persona chiamata un nuovo nome, come fa con Simone, chiamandolo “Pietro”. Da qui è venuto l’uso di assumere un nuovo nome quando si entra in un ordine religioso, ad indicare una nuova identità e una nuova missione. In quanto personale e unica, la chiamata divina richiede da noi il coraggio di svincolarci dalla pressione omologante dei luoghi comuni, perché la nostra vita sia davvero un dono originale e irripetibile per Dio, per la Chiesa e per gli altri. Cari giovani, l’essere chiamati per nome è dunque un segno della nostra grande dignità agli occhi di Dio, della sua predilezione per noi. E Dio chiama ciascuno di voi per nome. Voi siete il “tu” di Dio, preziosi ai suoi occhi, degni di stima e amati (cfr Is 43,4). Accogliete con gioia questo dialogo che Dio vi propone, questo appello che Egli rivolge a voi chiamandovi per nome. 3. Hai trovato grazia presso Dio. Il motivo principale per cui Maria non deve temere è perché ha trovato grazia presso Dio. La parola “grazia” ci parla di amore gratuito, non dovuto. Quanto ci incoraggia sapere che non dobbiamo meritare la vicinanza e l’aiuto di Dio presentando in anticipo un “curriculum d’eccellenza”, pieno di meriti e di successi! L’angelo dice a Maria che ha già trovato grazia presso Dio, non che la otterrà in futuro. E la stessa formulazione delle parole dell’angelo ci fa capire che la grazia divina è continuativa, non qualcosa di passeggero o momentaneo, e per questo non verrà mai meno. Anche in futuro ci sarà sempre la grazia di Dio a sostenerci, soprattutto nei momenti di prova e di buio. La presenza continua della grazia divina ci incoraggia ad abbracciare con fiducia la nostra vocazione, che esige un impegno di fedeltà da rinnovare tutti i giorni. La strada della vocazione non è infatti priva di croci: non solo i dubbi iniziali, ma anche le frequenti tentazioni che si incontrano lungo il cammino. Il sentimento di inadeguatezza accompagna il discepolo di Cristo fino alla fine, ma egli sa


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Parola del Papa

di essere assistito dalla grazia di Dio. Le parole dell’angelo discendono sulle paure umane dissolvendole con la forza della buona notizia di cui sono portatrici: la nostra vita non è pura casualità e mera lotta per la sopravvivenza, ma ciascuno di noi è una storia amata da Dio. L’aver “trovato grazia ai suoi occhi” significa che il Creatore scorge una bellezza unica nel nostro essere e ha un disegno magnifico per la nostra esistenza. Questa consapevolezza non risolve certamente tutti i problemi o non toglie le incertezze della vita, ma ha la forza di trasformarla nel profondo. L’ignoto che il domani ci riserva non è una minaccia oscura a cui bisogna sopravvivere, ma un tempo favorevole che ci è dato per vivere l’unicità della nostra vocazione personale e condividerla con i nostri fratelli e sorelle nella Chiesa e nel mondo. 4. Coraggio nel presente. Dalla certezza che la grazia di Dio è con noi proviene la forza di avere coraggio nel presente: coraggio per portare avanti quello che Dio ci chiede qui e ora, in ogni ambito della nostra vita; coraggio per abbracciare la vocazione che Dio ci mostra; coraggio per vivere la nostra fede senza nasconderla o diminuirla. Sì, quando ci apriamo alla grazia di Dio, l’impossibile diventa realtà. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8,31). La grazia di Dio tocca l’oggi della vostra vita, vi “afferra” così come siete, con tutti i vostri timori e limiti, ma rivela anche i meravigliosi piani di Dio! Voi giovani avete bisogno di sentire che qualcuno ha davvero fiducia in voi: sappiate che il Papa si fida di voi, che la Chiesa si fida di voi! E voi, fidatevi della Chiesa! Alla giovane Maria fu affidato un compito importante proprio perché era giovane. Voi giovani avete forza, attraversate una fase della vita in cui non mancano certo le energie. Impiegate questa forza e queste energie per migliorare il mondo, incominciando dalle realtà a voi più vicine. Desidero che nella Chiesa vi siano affidate responsabilità importanti, che si abbia il coraggio di lasciarvi spazio; e voi, pre-

