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csv salento

Aprile 2012 - Anno VII - n.57

associazioni

Tutti i corsi CSVS di aprile e maggio

A Lecce la Giornata Mondiale dell’Autismo

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MINORENNI E FACEBOOK: INSIDIA O RISORSA I

ndubbiamente internet è una grande potenzialità conoscitiva per i ragazzi. Il Ministro dell’Istruzione Profumo, addirittura, propone riforme contenutistiche nella scuola radicali, nella direzione della abbandono die metodi tradizionali, tipo compiti a casa, traduzioni delle versioni di latino, e invece di incrementare le abilità di utilizzo della rete per trovare lì risorse conoscitive crescenti, magari lavorando in gruppo. Vedremo, verrebbe da dire, anche perché questa cultura tecnica non è chiaramente decifrabile, ed è ormai ampiamente risaputo che la cultura umanistica è fondamentale per la costruzione delle personalità die formandi. Indubbiamente internet è una grande risorsa, nessuno vuole o può metterlo in dubbio, ma può diventare una insidia, come la cronaca quotidiana ci dimostra... Dossier a pp. 8-9

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NASCE IL PRIMO NIDO UNIVERSITARIO

e il livello di civiltà di un governo si misura anche dai sistemi creati a supporto della maternità e della paternità, allora la Puglia e Lecce, in questo caso, potrebbe risultare tra quelli privilegiati. Per la prima volta in Puglia e nel sud Italia nasce infatti presso un ateneo, quello salentino, un asilo nido con annessa ludoteca. Un risultato raggiunto grazie ad un finanziamento regionale e all’impareggiabile merito della consigliera regionale di parità Serenella Molendini che da anni promuove forme di sostenibilità nel lavoro delle donne.

L’asilo nido, ubicato nell’aerea universitaria di Ecotekne, è intitolato a Luisa Zappulli, una giovane docente di Sociologia scomparsa lo scorso anno dopo una breve malattia. Destinatari dell’asilo i piccoli e le piccole delle mamme che lavorano nell’ambito dell’Università, non solo docenti anche le impiegate. Il progetto è nato nel 2008 grazie ad un avviso pubblico dell’assessorato regionale al Welfare per il finanziamento di asili pubblici comunali e progetti pilota per asili nido aziendali presso enti pubblici. a pag. 13

le parole che contano

“Bisogna uscire dalle gabbie del conto corrente e chiedere aiuto” Erri De Luca

20 DOMANDE E RISPOSTE SULLA OMOSESSUALITÀ

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erché si è gay, lesbiche, etero, bisessuali? Come fa un adolescente a capire di essere lesbica o gay? L’omosessualità è un comportamento strano o una malattia? Sono solo alcune delle venti domande e risposte con cui Agedo Lecce – Associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali affronta in una pubblicazione il tema dell’omosessualità immaginando di rivolgersi genericamente all’intera cittadinanza. Un opuscolo breve, agevole, di facile lettura – stampato grazie ai fondi del bando servizi tipografici 2011 del Csv Salento – che raccoglie informazioni di base, termini, definizioni e significati legati ai temi relativi all’orientamento sessuale e all’identità di genere. a pag. 7

editoriale

LA NUOVA STRADA PER I CSV IN QUESTO TEMPO DI CRISI

Di Luigi Russo ra inevitabile che la crisi economica e finanziaria internazionale e nazionale andasse a interessare anche il sistema dei CSV, che com’è noto si regge sul famoso 1/15 degli utili delle Fondazioni Bancarie previsto dalla L.N. 266/1991 sul volontariato. Una legge ottima, occorre dirlo, che fa onore al nostro paese e alla classe politica che l’ha ideata, assai differente da altre leggi approvate in questi anni che hanno invece depenalizzato certi reati, o hanno fatto transitare risorse pubbliche nelle casse dei partiti o delle lobby, o hanno colpito i soliti noti con un sistema crescente di tassazione. Invece la L.N. 266 ha assolto in pieno alla sua funzione di aumentare il capitale sociale del nostro paese e la cultura delle responsabilità. Oggi l’Italia, per merito anche del sistema dei CSV, ha un volontariato che si occupa sempre più di cittadinanza attiva e di sussidiarietà, di diritti delle persone, di difesa e promozione dei Beni Comuni, di povertà, di sicurezza, di donazione. Lasciamo perdere adesso gli atteggiamenti critici sul sistema dei CSV, che in questi anni non sono mancati, e che hanno seminato malelingue e terrorismo. E lasciamo perdere pure i volontari – pochi – che hanno commesso errori gestionali, che però sono stati prontamente neutralizzati. Noi volontari veri – quelli che secondo l’OIL fanno volontariato effettivo per 58 ore al mese – e gli amici delle Fondazioni Bancarie, guardiamoci negli occhi senza finzioni e ipocrisie, e domandiamoci: c’è qualcuno che ha veramente intenzione di usare la crisi per massacrare o limitare il sistema dei CSV? C’è qualcuno che si vuole assumere questa responsabilità storica? Io penso – come scrive su “Vita” anche il presidente della Consulta nazionale CoGe Carlo Vimercati - che questo è tempo di mettersi intorno al tavolo, insieme, a livello nazionale e a livello locale, per ritoccare gli errori o le inefficienze dell’intero sistema, ma anche per trovare idee e strategie per rilanciare quello che di buono è stato fatto per il volontariato italiano e pugliese, ma soprattutto per il bene comune di tutti.

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AL DELEDDA SI LEGGE LA BIBLIOTECA VIVENTE

na carovana di circa 120 ragazzi il 22 marzo all’Istituto tecnico Deledda di Lecce per leggere i libri della “Biblioteca Vivente”. Il progetto promosso dal Centro Servizi Volontariato Salento per combattere pregiudizi e stereotipi promuovendo dialogo e conoscenza arriva anche nelle scuole con un incontro voluto dall’istituto leccese che ha sposato la filosofia della “Biblioteca Vivente” quale strumento formativo innovativo, basato sulla bellezza dell’incontro e della conoscenza di ciò che sembra “diverso”. I ragazzi hanno risposto con curiosità ed entusiasmo a questa straordinaria biblioteca, leggendo numerosi libri proposti. Quella presentata, infatti, è una vera e propria biblioteca, con lettori, bibliotecari, un catalogo e dei libri in carne ed ossa. Ogni libro ha un titolo: “Di cancro al seno si può... vivere”, “Il fratello dello scemo del villaggio”, “Convivere con una malattia genetica”, “Genitori di una ragazza lesbica 1 – la mamma”, “Genitori di una ra-

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gazza lesbica 2 – il papà”, “Una famiglia in più: storia di un affido”, “Anima blu: estro e arte oltre le barriere”, “Mamma di una ragazza transessuale”, “Suore: una razza in estinzione?” e “Io donatore di organi... e tu?”. 11 libri diversi per raccontare storie di vita e celebrare insieme la bellezza della differenza quale valore aggiunto. Il catalogo è disponibile per la consultazione, per sfogliarlo con attenzione e decidere di leggere il libro che suscita maggiore curiosità. A quel punto è possibile prenderlo in prestito, scoprendo che in realtà è una persona in carne ed ossa, una persona con disabilità, un donatore di organi, una persona affetta da malattia genetica, ecc. A collaborare alla riuscita dell’iniziativa con i ragazzi del Deledda anche i volontari di 6 Odv salentine che hanno raccontato le proprie storie e esperienze: “SOS per la vita”, “Agedo”, “Anyway Accessalento”, “Nuove Speranze”, “Aido”, e “Comunità Emmanuel”.

TERZO SETTORE, INNOVAZIONE E SOLIDARIETÀ A IMPATTO ZERO

Rispondere al bisogno di innovazione tecnologica significa accrescere la qualità delle azioni del volontariato e del Terzo settore, ma anche la soggettività politica delle associazioni che può avere grandi benefici dalla creazione di reti e di cooperazione per la costruzione del Bene Comune». Apre così Luigi Russo, presidente del CSV Salento, l’incontro “La tecnologia digitale per il volontariato e l’inclusione sociale” promosso in collaborazione con BITeB – Banco Informatico, Tecnologico e Biomedico a Lecce il 21 marzo 2012. Un momento per approfondire le opportunità messe in campo dall’associazione nazionale BITeB da anni impegnata nel riuso di materiali tecnologici a servizio del non profit: computer ricondizionati, software nuovi e beni ospedalieri usati che le associazioni possono ricevere gratuitamente con una semplice richiesta sul sito www.biteb.org. «Un’opportunità non solo per risparmiare risorse finanziarie – ha sottolineato Paolo Galandra, responsabile delle Relazioni esterne di BITeB – ma soprattutto per aumentare il livello della qualità del lavoro delle associazioni con l’obiettivo vero di favorire l’inclusione sociale». Un modello di sussidiarietà che mette in relazione profit e non profit al fine di promuovere reti di solidarietà diffondendo i legami solidali all’interno di una comunità. Le attrezzature tecnologiche, i computer e i beni ospedalieri, infatti, sono recuperati dalla frequente dismissione da parte di grandi aziende o enti, dovuta a motivi di aggiornamento tecnologico, che senza l’azione di BITeB si aggiungerebbero al flusso di circa 10milioni di tonnellate l’anno di rifiuti tecnologici prodotti nella sola Europa. Una possibilità importante soprattutto considerando che, secondo i dati forniti dal CSV Salento, il quadro

del volontariato salentino è composto al più da piccole realtà (le grandi rappresentano solo il 5%) spesso impossibilitate ad accedere a grandi fondi e quotidianamente in affanno nella ricerca di risorse per portare avanti le proprie azioni solidali. Una comunità attiva che sente il bisogno urgente di coltivare e promuovere il senso e la cultura del volontariato, di farsi conoscere, promuovere la propria missione e attività e diffondere, così, la cultura del dono. Secondo i dati della ricerca “Le rappresentazioni sociali del volontariato” realizzata dal CSV Salento in fase di pubblicazione, inoltre, circa il 20% delle Odv salentine ha già deciso di promuoversi sul web attraverso siti internet e pagine facebook per mettersi in rete, reclutare nuovi volontari e farsi conoscere dalla cittadinanza e dalle istituzioni. Il doppio canale di intervento dell’azione di BITeB, quindi, è quello di fare innovazione e, contemporaneamente, mettere in rete associazioni, imprese e istituzioni. Una modalità vincente che ha permesso alla cooperativa sociale Esedra di realizzare il progetto San Paolo social network, un insieme di azioni rivolte alla comunità del quartiere San Paolo di Bari. A presentarlo durante l’incontro tenutosi presso la sede del Centro

Servizi Volontariato Salento, Angelo Villani della cooperativa promotrice del progetto che attraverso azioni di ascolto, aggregazione, aiuto, educazione, formazione, orientamento, promozione della legalità, dell’arte e della comunicazione sociale, lavora all’interno di un quartiere difficile come il San Paolo. Azioni strutturate e continuative, di promozione della partecipazione attiva, di costruzione di una comunità solidale sostenuta dall’inclusione sociale, realizzate grazie al supporto del materiale tecnologico messo a disposizione da BITeB. Solidarietà e tecnologia a braccetto per rimettere in circolo beni e saperi, creando un modello nuovo, sostenibile e solidale. Per accedere a questo servizio, le associazioni possono collegarsi al sito www. biteb.org, registrarsi e richiedere le attrezzature necessarie ai propri bisogni attraverso gli appositi modelli. All’interno della sezione “Divisione informatica” sarà offerta la possibilità di ricevere computer ricondizionati e in “Divisione biomedica” beni ospedalieri usati. Nella sezione separata “Teachsoup Italia”, inoltre, sarà possibile ricevere software nuovi grazie ad una convenzione con Microsoft. Alla gratuità delle apparecchiature si aggiunge solo un piccolo contributo per la gestione del servizio nel suo complesso.

BANDI CSVS 2012, PUBBLICATE LE GRADUATORIE

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l Centro Servizi Volontariato Salento ha pubblicato le graduatorie – disponibili sul sito www.csvsalento.it – relative alla prima scadenza per il 2012 dei bandi “Idee” e “Servizi tipografici”. Com’è noto attraverso il bando di Idee il Csv Salento intende sostenere e compartecipare nei costi delle iniziative di promozione del volontariato e della cultura della solidarietà e di approfondimento di temi di interesse comune al mondo del volontariato organizzate dalle odv iscritte e non iscritte al Registro regionale, aventi sede nella provincia di Lecce. Il bando Servizi tipografici invece è lo strumento attraverso cui il Csv Salento stanzia risorse da impiegare dunque in servizi tipografici – realizzazione di locandine, inviti, manifesti, banner, volantini... – richiesti dalle Odv della provincia di Lecce relativamente ad iniziative e attività promozionali del volontariato. «Pensiamo che le associazioni – dice il Presidente del CSV Salento Luigi Russo – possano con questi strumenti messi a loro disposizione ricevere un aiuto significativo, anche se minimo, alle loro attività. E in un tempo come questo, nel quale la crisi economica comporta tragici tagli in tutti i campi, sapere che ci sono questi aiuti alimenta anche la speranza. Infine, sono particolarmente soddisfatto perché abbiamo finanziato il 98% delle proposte presentate. Sono rimaste escluse pochissime proposte che avevano problemi statutari o che avevano sbagliato date». Per informazioni e/o chiarimenti in merito alle graduatorie le associazioni possono contattare l’Ufficio promozione del Csv Salento al numero 0832/392640 nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 14.


