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dossier

Ottobre-Novembre 2012 - Anno VII - n.62

associazioni

Forum Provinciale del Volontariato

Il calendario della prevenzione

pp. 7-10

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LE CASE DELLA SUSSIDIARIETÀ ALLA CONFERENZA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO

L’Aquila Conferenza nazionale del volontariato 5-7 ottobre, uno dei simboli della solidarietà alla città

IL TERZO SETTORE E LA SFIDA DEL BENE COMUNE

Intervista a Luigi Russo sulle possibili vie d’uscita dalla crisi

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a crisi economica, finanziaria, politica e culturale in atto nel nostro Paese è uno degli argomenti più delicati e scottanti di questo periodo. Ecco l’intervista di Valentina Valente a Luigi Russo, presidente del CSV Salento andata in onda nella trasmissione “Volontaradio” di Mondoradio in merito alle possibili strade alternative per uscire dalla crisi. La crisi politica sembra stia schiacciando il nostro Paese in una situazione che pare senza via d’uscita. Come si può dare una

svolta e come il mondo del volontariato, del Terzo settore e della società civile, possono contribuire e con quali azioni? La nostra non è soltanto una crisi di tipo economico, non è soltanto una crisi di PIL, o di investimenti che non arrivano, o di occupazione o disoccupazione. Questo è un aspetto molto importante che i giornali utilizzano sempre di più, ma è anche una crisi di sistema culturale e politico, e anche una crisi etica. Continua a pag. 2

le parole che contano

“Siamo custodi dei beni comuni, non proprietari” Gregorio Arena

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SPECIALE INFANZIA

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ono 3.081 in tutta la Puglia i minori che vivono fuori famiglia, allontanati dal proprio nucleo d’origine a causa di situazioni di grave marginalità sociale, assenza di figure genitoriali, episodi di abusi e maltrattamenti: è questo il primo dato che emerge dal IV Rapporto sui Minori fuori famiglia in Puglia (dati al 31.12.2011) curato dall’Osservatorio regionale per le Politiche sociali presso tutti i Comuni pugliesi e presentato il 19 novembre scorso a Bari dall’assessore regionale al Welfare Elena Gentile. “Da anni ormai – ha detto l’assessore Gentile – crediamo che il modo migliore per rendere omaggio alle celebrazioni per la Giornata internazionale dei diritti dei bambini e delle bambine, sia di fornire strumenti di lavoro aggiornati agli operatori di settore e, perché no, anche alle famiglie pugliesi. Continua a pag. 12

Editoriale

di Luigi RUSSO

OLTRE LA CRISI: IL VOLONTARIATO C’È!

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desso le cose diventano serie, e la verità non è più una delle opzioni possibili, ma l’unica opzione. Non si possono raccontare frottole agli italiani pur di conquistare il consenso, non si può pensare che il conto lo devono pagare gli altri. Inutile adesso cercare i responsabili della crisi e del fallimento per colpirli in fronte, in una sorta di catarsi collettiva. Se abbiamo avuto politici corrotti e corruttori, questo è dipeso certamente dalla loro immoralità e vigliaccheria, ma anche dalla irresponsabilità e faciloneria di molti cittadini che non hanno saputo selezionare la propria classe dirigente. Ma, veramente, non serve proprio indugiare sul terreno delle colpevolizzazioni. L’Italia della fine del 2012 è nuda, ma non è disperata. Ha molti problemi, molti guai, molti debiti, ma anche risorse incredibili che probabilmente non ha saputo rilevare e attivare. Ci sono anche buoni politici e buoni economisti in questo paese, buoni imprenditori, bravi “cittadini attivi” in tutti gli ambiti che lavorano per gli “interessi collettivi”. Ecco, bisogna inventare un sistema di relazioni che rendano protagonisti tutti questi soggetti, ognuno con il proprio ruolo, e che renda finalmente manifesta la “sconvenienza” di lasciare alle lobby e ai portaborse la leva del potere. Il prossimo anno i volontari salentini sperimenteranno un percorso di sviluppo della soggettività politica del volontariato. Ovviamente, questo non significa “invadere la sfera della politica”, ma mettere in moto un movimento culturale che faccia crescere tutte quelle azioni di collaborazione e di confronto tra amministratori, cittadini attivi e imprenditori, sulle questioni concrete, sui problemi generali, per individuare dapprima le idee che possono diventare programma politico, poi le energie e le risorse (che sono finanziarie ma anche relazionali e culturali) per realizzare queste idee, infine gli strumenti per verificare l’efficacia di queste azioni che devono avere come unico esito quello di accrescere i Beni Comuni. La crisi è atroce, i volontari ci sono e sono consapevoli del loro ruolo, speriamo che anche politici e imprenditori lo siano.


CSVS INFORMA

IL TERZO SETTORE E LA SFIDA DEL BENE COMUNE

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Intervista a Luigi Russo sulle possibili vie d’uscita dalla crisi

a crisi economica, finanziaria, politica e culturale in atto nel nostro Paese è uno degli argomenti più delicati e scottanti di questo periodo. Ecco l’intervista di Valentina Valente a Luigi Russo, presidente del CSV Salento andata in onda nella trasmissione “Volontaradio” di Mondoradio in merito alle possibili strade alternative per uscire dalla crisi. La crisi politica sembra stia schiacciando il nostro Paese in una situazione che pare senza via d’uscita. Come si può dare una svolta e come il mondo del volontariato, del Terzo settore e della società civile, possono contribuire e con quali azioni? La nostra non è soltanto una crisi di tipo economico, non è soltanto una crisi di PIL, o di investimenti che non arrivano, o di occupazione o disoccupazione. Questo è un aspetto molto importante che i giornali utilizzano sempre di più, ma è anche una crisi di sistema culturale e politico, e anche una crisi etica. Per uscirne non basta soltanto attivare gli investimenti ma bisogna anche ricostruire il tessuto sociale, bisogna costruire una cultura della responsabilità che in qualche modo in questi anni è stata dimenticata dai decisori politici, dalla classe dirigente italiana, forse anche dal Terzo settore. Ora il Terzo settore ha acquisito questa consapevolezza e ha tutta l’intenzione di impegnarsi e di creare delle alleanze, e non delle conflittualità insensate con chi fa la classe dirigente, per ricostruire il Paese. Dobbiamo rifondare l’economia ma prima ancora dobbiamo ricostruire il sistema culturale e politico Paese e darci alcune regole, alcuni elementi di valutazione anche etica rispetto a ciò che si costruisce. In realtà, c’è una via d’uscita che è quella di porre a tutti come punto di riferimento il Bene Comune e non soltanto gli interessi privati. Che cosa può e deve fare il volontariato? La soluzione dei problemi di tipo economico è il primo aspetto sul quale il volontariato si deve alleare con la classe dirigente del Paese, ma forse bisognerebbe uscire fuori dall’idea della soluzione dei pro-

blemi esclusivamente intesa come emergenza o come risposta alle emergenze. Bisogna, invece, passare nella direzione della promozione del benessere. Questa è la nuova sfida: risolvere i problemi ma anche occuparsi della promozione del benessere dei cittadini e della loro qualità della vita che significa lavoro, qualità dell’aria e delle relazioni tra le persone. Avere, quindi, un concetto più ampio di benessere. La seconda cosa da capire è che non è un compito esclusivo delle istituzioni. Noi in passato abbiamo delegato alle istituzioni la costruzione del benessere di una popolazione o di un territorio. Questo compito, invece, non spetta solamente alle istituzioni ma necessita di un contributo, a volte anche più importante, della società civile e del mondo dell’impresa. Il volontariato, in questo momento, deve assolvere anche a questo compito di supplenza politico-culturale oltre che, molto spesso, a una supplenza strutturale rispetto ai problemi che emergono, che vanno dalla disabilità, agli anziani, ai diritti delle persone, all’ambiente, alle povertà.

Dal volontariato l’urgenza di ricostruire il tessuto culturale dell’accoglienza

on basta neppure la vergogna. Quanto è successo il 25 novembre a Rossano, dopo la morte dei sei braccianti immigrati investiti a un passaggio a livello, dimostra che una parte del popolo italiano ha abdicato dall’appartenenza alla specie umana, e ha deciso di inserirsi atrocemente nella dimensione del cinismo e della barbarie: i titolari delle imprese di pompe funebri sono arrivati come avvoltoi sul luogo della strage e hanno cominciato a litigare per accaparrarsi i cadaveri, i pezzi di organi e arti sparsi per le campagne, davanti agli occhi esterrefatti dei parenti delle vittime, che gridavano disperati «vergognatevi, vergognatevi, non sono animali sono persone, fate tutto per i soldi». Questo è il frutto di tanti anni di “rivoluzione culturale” alla rovescia, in cui importanti forze politiche e culturali, e perfino

media compiacenti, hanno affermato il tema dell’immigrazione come insidia, e dell’immigrato “meno che uomo” assimilando queste persone in cerca di vita e di futuro alla formula assurda del “clandestino” da allontanare o eliminare. Ora che il mostro è entrato dentro la carne viva della gente comune, difficilissimo è debellarlo. Noi volontari sentiamo oggi l’urgenza di ricostruire un tessuto culturale aperto all’accoglienza, e che demolisca infine la matrice dell’odio che è stata ampiamente seminata da folli dirigenti politici per aumentare il consenso politico e gli affari. C’è molto da lavorare. Ma questa è una emergenza, come un terremoto, come la peste, come l’Aids e dobbiamo rispondere con energia, per non venire tutti assorbiti nella morte sociale. Luigi Russo

Come si sta muovendo il Centro Servizi Volontariato Salento per raggiungere gli obiettivi di cui lei parla e quali progetti ha avviato o intende avviare? Intanto noi abbiamo costruito nella Provincia di Lecce un’alleanza molto forte col Forum Terzo Settore che si muove in un progetto regionale – la Puglia in questo senso è avanti rispetto alle altre regioni del sud e del nord –, quello delle Case della sussidiarietà. Si tratta di stabilire delle regole di comunicazione tra i vari soggetti che compongono il territorio, le istituzioni, le imprese, il Terzo settore globalmente composto da cooperazione sociale, promozione sociale e volontariato, per porsi come obiettivo quello di costruire il Bene Comune creando un confronto libero e aperto tra tutti questi soggetti dove non ci sono primazie di nessuno e dove non c’è qualcuno più o meno responsabile dell’altro. Significa individuare quali sono i problemi di un territorio e le prospettive di futuro che si vogliono costruire e insieme mettersi intorno a un tavolo, ragionare e costruire un programma politico. Noi stiamo avviando le Case della sussidiarietà in provincia di Lecce e ci sono già due esperimenti che si stanno consolidando proprio in questi giorni con il Comune di Casarano e quello di Racale, dove nei primi di dicembre avvieremo un confronto con gli amministratori che devono capire cosa significa questo nuovo modo di gestire la loro dimensione politico-istituzionale con le imprese di quel territorio e con le associazioni. In seguito passeremo alla fase operativa facendo proprio una scaletta dei problemi più importanti sui quali confrontarci. Non ci vogliamo sostituire come volontari alla politica ma vogliamo semplicemente portare il nostro contributo indispensabile per la costruzione del bene di questo territorio ai tavoli di confronto e di riflessione per individuare i programmi politici. Questa è una sfida che coinvolgerà il CSV Salento e tutto il Forum Terzo Settore della provincia di Lecce perché è una sfida di innovazione e di cambiamento della qualità della vita per tutto il territorio.

2013, L’ANNO DELL’INNOVAZIONE PER IL CSV SALENTO

IMMIGRATI A ROSSANO: NON BASTA LA VERGOGNA...

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Importanti suggerimenti da soci e aderenti nelle Assemblee territoriali per redigere il nuovo Piano di attività che passerà dall’esame del Direttivo e dall’Assemblea dei soci

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on gli incontri di Lecce e Tiggiano di novembre si sono concluse le assemblee territoriali del Centro Servizi Volontariato Salento rivolte a soci e aderenti per definire i servizi e le attività per il 2013. Le associazioni del territorio della provincia di Lecce, oltre ad apprezzare l’importante lavoro di sostegno che ricevono dal CSV hanno indicato precisi percorsi di innovazione per il prossimo anno, nella direzione dello sviluppo della soggettività politica del volontariato salentino (case della sussidiarietà, rapporti con le istituzioni, germinazione di associazioni nell’area famiglie e minori, consolidamento delle reti settoriali). Il Direttivo tradurrà in Piano di attività tutte queste proposte che saranno poi approvate dall’assemblea dei soci a inizio dicembre.


