Page 1

csvs informa

Ricerca Volontariato e Pubbliche Amministrazioni

Dicembre-Febbraio 2013 - Anno VIII - n.63

csvs informa

A Lecce l’Assemblea Nazionale dei CSV

a pag. 2

a pag. 5

L’ITALIA LOW COST SCHIACCIATA SUL PRESENTE

SAPER FARE E SAPER ESSERE, AL VIA I SEMINARI FORMATIVI

Editoriale

I

pp. 8-9

Da marzo i tre seminari organizzati dal CSV Salento per affinare le competenze dei volontari

I

l volontariato della provincia di Lecce è cresciuto e maturato. Ai volontari vengono richieste competenze in grado di far fronte ai nuovi bisogni del territorio. L’agire volontario comporta l’acquisizione di conoscenze che variano dalle abilità tecnico-manuali (il saper fare) alle sempre più necessarie capacità comunicative e relazionali utili al rapporto interpersonale (sapere essere). In particolare, la dimensione della relazione d’aiuto, risulta essere oltremodo delicata e importante

nell’agire dei volontari. La gestione di tale relazione non la si può dare per scontata. Le capacità relazionali, seppur in parte presenti nella scelta stessa dell’agire volontario, necessitano di competenze che mettono in gioco il proprio sé in relazione con l’altro. Per questo Centro Servizi Volontariato Salento ha pensato di organizzare una serie di seminari formativi, distribuiti in tutta la provincia, allo scopo di offrire i primi strumenti per affrontare al meglio la relazione in un’ottica di aiuto.

Saranno realizzati 3 seminari formativi della durata di 6 ore ciascuno. Ciascun seminario si svilupperà in due incontri da 3 ore e saranno affrontati i seguenti argomenti: la relazione d’aiuto: definizione e contenuto; le abilità del volontario: ascolto attivo, ascolto di sé, competenza comunicativa; mettersi in ascolto di... (la relazione d’aiuto in diversi ambiti – laboratorio). Per maggiori informazioni è possibile contattare il CSV Salento oppure visionare il sito www.csvsalento.it.

le parole che contano

“Siamo custodi dei beni comuni, non proprietari” Gregorio Arena

di Luigi RUSSO

LA FORZA DELLA DEBOLEZZA

l papa Benedetto XVI ha da poco “rinunciato” al Pontificato. In sostanza lascia la carica più alta, da vivo, per dedicarsi alla vita di preghiera, al silenzio, all’offerta di sé per il Bene della Chiesa, “nascosto al mondo”. La lettura “politica” di questa sua scelta ha invaso le pagine dei media: effetto degli scandali? Precarie condizioni fisiche? Ma c’è un oltre? E questo oltre può interessare il mondo del volontariato? Cerchiamo di fare una lettura controcorrente. Un papa quasi ottantaseienne, fine filosofo e teologo, decide di immettere in uno spazio fisico, come quello del potere ecclesiastico che ha una inerzia bimillenaria, una dimensione di profonda destrutturazione come la rinuncia. Dice: io non sono indispensabile, quest’opera – la Chiesa – non è di mia proprietà, io sono solo un servo di Dio che è il vero padrone della vigna, io posso portare solo un piccolo contributo ma non sono il salvatore, l’indispensabile, altri devono poter portare il loro contributo, c’è bisogno di ognuno. Questo pensiero del papa ci insegna che occorre avere un senso del limite, e che forse il modo migliore per combattere gli effetti distruttivi del potere - e ci sono in ogni istituzione – non è quello di confliggere frontalmente con il male, provocando inevitabilmente così un suo rinforzo, ma di inviluppare i suoi effetti nel grande utero dell’umiltà. E’ l’umiltà, infatti, l’energia più rivoluzionaria della storia, perché costruisce ponti, sviluppa nelle relazioni il desiderio di confronto, di ascolto, esplicita il bisogno che ognuno di noi ha dell’altro e l’altro di noi. Penso che questa grande lezione di vita del papa valga per la Chiesa, ma anche per ognuno di noi che vive nel mondo dell’associazionismo e della solidarietà. Non c’è altro modo, probabilmente, di costruire vincoli solidali e responsabili, se non attraverso – innanzitutto l’ammissione che siamo pieni di limiti, che abbiamo bisogno l’uno dell’altro, che la solidarietà e il dialogo non sono alimento del nostro narcisismo e del nostro perbenismo, ma strumenti per costruire comunità responsabili e aperte alla speranza.


CSVS INFORMA

DUE BANDI SU AMBIENTE E DISABILITÀ

I

Il CSV Salento fornisce consulenza per le opportunità promosse dalla Fondazione CON IL SUD e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

l Centro Servizi Volontariato Salento offre assistenza alle associazioni per la partecipazione al “Bando Ambiente” e al “Concorso Apriti Sesamo!”. Due straordinarie opportunità su cui il CSV Salento ha scelto di investire in termini di assistenza alla redazione dei progetti. Il primo bando è stato finanziato dalla Fondazione con il Sud con scadenza il 6 marzo 2013 ed è rivolto al mondo del terzo settore e del volontariato delle province più virtuose del Sud in rete con istituzioni pubbliche e private: Potenza in Basilicata, Cosenza e Vibo Valentia in Calabria, Avellino e Benevento in Campania, Foggia e Lecce in Puglia, Nuoro in Sardegna, Caltanissetta e Enna in Sicilia. La Fondazione mette a disposizione fino a un importo massimo di 5milioni di euro, in funzione della qualità delle proposte ricevute, che saranno utilizzati per sostenere soluzioni innovative e interventi efficaci in termini di prevenzione e riduzione dei rifiuti a monte, attraverso la partecipazione dei soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti e servizi. Una messa in rete di competenze e risorse diverse che grazie al “Bando Ambiente” 2012 potranno essere tradotte in progetti innovativi e sostenibili nel tempo capaci di abbattere l’impatto ambientale dei rifiuti. Ben accette, ad esempio, le soluzioni alternative al ricorso ai prodotti usa e getta e, a valle, lo sviluppo di iniziative di riuso e riciclo di beni di diversa natura prima

che entrino nel ciclo dei rifiuti. A titolo puramente indicativo, potranno essere selezionati e finanziati progetti che prevedano l’attivazione di meccanismi di riuso, riutilizzo o riconversione di prodotti usati, la creazione di punti di raccolta differenziata “pre-discarica”, l’installazione di punti di distribuzione “alla spina” dei prodotti come latte, acqua, detersivi, accordi con scuole e asili per per

PUBBLICATO IL BANDO IDEE 2013 Il CSV Salento stanzia oltre 30mila euro a sostegno delle attività delle associazioni del territorio

È

2

stato pubblicato il nuovo “Bando Idee” 2013 promosso dal Centro Servizi Volontariato Salento e riservato alle Organizzazioni di volontariato del territorio, con l’obiettivo di supportare le associazioni nelle loro attività e rafforzare così la loro capacità di azione sul territorio. Il bando mira a sostenere e compartecipare nei costi delle iniziative di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà e di approfondimento di temi di interesse comune al mondo del volontariato organizzate dalle Odv iscritte e non iscritte al Registro regionale, aventi sede nella provincia di Lecce, e dalle reti tra OdV e tra OdV ed altri soggetti pubblici e privati, purché soggetto capofila (soggetto responsabile) sia un’OdV che risponda alle avente sede nella provincia di Lecce. Il bando stanzia complessivamente 32mila euro (16mila per ciascuna scadenza). Il bando prevede due termini di presentazione delle proposte progettuali, differenziati in base al periodo in cui l’Odv realizzerà l’iniziativa. La prima finestra per partecipare al bando si apre il 15 febbraio fino all’8 marzo alle ore 18 per le iniziative da realizzare dal 26 marzo al 31 agosto 2013. La seconda possibilità si aprirà dal 2 settembre al 20 settembre fino alle ore 18 per le proposte da realizzare dal 1° ot-

tobre al 31 dicembre 2013. Potranno essere concesse proroghe ai termini suindicati alla realizzazione dell’iniziativa, adeguatamente motivate, sino ad un massimo di un mese e comunque entro il 31 dicembre 2013. La richiesta dovrà essere inviata in busta chiusa recante i dati del mittente, a mezzo raccomandata a/r all’indirizzo: Centro Servizi Volontariato Salento via Gentile n° 1, 73100 Lecce. Farà fede il timbro dell’Ufficio Postale. Sulla busta occorre apporre la dicitura “Bando di idee per la promozione del volontariato 2013”. Il sostegno proposto dal CSV Salento con il seguente intervento può essere utilizzato per iniziative promozionali, della durata massima di 3 giornate, rivolte al mondo del volontariato o alla cittadinanza in generale, secondo le indicazioni indicate sul bando, effettuate tramite: a) convegni, seminari, workshop o tavole rotonde presso le sedi delle Odv o altre sedi. Per questa attività, l’OdV proponente dovrà presentare i curricula dei relatori; b) eventi comunicativi e manifestazioni in luoghi pubblici, quali piazze o luoghi di ritrovo aperti alla cittadinanza; c) percorsi di sensibilizzazione e avviamento al volontariato nelle scuole di ogni ordine e grado; d) percorsi di sensibilizzazione e avviamento al volontariato rivolti a bambini, adolescenti e giovani in contesti extrascolastici. Il testo del “Bando di idee per la promozione del volontariato 2013” è consultabile sul sito www.csvsalento.it.

la sostituzione di prodotti usa e getta con materiali riutilizzabili, ecc. Il “Concorso Apriti Sesamo!”, invece, è finanziato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con scadenza al 30 aprile 2013 con lo scopo di promuovere e sostenere progetti pilota/idee innovative, per favorire la fruizione sensoriale dei luoghi di interesse culturale con specifico riferimento ad un pubblico con disabilità. Un’occasione riservata ai giovani creativi promosso e coordinato dalla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee Servizio architettura e arte contemporanee, con la collaborazione del Centro per i servizi educativi del museo e del territorio della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus e dell’Ente Nazionale Sordi – Onlus. Le “idee” che partecipano al concorso dovranno essere concretamente realizzabili e facilmente spendibili nel vasto panorama della cognizione, aperta a tutti i suoi aspetti critico-scientifici ed emotivi. Possono presentare le proposte progettuali singoli cittadini italiani, gruppi di lavoro “informali” e associazioni, enti, e organizzazioni senza fini di lucro. I due bandi sono consultabili sul sito www.csvsalento.it nella sezione “Bandi di gara”. Il CSV Salento è a disposizione delle associazioni negli orari consueti di apertura al pubblico per consulenze e informazioni in merito.

VOLONTARIATO E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, UNA SFIDA POSSIBILE? Prende il via sul territorio provinciale la ricerca del CSV Salento

I

n un periodo di profonda crisi del sistema di welfare e di risorse sempre più scarse per gli enti pubblici, il tema dell’alleanza fra volontariato e Pubblica Amministrazione diventa fondamentale per mettere in campo azioni efficaci e innovative per la collettività. Unire risorse, energie e competenze diventa l’unica strada possibile per soddisfare i bisogni crescenti dei cittadini e delle famiglie, per riappropriarsi di spazi urbani degradati, per far rinascere e prendersi cura di luoghi violati e inquinati, per promuovere e diffondere principi solidaristici. In quest’ottica, il Centro Servizi Volontariato Salento realizza l’indagine “Volontariato e Pubblica Amministrazione: esperienze virtuose di collaborazione”, una ricerca-azione che si propone di rintracciare, descrivere e diffondere esempi virtuosi, esperienze significative di collaborazione tra organizzazioni di volontariato e pubbliche amministrazioni realizzati in provincia di Lecce. Tutte le Odv del territorio sono pertanto invitate a segnalare la propria esperienza positiva di collaborazione compilando il breve questionario scaricabile dal sito www.csvsalento.it entro e non oltre il 30 marzo 2013. Il gruppo di ricerca del CSV Salento valuterà i questionari e contatterà i referenti. Si prega di far pervenire le schede per email all’indirizzo ricerca@csvsalento.it oppure per fax al numero 0832/391232.