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TUTTI I CORSI DI APRILE E MAGGIO

’attività formativa per i volontari delle Organizzazioni di volontariato salentine prevista per i prossimi mesi prevede la realizzazione del corso di formazione gratuito “Il people raising: strategie per la ricerca di volontari” in programma presso la sede del CSV Salento di Tiggiano in piazza Castello, l’11 e il 13 aprile p.v. Il corso sarà articolato in 2 moduli formativi e tratterà, tra gli altri, argomenti quali: le motivazioni all’impegno volontario; delimitazione di campo del volontariato tra adesione associativa, lavoro professionale, formazione/educazione, socialità); analisi della offerta di volontariato; analisi della domanda (missione sociale, identità organizzativa, lavoro materiale). Mercoledì 11 aprile invece, presso la sede del CSV Salento di Lecce in via Gentile 1, si terrà il seminario formativo dal titolo “La redazione del rendiconto gestionale da parte delle Organizzazioni di Volontariato”, durante il quale sarà presentato il software “PiùPERMeno”, utile alla corretta tenuta della contabilità. Il software, uno strumento operativo di immediata utilità e di facile accesso anche ai non esperti, permette di registrare quotidianamente le operazioni relative alla vita dell’Organizzazione, di scegliere i tipi di report necessari via via per una puntuale analisi gestionale amministrativa. Infine, il 17 aprile 2012 alle ore 17 avrà inizio il corso di formazione “Saper Fare e Saper Essere - La gestione di un’Organizzazione di Volontariato fra la pratica e la relazione”, presso la sede del CSV Salento di Casarano (LE). L’iniziativa ha come obiettivo quello di fornire una “utile strumentazione” riguardo la gestione di un’associazione, sia sotto l’aspetto tecnico sia sotto quello pratico, motivazionale. Gli appuntamenti successivi si terranno nella prima tre giorni del 19, 24 e 26 aprile e nella seconda del 3, 8 e 10 maggio e vedranno come docenti Suor Palmarita Guida, per gli aspetti motivazionali e Luca Dell’Anna per quanto concerne la gestione amministrativa dell’organizzazione di volontariato.

IL VOLONTARIATO PER UNO SVILUPPO EQUO E SOLIDALE A

Le riflessioni dell’ultimo consiglio direttivo del CSVnet

Roma, durante l’ultimo Consiglio direttivo di CSVnet traversa i nord ed i sud del mondo. Una crisi che precarizza, (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio) del aumenta l’incertezza, impoverisce, frammenta e frantuma. 30 e 31 marzo, molto si è discusso rispetto al nutrito ordine Una crisi non solo economica finanziaria, ma una crisi sodel giorno. Tra gli argomenti più significativi sono da evi- ciale, politica e culturale. Una crisi che produce ed impone denziare: la nascita del tavolo di confronto permanente tra cambiamenti strutturali e culturali profondi. La vocazione Governo, Volontariato e Terzo Settore, la Conferenza nazio- alla solidarietà, fattore identitario del volontariato, ci spinge a riflettere sulla prospettiva stessa nale del volontariato, la Conferenza dello sviluppo, che non è riconduciannuale di CSVnet. bile al solo incremento del Pil. La La VI Conferenza Nazionale del Vocrescita economica deve coniugarsi lontariato si terrà ad ottobre 2012 a al rispetto delle compatibilità amL’Aquila mentre la Conferenza anbientali, rapportarsi alla promozione nuale di CSVnet si svolgerà a Bodella persona, della sua realizzaziologna 25, 26 e 27 maggio 2012. Il ne, della qualità della vita di tutti, avconsiglio direttivo è stato occasione viando percorsi di superamento degli per riflettere sul delicato momento ostacoli oggi connessi alle differenze attraversato dal nostro Paese. di condizioni sociali, di genere, di etNella situazione di crisi che carattenia, di nazione. Il volontariato deve rizza gli ultimi anni, si intrecciano tenere accesa questa lampada che aspetti economici, sociali, culturali rischiara un orizzonte buio ed incere ambientali. Ad aggravare le conto. Ma è nel dna del volontariato la dizioni oggettive, si aggiunge la percapacità di “abitare” nelle situazioni dita di autorevolezza e, si potrebbe difficili, di esserci nei luoghi incerdire, il “valore” dei sistemi di rappreti, dove l’umano è messo alla prova, sentanza dei bisogni delle persone e Stefano Tabo, Presidente CSVnet dove i diritti sono negati, dove la predelle comunità, per come li abbiamo sperimentati dal dopoguerra ad oggi. C’è una crisi del rap- carietà rischia di soffocare ogni possibilità di “sogno” per porto tra rappresentanti e rappresentati, una crisi dei proces- il futuro. È nel dna del volontariato non solo la capacità si decisionali, un’assenza di processi deliberativi condivisi. di lavorare per produrre cambiamento, ma anche di saper Il volontariato è quindi chiamato a dare il proprio contribu- abitare i cambiamenti. E, come in tutte le crisi, c’è sempre to nella ricerca di un modello di sviluppo che sia sosteni- il rischio di dimenticarsi dei volti concreti delle persone. Il bile, equo e solidale. Può e deve farlo, perché nella propria mondo del volontariato vuole riflettere sulle radici di questa identità e nella propria esperienza ha una serie di elementi crisi e provare a parlare al Paese, per dare il proprio responche indicano strade nuove e, in parte, già sperimentate, sia sabile contributo per trovare tra le tante macerie, già oggi, pure su scala limitata. La crisi, appare a tutti come una re- quei germogli di speranza che permettono di guardare al altà che permeerà non solo il presente, ma anche il futuro. futuro con occhi meno spaventati. Luigi Conte Una crisi locale e globale che, seppur in forme diverse, at-

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TERZO SETTORE E ISTITUZIONI, UN RAPPORTO WORK IN PROGRESS

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conclusione del progetto regionale “Sviluppo, qualificazione e innovazione dei servizi socio-sanitari in Puglia e lotta all’esclusione sociale” il Centro Servizi Volontariato Salento ha ospitato il 3 aprile 2012 il primo di tre incontri seminariali rivolti a rappresentanti ed operatori del Terzo Settore della provincia di Lecce al fine di avviare un lavoro di carattere culturale di confronto e scambio di riflessioni utili a supportare il consolidamento e lo sviluppo di dinamiche di coesione sociale e di sussidiarietà orizzontale. Nell’ambito del progetto promosso dall’Auser di Molfetta (Ba) con la collaborazione del Forum Terzo Settore, finanziato dal Bando Perequazione per la Progettazione sociale, l’incontro sul “Ruolo del Terzo Settore in Puglia e nel Mezzogiorno” tenutosi presso la sede centrale del CSVS ha avuto come oggetto l’analisi dello stato di attuazione della 328/2000, la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Dalla ricerca condotta su 11 Ambiti territoriali pugliesi, risulta ancora difficile una continua e proficua concertazione tra cittadinanza attiva e istituzioni nella realizzazione dei Piani di Zona. Un rapporto che, nonostante sia regolato da una legge considerata da più parti eccellente come la 328, non riesce ancora a consolidarsi. Una valutazione condivisa, quindi, quella emersa durante il seminario cui erano presenti Guido Memo, coordinatore di progetto e direttore della rivista “Non per profitto”, Luigi Conte, tesoriere del CSV Salento e Daniele Ferrocino del Forum Terzo Settore, che si aggiunge ad un riconoscimento unanime rispetto all’operato svolto dalla Regione Puglia per migliorare questo rapporto sul territorio. Un lavoro, quello svolto dall’amministrazione regionale, che ha portato alla realizzazione di una serie di strumenti utili all’applicazione di questa legge e che ha dato già i primi frutti con la crescita di determinati servizi, in particolare gli asili nido.


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CINQUE PER MILLE 2012, APERTE LE ISCRIZIONI

ia libera al 5 per mille 2012 che apre le iscrizioni quest’anno il 21 di marzo. A comunicarlo è l’Agenzia delle Entrate. La maggiore novità della campagna riguarda la partecipazione di enti che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Le iscrizioni si chiudono il 30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e sanitaria, le associazioni di volontariato e quelle sportive-dilettantistiche invece possono presentare le loro domande esclusivamente in via telematica entro il prossimo 7 maggio. Come ogni anno, la procedura deve essere ripetuta anche dagli enti che si erano iscritti negli anni scorsi. Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche possono iscriversi utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia, Fisconline o Entratel, purché siano abilitati. Al riguardo, è sufficiente collegarsi al sito internet www. agenziaentrate.gov.it e compilare il modulo di iscrizione seguendo le istruzioni e usando il software già disponibile online. Per eseguire il software è necessario utilizzare uno dei seguenti sistemi operativi: Win-

dows 7, Windows Vista e Windows XP, Linux, Mac OS X 10.5 e superiori. In alternativa si può ricorrere a un intermediario abilitato. Gli elenchi provvisori degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche saranno predisposti dall’Agenzia tenendo conto delle domande di iscrizione inviate telematicamente. Una prima versione provvisoria degli elenchi – compresi quelli degli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria – sarà consultabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 14 maggio prossimo. Successivamente, una volta corretti gli errori formali di iscrizione, gli elenchi aggiornati degli enti del volontariato e delle associazioni sportive saranno pubblicati il 25 maggio. Come da prassi, entro il 30 giugno i legali rappresentanti degli enti iscritti nell’elenco del volontariato devono sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva che attesti il perdurare dei requisiti per l’ammissione al beneficio. La dichiarazione, redatta su di un modulo ad hoc, scaricabile dal sito delle Entrate, e

Melandri, l’autore del testo, affronta tutti gli aspetti dell’attività di fundraising – creazione del caso, scelta del veicolo e del target, processo di pianificazione e di comunicazione, controllo di gestione, qualità, scelte etiche – fornendo consigli, esempi ed esercizi che aprono un dialogo con il lettore e con le sue esigenze. Il lessico comprensibile e lo stile spigliato ne fanno uno strumento per tutti e una chiave per accedere a un futuro di forza, in cui si riconosce l’enorme valore che proprio la cultura del nonprofit rappresenta per l’intera società. Ventitré capitoli in cui l’elemento tecnico, scientifico, organizzativo viene sapientemente miscelato al fattore umano e alla sua imprevedibilità; dove il linguaggio dei numeri risponde a quello del cuore.

accompagnata da una copia di un documento d’identità, va spedita tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente. Stesso iter per le associazioni sportive dilettantistiche, con un’unica differenza: la dichiarazione sostitutiva andrà inviata, sempre entro il 30 giugno, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione. Per facilitare la compilazione della dichiarazione, la procedura telematica di iscrizione elaborata dalle Entrate permette ai contribuenti di stampare il modello parzialmente precompilato con le informazioni indicate al momento dell’iscrizione. Il rappresentante legale dell’ente non deve quindi far altro che stampare il modulo, completarlo con le informazioni mancanti, sottoscriverlo, allegare la copia del documento di identità e mandarlo per posta. Tutte le date, le modalità d’ammissione, le liste e le modalità di riparto delle somme del 5 per mille sono passate in rassegna nella circolare 10/E dell’Agenzia delle Entrate.

QUALE FUTURO PER I CSV?

MANUALE DI FUNDRAISING

Manuale di Fund raising. Fare raccolta fondi nelle organizzazioni non profit e negli enti pubblici”, edito dalla Maggioli, è un manuale pratico e teorico che analizza il fundraising alla luce dei nuovi media e delle nuove tecnologie, della riforma del welfare e del concetto di responsabilità sociale nelle imprese profit. Da pratica facoltativa a necessità vitale per sopravvivere alla competizione imposta dal mercato odierno, il tema della raccolta fondi viene affrontato con una prospettiva economico-manageriale che fornisce alle organizzazioni nonprofit gli strumenti per orientarsi verso una cultura di impresa in grado di comprendere e affrontare le rispettive problematiche gestionali. Per giungere a riconoscere nel fundraising un sinonimo di sviluppo e un’opportunità di crescita. Valerio

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Online il primo numero di Non per profitto

l mondo del volontariato e del Terzo settore sono a un punto cruciale della loro storia. Con la crisi finanziaria internazionale e nazionale e la conseguente riduzione delle risorse, il sistema del non profit è chiamato ad aprire una discussione sul proprio ruolo, le linee strategiche da seguire, i nuovi bisogni cui rispondere. Per contribuire a questo dibattito, è online il primo numero di “Non per profitto” (www.nonperprofitto.it), rivista realizzata dall’associazione culturale “Res Polis. Ricerche e studi politici e sociali” di Messina, dedicato alla storia e al futuro dei Centri Servizi per il volontariato. Una pubblicazione puntuale e ben strutturata che comprende un’analisi della storia e della prospettiva del sistema dei CSV, un’intervista a Marco Granelli, ex presidente del CSVnet, e una serie di focus di riflessioni su sussidiarietà, il ruolo dei CSV, in particolare quelli del Mezzogiorno, e sul rapporto tra Terzo Settore e Mercato. Dall’analisi proposta da “Non per profitto” è evidente che il volontariato e il Terzo Settore, proprio a causa della crisi economica di questi anni, non possono più limitarsi ad essere una sorta di rete di mutuo soccorso per affrontare problemi sociali vecchi e nuovi. Per uscire dalla crisi, infatti, occorre tornare ad un intervento regolatore e diretto nell’economia da parte delle istituzioni pubbliche, e quindi anche della politica, che regoli la finanza e promuova una crescita economica ecologicamente e socialmente sostenibile, salvaguardando e rinnovando in particolare i beni comuni materiali e immateriali, in questi anni in genere trascurati, saccheggiati e privatizzati. Un processo impegnativo, a cui la politica non è in grado di rispondere degnamente se non grazie a una rinnovata partecipazione e responsabilizzazione popolare. Su questo i CSV rappresentano il vero strumento in grado di promuovere il cambiamento, fornendo alla cittadinanza attiva “la borsa dei ferri” per confrontarsi con le sfide, ad esempio, della sussidiarietà orizzontale. Ma quale sarà la nuova identità dei CSV? Secondo i contributi raccolti dall’associazione messinese, è necessario che il sistema sia in grado di delineare una propria strategia di sviluppo partendo dalla nascita di una seconda generazione di CSV, capaci di influire sulla formazione dei quadri, sia “politica” che “tecnica”. È necessario, inoltre, essere di sostegno alla ricerca e all’elaborazione di strategie per la cittadinanza attiva e l’economia solidale, e lavorare per collaborare al meglio insieme al resto del Terzo Settore. Le questioni aperte da “Non per profitto” rimangono tante, dalla gestione e rappresentatività del volontariato al finanziamento e rapporti con gli enti finanziatori. Uno squarcio sul futuro di un sistema complesso, chiamato a rispondere a nuove responsabilità e sfide. Lara Esposito