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IDEE E SERVIZI TIPOGRAFICI SECONDA SCADENZA, ECCO LE GRADUATORIE Obiettivo dei bandi sostenere e compartecipare i costi delle iniziative di promozione del volontariato delle associazioni salentine

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l CSV Salento ha pubblicato le graduatorie relative alla seconda scadenza per il 2012 dei bandi “Idee” e “Servizi tipografici”. Com’è noto attraverso il bando di “Idee” il CSVS intende sostenere e compartecipare i costi delle iniziative di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà e di approfondimento di temi di interesse comune al mondo del volontariato organizzate dalle Odv iscritte e non iscritte al Registro regionale, aventi sede nella provincia di Lecce. Il bando “Servizi tipografici” invece è lo strumento attraverso cui il CSV Salento stanzia risorse da impiegare in servizi tipografici, realizzazione di locandine, inviti, manifesti, banner, volantini, ecc., richiesti dalle Odv della provincia di Lecce relativamente a iniziative e attività promozionali del volontariato. Tuttavia la partecipazione alle spese da parte del CSV Salento, per la realizzazione delle iniziative proposte dalle Organizzazioni di volontariato, avverrà in seguito all’erogazione dei fondi previsti nel piano attività 2012 da parte delle Fondazioni di origine bancaria, bloccati a causa della mancata ricostituzione del Comitato di Gestione Puglia. Per informazioni e/o chiarimenti in merito alle graduatorie le associazioni possono contattare l“Ufficio promozione del CSV Salento al numero 0832/392640 nei giorni lun/mer/ven dalle 9 alle 14. BANDO IDEE - ASSOCIAZIONI AMMESSE

BANDO SERVIZI TIPOGRAFICI - ASSOCIAZIONI AMMESSE 1

OIPA

21

Ass. Cre-activity

2

Ass. APE “Gabriele Toma”

22

Centro di solidarietà “Madonna della coltura”

3

AVO Galatina

23

Associazione Gaia

4

Ass. Progetto Donna

24

Centro risorse e studi sulle diverse abilità

5

Ass. Centro Studi B. Pascal

25

Anyway accessalento

6

Congeav

26

1

Centro di solidarietà “Madonna della coltura”

26

OIPA

2

AGEDO

27

Ass. “Tiia Kanam”

3

Ass. “Vogliamo anche le rose”

28

Ass. Marco 6.31

4

FIDAS

29

ISCUB

5

Ass. Nova vita

30

Ass. Congeav

6

A. V. Prot. Civile Palmariggi

31

Ass. “Don Tonino Bello”

7

Ass. Alzheimer

32

Gruppo Volontariato Vincenziano

Don di Nanni “Li scumbenati”

8

Famiglie Insieme

33

Ass.“Vivi il sociale”

9

AVO Copertino

34

Ass. Ippica e Ippoterapia

10

Ass. Cre-activity

35

Ass. Musica e Dintorni

11

Legambiente “Giglio delle Dune”

36

Missionari della Pace

7

Ass. Regalami una rosa

27

Ass. mir Preko Nada

8

Culturambiente onlus

28

Ass. Ippica e di Ippoterapia

9

Ass. Progetto giovani

29

Ass. famiglie bambini Cardiopatici

12

Ass. Mir Preko nada

37

Prociv- arci

13

Ass. Subacquea “Paolo Pinto”

38

Confraternita di Misericordia

14

Ass. “Il Pane e le rose”

39

Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative

15

Ass. Porta d'Oriente

40

Ass. Culturale “Gabriele Inguscio”

16

Libera Università Popolare Sud Salento Unito

41

Ass. AEEOS

17

Ass. Tommaso Caretto

42

AttivaMente

18

Ass. Gaia

43

Ass. di volontariato per la Protezione Civile “La Torre”

10

Ass. Superamento Handicap

30

Emergenza Surbo

11

I.I.S. Istituto Internazionale per lo Sviluppo

31

Ass. Subacquea di Volontariato “Paolo Pinto”

12

Ass. V.I.T.A onlus

32

Missionari della Pace

13

AVO “Don Tonino Bello”

33

Confraternita di Misericordia

14

Fidas Alezio

34

Istituto di arti terapie e scienze creative

15

AVIS sez. comunale

35

Ass. Arcobaleno

19

Centro di cultura sociale e ricerche

44

Centro studi B. Pascal

16

AGEDO

36

Legambiente “Cerianthus”

20

Ass. socio-culturale Nuova Messapia

45

Ass. Regalami Una rosa

46

Centro risorse e Studi sulle diverse Abilità

17

ADMO

37

Ass. Marco 6,31

21

Ass. Interno 167 – abitare le periferie

18

Ass. Anonimi salentini

38

APCAT

22

Ass. Italiana Persone Down Onlus

47

Ass.“Al Karama”

19

Gruppo Volontariato Vincenziano

39

Arcisolidarietà Salento

23

Ass. UILDM Capo di Leuca

48

Ass. “città della musica”

Ass. AttentaMente

49

O.d.V. “Arcobaleno”

20

Ass. Il pane e le rose

40

Libera Università Popolare Sud Salento Unito

24 25

A.M.I.S. Onlus

50

Ass. Progetto Donna

VOLONTARADIO, AL VIA LA 4a EDIZIONE

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Ritorna il contenitore informativo radiofonico del CSV Salento, in onda su Mondoradio

iunge alla sua quarta edizione il contenitore radiofonico “Volontaradio” che include le due trasmissioni settimanali dedicate al volontariato e interamente curate dal Centro Servizi Volontariato Salento settori Informazione e Promozione in onda sulle frequenze di Mondoradio. Uno spazio importante, la cui messa in onda avviene proprio dalla sede del Csv Salento in via Gentile a Lecce, per far sì che l’informazione sociale sia presente in maniera forte su tutto il territorio salentino e che le associazioni si possano raccontare, riempiendo dei contenuti della solidarietà e dell’impegno civile le onde radiofoniche. Si parte dalle ore

17 circa con le pillole di informazione sulle iniziative e le attività più interessanti del volontariato salentino; alle 17.15 spazio di approfondimento su tematiche sociali e di attualità discusse con volontari, rappresentanti di istituzioni ed esperti. Non mancheranno per le due trasmissioni novità e approfondimenti. Le trasmissioni, oltre che ascoltabili in diretta sulle frequenze di Mondoradio, sono scaricabili dal sito www.mondoradio.net. Le frequenze di Mondoradio sono: 107.5 Lecce città e zone limitrofe 93.9 Centro Nord Salento 92.6 Centro Sud Salento 97.8 S.M Leuca e Litorale Jonico 88.6 Tricase. Luigi Conte

A LEVERANO IL DOSSIER VISTI DA NOI

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l Comune di Leverano, all’interno del programma “Autunno culturale”, realizza in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato Salento (nell’ambito dei laboratori “Volontariato e territorio”) un incontro presso la Biblioteca comunale giorno 14 dicembre alle ore 18.30 sul tema “Visti da noi. Riflessioni del volontariato sui bisogni del territorio”. Un confronto a partire dai 7 dossier

sui temi più scottanti del territorio, ambiente, povertà, disabilità, psichiatria, sanità, carcere e immigrazione, realizzati dal CSV Salento. Dopo i saluti del sindaco, Giovanni Zecca, intervengono Luigi Russo, presidente CSVS su “Il ruolo del volontariato e gli obiettivi della ricerca sociale” e Serenella Pascali su “Povertà, tutela della salute, immigrazione, alcuni risultati”. Luigi Conte


CSVS INFORMA

A cura di Lara ESPOSITO

“RISCHIO 231”, ANCHE IL NON PROFIT È SOGGETTO AL MODELLO

L’applicazione del modello che definisce le responsabilità da “reato” dipende dall’assesto organizzativo dell’ente

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nche gli operatori del mondo non profit devono essere ritenuti soggetti a “rischio 231”, il modello adottato da una persona giuridica o associazione priva di personalità giuridica volto a prevenire la responsabilità penale e avente come oggetto la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”. Il modello sposa le direttive europee del regime di responsabilità denominata “da reato”, derivante dalla commissione o tentata commissione di alcuni reati nell’interesse o a vantaggio degli enti stessi. L’applicabilità del modello al Terzo settore è rimasta per molto tempo in un limbo interpretativo data la “sensibilità” di alcuni servizi offerti dagli enti non profit, adducendo una sorta di “clemenza” in virtù dell’assenza del fine di lucro e la carenza del necessario carattere imprenditoriale dell’attività svolta. Per fare chiarezza sulla responsabilità da reato per il terzo settore, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) in collaborazione con l’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha licenziato il documento “Il

modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi”. Nel documento si definisce che questi dubbi debbano essere superati in base sia al tenore letterale della disposizione, sia all’attività svolta da molti di questi enti: basti pensare ai valori immobiliari e mobiliari detenuti da alcune fondazioni o alle associazioni sportive dilettantistiche, che in molti casi diventano strumento di frodi fiscali, truffe e malversazioni. L’analisi licenziata dal Cndcec si basa su una premessa fondamentale: anche se potenzialmente tutti i soggetti possono essere considerati a “rischio 231”, l’adozione del modello è opportuna ed è anzi assimilabile ad un vero e proprio obbligo al ricorrere di alcuni requisiti dell’ente e di determinate circostanze operative. L’adozione di questo modello, infatti, è consigliabile e auspicabile per garantire procedure più efficienti e una migliore trasparenza verso l’esterno. Esiste poi, una soglia oltre la quale l’adozione di questo modello diventa irrinunciabile che dipende da una serie di elementi che riguardano non solo l’aspetto organizzativo, ma anche il tipo di attività svolta, l’ammontare di risorse finanziarie e patrimoniali gestite, ecc.

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IMU PER IL NON PROFIT, CHE CONFUSIONE

ono ancora numerosi i quesiti aperti rispetto alla questione del pagamento dell’Imu al non profit. Nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2012 è stato pubblicato il decreto 19 novembre 2012 n. 200 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che individua, ai fini dell’esenzione Imu, le attività non commerciali e quelle commerciali, nel caso in cui un ente non commerciale utilizzi un immobile con modalità mista, cioè in compresenza delle une e delle altre. Secondo il regolamento l’esenzione dal pagamento dell’Imu è dovuto solo per le attività non commerciali e definisce quindi i requisiti che un’organizzazione deve possedere per essere definita tale: il divieto di distribuire utili, l’obbligo di reinvestire gli eventuali utili per scopi di solidarietà sociale e infine l’obbligo, in caso di scioglimento, che i fondi residui saranno devoluti ad altro ente non commerciale. All’articolo 4, però, vengono definite ulteriori condizioni legate alla non commerciabilità, distinte per settore di attività dell’ente: assistenziali e sanitarie, didattiche, ricettive, culturali e ricreative oppure sportive. In questi casi, se l’ente è accreditato o convenzionato, le attività devono essere gratuite o possono essere richiesti “eventuali importi di partecipazione alla spesa”, se invece l’ente non è accreditato né convenzionato, le attività devono essere gratuite o può essere chiesto un versamento di corrispettivi di “importo simbolico” e, comunque, «non superiore alla metà dei corrispettivi medi previsti per analoghe attività svolte con modalità concorrenziali nello stesso ambito territoriale, tenuto anche conto dell’assenza di relazione con il costo effettivo del servizio». Il punto è che nel regolamento non vengono definiti termini essenziali quali “retta simbolica” o importo “non superiore alla metà dei prezzi medi di mercato”. Il Forum Terzo Settore denuncia in una nota una serie di perplessità in merito, che non riguardano esclusivamente la polemica tra Stato italiano e Chiesa cattolica. «Il nodo cruciale è proprio uscire da questa controversia e considerare che le norme sul pagamento dell’Imu interessano l’intero e variegato mondo del non profit – oltre 235mila organizzazioni, tra le quali, anche quelle di matrice cattolica. Un mondo che occupa, in Italia, circa 750mila persone in forma retribuita e impiega oltre 3milioni di volontari, che contribuisce al 5% del Pil e fornisce servizi fondamentali ai cittadini – dalle mense ai dormitori, dall’assistenza ai disabili alla cura degli anziani, dalla protezione civile alla difesa del patrimonio culturale – con pochissimi sostegni ed incentivi».

5 PER MILLE, ONLINE I PAGAMENTI

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Stipulata anche una convenzione per agevolare le donazioni

ono disponibili online sul sito dell’Agenzia delle Entrate gli elenchi dei pagamenti effettuati relativi al cinque per mille 2010 (dichiarazione del 2011 relativa ai redditi del 2010). Nei giorni scorsi le associazioni di volontariato, di promozione sociale e le altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale erano state rassicurate dal direttore generale del settore volontariato Danilo Festa. «Io stesso ho firmato le autorizzazioni al pagamento lo scorso 10 ottobre, e la pratica ora è in capo alla Ragioneria, i cui tempi sono quelli normali della Pubblica Amministrazione. Posso precisare che per quanto riguarda l’edizione 2010 del 5 per mille – continua Festa – il nostro ministero ha dato disposizione di erogare l’88,2% dei fondi, che in totale ammontano a 253 milioni per gli enti del volontariato. La parte restante purtroppo è ancora ferma all’Agenzia delle Entrate per vari motivi: errori nella

comunicazione dell’Iban, spesso dovuti alle banche, controlli ulteriori, variazioni che riguardano le associazioni stesse. Per gli altri si tratta solo di aspettare ancora un po’ per vedere arrivare i fondi; altri problemi non ce ne sono». Per agevolare lo strumento del cinque per mille alle associazioni di volontariato e agli altri enti e fondazioni, inoltre, il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fatto inserire, all’interno del Decreto Legge n. 174 del 10 ottobre 2012, una disposizione che permetterà di stipulare convenzioni con l’Agenzia delle Entrate a titolo gratuito per gli anni finanziari 2010, 2011, 2012. Questa norma rientra nelle misure annunciate dal Ministro Elsa Fornero alla Conferenza Nazionale del Volontariato tenutasi all’Aquila all’inizio di ottobre, tese a snellire e facilitare le procedure burocratiche che riguardano il Terzo Settore.

EAS, PROROGHE E INDICAZIONI

Solo per il 2012 la scadenza per sanare il mancato invio del modello è fissata al 31 dicembre

L

’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 38 del 28 settembre 2012, è intervenuta per chiarire alcuni aspetti introdotti dal Decreto semplificazioni. In particolare, sono state fornite precisazioni con riferimento al modello Eas, per il quale non era del tutto certo il termine entro il quale si potesse sanare il mancato invio. L’agenzia, dopo aver ribadito

il termine in questione indicandolo al 30 settembre di ciascun anno, ha precisato che solo per il 2012, essendo il chiarimento stato reso a ridosso della scadenza indicata, la scadenza ultima è stata prorogata al 31 dicembre 2012. Pertanto, per quanto concerne l’Eas, l’organizzazione che si avvalga dei benefici ex art. 148 del T.U.I.R. (e

analoghi legge IVA), ma che non abbia ottemperato per l’anno in corso all’obbligo dichiarativo entro i termini previsti, può inviare il modello Eas pagando contestualmente una sanzione di 258 euro con F24 (codice tributo, come da Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 46/E, 8114) entro il termine ultimo che solo per il 2012 corrisponde al 31 dicembre.

