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associazioni

Luglio - Agosto 2012 - Anno VII - n.60

dossier

Radio Out, la voce della luna

Le sfide del volontariato nella crisi

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S.S. 275, UNA CESTA PER LE LACRIME La Consulta Ambiente del CSVS ha realizzato un cine-racconto con il regista salentino Paolo Pisanelli

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olti, ulivi e paesaggi si accumulano come visioni riciclate dai luoghi minacciati dall’ampliamento della strada statale 275, un incubo a quattro corsie che potrebbe devastare il Salento per favorire un’ennesima speculazione. Ad accompagnare il cumulo di immagini e rumori, due racconti paralleli sulle vie che saranno tranciate dalla nuova colata di cemento, coprendo terra rossa, campi e ulivi. Un racconto poetico, quello del paesologo Franco Arminio in cammino tra le meraviglie di Macurano, passando dalla Cripta di Santa Apollonia fino ad arrivare all’ara della terra, una grande pietra su cui una volta si batteva il grano nella zona di San Dana. Continua a pag. 11

UN ANNO DOPO BONCURI, SENZA BONCURI

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Nessun supporto per i braccianti di Nardò, lasciati in pasto ai caporali

ontani dal traffico estivo, nascosti tra le campagne, mimetizzati tra gli ulivi e le distese dove nessuno può vederli, sono i lavoratori della terra che in queste settimane raccolgono le angurie ed i pomodori a Nardò. Sono di nuovo qui dopo che un anno fa riuscirono ad abbattere il muro dell’indifferenza denunciando le condizioni di schiavitù nelle quali venivano ridotti dai propri caporali. Si ritorna a parlare di loro, ma stavolta non ci sono proteste né cortei e non ci sono le strut-

ture di accoglienza. Cos’è successo? È successo che quest’anno Masseria Boncuri non è stata adibita a centro di accoglienza e supporto, né quella né nessun altro luogo. Quest’anno le centinaia di braccianti extracomunitari dormono sotto gli ulivi, dormono in dei ruderi indegni, pagando il pizzo ai propri caporali. Sono stati lasciati soli dal comune di Nardò che ha deciso di non concedere la Masseria, sono stati abbandonati dalla Prefettura... Continua a pag. 13

le parole che contano

La legalità è il patto di lealtà che l’individuo stipula con la comunità cui sente di appartenere. Erri De Luca

UN NETWORK PER I MALATI INFIAMMATORI CRONICI

AAIA Onlus”, Associazione Ammalati Immunopatici e Ambientali, è la neonata associazione dedicata alle Malattie Infiammatorie Croniche ImmunoMediate (IMID), finalizzata all’assistenza e al supporto dei malati infiammatori cronici, affetti soprattutto da problemi di salute legati ad allergie e intolleranze alimentari che si rivolgono alla IMID Unit (Unità Operativa del Presidio di Campi Salentina diretta dal dr. Mauro Minelli). L’Associazione si pone molteplici obiettivi tra cui la promozione di eventi formativi e informativi, indagini conoscitive e il monitoraggio del territorio nazionale al fine di ottenere una stima della diffusione delle IMID (Immuno Mediated Inflammatory Disorders). La presidente Rita Bufalini, insieme al comitato esecutivo e ai medici, biologi, pazienti ed associati... Continua a pag. 14

a pp. 8-9

Editoriale

di Luigi RUSSO

LA CRISI, LE FONDAZIONI, IL VOLONTARIATO

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’Italia è il paese delle emergenze. Quelle territoriali, ambientali, sociali, politiche, economiche, giudiziarie, culturali. Tutti sono esperti nel loro campo e tutti sanno come fare (a parole) a superare le emergenze, a risanare. Non c’è nessuno che sa anticipare i problemi e proporre e mettere in atto strategie di prevenzione delle emergenze. Così accade per la cosiddetta crisi economica. Le pagine dei giornali sono invase da interviste a presunti esperti che leggono questa crisi, che danno consigli, che puntano il dito (sempre verso gli altri). Viene da chiedersi: ieri, l’altro ieri, o tre anni fa dove stavano questi esperti/classe dirigente italiana? Lo vorrei chiedere all’economista Tito Boeri, che ormai un giorno sì e l’altro pure, saltellando da un quotidiano nazionale all’altro, sentenzia sulle responsabilità delle Fondazioni Bancarie nella crisi del sistema bancario italiano, e arriva a proporre l’utilizzo dei loro tesori per risolvere i guai del paese e risanare il debito pubblico. Come dire: non riusciamo a combattere l’evasione, non riusciamo ad abbattere i privilegi, e soprattutto non riusciamo a rilanciare l’economia magari trasformandola in qualcosa di diverso dalla corsa perenne al PIL sempre sotto la morsa della finanza mondiale, e allora mettiamo le mani nel forziere delle Fondazioni e risaniamo. Peccato che da quel forziere dipende non solo il futuro delle banche, ma quello del sistema dei CSV italiani finanziati con gli utili delle Fondazioni, che in questi anni hanno dato un forte impulso alla sviluppo della cultura delle responsabilità e della solidarietà nel nostro paese. Né la politica, né gli economisti, né gli imprenditori avevano fatto tanto in passato, e i volontari lo sanno, e non possono che stare con le Fondazioni. Pertanto, signor Boeri, sappiamo bene che la materia è complessa, ma il nostro appello è quello di trattare questa materia con delicatezza, per evitare che dalle guerre di idee e forse di lobby, a pagarne le conseguenze siano poi coloro che lavorano per i Beni Comuni, come i volontari.


AL MINISTERO L’AGENZIA PER IL TERZO SETTORE

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CSVS INFORMA

Costituito, inoltre, il Gruppo consultivo permanente del Terzo Settore

e competenze dell’ormai dismessa Agenzia per il Terzo Settore sono completamente passate al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ospita nel proprio sito una sezione dedicata. L’ente soppresso lo scorso 2 marzo 2012 è stato operativo per 10 anni a partire dal 7 marzo 2002 per garantire la corretta osservanza delle disposizioni legislative in materia di Terzo Settore. Nel corso del secondo mandato, inoltre, l’Agenzia ha realizzato un sito tematico per promuovere il progetto strategico “Il sostegno a distanza in chiaro” (www.ilsostegnoadistanza.it), ha istituito l’Osservatorio SaD, ha prodotto numerosi documenti cosiddetti di soft law finalizzati a fornire regole di trasparenza e indicazioni di condotta per innalzare gli standard operativi delle organizzazioni non profit e valorizzare ulteriormente il ruolo che esse svolgono nell’ambito della società civile (Linee guida per il

bilancio di esercizio; Linee guida per il bilancio sociale; Linee guida per la raccolta dei fondi; Linee guida per la raccolta dei fondi nei casi di emergenza umanitaria; Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani; Linee guida per la gestione dei registri del volontariato; Linee guida per la partecipazione del terzo settore alla determinazione delle politiche pubbliche locali). Il sito del ministero ha allestito una nuova sezione tematica dedicata all’Agenzia per non disperdere il lavoro e il percorso fatti in questi anni ma raccogliere e rendere disponibili a tutti i materiali prodotti. All’interno del ministero, inoltre, è stato costituito il gruppo Consultivo permanente del Terzo Settore, ovvero un nuovo organismo composto da membri tecnici e numerosi rappresentanti del Terzo Settore che fanno parte degli Osservatori (minacciati dalla scure della spending review).

IL VOLONTARIATO FA CURRICULUM A deciderlo una risoluzione europea in cui si adotta il passaporto delle competenze

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’Unione Europea riconosce la validità dell’attività di volontariato quale modalità utile ad acquisire competenze e conoscenze che dovrebbero servire alla ricerca di un posto di lavoro o a integrarsi in un particolare percorso formativo. È su questo principio che è stato adottato con una risoluzione presentata dall’italiano Marco Scurria il “passaporto delle competenze” per facilitare il riconoscimento formale delle esperienze professionali in tutta l’UE. In particolare, il riconoscimento formale delle competenze acquisite durante le attività di volontariato può rappresentare un valore aggiunto per un CV e dovrebbe facilitare le scelte professionali dei giovani e la ricerca di un impiego. Il passaporto delle competenze potrebbe quindi diventare uno strumento essenziale nel percorso professionale o di formazione degli europei. Le attività di volontariato nelle organizzazioni sportive, culturali, caritatevoli o altro contribuisco-

POVERTÀ, IN ARRIVO UN FONDO PER DISTRIBUIRE ALIMENTI La prima dotazione è di 1 milione di euro e sarà gestito dalle organizzazioni non profit

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aranno le organizzazioni non profit a gestire il neonato Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti presso l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura – AGEA. Considerata la situazione di grave crisi economica e le sue conseguenze sulla parte più debole della società italiana, infatti, per il 2012 è stata assegnata una prima dotazione finanziaria pari a un milione di euro e saranno le associazioni ad assicurare gli aiuti grazie all’utilizzazione di risorse comunitarie e delle eccedenze alimentari rese disponibili dagli operatori della filiera. Il Fondo è stato istituito con il Decreto legge 22 giugno 2012 n.

83 intitolato “Misure urgenti per la crescita del Paese” ma anche conosciuto come Decreto sviluppo 2012, ed è anche entrato subito in vigore e pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 129 alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012. Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri si compone di 61 articoli. Tra le altre misure del Decreto sviluppo 2012 si segnalano i finanziamenti alla green economy. La misura estende il finanziamento agevolato previsto dal fondo Kyoto (su cui sono disponibili 470milioni di euro) a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori 4 settori della Green Economy. In particolare, i

settore interessati sono: Protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; Ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione; Ricerca e sviluppo e produzioni e istallazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; Incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing). Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato nel settore delle fonti rinnovabili.

RAI, NESSUN CANONE È DOVUTO DALLE ASSOCIAZIONI

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’è allarme nel mondo delle associazioni salentine per la richiesta, che sta giungendo da parte della Rai, di corrispondere un canone se in possesso di computer. Peraltro, la comunicazione ufficiale fatta dalla Rai in merito è già datata (21 febbraio 2012) per cui risulta inspiegabile che le associazioni salentine stiano ricevendo invece in questi giorni le lettere di richiesta del pagamento. Di seguito il testo della lettera di chiarimento della stessa Rai che spiega che nulla è dovuto alle associazioni in possesso di computer. «La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina (ndr 20 febbraio 2012) con il Ministero del-

lo Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone. La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori. Ciò quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto spe-

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cifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone. Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore. Nel caso il canone fosse già stato pagato da qualcuno, è necessario far riferimento all’ADUC (una delle associazioni di tutela dei consumatori) che riporta le modalità per la richiesta di rimborso.

no inoltre a rafforzare la solidarietà e l’inclusione sociale. Attraverso la partecipazione a tali attività, le persone con disabilità o gli immigrati potrebbero ricevere un’adeguata assistenza educativa o finanziaria. Nella risoluzione, si chiede, inoltre, un aumento dei fondi destinati alle attività di volontariato europee. Il Parlamento, infatti, esorta le autorità nazionali, regionali e locali a garantire finanziamenti stabili e a fornire incentivi fiscali per le organizzazioni impegnate nel volontariato. I deputati chiedono di dare la priorità alle piccole organizzazioni con budget limitati e alle attività di volontariato transfrontaliere e di facilitare l’accesso ai programmi europei e ai finanziamenti. I deputati infine raccomandano la creazione di un portale europeo centralizzato per aiutare le organizzazioni di volontariato a diffondere informazioni, migliorare la cooperazione e scambiare le migliori pratiche ed esperienze.

IL CSV SALENTO ALL’IPERCOOP DI LECCE

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ientra tra gli obiettivi statutari del Centro Servizi Volontariato Salento, la promozione della cultura del dono e della solidarietà come impegno volontario e di cittadinanza attiva e responsabile. Ed è a questo principio che si ispira l’iniziativa che ha visto impegnato il CSV Salento presso il Centro commerciale Mongolfiera di Surbo (Ipercoop di Lecce) da giovedì 5 a sabato 7 luglio. «Da anni siamo impegnati nella diffusione capillare della cultura del dono e della solidarietà – commenta Luigi Russo, presidente del CSV Salento. E negli ultimi anni molte iniziative sono tese alla realizzazione di reti solidali per la costruzione e la tutela dei Beni comuni. Anche questa iniziativa, non a caso stretta in ambito commerciale, vuole andare in questa direzione e, oltre tutto, è anche un’occasione per promuovere le innumerevoli attività estive in cui il CSV Salento è impegnato».


CSVS INFORMA

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di Lara ESPOSITO

LA NATURA NON COMMERCIALE DEVE ESSERE PROVATA Pena l’esclusione per gli enti associativi dalle agevolazioni fiscali

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a natura non commerciale dell’attività svolta dagli enti associativi deve essere dimostrata concretamente, pena l’esclusione dalle agevolazioni fiscali. A ribadirlo è la Corte di Cassazione che nella sentenza 8623 del 30 maggio 2012 ha sottolineato la necessità per gli enti non commerciali che invocano il beneficio fiscale, di provare non solo le condizioni di legge ma anche i presupposti di fatto che legittimano la relativa esenzione, secondo gli ordinari criteri stabiliti dall’articolo 2697 c.c. Non è sufficiente, secondo la Cassazione, avere i requisiti di associazione solo in senso formale, ma è necessario provare tale

aspetto nella vita e nella gestione quotidiana dell’ente stesso. La sentenza arriva in relazione a un contenzioso nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica, a cui l’Amministrazione finanziaria aveva negato la configurazione di “ente non commerciale” e di conseguenza le agevolazioni fiscali di cui all’attuale art. 148 (prima art. 111) del Tuir 917/86. I giudici della Cassazione, infatti, con la Sentenza n. 8623 del 30 maggio 2012, hanno chiarito che “si deve, inoltre, assicurare continuità anche all’altro principio enunciato da questa Corte (C. 11456/10) secondo cui: «Gli enti di tipo associativo pos-

DONAZIONI, AUMENTA LA QUOTA DETRAIBILE

Passa dal 24% al 26% fino a un importo di 2.065 euro annui

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ella legge n. 96 del 6 luglio 2012 n. 96 “Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi. Delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali” c’è spazio anche per il non profit con un innalzamento della quota detraibile

per le donazioni alle onlus. Si potrà detrarre cioè “un importo pari al 24% per l’anno 2013, e al 26% a decorrere dall’anno 2014, per le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 2.065 euro annui, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)”. Donare ai partiti continuerà comunque ad essere più conveniente: la detrazione fiscale, infatti, che ora è equiparata nella percentuale, per i partiti vale fino a una donazione di 10mila euro (oggi il tetto era 100mila).

