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CSSMagazinE 2 | 2014

Sani e ben assicurati – 29 domande e risposte

Quanto è pericolosa la zanzara tigre? Domanda 21

Come ha risolto i suoi disturbi del sonno? Domanda 26

Dossier:

Cassa unica: cosa occorre sapere? Domanda 07   – 17


Vi siete già guardati allo specchio oggi? Cara lettrice, caro lettore Avete dato già un’occhiata allo specchio oggi? Domanda sciocca, potreste dire. Ovviamente, ognuno di noi si guarda allo specchio tutti i giorni per vedere se tutto è in ordine. Forse, sarebbe bene dare anche uno sguardo più approfondito ai costi della salute. Tecnologia più moderna, metodi di cura sempre migliori, numero di prescrizioni di cui si usufruisce in costante crescita: i motivi per il costante aumento dei costi nel sistema sanitario sono molteplici. E si ripercuotono direttamente sui premi. Essi sono infatti un riflesso di quel che giorno dopo giorno avviene con i costi della salute. Guardare più spesso questo specchio potrebbe avere un effetto positivo. Infatti, potremmo verificare che le casse malati, con i loro premi, non hanno messo le mani nei nostri portafogli. Questo poiché nell’assicurazione di base non possono realizzare alcun guadagno. Piuttosto, con i nostri premi paghiamo il prezzo di un sistema sanitario ottimo, ma per questo anche molto costoso. In questo numero approfondiamo la tematica della cassa unica. Fra l’altro, parliamo con qualcuno che è uscito dal comitato dei promotori dell’iniziativa e spieghiamo perché una compensazione dei rischi perfezionata porta maggiori risultati di quanto non possa fare una soluzione radicale.

Roland Hügi Caporedattore

Domanda

01

Come contattare la CSS Assicurazione? Per domande relative ai prodotti I consulenti sono volentieri a vostra disposizione. Trova Agenzia: www.css.ch /agenzia Per domande relative a prestazioni e fatture La Serviceline è a vostra disposizione dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18. 0844 277 277 (tariffa locale rete fissa Svizzera), info.serviceline@css.ch Per emergenze 24h e consulenza medica La CSS vi assiste in situazioni di emergenza e in caso di domande mediche 24 ore su 24, 7 giorni la settimana: +41 (0)58 277 77 77 Modifiche di indirizzi Le modifiche di indirizzi possono essere comunicate tramite mail (cambiamentoindirizzo@css.ch) oppure tramite telefono alla Serviceline della CSS (0844 277 277).

Chi l’ha fatto? CSS Magazine 2 | 2014 Il CSS Magazine è la rivista per i clienti del Gruppo CSS per gli assicurati di CSS, INTRAS e Arcosana. Il Magazine appare trimestralmente in lingua tedesca, francese e italiana. Tiratura complessiva: 780 000 esemplari Società del Gruppo CSS: CSS Assicurazione malattie SA, CSS Assicurazione SA, INTRAS Assicurazione malattie SA, INTRAS Assurances SA e Arcosana SA. Editore e indirizzo della redazione: CSS Assicurazione SA, Tribschenstrasse 21, Casella postale 2568, 6002 Lucerna, Telefono 058 277 11 11, Fax 058 277 12 12, css.magazine@css.ch Redazione: Roland Hügi (caporedattore), Eveline Franz (redazione finale) Collaborazione permanente: Manuela Specker Redazione CSS Esclusiva: Diana Bruggmann Traduzione: Anna Fontanella, Erminia Gagliotta, Florence Barbezat, Massimo Gobber Concetto: Infel AG, Zurigo Grafica, produzione: Niki Bossert, Silvia Tschümperlin Commissione di redazione: Samuel Copt, Roland Gisler, Franziska Guggisberg, Esther Hashimoto, Helena Mettler, Bruno Schmid Stampa: swissprinters AG, Zofingen Carta: UPM Star, FSC Mixed Sources Magazine CSS in linea: UPM Star, www.css-magazine.ch Copyright: la riproduzione di stampa è consentita soltanto con indicazione della fonte. Solo i testi definiti comunicazione ufficiale hanno carattere vincolante dal punto di vista legale.


Domanda

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Cosa contiene? Dossier cassa unica 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17

Domanda

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Compensazione dei rischi o cassa unica? Il sistema sanitario svizzero: ci sono cifre interessanti? Quando è sensata la concorrenza? Qual è il testo dell’iniziativa? E la soddisfazione della clientela? Perché l’idea della cassa unica è già più volte fallita? Qual è la sua opinione, signor Cassis? E i collaboratori? Cosa rispecchiano i premi? C’è del marcio in Inghilterra? Perché improvvisamente è contro la cassa unica?

Alimentazione & Movimento 04 Nuotare con lo stomaco pieno – un problema? 06 La melanzana – la meraviglia viola? 18 Perché il gelato «alla spina» è così soffice?

Salute & Prevenzione 03 20 21 23 25 27 28

Come reagisce l’organismo al volare? Invecchiare sani? Quanto è pericolosa la zanzara tigre? I malati psichici ottengono aiuto a sufficienza? Perché l’epatite C è così ingannevole? Come lavorare in modo ergonomico? Perché i valori alti di ozono sono così dannosi?

Politica & Economia Domanda

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05 Premi: perché differenze così ampie? 22 L’hanno affascinata i grandi camion?

Prestazioni & Offerte 01 02 19 24 26 29

Approfitti delle offerte esclusive del nostro Club Clienti CSS Esclusiva

Come contatare la CSS Assicurazione? Come godersi le vacanze senza preoccupazioni? Perché alla CSS non ci sono «clienti»? Nuovo indirizzo? Come ha risolto i suoi disturbi del sonno? Lei lo sa?

Copertina: Julie und Peter Foto: Matthias Jurt


Domanda

Godersi in tranquillità i giorni di ferie – grazie a un’assicurazione per viaggi e vacanze.

02 Come godersi le vacanze senza preoccupazioni? L’Assicurazione per viaggi e vacanze della CSS protegge dalle brutte sorprese. Testo: Manuela Specker

L’estate è tempo di vacanze. Tuttavia, nella gioiosa attesa della partenza ci si dimentica spesso qualcosa di essenziale, vale a dire la protezione da malattie e infortuni, ai quali non si è immuni neanche durante le vacanze. Senza un’assicurazione adeguata, segue spesso un brutto risveglio. L’assicurazione di base in Svizzera copre sì in tutto il mondo parte dei costi nei casi d’emergenza, ma soltanto fino all’imProtetti durante le porto doppio rispetto a quello del vacanze con un clic medesimo trattamento effettuato in Su www.css.ch/viaggi Svizzera, nel proprio Cantone di è possibile stipulare domicilio. In Paesi con un sistema immediatamente prima sanitario costoso, i costi di ospedella partenza un’Asdale, salvataggio e trasporti disicurazione per viaggi e ventano rapidamente impossivacanze adeguata alla bili da pagare. L’Assicurazione situazione individuale. per viaggi e vacanze della CSS Vi offriamo volentieri protegge da questo tipo di anche una consulenza brutte sorprese. personale in un’agenzia Grazie al sistema monelle vostre vicinanze dulare flessibile, è posoppure al telefono sibile adattare il pro(0844 277 277). dotto alle proprie esigenze, in modo semplice e privo di complicazioni. Chi, per esempio, ha già coperto i costi di guarigione nel quadro dell’assicurazione complementare, può limitarsi all’Assicurazione per costi di annullamento. Sono sempre più apprezzate le assicurazioni annuali, che vale la pena stipulare già a partire da due viaggi all’anno. In questo modo non occorre sempre ricordarsi della protezione assicurativa prima di ogni nuovo viaggio.

Domanda

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Come reagisce l’organismo al volare? I voli a lungo raggio possono rappresentare un fattore di stress per l’organismo. Soprattutto le persone anziane o in sovrappeso, nonché fumatori e donne incinte, sono esposte a un rischio di trombosi più elevato. Restare seduti con le gambe piegate può provocare un arresto del flusso sanguigno e nei casi peggiori condurre a un’embolia polmonare. Per evitare che il sangue «stagni» nelle gambe, si consiglia di alzarsi e di muoversi, circa ogni ora, e di tanto in tanto di dondolare con i piedi da seduti. A chi soffre di una malattia venosa (p.es. vene varicose) si consiglia di indossare delle calze elastiche. Per tutti vale la raccomandazione di bere molta acqua, non soltanto per l’aria secca. Ciò, infatti, favorisce la circolazione sanguigna.

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Domanda

Prisca Wolfensberger, responsabile stampa SSS

04 Nuotare con lo

stomaco pieno – un problema? Per tanto tempo si è sempre detto: dopo aver abbondantemente mangiato, è proibito fare il bagno. Vale ancora questa regola? Testo: Manuela Specker

Tale avvertimento è ben noto a chi d’estate da bambino amava divertirsi in piscina: dopo aver mangiato, aspettare prima di entrare in acqua! Nella logica dei bambini, ciò corrispondeva all’immagine della pancia pesante che fa affondare. In realtà, però, si trattava del pericolo di un collasso cardiocircolatorio che induceva gli esperti a consigliare di digerire prima di tuffarsi in acqua.

Regola delle due ore allentata La Società Svizzera di Salvataggio SSS si è attenuta per lungo tempo alla regola delle due ore: dopo aver mangiato abbondantemente, attendere due ore prima di andare a nuotare. Nel frattempo, il fattore tempo non ha più un ruolo decisivo. «Consigliamo di usare il buonsenso e di ascoltare il proprio organismo», dice la portavoce della SSS Prisca Wolfensberger. A nessuno verrebbe in mente di andare a correre subito dopo un’abbondante mangiata.