CSVS INFORMA

3

ATTENZIONE AI FALSI VOLONTARI

L

Russo: “Nessuna associazione di volontariato vero fa il porta a porta per la raccolta fondi”

a scoperta della truffa avvenuta nei giorni scorsi ai danni di alcuni cittadini leccesi, porta alla ribalta un problema che si ripete da anni. Falsi volontari si presentano nelle case dei cittadini, che ignari dell’inganno e spinti dal senso di solidarietà, donano delle cifre di denaro. In cambio ottengono una ricevuta che non ha alcun valore fiscale, né legale. Adesso, per rendere più credibile la raccolta fondi i truffatori hanno ideato un meccanismo ben congegnato: annunciano per telefono la visita del “volontario”, i nomi delle associazioni che promuovono sono sempre molto affini alle associazioni reali che magari da anni sono impegnate nella tutela dei diritti delle persone più fragili. «Nessuna associazione che faccia il volontariato vero – chiarisce Luigi Russo, presidente del Centro Servizi Volontariato Salento – quello fatto di impegno, abnegazione e spirito solidale, manda

i propri delegati per raccogliere fondi porta a porta. Gli unici modi che hanno le vere organizzazioni di volontariato per chiedere un sostegno è la raccolta fondi attraverso l’organizzazione di manifestazioni o campagne informative o attraverso le quote sociali o, ancora, tramite sovvenzioni pubbliche o private». «Da anni – ribadisce Russo – come Centro Servizi siamo impegnati su tutto il territorio per valorizzare il

volontariato vero, quello fatto dalle azioni solidali comuni di tanti cittadini, impegnati e seri. Da anni sosteniamo la crescita culturale del mondo associazionistico locale, consapevoli che stare dalla parte di chi fa più fatica sia l’unico modo per costruire comunità solidali e più umane. Per questo vogliamo denunciare con forza chi specula alle spalle del volontariato autentico. Chiediamo alle istituzioni

in particolare i Comuni di aumentare i livelli di vigilanza». Tutti i cittadini che sono raggiunti a casa devono immediatamente avvertire le associazioni e le forze dell’ordine, che tramite una semplice ricerca nell’Anagrafe unica delle Onlus (gestita dalle Agenzie delle entrate) o nei registri regionali delle associazioni di volontariato, controllano la reale esistenza dell’associazione; in caso contrario faranno partire le indagini necessarie per identificare i truffatori. Chi volesse dare il proprio contributo deve sempre informarsi presso la sede dell’associazione di riferimento. Il Centro Servizi Volontariato Salento fornisce informazioni in merito e può essere contattato agli indirizzi di seguito riportati: CSVS via Sicilia, Lecce tel. 0832/340473 email: lecce@csvsalento.it. CSVS Piazza Castello, Tiggiano tel. 0833/ 1822298 email: tiggiano@csvsalento.it.

CONTRASTARE E PREVENIRE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE: IL RUOLO DEL VOLONTARIATO

Il CSV Salento organizza un corso di formazione rivolto alle OdV per acquisire conoscenze e competenze sul tema

La necessità di promuovere conoscenze e informazione sul tema della violenza di genere è quanto mai necessaria per quanti vogliano capire e aiutare chi incappa nella triste vicenda della violenza. Formare adeguatamente gli operatori, quindi, è il primo passo per contrastare questa piaga e contribuire a diffondere una cultura diversa da quella capace di creare fenomeni come quello del “femminicidio” che in Italia è diventato ormai un allarme sociale. Per questo motivo il CSV Salento in collaborazione con lo studio legale De Giorgi ha organizzato presso la sede centrale del CSVS in via Gentile 1 a Lecce un corso di formazione rivolto alle associazioni di volontariato del territorio provinciale. Il numero massimo di partecipanti è di 25 persone. Il ricco programma di formazione sarà inaugurato venerdì 1marzo dalle ore 16

alle 19. I temi trattati durante la sessione saranno: Parte generale: • Introduzione: definizione, forme e protagonisti del fenomeno della violenza di genere. • Diffusione del fenomeno sul territorio nazionale. • Fenomenologia della violenza di genere in Puglia: cenni sulla violenza domestica e sul luogo di lavoro. • La rete - Strumenti di contrasto al fenomeno della violenza di genere: casi virtuosi. Parte speciale: • I delitti contro l’assistenza familiare • Delitti contro la personalità individuale Il corso proseguirà sabato 2 marzo dalle ore 9 alle 12 con il seguente programma: Parte generale: • La violenza tra le mura domestiche: il ciclo della violenza.

• Vittima ed autore della violenza: il pensiero magico ed il vampiro energetico. • Conseguenze fisiche e psicologiche dell’abuso: il caso della Sindrome di Stoccolma. • La prima assistenza in favore della donna vittima di abuso: principi guida. • La violenza sul luogo di lavoro. Parte speciale: • Delitti contro la libertà morale. • Delitti contro la libertà personale. L’esperienza formativa si concluderà sabato 9 marzo, sempre dalle ore 9 alle 12, con un incontro sui seguenti temi: • Il fenomeno della violenza di genere quadro normativo a livello comunitario. • Strumenti civilistici a tutela della donna vittima di abuso. • Strumenti penalistici a tutela della donna vittima di abuso. • Costituzione di una rete antiviolenza: riflessioni e proposte.

L’ASSEMBLEA APPROVA IL PIANO OPERATIVO DEL CSV SALENTO

S

Tra le novità l’ingresso di otto nuove associazioni tra i soci

i è svolta mercoledì 12 dicembre presso la sede del Centro Servizi Volontariato Salento di Tiggiano, in piazza Castello, l’Assemblea dei soci del CSV Salento che ha approvato all’unanimità il piano operativo delle attività del 2013 con annesso il bilancio di previsione. Tante le novità che bollono in pentola presentate dal presidente Luigi Russo nel corso dell’assemblea: dopo mesi di latitanza, solo da poco tempo sono stati nominati tutti i componenti del nuovo Coge, il Comitato di gestione dei fondi dei Centri di servizio al volontariato che, tuttavia, al momento dell’assemblea non si era riunito e quindi non era ancora operativo. Nonostante questo, in linea con quanto previsto dal regolamento che disciplina il rapporto tra Csv e Coge, il

Consiglio direttivo del CSV Salento ha deciso di presentare ugualmente all’Assemblea il Piano di attività e il Bilancio di previsione 2013, in modo tale da non rischiare di iniziare il nuovo anno senza alcuna guida programmatica approvata. Si allarga, inoltre, la famiglia del Centro Servizi Volontariato Salento. L’assemblea dei soci, infatti, ha deliberato l’ingresso di otto nuove associazioni tra i soci. Si tratta delle associazioni di “CulturAmbiente onlus”, “Unicel - Associazione Unione Casalinghe e Lavoratrici Europee Onlus”, “Auser”, “Ipposalento” di Lecce, “Sara” di Copertino, “Iride” di Maglie, “Sos Costa Salento” di Corsano, “Zampa Libera” di Tiggiano. Le otto associazioni sono state ammesse a socio ordinario all’unanimità.

Come già detto, l’approvazione del piano operativo del Centro Servizi Volontariato Salento arriva dopo un lungo periodo di sospensione e incertezze che ha investito il mondo dei Centri servizi al volontariato, in particolare quello pugliese. Alla crisi internazionale, in particolare quella delle fondazioni bancarie, si è aggiunto il ritardo nella nomina dei rappresentati del CoGe da parte della Regione Puglia che ha impedito a questo meccanismo indispensabile di funzionare. Una congiuntura di fattori che ha portato alla sospensione delle attività programmate per il mese di ottobre/ novembre 2012, tra cui la tappa leccese del Forum provinciale del volontariato “Futuri sostenibili” che si sarebbe dovuta tenere il 13 ottobre scorso.


CSVS INFORMA

4

A cura di Luca DELL’ANNA

IL CODICE DELLA PRIVACY E LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

C

ome noto, la disciplina sulla Privacy (cd “Codice in materia di protezione dei dati personali”) è contenuta nel Decreto Legislativo n.196 del 2003, entrato in vigore il 1° gennaio 2004. Le organizzazioni di volontariato non sono rimaste estranee alle regole della privacy e, al pari di qualunque soggetto che esegue un trattamento di dati personali o che lo subisce, devono sottostare a precisi obblighi e sono inoltre titolari di determinati diritti. Il CSV Salento ha ricevuto, negli anni, una serie di quesiti da parte delle Odv del territorio, inerenti varie fattispecie legate alla privacy e al trattamento dei dati personali. Di seguito, si riassumono le questioni emerse più di frequente.

R

I DATI DA CANCELLARE

ispetto alla conservazione dei dati, si pone il problema delicato della possibilità o meno da parte dell’associazione di trattenere e utilizzare i dati personali dei propri associati anche dopo che essi abbiano lasciato l’associazione. L’art. 11 del Codice imporrebbe di cancellare i dati e richiede un’apposita autorizzazione da parte dell’ex socio per il trattamento successivo dei propri dati.

SICUREZZA, LE MISURE MINIME

Il Decreto Semplificazioni ha confermato una serie di ulteriori misure minime di sicurezza, citate dall’art.34 del Codice della Privacy, precisamente: 1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate, [...] le seguenti misure minime: a) autenticazione informatica; b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione; c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione; d) aggiornamento periodico dell’individuazione dell’ambito del trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici; e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi informatici; f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi; h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitari. 1-bis. [abrogato] 1-ter, Ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalità amministrativo-contabili sono quelli connessi allo svolgimento delle attività di natura organizzativa, amministrativa, finanziaria e contabile, a prescindere dalla natura dei dati trattati. In particolare, perseguono tali finalità le attività organizzative interne, quelle funzionali all’adempimento di obblighi contrattuali e precontrattuali, alla gestione del rapporto di lavoro in tutte le sue fasi, alla tenuta della contabilità e all’applicazione delle norme in materia fiscale, sindacale, previdenziale-assistenziale, di salute, igiene e sicurezza sul lavoro.

PRIVACY E COMUNICAZIONE

L

’informativa sulla privacy è una comunicazione che serve per far conoscere all’interessato in che modo l’associazione gestisce ed utilizza i dati che lo riguardano; deve essere comunicata o consegnata a tutte le persone di cui l’associazione acquisisce e conserva dati personali. L’art.13 riferisce che l’interessato deve essere informato, oralmente o meglio, per iscritto, su: • il titolare dell’associazione; • le finalità e le modalità di trattamento dei dati; • le conseguenze di un rifiuto nel rispondere; • i soggetti ai quali i dati possono essere resi noti, nel caso di diffusione dei dati. L’informativa deve essere comunicata o consegnata all’interessato prima che questi fornisca i suoi dati all’associazione nel momento dell’adesione.

L

DAL 2012 CAMBIA IL DPS

’adozione di un Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) era un obbligo previsto dal Decreto legislativo 196/2003. Il decreto obbligava tutte le aziende, liberi professionisti, enti o associazioni che trattassero dati personali con strumenti elettronici, alla predisposizione del documento, alla sua redazione e all’aggiornamento entro ogni 31 marzo. Il “Decreto Semplificazioni” (D.l. 9 febbraio 2012 n. 5 convertito in legge il 4 aprile 2012 con la legge n. 35) ha modificato alcune disposizioni in materia di misure minime di sicurezza, sopprimendo il DPS. Il Decreto ha abrogato esclusivamente la redazione e l’aggiornamento del DPS dal 2012 in poi, mantenendo inalterati i restanti obblighi previsti dal Codice della Privacy, quali: • sistema di informative e consenso; • lettere di nomina degli Incaricati specifica per ogni dipendente/collaboratore; • lettere di nomina dei Responsabili per soggetti con funzioni apicali e per consulenti interni ed in outsourcing; •disciplinare interno per uso internet, telefono, posta elettronica; •prescrizioni in tema di Amministratore di sistema; •gestione sistema di autorizzazione informatica; •gestione sistema di autenticazione informatica; •prescrizioni in materia di videosorveglianza; •gestione richieste ex art. 7 dell’interessato.

I

DATI SENSIBILI: CHE FARE?

“dati sensibili” sono tutti quelli riguardanti la sfera più intima del soggetto e che richiedono una particolare protezione, sia perché l’interessato può non avere l’intenzione a diffonderli, sia perché, se apprese al di fuori di un determinato contesto, possono essere causa di atteggiamenti discriminatori. L’art. 4 del Codice definisce il dato sensibile come «idoneo a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, o altre organizzazioni a carattere filosofico, religioso, politico, nonché i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale». La regola generale vuole che le Odv debbano chiedere il consenso all’interessato per il trattamento dei dati personali comuni (art. 23 del Codice) e dei dati sensibili (art. 26 del Codice). La richiesta di consenso deve essere preceduta dall’informativa e non ha valore se non per iscritto.

ECCO LE ECCEZIONI ALLA REGOLA

I

l codice prevede dei casi in cui il consenso non è necessario. Le associazioni non devono chiedere il consenso ai loro aderenti e/o a soggetti con cui hanno contatto regolare, sempre che il trattamento avvenga per scopi statutari e che i dati non vengano comunicati a terzi. Le persone con cui si hanno regolari contatti sono coloro che appartengono all’organizzazione dell’ente, che sono coinvolte nella realizzazione delle attività. È quindi da escludersi il riferimento ai beneficiari delle attività che non siano soci. Si precisa che le modalità di utilizzo dei dati vanno espressamente previste con apposita delibera del Consiglio direttivo, resa nota in sede di informativa. Il consenso non è richiesto anche nelle altre ipotesi individuate all’interno dell’art. 24 e 26 del Codice, ad esempio quando il trattamento è necessario per: • adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento, dalla normativa comunitaria o da un contratto di cui risulta parte l’interessato; • adempiere a specifiche esigenze dell’interessato; • la salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica di un terzo. • quando riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque; • quando riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche, trattati nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale.