DA MPS UN’OFFERTA PER I VOLONTARI

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Una serie di agevolazioni per le associazioni pugliesi

a notizia riguarda tutte le associazioni pugliesi che aderiscono ad uno dei sei Centri di servizio al volontariato presenti in Puglia e più in generale le Organizzazioni di volontariato pugliesi. La Banca Monte dei Paschi di Siena ha costruito un’offerta dedicata alle organizzazioni di volontariato con una serie di agevolazioni e vantaggi per quanti, rientranti in queste categorie, decidano di accendere un nuovo conto corrente. All’interno dell’offerta si legge ad esempio la possibilità di anticipare il 5 per mille per soddisfare esigenze di credito per liquidità corrente. Necessaria, al fine di avviare l’apertura del nuovo conto, una documentazione contenente lo statuto e l’atto costitutivo, l’eventuale regolamento, la delibera del consiglio direttivo che attribuisce le cariche e conferisce il potere di firma, congiuntamente al codice fiscale del legale rappresentante.

sono godere del trattamento agevolato previsto dagli art. 111 del d.p.r. n.917 del 1986 (in materia di IRPEG) e 4 del d.p.r. n.633 del 1972 (in materia di IVA) – come modificati, con evidente finalità antielusiva, dall’art.5 del d.lgs. n.460 del 1997 – a condizione non solo dell’inserimento, negli loro atti costitutivi e negli statuti, di tutte le clausole dettagliatamente indicate nell’art.5 del d.lgs. n. 460 cit., ma anche dell’accertamento – effettuato dal giudice di merito con congrua motivazione – che la loro attività si svolga, in concreto, nel pieno rispetto delle prescrizioni contenute nelle clausole stesse. Sul piano della prova si rileva,

infine, che la disposizione dell’art. Ili TUIR (testo originario) costituisce deroga per gli enti non commerciali di tipo associativo alla disciplina generale, fissata dagli artt. 86 e 87 TUIR, secondo la quale l’IRPEG si applica a tutti i redditi, in denaro o in natura, posseduti da soggetti diversi dalle persone fisiche. Ne deriva che l’onere di provare la sussistenza dei presupposti di fatto che giustificano l’agevolazione sull’IRPEG, nonché quella sull’IVA (art.4 d.iva), è a carico del soggetto collettivo che la invoca, secondo gli ordinari criteri stabiliti dall’art.2697 c.c. (C. 22598/06 e 16032/05)”.

DOPO 10 ANNI TORNA IL CENSIMENTO PER IL NON PROFIT

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artirà il 10 settembre il censimento Istat delle istituzioni no profit. A breve, sarà disponibile on-line il modulo per la compilazione. Sono passati 10 anni dall’ultimo censimento sul non profit e quello del 2012 sarà caratterizzato da significative innovazioni sul versante metodologico, correlato anche dall’ampio utilizzo di archivi amministrativi. Uno degli aspetti peculiari e innovativi della rilevazione censuaria riguarderà la predisposizione da parte dell’Istat della lista censuaria, realizzata attraverso l’integrazione di una serie di fonti di input, amministrative e statistiche. Per lungo tempo hanno lavorato alla realizzazione di una lista precensuaria metodologi, ricercatori e informatici dell’Istat che permetterà di identificare le unità di rilevazione, personalizzare i questionari che saranno recapitati direttamente alle istituzioni da rilevare, predisporre gli elenchi di riferimento delle unità, per gli organi di censimento, acquisire informazioni qualitativamente affidabili sulle caratteristiche principali delle unità istituzionali censite (desumibili dalle fonti di input) utili al controllo della qualità dei dati rilevati.

IMU, ECCO LE ESENZIONI PER IL NON PROFIT

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opo il tira e molla dei mesi scorsi, con la circolare n. 3 del 18 maggio 2012 del Dipartimento delle finanze arriva un chiarimento sul pagamento dell’Imu per gli enti non profit che hanno diritto all’esenzione dell’imposta municipale unica solo se non fanno attività commerciali. Nel caso in cui gli immobili hanno un’utilizzazione mista, l’agevolazione è limitata alla porzione dell’immobile destinato alle attività non

commerciali. I comuni possono deliberare l’esenzione per gli immobili posseduti dalle onlus, ma il relativo costo resta a carico delle amministrazioni locali. Sul trattamento agevolato, riservato in passato soprattutto agli immobili della Chiesa, la questione rimane ancora poco chiara e soggetta a possibili contenziosi in quanto è difficile individuare all’interno dello stesso immobile la parte destinata ad attività commerciali.

REGGE IL 5 PER MILLE 2013

TARIFFE POSTALI: IL NON PROFIT COME IL PROFIT

ono stati messi a bilancio 400 milioni di euro destinati al 5 per mille con il Decreto legge 6 luglio 2012 n. 95 (art 23, c 2, DL 95/12). Uno stanziamento che sicuramente, visti i tempi, fa tirare un sospiro di sollievo al mondo del non profit, ancora in attesa di scoprire dove siano finiti gli 80milioni rubati dal Governo per il 5 per mille 2010 e mai giustificati. I fondi per il 2013, però, sono ancora pochi visto che nel 2010 (redditi 2009) gli italiani hanno dato 463milioni ed è difficile pensare che ne diano il 15% in meno nel 2013 sui redditi del 2012. Come commenta Carlo Mazzini, esperto del settore, nel suo blog “www.quinonprofit.it”, le somme non utilizzate entro il 31 dicembre di ciascun anno possono esserlo nell’esercizio successivo ma se si continua a tagliare il 5 per mille anno dopo anno è prevedibile che ogni anno avanzi qualcosa. «Ma il fatto è uno solo. Gli italiani danno più di 400milioni, quindi non ci sono somme inutilizzate!».

ovità in vista per le tariffe postali del non profit. In arrivo un calo del costo dal sapore un po’ amaro: le tariffe che deve pagare il non profit sono equiparate a quelle richieste alle imprese e quindi al mondo del profit. È questo il risultato ottenuto con l’approvazione definitiva del disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale (C. 5322). Le associazioni non profit quindi potranno avere le stesse tariffe postali agevolate delle imprese editrici profit: 0,11 euro a invio. Dopo due anni di battaglie, però, non si può certo parlare di “tariffe agevolate” essendo equiparate a quelle delle imprese. Prima del 31 marzo 2010, infatti, ogni invio costava alle associazioni 0,05 euro. Una condizione che durò ben poco, fino ad arrivare a una tariffa di 0,28 euro. Un’equiparazione difficile da digerire.

A bilancio 400milioni di euro che, però, non bastano

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L’invio costerà 0,11 euro, così come per le imprese


ASSOCIAZIONI

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RADIO OUT, LA VOCE DELLA LUNA

La prima web radio del Centro Sud Italia e l’unica del Salento dedicata alle persone disabili, vere protagoniste del palinsesto

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inanziato dall’assessorato regionale al Welfare, il progetto dell’associazione Luce e sorrisi di Alessano, ha consentito la realizzazione di una web radio dedicata alle persone con disabilità, la prima nel centro sud Italia e l’unica nel Salento. La disabilità è una condizione fisica e/o psichica che limita le normali attività della vita quotidiana ed è fortemente condizionata e dipendente dalle condizioni esterne. Non si tratta solo di una questione di salute, come pure per tanto tempo si è sostenuto in Italia e nel mondo, ma soprattutto afferisce al tema più pregnante dei diritti della persona. “Non sono le persone con disabilità – sostiene Donato Melcarne presidente dell’associazione Luce e sorrisi – che devono riabilitarsi piuttosto è la società, quindi anche la Puglia ed il territorio del Salento, che ha bisogno di “riabilitarsi” nel rispetto di tali persone”. L’obiettivo è quello di realizzare attraverso la web radio un nuovo e diffuso modello di inclusione e partecipazione sociale che consenta a soggetti con disabilità psico sensoriale lieve-media – anche attraverso l’uso abilitante delle tecnologie della ICT - di relazionarsi, collaborare, condividere e partecipare al mondo che è fuori, divenendone protagonista. “Il concetto di inclusione, tuttavia – precisa ancora Melcarne – non deve sconfinare in quello demagogico dello “sconfessamento” di una realtà oggettiva: la condizione di disabilità spesso racchiude un intero e diverso mondo di sensibilità e di sentimenti/

paure /aspettative. Includere i soggetti disabili non significa né “disperderli” né “assimilarli”, né può limitarsi ad ridefinizione (spesso fine a se stessa) della loro condizione, da disabilità a diversa abilità. Comunque si voglia chiamare, il mondo della disabilità ha propri ritmi e proprie esigenze, ed una vera società inclusiva non è quella che disconosce tale mondo e che ne chiede – come ad averne paura – una dispersione e diluizione nel proprio:

riconoscere una diversità non significa “ghettizzare”, significa rispettare ciò che può essere altro da sé. La vera inclusione non è unidirezionale, dal mondo della disabilità a quello dei normodotati: la vera inclusione sociale è quella che prende atto delle diverse realtà che caratterizzano il contesto sociale e che valorizza e rispetta tali diversità”. La web radio – denominata “Radio Out – La Voce della Luna”, è un ser-

vizio integrato di informazione, inclusione, integrazione e orientamento per i disabili e le loro famiglie, organizzato in modo da costituire uno strumento di comunicazione tra l’intera comunità locale e chi vive la disabilità. Rappresenta una vera e propria terapia (la così detta “terapia del microfono”) grazie alla quale si apre un varco tra la comunità e le persone disabili. “ll progetto Radio Out è un microfono aperto – spiega Melcarne – che vuole dare voce a chi ha qualcosa da dire: cittadini, associazioni, movimenti, volontariato, organizzazioni dei lavoratori, istituzioni; in essa potranno convivere una funzione informativa ed una funzione sociale senza però incappare in quel che sembra diventato il centro dell’attenzione mass-mediatica: la “presenza”, la fisicità”. Valido strumento di partecipazione sociale, dunque, ma anche magazine informativo rispetto ai punti di accesso e alle attività riferite alle persone disabili, Radio out è un contenitore dedicato interamente alle possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche, dall’integrazione scolastica, alla mobilità, dalla solidarietà, all’inserimento lavorativo e ai servizi presenti sul territorio. La radio ha un vero e proprio Comitato di redazione, composto – oltre che da disabili – anche da esperti del settore, un responsabile del sito web, giornalisti e volontari, che collaborano alla realizzazione quotidiana del palinsesto dai locali dell’associazione. Luigi Conte

A CORSANO IL DEPURATORE IN ESTATE NON SCARICHERÀ IN MARE Luigi Russo: “Per una soluzione definitiva del problema sarà avviata una sperimentazione delle Case della sussidiarietà”

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metà giugno, finalmente, dopo le continue sollecitazioni dell’associazione “SOS Costa Salento”, il sindaco di Corsano Biagio Cazzato può annunciare ufficialmente che il depuratore consortile di Corsano-Alessano-Tiggiano non scaricherà per tutta la stagione estiva i liquami “depurati” nel Canale Torre Ricco, di fatto nelle splendide acque del mare di Canal De Rio. E questi liquami, come negli anni scorsi, andranno ad innaffiare le assetate terre delle campagne corsanesi. Grande la soddisfazione dei volontari: «Devo dire che il sindaco ha dimostrato di avere a cuore la questione della soluzione di questo problema annoso, e almeno per il periodo estivo potremo godere, noi e i turisti, della qualità di uno dei più belli mari d’Italia – dice Luigi Russo, presidente di SOS Costa Salento –. Tuttavia la battaglia continua, e questa volta non più con amministratori e volontari l’un contro l’altro armati, ma facendo squadra, perché il Bene Comune, in questo caso il “mare pulito” che è parte dello stupendo Ambiente salentino, occorre difenderlo e promuoverlo insieme, contro le voracità delle fantomatiche idee di sviluppo e di progresso che uccidono invece le uniche ricchezze che abbiamo». Tamponata questa situazione temporanea,

sindaco e volontari sono impegnati ora a trovare soluzioni definitive, e non legate ai cicli storici o ai finanziamenti estemporanei della Provincia o ai mutui e alla fiscalità. Ciò significa che occorre innanzitutto avviare un dibattito congiunto sulle idee e sulle proposte, poi occorre mettere in piedi un progetto compatibile con gli aspetti tecnici e con la vocazione del territorio, infine occorre recarsi in Regione per ottenere quello che altri comuni con depuratori stanno ottenendo, ossia il finanziamento per soluzioni meno invasive e più rispettose (condotta sotterranea, effettivo uso irriguo destagionalizzato, fitodepurazione, magari un mix tra queste soluzioni). «Nei prossimi mesi – è sempre Luigi Russo - avvieremo su questo tema, in collaborazione con il CSV Salento e il Forum Terzo Settore Leccese, e ovviamente con le amministrazioni comunali di Corsano, Alessano, Tiggiano e le imprese, una sperimentazione del modello delle “case della sussidiarietà”, una forma innovativa di progettazione partecipata che favorisce la collaborazione fra tutti i soggetti interessati per creare insieme le idee che danno soluzioni ai problemi del territorio e della sua popolazione. Questo, in realtà, è il nuovo nome della politica».

A PARABITA RISPARMIO ENERGETICO E SOLIDARIETÀ Arriva il fotovoltaico al Centro di solidarietà Madonna della Coltura

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l fotovoltaico arriva al Centro di solidarietà “Madonna della Coltura” di Parabita. Inaugurato da Don Angelo Corvo e dall’amico benefattore Totò Cavalera con la presenza degli anziani ospiti e dai responsabili della Casa, l’impianto è corredato da sottotetto che permetterà agli anziani di usufruire di ampi spazi per effettuare passeggiate al coperto. Oltre al risparmio energetico, quindi, il fotovoltaico contribuirà a creare un luogo di condivisione e compagnia per gli ospiti del Centro.


ASSOCIAZIONI

UN “COMUN DONATORE”, VINCE LA SOLIDARIETÀ Siglati tre protocolli d’intesa tra Admo e le organizzazioni Fidas, Avis, Fratres

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ncrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà e alla donazione: è in questa logica che Admo, Associazione donatori midollo osseo ha di recente siglato tre protocolli d’intesa con le principali organizzazioni di donatori di sangue, Fidas, Avis e Fratres. L’intesa con Fidas, siglata il 14 aprile scorso, è in sperimentazione presso le sedi associative di Udine, Pescara e Bari. Risale al 21 maggio e mira, tra le altre cose, a svi-

luppare iniziative congiunte di comunicazione e a promuovere stili di vita sani. L’intesa con Fratres – che si concretizza nell’area provinciale di Lecce oltre che in quelle di Foggia, Firenze, Prato, Arezzo, nell’area regionale della Campania, nelle aree locali di Magliano dè Marsi e Cellamare – e Avis del 25 maggio sigilla un rapporto di cooperazione tra le realtà associative per incrementare l’educazione dei giovani alla solidarietà

e alla donazione. Obiettivo principale e comune ai tre protocolli è rafforzare nello specifico la donazione del sangue, del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche e avviare politiche coordinate sulle problematiche formative dei giovani, rivolte all’acquisizione di corretti stili comportamentali e relazionali in materia di solidarietà, integrati in processi di promozione della salute e dello star bene.