RIFORMA FORNERO, IL CSVS A SOSTEGNO DELLE ODV

È

stato un incontro informativo molto partecipato quello che si è tenuto mercoledì 21 novembre presso la sede centrale del CSVS di via Gentile a Lecce sul tema “I rapporti di lavoro alla luce della Riforma Fornero: indicazioni per il Volontariato e il Terzo Settore”. Il seminario è stato organizzato dal Centro Servizi Volontariato Salento in collaborazione con lo studio Legale Balducci-Caracuta per chiarire alle Odv presenti cosa prevede la Riforma Fornero, come cambiano i rapporti di lavoro e soprattutto come deve comportarsi d’ora in poi il mondo del volontariato e del Terzo settore per evitare spiacevoli inconvenienti. Il Centro Servizi Volontariato Salento ribadisce il suo sostegno, nell’ambito dell’attività di consulenza legale gratuita alle Odv, alle associazioni che devono avviare o consolidare contratti a progetto, partite IVA, lavoro subordinato per evitare inutili difficoltà. Il servizio di assistenza in materia di lavoro sarà erogato in collaborazione con lo studio Legale Balducci-Caracuta. Per informazioni è possibile contattare il CSV Salento presso la sede centrale in via Gentile 1 a Lecce al numero di telefono 0832/392640 o via fax allo 0832/391232.


ASSOCIAZIONI

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APPELLO PER SALVARE LA SPIAGGIA ATTREZZATA

L’associazione “Marina di Torre Chianca” chiede a istituzioni e cittadini un aiuto per garantire continuità al servizio

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altempo ed erosione hanno segnato quest’estate lo stato di salute delle spiagge salentine, provocando danni all’economia e al territorio. Le mareggiate, infatti, hanno peggiorato la già critica situazione delle spiagge mangiate dalle onde. A subirne le conseguenze, non solo i gestori dei lidi e gli operatori del settore, ma anche e soprattutto chi si occupa con impegno e dedizione della tutela dei più deboli come i volontari dell’associazione “Marina di Torre Chianca”. Grazie all’attività dell’organizzazione di volontariato salentina, infatti, nei mesi estivi circa 30 persone disabili al giorno hanno potuto accedere in tranquillità e sicurezza alla spiaggia grazie alla presenza di una pedana attrezzata di 120 metri. In questo modo, le barriere architettoniche sono state abbattute regalando alle persone disabili giunte in spiaggia relax e refrigerio e l’accoglienza in due

gazebo di 4x4 metri (al fine di assicurare l’ombreggiatura dovuta), una cabina spogliatoio 3x2 m., un bagno per disabili, una sedia job. Il servizio è stato offerto con l’ausilio gratuito e disinteressato di volontari, che hanno riscosso così tanto successo tra i fruitori e le loro famiglie. Ed è proprio da loro che arriva un appello alle istituzioni, alle imprese e alle cittadinan-

za intera a supporto di un’iniziativa finanziata, finora, direttamente dai risparmi personali dei volontari. «È un servizio offerto dal 2004 – commenta Mario Sanguedolce, presidente dell’associazione – che cerchiamo sempre di portare avanti al meglio. Vista la continua domanda, vogliamo col tempo potenziare per creare sempre nuovi servizi alle persone disabili

ma da soli non possiamo farcela perché le spese sono tante». Un servizio innovativo di cui hanno usufruito non solo i disabili di Lecce e provincia, ma anche turisti disabili di tutte le età con presenze da Roma, Milano e Vicenza. Un servizio che rischia di morire senza un aiuto concreto da parte di tutti. «Ci rivolgiamo alle istituzioni – chiede Sanguedolce – affinché diano un supporto concreto all’iniziativa, ma anche alle imprese e ai cittadini. Le donazioni possono essere in denaro ma anche in beni da utilizzare, ad esempio, per recuperare fondi attraverso lotterie di beneficenza. Da soli non possiamo andare avanti: la spiaggia accessibile della marina di Torre Chianca è un bene di tutti da tutelare e potenziare». Per maggiori informazioni sulle attività dell’associazione è possibile chiamare al al 328/2605006. Il numero di conto corrente su cui effettuare le donazioni è 94586450. Lara Esposito

IL VINTAGE CHE FA BENE

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A Maglie un mercatino vintage a supporto dell’associazione “Per un sorriso in più”

intage market per beneficenza. Nei locali di Candido, lo storico marchio d’abbigliamento di Maglie, si è dato il via a una nuova iniziativa: un mercatino dell’usato che devolverà parte del compenso ricavato dalla vendita a “Per un sorriso in più”, l’associazione di genitori di onco-ematologia pediatrica che opera al “Vito Fazzi” di Lecce. Nostalgia del passato e impegno per il presente, quindi. L’iniziativa ha attirato le simpatie della clientela già durante la fase di raccolta della merce. «All’inizio c’era un po’ di perplessità da parte delle persone che entravano a chiedere come funzionasse la cosa – ha affermato Anna Chiara Lini, moglie di Marco Candido –. Qualcuno non credeva che bastasse aprire il ripostiglio del salotto per ottenere lo sconto promesso. Una volta compreso il meccanismo che punta soprattutto sulla beneficenza, non c’è stato bisogno di fare altro: il passaparola è stato incredibile. Apriamo le porte al Vintage market con un consistente numero di pezzi». Negli scaffali del nuovo ne-

gozio si può trovare di tutto: dai vestiti agli oggetti per la casa ormai sorpassati dai più moderni, dai vinili ai monili. Chiunque può portare i propri oggetti ottenendo uno sconto del 20% sugli acquisti che faranno del bene ai piccoli pazienti del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il ricavato delle vendite, infatti, servirà a finanziare le attività dell’associazione “Per un sorriso in più”, che vanno dall’acquisto di macchinari, alla formazione del personale di reparto o dando sostegno alle famiglie dei bambini ricoverati, attraverso l’assistenza psicologica e anche economica. L’associazione è sempre vicina alle famiglie costrette ad andare fuori regione per sottoporre i figli a cure mediche in ospedali specializzati. Per ulteriori informazioni è possibile telefonare allo 0832 - 242160 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 20, oppure inviare una email all’indirizzo info@perunsorrisoinpiu.net. Lara Esposito

DISABILITÀ, A NARDÒ UN TAVOLO AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE

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Associazioni e cittadini insieme per abbattere le barriere architettoniche e culturali

uando c’è in ballo il Bene Comune, le associazioni si mettono insieme per costruire una politica condivisa a favore della comunità. È quello che accade a Nardò da circa un anno, da quando è nato, per volontà delle associazioni con la guida di S.F.I.D.A.- Sindacato delle persone disabili e delle loro famiglie, il tavolo permanente sull’handicap. «Si tratta di un tavolo informale – spiega Vito Berti, segretario provinciale di S.F.I.D.A. – costituitosi un anno fa con l’intento di concordare una politica comune sulla disabilità, incidendo in un ambito in cui ancora non esisteva un coordinamento e delle linee guida». Un processo innovativo che ha portato a smuovere l’attenzione della pubblica amministrazione sul tema della disabilità, innescando un lento ma virtuoso processo verso la sussidiarietà. Giovedì 11 ottobre, infatti, la V Commissione agli Affari sociali del Comune ha approvato una mozione che prevede l’abbattimento della barriere architettoniche antro 5 anni, stilando un cronoprogramma per la buona riuscita

della trasformazione del territorio comunale. Da questa esperienza, inoltre, è nata la proposta di attivare al più presto l’apertura di uno sportello per la disabilità, che offrirà i servizi il giovedì dalle 15.30 alle 17.30 presso l’ufficio di Piano del Settore Servizi Sociali in piazza San Pietro. «L’obiettivo – ha commentato Walter Gabellone, presidente dell’associazione “Alla conquista della Vita” – è di andare incontro a tutti i tipi di disabilità, non solo quella fisiche ma anche sensoriale». «Si tratta di un’azione nuova – continua Berti – e speriamo che la mozione venga approvata anche dal Consiglio comunale. Si tratta di un momento importante non solo per Nardò, ma per tutta la comunità salentina e non solo perché esiste un deficit culturale che impedisce di passare dalle parole, dalla legge, ai fatti». A far parte del tavolo permanente, l’associazione Nardò Liberal, “Alla Conquista della Vita”, “Superamento Handicap”, Associazione Italiana Persone Down, il Centro Studi don Milani, A.vo.ca.d., S.F.I.D.A.,

cui si aggiungono cittadini, assistenti sociali e rappresentanti della pubblica amministrazione come l’assessore al Lavori Pubblici, Rocco Luci e alcuni consiglieri comunali. «Il tavolo è aperto a tutte le realtà operanti nel territorio e sono ammesse anche le associazioni di carattere politico/ culturale in modo da riconnettere la cittadinanza attiva con la politica, senza separazioni e diffidenze. Per cambiare le cose – conclude Berti – noi persone disabili dobbiamo uscire dalle nostre case e dialogare con la cittadinanza e la pubblica amministrazione». Oltre all’eliminazione delle barriere architettoniche, sono tante le proposte emerse durante questo anno di confronto, tra cui l’elaborazione di una proposta per l’apertura dello “Sportello unico handicap” anche a Nardò, pubblicizzazione e monitoraggio circa la corretta attuazione del D.P.R. n° 151 del 30/07/12 - nuovo “contrassegno di parcheggio per disabili” e una proposta sui parcheggi “rosa” per le mamme in attesa. Luigi Conte


ASSOCIAZIONI

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PROMOSSO IL PIANO PER L’EMERGENZA RANDAGISMO

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Il Coordinamento delle associazioni animaliste del Salento plaude all’apertura al volontariato

l Coordinamento delle associazioni animaliste del Salento manifesta soddisfazione per l’apertura formalizzata al volontariato da parte delle istituzioni dimostrata durante la presentazione del Piano di intervento per l’emergenza randagismo. Nella giornata di venerdì 16 novembre, infatti, si è tenuta presso la sala didattica della Asl di Maglie l’incontro tra Asl e sindaci o loro delegati per la presentazione del Piano di intervento da sottoporre all’approvazione di tutti i Comuni. Dall’incontro è emerso che concertazione, collaborazione e sinergia saranno le modalità strategiche di risoluzione del problema pluridecennale del randagismo. Finalmente insieme, se pur con competenze e ruoli diversificati. Con tale riunione è stato riconosciuto all’unanimità, infatti, il grande lavoro e impegno che da anni le associazioni portano avanti. Per questo motivo è stato proposto di formalizzare un protocollo che serva ad attivare un’azione concertata ed efficiente, prevedendo di uscire dall’emergenza randagismo e dagli effetti che ha determinato sia in campo della sanità e sicurezza pubblica, sia del maltrattamento degli animali, sia della spesa pubblica, scatenando spesso e volentieri affarismo illegale e immorale. Partendo dal Piano, quindi, è stato consegnato un modello di protocollo d’intesa da far sottoscrivere ai Comuni singoli o associati e alle associazioni di volontariato animaliste presenti sul territorio.

Gli obiettivi del Piano sono il censimento dei cani vaganti con l’iscrizione di tutti i cani nell’anagrafe canina regionale e nazionale, la sterilizzazione di massa dei cani vaganti e l’attivazione di percorsi di formazione, sensibilizzazione e promozione culturale sul corretto rapporto uomo animale. È stato precisato, inoltre, che in tema di randagismo canino, alle Asl di riferimento spettano una serie di prestazioni assistenziali da effettuarsi sui cani ricoverati nei canili sanitari: visita clinica, identificazione e registrazione in anagrafe, prelievi diagnostici per la leishmaniosi e altre malattie, trattamenti antiparassitari nei confronti dell’echinococcosi, trattamenti profilattici delle principali malattie infettive e parassitarie, sterilizzazione, gestione amministrativa (cartella clinica, etc). Per gli interventi di alta specializzazione e nel caso di patologie gravi che non possono essere affrontate presso la struttura del canile sanitario o ambulatorio veterinario Asl, previo giudizio di opportunità di intervento da parte del servizio della Asl, è necessario ed indispensabile che ogni singolo Comune garantisca questo tipo di assistenza. La partecipazione all’incontro è stata massiccia. Giovanni Tortorella, veterinario dirigente Asl nonché presidente della Commissione regionale randagismo, senza preamboli, ha dichiarato che la Puglia è la maglia nera in fatto di randagismo con una spesa annua-

le di circa 100milioni di euro. Un giro di denaro tale da scatenare o attirare interessi mafiosi che penetrano purtroppo spesso anche nel mondo della politica. Questa realtà, aggravatasi nel tempo nonostante le leggi nazionali e regionali e con le relative delibere (in particolare la delibera Regionale 17/12/1996), è stata determinata da inadempienze da parte dei Comuni che hanno trascurato il problema, rimandandolo al servizio sanitario e riempendo i canili. Oggi i Comuni vengono chiamati alle responsabilità patrimoniali, devono dar conto delle spese ma soprattutto della loro politica di prevenzione. Tra le buone pratiche presentate durante l’incontro, quella del Comune di Alliste e di Acquarica del Capo. Il primo ha dimostrato che la costruzione del canile comunale non costi di più rispetto ad una posizione di disinteresse e di scaricamento del problema ai soli canili privati convenzionati. Questi, infatti, negli anni si sono riempiti sempre di più, non offrendo alcun servizio utile al territorio e non lavorando a una reale prevenzione del randagismo, anzi aggravando la spesa pubblica negli anni. Il Comune, grazie all’esistenza del canile comunale ha effettuato 280 sterilizzazioni e 200 adozioni. Il secondo ha dimostrato, invece, come il volontariato sostenuto e appoggiato da azioni politiche possa di fatto risolvere il problema del randagismo.

SI ISTITUISCA UN TAVOLO DI CONFRONTO SUL RANDAGISMO!

