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Mensile delle Associazioni di Volontariato

SPECIALE FORUM

IMMIGRAZIONE

Ed ecco il Forum!

Insieme si può fare PAGG.

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PAG.

Luglio-Agosto 2010 - Anno V- n. 42

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EDITORIALE di Luigi Russo

Il volontariato per la rinascita del Salento

Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Postale - D.L. 353/2003 L. 27/02/2004-N.46 a.1-c.2-CNS LE

I

l 9 di ottobre in Piazza Sant’Oronzo a Lecce ci sarà l’evento conclusivo del IV Forum del Volontariato Salentino. Non sarà un momento auto celebrativo, non si punterà a suscitare la commozione e la simpatia dei cittadini distratti. Sarà invece un momento nel quale vogliamo affermare – tutti i 25.000 volontari della provincia di Lecce, tutte le quasi 700 associazioni “vere” di volontariato – che il Salento può diventare più ricco, più umano, più bello, se è capace di dare al volontariato il giusto valore, non solo nel privato delle relazioni di aiuto o nelle azioni difensive del patrimonio comune, ma anche nella ricerca di linee di azione politica ed economica per lo sviluppo e la qualità della vita. Politica ed economia che possono - e devono – essere adeguatamente “contaminate” dai valori del dono, della solidarietà. Il 9 ottobre ci sarà la festa di piazza, ovviamente, ci saranno gli stand con le associazioni che cercheranno di fare capire come e dove agiscono; ci saranno momenti di animazione e artistici. Ma la vera novità di quest’anno sta in quello che accadrà nel Segue a Pag. 2

Foto Luca Spagnolo

Acqua pubblica, una pioggia di firme Quella per la ripubblicizzazione dell’acqua è stata la campagna referendaria che ha raccolto più firme nella storia dei referendum d’Italia. 1 milione e 400mila firme raccolte, 15mila nella sola provincia di Lecce. Un numero che ha superato abbondantemente le aspettative. La sfida però, non è finita. L’obiettivo

adesso è quello di portare tutti i firmatari a votare “SI” sui tre quesiti in questione, nella prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Pag. 12

PAROLE CHE CONTANO

“È un delitto lasciare la politica agli avventurieri. È un sacrilegio relegarla nelle mani di incompetenti che non studiano le leggi, che non vanno in fondo ai problemi, che snobbano le fatiche metodologiche della ricerca e magari pensano di salvarsi con il buon cuore senza adoperare il buon cervello. È un tradimento pensare che l’istinto possa supplire la tecnica e che il carisma possa soppiantare le regole interne di un mestiere complesso”. (don Tonino Bello)


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Bando di idee, la graduatoria della seconda scadenza Quarantacinque le iniziative, da realizzare entro il 31 dicembre, ammesse al sostegno del bando promosso dal Csv Salento

S

ono 45 i progetti, presentati da associazioni di volontariato della provincia di Lecce, ammessi ad ottenere il sostegno del Csv Salento nell’ambito della seconda scadenza del Bando di Idee 2010, per le iniziative da realizzare entro il 31 dicembre prossimo. Com’è noto, attraverso il Bando di Idee il Centro servizi si impegna a sostenere direttamente, fino ad un massimo di 400 euro per iniziativa, parte dei costi delle attività di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà proposte dalle associazioni del territorio attraverso convegni, seminari, workshop o tavole rotonde presso le sedi delle odv o altre sedi, eventi comunicativi e manifestazioni in luoghi pubblici, attività organizzate dalle associazioni come brochures, quaderni, libelli. Questo è proprio l’intento con cui anche quest’anno il Csv Salento ha lanciato l’iniziativa, attraverso cui si supportano dunque proget-

ti presentati dalle odv aventi sede nella provincia di Lecce, iscritte e non iscritte al Registro regionale del volontariato. Sono ammesse a presentare progetti anche le reti tra odv e tra odv ed altri soggetti pubblici e privati, purché soggetto responsabile sia un’odv iscritta o non iscritta al Registro regionale. Anche quest’anno il bando di idee ha previsto due periodi entro cui le associazioni avevano la possibilità di presentare le proprie proposte da realizzare nei mesi successivi. Il primo periodo ha supportato le iniziative che sono state realizzate dal 22 marzo al 30 giugno, nello specifico 56 attività, come risulta dalla graduatoria relativa alla prima scadenza. Il secondo periodo ha consentito di presentare iniziative – 45 dunque quelle ammesse - da realizzare tra lo scorso 1° luglio e il 31 dicembre prossimo. Tra il primo e il secondo periodo sono state quindi 101 le iniziative ammesse al supporto del

bando. “È con grande convinzione che ogni anno ci impegniamo a lanciare il bando di idee –sottolinea Luigi Russo, presidente del Csv Salento– perché crediamo che questo sia un altro modo attraverso cui riuscire a far sentire alle associazioni il nostro supporto. Il contributo che riusciamo a offrire vuole servire soprattutto a dare visibilità e a far quindi conoscere le tante realtà del volontariato, spesso nascoste, che agiscono quotidianamente per migliorare la qualità della nostra vita e rappresentano esempi significativi di cittadinanza attiva e consapevole”. La partecipazione del Csv Salento alla realizzazione delle iniziative approvate si concretizza anche attraverso la loro promozione sul sito web, nella newsletter settimanale, mediante appositi comunicati stampa, e mettendo a disposizione le attrezzature di supporto alle attività.

TUTTI GLI AMMESSI ALLA SECONDA SCADENZA 1

Ass. Luce e Sorrisi

Alessano

Ammesso

2

Protezione civile

Surano

Ammesso

3 4

Ass. InterESSERE Ass. Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative

Lecce Carmiano

Ammesso Ammesso

5

Ass. Musica e Dintorni

7

Ass. “Marco 6,31” Ass. A.VO.C.A.D.

Cavallino Surbo

Ammesso

6

Nardò

8 9

Ass. Nel Segno di Apollo Licio Ass. Ipposalento

Ammesso Ammesso

10

Ass. Nomeni per A. Montinaro

11

Ass. Il Girasole Ass. Don di Nanni Alias Li Scumbenati

Cavallino

Ammesso

Lecce

Ass. Anyway Accessalento AVIS Copertino Ass. Culturale Aldo Sabato

Castrì di Lecce

Ammesso Ammesso Ammesso

12 13 14 15 16 17

Lecce Lecce Calimera

Copertino Taurisano Copertino Lecce

Ammesso

Ammesso Ammesso

Ammesso Ammesso Ammesso

18

Ass. "Sara Sederino" Famiglie Bambini Cardiopatici Ass. Nuovi Ingranaggi ADMO sez. comunale “S. Antoniozzi”

Lecce

Ammesso

19

AVIS Surbo

Surbo

Ammesso

20 21 22 23 24

FIDAS provinciale Ass. Il Seme della Speranza Ass. Porta d'Oriente Ass. Italia-Thailandia Friends

Galatone Alessano Lucugnano Galatina Taviano

Ammesso Ammesso Ammesso Ammesso Ammesso

Lecce

Ammesso Ammesso

Ass. Arcobaleno

25

Ass. A.V.A.L 26 Ass. Difesa e Orientamento del Cittadino Onlus 27 Ass. A.E.E.O.S

28 29 30 31

Ass. Attiva..mente Ass. L'Abbraccio Ass. Donne del Sud

Ass. Protezione Civile Auxilium 32 Fondazione Azzurro Park 33 OIPA Italia Onlus Organizzazione Internazionale Protezione Animali

Lecce Lecce Lecce Lecce Lecce Miggiano-Specchia Palmariggi

Ammesso Ammesso Ammesso Ammesso Ammesso Ammesso

Corigliano d’Otranto

Ammesso

34 Ass. La Piramide

Taviano

Ammesso

35 Ass. CulturaAmbiente

Lecce

Ammesso

36 Ass. Città della Musica

Lecce

37

Ass. 'Na manu Onlus

Ammesso Ammesso

38 39

Ass. La Girandola

Ortelle Lecce

Ass. UNI.C.E.L

Lecce

Ammesso

40

Ass. A.S.T.S.M

Lecce

Ammesso

41 Ass. Nuova Messapia 42 Ass. La Fabbrica delle Mamme

Soleto

Ammesso

Lecce

Ammesso

43 Ass. Gabriele Inguscio 44 Ass. AVIS

Galatone

Ammesso

Supersano

Ammesso

45 Ass. Alberto Tuma

Felline di Alliste

Ammesso

Ammesso

Sede C.S.V.S. via Gentile - Lecce

Segue da Pag. 1

Il volontariato per la rinascita

mese di settembre, con la preparazione remota del Forum attraverso la messa a fuoco dei temi che riguardano il volontariato e la vita reale dei cittadini; una miriade di appuntamenti locali che affronteranno le questioni più disparate, dall’ambiente alla sanità, alla cultura, allo sport, alla donazione, alla protezione civile, alla disabilità. L’8 ottobre, infine, nella sala del consiglio Provinciale presenteremo alle autorità politiche e sociali il 1° Rapporto sullo Stato del Salento, realizzato dallo staff del mensile “Volontariato Salento” per dire gli snodi tematici e problematici della vita dei salentini tutti così come li incontrano i volontari ogni giorno, e le proposte per una rinascita del Salento.


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Unire le forze per un obiettivo: turismo per tutti Siglato un protocollo d’intesa tra Csv Salento ed Apt di Lecce. Tra gli obiettivi l'avvio di una rete provinciale tra i diversi soggetti coinvolti

Cerchi una spiaggia accessibile? Chiedi all’info point

M

ettere in campo ogni iniziativa utile a sensibilizzare il territorio sulla tematica del turismo accessibile: è tra gli obiettivi del protocollo d'intesa siglato nel luglio scorso a Lecce tra il Centro servizi volontariato Salento e l’Azienda di promozione turistica cittadina. Un altro passo cruciale, questo, in una direzione su cui già da tempo si sta muovendo il territorio della provincia di Lecce. Intanto una prima buona prassi prodotta dall'accordo è stata la consegna in comodato d'uso gratuito agli stabilimenti balneari e alle associazioni turistiche del comune di Ugento.di 14 sedie job finanziate dal Bando perequazione per la progettazione sociale attraverso il progetto “Natura per tutti” dell'associazione di protezione civile di Ugento “La Forestal 1”. Ora la sfida è costruire una rete provinciale tra i diversi soggetti interessati al tema del turismo accessibile, sia nella direzione della condivisione delle risposte immediate al bisogno, sia nella creazione della cultura dell’accoglienza, con particolare attenzione alla messa in rete di associazioni e imprese. In questa logica l'intesa tra il Csv Salento e l'Apt dovrà concretizzarsi anche attraverso un monitoraggio continuo sia delle buone prassi, sia delle prassi ostili alla fruibilità del turismo accessibile, mettendo a disposizione operatori adeguatamente formati a ricevere segnalazioni su problematiche, disagi e criticità riguardanti la fruibilità di strutture turistiche e a fornire, laddove possibile,

Attivi fino al 30 settembre a Lecce e Tiggiano due punti informativi con personale volontario per ricevere segnalazioni e dare informazioni utili

O adeguata assistenza ed informazione. Occuparsi di turismo per tutti implica sicuramente anche l'impegno ad individuare le giuste strategie per rendere adeguatamente visibili e trasparenti i luoghi turistici accessibili ai disabili, collaborare per le attività di formazione nelle materie inerenti il turismo accessibile, promuovere sul territorio nazionale ed estero, attraverso tutti i canali di informazione a disposizione, l’immagine del Salento come terra accogliente ed accessibile. Antonio Carbone

Firmato l’accordo Acri - volontariato Per cinque anni risorse garantite a volontariato e fondazione per il sud

