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IL GIORNALE DELLA COOPERATIVA

EDITORIALE Perché Cultura e Valori ha voluto dotarsi di questo nuovo mezzo di comunicazione interna? Sicuramente perché i mezzi di comunicazione oggi sono importanti; addirittura vitali! Se non comunichi, non esisti. Si potrebbe anche osservare che un nuovo strumento, seppur utile alla comunicazione e alla visibilità di ciascuno di noi, è pur sempre una nuova incombenza da gestire. Una delle cose certe, che accomunano tutti noi, almeno in cooperativa, è proprio il fatto di essere in pochi a doversi occupare di un sacco di cose; su questo non ci piove. E’ anche vero che questa essenzialità di mezzi, in un contesto di grande necessità e motivazione, è sempre stata la nostra forza. Non guardiamo mai a cosa c’è da fare; guardiamo, piuttosto, a quanto serve fare quella determinata cosa; e cerchiamo di farla nel modo migliore, col minor dispendio di energia possibile. Abbiamo mezzi efficaci che ci consentono di fare bene e in fretta, ci permettono di unire il piccolo sforzo di ciascuno per assicurare a tutti scambio di idee, conoscenza reciproca e confronto costruttivo. Non dobbiamo nemmeno sciupare carta, perdere tempo a stampare, rilegare, recapitare. Uno strumento come questo giornalino virtuale, snello e veloce, serve per diventare tutti un po’ più consapevoli del contesto in cui si sta lavorando; per rendere tutti più visibili; per essere tutti più protagonisti di una realtà complessa come sta diventando Cultura e Valori. Cultura e Valori sta crescendo ogni anno! Forse troppo, a detta di qualcuno … Viviamo però un senso di grande serenità, determinata, forse, dalla consapevolezza che questa fase di crescita sembra essere sempre meno una scelta nostra! Non ci stiamo espandendo per una logica “di mercato”, stiamo cercando di non chiudere la porta a nessuno. Non è la stessa cosa! Ascoltare gli appelli di scuole che hanno bisogno di rigenerarsi, attraverso una nuova logica gestionale, risponde ad una nostra precisa vocazione. Non rispondere, non vedere, non dare opportunità vorrebbe dire contraddire la nostra stessa natura. Siamo nati più di vent’anni fa proprio per questo! Azzardo un paragone alto, ma calzante: può la Chiesa non essere missionaria? Solo chi se ne crea una a misura del proprio egoismo può negare la necessaria apertura missionaria della Chiesa; la stessa cosa è chiedere ad una cooperativa come Cultura e Valori di non essere aperta a nuove realtà educative. Ogni scuola può diventare un mondo da scoprire per tutti noi. Possiamo ammirare le scelte fondanti ed i carismi di coloro che hanno voluto farla nascere, crescere, essere apprezzata. Possiamo anche condividerne i limiti e le difficoltà, oppure coglierne le spinte innovative, apprezzarne le originalità creative che sono frutto dell’impegno quotidiano di chi ci lavora con passione e con attenzione ai bisogni educativi di bambini, ragazzi e giovani di oggi. Non ci daremo programmi editoriali troppo ambiziosi. Basterà qualche uscita all’anno. Ogni scuola avrà a disposizione una pagina di questo giornale. In questo primo numero ognuna delle nostre scuole si presenta; nei prossimi numeri ci sarà un tema che farà da filo conduttore, ma lascerà spazio alla libera scelta comunicativa di ciascuno. Ringrazio Filippo Faccincani, il nostro “economo generale”, che ha avuto l’ardire di farci la proposta di varare questo giornale di Cultura e Valori e Claudia Piazza, Preside dell’Istituto “Romano Guardini”, che ne curerà la sintesi editoriale. Buona lettura a tutti! Damiano Ceschi 1


