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csvs informa

Marzo 2014 - Anno IX - n.72

pari opportunità

Presto on-line una nuova rivista regionale

Violenza sulle donne, ecco il DDL

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IN PUGLIA LA IV CONFERENZA NAZIONALE SULL’INFANZIA

arte dalla Puglia il rilancio delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza in Italia. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nei giorni 27 e 28 marzo 2014 organizza a Bari, presso Villa Romanazzi Carducci, la quarta Conferenza Nazionale sull’Infanzia e sull’Adolescenza. L’evento, che si svolgerà al massimo livello istituzionale, rappresenta l’occasione per far incontrare le amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni, il privato sociale, le imprese e tutti gli attori che si occupano di infanzia e adolescenza, mettendo a disposizione più spazi di confronto e di riflessione. I due giorni di lavoro, articolati attorno a sessioni plenarie e tematiche che avranno il contributo dei più noti studiosi italiani, permetteranno lo svolgersi di un’ampia consultazione tra le forze coinvolte in vista della formulazione del Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. La conferenza si aprirà con una relazione di Daniela del Boca sul perché oggi più che mai è necessario investire sull’infanzia. A confrontarsi sul tema saranno poi Göran Holmqvist, di Unicef, Carla Rinaldi di Reggio children, Emma Toledano Laredo per la direzione affari sociali della Commissione Europea, e Lorena Rambaudi, membro della Conferenza dei presidenti delle Regioni. Nel pomeriggio Cristiana Berliri, responsabile del Dipartimento per l’inclusione e le politiche sociali del ministero, coordinerà i lavori della sessione su povertà dei bambini e delle famiglie, in cui interverranno Cristiano Gori, la responsabile Istat Linda Laura Sabbadini, Vito Peragine e Raffaella Milano. Nel corso della giornata verranno affrontati altri due importanti temi: quello dei ragazzi fuori dalla famiglia e quello dell’integrazione, in cui parteciperanno anche rappresentanti della rete G2. Infine si parlerà

di servizi socio educativi per la prima infanzia con Caterina Cittadino, Susanna Mantovani e Saverio Gazzelloni. La giornata del 28 si aprirà con un’analisi lavori dei singoli gruppi moderata da Raffaelle Tangorra, dirigente del ministero del Lavoro. Si proseguirà con una tavola rotonda a cui parteciperanno Maria Vittoria Brambilla, presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia, Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, università e ricerca, Vincenzo Spadafora, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Piero Fassino presidente dell’Anci, Federica Aguiari di Pidida, Arianna Saulini di Gruppo Crc e Liviana Marelli di Batti il 5. Chiuderà la conferenza la relazione del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti. Alla Conferenza nazionale partecipano vari enti tra cui anche la Regione Puglia con l’assessorato regionale al Welfare che avrà una postazione dedicata assieme a quelle del Ministero e del Comune. Nella postazione dell’assessorato regionale sarà possibile consultare materiale sulle politiche per i minori e le famiglie e incontrare il personale per ricevere le informazioni più aggiornate sui servizi pugliesi. Per tutte le informazioni sulla logistica, sui contenuti della Conferenza e sul programma dell’evento, è possibile accedere al sito dedicato www.conferenzainfanzia.info.

le parole che contano

Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport

Alex Zanardi

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Editoriale

di Luigi RUSSO

UNA NUOVA FASE PER I CSV DELLA PUGLIA

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opo un decennio di presenza sul territorio, i sei CSV della Puglia sono tenuti oggi a fare un primo bilancio della loro presenza. La domanda che si devono porre, per non cadere nella trappola di cullarsi nei successi evidenti, è la seguente: come fare una revisione della modalità di offrire servizi al volontariato pugliese, cercando di assecondare la naturale evoluzione della presenza consolidata e di ascoltare la storia? Diciamocelo: grande è stato il lavoro di “infrastrutturazione” dei CSV, cioè la messa a regime, soprattutto a cura della classe dirigente dei CSV (“volontari”) e del personale tecnico. Sicuramente le 2.100 associazioni pugliesi oggi sono “quello che devono essere”, anche per merito del “servizio” a loro offerto “gratis” dai CSV; e finalmente è stata fatta chiarezza (e ancora se ne farà) su tante zone d’ombra. Ma è arrivato il momento di indirizzarsi verso una nuova frontiera: la trasformazione del modello “satellitare” dei CSV, con confini geografici (quelli provinciali) ormai divenuti anacronistici, per passare a un “modello sistemico”, nel quale i vari CSV mettono insieme le loro eccellenze e investono: in una formazione alla governance più diffusa e condivisa, che consolidi la democraticità, la trasparenza, la corresponsabilità; in una comunicazione e informazione più efficace che si pone come obiettivo non solo la “visibilità”, ma anche il cambiamento culturale della società pugliese, nella quale va valorizzata la cultura del dono, della responsabilità, della cittadinanza, della sussidiarietà; in una capacità di allargare e qualificare il sistema economico che permette ai CSV di continuare ad esistere anche nel futuro; in un sistema puntuale di rilevazione del fenomeno volontariato, raccordato con la banca dati nazionale; in una modalità di gestione contabile più efficiente e confrontabile e trasparente. Ovviamente, occorre ribadirlo, tutto questo senza perdere di vista il valore della territorialità, della funzione di prossimità alle associazioni che solo i CSV provinciali possono permettere. Come dice un proverbio brasiliano: “Camminando s’apre cammino”…


CSVS INFORMA

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PUBBLICATA LA GRADUATORIA DEL BANDO IDEE

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Gli elenchi degli ammessi alla prima scadenza del bando del CSVS sono disponibili online

ono 49 i progetti che, presentati da associazioni di volontariato della provincia di Lecce, sono ammessi ad ottenere il sostegno del CSV Salento nell’ambito della prima scadenza del Bando di Idee 2014, per le iniziative da realizzare dal 10 marzo 2014 al 30 settembre 2014. Com’è noto, attraverso il Bando di Idee il CSVS si impegna a sostenere direttamente, fino ad un massimo di 350 euro per iniziativa, parte dei costi delle attività di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà proposte dalle associazioni del territorio. L’OdV che risulta vincitrice del bando dovrà contattare il settore Promozione e ricerca del CSV Salento almeno 10 giorni prima dell’inizio delle

attività al fine di indicare eventuali modifiche di relatori/docenti, modi e tempi delle attività e ogni altro dettaglio utile alla gestione amministrativa. L’OdV dovrà, inoltre, entro lo stesso termine far pervenire i preventivi di spesa al CSV Salento che, dopo verifica, controllo e approvazione da parte dell’ufficio preposto, provvederà agli ordini delle forniture e alla liquidazione delle spese. Nel caso queste ultime siano tipografiche, unitamente ai preventivi dovrà essere allegata la bozza grafica. Tutti i documenti di spesa (preventivi e fatture) dovranno essere intestati al CSV Salento e indicare in oggetto il nome dell’associazione e il bando di riferimento. Il legale rappresentante dell’OdV dovrà

rilasciare una dichiarazione in cui evidenzia che i prestatori di lavoro remunerati non risultino essere soci dell’OdV. La graduatoria con l’elenco dei progetti ammessi è disponibile sul sito www.csvsalento.it. Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare l’ufficio Promozione e ricerca del CSV Salento al numero 0832/392640 nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 13. Si ricorda che ogni OdV ammessa dovrà far pervenire sempreall’area Promozione i file definitivi del materiale tipografico per email all’indirizzo ricerca@ csvsalento.it al fine di consentire la verifica ed il rilascio dell’autorizzazione alla stampa.

