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Mappe di percezione

San Francisco

di Andrea Ponsi Market Street

Se San Francisco fosse solo una valle e non una città, Market Street sarebbe il fiume principale verso cui convergono i suoi affluenti maggiori. Quelli di destra: tutte le “streets” dalla First alla 17th, oltre Guerrero, Dolores, Castro ecc. Quelli di sinistra: Divisadero, Fillmore e cento altre strade tra cui California Street. Se Market Street è il Mississipi , California Street è il suo Missouri, un fiume che scende verso valle segnato dalle scie delle rotaie dei tram a cavo , le cable cars. Market Street è un fiume largo, capiente, che taglia la città in diagonale. La sorgente è sull’alture di Twin Peaks e il suo corso è costellato di negozi, case, uffici, palmette, lampioni in stile. Verso l’estuario diventa un gorgo sprofondato in un canyon di grattacieli. Lì raccoglie oro e fango, businessmen e straccioni col carrello e masserizie . Lì finisce la sua corsa il cable car di Powell Street mentre scorre sotterranea la corrente carsica della metropolitana Bay Area Rapid Transit. Alla fine del suo corso Market Street non riesce a defluire nelle acque della baia. Trova una diga: il Ferry Building. La sua torre dell’orologio, da quando il terremoto ha eliminato la freeway che la nascondeva, è di nuovo il fuoco visivo della grande strada diagonale. Homeless

Un vecchio accovacciato lungo Market Street tiene in mano un pezzo di cartone con scritto a mano “homeless - help”. E’ appoggiato ad una rete dietro la quale si apre un enorme scavo nel terreno. “Smith General Contractors” indica il grande cartello, con la sua bella grafica stampata. Qui verranno costruite varie torri di almeno trenta piani: “360° views”, “ luxury penthouses”, “centro fitness” e altre amenità. Forse il vecchio accovacciato se ne andrà da un’altra parte domattina, quando riprenderanno a lavorare bulldozer e scavatrici. Tenderloin

Il quartiere del peccato: vagabondi senza casa, travestiti, cheap hotels, strani bar, neon polve-

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rosi. Tenderloin è un muscolo vitale, proprio nel centro della città, a un passo da downtown e la ricca zona del Pacific Heights. Tenderloin è letteralmente un taglio di carne prelibato, ma qui è flaccido, molle, un po’ avariato. Proprio per questa sua identità derelitta può ispirare interesse, curiosità , ribrezzo o una tenera pietà. South of Market

South of Market, SoMa come si dice, potrebbe essere un generico quartiere di ogni generica città americana: freeways che l’attraversano sospese su immensi piloni sotto i quali si allineano squadrati edifici-magazzini; vecchie costruzioni in mattoni con ancora scritte dipinte a mano sbiadite dal tempo; impronte di vecchie rotaie imbevute da nuovi asfalti; saracinesche, grandi finestre di ferro verniciato, pali di legno con attaccati matasse di cavi elettrici, carrelli appoggiati alle rampe che entrano nei loft. Ma South of Market, come ogni zona industriale urbana americana sta cambiando, è già cambiata. Prima gli studi degli artisti, poi gli showrooms di arredamento e i nuovi loft residenziali arredati con cucine e caminetti di design. La ruspa ha fatto il suo lavoro. Sono

stati tanti gli edifici a venire giù. Ottime occasioni per i giovani architetti di sperimentare nuove finestrature in vetro, griglie in alluminio, balaustre in acciaio corten. Cosi sono cresciuti nuovi palazzi a due o tre piani, spesso stilisticamente memori della vecchia estetica industriale. Ma allo stesso tempo avanza la downtown. Arrivano i giganti! I veri simboli del progresso americano, che, esaurito il terreno fertile del centro cittadino, come mandrie nei pascoli montani, cercano nuove terre per piantarvi fondazioni. La strada è stata aperta una ventina di anni fa dai primi grattacieli proprio accanto a Market Street. Poi è arrivato il Convention Center, il Museum of Modern Art, lo stadio e qualche altra shopping mall. E con essi i grattacieli. Anni addietro erano nati comitati per impedire la cosi detta Manhattization di San Francisco. Non so se ancora esistono. Comunque sembra che la battaglia abbia avuto un duplice esito. Quello di scoraggiare l’avanzata del downtown verso North Beach o Russian Hill, e , all’opposto, di straripare con grattacieli di ogni tipo nell’altra direzione, quella di SoMa. Ormai tutte le città tendono a somigliarsi. Tutte le città sono copie di Manhattan. Perché non San Francisco?

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