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__ Cult __ Cult Ottobre Ottobre ‘09‘09 Speciale Speciale

gruppo, a prescindere dalle sue dimensioni,

aver proiettato su di essa una serie di carat-

è determinata da alcuni fattori molto impor-

teristiche positive che essi ammirano: que-

tanti, quali la partecipazione alla vita so-

sto darebbe origine ad una forma molto

ciale, la coesione secondo determinati

forte di idealizzazione del capogruppo, al

valori e obiettivi, la solidarietà

quale

e l’interdipendenza tra i vari

qualità e potenzialità non

vengono

attribuite

membri, i quali devono

realistiche in modo tale

garantire il proprio impe-

che ogni membro possa

gno e consenso a confor-

sentirsi protetto e anche

marsi secondo le regole. Il leader si pone in questa prospettiva come un direttore

d’orchestra:

ascoltando le diverse richieste dei suoi seguaci, egli è capace di creare la giusta sinfonia per raggiungere l’armonia, riuscendo

così

a

canalizzare

le

aspirazioni

verso

più forte. Per questo mo-

nel rapporto leader-gregari le qualita’ dei primi possono essere in parte determinate dai desideri dei secondi

tivo,

lo

Manfred

psicoanalista F.R.

Kets

de

Vries ha affermato che “nel rapporto leader-gregari le qualità dei primi possono essere in parte determinate dai desideri dei secondi”. L’idealizzazione condivisa del capo crea identificazione e fu-

singole un

sione dei membri nel-

unico obiettivo collettivo.

l’identità del gruppo e

È un compito delicato e diffi-

questo indubbiamente giova

cile che non sempre dà i risul-

al

raggiungimento

degli

tati sperati: il carisma e le capacità

obiettivi comuni, poiché il gruppo si muove

personali di colui che si mette alla guida di

in modo omogeneo. Con un’adeguata lea-

un gruppo sono essenziali per il raggiungi-

dership, ogni membro del gruppo può svol-

mento degli obiettivi. È importante tener

gere il proprio compito e ruolo sociale al

conto dell’esistenza di vari tipi di leadership:

meglio e far sì che la collettività possa pro-

secondo la celebre suddivisione di K. Lewin,

gredire, nello stesso modo in cui ogni or-

si possono avere leader autoritari, democra-

gano del corpo umano,

tici o laissez-faire. I primi tendono a gestire il

con l’obiettivo di far

potere in modo da avere nelle proprie mani

crescere il tutto di cui

l’accentramento delle decisioni (“Decido

fa parte, realizza le

solo io cosa fare!”), i secondi preferiscono guidare il gruppo tramite il consenso e la partecipazione dei membri alle decisioni (“Potremmo fare questo. Voi che ne pensate?”), i terzi tendono a rinunciare alla propria funzione, lasciando iniziativa spontanea ai membri (“Decideranno Tizio e Caio cosa fare...”). Le scienze umane, soprattutto la psicologia e la sociologia, hanno dedicato molti studi al fenomeno della leadership. Per spiegare il legame simbiotico che tante volte unisce il leader al suo gruppo, S. Freud ha parlato di un processo di transfert idealizzante e di rispecchiamento, secondo il quale i seguaci fanno propria l’immagine del leader, dopo

sue funzioni in stretto collegamento

con

tutti gli altri organi.

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