PAROLE SOCIALI, LIBRI E IDEE 5 PER MILLE, ECCO I PAGAMENTI FALLITI PER UNA SOCIETÀ SOLIDALE S

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Le OdV del territorio sono invitate a partecipare alla costruzione del programma

e le parole sono importanti, contribuire alla diffusione di quelle solidali è una sfida che il CSV Salento ha scelto di affrontare grazie al progetto “Parole sociali: libri e idee per una società solidale”, iniziativa promossa nell’ambito delle attività di promozione del Volontariato del CSVS in collaborazione con la libreria Feltrinelli. L’obiettivo è quello di promuovere la cultura della solidarietà attraverso una serie di incontri con autori di libri dedicati al sociale nelle sue svariate declinazioni. Per un mese, nel “Maggio dei libri”, la campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commis-

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sione Nazionale Italiana per l’Unesco, il CSV Salento organizzerà la presentazione di un libro accompagnato da un relativo dibattito con l’autore e con le organizzazioni di volontariato che si occupano del tema trattato. Sarà questa un’occasione per affrontare tematiche legate al mondo del volontariato utilizzando una metodologia particolarmente apprezzata dai giovani. Il CSV Salento invita le associazioni del territorio a contribuire alla creazione del programma, segnalando un libro di recente uscita entro lunedì 31 marzo all’indirizzo ricerca@csvsalento.it. Di tutti i libri indicati ne verranno selezionati quattro. Agli incontri potranno partecipare tutte le OdV interessate, portando il proprio materiale promozionale ed intervenendo nel dibattito.

PRESTO ON LINE LA RIVISTA DEI CSV PUGLIESI

arte tra aprile e maggio una nuova rivista di informazione redatta dai sei Centri di servizio al volontariato pugliesi. Diciotto pagine tutte a colori per il bimestrale che sarà consultabile e scaricabile on line sui siti dei Centri di servizio e del CSV Puglia Net. Il periodico si articolerà in una parte dedicata ai Csv della Puglia ed un’altra ai temi di approfondimento sul mondo del volontariato con una rubrica di approfondimento di carattere culturale sui temi di maggiore attualità o urgenza territoriale con interventi delle associazioni; una rubrica sulle storie, buone prassi, esempi virtuosi di associazioni; un’altra di info tecniche sulle novità amministrativo/fiscale/legale e i bandi a livello regionale, nazionale ed europeo, con un approfondimento su un tema specifico di rilievo; una rubri-

ca dedicata ai Csv pugliesi e tante altre novità. “Ci siamo voluti mettere assieme, spiega Luigi Russo, presidente del CSV Salento e del CSV Puglia Net non solo per contrarre notevolmente le spese a carico di questo importante settore, quello informativo, ma soprattutto per rendere più efficace e capillare l’informazione su tutto il territorio regionale. L’obiettivo infatti è quello di dotare le Odv, le associazioni, gli enti pubblici – Comuni, scuole, università, Province, Regione, Asl - gli enti profit e tutti i cittadini interessati di uno strumento digitale di informazione sul volontariato – novità, leggi, decreti, eventi, incontri, manifestazioni – e di formazione culturale ai temi della cittadinanza attiva, della partecipazione e della sussidiarietà”.

ono disponibili online, sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, gli elenchi delle disposizioni di pagamento del 5 per mille non andate a buon fine per gli anni finanziari dal 2007 al 2011. Gli elenchi si riferiscono alle disposizioni effettuate entro il 13 dicembre 2013. Nella procedura di pagamento, infatti, alcuni versamenti possono non andare a buon fine a causa di variazioni del codice iban determinate dalle trasformazioni societarie degli istituti di credito. L’Agenzia delle Entrate richiede le coordinate dell’iban corrette da inviare al Ministero del Lavoro gli elenchi per i nuovi pagamenti presso la contabilità speciale della Banca d’Italia. Eventuali variazioni intervenute sull’iban nelle more del pagamento dovranno essere comunicati all’indirizzo email Quesiti5perMille@lavoro.gov.it.

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ULTIMA CHIAMATA PER IL BANDO FORMAZIONE 2014

’è tempo fino al 31 marzo 2014 per presentare la domanda di partecipazione alla prima scadenza del Bando Formazione che finanzia progetti delle OdV o di reti di associazioni che abbiano come capofila un’organizzazione di volontariato. I progetti dovranno avere come finalità la formazione dei volontari. La prima scadenza si avvia dal 03 febbraio fino alle ore 18 del 31 marzo 2014 per le iniziative da realizzare dal 22 aprile al 31 luglio 2014. Saranno finanziati complessivamente 40 progetti, 20 per la prima scadenza e 20 per la successiva a valere su un fondo complessivo di 32mila euro. È prevista una quota di compartecipazione alle spese a carico dell’Odv proponente e/o capofila nella misura minima del 20% del costo complessivo della proposta. L’importo massimo finanziabile è di 800 euro lorde per ciascuna proposta formativa. Per informazioni visitare il sito www.csvsalento.it.

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IN SCADENZA LE VARIAZIONI DEL MODELLO EAS 2013

e variazioni relative alla compilazione del modello Eas 2013 devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2014. Si tratta di cambiamenti di alcuni dati inseriti nel modello che implicano la ripresentazione del modello stesso. La compilazione può essere effettuata esclusivamente per via telematica avvalendosi di un intermediario abilitato come un commercialista o direttamente da parte dell’associazione se ha accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Non è necessario inviare nuovamente l’Eas qualora le modifiche riguardino esclusivamente i seguenti dati: ammontare dei contributi pubblici ricevuti (dichiarazione n. 31); ammontare delle erogazioni liberali ricevute (dichiarazione n. 30); numero dei soci e/o associati dell’ente associativo (dichiarazione n.

24); ammontare delle entrate (dichiarazione n.23); costo sostenuto per messaggi pubblicitari (dichiarazione n.21); il solo ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente (ultima parte della dichiarazione n.20); numero e giorni per l’organizzazione di manifestazioni di raccolta fondi (dichiarazione n.33); nominativo del rappresentante legale, denominazione e sede legale. Sono esentate dalla presentazione del modello Eas le associazioni di volontariato regolarmente iscritte ai registri del volontariato di cui alla legge 266/91 che svolgono solo attività istituzionali oppure che, svolgendo attività commerciali e produttive, realizzano solo quelle marginali individuate dal decreto del Ministro delle Finanze del 25 maggio 1995


ASSOCIAZIONI

ACCESSIBILITÀ WEB, QUALE FRONTIERA?