VIRGO CARMELI

Il giorno 10 maggio 2014, Papa Francesco in Piazza San Pietro a Roma, incontra il mondo della scuola facendo alcune riflessioni: “Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni… … la scuola è un luogo di incontro. E noi oggi abbiamo bisogno di questa cultura dell’incontro per conoscerci, per amarci, per camminare insieme” (da“L’educazione secondo Papa Francesco” a cura di Ernesto Diaco). Oggi più che mai, uno dei requisiti fondamentali che i genitori ricercano nella scuola per i propri figli sembra essere quello di trovare un ambiente accogliente, protetto e sicuro, nel quale i bambini possano essere educati al vero. Il passaggio dalla scuola della prima infanzia, nido e materna, fino ad arrivare alla scuola primaria, richiede sempre (oggi più che mai) la capacità da parte dell’insegnante di essere guida “con la mente sempre aperta a imparare”. L’Istituto Virgo Carmeli offre ai propri alunni un ambiente familiare, che dal nido alla scuola primaria li accompagna verso una sempre maggiore autonomia, sviluppa nei bambini la voglia di imparare, li coinvolge in percorsi stimolanti e, soprattutto, è un luogo di crescita fianco a fianco. La maggior parte dei bambini sono infatti insieme da quando frequentano il nido, si conoscono e hanno costruito relazioni solide. Accompagnati dagli insegnanti, intraprendono percorsi di riconoscimento delle emozioni, di sperimentazione dello stare insieme e di condivisione. 2

Il nido integrato Raggio di Sole accoglie fino a 36 bambini, da dodici a trentasei mesi individuandone i bisogni affettivi, relazionali e cognitivi; promuovendo l’integrazione e la conoscenza dei bambini già in tenera età. La scuola dell’infanzia Virgo Carmeli prosegue il percorso educativo nelle tre sezioni che accolgono 84 bambini da tre a sei anni. Le aule molto spaziose si arricchiscono di altri spazi importanti per la fisicità dei bambini: il salone e la mensa, la palestra e le aree verdi ben attrezzate. La Scuola dell’Infanzia accompagna i bambini nella loro crescita e nella loro voglia di sperimentare, manipolare e, soprattutto, di coltivare quelle abilità che permetteranno loro di avviarsi serenamente verso il percorso della scuola primaria. La Scuola Primaria è organizzata in modo da accompagnare i suoi alunni in un percorso che tenga conto della loro originalità, rispettando i loro tempi d'apprendimento, valorizzando i meriti e coinvolgendo gli alunni anche in attività di tipo esperienziale, che costituiscono un ponte con la scuola materna. Uno dei punti di forza della scuola è che i nove insegnanti che costituiscono il corpo docente, conoscono tutti gli alunni, uno per uno, e questo risulta essere un elemento fondamentale per lo sviluppo di una relazione di fiducia che permetta un


passaggio costruttivo di informazioni tra genitori e insegnanti. Durante le ore pomeridiane gli alunni della scuola primaria svolgono i compiti a scuola. Questo sistema permette loro di sviluppare una crescente organizzazione del lavoro, imparando a gestire il proprio materiale ed il tempo a disposizione per tale attività. La presenza dell’insegnante in classe aiuta l’alunno ad impostare serenamente il

compito, a stabilire delle priorità, ad usare strumenti organizzativi fondamentali, quali il diario scolastico, mirando ad incrementare sempre più l’autonomia nel corso degli anni. Particolare importanza viene data allo sviluppo delle competenze in lingua inglese. Una insegnante madrelingua è presente fin dalla scuola dell’Infanzia e nella Primaria, in compresenza, lavora un’ora a settimana in ogni classe, coltivando prevalentemente attività orali di speaking e di storytelling.

SCUOLA MEDIA “CARLO PERUCCI” “Parlare dell'avvenire ad un ragazzo significa chiedergli di misurare l'infinito con un decimetro”. (Pennac, Diario di scuola)

È così che i ragazzi vivono gli anni della scuola media: un giorno alla volta, una sfida ogni giorno, un centimetro al mese, ma in bilico sulla spaventosa vertigine del proprio futuro, un futuro così lontano e, al tempo stesso, così incombente. Eppure gli anni della scuola media volano: sono come un libro di moltissime pagine sfogliato a tutta velocità. La scuola media è un passaggio breve, ma cruciale: raccoglie in sé i timori infantili degli alunni di prima ed i tormenti adolescenziali dei ragazzi di terza, con il delicatissimo compito di trasformare i bambini in adolescenti e di indirizzarli sulla strada della vita. 3

