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Gennaio 2014 - Anno IX - n.70

dipendenze

Tutte le novità del nostro sito

Marjiuana sì, marjiuana no

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ABBADO, L’ARTE CHE SI FA INSIEME

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entre andiamo in stampa arriva la notizia della morte del direttore d’orchestra Claudio Abbado. Una vita dedicata alla musica, una vita dedicata agli altri. Un testimone di verità e di senso, che credeva nel valore fondante della cultura (l’Italia è un giacimento culturale come nessun altro paese del mondo). Lo vogliamo ricordare con le parole del Ministro Bray: “La scomparsa del Maestro Claudio Abbado e’ per me motivo di grande tristezza e sconforto, per la consapevolezza che il nostro Paese e noi tutti abbiamo perso oggi un protagonista eccezionale della cultura italiana”; e con quelle di Roberto Saviano: “Claudio Abbado è Mozart. È Mahler. È Ravel. Claudio Abbado è Schubert. Claudio Abbado è arte. Ma non un’arte solitaria, non un’arte che si fa in stanza e poi si appende o si legge. Claudio Abbado è un’arte che si fa insieme e che esiste se si ascolta, insieme. Claudio Abbado è un uomo solitario, ma un uomo solitario che non può fare a meno delle persone. Claudio Abbado è quella parte d’Italia che per tutta la vita ha costruito bellezza. Claudio Abbado in questa bellezza ci ha fatto entrare il diritto perché sa che il diritto è ciò da cui tutto parte. Claudio Abbado è amore, amore per gli esseri umani. Claudio Abbado è imperativo per il lavoro. È sacrificio per la musica. Claudio Abbado è un esempio per questa Italia che vuole crescere, che non ce la fa più a pensarsi come una nave alla deriva”.

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Editoriale

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le parole che contano

Il famoso beneficio del dubbio esiste: coltivo il dubbio ed è più rilassante della marijuana. Caparezza, Corriere della Sera, 2012

di Luigi RUSSO

ITALIA, CAMBIO DI SISTEMA

l volontariato non è avulso dalla situazione politica del paese, in nome di una presunta “terzietà”. Al volontariato interessa l’evoluzione della democrazia, specialmente nel momento in cui si riscrivono le sue regole. E indubbiamente, attraverso l’impulso dato dal nuovo segretario del PD Matteo Renzi, assecondato da una buona parte della classe politica italiana, sembra che veramente ci stiamo avviando nella direzione di un “cambio di sistema”, così come non succedeva al nostro paese dal dopoguerra. Lasciamo perdere, però, l’anacronistico tifo per la destra o la sinistra o il centro, o lo stile della demonizzazione dell’avversario, e cerchiamo di capire se per il nostro mondo questa nuova fase è rischiosa oppure se rappresenta una opportunità da cogliere al volo. Innanzitutto la legge elettorale: il fatto che finalmente si manda in soffitta il “porcellum” è una cosa meritoria (anzi “morale”) a prescindere; il nuovo sistema, qualsiasi modello si sceglierà, tenderà sicuramente a rinforzare il bipolarismo, lasciando spazi comunque alle differenze (partiti minori) ma privandoli del potere di ricatto. Esito di questa prima riforma è la stabilità. E dopo la stabilità si potrà anche ragionare di qualità dell’azione politica, come non si è mai fatto in questi anni di cui ricorderemo solo la crisi morale e la crisi economica, con il corollario dell’impoverimento della maggior parte degli italiani. Secondo punto è la fine del bicameralismo perfetto, con il depotenziamento “politico” del senato. Anche questo è un elemento di grande semplificazione e trasparenza, e sicuramente renderà più spedito l’iter legislativo. Ma qui occorre puntare i piedi, ed esigere che la “nuova camera delle autonomie” abbia al suo interno anche rappresentanze qualificate del Terzo Settore. Terzo Punto è la riforma del titolo V della Costituzione, volto a semplificare i barocchismi di un federalismo che si è dimostrato inefficiente; abbiamo capito che non è l’autonomia, contro il centralismo, la soluzione, ma solo la capacità dei dirigenti politici e delle élite di intercettare idee e innovazione. Insomma, complessivamente possiamo dire che questa fase è interessante, va assecondata. E bisogna dare fiducia a chi sta mettendo in moto questo processo, svincolandoci da due pericolosissime trappole: quella dell’Italia Bella ma addormentata; e quella della sfiducia sistemica contro tutto e contro tutti.


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TUTTE LE NOVITÀ DEL NOSTRO SITO WEB Una sezione per scaricare tutti i numeri di Volontariato Salento, una per ascoltare Volontaradio e una per visionare tutti C

i video. Cliccando sul calendario, giorno per giorno tutti gli appuntamenti delle associazioni

rescono i servizi offerti alle organizzazioni di volontariato attraverso il sito del CSV Salento, per contribuire a moltiplicare le informazioni e quindi le conoscenze collegate al variegato mondo del volontariato, nonché la loro fruizione. Sulla barra di destra del sito sono stati infatti attivati tre nuovi spazi collegati ad altrettanti nuovi servizi. Il primo è collegato al mensile Volontariato Salento, riconoscibile dal logo della rivista, con la possibilità di visionare e scaricare tutti i numeri a partire dal 2005, 74 pubblicazioni che raccontano la vita di tante associazioni e le attività del CSV Salento in questi anni. Sempre sulla barra di destra un piccolo banner collega a Volontaradio, il contenitore informativo curato su Mondoradio dal servizio informazione del CSV Salento. Una trasmissione quotidiana Frequenze Atti-

ve, in coda al GR delle 12.30 e delle 16.30 racconta le principali notizie di informazione sociale, ambientale, culturale e del volontariato salentino. La trasmissione settimanale del venerdì pomeriggio alle ore 17 dal ti-

tolo Ma chi ce lo fa fare è un approfondimento tematico su questioni di interesse per il volontariato salentino con interviste a testimoni privilegiati. Gli utenti del sito collegandosi negli orari indicati di entrambe le trasmissioni potranno ascoltarle direttamente sul sito del CSV Salento. A scorrere, poco più in basso, la sezione Video dà accesso ai video prodotti dal CSV Salento in occasione di iniziative pubbliche o ripresi da emittenti locali e altri utenti e che raccontano l’associazionismo salentino e le attività, i punti di vista, le idee del Centro Servizi Volontariato Salento. Cliccando poi sul Calendario Agenda e avvisi è possibile, con un solo click, visionare tutti gli appuntamenti fissati in quel giorno, per conoscere in maniera puntuale tutti gli eventi promossi dal CSV Salento e dalle Associazioni di volontariato del territorio.