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L’associazione ADA Salento propone più formazione e informazione, potenziamento della banda larga e impegno da parte della pubblica amministrazione

L’Italia è molto avanti per quanto riguarda la normativa sull’accessibilità dei siti internet e sulla trasparenza digitale, il vero problema è che la legge non viene applicata». È questo l’amaro commento di Luigi Di Viggiano, presidente dell’associazione di volontariato “ADA Salento” sul voto passato in parlamento europeo che prevede l’obbligo di rendere accessibili tutti i siti della pubblica amministrazione e quelli privati che forniscono servizi come le compagnie elettriche, i fornitori di gas e acqua, gli asili nido, le poste e le banche, le società di trasporti e i servizi sanitari. Al vaglio, infatti, un disegno di legge che impone l’accessibilità da tutti gli strumenti usati dall’utente per la navigazione e suggerisce un limite di tempo di un anno per adeguarsi alle linee guida tecniche chiamate standard Wcag 2.0. per permettere, ad esempio, agli utenti di ingrandire il testo o le immagini, di navigare solo con la tastiera e con l’ausilio di lettori di schermo, di avere sottotitoli per i video etc. Questo renderebbe il web utilizzabile non solo ai disabili (sordi ciechi o persone con disabilità motoria), ma anche più fruibile da parte degli anziani. In Italia la normativa, effettivamente, non manca. In primis la numero 4 del 2008, la cosiddetta “legge Stanca” su “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, ma anche la legge 82 del 2005, il “Codice dell’amministrazione digitale” aggiornato con il decreto legislativo 33 del 2013 sul “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. «Sono

ottime leggi – continua Di Viggiano, esperto anche di normativa informatica – che prevedono l’accessibilità ma anche la necessità di trasparenza e di continuo aggiornamento delle informazioni. Le pubblicazioni telematiche, infatti, ormai hanno valore legale ed è un diritto di tutti i cittadini poter accedere liberamente alle informazioni. Su questo – incalza – siamo ancora indietro, basti pensare che spesso persino i siti degli Ambiti territoriali non sono costantemente aggiornati». Non usa mezzi termini Di Viggiano anche alla luce del lavoro che quotidianamente l’associazione svolge per fare assistenza alle persone anziane, in particolare quella fiscale. L’Odv, infatti, è convenzionata come Caf e Patronato e effettua numerose operazioni, ad esempio, per la gestione delle pensioni attraverso il sito dell’Inps che ha reso obbligatoria la via telematica per il disbrigo di alcune pratiche. «Cerchiamo sempre di non limitarci all’assistenza dei nostri assistiti, ma di renderli autonomi attraverso la formazione anche se i siti continuano ad essere ostili per le persone disabili o con difficoltà visiva. Basti pensare che nel migliore dei casi l’accessibilità si traduce nella sola possibilità di ingrandire i caratteri». Ma cosa si può fare, a conti fatti, per migliorare questa situazione e applicare davvero le leggi già esistenti? «Bisogna investire innanzitutto nella formazione e informazione dei cittadini– propone Di Viggiano - sulle opportunità degli strumenti telematici e aumentare la banda larga. È necessario, inoltre, che la Pa si adegui alla norma non solo formalmente, ma in maniera sostanziale, lavorando per rendere il diritto di accesso alle informazioni da parte di tutti una realtà».

VIENI A DONARE CON ME?

LA SICUREZZA STRADALE A SCUOLA

Dalla Fidas leccese arriva un monito contro le catene “bufala” di solidarietà e un invito a donare tutto l’anno grazie alle associazioni di volontariato

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iffidate dalle catene “bufala di solidarietà. L’appello arriva da Emanuele Gatto, presidente della Fidas leccese dalla colonne dell’house organ “Fidas News” dell’Associazione Leccese Donatori Volontari Sangue. Da giorni, infatti, imperversa su whatsapp un messaggio simile a questo: “Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A Rh negativo per una bambina che sta male…aiutami a diffonderlo. Grazie non diffonderlo su facebook, la famiglia non è d’accordo. La referente è Elisa Montagnoli – tel . 345/…… Mandalo ai tuoi contatti whatsapp”. Un annuncio che ricorda la bufala della presunta richiesta di sangue del gruppo B+ da parte dell’Ospedale Meyer di Firenze. «Dopo un paio di anni di calma – interviene Gatto – ci troviamo nuovamente a dover combattere contro queste bufale mediatiche che non aiutano in alcun modo la nostra opera di volontari e di donatori». Secondo il presidente Fidas, infatti, non esiste alcuna bambina parente/ amica/conoscente di Elisa Montagnoli che necessiti di sangue A Rh -. L’appello lanciato dallo stesso Gatto è un’occasione in più per ribadire che, nei casi di emergenza e di assoluto bisogno, sono i Centri Trasfusionali ad effettuare le necessarie segnalazioni alle associazioni di donatori di sangue presenti

sul territorio, le quali, a loro volta, provvedono a contattare direttamente i loro soci affinché si rechino a donare. «Il caso di questo messaggio apre una riflessione molto importante che tutti quanti dovremmo fare: una volta che leggo questo messaggio quale è la mia reazione? Mi limito a diffonderlo tra i miei contatti o effettivamente mi attivo per poter andare a donare?». Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la tendenza è quella di inoltrare il messaggio senza chiedersi come poter fare a salvare una vita. Un gesto che serve solo a mettere a posto le coscienze ma che non aiuta davvero le persone malate. «Bisogna ricordare, poi – continua Gatto – che le donazioni di sangue, di qualsiasi tipologia, sono importanti tutto l’anno e che tutti Centri Trasfusionali sono sempre pronti ad accogliere i cittadini che intendano donare il proprio sangue. Invece di far circolare queste bufale – incalza – perché non mandiamo ai nostri amici un messaggio (su whatsapp, facebook, twitter, via mail, con un semplice sms) del tipo “Ehilà!!!io domani sto andando a donare. Vieni con me?”. Allora si che in questo modo avvieremo una vera catena di solidarietà che, non con le parole, ma con i fatti consentirà di salvare la vita a tantissimi malati».

Si chiama “Biciclettando” il nuovo progetto di “Cicloamici Lecce Fiab” nato per incentivare l’uso consapevole e responsabile della bicicletta

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er seminare le basi della sicurezza stradale fin dai banchi di scuola, l’associazione “Cicloamici Lecce Fiab” ha inaugurato lo scorso 12 marzo il progetto “Bicliclettando” della durata di un mese e rivolto agli alunni delle classi terze della Scuola Primaria “Ammirato Falcone” di Lecce. Storia della bicicletta, educazione stradale, norme di comportamento, prove di abilità, manutenzione della bicicletta e ciclofficina saranno gli argomenti dell’iniziativa che avrà come obiettivi favorire atteggiamenti positivi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, sensibilizzare gli alunni al concetto di “sostenibilità ambientale” e “mobilità sostenibile”, adottare comportamenti corretti da tenere sulla strada e incentivare l’uso della bicicletta come mezzo per gli spostamenti brevi (casa –scuola) ma anche come mezzo per socializzare e divertirsi. Il bambino può rappresentare un ottimo collegamento nella diffusione di una nuova cultura dell’educazione stradale, giacché è il “nuovo cittadino” da educare, ed anche il cittadino per il quale gli adulti si rendono disponibili a rivedere i propri modelli comportamentali sulla strada. Il concetto educativo: “I bambini diventano attivi nel traffico” costituisce il concetto base da cui partire per educare i più piccoli allo spirito critico verso i comportamenti sbagliati e verso gli aspetti negativi che spesso la viabilità presenta. Il progetto si integra con la partecipazione al Concorso Nazionale per le Scuole collegato a “FIAB Bimbimbici”, uno strumento per verificare il grado di maturazione della consapevolezza acquisita. A conclusione del corso, l’11 maggio prossimo, in occasione della manifestazione nazionale della Fiab “Bimbimbici”, si svolgerà una pedalata cittadina, alla quale sono invitati a partecipare l’intera scolaresca, i genitori e gli insegnanti.