CSVS INFORMA

5

A LECCE L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI CENTRI DI SERVIZIO Dal 24 al 26 maggio il capoluogo salentino sarà capitale del volontariato italiano. Luigi Russo ci spiega perchè L ecce dal 24 al 26 maggio 2013 diventerà la capitale italiana del volontariato. Importante riconoscimento al lavoro dei CSV della Puglia è stato dato da CSV Net, la rete di tutti i Centri Servizi al Volontariato presenti nelle province italiane: la Puglia è stata scelta come sede della prossima assemblea programmatica biennale, che si terrà nella città di Lecce. Il tema scelto è quello dei “giacimenti”: di valori, di energie e di risorse propri del volontariato italiano, che conta almeno 4,5 milioni di persone impegnate in servizi alla persona e per la solidarietà, la salvaguardia e promozione dei beni comuni. “I CSV dell’Italia meridionale, e quelli pugliesi in particolare, per colpevoli ritardi anche della politica e delle reti evanescenti del terzo settore, sono stati gli unici a iniziare in ritardo rispetto ai tempi dell’approvazione della legge 266/1991. Il Nord e il Centro sono partiti 15 anni fa, noi appena 7 anni fa commenta Luigi Russo, presidente del Centro Servizi Volontariato Salento -. Tuttavia da quando siamo partiti abbiamo fatto un recupero incredibile, e non solo con la infrastrutturazione dei centri di servizio aprendoli in tutte le province, ma soprattutto lavorando nell’innovazione e qualità. In qualche modo, con l’Assemblea di maggio prossimo viene riconosciuto alla Puglia la capacita di essere riuscita a recuperare ritardi storici, e quindi stare al passo con gli altri centri, e quindi in

I

effetti di aver fatto un bel cammino e potersi mettere tra gli innovatori, non solo tra i realizzatori”. Le Case della Sussidiarietà e dei Beni Comuni, i progetti avviati nella direzione dello sviluppo della soggettività politica del volontariato sono alcune delle buone prassi pugliesi apprezzate a livello nazionale, le uniche presentate all’assemblea dell’Aquila dello scorso

quindi un volontariato che non fa solo supplenza e assistenza, come era in passato, ma anche che incrementa il grande capitale sociale delle 2100 associazioni pugliesi “. Con l’assemblea nazionale di Lecce si apre una seconda fase per i Centri servizio: “Normalmente essa è il luogo dove si riflette sul percorso fatto e su quello da fare - spiega il presiden-

ottobre nell’area della innovazione: “Abbiamo svolto un grande lavoro di confronto e raccordo anche con le istituzioni, Regione Puglia in primis e con altri enti locali, siamo stato stimolo, proposta, collaboratori concreti, precursori. Nella ricerca regionale che abbiamo realizzato per conto della Regione Puglia - continua Russo – abbiamo anche per la prima volta quantificato il valore economico del volontariato pugliese in 600 milioni di euro l’anno,

te Russo; in passato, però, si è parlato soprattutto dell’infrastrutturazione del volontariato, ma quest’anno si parlerà del passaggio del sistema dei CSV in un’altra era, quella dell’allargamento dei confini, quello della maggiore efficienza, quello della sostenibilità e della innovazione. Bisogna puntare sulla qualità. Nonostante ci sia un calo di risorse i Csv sono destinati a diventare soggetti che hanno capacità di interlocuzione politica. Da Lecce deve

partite un nuovo manifesto che sarà all’insegna dell’innovazione e dell’efficienza”. In questa fase anche il rapporto con le Fondazioni bancarie deve essere riconsiderato: “Le Fondazioni, per legge, sono i finanziatori dei Csv - continua Russo - la sfida è far capire loro che i Centri sono capaci di portare innovazione e incremento del capitale sociale; possono interloquire con il territorio, leggere i bisogni, diventare punto di riferimento: insomma i Csv possono essere alleati ideali delle Fondazioni (dal momento che esse nascono con l’obiettivo di incrementare i valori della solidarietà nella società), non solo soggetti da finanziare”. Si guarda con attenzione, quindi, all’appuntamento a Lecce, per dare maggiore impulso al volontariato, forse oggi l’unica forza che può sorreggere il Welfare nel tempo dei tagli feroci operati dagli ultimi governi: “Per la prima volta si affronta una questione di altissimo profilo anche politico e son convinto che sarà un’assemblea storica e questo ci riempie d’orgoglio - conclude il presidente -. Dobbiamo mettere il volontariato italiano nelle condizioni di essere valorizzato per quello che è, non solo per quello che si dice, o si crede. L’obiettivo è consolidare il Welfare e portarlo ai livelli dei paesi più avanti in Europa, nei quali il Terzo settore arriva già a produrre non solo solidarietà e vincoli di responsabilità, ma anche il 20-25% del PIL”.

LE BUONE PRASSI DEI CSV PER LA PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO E DEI BENI COMUNI

78 Centri di servizio per il volontariato (CSV) presenti in Italia hanno accolto, a partire da gennaio 2012, l’idea di CSV net di realizzare una raccolta di progetti, esperienze, attività che potessero rappresentare le innovazioni e le buone prassi dei CSV italiani. Nasce, ad un anno circa di distanza, il catalogo delle buone prassi dei Csv per la promozione del volontariato e dei beni comuni. Uno strumento in continua evoluzione che ad oggi raccoglie 278 schede esemplificative del lavoro dei csv italiani. Il prodotto è suddiviso in aree tematiche; una volta ricevute le schede (entro giugno 2012) lo staff tecnico, individuato all’interno dei csv, ha sapientemente esaminato il materiale, ne ha armonizzato il contenuto classificandolo entro le 11 aree tematiche: promozione; scuola e volontariato: promozione del volontariato giovanile; accompagnamento e consulenze; formazione; ricerca e documentazione; informazione e comunicazione; reti ed animazione territoriale; progettazione sociale; servizi interni; altre categorie. Ogni area è stata a sua volta suddivisa sotto-categorie tematiche. Scorrendo il catalogo il lettore noterà sin da subito una particolarità: i progetti raccontati non sono associati ai csv che li hanno realizzati. Ne emerge pertanto un racconto senza distinzioni di merito, che privilegia l’oggetto al soggetto che lo ha realizzato. Quale, pertanto, lo scopo del catalogo? Certamente raccontare la storia, la vita dei CSV italiani attraverso ciò che principalmente li caratterizza: i loro progetti, le loro iniziative per/con il volontariato.. Il catalogo è stato pensato e realizzato per lasciare traccia, per mettere a dispo-

sizione, per potere usufruire, prendere spunto, arricchirsi, crescere attraverso la nostra (di operatori e volontari dei csv) e l’esperienza altrui. Esso è anche e soprattutto strumento utile alla programmazione, infatti non intende pubblicizzare, dare lustro all’operato dei singoli centri di servizio. Il suo scopo principale è quello di sollecitare i CSV a una “partecipata competizione cooperativa”, come sottolinea efficacemente Stefano Tabò, presidente di CSV Net, nella sua introduzione al catalogo: ”Si sta affermando una nuova stagione che, proprio sulla base dell’esperienza maturata grazie alle finalità condivise, motiva e predispone ad azioni sinergiche ed integrate.” I CSV, avendo anche a disposizione una versione più tecnica e completa del catalogo che indica dettagli e riferimenti dei progetti presentati, avranno l’opportunità di approfondire quanto di loro interesse, di costruire nuove idee e opportunità per i loro territori di riferimento anche attraverso l’esperienza di “chi ci è già passato”. Prendendo ancora in prestito le parole di Tabò:”il catalogo è fatto anche per intensificare tra i CSV quella pratica che tanto bene ha fatto all’umanità e che consiste nel puro e semplice ‘copiare’ (o se volete addolcire il concetto, ‘adottare) le soluzioni che si sono rivelate valide, reggendo alla prova del tempo e dei fatti. In questo senso attraverso il catalogo si intende rafforzare la capacità dei csv di fare rete, confrontarsi, formarsi e crescere insieme. In ultimo, non certo per importanza, il catalogo vuole essere fonte di interesse e, perché no, di verifica, per quanti, a vario titolo, osservano l’operato dei CSV: dalle associazioni di volontariato alle fondazioni di origine bancaria. E’ possibile sfogliare il catalogo attraverso il nostro sito nei banner di sinistra. Maria Grazie Taliani


CSVS INFORMA

NUOVO COORDINAMENTO PER IL FORUM TERZO SETTORE

6

Pietro Barbieri succede ad Andrea Oliviero

I

l Forum del Terzo settore ha coordinamento tutto rinnovato. Il nuovo portavoce è Pietro Barbieri, che succede ad Andrea Olivero. Nel corso dell’assemblea elettiva è stato anche approvato il documento programmatico che delinea le linee di azione del prossimo triennio: congiuntura economica, questione ambientale, emergenza sociale, crisi delle istituzioni, sono i nodi intrecciati e non separabili su cui sarà focalizzata l’attenzione. Temi cruciali da cui partire per trovare insieme strategie d’azione condivise e solidali. Nella sua prima dichiarazione da portavoce Barbieri ha sottolineato che «tra le nostre priorità vi è senz’altro quella di tornare ad avere un’autorità indipendente dedicata al non profit, la soppressione dell’Agenzia delle Onlus e l’attuale assetto organizzativo dell’ufficio che ne ha ereditato le funzioni, è del tutto inutile». Il dibattito che si è avuto ha riguardato anche le regole interne e la rappresentanza. Barbieri sembra essere il giusto punto di unione tra le

organizzazioni di ispirazione cattolica e quelle laiche. Barbieri è membro del Coordinamento nazionale del Forum del Terzo settore dal 2008; dal 1996 è presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) ed è impegnato da anni sui temi del welfare e della difesa dei diritti. Sulla Fish ha fatto un riferimento nel suo primo intervento da portavoce, ricordando come la Fish sia entrata all’interno del Forum in punta di piedi, ponendo tra le questioni centrali la necessità che il Forum non fosse solo rappresentanza di interessi delle organizzazioni, ma anche forza sociale, e quindi politica, capace di intraprendere un percorso di costruzione di una comunità in cui i diritti siano rispettati, le opportunità praticate e in cui i fenomeni sociali, ambientali e di sviluppo diventino protagonisti. Appena eletto, Barbieri ha già un compito da portare avanti. Si tratta dell’uscita delle Misericordie dal Forum e il portavoce ha subito promesso (interpellato da

Vita.it) che farà: « tutto il possibile, perché quella scelta possa rientrare quanto prima». Ecco chi sono i componenti del nuovo coordinamento del Forum del Terzo Settore: Pietro Barbieri, portavoce (Fish), Stefano Tassinari (Acli), Antonio di Matteo (Mcl), Alessandro Geria (Anolf), Paolo Nardi (Cdo Opere sociali), Andrea Fora (Federsolidarietà-Confcooperative), Irma Casula (Modavi),

Franco Bagnarol (Movi), Benito Perli (Fitus), Gianfranco Cattai (Focsiv), Arnaldo Chianese (Anteas), Giorgio Dulio (Avis), Maurizio Mumolo (Arci), Maurizio Gubiotti (Legambiente), Vincenzo Manco (Uisp), Michele Mangano (Auser), Paola Menetti (Legacoopsociali), Lucio Babolin (Cnca), Nirvana Nisi (Ada), Luigi Agostini (Federconsumatori), Fausto Casini (Anpas).

RISCOPRIRE IL LEGAME DI COMUNITÀ

I pilastri di FQTS 2013 saranno le Fondazioni di comunità, il testo unico del terzo settore pugliese e l’economia solidale

S

i è concluso lo scorso 18 gennaio con una mostra evento e l’agorà finale, F.Q.T.S. 2012 Formazione dei Quadri del Terzo Settore - progetto finanziato dalla Fondazione con il Sud e promosso da Forum del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore, Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato (ConVol) e Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet). Il percorso formativo, giunto quest’anno alla sua terza edizione, ha scommesso tutto sulla formazione e sull’aggiornamento delle competenze organizzative, gestionali e relazionali di manager e di quadri dirigenziali del mondo del Terzo Settore, ma anche di soggetti sociali ed economici del territorio nonché delle istituzioni locali. Quest’anno il progetto, mettendo in moto le intelligenze, i talenti e le capacità presenti sui territori delle regioni meridionali, ha puntato l’attenzione sui “preziosi” Beni Comuni di cui il Meridione è ricco. Sono stati così individuati dei Beni Comuni che, se salvaguardati e valorizzati, possono rappresentare le risorse fondamentali su cui fondare il vero sviluppo sostenibile del nostro territorio. Alcuni di questi sono stati

oggetto di approfondimento da parte dei laboratori di comunicazione attivati in ciascuna regione. Due i momenti clou: la mostra con fotografie e documentari realizzata in quattro vagoni di un treno storico messo a disposizione dalla Regione Puglia e l’agorà finale dal titolo ““I distretti dell’economia sociale e le fondazioni di comunità. Quale ruolo per lo sviluppo della Puglia” alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e mobilità della Regione Puglia e Leonardo Becchetti, docente di Economia presso l’Università Tor Vergata di Roma. In una sala straordinariamente affollata, sintomo di un rinvigorito fermento del Terzo settore pugliese e del Mezzogiorno, molti i temi discussi e molti altri nell’agenda da venire. «Questa è un’iniziativa emblematica – ha detto Guglielmo Minervini assessore regionale alla Mobilità – segno dei tempi che stiamo attraversando, tempi di crisi e di grandi sacrifici che ci mettono però nelle condizioni di guardare le cose in modo diverso. Fino a qualche tempo fa – continua Minervini – eravamo convinti che avere molti beni privati fosse l’unica strada per vivere bene.