C

on la firma dell’accordo del 25 giugno u.s. tra l’Acri, l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni bancarie, il Csv net – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, la Consulta Nazionale Permanente del Volontariato presso il Forum, la Convol Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato, il Forum del Terzo Settore e la Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione - Co.Ge., per i prossimi cinque anni, al di là degli andamenti del mercato finanziario che determinano gli utili delle Fondazioni di origine bancaria, queste ultime erogheranno ai Centri di servizio per il volontariato e alla Fondazione per il Sud risorse garantite e continuative. É questo il punto più significativo dell'accordo firmato a Roma. In particolare, a valere sui loro bilanci relativi agli esercizi dal 2010 al 2014 e con riserve accantonate negli anni precedenti, le Fondazioni di origine bancaria assegneranno ogni anno per cinque anni: • 24,4 milioni di euro alla Fondazione per il Sud, che dovrà utilizzarne almeno 5 milioni per le Organizzazioni del volontariato del Mezzogiorno; • 60 milioni di euro ai Centri di Servizio per il Volontariato, di cui una quota decrescente da 49 a 46 milioni utilizzabile dai Csv per i servizi, d’intesa con i Co.Ge, e il resto

per la progettazione sociale, d’intesa anche con le Fondazioni. Nella parte normativa dell’accordo sono inoltre previsti alcuni altri punti qualificanti: 1. L’introduzione di un nuovo modello di ripartizione regionale dei fondi per i Csv, fondato su un ventaglio allargato di fattori, non solo demografici (come quelli adottati finora) ma anche riferiti al bacino di utenza dei Csv stessi (assumendo come parametro il numero di Organizzazioni di volontariato), alla struttura del territorio e alle condizioni economiche. 2. L’introduzione di un sistema premiale, i cui criteri saranno definiti con successivi accordi, attraverso cui sarà distribuita una quota pari al 10% dei fondi disponibili per i Csv. 3. L’impegno a realizzare congiuntamente un’approfondita analisi del funzionamento dei sistemi regionali dei Co.Ge e dei Csv, volta a definire le loro specifiche competenze e a individuarne, attraverso modelli e standard quali/quantitativi di funzionamento, il fabbisogno finanziario. A tal fine l’accordo nazionale pone uno specifico impegno delle parti a promuovere l’adozione di un modello unificato di rendicontazione dell’attività dei Csv e dei Co.Ge. e fissa un termine di 15 mesi per il completamento dell’attività di studio. Luigi Conte

perare un monitoraggio continuo sia delle buone prassi, sia delle prassi ostili alla fruibilità del turismo accessibile: è nella logica di questo obiettivo, tra i principali dell’accordo tra Csv Salento e Apt, che saranno attivi fino al 30 settembre prossimo presso le sedi di Lecce (via Sicilia) e di Tiggiano (c/o Palazzo Comunale, Piazza Castello) del Csv Salento due info point pronti a ricevere segnalazioni e reclami circa l’accessibilità delle strutture ricettive e turistiche. Presso le due sedi sarà quindi a disposizione personale volontario, adeguatamente preparato a ricevere segnalazioni su problematiche, disagi e criticità, e fornire laddove possibile adeguata assistenza ed informazioni utili su spiagge accessibili (libere e stabilimenti balneari), strutture ricettive e parchi accessibili, iniziative attivate sul territorio come “immersioni per tutti”, “passeggiate per tutti”, progetto “vacanze serene”. Il servizio, gratuito, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 13. Si possono contattare gli infopoint ai numeri 0832-340473 (Lecce, via Sicilia) e 08331822987 (Tiggiano).

Cresce il numero delle associazioni che fanno parte del CSV Salento In totale sono 206, 22 quelle nuove, 11 del nord della provincia, 11 del sud leccese. In totale il 35% dell'universo associativo della provincia di Lecce

E

' previsto dal regolamento organico del CSV Salento che all’art. 7 recita: "L’attività del C.S.V.S. si articola sul territorio mediante il coinvolgimento delle Delegazioni Locali". La Delegazione Locale, attraverso il coinvolgimento dei soci e delle organizzazioni presenti sul territorio, é responsabile delle scelte, per la promozione e lo sviluppo delle attività del C.S.V.S., nell’ambito territoriale di riferimento. La Delegazione Locale, inoltre, concorre alla definizione delle scelte organizzative, riportando le indicazioni delle associazioni ricadenti sul proprio territorio. “In un solo anno abbiamo avuto un incremento delle associazioni del 13%” commenta il presidente del CSV Salento Luigi Russo. “Un'ottima rappresentatività dell'universo associativo della provincia di Lecce: fa parte del CSV Salento il 35% di tutte le associazioni della provincia di Lecce. E' uno dei risultati della politica territoriale messa in campo dal Consiglio Direttivo negli ultimi anni” continua il presidente Russo. “Di una politica cioè - precisa Russo - che fa i conti con le esigenze specifiche delle piccole associazioni come di quelle più corpose e numerose. L’aumentato numero dei soci, soprattutto, dà atto di una territorialità diffusa, di un radicamento del CSV Salento, di un contatto che dovrebbe sempre più garantire una risposta pertinente ai bisogni associativi del territorio”.


SPECIALE PEREQUAZIONE

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Bando Perequazione: i progetti • a cura di Antonio Carbone

Continua in questo numero la presentazione dei 23 progetti finanziati dal Bando Perequazione per la Progettazione sociale 2008. Qui di seguito i progetti delle associazioni Icaro-Amici di Avsi di Maglie, Gruppo volontariato vincenziano di Specchia, Tonga Soa di Tiggiano, Centro di solidarietà “Beato Faà di Bruno” di Casarano, Insieme per i disabili onlus di Alessano, La Torre onlus di Corsano.

“Insieme: percorsi di recupero e sostegno”: ICARO-Amici di AVSI - Maglie

“In arca la pace”: Centro di Solidarietà “Beato Faà di Bruno” - Casarano

Il progetto sarà rivolto in maniera specifica ai minori e adolescenti dell’Ambito Sociale n. 2 di Maglie in condizioni di disagio sociale-familiare e a rischio di devianza. L’idea di partenza non impone una progettualità rigida, ma per ogni azione ci sono le condizioni per adattare gli interventi alle esigenze del gruppo target su cui si andrà ad intervenire. È proprio il gruppo il primo elemento che caratterizza questo progetto, nel senso che i soggetti coinvolti dalle azioni in qualità di destinatari saranno chiamati ad analizzare il loro vissuto ed aprirsi all’incontro con “l’attenzione dell’altro” secondo una prospettiva di incontro e riconoscimento con il proprio valore. Queste le azioni che saranno attivate: sostegno scolastico, educazione attraverso lo sport, focus sull'intercultura, cineforum, teatro delle marionette, Teatrolab, Sono un clown, visite guidate presso siti di particolare interesse culturale.

Al centro del progetto ci sono l’educazione e la sensibilizzazione dei giovani alla solidarietà attraverso il racconto dell'esperienza di un testimone come Don Tonino Bello, un messaggio ed un esempio che quindi faranno da sfondo a tutte le iniziative che saranno messe in campo. Le azioni saranno legate alla sensibilizzazione dei più giovani attraverso esperienze comunitarie secondo una prospettiva di intervento che faccia leva sulle capacità operative e sulle abilità nel riconoscere la diversità culturale, nel quadro di una pedagogia della convivenza pacifica. L’intento è anche creare una rete di risorse territoriali per rendere più efficaci le azioni di prevenzione della devianza e di promozione della cittadinanza attiva rivolte ai giovani, proporre e promuovere percorsi e “paesaggi culturali” lungo un itinerario che tocca la cultura del territorio, i luoghi di Don Tonino Bello e la dimensione emotiva di una esperienza di incontro.

“Di Corsa...PizziCanto”: Gruppo volontariato vincenziano - Specchia

“Riesco”: Insieme per i disabili onlus – Alessano

L’iniziativa si colloca nell’ambito di una strategia preventiva e promozionale rispetto al ruolo delle reti in funzione di tutela e sostegno dei minori disagiati. Gli itinerari di sostegno, di socializzazione dei minori, infatti, sono stati scelti anche come luogo di prevenzione e cura del disagio e di rafforzamento delle identità e della cultura di ognuno di loro, in relazione ai luoghi di vita ed alla qualità della comunicazione familiare. Queste le azioni previste: programmazione e realizzazione di incontri cadenzati settimanalmente per la pratica sportiva di gruppo, che sarà curata dalle risorse umane del gruppo culturale “Ravasco” e del personale interno al soggetto capofila; creazione di un laboratorio per la fruizione attiva della musica popolare salentina, azione che sarà organizzata grazie alla partecipazione della associazione culturale Agorà e che si tradurrà in un'esperienza strutturata sotto forma laboratoriale; focus sulla genitorialità, che sarà realizzato parallelamente alle altre attività.

Il progetto vuole offrire risposte a dodici persone, di cui la metà disabili, con interventi personalizzati di formazione ed accompagnamento al lavoro, formazione alla vita indipendente, gestione del tempo libero. L’intento è quindi creare il “Durante Noi” per avvicinare le famiglie al “Dopo di Noi” attraverso attività che iniziano la fase di distacco gradualmente, in un contesto sociale e lavorativo che dia sicurezza per il futuro. L’iniziativa è strutturata in diverse attività educative e laboratoriali –laboratori di pittura, flororticultura, informatica– che si svolgeranno a Montesardo, all’interno di un castello del 1200, in locali già idonei e messi a disposizione da “Casa Gaudium”, partner privato del progetto. Il piano delle attività sarà articolato in uno spazio per la salute ed il benessere con infermeria e palestra, spazio per il lavoro con laboratori multifunzionali e gestione di un Bed & Brakfast, spazio per la socializazione con sale soggiorno e Internet cafè.

“La cultura vien giocando”: Tonga Soa – Tiggiano

“Sicuramente Eco Parco”: La Torre onlus – Corsano

Il progetto intende valorizzare e diffondere presso i giovani della zona la cultura della cartapesta e della ceramica diffuse nel Basso Salento, partendo dalla realizzazione di due laboratori presso i Musei Diocesani di Otranto e Gallipoli. I laboratori di ceramica e cartapesta saranno realizzati soprattutto grazie al forte coinvolgimento di alcuni tra gli artigiani del territorio del Basso Salento in qualità di testimoni della relativa cultura materiale. Saranno concepiti nella logica di coinvolgere anche le famiglie dei giovani partecipanti, per rinsaldare il legame tra la collettività e le arti locali, che nello specifico del progetto testimoniano e rappresentano degnamente la cultura materiale di appartenenza. Nello sviluppo delle due attività di laboratorio il progetto fa affidamento sul sostegno dei partner istituzionali coinvolti in termini di promozione e animazione territoriale e sulla forza dell’humus di sensibilità diffusa nel Salento.

Il progetto ha come proprio territorio di competenza il Parco regionale OtrantoLeuca e bosco di Tricase comprendente dodici comuni che si affacciano sull’Adriatico estendendosi per 37 km su una superficie di 1.905 ettari. L’idea rappresenta un progetto pilota con una triplice finalità: messa in sicurezza e sostenibilità di alcuni eventi nel Parco, sicurezza e azioni di tutela di alcune aree, sensibilizzazione alla tutela con azioni didattiche sul campo. Queste tre azioni integrate prevedono anche una pianificazione e programmazione degli interventi in stretta sinergia con l’Ente Parco al fine di creare i giusti presupposti per una continuità e sostenibilità dell’iniziativa nel tempo. Nell'ambito dell'attività di sensibilizzazione alla tutela saranno realizzati campus tecnico-specializzati per i giovani, escursioni, promozione di modalità di accesso al parco fruibili per disabili, seminari, eventi sportivi, ricreativi ed esibizioni della protezione civile.


