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O l e UN ia i ec er Sp u m n

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Il potere delle parole

Speciale numeri UNO

alutare le conseguenze consegue Non sottovalutare del potere Per P Perché eerrch rch ché aab abbiamo bbi biam m mo bisogno di un leader?

riconosce un Leader? Come si ricon

La vera Obama Barack L ra novità di Obam Da Carla a Carlà

Polemicopoli Polemicop

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Piero Angela Drunch New life-style Drunch. Usa yle targato U

Speciale numeri eri UNO

Il potere delle pa parole

Perché abbiamo bisogno di un leader? Come si ric riconosce un Leader? Non Non on sottovalutare le conseguenze ze del potere

Mario o Monicelli

Veronica L Lario

Gran Torino

Speciale iale numeri UNO

Perché abbiamo bisogno di un leader? Non sottovalutare le conseguenze onseguenze del potere riconosce un Leader? Come si ricono Il potere delle parole

S1NGLETOWN Tienanmen Tienanmen e dopo 20 anni٠ Pechino è blinda blindata at a


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale


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Cult Sommario __ Ottobre ‘09

S P E C numeri IALE 1 8

Perché abbiamo bisogno di un leader? di Vanessa Cappella

12

Come si riconosce un Leader? di Francesca Ranazzi

16

Il potere delle parole. di Mattia Gangi

20

Non sottovalutare le conseguenze del potere. di Alessio Di Lella

INTERVISTE

26 P R I M Opiano 35

La vera novità di Obama Barack. di Andrea Cerase

38

Bagaglino, Uomini e Donne o Europarlamento? di Marco Meloni

40 45

Polemicopoli. di Angelo Giuliani Tienanmen dopo 20 anni. Pechino è blindata. di Aldo Serreti

26

Piero Angela. di Romina Toscano

30

Mario Monicelli. di Lorena Crisafulli


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Ottobre ‘09 __ Cult Sommario

RE P O R T A G E 51

Un'intervista tra i corridoi del circo Medrano di Alessio Di Lella

51 PR O T A G O N I S T I 56

Veronica Lario di Luisa Scarlata

58

Da Carla a Carlà di Luisa Scarlata

56 L IFESTYLE 60

S1NGLETOWN di Patrizia Tonin

R UBRICHE 64

LEGGERE UN FILM Gran Torino a cura di Patrizia Lima

66

USI&COSTUMI Drunch. New life-style targato Usa a cura di Lorena Crisafulli

68

TELE-VISIONE Non ci credi? L'ha detto la tv! a cura di Lorena Crisafulli


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Mensile d’approfondimento telematico nato nel 2005. L’obiettivo della rivista è suscitare una riflessione vivace sulla società mass-mediatica, avvicinandolo il lettore all’approfondimento mediante un lavoro di analisi critica e rigorosa sull’attualità, la cronaca, la politica e il costume del nostro paese. Direttore Responsabile • Mario Meloni Direttore Editoriale • Romina Toscano toscano@cultumedia.it Caporedattore • Francesca Ranazzi ranazzi@cultumedia.it Coordinatore Redazionale • Alessio Di Lella dilella@cultumedia.it Resp. Ufficio Stampa • Vanessa Cappella cappella@cultumedia.it Ufficio Stampa ufficiostampa@cultumedia.it In Redazione Santina Buscemi Vanessa Cappella Lorena Crisafulli Giovanni Di Felice Germana Falcone Mattia Gangi Angelo Giuliani Patrizia Lima Arnaldo Pasquale Serreti Luisa Scarlata Patrizia Tonin Collaborano con Cultumedia Andrea Cerase, Simona Tirocchi, Giovanni Prattichizzo, Massimo Canevacci, Alberto Marinelli, Paola Panarese, Christian Ruggiero, Lorenza Fruci, Amalia Migliaccio, Mara Bruno, Nicola Amato, Chiara Carbone, Angela Urgnani, Valentina Deprosperis, Daniele Bertolini, Dante Chichiarelli, Marialuisa Villani, Roberta Calderone, Flavia Innocenti, Giovanna D’Ambrosio, Ilaria Mutti, Sara La Commare, Maddalena De Bernardi, Rachele Cirri, Federica Rondino, Marco Romito, Margherita Baldi, Alice Sivo, Chiara Pascali, Clara Avati, Annarita Tucci, Silvia Costa, Laura Petrazzuolo, Riccardo Staroccia, Sara Iacoboni, Gaetano Scavuzzo, Vittoria Scicchitano, Alessandro de Filippo, Elena Paparelli, Fabio Orefice, Francesca Coletti, Giuseppe Raudino, Isabella Nicoli, Michela di Francesco, Maria Rosaria Re, Simona Calissano. Grafica e photo editor Antonietta D’Amico, Valeria Stiffi

Editing editing@cultumedia.it Editore Polifemo S.r.l

‘Cultumedia’ © 2006-2008 / Tutti i diritti riservati Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma (Aut. Nr. 219/2006 del 08/06/2006) Polifemo s.r.l Editore


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale


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C

Vanessa Cappella

PERCHEôÉ ABBIAMO BISOGNO DI UN LEADER? “Dove andiamo stasera?” “Chi coordinerà questo progetto?” “Chi organizza le prossime vacanze?”

A

tutti noi sarà capitato almeno una volta di sentire pronunciare frasi come queste e di rendersi conto

che, nel contesto sociale in cui venivano proferite, si stava facendo largo la necessità che qualcuno prendesse in mano le redini

della

situazione.

Non

importa

la

banalità o l’importanza della circostanza: in questi momenti si avverte l’esigenza di una persona che assurga al ruolo di leader e decida per tutti. Perché c’è questo bisogno diffuso di una guida che organizzi e influenzi la nostra condotta sia nel micro mondo quotidiano di ognuno di noi che in una visione più ampia di coordinamento dei popoli? La risposta è da ricercarsi nella predisposizione al comportamento tendenzialmente gregario che sta alla base della vita in comunità dell’essere umano. L’unione di un


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__ Cult __ Cult Ottobre Ottobre ‘09‘09 Speciale Speciale

gruppo, a prescindere dalle sue dimensioni,

aver proiettato su di essa una serie di carat-

è determinata da alcuni fattori molto impor-

teristiche positive che essi ammirano: que-

tanti, quali la partecipazione alla vita so-

sto darebbe origine ad una forma molto

ciale, la coesione secondo determinati

forte di idealizzazione del capogruppo, al

valori e obiettivi, la solidarietà

quale

e l’interdipendenza tra i vari

qualità e potenzialità non

vengono

attribuite

membri, i quali devono

realistiche in modo tale

garantire il proprio impe-

che ogni membro possa

gno e consenso a confor-

sentirsi protetto e anche

marsi secondo le regole. Il leader si pone in questa prospettiva come un direttore

d’orchestra:

ascoltando le diverse richieste dei suoi seguaci, egli è capace di creare la giusta sinfonia per raggiungere l’armonia, riuscendo

così

a

canalizzare

le

aspirazioni

verso

più forte. Per questo mo-

nel rapporto leader-gregari le qualita’ dei primi possono essere in parte determinate dai desideri dei secondi

tivo,

lo

Manfred

psicoanalista F.R.

Kets

de

Vries ha affermato che “nel rapporto leader-gregari le qualità dei primi possono essere in parte determinate dai desideri dei secondi”. L’idealizzazione condivisa del capo crea identificazione e fu-

singole un

sione dei membri nel-

unico obiettivo collettivo.

l’identità del gruppo e

È un compito delicato e diffi-

questo indubbiamente giova

cile che non sempre dà i risul-

al

raggiungimento

degli

tati sperati: il carisma e le capacità

obiettivi comuni, poiché il gruppo si muove

personali di colui che si mette alla guida di

in modo omogeneo. Con un’adeguata lea-

un gruppo sono essenziali per il raggiungi-

dership, ogni membro del gruppo può svol-

mento degli obiettivi. È importante tener

gere il proprio compito e ruolo sociale al

conto dell’esistenza di vari tipi di leadership:

meglio e far sì che la collettività possa pro-

secondo la celebre suddivisione di K. Lewin,

gredire, nello stesso modo in cui ogni or-

si possono avere leader autoritari, democra-

gano del corpo umano,

tici o laissez-faire. I primi tendono a gestire il

con l’obiettivo di far

potere in modo da avere nelle proprie mani

crescere il tutto di cui

l’accentramento delle decisioni (“Decido

fa parte, realizza le

solo io cosa fare!”), i secondi preferiscono guidare il gruppo tramite il consenso e la partecipazione dei membri alle decisioni (“Potremmo fare questo. Voi che ne pensate?”), i terzi tendono a rinunciare alla propria funzione, lasciando iniziativa spontanea ai membri (“Decideranno Tizio e Caio cosa fare...”). Le scienze umane, soprattutto la psicologia e la sociologia, hanno dedicato molti studi al fenomeno della leadership. Per spiegare il legame simbiotico che tante volte unisce il leader al suo gruppo, S. Freud ha parlato di un processo di transfert idealizzante e di rispecchiamento, secondo il quale i seguaci fanno propria l’immagine del leader, dopo

sue funzioni in stretto collegamento

con

tutti gli altri organi.


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La sociologia ha orientato i suoi studi nella

dono ad essere distruttivi: è proprio per que-

classificazione di varie tipologie di leader-

sto che si fa viva la necessità di un patto di

ship: abbiamo così la leadership carisma-

subordinazione rispetto ad un potere so-

tica di M. Weber, intesa come guida

vrano, incarnato dalla realtà statale.

emozionale di quei leader che portano al

Tuttavia, è difficile riuscire a capire come

cambiamento facendo leva su doti perso-

certi gruppi umani abbiano potuto sottoscri-

nali eccezionali (esempi classici sono Gan-

vere in passato l’adesione a poteri sovrani

dhi e Martin Luther King); la leadership

tirannici. Un caso per tutti, il più eclatante: il

situazionale di P. Hersey e K. Blanchard, che

regime nazista di Adolf Hitler. I campi di con-

consiste nell’adeguare la tipologia di lea-

centramento ebbero, durante il Terzo Reich,

dership di volta in volta, a se-

un grande successo che si

conda della situazione; la

può spiegare solo secondo di-

leadership trasformazionale

storti processi psicologici. Bet-

di J. Burns, secondo cui il

telheim ha affermato che

leader deve indirizzare il

“quanto più assoluta è la

gruppo alla ricerca di obiettivi elevati, orientando efficacemente le potenzialità

di

ogni

membro. Interessante è il concetto di Primal Leadership di D. Goleman, secondo il quale il compito fondamentale dei leader consiste nel generare sentimenti positivi

Affermo’ saggiamente Thomas Hobbes che gli esseri umani in uno stato di liberta’ naturale tendono ad essere distruttivi

tirannia e quanto più debole è diventato l’individuo, tanto più forte sarà in lui la tendenza a ‘recuperare’ le proprie forze facendosi parte della tirannia, per godere così della sua potenza”. Un principio distorto in cui, vedendosi costretto a rinunciare alla propria indi-

nei membri del gruppo:

vidualità

si tratta di puntare sul-

sentirsi annientato da un

l’aspetto emozionale, la

e

per

non

potere estremo, il suddito

cosiddetta intelligenza emo-

si fa parte integrante del si-

tiva, in modo da poter susci-

stema tirannico, guarda con

e

gli occhi del tiranno e

automaticamente impe-

parla con la sua bocca.

gno e coinvolgimento

Questo

nel

l’approvazione delle pra-

tare

entusiasmo

raggiungimento

può

spiegare

degli obiettivi comuni.

tiche disumane e abomi-

In ogni tipologia di lea-

nevoli del nazismo presso

dership, i seguaci accet-

una parte considerevole

tano il potere del leader

della popolazione tede-

e a questo si sottopon-

sca.

gono, legittimando di

È un esempio limite di

fatto il suo potere. Af-

come leader e gruppo

fermò saggiamente Tho-

possano identificarsi nel

mas

raggiungimento

Hobbes

che

gli

di

un

esseri umani in uno stato

obiettivo, a prescindere

di libertà naturale ten-

dalla sua natura.


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale


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C

Francesca Ranazzi

COME SI RICONOSCE UN LEADER ?

T

utti hanno bisogno di essere guidati. Tutti

mune aspirazione al diventarlo. La gran parte

hanno bisogno di essere consigliati. Tutti

delle persone si schierano tra le file del gruppo

hanno bisogno di essere spronati e

di chi ha voglia di un leader mentre pochi -

spesso rassicurati. Dal soddisfare un bisogno

ma sempre troppi - si auto candidano a rico-

alla capacità di agire, ecco cosa fa un lea-

prire cariche e posizioni di prestigio, alle quali

der.

sono un capo può accedere. Tuttavia la strut-

Chi è un leader?

tura sociale in cambiamento, ancora più reti-

E’ colui che guida, consiglia strategicamente,

colare e orizzontalmente sviluppata, ha

stimola e sprona al cambiamento, mostran-

delineato un panorama diverso, presentando

dosi capace, rassicurante e determinato.

bisogni e necessità nuove alle quali un vero

Questa la teoria.

capo deve rispondere.

In pratica come si riconosce un leader?

Mantenere il controllo e il potere spesso non è

La difficoltà è trovare un vero catalizzatore di

la soluzione per una gestione efficiente nel

successo e innovazione, un pilota organizza-

campo della politica, dell’economia e della

tivo che sappia fare il capo, mostrando inte-

cultura. Molti accusano chi è a capo di orga-

grità, oggettività ed umanità al tempo stesso.

nizzazioni di essere troppo concentrati al man-

Forse è nella natura dell’uomo o forse l’attuale

tenimento di una struttura conveniente al

scarsità di individui dalla giusta personalità -

proprio interesse, invece di procedere ed im-

nel panorama mondiale - sono le cause di

pegnarsi ad un vero cambiamento. Altri, di

due atteggiamenti polarizzati e dicotomici

conseguenza, percepiscono e denunciano

presenti nella società globale: in un estremo si

una sensazione di eccessivo controllo e di ma-

ha la voglia crescente e il bisogno naturale di

nipolazione, ma contemporaneamente di es-

un capo; mentre dall’altro una sfrontata e co-

sere poco guidati. Decentralizzazione del


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale

potere, struttura reticolare, necessità umana

di leadership, ampiamente analizzato e teoriz-

e autonomia individuale vanno soddisfatte

zato da studiosi e ricercatori, è uno soltanto: il

con capacità e umanità: è qui che entra il

proprio. Tra tutte le categorie di Goleman o le

gioco il leader. Dalla questione ‘leader si

teorie di Weber, la migliore e vincente leader-

nasce o si diventa’ l’attenzione viene posta

ship risulta essere condotta da persone che si

sulle caratteristiche possedute dal leader, ar-

sentono a proprio agio. Lo stile di leadership è

gomento maggiormente condiviso e studiato

conforme alla persona: uno stile poco orto-

anche nella storia passata. Sicuramente un

dosso può rivelarsi incredibilmente efficace se

leader si deve presentare appetibile alla folla,

riflette le abilità, i valori e la personalità di chi

che vuole capire che tipo di persona è per de-

lo esprime, e soprattutto sappia metterlo in

cidere se seguirla o se ha le capacità per por-

pratica. Le difficoltà nell’agire ci sono sempre

tarli al livello successivo. Quindi il nucleo della

e a tutti i livelli ma vengono superate nel met-

faccenda è sulle caratteristiche che un leader

tersi in gioco e nel valutarsi se si è adeguati

deve possedere per spingere le persone a se-

alla situazione. I momenti di riflessione portano

guire la propria leadership. Forse l’integrità mo-

alla crescita e ad un maggiore bagaglio di

rale è tra le più importanti caratteristiche che

esperienza che permette al leader di diven-

un leader debba possedere. Una qualità che

tare una guida più sicura nel futuro.

si abbraccia alla capacità di rispettare e man-

Altra caratteristica importante è l’ottimismo.

tenere le risposte fatte e quindi presentarsi

Un leader sorride sempre. Pensa che il futuro

come degno di fiducia. Ovviamente se all’in-

sia migliore e che sa portare i propri seguaci

tegrità di comportamento si accosta anche la

alla meta. Anche quando la situazione non è

capacità di raggiungere gli obbiettivi prefis-

delle migliori, come il panorama economico

sati, l’alone di sicurezza e tranquillità che si

mondiale, il vero leader mostra ‘il pessimismo

espande intorno al leader garantisce adesioni

della ragione e l’ottimismo della volontà’ uti-

e credibilità sul proprio pubblico.

lizzando le parole di Antonio Gramsci. E’ facile,

Tuttavia acquistando potere e fama si corre il

infatti, fare il capo mostrandosi ottimista

rischio di perdere di vista la semplicità dai va-

quando le cose non vanno male; Berlusconi

lori fondamentali in cui si crede, quindi altra

da sempre il più sorridente tra tutti i politici ita-

caratteristica fondamentale è restare se stessi.

liani ha sempre ostentato ottimismo ma all’im-

Non basta aderire alla necessità del pubblico,

provviso recentemente ha abbandonato il suo proverbiale entusiasmo

per

esprimere

grande e seria preoccupazione. E’ come se un campione

sportivo

vince la propria gara quando ci sono belle giornate di sole, la meteoropatia non è una giustificazione; un vero leader nel momento più buio della storia sa essere ottimista e indicare il percorso da seguire, come il presidente americano Obama si sta rivespesso troppo diverse, o allinearsi ai bisogni

lando in questi tempi.