IN ARRIVO NUOVE ATTREZZATURE PER LE PROTEZIONI CIVILI

Strumenti per prevenire e contrastare il rischio incendi boschivi e quello idrogeologico

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e associazioni di Protezione civile della provincia di Lecce hanno qualche strumento in più per proteggere il territorio, in particolare attrezzature e dispositivi di protezione individuale, per la lotta agli incendi e per fronteggiare il rischio idrogeologico. Si tratta di attrezzature specifiche di pronta emergenza che la Provincia di Lecce ha simbolicamente consegnato alle organizzazioni di volontariato di Protezione civile. Divise complete ad uso antincendio boschivo, caschi,

guanti, stivali, maschere antigas, giacche a vento, scarponcini antinfortunistici, stivali impermeabili per interventi in campo idrogeologico, motoseghe a scoppio, generatori elettrici, motopompe idrovore, torri di illuminazione mobili: sono queste le attrezzature acquistate, per complessivi 100mila euro, che saranno utilizzate per un primo, rapido intervento nelle aree interessate dagli incendi in ausilio alle unità del Corpo Forestale e dei Vigili del Fuoco e, nel caso di allagamenti dovuti a

NASCE LA RETE DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI EMIGRANTI SALENTINI

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Un network aperto per condividere esperienze ed elaborare proposte

asce a Tuglie la “Rete delle Associazioni degli emigranti salentini” al fine di potenziare una conoscenza e collaborazione reciproca con le associazioni che si occupano di emigrazione e per elaborare proposte e iniziative a favore degli emigranti salentini all’estero e condividere esperienze, conoscenze storiche e culturali. La rete nasce dalla sottoscrizione di un protocollo d’intesa firmato martedì 26 giugno dal presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l’assessore provinciale alle Relazioni internazionali Marcella Rucco insieme alle associazioni che hanno collaborato al progetto e che si occupano di politiche migratorie. Attraverso que-

sto accordo, da un lato la Provincia mette in “rete” le associazioni degli emigranti e altre associazioni che si occupano di emigrazione all’estero, per una condivisione e collaborazione sulle tematiche riguardanti i salentini nel mondo; dall’altro, le associazioni sottoscrittrici promuoveranno azioni di utilità sociale, economica e culturale nell’ambito dei paesi esteri e nel nostro territorio. Le associazioni che sinora hanno aderito al protocollo sono: “Zero al cubo” di Lecce,”Emigranti di Nardò”, “Emigranti Tugliesi”di Tuglie, “Associazione Emigranti di Specchia”, Società Dante Alighieri di Lecce, Società Dante Alighieri – Comitato di Casarano.

violente precipitazioni meteoriche, in accordo con altri soggetti istituzionali. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di prevenire e contrastare i rischi più rilevanti presenti sul territorio (incendi boschivi e rischio idrogeologico), nell’ambito di un’articolata collaborazione tra i soggetti istituzionalmente preposti e, allo stesso tempo, di promuovere un’azione di sensibilizzazione rivolta all’intera comunità salentina e ai turisti presenti sul territorio provinciale.

Guardie per l’ambiente ha lanciato la propria campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono estivo degli animali e degli incendi boschivi

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n’opera informativa di grande valore, con opuscoli e manifesti, quella realizzata dall’associazione nazionale Guardie per l’ambiente, un’attività di sensibilizzazione che vede anche l’intensificarsi dei servizi di vigilanza sul territorio. È ripartita da maggio l’iniziativa di sensibilizzazione, che si acutizza nel particolare mese di agosto, sui due temi più “caldi” nel periodo estivo: l’abbandono degli animali e gli incendi boschivi, due fenomeni devastanti per il nostro territorio. Secondo l’associazione infatti “vi è stato un sensibile incremento del numero di incendi rispetto a quelli registrati negli anni precedenti. Per ben dieci volte, è stato superato il dato sporadico degli ultimi anni di 100 incendi giornalieri”.

In estate aumenta il bisogno di sangue ma diminuiscono i donatori, soprattutto tra i giovani

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e associazioni di volontariato Avis e Fratres, impegnate da anni nella sensibilizzazione alla donazione del sangue, lanciano un accorato appello rivolto soprattutto ai giovani. “Sangue significa vita. La domanda di sangue è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, perché sono aumentati i trapianti e gli interventi in genere. A fronte di questa maggiore richiesta, che nel periodo estivo ha un ulteriore incremento a causa dei numerosi incidenti stradali, si è riscontrata una diminuzione dei donatori. E ciò che è più grave è che sono i giovani coloro i quali sono sempre meno sensibili alla cultura della donazione. Il paradosso è drammatico: la scienza medica progredisce e può salvare sempre più vite, ma se manca il sangue tutto diventa inutile. Ebbene è possibile salvare una vita. Donare sangue non procura dolore, non danneggia il fisico e non comporta pericolo. Chi dona sangue è sicuro di aver aiutato un’altra persona in modo diretto ed insostituibile salvandole la vita. Spesso non bastano le numerose campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione riguardo la donazione. Che fare allora? La soluzione è in ognuno di noi, nel nostro buon senso e nell’amore per il prossimo, che è tempo di riscoprire”. L’invito di Avis e Fratres, rivolto a tutte le persone di età compresa tra i 18 ed i 65 anni in buona salute, è di presentarsi presso la sala prelievi del Servizio trasfusionale dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 12.

Ampliate le fermate del progetto anche ai Comuni della Provincia di Lecce

ontinua l’impegno dell’organizzazione Bicinema a sostegno di “Salva i Ciclisti” con una nuova mappa che raccoglie oltre alle fermate “Ciclostop ripara e via” del Comune di Lecce anche anche quelle di tutti i Comuni, incluse le marine, della Provincia di Lecce. Un progetto di manutenzione e riparazione delle biciclette con le associazioni salentine Fiab e Cicloamici Lecce. Avviato inizialmente nel centro storico di Lecce di fermate di manutenzione e riparazione per i ciclisti nelle principali sedi istituzionali ed attività commerciali

NON INCENDIARE, NON ABBANDONARE I CANI

APPELLO DI AVIS E FRATRES: È TEMPO DI DONARE!

CICLOSTOP CONQUISTA IL SALENTO

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della città. L’obiettivo è quello di lavorare per la sicurezza dei ciclisti in città. “Ciclostop nella provincia di Lecce” si sviluppa in collaborazione con l’assessorato alla Mobilità e ai trasporti e con l’Ufficio Marketing territoriale della Provincia al fine di elaborare percorsi ciclabili, turistici, archeologici, artistici, ambientali, gastronomici e culturali nei cinema per la comodità di raggiungere in bicicletta le bellezze che offre la terra del Salento con la sicurezza di trovare un kit di officina da strada lungo i paesi della provincia.


ASSOCIAZIONI

DAL SAHARA AL SALENTO

UN PARCO CANILE PER GLI AMICI A 4 ZAMPE

Ad accogliere un gruppo di bambini disabili dell’Algeria del Sud l’associazione 3giriditè

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rmai da 3 anni l’associazione “3giriditè” di Tricase ospita un gruppo di bambini disabili provenienti dai campi profughi saharawi dell’Algeria del Sud fornendo a loro le adeguate cure mediche e permettendo a noi di toccare con mano il significato dell’incontro interculturale. Quest’anno i piccoli saranno ospitati per due mesi presso 5 famiglie del Capo di Leuca e presso la struttura Zo’e messa a disposizione dalla Cooperativa L’Adelfia a Castiglione d’Otranto. Il principale obiettivo del progetto è quello di fornire adeguata assistenza sanitaria ai bambini dando visibilità alla drammatica storia del popolo saharawi che da decenni lotta per la sua autodeterminazione. Il progetto inoltre regala a noi salentini la possibilità di vivere incon-

tri indimenticabili per il loro valore umano favorendo la crescita interculturale del nostro territorio. «Crediamo che ospitare direttamente i bambini – commentano dall’associazione – sia un’opportunità per toccare con mano la diversità, per conoscere e rendersi materialmente conto di quale progetto e quale comunità stiamo aiutando contrastando la superficialità della beneficenza generica e disorientata». Tra i partner dell’iniziativa, la cooperativa L’Adelfia, la Provincia di Lecce, i Comuni di Alessano, Gagliano del Capo, Corsano, Tricase, il CSV Salento, l’associazione Yoda (Bologna), la Fondazione Don Tonino Bello, la Parrocchia di Sant’Antonio (Tricase), l’associazione Magna Grecia Mare e Popoli (festival delle differenze).

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Si tratta del Rifugio di Aura realizzato dall’associazione Nuova Lara

asce il “Rifugio di Aura”, un Parco-canile immerso tra gli ulivi della campagna leccese realizzato e finanziato dall’associazione di volontariato “Nuova Lara” di Lecce e progettato dall’ingegner Roberto Alba. Una struttura di 2 ettari, immersa tra gli ulivi e circondata da muretti a secco, dedicata agli amici a 4 zampe vittime dell’abbandono. Un luogo che supera la vecchia concezione del canile come luogo di segregazione e separazione, valorizzando le esigenze etologiche della specie e assicurando ai cani ricoverati l’indispensabile movimento, varietà e socializzazione. È per questo che il “Rifugio di Aura” è un ambiente naturale dove accanto alle aree di ricovero sono stati previsti dei piccoli parchetti alberati dove gli animali possano correre, giocare, e ripararsi dalla calura estiva. La struttura costituisce il primo e unico esempio nella Regione Puglia di Rifugio per animali da affezione costruito da un’associazione di volontariato, in conformità alla normativa vigente, che consente esclusivamente alle Associazioni, iscritte all’Albo Regionale per la Protezione degli Animali ex art. 13 L.R. 12/95, la costruzione e la gestione dei rifugi. Con l’apertura del “Rifugio di Aura” si spera di risolvere gli annosi problemi di sovraffollamento del canile sanitario di Lecce, gestito dalla stessa associazione “Nuova Lara”.

LA NEURORADIOLOGIA SI ARRICCHISCE NASCE LIPU LITORALE IONICO LECCESE La salvaguardia ambientale a Gallipoli ha un alleato in più GRAZIE AL VOLONTARIATO i allarga la famiglia dell’asso- è legata ad una superficiale cono-

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A donare la nuova apparecchiatura l’associazione Per un sorriso in più onlus

all’Associazione Genitori “Per un sorriso in più” onlus un dono all’Unità operativa di Neuroradiologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Si tratta di un sistema infusionale dotato di schermatura speciale per poter infondere i farmaci in misura controllata anche in vicinanza del magnete della risonanza magnetica nucleare, un aspetto diventato ormai fondamentale nella diagnosi medica, soprattutto quella oncologica. Queste apparecchiature, però, emettono forti campi magnetici che possono provocare malfunzionamenti o danni permanenti ad altre apparecchiature elettromedicali presenti nelle vicinanze, come le pompe infusionali che servono per somministrare i farmaci a volume controllato. L’interferenza di queste pompe, inoltre, può degradare l’immagine radiologica prodotta dalla risonanza magnetica nucleare attraverso un meccanismo di interferenza sull’immagine stessa. Grazie al Sistema Space Station donato dall’associazione di volontariato all’ospedale, è possibile utilizzare pompe infusionali di altissima precisione nelle immediate vicinanze del magnete, evitando ogni danneggiamento.

NASCE BASEBALL ANGELS MATINO NOVA VITA

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La prima squadra nazionale composta da persone disabili dell’associazione Nova Vita

o sport è davvero di tutti se è capace di diventare inclusivo. Con questo spirito è nata Baseball Angels Matino – Nova Vita, la prima squadra in Italia formata da disabili e normodotati che dall’anno prossimo parteciperà al campionato nazionale di baseball. Un progetto nato dalla volontà dell’associazione di volontariato “Nova Vita Elena Fattizzo” di Casarano che da tempo si occupa di disabilità e inclusione sociale in collaborazione con la squadra Baseball Angels Matino e con il supporto della Federazione Italiana Baseball che ha risposto con entusiasmo alla proposta giunta dal Sud Salento. Il

progetto, infatti, grazie a questo nuovo esperimento è considerato un punto di riferimento nazionale. «A livello pedagogico – commenta Cristian Fattizza, presidente dell’associazione “Nova Vita” – il baseball è uno sport molto vicino alla disabilità perché, rispetto ad altre attività, è facilmente praticabile e i ragazzi disabili possono giocare con minori difficoltà. Per promuovere questo innovativo progetto a settembre convocheremo una conferenza stampa di presentazione con la presenza di campioni nazionali e internazionali del mondo del baseball».

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ciazionismo ambientale con la nascita della nuova Lipu Litorale Ionico Leccese. La delegazione della Lega Italiana Protezione Uccelli nasce dall’esigenza di una maggiore incisiva e rinnovata presenza dell’associazionismo nel territorio salentino e in particolare nella zona di Gallipoli dove, a detta dei promotori dell’associazione, l’interesse ai temi della salvaguardia ambientale, nei suoi variegati aspetti, naturalistici e culturali, è ancora scarsa. «Tale carenza – commenta Luciano Scarpina, delegato Lipu –

scenza della natura, della ecologia e del patrimonio storico-archeologico da parte della popolazione e soprattutto dei giovani. La conoscenza, invece, è il principale fattore che possa portare a comportamenti corretti verso l’ambiente e il territorio». L’associazione privilegerà, quindi, gli aspetti scientifici e di ricerca valorizzando la divulgazione scientifico-ambientale in collaborazione con il mondo della scuola, con l’Università, con la Pubblica Amministrazione, organizzando convegni, seminari di studio, ecc.

ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E ASL, ECCO L’ACCORDO

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Al via un Piano di Prevenzione per l’emergenza randagismo per la provincia di Lecce

l Piano di Prevenzione per l’emergenza randagismo è realtà. La Asl di Lecce ha infatti sottoscritto una delibera di formulazione del piano da sottoporre all’approvazione dei sindaci dei Comuni della provincia al fine di avviare un coordinamento tra varie realtà, ridurre drasticamente il randagismo e le sue implicazioni, mettere un freno ai contenziosi con richiesta di risarcimento e stimolare nella collettività la formazione di una cultura rispettosa degli animali. Una task force che coinvolgerà Prefettura, Comuni, Asl/Le, associazioni animaliste e protezioniste, veterinari L.P., polizia municipale e provinciale e gestori e proprietari dei canili.«Siamo ad una svolta nella quotidiana battaglia contro il randagismo. Finalmente le istituzioni hanno deciso di operare in maniera concreta per risolvere un problema sociale». dichiara Raffaela Vergine, referente dell’associazione Zampalibera dopo la firma della delibera da parte del direttore generale, Valdo Mellone. Il piano prevede innanzitutto il censimento dei cani, l’incremento delle sterilizzazioni di massa, un incentivo alle adozioni di cani randagi e dei canili, la formazione del volontariato e il coordinamento degli interventi. Una conquista importante da attribuire soprattutto all’impegno delle associazioni animaliste che negli anni si sono fatte portavoci di una questione spesso considerata quale semplice emergenza, ma che necessita invece un cambio di prospettiva sul problema e un’azione mirata di prevenzione.


SPECIALE FORUM

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di Valentina VALENTE

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itorna anche quest’anno il consueto appuntamento con il Forum provinciale “Il Volontariato al Centro”, organizzato dal Centro Servizi Volontariato Salento. Il Forum, giunto alla sua sesta edizione, rappresenta per le associazioni di volontariato un evento pubblico di grande rilievo, un momento di incontro con la cittadinanza, con i giovani, con le istituzioni per raccontare ad alta voce l’impegno ed il fermento che animano migliaia di volontari della nostra provincia. Incontrarsi, raccontarsi, rompere il silenzio, fare rete, creare nei giovani e negli adulti interesse e curiosità verso le tematiche del volontariato sono solo alcuni degli obiettivi che le oltre 100 associazioni partecipanti si prefiggono con questa manifestazione.

Saranno due le tappe previste quest’anno per il VI Forum Provinciale: la prima a Tricase, in Piazza Pisanelli, dedicata al tema della sostenibilità ambientale e della decrescita felice, la seconda a Lecce, in Piazza Sant’Oronzo, dedicata al tema della partecipazione giovanile. Partendo da due emergenze sociali, relative alla condizione ambientale da una parte e a quella giovanile dall’altra, emergenze rese ancora più evidenti dalla crisi che ha svelato le falle della cosiddetta società a capitalismo avanzato, intendiamo riflettere insieme sulla necessità di costruire un futuro possibile. Ed è proprio questo il tema centrale di entrambe le manifestazioni, la costruzione di futuri sostenibili. La parola futuro è stata declinata al plurale proprio per indicare le molteplici alternative che si configura-

PRIMA TAPPA: TRICASE

PIAZZA PISANELLI - sabato 29 settembre dalle 16.00 ALLE 22.00

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arà la centralissima Piazza Pisanelli di Tricase ad ospitare la prima tappa del Forum di quest’anno. Il 29 settembre a partire dalla ore 16.00 le organizzazioni di volontariato del territorio incontreranno i cittadini per promuovere le proprie attività e i propri progetti. Sulla piazza alcune associazioni impegnate nel settore della tutela del territorio realizzeranno con i bambini delle scuole elementari e con i ragazzi degli istituti superiori alcune attività che avranno come filo conduttore proprio “l’educazione alla sostenibilità”. Fitto il programma di eventi che animerà l’intero pomeriggio. Tra le tante attività l’incontro-laboratorio Compostiamoci bene a cura dell’Associazione Nuova Messapia durante il quale tutti i cittadini potranno ricevere le informazioni necessarie per prevenire inutili emergenze rifiuti adottando piccoli accorgimenti di una buona prassi domestica, il compostaggio appunto; le associazioni Cicloamici e Fiab il Ciclone si incontreranno con centinai di ciclisti per un flash mob sulla mobilità sostenibile. Sulla piazza sarà allestita la mostra “T-Ricicli”, di Dario Rizzello a cura dell’associazione SOS Costa Salento, personali rivisitazioni di biciclette, capaci di mescolare l’attenzione per l’ambiente all’arte e al design. Alle ore 19.00 nella sala del Trono di Palazzo Gallone, adiacente alla Piazza, si terrà il convegno “Ambiente: risorsa economica o bene comune?

Esperienze di sostenibilità” per discutere con esperti del settore sulla possibilità e sulla necessità di una cultura dell’alternativa e sulla conoscenza e diffusione di stili di vita nuovi. La serata si concluderà in Piazza con uno spettacolo musicale. Programma Convegno Ambiente: risorsa economica o bene comune? Esperienze di sostenibilità INTERVENTI • Saluti autorità • Maurizio Pallante – Presidente Ass. Movimento per la decrescita felice La decrescita felice • Giovanna Ricoveri – economista e ambientalista La crisi ambientale e la soluzione dei beni comuni Buone Prassi in tema di: • autoproduzioni e turismo sostenibile − Azienda Agricola”Piccapane” di Cutrofiano − “Ecofesta Puglia” - EMS Enti Modelli Sostenibili • Riqualificazione territoriale − Comune di Minervino: efficientamento energetico −Comune di Zollino: Il Parco di Spalungano • stili di vita sostenibili − la Cianfrusoteca di Massimiliano Guerrieri; − Guida “Salento km 0” a cura dell’Associazione Nadir di Galatina Moderatore: Luigi Russo, Presidente CSV Salento

no nel percorso evolutivo della nostra società e che saranno conseguenza diretta delle nostre scelte e dei nostri stili di vita. “Servono nuovi occhi per riuscire a vedere un futuro possibile – dice Luigi Russo, presidente del CSV Salento - servono nuove strade, nuove idee, serve un vero e proprio cambio di paradigma che rimetta al centro l’essere e non più l’agire, che dia speranza e voce ai destinatari del nostro presente, ai giovani appunto, oggi ingiustamente definiti senza futuro”. “In questo senso – continua Russo - crediamo che il ruolo del volontariato sia centrale, di un volontariato che non è più solo assistenza e gestione delle emergenze, ma un volontariato che si fa portavoce di nuovi comportamenti sociali per un cambiamento possibile”.

SECONDA TAPPA: LECCE

PIAZZA SANT’ORONZO - sabato 13 ottobre dalle 16.00 ALLE 22.00

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iazza Sant’Oronzo a Lecce sarà ancora una volta teatro del fermento che anima le associazioni di volontariato della provincia di Lecce, chiamate più che mai a promuovere la cultura del dono, della gratuità, della difesa dei beni comuni per la costruzione di una società responsabile e solidale. Dalle ore 16.00 la piazza sarà animata dalle molteplici attività organizzate dalle associazioni salentine. Tra queste: la presentazione del libro “Mamma, papà devo dirvi una cosa – come vivere serenamente l’omosessualità” a cura dell’associazione Agedo Lecce; L’Italia sono anch’io - campagna per i diritti di cittadinanza: creazione di un album fotografico e raccolta firme a cura dell’Associazione Amis onlus e “Conosci i tuoi diritti” uno sportello informativo e di consulenza gratuita per persone disabili e immigrate a cura dell’Associazione Difesa Diritti. Una grande tela e dei colori saranno messi a disposizione dell’associazione Attentamente per tutti i giovani, artisti e non, che vorranno lasciare un segno, un disegno sul tema della partecipazione. Alle ore 19.00 in uno apposito spazio allestito sulla piazza si terrà il convegno “Giovani, Partecipazione e Volontariato”. In un momento storico in cui il nostro paese appare paralizzato dalla crisi e senza prospettive, in cui i dati statistici dipingono ingiustamente i giovani come individualisti e disimpegnati, crediamo indispensabile riflettere insieme sulla necessità di progettare

un cambiamento che parta proprio da loro e che li veda protagonisti. Riappropriarsi degli spazi di partecipazione, contribuire alla costruzione di una consapevolezza civica, riscoprire e valorizzare le relazioni, la socialità, educare alla cultura della solidarietà e della responsabilità fa parte di un percorso che necessita il coinvolgimento di attori diversi, istituzioni, imprese, terzo settore e volontariato, che devono essere pronti a collaborare per offrire al nostro Paese una nuova opportunità. Programma Provvisorio Convegno • Saluti autorità • Gregorio Arena – Presidente Labsus, Laboratorio per la Sussidiarietà Giovani: Diritto al Futuro • Carlo Buzzi – Dip. Sociologia e Ricerca Sociale Università di Trento Perché investire sui giovani •Luigi Russo – CSV Salento Giovani e volontariato: quali opportunità Buone prassi • Nicola Fratoianni - Assessore Politiche giovanili, cittadinanza sociale Regione Puglia Bollenti Spiriti e Pincipi Attivi: Le politiche per e dei giovani in Puglia • Francesca Guida – Membership e Fundraising Italia Camp ItaliaCamp: Network di idee e progettualità • Chiara Cota – Ass. Insight E.P.D. Mobilità giovanile internazionale Moderatore: Stefano Campagna – Giornalista Tg1


LE SFIDE DEL VOLONTARIATO NEL FUTURO

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IL TERZO SETTORE PUGLIESE, FRONTE UNICO NELLA COSTRUZIONE DELLE POLITICHE DI SVILUPPO

Alla presenza di Regione, Anci, Upi, il Terzo settore pugliese, compatto e unito, propone con forza il tema della rappresentatività politica nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo

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n esercito di 100mila volontari, oltre 2000 associazioni di volontariato, centinaia di imprese sociali migliaia di addetti, per un valore di 600 milioni di “fatturato” economico-sociale, prodotto dal solo volontariato in Puglia. I dati sono della ricerca regionale del CSV Puglianet e dicono forte alle istituzioni che questo mondo esige di essere rappresentato unitariamente. A sottolinearlo sono Gianluca Budano, portavoce del Forum del Terzo Settore Puglia e Luigi Russo del Coordinamento regionale dei Centri di servizio al volontariato pugliesi (CSV Puglia Net), all’indomani dell’assemblea regionale del Terzo settore pugliese (Bari, 16 luglio) che ha ribadito con forza la necessità, che va consolidandosi in Puglia, di una rappresentanza unitaria. È questa la più grande conquista di anni di lavoro sulle tante identità del Terzo Settore pugliese e che nell’assemblea dello scorso 16 luglio sono risultate all’evidenza di tutti. Per la prima volta, a sedere allo stesso tavolo c’erano il Forum Terzo Settore, i Centri Servizi al Volontariato, l’Osservatorio Regionale del Volontariato, grandi e piccole organizzazioni del Terzo settore Pugliese, unitamente ad Anci, Upi , Comune di Bari e Regione Puglia. “Una compattezza, rimarca Gianfranco Budano, portavoce regionale del Forum Terzo Settore, che diviene soggetto politico che si candida a costruire le politiche e non solo a gestire servizi. Miti e umili nel rendere servizi, funzionali alle istituzioni, ma da oggi portatori di proposte politiche. Di fatto è iniziata per la Puglia una nuova stagione. Questa la Puglia da emulare”. “Spesso i volontari – sottolinea Luigi Russo, presidente regionale di CSV Puglia Net – sono quelli che interpretano i bisogni che le istituzioni non riescono ad intercettare, sono quelli che in frontiera soccorrono e aiutano, anche quando le istituzioni fanno fatica. Ora è il tempo di fare un salto ulteriore per le organizzazioni ma anche per le istituzioni: per rispondere in maniera adeguata alla crisi e alle innumerevoli fratture che essa reca con sé, occorre innanzitutto dare corpo e struttura a quel principio costituzionale di sussidiarietà che reclama la necessità non solo della partecipazione dei cittadini alla vita politica, ma alla costruzione di politiche inclusive a partire dalla voce di tutti, delle istituzioni, come dei volontari, dei semplici cittadini. Questo – ha ribadito Russo – non significa chiedere alla parte politica di sottrarsi alle responsabilità a cui è chiamato, significa piuttosto dare un’anima vera alla democrazia partecipativa, dando rappresentatività politica al volontariato. Questa rappresentanza oggi è centrale. In questa particolare fase del nostro paese, nella quale si intrecciano la crisi economica-finanziaria e la crisi etica e di valori, al volontariato – come indica esplicitamente il documento preparatorio dell’Assemblea Nazionale del volontariato di ottobre 2012 – si richiede – ricorda ancora Russo - di candidarsi nei territori, oltre e a prescindere dalle dinamica delle parti, a esprimere un pezzo della futura classe dirigente del paese: il volontariato infatti, in questi anni non ha agito solo nell’ordinario e nello straordinario, ma è stato scuola di democrazia e di cittadinanza attiva, valori indispensabili per il futuro, Bene Comune per tutto

il paese. In particolare questo processo potrà essere favorito dal consolidamento del sistema delle “Case della Sussidiarietà”, che portano ad esplicita attuazione il principio contenuto nell’art. 118 della Costituzione italiana.”. “Il grande risultato – dice Mauro Giannelli, coordinatore nazionale Progetto FQTS e Consulta del Volontariato, è quello che vediamo qui oggi: soggetti diversi che siedono attorno ad uno stesso tavolo. La questione della crisi tocca in particolare il volontariato. La crisi non è però distruzione, ma riflessione, significa fare delle scelte, è un momento favorevolissimo per il volontariato e per il Terzo settore. Oggi siamo costretti a metterci insieme per immaginare un percorso che non è più essere come prima, ma essere felici. Il volontariato deve abitare l’ordinario. Ma il volontariato deve esserci anche nello straordinario, con le sue competenze, le sue energie e si deve candidare ad esprimere un pezzo della classe dirigente di questo Paese. Il volontariato è stato una scuola di cittadinanza attiva e di impegno politico e oggi reclama luoghi della partecipazione, immagina una democrazia deliberativa che non si sostituisce a quella partecipativa ma si affianca e dialoga con essa”. L’ assessore regionale al Welfare Elena Gentile - parlando all’assemblea del Terzo Settore ha evidenziato che - “la rivoluzione nell’approcciarsi al mondo del terzo settore nella costruzione delle politiche di welfare è un dato oggettivo in questa regione. Ora, i tempi sono maturi perché tutte le politiche dell’istituzione regionale prendano questa direzione di marcia. Così – conclude l’assessore regionale - il terzo settore può diventare sempre più attore dignitoso dell’economia della società pugliese”. L’assemblea ha concluso i lavori con l’intento di rilanciare nei territori la bozza del documento di preparazione alla sesta conferenza nazionale del volontariato che in sintesi riportiamo qui di seguito.