Attenzione al collasso cardiocircolatorio Se l’organismo si trova in fase digestiva, una parte del sangue viene pompato nella regione dello stomaco. Durante la digestione, l’irrorazione sanguigna nel resto del corpo è bassa e ci si sente stanchi e pigri. In caso di grandi sforzi fisici, teoricamente, può verificarsi un collasso cardiocircolatorio, sebbene ciò avvenga raramente: «Se in acqua vengono a mancare le forze, possono rapidamente esserci gravi conseguenze», spiega Prisca Wolfensberger. Continua quindi a far parte delle regole del bagnante della SSS quella di non nuotare mai a stomaco pieno o completamente vuoto. www.sss.ch/it

Domanda

05 Premi:

perché differenze così ampie?

In ogni Cantone svizzero, la CSS richiede premi diversi. Ciò è determinato dal fatto che gli assicurati causano costi di entità differente da un Cantone all’altro.

© Thinkstock

Testo: Roland Hügi

Chi vive a Basilea Città o nel Canton Ginevra paga premi maggiori rispetto a un abitante dell’Appenzello Interno. Quella che potrebbe essere definita un’ingiustizia ha la sua ragione d’essere nei diversi costi della salute originati nei vari Cantoni. Nel 2013, CSSMagazinE 2 | 2014

infatti, la CSS ha dovuto spendere in media per una persona assicurata a Basilea Città 4629 franchi e nel Canton Ginevra 3842 franchi, mentre la spesa per l’abitante dell’Appenzello Interno è stata di 2184 franchi. La diversità dei premi nei vari Cantoni non ha dunque a che fare con il federalismo, bensì con la struttura dei costi: maggiori sono i costi pro capite e più alti sono i premi. Ogni assicuratore malattie stabilisce i premi a livello cantonale e regionale secondo i costi della salute comprovati, e il Consiglio federale determina le regioni in modo uniforme per tutti gli assicuratori malattie. L’esperienza ci mostra che maggiore è il numero di ospedali, medici o farmacie presenti in un Cantone, maggiori sono i costi per la salute. I costi delle prestazioni pro capite sono perciò maggiori nei Cantoni con una forte densità di medici e farmacie (ad esempio Basilea Città o il Canton Ginevra). E cosa succederebbe con una cassa unica? Anche in questo caso vi sarebbero premi diversi da un Cantone all’altro. Inoltre: essendo previsto un unico premio su base cantonale, nei Cantoni con più regioni di premio, numerose persone si troverebbero a dover pagare premi più elevati.


Domanda

Ci sono mille modi per preparare le melanzane.

06 La melanzana –

la meraviglia viola? Nei Paesi del Sud, la melanzana si usa già quasi nelle pappette dei bambini. In Svizzera, invece, questa verdura occupa uno degli ultimi posti della classifica del gradimento. Testo: Roland Hügi

Le melanzane – un campione di vendite? «No», dice il commerciante di verdura Franz Friedli, che nel centro di Lucerna gestisce una grande bancarella con 150 tipi di frutta e verdura: un paradiso per i gourmet. Ne vende forse 15 chili la settimana. «La verdura viola è nella parte bassa della classifica delle vendite, che soprattutto in estate è dominata dai pomodori.» Di questi, oltre 100 chili passano da una parte all’altra del bancone. Questa identità di verdura di nicchia è ingiustificata. La melanzana, originaria dall’Asia, contiene – almeno prima di essere cucinata – pochissime calorie, ma in compenso calcio e magnesio e anche limitate (e non grandi, come alcuni affermano) Soprattutto in Turchia, quantità di nicotina, sostanze amare, il numero delle nonché la leggermente tossica solaniricette con le melanzane na, presente anche nei pomodori poco è infinito. maturi. Comunque, nessuna paura: nelle moderne verdure coltivate, le quantità sono talmente limitate che non vi è alcun pericolo. Con l’aiuto dell’acqua, le sostanze amare possono essere tolte. Per farlo, si tagliano le melanzane a fettine, le si cosparge di sale e le si lascia a riposare per un po’ di tempo.

Veri talenti poliedrici

Le migliori dalla Sicilia Qual è la ricetta di melanzane preferita da Franz Friedli? «Un mix di verdure mediterraneo», dice, e prende in mano una grande melanzana di colore viola chiaro. «Queste sono le migliori: vengono dalla Sicilia e hanno una polpa ben soda.» Per la sua ricetta, Friedli utilizza, oltre alle melanzane, fra gli altri i pomodori ciliegini, il trevigiano tardivo (un tipo di radicchio che può essere anche cotto e servito caldo) e la barba di frate (altrimenti detta «agretti»), una specialità di stagione proveniente dall’Italia, che ricorda all’aspetto l’erba cipollina ma il cui gusto assomiglia più a quello degli spinaci. «Semplicemente fantastico», afferma Franz Friedli, e già ci viene l’acquolina in bocca.

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© Gettyimages

Dunque, non vi è nulla che impedisca una piacevole preparazione delle melanzane. E qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché le possibili varianti sono innumerevoli, anche grazie al gusto delicato che si lascia combinare con una gran varietà di altri aromi. Le melanzane – ve ne sono di bianche, di quasi nere, viola e chiazzate – sono buone arrostite, grigliate, ripiene o anche come paté. Nei Paesi del Sud questa verdura è consumata in grandi quantità e preparata nei modi più disparati, come ad esempio in Turchia, dove la coltivazione è diffusissima e le ricette si contano a centinaia. E chi non conosce la ratatouille provenzale, nella Franz Friedli, quale la melanzana è un elemento foncommerciante di verdura. damentale, oppure la moussaka greca?


Dossier cassa unica Domanda

07 Compensazione dei rischi o cassa unica?

La compensazione dei rischi perfezionata, decisa dal Parlamento svizzero il 21 marzo 2014 rappresenta un passo giusto e importante verso un sistema sanitario migliore. È quanto afferma l’economo sanitario zurighese Willy Oggier. Testo: Roland Hügi

Il 21 marzo 2014 il Parlamento svizzero ha deciso con una netta maggioranza l’approvazione di una compensazione dei rischi perfezionata – un’esigenza per la quale la CSS ha combattuto già dal 1996. Tramite la decisione parlamentare, il Consiglio federale ottiene la competenza di definire ulteriori indicatori di morbidità. Prima di stabilire nuovi indicatori, deve però sentire gli assicuratori malattie. Inoltre, ogni singolo indicatore deve essere analizzato in base al suo effetto. Per l’economo sanitario zurighese Willy Oggier la Il perfezionamento decisione parlamentare rende superflua della compensazione la richiesta di una cassa unica: «La strada dei rischi rende adesso intrapresa verso un sistema comvana la richiesta di petitivo più ragionevole è la soluzione una cassa unica più sensata proprio e soprattutto per le persone più ammalate, ben più della anziché la variante radicale che potrebbe essere la cassa unica.» Le esperienze fatte con sistemi di questo tipo hanno infatti dimostrato che per quanto riguarda le persone con malattie croniche presto si potrebbe instaurare la tendenza di limitare le prestazioni. «E questo in definitiva sarebbe il primo passo verso la razionalizzazione delle prestazioni sanitarie.»

Chiave per una competizione sensata

© Marco Sieber

Willy Oggier ritiene che la decisione sia quindi anche la chiave verso una «competizione nella quale l’assicurazione malattie in futuro potrà mettersi in evidenza mediante buone offerte di assistenza e di approvvigionamento medico e non in primo luogo mediante premi bassi.» Per esprimere tutto ciò in modo semplice, gli assicuratori malattie con tanti assicurati giovani e sani e quindi più convenienti devono versare maggiori contributi in un fondo comune. «Tale fondo sarà poi distribuito agli assicuratori malattie con costi maggiori, poiché assicurano più persone ammalate e soprattutto malati cronici.»

Molti assicurati ne approfitteranno Se la relativa ordinanza sarà strutturata in maniera

ragionevole dal Consiglio federale, saranno soprattutto i malati cronici a poter approfittare della modifica di legge. Willy Oggier: «L’approvvigionamento integrato sarà più interessante e nuovi modelli innovativi d’assistenza dovrebbero contribuire ad ottenere un migliore rapporto prezzo-prestazioni.» A lungo e medio termine, anche i debitori di premi approfitteranno del perfezionamento della compensazione dei rischi. «Vari assicuratori malattie con molti assicurati più anziani e malati cronici saranno sostenuti finanziariamente dal nuovo sistema, con effetti positivi sui relativi premi», afferma Oggier. Al contrario, le casse a basso prezzo con una struttura di assicurati conveniente dovranno invece necessariamente aumentare i loro premi. Esattamente questo è l’effetto voluto e che contribuirà ad aumentare l’interesse degli assicuratori malattie per l’approvvigionamento nationale ed efficiente per quanto riguarda i costi anziché concentrarsi sulla selezione dei rischi. Willy Oggier è tuttavia assolutamente consapevolmente che non sarà mai possibile impedire al 100 percento la caccia ai buoni rischi. Lo confronta con il fumo di sigarette: è possibile rendere poco interessante il prodotto applicando delle imposte alte. «Ma ciononostante vi saranno sempre dei fumatori.» In riferimento alla compensazione dei rischi questo significa: non sarà possibile eliminare mai del tutto la selezione dei rischi, ma potrà essere resa meno interessante per le casse malati con l’applicazione di una compensazione dei Willy Oggier: La compensazione dei rischi è la chiave per una concorrenza sensata. rischi perfezionata.

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Dossier cassa unica

Domanda

08 Il sistema sanitario

svizzero: ci sono cifre interessanti?

Storia Nel 2014 la CSS potrà festeggiare il suo 115° anniversario. Nel 1899 vene fondata come organizzazione mutualistica e da allora si impegna a favore dei suoi assicurati.