È per questo che la scelta della scuola è molto importante. La scuola media Carlo Perucci, a Marzana, ha i giusti requisiti per svolgere al meglio questo delicato compito. Ciò che per primo salta agli occhi è l’ambiente: la scuola è ospitata dall’Istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia ed il contesto è perciò familiare, curato ed accogliente. Le classi, a sezione unica, offrono ai ragazzi il vantaggio di potersi conoscere per nome e


di relazionarsi facilmente con tutti gli insegnanti. E sono questi ultimi, gli insegnanti, a rafforzare lo spirito di familiarità e di attenzione alla persona. Il corpo docente è formato da professori preparati e fortemente motivati, che vivono il ruolo di educatori con passione e che collaborano tra loro come in una vera e propria squadra educativa. Essi puntano anzitutto alla cura del rapporto con i ragazzi, dedicando loro rispetto ed attenzione e guidandoli nella loro crescita personale, attraverso momenti di tutoring e percorsi dedicati alla spiritualità e all’orientamento per la scelta della scuola superiore. Altro fiore all’occhiello è la qualità della proposta formativa, che mira a dare ai ragazzi un’istruzione solida, che li prepari ad affrontare con serenità il loro percorso di studi. Oltre al normale curricolo scolastico, nel quale si affrontano i nuclei fondanti ed i

contenuti imprescindibili delle varie materie, la scuola offre dei laboratori opzionali pomeridiani, che permettono ai ragazzi di approfondire i più diversi campi d’interesse, dallo studio/potenziamento delle lingue (inglese, spagnolo e latino) a corsi più ricreativi come quello di cucina o di calcetto, con un’offerta che si rinnova ogni anno. Alla Scuola Perucci si lavora, ma ci si diverte anche! Non è un caso se, proprio nello scorso anno scolastico, 2017/18, la Perucci ha compiuto il suo quarantesimo anno d’età e l’ha celebrato come un traguardo importante, condiviso con due generazioni di alunni che ancora tornano con piacere a visitare la loro vecchia scuola. Ed è per questo che possiamo affermare con certezza e con orgoglio che, per quanto velocemente passino, gli anni della scuola media, specie se vissuti positivamente, lasciano il segno!

Alcune delle offerte caratteristiche della scuola media Carlo Perucci:  Inglese potenziato (5 ore settimanali)  Trasporto  Corsi di preparazione alla certificazione linguistica europea  Corso di informatica di base in classe con pc portatili per ogni alunno

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 Possibilità di partecipare a stage all’estero  Studio assistito con insegnanti della scuola


SCUOLA PARITARIA A.PROVOLO Ciao a tutti, siamo gli alunni di IV della Scuola paritaria A. Provolo e abbiamo pensato di descrivervela. Per prima cosa vi diciamo che è divisa su quattro livelli. Appena entrati, scendendo ci sono la mensa e il teatro, dove facciamo anche le Messe, oltre alle recite. Salendo troviamo l’aula di musica, l’aula di arte, gli spogliatoi e la palestrina dove le prime due classi delle elementari fanno psicomotricità. Al piano terra ci sono le aule delle medie, il bagno e la segreteria. Salendo troviamo le aule delle elementari, le classi prima e seconda usano la lavagna a gessi, invece la terza, quarta e quinta hanno la LIM, inoltre c’è l’aula jolly, l’aula insegnanti e la presidenza.

Uscendo e salendo alcuni gradini c’è la palestra grande dove fanno ginnastica le classi terza, quarta e quinta e le medie. Andando verso l’uscita troviamo la Scuola materna e un piccolo giardino dove a novembre abbiamo piantato un ulivo che ci è stato regalato da un’associazione e sul quale abbiamo appeso messaggi di speranza. Fuori dal cancelletto c’è un grande campo con le reti da calcio, quella da pallavolo e i canestri da basket, dove ci divertiamo durante le ricreazioni o le feste di fine anno. Che ne dite? Vi piace la nostra scuola? Vi viene voglia di venirci a trovare, eh? Un caloroso saluto da tutti noi!!

SCUOLA MEDIA “SANTA TERESA” “Nell’educazione alla fede un compito molto importante è affidato alla scuola cattolica. Essa infatti adempie alla propria missione basandosi su un progetto educativo che pone al centro il Vangelo e lo tiene come decisivo punto di riferimento per la formazione della persona e per tutta la proposta culturale. In convinta sinergia con le famiglie e con la comunità ecclesiale, la scuola cattolica cerca dunque di promuovere quell’unità tra la fede, la cultura e la vita che è obiettivo fondamentale dell’educazione cristiana”.

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Queste parole, pronunciate ancora nel giugno del 2007 da Papa Benedetto XVI, esprimono chiaramente e compiutamente quanto Scuola Santa Teresa ha cercato e cerca di incarnare ogni giorno nella sua proposta educativa.