La crisi però ha sgretolato questa convinzione e ci ha messo nelle condizioni di riscoprire il legame che ci unisce agli altri e che unisce una comunità al proprio territorio. Riscoprire il legame di comunità, i nostri innumerevoli e preziosi spazi esterni e prendersene cura diventa così, in questo momento, il grande ombrello di cui abbiamo bisogno per proteggerci dalla tempesta che stiamo attraversando». Un modo per ribadire, come spesso ha ricordato l’assessore Minervini, che il nostro Paese è detentore di un capitale immenso: la sua bellezza e le sue genti. Sono questi i motori da cui ripartire per scommettere con convinzione sul nostro futuro. «Ci avviamo all’edizione 2013 di FQTS – ha concluso Daniele Ferrocino del Forum Terzo settore pugliese e coordinatore del progetto – con questo nuovo tema dell’economia solidale. Pensiamo di dover lavorare sul testo unico del Terzo settore e della cittadinanza attiva, pensiamo di dover lavorare sul tema delle Fondazioni di comunità, insomma ci sono spunti di lavoro importantissimi che confermano FQTS un importante modello di studio di riflessione ma anche di sviluppo del tessuto delle nostre regioni».

FONDAZIONE CON IL SUD, 18,5MLN PER NUOVI BANDI

N

Dal contrasto alla dispersione scolastica, al riutilizzo sociale di beni confiscati, alla costituzione di nuove fondazioni

uovo documento programmatico per la Fondazione con il Sud, che ha stanziato risorse pari a 18,5milioni di euro. Il 2013 si apre con una lunga lista di iniziative e di obiettivi da raggiungere, tra i quali emergono: contrasto alla dispersione scolastica, riutilizzo sociale dei beni confiscati, innovazione sociale su carcere e disagio familiare, sostegno alle reti di volontariato, costituzione di nuove fondazioni di comunità nel Mezzogiorno e nuove modalità di partecipazione ai bandi. La Fondazione ha previsto che sul tema della dispersione scolastica, il bando educazione giovani 2013, metterà a disposizione 4,5milioni di euro e altri 4,5

milioni di euro verranno destinati per i progetti rivolti alla valorizzazione e alla sostenibilità dei beni confiscati alle mafie. Per i programmi e le reti di volontariato, sono stati destinati 5milioni di euro: con tali fondi verranno sostenuti gli interventi per rafforzare le attività principali svolte, operanti su base territoriale e tematica, che possano amplificare l’impatto sociale delle reti di volontariato e lo sviluppo delle comunità. Da quest’anno, inoltre, partecipare ai bandi sarà possibile tramite il web. Chi prevede di partecipare ai bandi 2013, sia come soggetto responsabile sia come partner della proposta progettuale, può già iscriversi al sito www.fondazioneconilsud.it.


CSVS INFORMA

7

IMU NON PROFIT, EVITATO IL PAGAMENTO RETROATTIVO Rimane dura la posizione del Forum Terzo Settore sulle regole italiane

Secondo la Commissione Europea, l’esenzione della vecchia Ici per gli enti non profit era un aiuto di Stato gratuito. Lo stabilisce la decisione assunta il 19 dicembre dalla stessa Commissione su proposta del commissario alla Concorrenza, Jaquin Almunia. Una posizione pesante per il mondo del terzo settore, “indolcita” da quella di non far recuperare gli importi non versati ai Comuni dal 2006 ad oggi. Le nuove regole, quindi, non saranno retroattive ed entreranno in vigore dal 1° gennaio 2013. A “salvare” la posizione italiana agli occhi della UE, la legge approvata a febbraio scorso che abolisce le esenzioni Imu per le associazioni non profit. La legge introduce anche il principio della “pro-rata” per gli immobili che svolgono attività miste. Tutti d’accordo, quindi, tranne i diretti interessati, le associazioni non profit. Il Forum Terzo Settore, infatti, che riunisce numerose sigle, ha pubblicato una lettera aperta sulla questione. Di seguito uno stralcio con i passaggi più significativi: «Come Forum del Terzo Settore avevamo chiesto regole chiare ed eque e invece ci troviamo di fronte a una normativa vaga, incoerente, inutilmente persecutoria nei confronti di meritevoli attività sociali, destinata ad alimentare infiniti contenziosi e soprattutto a creare gravi difficoltà al mondo del non profit. Non eccepiamo alcunché sul fatto che si preveda

l’esenzione dal pagamento dell’Imu solo nel caso in cui l’ente non svolga attività commerciali, ribadendo quindi i requisiti che tali enti devono possedere, dal divieto di distribuire utili, all’obbligo di reinvestire gli eventuali utili per scopi di solidarietà sociale. Ma riteniamo inammissibile la pretesa di definire ulteriori condizioni legate alla definizione di “non commercialità” delle attività svolte, con criteri del

tutto inediti e in palese contrasto con la normativa civilistica e fiscale attualmente in vigore. Si stravolge la relazione fra attività istituzionali e commerciali degli enti non profit finora consolidata e sancita dalle norme, operando un sovvertimento delle regole senza alcun confronto preventivo e per giunta con effetti retroattivi. Che senso ha parlare di corrispettivi di “importo simbolico” e, comunque, “non superiori alla metà dei corrispettivi medi previsti per analoghe attività svolte con modalità concorrenziali” nel caso di enti che non operano in regime di mercato? Si introduce un’astrusa nozione di mercato che non ha alcuna collocazione nel mondo del non profit, nel quale le attività economiche di autofinanziamento sono indirizzate esclusivamente al conseguimento dei fini istituzionali. É del tutto improprio invocare la normativa europea in materia di concorrenza al riguardo di organizzazioni sociali che operano palesemente fuori da ogni logica di profitto, caricandosi altresì di maggiori oneri nell’interesse generale della comunità sociale grazie all’impegno dei loro volontari. […] È un’ingiustizia intollerabile, ed è anche una scelta miope da parte dello Stato, perché le risorse dell’Imu a cui rinuncerebbe sono ampiamente compensate dai benefici sociali prodotti da tali attività».

CINQUE PER MILLE, SI SALVI CHI PUÒ!

D

Passa nelle mani di un team di avvocati la questione della sparizione di 80milioni di euro del 2010

opo la risposta faticosamente ottenuta dal Forum Terzo Settore a firma del ministro dell’Economia Vittorio Grilli sul caso degli 80milioni “spariti” dal 5 per mille 2010, scendono in campo i legali per cercare di capire che fine abbiano fatto i molti quattrini destinati dagli italiani al non profit che però non sono mai arrivati a destinazione: su 463milioni raccolti, ne sono stati infatti distribuiti appena 383. La lettera inviata da Grilli a quanto pare non convince e non spiega, come si evince dai rilievi che lo stesso Andrea Olivero, ex portavoce del Forum, ha reinviato a viale XX settembre con alcune precise richieste di chiarimenti. Molte le incongruenze rilevate nella missiva del ministro: Grilli dà infatti una notizia clamorosa – e per suffragare le proprie affermazioni allega documenti della Ragioneria centrale dello Stato – e cioè che è avvenuta un’integrazione pari a ben 155,7milioni in termini di cassa e a 253,5milioni in termini di residui (per un totale di 409,3milioni di euro), del capitolo di spesa 5 per mille 2010. Sarebbero quindi stati oltre 409 i milioni a disposizione (e non 463); perché dunque erogarne solo 383? Che fine hanno fatto gli altri 26? E perché questa integrazione “parziale”? Non si poteva arrivare direttamente a in-

tegrare la somma donata dagli italiani, ovvero 463milioni? Non è finita. Alla risposta di Grilli si allega anche una nota dell’Agenzia delle Entrate che evidenzia come «le risorse disponibili complessive destinate alla liquidazione della quota del 5 per mille, relativamente all’anno finanziario 2010, sono quantificate in 400milioni di euro, ma a valere su tale importo, 100milioni sono destinati a interventi in tema di sclerosi amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati». Ovvero, dai 400milioni in dotazione bisogna toglierne 100 per i malati di Sla. Peccato che – come nota Olivero – la legge che introduce questo fondo pro Sla «si riferisce all’esercizio finanziario 2011, relativamente alla raccolta dell’anno 2010, mentre le erogazioni del 5 per mille di cui si discute riguardano l’esercizio finanziario 2010, anno di imposta 2009». L’Agenzia delle Entrate ha sbagliato anno? Sono norme inspiegabilmente retroattive? O cos’altro? Dopo aver osservato – non con una notevole dose di self control – che permangono «perplessità sui criteri adottati nella distribuzione delle risorse nonché incertezze su dati e cifre che appaiono tuttora privi di congruenza» il Forum spedisce a Grilli quattro-domandine-quattro:

1) è vero che a fronte di una somma complessiva di 463milioni di euro destinata dai contribuenti in forza di scelte esplicite, sono stati erogati agli enti accreditati solo 383milioni di euro? 2) se sì, entro quali termini si intende erogare la differenza di 80milioni di euro allo stato non liquidata? 3) riguardo alla quota di risorse per le organizzazioni del Terzo Settore,

qual è l’importo complessivo della raccolta del 5 per mille per tali enti e quale invece l’importo effettivamente erogato? 4) in caso di mancata corrispondenza tra i due dati, entro quali termini si intende erogare la differenza allo stato non liquidata? Si attende con impazienza una risposta – possibilmente meno confusa della prima.

CINQUE PER MILLE, ECCO I RIAMMESSI

S

Dopo l’esame dei ricorsi, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco del 2009 e 2010

ono stati pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate gli elenchi aggiornati degli enti riammessi al riparto delle somme per 2009 e 2010, dopo la proroga concessa dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 20 aprile 2012. L’ampliamento dei termini per l’invio dell’integrazione delle domande di iscrizione aveva concesso tempo fino al 31 maggio scorso e aveva prorogato al 30 giugno 2010 e al 30 giugno 2011 i termini (originariamente fissati al 7 maggio di ciascuno dei due anni) di validità delle domande di iscrizione presentate per i rispettivi anni. Nel dettaglio, sono stati pubbli-

cati: gli elenchi aggiornati al 14 novembre 2012 degli ammessi e degli esclusi al 5 per mille per l’anno 2009, comprensivi degli enti che hanno usufruito della proroga prevista dall’articolo 1 del Dpcm 20/4/2012; e gli elenchi aggiornati al 9 novembre 2012 degli ammessi e degli esclusi al 5 per mille per l’anno 2010, comprensivi delle Onlus e degli enti del volontariato che hanno usufruito delle proroghe previste dagli articoli 1 e 2 del Dpcm 20/4/2012. Tra qualche tempo, informa l’Agenzia delle Entrate, saranno resi noti gli elenchi degli ammessi e degli esclusi per l’anno 2011, redatti sulla base degli stessi criteri.


DOSSIER

8

L’ITALIA LOW COST SCHIACCIATA SUL PRESENTE

È l’immagine che viene fuori dal 25mo Rapporto Italia di Eurispes. Mondoradio, in collaborazione col CSV Salento, ha sentito l’opinione del Presidente nazionale e del Direttore dell’importante istituto di ricerca

È

un’Italia dalle “vite low cost” quella presentata dall’ultimo rapporto Italia di Eurispes, il venticinquesimo redatto dall’istituto nazionale di ricerca. Un’Italia che per far fronte alla crisi è disposta a grandi rinunce, a comprare con i saldi, a cercare le offerte al supermercato, a comprare nei discount, disposta a sacrificare cinema e ristorante il sabato, pur di arrivare alla fine del mese. Due italiani su tre questo traguardo lo vedono a stento, infatti sono un terzo coloro che soffrono la sindrome della quarta settimana. Considerano le tasse sempre troppo alte e considerano l’Imu iniqua. Nell’ultimo anno un italiano su quattro si è rivolto a un “Compro oro” per fronteggiare la crisi, e sei famiglie su dieci fanno shopping online. Eurispes l’ha chiamata l’Italia del presentismo perché il Paese è sempre più schiacciato sul “day by day”, sul tirare a campare giorno per giorno senza una prospettiva, un progetto per il futuro. Gli stipendi, lo ha affermato anche l’Istat in uno degli ultimi rapporti, sono fermi all’’86, sono insufficienti per accendere un mutuo o comprare la macchina o anche solo mantenere la famiglia. Insomma una visione assai fosca e pessimi-

sta della condizione economica del paese accompagna l’inizio del 2013: è opinione diffusa che la situazione economica italiana sia peggiorata negli ultimi 12 mesi e che l’anno che ci attende non vedrà miglioramenti, anzi sarà peggiore. Lo pensa il 70% degli italiani. Nella maggior parte dei casi risparmiare qualcosa è impossibile (79,2%), 3 su 5 anzi devono intaccare i propri risparmi per arrivare a fine mese. E non basta. È aumentato di quasi il 10% il numero di quanti negli ultimi tre anni hanno fatto ricorso ad un prestito bancario per pagare debiti accumulati o per saldare altri prestiti o mutui che non sono riusciti a saldare. Il 30% degli italiani poi ricorre al credito al consumo, ma il dato più preoccupante è quel 14,4% che ha chiesto prestiti a privati (né parenti né amici); lo scorso anno era il 6,3% facendo crescere di più del doppio il rischio usura. Ma la preoccupazione più grande, è il lavoro. Oltre la metà del campione intervistato da Eurispes sostiene di non poter più mantenere la famiglia con il proprio stipendio, figuriamoci poi sostenere spese importanti come l’acquisto di un’auto o della casa. Cresce lo stress e la sensazione di essere mobbizzati

così come cresce la sfiducia sulla mobilità sociale e professionale. Migliori le notizie sul fronte dei diritti. Sulle maggiori questioni di etica, dal divorzio alla pillola abortiva, dalla tutela delle coppie di fatto alla fecondazione assistita, passando per l’eutanasia e il testamento biologico, gli italiani dimostrano di essere più avanti delle leggi che li regolano. La passione per la tecnologia sembra essere l’unico vero “sfizio” che gli italiani si permettono. La rete e soprattutto i social network (facebook in testa con il 97,3% dei navigatori social seguito da twitter usato da un terzo degli intervistati) ha incontrato dal vivo una persona conosciuta su internet: il 16,9% ha avuto una storia d’amore con una persona conosciuta in rete ed il 38,3% ha trovato un amico.) Insomma le risorse “tecnosociali” sono ormai entrate nelle case di quasi tutti gli italiani: pc, internet e cellulari sono oggetti ritenuti quasi indispensabili, ma il primato spetta sempre alla tv, mezzo più diffuso e popolare. La peggio ce l’ha il giornale cartaceo, lo compra ogni giorno solo un italiano su 10, molto meglio le edizioni online (22,3%).