LA DEMOCRAZIA COMPIUTA A PARTIRE DALL’AMBIENTE Un intervento di Luigi Russo, presidente del CSV Salento sul blocco del Tap

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a Commissione VIA della Regione Puglia il 15 gennaio 2014 si è espressa: il gasdotto TAP non deve entrare sul territorio pugliese attraverso la porta della costa di San Foca, per motivi di carattere ambientale e di sicurezza. Mi sembra questa posizione condivisibile, anche perché arriva dopo un periodo di lunghe riflessioni e confronti tra la Regione (l’assessore Minervini in particolare) e cittadini e sindaci. Per la prima volta, potremmo dire, le cose che riguardano la vita di tutti e/o la salvaguardia dei Beni Comuni, non vengono decise e licenziate nello spazio ristretto di uno studio di un manager,

e sul metodo di consultazione alla base della decisione

o di un dirigente d’azienda, o di una commissione o camera politica, valutando solo i pro e i contro dal punto di vista economico, magari sotto la pressione delle lobby. Sono contati molto, questa volta, i punti di vista anche dei cittadini, che sono sempre più informati, e per questo sempre più esigenti. Non sappiamo che cosa accadrà ora, se il governo nazionale che ha già firmato un accordo internazionale, rivedrà la sua posizione, troverà delle alternative, chiederà nuove garanzie, cercherà di produrre nuove rassicurazioni sul progetto TAP... Ma è certo che un nuovo processo politico si è inaugurato, e non

si può tornare indietro; e non si tornerà indietro anche perché i cittadini non lo permetteranno. Da qui tuttavia deriva un’altra riflessione: e se questo metodo della consultazione trasparente lo spostassimo anche sulle decisioni che riguardano, nel Salento ma non solo, le cementificazioni (villaggi turistici nella zona di Nardò, Porto Cesareo, Castrignano del Capo, Corsano, ecc.), la costruzione di mega autostrade mangia soldi, suolo e vegetazione (Maglie-Otranto, SS 275 Maglie-Leuca, Regionale 8 Lecce-San Foca, Rondò monumentali, ecc.), che cosa accadrebbe? Sicuramente

si attenuerebbe il potere delle lobby delle costruzioni, che praticano il cinismo del ricatto occupazionale, e si conserverebbe e salvaguarderebbe un po’ di più la specificità del territorio salentino, che è un bene prezioso non infinito. Infine un altro grande cantiere di idee, anche questo partecipato e trasparente, dovremmo metterlo in piedi sul tema dello sviluppo e del turismo, perché è ormai chiaro che non ci sarà futuro, per la nostra economia, per la nostra società, se non a partire da questo giacimento fondamentale che è il Salento nella sua essenza naturale-culturale.

AL VIA FQTS 2014

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Tra le novità i laboratori di partecipazione e la realizzazione di seminari interregionali

i sono svolte a Bari, presso l’Università degli Studi Aldo Moro, due giornate dedicate al futuro del Terzo Settore e di FQTS – Formazione Quadri Terzo Settore 2014, linea di intervento strategica della Fondazione con Il Sud promossa dal Forum del Terzo Settore e la relativa Consulta del Volontariato, ConVol e il CSVnet. Un doppio appuntamento di cesura tra la chiusura del percorso appena concluso e l’inizio dei lavori per il 2014. Venerdì 10 gennaio 2014 si è tenuta l’Agorà Regionale di Fqts Puglia 2013. Al centro della riflessione la redistribuzione delle ricchezze e delle opportunità e la rimozione degli ostacoli allo sviluppo delle persone, un processo al quale il Terzo Settore è chiamato a partecipare per uno sviluppo economico e sociale a servizio del benessere e dell’inclusione attiva. Dopo l’introduzione di Daniele Ferrocino, coordinatore FQTS Puglia, sono intervenuti l’assessore Regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone sul tema “Le politiche regionali per l’inclusione attiva ed il benessere dei pugliesi” e Antonello Scialdone, dirigente Innovazione Sociale ISFOL su “La crisi e i volti del disagio sociale. Vulnerabilità economica

e fabbisogni di assistenza”. Più tecnico l’intervento di Pasquale Orlando, dirigente del Servizio Attuazione del Programma e Autorità di Gestione P.O. FESR Puglia 2007-2013 che ha relazionato su “La politica di coesione ed i fondi strutturali Ue 2014-2020: quali opportunità per l’inclusione attiva”. Al termine delle relazioni si è animato un dibattito fra il pubblico ed i tre relatori, incentrato soprattutto sulla possibilità da parte del Terzo settore di partecipare in maniera incisiva ai tavoli di concertazione sul Sociale pugliese. A concludere i lavori della giornata, Gianluca Budano, portavoce Forum del Terzo Settore della Puglia. Sabato 11 gennaio 2014 si è svolto l’incontro “FQTS: Il percorso realizzato nel 2013 e la programmazione del nuovo anno didattico”, durante il quale sono stati presentati dai relativi formatori, i percorsi formativi realizzati nei tre laboratori, nell’ambito di Fqts Puglia 2013: “Progettazione partecipata” con Luca Dell’Anna, “Ricerca-azione” con Caterina Nardulli e “Comunicazione sociale” con Stefania Cardo. Presentato, inoltre, il Protocollo di intesa fra l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari ed il Forum del Terzo Set-

tore della Puglia, un momento che ha suscitato molto interesse e speranza per le possibili future collaborazioni tra i due enti. A chiusura della due giorni baresi, la presentazione di FQTS 2014. Tra le novità previste, l’attivazione di “Laboratori di partecipazione” aperti a percorsi innovativi di partecipazione e la realizzazione di seminari interregionali tra Regioni vicine. Il primo appuntamento è previsto dal 21 al 23 febbraio 2014 a Salerno.

PARTECIPAZIONI SOLIDALI, I COLLOQUI

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opo l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione ai bandi di selezione di Servizio Civile Nazionale, si sono svolti nelle giornate di lunedì 20 gennaio E mercoledì 22 le selezione al progetto “PartecipAzioni solidali” del CSV Salento. Otto i posti disponibili su 54 richieste, di cui 6 a Lecce (4 per la sede centrale di via Gentile e 2 per la sede territoriale in via Sicilia) e 2 a Tiggiano.


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DIVENTA PARTITO, CONVIENE!

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Avviata una campagna di comunicazione virale per riportare l’attenzione sul decreto del governo in tema di finanziamento pubblico ai partiti che rende più conveniente sostenere la politica e non il terzo settore

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una provocazione che diventa una vera e propria proposta per il futuro quella lanciata dalla campagna virale #diventapartito, iniziativa di comunicazione nata per riportare l’attenzione sul decreto del governo in tema di finanziamento pubblico ai partiti. Donare al non profit, infatti, non conviene. Meglio diventare partito: la riforma del finanziamento pubblico stabilisce che le donazioni per le forze politiche avranno diritto ad una detrazione del 37% per donazioni comprese tra 30 euro e 20 mila euro annui e del 26% per quelle comprese tra tra 20.001 e 70.000 euro annui. Diventano ancora più generose per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica (fino al 75%). Per le donazioni al terzo settore, invece, si può detrarre fino al 26% e solo fino a un massimo di 2.065 euro l’anno. È per questo che i due esperti di comunicazione del sociale, Marco Binotto e Nino Santomartino animatori dell’iniziativa invitano le realtà non profit a diventare partito con tanto di slogan: “Un impegno

concreto: più panda per tutti”, “L’Italia giusta: dona a Emergency”. E ancora la lista civica “Amnesty, giustizia e libertà”. La campagna è stata lanciata circa due settimane fa con il blog http://diventapartito.