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È la richiesta avanzata dall’associazione “Zampa Libera” sulla situazione di Maglie

Ci piacerebbe ripristinare un dialogo con l’amministrazione comunale per gestire insieme la questione del randagismo a Maglie». È con queste parole che Adele Maruccio, referente magliese dell’associazione di volontariato “Zampa Libera” con sede a Tiggiano ha rilanciato la difficile situazione che si è creata sul microchippaggio dei cani randagi. «Il Comune è in bolletta da anni con la Asl e non paga il costo del microchip che per la pubblica amministrazione è di soli 1,89 euro. Con la nostra attività – continua Maruccio – facciamo risparmiare alla comunità circa 25mila euro all’anno, ma l’ultimo contributo comunale risale ormai a diversi anni fa. Non possiamo sopportare anche la spesa del microchip, non ce la fac-

ciamo». L’Odv, infatti, in molti casi ha sostenuto i costi delle operazioni di cani feriti o con gli arti rotti, che la Asl si rifiuta di coprire. La denuncia in seguito alla situazione di due cagnette bisognose di cure e e assistenza. L’associazione dopo essersi sobbarcata i costi di sverminazione, vaccini, passaporti internazionali e cura di una cucciola che aveva subito un pesante colpo al musino, ha dovuto affrontare anche quello del microchip. «Chiediamo anche un contributo annuo – continua Maruccio – per la cura e la preparazione dei cani che facciamo adottare, una maggiore collaborazione con il comando di polizia municipale e l’istituzione di un tavolo di trattative con l’amministrazione».

AIUTATECI A TUTELARE IL BENE COMUNE!

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L’invito arriva dall’associazione O.R.A.A che da aprile gestisce il servizio di dog-toilet del Comune di Lecce

Il Bene Comune non può essere tutelato demandando agli altri». È con queste parole che Paola Rollo, presidente dell’associazione O.R.A.A. - Obiettivo Recupero Animali e Ambiente, ha lanciato un invito ai cittadini leccesi a collaborare alla buona riuscita del servizio di dog-toilet. Dopo un primo periodo di rodaggio il Comune di Lecce ha affidato all’Odv iscritta all’Albo delle associazioni di volontariato e all’albo delle associazioni per la protezione degli animali, la gestione e la cura dei cestini per raccogliere le deiezioni dei cani. Una scelta che, oltre a portare un notevole risparmio per le casse comunali, ha fatto sì che il servizio fosse gestito con la cura e l’impegno che appartiene ai volontari. «Ci preoccupiamo di svuotare i cestini e abbiamo rinforzato l’informazione sul corretto

utilizzo dei sacchetti in distribuzione – commenta Rollo – ma c’è bisogno della collaborazione di tutti i cittadini affinché il servizio funzioni davvero». Secondo l’esperienza dei volontari, infatti, in molti prelevano dai contenitori i sacchetti in dotazione per farne un uso diverso. Un gesto che denota una mancanza di sensibilità nei confronti del servizio, dannoso per la salute in quanto i sacchetti in distribuzione, per esempio, sono nocivi se si conservano alimenti e un inutile spreco a danno del Comune e quindi di tutti. «Deve crescere, innanzitutto, l’utilizzo del dog-toilet in quanto sono ancora in molti a lasciare i bisogni del proprio cane sui marciapiedi, nelle aiuole con un notevole danno per l’ambiente e per i nostri amici animali, il cui passaggio risulta invasivo per il resto della comunità e

per il decoro urbano». L’associazione O.R.A.A. lavora da anni sul territorio per coniugare l’attenzione e la cura degli animali (con la lotta soprattutto

al randagismo) alla tutela dell’ambiente con numerose attività tra cui le “Giornate del Microchip Gratuito” in giro per i Comuni del Salento.


DOSSIER

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A cura della Redazione di Volontariato Salento

INSIEME PER COSTRUIRE “FUTURI SOSTENIBILI” Grande successo del Forum provinciale del volontariato organizzato dal CSV Salento sul tema della sostenibilità ambientale e della decrescita felice

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l volontariato salentino si mobilita per immaginare e costruire insieme un futuro sostenibile. È con questo spirito che si è svolta la sesta edizione del Forum provinciale “Il Volontariato al Centro”, organizzato dal Centro Servizi Volontariato Salento sul tema “Futuri sostenibili”. Il Forum ogni anno rappresenta per le associazioni di volontariato un evento pubblico di grande rilievo, un momento di incontro con la cittadinanza, con i giovani, con le istituzioni per raccontare ad alta voce l’impegno e il fermento che animano migliaia di volontari della nostra provincia. Incontrarsi, raccontarsi, rompere il silenzio, fare rete, creare nei giovani e negli a dulti interesse e curiosità verso le tematiche del

volontariato sono solo alcuni degli obiettivi che le oltre 100 associazioni partecipanti si prefiggono con questa manifestazione. Ad ospitare la prima tappa del Forum dedicata al tema della sostenibilità ambientale e della decrescita felice sabato 29 settembre è stata la centralissima Piazza Pisanelli di Tricase. È qui che le organizzazioni di volontariato del territorio hanno incontrato i cittadini per promuovere le proprie attività con laboratori, simulazioni, giochi interattivi, spettacoli, screening gratuiti, mostre e installazioni, attività informative, tutto all’insegna della sostenibilità ambientale e sociale. Sulla piazza alcune associazioni impegnate nel settore della tutela del

territorio realizzeranno con i bambini delle scuole elementari e con i ragazzi degli istituti superiori alcune attività che avranno come filo conduttore proprio “l’educazione alla sostenibilità”. Le due tappe di “Futuri sostenibili” (la prima a Tricase e la prossima a Lecce) partono da due emergenze sociali, relative alla condizione ambientale da una parte e a quella giovanile dall’altra, emergenze rese ancora più evidenti dalla crisi che ha svelato le falle della cosiddetta società a capitalismo avanzato. Il mondo del volontariato riunito a Tricase, ha sperimentato la necessità di costruire un modello alternativo di sviluppo, più sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale.

PER UNA DECRESCITA SELETTIVA DEL PIL

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Diminuire gli sprechi e creare occupazione utile sono la ricetta per un’economia diversa, inclusiva e sostenibile. Il CSV Salento in prima linea

l volontariato salentino non ci sta ad essere strumentalizzato dalla politica e rivendica la sua indipendenza nella costruzione dei Beni Comuni. È questo il messaggio lanciato durante il convegno “Ambiente: risorsa economica o Bene Comune? Esperienze di sostenibilità” sabato 29 settembre 2012 a Tricase in occasione del VI Forum provinciale del volontariato organizzato dal CSV Salento “Futuri sostenibili”. «Non ci interessa essere la coccarda appuntata al petto di questo o quel sindaco, vantiamo la nostra autonomia anche nella costruzione dei Beni comuni – ha dichiarato Luigi Russo, presidente del Csv Salento. Il modo giusto per fare politica è costruire assieme le politiche, nessun amministratore può seriamente pensare di riuscire a costruire politiche rispondenti ai bisogni di cittadini senza il contributo civico di tutti». Un esempio tra tutti è costituito sicuramente dalla creazione della discussa strada statale 275: “opera-spreco”, avallata dalla politica ma contrastata con tante iniziative di protesta dai cittadini cui si aggiunge la Maglie-Otranto, con tutti gli alberi secolari di ulivo a rischio. Di stringente attualità, inoltre, la questione rifiuti, con 15 comuni salentini commissariati dalla Regione e l’emergenza tumori nel Salento dovuta alle emissioni di polveri inquinanti. E ancora il problema dei depuratori, che continuano a versare reflui in mare; o le coste devastate dall’abusivismo e ultimo, ma di grande importanza la lotta per evitare che i fondali marini vengano martoriati dalle trivelle in cerca di petrolio. Per tutto questo è stata la società civile a chiedere rispetto, a mobilitarsi, quando ormai tutto era stato già deciso e comunicato solo all’ultimo momento. Una discussione di ampio respiro, quella del convegno conclusivo della prima tappa di “Futuri sostenibili”. «Abbiamo l’idea che la crescita di beni e servizi faccia crescere il Pil ma non è così. Noi non abbiamo bisogno di sviluppo ma di diminuire lo spreco. Non dobbiamo creare occupazione in senso generale, ma dobbiamo creare occupazione utile – ha dichiarato Maurizio Pallante, teorico della decrescita felice. La crescita crea occupazione? No, perché in un’economia fondata sulla crescita mette in moto una serie di meccanismi che producono consumo più che occupazione». Che il Pil non possa essere parametro di giudizio per valutare la stabilità e la salute di una nazione, infatti, Pallante lo ripete ormai da anni. Il consumo genera, inevitabilmente, sprechi e distruzione della natura. In questo meccanismo entra prepotentemente la cattiva politica che in nome del

progresso, del benessere, ma soprattutto del guadagno, ha immolato il territorio e tutto quello che rientra nel Bene comune. Come in una lotta tra Davide contro Golia, i cittadini si scontrano con delle holding, dei gruppi molto più grandi di loro che agiscono solo per il profitto. Incuranti delle devastazioni. L’unione fa la forza, ed ecco che anche il Csv Salento è sceso in campo e ha fatto fronte comune per la tutela di ambiente e dignità. «La natura, le nostre risorse sono state requisite da alcuni. Acqua, aria, terra e fuoco sono i nostri beni comuni naturali. Dalla rivoluzione industriale in poi, queste risorse sono state espropriate, con la modernità comincia un processo di concentrazione del potere che piuttosto che dare di più a tutti ha tolto sempre di più a molti, fino ad oggi – è entrata nel dibattito Giovanna Ricoveri. Solo dalla denuncia e dalla resistenza nasce l’alternativa e il territorio è il punto di svolta di questa alternativa. Ma l’alternativa va costruita, noi dobbiamo chiedere la luna, il massimo, poi si fa la contrattazione e si vede dove si va a finire. I movimenti nel mondo ci sono ma come ogni nuovo modello ha bisogno di secoli per affermarsi e forse le generazioni che verranno godranno dei risultati delle fatiche e delle battaglie dei milioni di movimenti che ci sono al mondo». Alternativa invocata da Ricoveri, che purtroppo stenta ad essere riconosciuta dalla classe politica, sorda alle richieste dei cittadini. «I governi, locali, provinciale e regionale non hanno fatto nulla: la situazione che abbiamo registrato da “Visti da noi” a oggi, nell’arco di un anno, è nettamente peggiorata – ha affermato Russo. In questo ultimo anno mi chiamano i sindaci. Non vogliamo solo correre per salvare vogliamo proporre un nuovo modo di pensare e fare lo sviluppo». Le grandi opere che nell’immaginario comune sono alla base della crescita non sono la soluzione, che va invece ricercata in un nuovo modo di vedere e vivere il bene comune. «L’unica soluzione è la decrescita selettiva del Pil, la riduzione degli sprechi. La decrescita è l’unico modo per contrastare lo sviluppo devastante di questo territorio – ha concluso Pallante. Il manifesto “sviluppo del Mezzogiorno” ha creato la devastazione di questo territorio: non si dovrebbe parlare proprio di un nuovo modello di sviluppo, ma di una economia diversa, basata sulla riduzione degli sprechi e sull’occupazione utile».


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AMBIENTE, LA DERIVA DEL BENE C

Emergenza rifiuti, consumo del territorio, polveri inquinanti, situazione coste e stato di progetto del gasdotto, allarme trivelle: ecco i dati sulle maggiori question che riguardano la salute e l’ambiente del territorio salentino

RIFIUTI IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

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a quando Vendola, nel marzo 2011, davanti alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, denunciò il “clima da paura”, segnalando ancora le mancanze in Puglia, poco è cambiato. La raccolta differenziata riscontra ancora basse percentuali, per via della mancanza di impianti di compostaggio; le difficoltà di gestione tra Ato e amministrazioni; un generale scarso senso civico, per via delle ancora troppe discariche abusive a cielo aperto, dove si può trovare di tutto, dall’eternit ai frigoriferi e in alcuni casi anche carcasse di animali morti. E se da un lato i cittadini dimostrano lo scarso senso civico, dall’altro sono stati pronti a difendere il territorio dalla costruzione di centrali a biomasse. A Cavallino hanno vinto i cittadini e la Regione nega l’autorizzazione unica alla società TG Energie Rinnovabili S.r.l. di Ravenna.

La mancanza di impianti di compostaggio penalizza nella raccolta differenziata, che rimane a basse percentuali e che costringe la regione a commissariare 15 comuni per il mancato raggiungimento della percentuale minima fissata al 15% e che non hanno presentato dei progetti per potenziare il servizio. Spesso durante l’anno si è rischiato il collasso del sistema di raccolta, a causa della catena innescata dai comuni che incassano le imposte sui rifiuti ma poi si indebitano con le Ato, che a loro volta non garantiscono il pagamento alle ditte che gestiscono i servizi di raccolta. E se i dipendenti incrociano le braccia, sono poco chiari i rapporti tra l’ente locale e le ditte appaltatrici. Le soluzioni, però, ci sarebbero e ancora una volta vengono dalle associazioni che operano sul territorio e che propongono di lavorare alla realizzazione della “Strategia Rifiuti Zero”, puntando alla chiusura dell’intero ciclo dei rifiuti, alla diminuzione della produzione di rifiuti stessi e alla promozione, ad esempio, di formule di riciclo virtuose come quella del compostaggio domestico. Si punta, inoltre, a una gestione pubblica delle discariche, alla creazione di ecocentri e di centri di compostaggio, cui associare un cambiamento nella sensibilità dei cittadini, stimolati nell’attuazione corretta della Strategia Rifiuti Zero (Riduco, Riuso, Recupero, Riciclo, Ricerco).

LE COSTE IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

A

nche quest’anno le località marine salentine hanno ospitato numerosi turisti attratti dalla bellezza e dall’unicità dei luoghi. Proprio il grande fascino che la costa ispira è diventata con gli anni un’arma a doppio taglio, attirando i numerosi speculatori del mattone, attratti più dalla voglia di guadagnare che dallo spirito di conservare la natura. I progetti scellerati sono quasi all’ordine del giorno e sono sempre tanti i casi di abusivismo che minacciano le coste. La Specchiulla è stata salvata dal Consiglio di Stato che ha bocciato il progetto di un villaggio turistico da 800 posti letto. L’area su cui doveva sorgere era agricola, sottoposta a vincolo paesaggistico. Continua, invece, lo scempio a Porto Miggiano.