Testo: Roland Hügi, illustrazione: Daniel Karrer

Costi Gli assicuratori malattie svizzeri sono in concorrenza reciproca e devono tenere severamente sotto controllo i loro costi. Ogni anno, la sola CSS elabora e controlla circa 14 milioni di fatture. In questo modo risparmia, a beneficio dei suoi assicurati, oltre 200 milioni di franchi. Inoltre: secondo l’Ufficio federale di statistica, il sistema sanitario svizzero che, si noti bene, non presenta debiti, è costato nel 2011 64,6 miliardi di franchi. Ogni giorno, si tratta di circa 180 milioni di franchi o, in altri termini, di un mazzo di banconote da 20 franchi alto quasi quattro volte la Torre Eiffel.

Soddisfazione Nel 2013, secondo un sondaggio dell’istituto gfs, il 76 percento di tutti gli aventi diritto al voto era soddisfatto o addirittura molto soddisfatto del sistema sanitario svizzero. Questo valore non è mai stato così alto.

Telefonate Alla CSS, la parola «servizio» è scritta in lettere maiuscole: ogni anno, i collaboratori e le collaboratrici della Serviceline rispondono personalmente a circa 1,5 milioni di telefonate di assicurati, offrendo loro aiuto. Ogni 23 secondi, dunque, suona il telefono. Come gestirebbe questo una cassa unica?


Agenzie La CSS è sempre vicina ai suoi assicurati: è presente in tutta la Svizzera con 118 agenzie che sono a disposizione degli assicurati per domande o chiarimenti; un servizio che ben difficilmente la cassa unica potrebbe offrire.

Modelli assicurativi alternativi Il 53 percento di tutti gli assicurati CSS usufruisce di un notevole ribasso sui premi. Essi hanno infatti optato per uno dei tre modelli alternativi nell’assicurazione di base: il modello del medico di famiglia, l’HMO, o quello di telemedicina. Con una cassa unica, questa libertà di scelta scomparirebbe, dato che essa prevede un premio uniforme su base cantonale.

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Durata media di vita Con i suoi 82,8 anni, la popolazione svizzera è a livello mondiale quella

Fonte: OECD 2013

con la più lunga aspettativa di vita. Ora la Svizzera precede in questa graduatoria il Giappone, al secondo posto con 82,7 anni di media. Questo mostra che la Svizzera dispone oggi di un sistema sanitario di alta qualità.

78,7 anni

80,8 anni

82,7 anni

82,8 anni

Di ogni franco incassato con i premi nell’assicurazione di base, soltanto 0.3 centesimi sono spesi per la pubblicità. Se gli assicuratori malattie rinunciassero completamente alla pubblicità, un premio mensile di 330 franchi si ridurrebbe solo di un franco.


Dossier cassa unica

Domanda della rubrica

09

In questa rubrica in futuro si esprimerà Reiner Eichenberger. Egli è professore di teoria della politica finanziaria ed economica all’Università di Friborgo.

Grazie all’orientamento alla clientela, presso la CSS tutti gli assicurati ricevono un’offerta su misura e non un prodotto standardizzato.

Domanda

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Qual è il testo dell’iniziativa? Il sistema sanitario svizzero è di notevole qualità, ma è anche caro. I costi per le prestazioni aumentano ogni anno. Di riflesso, salgono anche i premi, necessari per poter assicurare la copertura di questi costi. Qui entra in gioco l’iniziativa popolare «Per una cassa malati pubblica». Essa è stata presentata nella primavera 2012 e persegue l’obiettivo di una cassa malati unitaria. L’iniziativa propone quanto segue: «L’assicurazione malattie sociale è esercitata da un unico istituto nazionale di diritto pubblico. Gli organi di tale istituto sono composti segnatamente da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, degli assicurati e dei fornitori di prestazioni». Secondo quanto previsto dai promotori, la cassa disporrebbe di agenzie cantonali o intercantonali. «Queste sono segnatamente incaricate della determinazione dei premi, della loro riscossione e della rimunerazione delle prestazioni. I premi sono fissati per Cantone e calcolati in base ai costi dell’assicurazione sociale contro le malattie.» Al sito web dei promotori dell’iniziativa: www.cassamalatipubblica.ch CSSMagazin 2 | 2014

Jurt

L’assicurazione degli stabili contro i danni elementari e dovuti al fuoco è nettamente meno costosa nei Cantoni in cui vi sono casse uniche rispetto a quelli in cui vige la concorrenza fra gli offerenti privati. Questo risultato ben comprovato a livello scientifico è trasponibile all’ambito sanitario? Reiner Eichenberger, Il vantaggio maggiore del Università di Friborgo sistema competitivo è dato dai forti stimoli per gli offerenti di migliorarsi in modo innovativo. Uno svantaggio è quello che la concorrenza per acquisire quote di mercato è talora onerosa. È decisivo capire se i vantaggi superano gli svantaggi. Nell’assicurazione stabili, negli ultimi cent’anni non sono state necessarie grosse innovazioni. Invece, i costi per la vendita delle assicurazioni stabili private sono elevati, poiché i danni da incendio sono molto rari. Per questo motivo, i clienti sanno poco del comportamento degli assicuratori in caso di sinistro e gli assicuratori sanno poco dei rischi dei singoli clienti. Di conseguenza, gli assicuratori devono darsi molto da fare per vendere il loro prodotto e la valutazione dei rischi dei clienti risulta onerosa. Ben diversa è la situazione nel caso delle casse malati. I clienti sanno rapidamente come funziona una cassa malati e la valutazione del rischio è irrilevante. Per tale motivo, i costi per la vendita e l’amministrazione delle casse malati sono decisamente minori di quelli delle assicurazioni degli stabili. Contemporaneamente, abbiamo bisogno della forza innovativa delle casse malati. I costi della salute possono essere ridotti senza perdite in termini di qualità solo se si introducono nuovi modelli di managed care e i fornitori di prestazioni possono essere controllati in modo efficace. Per entrambi gli scopi è necessario uno sforzo massimo in termini di innovazione e di spirito imprenditoriale. Nel settore sanitario, perciò, i vantaggi di una cassa unica sono scarsi, ma in compenso gli svantaggi sono enormi.

© Matthias

Quando è sensata la concorrenza?


Domanda

solo chi sa soddisfare tutte le richieste dei suoi assiKolumnen-Frage curati può mantenere la sua posizione sul mercato in modo duraturo. Per conoscere le esigenze dei suoi assicurati, in seguito al contatto con un cliente la CSS misura la soddisfazione di quest’ultimo riguardo al trattamento della sua richiesta; per fare questo essa utilizza vari canali (fra gli altri telefono, e-mail, SMS ma anche tramite workshop con gli assicurati). In tal modo si scoprono eventuali punti deboli e si avviano dei miglioramenti.

11 E la soddis-

fazione della clientela?

La persona al centro

Un’elevata soddisfazione della clientela è uno dei maggiori vantaggi dell’attuale sistema dell’assicurazione malattie. Gli assicuratori fanno di tutto affinché le loro e i loro clienti siano soddisfatti – così anche la CSS. Testo: Roland Hügi

Gli assicurati e le assicurate sono contenti delle loro casse malati. Lo mostra la rilevazione pubblicata a marzo dal servizio di confronto Comparis. Il risultato non sorprende, visto che l’orientamento alla clientela riveste grande importanza per gli assicuratori malattie svizzeri. Essi sono in reciproca concorrenza, e

Un grande contributo alla soddisfazione dei clienti CSS è dato dalla Serviceline: qui, ogni anno circa 150 fra collaboratori e collaboratrici rispondono a 1,5 milioni di telefonate. «Il continuo scambio di opinioni fra i collaboratori e i feedback dei clienti ci permettono di analizzare e migliorare costantemente il nostro servizio, nell’interesse degli assicurati», dice Tamara Pinto della Serviceline di Kriens. In primo luogo, le telefonate vertono su fatture, prestazioni pagate e domande sulla propria polizza. Non è raro che nei colloqui si finisca a parlare delle vicende personali: in questi casi non è il numero di polizza, bensì la persona a essere al centro dell’attenzione. Infatti, la CSS non vuole essere un’assicurazione malattie per clienti anonimi, bensì per le persone. Questa promessa della CSS non deve essere un involucro vuoto: tale involucro deve essere riempito di vita.

Domanda

12 Perché l’idea della cassa unica è già più volte fallita?

Più volte il popolo svizzero ha già impedito l’introduzione di una cassa unica. E per buoni motivi. Testo: Manuela Specker

Nella politica sanitaria svizzera c’è un tema che ricorre: la richiesta di una cassa unica. Nel 1994, 2003 e 2007, gli aventi diritto al voto hanno espresso un chiaro «no» a questo progetto (vedi grafica). Ora il tema è di nuovo all’ordine del giorno, con una notevole differenza rispetto alle proposte del passato: i promotori dell’iniziativa non intendono più operare mutamenti sostanziali al finanziamento, perciò queCSSMagazinE 2 | 2014

sta volta rinunciano a 1994 23,4 76,6 chiedere la sostituzione 2003 27,1 72,9 dei premi pro capite con 2007 28,8 71,2 Sì % No % premi basati sui redditi, come richiesto nel 2007. La proposta del 2007 In passato la cassa unica è fallita non solo a causa è stata sempre rifiutata del modello di finanzia- decisamente. Fonte: www.admin.ch mento. Chi si opponeva a essa criticava in particolare l’assenza di stimoli alla riduzione dei costi e il passaggio a una medicina di Stato. Le cittadine e i cittadini non erano neanche disposti a rinunciare alla libertà di scelta e hanno respinto la proposta con oltre il 70 % di «no». Proprio questa libertà di scelta è di nuovo in gioco nella prossima votazione polare sull’iniziativa sulla cassa unica promossa dal PS. La conclusione di chi si oppone alla cassa unica rimane la stessa di allora: una cassa unica combatte solo i sintomi, senza affrontare il problema alla radice. Responsabili dell’aumento dei costi non sono infatti i 60 assicuratori malattie che lavorano in un sistema concorrenziale regolato, creando stimoli al risparmio e promuovendo modelli innovativi. I premi delle casse malati non sono altro che un riflesso delle prestazioni di cui si usufruisce, del progresso medico e di una mentalità esigente.