ABITARE LA CRISI P E INDICAR La crisi economico finanziaria ha messo in

lia. A pagare sono non solo le istituzioni (i politiche sociali si sono ridotti del 94%), ma gli organismi partecipativi che negli ultimi stante con i governi che si sono avvicendati. mondo associazionistico, volontario e non, p le fondamenta della democrazia italiana. Pr za nazionale del Volontariato, in program

di Luigi RUSSO e Se

IL VOLONTARIATO PER IL FUTURO D

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Documento pugliese di preparazione alla VI Conferenza nazio

l documento è scaturito dalla riunione del 25 giugno 2012 tra Forum regionale del Terzo Settore pugliese, Osservatorio regionale del Volontariato (per la componente del volontariato) e i presidenti dei Centri di Servizio al Volontariato della Regione Puglia, ed è stato ampliato in occasione dell’Assemblea regionale del Forum Terzo Settore che si è tenuta a Bari il 16 luglio 2012. Qui di seguito una sintesi del documento che è possibile scaricare per intero dal sito www.csvsalento.it Il Forum pugliese del Terzo Settore si è dato da almeno un paio d’anni l’obiettivo di costruire e via via rinsaldare rapporti di collaborazione tra tutte le forme organizzate in cui il volontariato è presente e si esprime. Esse sono: La Consulta del Volontariato presso il Forum regionale, come luogo di approfondimento e riflessione sulle tematiche proprie del volontariato; l’Osservatorio

del volontariato presso la Regione Puglia come luogo del confronto sull’applicazione della legge 11/94, ma anche sulle materie che interessano le organizzazioni di volontariato, nonché sulle politiche sociali della Regione; il sistema dei CSV pugliesi come luoghi dell’autorganizzazione e dell’autogestione del volontariato per la crescita e il rafforzamento delle OdV. Tutti i soggetti sopra descritti hanno elaborato, attraverso un percorso di confronto e di reciproco arricchimento, una comune riflessione sui temi più cogenti per tutto il volontariato pugliese, nell’attuale contesto socio-economico della regione. Qui di seguito essa viene esposta in sintesi e per capitoli. La natura del volontariato Il ruolo specifico del volontariato è nella produzione di beni relazionali, nella gratuità, nella relazione personalizzata e fraterna, nel-

la relazione di appartenen locale, nella relazione soli l’altro, nello sviluppo della sponsabilità. Il volontariato pazione e coesione sociale tirsi parte di una comunità propri i beni comuni. Nel volontariato è portatore di programmazione partecipa ni, rivendicando un ruolo s porto con le stesse. Le div quali il volontariato interv sono pertanto espressione politica del volontariato e advocacy dei bisogni e de stizia sociale di cui i cittad in quanto persone. Troppo sto ruolo del volontariato mentre viene esaltato il r produttore di servizi, in q di dare risposte immediate


LE SFIDE DEL VOLONTARIATO NEL FUTURO

VERSO LA VI CONFERENZA NAZIONALE DEL VOLONTARIATO

Qui di seguito una sintesi del documento di preparazione alla Conferenza nazionale del Volontariato in programma a L’Aquila da 5 al 7 ottobre 2012

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n questo momento storico, ciò che è in crisi è soprattutto il modello di sviluppo, il prevalere degli interessi delle borse e della finanza su quelli dei popoli, le incertezze che derivano dalla progressiva erosione della coesione sociale. In questa crisi aspetti economici, sociali, culturali e ambientali si intrecciano strettamente, e gli uni non si comprendono senza gli altri. Ad aggravare le condizioni oggettive, si aggiunge la perdita di autorevolezza e, si potrebbe dire, il “valore” dei sistemi di rappresentanza dei bisogni delle persone e delle comunità, per come li abbiamo sperimentati dal dopoguerra ad oggi. C’è una crisi del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, una crisi dei processi decisionali, un’assenza di processi deliberativi condivisi. Spesso le decisioni vengono “pagate” da soggetti che non hanno rappresentanza.

PER DARE FIDUCIA RE VALORI n discussione le politiche di sviluppo in Ita-

trasferimenti dei fondi alle Regioni per le a anche il volontariato e i cittadini, con tutti i anni si erano consolidati nel dialogo co. Una situazione che preoccupa i vertici del perché, a detta di alcuni, si stanno minando roprio mentre si prepara la sesta Conferenmma a L’Aquila dal 5 al 7 ottobre 2012

erenella PASCALI

DELLA PUGLIA

onale del Volontariato

nza alla comunità idale che incontra a cultura delle reo produce partecie, favorisce il sene il sentire come l welfare locale il innovazione nella ata con le istituziosussidiario nel rapverse forme con le viene nella società della soggettività e del suo ruolo di elle istanze di giudini sono portatori spesso, però, queviene mortificato, ruolo di soggetto quanto tale capace e alle tante forme

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di disagio con le quali la società moderna si confronta ogni giorno. In questa particolare fase del nostro paese, nella quale si intrecciano la crisi economicafinanziaria e la crisi etica e di valori, al volontariato – come indica esplicitamente il documento preparatorio dell’Assemblea Nazionale del volontariato di ottobre 2012 – si richiede di candidarsi nei territori, oltre e a prescindere dalle dinamica delle parti, a esprimere un pezzo della futura classe dirigente del paese: il volontariato infatti, in questi anni non ha agito solo nell’ordinario e nello straordinario, ma è stato scuola di democrazia e di cittadinanza attiva, valori indispensabili per il futuro, Bene Comune per tutto il paese. In particolare questo processo potrà essere favorito dal consolidamento del sistema delle “Case della Sussidiarietà”, che portano ad esplicita attuazione il principio contenuto nell’art. 118 della Costituzione italiana.

Il volontariato per lo sviluppo del Paese Il volontariato è quindi chiamato a dare il proprio contributo nella ricerca di nuovi modelli di sviluppo che siano sostenibili, equi e solidali. Può e deve farlo, perché nella propria identità e nella propria esperienza ha una serie di elementi che indicano strade nuove e, in parte, già sperimentate, sia pure su scala limitata. La crisi, appare a tutti come una realtà che permeerà non solo il presente, ma anche il futuro. Una crisi locale e globale che seppur in forme diverse attraversa i nord ed i sud del mondo. Una crisi che precarizza, aumenta l’incertezza, impoverisce, frammenta e frantuma le persone e le relazioni. Una crisi non solo economica finanziaria, ma una crisi sociale, politica, culturale e spirituale. Una crisi che produce ed impone cambiamenti strutturali e culturali profondi. La vocazione alla solidarietà, fattore identitario del volontariato, ci spinge a riflettere sulla prospettiva stessa dello sviluppo, che non è riconducibile al solo incremento del Pil. La crescita economica deve coniugarsi al rispetto delle compatibilità ambientali, rapportarsi alla promozione della persona, della sua realizzazione, della qualità della vita di tutti, avviando percorsi di superamento degli ostacoli oggi connessi alle differenze di condizioni sociali, di genere, di etnia, di nazione. Uno sviluppo che si rapporti alle esigenze e speranze di giustizia e di pace. In questa crisi, forse oggi più di ieri, le persone sempre di più vengono valutate per il loro valore economico piuttosto che per l’apporto che danno e

possono dare al bene comune. Gli anziani troppo spesso vengono considerati un “peso” e non una risorsa da valorizzare. Le relazioni tra generazioni diverse sembrano essere lette solo in chiave utilitaristica piuttosto che come reciproco arricchimento. Ai giovani viene tolta la possibilità di guardare al futuro con serenità, di avere tempo e spazi reali di partecipazione, protagonismo e valorizzazione.

Abitare il cambiamento Forse mai come in questo momento sono pochi i leader a livello nazionale ed internazionale capaci di indicare e disegnare scenari, indicare il verso dove, tenere accesa quella lampada che rischiara un orizzonte buio ed incerto. Il volontariato deve tenere accesa questa lampada che rischiara un orizzonte buio ed incerto. È nel dna del volontariato non solo la capacità di “abitare” l’ordinarietà della vita di questo paese, ma anche la capacità di “esserci” nello straordinario, nelle situazioni difficili, di esserci nei luoghi incerti, dove l’umano è messo alla prova, dove i diritti sono negati, dove la precarietà rischia di soffocare ogni possibilità di “sogno” per il futuro. Abitare la crisi per dare fiducia ed indicare valori. È nel dna del volontariato non solo la capacità di lavorare per produrre cambiamento, ma anche di saper abitare i cambiamenti. Occorre valorizzare non solo la cultura del “fare” ma anche quella del “dire” per non ripiegarsi sulle dimensioni pratiche. Anche il mondo del volontariato soffre la crisi, ma vuole riflettere sulle radici di questa crisi e provare a parlare al Paese, per dare il proprio responsabile contributo per trovare tra le tante macerie, già oggi, quei germogli di speranza che permettono di guardare al futuro con occhi meno spaventati. Il volontariato riafferma con forza il suo compito di agente di cambiamento, la necessità di salvaguardare i caratteri di universalità, di inclusione attraverso la garanzia pubblica dei diritti di cittadinanza che la nostra Costituzione pone a fondamento del welfare. Questo obiettivo richiede da un lato un impegno straordinario di ri-orientamento culturale del senso e della motivazione della convivenza, che deve poggiare non sulla competizione tra individui ma sulla coesione sociale, e dall’altro sulla capacità di innovazione e sperimentazione di nuove modalità di intervento e di risposta ai bisogni negati o non riconosciuti, di cura anche individuale dei beni comuni e quindi di proposte di modelli di democrazia partecipata.

PER APPROFONDIRE Sul sito della rivista on line Non per profitto il saggio di Giuseppe Cotturri “Democrazia deliberativa e partecipativa, sussidiarietà orizzontale”

ll documento del Mo.V.I. Accompagnare il parto di un nuovo mondo.” Profezia e responsabilità del volontariato dentro la crisi”

WWW.NONPERPROFITTO.IT

WWW.MOVINAZIONALE.IT

Il documento preparatorio della Conferenza nazionale del volontariato di L’Aquila del 5/7 ottobre

Il Terzo settore pugliese, fronte unico nella costruzione delle politiche di sviluppo

WWW.LAVORO.GOV.IT

WWW.CSVSALENTO.IT

Il volontariato pugliese al tempo della crisi WWW.PIERODARGENTO.NET


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AMBIENTE

MODELLI VIRTUOSI PER UN FUTURO SOSTENIBILE

S

i discute molto della necessità di invertire la rotta per aderire a modelli di sostenibilità ambientale ma spesso i rodati sistemi di consumo e di spreco a cui siamo, purtroppo, abituati rappresentano un muro difficile da combattere. Per innescare pratiche virtuose di rispetto dell’ambiente che agiscano soprattutto sull’esistente è attiva sul territorio l’associazione EMS – Ente Modelli Sostenibili, frutto della lunga esperienza nella cittadinanza attiva di 3 giovani esperti in questioni ambientali. L’idea è di creare e certificare modelli da applicare in contesti già esistenti migliorandone il livello di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È soprattutto un laboratorio di buone pratiche in cui creatività e rispetto dell’ambiente si contaminano per creare modelli virtuosi da calibrare e adattare a contesti specifici, senza snaturarli. Una sfida, quella lanciata da EMS, che ha preso vita con la creazione del marchio regionale di sostenibilità ambientale “ecofesta Puglia”, grazie al quale gli eventi vengono strutturati in maniera tale da ridurre l’impatto sul territorio. I principi ispiratori sono riduzione, differenziazione e informazione: tre parole tradotte in un decalogo di buone pratiche che vanno dalla corretta gestione e chiusura del ciclo dei rifiuti all’utilizzo di forme di mobilità sostenibile. A rispondere con entusiasmo al marchio “ecofesta Puglia”, oltre 26 sagre

dell’estate salentina 2012. Grazie all’accordo con l’azienda Multiutility spa, inoltre, l’energia utilizzata durante gli eventi sarà verde al 100%, evitando l’emissione di 3,50 tonnellate di CO2. Una collaborazione virtuosa tra profit e non profit con l’obiettivo comune della tutela dell’ambiente.

EMS, inoltre, promuove il turismo responsabile con il progetto “Viaggiare con ecofesta Puglia. Liberi di scegliere consapevolmente”, una serie di proposte che valorizzano gli eventi che hanno scelto di ridurre l’impatto ambientale sul territorio e luoghi, itinerari e occasioni di divertimento scelti in base a criteri quali il rispetto del territorio, l’enogastronomia del posto, la tradizione e il folklore locale. Il progetto è realizzato in collaborazione con “Borghi autentici d’Italia”. L’ultima sfida – solo in ordine di tempo – accolta con entusiasmo da EMS è quella della mobilità alternativa con “FESTmob, il Programma dei Festival per la mobilità sostenibile”, una serie di incursioni artistiche, teatrali, musicali e culturali in 9 tra le maggiori manifestazioni estive della Puglia, dal Salento al Gargano. Il progetto promosso dall’assessorato alla Mobilità della Regione Puglia nell’ambito di “CreAttivaMente”, il programma per la mobilità sicura e sostenibile si è avvalso della regia di Ente Modelli Sostenibili coinvolgendo anche il Salento. Tra gli eventi scelti per promuovere la mobilità alternativa, il Mercatino del Gusto di Maglie il 3 agosto con “C’è più gusto ad arrivare in bici” e Gusto Dopa al Sole l’11 agosto al Parco Torcito di Cannole con “Vieni a ballare in bus con Caparezza”. Lara Esposito

RAPPORTO ECOMAFIE

SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA!

La Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

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del 20 luglio scorso la notizia dell’inammissibilità, ai fini costituzionali, dell’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 agosto 2011, con il quale lo scorso governo, guidato da Silvio Berlusconi, aveva tentato il colpaccio, tentando di reintrodurre la privatizzazione dei servizi pubblici locali e gettando la spugna, con un sol gesto, sul risultato referendario storico in Italia. Una vittoria per quanti, e sono 27 milioni di persone, avevano detto di no alla privatizzazione dell’acqua e avevano vista calpestata questa volontà il giorno dopo averla votata. “Il 20 luglio – hanno detto dal Comitato per l’acqua pubblica – la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese”. “Fortunatamente la Corte Costituzionale non si è ancora sottomessa ai grandi gruppi industriali che vorrebbero impossessarsi dei beni comuni in Italia ed ha riconosciuto illegittimo l’intervento di Berlusconi. - commenta il segretario generale del Partito Umanista, Tony Manigrasso - Bisogna mantenere alta l’attenzione poiché credo che i poteri forti non si arrenderanno facilmente”.

Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti. La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. “Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa – fanno sapere ancora dal Comitato – cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini. La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici. Si scrive acqua, si legge democrazia!”. Serenella Pascali

RICICLONE A CHI? IL SALENTO SI DIFFERENZIA, IN NEGATIVO

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Nessun comune salentino raggiunge la soglia minima di raccolta differenziata stabilita dalla legge

a dir poco impietoso, per quel che riguarda la Puglia e il Salento, il dossier nazionale redatto da Legambiente e patrocinato dal Ministero della salute e della tutela del territorio sui comuni “Ricicloni”. Ad aggiudicarsi per il terzo anno il primato della gestione dei rifiuti è Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno, con l’87,7% di raccolta differenziata. La classifica è stata redatta in base a una lista di indicatori: la percentuale di raccolta differenziata, la produzione pro capite totale di rifiuti ur-

bani, il numero di servizi di raccolta differenziata attivati, la produzione pro capite delle frazioni destinate a riciclo, la separazione dei rifiuti urbani pericolosi, ecc. Se in Italia solo un comune su 5 supera il 60% di raccolta differenziata e uno su 7 supera il 65, in Puglia l’unico comune ad essere menzionato è Monteparano in provincia di Taranto mentre Rutigliano(Ba), riceve la menzione speciale “emergenti nell’emergenza”. E il Salento? Semplicemente non c’è. Nessun comune della provincia

di Lecce raggiunge la quota minima stabilita dalla legge (del 60% fino al 2011 e del 65% a partire dal 2012) della raccolta differenziata. Un dato che suggerisce di compiere un lavoro di pressione da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste affinché le istituzioni locali intraprendano con serietà un processo di differenziazione dei rifiuti fondamentale per la salvaguardia della salute, del territorio e per l’abbattimento di tutti i costi derivanti dalla cattiva gestione. Luigi Apollonio

33.817 reati ambientali accertati nel 2011, 93 al giorno, 4 ogni ora

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l rapporto “Ecomafia 2012: le storie e i numeri della criminalità ambientale” pubblicato da Legambiente, fa un quadro dei reati ambientali commessi dalla mafia. Oltre alla cementificazione di aree agricole e al problema dei rifiuti, il rapporto mostra come la mafia abbia le mani in affari concernenti i beni culturali, la fauna e l’agroalimentare. In Italia sono stati commessi 33.817 reati ambientali nel 2011, pari a 93 reati al giorno, 4 ogni ora. Il 47,7% dei reati sono stati commessi in regioni ad alta percentuale mafiosa: in Campania 5327 reati, in Calabria 3.892, in Sicilia 3.552. Al quarto posto la Puglia con 3.345 infrazioni accertate, 2.586 persone denunciate, 10 arrestate e 1.221 sequestri effettuati. Il fatturato illegale proveniente dalle Ecomafie è 16,6 miliardi di euro, più del 1% del Pil nazionale. Nel ramo “cemento” dall’ultimo condono del 2003 a oggi sono state costruite in Italia 258 mila case abusive, per un valore di 18,3 milioni di euro. Un primato negativo anche per il Salento che é al sesto posto nella classifica nazionale con 211 infrazioni accertate, 266 persone denunciate e 163 sequestri effettuati.


AMBIENTE

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di Lara ESPOSITO

S.S. 275, PRIMA UDIENZA IN PROCURA

Sull’affidamento dell’appalto del mega progetto spunta il nome di Lea Cosentino, all’epoca dei fatti presidente del Sisri

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i è tenuta il 19 giugno davanti al gip Antonia Martalò l’udienza in merito all’esposto alla Procura della Repubblica presentato dagli espropriati in merito ai presunti illeciti maturati nella gestione dell’appalto per il riammodernamento della strada statale 275. Nonostante lo stesso procuratore Cataldo Motta chiese nel dicembre scorso la chiusura degli atti con la motivazione che «nella vicenda denunciata non si ravvisano estremi di alcun reato» e il contestato abuso d’ufficio «risulta indimostrabile», in quanto «è difficile ipotizzare, oltre che impossibile accertare, un dolo specifico e intenzionale diffuso in tutti i componenti di organismi collegiali e in esponenti di organismi ed enti diversi», le irregolarità per i numerosi cittadini che da tempo si battono per far luce sulla questione, sono ancora molte. Tra i presunti illeciti, «l’affidamento di incarichi di progettazione conferiti da Anas alla Prosal, tramite il Consorzio Sisri di Lecce, in assenza di procedure di evidenza pubblica» in quanto nel 2002 Anas diede incarico al Sisri (all’epoca pre-

sieduto da Lea Cosentino), «privo di ufficio abilitato alla progettazione di opere stradali», di redigere un progetto che fu poi subappaltato alla Prosal, «società con capitale sociale di appena 10mila euro e priva al suo interno di talune competenze in materia geologica, geognostica, ambientale e paesaggistica». Ma non basta. Secondo l’esposto, risulta ancora più strano che «la progettazione preliminare di un’opera che attraverserà 15 comuni del Sud Salento, stravolgendone la fisionomia paesaggistica e ambientale, sia stata effettuata – e retribuita con compenso di 5milioni di euro – senza aver prima eseguito uno studio di impatto ambientale, che è stato depositato solo in seguito». Non a caso l’avvocato Luigi Paccione che segue il ricorso per conto degli espropriati ha concluso la discussione con una domanda: «I cittadini della provincia di Lecce possono essere sicuri di vivere in uno stato di diritto?». Intanto al Tar di Lecce è stato discusso il ricorso presentato dagli espropriati, a fianco dei quali si è costituito parte civile il Comune di Tricase.

S.S. 275. UNA CESTA PER LE LACRIME

La Consulta Ambiente del CSVS ha realizzato un cine-racconto con il regista salentino Paolo Pisanelli

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olti, ulivi e paesaggi si accumulano come visioni riciclate dai luoghi minacciati dall’ampliamento della strada statale 275, un incubo a quattro corsie che potrebbe devastare il Salento per favorire un’ennesima speculazione. Ad accompagnare il cumulo di immagini e rumori, due racconti paralleli sulle vie che saranno tranciate dalla nuova colata di cemento, coprendo terra rossa, campi e ulivi. Un racconto poetico, quello del paesologo Franco Arminio in cammino tra le meraviglie di Macurano, passando dalla Cripta di Santa Apollonia fino ad arrivare all’ara della terra, una grande pietra su cui una volta si batteva il grano nella zona di San Dana. Paesaggi lambiti, e in alcuni casi tagliati, dall’ampliamento della nuova Maglie-Leuca, illuminati dalle parole e dai silenzi dello scrittore dell’Irpina in viaggio con il Comitato SOS 275. Un racconto poetico che si intreccia con il reportage d’inchiesta del giornalista Luigi Russo, dell’associazione “SOS Costa Salento”. Un

viaggio ironico e onirico nelle desolate zone industriali del Capo di Leuca. È questo “S.S. 275. Una cesta per le lacrime”, cineracconto realizzato dalla Consulta Ambiente del CSV Salento con il regista salentino Paolo Pisanelli . Sulle immagini, Giuseppe Cristaldi, scrittore salentino e autore di Nefrhotel, imbastisce un “cesto per le lacrime” del pastore Biagino, messo in ginocchio dalla mattanza degli ulivi, gli stessi che ha visto crescere come figli e che come figli ha trattato, al pari delle pecore. Il musicista Donato Pisanello costruisce in un live la colonna sonora. Sulla soglia, un territorio in trasformazione stordito e affascinato dal mito dello sviluppo a tutti i costi, anche a rischio di sacrificare pezzi di sé come ulivi, paesaggio, muretti a secco e pajare. Il cine-racconto è stato presentato per la prima volta il 27 luglio 2012 alla nona edizione della “Festa del Cinema del Reale”, quattro giorni dedicati al cinema più spericolato, curioso e inventivo a Specchia (Le).

BERTOLUCCI: LA SS 275? UN’IDIOZIA

Il regista Giuseppe Bertolucci, da poco scomparso, è stato intervistato nell’agosto 2011 dai volontari dell’associazione SOS Costa Salento in merito al progetto di riammodernamento dell’ultimo tratto della Maglie-Leuca. Negli ultimi anni, infatti, Bertolucci ha vissuto le sue vacanze Diso, nel profondo Sud Salento. L’intervista è contenuta nella pubblicazione “Il caso S.S. 275. La verità dei volontari” realizzata all’interno dei Laboratori partecipati del Centro Servizi Volontariato Salento. Ecco un estratto dell’intervista

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l problema sono le premesse in cui si inquadra una scelta specifica come quella di una strada o di una grande o piccola opera. Queste premesse investono il tipo di sviluppo che si vuol dare a un territorio. Chiaramente mi sembra che le scelte più “distruttive” non tengano conto, invece, – o forse ne tengono conto con un certo segno – del contesto in cui queste scelte vanno a cadere. Credo che un tipo di sviluppo che tende a valorizzare i valori paesaggistici del territorio invece che penalizzarli sia la cosa fondamentale. La grande strada, le 4 corsie, da una parte è in qualche modo un aspetto di status symbol perché l’abitante di quel territorio attraversato pensa che sia di maggiore prestigio avere quel tipo di strada, dall’altra parte probabilmente pensa – in particolare alcuni ceti che

poi diventano opinion leader che sono i commercianti, ecc – che in questo modo arrivino sul piano quantitativo masse molto più forti di flussi turistici.

Il problema è che la situazione politica e anche antropologica fa veramente poco per coinvolgere in maniera obiettiva la popolazione. Certo, a questo si aggiunge la crisi economica. È una stagione molto difficile però, ad esempio, sarebbe interessante far entrare la dimensione della bellezza o della bruttezza nella questione. Ovviamente è difficile perché non è quantificabile ma la qualità della vita, il famoso paniere, dovrebbe tenerne conto. Io credo, anzi, che dovrà tener conto di questa dimensione. La strada fa un doppio danno sia

dal punto di vista della bellezza e dell’economia del turismo, ma anche per quanto riguarda l’agricoltura che, oggi, è uno dei settori in crescita nel Sud Salento. Secondo un confronto con i dati della Camera di Commercio dal 2000 e il 2010 con un periodo intermedio nel 2005, l’agricoltura e il turismo sono i settori in ripresa. Con questa strada, però, molti contadini si troveranno senza terreno o con il terreno spaccato in due. Le alternative, in realtà ci sono, come la Cosimina o al massimo anche la costruzione di una nuova strada, ma non a 300milioni di euro con sottopassi, cavalcavia, viadotti, complanari, per poi passare da zone industriali completamente deserte. È un’idiozia, ma chi la fa ci guadagna un sacco di soldi.

Un’ultima cosa, anche per dare una testimonianza di cos’è il Salento in funzione della strada e del territorio: perché avete preso casa proprio da queste parti? Perché evidentemente ci hanno attratto una serie di tratti distintivi di questo luogo. Prima di tutto il paesaggio, la bellezza del luogo e il mare. A volte, poi, sono scelte anche molto personali che non sono universalizzabili. C’è senz’altro anche un dato antropologico, almeno nella nostra percezione, che il tipo di Sud che viviamo qua è un Sud gentile, diverso invece da situazioni esasperate di altre parti dell’Italia meridionale. È un posto culturalmente ricco. È come se ci fossero, quindi, delle condizioni particolari che andrebbero preservate se possibile.


DISABILITÀ

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DISABILITÀ, A SANTA CATERINA IL NUOVO RECORD DI IMMERSIONE Paolo De Vizzi, detentore del record di immersione in profondità, ha effettuato un’immersione per 20 ore di seguito. L’iniziativa ha anche un risvolto sociale: il recordman ha portato nelle profondità la Sirena, il simbolo ambientalista contro la cementificazione del Salento

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Il record di profondità era detenuto dallo stesso Paolo De Vizzi, trentasettenne di Manduria, disabile motorio, senza più l’uso delle gambe a causa di una lesione midollare intervenuta a seguito di un incidente stradale. Nel giugno 2011 Paolo era infatti sceso a 62,3 metri di profondità nelle acque di Santa Caterina, sul litorale ionico della provincia di Lecce. Un record che aveva strappato a Martino Florio, siciliano, sfidando i suoi 59 metri. Ora l’inarrestabile Paolo ha conseguito il primato in quest’altra impresa, una prova che ha avuto anche

l’importanza della sperimentazione: alcuni medici specializzati dell’ospedale di Niguarda hanno studiato per la medicina iperbarica le reazioni del corpo di Paolo De Vizzi durante la lunghissima permanenza in acqua (dal primo pomeriggio del sabato sino all’ora di pranzo della domenica). Insomma, una sfida che ha davvero tanti significati: da quello personale del superamento delle barriere fisiche, alla sperimentazione, all’impegno sociale e solidale nei confronti di ambiente e territorio. Serenella Pascali

“AVERE COME COLLEGHI DEI RAGAZZI DOWN MIGLIORA CARATTERIALMENTE E INTERIORMENTE”

UN PATTO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

na volta tanto a far parlare di disabilità e ambiente sotto la calura estiva non è l’accessibilità delle spiagge ma un’impresa davvero eccezionale che si è compiuta alla fine di giugno sulle coste del litorale salentino. Paolo De Vizzi è una persona disabile che da sabato 30 giugno a domenica 1 luglio si è immersa nelle acque di Santa Caterina, sul mar Ionio, per stabilire il record mondiale di immersione in 20 ore sott’acqua. La sua sensibilità lo ha portato a pensare ad un’iniziativa non solo di sfida ma anche d’impegno sociale. Infatti Paolo

ha portato con sé, nel mare, sott’acqua, i più importanti simboli delle battaglie civili, sociali e ambientali del Salento. Un messaggio importante che vuole non solo rivendicare le pari opportunità di una persona disabile, ma farsi carico anche dei problemi e dei disagi degli altri e del territorio. Paolo, infatti, ha immerso nelle acque l’icona della Sirena Salentina, simbolo della terra e del mare e, di recente, mutuato dagli ambientalisti nella lotta contro la cementificazione del Salento e contro il selvaggio ampliamento della strada statale 275.

Intervista a Salvatore Andreano, coordinatore del TDM, Comprensorio Adriatico

Avere come colleghi dei ragazzi down migliora caratterialmente e interiormente”. È quanto si legge nella relazione finale di un progetto di borsa lavoro di un anno, della vecchia Asl Le 2, che riguardava dei ragazzi con sindrome di Down. Ne abbiamo parlato con chi ci lavora fianco a fianco: Salvatore Andreano, coordinatore della rete del Tribunale dei Diritti del Malato di “CittadinanzAttiva”, Comprensorio Adriatico che include i presidi ospedalieri di Maglie, Poggiardo e Scorrano. Quante persone Down lavorano al TDM Adriatico? E come sono dislocati? Nella scia dei principi di “CittadinanzAttiva” tesi ad aiutare i più deboli della società è stato stilato un protocollo d’intesa con la direzione generale della ASL di Lecce, per un progetto “Chi ha meno può dare di più” per inserire nel tessuto sociale i ragazzi “diversamente attivi”. Sono stati

collocati nei vari uffici dell’amministrazione del Distretto Socio Sanitario di Maglie due donne ed un uomo che svolgono mansioni di aiuto, garbato e silenzioso, sotto la tutela di Tutor, persone dell’amministrazione che si sono offerte a sostenerli. Una di queste unità, Antonella, è stata assegnata al T.D.M. di Maglie, l’unica collocata nei T.D.M. della provincia. Come è nata questa idea? L’idea è nata, alcuni anni fa, dalla presidente regionale di “CittadinanzAttiva” Anna Maria De Filippi per dimostrare che tutti possiamo essere utili alla società. Come giudica l’esperienza? È una esperienza che tutte le persone dovrebbero fare. Si cambia completamente la valutazione che comunemente si ha sui portatori della sindrome di “Down”. Sono intelligenti, sensibili, miti, anche talvolta arrabbiati, ma ti danno una visione comprensibile del perché della vita.