L’intervento dell’uomo è in parte anche la causa del fenomeno erosione coste. Il rischio che ogni stagione riduca la superficie è sempre molto alto, specie dopo le piogge alle quali fanno seguito le richieste d’aiuto dei balneatori, che vedono compromessi i propri lidi e affari. Avere un ambiente costiero integro è la mossa efficace contro il fenomeno dell’erosione. Da questo presupposto partono gli aiuti, come nel caso di Casalabate, per la quale l’amministrazione comunale leccese ha avviato un programma di ripristino e tutela dell’integrità del litorale, partendo dal ripascimento e «consolidamento» delle dune. Il progetto, finanziato dal ministero dell’Ambiente per un importo di 3 milioni di euro, è arrivato alla fase attuativa. Contro i reati ambientali sul demanio marittimo, la Giunta regionale ha rinnovato, per la stagione balneare 2012, l’attivazione del numero verde, attivo dal 15 giugno al 15 settembre, per il tramite del Wwf- Ricerche e Progetti. La Puglia è l’unica regione italiana ad essersi dotata del servizio. Il Wwf Italia ha inoltre portato a termine un progetto realizzato con la raccolta fondi nazionale per bonificare sette chilometri di costa della spiaggia de Le Cesine.

STRADE IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

Dagli ambientalisti vengono chiamate “opere-spreco”, riferendosi alla Maglie-Leuca, nel tratto da Montesano salentino in poi, la Maglie-Otranto, la Lecce-San Foca, la nuova Maglie-Gallipoli. Progetti stradali che non tengono minimamente conto dell’impatto ambientale devastante che possono avere, senza considerare lo smisurato investimento economico che comportano. La sola strada statale 275 peserà sulle tasche dei cittadini quasi 300 milioni di euro. Se da un lato sono i lavoratori delle ditte appaltatrici a scendere in piazza per protestare contro il blocco delle attività, facendosi ricevere più volte dal Prefetto, dall’altro sono gli ambientalisti a manifestare contro il «massacro di territorio con asfalto e cemento, a favore del Salento Parco, con Strade Parco». Nel corso dell’anno sono stati organizzati diversi presidi, tra cui l’ultimo dello scorso 13 settembre all’Anas di Lecce: i cittadini e le associazioni rappresentano la coscienza attiva schierata per la tutela del territorio. I volontari ambientalisti chiedono di «rivedere e rimodulare

LE POLVERI INQUINANTI IIII

C

he i fumi dello stabilimento siderurgico tarantino arrechino danni alla salute è un dato ormai ampiamente riconosciuto dopo la perizia epidemiologica effettuata per il gip di Taranto da cui sono stati estratti i dati pubblicati dall’Associazione italiana epidemiologia. Secondo lo studio la mortalità nella città dell’Ilva è aumentata per tutte le cause dall’8 al 27% (a seconda dei quartieri), i tumori maligni dal 5 al 42%, le malattie cardiovascolari dal 10 al 28%, e le malattie respiratorie dall’8 al 64%. A questi si aggiungono quelli diffusi dal gruppo dei Verdi e da Peacelink Taranto, relativi a uno


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COMUNE

i salute dei depuratori, ni aperte

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tutti i progetti di mega superstrade sovradimensionate e fonte di sperperi e sprechi, seguendo e prestando massima attenzione alla vera vocazione dei territori tipici del Salento senza portare nuovo e deleterio consumo di territorio, garantendo realmente il lavoro nelle sue molteplici forme ed economie, tutelando storia, natura, paesaggi e ambiente». Anche Italia Nostra fa sentire la sua voce critica sui progetti stradali, come nel caso della «Meridiana del Salento», la Otranto-Gallipoli, e della tangenziale di Collepasso (11 milioni di euro da Fondi Fas 2007-2013). Altro tratto di strada messo all’indice dagli ambientalisti è la Lecce-Melendugno: «un cappio di catrame al Salento, un crimine incubato da 25 anni contro il territorio», come dichiarato dal Forum Ambiente e salute di Lecce. Uno dei problemi principali relativi alla cantierizzazione dei tratti stradali è la presenza di ulivi secolari, che rischiano di essere espiantati: un patrimonio stimato intorno alle 8mila unità, che andrebbe perduto per sempre. Molti sono stati già abbattuti suscitando l’ira delle associazioni ambientaliste, che hanno subito avanzato delle proposte. Partendo inevitabilmente dal censimento di tutti gli alberi, gli ambientalisti chiedono che nell’attività di espianto e reimpianto siano rispettate le leggi e che le piante vengano adottate da cittadini. Partita anche una petizione on line e molti comuni si sono proposti nell’adottare gli alberi. Tutto questo accade nonostante la provincia di Lecce sia la più stradalizzata d’Italia (1,5 km di strade per 1 kmq di territorio), che a sua volta è la prima in Europa (1 km di strada per 1 kmq).

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studio 2003-2008 del progetto ministeriale “Sentieri” sull’incidenza dei tumori nel tarantino. Per quelli del fegato e dei polmoni lo studio ha rilevato un +24%, per i linfomi +38%, per i mesoteliomi +306%. Si tratta di un progetto curato dall’Istituto Superiore di Sanità sui siti inquinati italiani. Da questo parte il “caso inquinamento” Ilva che da mesi tiene banco sulle cronache locali e nazionali. La questione è delicata perché la tutela dell’ambiente si scontra con la salvaguardia dei posti di lavoro. In un’uscita pubblica sull’Ilva, inoltre, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rilanciato i dati sulla mortalità nel Salento per tumori. Un dato che supera quello di Taranto, ingrossato da altri impianti inquinanti presenti sul territorio, come le vicine Colacem e Cerano. Secondo l’elaborazione dei dati Istat realizzata dalla Lega contro i tumori sono oltre duemila morti l’anno per cancro nella provincia di Lecce, per una percentuale del 22% in più rispetto alla media regionale. Questo significa che rispetto a quelli attesi, nel 2008 si sono verificati 215 decessi per cancro in più. Un fenomeno incontenibile non solo da un punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto sociosanitario.

DEPURATORI IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

N

onostante le tante denunce e gli articoli di giornale che hanno chiamato in causa gli enti preposti per ripristinare la corretta gestione, i depuratori costituiscono ancora un serio problema per la salute delle acque marine. Torna con la sua tragicità la situazione del depuratore Ciccio Prete, che sversa i reflui tra San Cataldo e Le Cesine; mentre a Nardò l’amministrazione comunale lotta contro l’Acquedotto pugliese per la realizzazione di una condotta sottomarina per lo smaltimento dei reflui fognari e per il

collegamento del depuratore di Porto Cesareo al collettore di Torre Inserraglio. Il progetto prevede la costruzione di 6 chilometri di condotta nell’area protetta del parco di Porto Selvaggio e la Palude del Capitano. Le battaglie dell’amministrazione e degli ambientalisti non sono state da vincolo all’Aqp che ha proceduto all’appalto dei lavori. Dopo le continue sollecitazioni dell’associazione Sos Costa Salento, per tutta la stagione estiva il depuratore consortile di Corsano-Alessano-Tiggiano non ha scaricato i liquami nel Canale Torre Ricco, e quindi nelle acque del mare di Canal De Rio. I liquami sono serviti, invece, per annaffiare le terre delle campagne corsanesi. Una conquista resa possibile dal tenace lavoro dei volontari che hanno tenuto alta l’attenzione sullo stato di salute dell’ambiente e che hanno sollecitato l’amministrazione comunale a intervenire per la tutela del territorio. Intanto, rimane alta la preoccupazione per la situazione a Gallipoli dove i cittadini combattono per impedire la realizzazione della condotta sottomarina che “sparerebbe” i reflui di Porto Cesareo e Nardò verso l’isola di Sant’Andrea.

GASDOTTO IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

I

l pericolo per le coste di Melendugno si chiama Tap, ossia Trans Adriatic Pipeline, azienda che vorrebbe costruire un gasdotto che leghi il mar Caspio con San Foca, passando per 5 chilometri il territorio del comune. La forte vocazione turistica è il principale motivo per cui l’ammi-

nistrazione, insieme agli ambientalisti, nega le concessioni all’azienda per la realizzazione del progetto. Anche se aveva già dato in precedenza l’ok per le indagini geofisiche sui fondali, eseguite con una piattaforma a qualche metro di distanza dalla riva di San Foca. Lo studio d’impatto ambientale è stato consegnato al ministero dell’Ambiente verso marzo e da allora si sono succedute le manifestazioni di protesta e le raccolte firme dei cittadini contrari alla Tap. Anche il Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale boccia il gasdotto ritenendolo «fortemente impattante e corredato da una documentazione non sufficientemente dettagliata in ordine alle conseguenze che lo stesso avrebbe per il territorio». L’azienda fa sapere che quel documento al quale si riferisce il comitato non è aggiornato e chiede che venga preso in considerazione quello più recente. Il braccio di ferro continua.

TRIVELLE IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

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siste una connessione tra trivellazioni e terremoti? Secondo uno studio americano sì. Ecco perché incutono ancora più paura. All’inizio del mese di settembre, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dato l’autorizzazione per le prospezioni al largo delle isole Tremiti alla

compagnia Petrolceltic, scatenando la mobilitazione delle associazioni e dei comitati (Per il bene comune, Comitato per la tutela delle coste di Monopoli, Comitato No petrolio, Rete No triv, Coordinamento «custodiamo le coste»), che in passato si sono mossi contro le decisioni prese dall’allora ministro Stefania Prestigiacomo. Il rischio da evitare è che l’autorizzazione data alla Petroceltic possa creare un precedente per le altre compagnie come la Northen Petroleum e la Spectrum, che hanno chiesto di effettuare prospezioni lungo la restante costa pugliese. Nonostante enti e associazioni contrari alle trivellazioni, il governo non nega la volontà di investire sul petrolio: è sempre più chiara, infatti, la scelta di costruire dei veri e propri distretti petroliferi, semplificando ogni tipo di procedura a partire dai limiti alle trivellazioni offshore, oggi a 12 miglia.


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DOSSIER

IL PIL E IL BENESSERE COLLETTIVO

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Intervista all’economista Guglielmo Forges Davanzati

a religione del Pil ha indirizzato per decenni le politiche e gli investimenti del mondo occidentale e non solo. Nonostante la crisi sembra aver messo in discussione il modello capitalistico così come strutturato finora, però, il Pil continua ad essere una sorta di parametro imprescindibile cui far riferimento. Perché nonostante il crollo di questo sistema, sia ancora così difficile imporre un modello diverso da quello del Pil? Innanzitutto occorre chiarire che il Pil – il che è ben noto a chi studia economia – è una misura molto imperfetta della “ricchezza” di un Paese, per almeno due ragioni. In primo luogo, si tratta di un indicatore che non tiene conto della distribuzione del reddito e, in secondo luogo, non contabilizza transazioni che non passano per il mercato. A mio avviso, occorre considerare che – sebbene sia auspicabile l’adozione di altri indicatori di sviluppo – la crescita economica (intesa puramente come aumento del prodotto interno lordo nel tempo) è di per sé una condizione permissiva – sebbene non cogente – per il miglioramento del “benessere” collettivo. Se si intende per benessere collettivo una condizione nella quale, a titolo esemplificativo, è elevata la speranza di vita, è diffuso l’accesso all’istruzione, la produzione è eco-compatibile, nulla implica che continuare ad adottare il Pil come indicatore di crescita debba, di per sé, indurre ad assumere l’obiettivo della crescita della produzione come unico obiettivo possibile. Si tratta di due piani logici che andrebbero tenuti distinti, dal momento che l’utilizzo di un indicatore di crescita/sviluppo non impone il perseguimento di un solo possibile fine ultimo. In altri termini, l’obiettivo del miglioramento del benessere collettivo può essere perseguito se sussiste la volontà politica di farlo, anche indipendentemente dal fatto che si adotti il Pil o altri indicatori per contabilizzare il tasso di crescita (o lo sviluppo economico) di un Paese. Il territorio pugliese e salentino è interessato da numerose emergenze ambientali. Da quella relativa alla crescita esponenziale del numero di persone che si ammalano di tumore (nel Salento è il 22% in più rispetto alla media regionale), alla questione rifiuti, il cui sistema di raccolta è ormai al collasso senza che ci sia un investimento che riduca la produzione di rifiuti invece di metterli “sul mercato”, al consumo di territorio, per investimenti di centinaia di milioni di euro per la costruzione di nuove strade, nonostante i trasporti pubblici siano ormai al collasso. L’attuale modello di sviluppo, secondo lei, è ancora economicamente sostenibile? L’attuale modello di sviluppo è basato su politiche economi-

che di segno liberista che accentuano le contraddizioni proprie della riproduzione capitalistica. In tal senso, questo modello di sviluppo può non essere desiderabile (può non essere desiderabile – ad esempio – la crescente polarizzazione dei redditi all’interno dei singoli Paesi e fra Paesi) ma non vi sono ragioni strettamente economiche per definirlo non sostenibile. A mio avviso, si è di fronte alla palese irrazionalità delle politiche economiche messe in atto in Europa e in Italia negli ultimi anni, ed è su questi temi che, al momento, mi sembra occorrerebbe riflettere, anche in relazione alla sostenibilità di questo modello di sviluppo (e delle politiche economiche che ne sono alla base). Le politiche perseguite in questi ultimi anni (le c.d. politiche di austerità) si configurano come contrazione della spesa pubblica e aumento dell’imposizione fiscale, e sono messe in atto per ridurre il rapporto debito pubblico/Pil. Anche ammettendo che questo obiettivo sia rilevante, è interessante osservare che le politiche di austerità semmai accrescono il rapporto debito pubblico/Pil. Ciò per almeno tre ragioni: 1) la riduzione della spesa pubblica riduce l’occupazione e la produzione e, dunque, riduce il Pil; 2) la riduzione della spesa pubblica, riducendo l’occupazione, riduce la base imponibile e rende sempre più difficile, per questa via, il rimborso del debito; 3) la riduzione della spesa pubblica restringe i mercati di sbocco per le imprese che vendono sul mercato interno, determinando un calo dei loro profitti (o il fallimento) con il conseguente aumento della disoccupazione e la conseguente riduzione del Pil. Riducendosi il Pil, sotto date condizioni, il rapporto debito pubblico/Pil aumenta (ed è di fatto aumentato in Italia, passando dal 107% del 2007 a oltre il 120% del 2012, proprio negli anni nei quali – con maggiore intensità – si sono perseguite politiche di “rigore di bilancio”). Inoltre, a me pare che le politiche di austerità – proprio in quanto riducono il prodotto interno lordo – rendono più difficile (ammesso che vi sia volontà politica di farlo) attuare o programmare misure che vadano nella direzione del miglioramento del benessere collettivo e della tutela dell’ambiente. Su quest’ultimo aspetto, si può rilevare che, in condizioni di scarsità di risorse e di crescente impoverimento dei lavoratori e della “classe media”, non mi sembra che la principale preoccupazione delle fasce sociali più deboli consista nel chiedere interventi che consentano la sostenibilità di lungo periodo di questo modello di sviluppo. In queste circostanze, è fisiologico che prevalga la convinzione che – per dirla con Keynes – “nel lungo periodo saremo tutti morti”.