Un po’di storia. Nel 1978 nell’ambito della crisi dei seminari minori, i Padri Carmelitani Scalzi decisero la chiusura del seminario che sorgeva accanto al Santuario di S. Teresa di Tombetta (Verona). Chiusa un’esperienza, ci si interrogò su come non perdere un patrimonio educativo e come rispondere alle mutate situazioni sia ecclesiali che culturali. In questa riflessione fu coinvolta non solo la comunità religiosa ma anche la Parrocchia. Nacque un vasto movimento di simpatia e di richiesta per aprire una scuola cattolica. Dopo un lungo travaglio si decideva l’apertura di una scuola media per l’anno scolastico 1979/80: giuridicamente era la sezione maschile della scuola media S. Giuseppe L.R., che al contrario era femminile. Partita con 25 iscritti, dopo alcuni anni si decideva una seconda sezione con classi fino a trenta alunni. Il numero maggiore che la scuola ha avuto è stato di 164 alunni. Nel 1987 si decideva e si otteneva la separazione delle due scuole che diventavano autonome, indipendenti e miste. La nostra prendeva il nome di Scuola S. Teresa. Fin da subito la scuola divenne un punto di riferimento per molte famiglie, con le quali la direzione e il corpo docente cercarono sempre collaborazione schietta e leale. La scuola voleva essere un luogo non da “subire” ma da costruire sempre più con l’apporto di tutti. I docenti, quasi tutti laici, oltre al lavoro professionale si prestavano ad attività extra per favorire e aiutare gli alunni in difficoltà. Dal settembre 2000 la scuola è passata sotto la gestione della Cooperativa “Cultura e Valori”, per continuare a sviluppare una proposta educativa cristiana nel territorio. 6

Dal settembre 2014, terminato il rapporto con i Padri Carmelitani, la sede della scuola è stata trasferita nel quartiere Golosine presso l’Istituto “Virgo Carmeli” (asilo nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria), passato a sua volta in gestione alla Cooperativa e creando un nuovo polo educativo di riferimento per il territorio di Verona Sud. Le famiglie che chiedono l’iscrizione del proprio figlio alla Scuola S.Teresa sono di varia estrazione sociale: operai, impiegati, artigiani, piccoli e medi imprenditori, liberi professionisti. Condividono concretamente il Progetto Educativo, collaborano con entusiasmo, partecipano alle iniziative formative proposte dalla scuola, si interessano dei problemi educativi ed economici. La nostra proposta formativa. Quando incontriamo per la prima volta i genitori che vengono per conoscere l’offerta formativa esordiamo dicendo che la nostra è una “scuola” ed è “cattolica”: con questi due termini vogliamo evidenziare quali sono le principali caratteristiche della nostra proposta educativa. Siamo innanzi tutto e principalmente scuola perché la nostra peculiare mission è offrire istruzione e formazione attraverso le discipline scolastiche affrontate, scandagliate e studiate con l’aiuto di docenti competenti ed aperti al confronto; ma siamo anche, e questo per noi è un binomio inscindibile, “scuola


cattolica”, cioè una realtà che propone conoscenze e abilità per arrivare alle competenze con un preciso stile e progetto educativo che affonda le sue radici nel messaggio evangelico e si nutre della linfa dei valori derivati dall’esperienza cristiana, parte integrante della nostra tradizione. Tutto il resto, organizzazione, orari, proposte viene di conseguenza. E ci teniamo a ribadire anche un’altra cosa: noi non vogliamo sostituirci ai genitori che sono i veri responsabili dell’educazione, vogliamo semplicemente essere un supporto, un aiuto, un riferimento nella loro grande e meravigliosa avventura nel far crescere i figli. Il vero protagonista è e deve essere il ragazzo, al centro di tutte le attenzioni. In questo senso riteniamo essenziale personalizzare al massimo il suo rapporto con gli insegnanti. Abbiamo perciò istituito la figura del tutor. In che cosa consiste? Ogni tutor segue in modo particolare un gruppetto di una decina di ragazzi, li incontra periodicamente, li introduce al metodo di studio, li sollecita nell’impegno, li sorregge nelle difficoltà scolastiche, li spinge a dare il meglio di sé, fa da collante tra il ragazzo, la famiglia e la scuola. E le famiglie? Importantissimo creare con loro una sintonia. Per loro nel corso dell’anno organizziamo incontri di vario tipo, di carattere ludico ma anche per approfondire temi di attualità o inerenti l’educazione nei suoi vari aspetti. E la risposta è sempre confortante. Come è confortante e interessante l’aiuto che tanti genitori offrono gratuitamente per