dell’ambiente circostante, la necessità di rima-

L’ottimismo si accompagna con la capacità

nere se stessi permette di non scendere a patti

di condivisione di gruppo, un specie di gene-

con la frenesia e le scorciatoie morali. Lo stile

rosità del potere o di gioco di squadra: chi ha


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Cult Speciale __ Ottobre ‘09

un’alta considerazione della sua missione è

cose. Ecco un’altra

generoso, utilizza il potere che possiede e che

caratteristica

potrebbe venirgli dalla carica per altri, per i

leader: pronto al-

propri collaboratori. La capacità di far cre-

l’innovazione. Nel

scere gli altri, delegando compiti e responsa-

‘panta rei’ evolu-

bilità dimostra apertura e desiderio di scambio

zionistico globale

di idee ed esperienze, non solo dall’alto verso

il vero capitano

il basso. Da qui deriva l’autorevolezza di un

passa dall’osserva-

leader, che non ha bisogno di imporsi, ma viene spontanea-

zione del cambiamento

all’azione c

m e n t e

r

-

come

smettere

guida

chiarezza di vedute. La

che non

volontà del leader sta nel

è

appa-

gata

dal

potere,

ma

di gruppo, motivando i collavorare

con consapevolezza e decisione per

una

capire che c’è una ne-

Un leader ha una visione che lo spinge a mutare lo stato delle cose e nello stimolare i propri collaboratori o seguaci

gode nel creare spirito nel

e

cando di tra-

riconosciuta

laboratori,

del

cessità di cambiamento e nella scelta di attuarlo. Un leader ha una visione che lo spinge a mutare lo stato delle cose e nello stimolare i propri collaboratori

o

accettando

seguaci, cosciente-

mente la realtà, in cui ci

q u a l cosa di

sono fattori ed elementi

p

che non potranno

i

ù

mai

grande.

essere

cambiati. La ca-

Ed è questo

pacità di rinno-

che gli attribuisce carisma. Il leader ca-

varsi spesso è spinta dalla

rismatico di oggi è

necessità di apportare delle

abile nel comuni-

modifiche o risolvere pro-

care e nel persua-

blemi accorsi, come il caso

dere

di Obama, o agire in ma-

l’utilizzo

attraverso comple-

mentare di tutti i mezzi disponibili, interagendo con gli altri per

niera

proattiva

come

le

nuove regole di Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, per il copyright di foto e

trasmettere le proprie idee e passioni.

post all’interno della piattaforma

Forse il leader carismatico ha la capacità di

sociale. Tuttavia chi si fa

espandere la propria energia al di fuori, di

porta voce di cambia-

usare l’intelligenza emozionale per coinvol-

mento si mette contro

gere e portare gli altri dalla propria parte.

le idee dominanti e so-

Come fece Gesù, leader religioso positivo o

cialmente condivise; il

come fecero Benito Mussolini e Adolf Hitler,

leader sa che deve

che secondo Weber sono da considerare

correre dei rischi se

come leader fortemente carismatici ma con

vuole spingere al futuro.

potere negativo. Tuttavia quello che hanno

Il coraggio e la tenacia

fatto tutti loro è stato cambiare lo stato delle

sono altri due attributi posse-


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duti da un leader; le situazioni difficili e gli ostacoli vengono superati solo dalla determinazione e dalla convinzione in se stessi e nel proprio progetto. Come Hillary Clinton ha più volte dimostrato: il ritiro dalla campagna

elettorale

contro l’attuale presidente americano e la decisione di rimanere affianco al marito Bill durante la burrasca del sexygate. Il leader agisce affrontando i problemi e cercando la soluzione migliore; è una persona di testa e passione che catalizza l’attenzione anche attraverso entusiasmo e capacità, e mette in condizione di operare le persone vicine, come un perfetto MacGyver:

al-

truista, positivo, non fuma e non fa uso di alcolici, è dotato di un certo humour e sa sacrificarsi per gli amici, ai quali cerca sempre di dare il buon esempio, e in ultimo detesta le armi. Oltre all’azione c’è il sentimento e il coinvolgimento. Il leader crede e sogna, partecipa e vive tra le persone di cui si fa portavoce. Un Che Guevara o un Harvey Milk nelle due americhe, che hanno trainato con loro milioni di persone in una lotta intima

e

totale.

Il

leader inoltre si riconosce

perché

è

bello, anzi è cosi capace che diventa affascinante e attraente o molto molto simpatico, come Topolino.


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C

Mattia Gangi

IL POTERE DELLE PAROLE La forza disarmante della pace

U

na delle prime banalità che la pedago-

dell’uomo di chiara matrice hobbesiana.

gia occidentale insegna è che il corso

Quello che la linea editoriale riguardo

della Storia viene scandito da guerre,

il trattamento dei fatti storici

stragi, terremoti e calamità naturali dagli effetti

omette, sicuramente per co-

catastrofici. Sfogliando i manuali infatti, dal mi-

modità, è che questa visione

tologico sussidiario al più moderno malloppone

non è perfettamente ade-

universitario, la linea cronologica che separa i

rente alla realtà ma frutto

fatti gli uni dagli altri è costellata di eventi bellici

di un modo convenzio-

e mostruose atrocità che farebbero pensare

nale di raccontare i fatti

ad un declino irreversibile dell’umanità ed ad

e di spiegare i conflitti

una irreparabile involuzione del pensiero razio-

alla luce di avvenimenti

nale.

simili avvenuti in prece-

Anche se ghiotta e facile da sposare, questa

denza o ancora da veri-

antropologia negativa è però fondata su una

ficarsi.

concezione parziale e tipicamente novecente-

Tralasciando all’ignoranza

sca del destino umano formatasi a ridosso

le tesi revisioniste, pericolose

della Seconda Guerra Mondiale; la distruzione

ed assolutamente prive della

dell’Europa e le ferite di Hiroshima e Nagasaki

qualsivoglia scientificità, biso-

per anni hanno bruciato sulla ragione occiden-

gna però considerare che se è

tale, distruggendo il positivismo ottocentesco

vero - com’è vero - che la guerra è ge-

e (ri)mettendo in luce quella vena animalesca

neticamente connaturata alla condizione


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale

dell’uomo, altrettanto lo è la pace e la lotta

una pacata portatrice del messaggio cattolico

per il suo raggiungimento/mantenimento.

che ha speso la sua vita all’insegna dell’altrui-

La storia della pace è una storia solitamente ri-

smo e dell’impegno umanitario. Teresa, il suo

tenuta noiosa, poco interessante, nessun colpo

volto gentile e la sua fisicità quasi etera, è nota

di scena, nessuna esplosione spettacolare. In

al mondo ed al grande pubblico grazie al suo

questo caso più che gli studi storiografici sono

lavoro tra i poveri di Calcutta, città tra le più

i media, sicuramente attratti più dai fatti di san-

degradate dell’India occidentale.

gue che dalla tregua, a mettere in moto una

Praticamente ignorata per anni, diviene fa-

macchina rappresentativa che lascia poco

mosa in seguito a Qualcosa di bello per Dio,

spazio ai “ personaggi del bene”, o meglio, a

servizio televisivo realizzato da Malcom Mugge-

tutte quelle persone che hanno caratterizzato

ridge per la BBC divenuto pietra miliare del-

la loro esperienza per l’impegno pacifista.

l’enorme attenzione mediatica assegnata da quel momento in

All’interno dei rari, piccoli

poi

contenitori lasciati alla descrizione

all’impe-

gno

delle

di

personalità posi-

Madre Te-

tive, la narra-

resa.

zione

della

Premio

pace

diventa,

Nobel per la

sotto lo sguardo telecamere,

Pace,

proclamata

deformante delle

beata

rac-

da

Papa Giovanni

conto dello sforzo,

Paolo II, Teresa

della battaglia, della

fonda l’Ordine delle

sofferenza che si è patita

Missionarie della Carità,

per la conquista dell’ago-

organismo missionario che in

gnata tranquillità. Ed ecco che

pochi anni, grazie all’appoggio

di nuovo la pace si fa guerra e la sto-

del Papa, si espande a livello internazio-

ria si fa Mito; Da un lato la Guerra-Male ed i suoi protagonisti-Demoni, dall’altro

nale (Africa, Asia, Stati Uniti, Europa) facendo

la Pace-Bene ed i suoi emissari-An-

contare alla fine degli anni ‘90 più di quattro-

geli. Angeli che però dalla loro

mila unità con cinquanta case sparse in tutti i

hanno un immenso potere argomentativo che la fun-

continenti. Il Nemico di Madre Teresa è la Povertà, la

dei

Fame, ma non solo. La rappresentazione me-

media amplifica a dismi-

diatica della donna è caratterizzata dalla rifles-

zione-megafono

sione sull’indifferente opulenza dell’Occidente;

sura. Analizzando alcuni casi

Teresa è l’agnus dei qui tolit peccata mundi, la

della storia recente

mano dell’uomo che ci rassicura. Non siamo

possiamo notare me-

tanto cattivi, possiamo stare un po’ meglio,

glio la costruzione me-

qualcuno, uno di noi, cura le ferite dei mori-

diatica

buoni

bondi mentre noi ci ingozziamo e ci divertiamo

dei

attraverso il raffronto an-

con gli amici. La Grande Madre cura i suoi figli

titetico con la figura del

disperati ma contemporaneamente rassicura

nemico e la forza disar-

anche gli altri, quelli sani, quelli belli, lenisce il

mante della loro comunicazione. Il primo mito è quello

senso di colpa. Teresa di Calcutta si spegne, e con lei l’atten-

Buona.

zione dei network internazionali, il 5 Settembre

Madre Teresa, la missionaria di Cal-

del 1997, in concomitanza con una breaking

cutta, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu è

news che oscura quasi totalmente la sua dipar-

della

Grande

Madre


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Cult Speciale __ Ottobre ‘09

tita: la morte di Lady Diana, sopraggiunta inse-

centemente inserito all’interno della lista dei cri-

guito al terribile incidente che vide vittima

mini contro l’umanità.

anche il suo amante Dodi Al-Fayed. Le pagine

Rolihlahla Dalibhunga, meglio noto come Nel-

ed i titoli sono tutti per Diana, anche nella

son Mandela, ex presidente del Sud Africa, è

morte Teresa si fa da parte.

l’uomo-simbolo della lotta contro le atrocità

Il secondo caso ha come sfondo ancora la po-

della distinzione razziale. Sin dai primi anni

vertà ma questa volta parla di Pace in rela-

dell’Università la sua attività politico-civile è ca-

zione

ratterizzata da un forte impegno di opposizione

ad

una

delle

peggiori

malattie

dell’uomo: il razzismo.

al regime pro-apartheid e dall’aiuto verso la

La discriminazione etnico-razziale è stato uno

popolazione di colore.

degli aspetti tristemente caratterizzanti l’espe-

Dopo aver aperto, con l’aiuto dell’amico Oli-

rienza storica del Sud Africa, sin dalla sua fon-

ver Tambo, uno studio professionale con il

dazione in periodo coloniale. A partire dal

quale fornisce assistenza legale gratuita alle vit-

secondo dopo guerra infatti il governo di etnia

time delle discriminazioni, Mandela organizza azioni di sabotaggio e resistenza attiva

bianca del paese impose una dottrina

ai governi razzisti. Proprio per

di segregazione razziale, defi-

questo suo attivismo politico

nita in lingua afrikaans apartheid

e per il suo impegno

(separazione),

umanitario, divenuto

rimasta in vigore fino al 1994, alla

che

comandante

impose

ala

maggioranza

dell'

armata

Um-

khonto we Sizwe

nera la quasi totale privazione dei diritti

del

civili. Definito dalle

(Lancia della Na-

Nazioni

Unite

partito

zione),

cri-

ANC

Mandela

viene arrestato e te-

mine internazionale,

nuto in carcere per

l’apartheid è stato re-

quasi trent’anni. La fine della prigionia, sotto pressione della comunità internazionale, è dovuta alla decisione del presidente bianco F.W. de Klerk, che nel 1993 ottiene con Mandela il Nobel per la Pace. Mandela, nella letteratura mediatica diventa quindi l’eroe del Bene che lotta per la fine dell’Impero del Male e la Pace viene dunque connotata anche qui come sforzo, tensione verso il raggiungimento di uno status quo ideale. Il clamore delle dichiarazioni ed il potere delle esternazioni del primo presidente nero del Sud Africa, sono simboli, perdono la loro denotazione primaria per trasformarsi in metaforici proiettili

anti-razzisti.

La

vis

rivoluzionaria

dell’argomentazione però si manifesta con prepotenza in altri due casi. Due esperienze in apparenza totalmente difformi ma in realtà molto vicine, che più di altre hanno mostrato il potere eversivo e fattuale della parola. Importante guida politica e spirituale della nazione Indiana, della quale è definito Padre, il


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale

Mahatma (grande anima) Gandhi è stato uno

Gandhi, è ancora oggi espressione di come un

dei teorici del satyagraha, la dottrina di resi-

grande portatore di Pace debba scontrarsi irri-

stenza non violenta, “combattuta” tramite la

mediabilmente con una delle più grandi forme

disobbedienza civile, che ha portato l'India al-

di ipocrisia ed inconsistenza politica da parte

l'indipendenza dal dominio in-

dei “potenti” del mondo. Lo

glese.

spazio decisamente minoritario,

La sua esperienza politica

per non dire la totale as-

ha inizio con un viaggio in

senza

Sudafrica dove entra in

l’agenda delle tematiche

contatto con il pregiudizio razziale e le condizioni di semi schiavitù in cui vive la minoranza

indiana.

In

quanto testimone diretto dell'intolleranza e dei pregiudizi verso i suoi connazionali

in

Sudafrica,

Gandhi comincia a riflettere sullo stato del suo popolo. Nel 1919 entra nel partito del Congresso Nazionale

Attraverso la radiodiffusione, le parole che invitano alla non violenza entrano nelle case e nella coscienza di milioni di indiani dando vita al primo movimento di resistenza pacifica di massa

all’interno

del-

inerenti alla figura di Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, è infatti sintomatica della “scomodità” nello scenario geopolitica

asiatico

di

istanze opposte ai diktat cinesi. Premio Nobel per la Pace ed esponente tra i più illustri della dottrina della non violenza, il Dalai Lama è l’esempio eccellente di come la parola, nono-

l'organizzazione

stante l’indifferenza del-

moderata indiana con la

l’occidente sia foriera di

Indiano,

quale si batterà per otte-

imponenti reazioni e causa

nere l'indipendenza. Indipen-

di fattori concreti di cambia-

denza

mento sociale.

intesa

come

emancipazione totale dal dominio coloniale,

Tenzin Gyatso è il primo Dalai Lama che ha vi-

realizzabile soltanto attraverso l’autogoverno e

sitato le nazioni occidentali cercando di pro-

le azioni di disobbedienza civile. Unica strate-

muovere la sua causa, l’indipendenza del Tibet

gia per ottenere tale risultato, escludendo

dal regime cinese, e di far conoscere al mondo

quindi ogni tipo di azione di guerriglia o di ter-

i principi del buddismo. La politica pacata e ra-

rorismo, è quindi il satyagraha. Solo dopo la se-

zionale, oltre alla preparazione ed al carattere

conda guerra mondiale, nel 1947, La Gran

socievole del Dalai Lama, hanno permesso a

Bretagna, cede alle pressioni del movimento

questo personaggio di distaccarsi dall’abito

anticoloniale e concede la piena indipen-

mediatico dell’Esiliato e di diffondere il proprio

denza all’India, suscitando grande clamore

messaggio valicando i limiti del continente

nella stampa internazionale.

asiatico ed ispirando molti comitati Free Tibet

Il messaggio di Pace del Mahatma amplifica il

in tutto l’Occidente.

suo raggio d’azione e si rafforza in modalità

L’azione e l’esperienza di questi uomini, anche

fino ad allora impensabili grazie al ruolo della

se esempi paradigmatici, fanno riflettere sulla

radio ed alla diffusione che questo particolare

reale natura della linea storica ma soprattutto

tipo di medium aveva nella prima metà del

sulla – mancata – riflessione circa la Pace e le

1900. Attraverso la radiodiffusione, le parole

attività di aiuto umanitario. Troppo spesso con-

che invitano alla non violenza entrano nelle

cettualizzata in senso negativo, come assenza

case e nella coscienza di milioni di indiani

di Guerra, e quindi in opposizione al suo con-

dando vita, proprio in uno dei paesi più scossi

trario, la Pace andrebbe forse indagata analiz-

dal terrorismo religioso, al primo movimento di

zando l’azione dei suoi rappresentanti e quindi,

resistenza pacifica di massa.

in termini positivi, consegnandole una propria

L’ultimo caso, paragonabile a tratti a quello di

indipendente ontologia.


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C

Alessio Di Lella

NON SOTTOVALUTARE LE CONSEGUENZE DEL POTERE Da Charles Foster Kane al divo Andreotti: numeri uno celebrati al cinema

N

umeri uno nella politica, amanti del

formazione. “La vita di un uomo non si può

loro lavoro, vip del successo. Solita-

spiegare con una sola parola”, affermava il

mente partono da un chioschetto

leader che con le parole, a conti fatti, ha la-

di noccioline, da una campagna arida am-

vorato per una vita intera. “Quarto potere”

mantata dalla neve, da un college senza fu-

è un film che celebra l’accelerazione da 1

turo per una università che non c’è.

a 100 verso il successo, col massimo degli

Imboccano la strada del leader, tengono

sforzi. Rimando alla lettura della recensione

duro, stringono i pugni. Politica, mass media,

per approfondire gli aspetti narrativi del ca-

informazione, commercio, belle donne e

polavoro di Welles. In questa sede, però, in-

strette di mano. Numeri uno nella comunica-

seriamo il film nel quadro di un celebrity

zione, mercanti del potere. Chi sono mai?

match a tutto tondo. Kane passa la sua vita

Charles Foster Kane, giovane pischello cre-

in eterno stato di guerra: non quella bellige-

sciuto da una banca, diceva che il potere

rante tra gli Stati, la quale lui disprezza

ed il successo aiutano a restare giovani. E’

molto; ma quella tra aziende dell’informa-

lui il protagonista di “Quarto Potere” (“Citi-

zione, tra organi di stampa, prime pagine,

zen Kane”, Orson Welles, 1941), film che rac-

parole, fotografie. Uno stato di guerra che,

conta il poema epico del magnate della

a quanto pare, costa parecchio ai suoi ma-

stampa americana, dei suoi viaggi nei terri-

rescialli. La parola giusta può farti vendere

tori ignoti della politica, dell’amore, dell’in-

la tiratura necessaria.


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale


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Cult Speciale __ Ottobre ‘09

Occhio ai nemici, però!