CONTRO LA RELIGIONE DELLA CRESCITA DEL PIL

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oncetto chiave in discussione durante il Forum, quello del Prodotto interno lordo, imperfetto parametro di riferimento della ricchezza di un paese, capace di contabilizzare esclusivamente le transazioni che passano dal mercato. Una misura che, nonostante la crisi del modello capitalistico così com’è strutturato finora, continua ad essere una sorta di parametro imprescindibile cui far riferimento nonostante in molti, da Nicholas Georgescu-Roegen a Serge Latouche, abbiano sfatato la correlazione diretta tra crescita economica e benessere, dimostrando come in molti casi l’aumento del Pil provochi, in realtà, una diminuzione della qualità della vita. «La religione della crescita del Pil – dice Luigi Russo, presidente del CSV Salento – sponsorizzata dai grandi potentati economici e finanziari del mondo e da una certa classe politica trasversale anche locale, non solo non ci ha dato un vero sviluppo, ma addirittura ha condannato alla malattia e alla morte migliaia di pugliesi. Il volontariato in questi anni, attraverso le centinaia di piccoli e grandi comitati locali, ha dato la sveglia ai cittadini, ai politici più attenti, ma anche alla stessa magistratura e alle forze dell’ordine, rischiando di persona e pagando di tasca propria. Ora è arrivato il momento non solo di porre i ripari ai danni creati, ma anche di svelare le identità delle lobby salentine che vogliono condurre questa terra, il territorio e i suoi abitanti, verso un futuro incerto e insalubre». Luigi Russo


ASSOCIAZIONI

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UN CALENDARIO AL SERVIZIO DELLA PREVENZIONE

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È quello Lilt 2013 i cui proventi andranno a sostegno del Centro Ilma

pronto il calendario Lilt – Lega italiana per la lotta contro i tumori 2013, distribuito nel mese di ottobre con la Gazzetta del Mezzogiorno e che si potrà ritirare in tutte le sedi dell’associazione al costo è di 5 euro. «Un’iniziativa nuova – spiegano dalla Lilt – per diffondere il decalogo della prevenzione primaria affidandola alle persone che acquisteranno il calendario, lo regaleranno, lo esporranno, divenendo esse stesse, a loro volta, testimonial consapevoli dell’importanza della prevenzione primaria e dell’importanza di affrontare seriamente il drammatico fenomeno del tumore al seno. I proventi della vendita sono in favore del Centro Ilma, la cittadella della salute per la ricerca indipendente dei fattori di rischio oncologico ambientale, l’educazione sanitaria, la prevenzione primaria, la prevenzione clinica secondaria, la riabilitazione fisica e psico-sociale e l’hospice, in costruzione sulla provinciale Alezio-Gallipoli». L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Consulta Femminile della Lilt provinciale di Lecce, guidata daAnna Lucia Rapanà insieme a un team di professionisti e soprattutto delle testimonial che hanno accolto il progetto. Il calendario intende quindi sottolineare l’urgenza di contrastare e di abbattere tutti quei fattori di rischio responsabili di tante forme di tumore, incluso quello al seno, insieme alla consapevolezza che la strada da battere, fermamente e a tutti i livelli, sia proprio quella della informazione completa e della partecipazione allargata, a tutti i livelli e con il maggior numero di interlocutori. A dare corpo a quest’impegno oramai ventennale che la Lilt provinciale di Lecce porta avanti con convinzione ed evidenze scientifiche, sono i volti e le atmosfere delle amiche testimonial salentine che si sono offerte al sapiente obiettivo di Chiara Zilli. Tutte donne autentiche e genuine, innamorate della vita che riversano tutta intera, con profondità e intelligenza, nelle loro arti, professioni, passioni. Ecco l’elenco delle testimonial in base ai temi di prevenzione individuati: Acqua - Simona, Ilenia, Ilaria Indennitate, imprenditrici, Inden Cuci-

L

ne; Alimentazione - Marisa Forcina, docente universitaria; Allattamento - Mina D’Elia, artista; Benessere - Tiziana Colluto, giornalista; Cosmesi - Maria Novella Guarino, architetto; Fumo - Maria Rosaria Ciullo, floral designer, La Gru4R; Riduzione, Recupero, Riuso, Riciclo - Roberta Forte, avvocato; Sensualità - Enza Pagliara, cantante; Sole - Annamaria De Filippi, ballerina e coreografa, direttrice Compagnia Elektra; Sport - Consiglia Martella e Maria Cristina Bleve, Manager, Tessitura Calabrese; Terra – Vibrie, football americano femminile Lecce; Vino - Titti Pece, archeologa dei sapori, Quoquo Museo.

FOLLIA AUTOMOBILISTICA, LA RABBIA DELLA FIAB

a Fiab potrebbe costituirsi parte civile nel procedimento penale che sarà aperto per la morte a Casalmaiocco di una ragazza di 17 anni in bicicletta travolta e barbaramente uccisa da un Suv sulla strada provinciale Sordio-Bettola. Quanto è accaduto domenica 11 novembre, infatti, secondo l’associazione va oltre il dolore e la rabbia, in quanto rappresenta lo scontro tra due visioni del mondo opposte: da un lato un gruppo di scout in bicicletta, portatori di un gioioso rispetto per l’ambiente e il territorio, dall’altro il conducente di un mezzo, incongruentemente sovradimensionato, che non rispetta i limiti di velocità, padrone della strada e sorpreso per la presenza di “ostacoli umani” che ne intralciano il percorso. Purtroppo, non si tratta di eventi eccezionali, ma una assurda, patologica quotidianità che in molti considerano normale. «Le migliaia di morti che ogni anno si verificano sulle nostre strade – si legge in una nota inviata da Fiab – in particolare tra pedoni e ciclisti, sono vittime di una tragica normalità. Ci sono responsabilità. E molto gravi. Responsabilità nel tollerare mezzi incompatibili con le strade che percorrono; responsabilità nel considerare i limiti di velocità come “opzionali” e

nel non perseguirne sistematicamente la violazione; responsabilità nel punire blandamente o addirittura non punire affatto comportamenti palesemente criminali». L’associazione, infatti, denuncia un tipo di condotta che aumenta il rischio di un “eventuale dolo” e per questo tragedie come quelle di Casalmaiocco sono nella fattispecie “omicidio volontario”. «Se quindi il modello di riferimento che vogliamo – si legge ancora nella nota – è quello di città e paesi in cui la vita conta poco, un mondo in cui le responsabilità non esistono e la strada è “off-limits” per le persone e va percorsa con mezzi blindati che non rispettano le regole (in questo caso, i limiti di velocità), possiamo continuare a far finta di nulla, e magari persino colpevolizzare chi usa la bicicletta anziché starsene chiuso in casa. Se invece vogliamo ritornare nel consesso europeo allora dobbiamo dire con forza da che parte stiamo, trovare inaccettabile quanto successo, punire i criminali, far rispettare i limiti di velocità sempre, senza sciocchi buonismi, ringraziare questi ragazzi per il loro messaggio di speranza e futuro e chiedere che almeno Altea non sia morta invano».

TORNA TRA I BANCHI TVB

Il concorso di solidarietà Ti Voglio Bene promosso da Admo Copertino arriva nelle scuole

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a cultura della donazione e del volontariato arriva anche quest’anno tra i banchi di scuola con l’Admo. La sezione di Copertino dell’Associazione donatori di midollo osseo, pioniera in questo progetto, ha avviato il concorsosolidarietà “TVB” - Ti Voglio Benenelle quinte classi delle scuole delle scuole superiori del Comune salentino al fine di diffondere tra le nuove generazioni la cultura della donazione. Venerdì 16 novembre dalle ore 8 alle 13 i ragazzi

saranno impegnati nell’elaborazione di una prova scritta sulle tematiche della solidarietà. Si tratta di un concorso a busta chiusa le cui tracce sono state elaborate da un’apposita commissione composta dai docenti Vadacca, Anna Maria Centonze, Adriana Greco, Gino Marcelli e Federico Mariano e da un delegato Admo. Verranno poi scelti dai docenti delle scuole i cinque migliori elaborati. Il progetto è stato realizzato grazie alla firma del protocollo d’intesa tra Admo

e il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricercache ha aperto ai volontari l’accesso alle scuole. In palio, tre borse di studio così ripartite: 400euro al primo posto, 150 al secondo e 150 al terzo. I premi sono stati finanziati in ordine grazie alla solidarietà, in ordine, di Santina Ciccarrese, l’associazione “Aurora” di Copertino e Stefano Picciotti. I vincitori saranno poi premiati durante un’apposita giornata alla presenza di un testimonial Admo.

FIORI DI CARTA, UN ESEMPIO PER TUTTI

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’esperienza del magazine “Fiori di Carta” è stata scelta come testimonianza di una nuova strategia di riabilitazione nella comunità e con la comunità ed è stata presentata, attraverso un video appositamente realizzato, al 11° Congresso mondiale di riabilitazione psicosociale, che si è svolto a Milano dal 10 al 13 novembre 2012. Fiori di Carta è un progetto di narrazione del territorio salentino e dei suoi personaggi attraverso lo sguardo e le suggestioni delle persone con disagio psichico. Il magazine nasce a conclusione del laboratorio pedagogico che il Dipartimento di salute mentale della provincia di Lecce ha attivato nei centri diurni di Lequile e Campi. L’associazione “Nuove speranze” di San Cesario di Lecce, utilizzando il patrimonio realizzato durante i laboratori pedagogici, e coinvolgendo giornalisti professionisti in maniera volontaria, ha trasformato l’esperienza in una redazione allargata a cui collaborano circa venticinque ragazzi e ragazze con disturbo psichico, un giornalista e gli operatori volontari dell’associazione.


SPECIALE INFANZIA

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A cura di Serenella PASCALI

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFANZIA, I DATI DELLA PUGLIA

Presentato il IV Rapporto sui Minori fuori famiglia e gli interventi dell’assessorato al Welfare per promuovere e tutelare i diritti dei bambini e delle bambine. Gentile: “Sono i numeri e i dati per calibrare le politiche in favore dei bambini e delle bambine pugliesi, cemento e mattoni per farle camminare sui binari del futuro!”

S

ono 3.081 in tutta la Puglia i minori che vivono fuori famiglia, allontanati dal proprio nucleo d’origine a causa di situazioni di grave marginalità sociale, assenza di figure genitoriali, episodi di abusi e maltrattamenti: è questo il primo dato che emerge dal IV Rapporto sui Minori fuori famiglia in Puglia (dati al 31.12.2011) curato dall’Osservatorio regionale per le Politiche sociali presso tutti i Comuni pugliesi e presentato il 19 novembre scorso a Bari dall’assessore regionale al Welfare Elena Gentile. “Da anni ormai – ha detto l’assessore Gentile – crediamo che il modo migliore per rendere omaggio alle celebrazioni per la Giornata internazionale dei diritti dei bambini e delle bambine, sia di fornire strumenti di lavoro aggiornati agli operatori di settore e, perché no, anche alle famiglie pugliesi. Un’occasione utile alla riflessione comune, per fare il punto sulle politiche messe in atto, su quelle in cantiere e per ricevere utili indicazioni sugli orientamenti futuri. Per questo oggi vi presentiamo i principali dati in nostro possesso, che consentono alla Regione Puglia di anticipare di molti mesi la pubblicazione nazionale degli stessi dati per tutte le Regioni, curata dall’Istituto degli Innocenti di Firenze”. Degli oltre tremila bambini che vivono al di fuori del contesto familiare in Puglia, ben il 23% è rappresentato da minori stranieri, complessivamente 717 (+ 69% circa rispetto al 2007), a fronte di un calo generale del 4%, analizzato nel quinquennio tra il 2007 e il 2011, della popolazione complessiva dei minori fuori famiglia. Circa il 40% dei minori fuori famiglia viene preso in carico mediante affido familiare (-10% rispetto alla rilevazione del 2007 per i minori in generale, e addirittura -34% dei minori stranieri): nonostante la diffusione in molti ambiti territoriali di elenchi di famiglie affidatarie,