ASSOCIAZIONI

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UN’AMBULANZA DAL CUORE GRANDE

quasi tutto pronto per la Bimbulanza, il progetto dell’associazione “Cuore e Mani aperte verso chi soffre” che sarà inaugurato ufficialmente il 26 maggio 2012. L’ambiziosa iniziativa consiste nella realizzazione di un’ambulanza pediatrica per il trasporto dei bambini che hanno la necessità di spostarsi nelle strutture mediche del territorio nazionale assistiti dalla presenza di personale medico adeguato e da un volontario clown. Un progetto nato grazie soprattutto all’entusiasmo e alla creatività dei volontari dell’associazione, capaci di inventarsi modalità di raccolta fondi innovative: dagli aperitivi solidali alle cene con delitto, ai

moto raduni, alla vendita di uova, fino a varie manifestazioni tra cui una gara podistica a Parabita e una raccolta nelle birrerie. «Ogni giorno ci sono tanti bambini costretti a spostamenti periodici o improvvisi per motivi di cura – commenta don Gianni Mattia, presidente dell’associazione – per malattie spesso inguaribili. Insieme allo loro famiglie sono chiamati a confrontarsi con mille difficoltà, non ultima quella della solitudine e di una sofferenza che fa chiudere in se stessi. La Bimbulanza nasce proprio dal desiderio di venire incontro ai bambini che soffrono, con un sorriso, con il cuore aperto, con una stretta di mano e mettendo a loro di-

sposizione un mezzo di trasporto più allegro e colorato, che possa rendere ogni viaggio una piccola avventura». La volontà di costruire quest’ambulanza colorata al servizio dei bambini in cura ha mobilitato la squadra di clown dell’associazione leccese che con determinazione e tenacia ha portato avanti il progetto, seguendo anche un corso di BLSD pediatrico e imparando piccole nozioni di pronto soccorso. Un impegno premiato da numerosi cittadini salentini tanto che, insieme ai fondi del 5 per mille, in meno di un anno sono state raccolte le risorse necessarie alla Bimbulanza. Ma non c’è solo questa sfida ancora

aperta tra le attività dell’associazione leccese. L’organizzazione di don Gianni Mattia, infatti, lavora da anni per promuovere progetti di solidarietà e beneficenza, tra cui la Casa d’accoglienza S. Caterina Labourè, foresteria che accoglie parenti di degenti residenti lontano dal luogo di cura inaugurata nel 2004 e i tanti interventi di clownterapia negli ospedali salentini. Un supporto allegro e colorato ai bambini ricoverati che da anni funziona nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e da qualche tempo anche presso gli ospedali di Gallipoli, Casarano e nel reparto di Pediatria dell’ospedale Santa Caterina Novella di Galatina.

AMPIO RAGGIO! A MAGLIE LA CICLOFFICINA DI STRADA

Iniziativa di Fiab Il Ciclone onlus per coinvolgere i cittadini nell’arte della manutenzione della bicicletta

Fiab Il Ciclone onlus – Associazione CicloAttivi Maglie”, in collaborazione con Centro Servizi Volontariato Salento, organizza a Maglie l’iniziativa “Ampio Raggio: la ciclofficina di strada”. Il progetto prevede quattro incontri nei pomeriggi di sabato 31 marzo, 14 aprile, 28 aprile e 5 maggio prossimi in Piazzetta Caduti di Via Fani, nel centro storico di Maglie. La ciclofficina di strada è uno strumento che permette di coinvolgere le persone nell’arte della manutenzione della bicicletta. Per l’occasione, alcuni soci di “Fiab Il Ciclone”, esperti di meccanica della bicicletta, installeranno una vera e propria ciclofficina completa di cavalletto,

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attrezzi e pezzi di ricambio e aiuteranno nell’autoriparazione della propria bicicletta i ciclisti in difficoltà. I soci dell’associazione magliese insegneranno così a riparare le gomme bucate, a cambiare il filo di un freno, a lubrificare correttamente la bici, ad eseguire i controlli fondamentali. Un limite all’uso della bicicletta infatti spesso è proprio la mancanza delle conoscenze di base, per cui anche piccoli problemi facilmente risolvibili, come ad esempio una foratura della gomma, diventano un motivo per lasciare la bicicletta in cantina e non utilizzarla più. In passato le competenze e i saperi della manutenzione della bicicletta venivano tra-

FIDAS PUGLIA RICONFERMA ITALO GATTO PRESIDENTE

n forte segno di continuità rispetto al lavoro svolto finora quello lanciato dal rinnovo delle cariche di FIDAS Puglia, la Federazione Regionale delle Associazioni di Donatori di Sangue aderenti alla FIDAS. Per il triennio 20122014, infatti, l’assemblea ha riconfermato all’unanimità Italo Gatto, Presidente della sezione leccese, a Presidente di FIDAS Puglia. Un lavoro, quello svolto in questi anni, che ha portato nel 2011 la federazione regionale a raggiungere risultati importanti effettuando 34.432 donazioni, circa il 4,2% in più rispetto all’anno precedente e molto di più di quanto chiesto dalla Regione Puglia (+1,5%). Grazie al progressivo aumento delle donazioni, infatti, è stato possibile tenere sotto controllo le numerose emergenze-urgenze dei vari Servizi Trasfusionali della Regione. «La soddisfazione è grande – ha commentato lo stesso Gatto – anche perché la fiducia nel mio

operato da parte dell’assemblea è stata piena. In questo nuovo triennio continueremo a lavorare per promuovere la cultura della donazione

smessi dagli anziani ai più giovani. Purtroppo questa trasmissione di competenze si è persa nel tempo. Eppure uno dei pregi della bicicletta è proprio quello di essere un mezzo semplice sia nell’uso che nella manutenzione, che può essere tenuto in efficienza senza possedere particolari abilità meccaniche. L’iniziativa intende infine contrastare la cultura dell’usa e getta e restituire un valore alle cose: saper riparare gli oggetti significa prendersi cura di sé e dell’ambiente circostante. Per maggiori informazioni sull’iniziativa è possibile inviare una mail a ilciclone2007@libero.it oppure visitare il sito http://lnx.lecceinrete.it/ilciclone.

cercando di intercettare soprattutto quei segmenti di popolazione che la statistiche ci riportano come le più restie, come ad esempio i giovani. È importante, quindi, rafforzare il nostro impegno affinché i risultati di quest’anno si stabilizzino e crescano ancora». Italo Gatto ha alle spalle una lunga esperienza nell’impegno per la promozione della cultura della donazione del sangue, ricoprendo negli anni incarichi importanti. Dopo un lungo periodo di impegno nelle sezioni locali, infatti, la sua esperienza di consigliere nazionale Fidas è stata segnata dalla carica di vice presidente in periodi alternati dal 1991 al 2003 e di consigliere con delega ai rapporti con il Parlamento italiano dal 1998 al 2000. La riconferma alla presidenza regionale si aggiunge all’esperienza di responsabile CIVIS (Coordinamento interassociativo volontari italiani sangue) della Regione Puglia.

RIEDUCARSI ALLA SCRITTURA CON UNIC.E.L.

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l fenomeno della scrittura illeggibile tra i ragazzi è in continuo aumento nelle scuole italiane, una problematica che può interessare dai bambini della scuola primaria fino a giovani universitari. La disgrafia è un fenomeno che molto spesso interessa ragazzi e ragazze con buone capacità di lettura e deriva da molteplici fattori spesso difficilmente identificabili. Per dare un sostegno alle famiglie di ragazzi con problemi di scrittura illeggibile, l’associazione UNIC.E.L. onlus di Lecce ha messo a disposizione gratuitamente dallo scorso febbraio un servizio di assistenza psicopedagogica. Il corso “Rieducazione della scrittura” per ragazzi dalla “scrittura illeggibile” durerà fino a maggio 2012 ed è attivo ogni giovedì dalle 16.30 alle 18 presso la sede dell’associazione in viale della Repubblica 89. A tenerlo, due socie dell’associazione, la professoressa Rosa Casilli e la dottoressa Michela Coletta.


ASSOCIAZIONI

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PREVENZIONE IN PIAZZA CON LA LILT

giunta alla sua XI edizione la settimana nazionale per la prevenzione oncologica dal 17 al 25 marzo. Con questa iniziativa la Lilt – Lega Italiana per la Lotta contro i tumori vuole promuovere l’importanza di una sana e corretta alimentazione, uno dei cardini della prevenzione oncologica. Per l’occasione nelle principali piazze italiane saranno distribuiti bottiglie di olio extravergine di oliva, simbolo della Dieta Mediterranea. Un campagna che nel Salento ha subito acquistato una forte connotazione ambientale con la campagna “Alimentazione sicura per sconfiggere il cancro”. I volontari salentini si sono mobilitati domenica 25 marzo allestendo dei gazebo nelle piazze di Lecce, Casarano, Gallipoli, Galatina, Maglie, Nardò, Cavallino, Specchia, Scorrano, Leverano, Monteroni, Aradeo, Carmiano, Cutrofiano, Martano, S. Donato di Lecce, Veglie, Ruffano, Tricase, Surano, Castro e Miggiano per diffondere materiale divulgativo e i gadget della manifestazione. Il messaggio diffuso dalla LILT di Lecce riguarda il tema dell’alimentazione “sicura” e non contaminata da fattori di rischio oncologico. La prevenzione primaria (ossia la lotta ai fattori di rischio), nel caso

dell’alimentazione, non può limitarsi ai consigli per una dieta corretta (meno grassi e carni, più frutta e verdura), ma deve chiamare in causa la sicurezza stessa degli alimenti, il fatto cioè che non siano contaminati (pesticidi, inquinamento ambientale in senso lato, ecc.). Accanto alla LILT, grazie alla collaborazione della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) di Lecce, sono stati presenti in piazza gazebo di aziende locali del settore dell’agricoltura biologica, che hanno offerto gratuitamente i prodotti sicuri della nostra terra, allo scopo di promuovere una sana alimentazione. La riflessione, quindi, inevitabilmente coinvolge anche il più grande tema dell’ambiente e della sua tutela. Secondo la Lilt, infatti, Il 30% di tutti i tumori dipende da quello che mangiamo e un cibo non contaminato da cancerogeni dipende da un ambiente pulito (aria, acqua, terreno). Un tema scottante per un ter-

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ritorio come quello salentino che risente dell’inquinamento dovuto ai complessi industriali suoi e del vicino brindisino e che spesso ha dovuto fare i conti con sistemi di depurazione delle acque mal funzionanti. Durante la giornata di sensibilizzazione, la Lilt ha inoltre diffuso una serie di consigli su cosa fare concretamente per seguire una corretta alimentazione e per contribuire al rispetto dell’ambiente. Tra questi, evitare di sprecare acqua, energia e cibo, consumare poche proteine, molta verdura e frutta, pochi grassi animali, acquistare verdure coltivate all’aperto, cresciute con l’energia del sole, lontano da fonti di inquinamento, scegliere prodotti locali e stagionali, preferibilmente biologici, coltivati nel rispetto dei cicli naturali e senza far uso di concimi chimici o pesticidi e fare attenzione ai cibi transgenici, una scelta importante per difendere la biodiversità.