UN MANIFESTO PER IL NO PROFIT Un accordo congiunto tra Terzo Settore e Fondazioni di origine bancaria, per mettere a disposizione risorse a chi non le ha

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iù che un manifesto, “Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo Settore” è un’alleanza aperta a tutti coloro che dispongono di risorse, finanziarie e non, da mettere a disposizione. Coinvolti nell’iniziativa, realtà sociali e produttive come il Terzo Settore, nella sua componente associativa e in quella imprenditoriale delle cooperative sociali, gli erogatori, ossia le Fondazioni di origine bancaria, di impresa e familiari e la finanza specializzata. Il manifesto è stato firmato da Acri - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum del Terzo Settore, Alleanza Cooperative Italiane e Banca Prossima (la Banca di Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al non profit laico e religioso), di fronte a centinaia di altre organizzazioni non profit e istituzioni. Il manifesto è solo il primo passo. È online il sito web www.manifestoperilnonprofit.it, attivo per raccogliere adesioni e suggestioni da soggetti privati e pubblici, e una serie di incontri regionali di progettazione condivisa, in cui gli attori coinvolti si confronteranno con il non profit su problematiche e opportunità di carattere generale e locale, con il coinvolgimento della Pubblica Amministrazione. Si partirà subito con una campagna sull’efficienza energetica, una riflessione sull’accesso ai bandi

europei, l’emissione di obbligazioni per lo sviluppo del non profit (paragonabili a titoli pubblici ma non gravanti sul patto di stabilità) e lo studio di una centrale di acquisto per il non profit che abbatta in modo considerevole i costi, consentendo alle organizzazioni di concentrarsi meglio sulla propria missione. Verranno infine avanzate proposte specifiche per promuovere la sostenibilità dell’istruzione e della sanità non profit. Nonostante i dati che riguardano la capacità “produttiva” del Terzo Settore in Italia, con più di 300mila organizzazioni, 950mila dipendenti, 4,8 milioni di volontari ed entrate pari al 4,5% del Pil e una crescita, dal 2001 a oggi del 28 % per numero di organizzazioni e del 39% in termini di addetti, il non profit italiano dispone di molte risorse sottoutilizzate. Basti pensare ai bandi europei costruiti per la promozione dell’economia sociale, una serie di strumenti finanziari innovativi, la volontà di superare la propria scarsa efficienza organizzativa, gestionale, energetica e della “supply chain”. Infine, l’impegno preso dalla Pubblica Amministrazione italiana di effettuare con regolarità il pagamento delle prestazioni operate dal Terzo Settore avrà un grande rilievo. Le organizzazioni potranno infatti contare su flussi finanziari più regolari e utilizzare le fonti bancarie non per tamponare ritardi di pagamento ma per investimenti di lungo periodo.

tumblr.com , ma è anche su Facebook (https:// www.facebook.com/diventapartito) e su Twitter con l’hastag #diventapartito. Gli utenti possono contribuire inviando il loro manifesto elettorale per le associazioni di volontariato. La campagna si è fatta portatrice della richiesta al fondatore di Facebook di inserire sul social network oltre al “mi piace” anche il tasto “io dono”, per dimostrare che la rete può fare meglio del governo italiano. Un esperimento che il team di facebook ha già attivato per le feste natalizie, ma solo per una short list di associazioni e Ong. La condivisione, infatti, sembra essere anche molto importante per le non profit: secondo uno studio della piattaforma di donazioni onlineBlackbaud, la propensione a donare aumenta di 200 volte in ciascuno di noi se una determinata causa ci viene presentata da un amico. Con la funzione di facebook, il 100% della somma decisa dall’utente andrà all’associazione prescelta, e un’email riepilogherà la donazione effettuata, come promemoria anche ai fini fiscali.

2014: TUTTE LE NOVITÀ PER IL NO PROFIT

CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF

Anche quest’anno una quota del 5 per mille dell’Irpef potrà essere assegnata dai contribuenti, con le dichiarazioni dei redditi, alle odv, alle onlus, alle associazioni di promozione sociale, ad associazioni e fondazioni che operano nei settori di attività delle onlus, ad associazioni sportive dilettantistiche, alla ricerca, alle università, ai comuni, alla tutela dei beni culturali. L’iscrizione agli elenchi per gli enti di volontariato è prevista per il 7 maggio.

ACQUISTO DI IMMOBILI

Riforma dal 1^ gennaio 2014 per l’imposta di Registro: è introdotta l’aliquota ordinaria del 9% al posto di tutte le precedenti meno elevate aliquote; soppresse esenzioni e agevolazioni tributarie. Prima le onlus pagavano l’imposta di Registro nella misura fissa di 168 euro, mentre le imposte ipotecarie e catastali (ora pari a 50 euro cadauna) erano al 3% da calcolare sul valore venale del bene.

DISTRIBUZIONE DI ALIMENTI

Le onlus che distribuiscono alimenti agli indigenti e gli operatori del settore alimentare che li donano alle onlus devono garantire «un corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo», ciascuno per la parte che gli compete. Lo prevede la legge di Stabilità 2014. La nuova disposizione coinvolge anche gli operatori della ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica che donano cibi. Secondo l’Agea il numero degli indigenti assistiti dalle organizzazioni caritative in Italia è di 4.068.250.

DONAZIONI AL TERZO SETTORE

Potrebbero essere ridotte al 18% con effetto retroattivo al 2013, e al 17% per il 2014, le detrazioni previste per chi fa donazioni agli enti non profit. È quanto prevede la legge di Stabilità 2014, se non saranno adottati entro gennaio provvedimenti normativi per consentire risparmi dalla razionalizzazione delle detrazioni previste dall’articolo 15 del Tuir.

IVA PER LE COOP ATTIVE NEL SOCIALE

La legge di Stabilità 2014 ha previsto che le prestazioni di servizi socio sanitari effettuate dalla cooperative sociali scontano l’Iva al 4%. Queste cooperative possono – se nel loro interesse – applicare l’esenzione da Iva sulla prestazione (se rientranti nei casi previsti dal Dpr n. 633/72). Le cooperative di natura diversa, invece, da gennaio devono applicare l’Iva ordinaria nella misura del 22%.

FINANZIAMENTO DELLA CULTURA

È stata la legge 534 del 1996 a introdurre i criteri per l’assegnazione dei contributi statali agli istituti culturali, prevedendo anche un elenco di questi ultimi da aggiornare ogni tre anni. L’ultimo elenco, allegato al decreto del ministero dei Beni Culturali del 31 agosto 2012, vale per il triennio 2012-2014 e contiene 103 enti, che nel 2012 si sono suddivisi 5,4 milioni. Il sistema sarà, però, rivisto entro l’anno. Fonte: Il Sole 24 ore


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SOCIAL NETWORK PER LE ASSOCIAZIONI I

Un alleato in più per il non profit nel reperire fondi

l no profit ha un alleato in più per farsi conoscere e fare attività di fundraising. Si tratta dei social network. Molti di questi hanno già attivato servizi dedicati al terzo settore. Ad analizzarli minuziosamente laVoce.info che riporta un’utile rassegna degli strumenti presenti sul web per reperire fondi a sostegno del non profit. E se si considera l’inefficienza del sistema del 5 per mille e l’ultima riforma sul finanziamento ai partiti, da cui parte la provocatoria campagna di #diventapartito, sfruttare al meglio le potenzialità della condivisione sui social. Secondo un’indagine diffusa da Google, il 76% di chi effettua una donazione (donors) cerca online informazioni sull’associazione, direttamente sul sito web (54%), utilizzando i motori di ricerca o i social network (48%), oppure at-

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traverso video ed email (37%). Ed è per questo motivo che ha attivato una vera e propria sezione dedicata al non profit è “Google for nonprofits” in cui sono raccolti una serie di utili strumenti al servizio delle organizzazioni e alle loro cause sociali. Tra i principali strumenti utili per stimolare l’interesse degli utenti, ci sono i video che convince alla donazione il 57% dei donatori. Anche YouTube, raccolti in un’apposita sezione, offre strumenti utili al non profit, come ad esempio il pulsante di donazione, il live streaming, le annotazioni video e anche un forum della community, dove esperti del settore offrono gratuitamente consigli e indicazioni sulle migliori strategie da seguire. Linkedin, il social network dedicato al mondo professionale, offre alcuni vantaggi per le organizzazioni, come l’accesso gratuito all’account

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“Talent Finder” del valore di circa mille dollari all’anno, l’accesso ai tutorial e ad un gruppo dedicato “Nonprofit Board Connect”. Non è da meno Twitter che spiega come fare a diffondere meglio il proprio messaggio e ottenere un maggior numero di follower e un più alto livello di interazione. È notizia dello scorso dicembre, l’attivazione da parte di Facebook del pulsante “Donate now”, attivato in via sperimentale a un numero ristretto di associazioni – sotto richiesta formale – e che dopo la sperimentazione prevista per qualche mese sarà disponibile per tutte le associazioni. Cliccando sul bottone gli utenti saranno indirizzati in una zona dove potranno donare il proprio contributo con le carte di credito. Per ora sono solo 19 le organizzazioni non profit che possono avvalersi della nuova funzione.

