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Personaggi

Ortali: inesauribile carpire oltre gli orizzonti

I

TEXT Patrizia Bonistalli

primi a camminare con noi sono i genitori; nel nostro percorso non apparteniamo loro, piuttosto siamo entrambi parte di un evolversi in cui ogni essere si muove sincronicamente, ognuno nel proprio senso. Qualsiasi creatura si sviluppa secondo il proprio codice, ma in questo fluire autonomo si rapporta alle altre creature potendo oltre a ciò accrescere il suo spessore interiore. Se penetriamo in simile

“Di certo così uniti, cresce la dignità di tutti e insieme anche la nostra dignità” (Azelio Ortali) profondità di pensiero, qui avviene il nostro incontro con “Vite Parallele” e con il cuore di tutta la scrittura di Azelio Ortali. Laureato in lettere, Presidente nazionale della Società Ornitologica italiana e direttore del museo Ornitologico e di Scienze naturali a Ravenna, Ortali è scrittore che presta attenzione alla natura umana e si fonde con l’anima dell’Universo, poeta che decanta le simmetrie tra esseri viventi non in quanto lontananze e distacco bensì unite in un dispiegarsi pulsante ed armonico. Lettore penetrante, uditore instancabile, osservatore straordinario, si spinge nell’imprevedibile crocevia con le molteplici conformazioni dell’esistenza, cogliendone da ogni dove il prorompere di voci, istanti, idee, vibrazioni, riposo. I suoi scritti s’imbevono del richiamo echeggiante della vita, della cui pluralità di forme noi siamo

Reality

parte e che nella sua pienezza si rigenera. Ortali è stato incluso dall’IBC di Cambridge tra le “Outstanding people of the 20th Century”. A soli sei anni, intraprende la tecnica della fotografia con un apparecchio ereditato dallo zio e ne percorre tutti i campi con ogni tipo di metodo. Dedicatosi inoltre allo studio della composizione musicale, diviene partecipe delle concezioni innovative introdotte da Pratella, che fu esponente del Manifesto della Musica Futurista e primo ad adoperarsi nel capovolgente intento di dare agli studi musicali un segno di libertà assoluta. Uomo poliedrico dunque, Ortali accoglie in sé l’essere scrittore, pittore, fotografo, musicista, etologo, passibile al fascino di qualsiasi tra le sfere più diverse. I gesti poetici, limpidi ed essenziali, congiungono ognuno dei suoi libri in un’offerta eufonica di contenuti che rievocano il riscatto con la natura, la quale si difende e compare protagonista, ed al cospetto di cui da scienziato e fotografo egli diviene pittore, premuroso al minimo dettaglio, odore, suono, movimento. Fedele scrutatore degli esseri viventi tutti, s’immerge

nello studio dell’universo animale; apprestandosi in cerca d’inquadrature da fotografare, ne schiude poco a poco le peculiarità e le straordinarie analogie tra l’essere animale e l’essere uomo. In “Cavalli Veri” è possente il desiderio di ripercorrere la nascita lenta del suo sentimento sottile verso i cavalli, che hanno sorretto la storia dell’uomo e subito le sue inclinazioni: il narratore entra nel loro tempo e spazio, non per riempire il proprio ma per coinvolgerli in modo onesto ponendosi in mezzo ad intenderne il linguaggio. Allorché egli s’inoltra senza minacce né preconcetti, alla fine i cavalli si accostano a scrutarlo fino ad annullare le distanze. L’uomo è accolto come fosse la natura stessa a farlo entrare. L’ingresso nel mondo animale carico di messaggi da comprendere segna l’inizio di un’alleanza. Un rilevante studio scientifico condotto da Ortali sugli uccelli nei Mosaici di Ravenna come ornitologo, consacra per la prima volta l’osservazione della rappresentazione artistica con un occhio scientifico e ne procura i raffronti necessari al riconoscimento di qualsiasi specie, permettendo di ravvisare

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Reality è un magazine trimestrale che parla di te e del tuo territorio: la Toscana, terra ricca di arte e cultura! Vogliamo trasmettervi il...

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