A LECCE LA GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO

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In Puglia sono oltre 24mila le persone con autismi. Dall’associazione Cuamj la richiesta di istituire al più presto un tavolo, un registro e le linee guida regionali

i celebrerà il 20 e 21 aprile 2012 la giornata mondiale dell’autismo a Lecce. Ad organizzarla, l’associazione Cuamj in collaborazione con il Centro servizi al Volontariato Salento, la Provincia e il Comune di Lecce. In Puglia le persone con autismi sono oltre 24mila, più di 5mila nella sola provincia di Lecce, eppure questo disturbo, nonostante colpisca un numero di gran lunga superiore alle persone ad esempio affette da sindrome di down, non sembra essere ai primi posti nell’agenda dei politici locali. La denuncia viene proprio dall’associazione Cuamj che da anni chiede alla Regione Puglia di mettere mano ad un sistema integrato di sostegno alle persone af-

fette e alle loro famiglie. «Sarebbe necessario – dice Maria Pia Vernile presidente dell’associazione Cuamj - un Tavolo tecnico e un registro regionali sull’autismo, con l’obiettivo di effettuare una rilevazione dei dati clinici epidemiologia. Questi dati potranno essere utilizzati anche per un’analisi di processo e di verifica dei modelli organizzativi proposti». Ciò, spiegano dall’associazione, consentirebbe di assegnare particolare forza alla possibilità di costituire un tavolo Stato-Regioni per un piano di indirizzo di rilevanza sanitaria e sociale al disturbo autistico, «giacché - come sottolinea ancora la Vernile – mancano modelli d’intervento condi-

visi e una rete di servizi assistenziali nella nostra Regione». Molte le priorità riportate all’evidenza dall’associazione: innanzitutto redigere delle Linee Guida a carattere regionale per l’assistenza alle persone affette da autismo e disturbi dello spettro autistico dall’età evolutiva a quella involutiva. E per finanziare il meccanismo alla base dell’attivazione di norme e regole condivise in materia, l’associazione ha le idee chiare: accantonare lo 0,01 per cento delle somme in entrata nel bilancio annuale della Regione Puglia, per finanziare la rete integrata dei servizi per l’autismo, sulla scorta dell’analoga esperienza in Sicilia. Del resto, alcune delle richie-

I GIALLOROSSI IN VISITA AI BAMBINI DIABETICI

UN TAVOLO PER IL NO PROFIT

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no spazio per discutere delle politiche che ricadono nell’azione del volontariato e del terzo settore più in generale. A convocarlo il 26 marzo scorso a Roma, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Tavolo, coordinato dal Sottosegretario Maria Cecilia Guerra, è composto da rappresentanti del Forum Nazionale Terzo Settore, di CSVnet - Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio del Volontariato e della ConVol - Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato. Il tavolo, che potrà essere convocato su iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fornirà il contesto per un confronto fattivo sull’impostazione delle politiche che coinvolgono o hanno riferimento diretto con il terzo settore e il volontariato, come, ad esempio, gli effetti delle modifiche della normativa fiscale sulle organizzazioni sociali, l’armonizzazione dei registri e delle banche dati riguardanti le diverse soggettività, le tematiche relative al cinque per mille, verificandone le modalità attuative e di rendicontazione. Il Tavolo si pone anche come spazio di opportuna relazione e di possibile raccordo con le rappresentanze delle Regioni e degli Enti Locali. Particolare attenzione sarà inoltre data alla formazione finalizzata alla costruzione di specifiche competenze di settore del personale che si occuperà delle tematiche sopra indicate.

ste che da anni le associazioni che si occupano di autismo fanno in Puglia, sono anche supportate da una normativa regionale che già dal 2006 (legge regionale 26/2006, art.9) prevede l’attivazione di un tavolo tecnico regionale e provinciale sull’autismo. Il 20 aprile l’associazione Cuamj organizzerà presso la Sala Teatrino della Biblioteca Provinciale di Lecce, ex Convitto Palmieri alle ore 16.30 il convegno “Autismo: lo stato dell’arte”. Il 21 aprile sarà piazza S. Oronzo il teatro della manifestazione con la presentazione in prima assoluta della canzone dedicata alle persone autistiche: “La voce nel silenzio” a cura dell’associazione Luna Per l’ Autismo di Torino.

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In occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Apds presso l’ex Vito Fazzi

’associazione pediatrica diabetici del Salento trova casa all’interno dell’ex Vito Fazzi di Lecce in piazza Bottazzi, nei locali del Cup. A festeggiare insieme all’associazione l’inaugurazione della nuova sede una delegazione dei calciatori dell’Unione sportiva Lecce che hanno fatto visita ai bambini diabetici. A testimoniare la loro solidarietà Benassi, Giacomazzi, Delvecchio, Di Michele e Giandonato in un incontro di festa, durante il quale i giallorossi hanno

portato ai bambini, alle loro famiglie e ai volontari della Apds gadget e magliette, bandiere e sciarpe. L’associazione ha finora operato presso il reparto di Pediatria dell’ospedale Ferrari di Casarano, ma alla luce della forte crescita in impegno e richiesta di sostegno, grazie alla mobilitazione della Asl, la sede è stata spostata nel capoluogo salentino. Una scelta strategica per un’associazione che lavora da anni a supporto delle famiglie di bambini insulino-dipendenti.


ASSOCIAZIONI

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TI VOGLIO DONARE

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A Lecce la campagna informativa nazionale sulla cultura delle donazioni

l 29 marzo, nell’auditorium “Sigismondo Castromediano” si è tenuta la presentazione del progetto “TVD – Ti voglio donare” e dei risultati fin qui ottenuti nelle diverse scuole della Provincia. È un’esperienza integrata tra Provincia, Asl di Lecce, Alba Service e numerosi istituti scolastici della zona, con il patrocinio del ministero della Salute, d’intesa con il ministero dell’Istruzione e con il Centro Nazionale Trapianti. Obiettivo quello di diffondere la cultura della donazioni tra gli studenti delle scuole medie superiori. Sul palco si sono alternati personaggi illustri, persone che hanno subito un trapianto, le testimonianze di madri che hanno donato gli organi dei figli, la voce degli studenti delle scuole superiori della provincia. L’atmosfera era molto toccante. Tra gli interventi, Francesco Paolo Schiena, coordinatore del Centro regionale trapianti, ha presentato la situazione in Puglia: «potremmo fare 300 trapianti, ma ne facciamo solo 60-70 l’anno a causa di vari fattori tra cui la scarsità di donazioni. In Italia sono 11 i donatori ogni milione di abitanti». Ha poi illustrato un’importante novità: in Puglia, in via sperimentale, la disponibilità a donare gli organi sarà inserita nel cip delle nuove carte d’identità. Inoltre

quando si richiederà la nuova carta, si dovrà dichiarare l’adesione o meno alla donazione degli organi. Mario Galluccio, coordinatore territoriale Donazioni d’Organi dell’Asl di Lecce, ha presentato il report sugli incontri informativi effettuati, sulla sensibilizzazione rivolta alle scuole e sul numero dei nuovi donatori. Si è scelto infatti come target alunni diciottenni che hanno quindi la possibilità di aderire alla campagna. Sono stati somministrati dei questionari per verificare le conoscenze dei ragazzi sul tema e per stimolarli alla riflessione. Su 2065 alunni contattati, hanno aderito alla campagna, diventando do-

natori di organi, solo 265 studenti, pari al 16%. Solo l’Istituto Nautico di Gallipoli ha avuto ben il 60% di adesioni alla campagna sul totale dei ragazzi che hanno partecipato agli incontri. La campagna nelle scuole è stata seguita anche dai rappresentanti del terzo settore per le donazioni. Le associazioni AIDO, ADMO e ANED sono state presenti alla conferenza e hanno portato la voce dei trapiantati sul palco, puntando ai risultati che si possono ottenere da una attenta campagna di comunicazione. Per l’AIDO ha parlato Rita Cuna, una donna che, a seguito di una malattia improvvisa, ha subito un trapianto di fegato. Il suo discorso è stato un ringraziamento al suo donatore, che non conosce, e a tutti i parenti dei donatori in sala. Dell’Associazione ADMO è intervenuto il responsabile provinciale Francesco Giannuzzi, che ha fondato la sede di Lecce ben venti anni fa. Ha chiarito in modo semplice come avviene il prelievo del midollo e come sia una pratica sicura, un semplice atto d’amore. Vincenzo Gemma dell’ANED ha spiegato il ruolo del terzo settore ed in particolare delle associazioni che si occupano di donazioni, cioè un punto d’incontro agevolato tra paziente e medico. Sara D’Arpe

OMOSESSUALITÀ: 20 DOMANDE E RISPOSTE

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Agedo Lecce lancia una pubblicazione informativa contro pregiudizi e stereotipi

erché si è gay, lesbiche, etero, bisessuali? Come fa un adolescente a capire di essere lesbica o gay? L’omosessualità è un comportamento strano o una malattia? Sono solo alcune delle venti domande e risposte con cui Agedo Lecce – Associazione di genitori, parenti e amici di persone omosessuali affronta in una pubblicazione il tema dell’omosessualità immaginando di rivolgersi genericamente all’intera cittadinanza. Un opuscolo breve, agevole, di facile lettura – stampato grazie ai fondi del bando servizi tipografici 2011 del Csv Salento – che raccoglie informazioni di base, termini, definizioni e significati legati ai temi relativi all’orientamento sessuale e all’identità di genere. È noto – come sottolinea Agedo Lecce nell’introdurre l’opuscolo – che la disinformazione o l’informazione distorta sono tra le cause principali dei pregiudizi e degli stereotipi, che l’associazione vuole dunque prevenire e contrastare anche attraverso una breve pubblicazione. «Vogliamo contribuire a diffondere informazioni semplici, basilari, che chiariscano concetti non scontati, ancora

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confusi, di cui non si parla perché non c’è ancora abbastanza informazione – afferma Gianfranca Saracino, presidente di Agedo Lecce. Ad esempio viene precisato il fatto che l’omosessualità non è una malattia, che non dipende dall’educazione. Cerchiamo di diffondere l’opuscolo ad ogni occasione di incontro, quando andiamo nelle scuole, alle iniziative di formazione a cui partecipiamo, e prima di tutto lo abbiamo distribuito ai soci dell’associazione affinché facciano lo stesso con i loro contatti». L’opuscolo pensa anche a chiarire la differenza tra omosessualità, omofobia e transessualismo, a precisare che la comunità Lgbt non è un ghetto, a differenza dello stereotipo proposto da una cultura omofobica, a sottolineare che l’omosessualità non è una questione esclusivamente sessuale. Le informazioni sull’associazione Agedo si possono reperire sul sito www.agedolecce.org, si possono prendere contatti alla mail agedolecce@gmail.com e ai numeri 349-5080511 e 338-5944011 il martedì e venerdì dalle 19 alle 21.

SUICIDIO ADOLESCENZIALE, CHE FARE?

fine marzo, l’associazione di volontariato Lunaspina ha organizzato un seminario di studi dal titolo “Suicidio adolescenziale. Miti o realtà?” presso la scuola media “Galateo” di Lecce. L’associazione è nata nel 2009 dalla volontà della sua attuale presidente Marta Morelli, psicologa dell’infanzia. «Con un gruppo di esperti volevamo creare un centro ascolto per genitori e bambini» ci ha detto la Morelli. «Da lì sono nate diverse iniziative come le visite guidate in fattorie didattiche fatte con l’Uidm,

associazione che si occupa di distrofia muscolare. Abbiamo organizzato vari corsi di formazione sullo sviluppo del bambino, dal concepimento fino ai tre anni, aperti sia agli operatori del settore sia ai genitori e corsi sul massaggio infantile per neonati». Il recente seminario sul suicidio adolescenziale è solo la prima parte di un percorso. Ci spiega meglio la Morelli: «abbiamo previsto un ciclo di sette seminari su adolescenza a rischio. Siamo partiti da “Fumo, alcool e droga”, poi abbiamo organizzato questo sul suicidio

e abbiamo previsto convegni sull’interruzione di gravidanza nelle adolescenti, sull’identità di genere e sul suo cambiamento, sul bullismo». Il seminario sul suicidio adolescenziale ha permesso una proficua collaborazione tra l’associazione, la Provincia di Lecce, il Tribunale dei minorenni e la Polizia. «Durante l’organizzazione del seminario – spiega la presidente di Lunaspina – ci siamo resi conto che i soggetti interessati al problema sono moltissimi e abbiamo così deciso di organizzare, a breve, una Tavola Ro-

tonda sullo stesso tema a cui possano partecipare tutti quelli che sono a contatto con i ragazzi, cioè insegnanti, infermieri oltre che genitori, psicologi e sociologi. Gli insegnanti, per esempio, possono accorgersi del malessere di alcuni ragazzi e assieme ai genitori possono agire per attivare strategie di prevenzione». Secondo la sociologa Giulia Reale, che collabora con Lunaspina, sono molti i casi di suicidio adolescenziale in Italia e nel nostro territorio, molti dei quali avvengono proprio in ambiente scolastico.