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contribuire a rendere la nostra scuola un ambiente bello e accogliente. E’ in questo modo che i genitori entrano a scuola come se entrassero in casa loro. Cosa proponiamo. Gli orari. Le lezioni iniziano alle ore 7,45, con un momento di riflessione e preghiera comunitaria, e terminano alle ore 13,30 per chi sceglie solo il mattino e poi pranza a casa, mentre per chi resta in mensa è previsto un doposcuola dalle 14,30 alle 16,00 seguito sempre dai nostri insegnanti, che in questo modo possono intervenire per organizzare tempo e compiti, per aiutare chi è in difficoltà, per proporre un metodo di studio adeguato. Le lezioni del mattino non si tengono solo in aula: durante il corso dell’anno si utilizzano i laboratori, si visionano film o documentari, si incontrano esperti, si organizzano giornate di convivenza, uscite sul territorio e tornei tra scuole. Il pomeriggio, per la verità, è particolarmente vivace e “movimentato” perché ricco di attività e proposte: organizziamo laboratori di informatica (due livelli), di fisica sperimentale, di cucina, di piccola pasticcieria e di teatro. Se poi aggiungiamo i corsi di attività sportiva, di conversazione inglese con insegnante madrelingua, di pianoforte e di chitarra, di matematica e latino (propedeutici alle scuola superiore),si comprende come la scuola si possa dire piuttosto “viva”.


SCUOLA MEDIA “DON ALLEGRI” Le classi seconde della scuola secondaria di primo grado “Don Allegri” di Villafranca, hanno aderito al concorso fotografico per le scuole indetto nell’ambito del Festival Biblico 2019 avente come titolo: “Polis – Mai senza l’altro”. Questa opportunità è stato un “Kairos” ossia un “tempo favorevole” perché ha dato la possibilità ai nostri alunni di cimentarsi con ambiti e competenze non solo di tipo prettamente scolastico. Il progetto educativo – didattico messo in campo dalle insegnanti del nostro istituto, ha valorizzato l’aspetto contenutistico, relazionale, operativo e creativo, nell’ampio alveo dell’educazione alla cittadinanza. Per sensibilizzare e soprattutto educare ad uno sguardo empatico e che getta un ponte verso l’altro, in un momento dove si parla sempre più spesso, piuttosto, di “muri”, è sembrato non solo opportuno, ma urgente, lavorare a questo cantiere per la costruzione dei cittadini di domani. La città, quindi, può diventare il luogo dove sentirsi accolti o rifiutati o semplicemente spaesati, dove sentirsi a casa oppure stranieri. Attraverso il linguaggio fotografico, legato in modo indissolubile a quello dell’immagine, si può entrare nell’universo giovanile con l’alfabeto a loro più vicino, favorendone la comunicazione e l’espressività. La fotografia ha potuto aiutare gli alunni a riflettere, a posare lo sguardo, senza passare oltre… e così è stato! 8

Gli alunni, attraverso attività guidate, hanno esplorato il loro punto di vista sull’Altro, quello più vicino, il loro compagno/a di banco/di classe; hanno approfondito il concetto di identità e quello dell’incontro con l’Altro nei luoghi della polis: l’abitazione, la strada e la piazza. Nell’ultima fase del progetto gli alunni sono stati accompagnati ad incontrare l’ALTRO e ad interagire con lui/lei. Gli alunni sono stati altresì posti nelle condizioni di mettersi in gioco per impiegare del proprio tempo da dedicare alla cura del prossimo che vive realtà di disagio sociale o economico. Per far questo, hanno incontrato tre significative realtà, vocate alla cura dell’ALTRO, del nostro territorio villafranchese, che sono: la casa di riposo “Morelli Bugna”, l’associazione “Opero silente” e la comunità Emmaus. Presso la casa di riposo i ragazzi hanno trascorso due mattinate in compagnia degli anziani ospiti, giocando e chiacchierando. Per loro questa opportunità è stata un “onore”, come hanno scritto essi stessi, perché “ad accoglierci c’erano visi sorpresi, emozionati ed impazienti di conoscerci… Inizialmente i nonni, durante un momento di chiacchiere, ci hanno raccontato delle loro famiglie… poi abbiamo giocato insieme ed abbiamo