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preparate per accogliere altri minori oltre i propri figli, prevale ancora da parte dei Tribunali per i Minorenni la prassi di affidare alle comunità educative i minori. In totale i percorsi di affido familiare in Puglia riguardano 1.239 minori, avvengono ancora prevalentemente all’interno della famiglia (71,1%), pur facendo registrare una riduzione rispetto al 2009 di quasi il 3%, il che è molto importante, perché lascia più spazio agli affidamenti eterofamiliari. Si tratta, inoltre, di affidi familiari soprattutto di carattere giudiziale, senza il consenso (74,1%) e per periodi prolungati (66,7%). Sono solo 95 i Comuni in Puglia che hanno servizi dedicati alla gestione professionale dell’affido familiare, per sostenere i percorsi di crescita dei bambini e delle bambine in casi di disagio e difficoltà (il 36,8%), e per sostenere le famiglie affidatarie, anche se ad esempio il sostegno economico per le famiglie affidatarie è molto disomogeneo sul territorio regionale con contributi che vanno da un minimo di 30 euro mensili (Foggia) ad un massimo di 360 euro al mese (Bari). È poi in costante aumento la presenza in Puglia di minori stranieri non accompagnati: sono stati 579 nel 2011, pari all’80% di tutti i minori stranieri fuori famiglia, e sono più che raddoppiati (+ 112%) rispetto al 2007, cioè il fenomeno è esploso in soli 5 anni, anche per effetto delle diverse emergenze periodiche connesse in particolare al nord-africa, che proprio nel 2011 ha avuto il suo apice. Aumentano di poco le prese in carico in comunità socio educative residenziali per i minori in generale (+1%), mentre cresce, in maniera proporzionale alle presenze, del 107% la presa in carico residenziale per i minori stranieri. E’ importante, ancora, evidenziare che solo il 4% dei minori pugliesi accolti in comunità trova siste-

mazione in una struttura fuori Regione, e si tratta prevalentemente di minori dell’area foggiana e dell’Alto Tavoliere, mentre le strutture pugliesi accolgono per oltre il 27% minori provenienti da fuori Regione: questo sta ad indicare un forte rafforzamento nell’ultimo quinquennio della rete di offerta di strutture residenziali per minori che ha consentito non solo di assicurare ai minori fuori famiglia pugliesi di non essere allontanati troppo dalle rispettive famiglie di origine, ma anche di riuscire ad attrarre minori fuori famiglia provenienti da altre Regioni del Mezzogiorno con una rete più debole (Campania, Basilicata, Molise, Calabria). “Gli sforzi compiuti negli ultimi anni – continua la Gentile – nella direzione degli investimenti economici e di politiche di settore mirate alla prima infanzia e ai minori in condizioni di disagio premiano la Puglia che, non a caso è tra quelle Regioni che acquisisce nel 2012 dal CIPE (Del. n. 79/2012) la premialità del Fondo Sviluppo e Coesione per oltre 6 milioni di euro per il conseguimento degli obiettivi di servizio intermedi per la prima infanzia (posti nido e numero di Comuni serviti). In totale dal 2009 ad oggi abbiamo investito in Puglia 136,8 milioni di euro per la realizzazione di strutture dedicate alla prima infanzia, di cui 99,5 milioni di euro (72,7%) rappresentati dal contributo finanziario regionale (PO Fesr 2007-2013). E abbiamo realizzato in totale 258 strutture per la prima infanzia, di cui 170 asili nido: si tratta del più grossa piano di infrastrutturazione che la Puglia abbia mai potuto vedere per quantità ma anche per capillarità, essendo riusciti a raggiungere grandi e piccoli comuni, dal Gargano al basso Salento. Questi sono i fatti: numeri e dati per calibrare le politiche in favore dei bambini e delle bambine pugliesi, cemento e mattoni per farle camminare sui binari del futuro!”.

LE STRUTTURE PER L’INFANZIA IN PROVINCIA DI LECCE

36,8 milioni di euro investiti in Puglia per la realizzazione di strutture dedicate alla prima infanzia negli ultimi 4 anni. Di questi 99,5 milioni di euro (72,7%) sono da fondi regionali (Fesr 2007-2013). Sul totale degli investimenti il 56,2% cioè 85,6 milioni di euro sono destinati alla creazione o ristrutturazione di asili nido (in totale 170). Seguono 51 strutture diurne, 20 a carattere residenziale, 14 Centri ludici per la prima infanzia e 3 ludoteche. Nella sola provincia di Lecce, sono stati investiti oltre 64 milioni di euro negli ultimi quattro anni che hanno portato alla realizzazione di 42 strutture dedicate alla prima infanzia tra asili nido (39), Centri ludici per la prima infanzia e tanto altro ancora come si evince dalle tabelle sottostanti. TOTALE SERVIZI PER LA PRIMA INFANZIA N°

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

42

33

€ 19.325.849,34

€ 14.613.322,31

Regione PUGLIA

187

118

€ 91.477.173,92

€ 65.611.162,30

LUDOTECHE N°

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

1

1

€ 120.000,00

€ 108.000,00

Regione PUGLIA

3

1

€ 1.021.500,00

€ 607.280,00

TOTALE ALTRI SERVIZI PER MINORI N°

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

29

20

€ 12.722.740,29

€ 11.088.964,50

Regione PUGLIA

71

43

€ 45.336.086,48

€ 33.232.900,80

WELFARE COMUNITARIO MINORI (Centri diurni ecc.)

ASILI NIDO N°

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

24

19

€ 11.455.619,40

€ 10.127.549,46

Regione PUGLIA

51

37

€ 36.096.286,68

€ 26.966.135,17

Provincia LECCE

39

32

€ 18.909.473,11

€ 14.268.221,33

Regione PUGLIA

170

112

€ 85.613.217,81

€ 61.559.331,50

WELFARE RESIDENZIALE MINORI

CENTRI LUDICI PER LA PRIMA INFANZIA N°

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

2

0

€ 296.376,23

€ 237.100,98

Regione PUGLIA

14

5

€ 4.842.456,11

€ 3.444.550,80

di cui PUBBLICI

Investimento

di cui cofinanziamento regionale

Provincia LECCE

5

1

€ 1.267.120,89

€ 961.415,04

Regione PUGLIA

20

6

€ 9.239.799,80

€ 6.266.765,63


SPECIALE DISABILITÀ

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A cura di Serenella PASCALI

LE NUOVE POLITICHE REGIONALI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

S

ono complessivamente 75,2 milioni di euro le risorse che complessivamente la Regione Puglia ha stanziato per rilanciare le politiche di inclusione sociale, di cure appropriate, di prese in carico domiciliari per le persone disabili non autosufficienti, considerando le sole misure di intervento che sono in procinto di essere avviate. A queste risorse devono aggiungersi quelle stanziate per gli investimenti infrastrutturali e a breve sarà più chiaro anche alla organizzazione della rete dei servizi per la non autosufficienza potrà concorrere anche il Piano di Azione e Coesione – Servizi di cura, approvato dal Ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. In questo ultimo scorcio del 2012 e in vista del 2013 trovano conferma le politiche regionali più consolidate e sono pronte politiche innovative e di eccellenza, sia rispetto al quadro comparativo delle politiche di settore delle altre regioni, sia rispetto alla capacità di integrare diverse fonti di finanziamento per indicare una direttrice chiara di intervento per l’autonomia e l’inclusione sociale. Di seguito la sintetica descrizione delle principali politiche di intervento.

I PROGETTI DI VITA INDIPENDENTE

A

nche la Puglia raccoglie la forte sollecitazione che arriva da molte associazioni di disabili (Superamento Handicap, FISH, ANFASS, SFIDA, ecc..) per introdurre nelle proprie politiche inclusive i progetti di Vita indipendente. Nelle prossime due settimane sarà pubblicato l’Avviso pubblico per la presentazione di progetti di vita indipendente per finanziare un mix di interventi (assegno di cura per il caregiver/assistente personale, contributo economico per gli ausilii di domotica sociale, buono servizio per la frequenza dei centri diurni socioriabilitativi) rivolto prioritariamente alle persone con disabilità che vogliano intraprendere

o proseguire un percorso di studio (scuola media superiore, formazione professionale, università) o di lavoro rivolto alla loro inclusione sociale. Per i progetti di vita indipendente sono già stati impegnati contabilmente 10 milioni di euro per il finanziamento di un numero di progetti individuali che varierà tra i 500 e i 700 beneficiari, in relazione all’importo dei contributi riconosciuto compresi tra i 15mila e i 25mila euro per la condizione economica del beneficiario, per la condizione di autonomia e per gli obiettivi di inclusione assunti dal progetto di vita indipendente.

IL PROSIEGUO DELL’ASSISTENZA INDIRETTA PERSONALIZZATA PER I GRAVISSIMI

A

partire dal 2013 sostanzialmente in Puglia si crea una netta distinzione tra gli Assegni di cura per sostenere i percorsi di autonomia e di inclusione sociale per le persone non autosufficienti che vivono a domicilio e l’Assistenza Indiretta Personalizzata per i non autosufficienti gravissimi (anziani, stati vegetativi, disabili gravissimi) per sostenere il lavoro di cura erogato all’interno del contesto domiciliare da care giver familiari o altre figure di sostituzione ad integrazione dei servizi ADI e ADS assicurati da Comuni e ASL. Per l’Assistenza Indiretta Personalizzata sono assegnati 20 milioni di euro già

oggetto di impegno contabile (Fondo regionale non autosufficienza 2010+FNA 2010), con l’obiettivo di assistere circa 2.100 non autosufficienti gravissimi, da individuare non su domanda dei potenziali beneficiari, ma su segnalazione delle UVM distrettuali, al fine di non creare aspettative ampie e assicurare risposte mirate e appropriate. Sarà confermato l’importo di 800 euro mensili e max 9.600 euro annuali. Le nuove linee guida per ASL e Comuni per la nuova annualità di AIP saranno rese disponibili a gennaio 2013 e l’intera misura sarà gestita su piattaforma telematica.

I BUONI SERVIZIO DI CONCILIAZIONE PER I CENTRI DIURNI

C

ome già fatto nel corso del 2012 per i servizi per la prima infanzia, anche per i servizi “di conciliazione” a ciclo diurno per le persone con disabilità, e segnatamente per la frequenza dei centri diurni socioeducativi e riabilitativi e per le persone affette da patologie neurodegenerative (demenze senili, Parkinson, Alzheimer), la Regione Puglia introduce i buoni servizio di conciliazione da assicurare alle famiglie, con erogazione diretta dai Co-

muni ai soggetti gestori, per compartecipare la quota sociale delle rette di frequenza. Allo stato attuale sono già disponibili 14 milioni di euro in totale, di cui 10 milioni di euro di risorse FESR e 4 milioni di euro di FNA per erogare i buoni servizio di conciliazione che avranno un valore compreso tra i 300 e i 600 euro in relazione alla condizione economica degli assistiti.

IL POTENZIAMENTO DELL’ADI PER DISABILI ASSISTITI A DOMICILIO

E

’ già stata rifinanziata nelle scorse settimane, con 22,6 milioni di euro di FNA la successiva annualità del II Piano sociale di Zona per tutti gli Ambiti territoriali, in modo da assicurare ai Comuni le risorse necessarie per dare prosecuzione e potenziare il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per disabili e anziani non autosufficienti e per il potenziamento delle UVM e delle PUA, cioè della rete dei servizi per il welfare d’accesso. La sfida nel

2013 è raggiungere l’obiettivo di servizio di 3,5% persone non autosufficienti raggiunte dai servizi ADI. L’Assessorato al Welfare ha chiesto a tutti i Comuni capofila degli Ambiti territoriali di accertare entro questo esercizio finanziario le risorse ripartite dalla regione, in modo da poter liquidare nel corso del prossimo anno senza subire i vincoli del Patto di stabilità interno.

LA DOMOTICA SOCIALE E I CENTRI DI DOMOTICA PER LE FAMIGLIE

S

ia con i progetti di vita indipendente che con ulteriori interventi mirati come quelli assicurati dal Progetto Qualify-Care la Regione Puglia intende sostenere con contributi economici mirati la domanda di soluzioni di domotica sociale per le persone non autosufficienti che devono poter vivere presso il proprio domicilio in condizioni di sicurezza, di monitoraggio costante, di possibile autonomia e di maggiore qualità di vita. Tra il 2010 e il 2012 con le risorse FESR è stata costruita una vera e propria rete di Centri

LA LIS NEI TG DELLE EMITTENTI LOCALI

S

arà pubblicato entro dicembre l’Avviso pubblico per le emittenti televisive per concorrere ai contributi regionali per il finanziamento dell’introduzione della LIS e dei sottotitoli per ipoudenti e persone sorde nei principali programmi di informazione. Sono già stati impegnati 600mila euro e l’intero percorso è stato concertato con l’ENS. Il finanziamento coprirà un biennio.

per la domotica sociale (CERCAT di Cerignola, DOMOS di Conversano, CAT di Bitonto, Centro Ausili IRCCS E. Medea Polo di Ostuni) che già operano per orientare le scelte delle famiglie per l’acquisto di soluzioni domotiche dedicate. A partire dal 2013 sono disponibili circa 2 milioni di euro per erogare contributi economici a circa 500 persone non autosufficienti che abbiano una dimensione media compresa tra i 4mila e i 5mila euro.

GLI ASSEGNI DI CURA E I RICOVERI DI SOLLIEVO PER I MALATI DI SLA

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o scorso 27 novembre 2012 la Cabina di Regia del Progetto Qualify-Care SLA Puglia ha licenziato le linee guida per le ASL per la concessione degli Assegni di Cura per i pazienti SLA che a partire dal 2013 si rinnovano rispetto agli Assegni di cura già riconosciuti dalla Regione sin da febbraio 2010. Sono disponi-

bili 6 milioni di euro per riconoscere l’assegno di 500 euro sin dalla fase di prima diagnosi, per poi salire a 800 euro e a 1000 euro per le fasi successive della malattia. I pazienti SLA che già sino in condizioni di non autosufficienza almeno parziale sono circa 300, ma si può stimare che i pazienti con diagnosi certa superino le 400 unità.