DOSSIER

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ndubbiamente internet è una grande potenzialità conoscitiva per i ragazzi. Il Ministro dell’Istruzione Profumo, addirittura, propone riforme contenutistiche radicali nella direzione della abbandono die metodi tradizionali, tipo compiti a casa, traduzioni delle versioni di latino, e invece vuole incrementare le abilità nell’utilizzo della rete per insegnare a trovare lì risorse conoscitive crescenti, magari lavorando in gruppo. Vedremo, anche perché questa cultura tecnica non è chiaramente decifrabile, ed è ormai ampiamente risaputo che la cultura umanistica è fondamentale per la costruzione delle personalità dei formandi. Indubbiamente internet è una grande risorsa, nessuno vuole o può metterlo in dubbio, ma può diventare una insidia, come la cronaca quotidiana ci dimostra, specialmente quando diventa un campo nel quale il minore agisce senza la supervisione dei genitori, spesso distratti, spesso anche incompetenti sulle nuove tecnologie. Il copione dell‘adescamento Sono tanti i casi di adescamento di minorenni via chat, e non solo nelle citta del nord, anche vicino a casa nostra. Il copione è sempre lo stesso: la preda viene inizialmente adescata sui social network, dove ci si scambiano foto e video sempre più provocanti; poi il carnefice, pena la diffusione del materiale compromettente, ricatta la vittima, costringendola a spingersi oltre, prima via webcam e poi dal vivo; quasi sempre i protagonisti sono minorenni, i ragazzi e le ragazze hanno spesso paura che i propri genitori scoprano quanto stia loro accadendo e sotto-

stanno agli abusi degli adescatori senza scrupoli. È successo a Cerignola qualche settimana fa dove la vittima, una tredicenne della stessa età di tre dei suoi cinque aguzzini, è stata sequestrata e violentata. Ma anche a Frascati dove una 17 enne è stata adescata da uno studente universitario che l’aspettava in un bagno pubblico: per fortuna la ragazzina e i genitori ci hanno mandato i carabinieri, che lo hanno arrestato per tentata violenza sessuale e violenza privata ai danni di una minorenne. Sempre di recente a Como è stato arrestato il 31enne ex allenatore di calcio accusato di violenza sessuale nei confronti di due giovani calciatori: i contatti avvenivano soprattutto via Facebook, con approcci abbastanza espliciti nelle chat in cui tra l’altro l’uomo, concluso il contatto, chiedeva di cancellare sempre la cronologia. Eurispes: fenomeno molto diffuso Secondo Eurispes-Telefono Azzurro il 41% dei ragazzi si è imbattuto in contenuti o contesti potenzialmente pericolosi, il 12% dichiara di esserne stato turbato. Pornografia, bullismo, sexting (messaggi o immagini a sfondo sessuale inviati da coetanei), incontri offline con persone conosciute online, contenuti inneggianti anoressia, odio, droghe, suicidio, internet addiction, riguardano una fetta altissima del campione. Dal 2001 la polizia postale ha chiuso 177 siti web con contenuti pedopornografici, l’11% dei minori ha dichiarato di aver avuto contatti con pedofili, o con persone sospette, durante la navigazione in Rete. Il 52% cento degli utenti online ha inoltre subito un tentativo di accesso non autorizzato alle proprie informazioni.

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Su Facebook, pur di avere più amici possibile, i ragazzi dichiarano di proporsi a sconosciuti. Le ragazze sono le più assidue frequentatrici, alla ricerca di amici sconosciuti “purché siano fighi”, e non esitano a rischiare fornendo, con sempre maggiore disinvoltura informazioni private, foto (anche provocanti) numeri di telefono e disponibilità a incontri con sconosciuti. L’approccio corretto al problema Quale l’approccio corretto alla questione da parte degli educatori e dei genitori? Innanzitutto non servono atteggiamenti allarmistici che rischiano solo di amplificare la potenzialità mitologica della rete e di facebook. Occorre parlarne, parlare con gli esperti, e soprattutto prendere in seria considerazione la cosiddetta media education che deve diventare una priorità dei percorsi formativi della scuola italiana. Per questo la Società italiana di Pediatria ha promosso un Manifesto per un uso positivo e sicuro del web, una serie di «proposte concrete» da sottoporre a governanti e educatori. Tra queste, rendere la banda larga disponibile ovunque, mettere una lavagna interattiva multimediale in ogni classe, integrare i materiali didattici con gli e-book, avvicinare i bambini all’uso del pc fin dalle elementari, promuovere la formazione sulle nuove tecnologie di insegnanti e genitori, favorire le lezioni sul web. Ossia, direzionara la curiosità dei bambini sulle risorse della rete, e distoglierle da quelle inutili, che sono poi anche quelle destrutturanti e insidiose. Luigi Russo


DOSSIER

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UE: “FACEBOOK NON È UN LUOGO SICURO PER I MINORI” I l commissario europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes chiede maggiore severità sul tema della sicurezza online per i più piccoli e il suo sembra essere un appello dal sapore categorico: “Sono rammaricata in quanto la maggior parte dei siti legati al social networking non è ancora riuscita ad assicurare che i profili dei molti minori presenti online siano accessibili solo ed esclusivamente ai contatti approvati da loro”. L’appello, che probabilmente è preludio di azioni ben più pesanti, è rivolto soprattutto ai principali social network, con particolare riferimento a Facebook, reo di essersi dimostrato il meno sicuro tra i colossi del settore. I dati in possesso della commissione europea sono elequenti: il 77% dei ragazzi dai 13 ai 16 anni utilizza social network; il 38% dei bambini dai 9 ai 12 anni utilizza social network; 12 dei 14 siti utilizzati consente ai motori di ricerca di indicizzare i profili dei minori; solo Bebo e MySpace impediscono l’accesso di estranei ai profili dei minori. Il rammarico della commissaria Neelie Kroes fa certamente riferimento al vertice dell’eG8 dello scorso maggio, allorquando il ventisettenne americano Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, espresse chiaramente la sua intenzione di agire in maniera piuttosto radicale in questo campo: la sua era una proposta che non avrebbe incontrato tanto facilmente il consenso delle istituzioni (ha parlato, infatti, di aprire Facebook anche ai minori di 13 anni ma strutturando una sorta

Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook

di “spin-off” di Facebook dedicato ai più piccoli con regole più rigide), ma alla base esisteva comunque il medesimo cruccio che, oggi, tanto affligge la Kroes: internet non è un luogo sicuro per i bambini, e se è vero che l’alfabetizzazione informatica deve cominciare il prima possibile, allora il problema di proteggere i minori diventa ancor più forte e cogente.

Al momento la Commissione Europea non ha espresso l’intenzione di denunciare i siti rei di non aver intensificato i controlli, ma un’ipotesi di questo tipo non è affatto da escludere, specie se i social network non provvederanno quanto prima a rendere i loro siti a prova di bomba.

CSVS E VOLONTARI AL SERVIZIO DELLE FAMIGLIE

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opo ampia sollecitazione da parte delle associazioni familiari e della Consulta famiglie e Minori, in collaborazione con l’Associazione Luce e sorrisi, il direttivo del CSV Salento ha avviato un progetto sperimentale, destinato ad associazioni, a volontari, a famiglie, per diffondere le competenze educative necessarie ad affrontare le questioni educative, con particolare riferimento all‘irruzione delle teconologie informatiche e della rete nella vita delle famiglie e dei minori in particolare. A partire dal mese di maggio presso lo sportello CSVS di Tiggiano (08331822987) ci sarà un apposito servizio di consulenza sulla cosiddetta media education e sull’uso di internet, con pedagogisti, psicologi, assistenti sociali e sociologi. La consulenza, che sarà totalmente gratuita per i volontari, si strutturerà in 3 ambiti di intervento: 1. Informazione e formazione alla media education, in sede o nelle scuole, per volontari e famiglie e docenti, con case study e focus group 2. Colloqui con genitori e minori 3. Inchiesta nel Salento sull’utilizzo di internet da parte dei minori in collaborazione con Eurispes Puglia


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BENI COMUNI

LEGGE REGIONALE SULL’ACQUA, IL NO DELLA CORTE

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Non rientra nelle competenze della Regione la pubblicizzazione del servizio idrico

a Puglia ha sofferto per secoli una cronica penuria d’acqua dovuta alla particolare morfologia del suolo, di natura calcarea e porosa, che disperde l’acqua a grandi profondità. Sin dai tempi antichi bisognava quindi costruire pozzi e cisterne per raccogliere le acque piovane. Spesso veniva utilizzata anche l’acqua che scorreva per le strade, nelle campagne l’acqua delle paludi e, data la mancanza di una rete fognaria, si viveva nel rischio continuo di gravi epidemie. Solo agli inizi del secolo scorso, con il governo Giolitti fu avviata la costruzione dell’Acquedotto Pugliese. Per tutto il ‘900 continui sono i lavori di completamento e gestione della rete idrica. Nel 1999 l’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese viene trasformato in Società per azioni, di diritto privato che gestiste il servizio idrico. Con la legge 20 del giugno 2011, il Governo regionale di Vendola, recependo la volontà popolare

espressa nel referendum 2011, aveva cambiato rotta: si istituiva un’azienda a capitale interamente pubblico che avrebbe gestito il nuovo acquedotto pugliese. Secondo l’art.1 infatti: “l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita”. E l’art.3 dichiara: “la Regione Puglia difende e garantisce l’approvvigionamento dell’acqua e tutela il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero, quale condizione imprescindibile per la realizzazione del diritto fondamentale all’acqua potabile in funzione del diritto alla vita”. La Corte Costituzionale con la sentenza 62/2012 ha ritenuto illegittima la legge regionale e l’ha annullata adducendo tre motivi. In primo luogo, l’Acquedotto Pugliese non può diventare pubblico perché questa non è una competenza regionale: “l’affidamento del servizio idrico attiene alla tutela della concorrenza e dell’ambiente, riservate alla competenza esclusiva

PIAZZA BARATTO

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Ogni domenica d’aprile a Lecce, dal consumo futile allo scambio utile

pazio alle relazioni con “Piazza baratto - dal consumo futile allo scambio utile”, l’iniziativa promossa dall’associazione Circolo Foundry, con il patrocinio della IV Circoscrizione del Comune di Lecce e la collaborazione delle associazioni “La Sita”, “Ruotando Ciclofficina popolare”, “Sudestudio” e “RiKuso”. Ogni domenica di aprile (esclusa quella di Pasqua) dalle 11 fino alle 19, piazzetta Balsamo nel quartiere San Pio, si animerà di colori, musica e giochi con un unico divieto, quello di utilizzare denaro. Un vero e proprio mercatino del baratto in cui verranno esplorate pratiche sostenibili come lo scambio, il riuso, il riciclo, l’auto-produzione consapevole, la riduzione di sprechi e consumi, il baratto di abilità e di pensieri. Una pratica che si propone di diventare permanente, conservando sempre la sua anima itinerante allo scopo di diffondere e collaudare reti basate sullo scambio e sul dono e per stimolare relazioni sociali orientate al Bene Comune. L’idea è di produrre un effettivo cambiamento culturale che parta dai comportamenti di ognuno e che passi attraverso azioni concrete di cura dello spazio della

dello Stato”, secondo l’art. 117 della Costituzione. In secondo luogo, la nuova gestione dell’acquedotto sarebbe dovuta passare ad AqP, le cui azioni sono totalmente detenute dalla Regione Puglia. Anche in questo caso una violazione dell’art. 117. Infine gli attuali dipendenti di Aqp Spa sarebbero transitati direttamente nella nuova gestione, senza un regolare concorso pubblico. Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, rispetto alla sentenza 62/2012 dichiara: «gli aspetti della norma dichiarati incostituzionali sono, in larga parte, riconducibili agli articoli licenziati dalla Regione Puglia, difformi dal testo originario elaborato con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” a fine 2009 con il contributo di esperti costituzionalisti». Sara Beujeste D’Arpe

piazza, ai margini di un quartiere ricco di risorse umane e relazionali, lontano dalle luci della movida. Qui, inoltre, sono stati piantati i semi per la creazione di un orto urbano. Seminare cibo e relazioni partendo, quindi, dalla terra e sperimentando una pratica di agricoltura urbana nella quale la collettività è invitata alla cura e al mantenimento di un orto permanente, equilibrato e “di tutti”. Piazza baratto è aperta a bambini e adulti grazie alla realizzazione di laboratori educativi in grado di sviluppare processi di acquisizione della consapevolezza del valore delle cose attraverso la loro realizzazione manuale. I laboratori di riciclo creativo guideranno ragazzi e bambini alla scoperta dei diversi materiali e al loro ri-utilizzo, stimolando la loro creatività e realizzando “opere d’arte” come giochi, burattini, strumenti musicali e gioielli dall’alto valore ecologico ed etico. Per gli adulti, invece, laboratori di auto-produzione di saponi, borse e altri manufatti riutilizzando come materia prima gli “scarti” e come risorsa l’ingegno. Grande attenzione anche alla mobilità sostenibile con le ciclofficine popolari per allargare l’uso della bicicletta anche attraverso una migliore conoscenza del funzionamento del mezzo. Il tutto, in un’atmosfera scandita dalle numerose incursioni musicali previste e improvvisate realizzate con gli strumenti musicali realizzati nella piazza stessa con materiale riciclato.

LA NUOVA VITA DI “LARGU MENZA RICCHIA”

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A San Pio una buona pratica di progettazione condivisa

osì come in un mosaico, tessera dopo tessera “lu largu menza ricchia” – così come in molti lo chiamano – prende forma. Una costruzione collettiva che diventa Bene Comune, luogo condiviso e spazio affettivo/relazionale di un quartiere attraverso il “fare” di tante mani. La trasformazione di piazza Dante a Lecce, uno spazio appartenente alla circoscrizione Rudiae-Ferrovia, limitrofa al rione San-Pio, a pochi passi dal sottopasso ferroviario è stata possibile grazie al progetto dell’associazione culturale “Janub”, in arabo “sud”. Si tratta di un laboratorio di ricerca urbana che affronta le problematiche della città contemporanea in maniera trans-disciplinare, vincitore del Bando 2010 di Principi Attivi della Regione Puglia con il partenariato del Comune di Lecce, lo Sportello immigrazione della Provincia, la Scuola Edile e l’Accademia di Belle Arti del capoluogo salentino. Il cantiere aperto a febbraio nella piazzetta leccese è il risultato di un confronto tra l’associazione e la popolazione del quartiere

che per mesi hanno ragionato insieme su cosa fare di questo spazio per molti anni abbandonato all’incuria, ma che conserva una bellezza sorprendente. Un processo condiviso che ha visto artisti, architetti, artigiani e abitanti della zona contaminarsi e immaginare il nuovo volto della piazza per realizzare insieme le opere di arredo urbano. Il progetto “Artigianub”, dopo un’analisi economica, sociale ed architettonica della città, infatti, ha promosso un percorso di valorizzare delle antiche maestranze e tecniche artigianali tradizionali quali il mosaico, la lavorazione del ferro battuto e la lavorazione della pietra attraverso una serie di corsi di formazione realizzati grazie alla collaborazione della Scuola Edile. Lo scopo è di trasmettere le tecniche di costruzione tradizionali alle giovani generazioni ponendo particolare attenzione alle popolazioni migranti residenti in Puglia per permettere loro un reale inserimento socio-lavorativo. Grazie all’incontro con gli abitanti del quartiere, l’antropologa Claudia Mol-

lese e l’architetto Afro Carpentieri – le due giovani menti di “Janub” – sono riusciti a capire i bisogni e i desideri di chi vive la piazza ogni giorno, a partire dai bambini, insieme ai quali è stato progettato una campo sportivo polifunzionale e un’area gioco. Il terzo lotto della piazza è destinato all’arredo urbano che visto dall’alto riproduce il profilo di un viso. Una piazza da vivere pienamente, “protetta” dal maestoso albero in ferro battuto “delle ombre e delle luci”.