scoperto che i nonni sono più bravi di noi! “… Credo siano stati felici di averci accolto per qualche ora e sono contenta di aver dato loro un po’ del mio tempo.” scrive una ragazza. Un alunno conclude così: “Spero che la scuola ci dia ancora questa possibilità, perché lo rifarei altre mille volte!” Presso l’associazione “Opero Silente” in località Morando, i ragazzi si sono letteralmente rimboccati le maniche ed hanno portato il loro piccolo ma prezioso contributo, all’attività che un esercito vero e proprio di volontari, porta avanti ogni sabato, riutilizzando e risistemando tutta la verdura “avanzata” dalla vendita e scartata dal Mercato ortofrutticolo, preparandola per le oltre 300 famiglie povere del nostro territorio, per chi, cioè, non può permettersi di fare la spesa. I ragazzi non si sono tirati indietro davanti alla mole di carote da selezionare (le peggiori venivano

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riservate agli animali dell’associazione, perché non si butta via niente!), alle verze da mondare, ai limoni da sistemare nelle cassette destinate alle famiglie. Tanta gioia ha pervaso tutto il gruppo e ha dato speranza in un futuro più equo. La terza opportunità di adesione al reale, sempre nell’ambito di questo progetto, l’ha offerta la Comunità Emmaus del capoluogo, che ha presentato la sfera d’ azione e la mission della comunità, i propri spazi e attività. Con l’incontro esperito in carne ed ossa, con le persone, piuttosto che con le strutture, gli alunni delle classi seconde hanno potuto compiere quel “salto” motivazionale e relazionale che passa tra il “sentir dire” ed il “fare con” per arrivare ad una più completa maturazione del proprio essere attraverso una maggiore consapevolezza delle difficoltà, potenzialità, limiti, risorse che l’Altro può offrire. Grazie a questo concorso, che è diventato un progetto, è stata data la possibilità a tutti, alunni ed insegnanti, di “fare scuola” in maniera differente, stimolante e apprezzata, negli esiti, da tutti gli attori coinvolti.


I.T.E. ROMANO GUARDINI L’Istituto tecnico economico con indirizzo turistico “Romano Guardini” da oltre 30 anni si occupa della preparazione di figure adatte al settore economico-aziendale e turistico. Già a partire dal primo anno la nostra offerta formativa prevede lo studio di tre lingue europee con particolare attenzione al linguaggio tecnico e specifico del mondo del lavoro, delle discipline economico-aziendali (matematica, informatica, diritto, economia aziendale) e tecnico-turistiche (discipline turistico aziendali, tecnica turistica, arte e territorio) utili al completamento di un profilo professionale spendibile in diversi settori di impiego. Alla preparazione teorica è affiancata quella “sul campo” attraverso lo svolgimento di stage formativi in Italia e all’estero, allo scopo di preparare i ragazzi al panorama lavorativo europeo ed internazionale. Al termine del terzo anno gli studenti svolgono un tirocinio di 3 settimane presso una struttura ricettiva alberghiera, mentre alla fine del quarto anno, presso un’agenzia viaggi. Importanti per la formazione sono anche i Viaggi d’istruzione e le uscite didattiche svolte durante l’anno. Le classi del primo biennio partecipano al “Day Job” un progetto che prevede la visita di una struttura alberghiera per capirne il funzionamento e conoscere le attività nelle quali saranno coinvolti durante lo stage formativo. 10

Mentre le classi del triennio trascorrono una settimana all’estero con la formula del mini stay linguistico: lezioni di lingua al mattino, percorsi guidati del territorio e pernottamento in famiglia. Quest’anno le mete scelte sono state Salamanca in Spagna e Parigi in Francia. Di seguito alcune testimonianze dei nostri ragazzi: “Vedere dal vivo le opere e i quadri studiati in classe è stato davvero emozionante”(Aurora cl.IV) “La signora che ci ospitava era veramente gentile e simpatica, dopo cena trascorreva del tempo con noi e chiacchieravamo in francese” (Alessia cl.IV). Viaggio alla scoperta di Loreto e dintorni Noi ragazzi delle classi I e II dell’istituto tecnico indirizzo turismo Romano Guardini abbiamo avuto l’opportunità di fare un viaggio d’istruzione della durata di tre giorni nelle Marche. Giovedì 21 Aprile, dopo la visione del film “Il giovane favoloso” di Mario Martone, siamo partiti per raggiungere Loreto. La prima tappa del 22 Aprile è stato il Santuario della Santa Casa, dove c’è stato un momento di riflessione personale


