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Ottobre ‘09 __ Cult Rubriche

stwood lavora magistralmente come regista, produttore,

massacri. Dall’aprile del 1975, quando gli americani lascia-

protagonista ed autore del brano dei titoli di coda, scru-

rono Saigon, essi si stabilirono soprattutto a Fresno, a Min-

tando ed affrontando con la stessa cura meticolosa e di-

neapolis ed a Detroit. Il volto di Eastwood è un libro antico

retta, ma anche coraggiosa e poetica, i sentimenti e le

e prezioso. Ogni solco della sua pelle è una pagina di do-

miserie della condizione umana di personaggi scomodi,

lore nella quale scorgiamo le tracce della brutalità scate-

come fu per un altro apprezzatissimo film d’amore, an-

nata dagli orrori della guerra, e dal risentimento verso i suoi

ch’esso non premiato, “I Ponti di Madison County”(USA

stessi figli, che sente e sono dei perfetti estranei. Sentimenti

1995). E’ possibile che il film di Danny Boyle, “The Millionaire”,

di meschinità, delusione, rabbia, rancore, odio, vendetta.

che pure è una pellicola originalissima, conquisti 8 statuette

Leggiamo i segni di chi ha conosciuto la morte, prima an-

su 10 nomination, e “Grand Torino”, una perla del cinema

cora di conoscere la vita. E, alla fine, riusciamo ad intrave-

classico, capace di muovere l’anima, attraversando tutti i

dere la giustizia, l’espiazione, e finanche la forma più alta

sentimenti di un’umanità complessa e dolente, resti escluso

di Amore. Eastwood riesce lentamente a far entrare lo spet-

dal concorso? 
Clint Eastwood, a 78 anni, dimostra an-

tatore dentro al nucleo pulsante di una vicenda contem-

cora una lucidità impeccabile per un capolavoro di

poranea di degrado urbano, dove regna il bullismo ed il

grande impatto emozionale che segnerà, ancora una

razzismo, in un crescendo durissimo di emozioni profonde

volta, la storia del cinema, affrontando i temi del pregiudi-

ed esiti niente affatto scontati, mai banali. Accanto al pro-

zio, l’integrazione culturale, la famiglia, la religione, l’onore.

tagonista figurano l’esordiente Bee Vang ( Thao), e Ahney

Il protagonista, Walt Kowalski (Eastwood), – il cui nome è

Her (Sue), oltre a Christopher Carley, Brian Haley, Geraldine

una chiara citazione di Stanley Kowalski di “Un tram che si

Hughes, Dreama Walker, Nana Gbewonyo, John Carroll

chiama desiderio” (Elia Kazan, USA, 1951) che lanciò un

Lynch, et al. La Gran Torino è un’automobile della Ford del

giovanissimo Marlon Brando – si troverà costretto ad affron-

’72. Un valore d’altri tempi, un bene prezioso da curare e

tare i propri preconcetti ed il mutamento inesorabile di una

custodire, ma anche da riadattare alla nuova realtà, dove

società che si trasforma troppo velocemente per un vete-

non c’è più spazio per i poliziotti decisi a farsi giustizia da soli.

rano della “guerra dimenticata”, ovvero la “Guerra di

Essa rappresenta quasi una metafora della carriera dell’at-

Corea”, scoppiata negli anni ’50. La diegesi affronta, pe-

tore e del protagonista stesso. Nel sottofinale, il primo piano

raltro, la questione del razzismo anticoreano sviluppatosi

sul cane di Walt, Daisy, vale l’intera visione del film, già inte-

negli Stati Uniti d’America a seguito della richiesta di asilo

ramente carico di stimoli visivi ed emotivi, anche molto

politico da parte di trecentomila “Hmong”. Gli Hmong

crudi, e di riflessione. Ma in quell’ultima immagine, che ri-

sono un popolo antico, disseminato tra Laos, Cambogia

manda ad uno struggente e sublime canto del cigno, c’è

e Cina. Nel conflitto contro l’esercito nord-vietnamita si

tutto l’amore e il dolore del mondo.

schierarono al fianco degli americani e per questo furono

Assolutamente da non perdere!

successivamente perseguitati dai comunisti con ritorsioni e

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