DONACHIARO PER IL NO PROFIT Attiva una stazione digitale di ultima generazione per donare a favore delle organizzazioni

o strumento si chiama “Itineris”, il progetto “Donachiaro” e rappresenta una delle nuove frontiere del fundraising. Si tratta di uno “sportello” sul territorio per tutti coloro che vogliono fare una donazione in favore delle organizzazioni non profit in tutta sicurezza. Un sistema innovativo di raccolta fondi grazie al quale è possibile sostenere progetti benefici conoscendo la destinazione finale del proprio denaro e avendo una ricevuta fiscalmente utile. Il sistema “Donachiaro” nasce per rispondere alle esigenze delle ONP per una gestione trasparente della raccolta fondi, semplificando i processi e garantendo la tracciabilità dei flussi. Il sistema che consente alle ONP di ricevere il 100% degli importi in contanti, e il 100% delle donazioni con moneta elettronica, detratte le sole spese della transazione bancaria. Lo strumento utilizzato è “Itineris”, una stazione digitale di ultima generazione per la ricezione di fondi, contributi e donazioni dagli utenti privati, caratterizzata da alcuni elementi fondamentali: l’interattività dello sportello con l’utenza, la possibilità per l’ente non profit di proporre prodotti e servizi e per l’utente di conoscere i progetti; la possibilità di raccogliere fondi “sul campo” in contanti o moneta elettronica, in piena sicurezza e, cosa molto importante, il rilascio di una ricevuta.

La stazione Itineris (personalizzabile dall’ente beneficiario e da aziende sponsor) è disponibile in due versioni: - Fissa: Area self pensata per la raccolta presso le sedi permanenti di enti, onlus, sedi archeologiche e culturali, aree pubbliche vigilate. - Portatile: Box compatto e trasportabile come un trolley, con le stesse funzionalità della versione fissa, è stato progettato per facilitare e rendere sicure le raccolte di fondi presso sedi temporanee o eventi speciali. La stazione Itineris infatti ha molteplici possibilità di allocazione, permanente o temporanea. La versatilità dello strumento e la possibilità di gestione da remoto consentono la modifica in tempo reale dei progetti e delle campagne di raccolta e può essere allocato in strutture diverse, come ospedali e strutture sanitarie, per sostenere progetti di ricerca e sostegno alle associazioni di volontariato, sedi on site e off site delle organizzazioni no profit, presso i siti Archeologici e culturali per sostenere progetti di manutenzione e restauro, nelle sedi aziendali per campagne di raccolta fondi legate a progetti di CSR, nelle aree vigilate di pubblico passaggio, anche con obiettivi multi progetto, in piazza, per le operazioni di raccolta dedicate a specifiche iniziative e in sedi temporanee dedicate ad eventi speciali di raccolta fondi.

IL 5 PER MILLE? CONFUSO E INADEGUATO

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È il giudizio espresso dalla Corte dei Conti nella relazione al Parlamento del dicembre 2013

onfuso e inadeguato al possibile ruolo istituzionale del privato sociale. È questo il giudizio espresso dalla Corte dei Conti che ha stroncato il quadro normativo che regola il 5 per mille nella relazione inviata al Parlamento e alle principali amministrazioni dello Stato. Le misure sollevate sono quelle in più riprese sollevate dal mondo del terzo settore: soldi non assegnati, tetto non in linea con il volere dei contribuenti, un sistema farraginoso che rivela profonde incompetenze. Sotto accusa anche l’iniquità del sistema che spesso non premia in maniera adeguata chi lavora duramente nel sociale, a cui vanno pochi spiccioli, mentre il grosso della torta rimane in mano a pochi privilegiati. L’ordinamento attuale favorisce gli enti di maggiori dimensioni e più strutturati e l’attribuzione delle risorse in base alla stretta capacità contributiva «fa sì che alcuni enti che possono raccogliere il favore di optanti abbienti ottengano, anche con un basso nu-

mero di scelte, somme assai rilevanti» rischiando «di piegare un istituto di rilevanza sociale a finalità egoistiche e personali». La differente capacità fiscale dei contribuenti sul territorio fa sì che i Comuni più ricchi possano beneficiare, in proporzione, di maggiori introiti, «senza alcun meccanismo di perequazione o coordinamento». Bocciato anche il tetto di spesa, in contrasto con le determinazioni dei contribuenti. Un sistema che fa acqua da tutte le parti considerando anche gli evidenti ritardi nelle erogazioni causate dalla pluralità di amministrazioni coinvolte, spesso poco coordinate. Un mix di incertezze segnato anche da una certa opacità, considerando che secondo la Corte dei Conti dovrebbe essere migliorata anche la trasparenza dei dati inseriti sulla rete web, dove non sono identificabili i beneficiari e non vengono pubblicati gli aggregati dei contributi ottenuti dagli enti presenti in più elenchi.

La percentuale degli optanti fra coloro che non presentano la dichiarazione dei redditi «è minima e, pertanto, risulta disincentivata la contribuzione al 5 per mille di un rilevante numero di persone, generalmente quelle a più basso reddito». Nessuna scelta è possibile per i milioni di cittadini che non pagano l’Irpef. Infine, «sussiste un conflitto di interesse di numerosi enti che, anche indirettamente, gestiscono i Centri di assistenza fiscale e sono potenziali beneficiari del 5 per mille». La Corte dei Conti non fa sconti e il documento è corredato dall’obbligo di comunicare alla Corte e al Parlamento entro sei mesi le «misure consequenziali adottate» o in alternativa entro 30 giorni «un provvedimento motivato» ove ritengano «di non ottemperare ai rilievi formulati», elenca una serie di inefficienze e iniquità che salvano ben poco dell’attuale impianto.


ASSOCIAZIONI

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I DETENUTI DI LECCE SOSTENGONO LA COLLETTA ALIMENTARE Arrivano dal carcere 100 kg di prodotti grazie all’impegno dell’associazione Icaro amici di Avsi C

reare un ponte tra realtà diverse e ribaltare la tradizionale idea di solidarietà. Lo ha fatto Icaro amici di Avsi onlus di Maglie, l’associazione di volontariato impegnata da anni nel campo della lotta alla povertà e attivatrice di progetti stabili con le persone disabili, grazie alla collaborazione con l’Istituto penitenziario Borgo Pace di Lecce. I detenuti, grazie all’attività di sensibilizzazione da parte dei volontari nei confronti della direzione, hanno raccolto in occasione della Colletta della Fondazione Banco Alimentare che si è tenuta lo scorso 30 novembre, 100 kg di pasta e di latte e di altri prodotti di prima necessità come pelati, zucchero, farina, caffè, tonno, legumi e olio. Un gesto di solidarietà che segna l’avvio di un percorso che non si chiude con la consegna dei pacchi, ma che sancisce l’inizio di un percorso condiviso. Un lavoro quotidiano, quello dell’associazione magliese, che negli anni, tra le tante attività, ha accolto nella sua “Casa del sorriso” – un luogo di sostegno e assistenza per persone disabili o con situazioni di disagio – anche 24 ragazzi messi alla prova in 5 anni, che hanno svolto attività di volontariato nel centro. «Per noi è molto importante – spiega Annarita Corciulo, coordinatrice equipe educativa della “Casa del