Giulio Andreotti, se non la necessaria capa-

Quali sono i pro e i contro degli essere i nu-

cità di primeggiare nella comunicazione

meri uno nel mondo della comunicazione?

con un grande pubblico, e fare di questo

Nel film “Il Divo” (Paolo Sorrentino, 2008), il

primato una forma di detenzione del potere

Giulio Andreotti interpretato d un Tony Ser-

politico? “Caimani” a parte, tanto è sottile

villo in stato di grazia se la vede con il Bene

la linea che separa le due sfere di potere,

e con il Male. “La verità no; è la fine del

quello informativo e quello politico. Barry Le-

mondo. E noi non possiamo consentire la

vinson, regista americano che ha ripetuta-

fine del mondo per una cosa giusta. Ab-

mente

biamo un mandato divino. Bisogna amare

dell’opinione pubblica, nel suo film “Sesso e

così tanto Dio per capire quanto sia neces-

potere” (“Wag the Dog”, 1997) filma la sto-

sario il male per avere il bene. Questo Dio lo

ria di un Governo onnitentacolare, manipo-

sa. E lo so anch'io”. Il Bene del divo Andre-

latore della realtà e della fantasia del suo

otti è il suo mandato in terra, il Male è ciò

popolo. A undici giorni dalle elezioni, il Pre-

che serve per realizzarlo. La politica come

sidente americano viene accusato di aver

religione, non come istituzione. Peccatori,

violentato una stagista alla Casa Bianca. I

preti e parlamentari s’intrecciano nel giro-

curatori delle pubbliche relazioni del Presi-

tondo degli affari di Stato. C’è alcuna diffe-

dente cercano di distogliere l’opinione pub-

renza tra la Chiesa e il Parlamento? Saper

blica dallo scandalo sessuale, mettendo in

indagato

la

sfera

politica

e

interloquire con chi pecca e con chi con-

scena una finta guerra contro l’Albania. In

fessa, è una delle chiavi del successo del

“Sesso e potere”, il vero numero uno non è

numero uno Andreotti, anche lui primatista

il Presidente o un qualche divo o magnate

della comunicazione, al cinema, in tv, o in

politico. Il numero uno di questa storia è

sala con la moglie, non importa. Un numero

Conrad Brean (Robert De Niro), personag-

uno che possiede il senso dell’umorismo,

gio attuale ai tempi della storia Clinton – Le-

che la guerra la conduce standosene sulla

winsky, che lavora sulla tutela del proprio

poltrona giusta, e non la combatte, spar-

Presidente alla stessa maniera con la quale

gendo querele o puntando il dito contro la

si lavorerebbe alla produzione di un film.

fazione opposta. “Il Divo”, a modo suo, ce-

Tant’è che collabora con il produttore cine-

lebra un personaggio che è già storia, per

matografico Stanley Motss (Dustin Hoff-

gli insegnamenti che avrebbe da fare, ma

mann):

in realtà è ancora contemporaneità, cro-

realizzano il servizio da cinegiornale dell’in-

naca, costume, per la stoltezza dei suoi col-

tervento armato nel medio oriente europeo.

leghi che da lui avrebbero di che imparare.

Il leader delle pubbliche relazioni del Pre-

Qual è il collante tra Charles Foster Kane e

s

i

-

in

fase

di

post

produzione,


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale

dente americano è un autentico “padrino”

pubblica giunga a pensare che Sam sia

della comunicazione: ogni tassello, ramo

solo vittima di una enorme ingiustizia.

marcio, notizia, episodio o network d’infor-

Il Potere degli organi di stampa è ancora

mazione che possono danneggiare la “sicu-

oggi una forma di leadership comunicativa.

rezza nazionale” vengono da lui manipolati

Da Kane a Sky, passando per Andreotti e

a dovere, con le buone o con le cattive.

Berlusconi, denaro, informazione e politica

Più diplomatica è senza dubbio l’affasci-

s’inzuppano nel gran galà della guerriglia

nante figura che possiamo trovare nel film

mass mediatica. I mass media detengono il

“Mad City – Assalto alla notizia” (Costa Gra-

potere esecutivo, i loro leader sono senatori

vas, 1997). Max Brackett, giornalista ideali-

nel campo delle pubbliche relazioni. Il re-

sta,

Hoffmann,

cente “Live! Ascolti record al primo colpo”

s’intrufola in una delicata questione di cro-

(Bill Guttentag, 2007) parla proprio di questo

naca: Sam Baily (John Travolta), è un guar-

strapotere della tv, che vende e comanda

diano di museo licenziato e in preda alla

prodotti e spettatori. Meglio un riferimento

disperazione. Tornerà armato fino ai denti

a “Quinto Potere” (“Network”, Sidney Lumet,

per cercare di parlare con la sua ex datrice

1976), dove una tv commerciale agli albori

di lavoro. Durante una colluttazione, parte

della sua onnipotenza coltiva, sviluppa ed

involontariamente un colpo di fucile: muore

uccide Howard Beale, presentatore televi-

per caso il suo ex collega di colore. Parte

sivo, che vive una crisi di nervi dopo il licen-

l’allarme ed il museo viene preso d’assedio.

ziamento con due settimane di preavviso

Una scolaresca è presente tra i suoi corridoi.

da parte del suo network. “Non esiste l'Ame-

Mentre la polizia giunge sul posto, Sam s’ac-

rica, non esiste la democrazia! Esistono solo

corge che Max Brackett era nascosto nel

IBM, ITT, TNT, Dupont, Texo. Sono queste le

bagno dell’edificio, dopo che si era recato

nazioni del mondo, oggi”, gli dice il suo di-

lì proprio per una inchiesta sui licenziamenti

rettore di rete, Arthur Jensen. Ed aveva pro-

nel mondo del lavoro. Quel pomeriggio

prio ragione. “Itaaaalia… Uno!!!”.

interpretato

da

Dustin

d’un giorno da cani viene vissuto da Sam in compagnia di Max il quale, grazie ad interviste manipolate ed interventi in esclusiva, cercherà di indirizzare il suo comportamento al meglio, affinché l’opinione


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Cult Speciale __ Ottobre ‘09


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Ottobre ‘09 __ Cult Speciale


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Intervista a

C

PIERO ANGELA Romina Toscano

SE LA SCIENZA DIVENTA X TUTTI

P

iero Angela è giornalista, divulgatore

quello delle 13.30, alternandomi con Andrea

scientifico e scrittore italiano. Dall'inizio

Barbato; quando non facevo il conduttore, mi

degli anni settanta ad oggi, si è dedicato

occupavo dei servizi e dei collegamenti. In quel-

alla realizzazione di programmi di divulgazione

l’occasione ebbi l’opportunità di seguire la pre-

scientifica e di approfondimento, riuscendo a

parazione del volo che portò sulla luna i primi

raccontare sapientemente argomenti com-

astronauti, l’Apollo 7, e poi L’Apollo 8, 9, 10, 11,

plessi con un linguaggio chiaro, preciso e fami-

12: ebbi modo di fare numerosi documentari,

liare, rendendo la scienza accessibile a tutti. I

come Il futuro nello spazio, del 69, una serie di

suoi lavori sono da sempre riconosciuti per la

documentari, avvicinando il mondo della ri-

straordinaria qualità e la esemplare consapevo-

cerca che si era sviluppato dietro questa im-

lezza dello scrivere. Una firma illustre del giorna-

presa, in particolare quello dela biologia

lismo, un numero uno della cultura italiana. Con

spaziale. Così quando smisi di occuparmi del te-

lui abbiamo parlato di scienza e televisione, di

legiornale, nello stesso anno, iniziai ad interes-

nuove tecnologie, della società italiana e delle

sarmi ai documentari, un interesse per la scienza

strategie possibili per un miglioramento della no-

che già avevo a titolo personale ma quell’oc-

stra società civile.

casione ha rappresentato un motivo di cambiamento.

Lei nasce professionalmente come giornalista. Come è nato l’interesse per la scienza?

Dall'inizio degli anni settanta, si è dedicato alla

Nasce proprio dalla mia attività di conduttore

realizzazione di programmi di divulgazione: il

del Tg. Nel 68 conducevo il primo telegiornale,

primo, del 1971, è stato Destinazione uomo, la


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Ottobre ‘09 __ Cult Interviste

prima trasmissione televisiva di tale genere ri-

que momento, attinge diret-

volta ad un pubblico generalista. Quali sono gli

tamente alle informazioni, al

argomenti che più hanno suscitato interesse nel

contrario l’infor-

pubblico?

mazione in tele-

Di programmi di divulgazione scientifica c’erano

visione la si può

stati altri prima in Italia, ma mai in prima serata.

avere

Bisogna, però, distinguere tra il contenuto e la

quando c’è un de-

forma. Argomenti quali l’astronomia, Lo Spazio,

terminato

i problemi connessi alla Salute e il Comporta-

g r a m m a ,

mento animale sono stati i temi che riscuote-

invece inter-

vano e riscuotono maggior indice di interesse,

net dà un ac-

però la mia esperienza mi porta a ritenere che

cesso 24 h su

tutto può essere interessante a condizione di

24. Non solo, ma la rete dà

renderlo interessante.

accesso a delle fonti di-

Il modo di presentare gli argomenti, di scriverli e

rette, seppur con livelli di-

di realizzarli è determinante per avere un pub-

versi di accesso, a seconda

blico che segue oppure no.

di dove ci si collega. È, quindi, positivo questo

solo pro-

aspetto democratico di internet, sebbene con Divulgazione scientifica e Televisione. Nel 81 ha

una riserva: bisogna stare attenti alle fonti. Inter-

avuto inizio la serie Quark. Ci sono stati dei limiti

net è un po’ come un supermercato dove c’è

nel raccontare la scienza in tv, per la comples-

di tutto: bisogna acquistare però dei prodotti

sità degli argomenti? E come è stato possibile

controllati.

rendere familiari i temi trattati? Ci sono alcuni argomenti che certamente sono

È importante per chi fa informazione utilizzare

più difficili da trattare in generale, e in special

l’ampia scelta di fonti in maniera oculata

modo in televisione, come la matematica o la

Questo è un problema generale per qualsiasi

chimica. Per quel che mi riguarda abbiamo cer-

forma di giornalismo. Le fonti devono essere

cato di trovare anche il quel campo delle solu-

certe, attendibili e verificate anche attraverso

zioni, ad esempio parlando di Matematica

controlli incrociati: questo è il lavoro serio di chi

attraverso il ruolo del caso o attraverso delle sta-

fa informazione, anche e soprattutto nella

tistiche, parlando di Chimica attraverso gli inqui-

scienza dove le notizie devono essere dette in

namenti e i nuovi materiali. Abbiamo utilizzato

modo più preciso.

dei cartoni animati per parlare di temi che erano difficili da illustrare, come la Meccanica

Nonostante l’utilizzo delle nuove tecnologie, che

Quantistica, la Relatività, l’Embrionologia e la Su-

annullano di fatto i limiti spazio temporali delle relazioni,

perconduttività. Il modo di affrontare l’argomento,

come

si

diceva

prima,

della conoscenza e

è

determinante per far comprendere

della condivisione,

certi temi meno adatti alla trattazione

tuttavia, in Italia resiste un incessante

divulgativa.

processo di emigrazione

Scienza, Nuove tecnologie e Condivi-

definita

come Cervelli e Ta-

sione della Conoscenza: un esempio

lenti in fuga. Come inver-

emblematico è Wikipedia. Cosa pensa di

tire la tendenza in atto in

questa nuova prospettiva di una intelligenza collettiva nata in seno all’utilizzo sociale delle

Italia?

nuove tecnologie?

Cambiando le regole del gioco, in particolare

Internet ha portato una ventata nuova per la

nelle università, perché ad oggi il merito non

sua capacità capillare di arrivare ovunque.

viene riconosciuto. Questo è il problema princi-

Chiunque accendendo un computer, in qualun-

pale del nostro paese, che vale per tutto quello


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che è pubblico in partico-

e dovrà mantenere un peso crescente di pen-

lare. Ho avuto occasione,

sionati, di spese sanitarie di spese scolastiche e

in questi decenni di lavoro

soprattutto di competitività. Bisognerebbe che

nel campo della ricerca

questa fascia, sempre più striminzita, diventasse

scientifica, di incontrare italiani

estremamente di qualità per poter reggere tutto

ovunque, in tutti i paesi, molto ap-

il peso che avrà nei prossimi decenni. Da qui il

prezzati in america soprattutto, gente

problema del merito nella ricerca: noi man-

che fa carriera, che ottiene premi, ma

diamo via le persone che ci possono aiutare nel

che non riesce neppure a rientrare in

creare ricchezza per il nostro paese. Inoltre, l’Ita-

Italia: non solo, questa gente che se ne

lia è un paese privo di energia, e subiremo i con-

è andata via perchè i meriti non erano

traccolpi di questa situazione; è un paese che

riconosciuti, una volta premiati in ogni

non ha materie prime; è un paese che vive sulla

modo fuori, non hanno più avuto la possibilità di

trasformazione, quindi più che ancora di altri

rientrare, e questo dà la misura di quanto sia pro-

paese ha la necessità di essere attivo nella

fondo il male che esiste nel no-

esportazione e molto competi-

stro paese per quanto riguarda

tivo. Tutto questo fa parte di un insieme di problemi in cui la

il riconoscimento dei meriti.

meritocrazia gioca un ruolo Perché dobbiamo fare più

importante, soprattutto in

figli è sia il titolo del suo ul-

un paese dove si va in pen-

timo

libro,

ma

anche

un'esortazione importante in questo paese a crescita zero. Come vede Piero Angela, la società italiana del futuro. Perché è importante fare più figli? L’italia

ha

due

record,

quello della minor natalità, con 1,2 figli per coppia - ovvero quasi un dimezzamento nell’arco di una

L’Italia ha due record, quello della minor natalita’, con 1,2 figli per coppia; l’altro e’quello della longevita’: siamo il paese al mondo che ha piu’ vecchi, dopo il Giappone

sione a 58 anni, e poi si sta un tempo lunghissimo a percepire un reddito che non si è versato. I giovani non avranno più la pensione e pagheranno quella degli anziani, e tra qualche anno per una persona che lavora ci sarà un pensionato. Il fatto di fare più figli non significa che aumenti la popolazione: per mantenere

generazione - che arriva a

stabile una popolazione oc-

1,3 grazie alla presenza

correrebbe fare 2 figli per coppia, noi ne facciamo

degli extracomunitari, che oggi sono quelli che fanno più

1.2, se ne facessimo 1.6 o 1.7 co-

figli; l’altro è quello della longe-

munque le nascite continuereb-

vità: siamo il paese al mondo che ha più vecchi,

bero a calare rispetto i ritmi della demografia,

dopo il Giappone. Questa divaricazione, pochis-

però sarebbe una ridiscesa, come per un aereo,

simi neonati e moltissimi anziani, fa sì che, in pro-

secondo una linea di atterraggio, non precipi-

spettiva,

la

tando. In altre parole, quello che sta avve-

popolazione attuale, intorno agli anni del 2050,

nendo è che noi stiamo diminuendo le nascite,

ma avrà 20 milioni di vecchi e 10 milioni di immi-

scendendo non con un ascensore, ma saltando

grati, quindi sarà una società diversa da quella

dalla finestra.

il

nostro

paese

manterrà

che la nostra generazione ha conosciuto. Il guaio è che la fascia che produrrà reddito -

Sempre pensando al futuro, un tema su cui si di-

cioè quella che si trova a metà strada tra la fa-

scute da tempo è l’utilizzo delle risorse energeti-

scia dello studio, che occupa la prima parte

che rinnovabili e del nucleare per sopperire alla

della vita, e quella della pensione, che occupa

mancanza delle risorse non rinnovabili in breve

la terza parte della vita - sarà sempre più sottile

tempo. Nel suo libro La sfida del secolo, infatti,


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afferma che «Siamo talmente abituati a schiacciare un bottone e veder partire una lavatrice, un ascensore […], che difficilmente riusciamo ad immaginare cosa vorrebbe dire vivere senza energia». Come l’uomo può vincere, secondo lei, la sfida del secolo che lo attende? Non c’è una soluzione, ci sono tantissime cose che vanno fatte contemporaneamente e questo vuol dire Risparmio Energetico, Efficienza Energetica, Innovazione, Nuove Tecnologie, soprattutto quelle che garantiscono il rispetto dell’ambiente, la capacità competitiva per comprare sul mercato combustibili fossili che noi non abbiamo, etc etc etc… con la consapevolezza che nessuna di queste cose, in particolare le energie rinnovabili, e neanche il nucleare, potranno risolvere da sole il problema. Anche si facessero 5 centrali nucleari doppie, con 10.000 megawatt, questo sarebbe un settimo dell’energia elettrica che noi consumiamo oggi e in teoria in futuro dovremmo consumare anche di più. Questo tipo di energia rappresenta, dunque, solo un settimo di un 30 per cento. Se si facessero queste 5 centrali con 2 reattori di 1.000 megawatt ognuna, questo rappresenterebbe solo il 7 percento dei nostri bisogni energetici, e tuttavia bisognerà farle perché sono tutte gocce che contribuiscono, come le centrali solari, sebbene in minor misura, ai nostri bisogni energetici. È evidente che dovremmo utilizzare i combustibili fossili per tempi ancora molto lunghi e questo vuol dire che bisogna essere competitivi - dato che tutti i paese ne avranno bisogno - attraverso le industrie, i brevetti, l’innovazione, lo sviluppo della società della conoscenza. Anche qui torniamo al problema di prima: noi non creiamo una società capace di far fronte ai bisogni moderni. Le università sono in uno stato pietoso: la prima università italiana in classifica è al 194° posto, i giovani in gamba sono costretti ad andare via e non riescono poi nemmeno a rientrare. È questo, dunque, il modo per preparare il futuro del paese? Sempre guardando al futuro, qual è il prossimo progetto di Piero Angela? Sto andando avanti con dei nuovi programmi, penso di scrivere qualche altro libro, ma per adesso non so ancora quale sarà l’argomento.


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Intervista a

C

Lorena Crisafulli

...Registi si nasce...