Crede che avrà un futuro? Il futuro dipende sempre dalla volontà degli uomini. Noi continueremo a proporre progetti fino a quando ci saranno dirigenti sensibili a queste problematiche. Qual è il valore aggiunto? Queste persone sono attente agli umori di chi li è accanto. Ti spronano, ti confortano, ti richiamano, si confidano: è questo il valore aggiunto che hanno in loro e che altri volontari pur possedendolo non lo esprimono, forse distratti dalle “cose del mondo”. I ragazzi sono retribuiti? O percepiscono un rimborso spese? All’inizio di ogni anno sociale, il T.D.M. provinciale organizza una manifestazione per premiare, con un assegno di valore emblematico, intestato ad ogni ragazzo, l’impegno profuso. Questo gesto è molto apprezzato, li fa sentire utili e protagonisti. Sara Beaujeste D’Arpe

UNAR vs SITO UMORE MALIGNO

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Il sito è stato denunciato all’Autorità Competente, questa la risposta di UNAR

ww.umoremailigno.it è un sito di satira o almeno così si definisce. Tutti sanno che la satira è spesso politicamente scorretta, provocatoria, ma sempre con l’intento di svelare ai suoi fruitori la verità che si nasconde sotto il velo dell’ipocrisia. Certo satira non può essere una serie di insulti contro le persone disabili apparsi sul sito. Sono deliri di pseudo blogger che, oscurati nell’anonimato, cercano la luce dei riflettori. E così è stato: il caso è diventato nazionale. L’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei

Ministri presso il dipartimento di Pari Opportunità così commenta: “l’UNAR ha già aperto una propria istruttoria provvedendo a segnalare alla Polizia Postale il grave fatto, al fine di evitare il diffondersi di atti discriminatori che ledono la dignità ed i diritti umani”. Il sito torna nell’anonimato e nascono proposte per evitare il ripetersi di tali situazioni: campagne informative, applicazione di Direttive europee che tutelano le vittime di discriminazione e si auspica l’intervento fattivo del Ministero delle Pari Opportunità. S.B.D.A.

Le idee del Network per migliorare la vita delle persone non autosufficienti

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l Network Non Autosufficenza prevede di attivare con Stato, Regioni e Comuni un “Patto per la non autosufficienza” da sottoscrivere entro autunno, avviando una riforma del sistema di assistenza agli anziani e agli adulti con disabilità. “Il Patto si può siglare in pochi mesi - assicura il Network esiste, infatti, ampio consenso tra gli esperti sulle azioni da intraprendere per riformare l’assistenza alle persone non autosufficienti”. Il cuore dell’iniziativa dovrebbe essere una Road Map che disegni il percorso di potenziamento del settore nel periodo 2012-2017. Tre gli obiettivi chiave secondo il report del Network: “assicurare interventi di qualità, sia a casa degli utenti che nelle strutture residenziali; fornire alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie le informazioni, l’orientamento e i consigli che richiedono; prestare particolare attenzione alle situazioni più gravi”. Il tutto deve essere integrato con servizi già presenti nelle varie Regioni, progettando percorsi adeguati ad ogni Regione. Il suggerimento è seguire una prospettiva graduale: iniziare rintroducendo il Fondo per le Non Autosufficienze, eliminato nel 2011. “Per cominciare, nel primo anno, bastano solo 400 milioni. Al rafforzamento del sistema saranno successivamente necessarie risorse ulteriori, la cui tempistica di reperimento potrà essere definita in base all’evoluzione del quadro economico”. Altre idee: una riforma dell’indennità di accompagnamento simile alle altre nazioni europee e un ridisegnamento dell’ISEE in modo da rendere più equo l’accesso ai servizi.


IMMIGRAZIONE

SFRUTTAMENTO SUL LAVORO: UNA LEGGE GIUSTA DI TUTELA DEI SOMMERSI

UN ANNO DOPO BONCURI, SENZA BONCURI

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Nessun supporto per i braccianti di Nardò, lasciati in pasto ai caporali

ontani dal traffico estivo, nascosti tra le campagne, mimetizzati tra gli ulivi e le distese dove nessuno può vederli, sono i lavoratori della terra che in queste settimane raccolgono le angurie ed i pomodori a Nardò. Sono di nuovo qui dopo che un anno fa riuscirono ad abbattere il muro dell’indifferenza denunciando le condizioni di schiavitù nelle quali venivano ridotti dai propri caporali. Si ritorna a parlare di loro, ma stavolta non ci sono proteste né cortei e non ci sono le strutture di accoglienza. Cos’è successo? È successo che quest’anno Masseria Boncuri non è stata adibita a centro di accoglienza e supporto, né quella né nessun altro luogo. Quest’anno le centinaia di braccianti extracomunitari dormono sotto gli ulivi, dormono in dei ruderi indegni, pagando il pizzo ai propri caporali. Sono stati lasciati soli dal comune di Nardò che ha deciso di non concedere la Masseria, sono stati abbandonati dalla Prefettura e dalla Provincia di Lecce che non hanno attivato nessuna iniziativa per cercare di risolvere il problema. Lì a Boncuri un anno fa si è assistito ad uno dei più importanti momenti di rivolta dei braccianti extracomunitari mentre quest’anno tutto è tornato alla normalità: sfruttamento del lavoro e riduzione in schiavitù, come al soli-

to. Come mai? Perché non c’è più la volontà di aiutare questi lavoratori? È esattamente quello che si chiede Antonella Cazzato della segreteria provinciale della Cgil: «Non aver concesso l’utilizzo della Masseria Boncuri o di altre strutture idonee ad accogliere le centinaia di braccianti è un modo come l’altro per dire che i lavoratori devono essere separati, devono essere sottratti ad una capacità di aggregazione che permetta loro di essere organizzati – sostiene Cazzato – Quello che ci chiediamo è a chi giova tutto ciò? Sicuramente non ai lavoratori, forse ai caporali ed alle aziende. E le decisioni del Comune di Nardò, della Provincia e della Prefettura questo ci dicono». Ciò che ha rappresentato lo scorso anno la Masseria Boncuri è stato proprio questo, un luogo nel quale tutti i braccianti hanno costruito collettivamente una lotta, attraverso la relazione e la vicinanza anche fisica. In questo 2012 le scelte delle istituzioni locali e prefettizie hanno invece negato tutto ciò, hanno spezzato la forza dei legami, hanno dato il colpo di grazia a persone ridotte al silenzio che oggi sono ancora più sole. Un po’ come dire “Ci scusiamo per il disagio procurato lo scorso anno ai caporali, faremo in modo che non si ripeta più”. Luigi Apollonio

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Permesso di soggiorno agli irregolari che denunciano i propri datori di lavoro

l Consiglio dei Ministri italiano ha varato lo schema legislativo che recepisce la direttiva europea 53/2009 che introduce sanzioni penali ed amministrative per quei datori di lavoro che impiegano cittadini extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno. La legge comunitaria di delega al Governo Italiano risale al 2010 ma ogni tentativo di introdurre tale provvedimento non è stato sostanzialmente mai affrontato finora. Nel decreto legislativo emanato in via preliminare dal governo il 16 aprile vengono introdotte nuove modalità di sanzioni che prevedono che il datore di lavoro che sia stato condannato per i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o alla sfruttamento della prostituzione, o di minori da impiegare in attività illecita, di sfruttamento del lavoro o di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto, non potrà poi ottenere il nulla osta a successive attività imprenditoriali. Per favorire l’emersione degli illeciti il decreto prevede, per le sole ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo, che lo straniero che presenta denuncia o coopera nel procedimento penale possa ottenere, a talune condizioni, il rilascio di un permesso di

soggiorno di durata temporanea (correlata alla durata del procedimento penale). Viene, inoltre, previsto un sistema di sanzioni pecuniarie che vanno a colpire anche le persone giuridiche le quali si siano avvantaggiate ricorrendo all’impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno è irregolare. Si prevede infine una programmazione annuale dell’attività di vigilanza sui luoghi di lavoro e la comunicazione annuale da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Commissione europea, del numero totale di ispezioni effettuate l’anno precedente e dei risultati delle stesse. Seppur in ritardo, quindi, anche l’Italia recepisce le direttive europee di contrasto allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina e del lavoro. Un ottimo segnale anche per le associazioni di volontariato che potranno dare più forza a tutti quei lavoratori sommersi che finora erano costretti al silenzio. Sicuramente non è con un provvedimento del genere che si risolve il problema della schiavitù sul lavoro o lo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, ma sono piccoli passi che devono continuare a tracciare il percorso di tutela e protezione di donne e uomini trattati come merci e sfruttati, e qui nel Salento purtroppo ne sappiamo qualcosa. L.A.

ALLE GIRAVOLTE DI LECCE ROM, UN NETWORK RIENTRA L’EMERGENZA SFRATTI PROVINCIALE PER L’INCLUSIONE Dieci cittadini saranno accolti grazie alla Caritas Diocesana in alloggi della comunità Emmaus, altri otto in appartamenti individuati dall’associazione Integra a Cavallino

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rientrata a metà luglio, l’emergenza abitativa di diciotto cittadini stranieri rimasti senza un tetto nella zona delle Giravolte di Lecce. Grazie alla Caritas Diocesana sarà possibile trasferire dieci cittadini stranieri in alloggi (prevista anche la colazione oltre al pernottamento) messi a disposizione dalla comunità Emmaus. Altri otto cittadini troveranno ospitalità in due appartamenti, ubicati nel territorio di Cavallino, individuati dall’associazione “Integra”. La decisione è stata presa dopo un incontro tra l’Amministrazione comunale e i rappresentanti delle comunità di stranieri presenti sul territorio, i rappresentanti dello Sportello socio-sanitario per l’immigrazione e i mediatori della Provincia di Lecce, convocati per affrontare le problematiche inerenti alle famiglie residenti in vico delle Giravolte. Risolto il problema emergenziale, sarà avviata una programmazione per attivare le risorse e le strategie più adatte per risolvere le questioni più spinose legate all’immigrazione, tra cui il problema abitativo. Primo step sarà l’installazione di pannelli informativi in varie lingue sulle attività sociali nel territorio leccese da affiancare alle informazioni sui beni artistici e culturali e sulle strutture ricettive presenti in città. I pannelli saranno collocati nei punti di accesso alla città e nei vari punti strategici.

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A Lecce costituito presso la Prefettura un tavolo interistituzionale. Enti locali, Asl, terzo settore insieme per una maggiore tutela dei diritti

n network provinciale - per contribuire all’inclusione della minoranza rom – che si costituisce ora con il passaggio attraverso diverse fasi, dalla formazione al networking territoriale, dall’aula al territorio, dalle competenze all’esperienza e alle azioni locali. È il risultato raggiunto grazie al Pon Sicurezza e al progetto “Com. In.Rom”del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno, che nell’edizione svolta e curata dalla Prefettura di Lecce, coadiuvata dall’ente gestore Nova Onlus Consorzio nazionale, è giunto ora alla seconda fase. Dopo 12 giornate formative per 96 ore,

funzionari e dirigenti pubblici e del privato sociale hanno costituito quindi un tavolo di lavoro interistituzionale per realizzare politiche locali di inclusione dei rom, a partire dagli stimoli, dalle competenze e dalle esperienze apprese durante la formazione. Comuni, Provincia, Asl, Ufficio Scolastico, Ufficio d’ambito, Giustizia Minorile, Università e numerose organizzazioni della cittadinanza attiva sul tema, inclusa la rappresentanza della stessa comunità rom locale, sono quindi insieme per lavorare ad una maggiore attuazione dei diritti alla casa, all’istruzione, alla salute, al lavoro.


SALUTE

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di Alice MI

AAIA E LOCANDIERI TOLLERANTI AL SERVIZIO DEI MALATI INFIAMMATORI CRONICI

La Vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone in un momento dell’inaugurazione

AAIA Onlus”, Associazione Ammalati Immunopatici e Ambientali, è la neonata associazione dedicata alle Malattie Infiammatorie Croniche Immuno-Mediate (IMID), finalizzata all’assistenza e al supporto dei malati infiammatori cronici, affetti soprattutto da problemi di salute legati ad allergie e intolleranze alimentari che si rivolgono alla IMID Unit (Unità Operativa del Presidio di Campi Salentina diretta dal dr. Mauro Minelli). L’Associazione si pone molteplici obiettivi tra cui la promozione di eventi formativi e informativi, indagini conoscitive e il monitoraggio del territorio nazionale al fine di ottenere una stima della diffusione delle IMID (Immuno Mediated Inflammatory Disorders). La presidente Rita Bufalini, insieme al comitato esecutivo e ai medici, biologi, pazienti ed associati, anima e cuore dell’AAIA, in maniera volontaria impegnano tempo

ed energie affinché l’associazione possa portare avanti le proprie attività e fornire il servizio serio e responsabile al quale i pazienti hanno diritto. La cerimonia inaugurale ha avuto luogo il 7 luglio scorso a Campi Salentina e, per l’occasione, erano presenti sindaci e amministratori dei comuni del nord Salento, di Brindisi, la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, il Tribunale dei Diritti del Malato, l’Adoconsum, ente di tutela di consumatori e utenti. Nella stessa serata è stato inaugurato il consorzio “Locandieri tolleranti”, gruppo di albergatori e gestori Bed and Breakfast attenti ai profili di accoglienza e di servizio dedicati ai soggetti allergici e poli-intolleranti, che fa capo ai comuni del nord Salento (Campi Salentina, Trepuzzi, Squinzano, Novoli, Salice Salentino, Guagnano, San Donaci e Cellino San Marco). Questa iniziativa parte dal riscontro di un importante flusso di viaggiatori destinati alla IMID Unit (nel 2011 la percentuale di pazienti provenienti da altre Province e regioni d’Italia è stata pari a circa il 60% dell’utenza accolta) e dalla valutazione del potenziale sviluppo che nuove offerte comprensive di “pacchetti” inclusivi di percorsi nutrizionali dedicati, potrebbe apportare all’economia del nostro territorio. Infine è stato presentato GIMICRON, gruppo scientifico dedicato allo studio delle malattie infiammatorie croniche, rappresentato nell’occasione da molti componenti del direttivo nazionale, che si occuperà, tra le varie attività, di promuovere la convocazione di appositi tavoli tecnici finalizzati alla definizione di nuove linee guida di livello territoriale e nazionale per la gestione e il controllo dell’incidenza delle malattie infiammatorie croniche. Realtà come AAIA, Locandieri Tolleranti e GIMICRON rappresentano degli importanti passi verso la creazione di un network di competenze e servizi per la salute volti alla creazione di innovazioni ed eccellenze, positivi per i pazienti come per il territorio.