ASSOCIAZIONI

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Combattere violenza e disagio Nasce a Sternatia l'associazione di volontariato “Centro antiviolenza nazionale donne e minori Maria Goretti”. Sedi anche a Leverano e Melissano

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ar uscire allo scoperto le situazioni di violenza, perchè non restino nell'ombra e possano così essere affrontate. È tra gli obiettivi della nuova associazione di volontariato “Centro antiviolenza nazionale donne e minori Maria Goretti”, costituita nel mese di giugno scorso proprio con l'intento di andare incontro a chi si trova ad affrontare queste difficoltà. La sede centrale della neonata associazione si trova a Sternatia, in via Brigida Ancora 42, presso il Palazzo comunale. Sono già attive, inoltre, le sedi territoriali di Leverano in via San Rocco, e Melissano in via Montegrappa. Di prossima apertura la sede di Gallipoli. A comporre l'associazione al momento un gruppo di circa venti persone, tra cui alcune che hanno vissuto direttamente sulla propria pelle e subito situazioni di violenza. “Non bisogna com-

mettere il grave errore di nascondere i problemi che ci si trova di fronte – afferma Luigi Perrone, presidente dell'associazione -, per questo fin da subito vogliamo cercare di promuovere iniziative che possano coinvolgere l'intera cittadinanza, per far sì che lo stare insieme e la condivisione aiutino a far emergere alcune situazioni di disagio che altrimenti rischiano di rimanere nascoste e non denunciate”. Nei programmi dell'associazione anche l'organizzazione di corsi di cucito e pittura e manifestazioni di raccolta fondi che interessino le zone di Leverano e Melissano, dove sono attive le succursali del Centro. Tra i soci della neoassociazione sono anche a disposizione 10 professionisti, tra psicologi, psichiatri, ginecologi e avvocati, che metteranno gratuitamente le loro professionalità al servizio di chi avrà bisogno di aiuto e che saranno al centro di un convegno che l'associa-

zione ha in programma di organizzare per il prossimo settembre. Per contatti con l'associazione si può scrivere all'indirizzo candem2010@libero.it o chiamare il numero 328 – 4768289.

Formazione specialistica per sostenere giovani medici

Correre per la Sclerosi laterale amiotrofica, da Cordenons a Copertino

L’associazione “Per un sorriso in più” onlus finanzia un contratto di formazione in oncoematologia pediatrica per un medico specializzando

Podisti in partenza dal Friuli Venezia Giulia percorreranno oltre mille chilometri arrivando a Copertino nell'iniziativa patrocinata da Aisla onlus e coordinata dall'associazione Iris

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a formazione in oncoematologia pediatrica rappresenta un elemento fondamentale per trasmettere conoscenze e modalità operative in un ambito così particolare, che richiede interventi sempre più qualificati e inseriti nel lavoro di cura globale. Nell’ottica della propria attività di supporto all'U.O. di Oncoematologia Pediatrica del Polo Oncologico “Giovanni Paolo II” dell'Ospedale V. Fazzi di Lecce, l'associazione “Per un sorriso in più” onlus si propone, pertanto, anche di sostenere i giovani medici nel loro percorso formativo. È recente la decisione dell'associazione di finanziare per cinque anni, a partire dall'anno accademico in corso, un contratto di formazione specialistica da conferire ad un medico specializzando dell'Università degli Studi G. D'Annunzio di Chieti-Pescara, in base al D.Lgs. 368/99. Come sottolinea il presidente dell'associazione, Antonio Giammarruto, “la convenzione, sottoscritta lo scorso 17 maggio, è stata autorizzata dal Miur ed è già operante per i cinque anni di durata legale del corso. Allo specializzando sostenuto dall'associazione si aggiungerà un'altra unità proveniente dalla stessa Università”. Lo specializzando, già prescelto dall'Università inviante, garantirà la propria presenza e collaborazione –costante anche se non continuativa- presso il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'ospedale V. Fazzi. Un aiuto fondamentale al reparto, come sottolinea lo stesso presidente dell'associazione: “purtroppo ancora oggi in Italia sono pochi i medici specializzati in questa particolare branca della medicina. L'Oncoematologia Pediatrica non rappresenta infatti, ad oggi, una specializzazione in sé, ma è un indirizzo della più ampia specializzazione in Pediatria. Con questo contratto di formazione cerchiamo quindi di venire incontro alla necessità di personale qualificato e dedicato, purtroppo oggi carente, in un settore in cui la specificità e l'alta specializzazione sono imprescindibili per garantire la qualità e la continuità delle cure ai nostri piccoli pazienti”. Antonio Carbone

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ieci tappe per un totale di circa 1150 km, da Cordenons a Copertino. Le percorreranno i podisti coinvolti nella Maratona della Solidarietà “Correre per la Sla - da Nord-Est a Sud-Est”, in partenza il 9 settembre da Cordenons (Friuli Venezia Giulia), patrocinata da Aisla Onlus (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e coordinata dall'associazione leccese Iris. L'obiettivo? sensibilizzare in relazione alla malattia sull'intero territorio nazionale e promuovere la raccolta fondi per la ricerca scientifica. L’iniziativa coinvolgerà dunque un gruppo di dieci podisti guidati da Antonio Macchia, che si alterneranno per nove giorni in una staffetta che partirà da Cordenons passando per Pordenone e toccando nove città della costa adriatica per arrivare a Copertino il 17 settembre. La Maratona sarà accompagnata da due camper che riprenderanno in streaming l’intera traversata adriatica da nord est a sud est. Testimonial ufficiale della Maratona è Giovanni Conversano, salentino che sostiene l’iniziativa con grande impegno e sensibilità, dimostrando come il mondo dello spettacolo possa essere anche concretezza e diffondere l’importanza della solidarietà per una problematica così delicata. “Ad accompagnare la maratona sono in programma, qui sul territorio salentino come nelle diverse città toccate dalle tappe, eventi collaterali di raccolta fondi –sottolinea Annalisa Trono, presidente di Iris-. Lavorando insieme alla sezione provinciale leccese dell'Aisla ci siamo inseriti all'interno degli eventi estivi programmati sul territorio in modo da raggiungere le piazze, la cittadinanza, e far capire quanto più possibile l'importanza di queste iniziative”. L’intera manifestazione si concluderà con un evento musicale finale il 19 settembre a Copertino, presso il Parco della Grottella, guidato dal testimonial ed a cui prenderanno parte artisti, cabarettisti, cantanti di livello nazionale ed internazionale tra cui i già confermati Tony Esposito e il gruppo spagnolo de “La banda del tigre”.


DISABILITÀ

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Presentato il rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia In Italia 2,6 milioni di persone non autosufficienti, per una spesa pubblica pari a 17,3 milioni di euro. Forte divario Nord-Sud

P

resentato lo scorso 21 luglio dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, e dal Ministro della Salute, Ferruccio Fazio il “Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia”, che fotografa le politiche poste in essere in Italia e nel resto dei Paesi europei al fine migliorare l’assistenza e la presa in carico delle persone non autosufficienti, ovvero il 4,8% della popolazione in Italia, pari a 2,6 milioni di persone tra cui 2 milioni di anziani. Secondo il rapporto l’assistenza alle persone non autosufficienti costa allo stato 17,3 miliardi di euro, pari all’1,13 % del Pil nazionale, a cui va aggiunto un altro punto di Pil per gli anziani cronici che beneficiano dei servizi ospedalieri. Cifre, già notevoli, destinate a crescere con il progressivo invecchiamento della popolazione, che nel 2051 sarà costituita per 34,5% da over 65. Il rapporto individua due Italie con Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia che “prendono in carico” a diverso titolo (in rapporto alla popolazione) il triplo degli anziani non autosufficienti di Campania, Puglia, Calabria. Lo stesso parametro raggiunge il valore di 4-5 volte se si considera la percentua-

le di anziani utenti di strutture. A supplire alle carenze è la famiglia o ricoveri ospedalieri impropri. Inoltre, al Nord il processo di riorganizzazione ospedaliera e di drastica riduzione di offerta di posti letto per acuti è stato accompagnato a un potenziamento in parallelo dei servizi di assistenza territoriale a favore degli anziani non autosufficienti e delle persone con disabilità; al Sud, al contrario, da un lato è rimasta un’offerta eccessiva di posti letto per acuti (con costi ormai insostenibili) per le Regioni e dall’altro i servizi territoriali sono rimasti minimi e, afferma il rapporto, di livello qualitativamente basso.

Per far fronte a questa situazione il rapporto propone una strada 'italiana' ispirata alla collaborazione tra pubblico e privato. “In questa direzione -si dice nel Rapporto- possono avere un ruolo importante i fondi integrativi sanitari e socio-sanitari, che dovrebbero essere visti come una risorsa in grado di supportare il Ssn e di garantire ai cittadini il diritto e la responsabilità di scelta delle prestazioni nonché una efficace ed efficiente gestione delle loro risorse”. Rispetto ai Paesi dell'Europa del Nord, si legge ancora nel rapporto, l'Italia presenta una minore diffusione dei servizi domiciliari e di quelli residenziali. Il nostro dato medio si assesta sul 4,9% contro il 13% dell'Europa settentrionale per l'assistenza domiciliare e sul 3% nell'area della residenzialità contro valori europei pari al 6-8%. Inoltre il valore annuo medio di ore erogate per assistito è pari a 24: questo dato “dimostra come il servizio sia ben lungi dall'assicurare la presa in carico completa del paziente non autosufficiente”. Lo conferma il fatto che l'assistenza domiciliare impegna un quarto delle risorse del long term care, appena l'1,08% della spesa sanitaria. Daria Caione

Al via le nuove verifiche straordinarie INPS Cambiano le modalità di attuazione per le centomila verifiche del 2010

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on la Circolare INPS n.76 del 22 giugno 2010, in cui è illustrato il flusso organizzativo e procedurale del piano di verifica, si dà di fatto inizio alle verifiche straordinarie previste per il 2010. L’art. 10, c. 4, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” dispone che “per il triennio 2010/2012 l’Inps effettua, con le risorse umane e finanziarie previste dalla legislazione vigente, in via aggiuntiva all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di centomila verifiche per l’anno 2010 e di duecentomila verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile”. Potranno far parte del campione chiamato a visita: “- titolari di indennità di accompagnamento e di comunicazione, di età compresa tra i 18 ed i 67 anni compiuti, la cui prestazione è stata riconosciuta in data antecedente al 1° aprile 2007; -titolari di assegno mensile, di età compresa tra 45 e 60 anni compiuti, la cui prestazione è stata riconosciuta in data anteriore al 1° aprile 2007”. Gli interessati riceveranno una lettera dall’Inps in cui sono sommariamente spiegate le modalità di svolgimento della verifica. L’innovazione principale consiste nell’introduzione di una fase precedente a quella della visita vera a propria. Infatti alle persone disabili viene chiesto di inviare al Centro Medico-Legale Inps,

indicato nella comunicazione stessa, tutta la documentazione sanitaria (certificati medici, verbali, cartelle cliniche, ...) in loro possesso, entro solo quindici giorni dall’arrivo della lettera. Il materiale servirà per una preventiva valutazione dello stato invalidante del disabile, al fine di escludere, se possibile, l’accertamento medico diretto. La documentazione che perverrà al Centro Medico-Legale verrà esaminata da apposita Commissione medica che potrà procedere il tre modi: - “all’applicazione di quanto previsto dal decreto ministeriale del 2 agosto 2007, escludendo il soggetto da ulteriori verifiche” per tutte le patologie stabilizzate o progressive previste dal decreto;

-“alla definizione agli atti dello stato invalidante, senza convocazione a visita diretta”; - “alla rettifica del verbale che ha dato luogo alla prestazione in essere, ai sensi di quanto previsto dall’art. 10 del D.L. n.78 del 31 maggio 2010”. Tutti gli altri invalidi saranno chiamati a visita diretta, come nel caso in cui non sia stata inviata nessuna documentazione o quella ricevuta risulti insufficiente. Le prime lettere ai cittadini leccesi sono già arrivate e si evidenziano tre problemi. Per l’invio dei documenti richiesti, il tempo limite è di 15 giorni. Per applicare il decreto del 2 agosto 2007 bisogna presentare dei certificati che, se non sono già in possesso della persona disabile, è impossibile acquisire in pochi giorni considerate le lunghe liste d’attesa. Inoltre la richiesta di inviare tutto via fax è inconcepibile. Chi conosce come sono fatti i vecchi verbali Asl o quelli del Ministero del Tesoro, sa che sono illeggibili perché per la maggior parte scritti a mano. Dopo aver fatto la fotocopia e averli inviati via fax sono inutilizzabili. In ultimo, nelle lettere non viene chiarito per quale patologia si è stati inseriti nella verifica. Nei casi in cui una persona è nello stesso tempo invalido civile e sordo, ad esempio, non saprà quali certificati le sono richiesti. Nella lettera inviata alle persone disabili si dovrebbe pertanto specificare per quale patologia sono chiamati a produrre documenti. Sara Beaujeste D’Arpe


ITINERARI TURISTICI ACCESSIBILI

Luglio-Agosto 2010

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Verso città accessibili: Lecce e Galatina per tutti Passeggiate nei luoghi senza barriere del centro storico delle due città nell'ambito del progetto promosso dall'Apt. Collaborano Anyway Access Salento e Turistingioco Rendere possibile, anche alle persone con difficoltà motorie, di godere dei centri storici delle città salentine, ricche di chiese, palazzi, vicoli da scoprire. Lecce e Galatina, così, possono diventare “per tutti” attraverso un programma di passeggiate “senza barriere” promosso nell'ambito del progetto di sensibilizzazione all'accessibilità del territorio attivato dall'Apt di Lecce insieme ad un’ampia schiera di associazioni tra cui il Csv Salento, cooperative, soggetti attivi sul fronte della disabilità. L'iniziativa è partita a luglio, ed è già disponibile un calendario di date per entrambe le città fino al maggio 2011, un ampio periodo quindi durante cui le passeggiate si snoderanno nei centri storici delle due città attraverso percorsi specifici, mirati a determinate esigenze di accessibilità e che prevedono anche luoghi di sosta e di acquisto, servizi accessibili, spazi verdi e panchine. Le passeggiate su Lecce sono organizzate in collaborazione con l'associazione Anyway Access Salento, quelle su Galatina invece vedono il supporto di Turistingioco. Riportiamo qui, per le due città, le date in programma nel mese di settembre e gli itinerari previsti.