DOSSIER

U

GIAN MARIA FARA: “DESTRUTTURATO IL SENSO DELLA CITTADINANZA” Intervista al presidente nazionale di Eurispes

n Paese ripiegato sul presente, è una metafora interessante da capire, schiacciato nel presente significa non avere prospettive per il futuro e forse non avere neanche memoria. Ma com’è che ci siamo cascati in questa trappola? E’ solo a causa di una classe dirigente incapace, corrotta, oppure ci siamo dimenticati che abbiamo anche un dovere probabilmente di ricostruire i Beni comuni in questo Paese. Io credo che questa risultante, questo “presentismo” così come l’ho definito nel rapporto Italia sia il prodotto di un lungo periodo, cioè la manifestazione di un fenomeno che ha avuto una lunghissima incubazione, è prima di tutto, il prodotto di una cultura che ha destrutturato il senso dei soggetti, il senso dei cittadini. È il prodotto anche di un modo di fare economia, di un modo di fare comunicazione, di un modo di vivere la propria vita insomma, un grande presente, che assomma in sé il passato e il futuro e quindi è un presente autoreferenziale, non ha bisogno di proiettarsi più in là, ed è il frutto della logica possesso-potere-consumo. All’interno di questa logica nasce il presentismo. Nel rapporto parlate molto di Italia conservatrice, soprattutto quando si parla della metafora del Paese Impoverito si dice che la ricchezza gioca su questo binomio, stock e flusso di nuova ricchezza. L’Italia è un paese che usa le proprie risorse soltanto per conservare lo stock della ricchezza ma non la mette a frutto: è dunque un problema di assenza di un’idea chiara dell’economia, da parte dei politici e degli economisti stessi? Qualche anno fa parlai della sindrome di Mastro Don Gesualdo che proprio perchè era nato povero tendeva ad ammucchiare, ammucchiare, mettendo insieme più roba possibile; alla fine mastro don Gesualdo muore e la roba se la godono gli eredi. Questo è tipico del carattere degli italiani, quello di ammucchiare e non mettere a frutto, non mettere a produzione la ricchezza e questo può essere uno dei difetti degli italiani. L’ altro problema, secondo me più importante, più rilevante, è il fatto che all’interno del Paese noi assistiamo ad una forte concentrazione di ricchezza in poche mani e ad una scarsa disponibilità di ricchezza nelle mani della maggioranza degli italiani. Se si pensa che il 10% degli italiani possiede il 50%

9

della ricchezza, ci si rappresenta in maniera chiara la situazione e quindi l’altro problema è quello della carenza nel sistema di redistribuzione della ricchezza. la ricchezza c’è ma è una ricchezza concentrata in poche mani e dunque è una ricchezza che tende non solo a perpetuarsi ma a crescere continuamente e dall’altra parte vi è la gran massa della popolazione che deve spartirsi quel poco di ricchezza che si produce di giorno in giorno.

MATTIACCI: “DALL’EMERGENZA ALLA PROGETTAZIONE DI POLITICHE DEL LAVORO E DELL’ECONOMIA” A colloquio con il direttore scientifico di Eurispes sulle criticità del nostro Paese

Alberto Mattiacci è un professore ordinario di Economia e gestione di Impresa ma è anche direttore scientifico di Eurispes. Uno dei temi più forti è la questione economica delle famiglie. Aldilà di ogni luogo comune ci troviamo di fronte ad una famiglia che non riesce più a trovare una prospettiva di futuro, non ha più risorse? Parliamo di 25 milioni di famiglie, tante sono le famiglie in Italia, e quindi è chiaro che un aggregato così grande fa si che sia vero tutto e il contrario di tutto. In generale certamente le famiglie italiane, vivono un momento di grande sofferenza, perché sono venuti al pettine tanti nodi irrisolti nel corso degli ultimi 20 anni, nei quali la classe dirigente del Paese avrebbe potuto avere dei comportamenti più saggi, orientati non a quello che noi nel Rapporto chiamiamo il presentismo ma all’emergenza o al quotidiano, o a quello che pagava nell’immediato. Nel Rapporto parlate che la vera cura è proprio quella del lavoro in che senso? Certamente il lavoro è sotto attacco,

non ci sono dubbi, è sotto attacco per una serie di fattori interni ed esterni al nostro Paese. Partiamo da quelli esterni: certamente la globalizzazione sta ridisegnando la divisione del lavoro all’interno dei Paesi produttori del mondo. In questa chiave il nostro Paese che aveva un modello costruito in un’epoca pre-globalizzazione, in molte aree sta soffrendo molto. I problemi del lavoro in Italia derivano da due fattori molto rilevanti: Primo fattore è certamente il blocco della circolazione della ricchezza in Italia. Faccio sempre ai miei studenti l’esempio di un’azienda che ha fatto storia nel mondo per la sua capacità di competere nel settore moda, un’azienda che faceva delle belle pubblicità anche provocatorie importanti, un’azienda che faceva maglioni di tutti i colori, coi colori uniti del mondo, e ad un certo punto ha smesso di fare l’azienda di competizione, si è comprata delle utilities, si è comprata aeroporti, autostrade e via dicendo e quindi ha preferito far circolare la ricchezza da una parte nella finanza e da una parte in attività certamente protette e non di mercato.

Questo è un punto rilevante e che oggi una classe dirigente responsabile dovrebbe porre in agenda. Un secondo punto invece è la struttura del lavoro nel nostro Paese. Noi siamo un Paese che ha un bassissimo rispetto del lavoro, come tratto proprio forse antropologico, questo basso rispetto del lavoro lo si trova a specchio nella struttura delle imprese. Noi abbiamo da un lato le piccole imprese, quelle che sono tanto decantate e queste piccole imprese in generale sono imprese dove il lavoro viene spesso negoziato fuori dai legami contrattuali, fuori legami di protezione, legami di rispetto, del “do ut des” che sta alla base di qualunque principio, e quindi alla base di un rapporto di lavoro. In questi giorni fra i dati preoccupanti vi sono quelli sull’abbandono dell’università da parte dei giovani. Anche questo si spiega con la struttura del mercato del lavoro, dove abbiamo chi offre il lavoro che non apprezza, non riconosce valore ai ragazzi che hanno conseguito i titoli universitari. Quindi i ragazzi che non si iscrivono all’università non è perchè non hanno fiducia è perché

hanno un mondo del lavoro dove i datori di lavoro non vogliono i laureati perché li considerano più fonte di problemi potenziali. Vi sono alcuni provvedimenti ministeriali recenti che denuncerebbero l’esistenza di almeno due nazioni all’interno della stessa Italia Che ci siano due o tre Italie è un dato di fatto. Io da tempo ho maturando il convincimento che il futuro del nostro Paese verso il quale io sono comunque ottimista, a medio termine, il futuro del nostro Paese si giocherà in gran parte nella capacità delle donne e degli uomini del Sud di ricostruire un proprio futuro brillante nelle regioni del Sud. La situazione di partenza è certamente svantaggiata, tuttavia non vedrei negativamente queste cose come la certificazione che esistano due o tre Italie perché per molti aspetti esistono, è un dato di fatto, però quello che c’è da fare, in questo momento storico, è una presa di responsabilità da parte del Sud che ha straordinarie risorse umane e di sviluppo economico per avere veramente un futuro radioso.


10

CSVS INFORMA

SCUOLA E VOLONTARIATO ALLEATI CONTRO IL BULLISMO In Puglia rinnovato il protocollo d’intesa tra assessorato regionale al Welfare, CSV Puglia net e Ufficio scolastico regionale L a cultura del volontariato e della solidarietà può diventare un importante fattore di prevenzione del disagio e di fenomeni sociali come il bullismo. È da questo presupposto che l’Assessorato al Welfare e l’Osservatorio regionale del volontariato della Regione Puglia, l’Ufficio Scolastico regionale per la Puglia e il CSV Puglia net, Coordinamento dei CSV della regione Puglia ha siglato un nuovo protocollo d’intesa al fine di istituire percorsi di cooperazione tra il mondo del Volontariato e le Istituzioni Scolastiche per la prevenzione del disagio adolescenziale e giovanile e della dispersione scolastica. Il progetto “Il volontariato per la legalità e la cittadinanza solidale nelle scuole di Puglia”, dopo la fortunata esperienza dello scorso anno scolastico che ha coinvolto in via sperimentale 30 istituti scolastici della Puglia e 40 associazioni di volontariato, è stato quindi rinnovato e permetterà una preziosa collaborazione tra scuola e volontari, promuovendo insieme la cultura della solidarietà. Il progetto punta alla valorizzazione del tempo dei ragazzi coinvolti per attivare relazioni di scambio con le associazioni di volontariato locali.

L’incontro con i volontari, promotori per eccellenza della cultura della solidarietà, diventerà un canale privilegiato per prevenire il disagio adolescenziale, l’abbandono precoce della scuola, lo scarso rendimento scolastico, l’accentuarsi delle difficoltà di apprendimento, la microdelinquenza e quindi i fenomeni di bullismo. Il secondo obiettivo del progetto è quello di orientare gli educatori ad individuare ed attivare misure alternative ai provvedimenti disciplinari tradizionali, promuovendo forme di collaborazione con il volontariato locale. Il progetto punta sul riutilizzo del tempo del ragazzo, un tempo utilizzato per diffondere la cultura della responsabilità sociale e per promuovere l’integrazione, un tempo che nel caso di ragazzi “difficili”, viene sottratto a situazioni e influenze potenzialmente negative. La nuova edizione di “Il volontariato per la legalità e la cittadinanza solidale nelle scuole di Puglia” è rivolta agli studenti delle Scuole secondarie di I° e II° della Regione Puglia. Per la “chiamata a raccolta” delle associazioni interessate al progetto,

sarà emanato a breve un Avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’iscrizione delle associazioni di volontariato provinciali in un apposito elenco. Saranno individuate le associazioni che per competenza specifica si renderanno garanti della buona riuscita dell’iniziativa.

I CSV PROGETTANO IL FUTURO

S

A Roma nel direttivo nazionale allargato si avvia la discussione sui Centri di servizio al volontariato per affrontare le sfide della crisi, della sostenibilità e dell’innovazione

i è tenuto a Roma, nei giorni 8, 9 e 10 febbraio scorsi, il direttivo di Csv Net aperto ai presidenti dei CSV e dei coordinamenti regionali, per aprire una discussione su futuro del sistema dei CSV. Diverse le riflessioni emerse oggetto della discussione tra i Centri di Servizio al volontariato convenuti nell’incontro romano a partire dalla scarsità di risorse sempre più risicate per i Csv dell’Italia. “Tuttavia – spiega Luigi Russo, coordinatore regionale dei Centri di servizio pugliesi - questo non significa che il sistema dei CSV salterà per aria, ma semplicemente che dobbiamo riprendere una riflessione sulla nostra identità in questi nuovi tempi, sulle nostre modalità organizzative, e cercare – perché noi crediamo nel valore territoriale dei CSV! – energie e risorse per mantenerci in vita e riqualificarci anche oltre le fondazioni bancarie. Per questo occorre anche chiarezza sui residui sto-

rici di competenza dei CSV, secondo una ricognizione che si è già conclusa da parte CSV NET e Consulta CoGe”. Per questo, convengono i CSV italiani occorre ricomporre un giusto dimensionamento, operando scelte che potranno coniugarsi con il tema della sostenibilità economica. “Queste scelte – spiega ancora Russo - potranno emergere dal

dialogo tra il sistema dei CSV e CSV Net, ma anche dal dialogo tra i CSV e il CoGe e tra i CSV e le associazioni di volontariato e tutto il territorio, anche in una logica di ampliamento del perimetro di azione dei CSV. Quindi si apre un periodo di rischi, ma anche di riflessione e di creatività. E – continua ancora Russo – sono ottimista sulle ca-

pacità concrete dei CSV”. Il lavoro che si apre in questi mesi è denso di impegni e di attività: “l’obiettivo – spiega ancora Luigi Russo - è quello di arrivare alla prossima Conferenza Nazionale di maggio che si terrà proprio a Lecce con un documento sul futuro dei CSV, che sarà poi rimbalzato sulle Fondazioni e sui nostri interlocutori e sui CSV per dare inizio a una fase di ricostituzione condivisa del nostro sistema. Ritengo che ci troviamo nelle migliori condizioni, oggi - conclude Russo - per consolidare anche con il nostro CoGe Regionale, fatto di persone competenti e appassionate al bene del Sistema dei CSV, una riflessione parallela e convergente con quella nazionale. E penso che l’assemblea nazionale dei CSV del mese di maggio, che si terrà a Lecce, sarà un momento storico per avviare una nuova fase all’insegna della sostenibilità e della innovazione”.