UNA CAMPAGNA INFORMATIVA PER RISPONDERE IN CASO DI SOCCORSO

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uò capitare a tutti di trovarsi in una situazione di emergenza e aver bisogno di soccorso: un malore improvviso coglie un nostro parente, assistiamo ad un incidente automobilistico oppure, data la stagione, ci accorgiamo che un bagnante sta annegando. In questi casi è facile essere sopraffatti dal panico, mentre è indispensabile agire in fretta. Come ci comportiamo? Si tratta di un’emergenza o di un’urgenza? Meglio chiamare subito il 118, correre al pronto soccorso, oppure è più corretto rivolgersi al servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica)? E in caso di soccorsi, come comportarsi nell’attesa dell’intervento? Questi e altri quesiti trovano un’efficace risposta grazie alla campagna informativa nazionale “Il corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza”, promossa, an-

che in Puglia, dal ministero della Salute in collaborazione con l’Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e con le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano. La campagna si rivolge a tutta la popolazione e particolarmente ai giovani ed ai cittadini stranieri; è infatti scaricabile in otto diverse lingue dal sito www.sanita. puglia.it e emergenzaurgenza.agenas.it, dove è possibile visualizzare anche lo spot “Essere pronto aiuta il soccorso” che spiega come distinguere la “gravità” del malore e individuare la corrispondenza con i codici di emergenza rosso, giallo, verde, bianco. Le informazioni scaricabili riguardano i seguenti argomenti: che cosa è il numero 1-1-8; chiamare il numero 1-1-8; in attesa dei soccorsi; il pronto soccorso;

l’accesso al pronto soccorso; il servizio di continuità assistenziale. La campagna nasce dall’esigenza di fornire una conoscenza adeguata sull’utilizzo dei servizi di emergenza-urgenza, comuni a livello nazionale, ai quali i cittadini possono rivolgersi, e tutte le informazioni necessarie su come comportarsi in caso di bisogno. Una corretta informazione sulle possibilità di assistenza permette ai cittadini di scegliere i servizi più adeguati ai propri bisogni, contribuendo così a migliorare l’efficacia dei servizi stessi. Obiettivo della campagna è aumentare nei cittadini la consapevolezza riguardo ai propri bisogni di salute in vista di una partecipazione più responsabile della popolazione alla gestione del sistema sanitario.

LE GUIDE AISM PER IL NON PROFIT, DAI SOCIAL MEDIA AGLI STORYTELLING

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acebook, Twitter, Myspace, Flickr, Youtube, Linkedln, Foursquare, sono solo alcuni dei social network e dei siti diventati i luoghi di interazione prediletti della nostra epoca. Anche le organizzazioni non profit devono adeguarsi alla nuova comunicazione che diventa sempre più “on-line” e sempre meno “face-to-face”. Partecipare e condividere sono le parole d’ordine del nuovo mondo digitale, che ben si adattano allo spirito del non profit. Sembra averlo compreso l’Aism, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che ha creato la guida “Non profit ai tempi del web 2.0”, strumento introduttivo per le associazioni che vogliono muoversi nel mondo dell’attivismo on-line ma anche per chi desidera approfondire le proprie conoscenze ed è alla ricerca di nuove idee e buone pratiche da pren-

dere ad esempio. Si rivolge dunque a quelle associazioni che scelgono di essere presenti nel mondo dei social media e necessitano di capire dinamiche e linguaggi del proprio pubblico di riferimento per una comunicazione più aperta allo scambio, alla condivisione e alla partecipazione. Le guide, scaricabili dal sito Aism.it, sono due, “Relazioni. Guida ai social media” e “Narrazioni. Guida allo storytelling” disponibili in tre formati (pdf adattato, epub e mobipocket), per essere facilmente consultabili con qualsiasi strumento: dai tablet agli smartphone, dagli ereader tradizionali al semplice monitor di un pc. La prima si sofferma sui social network, analizzando le caratteristiche dei più diffusi e i possibili usi da parte delle organizzazioni non profit, come

l’organizzazione di campagne di fund raising o di sensibilizzazione. In particolare Facebook è analizzato in modo approfondito in quanto strumento adatto al mondo non profit per comunicare, coinvolgere e mobilitare un maggior numero di persone. Ma anche Flickr, utilizzato da molte associazioni per condividere immagini e partecipare alle discussioni che nascono a partire dagli scatti stessi. Foursquare, social network con funzioni di geolocalizzazione che permette agli utenti registrati di condividere la propria posizione con gli amici on-line, porta nuove opportunità per la realizzazione di «campagne solidali locali». Linkedln, servizio di social networking orientato al mondo del lavoro, dimostra un crescente interesse per il settore non profit, con la sezione “Volontariato e cause”, grazie alla

quale diventerà più facile per gli attivisti diffondere l’operato delle associazioni. La seconda guida è uno strumento introduttivo per chi voglia far conoscere iniziative ed esperienze associative utilizzando la narrazione digitale. È indirizzato a tutte le persone - attivisti, volontari, operatori del terzo settore, etc. - che desiderano muoversi nel mondo del digital storytelling e approfondire buone pratiche da prendere ad esempio. Le guide sono arricchite da materiale multimediale e collegamenti in rete, descrizioni di esperienze nazionali e internazionali e schede di approfondimento. Un’attenzione particolare è stata data all’accessibilità: le guide sono prive di DRM (Digital Right Management, blocchi anti-pirateria) che possano impedire la riproducibilità o la lettura da parte di sintetizzatori vocali.


DIRITTI

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LE REGIONI AL GOVERNO: SUBITO UN TAVOLO PER LE POLITICHE SOCIALI

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Alla Conferenza Stato Regioni di fine luglio, la Commissione nazionale per le politiche sociali delle Regioni, ha chiesto al Governo un confronto e un dialogo immediati per stabilire le priorità di intervento

on è più il tempo di attendere, la questione della crisi finanziaria del nostro Paese e del pesante depauperamento delle risorse in materia di politiche sociali, richiede un intervento strutturale immediato, serio e responsabile da parte del governo. È di questa opinione la Commissione nazionale per le politiche sociali della Conferenza delle regioni che alla fine di luglio, in sede di Conferenza Stato Regioni, ha chiesto al Governo un confronto e un dialogo immediati per stabilire le priorità di intervento. Dal 2009 è in atto una costante sforbiciata ai fondi che strutturalmente sono assegnati alle regioni per le politiche sociali: dal Fondo nazionale politiche sociali che in tre anni è stato abbattuto di oltre il

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98% (sceso dal 2009 ad oggi da circa 550 milioni a 10 milioni), al Servizio Civile ridotto di oltre il 70%. “Tutto ciò – sostengono le Regioni – è dovuto sia a minori disponibilità, che ai ripetuti tagli lineari (operati anche verso Regioni e Comuni), dalle diverse manovre finanziarie, poste in essere per la grave situazione economica in cui versa il Paese”. Ma il problema per le Regioni non sta solo nei tagli operati negli anni ma anche nelle scelte: “dal 2010 si assiste a micro finanziamenti scelti dal Governo, a favore di politiche familiari (25 + 45 milioni tra 2011 e 2012) o Pari Opportunità (15 milioni proposta 2012), interventi mirati solo su malati di Sla, senza che gli stessi siano inquadrati in organici interventi sulle politiche sociali a favore della famiglia

CARCERE, STRASBURGO CONDANNA ANCORA L’ITALIA

a Corte di Strasburgo bacchetta ancora l’Italia sul tema delle carceri. Con la sentenza depositata il 17 luglio il Bel Paese è stato condannato in merito alla detenzione per un periodo prolungato di persone in età avanzata e per di più malate. In questi casi, infatti, viene violato l’articolo 3 della Convenzione che vieta i trattamenti disumani e degradanti. Secondo la Corte lo Stato anche se non ha intenzione di umiliare un detenuto malato, agisce in conflitto con la Convenzione se costringe il detenuto affetto da una grave patologia a vivere in una struttura carceraria incompatibile con il suo stato di salute. Una sentenza che arriva nei giorni dello sciopero della fame dei detenuti pugliesi che dal 18 al 21 luglio hanno protestato pacificamente per riportare nell’agenda politica l’attenzione sull’amnistia e sui

diritti delle persone detenute. Secondo il Rapporto Antigone in Puglia il sovraffollamento è al 188%, il tasso più alto d’Italia e le condizioni di vita sono spesso disumane. Intanto, proprio in concomitanza con la protesta dei detenuti, parte anche l’iniziativa del sindacato autonomo di polizia penitenziaria che in tutti gli istituti pugliesi ha indetto delle assemblee per valutare la possibilità di adottare misure idonee per garantire condizioni umane e decorose non solo per i detenuti ma anche per gli agenti. “La grave carenza di organico che vede la regione Puglia con un fabbisogno di almeno 500 agenti – spiega ancora Pilagatti - non consente più alcun giochetto poiché i carichi di lavoro hanno superato in maniera stabile le 8/9 ore con un solo agente che in talune situazioni, deve controllare più di cento detenuti”.

UN DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI SOLIDARIETÀ NEGLI AEROPORTI PUGLIESI I manufatti delle detenute pugliesi da oggi possono essere acquistati negli aeroporti di Brindisi e Bari, grazie a distributori automatici che consentiranno l’acquisto solidale

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olidarietà automatica: i manufatti di “Made in carcere” arrivano negli aeroporti di Brindisi e Bari grazie ad un distributore automatico che consentirà l’“acquisto solidale” con poche monete. E di oggetti se ne contano tanti, tutti realizzati dalle detenute delle carceri di Lecce e Trani con materiali di scarto, riutilizzati e reinventati con nuove forme e per nuovi utilizzi. Dalle magliette, alle borse, ai bracciali, alle collane, ogni accessorio ha un valore simbolico, sociale e ambientale, oltre che essere oggetto di moda e da indossare. Infatti gli accessori realizzati nelle mura del-

le carceri pugliesi, offrono una nuova opportunità alle detenute, fornendo lavoro e stipendio e sono tutti realizzati con materiali a impatto ambientale zero che, scartati dalle grandi aziende tessili, vengono riutilizzati a questo scopo. Insomma un connubio perfetto che non può che diventare l’attrattiva pugliese per i turisti in vacanza sulle coste dei due mari, un modo divertente, economico e colorato per aderire ad un progetto di sviluppo sociale ed ecosostenibile assolutamente originale e innovativo. S.P.

e dei cittadini”. Il problema delle scelte frammentate non può che causare interventi parcellizzati che non giovano alla crescita di un sistema di welfare organico. Una situazione che potrebbe dunque definirsi al collasso se si considera che la popolazione più fragile, sostenuta nelle cure anche dalle risorse del Fondo per la Non autosufficienza, ora azzerato, non avrà alternativa nel sostegno alla cura, giacché anche nella sanità la stretta per le regioni è sempre più soffocante. “In questo contesto, sono fortemente indebolite, anche le risorse del Terzo Settore e della Cooperazione sociale, mettendo a rischio numerosi posti di lavoro” oltre che un sostegno di spessore a tutto il lavoro di assistenza e cura alla persona. Serenella Pascali

IL BUON MEDICO NON OBIETTA

È il tema della campagna lanciata dalla Consulta di Bioetica e che ha fatto tappa anche a Lecce con un banchetto informativo in attesa di un confronto con i vertici della Asl sui dati locali

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on si ferma la campagna culturale nazionale “Il buon medico non obietta” lanciata lo scorso 6 giugno dalla Consulta di Bioetica Onlus e portata avanti a Lecce dalla sezione locale della Consulta e dalla Casa delle Donne. L’iniziativa ha aperto una nuova fase di mobilitazione e di riflessione collettiva, soprattutto della politica e delle istituzioni sanitarie, sull’esasperata obiezione di coscienza alla L.194, lesiva del diritto all’autodeterminazione delle donne in ambito riproduttivo. La campagna fa riferimento al Manifesto contro l’obiezione di coscienza che specifica l’obiettivo della campagna e avanza la proposta concreta di abolire l’art. 9 della L. 194/78, necessario come soluzione transitoria al tempo dell’approvazione ma oggi ormai obsoleto. La campagna ha avuto un successo straordinario considerate le oltre 25 manifestazioni che hanno interessato grandi e piccoli centri coinvolgendo circa 3.000 persone. Da Torino a Avigliana e Novi Ligure, a Palermo, Cagliari, Reggio Calabria, da Roma a

L’Aquila, Pisa e Bologna, da Barletta a Napoli, Milano e Verona oltre 50 associazioni diverse hanno collaborato per difendere la piena applicazione della 194. Si tratta di un’iniziativa cresciuta “dal basso”, senza alcun coinvolgimento di partiti o altri centri istituzionali, i quali se mai sono stati sollecitati ad aderire da quella sorta di contagio culturale che sul tema ha coinvolto le numerose associazioni e istituzioni laiche, le quali hanno collaborato con entusiasmo per un obiettivo comune, manifestando la crescita ad un nuovo livello di sensibilità culturale. L’obiezione di coscienza, infatti, crea enormi difficoltà alla donna, rende nulla la legge e favorisce un pericoloso ritorno alla clandestinità. Come in altre 20 città d’Italia, venerdì 6 luglio dalle ore 8 alle 13 nei pressi del poliambulatorio in piazza Bottazzi, un banchetto informativo sarà presente per far conoscere i temi della campagna. È stato richiesto, inoltre, un incontro ai Direttori generale e sanitario della ASL per conoscere la situazione locale e discutere possibili soluzioni.

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Luglio-Agosto 2012 - Anno VII - n.60 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Lara Esposito, Luigi Conte, Sara Beaujeste D’Arpe. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel. 0832.392640 - Fax 0832.391232 - Direttore: 335.6458557

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60 - VS Luglio - Agosto 2012  

Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

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