paratevi ad assumere queste responsabilità. Vi invito a contemplare ancora l’amore di Maria: un amore premuroso, dinamico, concreto. Un amore pieno di audacia e tutto proiettato verso il dono di sé. Una Chiesa pervasa da queste qualità mariane sarà sempre Chiesa in uscita, che va oltre i propri limiti e confini per far traboccare la grazia ricevuta. Se ci lasceremo contagiare dall’esempio di Maria, vivremo in concreto quella carità che ci spinge ad amare Dio al di sopra di tutto e di noi stessi, ad amare le persone con le quali condividiamo la vita quotidiana. E ameremo anche chi ci potrebbe sembrare di per sé poco amabile. È un amore che si fa servizio e dedizione, soprattutto verso i più deboli e i più poveri, che trasforma i nostri volti e ci riempie di gioia. Vorrei concludere con le belle parole di San Bernardo in una sua famosa omelia sul mistero dell’Annunciazione, parole che esprimono l’attesa di tutta l’umanità per la risposta di Maria: «Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L’angelo aspetta la risposta; […] Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi. […] Per la tua breve risposta dobbiamo essere rin-

La croce della Giornata Mondiale della Gioventù all’arrivo a Bonaria.

novati e richiamati in vita. […] Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia. […] O Vergine, da’ presto la risposta» (Om. 4, 8; Opera omnia, ed. Cisterc. 4, 1966, 53-54). Carissimi giovani, il Signore, la Chiesa, il mondo, aspettano anche la vostra risposta alla chiamata unica che ognuno ha in questa vita! Mentre si avvicina la GMG di Panama, vi invito a prepararvi a questo nostro appuntamento con la gioia e l’entusiasmo di chi vuol essere partecipe di una grande avventura. La GMG è per i coraggiosi! Non per giovani che cercano solo la comodità e che si tirano indietro davanti alle difficoltà. Accettate la sfida? IS


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IL SEGNO - Anno XXI n° 1 - Marzo 2018 - 40o notiziario di collegamento per gli amici del pellegrinaggio Sinnai - N. S. di Bonaria

Eventi

In cammino con Maria: pellegrinaggio dei giovani

ari Giovani, C eccoci nuovamente sulla strada, pronti per un’altra tappa del nostro pellegrinaggio iniziato in-

sieme già da vari anni. Alcuni di voi hanno vissuto o ricordano la GMG di Rio De Janeiro con Papa Francesco e la visita ai nostri sacerdoti cagliaritani impegnati nella diocesi di Viana. Poco dopo Papa Francesco stesso è venuto a Cagliari e come non ricordare con gioia l’incontro avuto con lui al largo Carlo Felice la sera di quel 22 settembre? Successivamente abbiamo vissuto il pellegrinaggio indimenticabile verso la GMG di Cracovia, sempre con Papa Francesco, seguendo il sentiero delle Beatitudini evangeliche. In questi anni poi ho chiesto a tutta la nostra diocesi di mettere al centro del proprio impegno pastorale i Giovani, con una particolare attenzione alla strada dell’Amore e alla Missione. In questo percorso ci ha raggiunti e superati ancora una volta Papa Francesco, con l’avvio della preparazione del Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale previsto per ottobre 2018. Ora, in preparazione al Sinodo, siamo chiamati a rimetterci in strada, con un pellegrinaggio attraverso alcune parrocchie della nostra diocesi per raggiungere il Santuario di Nostra Signora di Bonaria e concludere il nostro cammino a Roma con Papa Francesco. Sarà un pellegrinaggio guidato da Maria e fatto con Lei, seguendo il tema che il Papa ci ha dato per il triennio 2017-18-19 fino alla GMG di Panama: Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente - Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio - Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola. Guardando alle prime due tappe del cammino tracciato dal Papa possiamo raccogliere un messaggio di fiducia e di coraggio. Il Signore sa fare grandi cose anche e specialmente servendosi dei più piccoli, noi per primi. Non temere: nel progetto di Dio tu hai un posto fondamentale, nonostante limiti umani e peccato. Il Signore sa tutto questo, ti conosce fino in fondo, ti ama, si fida di te e vuole proporti un progetto di vita coraggioso e bello. Monsignor Arrigo Miglio Arcivescovo di Cagliari

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“L’angelo dice a Maria che ha già trovato grazia presso Dio, non che la otterrà in futuro. E la stessa formulazione delle parole dell’angelo ci fa capire che la grazia divina è continuativa, non qualcosa di passeggero o momentaneo, e per questo non verrà mai meno.” (Papa Francesco, Messaggio per la XXXIII GMG)

Il Segno 40 del novembre 2018 - Primo semestre  

Notiziario di collegamento del Pellegrinaggio a piedi da Sinnai a Nostra Signora di Bonaria. Numero 40 del marzo 2018

Il Segno 40 del novembre 2018 - Primo semestre  

Notiziario di collegamento del Pellegrinaggio a piedi da Sinnai a Nostra Signora di Bonaria. Numero 40 del marzo 2018

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