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30 LUGLIO 2016 pag. 5

È mancato nella mattina di giovedì 28 luglio all’età di 83 anni il Maestro Antonio Possenti. Solo qualche giorno fa, presso la bellissima Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo Garfagnana (Lu) è stata inaugurata la sua tanto attesa mostra personale dedicata all’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ma Antonio Possenti non aveva potuto partecipare per i problemi di salute che lo affliggevano da tempo. Nato a Lucca l’11 gennaio 1933, Possenti ha fatto del viaggio la sua principale passione, tornando sempre nella sua amatissima città, in quella Piazza Anfiteatro dove ha sempre mantenuto lo studio. Influenzato dall’incontro con Marc Chagall in Costa Azzurra nel 1957, nel corso della sua lunghissima carriera ha esposto nelle principali gallerie di tutto il mondo.

Tutte le immagini courtesy Collezione Carlo Palli, Prato

Antonio Possenti con Franco Ristori Marco Palamidessi marco.palamidessi@email.it di

N

on so quante volte in questi anni abbia immaginato una giornata simile, e proprio oggi è quel bruttissimo giorno tanto simile al vero da essere surreale, tanto disarmante come la telefonata che me lo ha annunciato. Difficile a credersi, figuriamoci a dirsi. Mi solleva il fatto, perchè un fatto è, che i veri artisti come Lui non muoiano mai, perchè i veri artisti vanno a essere se stessi da un’altra parte, in quell’Altrove e Altri luoghi che fanno parte della sua ultima mostra. Mi rendo conto di

Antonio verso Altri luoghi

quanto sia vano e fiacco anche il sollievo, goccia amara interrotta nella gola. Come tutti devo trovare quel forzato coraggio di abbandonarmi a tutte le emozioni che verranno in questo dolorosissimo momento. Alla Bellezza, come al più grande dolore, si addice solo il silenzio. Non ci sono parole, e chi ha fatto delle parole la propria vita, come chi ha fatto della pittura la propria anima, sa bene quanto sia difficile esprimersi davanti a tutto questo. Siamo tutti diminuiti,

ma felici di averlo conosciuto, mentre vediamo l’Arte con il braccio listato di nero. Di sicuro piangerò quella parte di me che in Lui è sepolta. Più prego, e più mi sembra che le preghiere siano tutto quello che non siamo riusciti a dire: con Antonio ho parlato un’infinità, è impossibile non farne tesoro, e non esiste nè rimorso nè rimpianto, una cosa non fatta o non detta. Il Maestro è sempre stato di tutti, come l’Anfiteatro, la Torre Guinigi e l’Arcangelo Michele: sorrideva

quando lo dicevo, contraddicendomi come sempre e come solo Lui sapeva fare. Stavo scrivendo il mio libro su di Lui, una goccia in quel mare di parole che la sua arte meravigliosa ha fatto versare. La più grande amarezza è che Lui non lo leggerà. Immagino la sua sedia vuota, i colori ancora freschi, i quadri non ancora finiti, i rinoceronti che lo aspettano, e quell’ultimo naufragio che non volendo ci sta facendo vivere. Siamo tutti sulla spiaggia che gli facciamo ciao

Cultura commestibile 181  
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