Mensile delle associazioni di volontariato della Provincia di Lecce Aprile 2012 - Anno VII - n.57 Iscritto al n.916 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 24/01/2006 Direttore Responsabile: Luigi Russo

Redazione: Serenella Pascali (coordinatrice), Luigi Conte, Sara Mannocci, Lara Esposito. Grafica e impaginazione: Sergio De Cataldis Sede: Centro Servizi Volontariato Salento - via Gentile, 1 - Lecce Tel. 0832.392640 - Fax 0832.391232 - Direttore: 335.6458557

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POVERTÀ

OCCUPAZIONE, DIMINUISCONO LE ASSUNZIONI

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Secondo i dati dei Cpi salentini a febbraio sono in netto calo

econdo i dati diffusi dai Centri per l’impiego della Provincia di Lecce, nel mese di febbraio 2012 si assiste ad una riduzione dei nuovi avviamenti al lavoro rispetto al gennaio precedente. Nello specifico, mentre nel gennaio 2012 gli avviamenti sono stati 18.956, nel mese successivo il dato si attesta sui 12.409. Per dirlo in altri termini, con il passare del tempo ci sono sempre meno assunzioni. Tra i nuovi avviamenti, inoltre, il 60% è costituito da contratti a tempo determinato. Di per sé questa non è più una novità. I dati provenienti dai centri studi o dagli osservatori sul lavoro raccontano sempre la stessa realtà da Nord a Sud ed il Salento ovviamente non è immune “dalla più grande crisi del secolo”. Forse un elemento di novità è rappresentato dall’andamento delle nuove assunzioni in relazione ai titoli di studio dei neoassunti. Secondo i dati dei Cpi salentini il 42% di chi ha trovato occupazione a febbraio ha un titolo di studio basso (licenza media inferiore) a fronte del 9% composto da laureati. Il 30% dei neoassunti ha invece una

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licenza media superiore. In realtà questo dato non è di per sé molto sorprendente considerando che in questi mesi si è scritto più volte delle difficoltà dei neolaureati nel trovare lavoro e delle loro tendenze a rimuovere dai curriculum i titoli più alti per paura di non essere assunti da aziende che cercano sempre più personale poco qualificato e con poche pretese rispetto a chi ha raggiunto alti livelli di istruzione e qualifica magari con più “aspirazioni”. Alle difficoltà nel trovare occupazione si aggiunge dall’altro lato un sempre crescente numero di imprese che chiudono battenti, imprenditori e lavoratori che si tolgono la vita davanti al loro senso di fallimento. Mentre accade tutto ciò, la politica si scontra sulla modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che limita la libertà di licenziamento senza giusta causa e non si preoccupa di dare prospettive, sostegno al reddito ai disoccupati ed alle imprese. Ma anche questa, come tutto il resto, non è più una novità. Gigi Apollonio

LA SCUOLA PER L’EMPORIO SOLIDALE

nche la scuola è in prima linea, sul fronte della solidarietà. Grazie al coinvolgimento dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecce, dirigenti, docenti e circa 75mila alunni con le loro famiglie nella giornata del 2 aprile scorso hanno contribuito a mettere a disposizione dell’emporio solidale prodotti di prima necessità . Latte, pelati, legumi, tonno, olio d’oliva che andranno così a incrementare le scorte del supermarket a cui possono rivolgersi cittadini in difficoltà – questo è in concreto l’emporio –, promosso da Comunità Emmanuel, Caritas diocesana di Lecce, Comune e Provincia di Lecce. Una struttura di circa 500 metri quadrati, attiva dal dicembre scorso in via della Ferrandina sulla Strada P. Lecce-Novoli, in cui le famiglie hanno la possibilità di fare la spesa con una card a punti. La card può essere richiesta da chi ha un reddito non superiore a settemila euro, un comitato di valutazione stabilisce dunque il credito di spesa a cui le singole famiglie hanno diritto, e che è determinato dal reddito e dal numero di minori a carico. L’ufficio per la presentazione delle domande, inizialmen-

te attivo presso la stessa sede dell’Emporio, è ora trasferito presso il Caf di Lecce, in via Pennettera 18. «Nel solo Comune di Lecce e provincia – sottolineano i referenti dell’emporio - sono

circa 80mila le famiglie che chiedono il nostro aiuto. Attualmente sono 250 i nuclei che hanno accesso al supermercato, e si prevede che entro la fine dell’anno arriveranno a seicento».

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UNA COMUNITÀ CHE NON SA PIÙ VIVERE In Puglia sono 5 i suicidi per lavoro nell’ultimo mese

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uando ci si sente soli ed impotenti, quando si pensa di non poter più andare avanti la tentazione di farla finita è forte. Ma cosa ti spinge a pensare di non poter continuare a vivere quando hai 28, 29 o 34 anni? E cosa ti spinge a farlo soprattutto quando le motivazioni sono di natura economica e occupazionale? Dov’è finito quel “tanto in un modo o nell’altro faremo” che ha rappresentato la più grande scialuppa di salvataggio dell’ultimo secolo per tutte quelle persone e famiglie in difficoltà? Secondo l’indagine Istat, nel 2010 si sono registrati in Puglia 120 suicidi e 132 tentativi di suicidio. Sebbene i dati siano riferiti al 2010, questa analisi capita proprio in un periodo in cui la Puglia ed il Salento stanno assistendo inermi ad una spaventosa serie di drammatici suicidi. Sono 5 nell’ultimo mese, di cui 3 nel Salento che hanno coinvolto giovani tra i 28 ed i 34 anni. Drammi che hanno tutti lo stesso filo conduttore, quello della perdita del lavoro e delle difficoltà economiche. La situazione è talmente grave da indurre i rappresentanti politici del territorio a porre due distinte interrogazioni parlamentari al Ministro del Lavoro Fornero. Considerando che oltre all’aumento dei disoccupati sono triplicate anche le ore di cassa integrazione delle aziende pugliesi, bisognerebbe iniziare con l’interrogarsi su che tipo di comunità stiamo costruendo il futuro. Una comunità costretta a lavorare per vivere con la drammatica conseguenza che quando il lavoro manca, non ci si ricorda più come “in un modo o nell’altro si possa andare avanti”. Gigi Apollonio

IL BANCO DELLE OPERE DI CARITÀ PER 60MILA PERSONE

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Sono i cittadini che l’associazione si impegnerà a sostenere nel 2012. Più di 400 gli enti caritativi convenzionati

ontinua in modo sempre più efficace e pervasivo l’attività del Banco delle Opere di Carità di Puglia – con sedi ad Alessano, Squinzano e Foggia – che in questo 2012 si impegnerà a sostenere quasi 60mila persone. «Ogni giorno abbiamo richieste di enti che vogliono convenzionarsi per ricevere alimenti e non solo da mettere a disposizione delle persone indigenti – sottolinea don Lucio Ciardo, presidente del Banco. In quest’anno inoltre avremo una contrazione di derrate alimentari da parte dell’Unione europea (Agea), il 25% in meno, per questo motivo chiediamo una maggiore attenzione delle aziende dell’agro-alimentare che vogliono donarci le loro eccedenze». Nel corso del

2011 sono stati recuperati 3.568.671 Kg di generi alimentari tramite l’Agea, l’industria alimentare, la grande distribuzione organizzata, la raccolta alimentare e la settimana della solidarietà. La raccolta alimentare nel 2011 è stata fatta in tutte le province della Regione Puglia, anche in territori in cui ancora non era presente il Banco, grazie alla collaborazione con le Caritas diocesane di Taranto e Andria , c’è stato un notevole incremento . Inoltre nelle province di Lecce e Brindisi, attraverso il Progetto di inclusione sociale e lotta alla povertà degli Ambiti e dei singoli comuni, il Banco ha sostenuto 1.854 famiglie con pacco alimentare mensile. Da sottolineare anche la sottoscrizione di un

Protocollo d’intesa con la Prefettura di Lecce sia per il sostegno ai profughi del Centro “Don Tonino Bello” di Otranto, sia per la collaborazione con le Forze dell’Ordine nel rifocillare e vestire i profughi che sbarcano sui territori. L’azione del Banco di sostegno alimentare alle famiglie è presente ad oggi, attraverso l’azione dei 424 enti caritativi convenzionati, in quasi tutti i comuni della provincia di Lecce e in 12 dei 20 comuni della Provincia di Brindisi. Dal dicembre 2011 inoltre il Banco sostiene mensilmente nell’approvvigionamento di derrate, alimentari e non, l’Emporio della Carità della Comunità Emmanuel, per il fabbisogno di circa 1.200 persone.


VIOLENZA DI GENERE

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LA FICTION RACCONTA LA VIOLENZA

empre più spesso si sente parlare di violenza sulle donne, ma cosa è questo fenomeno che sembra essere sempre più dilagante? Violenza domestica, abuso sessuale, stupro, stalking, tratta, prostituzione forzata, sono tutti i termini che caratterizzano un fenomeno sommerso, strisciante, ancora troppo spesso non denunciato da chi lo subisce. Trova alleati nella paura, nella vergogna, nel ricatto e nella condizione di assoluta dipendenza economica o psicologica che i carnefici creano attorno alle loro vittime. La violenza sulle donne non è solo un problema “delle donne”. È un male che investe l’intera società. Non conosce confini di tempo e luogo. Travalica culture e nazioni. Un fenomeno drammatico e trasversale che, anche nelle civiltà più avanzate, stenta

ad essere compreso pienamente nella sua gravità e nella sua vera natura di emergenza sociale e politica. È per questo che il Ministero per le pari opportunità ha ideato la messa in onda di un ciclo di tv-movie per cercare di scoprire le logiche, le cause, le distorsioni e le aberrazioni mentali che portano troppo spesso, ancora oggi, a considerare le donne corpi da usare, da sottomettere e da “possedere” al pari degli oggetti. Quattro episodi, in onda dal 28 marzo 2012, per raccontare quattro storie che rappresentano risvolti differenti di queste violenze e per cercare di esplorare, per quanto possibile, la mente di chi le perpetua. La collana prende il titolo dal brano Mai per amore, scritto e cantato da Gianna Nannini, che fa da colonna sonora alle 4 fiction della collana. A produrlo an-

cora una volta una donna, un’artista, Claudia Mori, da tempo in prima linea su queste tematiche. Lilliana Cavani firma il film Troppo amore, che tratta la problematica dello stalking: con Antonia Liskova e Massimo Poggio. Ragazze in web, per la regia di Marco Pontecorvo, con Carolina Crescentini e Francesca Inaudi analizza la violenza e la pericolosità della rete. La fuga di Teresa, per la regia di Margarethe Von Trotta, con Stefania Rocca e Alessio Boni, tratta la violenza domestica anche di tipo psicologico. Helena & Glory, ancora per regia di Marco Pontecorvo, con Barbara Bobulova e Thomas Trabacchi, è dedicato alle donne vittime del racket della prostituzione. Alice Mi

VIOLENZA DOMESTICA, CHE FARE?

Secondo i dati divulgati nella “2nd World Conference of Women’s Shelters”, tenutasi a Washington dal 27 febbraio al 1° marzo, 1 donna su 3 nel mondo è stata vittima di violenza domestica e per questo motivo 1 donna muore ogni 3 giorni. In Italia nel 2010 sono state uccise 127 donne. Il problema della violenza domestica è centrale nella lotta delle politiche di genere nel nostro Paese. L’ultima indagine nazionale è dell’Istat e risale al 2006: il dato è agghiacciante ma destinato, negli anni successivi ad aumentare. Si parla di quasi 7milioni di donne che hanno subito violenza tra i 16 e i 70 anni. La maggior parte di queste violenze avviene per mano dei partner ma soltanto il 7,3% delle donne denuncia il maltrattamento o la violenza, e soltanto una donna su tre considera ciò un reato. In Italia ci sono diverse associazioni che operano in questo settore, tra cui la D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, nata nel 2009, che vanta 60 centri antiviolenza in tutto il Paese, ma purtroppo non ancora equamente distribuiti su tutto il territorio, né presenti in ogni regione.

