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Semplicem TEXT Paolo Pianigiani / PHOTO Amedei

S

iamo nella casa del cioccolato: qui tutto è dedicato al profumo, al colore, alla passione per questo prodotto straordinario, che ci accompagna da sempre, almeno da quando le navi di Colombo lo portarono dalle Americhe, come dono degli dei. Siamo con Cecilia Tessieri, creatrice insieme al fratello Alessio della ditta Amedei di Pontedera, che anche quest’anno, ed è il terzo consecutivo, si è aggiudicata il primo premio assoluto, a livello mondiale, per la qualità del suo cioccolato. Ci racconta con semplicità la sua storia, Cecilia, cominciando dal sogno di una bambina: diventare una ballerina

Il cioccolato più buono del mondo si racconta: incontro con Cecilia Tessieri di danza classica, avendo come riferimento Carla Fracci. È una strada dura e rigorosa, che prevede terreni pieni di ostacoli e che abitua al sacrificio, e a sopportare dolore e privazioni. Stare sulle punte non è un gioco, bisogna essere molto motivati per arrivare. E, naturalmente, è importante la collaborazione con il gruppo, per rendere lo spettacolo della danza una magia ricca di armonia e di equilibrio. Una esperienza che le è servita, poi, nelle scelte importanti che sono seguite. Dopo il liceo scientifico, gli studi universitari, interrotti per impegnarsi, insieme al fratello Alessio, nell’azienda di famiglia, la Tessieri, presente nel settore alimentare dolciario. A un certo punto, verso la fine degli anni 80, in famiglia cominciò a nascere l’idea che era necessario cambiare strada, cercare un nuovo mercato, che richiedesse una tipologia di prodotto più elevata. Subito chiara l’intuizione, che si rivelerà vincente: il cioccolato, ma solo di altissima qualità. Nasce la Amedei, che si chiama così in

omaggio alla nonna materna, signora Vendica, alla quale i nipoti hanno voluto dedicare la nuova impresa di famiglia. I ruoli vengono così divisi: a Cecilia la definizione dei prodotti e la direzione della produzione, ad Alessio la parte commerciale e la ricerca della materia prima, i semi del cacao. All’inizio la produzione riguarda solo le praline, realizzate a mano una per una, da un dipendente, utilizzando una sola macchina. E Cecilia si mette in viaggio, per capire e sapere, nei paesi dove è più sviluppata la presenza di aziende del settore dell’alta pasticceria, dove c’è tanto da imparare: il Belgio, la Svizzera, la Francia. Per fortuna conosce benissimo il francese e si trova subito a suo agio. I viaggi per Alessio sono più impegnativi e lo portano lontano, alla ricerca dei preziosi frutti del cacao nei luoghi di produzione, per stringere accordi con i contadini e i piccoli produttori delle terre d’oltreoceano, del lontano Venezuela, della Giamaica, dell’Ecuador o del Madagascar. La nicchia del mercato dove la Amedei comincia a muoversi risponde subito bene. Crescono i clienti, cresce la richiesta. Il mercato tradizionale del cioccolato ha le sue leggi, le grandi aziende, e anche le piccole, hanno rinunciato ormai da anni alla tostatura dei semi, affidata ad aziende esterne. Il lavoro è tutto legato al marketing dell’immagine e alla pubblicità esasperata. Certo conta anche la qualità, ma l’attenzione maggiore deve per forza cadere sul costo delle materie prime, e sull’automazione delle procedure di produzione. È la legge dei grandi numeri. In totale controtendenza, la Amedei ritrova il gusto e il profumo di tostarsi in casa i semi della pianta, che arrivano via aereo o via mare. I semi di cacao, selezionatissimi, provengono da piantagioni seguite da vicino da Alessio Tessieri, che è riuscito a cre-

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Reality è un magazine trimestrale che parla di te e del tuo territorio: la Toscana, terra ricca di arte e cultura! Vogliamo trasmettervi il...

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