Itinerario accessibile su Lecce – 3 e 17 settembre

Itinerario accessibile su Galatina – 10 e 24 settembre

Per informazioni: 0832/248092; 314117 - 333-7375263.

Per informazioni 0836-569984, 338-4711118, 331-7158900.

Partenza ore 17.30 dal punto di ritrovo IAT – via Vittorio Emanuele II, 43. Il tempo di percorrenza del tragitto è di circa due ore.

Partenza ore 17 punto di ritrovo I.A.T - Via Vittorio Emanuele, n°35. Il tempo di percorrenza del tragitto è di circa due ore.

Questo l’itinerario: -Piazza Duomo - orario apertura Duomo 8.30/12.30 - 17.00/19.30- Entrata accessibile sul retro in Vico dei Sotterranei (raggiungibile da via Petronelli, poi via Paladini, infine Vico dei Sotteranei) In piazza Duomo è presente un negozio di souvenir accessibile (Fermento). -Palazzo Rollo - cortile aperto visitabile (particolarità vite americana) -Chiostro dei Teatini - orario apertura 9.00/14.00 - 16.00/22.00 All'interno del Chiostro dei Teatini sono presenti servizi igienici pubblici (accessibilità da entrata secondaria, servizio a chiamata da campanello esterno). Le eventuali mostre al piano superiore sono raggiungibili da persone in carrozzine tramite l'uso dell'ascensore presente nell'atrio. Di fronte al Chiostro dei Teatini è possibile visitare il cortile in cui è presente la sezione della libreria Liberrima dedicata al gusto dei luoghi (Puglia e Salento) e vari laboratori artigianali di cartapesta. -Chiesa Sant'Irene (solo esterno - non accessibile) Nelle immediate vicinanze della Chiesa di Sant'Irene (Corte dei Cicala) è presente un punto ristoro accessibile, in cui è possibile effettuare una sosta all'aperto e una libreria Liberrima. Proseguendo per via V. Emanuele, si incontra un altro negozio di souvenir accessibile (Vico Paradiso). -Chiesa di Santa Chiara (solo esterno - non accessibile) La Chiesa di Sant'Irene si raggiunge svoltando a destra alla fine di via V. Emanuele, percorrendo via Augusto Imperatore. Lungo il percorso è presente un Bancomat accessibile (Unicredit Banca). -Piazza Sant'Oronzo. In Piazza Sant'Oronzo sono presenti numerosi punti ristoro all'aperto accessibili (no servizi igienici accessibili, salvo Mc Donald). -Chiesa di Santa Croce - orario apertura 9.00/12.00 - 17.00/20.00 Entrata secondaria accessibile, si accede dall'ingresso del Palazzo dei Celestini.

La città di Galatina è ricca di splendide architetture civili e religiose. La chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo, dal prospetto barocco, domina la prospiciente piazza San Pietro, dove si trovano la cappella di San Paolo e il "pozzo" che è forse la testimonianza più importante del Tarantismo, elemento fondamentale della tradizione popolare salentina. Questo l’itinerario: -Via Vittorio Emanuele: torre dell'orologio e prospiciente sedile della città, ossia l'antica sede dell'amministrazione civica della città. Sul prospetto questo edificio mostra ancora i segni della sua antichità. -Via Umberto I: palazzo Orsini, attuale sede municipale, antica sede dell'ospedale di Santa Caterina d'Alessandria. -Piazza Orsini: Basilica di Santa Caterina d'Alessandria con attiguo chiostro del convento dei Frati Minori e museo della basilica. Basilica di Santa Caterina: accessibile. Chiostro e museo della basilica: inaccessibili. (Orari visite: estate: 8.30-12.30//16.30-18.45). -Via San Francesco: esempi di architettura civile di diverse epoche. -Piazza Galluccio: palazzo Galluccio dà il nome alla prospiciente piazza dove ricade la chiesa di San Luigi e l'ex-convento delle clarisse (visita esterno).

Percorso per il rientro: Piazzetta Riccardi; Piazzetta Castromediano (scavi archeologici); Via Rubichi (Chiesa del Buon Consiglio – Palazzo Carafa); via V. Emanuele (IAT).

-Via Zimara: chiesa dei Battenti (visita esterno) con l'elegante decorazione applicata alla porta e la lunetta con la raffigurazione della Vergine della Misericordia in rilievo.

Chi arriva a Lecce in macchina per fare la passeggiata, può trovare aree di parcheggio con spazi riservati ai disabili presso: -Castello Carlo V - imboccare via del Mocenigo, poi a destra arrivati in piazza Sant'Oronzo girare a sinistra, percorrerla tutta e imboccare corso V. Emanuele sino al civico 43, luogo della partenza della passeggiata. -Porta Rudiae - attraversare la porta e imboccare via Libertini che, dopo l'incrocio con via Palmieri, diventa corso V. Emanuele e subito a sinistra si trova il civico 43, luogo della partenza della passeggiata. -Porta San Biagio - attraversare la porta verso il centro e percorrere tutta via D'Aragona, all'arrivo in piazza Sant'Oronzo girare a sinistra in corso V. Emanuele sino al civico 43, luogo della partenza della passeggiata.

-Piazza della Libertà: slargo con alcuni palazzi, tra i quali palazzo Scrimieri, comunemente conosciuto come Tafuri-Mongiò, della fine del XVI secolo, il cui primo piano, rifatto nel XVIII secolo, è arricchito da decorazioni rococò e iscrizioni in latino incise sulle finestre. Il palazzo è sito all'imbocco della strada S.Stefano che conduce a Porta Luce. -Corso G. Garibaldi: via con palazzi gentilizi, tra i quali Palazzo Congedo con cappella di San Paolo e pozzo delle tarantate. -Piazza S.Pietro: chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo. Chiesa: accessibile, gradini superabili con rampa. In piazza S.Pietro sono presenti diversi bar alcuni dei quali accessibili, nelle immediate vicinanze, presso la villa comunale, con spazi verdi e panchine, ci sono i bagni pubblici.


SPECIALE FORUM

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Ed ecco il Forum! Il 9 ottobre in piazza Sant’Oronzo a Lecce la quarta edizione del Forum provinciale “Il volontariato al centro”. Quest’anno con una novità: ben 24 eventi precedono il Forum e lo preparano, tutti organizzati dalle associazioni, in calendario dal 3 settembre al 6 ottobre ASSOCIAZIONI

EVENTO

LUOGO

DATA

ORA

SOS Costa Salento Insieme per i Disabili

Seminario sul Turismo Accessibile

Sala Conferenze Basilica Santuario S.M. di Leuca

3 settembre

19.30

Archeoclub d’Italia sede di Copertino

“Arte e Rifiuti” Mostra e dibattito sul ruolo dei rifiuti in arte

Corte Paolino Greco, P.zza Castello – Copertino

4 settembre

9.00-22.00

Biblioteca di Sarajevo

“Il futuro in mano alle donne” – Proiezione del film- C/o Biblioteca Universal, Via 4 settembre documentario “Hanna e Violka” incontro con la Ospedale, 28 -Maglie regista Rossella Piccinno e dibattito sulla migrazione di genere.

Gli Amici di Mauro

“Canzoni sotto le stelle” spettacolo canoro

P.zza S.Vincenzo -Ugento

Open Village

“Cartapestando” Laboratorio con le Mani in Pasta & Carta

Centro Espositivo delle Serre 16-17-18 di Acaya e di Roca – zona settembre industriale, Melendugno

Fiab Il Ciclone

“Un respiro di sollievo” manifestazione in occasione Piazza A. Moro - Maglie della settimana internazionale della mobilità sostenibile

18 settembre

16.30-20.30

Legambiente Capo di Leuca e Legambiente “Giglio delle Dune”

Laboratorio: Costruzione dimostrativa di un pan- Parco dei Gigli – Pescoluse di Salve nello fotovoltaico

18 settembre

16,00

Zampa Libera

Seminario: Rapporto Uomo-Cane, Conoscerlo per Amarlo e Rispettarlo

18 settembre

18,00

Alzheimer Lecce

In occasione della Giornata Mondiale Alzheimer pre- Biblioteca R. Caracciolo dei 21 settembre sentazione progetto cortometraggio "un paesaggio Frati Minori-Via Monte San Michele, 2 Lecce fatto al contrario" di Chiara Idrusa Scrimieri

18.30

Coppula Tisa

Presentazione del libro “La Colata” dei giornalisti A. Palazzo Legari, Via A. Garibaldi, A. Massari, G. Salvaggiulo, M. Preve, F. Sansa Comneno – Alessano

21 settembre

19.30

Luce e Sorrisi – Biblioteca di Sarajevo

Documentario "La Svolta. Donne contro l'Ilva" di c/o Biblioteca Universal, Valentina D’Amico. Donne che si ribellano contro Via Ospedale, 28 - Maglie quella che a Taranto è stata sempre considerata una salvezza, oggi il peggiore dei mali. L'Ilva

23 settembre

20,30

Legambiente Capo di Leuca e Legambiente “Giglio delle Dune”

Laboratorio: Costruzione dimostrativa di un pan- Piazza del Mercato – Gagliano del Capo nello fotovoltaico

25 settembre

16,00

25 settembre

17,00

25 settembre

16,00

Piazza Castello c/o Sede CSV Salento - Tiggiano

Libera Università Popo- Seminario: “I sistemi turistici locali – lo sviluppo del Hotel Terminal di Santa Maria di Leuca Sud Salento” lare Sud Salento Unito

12 settembre

18,30

21,00 9,00-12,00 15,00-17,00

Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico

Escursione nei Canaloni di Porto Badisco. Per iscri- Porto Badisco zioni: 338/8947823

ISCUB

Seminario: Medicine Complementari nei sistemi sanitari regionali

Conservatorio Sant’Anna Lecce

25 settembre

18,00

Zampa Libera

Seminario: Rapporto Uomo-Cane, Conoscerlo per Amarlo e Rispettarlo

Sala Convegni Mercato Coperto - Maglie

26 settembre

18,00

Don Di Nanni alias Li Scumbenati

Commedia in Vernacolo “Lu Gigettu ha turnatu”

Teatro Paisiello – Via Palmieri, Lecce

29 settembre

20.30

ISCUB

Seminario: Medicine Complementari nei sistemi Piazza Castello c/o Sede CSV Salento - Tiggiano sanitari regionali

30 settembre

18,00

Cicloamici Lecce

Ciclo di seminari “ Pedalando in sicurezza, io e te ele- Sala Conferenze Museo Pro- 30 settembre, menti attivi e passivi per un uso sicuro della ciclabilità” vinciale S. Castromediano – 1-2 ottobre Viale Gallipoli, 28 Lecce

18.00

Zampa Libera

Seminario: Rapporto Uomo-Cane, Conoscerlo per Amarlo e Rispettarlo

Via Sicilia, 21 c/o Sede CSV 2 ottobre Salento - Lecce

18,00

Zampa Libera

Seminario: Rapporto Uomo-Cane, Conoscerlo per Amarlo e Rispettarlo

Via Padova c/o Sede CSV Salento - Casarano

3 ottobre

18,00

Terraecultura

“A Scuola di Astronomia” – Laboratorio teorico-pratico c/o Istituto A. Galateo, Via di astronomia. Costruzione di un oggetto/ strumento per Fontana, 1 - Lecce la conoscenza e misurazione di concetti astronomici.