ASSOCIAZIONI

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SOSTENIBILITÀ E INCLUSIONE CON IL PROGETTO RETI U

Dall’iniziativa di sette associazioni del territorio nascerà presto un nuovo orto urbano voluto dai genitori dei bambini coinvolti nel progetto

n seme di rigenerazione urbana attivato proprio dai cittadini di domani, i bambini. È questa una delle principali conquiste del progetto R.e.t.i. - Rifiuti ed ecologia per l’Inclusione e il Territorio sostenuto dalla Fondazione con il sud con il progetto “Bando reti 2011” e ideato e realizzato da sette associazioni salentine coordinate da “CulturAmbiente” onlus nell’istituto comprensivo “Stomeo Zimbalo” di Lecce, grazie alla collaborazione dell’assessorato alle Politiche Ambientali e dell’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune. Grazie all’impegno dei volontari, la scuola ad oggi accoglie oltre 40 alberi da frutta e un orto didattico, curato dagli stessi bambini con sistema di irrigazione e a disposizione dell’intero quartiere, concimato con il compost prodotto dagli scarti della mensa scolastica grazie a “Vera la Compostiera”. Saranno impiantati nel quartiere pali provvisti del materiale necessario per una corretta gestione delle deiezioni canine. Dall’esperienza del progetto Reti nascerà presto un nuovo orto solidale, voluto dai genitori degli alunni della scuola, curato sempre dai bambini con l’aiuto degli stessi genitori. Protagonisti del percorso che per un

anno ha coinvolto l’istituto leccese, oltre 100 bambini da 7 a 11 anni, insieme ai propri docenti, chiamati a scoprire come si gestiscono i rifiuti, capirne le problematiche e realizzare modelli e azioni concrete di riutilizzo grazie agli interventi educativi ed esperienziali delle associazioni “Nuova Messapia”, “Oipa Italia onlus - Organizzazione Internazionale Protezione Animali”, “AttentaMente”, “A.n.p.a.n.a. Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente”, “Ems - Ente Modelli Sostenibili”, “Astsm - Associa-

L’ASSOCIAZIONE “LORENZO RISOLO” PER REGALARE UN SORRISO

Nasce una nuova Odv a sostegno dei piccoli pazienti affetti da patologie oncologiche

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na festa di primavera e solidarietà quella organizzata dalla neonata associazione “Lorenzo Risolo”, nata per dare sostegno e supporto ai bambini affetti da malattie oncologiche e alle loro famiglie. L’evento, che si è tenuto lo scorso 23 marzo alle Officine Cantelmo di Lecce, è stato l’occasione per presentare l’associazione e la sua mission. Scopo della serata di solidarietà animata dal concerto del Trio Favela, supportare economicamente l’aggiornamento scientifico dei medici del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale “Panico” di Tricase che ha accolto e sostenuto fino alla fine la battaglia di Lorenzo, giovane di soli 14 colpito da una grave malattia. In suo nome, infatti, l’associazione nasce e porta avanti una serie di progetti di varia natura per offrire un sostegno immediato e concreto che possa far affrontare ai bambini

la malattia con un sorriso. «Tra i nostri obiettivi a breve termine - spiega Sonia Chetta, presidente dell’associazione - c’è quello di offrire alle famiglie costrette, così come lo siamo stati noi per molto tempo, a intraprendere i tristemente famosi “viaggi della speranza” per far curare fuori i loro bambini. Abbiamo già inoltrato una richiesta ad Alitalia per l’acquisto un pacchetto di biglietti senza data da destinare proprio a loro». L’associazione si è impegnata a supportare, grazie alle generose donazioni pervenute, l’ospedale “Panico” di Tricase attivando già dallo scorso febbraio la linea internet wi-fi nei reparti di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica. Grazie a questo servizio, ora i piccoli pazienti avranno la possibilità di distrarsi dalle terapie e comunicare con i loro amici, famigliari e compagni di scuola anche accedendo ai social network.

zione Salentina Tutela Salute Mentale” e, prima fra tutte, “CulturAmbiente” onlus. Partner privato del progetto, invece, “Axa”, realtà che opera da anni nel settore della gestione degli R.s.u. A rendere l’intero progetto un’iniziativa capace di produrre un cambiamento duraturo, la presenza di “Vera la Compostiera”, un macchinario per la trasformazione del rifiuto umido prodotto dagli scarti della mensa scolastica in prezioso compost. Prima compostiera collettiva giunta in Puglia, il macchinario in dodici mesi di

attività ha prodotto circa 2,5 quintali di compost e smaltito una tonnellata di rifiuti. Il processo di rivalutazione del rifiuto attivato da “Vera la Compostiera” è stato seguito dai ricercatori di Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Il progetto si è concluso sabato 8 marzo 2014 presso la sede distaccata dell’istituto comprensivo “Stomeo Zimbalo” che ha accolto l’Eco-Day, una festa all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale.

SI CAMBI IL PIANO COSTE DI TRICASE!

La richiesta arriva dalle associazioni della città. Legambiente Cerianthus esprime fiducia nelle promesse di modifica del Comune

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Siamo sicuri che l’Amministrazione comunale rispetterà le promesse fatte e apporterà le giuste modifiche al Piano coste di Tricase che effettivamente, ad oggi, non è in linea con le necessità del territorio». Esprime fiducia Lorenzo Peluso, presidente dell’associazione Legambiente Cerianthus di Tricase, rispetto a una situazione che sta accendendo la cittadinanza attiva tricasina. La bozza del Piano, infatti, prevede una serie di interventi particolarmente invasivi per un’area parco come quella di Marina Serra e propone un utilizzo intensivo della costa, tramite la conversione di buona parte della linea mare in stabilimenti balneari e la trasformazione morfologica di gran parte della scogliera. Previsti interventi di “spianamento tipo spiaggia”, consistenti nel “modellamento della roccia mediante levigatura delle punte rocciose e/o nel riempimento delle fessure della roccia con trattamenti a strati sino all’intonaco a spiaggia”, e di “intervento tipo piscina”, ovvero “sbancamento a monte sino a raggiungere il livello del mare e quindi continuare la levigatura a mo di spiaggia sino ad una profondità di 1 metro circa e quindi il salto nel mare”. «Come tutte le associazioni della città – continua Peluso – stiamo collaborando mettendo a disposizione dell’Amministrazione le nostre idee per costruire un Piano coste più adeguato. Quando inizieranno i lavori, la nostra sarà una presenza importante perché vogliamo essere sicuri che vengano portati a termine nel migliore dei modi». La questione Piano Coste di Tricase ha acceso numerose polemiche, soprattutto nelle ultime settimane. Ha superato le mille firme la petizione on line lanciata dall’associazione “Marina Serra” che chiede un Piano coste più rispettoso del territorio.


SPECIALE PROTEZIONE CIVILE

SUPERARE LA LOGICA DELLE EMERGENZE

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La sezione provinciale dei Vigili del fuoco in congedo chiede piani comunali aggiornati e un database condiviso

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er il mondo della Protezione Civile c’è uno strumento in più per operare in maniera efficiente. È il Comitato operativo regionale per l’emergenza (Corecom), un organismo nato in seno al “Sistema regionale di protezione civile” nato in seguito all’approvazione da parte del Consiglio regionale di una legge quadro che fornisce al sistema un fondamentale contributo di chiarimento normativo dei ruoli, competenze e relazioni tra tutti gli attori protagonisti, evitando sovrapposizioni, ma anche vuoti. «In questo senso – dichiara Guglielmo Minervini, assessore regionale con delega alla Protezione civile in una nota istituzionale – la legge costituisce un tassello essenziale nel cammino enorme compiuto in questi anni, che ha consentito alla Puglia, rapidamente, di dotarsi di un sistema di Protezione civile particolarmente efficiente sui diversi rischi ambientali, in particolare il rischio legato agli incendi e recentemente il rischio legato al dissesto idrogeologico. Questa legge nasce – continua Minervini – per irrobustire il radicamento della culture della Protezione civile che non può significare più solo capacità di intervento nelle situazioni di calamità, ma governo sostenibile ed attento del territorio, cura sensibile delle sue ferite e prevenzione rispetto alle diverse forme di devastazione, ancor oggi piuttosto aggressive. La migliore Protezione Civile è quella che si fa prima, non dopo». Al centro, attività quali l’allertamento, la pianificazione dell’emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della