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sorriso” – la dimensione umana, il gesto, al di là del contributo materiale donato. Il nostro intento è quello di andare a trovare queste persone in carcere, come uomini bisognosi quanto noi di ascolto e di accoglienza». «L’esito della raccolta – ha spiegato Vito Schimera, presidente dell’associazione Icaro Amici di Avsi – è per noi sicuramente meno rilevante rispetto al desiderio che abbiamo di domandare a chiunque, nessuno escluso, una attenzione verso il bisogno, che per primo si coglie nel donare il necessario per vivere, così come è il cibo». L’associazione magliese, infatti, sostiene in maniera continuativa 110 famiglie nell’Ambito di Maglie, circa 350 persone in difficoltà che ricevono mensilmente un pacco di beni alimentari di prima necessità. “Icaro”, infatti, è convenzionata con la Fondazione Banco alimentare con sede a Taranto, una garanzia di qualità e di affidabilità che aumenta la fiducia da parte dei cittadini nei confronti dei volontari. «La fiducia – spiega ancora Corciulo – è un elemento fondamentale di questi tempi perché non sempre le associazioni si comportano in maniera corretta. Un impegno onesto, visibile e continuo sul territorio, invece, è la migliore garanzia che si possa avere».

NASCE LA BANCA DEI SEMI SALENTINI Grazie all’impegno delle associazioni, Tuglie ospiterà semi autoctoni, a tutela della biodiversità

asce a Tuglie la “Banca dei semi salentini” per tutelare, nonostante le minacce europee, la biodiversità del territorio. Un luogo sicuro per la conservazione e lo scambio di un bene prezioso come quello dei semi, tutelato all’interno del Museo della civiltà contadina grazie all’impegno dell’associazione “Salento Gelsi”, insieme all’Orto Botanico dell’Università del Salento, all’Odv “Casa delle Agriculture Tullia e Gino” di Castiglione, “Spazi Popolari” di Sannicola, il “Lua” e il “Parco agricolo multifunzionale dei Paduli”. In ballo c’è la messa al bando della circolazione dei semi naturali come quello del pisello nano di Zollino, il pomodoro di Morciano, il “mugnolo”, e la “batata”. Questi ultimi due, sono già inseriti nella lista della “Biodiversità delle specie orticole della Puglia”. Un luogo di tutela e di smistamento di semi autoctoni per proteggere la varietà produttiva

di questo territorio, sia per quanto riguarda le specie orticole che quelle forestali e floricole. Dopo Tuglie, anche Giuggianello, grazie all’intervento di gruppi locali, ospiterà sui campi attività di ricerca. È di questi giorni, infatti, il dibattito in Commissione Agricoltura del Parlamento Ue sulle modifiche al regolamento in tema di produzione e circolazione delle sementi che la Commissione Europea ha presentato lo scorso maggio. La proposta di regolamento prevede la libera commercializzazione solo di semi brevettati, vietando la il libero scambio tra agricoltori, costretti, per di più, a pagare alle industrie una multa, come se ci fosse stato un furto di semi, nel caso in cui l’agricoltore sia proprietario di terreni “inquinati” da semi non monitorati. Un duro colpo per l’agricoltura naturale a favore del mercato degli Ogm, già diffusi oltreoceano.

CIOLO, PRESTO UN LABORATORIO DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA N

on si fermano le polemiche sul progetto di messa in sicurezza del costone del Ciolo, nel Comune di Gagliano del Capo. Un progetto da 1,5 milioni di euro che prevede l’inserimento di ben 2.100 tondini in acciaio nella parete rocciosa, lunghi 2-3 metri e del diametro di 4 cm, bloccato da piastre quadrate 15x15, per sorreggere 6mila metri quadrati di rete metallica. Un computo formulato dalle stesse associazioni ambientaliste contrarie all’imbrigliatura di uno dei pezzi di roccia più suggestivi del territorio salentino. Una storia dai tanti lati oscuri, quella del Ciolo, tanto da aver insospettito anche la Procura di Lecce che ha aperto un fascicolo contro ignoti sul progetto con un ordine di esibizione firmato dai Pm Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro. Per evitare che questa vicenda diventi uno dei

tanti – purtroppo – esempi di violenza sul territorio e che questo processo avvenga senza il coinvolgimento della cittadinanza, il CSV Salento, il Forum Terzo Settore Lecce e l’associazione SOS Costa Salento, l’associazione Salento Verticale e tutte le altre realtà associative interessate, hanno proposto su iniziativa di Luigi Russo, presidente del CSVS e di “SOS Costa Salento” la realizzazione di un laboratorio di democrazia partecipata e trasparente sulla questione delle reti al Ciolo. «Un percorso a porte aperte – spiega Russo - così come si è fatto a Melendugno per il gasdotto TAP. Invitiamo anche l’assessore regionale alla trasparenza Gugliemo Minervini a partecipare». Le associazioni che vogliono aderire all’iniziativa possono inviare una mail a soscostasalento@yahoo.it

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FASHION CALENDAR 2014

er la seconda edizione, ecco il “Fashion Calendar 2014”, un calendario che coniuga moda e solidarietà. Il progetto è ideato dall’architetto Salvatore Coroneo e da Davide Calò, quest’ultimo parrucchiere e Hair Staylist per un’iniziativa solidale: il ricavato dalla vendita dei calendari sarà devoluto all’Associazione genitori onco-ematologia pediatrica “Per un sorriso in più” di Lecce. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Centro Salentino Acconciatori. Coinvolti nei dodici scatti, stilisti, professionisti della fotografia, hair stiylist, truccatrici e aziende del territorio, al servizio dei bambini meno fortunati. Le immagini del calendario sono sfondi di varie location sparse nelle province di Lecce e Brindisi. L’associazione Genitori Onco-Ematologia Pediatrica “Per un sorriso in più” onlus, opera ininterrottamente da diversi anni a supporto dell’Oncoematologia Pediatrica all’Ospedale “V.Fazzi” di Lecce e a sostegno psicologico, sociale ed economico delle famiglie con bambini affetti da tumore o leucemia.


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ASSOCIAZIONI

L’INCLUSIONE LAVORATIVA DEVE PARTIRE DALLA SCUOLA! “Anyway AccessSalento” commenta i dati Istat sull’integrazione scolastica in Italia, e propone un percorso di valorizzazione delle competenze delle persone disabili