5 ottobre

15,00-18,00

Nuovi Orizzonti

“Pinocchio”: spettacolo teatrale con i ragazzi disabili del centro Il Girasole

6 ottobre

19,30

Cinema Elio, Via Montinari, 32 – Calimera

Il mese del volontariato: tutte le attività

I

l progetto “Verso il IV Forum” ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’importanza di una cittadinanza attiva in una società democratica attraverso l’organizzazione di una serie di iniziative curate dal CSV Salento in collaborazione con le odv del territorio. Durante tutto il mese di settembre e fino al IV Forum “Il volontariato al centro”, che si terrà sabato 9 ottobre in Piazza Sant’Oronzo a Lecce, le associazioni realizzeranno varie attività di promozione del volontariato su tutto il territorio provinciale. Attraverso una serie di eventi, manifestazioni, convegni, seminari, laboratori didattici e tanto altro, si darà visibilità al lavoro prezioso e spesso nascosto di tutti quei volontari che giornalmente si impegnano per il proprio territorio, e si cercherà altresì di sensibilizzare la cittadinanza e di creare partecipazione. Di seguito, tutti gli appuntamenti previsti per il mese del volontariato.


SPECIALE FORUM

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IV Forum Provinciale. Il volontariato al Centro

S

i terrà sabato 9 ottobre in Piazza Sant’Oronzo a Lecce il Forum provinciale “il volontariato al centro”, giunto alla sua IV edizione. In questi anni, il Forum del Volontariato si è rivelato un evento di grande portata nell'ambito delle attività di promozione del Volontariato proprie del Centro Servizi Volontariato Salento. Sono 98 le associazioni che quest’anno scenderanno in Piazza con un duplice obiettivo: dare spazio e voce alle attività e alle azioni di coloro che si impegnano quotidianamente per il bene comune e sensibilizzare la cittadinanza alla cultura del dono, della gratuità, del valore sociale, al fine di creare partecipazione rispetto ad alcune tematiche che riguardano noi tutti. Attraverso la grande festa del volontariato, dunque, si darà visibilità alle associazioni, ai loro progetti, alle loro attività e si cercherà altresì di favorire occasioni di confronto e incontro con la cittadinanza. “Il volontariato è scuola di solidarietà in quanto concorre alla formazione dell’uomo solidale e di cittadini responsabili. Propone a tutti di farsi carico, ciascuno per le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali e, attraverso la partecipazione, di portare un contributo al cambiamento sociale”. Così recita uno dei principi fondanti della Carta dei Valori del Volontariato ed è questo il filo conduttore del IV forum, invitare i cittadini ad essere cittadini attivi e se lo vorranno cittadini volontari. A questo scopo, la presenza in piazza delle associazioni non si limiterà ad essere un momento di promozione e di aggregazione, ma assumerà un significato più intenso: le associazioni in rete si porranno degli obiettivi da raggiungere nel corso dell’anno con il supporto e la partecipazione dei cittadini, aspiranti volontari, che desiderano impegnarsi per il proprio territorio. A titolo di esempio, le associazioni Cicloamici, Culturambiente e SOS Costa Salento raccoglieranno le adesioni di coloro che vorranno partecipare alla pulizia della pista ciclabile che da Lecce porta a San Cataldo, organizzata per domenica 10 ottobre. Presso lo stand del Centro Servizi, inoltre, sarà attiva la banca del dono, un servizio di orientamento al volontariato per favorire l’incontro tra le associazioni e i cittadini, fornendo loro informazioni, supporto e accompagnamento. CONVEGNO INAUGURALE PRIMO RAPPORTO SULLA SITUAZIONE DEL SALENTO: IL RUOLO DEL VOLONTARIATO Si terrà venerdì 8 ottobre alle ore 18.30 presso l’aula consiliare della provincia di Lecce il convegno di apertura del IV Forum. Quest’anno il CSV Salento, attraverso i progetti delle consulte settoriali, ha effettuato un approfondimento a 360 gradi in tutti i settori in cui si impegna il volontariato: disabilità, protezione civile, terza età, donazioni, salute, famiglie, immigrazione, cultura, sport, ambiente, diritti civili. Venerdì 8 ottobre, presenteremo alle istituzioni un rapporto completo, datato agosto 2010, sullo stato del Salento, con l’obiettivo di costruire sinergie operative tra

gli enti a vario titolo impegnati nella costruzione delle politiche sociali e il mondo del volontariato. “Il volontariato della Provincia di Lecce – dichiara Luigi Russo, presidente del CSV Salento - sta diventando sempre più un volontariato competente, capace di leggere i progetti economici, ambientali, sociali e culturali e non può più limitarsi a un’operazione di denuncia, di rilevazione dei problemi, ma vuole diventare sempre più propositivo”. “Il nostro obiettivo – continua Russo - è che questo appuntamento diventi annuale, ogni anno, in occasione del Forum, presenteremo lo stato del Salento a partire dal punto di vista del volontariato, rilevando eventuali miglioramenti e peggioramenti”. Si completerà in questo modo l’idea di una democrazia matura che vede le istituzioni amministrare la cosa pubblica insieme alla società civile, che diventa sempre più stimolatrice di politiche volte al bene comune. PROGRAMMA – 9 OTTOBRE Numerosi gli appuntamenti in calendario previsti per la giornata di sabato 9 ottobre e organizzati dalle associazioni di volontariato in collaborazione con il CSV Salento. La mattinata sarà dedicata ai bambini delle scuole elementari e medie e ai ragazzi delle scuole superiori. Nello specifico, i più piccoli saranno impegnati in attività laboratoriali quali: • “CompostiamoCi bene” - Laboratorio di compostaggio domestico curato dall'Associazione Nuova Messapia; • “Cartapestando” - Laboratorio di cartapesta curato dall'Associazione Open Village; • “Un forno al sole” - Laboratorio per la costruzione di un forno solare curato dall'Associazione CulturAmbiente. Tre i seminari organizzati per gli studenti degli istituti superiori: • “Servizio Civile Volontario: obiettivi e opportunità” a cura del CSV Salento; • “Omosessualità – identità e differenze” incontro/dibattito sull'omosessualità a cura di Agedo - Associazione genitori di omosessuali di Lecce, •Proiezione del video “La Vita Umana: Prima Meraviglia”. Il filmato mostra con rigore scientifico e linguaggio poetico la meravigliosa crescita di un bambino nel seno materno. Seguirà dibattito. Evento curato da C.A.V. - Centro Aiuto alla Vita. Obiettivo di queste iniziative è quello di costruire, di concerto con le scuole, percorsi che favoriscano la conoscenza delle tematiche del volontariato e momenti di incontro dentro e fuori la scuola che avvicinino i ragazzi alle pratiche di solidarietà e di cittadinanza attiva percorribili alla loro età. Tante le iniziative previste dalle associazioni nei propri stand e tante le attività che animeranno nel pomeriggio piazza Sant’Oronzo. Il programma, ancora in via di definizione, prevederà animativa di strada per i più piccoli, spettacoli musicali e di danza per i più giovani, passeggiate culturali nei luoghi storici della città, biciclettate lungo le piste ciclabili, laboratori di carta riciclata, proiezioni di film-documetari, esercitazioni delle protezioni civili e l’importante appuntamento con la donazione del sangue.


DIRITTI

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Immigrazione: ancora troppi stereotipi nell'informazione I risultati della ricerca dell'Osservatorio Carta di Roma su “Immigrazione e asilo nei media italiani”

I

l 20 luglio a Roma, nella sede dell’Associazione Stampa estera, sono stati presentati i risultati della ricerca condotta nell’ultimo semestre dall’“Osservatorio Carta di Roma” su “Immigrazione e asilo nei media italiani”. Il “Centro studi e ricerche Carta di Roma” nasce su iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dell’Ordine dei Giornalisti e dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati secondo quanto stabilito dalla “Carta di Roma Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti”. Dell’Osservatorio fanno inoltre parte l’Università la Sapienza, la Lumsa, le Università di Torino, Bergamo, Verona, Firenze, Palermo e Bologna. Lo scopo del Centro Studi è quello di monitorare la rappresentazione giornalistica dei fenomeni d’immigrazione e di studiarne il linguaggio e gli

stili usati nelle notizie concernenti le migrazioni al fine di evidenziare discordanze con la “Carta di Roma”. La ricerca del I semestre del 2010 è stata chiamata “Il Tempo delle rivolte”, perché assieme a un’analisi di tipo quantitativo sulle tendenze generali del giornalismo italiano, in questa occasione è stata data molta rilevanza al “caso Rosarno”. Secondo lo studio quindi l’immigrazione appare “un’immagine congelata e concentrata sulla cronaca nera”, mentre “la sicurezza è la chiave di lettura dominante per descrivere l’immigrazione” e nel linguaggio “persistono problemi nell’uso di stereotipi e nel rispetto delle indicazioni deontologiche”. Ecco i principali punti della ricerca: -sembra essere in atto una “normalizzazione” nell’approccio al tema. È meno frequente che in passato il richiamo all’“emergenza sicurezza”, all’“allarme sbarchi”, all’accostamen-

to tra immigrazione e criminalità. Un spiegazione può trovarsi nella minore insistenza dei politici su questi temi; -la situazione italiana è più “omologata” a quella europea, quindi in un certo modo più comune e “ordinaria”, interrotta solo da notizie particolari, la “fiammata di rivolta” come quella di Rosarno; - il giornalismo italiano in genere non cerca conferma delle informazio-

L’IMMIGRATO IN CRONACA Sicurezza come tema

Immigrazione come tema

Fatto di cronaca

Fatto con migranti protagonisti

Tg1 Tg2 Tg3 Tg4

0,29 0,29 0,4 0,95

0,24 0,21 0,4 0,64

2,5 1,95 1,55 2,05

0,48 0,43 0,57 0,45

Tg5

0,6 0,4 0,33 3,26

0,31 0,48 0,29 2,48

3,79 7,67 3,05 22,55

0,88 1,52 0,55 4,88

Studio Aperto Tg la 7 Totale

ni ricevute dai soggetti intervistati, soprattutto se facenti parti del governo. Ad esempio, la ricerca di un riscontro alle affermazioni governative in merito ai numeri e alle percentuali di “clandestini” presenti a Rosarno, rispetto a quanti in possesso di un regolare permesso di soggiorno, inclusi i rifugiati; -la notizia vive un “eterno presente”, non viene seguita fino alla conclusione soprattutto se non è più da prima pagina; -il linguaggio si evolve in modo “ambivalente”: meno uso del termine “clandestino”, prima usato indiscriminatamente, ma appare quello di “negro”, anche se in una sola testata. Dalla ricerca il giornalismo italiano appare in evoluzione: c’è una crescente consapevolezza delle responsabilità di questo lavoro e una propensione all’approfondimento delle cause degli eventi. Ad esempio nella vicenda Rosarno numerose testate hanno scelto di caratterizzarsi e differenziarsi nell’indagine sui motivi che hanno portato alla rivolta. Sara Beaujeste D’Arpe

Nuova campagna “inTRATTAbili” dell’associazione Mani Tese Contro il trafficking di essere umani