Protezione civile e l’informazione della popolazione. «C’è in atto un cambio di rotta – spiega Rocco Foti, presidente della sezione provinciale dell’associazione nazionale Vigili del fuoco in congedo – all’interno della Protezione Civile: fino all’anno scorso la maggior parte delle richieste di sostegno erano indirizzate all’acquisto di beni strumentali, da quest’anno invece la situazione è capovolta e si investe di più nella formazione dei volontari». Tra le iniziative proposte, l’inclusione nel concetto di prevenzione di tutte quelle attività che servono a mitigare il rischio e ridurre quindi al minimo la possibilità che si verifichino danni in conseguenza di eventi calamitosi. «Molti Comuni del Salento – continua Foti – non hanno ancora approvato i piani di Protezione civile oppure non sono costantemente aggiornati nonostante le condizioni di rischio cambino continuamente, sia per modifiche di assesto idroge-

ologico che per gli effetti della presenza dell’uomo sul territorio, come per i casi di abusivismo. Sarebbe importante, invece – propone Foti – tenere vivo in maniera costante il Piano comunale aggiornando i dati, senza aspettare che arrivi un’emergenza per intervenire. A questo, si aggiunge la possibilità di avere un database condiviso e interattivo a disposizione di tutti contenente non solo i dati relativi alle situazioni a rischio, ma anche aperto all’acquisizione di dati sulle risorse a disposizione di cittadini e imprese». Uno strumento utile non solo per ottimizzare le risorse, ma anche per coinvolgere la cittadinanza alla tutela del Bene Comune. «Dovremmo riuscire a coinvolgere anche le aziende – conclude Foti – che spesso hanno a disposizione macchinari e beni strumentali che, se dovutamente agevolati, potrebbero mettere a disposizione in caso di emergenza».

COMUNICARE IL RISCHIO SUI SOCIAL MEDIA I

Parte una campagna di raccolta di esperienze e buone pratiche

n vista del Festival del volontariato 2014 in programma a Lucca dal 10 al 13 aprile parte una campagna di raccolta di esperienze e buone pratiche di utilizzo dei social media per una comunicazione del rischio e in situazioni di emergenza di protezione civile. Per aderire è possibile compilare l’apposito modulo realizzato dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con il Dipartimento nazionale della protezione civile e con il quotidiano online indipendente ilgiornaledellaprotezionecivile.it da inviare attraverso il sito festivalvolontariato. it/socialprociv. Possono aderire non solo le organizzazioni di volontariato di Protezione civile, ma anche tutte le numerose componenti di questo variegato sistema (a partire dalle amministrazione locali e altri enti pubblici) chiamate a raccontare le proprie esperienze nello sviluppo e nell’utilizzo delle varie applicazioni e dei social media. Le segnalazioni sono aperte fino al 26 marzo 2014.

L’iniziativa nasce per raccogliere storie e informazioni che permettano di proseguire nel percorso di confronto sull’utilizzo dei social (e non solo) come strumento di rapporto diretto con i cittadini per i temi di Protezione civile e sul loro impatto nelle dinamiche di comunicazione nell’ambito di una possibile gestione dell’emergenza. Al centro, il continuo confronto che si sta sviluppando anche all’interno del sistema di Protezione civile, sull’evoluzione che i social network e sulle possibilità che nuovi mass-media e la velocità nello scambio di comunicazioni polidirezionali offrono. L’obiettivo è mappare e verificare l’esistenza di procedure che possano garantire, pur in un contesto caratterizzato da una continua evoluzione, l’attendibilità e la validazione delle informazioni messe a disposizione dei cittadini, soprattutto in situazioni di crisi.

LA SICUREZZA DEI VOLONTARI SALENTO, QUALI I RISCHI? L S i sono concluse le attività informative realizzate dalla Regione Puglia per aggiornare le associazioni di volontariato di Protezione civile sulle nuove disposizioni in termini di sicurezza sul lavoro. È stato infatti modificato il decreto legislativo 81/2008 riferito alla più ampia legge 266/91. Ogni associazione, quindi, è tenuta a fare uno screening accurato delle attività che realizza e adeguarsi con gli accorgimenti necessari per tutelare la sicurezza dei volontari. Di recente approvazione, inoltre, le nuove disposizioni per il controllo sanitario dei volontari di Protezione civile. Il nuovo allegato tiene conto del fatto che le attività svolte dai volontari di Protezione

civile sono molto diversificate e individua una serie di azioni per accrescere la consapevolezza rispetto alla salute e alla cura personale del volontario. Le nuove indicazioni, inoltre, sono più in linea con l’attuale gestione dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea) e sono maggiormente integrati nel complessivo percorso di tutela della salute del cittadino-volontario. Il controllo sanitario può essere disposto anche in occasione di attività esercitative o formative svolte dall’organizzazione che deve attestare, con la periodicità prevista per la verifica degli altri requisiti, la partecipazione dei propri volontari alle attività di controllo sanitario programmate.

e recenti notizie sul rischio idrogeologico delle nostre coste – con il rischio di chiusura di ampie zone che si affacciano sul mar Adriatico – rivelano le fragilità del tacco d’Italia. Ma quali sono le maggiori emergenze su cui intervengono i volontari della Protezione civile? Secondo la sezione provinciale dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco in congedo il periodo estivo è segnato dalle chiamate relative ai disastri dovuti agli incendi boschivi. Per le associazioni abilitate, sempre durante il periodo estivo sono sempre più numerose le richieste di soccorso in mare. Il periodo invernale, invece, è segnato dalle emergenze legate al già citato dissesto idrogeologico. Nell’ultimo anno, si segnala inoltre l’aumento di un fenomeno quasi nuovo: sono in aumento le richieste di intervento per la ricerca di persone scomparse che le associazioni di Protezione civile realizzano in collaborazioni con task force allargate coordinate dalla Prefettura.


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SPECIALE

A cura di Lara ESPOSITO

SI ALLARGA IL FRONTE DEL NO SUL PROGETTO NELL’AREA EX MASSA A

Tante adesioni al Comitato nato per tutelare la zona archeologica nel centro di Lecce

nche l’onorevole Massimo Bray, già ministro per i Beni Culturali, aderisce alla battaglia del Comitato per la tutela e la valorizzazione eco-archeologica dell’area ex Massa Santa Maria del Tempio di Lecce. Un’adesione sentita per una mobilitazione culturale e civile tesa a rivitalizzare e non distruggere le antiche e sacre testimonianze della “memoria violata” e della storia di Lecce presenti in tale area. Un appello che si è presto trasformato in un a petizione pubblica online pubblicata sul sito avaaz.org dal titolo “Ministro dei Beni Culturali: Tutelare gli scavi di Piazza Tito Schipa a Lecce”, cui si contano finora oltre 500 adesioni. Il Comitato composto dalle associazioni Adoc, Forum Ambiente e salute, La Tettoia, LILT, “M. Perrotta”, Società di Storia Patria, Valori e rinnovamento, oltre che da singoli cittadini ed esperti, ha ricevuto nelle ultime settimane le significative adesioni, tra cui quella dell’ARCI, Federcasalinghe, CSV Salento, “SOS Costa Salento”,