M

aestro nel trattare temi forti e tragici

la legge del box office, alla sua vena critica, sarca-

con gli strumenti dell’ironia e della leg-

stica e creativa. Mario Monicelli non è soltanto il

gerezza e con l’abilità dell’autore che,

grande regista che noi tutti conosciamo, è soprat-

con maestria e arguzia, sa ben maneggiare la ci-

tutto un grande uomo che ha, con il suo lavoro,

nepresa disegnando situazioni e personaggi, Mario

contribuito a lasciare una traccia indelebile nella

Monicelli rappresenta senza alcun dubbio una

storia del cinema, in particolare, e nella società ita-

delle firme più prestigiose e longeve del cinema ita-

liana nel suo complesso, di cui ci ha lasciato testi-

liano. All’attivo conta 65 pellicole, l’ultima delle

monianza

quali girata all’età di 91 anni ed altrettante sceneg-

indimenticabili film. Con assoluta deferenza, la pa-

giature.

rola al Maestro.

e

memoria

attraverso

i

suoi

Ha collaborato con gli interpreti più importanti del panorama cinematografico nazionale, da Totò ad

Suo padre Tomaso, giornalista e critico teatrale,

Alberto Sordi, da Anna Magnani a Monica Vitti, per

nonché fondatore nel 1917 della rivista di cinema

fermarsi solo ai più rappresentativi. E’ il simbolo della

“Penombra”, influenzò la sua scelta di diventare re-

“commedia all’italiana”, grazie alla quale è riuscito

gista?

a dipingere il quadro di un Paese, il nostro, contrad-

No, ho deciso di diventarlo quando ero ancora

dittorio e borghese ma che pure tanto sta a cuore

bambino all’età di cinque, sei anni. Mia mamma

al nostro regista. Lui, che ha usato la macchina da

mi mandava al cinema insieme a mio fratello mag-

presa come mezzo di espressione autoriale e di de-

giore, che ne aveva sette e andavamo al pome-

nuncia sociale, soprattutto negli ultimi anni non ha

riggio perché era vicino casa. Un cinema piccolo,

mai rinunciato, anche col rischio di scontrarsi con

oscuro, pidocchioso direi. Lei ci accompagnava e


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Ottobre ‘09 __ Cult Interviste

ci lasciava lì verso le quindici e ci veniva a ripren-

andare in vacanza e siccome lui aveva necessità

dere la sera. E noi assistevamo alla proiezione con-

di farlo, ci siamo separati in buonissimi rapporti. Ab-

tenti ed entusiasti in mezzo ad una sala affollata,

biamo continuato ad esser amici e a frequentarci,

piena di gente, fumo, grida, mamme che allatta-

ma non abbiamo più lavorato insieme.

vano i figli, contadini e pescatori. Tutti seguivano quello che si svolgeva sullo schermo mezzo sudicio,

Lei ha diretto un grande personaggio del cinema

inveivano con improperi contro il cattivo e si esal-

e del teatro, Totò, macchietta popolare e comico

tavano quando arrivavano i salvatori o l’eroina ve-

raffinato. Ha avuto qualche difficoltà nel “gestire”

niva salvata. Insomma era tutto un insieme

un artista del suo calibro?

straordinario di grida, urla e fumo. Io guardavo

Quando si lavora con gente di grande qualità e di

quella cosa bianca sul muro davanti a me e vo-

grande talento è sempre più facile che non con

levo entrare in quell’affare lì, che non sapevo ne-

gli altri. Collaborare con persone di prim’ordine e

anche cosa fosse. A quei tempi il cinema era

di talento è sempre una cosa facile.

davvero una magia. Non capivo se queste persone che si muovevano erano vere o finte. Tra l’al-

Un pensiero su Alberto Sordi, con cui è stato legato

tro il film era muto. Quindi tutto quello che avveniva

da un grande rapporto di amicizia e di stima, oltre

in sala era una partecipazione straordinaria. Non

che da una collaborazione professionale.

ho mai più sentito, fino all’arrivo del sonoro, film più

E’ un ricordo molto bello perché eravamo amici,

sonori di quelli muti.

ci frequentavamo, andavamo a cena la sera prima e dopo il lavoro e anche in vacanza insieme.

L’esordio alla regia è nel 1934 con il cortometrag-

Dunque avevamo un rapporto professionale ed

gio “Il cuore rivelatore”, tratto dall’omonimo rac-

umano. Anche nell’ultima parte della sua vita,

conto di Edgar Allan Poe. Era un appassionato di

quando era lui l’unico regista di se stesso, fui io il solo

letteratura gotica?

da cui accettò di farsi dirigere, perché eravamo

Non in particolare. Poe era un autore che mi inte-

da sempre amici e ci stimavamo molto.

ressava molto. Allora ero giovane, avevo diciottodiciannove anni, lo leggevo e mi entusiasmava.

Lei ha lavorato con Depardieu e Mastroianni, oltre

Per questo c’ho fatto un film. Comunque ho letto

che con Totò e Sordi. Con quali di questi interpreti

anche altri autori, non solo quello.

pensa di aver espresso al meglio il suo estro registico e autoriale?

La collaborazione con Steno ha dato vita a pelli-

Tra i protagonisti che ha citato ho lavorato molto

cole importanti. Da “Come persi la guerra” a

con Mastroianni. Con lui ho diretto anche delle pel-

“Guardie e ladri” (1957), da “Totò e le donne”

licole che mi sono particolarmente care, come “I

(1952) a “Le infedeli” (1953), dopo le quali la colla-

compagni” per esempio, di cui è protagonista. Un

borazione tra di voi si è interrotta. Cosa all’origine

film quest’ultimo che ho fatto proprio pensando a

di quella rottura?

lui e con lui molto volentieri.

Una rottura dovuta a motivi familiari più che professionali. Lui si era sposato, aveva degli impegni, dei

Tra le donne che ha diretto, figurano due delle più

figli. Era giovane e aveva

grandi attrici italiane dello scorso secolo, Monica

bisogno di lavorare. A

Vitti e Anna Magnani. Che ricordo ha di loro?

me invece, una volta

Della Vitti un bellissimo ricordo. Era una donna sim-

fatto un film, mi pia-

patica, una grande attrice, meravigliosa. Lei era

ceva

divertirmi.

abituata ai film con Antonioni, molto romantici, im-

un

pegnati e basati sulle incomprensioni. Con me ha

certo punto gli

potuto fare la commedia ed era contenta di lavo-

dissi che non

rare a qualcosa di diverso. Tra l’altro con questo

mi andava di

genere ha avuto molto successo. La Magnani

lavorare al film

aveva una qualità, una personalità e una potenza

successivo e

straordinaria con le quali mi sono confrontato met-

che

tendola insieme a Totò in un mio film. Anche di lei

Quindi

ad

volevo


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Cult Interviste __ Ottobre ‘09

ero molto amico. Frequentavo casa sua e la sera

negli appartamenti e cominciava a girare la voce

ci si vedeva con altri. A quel tempo eravamo tutti

che farsi giustizia da sé era la cosa migliore. Un po’

amici. Si era una compagine di circa sessanta, set-

come adesso. Le ronde di notte venivano dal-

tanta persone tra attori, scenografi e sceneggiatori.

l’America dei film che avevano avuto molto suc-

Stavamo sempre insieme. Non era come adesso.

cesso, come “Il giustiziere della notte”. La storia anche lì di un padre che si era fatto giustizia da solo,

A proposito del film con Totò e Anna Magnani, “Ri-

perché la polizia non riusciva a trovare l’assassino

sate di gioia” del ‘60, si dice che l’attrice romana

del figlio. Allora io volevo fare un film in cui si dicesse

accettò con riluttanza di partecipare, perché era

che farsi giustizia da soli era una cosa orrenda, che

convinta che la presenza del comico declassasse

non si doveva fare perché inumana. Ho letto il ro-

il film. E’ vero o sono solo leggende metropolitane?

manzo di Cerami, che raccontava proprio questo

Il motivo non era questo, perché lei aveva lavorato

e gli ho chiesto se permetteva che facessi il film. Lui

con Totò facendo delle riviste famose a teatro,

mi ha dato il suo consenso e l’ho fatto.

quindi avevano già collaborato. Solo che aveva ricevuto l’Oscar in America e in realtà sperava di

“Parenti serpenti” (1992), ritratto di un’Italia piccolo

prendere un attore, un comico americano. Ma sic-

borghese e trionfo del cinismo familiare. E’ cam-

come io non ne conoscevo, né ne frequentavo ed

biato qualcosa rispetto a quella “piccola Italia”

ero amico di Totò, con cui avevo lavorato per tanti

che lei ha rappresentato?

anni, optai per lui. E lei si convinse. Lo stimava senza

No, anzi è peggiorato. Ultimamente si viene a sa-

nessun calcolo rappresentativo.

pere che ci sono genitori che stuprano le figlie, le nipotine. Queste cose non mi sono neanche azzar-

Lei ha diretto due atti di “Amici miei”, nel 1975 e nel

dato a metterle, ma avviene anche questo nelle

1982. Il film è basato sulle “zingarate” di cinque

famiglie. Quel film, ricalcando la parte ironica, ma-

amici ormai cresciuti, che non si arrendono agli

cabra e divertente, risulta un po’ estremo ma in re-

anni che passano. Com’è nato il soggetto?

altà rappresenta bene la famiglia italiana. E’ in

“Amici miei” è un film di cui ho fatto il regista, ma

quel modo, il suo fondamento è quello. Le turpitu-

che ho scritto insieme a Benvenuti e De Bernardi.

dini e gli orrori taciti che avvengono nelle case

Abbiamo raccolto tutto quello che si vede nel film,

sono gli stessi.

le beffe e le burle, e le abbiamo inserite al suo interno. A Firenze erano leggende metropolitane. Si

Alla sceneggiatura ha collaborato anche Carmine

diceva che la gente andasse nei paesi fingendo

Amoroso, che di recente ha diretto “Cover Boy”,

che da lì dovesse passare l’autostrada e biso-

un lavoro d’impronta sociale distribuito in poche

gnasse buttare giù tutto.

copie. Come mai

Stessa cosa per gli schiaffi

secondo lei?

alla stazione. Cose che si

L’idea di “Parenti

raccontavano, che noi ab-

serpenti” è stata

biamo raccolto e messo insieme

sua, il soggetto è suo. Per

una di seguito all’altra, per

quanto riguarda il suo film,

poi girare il film che ha

“Cover Boy”, l’ho

avuto un grande successo. Ecco com’è nata l’idea.

sponsorizzato volte.

Peccato

più non

abbia avuto il successo Quali le ragioni che l’hanno

che meritava. La colpa è

indotta nel 1977 a girare un

dei distributori che sono dei

film sul libro di Vincenzo Ce-

bottegai, dei salumai che non

rami, “Un borghese piccolo piccolo”? Volevo fare un film e a

guardano mai la qualità ma solo se la cosa possa piacere o meno.

quell’epoca in Italia c’erano le rapine, l’insicurezza per le strade,

Il suo ultimo film “Le


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Ottobre ‘09 __ Cult Interviste

rose del deserto” (2006) racconta la seconda

zNon racconta più l’Italia come ha fatto il cinema

guerra mondiale, vissuta da un gruppo di militari

del dopoguerra degli anni ’50 e ’60. Si guarda solo

accampati in Libia. Cosa l’ha spinta a realizzarlo?

alle solite storielle da quattro soldi basate sul sesso

Quello è un film che sentivo di fare perché mi me-

(molto), nudità e gelosie. Storielle che finiscono

ravigliavo di come il cinema italiano, dopo la

come bere un bicchier d’acqua o che hanno suc-

guerra, non avesse mai fatto un film su quella

cesso una sola stagione e poi spariscono, finendo

guerra, perduta, finita col tracollo e con la dittatura

nell’immondezzaio e nessuno se ne ricorda più.

a scatafascio. Io avevo vissuto quell’epoca ed ero

Specialmente quelli italiani, perché qualche buon

stato chiamato a combattere, conoscevo le no-

film dall’estero proviene.

stre colonie e avevo letto un bellissimo libro di Tobino, “Deserto della Libia”.

C’è qualche regista hollywoodiano che le sta par-

Lui era di Viareggio come me, mio coetaneo, lo

ticolarmente a cuore?

conoscevo e lo incontravo durante le passeggiate.

Sì, ci sono autori hollywoodiani bravi, ma io preferi-

Tutte queste cose mi hanno spinto ad occuparmi

sco il cinema indipendente da cui esce qualcosa

della vicenda per farne un film.

di coraggioso. Di “in-dipendente” per l’appunto. Quello slegato dalle grandi case di produzione ci-

Ho letto che avete incontrato alcune difficoltà nel

nematografica.

reperire i fondi per finanziare la pellicola. Questo secondo lei ha avuto delle ripercussioni sul risultato

Secondo lei, che è uno dei principali interpreti della

finale dell’opera?

“commedia all’italiana”, chi tra i registi italiani emer-

Si ripercuote sempre, ma non è la prima volta. Tutti

genti potrebbe raccogliere il suo testimone?

i film in realtà hanno sempre dei guai, delle conte-

Io non voglio lasciare nessun testimone, non sono

stazioni, delle storie per il finanziamento. Tutti, da

così presuntuoso. Ognuno fa quello che vuole per

quando nasce il cinema. Quindi fa parte del me-

conto suo. Registi di qualità vera e propria ce ne

stiere affrontare queste cose e risolverle, litigare, ac-

sono pochissimi. Sorrentino e Garrone sono in

cettare e costringere il produttore a fare

grado di fare film coraggiosi, ma anche Salvatores

diversamente.

ha realizzato pellicole buone. Relativamente alla commedia all’italiana non mi viene in mente nes-

Di recente ha girato anche alcuni episodi di film

suno.

corali, come “Un altro mondo è possibile” (2001) e “Lettere dalla Palestina” (2002). A testimonianza del

Una curiosità. C’è un film in particolare che

suo impegno sociale?

avrebbe voluto fare e che, per motivi di budget o

Sì, siamo andati al G8 di Genova, eravamo una

di altra natura, non ha potuto realizzare?

dozzina e lo stesso anche in Palestina. Ognuno fa-

Si ce n’è uno che avrei voluto girare sulla fine degli

ceva una parte, un breve racconto di quello che

anni ’50, ma non sono mai riuscito a realizzarlo. Però

vedeva. Abbiamo messo tutto insieme e realizzato

forse è meglio così, le cose che non si possono fare

questi due film, che hanno avuto un buon esito ma

è meglio che non si siano fatte.

erano due documentari. Il cinema italiano che conta, o almeno quello che contava, è sempre

Lei ha ricevuto tanti premi, il David di Donatello, la

stato di protesta sociale, culturale, politica e civile.

Palma d’oro, il Nastro d’argento, il Leone d’oro alla

Quello è sempre stato un buon cinema.

carriera. Le è mancato l’Oscar, al quale ha avuto quattro nomination, a coronamento di una carriera

Che cosa è cambiato di significativo nel modo di

comunque straordinaria?

far cinema dagli anni ’30 ad oggi?

I premi che ho ricevuto sono stati molto emozio-

E’ cambiato tutto. Quello di oggi non è più un ci-

nanti e mi hanno fatto piacere. Le nomination non

nema che rappresenta con spregiudicatezza, con

contano nulla. Chi arriva secondo non è primo e

coraggio, l’Italia che ha di fronte. Non racconta

allora finisce nel dimenticatoio.

più questo. Salvo pochissimi casi che sono perle nel

Bisogna salire sul gradino più alto, altrimenti serve a

fango, non ha nessun impegno, né sociale, né cul-

poco. E’ meglio posizionarsi al primo posto ad un

turale.

festival qualunque che secondo ad Hollywood.


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C Andrea Cerase

LA VERA NOVITAô DI OBAMA BARACK

M

olto si è detto in questi giorni a pro-

rebbe un grave errore pensare che ad essere

posito

Barack

davvero decisive siano state le tecnologie in sé.

Obama alla carica di Presidente

Il modello di influenza che ha supportato la

degli Stati Uniti. I commenti più ovvi hanno sot-

campagna di Obama non ha guardato alla

tolineato la novità di un presidente nero ed il

rete tecnologica in quanto tale, ma alle reti di

carattere di discontinuità con la politica dei re-

relazioni sociali che avrebbero (ed hanno) sa-

pubblicani degli ultimi otto anni di presidenza

puto veicolare i messaggi chiave della campa-

Bush.

gna.