Dossier cassa unica

Domanda

13 Qual è la sua

opinione, signor Cassis? Intorno alla cassa unica fioriscono le asserzioni di chi è favorevole. Ne abbiamo selezionate alcune e abbiamo chiesto a Ignazio Cassis, Consigliere nazionale del PLR e Presidente di curafutura*, di prendere posizione a riguardo. Testo: Roland Hügi

«Gli assicuratori cercano di ottimizzare il loro business. Assicurano i rischi migliori per i loro affari, invece di preoccuparsi della salute degli assicurati» (la Consigliera nazionale del PS Jacqueline Fehr, Aargauer Zeitung, 5.3. 2014) Ignazio Cassis: Se Jacqueline Fehr con «ottimizzare» intende dire che le assicurazioni controllano con zelo quel che pagano, allora ha ragione. Controlli scrupolosi delle fatture permettono infatti di risparmiare ogni anno cirIn Svizzera i ricchi e ca due milioni di franchi. i poveri hanno accesso Questo è nell’interesse di alla medesima assitutti gli assicurati e dei stenza medica. loro premi. Inoltre, il 21 marzo 2014 il Parlamento ha modificato la legge in modo tale da far sì che ora l’assistenza ai malati cronici sia posta al centro dell’attenzione delle assicurazioni malattie. Di ciò mi rallegro molto, come politico e come medico: questa è una cosa sensata. «La concorrenza fra gli assicuratori serve soltanto all’estensione in termini quantitativi, il che fa lievitare i costi.» (Jacqueline Fehr, Aargauer Zeitung, 5.3.2014)

Cassis: Quest’affermazione è assurda. Gli assicuratori malattie vogliono mantenere in termini ragionevoli e finanziabili il consumo di prestazioni mediche, nell’interesse dei loro assicurati e dei loro premi. Questo, naturalmente, non sempre è gradito ai fornitori di prestazioni e neppure al singolo paziente. Con la cassa unica, al contrario, un’estensione quantitativa sarebbe programmata a priori, poiché la direzione di tale cassa (Confederazione, Cantoni, assicurati e fornitori di prestazioni) non potrebbe permettersi di risultare impopolare. «La pseudo concorrenza fra gli assicuratori malattie fa sì che il nostro sistema sanitario risulti distorto da stimoli errati, con conseguenti effetti negativi sulla qualità delle prestazioni.» (FAQ Comitato dei medici, www.oeffentliche-krankenkasse.ch) Cassis: Chi fa un’affermazione di questo tipo, ha una percezione distorta. Il nostro sistema sanitario è ottimo: tutti – il ricco e il povero – hanno le medesime possibilità di usufruire di una buona assistenza medica. Questo è il risultato del sistema attuale, con una concorrenza regolata, e non di una soluzione a livello statale. Un motivo sufficiente per non volere un cambiamento del sistema, poiché sappiamo quel che abbiamo con quello odierno. «La concorrenza non funziona. Dalla corsa degli assicuratori a sottrarsi reciprocamente i clienti nascono soltanto costi. Si tratta di un gioco a somma zero per tutti i soggetti coinvolti in esso.» (la Consigliera agli Stati del PS Anita Fetz, dibattito del Consiglio degli Stati del 9 marzo 2013, citata in: Aargauer Zeitung 10 dicembre 2013.) Cassis: Lo strumento più efficace contro la selezione dei rischi è il perfezionamento della compensazione dei rischi. E questa è stata decisa dal Parlamento nel marzo 2014. Persino il Consigliere agli Stati vodese PierreYves Maillard, più noto sostenitore dell’iniziativa in favore della cassa unica nella Svizzera romanda, afferma che egli sostiene sì l’iniziativa, ma che le si sarebbe anche potuto contrapporre un effettivo perfezionamento della compensazione dei rischi (Politik + Patient 2/13). Questo è proprio quel che ora ha fatto il Parlamento, togliendo così il vento alle vele dei promotori dell’iniziativa. CSSMagazinE 2 | 2014

«Con un finanziamento da un’unica fonte si risparmierebbero centinaia di milioni di costi di marketing e pubblicità, e invece di tentare di scaricare i costi sarebbe finalmente possibile gestirli.» (la Consigliera agli Stati del PLR Christine Egerszegi, Aargauer Zeitung, 10.2.2010) Cassis: Christine Egerszegi continua a riproporre l’argomento delle presunte centinaia di milioni franchi di costi per

marketing e pubblicità, pur sapendo che non è così. Secondo l’Ufficio federale per la sanità pubblica, essi ammontano soltanto a 80 milioni di franchi scarsi. Per ogni 100 franchi di premi, si tratta dunque di circa 30 centesimi. Rinunciando completamente a qualsivoglia forma di pubblicità, su 330 franchi di premio risparmieremmo un solo franco. Parliamo piuttosto dei costi che sorgerebbero qualora si


dovesse trasformare l’attuale sistema in una cassa unica pubblica. Secondo uno studio universitario, questo cambiamento costerebbe circa due miliardi di franchi. «Dovendo una cassa unica solo coprire le sue spese e non realizzare utili, si potrebbero ridurre sensibilmente i costi.» (il Consigliere agli Stati svittese Armin Hüppin, PS, alla Neue Luzerner Zeitung, 16.1.2010)

tilmente complicato. Gli assicurati cominciano a non capirci più niente.» (il Consigliere nazionale del PS Stephane Rossini, www.oeffentliche-krankenkasse.ch) Cassis: Soprattutto grazie alla concorrenza, i costi d’amministrazione degli assicuratori malattie svizzeri dal 1996 sono diminuiti in modo consistente, da circa l’8 al 5 percento, il che va a favore di tutti gli assicurati. Inoltre, il sistema imperniato

© ignaziocassis.ch

Ignazio Cassis: «Già solo il passaggio a una cassa unica pubblica causerebbe costi nell’ordine di circa due miliardi di franchi».

Cassis: Sorprende notare come molti ancora non sappiano che agli assicuratori malattie sia vietato per legge realizzare degli utili nell’assicurazione di base. Ogni franco di premio pagato nell’assicurazione di base sociale deve essere impiegato per il finanziamento della stessa. «60 casse e una marea di modelli assicurativi per una prestazione definita dalla legge rendono il sistema inu-

sulla concorrenza fa sì che gli assicurati possano scegliere fra vari modelli d’assicurazione (p. es. modello HMO o del medico di famiglia) e in tal modo risparmiare sensibilmente sui premi. Il maggior vantaggio, però rimane la libertà di scelta. Se non sono soddisfatto di un’assicurazione malattie, posso passare a un’altra che mi offre un servizio migliore. Mi è difficile credere che questo sistema metta in difficoltà un cittadino responsabile. CSSMagazinE 2 | 2014

«Un’assicurazione sociale deve avere un premio unitario su base cantonale.» (Stephane Rossini, www.oeffentliche-krankenkasse.ch) Cassis: Oltre a molti altri, proprio questo dell’istituzione di un premio unitario cantonale è un punto debole nelle richieste a favore di una cassa unica. Prendiamo come esempio il Canton Zurigo: qui vi sono almeno tre regioni di premio, con premi differenti. La popolazione della campagna paga premi molto più bassi, in quanto usufruisce di molte meno prestazioni rispetto a quella cittadina. Con la cassa unica, le persone che vivono in campagna dovrebbero dunque sovvenzionare chi vive in città. «In Svizzera mancano i programmi di disease management per i malati cronici, sebbene i Ignazio Cassis, nato vantaggi in termini di nel 1961, è Consigliere qualità ed efficienza di essi siano comprovati nazionale del PLR e Dott. med. Dalla sua fondall’esempio di altri dazione, nell’aprile Paesi. Questo è dovuto 2013, Ignazio Cassis è all’intento delle casse malati di evitare i cattivi Presidente dell’associazione delle casse marischi.» (l’economa sanitaria Anna Sax, «Fatti lati curafutura, creata dagli assicuratori malate argomenti per una tie Helsana, Sanitas, cassa malati pubblica». CPT e CSS. Nella sua Studio su incarico del PS Carta dei valori, l’assoSvizzera). Cassis: Diversi assicura- ciazione si dichiara tori malattie svizzeri of- fra l’altro favorevole alla frono da tempo pro- concorrenza nel sistema grammi di questo tipo sanitario svizzero per i malati cronici e li quale presupposto di stanno ampliando. Per qualità e innovazione. www.curafutura.ch esempio, la CSS offre programmi negli ambiti del diabete, dell’insufficienza cardiaca, dell’ipertensione arteriosa, della depressione, dei disturbi del sonno e dei dolori cronici. Queste offerte sono gratuite per quegli assicurati che hanno stipulato presso la CSS l’assicurazione di base e almeno un’assicurazione complementare. * L’associazione «curafutura. Gli assicuratori-malattia innovativi» è stata fondata nel 2013 da Helsana, Sanitas, CPT e CSS.

 


Dossier cassa unica

Domanda

CASS

A UNI

15 Cosa rispecchiano

CA

2 milliardi CHF

i premi?