Fondo Verri, Regione Salento, dello scrittore Giovanni Bernardini e di Vincenzo Cazzato, storico del paesaggio. La richiesta è di bloccare la realizzazione del megacentro commerciale provvisto di parcheggi interrati previsto proprio sull’area interessata da numerosi ritrovamenti archeologici. Nei giorni scorsi, inoltre, il Comitato ha segnalato agli assessorati regionali all’Assetto del Territorio e alla Cultura, la doverosità della tutela dell’area e la contraddizione che il progetto di megaparcheggio rappresenterebbe con l’aspirazione di Lecce a Capitale europea della cultura 2019. Contraddizione evidente – spiegano le associazioni – anche con quanto solennemente proclamato dallo statuto della città, nonché pianificato dal PRG vigente che dal PUG futuro: dovunque si afferma l’impegno a tutelare storia, arte e cultura. Su tali e altre contraddizioni del progetto, ma anche sulle criticità di tipo ambientale, idrogeologico, giuridico che esso rappresenta, il Comitato invita as-

sociazioni e cittadini sensibili alla tutela dell’area e della storia culturale della città, a prendere visione del progetto consultabile presso gli uffici comunali in via Lombardia al 3° piano o sul sito del Comune e a inviare al Comune entro il 10 aprile le proprie controdeduzioni nella procedura di partecipazione pubblica alla VIA. Intanto il Comitato ha inviato al sindaco di Lecce una formale richiesta: ai sensi dell’art. 26 dello Statuto, va indetta dall’Amministrazione l’Istruttoria pubblica su opere pubbliche che abbiano importante incidenza sul territorio. Il Comitato ribadisce che «essa doveva essere fatta preliminarmente all’approvazione del progetto; ma va fatta almeno ora, permettendo alla città di esprimersi in un pubblico confronto». Per aderire al Comitato è possibile inviare una mail a asscult.mperrotta@libero.it oppure forumambientesalute@gmail.com o contattare telefonicamente i referenti ai numeri 347 5599703 - 0832 493673.

DAL GIARDINO AL CONVENTO Ecco le proposte del Comitato

per valorizzare un’area cruciale per la città

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PARCHEGGI E NEGOZI, ECCO IL PROGETTO

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n primo progetto di riqualificazione dell’area dell’ex Caserma Massa di Lecce risale al lontano 1997, quando durante l’amministrazione di Stefano Salvemini che, secondo una ricostruzione elaborata dal Comitato per la tutela e la valorizzazione eco-archeologica dell’Area, decise di affidare il progetto all’architetto Francesco Pellegrino e in quell’occasione furono commissionati all’Università degli Studi di Lecce i saggi archeologici nell’area. Il Consiglio comunale approvò nel 2005 il Programma triennale delle Opere pubbliche che prevedeva, tra gli obiettivi prioritari, una serie di interventi da realizzare attraverso project financing tra i quali la realizzazione del parcheggio interrato nell’area denominata ex Caserma Massa e Recupero urbano al fine di ottenere un maggiore numero di parcheggi rispetto a quelli esistenti. La realizzazione del progetto fu affidata nel 2007, prima, e definitivamente nel 2010, alla ditta De Nuzzo & Costruzioni srl con relativa convenzione tra con l’Amministrazione nel dicembre 2010. I lavori, però, hanno portato alla luce una serie di reperti archeologici risalenti al Convento che sorgeva qui in periodo medievale, tanto da bloccare i lavori fino ad oggi. Ma di cosa si tratta in soldoni? Su quest’area che conserva ancora una serie di testimonianze della storia e la cultura cittadina, dovrebbe sorgere un parcheggio

interrato multipiano, su tre livelli interrati, per complessivi 498 posti auto, con ingresso al primo livello da via 95° Regg. Fanteria ed uscita verso le vie San Lazzaro, Orsini del Balzo e Felice Cavallotti. A questo si aggiunge un mercato rionale al coperto debitamente illuminato da luce naturale con ingresso da via Nazario Sauro e una serie di box interrati posti al disotto delle aree di vendita, destinati ad esclusivo uso degli operatori del mercato e dei commercianti del centro storico (ceduti gratuitamente all’amministrazione comunale). Il progetto prevede, inoltre, il restauro e consolidamento della tettoia Liberty presente collocata al centro dell’area tra due fabbricati. Proprio davanti all’area coperta dalla tettoia, di ergerà un’ampia piazza posta davanti dotata di panchine, sedili e piantumazione di verde. Il collegamento tra le due piazze avverrà a mezzo di rampe pedonali. Alle spalle della tettoia, un centro commerciale composto da una galleria illuminata con luce naturale con 51 negozi su due livelli (una unità di mq. 122 ceduta gratuitamente all’amministrazione comunale) e un centro direzionale composto da 95 uffici ed attività direzionali, realizzato su quattro livelli. All’ultimo livello sarà predisposta una sala Belvedere di circa 180 mq posizionata al terzo livello all’interno dell’area Uffici (ceduta gratuitamente all’amministrazione comunale).

e associazioni riunite nel Comitato per la tutela eco-archeologica dell’area ex Massa Santa Maria del Tempio di Lecce hanno le idee chiare: al primo posto per una città che aspira a diventare Capitale europea della Cultura ci deve essere la tutela e la valorizzazione del proprio patrimonio storico e archeologico. Sull’area dov’era edificata la Caserma Massa, demolita negli anni ‘70, sorgeva un tempo l’antico Convento di Santa Maria del Tempio, un complesso risalente al 1400, con annesso giardino i cui resti sono stati ritrovati durante gli scavi attivati per la costruzione del megacentro commerciale. Testimonianze della storia medievale e rinascimentale della città sul cui “valore” gli archeologici risultano ancora divisi. «Un parco urbano archeologico e verde – si legge nel testo della petizione online – è, invece, l’intervento necessario per salvaguardare e valorizzare tale area, adiacente alla cripta di S. Lucia (unica a Lecce), al Castello Carlo V, ai teatri Apollo e Politeama. Occorre ricollocare nell’area la tettoia Liberty, quale punto di riferimento sociale e commerciale. Questi elementi, nell’insieme, possono costituire un unitario e articolato percorso storico ed architettonico, a tutela anche del contesto circostante». Il mega centro commerciale, invece, oltre ad incrementare il traffico e l’inquinamento nel centro della città, potrebbe danneggiare le piccole attività commerciali del quartiere. All’Amministrazione comunale il Comitato chiede, quindi, di reperire un’area alternativa per il centro commerciale, rivedendo radicalmente la datata e incerta convenzione con la ditta; sottoporre il progetto alla VIA, nonché di ottenere improbabili nulla osta dalle Sovrintendenze dove i ritrovamenti emersi dagli scavi; promuovere ulteriori scavi archeologici che potrebbero retrodatare l’importanza storica dell’area; garantire comunque la tutela e la fruibilità completa del sito.