RIPRENDONO LE ATTIVITÀ DELL’OSSERVATORIO REGIONALE DEL VOLONTARIATO

S

Al centro del tavolo di discussione la soggettività politica del volontariato e l’impegno nelle attività future a livello regionale e locale

i è tenuto a Bari, il 19 dicembre scorso presso l’assessorato al Welfare, la riunione dell’Osservatorio Regionale del Volontariato, organismo previsto della legge regionale n. 11/1994, che punta allo sviluppo del volontariato pugliese, principalmente nel rapporto con le Istituzioni regionali e locali e con gli enti del privato che hanno a che fare con il volontariato. I lavori, coordinati dalla dirigente di servizio Francesca Zampano, sono ripresi dopo uno stop tecnico di qualche mese. Ampio spazio è stato dedicato alla discussione sul ruolo dell’Osservatorio in questo particolare momento storico della nostra regione, e due sono stati ritenuti i suoi compiti indispensabili: il primo quello di dare rappresentanza alle esigenze soprattutto tecniche che provengono dai territori (problematiche fiscali riguardanti il volontariato, rapporti con la agenzia delle entrate, esenzione dai bolli, uniformità delle procedure per l’iscrizione al registro regionale, pubblicazione delle linee guida per l’iscrizione al Registro, ecc.), accrescendo a questo proposito anche i momenti di confronto nelle singole

province; il secondo quello di lavorare per sviluppare la cultura della cittadinanza (il 2013 è anche l’Anno Europeo del Cittadino) attraverso l’impegno sul territorio delle organizzazioni di volontariato, in un progetto consapevole di soggettività politica. A questo proposito la dirigente Zampano ha presentato la delibera della giunta regionale che ha finanziato il progetto “Puglia Capitale Sociale”, un programma che vedrà il coinvolgimento, attraverso la rete dei CSV della Puglia, di tutte le associazioni che si impegneranno sui territori a sviluppare buone prassi di collaborazione con gli enti locali sui Piani di Zona; e sempre in rapporto con CSV Puglia Net, è stato rilanciato, sempre con delibera di Giunta, il “Progetto Bullismo”, che mira a promuovere tra i giovani incappati in episodi di violenza scolastica, un avvicinamento al volontariato in chiave di restituzione/responsabilizzazione anziché di banale punizione. Infine si è parlato della vicenda delle nomine dei membri del volontariato in seno al CoGe, che ha comportato ritardi e problemi alla rete dei CSV della Puglia.


ASSOCIAZIONI

LA PROTEZIONE CIVILE APRE ALLE ASSOCIAZIONI

È

11

Pubblicata la direttiva che contiene gli indirizzi operativi attraverso i quali le Odv possono partecipare alle attività

stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012, nella quale sono presenti gli “Indirizzi operativi” con i quali si intende «assicurare unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all’attività di protezione civile». In pratica verrà tutelata la partecipazione delle organizzazioni di volontariato a tutte le attività di Protezione civile, inoltre verranno sostenute le azioni nell’ambito del Servizio Nazionale, adeguando procedure e strumenti al nuovo quadro organizzativo della Protezione civile, nel rispetto dei principi del Dpr 194/2001. Si legge sul sito della Protezione civile che «a oltre dieci anni dal regolamento e a conclusione degli Stati Generali dell’aprile del 2012, gli indirizzi operativi mirano a consolidare i risultati già raggiunti e a sostenere

ulteriormente l’azione del volontariato di protezione civile nell’ambito del Servizio Nazionale, adeguando procedure e strumenti al mutato quadro organizzativo della Protezione Civile, nel rispetto dei principi del Dpr 194/2001». Gli effetti si vedranno soprattutto a livello locale: verrà istituito un doppio registro che permetterà di superare il limite dell’iscrizione secondo il principio del settore di attività prevalente (per l’Anpas che ha 882 associate il settore prevalente è quello sanitario). Al contempo si introducono misure per facilitare l’iscrizione nel registro nazionale con un alleggerimento burocratico anche per Regioni e Dipartimento. A 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento – ovvero a partire dal 27 agosto 2013 – saranno operative le disposizioni della Direttiva. En-

tro questo termine, il Dipartimento, le Regioni e le Province Autonome dovranno adeguare, se necessario, le rispettive leggi e regolamenti agli indirizzi contenuti nella Direttiva. Il presidente della Consulta nazionale del volontariato, Simone Andreotti, in una dichiarazione afferma che saranno tanti gli effetti che si avranno: «prima di tutto l’organizzazione dell’elenco delle associazioni di volontariato, la cui iscrizione permette di fruire dei benefici di legge previsti dal Dpr 194. Riorganizzare gli elenchi permette di prendere atto di un volontariato che dal 2001 è cresciuto, rafforzandosi sia nelle associazioni nazionali che nelle realtà locali. La nuova Direttiva riconosce ufficialmente questi due ambiti come entrambi strategici per il Paese, che devono beneficiare degli stessi diritti e doveri, cercando di dare un messaggio di necessaria omogeneità

ARaffaella LECCE IL CIRCO È SENZA ANIMALI Vergine, presidente di Zampa Libera, plaude alla decisione dell’assessore all’Ambiente

sul territorio nazionale. La creazione di sotto-elenchi dedicati permette a ognuno, con chiarezza e trasparenza, di iscriversi, a seconda delle sue scelte associative e delle sue peculiarità su un piano territoriale o nazionale, a parità di dignità e diritti». Altro aspetto importante di questo decreto è l’obbligo di comunicare, in maniera esplicita, la partecipazione di ogni associazione alle attività di protezione civile dovendo indicare la “quota parte” che ogni associazione mette a disposizione del livello territoriale con il quale partecipa (comunale, regionale, nazionale).Viene poi inserita, come è stato richiesto lo scorso anno agli Stati Generali del Volontariato di Protezione Civile dell’aprile 2012, l’effettiva esperienza e attività sul campo per poter mantenere il fregio di associazione di Protezione civile iscritta.

A NARDÒ UNA NUOVA UNITÀ DI RACCOLTA SANGUE

La struttura è capace di rispondere alle esigenze degli oltre 2mila donatori della Fidas locale e di tutta la provincia

N

«

La direzione presa è quella giusta – commenta soddisfatta la presidente di “Zampa Libera”, Raffaella Vergine – il futuro è un circo senza animali». Questo il commento alla notizia del divieto agli spettacoli circensi che abbiano gli animali come protagonisti. La svolta è stata decisa dall’assessore all’Ambiente Andrea Guido, che ha presentato una proposta di delibera per vietare circhi o kermesse che sfruttano gli animali. Ora sarà il Consiglio comunale che dovrà esprimersi. «Se Lecce si propone come punto di riferimento culturale non solo nel panorama regionale, ma in quello nazionale ed europeo – spiega l’assessore – non può accogliere chi sfrutta queste povere bestie per diletto». Sono anni che le associazioni animaliste chiedono attenzione verso coloro che in nome del divertimento non tengono conto delle reali esigenze degli animali, costringendoli a condizioni di vita estremamente rigide. Anche Brindisi, nei mesi scorsi, ha fatto la stessa scelta, così come altre cittadine italiane. A Lecce già nel 2009 c’era un regolamento comunale, disatteso, che vietava di sfruttare bestie nell’accattonaggio o di esporle nelle vetrine dei negozi. Nel regolamento erano previste anche le sanzioni per chi non lo avrebbe rispettato e vi era

anche un decalogo per la presenza degli animali nelle fiere, a partire da quella dei santi patroni. «Inasprire quel regolamento e allinearsi alle direttive già adottate in altre città» spiegano dall’Ufficio Ambiente. «Sono davvero contenta della decisione presa, perché lo sfruttamento degli animali, usati solo per dare spettacolo, è una pratica abominevole. Gli animali vengono prelevati dal loro habitat naturale era ora di dire basta – afferma Raffaella Vergine, presidente di Zampa Libera – da troppo tempo si è assistito alla prevaricazione dell’uomo, gli animali sono stati costretti a vivere in un ambiente incompatibile con la propria natura. Sono contenta che anche il Comune di Lecce si stia allineando con le altre città italiane ed europee». Gli appelli lanciati per tanti anni dalle associazioni iniziano ad essere ascoltati. «Bisogna superare il concetto che l’animale serve all’uomo, e il circo questo lo ha usato per troppo tempo, sfruttando l’individualità dell’animale per dare divertimento. Quello che si vede al circo non ha nulla a che fare con la natura e con i normali comportamenti degli animali – continua Vergine. Lecce ha già dimostrato in altre occasioni di essere apripista per altre scelte e spero che gli altri sindaci dei comuni salentini possano prenderne esempio».

ardò ha una nuova Unità di raccolta sangue, un centro trasfusionale di alta qualità all’interno dell’ex ospedale “San Giuseppe - Sambiasi”, struttura che ospiterà i servizi del Poliambulatorio di III livello. Una bella notizia che conferma l’impegno della Fidas Nardò, in campo da anni nelle attività di promozione della donazione. Sono oltre duemila i donatori iscritti all’associazione e la mancanza di strutture adeguate ha sempre creato problemi e proprio nel 2011 le attività nell’Unità di raccolta del Presidio Ospedaliero sono state chiuse, per l’assenza dei requisiti necessari per l’incolumità del donatore. Da quel momento non si è fermato il lavoro dei volontari che, attraverso contatti quasi giornalieri con la Direzione sanitaria dell’Asl di Lecce, hanno seguito il complesso iter approvativo dell’Unità di raccolta. Riuscendo nel loro intento: la struttura adesso potrà supportare le potenzialità donazionali non solo della collettività associativa, ma anche di tutta la provincia di Lecce. La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di Ottavio Narracci (direttore sanitario della Asl di Lecce), Ferdinando Valentino (Centro trasfusionale dell’Ospedale di Lecce e direttore del Dipartimento di Medicina trasfusionale della Provincia di Lecce) e Antonella Caroli (funzionario regionale Crap), oltre ai responsabili della Fidas di Nardò che ha lavorato per ottenere il Centro. L’Unità di raccolta avrà a disposizione un’intera ala della struttura, dove sarà dislocato il massimo della tecnologia possibile a servizio di tutti i donatori.


ASSOCIAZIONI

12

A RACALE IL PRIMO CANNABIS SOCIAL CLUB

Primo in Italia, con il Csc i promotori Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, vogliono aiutare i malati ad accedere alle cure

È

nato nel Comune di Racale il primo Cannabis social club d’Italia. I promotori sono due giovani, Lucia Spiri di Racale e Andrea Triscuoglio di Foggia, entrambi affetti da sclerosi multipla, che fanno uso della cannabis terapia. I due da tempo si battono per la depenalizzazione della canapa per scopi terapeutici e dopo l’atto di disobbedienza civile lo scorso 18 giugno, presso Montecitorio, dove assieme alla deputata Rita Bernardini piantarono la cannabis nei vasi, adesso si lanciano in questa nuova avventura, fondando l’associazione non profit “Lapiantiamo”. «In Europa tali associazioni son diffuse – commenta Andrea Tisciuoglio, di Foggia – a differenza degli altri, il nostro è riservato solo a chi presenta una patologia curabile con la cannabis. L’impegno preso è di stare dalla parte dei malati, partire dalle loro esigenze e affiancarli nelle difficoltà che io e Lucia conosciamo bene. Il problema del mancato accesso alla terapia dipende dai forti tabù dei medici, in virtù di una legge proibitiva, la Giovanardi, contro la quale noi ci battiamo». In conferenza parteciperanno anche il sindaco di Racale Donato Metallo; l’onorevole Rita Bernardini del partito Radicale; Mina Welby in rappresentanza dell’associazione “Luca Coscioni”; Ivana De Leo, avvocato dell’associazione. Intanto continua su internet la campagna per dare sostegno a chi è impegnato in questa iniziativa. All’appello hanno già risposto i Sud Sound System, don

Gallo ed Eugenio Finardi, per citare qualcuno. Le patologie che si possono curare con la cannabis sono molte, ottenere la cura è però molto complicato. La Puglia ha regolato l’accesso con una delibera, che consente alle farmacie ospedaliere di ricevere il Bedrocan (il nome del farmaco) direttamente dall’Olanda, anche se spesso oltre alla ritrosia dei medici nel prescrivere la cura si aggiungono altri problemi burocratici, specie per i residenti in altre regioni. In Spagna, Belgio e ora anche Francia sono nati i Csc presso i quali i malati possono ottenere le loro piante di canapa senza ricorrere al mercato nero. «La nostra è una vera rivoluzione so-

ciale a vantaggio unicamente dei malati – afferma Lucia – novità assoluta nel panorama italiano che vede ancora criminalizzata la pianta». In Italia si vuole provare, sapendo che le difficoltà saranno inevitabili. Dai promotori, un plauso particolare va al coraggio del sindaco, che contro ogni pregiudizio ha voluto sostenere l’iniziativa, mettendosi a disposizione. «Accettare di ospitare l’iniziativa nel nostro Comune è stato un atto umano, di coscienza e partecipazione, ancor prima che istituzionale – sostiene il sindaco. Sono orgoglioso di ospitare e sposo in pieno quest’iniziativa che ad altri potrà sembrare azzardata, mentre la reputo un atto di coraggio ed un puro richiamo

alla democrazia». Non mancano le critiche, ma i promotori sono forti e vanno avanti per raggiungere i loro obiettivi. «La nostra associazione non è uno strumento che adottiamo per legalizzare la droga, nel modo più assoluto – asserisce Ivana De Leo, avvocato dell’associazione – infatti vorremmo delle normative che controllino direttamente la piantagione e tutto il successivo percorso. Noi vogliamo che la canapa sia riconosciuta come terapia. L’associazione non ha scopi ludici, come molti vorrebbero credere, ma è al fianco di tutti i malati che vorrebbero accedere nel modo più semplice al farmaco. Lo Stato deve garantire la salute e il benessere di tutti i cittadini».