Domanda

14 E i collaboratori?

Un sistema sanitario di alto livello qualitativo come quello svizzero comporta costi elevati. Questi si ripercuotono direttamente sui premi. Un’interazione che spesso viene sottaciuta. Testo: Roland Hügi

Cosa significherebbe la creazione di una cassa unica per i collaboratori e le collaboratrici degli attuali assicuratori malattie. È chiaro che ci sarebbero molti licenziamenti e moltissimi impiegati dovrebbero cambiare il loro luogo di lavoro. Testo: Roland Hügi

Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, oggi le 60 assicurazioni malattie svizzere danno lavoro nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie a 12 527 collaboratori (10 325 posti a tempo pieno, dato aggiornato al 2011). L’Istituto di economia sanitaria di Winterthur ha calcolato quali conseguenze avrebbe per loro l’istituzione di una cassa unica con agenzie cantonali. L’Istituto parte dal presupposto che ci si dovrebbe «disfare» dei collaboratori del servizio interno ed esterno nelle agenzie. 3954 persone perderebbero quindi il loro lavoro. Ma anche per gli altri impiegati vi sarebbero cambiamenti netti, dato che l’attuale struttura dei posti di lavoro non corrisponde alla futura struttura cantonale della cassa unica. Una gran parte di essi sarebbe dunque costretta a lavorare in un altro Cantone. Secondo l’Istituto, soltanto i costi per il personale aggiuntivo si aggirerebbero intorno a una cifra superiore ai 700 milioni di franchi. La maggior parte di tali costi sorgerebbe a causa delle strutture parallele, dato che un sistema non può essere sostituito con un altro premendo semplicemente un pulsante. In totale, un cambio di sistema causerebbe costi dell’ordine di due miliardi di franchi, un importo considerato realistico dagli stessi promotori dell’iniziativa. Questi costi dovrebbero essere assunti dagli assicurati. www.alliance-sante.ch CSSMagazinE 2 | 2014

La Svizzera dispone di uno dei migliori sistemi sanitari del mondo. Nell’assicurazione di base obbligatoria, tutti – non importa se ricchi o poveri – hanno accesso all’identica gamma di prestazioni sanitarie. Tuttavia, questo ha il suo prezzo: di anno in anno, i costi aumentano costantemente. Non solo la maggiore richiesta di prestazioni sanitarie ricopre un ruolo in tal senso; vanno calcolati anche i progressi tecnici e medici. Sinora, la politica non ha ancora trovato una ricetta da opporre a questa crescita dei costi. Fra i costi della salute e i premi dell’assicurazione malattie vi è una correlazione diretta: ogni franco che gli assicuratori malattie pagano per le prestazioni dei loro assicurati deve prima essere incassato sotto forma di premio. Oggi è così e anche dieci anni fa non era diverso. Allora, però, le prestazioni lorde degli assicuratori malattie nell’assicurazione di base ammontavano ancora, secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), a 18,048 miliardi di franchi. Nel 2012 ammontavano già a 25,901 miliardi. Le cifre dell’UFSP mostrano come anche per il 2013 esse si presentino nella scia di quelle degli anni precedenti. Secondo il Consiglio federale, anche una cassa unica non potrà interrompere questa tendenza. Nel suo messaggio sulla cassa unica, afferma chiaramente che «l’iniziativa non avrebbe alcun effetto di contenimento dei costi». Confronto dei costi della salute e dei premi in CHF 3500 3000 2500 2000 1 500 1000 500 0 2001 2003 2005 2007 2009 2011 – Premi per assicurato in CHF – Spese d’amministrazione più prestazioni nette per assicurato in CHF


Scozia Inghilterra

La Svizzera offre a livello europeo il miglior accesso alle cure mediche – al contrario di quanto accade in Inghilterra e in Scozia.

I vincoli di un monopolio di Stato

In Svizzera, gli assicurati possono scegliere liberamente il medico, a meno che non abbiano scelto un modello di assicurazione alternativo, per il quale sono tenuti a recarsi sempre in primo luogo dal Fonte: Euro Health medico di famiglia. In compenso, Consumer Index 2013 però, ricevono un ribasso sui premi. Un sistema sanitario con una concorrenza regolata fra le assicurazioni, come quello svizzero, è solidale Molti cittadini britannici adorano il loro servizio e inoltre ricompensa il senso di responsabilità persosanitario nazionale. Il monopolio statale ha però nale. È anche un grosso stimolo per le assicurazioni a sviluppare modelli innovativi. In un sistema di questo molti lati oscuri. tipo, gli stimoli al risparmio sono significativamente Testo: Manuela Specker maggiori di quelli che ci sarebbero in un monopolio statale, nel quale i clienti insoddisfatti non avrebbero Nel Regno Unito, il sistema sanitario è completa- la possibilità di cambiare l’offerente. mente gestito dallo Stato: esso ricopre un ruolo centrale sia per il finanziamento, sia per la fornitura di L’NHS dà un senso d’identità prestazioni di servizio mediche. «National Health Perché, nonostante tutto, l’NHS gode di così tanta Service» (NHS) è il nome del servizio sanitario di cui i simpatia presso molti cittadini del Regno Unito? Da britannici vanno così fieri, nonostante di esso si co- un lato, le notizie scioccanti non possono essere noscano i disservizi, talora da «mani nei capelli»: dai prese come rappresentative per l’intero sistema salunghi tempi d’attesa ai trattamenti errati. Nel 2013, nitario. D’altro canto, l’NHS ha l’effetto di creare un uno dei più noti medici del NHS, Peter Willet, ha senso d’identità. In un Paese dove il pensiero «classiaffermato che si preoccuperebbe se uno dei suoi sta» rimane sempre forte e gli strati sociali si confamiliari dovesse essere ricoverato in un ospedale trappongono, un tale sistema trasmette un senso di appartenenza comune. Molti sono così fieri del loro britannico durante il fine settimana. NHS perché possono usufruire dei suoi servizi gratuitamente e garantisce a tutti gli abitanti del Regno La Svizzera ha risultati migliori Il potere assoluto dello Stato ha senza dubbio i suoi Unito il medesimo accesso. lati oscuri. Nello Euro Health Consumer Index del Tuttavia, l’idea di «gratuito» è un’illusione: i pazien2012, i Paesi con sistemi sanitari gestiti dallo Stato ti pagano indirettamente, tramite le imposte, un sistemostrano i risultati peggiori. La Svizzera, invece, può ma che continua a soffrire soprattutto di un apparato vantarsi del suo primo posto. In nessun altro Paese, burocratico eccessivo; secondo dati propri, l’NHS è il l’accesso ai medici e agli specialisti risulta così buo- quinto maggior datore di lavoro del mondo, con i suoi no, anche per quanto concerne i brevi tempi d’atte- 1,7 milioni di impiegati. I sistemi con forte influsso da sa. Nel Regno Unito, i pazienti devono sempre recar- parte dello Stato tendono inoltre a finanziare il sistema si in primo luogo allo studio di medicina generale sanitario contraendo debiti. È quanto palesa non da presso il quale sono registrati. L’accesso a uno spe- ultimo l’esempio della cassa unica francese, che fra il cialista avviene solo dopo essere stati indirizzati a 1998 e il 2011 ha accumulato un deficit di quasi 90 miliardi di euro. questi.

Inghilterra?

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225

16 C’è del marcio in

125

Domanda

138

Svizzera

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Dossier cassa unica

La Consigliera nazionale del PEV Maja Ingold: «Non ci sono indicazioni che permettano di essere a favore di una cassa unica pubblica».

Domanda

17 Perché improvvi-

samente è contro la cassa unica? La Consigliera nazionale PEV Maja Ingold un tempo apparteneva al comitato dell’iniziativa a favore della cassa unica. Ella spiega perché nel frattempo lotta contra l’iniziativa. Testo e foto: Manuela Specker

Signora Ingold, in veste di membro del comitato dell’iniziativa oggi lei è contraria alla cassa unica. Cosa ha provocato in lei questo cambio di opinione? Maja Ingold: Negli ultimi tre anni, grazie alla pressione esercitata dall’iniziativa popolare sono cambiati degli aspetti essenziali. Penso soprattutto al perfezionamento della compensazione dei rischi, approvata a marzo dal Parlamento, e alla legge sulla vigilanza delle casse malati. Tenendo conto di tali miglioramenti, non vedo alcun motivo per mettere in pericolo il nostro buon sistema sanitario con un cambio totale di sistema – soprattutto perché esso si trova in uno stato privo di debiti e nei sondaggi a partire dall’introduzione dell’Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie riscontra un notevole consenso.