I

l trafficking, o tratta di esseri umani, è sicuramente una delle più clamorose violazioni dei diritti dell’uomo e colpisce soprattutto le fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. Il fenomeno si manifesta nei paesi in cui sono presenti situazioni di povertà estrema e in cui ci sono forti discriminazioni sia etniche sia di genere. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nel mondo sono almeno 12,3 milioni i bambini e gli adulti costretti al lavoro forzato, alla schiavitù o sfruttati sessualmente. Di questi, l’ILO stima che 1,39 milioni siano vittime di trafficking (nazionale e internazionale) a scopo sessuale. Il 56% delle vittime di trafficking sono donne e bambini. Sono infatti queste le fasce deboli più propense a credere a false promesse di una vita migliore attraverso un buon lavoro fuori dal loro paese o di un matrimonio agiato. L’Associazioni Mani Tese è nata nel 1964 con lo scopo di “combattere la fame e gli squilibri tra il Nord e Sud del mondo attraverso progetti di cooperazione internazionale e la sperimentazione di stili di vita sostenibili”. Da giugno 2010 a maggio 2013 Mani Tese lavorerà alla campagna “inTRATTAbili” contro il trafficking. Già da

cinque anni l’associazione lavora in Cambogia con ONG locali a progetti per la protezione dei bambini, per la loro scolarizzazione e all’accoglienza delle vittime di trafficking, soprattutto minori rimpatriati nei paesi d’origine. Parallelamente si prende cura delle madri che vivono per strada e di sensibilizzare la popolazione su questa miserabile tratta. La Cambogia è stata scelta per la sua particolare situazione: la mancanza della più elementare assistenza sociale e di protezione da parte delle forze dell’ordine crea un terreno fertile per bande organizzate di criminali. Le famiglie, poverissime, affidano i loro figli a questi trafficanti in cambio di denaro o solo nella speranza di dare ai propri figli un futuro migliore in Thailandia. I bambini, nel migliore dei casi, sono costretti a chiedere l’elemosina o a vendere oggetti in strada, mentre, nel peggiore, vengono avviati alla prostituzione. La campagna “inTRATTAbili” ha partner nei paesi d’origine, di transito e di destinazione degli esseri umani: Filippine, Cambogia, Thailandia e Birmania. Infatti solo un’azione congiunta di tutti questi paesi, dei loro governi, delle forze dell’ordine e delle OGN locali può fermare il fenomeno.


REPORTAGE

Luglio-Agosto 2010

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Insieme si può fare Dall’unione di associazioni di volontariato e istituzioni, la nascita di un progetto quasi utopistico di diritti e legalità per le persone immigrate • a cura di Laura Mangialardo

pochi metri dal centro di Nardò, su una strada con industrie e cartelloni pubblicitari, c’è un angolo, una masseria, in cui il tempo sembra essersi fermato. In quella masseria, fino a poco fa in disuso, le associazioni Finis Terrae e Le Brigate di Solidarietà con il Comune di Nardò, hanno deciso di dare un posto in cui dormire ai tanti

le associazioni Finis Terrae e Le Brigate di Solidarietà con i giovani volontari che giungono da ogni parte d’Italia, e il contributo dell’associazione Unimondo. Ragazzi che hanno scelto di fare delle loro vacanze un momento di altruismo e in modo libero e democratico si alternano in turni. “Il campo nasce da un progetto di Finis Terrae, nel 2007, ma parte da studi fatti in collaborazione con Medici senza Frontiere, che risalgono ad alcuni anni prima” dice Gianluca Nigro. Ricorda quando i migranti arrivavano a Nardò, puntuali ogni anno per la raccolta estiva, e

migranti stagionali che nel periodo estivo giungono da altre parti dell’Italia o direttamente da paesi africani, a raccogliere angurie e pomodori nelle terre salentine. Non appena si entra a Nardò e si percorre la strada che porta al campo, sembra di fare un viaggio nel tempo, decine di migranti a piedi percorrono la stessa strada, con gli abiti sporchi di terra. Ricordano i nostri contadini che andavano a lavorare le terre dei padroni e poi tornavano la sera stanchi, con la differenza che loro tornavano nelle loro case, dalle loro mogli, e queste gente invece, per lo più giovani, tornano in una grande masseria che li accoglie con i profumi travolgenti di una cucina preparata da altri uomini, migranti come loro. Il campo brulica di vita, sembra un piccolo villaggio con bancarelle e cinema all’aperto: una televisione che tutti possono vedere, gratis se in piedi, 50 centesimi da seduti. C’è un fuoco acceso su cui si arrostiscono le pecore, c’è chi prepara il pesce, alla fine di una lunga giornata di lavoro sotto il sole. Si chiacchiera e si aspetta in fila il proprio turno per l’assistenza medica. A gestire il campo di Nardò sono

non avendo un posto in cui dormire, mangiare, vivere, dopo il lavoro nei campi, dormivano sotto gli alberi, o sotto i camion parcheggiati in paese. “Una sacca di degrado”, sostiene il responsabile del campo, “un pugno nell’occhio per quella società tanto civile, eppure così incivile da lasciare i suoi braccianti su una strada o sotto un albero. La struttura ora viene utilizzata anche per lo sportello legale e sanitario rivolto ai migranti”. Il Comune di Nardò ha creduto nel progetto e attraverso il campo “da un lato ha eliminato il problema di quella inciviltà che si palesava con i braccianti buttanti nelle strade, dall’altro cerca di far emergere il lavoro nero”. Le associazioni coinvolte nel progetto hanno puntato soprattutto su questa dimensione: “È come se qui si applicasse il rovesciamento della Bossi Fini. Noi diciamo infatti che per trovare lavoro, bisogna prima avere diritti sociali e la dimostrazione di questa teoria, sta nei numeri. Quest’anno i lavoratori hanno avuto circa 100 contratti, nel 2009 sono stati solo 2. I benefici dell’applicazione di questa teoria sono evidenti e ripartiti tra tutti, lavoratori in primis, ma anche aziende

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che possono stare tranquille, cittadini che non vivono il disagio degli anni scorsi. Qui i braccianti arrivano, cercano lavoro e dopo due giorni hanno il contratto”. Nel campo sono tutti africani, in un numero che si aggira intorno ai 300, tunisini e sudanesi lavorano alla raccolta delle angurie, mentre i sud sahariani ai pomodori. Il disagio esiste e spesso deriva dal lavoro. Chi rimane fuori da alcune dinamiche, ne risente anche per una questione culturale, “se si pensa che tra pochi giorni comincerà il ramadan e molti di loro torneranno a casa, tornare a mani vuote sarà considerata una sconfitta”. In uno spazio di conversazione informale e nello stesso tempo formale, operatori e ospiti del campo si confondono e si confidano, fino a far diventare di quel luogo, un punto di riferimento anche per chi non ci abita. “Si è creato all’interno un sistema di solidarietà, di assistenza, non solo tra noi e loro, ma tra loro stessi…anche se questa non è una situazione ideale, hanno un luogo di socialità, hanno docce, medico, brandine, insomma, si riprendono una parte di dignità. Se uno non lavora, non ha soldi, qui si crea un circuito che gli permette di mangiare comunque, si aiutano tra di loro”. La figura del medico assume un’importanza fondamentale, oltre ad offrire le cure sanitarie, dice Gianluca “in realtà diventa colui che si prende cura di loro, come se li coccolasse. Dà loro le attenzioni di cui hanno bisogno”. Durante la conversazione, davanti allo sportello legale, continuano ad arrivare ragazzi. Uno di loro, solo, con lo zaino sulle spalle, gli abiti puliti, e particolarmente in ordine, si avvicina con uno sguardo

timido e dimesso, ha evidentemente problemi con la lingua. È appena arrivato, non conosce nessuno, non ci sono più posti nel campo, ma si registra comunque, per poter usufruire della doccia e del bagno e nella speranza che qualcuno magari fornisca un posto letto. Quel ragazzo dà l’impressione di non sapere molto dei sistemi di lavoro italiani, almeno nei loro confronti. Come in quel quadro da Quarto Stato, il caporalato qui esiste e si sente. Ma non è quello che i braccianti italiani ormai in pensione conoscono. “Quello degli anni 60/70, non è immediatamente applicabile a questo caporalato. Non possiamo non considerare un aspetto di base cioè che un tempo in Italia, il caporale e il suo bracciante si ritrovavano alla festa del paese. Il bracciante era figlio della stessa cultura del suo caporale. Questa gente invece, non ha idea di chi ha di fronte, vive in uno stato di emarginazione in ogni caso. Quando il campo non c’era, e i ragazzi dormivano nei campi, dovevano rivolgersi al loro caporale persino per avere acqua da bere, e gli veniva venduta una bottiglia d’acqua della fontana ad un euro. C’era uno stato di ricatto anche sulle necessità primarie”. Ora questa gente, ha acqua potabile, acqua per lavarsi, ha i bagni e un posto letto. Ha medici e cure, avvocati e amici in grado di dare a loro qualche diritto e a noi la possibilità di vergognarci un po’ meno per il ritorno allo schiavismo in cui siamo caduti.


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Acqua pubblica, una pioggia di firme 1 milione e 400mila firme raccolte, 15mila nella sola provincia di Lecce. Appuntamento a settembre per l'assemblea dei movimenti per l'acqua

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a campagna è conclusa, e i risultati sono stati orgogliosamente mostrati. Quella per la ripubblicizzazione dell’acqua è stata la campagna referendaria che ha raccolto più firme nella storia dei referendum d’Italia. Il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica ha consegnato oltre 1 milione e 400mila firme presso la Corte di Cassazione. 101mila dalla Puglia, 15mila nella sola provincia di Lecce “ma, sostiene Maria Grazia Simmini, non si può non considerare il numero elevato di firme, che per qualche vizio, abbiamo preferito non mandare”. Sono infatti state inviate in Cassazione solo le firme sicure, quelle cioè che non rischiavano alcun tipo di contestazione. Un numero che ha superato abbondantemente le aspettative. La sfida però, non è finita. L’obiettivo adesso è quello di portare tutti i firmatari a votare “SI” sui tre quesiti in questione, nella prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Non appare una sfida difficile, visti i risultati della campagna, tuttavia non bisogna di-

menticare le parole che padre Alex ha ripetuto più volte durante questa campagna, e cioè che questo referendum è un banco di prova della nostra democrazia, è un cominciare a riappropriarsi dei propri diritti. Ma anche del dovere di assumersi la responsabilità di andare a votare il giorno del referendum, poiché neanche questo elevato numero di firme raccolte basterebbe a bloccare un piano governativo che porta a privatizzare un bene così prezioso. Mentre le polemiche arricchivano le pagine dei giornali, con le parole del ministri Tremonti e Fitto, che non vedono in questo Decreto alcun tentativo di togliere ai cittadini un proprio diritto, il Comitato ha chiesto un provvedimento che disponesse una moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Di fronte ad un numero così elevato di firme, ad una dimostrazione così forte nella storia della democrazia italiana, non potrebbe infatti esserci nessuna giustificazione in caso di applicazione del Decreto. Il prossimo appuntamento del popolo del-

Ecco il numero verde contro i reati ambientali (800.085898) Lo istituisce l'assessorato alla programmazione della Regione Puglia in collaborazione con WWF Puglia. Unica esperienza in Italia

l'acqua è previsto per il 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua. Intanto coloro che si sono impegnati concretamente nella raccolta, ma anche tutti i firmatari possono godere del risultato e preparare il duro e lungo lavoro di informazione per poter vincere quella che potrebbe essere la prima di tante battaglie per i beni comuni. Laura Mangialardo

SS 275, è di nuovo caos Una sentenza del Tar leccese rimette in discussione tutto. Nel frattempo il ministero fa sapere che i soldi si potranno spendere solo per la 4 corsie. E la Regione ricorre al Consiglio di Stato