Ma probabilmente, le elezioni americane del

Queste reti sociali, costituite dalla fitta trama di

2008 passeranno alla storia anche per altri mo-

relazioni di conoscenza, stima, fiducia reci-

tivi: sono certamente le prime elezioni in cui si

proca, solidarietà che nel loro insieme costitui-

è assistito ad un sostanziale ribaltamento del

scono il tessuto di ogni comunità, sono riuscite

modello comunicativo tradizionale delle cam-

a “catalizzare” il senso di appartenenza e le

pagne elettorali, che ha fatto segnare un netto

speranze di cambiamento di un’intera nazione

ridimensionamento del ruolo dei media di

e a costruire una comunità di elettori. A dimo-

massa, ed in particolare della televisione, ed

strarlo è l’incredibile percentuale di votanti,

uno spostamento determinante della campa-

ben il 64%, la più alta dopo quella della tornata

gna verso i cosiddetti “nuovi media”. Ma sa-

elettorale del 1908, che insediò alla Casa

dell’elezione

di


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Cult Primo Piano __ Ottobre ‘09

Bianca il senatore William Howard Taft. La rete

sidenza Bush e ha dato una forte impronta allo

che Obama ha saputo tessere appare così

stesso programma elettorale di Mc Cain. Ed ha

ben più solida e consistente di quelle “create

trovato, da sempre, una formidabile grancassa

a tavolino” in passato da Howard Dean e poi

nei grandi network televisivi, che come la Fox,

da John Kerry. Molte delle caratteristiche di

avevano esplicitamente appoggiato il candi-

questa rete, come la compattezza, l’enfasi

dato repubblicano. L’enfasi ostentata nell’uti-

sull’impegno individuale e la visione del bene

lizzo di parole come “paura”, “terrorismo”,

comune fanno pensare alla struttura sociale

“guerra”, “sicurezza” e “armi di distruzione di

dei movimenti pacifisti e per i diritti civili, che

massa”, ha certamente determinato una rea-

negli anni ’60 hanno contribuito a fare del-

zione di stanchezza nell’opinione pubblica

l’America un paese più libero e più aperto.

americana e, con essa, la voglia di girare pa-

Obama ed il suo staff hanno compreso l’impor-

gina. Ma ciò che più conta è che non è stata

tanza di queste reti di relazioni

efficace nel determinare gli

quali

portanti

orientamenti di voto degli ame-

della società, e hanno vinto

ricani. A posteriori, si potrebbe

infrastrutture

semplicemente

persino immaginare che

hanno saputo “leggere” la

nella corsa alla nomination

loro struttura latente, senza

democratica, Hillary Clin-

perché

costruirle ex novo nel laboratorio di uno spin doctor o sugli schermi di qualche cyber freak. Il candidato presidente ha saputo sfruttare l’enorme potenziale di questi network, intercettando i veri bisogni e le vere attese degli elettori. Obama è stato capace di lanciare un messaggio di

Obama e’ stato capace di lanciare un messaggio di profondo cambiamento, fondato su valori immediatamente percepiti come autentici

ton abbia pagato la sua difficoltà a sganciarsi da una strategia troppo mediacentrica, e a differenziarsi da McCain evitando di sfidarlo sul terreno della guerra e della paura, che per tradizione sono più vicini alla sensibilità politica dell’elettorato

repubbli-

cano. Non appare felice, da questo punto di vista,

profondo cambiamento,

l’insistito riferimento della

fondato su valori immedia-

senatrice dello stato di

tamente percepiti come

New York al suo futuro

autentici, con un approc-

ruolo di “comandante in

cio comunicativo che è ap-

capo” dell’esercito americano.

parso ragionevole senza essere paternalista, caratterizzandosi per una inedita

Obama ha avuto più coraggio, e ha puntato

concretezza nella formulazione delle “issues”

più in alto, puntando direttamente al cuore

della campagna. Un’economia più vicina al la-

degli americani attraverso una strategia di-

voro che alle banche, un sistema sanitario più

versa, che non si fonda soltanto su brevi spot

giusto ed accessibile per tutti, una maggior tu-

pubblicitari e soundbites ad effetto, ma sulla

tela dei diritti civili. Quello di Obama è un mes-

possibilità per l’elettore di fondare la sua scelta

saggio di speranza che si contrappone

su un ragionamento più ampio ed articolato,

radicalmente alla “politica della paura” che,

allungando per esempio la durata dei suoi spot

quasi per definizione, si rivolge ad una platea

per fornire al pubblico non solo slogan ma

televisiva di individui in una posizione di struttu-

anche argomenti di discussione spendibili in fa-

rale passività ed isolamento.

miglia, con i vicini, con i compagni di scuola e di lavoro. Questi “messaggi appiccicosi” si sono

Questa spavalda fiducia nel potere della

diffusi lungo le connessioni di questa enorme

paura ha caratterizzato gli otto anni della pre-

rete di reti che è la società americana, attra-


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verso un meccanismo molto simile a quello del contagio virale. Un organismo predisposto ad un certo tipo di messaggio fa proprio e lo propaga, riverberandolo e moltplicandolo agli organismi più vicini e più simili, dando così luogo ad effetti di influenze a cascata e alla crescita esponenziale nel numero degli organismi da esso “contagiati”. Per funzionare, è però necessario che il messaggio sia vicino all’esperienza quotidiana degli elettori, alla loro vita reale. E occorre che l’elettore si possa sentire libero di elaborarlo, di valutarne la fondatezza e le conseguenze pratiche, e soprattutto che ne sia convinto più che persuaso. Internet, e in particolare i blog ed i siti di social networking appaiono

oggi

come

l’infrastruttura

comunicativa indispensabile per implementare questo nuovo modello di comunicazione politica: l’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, è la più consistente conferma dell’avvenuta rottura di un paradigma, che vede una sostanziale sconfitta dei media tradizionali, ed in particolare di qui network televisivi, e, forse, l’affermazione di una nuova visione del ruolo della comunicazione nelle democrazie.


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C Marco Meloni

BAGAGLINO ,

Uomini e Donne o Europarlamento ? Le nuove donne della politica fra misoginia e stereotipi

I

mmaginate la scena. Una calda e soleg-

come anatre alla pechinese che possono, al-

giata giornata romana, un luogo impor-

l’occorrenza, trasformarsi in armi improprie.

tante ed ufficiale, una schiera di politici,

Sembrerebbe di essere al Bagaglino, e in-

dirigenti di partito, amministratori locali pronti

vece di sta decidendo chi, fra queste donne,

a darsi battaglia per entrare nelle liste delle

diventerà europarlamentare, portando le

europee del PDL, il nuovo partito di maggio-

proprie immense doti da statista a rappresen-

ranza relativa in Italia. Una scena classica,

tarci nell’Unione Europea.

vista in ogni paese e per ogni forza politica

Situazioni così, in Italia, sono ormai all’ordine

nel momento delle candidature. Ma ecco,

del giorno. Le donne della politica, lontane

da varie macchine nere e vie secondarie, ar-

anni luce dalle poche, coraggiose, pioniere

rivare veline, concorrenti del Grande Fratello

come Nilde Iotti o Emma Bonino, sono tutte

e dell’Isola dei Famosi, soubrette e manne-

giovani, belle, in continuo passaggio fra la te-

quin.

levisione e la politica, fra Maria De Filippi e Palazzo Madama. Parlano poco, e quando

Tutte hanno in mano il bignamino della

lo fanno sono sempre aiutate da qualche

brava donna della politica, un manuale sin-

uomo più saggio, proprio perché sarebbe dif-

tetico e di facile comprensione che spiega

ficile terminare un discorso sensato senza

le basi della politica in Europa. Almeno cos’è

l’aiuto di nessuno.

l’Europa e dove si trovano le sedi delle rap-

E dire che nel PDL, il partito che utilizza il mag-

presentanze comunitarie. Chiassose, indisci-

gior numero di queste “belle statuine”, di

plinate, piene di vitalità invadono le stanze

donne con un cervello ce ne sono. Dalla più

del potere, chi con capelli rosso fuoco frutto

famosa Stefania Prestigiacomo, che non ha

di ore di extension, chi con unghie laccate

mai usato il suo corpo per emergere, a Iole


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Ottobre ‘09 __ Cult Primo Piano

Santelli o Isabella Bertolini. Ma queste donne,

nel varietà assicurano la politica, non c’è più

meno televisive, meno abituate a larghi sorrisi

spazio per persone di esperienza, che alla

verso la telecamera, sono state sostitute da

politica dedicano anni di studio e che arri-

Mara Carfagna o da Barbara Matera, pas-

vano a ricoprire ruoli importanti per merito, e

sate rapidamente ( la prima) o in via di pas-

non per caso o fortune personali. Se è già

saggio (la seconda) da programmi leggeri a

grave avere governatori e sindaci che sono

ruoli importanti della vita politica del paese.

in realtà commercialisti e medici del Presi-

Il “ciarpame senza pudore”, come descritto

dente del Consiglio, è ancora più degra-

da Veronica Lario, non teme incapacità, né

dante dover essere rappresentati da donne

il peso di un ruolo istituzionale così gravoso

che aspirano alla visibilità e ai soldi, non

ed importante; portate a sognare una vita

certo all’impegno e al lavoro che comporta

politica semplice ed eterodiretta, poiché

essere in politica. Una ragazza di diciotto

nulla o quasi è lasciato alla loro decisione

anni non può ammettere candidamente

personale, queste donne pensano alla pace

che le due strade, parallele e per nulla in

e alla fame nel mondo come se fossero ad

contraddizione per il suo futuro sono la poli-

un concorso di bellezza, senza alcun appro-

tica e il bancone di Striscia la Notizia. Così

fondimento.

come un uomo di governo non può procac-

Prendendo ad esempio il caso molto dibat-

ciare come un talent scout politici nelle sue

tuto di Noemi Letizia, il fatto più importante

trasmissioni televisive o sui giornali scandali-

non è la presunta liaison fra Berlusconi e la ra-

stici. Qualche anno fa, impressionato dalle

gazza, non provabile, voyeuristica e di cat-

“doti” artistiche di Aida Yespica, Berlusconi

tivo gusto da indagare, ma piuttosto la

cercò un modo per inserirla nelle liste di Forza

sicurezza, espressa dalla giovane in un’inter-

Italia, cosa impossibile vista la cittadinanza

vista, che presto sarà in Parlamento, poiché

venezuelana della donna. La Costituzione

“Papi Silvio” le ha promesso, anzi garantito,

andrà di certo cambiata. Come resistere alla

un posto di rilievo fra i deputati PDL. Se le

tentazione di modelle slave o a procaci su-

amicizie personali, la giovinezza, la carriera

damericane nei palazzi del potere?


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C

Angelo Giuliani

Polemicopoli La letteratura che fa informazione

L

a seconda repubblica italiana è il trionfo

contro era comunista…”. Partendo da que-

del “teatrino politico” moderno - espres-

st’assunto viene da pensare che tutto il popolo

sione coniata per descrivere la mancata

d’Italia sia comunista, poiché è deluso dalla po-

serietà dei politici al vertice; negli ultimi tempi

litica e che è quindi contro il sistema vigente.

più che una semplice supposizione populista o

In realtà la battuta viene minimizzata, se non

un atteggiamento di attacco - difesa tra le

resa nulla, perché i venti di critica e pessimismo

varie parti politiche, sta diventando una realtà

che spirano verso una risoluzione (che tarda ad

sempre più affermata, che miete vittime tra i

arrivare) non fanno altro che amplificare il fe-

membri della “casta”.

nomeno teatrino, facendolo diventare norma-

Non passa giorno che i giornali o il popolo non

lità.

scrivano, discutano di gesti buffi di qualche po-

La colpa principale di entrambi gli schieramenti

litico e di affermazioni bizzarre che nella società

al vertice è quella di non usare i mezzi di infor-

del terzo millennio suonano più come sfottò

mazione in modo corretto. Un primo esempio,

che come motivo di opposizione. Una celebre

potrebbe essere, l’uso eccessivo della potenza

canzone-monologo di Giorgio Gaber recita:

mediatica per questioni non inerenti diretta-

“Qualcuno era comunista… perché chi era

mente al benessere del paese. Lo stile gossipi-


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Ottobre ‘09 __ Cult Primo Piano

stico dell’informazione è purtroppo la rovina di

fronti vige un pessimismo dato dalla mancata

un sano confronto fra le parti. Con la mossa del

risoluzione di problemi pregressi, e da strategie

gossip infatti, si tende a mettere fuori gioco l’av-

di management non proprio ottimali per uno

versario, ma in modo temporaneo. Contropro-

stato come l’Italia. La questione del nucleare,

ducente, inoltre, sembra essere anche la

l’informatizzazione e la trasformazione del pub-

continua informazione distorta della realtà dei

blico impiego, la risoluzione della crisi econo-

fatti.

mica con gli aiuti per la ripresa dei consumi, la

Spesso i politici diventano “vittime” delle loro af-

recessione internazionale sono grossi problemi

fermazioni, correndo ai ripari smentendo le ac-

che non si risolvono con sterili parole, ci vo-

cuse, o formulando scuse pubblicamente.

gliono fatti. Le forze politiche (sia maggioranza,

Marco Travaglio, noto giornalista del rotocalco

che opposizione) spesso non si rendono conto

di Giovanni Santoro “Anno Zero”, attraverso

del danno d’immagine che creano agli italiani

uno dei suoi libri immortala con scrittura feroce

se non si smette di creare polemiche e poca

il teatrino politico attuale, tanto odiato dagli ita-

“vera” informazione, senza tener conto dell’at-

liani.

tuazione del programma elettorale.

Un giornalismo che ha come linee guida la li-

Allo stato attuale, i cittadini pur sicuri della loro

bertà e l’indipendenza e che colpisce impar-

scelta elettorale, per il diritto di parola e di opi-

zialmente sia a destra che a sinistra. Per

nione, spesso creano ottimi spunti per una reale

Travaglio è importante in primo luogo infor-

visione del problema “informazione distorta”.

mare, dando spazio anche alle notizie vere ed

Dal punto di vista dell’informazione “vera e cor-

autentiche piuttosto che a quelle rumorose e

retta” è stato fatto ben poco, a loro modo uti-

gossipistiche. Cerca di far sparire, riportando

lizzano gli spazi a disposizione, ad esempio i

alla memoria il passato e creando nuovi spunti

giornali free press, blog e addirittura facebook

per poter ripartire. Travaglio, assumendo la po-

per denunciare e consigliare chi è “alla regia”

sizione di super partes funge da “controllore”

per poter fare cambiamenti sensati. Ma non è

nei confronti della politica “fatta in casa” e

tutto oro quello che luccica. Spesso tocca ai

male, esercitando un ruolo fondamentale per

giornalisti, esperti del settore, giocare in contro-

il buon funzionamento di ogni democrazia che

piede, all’informazione “ufficiale” data dalla tv

si rispetti, il diritto di parola, espressione e di opi-

(il mezzo di informazione per antonomasia). Si

nione. ‘Per chi suona la banana’, come gli altri libri di Marco Travaglio, finisce dunque per portare alla luce alcune delle dinamiche profonde – e a volte desolanti – della recente storia di patria. Solo da qui, tuttavia, acquisendo consapevolezza di difetti e storture, è possibile iniziare a cambiare o immaginare un paese e una politica diversi. Nell’attuale società, l’autorevolezza del sistema politico si gioca sul perno dell’informazione mediatica. Tanto è più forte il potere coercitivo mediatico esercitato, tanto è maggiore il ri-

alternano così libri e “controinformazione” in

sultato ottenuto in termini di consensi

rete per ricercare la verità nascosta. I libri in

da parte degli elettori.

circolazione, ad esempio, sono spesso dei pro-

La situazione è molto critica. Su più

lungamenti del dibattito televisivo. Tutto pro-


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Cult Primo Piano __ Ottobre ‘09

viene da ciò che succede nelle arene domeni-

esso vive. Il dibattito di informazione è forte-

cali, sui palchi di primo piano dei rotocalchi dei

mente politicizzato. L’informazione deve essere

tre maggiori palinsesti della tv italiana, rara-

“pulita” e non filtrata dal potere politico ege-

mente trattano l’argomento in modo diverso

mone o da una strenua resistenza oppositiva.

dalla bagarre televisiva. In questo caso non

Alcuni libri parlano di vittorie epiche, altri par-

entra in gioco solo lo schieramento politico che

lano di vittorie scontate perché il popolo non

si “favoreggia” o che si cerca di mettere fuori-

ha voglia di decidere in quanto anestetizzato

gioco, ma entra nell’insieme anche il fattore in-

dalla troppa disinformazione e accanimento

formazione “pulita” se ve ne è la possibilità.

verso l’aver ragione a tutti i costi. A riguardo è

La saggistica politica in Italia in effetti, ha sem-

molto interessante l’incipit di una recensione

pre avuto un certo fascino. Giornalisti autori, ad

fatta su un libro di Bruno Vespa ‘Un’Italia di-

esempio, come Bruno Vespa, GianPaolo Pansa,

versa. Viaggio nella Rivoluzione silenziosa 2008’

Gianni Flamini, Marco Travaglio,

Con le elezioni del 13 aprile, la

Lilli Gruber da anni sfornano libri-

scomparsa di sei partiti significa-

saggi sulla vita politico-so-

tivi nel giro di trentasei ore

ciale

o

e l’ascesa al Campidoglio

internazionale di tutto ri-

di un sindaco di destra è

italiana

spetto. Anche se non universalmente generano

condivisi, un

interesse

sempre maggiore che va al di là delle loro “puntate televisive”, nel senso della affiliazione del pubblico affezionato e acquisito nel corso degli anni. Dopo alcuni anni di buio dovuto al proliferare di neo autori, cabarettisti, attori, cantanti nelle librerie italiane si

Se portera’ a termine la legislatura, Berlusconi avra’ governato piu’ di ogni altro capo di governo democratico nei 150 anni dell’unita’ d’Italia

cambiata la storia d’Italia. Dalla fine del fascismo non c’è stato modo più radicale nel cambiamento dell’orientamento

politico

dell’intera nazione. Se porterà a termine la legislatura, Berlusconi avrà governato più di ogni altro capo di governo democratico nei 150 anni dell’unità d’Italia. Dopo il 1948, infatti, gli elettori non avevano

ricompra il saggio-denun-

mai fatto una scelta più

cia. Ponendosi in primis la

netta. Sembra che gli ita-

domanda sul perché si ricomprano

testi

d’attualità,

viene automatica anche la ri-

liani, abbiano avvertito all’improvviso la gravità della malattia che paralizza il nostro

sposta: l’informazione televisiva non è suffi-

paese. Si sono sentiti più poveri e più insicuri,

ciente a spiegare tutto per capire e soprattutto

hanno maturato un rancore fortissimo nei con-

far capire come va questo mondo.

fronti di una classe politica incapace di deci-

Anche il popolo pian piano sta accorgendosi

dere e hanno affidato a Berlusconi la guida

che l’informazione addomesticata (come la

dell’ultimo treno per rincorrere il tempo perduto.

chiama Marco Travaglio) nuoce all’arricchi-

Anche se si è assistito ad una spaccatura, in Ita-

mento culturale del paese, ma nuoce anche e

lia, non è altrettanto vero che il Belpaese abbia

soprattutto alla vita quotidiana dei cittadini. Se

capito la malattia che lo paralizza.