guidato dall’insegnante di religione prof. Alessio Favalli. La giornata è proseguita nel pomeriggio a Recanati, paese natale del poeta Giacomo Leopardi, dove abbiamo visitato la sua casa e ci ha colpito in modo particolare il fatto che il poeta avesse passato la maggior parte della vita nella biblioteca del padre. In seguito ci siamo incamminati verso il colle osservando il quale ha composto la famosa poesia “L’infinito”. Sabato 23 Aprile siamo partiti di buon mattino per raggiungere le grotte di Frasassi, di una bellezza sorprendente, unica e rara. Per l’indirizzo che abbiamo scelto questa è stata un’occasione per visitare luoghi a noi sconosciuti e per vedere alcuni splendori del Patrimonio Artistico

Italiano. Inoltre questa gita ha rafforzato i rapporti d’amicizia tra di noi alunni e abbiamo potuto conoscere meglio i professori al di fuori dal contesto scolastico.

A cura di: Bellorio Serena & Perin Riccardo

LE GRAND CHIC Le lezioni assumono una tonalità diversa per una settimana. Una settimana “rossa” come la passione a Le Grand Chic Un percorso didattico alternativo volto a ravvivare l'interesse per l'apprendimento che diventa un modo per conoscersi meglio. Di Vanessa Lonardi e Romina Menini (allieve classe 3) L'Istituto moda e design “LE GRAND CHIC” ha coinvolto, nella settimana dal 18 al 22 febbraio 2019, gli studenti in una nuova

iniziativa tematica con lo scopo di dare un “tocco di colore” alle ore scolastiche. Questo progetto, ideato dal docente di Diritto e Religione Alessio Favalli, prevedeva lezioni ed attività collegate al tema del colore rosso, tonalità simbolo del logo della scuola. L'attività, svoltasi, si è aperta con la partecipazione di tutti gli alunni alla presentazione dei significati e

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dell'importanza storica che il colore rosso ha assunto nell'abbigliamento. È proseguita poi con la visione del film “Rosso come il cielo”, trattante la storia di un ragazzo che, dopo la perdita della vista, viene isolato in un centro per non vedenti con lo scopo di essere formato a svolgere lavori limitati. Questo film ha generato nei ragazzi forti emozioni e li ha lasciati con delle profonde riflessioni dimostrando che per vivere ogni momento occorre saperlo “assaporare” con tutti i sensi. Grazie alla successiva attività, dove tutti sono stati bendati, gli studenti si sono immedesimati nel protagonista della vicenda cinematografica e si sono cimentati in prove per affinare le abilità percettive, quali seguire suoni o riconoscere i compagni con l'uso del tatto. Queste divertenti sfide hanno impegnato ognuno per diverse ore. Sulla base della presentazione del tema effettuata in apertura, ogni docente ha voluto sottolineare la quantità di significati che il colore rosso può assumere, dandone una personale interpretazione e rendendo in tal modo unica ogni ora. Martedì, ad esempio, il sentimento caldo dell'amore ha ispirato ogni studente della classe terza a creare un outfit per la propria mamma, pensando quindi a soddisfare i gusti del genitore. Questo 12

lavoro ha fatto riflettere ciascun individuo sull'affetto verso i propri genitori e su quanto li si conosce. La parte interessante è stata proprio rendersi conto di quanto un rapporto così scontato sia importante per tutti noi. Diversamente, nelle ore di Sartoria sono stati realizzati accessori rigorosamente rossi, mentre con l'insegnante di Tecnologia sono stati ripresi i temi del film analizzando la percezione e l'illusione dei colori, imparando anche alcuni fenomeni legati ad essi. Se varie sono state le attività individuali, ancora di più sono state le occasioni per unire la nostra scuola di moda come, ad esempio, l'uscita didattica guidata dalla sfumatura della passione, quindi alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato l'opera “Romeo e Giulietta”. Un'altra opportunità di incontro fra le varie classi si è presentata venerdì 22 febbraio, grazie alla lezione di tintura dei tessuti, imparando dai metodi più antichi a quelli industriali, infine a quelli più ecologici e casalinghi. In questa occasione si è anche conclusa, ufficialmente, la settimana a tema con la proiezione di tante foto scattate ai ragazzi durante ogni attività.

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