Page 75

S

chè non saranno i consumi smodati di una parte del mondo a salvare le sorti della nostra società, quanto piuttosto una riduzione drastica dei consumi, una rivoluzione degli stili di vita, una spartizione più democratica delle risorse. Sembra quasi che l’uomo abbia perso la volontà di imporsi e di mettersi in discussione. L’arte e la cultura sono diventate, a loro volta, vittime del consumismo e portatrici dei suoi valori; hanno dimenticato anch’esse il loro ruolo di critica, trasformandosi in prodotti solamente estetici.

Ma l’aspetto più inquietante è la ripercussione di questo fenomeno sulle relazioni umane, il sacrificio dei rapporti esistenziali sull’altare del consumismo. Paure, ansie e afflizioni dell’epoca contemporanea vengono patite in solitudine. L’uomo, nel quale ci si imbatte al culmine dell’attuale modernità, sembra essere innanzitutto un uomo solo, ridotto a se stesso, nell’euforia non meno che nella disperazione. Un uomo che osserva lo sfilacciarsi delle tradizionali forme di coesione e non può forse evitare di dedicarsi a quel rito che si celebra all’interno di quei veri e propri templi della solitudine contemporanei che sono gli ipermercati:consumare.

Per il filosofo Bauman, il consumo e lo shopping rappresentano la cartina di tornasole del nostro mondo liquido, perchè sono essenzialmente passatempi individuali, simulacri di una realtà di cui l’UOMO SOLO è costretto a circondarsi. Consumismo e solitudine, dunque, due facce della stessa medaglia. E non resta che riconoscersi in questi premonitori versi di Pasolini: “In questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza, il più colpevole son io, inaridito dall’amarezza”.

Reality

Reality 48  

Reality è un magazine trimestrale che parla di te e del tuo territorio: la Toscana, terra ricca di arte e cultura! Vogliamo trasmettervi il...

Reality 48  

Reality è un magazine trimestrale che parla di te e del tuo territorio: la Toscana, terra ricca di arte e cultura! Vogliamo trasmettervi il...

Advertisement