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Per riuscire davvero a fare inclusione scolastica bisognerebbe ridimensionare il ruolo dell’insegnante di sostegno e rendere inclusivo l’intero sistema». È con queste parole che Diomede Stabile, presidente dell’associazione “Anyway AccessSalento” di Lecce ha commentato gli ultimi dati diffusi dall’Istat relativi agli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e non statali in Italia. «Sarebbe utile – spiega ancora Stabile – che l’insegnante di sostegno abbia anche un’apposita formazione nell’ambito dei Servizi sociali, diventando anche uno psicologo e un terapeuta non solo per il ragazzo disabile ma per tutta la classe, insieme ai docenti curriculari e all’intero sistema scolastico». Secondo l’Istat, nell’anno scolastico 2012/2013, sono circa 149 mila gli alunni con disabilità (il 3,2% del totale degli alunni), di cui circa 84 mila nella scuola primaria (pari al 3,0%) e poco più di 65 mila nella scuola secondaria di primo grado (il 3,7%). In tutto, 4 mila in più rispetto all’anno precedente. I maschi rappresentano più del 60% degli alunni con disabilità di entrambi gli ordini scolastici: 201 maschi ogni 100 femmine nella scuola primaria e 180 maschi ogni 100 femmine in quella secondaria di primo grado. Crescono anche i docenti di sostegno (sono 2 mila in più). Nel Mezzogiorno si registra il maggior numero di ore medie di sostegno settimanali assegnate con 13,4 ore medie settimanali nella scuola primaria e 10,8 nella scuola secondaria di primo grado. Il numero medio di alunni con disabilità per insegnante è molto vicino, a livello nazionale, a quello che era il tetto previsto dalla Legge 244/2007 (un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità): ci sono 1,8 alunni con disabilità ogni insegnante di sostegno nella scuola primaria e 2,0 nella scuola secondaria di primo grado. Dall’associazione “Anyway AccessSalento” impegnata sul territorio nell’ambito della disabilità, arrivano anche una serie di proposte sull’integrazione lavorativa, a partire proprio dalla scuola. «Al di là dell’inclusione scolastica – spiega Stabile – sia la scuola che l’Università dovrebbe innescare percorsi per monitorare e valorizzare le competenze dei ragazzi con disabilità. Una valutazione mirata dei “punti di forza” di ognuno che, se consegnata all’Ufficio di collocamento, sarebbe sicuramente più utile di una scheda sulle loro disabilità». Un percorso simile è già stato attivato dall’associazione con l’Istituto superiore “Deledda” di Lecce. L’intento finale è di mettere in comunicazione gli istituti professionali con le imprese del settore, sia a livello nazionale e aumentare così le possibilità di inserimento. Cambia così la visione delle persone disabili, valutate in base alle proprie competenze e non alle mancanze. «Anche le Università potrebbero attivare percorsi diversi – continua il presidente di “Anyway AccessSalento” – al fine di agevolare esperienze di stage e Erasmus all’estero per persone disabili. È necessario pensare in un’ottica europea perché in Europa c’è una cultura diversa della disabilità e le opportunità si moltiplicano, soprattutto grazie ai nuovi lavori al computer e agli appositi ausilii accessibili».

OMICIDIO STRADALE, È L’ORA DEI FATTI!

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Le realtà del Forum provinciale di Lecce chiedono di partecipare alla stesura della legge che introduce il reato di omicidio stradale

ono moderatamente soddisfatte le associazioni AIFVS – Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, AGUVS - Associazione Gruppi Uniti tutela e Giustizia per le Vittime della Strada Onlus in rappresentanza delle associazioni del Forum Provinciale di Lecce delle Vittime della Strada, in merito alle dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri di introdurre il reato di omicidio stradale. Lo hanno reso noto con un comunicato stampa congiunto. «Entro gennaio porterò in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale». È questo l’annuncio del ministro della Giustizia nel primo giorno dell’anno, segnato da un incidente causato da un pirata della strada con due donne morte in Calabria. Le associazioni chiedono, inoltre, di continuare la collaborazione e il dialogo intrapreso con il Governo e di essere consultate e coinvolte, con le altre organizzazioni di settore impegnate su questo fronte, in maniera fattiva e propositiva, al fine di portare un contributo significativo alla ste-

sura di questo importante provvedimento. «Sono molti anni che se ne parla – si legge nel comunicato – e che viene da più parti invocato, nella speranza che possa contribuire a porre un argine alla criminalità stradale. Auspichiamo che le dichiarazioni di esponenti del Governo rese in passato ma in particolare quella del ministro Cancellieri di ieri, non rimangano solo proclami propagandistici ma siano veramente un tendere la mano a quanti come noi sono impegnati da anni e combattono per una giusta giustizia a favore delle vittime Innocenti massacrate sulla strada». Le associazioni chiedono che in fase di elaborazione ed approvazione il provvedimento venga esaminato in tutti i suoi risvolti, a cominciare da quelli strettamente giuridici, per renderlo il più possibile efficace e resistente a future contestazioni ed eccezioni, anche di natura costituzionale in sede giurisdizionale. Il reato di omicidio stradale è un tema di cui si parla da anni, spesso prospettando il cosiddetto “ergastolo della patente”, ossia il divieto assoluto di guidare nei casi più gravi.

A NARDÒ I VOLONTARI A DIFESA DELL’AMBIENTE

Rinnovata la convenzione tra l’Aeop e l’amministrazione comunale a tutela del territorio

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igilanza e controlli sull’anagrafe canina e microchip, prevenzione e repressione di atti di bracconaggio e pesca di frodo, monitoraggio discariche abusive, vigilanza venatorie. Sono questi gli ambiti su cui l’Aeop - Associazione Europea Operatori Polizia di Nardò - continuerà a lavorare in collaborazione con l’Amministrazione comunale grazie al rinnovo della convenzione. Una collaborazione che si rinforza grazie al coordinamento della Provincia di Lecce e all’ausilio della polizia municipale, in occasione di manifestazioni, eventi e monitoraggio nelle zone a traffico limitato. Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il presidente dell’associazione Antonio Russo ha presentato i numeri del 2013, un anno di intenso lavoro durante il quale le guardie hanno effettuato diversi controlli sul territorio facendo microchippare circa 300 cani di proprietà elevando 50 sanzioni amministrative per

un totale di circa 3mila euro. In una sola giornata organizzata in collaborazione con il Comune di Nardò e la Asl, sono stati chippati gratuitamente cento cani. Attenti come cani da guardia, i volontari, in collaborazione con i carabinieri di Porto Cesareo, hanno denunciato due persone uno per furto di legname prelevato dal Parco naturale protetto di Porto Cesareo, e uno per caccia con richiamo acustico illegale con relativo sequestro del fucile e delle munizioni. Sono stati effettuati, inoltre, circa 15 sequestri di richiami acustici illegali per la pratica della caccia e recuperato dieci animali selvatici feriti, trasportati poi presso il centro faunistico di Calimera. Tra gli obiettivi del prossimo anno, la realizzazione insieme al Comune di Nardò di un’area di “sgambamento” (dog park) per i cani e di cestini per la raccolta delle deiezioni canine posizionati sui marciapiedi in aree abitate.

CU TUTTU LU CORE!

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Nuovo calendario per “Sara” che quest’anno compie anche il primo decennio di attività

il titolo del nuovo calendario pensato per il duemila14 dall’associazione Sara, famiglie dei bambini cardiopatici di Copertino per festeggiare il primo decennio della loro attività. Nata appunto nel 2004, l’associazione è composta prevalentemente da genitori che hanno vissuto l’esperienza di un figlio cardiopatico e offrono volontariamente e gratuitamente il proprio aiuto morale ed esperienziale ai genitori che devono affrontare questa esperienza. Sono tante le iniziative realizzate in questi anni dall’Odv a supporto delle famiglie ma anche per la promozione di quello che Massimo Severino, presidente dell’associazione di volontariato, definisce «il numero uno dei Beni comuni, la salute, e ancor più la salute dei bambini e delle bambine». «Superando enormi

difficoltà – prosegue Severino - l’associazione continua ad essere presente sul territorio, svolgendo una specifica azione di volontariato, per far crescere la cultura della solidarietà, convinta che una pena condivisa è una pena dimezzata. Anche per questo abbiamo voluto festeggiare i nostri dieci anni, convinti che lo sforzo che mette assieme impegno e passione quotidiani, consentirà di andare avanti con l’unico obiettivo di sostenere il carico di cura delle famiglie». Per avere il calendario dell’associazione Sara è possibile contattare la stessa associazione rivolgendosi ai seguenti recapiti: Tel associazione 3382713106 338/9863475. Il calendario è distribuito gratuitamente ed è disponibile presso la sede dell’associazione stessa in via Verdi n° 4 a Copertino (Le).