AMBIENTE

14

APPELLO AL MINISTRO CATANIA DAGLI STATI GENERALI AMBIENTALISTI

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rriva dagli “Stati generali” per la salvezza del territorio l’appello “Subito moratoria a tutti i progetti e le opere in corso di cementificazione e asfaltizzazione selvaggia”. L’obiettivo è sempre quello di tutelare il Salento. I destinatari sono il ministro per le Politiche agricole, Mario Catania e la Magistratura. Le sigle che hanno dato vita, lo scorso 29 ottobre agli “Stati generali ambientalisti” sono tante, già conosciute per il loro impegno e per la tenacia con la quale portano avanti le loro idee: il Forum Ambiente Salute del Grande Salento, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, Nuova Messapia, comitato Sos 275, Io conto, Tribunale dei Diritti del Malato, CittadinanzAttiva, Capo di Leuca Rurale, comitati ambientalisti della zona d’Arneo e del nord Salento, perfino la Confederazione italiana agricoltori provinciale. Insieme, a Leuca, nella simbolica sede Masseria de’ “Gli ulivi”, hanno ulteriormente ribadito le loro posizioni che si sintetizzano nell’unico grido possibile: stop al consumo di suolo e territorio, chiedendone inoltre subito la decementificazione. «Una situazione quella sanitario-ambientale salentina affetta da una dilagante degenerata trasversale politica speculativa del cemento e dell’asfalto congestionante, e che con gli scempi denunciati, ormai quotidianamente, da tutti i cittadini in relazione al cantiere della strada statale 16 Maglie-Otranto ha visto cadere l’ultima goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai strapieno – affermano compatte le associazioni. La richiesta forte, che ora si leva, è quella della moratoria di tutti i cantieri e

progetti che stanno e vorrebbero erodere suolo vergine». Durante gli Stati generali è stato fatto, inoltre, un elenco parziale dei progetti incriminati. Nell’elenco si fa riferimento alle già note Ss 275; Ss 16 Maglie – Otranto; alla strada regionale 8; ai danni delle aree archeologiche messapiche di Vaste e Rudiae; all’erosione e ricostruzione delle spiagge; alle cementificazioni di coste rocciose e falesie, come nel caso di Porto Miggiano a Santa Cerarea Terme. E la lista prosegue ancora con tanti altri esempi. Difendere il Salento dalla barbarica irrazionalità, con una mobilitazione partita dalla riunione degli Stati Generali. «Vogliamo far sentire tutto il dissenso e l’indignazione alle forze della magistratura salentine e regionali alle quali sempre più giungono esposti di ogni tipo per sollecitare alla massima difesa del territorio – continuano gli ambientalisti -. È un fiorire di iniziative a catena quelle che stanno nascendo da questa prima importante riunione e che, di fronte all’insensibilità dell’attuale classe dirigente, trasversalmente complice quando non direttamente responsabile, mireranno a coinvolgere e spronare la Magistratura a livello locale, per fermare progetti e cantieri in corso; a livello nazionale, invece, si mirerà a fare rete con il movimento culturale trasversale per lo “Stop al Consumo di Suolo e Territorio” e a dare supporto al ministro Mario Catania, per la sua virtuosa proposta di Decreto legge per lo “Stop”e dal quale cominciare ad attuare politiche per la tutela ambientale».

DIFESA DEL SUOLO, I COMUNI ALL’APPELLO

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Le associazioni chiedono ai sindaci un impegno scritto contro il consumo del territorio

l via un’azione di impegno e sensibilizzazione congiunta a tutela dell’ambiente rivolta ai Comuni del Salento. A proporla, il Forum Ambiente e Salute, la CIA – Conferenza Italiana Agricoltori, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino e CittadinanAttiva che hanno invitato i sindaci a sottoscrivere un documento di impegno a tutela del suolo e del territorio vergine. I Comuni che aderiranno con una delibera di giunta o di consiglio, saranno poi inseriti in una “Lista regionale della Virtuosità e di Impegno per La Salvezza del Creato”. La “Lista di merito” che verrà consegnata direttamente a Papa Benedetto XVI, in occasione della prossima “Giornata per la Salvaguardia del Creato” fortemente voluta dalla Conferenza Episcopale

Italiana, al Presidente della Repubblica, al Governo Italiano, ai presidenti del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea e alla Direzione Generale UNESCO. Il suolo è un Bene Comune e risorsa limitatissima, non rinnovabile e, pertanto, fortemente minacciata da un consumo spropositato, esponendo in tal modo a incalcolabile rischio i cardini primari di benessere e sopravvivenza, costituiti, primo fra tutti, dalla sovranità di approvvigionamento alimentare, risorsa-bene primario imprescindibile legata strettamente alla tutela della ruralità dei territori e alla biodiversità che in essi si esprime. Tale documento d’impegno è ispirato anche alla luce di quanto sottoscritto a livello nazionale dall’ANCI aderendo al progetto RI.U.SO (RIgenerazione Urbana SOstenibile).

IN RETE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE

I numeri parlano chiaro: ogni anno in Italia finiscono in discarica 15milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 48% del totale prodotto e oltre il 65% dei rifiuti raccolti, ponendo il nostro paese agli ultimi posti per la sensibilità ambientale, in termini, ad esempio, di percentuale di produzione, raccolta, riciclo, riuso dei rifiuti. Nel 2010 la media di rifiuti urbani prodotti nei 116 comuni capoluogo di provincia è stata di 533 Kg per abitante (quella europea è di 23 Kg inferiore) rappresentando un andamento crescente rispetto agli ultimi tre anni (+0,9%). È da queste riflessioni che nasce la volontà della Fondazione con il Sud di promuovere un bando specifico per fornire ad associazioni e organizzazioni del terzo settore, in partnership con altri soggetti pubblici e privati, l’opportunità di proporre soluzioni innovative e interventi efficaci in termini di prevenzione e riduzione dei rifiuti a monte, attraverso la partecipazione dei soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti e servizi. Una messa in rete di competenze e risor-

se diverse che grazie al Bando Ambiente 2012 potranno essere tradotte in progetti innovativi e sostenibili nel tempo capaci di abbattere l’impatto ambientale dei rifiuti. L’invito a partecipare è rivolto al mondo del terzo settore e del volontariato delle province più virtuose del Sud in rete con istituzioni pubbliche e private. Nello specifico, il bando è rivolto alle realtà non profit presenti nelle province del Sud più virtuose in termini di produzione dei rifiuti pro capite (Potenza in Basilicata, Cosenza e Vibo Valentia in Calabria, Avellino e Benevento in Campania, Foggia e Lecce in Puglia, Nuoro in Sardegna, Caltanissetta e Enna in Sicilia) per interventi in rete capaci di favorire la riduzione dei rifiuti da conferire in discarica, senza necessariamente richiedere una riduzione dei consumi da parte dei cittadini, ma semplicemente promuovendo scelte più consapevoli in termini di impatto sull’ambiente. Tra queste, il ricorso ai prodotti “usa e getta” e lo sviluppo di iniziative di riuso e riciclo di beni di diversa natura prima che entrino nel ciclo

dei rifiuti. Potranno essere finanziati progetti che prevedano l’attivazione di meccanismi di riuso, riutilizzo o riconversione di prodotti usati, la creazione di punti di raccolta differenziata “pre-discarica”, l’installazione di punti di distribuzione “alla spina”, accordi con scuole e asili per per la sostituzione di prodotti usa e getta con materiali riutilizzabili, ecc. Si tratta di una scelta ormai imprescindi-

bile, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari della strategia Europa 2020. Il rifiuto ha un suo valore economico in quanto è sia un costo che una risorsa. Se si riduce il rifiuto, diminuisce anche il costo di raccolta e trattamento; se viene recuperato, si può riutilizzare il materiale. Il bando vuole contribuire a veicolare con chiarezza la necessità di sperimentare, innovare e andare verso i rifiuti zero.


CONFERENZA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO

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IL VOLONTARIATO SCRIVE AL PAESE

A conclusione della VI Conferenza nazionale del Volontariato tenuta a L’Aquila (5-7 ottobre), i volontari approvano all’unanimità una lettera al Paese individuando i temi prioritari sui quali agire

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i è conclusa domenica 7 ottobre a L’Aquila la VI Conferenza Nazionale del Volontariato. Tre giorni di condivisione, di confronto e di dibattito per riflettere sul ruolo che assume oggi il volontariato nel contesto nazionale, europeo e internazionale e su come possa apportare un fattivo contributo all’uscita dall’attuale crisi e concorrere ad un generale ripensamento del modello di società e di sviluppo. I volontari, riuniti in otto gruppi tematici dislocati in altrettante zone simbolo della città, hanno dato vita ad un animato dibattito su alcuni temi chiave e, nel ribadire il loro impegno nella cura del bene comune e nella difesa dei diritti dei più deboli, hanno sintetizzato le loro richieste e i loro impegni in una “Lettera al

Paese” rivolta alle componenti sociali, istituzionali, politiche, produttive ed economiche. Partendo dalla richiesta di essere riconosciuto come un attore in grado di moltiplicare risorse relazionali ed economiche, e quindi di incidere non solo sull’attuazione delle politiche ma anche sulla loro determinazione, il volontariato individua alcuni temi prioritari sui quali agire: dalla stabilizzazione del sistema di presenza del volontariato organizzato in reti sul territorio alla piena attuazione del principio di sussidiarietà previsto dall’art 118 comma 4 della Costituzione; dall’inserimento di programmi specifici nella scuola all’applicazione dei livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale; dall’approvazione di una legge contro la corruzione

che preveda il riutilizzo nel sociale delle risorse liberate e dei beni confiscati alla semplificazione delle pratiche burocratiche e amministrative; dalla stabilizzazione del 5 per mille all’istituzione di un Registro delle Reti nazionali di volontariato, senza tralasciare l’importanza strategica di una comunicazione sociale più articolata ed efficace. Il Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, che in questi tre giorni ha seguito con attenzione la Conferenza, nel suo intervento conclusivo ha dichiarato quanto segue: “Ho apprezzato il documento presentato oggi dalle principali reti del volontariato, in quanto esprime non solo richieste ma anche impegni, in mancanza dei quali l’azione del Governo non può essere risolutiva. Mentre il volontariato si interroga sul proprio ruolo è giusto che anche lo Stato si interroghi sul proprio, ossia sul fatto che in alcuni campi - in particolare quello delle politiche sociali - bisogna riprendere con forza in mano la responsabilità nei confronti dell’insieme dei cittadini: un ruolo che in questo momento non è sufficientemente presidiato. Perché parlare di politiche sociali nel nostro Paese significa mettere in piedi istituiti e relazioni con interventi che permettono alle persone di riappropriarsi del proprio progetto di vita, progetto che può comprendere il fatto di avere figli, accudire gli anziani, partecipare alla vita sociale, cose che al momento risultano molto difficili in mancanza di un supporto adeguato. Riguardo al 5 per mille, essenziale per la vita delle associazioni, è necessaria una prospettiva di lungo periodo. La sua stabilizzazione è già stata inserita nella proposta di legge delega fiscale presentata dal Governo in Parlamento. Per darle corpo sarà fondamentale che nei prossimi mesi il mondo del volontariato e del Terzo settore rifletta e formuli una proposta meditata e compiuta su come migliorare sia le modalità di attribuzione che di erogazione”.

“LE ISTITUZIONI ADOTTINO LE CASE DELLA SUSSIDIARIETÀ E DEI BENI COMUNI”

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Il governo adotti le “Case della sussidiarietà e dei Beni Comuni”: è questo il contributo della Puglia alla sesta Conferenza nazionale del volontariato a L’Aquila (5-7 ottobre)

e al volontariato c’e’ oggi poco da dire o insegnare rispetto alle azioni concrete, avendo ormai esso dimostrato chiaramente che cosa sa fare in caso di calamita’ naturali, o nella innovazione dei servizi alla persona (sanita’ o sociale) o nella salvaguardia dell’ambiente e dei beni territoriali e culturali, o nella promozione della cultura solidale e della responsabilità, sicuramente in questo particolare momento storico, che casualmente coincide con la peggiore crisi economica mondiale, al volontariato tocca fare un ulteriore passo avanti: dare un contributo concreto alla maturazione del paese, consolidando quelle buone prassi che portano a costruire strategie e azioni politiche che possano dare concreta soluzione ai bisogni dei cittadini e del territorio. Come si potranno costruire politiche adeguate, in un tempo di complessità e frammentazione - per non parlare della tragedia della illega-

lità e della corruzione che sembrano ormai avere ucciso la credibilità della classe politica - se non si e’ capaci di costruire azioni condivise, per analizzare i problemi, trovare le soluzioni, attuarle e verificarne l’efficacia, senza il contributo di tutti gli attori del sistema paese? Dalla Puglia viene alla VI assemblea del volontariato un proposta: si attuino sui territori le “Case della sussidiarietà e dei beni comuni”; una proposta che nasce dal percorso di FQTS 2, e che e’ gia’ stata fatta propria dalla Regione Puglia, da Anci Puglia, Forum Terzo Settore, CSV Net Puglia, Convol con la firma di un vero e proprio patto il 16 settembre 2011. Le “case” sono luoghi fisici nei quali, liberamente e senza alcun vincolo, Istituzioni, Terzo Settore, imprese, cittadini fanno pratica concreta di sussidiarietà, nello spirito del comma 4 dell’art 118 della Costituzione italiana. Si tratta, insomma, di un luogo

fortemente politico, dove si parte dai bisogni, si individuano le problematiche connesse, si cerca insieme l’idea che può portare alla soluzione di questi problemi, si scrive un “programma politico”. In questo modo si governa meglio la complessità, si valorizzano

le diversità, si accresce la responsabilità condivisa. Si costruisce un futuro a partire dagli interessi generali, dalla valorizzazione dei beni comuni, oltre gli interessi particolari e le torsioni della legalità. Luigi Russo

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Ottobre - Novembre 2012 - Anno VII - n.62 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Lara Esposito, Luigi Conte, Sara Beaujeste D’Arpe. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel. 0832.392640 - Fax 0832.391232 - Direttore: 335.6458557

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62 VS Ottobre - Novembre 2012  
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Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

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