I promotori di una cassa unica continuano ad argomentare come se sul piano politico non fosse cambiato nulla. Nel frattempo le questioni ideologiche hanno troppa importanza, sia dalla parte dei promotori che da quella degli oppositori. Il fatto, per esempio, che i costi amministrativi diminuiranno sotto il regime di una cassa unica è incerto e nemmeno decisivo. I costi amministrativi degli assicuratori malattie, marketing e pubblicità compresi, oggigiorno ammontano solo al 5 percento. Il 95 percento delle uscite sono dovute alle prestazioni, la cassa unica non potrà cambiare nulla a tale riguardo. È qui che dobbiamo intervenire. Con le riforme menzionate in precedenza, ci troviamo sulla trada giusta. Adesso dobbiamo porci la domanda su come affrontare meglio le sfide future quali lo sviluppo demografico. Qual è la sua ricetta? Un buon care-, case- e disease management. La domanda centrale che dobbiamo porci è quale sistema assicurativo risponde al meglio alle sfide del futuro: l’approvvigionamento medico con costi trasparenti e di alta qualità per la cifra in aumento delle persone con malattie croniche e le persone anziane. Non ci sono indicazioni e nemmeno dei modelli all’estero che permetterebbero di essere a favore di una cassa unica pubblica. Al contrario, non è nemmeno chiaro se una cassa unica, con modelli managed care a tappeto, comprometterebbe anche la libera scelta del medico. È certo, però, che rinunceremmo alla libera scelta dell’assicurazione di cui disponiamo oggi. È quindi ancor più importante non voler provocare un cambio di sistema a causa di una «frustrazione dovuta ai premi». Dove vede il maggior pericolo? Un cliente insoddisfatto non può più uscire dalla cassa unica, egli è soggiogato, anche se la qualità dei servizi possibilmente peggiora. Questo è un rischio ben conosciuto quando la competizione viene a mancare. Inoltre, in caso di una mega-cassa monopolista non sono da escludere l’obbligo o addirittura perdite di qualità. Se fossimo davvero disposti a fare a meno della libertà di scelta, dovremmo essere sicuri che il nuovo sistema sarebbe chiaramente il migliore, sotto tutti gli aspetti e per i seguenti 50 anni. La competizione regolata, nel frattempo munita delle riforme politiche necessarie, offre prospettive migliori di fronte a questi numerosi rischi, per contenere la crescita dei premi tramite diversi modelli di approvvigionamento integrato. Nel sistema odierno gli assicurati possono optare facoltativamente per un tale modello. Come ha reagito il suo ambiente circostante di fronte al suo cambio di opinione? La mia analisi dei rischi, le mie domande critiche e le mie conclusioni sono state riconosciute. Anche se ci si è forgiati un’opinione, rimane importante osservare la parte opposta e gli sviluppi politici per eventualmente rivedere la propria opinione. Altrimenti non si tratta più della questione ma dell’ideologia.

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Domanda

Il piacere del gelato «made in China»

18 Perché il gelato «alla spina» è così soffice?

Dolcemente si scioglie sulla lingua, rinfresca la testa e rallegra l’animo: un gelato «appena spinato». Ma perché questa specialità estiva è così soffice? E chi ha inventato il gelato? Testo: Roland Hügi

Ma il gelato non esiste solo da quando sono state inventate le macchine per il raffreddamento. Già gli antichi Cinesi, migliaia di anni or sono, si rinfrescavano con una sorta di gelato. Si trattava di ghiaccio naturale mescolato a vari ingredienti. Questo principio veniva utilizzato anche nell’antica Roma: si faceva trasportare il ghiaccio dalle montagne, per poi combinarlo con frutta e aromi vari. Tuttavia, le creazioni di quei tempi aveva poco in comune con l’odierno gelato. Piuttosto si trattava di una sorta di sorbetto, che andava consumato subito. Secondo Roger Walliser, in Svizzera si mangiano ogni anno circa sette litri di gelato a testa, per un totale di 55 milioni di litri, di cui 1.5 di gelato alla spina. La produzione di Emmi si aggira sui circa 1.8 milioni di litri di gelato. Solo una parte di esso viene distribuito con il marchio Emmi. L’azienda produce gran parte del suo gelato per vari grossi acquirenti, ad esempio nel commercio svizzero al dettaglio. Per il suo gelato, prodotto a Ostermundigen, Emmi utilizza esclusivamente latte e panna svizzeri.

Il fatto che un gelato alla spina scenda così cremoso dalla macchinetta dipende, secondo Roger Walliser, responsabile dello sviluppo gelati di Emmi, in primo luogo dalla giusta combinazione dei diversi tipi di zuccheri (zucchero, sciroppo di glucosio e zucchero d’uva/destrosio) che si utilizzano per produrlo. Rispetto alla versione più compatta, nel gelato alla spina si utilizza una marcata percentuale di destrosio. «Oltre ai veri zucIl più famoso ghiaccheri, il gelato alla spina conciolo svizzero è il tiene anche latte scremato, Rakete della Frisco. panna o grassi vegetali, conÈ stato creato nel centrato di latte scremato, vari 1969, in occasione del estratti di aromi e sostanze leprimo allunaggio, ganti o addensanti. «Queste e costava 30 centesimi. ottimizzano la mistura per il Quest’anno festeggia processo di confezionamento e il suo 45° anniversario, la possibilità di conservazione», sempre con grande afferma lo specialista dei gelati successo. della ditta Emmi.

© Thomas Zimmermann

Meno freddo del «normale» gelato Nel cilindro dell’apposita macchina, questa mistura fluida viene raffreddata a una temperatura di qualche grado inferiore allo zero, per poi essere spinata nel cono con tutta la sua inconfondibile cremosità. Inoltre, la temperatura contribuisce notevolmente a far sì che nel gelato alla spina gli aromi siano percepiti meglio che in un gelato normale. Quest’ultimo, quando arriva direttamente dal frigo, ha una temperatura di circa meno 20 gradi, quasi troppo fredda per le nostre papille gustative. CSSMagazinE 2 | 2014

Solo la giusta combinazione di zuccheri permette a un gelato alla spina di essere realmente soffice.


Domanda

19 Perché alla CSS non ci sono «clienti»? La CSS dà nuova vita alla promessa del suo marchio, «Sempre personale» e sottolinea l’individualità dei suoi assicurati. Infatti, non c’è il cliente, come non c’è la nuvola. Testo e foto: Manuela Specker

Chi non consce il bimbo con i puntini del morbillo dipinti sul volto? O l’anziano in gran forma che dà una lezione di tennis da tavolo al suo più giovane avversario. Questi due soggetti facevano parte di una campagna pubblicitaria che metteva in luce la filosofia dei valori della CSS. Essi rappresentano il fatto che la CSS è intenzionata ad assistere le sue clienti e i suoi clienti come individui con differenti esigenze, dunque in modo sempre personale. «Non ci interessa la media. Siete voi a interessarci», questo era il messaggio principale. Ora, la CSS compie un ulteriore passo, sottolineando con forza ancora maggiore la peculiarità di ogni suo singolo assicurato. La CSS, infatti, non si considera un’assicurazione malattie per clienti, bensì per persone. Il fatto che la differenza sia parte di ogni ambito della vita viene espresso fra l’altro dalle immagini della nuova campagna pubblicitaria, il cui spot sarà trasmesso in TV dal 18 maggio. Esso mostra che come non ci sono il raffreddore, la nuvola o il vestito, così non c’è il cliente. Questa filosofia di valori, lontana da ogni modo di pensare stereotipato, è per le collaboratrici e i collaboratori della CSS un quotidiano stimolo ad aumentare il grado di soddisfazione delle assicurate e degli assicurati. Questo perché se si parla di individui e non semplicemente di clienti, il lavoro viene percepito maggiormente in termini di motivazione e stimolo a migliorarsi. CSSMagazinE 2 | 2014

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Invecchiare sani? «DO HEALTH» è il nome di uno studio europeo che si occupa dell’invecchiamento sano. Esso è coordinato e diretto dal «Zentrum Alter und Mobilität» (ZAM) dell’Università di Zurigo. Attualmente si stanno cercando uomini e donne di età superiore a 70 anni che abitano autonomamente nella propria casa. «DO-HEALTH» analizza quanto sia possibile con tre misure semplici (Vitamina D3, acidi grassi Omega-3 e un semplice programma di allenamento in casa) prolungare l’aspettativa di vita sana tramite la promozione della salute in generale. La durata dello studio è di tre anni. Le persone interessate ricevono informazioni telefonando a: 044 366 27 41. www.do-health.eu


Domanda

21 Quanto è pericolosa la zanzara tigre?

L’insetto proveniente dai tropici, che può trasmettere malattie pericolose, è stato avvistato anche qui in Svizzera. Testo: Manuela Specker

Allarme zanzara tigre: non si dimenticherà così in fretta l’anno 2007 a Ravenna. Allora, nella città del nord Italia si propagò in maniera epidemica il virus chikungunyia, un agente patogeno proveniente dai tropici. Il fattore scatenante è stato un uomo che ha contratto il virus in India, e che tornato nel suo paese in Italia è stato punto dalla zanzara tigre. Essa ha trasmesso il virus a circa 200 persone, che in seguito si sono ammalate, presentando sintomi influenzali.

Passeggero clandestino non desiderato Non è quindi per niente innocuo il fatto che la zanzara tigre, che è anche la portatrice dell’agente patogeno della febbre dengue, è stata improvvisamente

avvistata alle nostre latitudini. Nel 2003 è stato possibile accertarla per la prima volta in Ticino. Alla fine del 2013, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha Medicine 2.0 comunicato che nel quadro di un pro- L’APP della CSS medicine gramma di sorveglianza su tre stazioni 2.0 fornisce informazioni di servizio sulle autostrade svizzere sul tema delle punture nella Svizzera tedesca sono state tro- di insetti. vate delle larve. L’insetto è probabilwww.css.ch/medicine mente giunto in Europa come passeggero clandestino in auto e autocarri. Tuttavia, non vi è motivo di cadere in preda al panico: il virus non è stato trovato in nessuna zanzara. Per una trasmissione essa dovrebbe pungere, come accaduto in Italia, una persona che è contagiata con l’agente patogeno. Questo scenario è comunque già improbabile nella Svizzera del sud, a causa della bassa densità demografica, specifica l’Istituto Tropicale e di Public-Health svizzero. Inoltre, si aggiunge il fatto che le condizioni climatiche rappresentano una sfida per la zanzara – le cui uova non sopravvivono a lungo a temperature sotto i 0 gradi. Nel quadro del programma di sorveglianza è anche stato constatato che in Svizzera tedesca non si sono instaurate popolazioni.