PARI OPPORTUNITÀ

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A cura di Serenella PASCALI

VIOLENZA SULLE DONNE, ECCO IL DDL

Prevenzione, formazione, assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno delle vittime, percorsi di accesso facilitato negli ospedali e nelle Asl tra le importanti novità

La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, la peggior forma di discriminazione che non ci stancheremo mai di combattere con ogni mezzo. Lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo umano e civile prima che politico”, spiega così l’assessore regionale alla Salute e al Welfare Elena Gentile il senso più profondo del testo di legge licenziato nella seduta di Giunta regionale dello scorso 4 marzo e che ora inizia il suo iter in Consiglio per l’approvazione definitiva, prevista entro la fine del mese. Alla vigilia della Giornata internazionale della donna, la Regione Puglia dà un ulteriore segnale di attenzione e di impegno in favore delle donne. Si chiama “Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno delle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne” il testo del disegno di legge che, spiega l’assessore Gentile, “rappresenta il punto di arrivo di un impegnativo percorso di lavoro avviatosi nell’aprile del 2013, ampiamente condiviso e concertato. La nostra proposta normativa vuole consolidare e rafforzare la rete dei servizi territoriali e l’impegno dell’amministrazione regionale, in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno della violenza di genere”. “Abbiamo voluto questa legge – continua l’assessore Gentile – per consolidare e potenziare la rete dei servizi territoriali che, spesso, hanno assicurato interventi urgenti e indifferibili contando esclusivamente sull’impegno volontario delle operatrici dei centri Antiviolenza”. “In Puglia – le ha fatto eco Nichi Vendola, presidente della Giunta regionale pugliese – oggi noi con 19 Centri antivio-

lenza e con le case rifugio per le donne vittime della tratta che denunciano i loro sfruttatori, cominciamo a dotarci di una rete di servizi che aiutano concretamente le donne che vogliono uscire fuori dal tunnel . Ma noi siamo impegnati oggi a far partire anche una battaglia culturale perché ogni donna capisca che se subisce violenza quello non è un modo sbagliato di amare ma un vero e proprio reato”. Il testo di legge si compone di venti articoli che, nella prima parte, declinano i principi, le definizioni, le finalità e gli obiettivi, nella seconda il sistema delle responsabilità sia regionali sia delle autonomie locali, nella terza ed ultima struttura il sistema di governance. All’interno del sistema di governance è prevista una Task force permanente che ha il compito di predisporre strumenti operativi ed integrati per l’attuazione della norma. Ruolo cardine viene affidato al corretto e costante monitoraggio del fenomeno, con una sezione dedicata dell’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali, nonché al lavoro di prevenzione da realizzare in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con il supporto degli Operatori della Comunicazione. Il testo di legge interviene anche sotto il profilo della formazione e della sensibilizzazione, fissando una serie di principi che, assieme alla campagna di comunicazione avviata nel mese di settembre 2013, mirano a rafforzare la cultura del rispetto, dell’educazione all’affettività e la decostruzione degli stereotipi di genere. “È un impegno forte quello assunto dalla Regione sul fronte della comunicazione – sottolinea l’assessore Gentile – abbiamo previsto la sottoscrizione di appositi protocolli con gli operatori del-

la comunicazione volti all’utilizzo corretto e non strumentale del corpo delle donne, di linguaggi orientati al parlare civile, perché questa battaglia si vince principalmente sul piano del cambiamento culturale, sul mutamento degli stereotipi. Abbiamo anche previsto la facoltà dell’amministrazione regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per violenza, con l’impegno di devolvere l’eventuale risarcimento del danno alle vittime degli atti di violenza”. Molte le novità contenute nel testo di legge: “Assistenza economica e alloggiativa, inserimento lavorativo, creazione di un fondo per il sostegno, anche economico, delle vittime: sono questi i problemi che occorre in primis affrontare quando ci si trova dinanzi ad una situazione di violenza” spiega Elena

Gentile. Infatti, l’assistenza alloggiativa è indispensabile quando si rende necessario l’allontanamento della donna, sola o con figli minori, dall’abitazione familiare, mentre l’assistenza economica diventa necessaria fintanto non si provvede a strutturare un percorso di inserimento o reinserimento socio lavorativo. “Abbiamo anche previsto – continua l’assessore Gentile – percorsi privilegiati di accesso per le vittime di violenza negli ospedali e nelle Asl che saranno dotati di personale competente e adeguatamente formato”. La legge è, al momento, finanziata con 900mila euro, cifra che, nel panorama delle leggi già approvate da altre regioni italiane in materia di contrasto alla violenza di genere, rappresenta uno degli stanziamenti più significativi.

UN’ALLEANZA FEMMINILE CONTRO GLI STEREOTIPI

Secondo l’associazione “Il Pane e le Rose” la rappresentazione mediatica sessista è specchio della nostra cultura

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La rappresentazione della realtà è ancora così ricca di stereotipi sessisti anche perché spesso è la realtà ad esserlo». Non ha dubbi Angelita Giotta, presidente dell’associazione di volontariato “Il Pane e le Rose” onlus a commento dei dati del rapporto “Emittenti locali e differenze di genere - La parola alle donne”, promosso dall’Ufficio della Consigliera regionale di Parità e finanziato dal Corecom Puglia. «Ancora oggi le donne – spiega Giotta – sono spesso asservite a ruoli di mogli, mamme, angelo del focolaio, baby sitter e quant’altro sia collegato a lavori di cura e domestici e la rappresentazione mediatica ricalca quella socio/culturale attuale che, a sua volta, alimenta nelle donne la convinzione che quello sia il loro destino. Un destino scritto non solo dagli uomini, ma anche dalle stesse donne, purtroppo, dalla violenza alle donne, alle discriminazione sul lavoro alla costruzione degli stereotipi. Sarebbe utile, invece –

continua – che si rafforzassero i legami e la mutualità femminile, per combattere l’iusolamento che spesso attanaglia le donne, strette tra lavoro e famiglia, e costruire rappresentazioni nuove e diverse». Secondo il rapporto presentato lo scorso 7 marzo, le donne pugliesi chiedono una tv con meno televendite, più approfondimenti sul lavoro, meno programmi di cucina e più informazione culturale o scientifica. Rivendicano una rappresentazione televisiva diversa dal passato: non più corpi seminudi che sfilano senza parlare, ma teste che pensano e personalità che si esprimono perché hanno molto da raccontare. Come già accennato, le donne lamentano l’esigenza di una informazione che approfondisca meglio il mondo femminile (il 54,7% del totale), senza però concentrarsi unicamente su temi “tradizionalmente femminili”. Soprattutto chiedono più informazione sul tema del la-

voro. Fra le emittenti regionali, Telenorba è la preferita dalle donne intervistate con quasi la metà dei consensi (49,3%), seguita da Antenna Sud (13,1%), chiusa da giugno 2013. Le donne pugliesi non guardano la tv per più di due ore al giorno (il 52,5%), spesso come sottofondo alle attività domestiche (il 60%). Secondo il Rapporto, la maggior parte delle donne intervistate (381 donne su 623, il 61,2%) preferisce guardare la televisione nella fascia serale, dalle 19 in poi. Un dato che varia col variare dell’età delle intervistate, alla loro condizione occupazionale, al numero dei figli (una donna che lavora e che ha anche dei figli dedica meno tempo alla tv). Tra i programmi preferiti delle donne, i film (425 donne su 623, il 68,2%), notiziari (47,4%), fiction (34,2%), programmi culturali (29,9%). Meno graditi risultano i reality show, le soap opera e i programmi sportivi (6,9%).