è vero che la battaglia politica si combatte

A quasi due anni dall’insediamento dell’attuale

anche sugli scaffali delle librerie, è altrettanto

governo, poco è cambiato e non tutto è sin-

vero che scrivere un libro-saggio sulla politica

tomo di una svolta ben riuscita. In termini umani

italiana è un’impresa assai ardua.

di una sana competizione politica, l’incontro-

Addentrarsi nei meandri di una politica non più

scontro delle due formazioni porterebbe dei be-

a misura di cittadino, fa capire come questo

nefici dal punto di vista politico-riformista, cosa

mondo sia lontano persino dalla realtà in cui

fortemente auspicata anche dal popolo. In re-


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Ottobre ‘09 __ Cult Primo Piano

altà purtroppo non è così. Anche se le idee del

gano Katrina, ne esce svilito e povero nello spi-

governo fossero ottime per l’avanzamento del

rito della democrazia, ostentato e decantato.

paese verso nuovi orizzonti, l’Italia fa ancora fa-

Un libro che aiuta a riscoprire una nazione in

tica a recepire. Non per ottusità, ma per disin-

guerra con se stessa: un Paese che si batte con-

formazione o mala informazione l’Italia anche

tro gli abusi di potere in nome dell’America

con le vittorie del tutto lecite dell’attuale go-

della libertà e dei sogni che si possono realiz-

verno si trova ancora una volta paralizzata dal

zare. Oggi l’America ha bisogno di un nuovo ini-

male incurabile che non ha ancora capito. En-

zio, un “anno zero” da cui ripartire per ricostruire un’immagine deformata

rico Mentana autorevole giornalista ex direttore del

dagli stereotipi e dalle ca-

TG5, ex conduttore del ro-

ricature che il mondo gli

tocalco Matrix di Media-

ha ricalcato. L’Anno Zero

set all’indomani delle sue

come occasione per ri-

dimissioni con il suo libro

partire, non vale solo per

2009’

l’America. L’Italia ha an-

cerca di persuadere l’Ita-

ch’essa bisogno di un

lia attraverso i suoi tren-

“anno zero”. Nonostante le

‘Passionaccia

t’anni di onorato servizio

ultime vittorie dell’attuale

sia in RAI che a Mediaset

legislatura stenta ancora

la passione per l’informa-

una volta a decollare. Tra-

zione vera.

lasciando il fatto che le in-

Questo libro può essere

numerevoli pubblicazioni

considerato

dei

dicano più o meno verità

pochi tentativi, dai con-

su quanto sta accadendo

tenuti non sterili, che

sul suolo del Belpaese,

cerca in tutti i modi di far

resta il fatto che una “Po-

capire come la tv ci abbia

lemicopoli” non è auspi-

plasmato ad un’unione

cabile

tutt’altro che rosea nel di-

(ri)partenza di un paese

spensare rigidi benestare

che ha bisogno di sa-

nei confronti di un informa-

pere nel modo più sem-

zione che non è vicina alle

plice

necessità del popolo.

succede effettivamente.

Un altro esempio di informa-

Dati alla mano gli italiani

uno

per

possibile

una

cosa

zione pulita è senz’altro

non sono un popolo di

‘Anno zero 2006’ di Lilli Gru-

grandi lettori, quindi per-

ber che descrive in modo im-

ché non tentare di “ri-

peccabile la deriva del più

leggere” la verità in

grande paese del mondo,gli

chiave televisiva ca-

USA. Le ultime amministrazioni

lando gli aspri toni

che si sono date il cambio,

della bagarre a tutto

sono state intrise di polemiche

spiano.

sull’errata amministrazione e

Inoltre, la politica non è un genere let-

dell’ appoggio del popolo fortemente condi-

terario, quindi utilizzare sempre e solo la saggi-

zionato (come in Italia) dal monopolio dell’in-

stica e romanzi denuncia a mo’ di Promessi

formazione di parte dei mezzi mediatici. La

Sposi per poter mettere in evidenza le lacune

Gruber con occhio molto critico, aiuta a far

non è la scelta migliore per un adeguato con-

luce sulla “doppia identità” di un paese che

fronto politico, né per evidenziare soluzioni im-

dopo la tragedia dell’11 settembre, tre anni

piegabili verso una ristrutturazione ormai

dopo l’invasione dell’Iraq e uno dopo l’ura-

“d’obbligo”.


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Cult Primo Piano __ Ottobre ‘09


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C Pasquale Arnarldo Serreti

Tienanmen dopo 20 anni. Pechino è blindata “Le Madri di Tian’anmen” impossibilitate a scendere in piazza a venti anni dalla strage

C

orreva l’anno 1989. Era il 3 giugno di 20

cui appartenevano e che,tuttavia,vedevano tra-

anni anni fa quando i carri armati del-

scurate in nome del futuro sviluppo economico

l’esercito cinese facevano irruzione in

della nazione. Un progresso che doveva essere

Piazza Tian’anmen,la grande area situata al cen-

raggiunto in tempi brevi per rilanciare l’immagine

tro di Pechino. Migliaia di cittadini,da più di 50

della Cina nel panorama internazionale ma che

giorni ormai,avevano iniziato la loro protesta nei

stava arrecando,nei fatti,pericolose fratture alla

confronti del governo presieduto da Li Peng,al-

democrazia del Paese.

lora Primo ministro della Repubblica popolare ci-

Il popolo prendeva dunque una posizione ben

nese. I manifestanti erano studenti,operai e

precisa nei confronti dello Stato all’approssimarsi

intellettuali e muovevano accuse ben precise nei

dell’estate del1989.Esso chiedeva nuove riforme

confronti della classe politica cinese al potere.

da parte dello Stato per sanare le pesanti condi-




Essi invocavano,infatti, un dialogo più fitto tra

zioni sociali in cui si trovavano costrette migliaia di

i vertici del Partito comunista e quelle classi sociali

persone,oltre ad un dialogo più fitto tra i dirigenti


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Cult Primo Piano __ Ottobre ‘09

del Partito comunista e una rappresentanza di

mondo,mostravano il giovane che impediva

delegati scelti tra la popolazione. Le richieste dei

l’avanzata dei pesanti cingolati usando come

dimostranti vennero comunque ignorate dai ver-

scudo unicamente il proprio corpo.Molto impor-

tici del PCC e Li Peng decise addirittura di avva-

tante,infine, il gesto conclusivo dello studente che

lersi del sostegno di Deng Xiaoping, che al tempo

veniva ripreso mentre si arrampicava su un carro

assolveva all’incarico di Presidente della Commis-

armato per urlare qualcosa ai militari all’interno

sione militare,per ripristinare l’ordine e sedare gli

del mezzo: tale gesto divenne il simbolo più signi-

animi dei “sovversivi” più irriducibili. Seguirono dun-

ficativo del grido di protesta del popolo, spesso

que giorni di scontri feroci tra i manifestanti,scesi

impotente di fronte alle decisioni imposte da uno

in piazza per rivendicare i propri diritti e far sentire

Stato totalitarista ai propri “sudditi”. Sono trascorsi

la propria voce allo Stato, e le forze armate, chia-

esattamente 20 anni dai tristi eventi accaduti in

mate in causa da Xiaoping per salvaguardare

Piazza Tian’anmen. Molti familiari delle vittime

l’ordine pubblico, e che cominciavano già a mie-

aderiscono oggi ad un’organizzazione dal nome

tere le prime vittime. Il tragico epilogo giunse in-

particolarmente significativo:”Le Madri di Tian’an-

fine la notte del 3 giugno 1989 quando l’esercito

men”.

cinese (detto “Esercito di Liberazione Popolare”),

La situazione politica in Cina non sembra essere

partendo dalla periferia estrema di Pechino,rag-

cambiata considerevolmente nel corso degli

giunse Piazza Tian’anmen,situata

anni:i resoconti dei mass-media

al centro della capitale asiatica.

lasciano intendere come lo

L’orrore ebbe inizio quando

Stato si avvalga ancora

alle forze armate,una volta

della repressione come

constatata la resistenza da

mezzo per “educare” il po-

parte dei cittadini e l’impossibilità

a

procedere,venne

dato l’ordine di aprire il fuoco sulla folla. Non si saprà mai con esattezza il numero delle persone che,nel corso di quella notte,persero la vita durante gli scontri. Certo è che le stime condotte dalle

L’orrore ebbe inizio quando alle forze armate venne dato l’ordine di aprire il fuoco sulla folla

polo. Apprendiamo infatti (notizia diffusa dalle agenzie di stampa lo scorso 3 giugno:20.mo anniversario della strage di Tian’anmen) come la grande piazza situata al centro di Pechino resti ancora blindata per gran parte del tempo e

Autorità Internazionali in se-

come,in osservanza ad

guito all’accaduto lasciano

una legge entrata in vigore

sgomenti:il numero di vittime

subito dopo i fatti del

si aggirerebbe infatti intorno ai

1989,la notte debba essere

5.000 morti(la fonte più attendi-

chiusa al pubblico e stretta-

bile,a tutt’oggi,rimane l’ indagine

mente sorvegliata dalle forze di

condotta da Amnesty International qualche

polizia. Per i parenti e gli amici delle migliaia di vit-

anno fa). I “fatti di Piazza Tian’anmen” colpirono

time della strage accaduta 20 anni fa diventa

in maniera considerevole l’opinione pubblica oc-

dunque impossibile rendere omaggio ai propri

cidentale che,infatti, condannò apertamente la

cari morti in quel luogo inseguendo ideali come

condotta del Partito comunista cinese arrivando

la giustizia e la libertà di espressione. Si tratta di un

addirittura a proclamare un embargo per vietare

fenomeno sicuramente inquietante e ciò che tra-

l’ingresso di armi nello Stato asiatico.

pela sui mezzi di informazione in questi giorni a pro-

Il simbolo della rivolta di quei giorni per le strade

posito della realtà cinese (un Paese soggetto ad

di Pechino,in particolare, divenne poi un ra-

un regime comunista e quindi teoricamente più

gazzo(mai identificato con certezza) ripreso dalle

vicino alle esigenze del popolo), può farci intuire

telecamere nel tentativo di ostacolare l’avanzata

facilmente come in Asia il raggiungimento di va-

dei carri armati dell’esercito. Le immagini,diffuse

lori quali la libertà di espressione e la democrazia

rapidamente

sembri ancora parecchio lontano.

dai

mass-media

in

tutto

il


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Ottobre ‘09 __ Cult Primo Piano


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C Alessio Di Lella

Un'intervista tra i corridoi del circo Medrano “Al circo lavora la passione, senza di quella avresti uno spettacolo freddo”

G

iungo sul posto che è il primo pome-

caffè con un collega. Piove a sprazzi, nel cielo

riggio, scrutavo i rossi tendoni dell’in-

grigio il banco di nuvole sembra essersi addor-

stallazione già da lontano, tra le

mentato, e da dietro i cancelli d’ingresso sento

case nel traffico. Leggo la scritta “Medrano” in

un battistrada di umido terriccio venire calpe-

grosse lettere maiuscole e di metallo che s’in-

stato da passi frettolosi. Non passa molto

nalzano sullo sfondo delle piccole campagne

tempo che viene ad accoglierci il dottor Ma-

di Roma, una sorta di “Hollywood” messa in

rino Alberti, responsabile advertising e commu-

piedi per l’occasione. Resto nei pressi dei bot-

nication del circo Medrano. In giacca nera,

teghini non ancora aperti al pubblico, c’è una

sguardo attento come quello di un direttore di

stradina al loro fianco che conduce all’in-

gara, folti baffi e capelli d’un bianco lucente,

gresso.

sarà il suo sorriso gentile e disincantato a farci

Da fuori scruto brevi comparse degli addetti ai

compagnia in questo viaggio all’interno del

lavori, vedo un giovane ragazzo in divisa e

circo Medrano.

bombetta rosse, alcune donne che traspor-

Fondato nel 1873 dalla famiglia di Piero Casar-

tano buste e parlano al telefonino, un signore

telli, il Medrano è tra i più prestigiosi circhi della

non troppo alto che si sfrega le mani e parla di

tradizione italiana, l’unico ad aver vinto per


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Cult Reportage __ Ottobre ‘09

ben due volte, nel 1996 e 1997, il Clown d’Oro,

colo circense che viene allestito in funzione

il massimo riconoscimento artistico assegnato

della trasmissione televisiva? “No, il circo non

al Festival di Montecarlo. Dispone del più

deve cambiare assolutamente né nella forma

grande zoo itinerante d’Europa, ed oggi è in

né nei modi. Al di là dell’esibizione dal vivo, il

tournée con lo spettacolo “Indimenticabile”,

fascino viene sempre dall’emozione che provi

scritto nel 1993 e da quindici anni circa esibito

tu, non è solo questione di spettacolo in diretta

con successo in tutto il continente. Entriamo

o meno. Ovviamente “dal vero” lo spettacolo

dall’ingresso principale, siamo a pochi quarti

ha una sua autenticità, mentre il linguaggio te-

d’ora dall’inizio del primo spettacolo della gior-

levisivo ad esempio, con la sua regia, montag-

nata. Vedo un gran da farsi in giro, il circo sem-

gio, campi lunghi e campi stretti, fa vedere una

bra essere un enorme papillon che si sta

cosa piuttosto che un’altra. Qui è diverso, il

allacciando attorno al suo colletto, luci e pal-

circo lo vedi in pista, sai che è quello, e tu fai

chi e tappeti d’ingresso si spolverano per lo

parte dello spettacolo. Vedi qualcosa in più,

spettacolo. “Si stanno tutti preparando, come

senza dubbio. E’ la stessa differenza che c’è tra

tutte le mattine anche oggi gli artisti hanno pro-

il vedere una partita di calcio in tv ed una allo

vato i loro numeri, con gli animali, i loro attrezzi.

stadio. In tv vedi una parte di una sequenza,

C’è da perfezionare, raffinare le varie disci-

dal vivo la vedi tutta, e sei partecipe dello spet-

pline, ammaestrare gli animali, allestire il tutto,

tacolo. Dal vivo vedi la messa in scena di una

insomma” mi dice Alberti, indicandomi con le

forma d’arte, mentre in tv la sua messa in

mani questo e quel posto, suggerendomi che

onda, e non sono la stessa cosa”.

nessuno riposa a ridosso dello spettacolo.

Ed è vero, non sono assolutamente la

La pista d’esibizione viene battuta da tre dol-

stessa cosa. Camminiamo tra i pal-

cissimi poni che galoppano al suo interno, le

chi, c’è un clown dalle tinte

luci scaldano le loro alimentazioni, passano al-

bionde e rosse e azzurre che

cuni fantini che si abbottonano le maniche

siede mentre carica una mac-

delle loro divise. Mi chiedo in che maniera lo

china fotografica. Entra il pre-

spettacolo venga preparato, se c’è un format

sentatore,

da seguire, una direzione artistica. “Si, c’è una

conduzione sul suo piedistallo

regia, i numeri vengono messi secondo la loro

rosso, ha l’aspetto buffo di un

importanza, il loro tipo di esibizione. Quindi c’è

piccolo diavolo, con due corna

una scaletta, che viene accuratamente posi-

che sbucano dalla sua chioma. Si

zionata momento per momento, pensando

stira il mantello, lancia un paio di saluti

allo spettacolo finale che ne verrà fuori. Ogni

a qualche collega, scalda i muscoli del

spettacolo viene curato a parte, chiaramente

viso con i suoi tanti sorrisi. Lentamente la

deve essere tenuto a mente che i vari numeri

magia entra in scena, sembra solle-

si succedono in uno spettacolo unico, ed in

varsi da terra come in un car-

questi termini c’è una supervisione artistica.

tone animato vecchio stile,

C’è un format ben preciso, nel quale i numeri

ed il pubblico

cambiano a seconda degli artisti di cui dispo-

viene qui per

niamo, ovviamente, però la base è quella. So-

ascoltare

litamente,

ste

come

successo

con

fa

le

que-

emozioni.

l’“Indimenticabile”, produciamo uno spetta-

Qual è la storia

colo e lo portiamo avanti”. La scaletta può es-

che può raccon-

sere aggiornata, perfezionata, riorganizzata,

tare uno spetta-

ma il format vero e proprio non cambia, come

colo

uno spettacolo in tv.

“E’ la storia di

circense?