Evitare i ristagni d’acqua Le autorità restano comunque vigili, poiché i casi di dengue aumentano anche in Svizzera. Nei prossimi anni, l’UFAM continuerà a sorvegliare il nord delle Alpi. Inoltre, la popolazione in Ticino continua ad essere sollecitata ad evitare i ristagni d’acqua. In questa maniera è possibile mantenere basso il livello dei succhiatori di sangue. Infatti le pozzanghere, i recipienti di acqua piovana o i sottovasi rappresentano dei luoghi di cova ideali per le zanzare tigre. www.bafu.admin.ch/animali

© Prismaonline

La zanzara tigre è attiva nelle ore diurne ed è aggressiva. Le sue vittime sono perlopiù le persone. Le sue punture sono dolorose.

La zanzare tigre vive dalle tre alle quattro settimane e in questo periodo depone sino a quattro volte le uova, fino a un numero di 300.

Fonti Wikipedia, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)

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La zanzara tigre, lunga circa cinque millimetri, ha le zampette posteriori a strisce, nonché una striscia bianca sul dorso e fra gli occhi.


Domanda

22 L’hanno

affascinata i grandi camion? I «suoi» camion sono onnipresenti in Svizzera e il loro numero pare enorme: Peter Galliker è il CEO della Galliker Trasporti SA con sede ad Altishofen LU, una delle maggiori aziende svizzere nel ramo dei trasporti con i suoi quasi 1000 autocarri. Intervista: Roland Hügi, foto: Marco Sieber

Peter Galliker, lei è il CEO della Galliker Trasporti SA – già da bambino era affascinato dai grandi camion? Peter Galliker: Assolutamente. Sono nato poco dopo che mio padre, nel 1962, aveva rilevato l’azienda da mio nonno. Per così dire, sono cresciuto in azienda. Ancora nella culla, spesso stavo in ufficio e non è passato molto tempo da quando mi sono retto sulle gambe a quando già mi davo da fare in giro per la ditta. Diciamo a fare un giro di scoperta nel bello e per un bambino senz’altro enorme mondo dei trasporti. Esattamente. Mi ricordo bene che spesso mi fermavo nell’officina. Presto ho acquisito una certa capa-

che in Italia, Svezia, Lussemburgo e, dal 2008, Slovacchia. Inoltre abbiamo nove sedi nella sola Svizzera.

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© Galliker Transporti SA

Un trasporto di formaggio negli anni ‘60

cità nei lavori manuali, cosicché il mio triciclo me lo sono costruito da solo. Stare con i meccanici addetti ai camion era affascinante; già da ragazzino avevo «il gasolio sotto le unghie», come si dice nel nostro settore. E questa affinità con il gasolio ha avuto anche un effetto sulla sua carriera professionale. Beh, quando ero nella sesta classe della scuola primaria sognavo di di- Peter Galliker ventare un pilota della Swissair. Ma La ditta di trasporti Galliker trascorrere la mia adolescenza in Trasporti SA è stata fondata ad un’impresa di trasporti mi ha segna- Altishofen, nel Canton to. Quando mio padre mi ha posto Lucerna, nel 1918. Ha diverse la domanda decisiva, a 16 anni per sedi in tutta Europa e con me era già tutto chiaro: «Voglio». In 950 autocarri è una delle seguito ho appreso la professione maggiori aziende di trasporti di meccanico di camion e poi ho svizzere. Peter Galliker (51) seguito una formazione commer- dirige come CEO l’azienda: ciale. Grazie a dei soggiorni all’este- è la terza generazione dei ro ho unito la competenza linguisti- Galliker. ca in inglese e francese. Nel 1962, la ditta – fondata nel 1918 – aveva cinque camion e tre dipendenti. Suona nostalgico – quali erano a quei tempi le merci più importanti che trasportavate? Quando è stato acquistato il primo autoarticolato? Nei primi decenni si trasportavano soprattutto merci regionali. Nelle vecchie foto si vede per esempio un trasporto di formaggio. Ma sui nostri camion trovavano posto anche legno e foraggio. L’azienda ha acquistato il primo autoarticolato nel 1975. Questo è accaduto così tardi in primo luogo perché la Galliker Trasporti SA era, ed è tuttora, attiva soprattutto sul mercato interno. Per la piccola distribuzione di merci in Svizzera gli autoarticolati non sono troppo adatti. Questa spiega anche perché nel nostro Paese continuino a essere diffusi i semirimorchi. Da allora, il mondo dei trasporti ha vissuto una vera rivoluzione e ora la Galliker Trasporti SA è presente in sei Paesi: questa grandezza è necessaria per poter sopravvivere sul mercato? Chi lavora nel settore nazionale dei trasporti e non dispone di una certa grandezza, prima o poi avrà difficoltà a causa della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Per questo, mio padre ha cominciato presto a pensare al futuro della sua azienda. Potrei dire che fosse un visionario e abbia sempre preso decisioni giuste e soprattutto lungimiranti. Nel 1988 è stata aperta la prima sede all’estero, a Liegi, per essere presenti anche nell’UE. Oggi Nel 1965, la ditta ha iniziato siamo rappresentati an- a trasportare automobili.


Stare con i meccanici addetti ai camion era affascinante; già da ragazzo avevo «il gasolio sotto le unghie» Peter Galliker, CEO

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La ditta dispone anche di centri di logistica con aree di stoccaggio e trasbordo.

per le quali trasportiamo le merci. Oggi, nella nostra sede centrale di Altishofen confezioniamo le merci per numerose aziende. Come esempio posso citare le «marmellatine» e i pan di spagna di una nota marca svizzera, anche le auto vengono «preparate» così da poter essere consegnate ai clienti. 1300 persone lavorano in questo settore dell’azienda. Nel settore dei trasporti, si ripropone costantemente il tema dei turni di riposo. Come garantisce che questi siano rispettati nella sua azienda? In questo caso, per me è in primo piano il principio della responsabilità personale. Tuttavia, è chiaro che come imprenditore sono in ultima istanza responsabile del rispetto delle leggi vigenti. Però oggi siamo arrivati a un punto in cui nel settore ci sono meno pecore nere, visto che tutto viene registrato elettronicamente e controllato dagli uffici cantonali. Cosa fa la ditta Galliker Trasporti SA per la salute dei suoi dipendenti? Qui non troverà spazi per il fitness o simili. La maggior parte della nostra gente ha un lavoro faticoso che in un certo senso contiene in sé il «fitness». Un autista deve ad esempio salire e scendere dal suo camion 50 volte al giorno, per servire i clienti. Alla sera non serve più fare allenamento. Ma ovviamente cerchiamo di far sì che i dipendenti rimangano in buona salute e per questo collaboriamo anche con la CSS. In questo contesto vorrei menzionare, ad esempio, le consulenze alimentari. Ma anche l’ergonomia ha un notevole valore da noi. I nostri veicoli dispongono di sedili di prima qualità e al momento, per le merci pesanti, ci stiamo organizzando con rulli motorizzati per spostare le palette di carico. E lei cosa fa per rimanere sempre in forma? Ho una buona costituzione di base e sono moltissimo in giro, per l’azienda. Questo tiene in forma. Ogni tanto, mi si può incontrare anche su una mountain-bike o sulle piste da sci. La CSS dispone di varie offerte per le aziende. Oltre ai prodotti assicurativi, vanno citati in particolare il management delle assenze e il management della salute in azienda. La Galliker Transporti SA ha stipulato presso la CSS un’Assicurazione collettiva d’indennità giornaliera in caso di malattia e un’Assicurazione per costi di guarigione.

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© Galliker Transporti SA

La Galliker Trasporti SA è dunque un attore di primo piano anche nel confronto con le realtà estere? Decisamente no. A livello internazionale siamo un’azienda di piccole dimensioni. Questo sebbene disponiamo di oltre 950 autocarri e 1000 guidatori. Sulle strade si vedono sempre più spesso camion provenienti dai Paesi dell’Est, dove i costi sono nettamente minori: come può un’azienda svizzera difendersi in questo contesto? In effetti, questo sviluppo ci preoccupa. Il dare e prendere reciproco era ed è la ricetta del successo svizzero, grazie alla quale l’economia fiorisce. Sempre più spesso, però, contano le nude cifre che risultano alla fine dei conti. In questo ambiente duro, il nostro asso nella manica è sicuramente la qualità che possiamo offrire. Siamo flessibili e possiamo fornire le merci «just in time». Se un cliente deve ricevere la sua merce alle 10, alle 10 siamo sul posto. Questo ci rende forti. Non si potrebbero trasportare molte merci con la ferrovia? In effetti si legge sempre più spesso di trasporti su ruota apparentemente assurdi. Tuttavia, anche il settore dei trasporti soggiace alle leggi dell’economia di mercato. Vede, i consumatori vogliono prodotti sempre più a buon prezzo. Sorprende forse che queste merci siano prodotte non so dove e vengano trasportate per essere confezionate per poi essere ulteriormente trasportate dove saranno vendute? Se spesso conta solo il prezzo, queste sono le conseguenze che dobbiamo sopportare. Non possiamo neppure dimenticare che le ferrovie non avrebbero le capacità per trasportare tutte queste merci. In linea di principio la nostra azienda ragiona molto bene su come possiamo evitare di intasare le strade. Ad esempio, ogni notte sono in viaggio per noi circa 50 vagoni merci/container per trasportare alle nostre sedi in Svizzera le merci da distribuire. Oltre ai trasporti, la sua azienda si occupa di altri rami imprenditoriali? La Galliker Trasporti SA ha ben presto proceduto a una diversificazione e cercato il contatto con ditte


Domanda

23 I malati psichici

ottengono aiuto a sufficienza? Integrazione invece di rendita AI: troppe persone fuoriescono dal processo lavorativo a causa di una malattia psichica. Testo: Manuela Specker

Oggigiorno la prevenzione dell’infortunio sul posto di lavoro è un’ovvietà. Chi invece si ammala di una malattia psichica è confrontato a pregiudizi – e proprio per paura di essere stigmatizzato non si fa aiutare o lo fa troppo tardi. Questo comporta delle conseguenze che possono andare fino all’incapacità lavorativa. L’OCSE stima il danno economico per la Svizzera a 19 miliardi all’anno, soprattutto a causa di perdite nella produzione. Essa ha criticato la Svizzera, dicendo che viene intrapreso troppo poco per mantenere le persone con disturbi psichici nel processo lavorativo.