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al primo luglio al trenta settembre la Regione Puglia ha reso disponibile, con la collaborazione del WWF, un numero verde (800.085898) per la segnalazione dei reati ambientali (incendi, abusi edilizi, pesca di frodo ecc.). La delibera di approvazione (la n. 1668 del 12 luglio 2010) lo spiega chiaramente. Il cittadino che è al corrente del reato ambientale può chiamare questo numero e segnalare che in una determinata zona si è commesso o si sta perpetrando un reato contro l'ambiente. A quel punto si attiva un nucleo di guardie giurate volontarie del WWF in grado di effettuare i sopralluoghi in relazione alle segnalazioni. Il tutto in costante coordinamento con un gruppo interforze composto da organi di polizia e funzionari regionali. Un servizio unico in Italia attivato stagionalmente a partire dal 2004 con un investimento minimo di circa 23 mila euro. Un'iniziativa che assume rilevanza soprattutto alla luce delle recenti disposizioni statali in materia di federalismo che assegnano alle regioni la gestione dell'intero demanio marittimo. Per la Puglia si tratta di 970 km di costa e 42 milioni di metri quadri da gestire, tutelare e valorizzare anche economicamente. “Una ragione in più – ha sottolineato l'assessore regionale al bilancio Michele Pelillo – per riconfermare una esperienza che è riuscita molto bene, e rimane l'unica esperienza in Italia. Questa convenzione con il WWF della Puglia e l'istituzione del numero verde. È – continua l'assessore regionale Pelillo – un vero e proprio esempio di cittadinanza attiva, dove i cittadini fanno la loro parte e ci danno una mano, soprattutto in fase di prevenzione per tutelare questo nostro patrimonio”. Regione e WWF Puglia sottolineano l’importanza dei risultati raggiunti negli scorsi anni, soprattutto per ciò che riguarda i reati contro l’ambiente marino. Particolare attenzione viene posta, ad esempio, nella lotta alle attività dei “datteristi” che con il loro martellare continuano nell’opera di distruzione delle rocce sottomarine. Antonio Carbone

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on sono ancora note le motivazioni del Tar Lecce che il 22 luglio scorso ha ribaltato la precedente sentenza emessa dallo stesso ente, rendendo fattibile la quattro corsie da Maglie a Leuca. Una sentenza che accoglie le istanze della Provincia di Lecce, rigettando quelle della Regione Puglia e del mondo associazionistico che avversavano la realizzazione del progetto della strada a quattro corsie con gallerie. Terrapieni, viadotti e mega rondò finali da Montesano a Leuca per l'enorme impatto ambientale che causerebbe, per la devastazione dei terreni, degli ulivi secolari, dei siti di rilevanza archeologica. Intanto proprio nei giorni scorsi, si era tenuto un tavolo istituzionale a Roma alla presenza del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per discutere della nuova proposta. L'approccio non sembra essere stato dei migliori: alla nuova proposta presentata dal governatore della Puglia, Tremonti avrebbe risposto “si fa con le quattro corsie o perdete i finanziamenti”. Un vero e proprio “ricatto speculativo” dicono gli ambientalisti che non ha alcun senso giacchè i “152 milioni di Euro della Regione sono più che sufficienti per un’opera che si integra con il territorio senza stravolgerlo irreversibilmente”. All'irrigidimento della posizione del governo va ora ad aggiungersi la nuova sentenza dello stesso Tar che nell'arco di 3 mesi dice cose diametralmente opposte. Prima sospende riconoscendo un problema ambientale e archeologico del mega progetto (è presidente del Tar Aldo Ravelli), poi dopo 3 mesi cambia parere (è pre-

sidente del Tar Luigi Viola) e dice che il progetto non è invasivo. Conclusione: non è cambiato nulla sul progetto e sulle posizioni dei soggetti interessati, è solo cambiato il presidente del Tar. Intanto il Comitato 275 e la Regione Puglia annunciano l'immediato ricorso al Consiglio di Stato. “Ricorreremo – ha spiegato il presidente Vendola – perché quella sentenza non ha accolto i contenuti della nostra battaglia per la messa in sicurezza della statale 275. Contenuti che immaginano quella non come un’opera di devastante impatto ambientale ma come una strada-parco, compatibile con uno dei più preziosi e delicati ecosistemi pugliesi. Per questo ricorreremo alla magistratura amministrativa superiore”. Più duri i commenti del Comitato 275, soprattutto in merito alla reazione di molti esponenti del centro destra che esultano inneggiando alla vittoria. “Questi paladini del folle consumo di territorio – si legge in un comunicato del Comitato 275 - sono relegati ad una visione di sviluppo economico vecchia di vent’anni di cui questa autostrada ne è l’emblema perché progettata per servire le zone industriali di Tricase, Alessano, Gagliano e Patù divenute nel frattempo discariche di immondizia e deserti di posti di lavoro, incapaci di pensare ad opere più sostenibili per risolvere le problematiche legate all’attraversamento dei centri urbani; quindi le due consecutive bocciature dei cittadini nei loro confronti, sono la conferma della loro inappropiatezza ad amministrare la Puglia”. Antonio Carbone


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Puglia biologica La nostra regione leader per l'agricoltura biologica: prima per la coltivazione dell'olivo bio e dei cereali, seconda per numero di ettari coltivati, terza per operatori impegnati • Pagina a cura di Silvana Sarli

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' merito della Puglia se l’Italia resta leader in Europa per numero di operatori in agricoltura biologica ed è seconda per ettari coltivati solo alla Spagna. Se infatti il rapporto 2009 diffuso dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali sulla base delle elaborazioni del SINAB (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica) ha evidenziato una leggera riduzione del numero di operatori ed una crescita delle aree coltivate e dei trasformatori, la Puglia ha mostrato una vitalità eccezionale. Prima in Italia per la coltivazione dell’olivo bio (34mila ettari dedicati) e dei cereali (quasi 48mila), seconda nella classifica totale di ettari coltivati con una crescita del 47%, terza per gli operatori impegnati, che in controtendenza hanno aumentato il numero da poco più di cinquemila del 2008 a 6.280 in un anno, con un +23%. Puglia terza anche come produttori, poco più di 5800 e

sempre in crescita. In generale, alle regioni del Sud spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Sicilia, Puglia e Basilicata) e per numero di aziende agricole biologiche (Sicilia, Calabria e Puglia) mentre al nord sono concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione (con il primato dell’Emilia Romagna e della Lombardia). I dati 2009 evidenziano una superficie bio di 1.107mila ettari circa, in crescita del 10,4%. In conversione risultano più di 371mila ettari, un’estensione quasi doppia rispetto a quella rilevata nel 2008. La ripartizione dei dati per territori consolida il primato della Sicilia per numero di imprenditori, ma la regione mantiene la leadership anche per le superfici. Un ruolo prioritario è riservato ancor al comparto cerealicolo che ha guadagnato in superfici circa il 9%. Resta elevata anche la rap-

Raccolta di carta e cartone, i dati del 2009

Le strade di Miggiano si illuminano di eco-rivoluzione Il primo Comune del Sud Italia a tracciare il futuro della pubblica illuminazione con la luce ad induzione magnetica

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arte dalla piccola Miggiano un grande passo verso il futuro dell’illuminazione pubblica ed eco-sostenibile. E’ il primo comune del sud Italia ad aver deciso di installare su un tratto di strade urbane, in via sperimentale, un moderno sistema di illuminazione con lampade ad induzione. Definita anche come “il segreto meglio conservato dell’industria” per essere una delle più recenti scoperte tecnologiche, introdotta sul mercato negli anni ’90, ma sorprendentemente ancora non utilizzata come potrebbe, la “luce ad induzione” si ottiene attraverso delle lampade simili a quelle fluorescenti nella composizione (sono entrambe a base di gas che reagiscono al fosforo) ma alimentate da un campo magnetico e non da comuni elettrodi. Molto diffuso negli Stati Uniti ed in Canada, molto apprezzato nella modernissima Cina, questo innovativo sistema rappresenta l’eccellenza mondiale in tema di risparmio energetico e di durata: circa 100 mila ore di vita (tra i 20 ed i 22 anni) senza alcuna manutenzione. L’efficienza lungo tutto il ciclo di vita è pari al 70%, per un risparmio totale che si avvicina al 40%, pertanto gli ingenti investimenti iniziali sono ripagati nel lungo periodo. Un investimento importante, considerato che la pubblica illuminazione rappresenta oggi una delle maggiori voci di spesa nei bilanci comunali, ed un’azione concreta per il perseguimento degli obiettivi legati alla razionalizzazione dei consumi energetici ed alla conseguente riduzione delle emissioni in conformità alle prescrizioni del Protocollo di Kyoto.

presentatività di foraggi, prati e pascoli, seguiti dall’olivicoltura e dalla vite, entrambe in espansione, con gli ettari dedicati cresciuti in un anno del 22 e dell’8 per cento. Per le produzioni animali, i dati ufficiali evidenziano un decremento del numero di capi, in particolare per pollame, pecore e suini. Gli stessi che avevano registrato una forte espansione l’anno precedente. Quanto agli operatori, i conteggi attestano il dato complessivo a 48.509 unità. Il Ministero dell’agricoltura è da tempo impegnato nello sviluppo del settore, con l’obiettivo di favorire quanto più possibile l’accesso delle imprese agricole ad un mercato in forte espansione e rispondere così alle richieste dei consumatori; ne sta quindi supportando la promozione, anche attraverso la semplificazione amministrativa, per ridurre gli adempimenti burocratici a carico delle aziende biologiche.

Tre milioni di tonnellate raccolte. L'incremento percentuale maggiore per il 2008 al Sud

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’arte del riciclo non conosce crisi, anzi. Con la crisi anche la spazzatura acquista un valore. Se aggiungiamo che gli italiani hanno maturato una certa sensibilità ambientale ecco spiegato un dato confortante: nel nostro Paese ciascun abitante ricicla il 52,6 di carta e cartone. Lo annuncia il XV° Rapporto annuale di Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di carta. Nel 2009 ne sono state raccolti 3 milioni di tonnellate con una crescita del 5,2%, pari a oltre 150.000 tonnellate in più rispetto al 2008. Inoltre, per quanto riguarda gli imballaggi in carta e cartone la percentuale di riciclo è arrivata al 80,4% dell'immesso al consumo. Ciò significa che nel 2009, in Italia, 4 imballaggi cellulosici su 5 sono stati riportati a nuova vita. La differenziata interessa ormai tutto il Paese: il nord si conferma traino nazionale (più 4,3%). Positiva anche la performance del Sud che, seppur più bassa in termini quantitativi (567.166 tonnellate) è quella che ha registrato l’incremento percentuale maggiore, aumentando in media del 11,8% rispetto al 2008. Al centro, l'incremento è stato del 2,6%. Tra le regioni, vanno bene la Campania (raccolta di carta e cartone a più 20,3%, con un aumento quantitativo di 30.707 tonnellate), la Puglia (più 13% e 60mila tonnellate, per un totale di 32,2% per abitante), il Molise (più 30,9%) e la Sardegna (più 28,5%). Segnano, invece, un cattivo andamento la Sicilia con una flessione del 7,4% e la Calabria. Il Lazio è fermo (+1,9%),

in particolare per la situazione di stallo della capitale. Roma, infatti, dimezza il tasso di crescita (+1,9%) rispetto al 2008 con una resa pro-capite al di sotto della media nazionale. Tra le città più virtuose spicca la prestazione di Bari con 70 kg a testa raccolti. Ovviamente, i dati di raccolta vanno letti considerando anche la diversa distribuzione dei consumi sul territorio nazionale (le regioni con i consumi maggiori avranno facilmente raccolte elevate) e l’allargamento del servizio di raccolta ad utenze di tipologie diverse. In 10 anni (dal 1999 al 2009) le nuove discariche evitate grazie alla raccolta differenziata sono state 196, con corrispondenti benefici per la collettività - in termini di mancati costi di smaltimento, nuovi posti di lavoro creati grazie al riciclo di carta e cartone - stimati in quasi 3 miliardi (300 milioni solo per il 2009). Il prossimo obiettivo di Comieco sarà di potenziare la quantità e aumentare la qualità della raccolta per evitare la presenza di troppe impurità.