ANYWAY ACCESSALENTO ALLA BIT

D

Per la prima volta alla Bit è stato allestito uno spazio dedicato completamente al turismo accessibile. Presente anche l’associazione salentina in due seminari

ue eventi hanno reso ancora più interessante l’edizione della Borsa internazionale del turismo, conclusa pochi giorni fa a Milano. All’interno del padiglione riservato al turismo accessibile, settore entrato per la prima volta in assoluto nella Bit, l’associazione Anyway Accessalento ha tenuto due conferenze per raccontare l’esperienza salentina e per poterla diffondere anche al resto dell’Italia. Durante i tre giorni della manifestazione milanese sono stati organizzati oltre 30 seminari sui temi più vari organizzati dal Comitato per lo sviluppo e la promozione del turismo accessibile si va dal “Corso di Formazione: Elementi Generali del Turismo Accessibile” organizzato in collaborazione con il Consorzio Sociale CO.IN, alla “Guida per percorsi accessibili nelle città d’arte”, dall’ “Accessibilità museale” ai “Menù accessibili e multisensoriali per ristoranti”. «E’ stata un’esperienza molto interessante - spiega Diomede Stabile, presidente di Anyway Accessalento - siamo stati i protagonisti di due seminari

durante i quali abbiamo spigato come e perchè è nata l’associazione, vincitrice del bando regionale Bollenti spiriti, ma soprattutto per poter avere dei contatti con realtà di altre regioni italiane in modo tale da esportare l’idea, per espandere l’esperienza, facendo diventare il nostro un progetto pilota, dal momento che abbiamo il marchio e le schede tecniche di valutazione registrate: questo permetterebbe ai turisti di orientarsi con molta più facilità nelle varie offerte turistiche». Partecipato anche l’incontro di presentazione del libro bianco sul turismo accessibile a cura del Comitato per la promozione e il sostegno del turismo accessibile, un’opera che racchiude oltre 350 buone pratiche e progetti riguardanti il turismo accessibile in Italia. «Anche noi con Anyway Accessalento - continua Stabile - abbiamo parlato del nostro impegno a dare supporto tecnico alle strutture che vogliono diventare accessibili e del lavor che svolgiamo nel creare dei pacchetti turistici accessibili».

Il pubblico ha partecipato con interesse e ha chiesto indicazioni su come valutare un posto accessibile o meno. «Ci teniamo a sottolineare che non esistono solo le barriere architettoniche - spiega il presidente dell’associazione - ma valutiamo anche l’approccio che si ha nei confronti di un disabile. Va ricordato che disabile non indica solo chi ha difficoltà motorie, ma è un termine molto vasto, al quale rientrano, per esempio, anche coloro che hanno delle intolleranze, ad esempio. Ho parlato anche della mia esperienza di partecipazione presso gli istituti alberghieri per spiegare il concetto di turismo accessibile e come porsi nei confronti dei clienti particolari». La voglia di fare c’è, adesso serve l’impegno per sensibilizzare e rendere accessibili i luoghi di vacanza. L’associazione Anyway Accessalento si mette a disposizione delle strutture che volessero avere un parere sull’accessibilità dei propri luoghi. Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione tramite mail all’indirizzo: info@accessalento.it.


ASSOCIAZIONI

GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MGF

I

13

Formare gli operatori e sensibilizzare le donne. Questo il lavoro che l’associazione Integra persegue da anni contro una pratica che lede la dignità della persona

l 6 febbraio in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili. Ancora sono tante le donne, le bambine, che in tutto il mondo sono sottoposte alla crudele pratica della mutilazione genitale. Da anni le associazioni di volontariato sono attive sul campo per fermare una tradizione atroce che porta solo sofferenze. «Il nostro lavoro si svolge su un doppio binario – afferma la presidente dell’associazione Integra, Klodiana Cuka – dare una formazione a tutti gli operatori sociosanitari e informare le donne che la pratica della mutilazione genitale è reato in Italia e le aiutiamo a rompere la catena che le lega a questa tradizione che lede la dignità della donna e della persona, prima di tutto». Tra il 2009 e il 2010 Integra ha partecipato ad un progetto nazionale che aveva lo scopo di monitorare e scovare eventuali casi di mutilazione sul territorio e provare la conoscenza del tema da parte di operatori sanitari e mediatori. «Nella ricerca che abbiamo svolto sono state coinvolte le donne, le famiglie e gli operatori della rete socio-sanitaria. Purtroppo è venuto fuori che la conoscenza da parte di questi ultimi è molto

bassa e mancano dei percorsi di formazione organizzati – continua Cuka – e per questo ci siamo attivati per colmare questa lacuna, con corsi specifici. Invece, per quanto riguarda le potenziali vittime abbiamo cercato di sensibilizzarle. Certo, non è facile parlare con loro di mutilazioni. Ciò che per la nostra cultura è atroce e intacca la dignità umana, per loro e per i loro Paesi non lo è, sono pratiche del tutto normali». E questo viene supportato anche dalle ricerche

antropologiche realizzate negli anni. Ecco perché è ancora difficile fermare del tutto le mutilazioni, che riguardano anche gli uomini, con la pratica della circoncisione. Secondo i dati più aggiornati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale. L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno delle Mgf è più diffuso, con

91,5milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e circa 3milioni di altre che ogni anno si aggiungono al totale. La pratica è documentata e monitorata in 27 paesi africani e nello Yemen. In altri Stati (India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele) si ha la certezza che vi siano casi di Mgf ma mancano indagini statistiche attendibili. Meno documentata è la notizia di casi di Mgf avvenute in America Latina (Colombia, Perù), e in altri paesi dell’Asia e dell’Africa (Oman, Sri Lanka, Rep. Dem. del Congo) dove tale pratica non è mai assurta a tradizione vera e propria. Segnalati casi sporadici di Mgf anche in paesi occidentali, limitatamente ad alcune comunità di migranti. «Le donne spesso costringono le figlie a farlo e anche quando sono all’estero, le costringono a rientrare nei paesi d’origine dove sono le nonne a perpetrare la pratica – continua la presidente di Integra. Non è facile trovare e parlare con una donna mutilata, violentata nella sua dignità, perché spesso ha vergogna e non parlano, neanche tra di loro. Ecco perché è importante il nostro aiuto, anche per tutelare le ragazze di seconda generazione».

MURETTI A SECCO CON LA ROCCIA DI TORCITO

Secondo Italia Nostra lo sbancamento della collina è servito a ricavare pietre per costruire i tradizionali muri di campagna

S

igilli nel parco di Torcito, a Cannole, dopo lo scempio compiuto nei giorni scorsi. I carabinieri di Maglie e gli uomini della Forestale di Otranto hanno sequestrato preventivamente il cantiere per dar luogo alle indagini. Intanto sull’accaduto è intervenuta l’associazione Italia Nostra che, per voce del suo presidente, Marcello Seclì, ha così commentato: «La collina sbancata a Torcito? La roccia forse doveva essere riutilizzata per la costruzioni dei muretti a secco previsti nel progetto. Ma scavando direttamente il terreno la ditta avrebbe potuto risparmiare sui materiali». Il Comune di Cannole congiuntamente alla Provincia di Lecce, proprietaria del parco, hanno sospeso i lavori della ditta Intini Source spa, unica partecipante e vincitrice del bando per la “valorizzazione delle potenzialità turistiche della Masseria Torcito” e per la gestione sino 2030. Le forze dell’ordine hanno inoltre denunciato gli ingegneri dell’impresa, per violazioni paesaggistiche e deturpamento del patrimonio naturale. Alcuni ambientalisti si erano accorti di quello che stava succedendo in quella zona e hanno cercato di testimoniarlo scattando delle foto. A queste è seguita subito una lettera di segnalazione alla Regione Puglia, alla Provincia di Lecce e al Comune di Cannole, oltre che ai carabinieri e alla forestale. «Torcito doveva diventare il fiore all’occhiello della Provincia – ha dichiarato

U

Seclì – ma ora, per colpa di una precisa volontà di distruggere il territorio, quei luoghi sono compromessi per sempre». L’Amministrazione provinciale aveva sottoscritto con la ditta un accordo nel quale si diceva chiaramente che «non sono consentiti movimenti di terra (sbancamenti, sterri, riporti) che modifichino in maniera significativa l’attuale assetto geomorfologico d’insieme, al fine di conservare nel contempo l’assetto idrogeologico complessivo delle aree oggetto d’intervento; l’andamento orografico delle aree interessate dagli interventi deve essere coincidente con la morfologia del terreno esistente; tutti gli interventi previsti devono essere compatibili con il mantenimento/ripristino della sosta e della presenza di specie faunistiche autoctone». Tutto rimasto solo nero su bianco. La collina è stata danneggiata, e non può porre rimedio la clausola fideiussoria sottoscritta dalla società a garanzia del progetto e degli accordi con la Provincia. Proprio per il danno irreversibile, Italia Nostra, oltre alla denuncia a carico dei tecnici della ditta, chiede di più: «Questa gente dovrebbe essere arrestata. Fa bene la Provincia di Lecce a prendere le distanze da un atto criminale e volontario. Ci aspettiamo che il presidente Gabellone ora revochi il bando alla società – attaccano dal direttivo di Italia Nostra. Certo, forse qualche controllo in più non sarebbe guastato. Ma in fondo chi si aspettava che potesse accadere una cosa simile?».

UNA PETIZIONE CONTRO LE STRADE INUTILI bloccata a Montesano salentino. Ecco i nomi di chi Le firme raccolte sul sito www.petizionepubblica.

na petizione per bloccare i cantieri delle strade ritenute inutili. Il concetto sul quale fanno quadrato le 14 personalità che hanno lanciato la petizione è chiaro: «Il Salento non ha bisogno di nuove strade a quattro corsie, ma di un armonico sviluppo sostenibile». Il primo progetto da bloccare è senza dubbio la Regionale 8 (Lecce-Melendugno), poi la Otranto-Gallipoli e la Casalabate-Porto Cesareo. I firmatari, inoltre, chiedono che venga rivisto il tratto Palmariggi-Otranto, della Maglie-Otranto e che la nuova 275, la «strada parco» la Maglie-Leuca, venga

per primo ha firmato la petizione: il regista Edoardo Winspeare; Nandu Popu dei “Sud Sound System”; l’attore Mario Perrotta; i docenti universitari Elettra Ingravallo, Luigi A. Santoro, Cosimo Pagliara e Gabriella Sava; Roberto Valenti; Sebastiano Venneri, della segreteria nazionale di Legambiente; Chiara Idrusa Scrimieri di “Salviamo gli ulivi del Salento”; Alfredo Melissano di “Nuova Messapia”; il comitato “Io conto” di Ugento; Vito Lisi del “Comitato SOS 275” e il direttore di “Qui Salento” Roberto Guido.

it saranno inviate al commissario europeo per i trasporti Siim Kallas, a quello per l’ambiente Janez Potocnik, al presidente del Consiglio Mario Monti e ai presidenti di Regione e Provincia, Nichi Vendola e Antonio Gabellone. Nel testo si chiede un intervento urgente per fermare questi scempi sia per l’inutile consumo di suolo, sia per lo sradicamento previsto di migliaia e migliaia di alberi, per la gran parte di ulivi, sia per la devastazione di campi e aziende agricole.


VOLONTARIATO

14

L

a scelta fatta dal Parlamento europeo e dal Consiglio, su proposta dalla Commissione, non è casuale: ricorre quest’anno, infatti, il ventennale dall’entrata in vigore del trattato di Maastricht, che nel 1993 ha introdotto il concetto di «cittadinanza dell’Unione», i cui diritti sono stati poi rafforzati successivamente nei due trattati di Amsterdam nel 1999 e di Lisbona nel 2009. La decisione è stata pubblicata il 23 novembre 2012 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, mentre l’anno è stato inaugurato ufficialmente lo scorso 10 gennaio a Dublino, con un dibattito pubblico, in concomitanza con l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio. L’anno sarà occasione per discutere sui diritti e sulle possibilità nell’essere cittadini europei. Viaggiare liberamente, lavorare, studiare nei diversi Stati dell’Unione e ancora ricevere tutela, presentare una petizione al Parlamento europeo, rivolgersi al Mediatore europeo e, dal 2012, partecipare a un’iniziativa dei cittadini europei, avere l’assistenza sanitaria transfrontaliera: sono solo alcune delle tante azioni che vengono garantite ai cittadini dell’Unione, ma la consapevolezza delle opportunità che si hanno è ancora molto bassa. Anche per colmare queste lacune verterà la celebrazione dell’Anno.