E a proposito di televisione, penso agli spetta-

una

coli circensi che chiunque avrà visto almeno

che resta in vita,

una volta, dal salotto di casa. E’ il linguaggio

con animali, arti-

televisivo che si adatta al circo, o è lo spetta-

sti, attrezzi artigia-

tradizione

prove

di


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Ottobre ‘09 __ Cult Reportage

nali. Il circo è una forma d’arte che nasce

spalti, alcuni bambini cavalcano un pony te-

come fonte di aggregazione, prima la televi-

nendo per mano un cauto fantino. Il circo è

sione non esisteva, e quando arriva il circo in

anche questo, un non-luogo, un posto dove il

una città, in un paese, la gente andava anche

tempo si ferma, lo spettacolo è sempre lo

due o tre volte al giorno a vedere lo spetta-

stesso, incontaminato, autentico, non invec-

colo. Nasce da una tradizione di artisti, giullari,

chia. Possiamo dire lo stesso del pubblico del

personaggi delle fiere. Artisti che venivano sti-

circo? E’ cambiato negli anni nelle sue esi-

pendiati anche nelle Corti Reali. Adesso si è

genze, vuole spettacoli diversi, meno recitati,

evoluta, ma è ancora la forma d’arte più com-

più esibiti? “Ovviamente è chiaro ed evidente

pleta”.

che prima tutto il mondo andava molto più

Naturalmente, c’è molta cultura in uno spetta-

lento. C’era la possibilità che le cose durassero

colo circense. “Si, il circo è un modo di raccon-

di più. Oggi è tutto un mordi e fuggi, dove

tare la propria cultura, un circo deve

quello che va bene oggi potrebbe non andare

permetterti di riconoscere le sue origini. Un giul-

bene domani, e questa è una forma di diffi-

lare o un trapezista piuttosto che un clown, una

coltà. Il circo ovviamente è forte della sua tra-

parata di elefanti piuttosto che una di cavalli,

dizione, è la forma più rilassata di spettacolo,

la presenza o meno di grosse piste per veicoli

dietro al quale c’è un mondo vero e proprio.

motorizzati, ti permettono di capire se il

Noi ad esempio siamo circa 260 persone a la-

circo è di una famiglia italiana, in-

vorare, ci spostiamo come un piccolo paese,

glese, americana e via dicendo.”

con tutte le difficoltà di spostamenti, autorizza-

Come si riconoscono le differenze

zioni, installazioni. Siamo una vera e propria cit-

culturali tra circo italiano, euro-

tadina itinerante”.

peo, americano? “Il circo è

E’ vero, le persone che entrano al circo sem-

il circo, ovunque vai, ma

brano essere vecchie conoscenze di una

senza dubbio, se an-

forma di intrattenimento che conoscono da

diamo a prendere le ori-

anni. C’è familiarità tra il circo ed il suo pub-

gini

esso

blico, senza dubbio per la capacità del primo

del

circo,

nasce come circo eque-

di saper ispirare gli aspetti più colorati delle

stre, esibizione di cavalli e

altre forme di spettacolo. Qual è quella più vi-

cavalieri. Il circo americano

cina al circo? “Sicuramente il cinema, anche

ad esempio gioca molto sulla

perché il cinema stesso, che nacque come

grandezza, le tre piste, le esibizioni

forma di esibizione di una messa in scena, ha

motorizzate, e via dicendo. Ma la

attinto molto dal circo. Prima del cinema c’era

tradizione italiana è la più forte al mondo,

solo il circo come forma di spettacolo “com-

tutto attinge da essa. Poi dipende

pleta”. Il circo inoltre era una forma d’arte

dalle varie discipline, alcune sono

molto vicina al teatro, le farse di una volta, le

più evolute o sentite in alcuni

rappresentazioni teatrali venivano adattate

paesi piuttosto che in altri. In

dal circo, e viceversa. In questo, circo e ci-

America del Sud, Messico, Bra-

nema avevano in comune l’esibizione teatrale,

sile, ad esempio, amano molto

al di là delle questioni di copione o di messa in

i volanti”.

scena”. Il cinema dunque è la sorella giovane

D’un tratto mi accorgo che il

del circo, o una delle sue sorelle d’arte. In ter-

circo si è svegliato, i primi spetta-

mini artistici, al circo, paga più la competenza

tori cominciano ad entrare, le

o la passione? “Sicuramente la passione, senza

tende del padiglione si aprono e

quella avresti un lavoro freddo, che non porta

chiudono più in fretta. Si levano

a niente. Un numero al circo, che in pista dura

nell’aria un odore di zucchero filato

anche 4 o 5 minuti, è un numero sul quale lavori

ed il carosello allegro dei carretti all’in-

per tutta la vita, e non potresti portarlo avanti

gresso. I volantini ed i saluti di benvenuto vengono distribuiti ovunque tra gli

senza passione, senza cuore”. Nel backstage vediamo un motorista che testa


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Cult Reportage __ Ottobre ‘09

l’acceleratore della sua motocicletta, i clown che raffinano il trucco del proprio volto, un ammaestratore che mena colpi di frustino all’aria. Vedo molti artisti fare riscaldamento fisico prima dello spettacolo. Non si può tralasciare la preparazione atletica, oltre che artistica. In cosa differisce lo spettacolo circense da quello sportivo? “Al circo ci sono atleti preparatissimi, veri e propri professionisti, ma qui c’è una disciplina, un ordine, un lavoro artistico che non c’entrano appunto nulla con lo sport, credimi. Molti numeri non andrebbero in scena senza la preparazione fisica e le capacità atletiche delle quali necessitano, è vero. Magari per fare certi numeri ci vuole praticamente una forma fisica a livelli olimpici, ma il circo è una forma di spettacolo totalmente diversa”. Salutiamo il dottor Marino Alberti, la sua guida artistica è stata di gentilissima compagnia. Si sistema il cappotto sulle spalle, manda sorrisi ed indicazioni agli ultimi artisti che corrono verso il palco. Vedo un bambino seduto sugli spalti nei pressi della galleria d’ingresso, la madre gli sistema il berretto, lui agita le gambe facendo sbattere le ginocchia. Lo spettacolo sta per iniziare, usciamo passando per il piazzale antistante l’ingresso, dove nel frattempo si sono svegliati carretti per gelati e piadine con la nutella, chioschetti a strisce bianche e rosse e caroselli con zebre ed orsetti da cavalcare. Il circo Medrano ha accolto tra le sue braccia alla città che lo ospita, da fuori adesso è un’enorme grossa luce colorata, la cittadina ha aperto i battenti e resterà in vita in attesa della notte, quando anche le stelle potranno guardare la magia dello spettacolo circense.


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Ottobre ‘09 __ Cult Reportage


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C

Luisa Scarlata

Veronica Lario

V

oleva essere una première dame defi-

magnifico cornuto” di Fernand Crommelynck)

lata, discreta e silenziosa, non come al-

che Veronica incontra per la prima volta Berlu-

cune onnipresenti first lady americane,

sconi. Era il 1980 e finito lo spettacolo Silvio (pro-

vedi Hillary Clinton o Michelle Obama. Invece

prietario del teatro dove avvenivano le

ha finito per fare suo malgrado più rumore di

rappresentazioni) volle incontrarla per compli-

tutte. La Signora Veronica Lario (pseudonimo

mentarsi e manifestarle tutta la sua ammira-

di Miriam Raffaella Bartolini) in Berlusconi lo

zione. La vita dell’attrice, come si può

aveva dichiarato più volte e coerentemente

facilmente immaginare, da quel momento in

così aveva agito. Nonostante fosse diventata

poi cambiò radicalmente: nel 1984 ebbe la

la moglie del Presidente del Consiglio, infatti,

sua prima figlia – Barbara – da Berlusconi, ma

ha spesso e volentieri evitato la maggior parte

solo nel 1985, anno in cui questi divorziò dalla

degli incontri pubblici e ufficiali del marito, ri-

prima moglie Carla Dall’Oglio, poté iniziare una

vendicando in privato e su pochi giornali la sua

convivenza con lui. Convivenza che si tra-

“indipendenza culturale” dal consorte Silvio.

sformò finalmente in matrimonio il 15 dicembre del 1990. Veronica divenne quindi in seguito la

Ma chi era Veronica prima di diventare la se-

riservata e schiva first lady d’Italia: sono dav-

conda moglie di Mister Berlusconi? Lontana

vero poche le sue esternazioni pubbliche che

dalla politica già allora, la Lario era attrice tea-

si ricordano.

trale, cinematografica e televisiva. Ed è proprio

La signora Lario intervenne nel 2003 sulla

durante una sua rappresentazione a teatro (“Il

Guerra in Iraq esprimendo appoggio ai gruppi


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Ottobre ‘09 __ Cult Protagonisti

pacifisti e nel 2005 sul tema dell’aborto dichia-

lusconi si sentì obbligato a porgere alla con-

randosi a favore dei quattro quesiti del referen-

sorte pubbliche scuse – attraverso un’altra let-

dum (lei stessa negli anni Ottanta si sottopose

tera – nello stesso pomeriggio. L’episodio non

ad un aborto terapeutico rinunciando ad un fi-

passò di certo inosservato e Veronica si trovò –

glio suo e di Silvio che non sarebbe nato sano).

proprio lei – sotto i riflettori dei media italiani ed

Ma la prima volta in cui la sua voce si levò alta

internazionali. Ma era solo l’inizio. Il 29 aprile

e varcò i confini del Paese fu quando, il 31 gen-

2009 la rabbia di Veronica torna alla ribalta e

naio del 2007, scrisse una lettera indignata nei

questa volta il risultato è la parola “fine” su un

confronti del marito Silvio e la inviò al quoti-

matrimonio che – dice lei stessa – non ha più

diano La Repubblica. Ma cosa fu a provocare

motivo di esistere. A scatenare un epilogo così

l’ira di Veronica e a scatenare una reazione

severo la decisione di Berlusconi di candidare

così lontana dal suo stile? Che Silvio Berlusconi

nel Pdl un numero imprecisato di belle ragazze

fosse un estimatore delle belle donne non era

provenienti dalla tv e dallo spettacolo, nonché

già allora un mistero per nessuno, né tanto

la partecipazione di Silvio al compleanno dei

meno per sua moglie. Tuttavia, quando du-

18 anni di un’avvenente biondina, tale Noemi

rante la serata di premiazione dei Telegatti, Ber-

Letizia, che si rivolge al premier con l’appella-

lusconi si lasciò andare a commenti e

tivo di “Papi”. Veronica non ci sta più: con du-

complimenti esagerati nei confronti di alcune

rissime dichiarazioni pubbliche rimprovera al

Signore presenti alla serata di gala, Veronica ri-

marito la sua mancanza di rispetto e di ritegno

tenne di dover reagire pubblicamente per sal-

e ormai stanca di mettersi da parte e di tacere

vare la sua dignità di donna e moglie e quella

sceglie di agire, a dimostrazione che dal silen-

dei suoi figli.

zio al boato di un grande crollo a volte il passo

La lettera provocò enorme clamore e Silvio Ber-

può essere davvero breve.


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C

Luisa Scarlata

Da Carla a Carlaô

C

arla Bruni è come quella pubblicità –

vende pure un sacco di dischi. E’ una modella

risalente a un po’ di anni addietro – di

molto appariscente come, in fondo ce ne

una nota marca di scarpe di tela che

sono, molte altre? Si, ma lei d’improvviso (pre-

recitava testualmente (in quel caso però al plu-

cisamente il 2 febbraio del 2008) sposa niente-

rale): “O la ami, o la odi”. In molti, a dire il vero,

meno che il Presidente della Repubblica

ultimamente dichiarano di protendere più

francese Nicolas Sarkozy (per gli amici “Sarko”)

verso la seconda scelta ma chissà se poi lo

e diventa la première dame francese.

pensano veramente o se è solo una delle tante

Dunque riassumendo è bella, brava, ricca e fa-

forme dell’invidia.

mosa. Basta così? Certamente no. Carla Bruni ha, tra le altre cose, una famiglia interamente

Già perché la signora Bruni – ora anche Ma-

composta da artisti e da persone famose (il

dame Sarkozy, detta Carlà – possiede una ca-

padre, Alberto Bruni Tedeschi, è un composi-

ratteristica particolare che facilmente suscita

tore, la madre Marisa Borini una pianista, la so-

una strana mescolanza composta da fastidio

rella Valeria Bruni Tedeschi un’attrice e la

e ammirazione insieme: ella sembra una bellis-

cugina, Alessandra Martinez, una famosissima

sima creatura incapace a far nulla e al con-

ballerina), un ex compagno tradito e abban-

tempo abilissima, al contrario, a realizzare

donato (il filosofo Raphael Enthoven, con cui

praticamente di tutto.

la Bruni ha avuto anche un figlio, Aurélien) che

Non ha un filo di voce? Sì, ma fa la cantante in

ancora oggi la rimpiange e, se ha modo di par-

un modo tutto suo che non è niente male e

lare di lei pubblicamente, la difende, un marito


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Ottobre ‘09 __ Cult Protagonisti

Presidente che anche davanti ad ogni telecamera non ha nessun pudore a guardarla completamente inebetito e una platea gigantesca (Sarko incluso ovviamente, posizionato in prima fila) che al “Radio City Hall” di New York l’applaude con grande calore quando canta per festeggiare i 91 anni di Nelson Mandela (nonostante aveva promesso che per ora, data la sua nuova “carica”, non si sarebbe più esibita dal vivo). Il fatto è che Carlà, bisogna ammetterlo, ci sa proprio fare. Anche al G8, ad esempio, ha trovato il modo di distinguersi e far parlare di sé. Mentre le altre First Ladies si aggiravano fra i negozi e le bellezze della Capitale, lei ha rifiutato quella parte di soggiorno romano, scegliendo di presentarsi solo in Abruzzo nei luoghi del terremoto, dove aggirandosi fra le macerie ha versato anche qualche lacrima di commozione. “Sembra una Madonna” – hanno detto gli abitanti del luogo che hanno avuto la fortuna di ammirarla durante la sua visita. Come non detto, rispondiamo noi. La magia di Carlà ha colpito ancora. Certo, tornando indietro a qualche tempo fa, molti italiani non hanno gradito quando lì per lì la signora Bruni dichiarò con totale franchezza di essere molto felice di essere diventata francese, subito dopo essere venuta a conoscenza della battutaccia del nostro Berlusconi sull’Obama abbronzato (in realtà, come si poteva darle torto?). “Siamo ben lieti che Carla Bruni non sia più italiana” – le aveva risposto per le rime un piccatissimo Francesco Cossiga. Scaramucce che non sono però riuscite minimamente a mettere in ombra il fascino misterioso e incontrastato di questa donna a dir poco magnetica. Chi la ama o chi la odia lo fa insomma per gli stessi motivi, la maggior parte dei quali sono stati citati qui sopra. E se a qualcuno è venuta voglia di approfondire ecco due suggerimenti, sotto forma di romanzi, anche in questo caso decisamente agli antipodi. “Carla e Nicolas: la vera storia” per chi ha voglia di sentire le amorevoli dichiarazioni di Carlà verso il suo uomo; “Niente di Grave” (scritto dalla ex moglie dell’ex compagno di Carla Bruni) per chi invece non vede l’ora di sentir parlare male, ma proprio male, di lei. Madames et monsieurs, à vous le choix.


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Patrizia Tonin

S1NGLETOWN Il futuro è nella città dei Single

N

ell’epoca dei vari “Yes, we can” e del

edifici, i prodotti e i servizi. Partendo da questa

bisogno di comunicare qualsiasi cosa

concezione dei single moderni e delle loro esi-

a qualsiasi costo, nel contesto della

genze, due architetti olandesi KesslesKramer e

crisi economica globale e del repentino cam-

Droog hanno collaborato per costruire una re-

biamento del clima, c’è in corso un’altra varia-

altà dedicata ai “soli” single con le loro impli-

zione nella società. Si prevede che nel futuro,

cazioni sociali, legislative e ambientali.

non troppo lontano – 2026 - un terzo degli abi-

Dopo la felice esperienza di “Do” nel 2000, in

tanti dei paesi dell’Occidente vivrà da solo.

cui i visitatori erano invitati a giocare e intera-

Ci saranno sempre più single felici alla ricerca

gire con i progetti in modo da modificare gli

di prodotti “mono” e di solitari spazi per singoli

stessi con il proprio comportamento, i due

a dispetto di serene famiglie alla “Mulino

hanno immaginato una città, S1ngletown, che

Bianco” riunite attorno a tavoli abbondanti di

fa parte delle installazioni presenti alla Biennale

cibo.

di Architettura a Venezia (fino al 23 novembre). Presso le Corderie dell’Arsenale della città, un

Un cambiamento demografico che altererà il

tempo una delle industrie più importanti al

nostro modo di vivere e di lavorare, di rappor-

mondo per la costruzione delle navi, oggi uno

tarci con gli altri individui, ma soprattutto che

dei musei più importanti di Venezia, i visitatori

cambierà il nostro rapporto con la città, con gli

hanno avuto l’occasione di aggirarsi nell’inter-


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pretazione astratta e ironica di uno spazio urbano che ispeziona le abitazioni di nove differenti single moderni e hanno interagito con una serie di prodotti

e

servizi,

alcuni

dei

quali

ideati appositamente per chi vive da solo. Dal Giappone agli Stati Uniti, dall’Europa all’Oriente, ecco i moderni single: la vedova e il divorziato, il professionista – di sesso maschile e femminile l’“uomo che non deve chiedere mai” e l’opportunista globale (l’eterno studente). E sono proprio loro che, per migliorare lo stile di vita, hanno bisogno di prodotti e concept ad hoc adatti a loro. Macchine con un sedile, letti a una piazza che si trasformano, cuffiette in cui si “ascolta” il silenzio, sedie volanti da appendere al balcone,

forniture per camere da single

pronte in dieci minuti, vassoi che sono anche libri, poltrone e pupazzi per sentirsi meno soli mentre si dorme. Ma anche felpe con velcro che permettono di unirsi a altre persone che indossano le stesse felpe, luci per appartamento, di single ovviamente, che sprigionano

energia,

sciarpe

con

guanti annessi per abbracciarsi, soluzioni innovative per l’abbigliamento e lo stoccaggio intelligente degli indumenti. Segno che anche i single rispettano l’ambiente. E, infine, due idee per permettere ai vari single di incontrarsi in modo alternativo: mentre si è in coda dal farmacista dove si può anche prendere un caffè e conoscere gente, e un ristorante – unico nel suo genere - dove una volta a settimana, in occasione della Random Date Night, gli avventori dopo l’estrazione di un numero sono assegnati a caso ad un tavolo con un altro single. Perché da una parte S1ngletown è la città studiata per i single che vivono come tali, ma dall’altra rispecchia il bisogno di socializzare e di sentirsi meno soli.