SALUTE

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Meno droga, più alcol Diminuisce l’uso di droghe e sostanze stupefacenti, aumenta il consumo di alcol. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, messa a punto dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. • Pagina a cura di Silvana Sarli

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al 2008 al 2009, in Italia, il numero complessivo dei consumatori di sostanze stupefacenti è sceso, passando da quasi 4 milioni a circa 3 milioni. In controtendenza rispetto al consumo di droghe è invece quello di alcol, per cui è stato registrato un incremento sia per quanto riguarda l’assunzione quotidiana (18,2% in più), sia per quanto riguarda le ubriacature (200% in più). Su un campione di oltre 12 mila soggetti di età compresa tra 15 e 64 anni, l’1,29% ha dichiarato di aver assunto eroina almeno una volta nella vita, il 4,8% cocaina, il 22,4% cannabis, il 2,8% stimolanti, amfetamine ed ecstasy e l’1,9% allucinogeni. In relazione alla popolazione generale si registra una diminuzione del consumo di tutte le sostanze e in particolare

della cannabis, che perde 9,1 punti percentuali. Relativamente alla popolazione studentesca il trend di consumo è in calo per tutte le sostanze ad eccezione degli stimolanti, per cui è stato registrato un incremento esclusivamente nei consumatori di sesso maschile (3,1%). Tra gli studenti è particolarmente diffusa la tendenza al policonsumo, con una forte associazione soprattutto con alcol, cannabis e tabacco. Preoccupanti i dati che riguardano il consumo di alcol per cui si segnala un aumento percentuale dell’assunzione quotidiana dal 2007 al 2010 pari al 18,2% e un incremento della percentuale delle ubriacature del 200%, con una prevalenza passata dall’1% del 2007 al 3% del 2010. I tossicodipendenti con bisogno di trattamento sono risulta-

Un vaccino contro il tumore al seno: presto testato sulle donne

ti essere circa 400 mila, di cui circa 216 mila per oppiacei (5,5 ogni mille residenti) e 178 mila per cocaina (4,5 ogni mille residenti). Le regioni in cui il bisogno di questi trattamenti è più diffuso sono Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Campania, Valle d’Aosta e Toscana e hanno una prevalenza superiore a 10 ogni mille residenti di età compresa tra 15 e 64 anni. L’età media degli utenti di questi servizi si aggira intorno ai 30 anni, con un avvio più tardivo rispetto agli anni precedenti e anche rispetto alla media europea. La percentuale di occupazione degli utenti dei Sert è pari a circa il 70% e il maggior tasso di disoccupazione si registra tra le donne e tra i consumatori di eroina.

Un test per prevedere l’ictus sei anni prima

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e dovesse funzionare negli esseri umani come sulle cavie, sarebbe una conquista monumentale. Potremo eliminare il tumore alla mammella. Lo afferma Vincent Tuohy, lo scienziato a capo del team del Cleveland Clinic Learner Research Institute, che ha scoperto un siero, prodotto con una particolare proteina, in grado si sconfiggere il tumore sui topi. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, ha dimostrato che la somministrazione della 'alfa-lattoalbumina' è in grado di attivare la risposta immunitaria contro le cellule cancerose. Fino ad adesso gli unici vaccini antitumorali funzionavano contro virus esterni al corpo e non contro la malattia vera e propria. È il caso della profilassi contro il Papilloma, in grado di causare il tumore al collo dell’utero, e dell'epatite B. Gli studiosi hanno testato il siero vaccinale su un gruppo di topi da laboratorio modificati geneticamente per sviluppare il cancro. A una metà del campione è stato inoculato un vaccino contente la alfa-lattoalbumina, vale a dire una proteina caratteristica della malattia, l’altra metà invece riceveva un siero privo di principio attivo. I risultati hanno dimostrato che questa proteina, generalmente assente nelle donne sane se non nel periodo dell’allattamento, è in

P grado di stimolare la risposta immunitaria contro le cellule tumorali risparmiando quelle sane. E ancora, oltre a arrestare lo sviluppo della malattia è anche in grado di impedirne la comparsa. Proprio per verificare il vaccino, a partire dal 2011 partiranno i test. Secondo Vincent Tuohy, le candidate ideali saranno le donne con più di 40 anni, quelle con più rischio di ammalarsi ma anche con meno possibilità di restare incinta, dato che il vaccino interferisce con la produzione di latte materno.

revedere esattamente l'ictus è impossibile, anche se si conoscono le cause e le conseguenze e si sa che i soggetti maggiormente a rischio sono diabetici, ipertesi, cardiopatici. Ora però si è ad un passo dalla realizzazione di un test che potrà prevederne la possibile comparsa con sei anni di anticipo, e quindi possibilmente evitarla. I ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università CattolicaPoliclinico “A.Gemelli” di Roma, in collaborazione con i colleghi scozzesi della University of Dundee, hanno scoperto una corrispondenza tra la mutazione combinata di 5 geni infiammatori e il rischio di ictus ischemico. Finora il team di ricercatori ha analizzato un campione di 2100 persone, tutte malate di diabete 2 (la forma più comune). “Generalmente – spiega il ricercatore Roberto Pola, che ha condotto lo studio – se una persona soffre di diabete ha un rischio medio di essere colpita da

ictus pari al 5%. Ma nei casi in cui è presente questa mutazione combinata, il rischio sale di più del doppio, fino all’11%. Se la mutazione è completamente assente si riduce fino all’1%. In altre parole, la combinazione di queste mutazioni va di pari passo con la possibilità di contrarre l’ictus nell’arco di sei anni, e questo è un ottimo dato di partenza per la realizzazione di un test”. L’obiettivo finale, spiega il ricercatore, è comunque quello di realizzare un test genetico, “facilmente eseguibile e relativamente economico”. Una volta individuati, i pazienti ad altissimo rischio di ictus potranno essere sottoposti a terapie di prevenzione più aggressive, oltre che a uno screening diagnostico intenso. “E inoltre – conclude Pola - dato che questo profilo genetico è costituito da variazioni di geni infiammatori, è possibile che questi individui traggano beneficio da un terapia antiinfiammatoria cronica”.


ATTUALITÀ

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Rapporto Svimez 2010 sull'economia del Mezzogiorno Persiste il divario tra Nord e Sud Italia. Nel mezzogiorno Pil in calo del 4,5% rispetto al dato 2008

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n Italia in difficoltà e un Mezzogiorno che sta attraversando un processo di deterioramento, di declino, in corso da 10 anni ma aggravato dall’attuale fase di crisi. Un indebolimento negli investimenti effettuati dall’amministrazione pubblica accompagnato dal calo degli investimenti privati a cui si aggiungono i netti tagli al sud. Questo il quadro che Svimez dipinge nell’ultimo “Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2010” presentato lo scorso luglio. Un quadro grigio con un drammatico risvolto sociale nel Mezzogiorno d'Italia interessato da un calo demografico, una migrazione dei giovani laureati e un aumento della quota di anziani e inoccupati. Il divario sul piano delle tutele del lavoro e sui servizi socio assistenziali è marcato inesorabilmente. Svimez individua nuovi contenuti del divario tra Nord e Sud, che “svela-

no una condizione in cui, ancora oggi, per il cittadino meridionale sono a rischio (o gravemente carenti) alcuni diritti fondamentali. Si tratta di carenze, dunque, imputabili non solo alle Amministrazioni locali ma anche allo Stato, che si riflettono sulla vita dei cittadini e sono tuttavia deerminanti ai fini dell’attrazione e della economicità delle iniziative imprenditoriali.” Si pensi ad esempio ai servizi per l’infanzia: secondo l’obiettivo europeo si sarebbero dovuti erogare servizi per l’infanzia almeno al 33% dei bambini con meno di tre anni aventi diritto. Ma questo obiettivo in Italia è ancora lontano: nel 2006 era all’11,7% come media, di cui un 15,9% del Centro-Nord e un 4,3% del Mezzogiorno. I Comuni che hanno attivato servizi per l’infanzia erano, nel 2006, il 25,1% nel Mezzogiorno a fronte del 52,7% della media delle regioni centro-set-

tentrionali. Secondo Svimez, nel 2009 il Pil ha segnato nel Mezzogiorno una riduzione del 4,5%, un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, seppure di poco inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Tuttavia, l’Istituto evidenzia più volte nel suo rapporto, come il percorso del Mezzogiorno ormai da otto anni consecutivi abbia assunto una modalità di crescita inferiore al CentroNord, cosa che non è mai successa dal dopoguerra a oggi. Rispetto agli altri periodi recenti di crisi quella del biennio 2008-2009 è l’unica in cui il Pil si è contratto per due anni consecutivi. E resta alto anche il numero di giovani con un medio e alto livello culturale, 36.500, che lasciano la Puglia per andare a cercare lavoro nel centro nord. Laura Mangialardo

Rapporto Inail 2009, infortuni in calo del 10% 790mila denunce complessive, 85mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%. Andamento in parte dovuto alla crisi economica

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arco Fabio Sartori, presidente Inail, in occasione della presentazione del Rapporto sugli infortuni sul lavoro e malattie lavorative 2009, parla di un trend positivo: “I dati confermano che il sistema lavoro ha investito in sicurezza”, dice, dato importante che dimostra un evidente impegno anche da parte delle aziende, testimoniato da 200mila infortuni in meno rispetto al 2002, 85mila in meno rispetto al 2008. Si parla in ogni caso di 790.000 infortuni e 1.050 morti sul lavoro nel 2009, con un calo rispettivamen-

te del 9,7% e del 6,3% rispetto al 2008 (70 decessi in meno). In Puglia, in particolare, gli infortuni sul lavoro sono stati 39.393 nel 2008, 36.231 nel 2009, registrando una diminuzione dell’8%. Sulla flessione degli infortuni ha, in parte, inciso anche la crisi economica, che ha determinato una contrazione del tempo di lavoro e, di conseguenza, di esposizione al rischio di circa il 3%. Una percentuale che fa ragionevolmente ritenere che la riduzione reale degli infortuni sul lavoro, calcolata in termini di incidenza - depurata cioè della com-

Ex detenuti e lavoro, al via il progetto Anrel

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i chiama Anrel (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro) ed è stata subito definita come il “più importante progetto di recupero dei detenuti ed ex detenuti mai realizzato in Europa”. Al via per tre anni in cinque regioni pilota (Sicilia, Campania, Lazio, Lombardia e Veneto), il progetto si propone di dare un’alternativa a circa 1.800 exdetenuti avviati al lavoro; di questi 1100 dovrebbe essere collocati in cooperative sociali, 550 come dipendenti e 150 avvieranno nuove imprese o si aggregheranno a progetti esistenti. Un progetto che riceverà dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria la somma di 4,8 milioni di euro, che nasce da una convenzione quadro siglata con il Ministero della Giustizia e sarà gestito dalla Fondazione "Mons. Di Vincenzo". Cento in totale le imprese che - stimano i promotori - potranno essere costituite dai detenuti. Sarà creata una banca dati dove inserire i curriculum dalla quale i datori di lavoro possano attingere informazioni e, eventualmente, risorse. Tra gli obiettivi, la presa in carico delle famiglie dei detenuti con la creazione di Cittadelle su territori confiscati alle mafie.

ponente "perdita di lavoro" - si possa stimare pari a -7% per gli infortuni in generale e a -3,4% per quelli mortali. Il fenomeno è stato analizzato anche tra i lavoratori stranieri, e nei primi tre posti sia tra incidenti mortali che tra quelli non mortali, sono rumeni, albanesi e marocchini. Ma osservando i dati sul territorio, è sorprendente vedere come mentre il numero di infortuni generici, è più alto al nord rispetto al Mezzogiorno, il numero di incidenti mortali è più alto al Sud che al Nord. I settori maggiormente penalizzati sono quelli industriali e di conseguenza anche le aree geografiche a più alta densità occupazionale. L’incidenza della crisi sul numero di

incidenti si può notare anche nell’ambito lavorativo, infatti, i casi mortali sono diminuiti nell’Industria (-7,9%), nei Servizi ( -6%), mentre l’Agricoltura ha mantenuto invece una sostanziale stabilità. Purtroppo, la stabilità si è verificata anche nel numero degli incidenti mortali nel settore Costruzioni, da sempre settore difficile, si è infatti verificata una riduzione contenuta al -1,4%. Notevole invece, la diminuzione degli incidenti mortali nel settore trasporti, arrivata al 16,7%. E grazie al lavoro di sensibilizzazione svolto dall’Inail, si può anche registrare una maggiore attenzione nei confronti delle malattie provocate dal contesto lavorativo. Laura Mangialardo

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Luglio - Agosto 2010 – Anno V - n.42 Iscritto al n. 916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Luigi Conte, Sara Mannocci, Sara D’Arpe, Daria Caione, Laura Mangialardo, Luca Spagnolo

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