I PRECEDENTI

N

on è la prima volta che si affronta questo tema, già nel 2010 venne redatta una relazione sulla cittadinanza dell’Unione intitolata «Eliminare gli ostacoli all’esercizio dei diritti dei cittadini nell’Unione», a seguito della quale la Commissione prese in esame i principali ostacoli incontrati dai cittadini nell’affrontare la vita quotidiana e nell’esercitare i diritti in quanto cittadini dell’Unione individuando, poi, 25 azioni concrete per rimuovere gli ostacoli. Lo scoglio principale da affrontare è proprio senza dubbio la scarsità delle informazioni, che impedisce ai cittadini di beneficiare di tanti diritti. A supporto di questa conclusione ci sono delle ricerche condotte in passato. Nel 2009 si è stimato che fossero 11,9 milioni i cittadini dell’Unione residenti in uno Stato membro diverso dal proprio. Dello stesso anno è poi un’indagine di Eurobarometro dalla quale è emerso che più di un terzo (35%) dei cittadini europei sarebbe disposto a lavorare in un altro Stato membro, ma quasi un europeo su cinque ritiene che sussistano troppi ostacoli all’esercizio di un’attività lavorativa in un altro Stato membro. Un altro studio (2009) ha rivelato che la mancanza di informazioni e i problemi linguistici costituiscono l’ostacolo più rilevante a quello che è definito “pendolarismo transfrontaliero” che, con la migrazione transnazionale, costituisce la principale forma di mobilità geografica per motivi di lavoro nell’Ue. Proprio riguardo la consapevolezza su diritti e opportunità un’altra indagine di Eurobarometro del 2010 rivela che gli europei sono in generale consapevoli del proprio status di cittadini dell’Unione (il 79% degli intervistati considera familiare l’espressione “cittadino dell’Unione Europea”), ma pochi sanno che significa in concreto: soltanto il 43% conosce il significato dell’espressione citata e quasi la metà dei cittadini europei (48%) ritiene di non essere ben informata sui propri diritti.

GLI OBIETTIVI

R

endere i cittadini consapevoli dei propri diritti è il leit motiv dell’Anno, verranno diffuse e fatte conoscere meglio tutte le politiche e i programmi esistenti e si proverà a spiegare ai cittadini come beneficiare pienamente delle opportunità dell’Unione. Non mancherà poi un dibattito pubblico sull’Unione Europea del futuro e sulle riforme necessarie per migliorare la vita quotidiana dei cittadini europei. E a conclusione dell’anno la Commissione pubblicherà la seconda relazione sulla cittadinanza dell’Unione. Nello specifico, gli obiettivi che l’Anno europeo dei cittadini vorrebbe raggiungere, sono stati elencati nella Gazzetta ufficiale dell’Ue: a) rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell’Unione con riguardo al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente nell’Unione e, in tale contesto, a tutti gli altri diritti garantiti ai cittadini dell’Unione senza alcuna discriminazione, compreso il loro diritto di voto alle elezioni locali ed europee nello Stato membro in cui risiedono; b) rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell’Unione, compresi i giovani, con riguardo alle modalità con le quali possono tangibilmente beneficiare dei diritti dell’Unione, nonché con riguardo alle politiche e ai programmi esistenti per sostenere l’esercizio di tali diritti; c) stimolare un dibattito sulle conseguenze e sulle potenzialità del diritto di circolare e di soggiornare liberamente quale aspetto inalienabile della cittadinanza dell’Unione, con l’obiettivo di incoraggiare e rafforzare la partecipazione civica e democratica attiva dei cittadini dell’Unione, in particolare a forum civici sulle politiche dell’Unione e alle elezioni del Parlamento europeo, rafforzando in tal modo la coesione sociale, la diversità culturale, la solidarietà, la parità tra donne e uomini, il rispetto reciproco e un senso di un’identità comune europea tra i cittadini dell’Unione, sulla base dei valori fondamentali dell’Unione sanciti nel TUE e nel TFUE, nonché nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

LE INIZIATIVE

P

er raggiungere lo scopo sono state messe in campo numerose iniziative, come ad esempio la nascita del portale web multilingue «La tua Europa», un sistema di informazione a sportello unico sui diritti dei cittadini e delle imprese dell’Unione. Per l’Italia, sarà il Dipartimento per le Politiche Europee ad assicurare il coordinamento delle attività nazionali, la promozione delle iniziative regionali e locali, favorendo la partecipazione di tutte le parti interessate inclusa la società civile. Si è già svolta a Roma la prima riunione di coordinamento con le Pubbliche Amministrazioni e altre istituzioni, europee e italiane, per concordare le strategie da seguire sulle azioni di comunicazione. Il dipartimento risponderà, inoltre alle sollecitazioni e alle proposte che ognuno può lanciare, comunicando attraverso la mail annoeuropeocittadini@governo.it. Intanto, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha realizzato un kit didattico: dieci moduli che illustrano le dimensioni economica, sociale, politica e culturale della cittadinanza responsabile e sostenibile nell’Unione Europea. Nel primo modulo sono espressi i concetti chiave della cittadinanza attiva e partecipativa. Gli altri nove moduli, sono disponibili solo in lingua inglese e affrontano i temi quali: la lotta contro la discriminazione e le pari opportunità, con particolare attenzione, tra l’altro, per le donne e le persone con disabilità. Sempre per spingere verso la partecipazione il Cese ha in programma di organizzare conferenze ed eventi sia a Bruxelles che negli Stati membri. Si può sapere di più collegandosi al sito del Dipartimento politiche europee, dove verranno inserite tutte le iniziative in programma in Italia. E non potevano rimanere fuori i social network: tutte le informazioni, le curiosità e gli eventi saranno pubblicati sia su Facebook www.facebook. com/vivieuropa che su Twitter @DipPoliticheUE


VOLONTARIATO

15

NEL 2013 PUGLIACAPITALESOCIALE

Approvato dalla Giunta regionale un programma regionale per la promozione del capitale sociale delle comunità locali a supporto dei Piani sociali di zona. Il programma rientra nelle attività per l’Anno Europeo della dei Cittadini

C

ittadinanza attiva, innovazione sociale e sussidiarietà. Sono queste le parole chiave sulle quali è costruito il programma regionale PugliaCapitaleSociale, per la promozione del capitale sociale delle comunità locali a supporto dei Piani Sociali di Zona. Con questo programma l’Assessorato regionale al Welfare vuole celebrare il 2013 Anno Europeo dei Cittadini, così definito su decisione del Consiglio d’Europa. Il Piano regionale delle politiche sociali indica lo sviluppo del capitale sociale delle comunità come fattore predittivo del buon funzionamento di un sistema locale di servizi sociosanitari. “Con questo programma – spiega l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile - intendiamo sostenere e valorizzare le reti di solidarietà territoriali, le forme di auto-organizzazione dei cittadini, il valore aggiunto che le forme di impegno civile offrono alla rete locale dei servizi”. Advocacy, inclusione sociale, empowerment i temi sui quali sviluppare i program-

I

mi locali d’intervento, attraverso il coinvolgimento di partenariati ampi, non strumentali, tra organizzazioni del terzo settore, gruppi informali di cittadini, imprese, enti locali che condividano le finalità del programma e si impegnano a garantirne nel tempo la sostenibilità. I programmi locali assumeranno la forma di veri e propri patti per la sussidiarietà, intese e impegni reciproci dei sottoscrittori, enti pubblici, organizzazioni non profit, imprese, finalizzati all’attuazione delle iniziative solidaristiche previste sul territorio, con l’intento di consolidare le esperienze di collaborazione tra i diversi soggetti locali e sostenere nel tempo gli obiettivi del programma. Il programma regionale è realizzato con la collaborazione del Coordinamento Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet Puglia). Destinatari del programma saranno comitati locali, ad ampia base di partecipazione, appositamente costituiti tra tutti i soggetti pubblici, privati, orga-

nizzazioni non profit che dichiarano di condividere le finalità dell’intervento, articolati sulla dimensione territoriale dell’Ambito, in coerenza con gli indirizzi regionali in materia di gestione dei servizi sociali e sociosanitari. La Regione Puglia, in collaborazione con la rete dei Centri di Servizio per il Volontariato, provvederà a realizzare

iniziative di animazione territoriale, per la promozione del programma e il coinvolgimento dei diversi soggetti territoriali interessati alla partecipazione alle attività. CsV Puglia Net, a seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa con l’assessorato regionale al Welfare, provvederà a redigere un progetto esecutivo più dettagliato.

PUGLIA CAPITALE SOCIALE, ECCO IL PROGRAMMA REGIONALE

l 2013 è stato ufficialmente proclamato anno europeo dei cittadini per decisione del Parlamento Europeo con l’obiettivo generale di rafforzare la conoscenza e la consapevolezza dei diritti e della responsabilità connessi alla cittadinanza europea. L’assessorato al welfare della Regione Puglia ha approvato un programma di iniziative e di attività denominato “Puglia Capitale Sociale” finalizzato allo sviluppo della cittadinanza attiva. A parlarci del programma e degli obiettivi di questo programma, Piero D’Argento,consulente welfare della Regione Puglia. L’ Unione Europea ha indicato il 2013 come anno Europeo dei Cittadini anche in occasione di questa circostanza, la Regine Puglia Assessorato al welfare, ha inteso a provare un programma di lavoro finalizzato allo sviluppo del Capitale sociale, e della cittadinanza attiva connessa all’ attuazione dei piani sociali di zona cioè degli strumenti di programmazione delle politiche e dei servizi sociali a livello territoriale. Si tratta di un programma ambizioso,vasto, che intende sollecitare lo sviluppo di iniziative su ambito comunitario, su ambito locale, che mettono insieme associazioni, cooperative, enti pubblici, ma anche soggetti privati ed imprese che condividano l’obiettivo di organizzare attività di solidarietà, attività di impegno e di cittadinanza attiva nel sistema dei servizi sociali, per gli anziani, per i bambini, per i disabili, tutti servizi previsti dai

Piani Sociali di Zona. Entrando più nel merito del programma, come si articola nel dettaglio, quali sono le fasi e lo sviluppo previsti? Il progetto è finanziato con circa 600mila € al momento ma puntiamo ad incrementare le risorse disponibili perchè su ciascun ambito territoriale, su ciascun territorio della Regione, si possano creare delle reti di soggetti plurimi come ho indicato prima che presentino alla Regione iniziative di promozione di attività connesse appunto allo sviluppo della cittadinanza attiva. Questo coinvolgendo le reti di solidarietà, il volontariato, ma anche il sistema delle imprese. L’aano prossimo la Regione Puglia intende nvestire anche sui temi dell’economia sociale cioè della produzione di beni,servizi, attività prevalentemente economiche ma improntate rigorosamente su temi di carattere etico, sviluppo di relazioni solidali, a tutti temi propri delle attività di volontariato e di cittadinanza attiva. Come si espliciterà la collaborazione con il volontariato pugliese? La collaborazione con le Organizzazioni Di Volontariato è uno dei punti qualificanti il progetto. Il progetto nella sua attività di attuazione è affidato ai Centri Servizi di Volontariato ai quali chiediamo un contributo importante affinchè da una parte consentano la promozione dell’iniziativa in maniera diffusa e articolata attraverso anche il coinvolgimento delle organizzazioni aderenti o

comunque più io generale di tutti la rete di associazioni di volontariato del territorio pugliese dall’altra,anche in qualche modo ci aiutino a individuare tra tutti i progetti che verranno presentati quelli che rispondono in maniera più incisiva, in maniera più significativa, alle priorità indicate dal programma stesso che sono sintenticamente, l’innovazione sociale cioè la capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini sul territorio in maniera appunto innovativa, in maniera creativa rispetto anche a come si è tradizionalmente organizzato il sistema dei servizi, la rete, cioè il coinvolgimento degli attori protagonisti principali del lavoro sociale di quel territorio e non soltanto appunto le Organizzazioni Di Volontariato, le cooperative sociali, ma

anche il sistema delle imprese, i sindacati, le organizzazioni sindacali, gli enti locali stessi e il terzo punto qualificante di questo programma è lo sviluppo dell’economia di questi soggetti. Cioè noi puntiamo a realizzare programmi di attività che nel tempo consolidino l’obiettivo di produzione di Capitale Sociale di quei territori, cioè di iniziative, di attività di sviluppo della solidarietà che siano promosse in un arco di tempo più ampio anche aldilà della durata di realizzazione di questi progetti. Da questo punto di vista il contributo che ci aspettiamo dalle Organizzazioni di Volontariato è fondamentale per garantire da una parte la sostenibilità dell’iniziativa e dall’altra la sua durata nel tempo.

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Dicembre - Febbraio 2012 - Anno VIII - n.63 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Lara Esposito, Luigi Conte, Sara Beaujeste D’Arpe. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel. 0832.392640 - Fax 0832.391232 - Direttore: 335.6458557

www.csvsalento.it

stampa@csvsalento.it

Stampa: BLEVE PUBBLICITÀ - Tel e Fax 0833.532372


16

63 - VS Dicembre 2012 - Febbraio 2013  

Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

Advertisement