SALUTE

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A cura di Pina MELCARNE

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BEVITORI PRECOCI, È ALLARME

’alcolismo è una piaga che miete tantissime vittime e che di anno in anno non fa che allargarsi a macchia d’olio. Si comincia col bere qualche drink con gli amici e si arriva al cosiddetto “binge drinking” una bravata che fa ingurgitare sei bicchieri di alcol alla volta a due milioni di giovani secondo una moda importata dal nord Europa. Secondo L’Istituto superiore della sanità sono 500mila i giovani che in Italia ogni week end sono a rischio di precipitare nel tunnel dell’alcol. Il consumo a rischio di alcolici riguarda circa 7 milioni di persone, di questi 22,5% è costituito da ragazzi tra i 16 e i 24 anni. Da qui l’allarme più preoccupante, l’età precocissima: il 17% delle intossicazioni etiliche, fino al coma, registrate nei Pronto soccorsi riguarda, addirittura, adolescenti tra i 13 e 16 anni. La “cultura dello sballo” attrae molti giovani, da sempre. Anche i modelli del cinema e della letteratura hanno sempre esaltato il genio creativo sregolato. Vere e proprie icone del grande schermo come James Dean, Marlon Brando e Steve Mc Queen e nella letteratura da Bukowsky a Kerouac a Hemingway ai poeti maledetti, primo tra tutti Baudelaire, hanno ispirato i giovani ribelli di tante epoche. Tuttavia, nei finali dei film così come nella sorte di quelle icone c’era sempre una morale edificante, un monito che induceva a non imitarle, pena l’autodistruzione. I social network e le comunità virtuali globali, disseminate in mille rivoli, invece, amplificano alcune mode e tendenze, senza soffermarsi, come facevano il cinema e la letteratura,

sul messaggio. Si è diffuso, per esempio, su Facebook il gioco della nominazione”, o “Neknominate”. Si tratta di un drink game in cui si beve “alla goccia” un’intera bottiglia di alcolici, poi si nominano altri amici che devono fare lo stesso pena la punizione di pagare da bere al “nominante”. Una sfida letale. Anche le campagne di prevenzione del fenomeno non sembrano raggiungere risultati considerevoli. Secondo il direttore dell’osservatorio alcol dell’Istituto superiore della sanità Emanuele Scafato rimangono solo buoni consigli, se non supportate da un insieme di norme: “Se adulti e istituzioni non danno l’esempio e non condannano chi vende e somministra alcol ai giovani, non servono a niente”. Ciò che sorprende di più è la motivazione che spinge a bere senza controllo. Nella società della comunicazione è ancora il desiderio di stringere amicizie, di rapportarsi senza inibizioni all’altro. Gemma Formuso, psicologa dell’associazione Casa Famiglia San Francesco è convinta che il disagio familiare, gli egoismi, lo stress e gli impegni degli adulti non fanno che spingere il giovane a rifugiarsi in anestetici, alcol e droghe. Spesso le famiglie sottovalutano comportamenti a rischio o non si accorgono del problema, chiedendo aiuto quando già si è manifestato in tutta la sua gravità. Suor Giovanna Vetro dell’associazione Apcat consiglia alle famiglie di rivolgersi a club di auto – mutuo aiuto. A Lecce ce ne sono tre, ubicati presso le chiese di San Giovanni Battista, di San Guido e presso la casa San Vincenzo.

SOCHI 2014, LO SPETTACOLO SUPERABILE L

e Paralimpiadi sono ormai un evento seguitissimo. Anche i media, tradizionalmente disattenti alla disabilità, hanno finalmente deciso, dopo Londra 2012, che lo spettacolo dei giochi era tale sia che gli atleti fossero “normodotati” sia che si trattasse di persone disabili. Ed ora l’evento di Sochi è stato trasmesso in 76 televisioni di tutto il mondo, con 508 giornalisti e fotografi accreditati. Sono stati 547 gli atleti, provenienti da 45 nazioni - tra cui 35 azzurri, per uno spettacolo che ha visto un considerevole aumento di biglietti venduti. Il suo valore commerciale è di 95 milioni di dollari statunitensi. “Sensazionale - così si è espresso il presidente del comitato Paralimpico Philip Craven - tutto questo successo in un Paese, la Russia, attraversato da roventi tensioni con la Crimea, un Paese che nel 1980 – ha ricordato lo stesso presidente – ha rifiutato di ospitare i giochi dichiarando che in Russia non ci sono disabili”. Le Paralimpiadi sono un esempio straordinario di come la disabilità, se rompe i muri dei pregiudizi, può trasformarsi in super – abilità. Ne è l’esempio l’atleta cieco che si è lanciato in discesa libera, con gli sci, a 110 all’ora. Lo sport è uno straordinario strumento di recupero, di crescita culturale e fisica nonché di educazione dell’individuo; lo sport contribuisce alla piena realizzazione della persona umana, sia essa “comunemente” o “diversamente” abile. Lo testimonia anche Grazia Turco, atleta disabile salentina e maglia rosa di Handbike nel 2011: “Lo sport insegna ad accettare e superare i propri limiti. Quando arrivano i risultati si dimentica l’enorme sacrificio, in termini di rinunce ad una vita mondana o ‘normale’. La gratificazione arriva quando si infonde coraggio ad altri disabili, o quando la comunità si stringe intorno a te, gareggia con te. Lì il risultato va oltre la maglia rosa”. Unico neo di Sochi 2014 sembra essere l’esclusione dalle gare delle persone con disabilità intellettive e relazionali che, a causa dello scandalo di Sidney nel 2000, la truffa passata alla storia come una delle dieci frodi sportive più celebri di tutti i tempi, dovranno aspettare le paralimpiadi invernali del 2018 in Corea Del Sud.

MALATTIE RARE, LE BUONE PRATICHE PUGLIESI R

aro in medicina è tutto quello che non viene diagnosticato, che è sconosciuto e spesso purtroppo non è riconosciuto fin da subito. Una patologia è ritenuta rara, nell’Unione Europea e in Italia, se colpisce lo 0,05% della popolazione, ossia 1 caso su 2 mila abitanti. Molte patologie sono, però, molto più rare, arrivando a una frequenza di appena lo 0,001%, cioè un caso ogni 100 mila persone. Si stima che in Europa e Nord America siano 60 milioni le persone colpite da malattie rare, mentre in Italia si valuta che il numero sfiori un milione e mezzo, in gran parte bambini, secondo un calcolo fatto nel 2013 dal progetto Orphanet. In Puglia interessano il 6-8% della popolazione. Il numero di patologie conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7mila e le 8mila, 5000 delle quali colpiscono una persona su un milione. Sono malattie che si presentano alla nascita, all’80% dovute alla genetica. Colpiscono il sistema nervoso ma anche l’apparato digerente, l’apparato genito-urinario, muscolo scheletrico, ci sono malattie endocrine e metaboliche, cutanee e ematologiche, tumori vari, patologie cronicamente debilitanti, a volte potenzialmente letali. La ricerca ha fatto passi da gigante, ma l’Italia è in ritardo riguardo l’adozione di un Piano

per le malattie rare che, come spiega la dottoressa Galluppi, presidente di Uniamo Fimr (federazione italiana malattie rare) disciplini un sistema di regole chiare e condivise, responsabilità, percorsi di presa in carico dei pazienti, azioni strategiche come valutazione e monitoraggio dei risultati. A Bari esiste un centro malattie rare presso il Policlinico che finora ha gestito 1339 pazienti. Tre sono i centri di riferimento per le cure: San Giovanni Rotondo (FG), il Policlinico di Bari, l’ospedale Ferdinando Panico di Tricase (LE). Inoltre è attiva la rete di “Amare Puglia” che raggruppa tutte le associazioni per le malattie rare. È anche grazie al loro lavoro che la Puglia può vantare una discreta mobilità attiva (circa 400 famiglie si affidano agli ospedali pugliesi). Anche il volontariato si muove all’interno di questo ambito. La neonata associazione Rare Desease Onlus, di San Cesario di Lecce si occupa di malattie rare. Uno degli obiettivi che si prefigge è informare attraverso convegni e corsi di formazione ECM specializzati per medici di base e pediatri. Le malattie rare manifestano i primi segni in tenerissima età, ecco perché è fondamentale la loro formazione se si vuole accrescere la competenza nella diagnosi.

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Marzo 2014 - Anno IX - n.72 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Lara Esposito, Maria Grazia Taliani, Pina Melcarne. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel./Fax 0832.392640 - Direttore Responsabile: 335.6458557

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72 - VS Marzo 2014  

Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

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