OTTICA DI GENERE

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DISTORSIONI DELLA PUBBLICITÀ AL FEMMINILE I

Un breve viaggio tra mostre e raccolte di immagini sulla comunicazione sessista

eri come oggi, messe tutte insieme fanno davvero impressione. Sono le pubblicità sessiste, quelle che utilizzano in maniera più o meno allusiva, il corpo, il ruolo e la figura della donna in modo strumentale. L’Huffingtonpost ne ha raccolte una serie sulla versione online del giornale titolando la sezione in maniera esplicativa: “Pubblicità degli anni ‘50 che oggi ci farebbero rabbrividire”, una carrellata di immagini discriminatorie e che oggi sarebbero bollate come “political incorrect” in cui la donna – e non solo – è relegata in maniera ammiccante all’angelo della casa, a moglie al servizio delle voglie di un marito che “per definizione” sceglie e decide per lei, incastrata in una femminilità ammiccante e “senza cervello”. Quelle di ieri, però, non sono poi tanto diverse da quelle di oggi. Cambia l’ambientazione, lo stile e i canoni, ma la donna rimane oggetto e porta-oggetto della comunicazione persuasiva anche ai giorni nostri. Si è appena chiusa al Must di Lecce, infatti, la mostra fotografica di Ico Gasperri “Chi è il maestro del lupo cattivo?” una ricerca sulle radici culturali della violenza sulla donna attraverso la pubblicità stradale, quella a “fruizione obbligatoria”. Una raccolta di 300 immagini esposta

all’interno della rassegna MustBeRight interamente dedicata ai diritti umani ideata e promossa da Vestas Hotels & Resorts in partnership con l’associazione Id&A e grazie al sostegno del Comune di Lecce, della direzione del Must e delle aziende Luciano Barbetta srl e Schola Sarmenti. Le foto raccontano vent’anni di pubblicità sessiste, di seni nudi, labbra ammiccanti,

E POI DICONO…

E

Una riflessione sulle trappole della comunicazione

poi dicono che le donne non sanno parcheggiare. Sullo sfondo l’immagine di una fila di scope di saggina perfettamente allineate contro un muro. Il messaggio, inviato attraverso whatsapp, è stato recapitato in occasione dell’Epifania. Mittenti le donne. “Buone befane”. In fila, undici belle donne, quante sono le lettere che compongono la scritta, in bichini molto, molto succinti. Anche in questo caso il messaggio, inviato attraverso whatsapp, è stato recapitato in occasione dell’Epifania, mittenti e destinatarie le donne. Suscitano ilarità, creano complicità, provocano il buonumore in chi li scrive, in chi li legge, in chi li pensa e li condivide. Sembrano innocenti messaggi scritti e composti al solo scopo di essere (o sembrare) agli occhi di chi li riceve originali nello scambio augurale. Così non è. Sono vere e proprie trappole, voragini di senso in cui precipita proprio il buon senso di ognuno di noi. A condividerli innocentemente spesso molte tra quelle donne quotidianamente impegnate a combattere ogni forma di sessismo, di disuguaglianza di genere, pronte a fare le barricate per difendere l’inviolabilità del corpo delle donne, per combattere in prima fila per la difesa dei diritti, il potenziamento dei servizi a sostegno delle donne eccetera eccetera eccetera. Da decenni non solo la TV spazzatura ma anche le pubblicità nelle varie forme di comunicazione, ha indiscriminatamente utilizzato il corpo delle donne, sia che si trattasse di vendere un prodotto per la bellezza del corpo, sia che si trattasse di vendere uno pneumatico, una colla a

forte tenuta etc. E così per anni abbiamo assorbito immagini svilenti la dignità delle donne, senza mai porci la più banale delle domande: “perché?”, perché per acquistare un’auto è necessaria l’immagine di una donna scosciata, perché ad accompagnare un bravo conduttore televisivo ci deve essere una soubrette svestita e possibilmente incapace? Dopo anni di colpevole anestesia, sono molte le donne che hanno armato di riflessioni e di battaglie, campagne di denuncia contro il sessismo nella comunicazione. Non basta. Occorre davvero un’attenzione altissima perché la comunicazione globale ha messo nelle mani di tutti e di tutte la possibilità di accedere a informazioni e relazioni virtuali che in un attimo, ribaltando anni di lotte contro il sessismo, contribuiscono alla creazione di un pensiero e dunque di una cultura. Occorre presidiare con vigile attenzione la moltitudine di messaggi e spiegare (penso al ruolo della scuola e della famiglia) a chi meno di noi è sprovvisto di strumenti di decodifica, le trappole nascoste nella banale simpatia di un messaggio augurale, soprattutto se si tratta delle giovani generazioni. Occorre costruire pazientemente menti critiche che sappiano capire che a tenere in mano una scopa più o meno sapientemente, così come parcheggiare, con più o meno destrezza, può farlo indistintamente una donna come un uomo. C’è uno slogan che da anni ha dato il nome ad un movimento “Se non ora quando”, ora è il tempo, i rimandi non sono più giustificabili, nel nome della civiltà e della pari dignità di uomini e donne in questo nostro mondo. Serenella Pascali

cosce e sederi in bella esposizione. Donne disponibili e da consumare con naturalezza, come se si trattasse di una peculiarità insita nella natura femminile. Gasperri, vincitore del premio come miglior artista italiano occupatosi dei diritti delle donne e delle discriminazioni di genere decretato dalla commissione Pari e Dispare, ha raccolto in tutto 4000 foto per 700 campagne di comunicazione analizzate. Il progetto è stato editato nell’omonimo libro e diffuso attraverso il sito www. ilmaestrodellupocattivo.it. E fa riflettere che sempre al Must, nella sala a fianco, vengano esposte le opere di Marcello Reboani per “Ladies for Human Rights”, ideata e curata da Melisa Proietti in collaborazione con RFK in collaborazione con RFK Center for Justice and Human Rights. Diciotto ritratti “sensoriali”, da Annie Lennox a Maria Montessori, da Audrey Hepburn a Madre Teresa di Calcutta, donne straordinarie che si sono impegnate con coraggio nella difesa dei diritti umani. Due formule di comunicazione differenti ispirate, però, dalla stessa necessità di guardare alla donna con un sguardo attento alle sue meraviglie. Quelle vere. Lara Esposito

LEGGE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE, RIPRENDE LA CONCERTAZIONE Dopo Lecce, Brindisi e Taranto, l’iter concertativo ha ripreso il via da Bari. Presenti Elena Gentile e Serenella Molendini

Uno degli obiettivi del disegno di legge che stiamo promuovendo sul territorio regionale – spiega l’assessore regionale al Welfare e Salute Elena Gentile – è incoraggiare reti sinergiche tra Enti pubblici, Istituzioni scolastiche, Forze dell’Ordine e Autorità giudiziaria, Centri Antiviolenza e ogni altro soggetto che opera nel campo del contrasto alla violenza per il raggiungimento di obiettivi condivisi negli interventi di protezione, tutela e cura”. Ed è a questo scopo che già a dicembre scorso l’assessorato regionale al Welfare si è fatto promotore di una serie di incontri sul territorio regionale per la condivisione e il confronto con il più ampio partneriato. Il processo concertativo, che toccherà tutti i capoluoghi di provincia, prevede infatti sei incontri: i primi tre realizzati nel mese di dicembre a Lecce, Brindisi e Taranto hanno visto l’ampia partecipazione dei soggetti interessati. I prossimi tre incontri sono previsti per gennaio a Bari, Trani e Foggia. “Vogliamo istituire una vera e propria task-force regionale permanente per la prevenzione ed il contrasto alla violenza di genere – conclude Elena Gentile – quale sede di dialogo e confronto fra enti, istituzioni ed altri soggetti individuati in modo da assicurare la più ampia sinergia di azioni e interventi”. Gli incontri sono l’occasione per analizzare la primissima bozza di disegno di legge elaborata dall’Assessorato al Welfare con la collaborazione della Consigliera regionale di Parità, già da giorni all’ attenzione dei Centri Antiviolenza operativi sul territorio regionale, e per raccogliere contributi, proposte e osservazioni. S.P.