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La situazione italiana è stata analizzata anche dal Comitato Onu che, dopo aver riscontrato forti ritardi nelle politiche di genere, ha suggerito una strategia che tenga conto almeno di alcuni fattori: la necessità di modificare stereotipi e immagine della donna, veicolati non solo dai mass-media, che sono accettati a causa del maschilismo da sempre imperante in Italia; focalizzare l’attenzione sulla violenza domestica; assicurare protezione alle vittime; assicurare la formazione delle personalità coinvolte, come medici, assistenti sociale e funzionari. In Puglia la Regione, attraverso le normative di riferimento e vari strumenti, la legge regionale 19/2006 sul sistema integrato dei servizi sociali, il regolamento regionale attuativo di quella legge (r.r. 4/2007 e smi.), il Piano sociale regionale (2009-2011), la legge regionale n. 7/2007, cerca di contrastare questo doloroso fenomeno, anche attraverso l’istituzione di centri antiviolenza in ogni provincia. Alice Mi

LE STORIE CHE SO DI LEI

n documentario per raccontare la storia del femminismo a Lecce attraverso la voce di chi quelle storie, in quegli anni, le ha vissute realmente. “Le storie che so di lei”, diretto da Paola Manno, prodotto da Cult Lab in collaborazione con la Casa delle Donne di Lecce, presentato lo scorso 28 marzo a Bari in occasione del Bari International Film Festival, è un racconto corale, una sinfonia di storie e ricordi, che esplora vicende lontane nel tempo, la cui eco affascina ed incanta. Sinossi: Sandra entra in ambulatorio e spiega a tante giovani donne cos’è la contraccezione, Ginetta denuncia la direttrice dell’ospedale di Galatina che, anche dopo l’approvazione della legge 194, si rifiuta di praticare gli aborti, Ada, l’angelo del ciclostile, esce con il cappottino buono e la camicia ben abbottonata per andare alle manifestazioni, perché non vuol sembrare una cattiva ragazza… La storia del femminismo – da Olympe de Gouges a Carla Lonzi – ha attraversato i decenni e le diverse nazioni e ha toccato realtà grandi e piccole, metropoli e cittadine. Il Sa-

lento l’ha vissuta in prima persona, sebbene pochi lo sappiano. “Ci sono state occasioni in cui letteralmente abbiamo messo a soqquadro la città”, raccontano le protagoniste. Una proposta che nasce all’interno della Casa Delle Donne di Lecce, legata

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alla necessità di interrogarsi sul ruolo che il movimento femminista ha avuto in una piccola realtà del Sud Italia, ma soprattutto alla voglia di capire come le lotte di quegli anni abbiano influito sulla vita di tutte le donne.

ASCOLTIAMOCI, CONTRO LA VIOLENZA

Un sostegno concreto alle donne in difficoltà per andare loro incontro, contrastare e prevenire le situazioni di violenza, purtroppo ancora diffuse anche nel territorio della provincia di Lecce. È questo l’obiettivo del progetto “Ascoltiamoci”, promosso dal servizio Ce.A.V. - Centro Cura e Prevenzione Abuso e Violenza della Asl in collaborazione con l’associazione Donne Europee Federcasalinghe Lecce, presentato a Lecce il 21 marzo scorso. Saranno le stesse donne volontarie dell’associazione a curare il servizio di ascolto telefonico, gratuito e anonimo, a cui sarà possibile rivolgersi a partire dal prossimo 2 maggio ogni lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9 alle 11 ai numeri 0832 – 217618 e 0832 – 215150. Punto di forza del progetto il fatto che a gestire la linea telefonica siano proprio casalinghe volontarie dell’associazione che, debitamente preparate, saranno in grado di rivolgersi nel modo migliore ad altrettante donne in difficoltà proprio tra le mura di casa. La maggioranza delle situazioni di violenza continua infatti a consumarsi in ambito domestico e rimane forte la tendenza a non denunciare i fatti. Secondo i dati Istat relativi al 2006, infatti, su un campione pugliese di 1.104 donne, solo il 10,8% ha denunciato la violenza del partner a fronte di un 89,2% che ha preferito tacere. Nel caso di un non partner, poi, solo il 5,4% delle donne denuncia le violenze subite. Numeri su cui il nuovo servizio intende lavorare per contribuire ad invertire la rotta. L’associazione ha inoltre stabilito un calendario informativo che partirà il 12 aprile alle 16 presso la sede dell’associazione in viale Marche 17 a Lecce con un ciclo di 3 incontri sugli aspetti psicologici e giuridici della violenza di genere, su quelli sociali e legali e su quelli teorici ed operativi su privacy e legislazione, con prove di simulazione del servizio offerto. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.donnesalento.it o inviare una mail a federcasalinghe.le@ libero.it o ceav@ausl.le.it.


WELFARE

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IN PUGLIA L’ASSISTENTE PER L’INFANZIA È V.I.O.L.A.

opo la positiva esperienza del progetto ROSA (Rete per l’Occupazione e i Servizi Assistenziali) che in Puglia ha istituito una serie di servizi per le assistenti familiari per persone anziane non autosufficienti, l’assessorato al Welfare ci riprova con il Progetto V.I.O.L.A. (Verso l’Integrazione per l’Occupazione nel Lavoro di Assistenza per l’infanzia), già previsto dal Piano straordinario per il lavoro in Puglia tra le azioni rivolte al lavoro per la qualità della vita con le “nuove figure professionali nel settore del lavoro di cura domiciliare - Assistenti per l’infanzia”. L’obiettivo è quello di mettere a sistema il complesso e variegato mondo di quelle che comunemente si definiscono “baby sitter”

qualificandone le competenze professionali per offrire ai cittadini e alle cittadine pugliesi la garanzia di un lavoro di qualità. Pertanto, con una delibera di giunta regionale del 28 febbraio scorso (la n.392/2012) sono stati approvati lo Schema di Protocollo di Intesa e le Linee guida per la realizzazione del Progetto che prevede l’istituzione e la gestione di elenchi di assistenti domiciliari per l’infanzia con competenze di base. Gli obiettivi ripercorrono quelli già fissati con il progetto ROSA: favorire l’emersione del lavoro non regolare nella cura domiciliare, approfondire la conoscenza del fenomeno del sommerso, sostenere un sistema di incontro regolare tra domanda e

offerta nel lavoro di cura, incrementare le competenze professionali del lavoro femminile nella cura garantendone efficacia e qualità e infine creare un sistema integrato di cooperazione interistituzionale. Il progetto va ad integrarsi, oltre che con il già noto ed avviato progetto R.O.S.A., anche con il Progetto AsSAP (Azione di sistema per lo Sviluppo dei Sistemi integrati di Servizi alla Persona), la cui realizzazione è affidata, quale Organismo Intermedio, ad Italia Lavoro, dalla direzione generale dell’Immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del PON “Governance e Azioni di Sistema” - Ob. Convergenza. Alice Mi

NASCE IL PRIMO NIDO UNIVERSITARIO

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All’interno dell’Ateneo salentino, un servizio dedicato ai bambini delle impiegate

e il livello di civiltà di un governo si misura anche dai sistemi creati a supporto della maternità e della paternità, allora la Puglia e Lecce, in questo caso, potrebbe risultare tra quelli privilegiati. Per la prima volta in Puglia e nel sud Italia nasce infatti presso un ateneo, quello salentino, un asilo nido con annessa ludoteca. Un risultato raggiunto grazie ad un finanziamento regionale e all’impareggiabile merito della consigliera regionale di parità Serenella Molendini che da anni promuove forme di sostenibilità nel lavoro delle donne. L’asilo nido, ubicato nell’aerea universitaria di Ecotekne, è intitolato a Luisa Zappulli, una giovane docente di Sociologia scomparsa lo scorso anno dopo una breve malattia. Destinatari dell’asilo i piccoli e le piccole delle mamme che lavorano nell’ambito dell’Università, non solo docenti anche le impiegate. Il progetto è nato nel 2008 grazie ad un avviso pubblico dell’assessorato regionale al Welfare per il finanziamento di asili pubblici comunali e progetti pilota per asili nido aziendali presso enti pubblici. 138 le domande

presentate, di cui 132 di amministrazioni comunali e Ipab e sei progetti pilota di istituzioni pubbliche: tra questi il progetto dell’Università salentina si è classificata al secondo posto, con un impegno di spesa totale di 213mila euro, di cui 127.200 finanziato dalla Regione Puglia e un

cofinanziamento dell’Università stessa di 85.200 euro. L’asilo conta anche sul servizio di ludoteca dove i bambini dai due agli otto anni potranno essere accolti anche per poche ore, secondo le esigenze, dalle 7.30 alle 20 anche nei giorni in cui le strutture scolastiche sono chiuse e l’Ate-

neo rimane in parte attivo, come per esempio durante le festività natalizie e pasquali e i mesi di giugno e settembre. I vantaggi per gli ospiti sono davvero tanti: innanzitutto possono disporre di costi ridotti rispetto a quelli offerti da strutture pubbliche o private esterne, sono previsti tempi di fruizione più ampi e differenziati, i progetti educativi seguono un aggiornamento continuo e una verifica della correttezza delle modalità pedagogiche e formative, una mensa adeguata ai criteri di nutrizionalità, e una convenzione con un pediatra. «Non vi può essere sviluppo reale se non si incrementa la rete di servizi a supporto della maternità e della paternità – ha commentato l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile. L’Ecotekne di Lecce è la dimostrazione di come stando dalla parte delle donne, il lavoro non solo può diventare più produttivo ed efficace, ma la stessa maternità non viene più considerata un peso per l’azienda né un peso per la donna, imponendo una faticosa e dolorosa scelta tra essere donna lavoratrice ed essere mamma».

IL RUOLO DEL VOLONTARIATO E DELLA SOCIETÀ CIVILE PER LA COSTRUZIONE DEI BENI COMUNI

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A Molfetta il 5 maggio la presentazione della ricerca della Regione Puglia-CSV Puglia net

n occasione del decennale della nascita del sistema dei CSV della Puglia, CSVPuglia Net organizza, sabato 5 maggio alle ore 10.00 presso il Seminario di Molfetta, il convegno dal titolo “Il ruolo del volontariato e della società civile per la costruzione dei Beni Comuni”. Perché si possa costruire un vero sviluppo nel nostro Paese e parlare di democrazia è necessario che lo Stato e il Mercato interloquiscano con un terzo polo, la Società Civile appunto, composta da imprese sociali, associazioni, organismi intermedi non profit. Una Società Civile consapevole e responsabile del proprio destino, non vittima del sistema economico, politico, culturale e sociale ma protagonista, insieme alle istituzioni, di un processo di cambiamento che vada verso la costruzione del Bene Comune

e di un vero sviluppo. Il convegno sarà per tutti, cittadini, istituzioni e terzo settore, un momento per riflettere insieme sul ruolo e le responsabilità di ogni attore sociale, sul principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118 della nostra Costituzione e un’occasione per avviare nuovi processi politici e sociali all’insegna della condivisione e della partecipazione. «La costruzione dei Beni comuni nel nostro Paese e in ciascuna comunità – commenta Luigi Russo presidente regionale del CSVPuglia Net e coordinatore della ricerca regionale –, è un impegno che costantemente chiama in gioco il ruolo del volontariato e quello delle istituzioni. Significa operare con consapevolezza quei compiti che ci sono assegnati dalla nostra Costituzione, rievocando i valori

più alti della cittadinanza, valori che sono al contempo laici e cristiani». Partecipano al convegno Nichi Vendola, presidente Regione Puglia; Loredana Capone, vicepresidente Regione Puglia; Elena Gentile, assessore regionale al Welfare; Mons. Luigi Renna, rettore Seminario di Molfetta; Antonio Carbone, presidente Co.Ge. Puglia; Gianluca Budano, portavoce Forum Terzo Settore Puglia. Intervengono: Luigi Russo, presidente CSV PugliaNet; Anna Maria Candela – dirigente regionale Servizio programmazione e integrazione sociosanitaria; Giuseppe Cotturri, della facoltà di Scienze Politiche Università di Bari; Don Maurizio Tarantino, coordinatore Caritas Puglia; Daniele Ferrocino del Forum Terzo Settore.


IMMIGRAZIONE

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LA RACCOLTA PUNTI DELL’INTEGRAZIONE

entrato in vigore sabato 10 marzo il “permesso a punti” per gli immigrati, disposizione introdotta dal Governo Berlusconi che riguarda tutti i cittadini stranieri con più di 16 anni che fanno ingresso per la prima volta nel territorio italiano e presentano domanda per il rilascio di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno. Si tratta di un vero e proprio “accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato italiano” della durata di due anni e rinnovabile di uno tradotto in 19 lingue che assegna alla persona immigrata automaticamente 16 punti. L’accordo riguarda esclusivamente i cittadini extracomunitari che entrano per la prima volta in Italia che dovranno firmarlo presso lo Sportello unico per l’immigrazione presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo competente. Nel caso di giovane minorenne, dovrà essere anche firmato dai genitori o dagli esercenti la potestà genitoriale e, in ogni caso, dovrà essere tradotto in una lingua da lui indicata. I punti di startup, quelli assegnati automaticamente, corrispondono al livello A1 di conoscenza dell’italiano. Alla fine dei due anni la persona immigrata si impegna a raggiungere un livello di conoscenza dell’italiano pari a A2 e acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costitu-

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zione italiana e, in generale, a integrarsi all’interno del tessuto economico-sociale del nostro Paese. I crediti, però, possono essere anche persi in caso, ad esempio, di provvedimenti giudiziari di condanna e alle misure di sicurezza personali. Allo scadere dei due anni, inoltre, la persona immigrata dovrà presentare una documentazione attestante i crediti formativi, la partecipazione ai corsi, ecc. e sostenere un test a punti. Dal risultato di questa prova si deciderà la permanenza o meno della persona immigrata: da

LA CRISI RAZZISTA

l particolare periodo di difficoltà economica rischia di ripercuotersi come boomerang con forza verso alcune particolari fasce, tra cui le persone immigrate. La perdita del lavoro, infatti, si trasforma in questo caso da dramma della povertà a dramma di cittadinanza in quanto in Italia il permesso di soggiorno è legato a maglie strette all’occupazione. Su questo sembrano arrivare dal Governo alcuni segni di apertura, che ha posto l’attenzione alla durata dei permessi di soggiorno proprio in riferimento alla ricerca del lavoro. La linea è contenuta nel documento “La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” approvato il 23 marzo 2012 nel Consiglio dei ministri su proposta del ministro del Lavoro e Politiche sociali Elsa Fornero. L’intento è di prolungare la durata del permesso per ricerca lavoro e sospendere i nuovi flussi di ingresso. Nella sezione “Gli interventi volti al contrasto del lavoro irregolare degli immigrati”, infatti, si legge che «Per evitare che la

crisi economica determini l’irregolarità dei lavoratori stranieri che abbiano perso il posto di lavoro, occorre adottare misure che ne facilitino il reinserimento nel mercato, favorendo l’offerta che provenga dal bacino di immigrati già all’interno del Paese piuttosto che ricorrendo a nuovi flussi dall’estero. Pertanto, la perdita del posto di lavoro non può comportare la revoca del permesso di soggiorno del lavoratore extracomunitario e dei suoi familiari, ma occorre prolungare il periodo in cui lavoratore può essere iscritto nelle liste di collocamento, estendendolo anche a tutto il periodo in cui sia ammesso a una prestazione per disoccupazione. In tal senso, si intende intervenire nel concerto con il Ministero dell’interno». Indicazioni di massima che, nonostante appaiano in un documento sulla riforma del mercato del lavoro e non in un quadro di riforma dei permessi di soggiorno, lascia sperare che a breve dalle parole di si passi ai fatti. L.E.