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Patrizia Lima

Gran Torino di Clint Eastwood, Usa 2008

S

e ancora oggi restiamo incantati, entusiasti ed emo-

sua carriera e che gli insegnarono ad amare il cinema. Nel

zionati davanti alle opere del Grande Clinton Ea-

’93, Eastwood aveva già 62 anni, ed i commenti di tutti i

stwood – “Clint” – dobbiamo anche ringraziare uno

critici esultarono alla “apoteosi di fine carriera”. Mentre il

dei più importanti registi della storia del cinema italiano, par-

bello doveva ancora venire!
Nel 2004 con “Mystic River”

ticolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-we-

(USA, 2003) Clint ottiene altre due statuette per il “miglior

stern: Sergio Leone. Dopo l’esordio con la cosiddetta

attore protagonista” (Sean Penn) e per il “miglior attore non

“trilogia del dollaro” Eastwood, il più grande attore western

protagonista”(Tim Robbins). Dopo un film intenso e perfetto,

di tutti i tempi, si trasforma lentamente fino a rinascere e

degno di una tragedia shakespeariana, chi mai avrebbe

trionfare, collezionando durante la sua lunghissima carriera

pensato che potesse seguire un gioiello di altrettanta qua-

numerosi premi e riconoscimenti a partire da “Gli spietati”

lità? E, invece, il vero trionfo del cineasta californiano

(Unforgiven), (USA, 1992) dove accumula nove nomina-

giunge nel 2005, allorquando Eastwood, a 74 anni, tira fuori

tion e vince ben quattro Academy Award of Merit ( Premi

dal cilindro il duro e puro “Million Dollar Baby” (Usa, 2004)

Oscar ) 1993, per “miglior film”, “miglior regia”, “miglior at-

portando a casa quattro Oscar per “miglior film”, “miglior

tore non protagonista” (Gene Hackman) e “miglior mon-

regia”, “migliore attrice protagonista” (Hilary Swank) e “mi-

taggio” (Joel Cox).

glior attore non protagonista” (Morgan Freeman). Ormai, tutto può accadere e niente più può sorprendere, se non

Non a caso, nei titoli di coda, Eastwood inserisce una de-

l’inattesa delusione di non assistere alla premiazione di un

dica particolare a Sergio Leone ed a Donal Siegel: “A Ser-

capolavoro come “Gran Torino”, che di fatto a Hollywood

gio e a Don”, per ricordare i due maestri che lanciarono la

non ha ottenuto riconoscimenti. In quest’ultimo film, Ea-


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Ottobre ‘09 __ Cult Rubriche

stwood lavora magistralmente come regista, produttore,

massacri. Dall’aprile del 1975, quando gli americani lascia-

protagonista ed autore del brano dei titoli di coda, scru-

rono Saigon, essi si stabilirono soprattutto a Fresno, a Min-

tando ed affrontando con la stessa cura meticolosa e di-

neapolis ed a Detroit. Il volto di Eastwood è un libro antico

retta, ma anche coraggiosa e poetica, i sentimenti e le

e prezioso. Ogni solco della sua pelle è una pagina di do-

miserie della condizione umana di personaggi scomodi,

lore nella quale scorgiamo le tracce della brutalità scate-

come fu per un altro apprezzatissimo film d’amore, an-

nata dagli orrori della guerra, e dal risentimento verso i suoi

ch’esso non premiato, “I Ponti di Madison County”(USA

stessi figli, che sente e sono dei perfetti estranei. Sentimenti

1995). E’ possibile che il film di Danny Boyle, “The Millionaire”,

di meschinità, delusione, rabbia, rancore, odio, vendetta.

che pure è una pellicola originalissima, conquisti 8 statuette

Leggiamo i segni di chi ha conosciuto la morte, prima an-

su 10 nomination, e “Grand Torino”, una perla del cinema

cora di conoscere la vita. E, alla fine, riusciamo ad intrave-

classico, capace di muovere l’anima, attraversando tutti i

dere la giustizia, l’espiazione, e finanche la forma più alta

sentimenti di un’umanità complessa e dolente, resti escluso

di Amore. Eastwood riesce lentamente a far entrare lo spet-

dal concorso? 
Clint Eastwood, a 78 anni, dimostra an-

tatore dentro al nucleo pulsante di una vicenda contem-

cora una lucidità impeccabile per un capolavoro di

poranea di degrado urbano, dove regna il bullismo ed il

grande impatto emozionale che segnerà, ancora una

razzismo, in un crescendo durissimo di emozioni profonde

volta, la storia del cinema, affrontando i temi del pregiudi-

ed esiti niente affatto scontati, mai banali. Accanto al pro-

zio, l’integrazione culturale, la famiglia, la religione, l’onore.

tagonista figurano l’esordiente Bee Vang ( Thao), e Ahney

Il protagonista, Walt Kowalski (Eastwood), – il cui nome è

Her (Sue), oltre a Christopher Carley, Brian Haley, Geraldine

una chiara citazione di Stanley Kowalski di “Un tram che si

Hughes, Dreama Walker, Nana Gbewonyo, John Carroll

chiama desiderio” (Elia Kazan, USA, 1951) che lanciò un

Lynch, et al. La Gran Torino è un’automobile della Ford del

giovanissimo Marlon Brando – si troverà costretto ad affron-

’72. Un valore d’altri tempi, un bene prezioso da curare e

tare i propri preconcetti ed il mutamento inesorabile di una

custodire, ma anche da riadattare alla nuova realtà, dove

società che si trasforma troppo velocemente per un vete-

non c’è più spazio per i poliziotti decisi a farsi giustizia da soli.

rano della “guerra dimenticata”, ovvero la “Guerra di

Essa rappresenta quasi una metafora della carriera dell’at-

Corea”, scoppiata negli anni ’50. La diegesi affronta, pe-

tore e del protagonista stesso. Nel sottofinale, il primo piano

raltro, la questione del razzismo anticoreano sviluppatosi

sul cane di Walt, Daisy, vale l’intera visione del film, già inte-

negli Stati Uniti d’America a seguito della richiesta di asilo

ramente carico di stimoli visivi ed emotivi, anche molto

politico da parte di trecentomila “Hmong”. Gli Hmong

crudi, e di riflessione. Ma in quell’ultima immagine, che ri-

sono un popolo antico, disseminato tra Laos, Cambogia

manda ad uno struggente e sublime canto del cigno, c’è

e Cina. Nel conflitto contro l’esercito nord-vietnamita si

tutto l’amore e il dolore del mondo.

schierarono al fianco degli americani e per questo furono

Assolutamente da non perdere!

successivamente perseguitati dai comunisti con ritorsioni e


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Lorena Crisafulli

Drunch. New life-style targato Usa

N

on è l’happy hour, entrato a pieno diritto

11. Non è la merenda dei bambini del pomeriggio.

nelle abitudini sociali ed alimentari degli ita-

Non è l’happy hour. Ma allora che cos’è? A metà

liani. Tradizione d’origine anglosassone,

tra dinner e brunch, quel che si sa per adesso da fonti

“l’ora felice” si svolge tra tavole imbandite di cibi di

indiscrete è che sia tanto per cambiare d’importa-

ogni genere che accolgono decine di clienti, dalle

zione Usa, New York per l’esattezza, e che si svolga ri-

19 in poi in pub e wine bar. Soluzione a prezzo fisso,

gorosamente la domenica dalle 18 in poi. Il brunch

normalmente tra i 7 e i 10 euro, insieme ad una qual-

è usanza ormai obsoleta, se si è alla moda è d’ob-

siasi bevanda a scelta, rappresenta un modo facile

bligo praticare il drunch! Si è diffuso a macchia d’olio

e veloce per risparmiare denaro e mangiare di tutto.

a Parigi ed anche in Gran Bretagna. Da noi in Italia

Famoso a Milano, in espansione nella capitale, an-

tarda ad arrivare, ma siamo certi che non ci faremo

cora poco di moda nel meridione, l’espressione

scappare l’occasione di accogliere entro i confini

happy hour fa ormai parte del gergo comune.

nazionali l’ennesima “americanata”. I francesi lo

Ma la moda cambia in fretta, lo si sa, e non si è an-

chiamano anche “slunch”, da souper (cenare) e

cora entrati ne “l’happy hour style” che da oltreo-

lunch (pranzo). Sciovinisti per natura non perdono

ceano ci propongono un altro rito dal nome

l’opportunità di nazionalizzare tutto, pure questo rito

ambiguo, ma che promette bene. Il suo nome è

che con la tradizione francese ha ben poco o nulla

“drunch”. Non è l’aperitivo di arachidi e crodino delle

a che vedere. Ma anche con quella italiana.


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Ottobre ‘09 __ Cult Rubriche

per esser dirottati freschi ed appagati direttamente al lunedì mattina. L’importante d’altronde è stare in compagnia. Ma anche il cibo ha la sua parte. E su questo versante ce n’è per tutti i gusti e le esigenze. Pronto consegna, può esser a base libanese, giapponese, turca, con carni fredde, dessert e zuppe nella variante parigina. Tutto a portata di drunch! A casa o al ristorante c’è una ragione in più per riunire gli amici. Nel primo caso sbizzarrendosi sulle pietanze da preparare e in questo i siti internet forniscono un’ampia gamma, nel secondo gustandosi le bellezze che offre la città. Come a Parigi, in cui hotel di lusso e ristoranti si sono adeguati alla nuova tendenza, offrendo combinazioni convenienti. Mai esser da meno, e anche i francesi sono transitati dal “cocktail dinatoire” alla nuova pratica alimentare. Ma quali sono le modalità del drunch-party? Per rendere il rito più leggero e poco faticoso per tutti, è bene che ognuno dei convenuti al banchetto porti qualcosa, dal dolce al salato poco conta, purché l’invitato contribuisca ad arricchire il buffet. Piatti caldi, freddi, bevande, stuzzichini, dolci, tutto quanto possa deliziare i nostri sensi. Un po’ meno la linea. Dicono che sia una buona abitudine alimentare, sana e leggera. Ma i nutrizionisti sono dello stesso avviso? Siamo certi che, come già con l’happy hour, davanti a pietanze di ogni genere non ci si faccia trascinare nelle “danze alimentari” mangiando di tutto in maniera disordinata e poco salutare? Lungi dal voler fare un’analisi dietologica, si è qui dato conto di un nuovo fenomeno che, ancora allo stadio embrionale, potrebbe dilagare nel prossimo futuro anche in Italia. Cambia il life-style e con esso tradizioni ed usanze e coloro che non se ne fanno scappare una non possono sottrarsi alla legge del drunch. Non sarebbero fashion. Soprattutto in una società come la nostra, in cui i consumi, anche culinari, Dunque cos’ha il drunch che il brunch non ha?

collocano gli individui socialmente rafforzando

In cosa quest’ultimo lascia a desiderare? Sicu-

la loro identità e il loro modo di rappresentarsi

ramente l’ora più comoda. Il brunch si svolge

a se stessi e agli altri. La moda col suo fare fre-

dalle 11 alle 16, tra colazione e pranzo, mono-

netico e cangiante detta legge e mantenere

polizzando o quasi il pomeriggio destinabile ad

il passo non è cosa semplice, ma per chi ha vo-

altre attività. E poi il drunch offre la possibilità di

glia di sperimentare e rinnovarsi anche a ta-

stare con gli amici, “drunchare” con calma

vola, il drunch rappresenta senza dubbio

fino alle 21, senza l’incombenza della cena,

un’ottima occasione.


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Mattia Gangi

Non ci credi? L'ha detto la tv! Elogio del telegiornalismo italiano

F

accia tesa, fronte sudata, sguardo dimesso.

chie di sangue e l’immancabile insert dove il famoso

Parte il lancio: “Ci giunge adesso notizia di un

criminologo spiega al volgo cosa si cela dietro gli altri-

terribile omicidio nella Val Padana, un giovane

menti inspiegabili meccanismi psicotici che hanno

seguace del dio egizio Anubi ha fatto minuziosa-

portato un giovane benestante a dare di matto e fare

mente a pezzi madre e padre. Il ragazzo, colto dagli

a pezzi la sua famiglia. Finisce il servizio, l’ansia tende a

inquirenti svestito e con indosso soltanto la maschera

scemare, le extrasistole si stabilizzano. Qualcuno da

della divinità, ha ammesso le sue colpe e si è conse-

dietro, forse, si rende conto di aver un po’ esagerato

gnato

autorità”.

con il pathos, serve qualcosa per alleggerire il pro-

Professionale, né troppo afflitto né troppo sobrio, un

dotto, qualcosa che ristabilisca l’equilibrio con calma

misto di fermezza anglosassone e sincera comparte-

e moderazione.“Sicuramente un fatto terrificante

cipazione al dramma appena annunciato. Inizia il ser-

amici, ma passiamo ad altro! Natale è alle porte, cosa

vizio.

regaleranno quest’anno gli Italiani ai loro pargoli? Tra

Premessa di 3 minuti con approfondimento sulle bestie

i maschietti spopolano i Gormiti mentre le bimbe pre-

di Satana, che piacciono tanto alle mamme, musica

feriscono le Winx, via col servizio.” Sorrisone pacioso,

di sottofondo con climax ascendente di viole ed archi

bimbi sdentati che tanta gioia suscitano in noi ed in-

vari, immagini traballanti con inquadrature strette su

terviste dai toni ebefrenici a genitori visibilmente pro-

piramidi e simbologia esoterica, aule di tribunale, mac-

vatI dall’inutilità del servizio.

senza

protestare

alle


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Ottobre ‘09 __ Cult Rubriche

Tutto torna normale, il cerchio si chiude, l’or-

dinarie per altri sei mesi.

dine è ristabilito.

Ma per chi ancora non lo avesse capito, tutto

Tavole colme di leccornie di ogni genere, fami-

questo corrisponde ad un preciso esercizio lo-

glie gaudenti sotto l’albero, il film evento della

gico che le dirigenze televisive mettono in atto

stagione e una carrellata infinita di violenza do-

soltanto per allenare il telespettatore e ren-

mestica. La domanda sorge spontanea: di

derlo sempre più flessibile rafforzando le sue

quale paese stanno parlando? O forse sa-

abilità di lettura critica della realtà; quando nel

rebbe meglio dire: in quale preoccupante

caos informativo la televisione dice qualcosa,

stato confusionale imperversa il giornalismo te-

è chiaro, bisogna prepararsi all’ascolto parte-

levisivo nostrano per far si che l’Italia venga

cipativo ed interpretare a piacimento il conte-

rappresentata quotidianamente come un

nuto edulcorato dei tg.

goffo ricettacolo di violenza e paciocconi ?

Furio Colombo, ex direttore

Gli studi più avanzati hanno mo-

dell’Unità, prova ad interpre-

strato come questa sorta di

tare questo fenomeno

deficit cognitivo provenga

non come mancanza di

dall’assenza della parte in-

informazione ma come

feriore del corpo. Il corpo dei giornalisti televisivi infatti inizia dalla testa e finisce alla cintola, motivo per il quale la circolazione sanguigna, non potendo defluire nelle gambe, causa una forte pressione proprio all’interno del cervello pro-

paura

...notizie futili per riempire quei 30 minuti che Marco Travaglio chiama armi di distrazione di massa...

di

servirsene

avendo ben presenti i rischi che si corrono. “ Fiumi di innovazione non hanno neppure scalfito la vecchia e incrostata appartenenza al potere che ha segnato redazioni, testate, direttori e carriere.

vocando visioni e forti alte-

Semmai ha aperto nuovi

razioni dello spazio esteriore.

spazi […] Non manca la li-

La scrivania, è ora di dirlo, è

bertà Manca

solo una finzione scenica ed

di la

informazione. volontà

di

il termine “ mezzi busti” non è un

farne uso, sapendo che si cor-

neologismo giornalistico ma una

rono alcuni rischi, soprattutto

cinica definizione che irride ad una triste con-

personali e privati.”.

dizione di fatto. Il sangue pulsa nelle sinapsi a

Non notizie false ma omissioni, non palesi bugie

causa della pressione e Napoli, dopo l’inter-

ma notizie futili per riempire i 30 minuti di quelle

vento del Deus ex machina, diventa il luogo

che Marco Travaglio chiama “ armi di distra-

più lindo della terra; i globuli rossi spingono fre-

zione di massa”.

neticamente ed i pezzi di nera diventano cor-

Ma più del trash, più delle cosiddette notizie

tometraggi noir con retrogusto splatter; le vene

bruciate, prosegue Colombo “ciò che, nel

quasi scoppiano e la crisi economica diventa

flusso delle notizie, ci affligge è il disordine. I frui-

opulenza, l’intolleranza semplici tafferugli, il raz-

tori di telegiornali pubblici e privati si saranno

zismo storielle strappalacrime.

accorti che la composizione e sequenza delle

Mentre sugli autobus ed i mezzi pubblici di

notizie sembra sempre avvenuto in qualche

Roma la violenza si vive ogni giorno, noi vi-

stanza percorsa da venti furiosi in cui vengono

viamo stati d’ansia sempre più acuti per la pre-

afferrati a caso pezzi di notizie che volano via.

senza dell’alga killer; nei laboratori siciliani di

E così accade che un matrimonio di “celebri-

Farmacia i ricercatori muoiono di tumore per le

ties” sia montato prima delle notizie di morte in

infime condizioni igieniche ma noi dormiamo

Iraq, che un pettegolezzo locale abbia la pre-

sonni tranquilli perché i nostri ragazzi veglie-

cedenza su un allarmante dichiarazione di

ranno salvifici su di noi affiancando le forze or-

Putin, che un secondario evento politico caro


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Cult Rubriche __ Ottobre ‘09

a una parte che ha influenza sulle notizie

cigno morto di una male oscuro e misterioso in

venga prima di un evento economico interna-

Turkmenistan o dell’anatra un po’ palliduccia

zionale che cambierà la vita di tutti.”

rinvenuta in Papuasia, evitando con precau-

Di per sé dunque un simpatico esercizio men-

zione di comprare carne avicola? Chi può di-

tale come questo non rappresenterebbe nulla

menticare la scena di Lamberto Sposini che

di male, è solo un gioco, uno scherzetto per

divora un pollo arrosto in piena edizione serale

mantenere viva l’attenzione. Unico problema,

del Tg5? Bene, quello della terribile influenza

se non professionale quanto meno etico – mo-

aviaria è un caso di scuola, uno dei molti del-

rale, è lo sfruttamento coatto del lavoro dei

l’informazione scientifica che di tanto in tanto

giornalisti del teleschermo. Insensibili infatti alle

ci piove in casa sull’onda di qualche emozione

istanze di questa categoria, evidentemente in

o suggestione collettiva, di solito ben pilotata

difficoltà nel dare una oggettiva rappresenta-

da chi declina furbescamente la parola “sa-

zione dei fatti sociali, le ciniche dirigenze non

lute” e agita lo spauracchio della malattia per

fanno altro che sottoporre queste persone ad

incassare soldi a palate”.

una stressante esposizione televisiva.

Per aiutare i giornalisti del piccolo schermo è

Come afferma di nuovo Travaglio ne La scom-

stato dato il via proprio in questi giorni ad un’

parsa dei fatti: “Chi non ricorda gli allarmi sulla

importante iniziativa dal nome “ Dona la parte

pandemia dei polli in arrivo dall’Asia? Chi non

inferiore del tuo corpo agli anchormen della Tv

rammenta le raccomandazioni del ministero

” ; grazie ad una massiccia raccolta di gambe,

della Sanità e dei suoi sedicenti esperti? Chi

piedi e ginocchia la società civile contribuirà

non ha perquisito con occhio sospettoso la gal-

attivamente a risollevare le sorti dei nostri amici

lina che razzolava nella sua casa di campa-

a metà.

gna, chi non ha tremato dinanzi alla foto del

Partecipa anche tu.


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Ottobre ‘09 __ Cult Rubriche


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