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Gennaio 2014 - Anno IX - n.70 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Lara Esposito, Maria Grazia Taliani, Pina Melcarne. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel./Fax 0832.392640 - Direttore Responsabile: 335.6458557

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DIPENDENZE

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A cura di Serenella PASCALI

MARJIUANA SÌ, MARJIUANA NO

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Si è riaperto il dibattito sulla legalizzazione, la depenalizzazione e coltivazione ad uso terapeutico delle droghe leggere

itorna ciclicamente il tema della legalizzazione delle droghe leggere. Sono in molti da anni ad aver spiegato i motivi per cui sarebbe importante legalizzarle: le mafie guadagnano mercati e quattrini, mentre i tribunali si riempiono di cause e la popolazione carceraria aumenta (sono circa 9.500 le persone in carcere esclusivamente per il possesso e spaccio di cannabinoidi). In pratica, se l’uso della cannabis venisse depenalizzato, il 14% dei detenuti potrebbe lasciare il carcere. Ma quali sono i numeri del consumo di cannabis? Ad oggi sono circa 200 milioni le persone tra i 15 e i 64 anni che l’hanno utilizzata nel corso dell’anno. A farsi uno spinello almeno una volta nel corso del 2011, in Italia, sono state circa 3,5 milioni di persone. I maggiori consumatori sono compresi nella fascia di età 15-34 anni (16,5 per cento) seppur in diminuzione rispetto alla precedente rilevazione (20,3 per cento). In Italia la prevalenza d’uso di cannabis tra i giovani è 5 volte maggiore rispetto a quella di qualsiasi altra droga. Nel Belpaese si è aperto il dibattito i primi giorni dell’anno con il senatore Luigi Manconi che ha presentato un disegno di legge in ma-

LA PAROLA AGLI ESPERTI ATTENZIONE AI RISCHI PER LA SALUTE PSICO-FISICA

Salvatore Della Bona, direttore dipartimento Dipendenze Patologiche, ASL Lecce

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al punto di vista scientifico le cose sono abbastanza chiare: la legalizzazione delle cosiddette droghe leggere porterebbe solo a un aumento di consumo o comunque se anche rimanesse il consumo così com’è ora, non ci sarebbe la consapevolezza che si tratta di sostanze, di droghe, che fanno comunque male alla salute psico-fisica dei consumatori. In questo bisogna essere assolutamente chiari. Presso i nostri servizi per il trattamento delle dipendenze patologiche arrivano continuamente soggetti con situazioni di intossicazione che hanno risvolti importanti in fatto di danni da un punto di vista psichico. L’evidenza è questa: abbiamo situazioni di pazienti con forti problemi da un punto di vista psico-patologico conseguenti proprio all’abuso di cannabinoidi.

teria di coltivazione e cessione della cannabis che prevedrebbe la non punibilità sia della coltivazione per uso personale di marijuana sia della cessione di piccoli quantitativi dei derivati della cannabis, il ripristino ai fini della punibilità della distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, con una riduzione delle pene per le prime, fino alla completa cancellazione delle sanzioni amministrative per i consumatori. Abbiamo ripreso i punti di vista di alcuni testimonial privilegiati per cercare di capire se è ancora attuale questo dibattito, oppure se i tempi siano piuttosto maturi per parlare di uso a fini terapeutici della cannabis. Tra i proibizionisti convinti, sicuramente il mondo cattolico. Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, lo ritiene un capriccio in più ai nostri figli. Roberto Mineo del Ceis Don Picchi parla di un ‘’effetto devastante , di danni psichici, fisici e comportamentali, fino a visioni apocalittiche di una generazione di persone dipendenti’’. Invece i sondaggi di Panorama rivelano tra la popolazione il 95% di favorevoli e solo il 5% di contrari. Quelli del quotidiano La Stampa idem:l’89% per il si e l’11% per il no.

IL RISCHIO DI ALLONTANARSI DALLA REALTÀ Daniele Ferrocino, presidente della Comunità Emmanuel

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ndubbiamente ci sono molti elementi che possono risentire di un problema di legalizzazione o comunque di permissività rispetto all’uso dei cannabinoidi. C’è un elemento culturale su cui bisogna ovviamente riflettere e bisogna anche essere consapevoli dei rischi che si corrono. Si rischia di far passare il messaggio che l’uso di queste sostanze non è particolarmente problematico e non può creare difficoltà, non può creare problemi. Le evidenze scientifiche, invece, dimostrano esattamente il contrario. In secondo luogo, in un contesto sociale, culturale e ideologico in cui i giovani sono portati per mille vie a non confrontarsi con la realtà, una realtà spesso alienante, che non offre prospettive e quant’altro, può passare questo ulteriore tipo di messaggio: “tutto sommato, visto che nessuno riesce a intervenire sulla realtà per dare concretamente delle proposte per il futuro allora tanto vale che si faccia uso di sostanze per annullare qualsiasi desiderio di una vita sana, attiva e soddisfacente e di realizzazione”. Ecco questi sono i rischi maggiori che io vedo.

BEN VENGA PER ALLEVIARE LA SOFFERENZA DEI MALATI

Lucia Spiri, presidente dell’associazione “LapianTiamo” di Racale

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n Europa qualcosa sta cambiando, soprattutto dal punto di vista della introduzione della cannabis ad uso terapeutico: per la prima volta il ministero della Salute francese ha approvato la messa in commercio di un farmaco derivato dalla cannabis, il Sativex. Lo rende noto lo stesso ministero, in un comunicato in cui afferma che il medicinale prodotto dalla casa farmaceutica britannica potrà essere usato per il trattamento degli spasmi muscolari dovuti alla sclerosi multipla. Il farmaco è stato già lanciato in 11 Paesi e approvato in oltre una decina di altri. Lo scorso anno a Racale è stata creata un’associazione, il suo nome è La Piantiamo e aderisce al Cannabis Social Club. Abbiamo sentito Lucia Spiri, la presidente, che da anni soffre di sclerosi multipla e si cura con un farmaco a base di cannabis, con positivi riscontri. Qual è l’importanza dell’uso terapeutico della cannabis e quali novità in cantiere per l’associazione? L’importanza dell’uso terapeutico della cannabis non viene ancora valutato, almeno fino a quando i malati non ne attestano i benefici. Solo adesso si stanno aprendo gli occhi sulle diverse possibilità terapeutiche. Con la Regione Puglia stiamo cercando di elaborare un progetto che prevede la commercializzazione, aiutati anche da diverse istituzioni come l’Università di Lecce. Noi vorremmo produrre il farmaco per i malati, così come si fa già in Olanda. Finora i riscontri a questa ipotesi sono stati positivi e c’è una buona apertura alla questione dell’uso terapeutico della canapa. Ben venga se il suo uso sia utile per alleviare la sofferenza dei malati.

70 - VS Gennaio 2014  

Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

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