MIGRANTI, SÌ ALL’INVALIDITÀ CIVILE

Finalmente anche gli immigrati titolari di regolare permesso di soggiorno hanno diritto all’assegno di invalidità civile. A stabilirlo è la sesta sezione civile della Cassazione che ha accolto il ricorso di una immigrata divenuta cittadina italiana a partire dal gennaio 2009. La donna si era vista riconoscere l’assegno di invalidità solo per il periodo successivo al 2009 mentre la Corte d’Appello di Genova glielo aveva negato per il periodo precedente. Contro il no all’invalidità pregressa, l’immigrata, sposata con un cittadino italiano e titolare di permesso di soggiorno, ha fatto ricorso in Cassazione forte di una sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Con la sentenza 4110, la Corte ha accolto il ricorso dell’immigrata ribadendo che una volta che il diritto a soggiornare non sia in discussione «non si possono discriminare gli stranieri stabilendo nei loro confronti particolari limitazioni per il godimento dei diritti fondamentali della persona riconosciuti invece ai cittadini».

30 punti in su può permanere sul territorio italiano perché ha rispettato l’accordo; nel caso di punteggio da uno a 29, è possibile rinnovare di un altro anno l’accordo d’integrazione; con zero punti o meno, lo straniero viene espulso in maniera immediata. Per fare ulteriore chiarezza sulle modalità del permesso a punti, il ministro dell’Interno e il ministro per la Cooperazione e integrazione hanno emanato due circolari congiunte. In particolare, in quella del 2 marzo si precisano le categorie protette che non rientrano nel permesso a punti e cioè “lo straniero titolare di permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari o per motivi familiari, del titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione europea, e dello straniero titolare di altro permesso di soggiorno che abbia esercitato il diritto al ricongiungimento familiare”. Nella stessa circolare viene, inoltre, presentato il “pacchetto formativo multimediale di educazione civica”: 5 moduli di apprendimento da seguire obbligatoriamente entro 3 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo. Lara Esposito

SI CHIUDA IL CIE DI BARI!

Iniziativa dell’associazione di giuristi democratici Class Action Procedimentale che ha sottolineato l’accertata violazione dei diritti dell’uomo

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Il Centro di Identificazione e Espulsione (Cie) di Bari Palese è un carcere extra ordinem, non dichiarato, in cui numerosi cittadini provenienti da paesi extraeuropei sono detenuti senza aver mai commesso reati punibili con la reclusione. Le condizioni di detenzione non rispettano neppure i parametri normativi vigenti per gli istituti penitenziari statali. Il regime di reclusione vìola le più elementari regole di rispetto della dignità umana ed è esercitato in clamorosa violazione del quadro legislativo comunitario e nazionale di riferimento». È quanto sottolinea da più di un anno l’associazione di giuristi democratici “Class Action Procedimentale” di Bari che ha avviato un’azione legale per chiedere il rispetto dei diritti umani all’interno del Centro. Ora l’azione procede attraverso un vero e proprio atto di citazione del 21 marzo scorso e attraverso cui l’associazione, citando in giudizio Palazzo Chigi, Viminale e Prefetto di Bari, chiede l’immediata chiusura del Centro per accertata violazione dei diritti dell’uomo. Si tratta della seconda fase dell’accertamento delle condizioni di vita dei detenuti, promossa dunque più di un anno fa. Un accertamento che ha portato a due sopralluoghi che hanno rilevato che il Cie, «nato per fini umani-

tari» è «un vero e proprio carcere». Le condizioni dei servizi igienici vengono definite «raccapriccianti», in una una struttura per «la quale non risulta alcun rilascio di certificazione di agibilità» e che «limita fortemente la libertà personale». Nell’atto di citazione si chiede che il Tribunale accerti e dichiari che il Centro è una struttura di detenzione in cui manca un presidio del servizio sanitario nazionale a tutela dell’integrità fisica e psichica delle persone, e che le linee guida per la progettazione dei centri di identificazione e di espulsione non sono mai state recepite. Si legge sul sito dell’associazione: «pretendiamo che nella storia di Bari non ci sia la macchia di una struttura lesiva dei diritti fondamentali dell’uomo, la cui difesa deve venire dalla società civile che noi rappresentiamo, attraverso lo strumento della sovranità della cittadinanza sociale quale rimedio democratico per superare situazioni di grande fragilità delle strutture pubbliche». Condivisione dell’iniziativa da parte dell’assessore regionale alla Cittadinanza sociale e politiche di inclusione dei migranti Nicola Fratoianni, che ha sottolineato: «È giunto il momento che si riveda organicamente la normativa sulla materia dell’immigrazione a cominciare dall’istituto dei Cie».


IMMIGRAZIONE

LA POVERTÀ NASCOSTA

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traniero e povero: due aggettivi che, nel nostro Paese, sembrano essere i termini di un feroce sillogismo. Quest’immagine emerge dalle conclusioni della Fondazione Leone Moressa, ottenute rielaborando i dati della Banca d’Italia sui “Bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2010”. L’obiettivo dell’indagine effettuata dalla Fondazione consiste nel fotografare la famiglia straniera sotto l’aspetto economico, prendendo in considerazione una molteplicità di parametri: l’ammontare del reddito, del consumo, del risparmio, il livello di povertà, il possesso di immobili (in Italia e all’estero), le tipologie più diffuse di risparmio, le caratteristiche dell’abitazione di residenza. Secondo le risultanze, emerge che ben quattro immigrati su dieci si collocano sotto la soglia di povertà, ma anche fra chi sta meglio, il tenore di vita è appena sufficiente alla sussistenza. In numeri concreti, gli stranieri affrontano una condizione di generale difficoltà. La

maggior parte dei lavoratori dipendenti guadagnano mediamente il 45% in meno degli italiani. Il 73% delle famiglie vive in case in affitto solitamente di piccole di dimensioni (70 mq) impegnando circa un quarto del reddito medio familiare per sostenere il canone di locazione. Ammonta a poco più di 600 euro annui, il saldo medio attivo registrato sui conti correnti. I consumi degli stranieri, tendenzialmente il 30% in meno di una famiglia italiana, sono prevalentemente orientati verso beni non durevoli, di prima necessità. Il dato di povertà che emerge dalle analisi, oltre che denunciare una situazione contingente di disagio, rivela anche una dimensione culturale specifica. L’immagine di correlazione tratteggiata tra immigrazione e povertà indica, infatti, l’esistenza di una marginalità sociale dell’immigrato che è determinata non solo da una congiuntura economica di crisi, ma anche e soprattutto da un’idea socialmente diffusa di subalternità lavorativa dell’immigrato.

L’ITALIA SONO ANCH’IO, OBIETTIVO RAGGIUNTO!

L’Italia sono anch’io” è il nome di una campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e di voto promossa da 19 organizzazioni della società civile (fra cui Acli, Arci, Asgi - Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Cgil, Fondazione Migrantes, Tavola della Pace, Terra del Fuoco), dall’editore Carlo Feltrinelli, un centinaio di comitati locali e un migliaio di volontari, in un percorso che si è dispiegato lungo un arco di sei mesi. L’iniziativa nasce per promuovere l’uguaglianza tra persone italiane e quelle di origine straniera che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia. Alla base della campagna si pongono due proposte

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di legge di iniziativa popolare che mirano ad una riforma della legge che attualmente regolamenta l’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera e all’introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti. In relazione al diritto di cittadinanza, in primo piano viene portato lo “ ius soli”, ovvero il diritto di essere cittadini di questo Paese, partendo dal luogo nel quale si nasce. Il tema della cittadinanza è un argomento da tempo dibattuto. Gli stessi presidenti della Repubblica e della Camera, hanno chiesto una riforma della legge del 1992 che resta ancorata allo ius sanguinis, cioè alla cittadinanza dei genitori, eppure nessuno dei 48 disegni di legge presentati

LA SALUTE SPIEGATA AGLI STRANIERI

omprendere per curare. Comprendere non solo il linguaggio fisiologico del corpo, attraverso battiti, pulsazioni, respiri e consistenze, ma anche e soprattutto comprendere e comprendersi nella comunicazione che consente l’accesso ai percorsi di cura. La presenza di immigrati in Italia, sempre in crescita è un dato ineludibile, che con se porta il fondamentale problema della comprensione linguistica. Se l’approssimazione comunicativa può essere un ostacolo sormontabile in contesti ordinari con un po’ di creatività e spirito di adattamento, diverso è il peso dei disagi che un’incomprensione linguistica può causare quando la posta in gioco è il diritto alla salute. Crescendo il numero di immigrati, aumenta l’integrazione e aumentano anche i loro ricoveri ospedalieri. Dal 2000 al 2008 l’Istat ha registrato una variazione di +101,3% di dimissioni ospedaliere di stranieri in ricovero in regime ordinario. Considerando le prestazioni in day hospital, i numeri salgono ancora, segnando +192%. La difficoltà del non parlare la stessa lingua e quindi del

alle Camere sulla cittadinanza in questa legislatura ha raccolto i consensi necessari ad andare avanti. La riforma proposta, prevede che i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari (da almeno un anno) possano essere cittadini italiani. Ora ci si prova con una proposta di legge di iniziativa popolare forte del sostegno di circa 200mila firme. Questo è infatti il risultato nazionale, ben oltre le prime previsioni, che erano orientate alla soglia di 5mila. Cinquemila sono stati gli aderenti di Puglia. Per quanto riguarda il capitolo sul diritto elettorale amministrativo, invece, l’obiettivo è di concederlo anche ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.

non comprendersi costituiscono gravi ostacoli nel rapporto tra operatori sanitari e paziente. Non occorre sicuramente fatica ad immaginare come, in situazioni di emergenza sanitaria, possa essere fondamentale comunicare e comprendere in tempi brevi e con precisione quali siano i sintomi accusati dal paziente che necessita cura. Partendo da queste considerazioni Fondazione IntegrA/Azione, con il supporto del Ministero della cooperazione e dell’Anci, ha dato vita a “Salute, guida alla medicina per cittadini stranieri”, una pubblicazione dedicata agli operatori sanitari che, a vari livelli, lavorano con i migranti e che sarà distribuita gratuitamente in numerose strutture sanitarie di tutta Italia. La pubblicazione raccoglie domande, frasi e parole d’uso più comune nelle strutture mediche tradotte in inglese, francese e arabo. Apposite sezioni sono riservate alla gravidanza, alla contraccezione, alle violenze e alla pediatria. Il testo, inoltre, è accompagnato da una grafica semplificata per aiutare la comprensione.

IL VOTO SALENTINO

La raccolta delle firme nel Salento, coordinata dalla Rete Anti Razzista ha ottenuto risultati importanti. Secondo le affermazioni di Antonella Cazzato, esponente delle rete per la Cgil, il territorio ha espresso un numero di firme abbastanza vicino alle 2mila unità. Un dato sostanziale considerando che le stime hanno contato 5mila firme come risultato dell’intero territorio pugliese. Un elemento che spinge alla riflessione è comunque è la presenza di un dato significativo di cittadini che pur avendo espresso il loro favore alla riforma della legge sulla cittadinanza, non hanno sostenuto invece la proposta per la riforma del diritto di voto. Katia Lotteria, sempre della Rete Anti Razzista interpreta questo dato alla luce di una valutazione politica. «Lo ius soli è percepito dalla popolazione come un diritto legato alla nascita, al mondo dell’infanzia e questa percezione sicuramente ha sollecitato un più diffuso sentimento di solidarietà. Il diritto di voto, invece, riguardando persone già adulte può aver generato qualche ritrosia, considerando anche il particolare momento di crisi che alimenta una percezione pregiudiziale dello straniero come minaccia e competitore alle già carenti risorse disponibili».


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57 - VS Aprile 2012  

Volontariato Salento - mensile delle associazioni di volontariato della provincia di Lecce

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