Conseguenze della disoccupazione Questo è fatale poiché: «Il lavoro migliora la situazione psichica delle persone colpite», spiega il capo

Domanda

24

© Thinkstock

Nuovo indirizzo? Ogni anno, la CSS procede a 130 000 mutazioni di indirizzi. Talvolta, però, nella foga (del trasloco) qualche assicurato dimentica di notificare il nuovo indirizzo. Per evitare eventuali fastidi (p. es. un richiamo a causa di fatture che non vengono ricevute), si consiglia di comunicare subito il cambiamento d’indirizzo. Il modo più semplice per farlo è via e-mail: cambiamentoindirizzo@css.ch. Le mutazioni di indirizzi possono essere comunicate anche all’agenzia di competenza o alla Serviceline della CSS (0844 277 277). www.css.ch/cambiamentoindirizzo

I problemi psichici possono colpire tutti. È importante cercare aiuto tempestivamente.

progetto dell’OCSE Christopher Prinz. Anche il lavoro può fare ammalare – ma non avere lavoro prima o poi peggiora la situazione, poiché un’occupazione professionale conferisce anche un’identità e dà conferme.

Un cirolo vizioso Proprio i giovani ai quali viene attribuita una rendita AI a causa di problemi psichici finiscono in un circolo vizioso perché non riescono più ad entrare nella vita professionale. Dal 1995 il numero di persone giovani che percepisce una rendita AI a causa di una malattia psichica è triplicato. L’OCSE consiglia quindi di aumentare gli sforzi per integrare nel processo lavorativo le persone con disturbi psichici.

Può succedere a tutti Le persone con problemi psichici non dovrebbero essere etichettate, proprio perché può succedere a tutti. Secondo lo Swiss Mental Healthcare, l’associazione dei direttori, medici, primari e direttori delle cure delle cliniche psichiatriche, ogni persona soffre almeno una volta nella sua vita di una malattia psichica. www.ufas.admin.ch

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Domanda

25 Perché l’epatite C è così ingannevole?

Questa malattia virale è chiamata anche «l’epidemia silenziosa». Spesso, chi ne è colpito non nota nulla per decenni. Questo può avere conseguenze fatali. Testo: Manuela Specker, illustrazione: infel corporate media

Il fegato è una piccola meraviglia. Esso depura il corpo, trasformando le sostanze dannose, rendendole solubili in acqua e permettendone l’eliminazione tramite i reni (mediante l’urina) o la bile (mediante le feci). Ricopre un ruolo centrale nel buon funzionamento del metabolismo e metabolizza i medicamenti, per citare solo alcune delle sue funzioni vitali. Per questo motivo, un’epatite deve sempre essere presa sul serio. Particolarmente ingannevole è il virus dell’epatite C: l’infezione si sviluppa spesso per decenni senza farsi notare e non causa disturbi. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in Svizzera sino all’1 percento della popolazione è infetta dal virus dell’epatite C. Almeno la metà di queste persone ne sono inconsapevoli.

Infezione dell’epatite C acuta

sino a 6 mesi

Diagnosi difficile Solo circa il 20–30 percento delle persone infette mostra entro sei mesi i sintomi – quali nausea, spossatezza, mancanza di appetito, disturbi gastrointestinali o di concentrazione – per i quali si ritiene opportuna una vista medica. Comunque, anche una malattia epatica non è per forza evidente. Non tutti i pazienti palesano sintomi chiari, quali un’itterizia o valori elevati delle transaminasi. Se non viene curata, la malattia può danneggiare seriamente nel corso degli anni il fegato e determinare una cirrosi epatica; nel caso peggiore la conseguenza può essere un’insufficienza epatica o un cancro al fegato. Spesso l’infezione è avvenuta talmente tanto tempo prima che non si riesce a rintracciarne il motivo.

Infezione dell’epatite C cronica

80%

20–30%

delle infezioni HCV diviene cronico

delle persone affette da infezione HCV sviluppa una cirrosi/ fibrosi epatica

da 0 a 20 anni

da 20 a 30 anni

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Carcinoma delle cellule epatiche

Cirrosi/Fibrosi epatica

l’1–4% / anno delle persone affette da infezione HCV si ammala di carcinoma delle cellule epatiche

da 30 anni in poi

Come avviene il contagio Il virus viene trasmesso da sangue infetto, in particolare mediante siringhe, aghi e altri dispositivi taglienti. Erano e sono a rischio perciò le persone che consumano droghe per via endovenosa e che si scambiano siringhe e/o aghi. In rari casi, le cause possono essere piercing o tatuaggi effettuati con apparecchiature non sterilizzate o rapporti sessuali non protetti durante i quali si determinano lesioni. In Svizzera, oggigiorno, le trasfusioni di sangue sono praticamente escluse dai possibili agenti di contagio: dagli anni ‘90, qui il sangue che viene donato è sempre sottoposto al test dell’epatite C. Proprio poiché il virus dell’epatite C può rimanere per decenni nel corpo senza palesarsi, nei prossimi anni potrebbero aumentare i casi registrati, per così dire come effetto ritardato di una scena aperta della droga nella quale ci si scambiava le siringhe e la distribuzione da parte dello Stato non era ancora la normalità. Il gruppo Swiss Experts in Viral Hepatitis (SEVHep) stima che l’ondata di nuovi casi raggiungerà il punto più alto fra il 2020 e il 2025. Secondo l’Ufficio federale per la sanità pubblica (UFSP), al momento vengono comunicati circa 50 casi ogni anno.

Chi dovrebbe sottoporsi al test Chi è stato esposto a uno dei rischi menzionati, dunque anche chi è stato sottoposto a trasfusione di sangue prima del 1991, dovrebbe sottoporsi al test del virus dell’epatite C, anche se si sente assolutamente sano e non vi sono sintomi di una malattia epatica. Non è un caso che il virus dell’epatite C sia denominato anche «l’epidemia silenziosa». Il SEVHep ritiene che al momento il riconoscimento del virus non sia ancora abbastanza tempestivo. Gli esperti si battono affinché si giunga a questo risultato per tutti gruppi a rischio. Di essi fanno parte le persone con l’HIV, il personale sanitario e i mi-

granti che provengono da Paesi dove l’epatite C è molto diffusa. Secondo il SEVHep, si dovrebbe arrivare al riconoscimento tempestivo, che risparmia alle persone colpite dolore ed elevate conseguenze fi- Migliori possibilità nanziarie, mediante una mag- di guarigione giore sensibilizzazione dei me- Spesso ci si rende conto troppo tardi del virus dell’epatite C; dici. L’epatite C è la maggior nella maggior parte dei casi un’incausa determinante dei tra- fezione finisce per essere pianti di fegato. Nel mondo, si cronica. Però c’è una buona noticalcola vi siano dai 130 ai 170 zia: negli ultimi anni vi sono milioni di persone infette dal stati netti progressi per quanto virus dell’epatite C; ogni anno, concerne le possibilità di cura. 350’000 sono i decessi per di- Il primo grande successo nel tratsturbi legati a questa patolo- tamento del virus è stato ottegia. «L’introduzione sul mer- nuto alla fine degli anni ‘90, quando cato di medicamenti sempre i medici hanno combinato più efficaci da un lato, e l’au- l’interferone – il medicamento che mento dei casi di malattie veniva utilizzato – con una epatiche in fase avanzata nuova sostanza attiva e sono così dall’altro, non possono giusti- riusciti ad aumentare del 25 % le ficare una strategia di attesa», possibilità di guarigione. Dal 2011, come sottolinea il membro in Svizzera sono autorizzate due del SEVHep Francesco Negro nuove sostanze attive, i cosiddetti dell’ospedale universitario di inibitori della proteasi, che le Ginevra nella «Schweizerische hanno ulteriormente migliorate in Ärztezeitung». In altri termini: modo netto. Contrariamente a nonostante migliori metodi di quanto accade per l’epatite A (detta anche «epatite da viaggio») e cura (vedi riquadro), la strategia dell’attendere e stare a ve- l’epatite B, non c’è ancora un vacdere cosa succede è errata, cino contro l’epatite C: il virus, poiché sono in aumento i casi peraltro scoperto solo nel 1989, di pazienti con malattie epati- si modifica troppo rapidamente. che in stato avanzato. Il gruppo SEVHep ha redatto un opuscolo informativo con 50 domande e risposte, visionabile online: www.viralhepatitis.ch (alla voce «pubblicazioni»).

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26 Come ha risolto

i suoi disturbi del sonno? Addio sonniferi: grazie alla terapia del sonno online, Anna Kim dorme di nuovo profondamente durante tutta la notte. Testo: Manuela Specker

Anna Kim non sapeva più cosa fare. Da 15 anni soffriva di disturbi del sonno e ha intrapreso tutto il possibile per riacquisire la padronanza del suo riposo notturno. Ha cambiato il suo lavoro stressante, faceva degli esercizi di rilassamento, evitava cibi pesanti prima di coricarsi – Anna Kim sapeva praticamente tutto sui fattori che hanno degli effetti negativi La CSS offre ai suoi sul sonno. Ma niente è davvero servito. assicurati, in collabora«Mancava il cosiddetto pezzo del zione con la Clinica puzzle», spiega la 57enne. Dopo una per la medicina del notte passata male, durante il giorno sonno (KSM) una terapia non riusciva quasi più a concentrarsi. del sonno online Nei lavori di routine s’insinuavano degli a Lucerna e a Bad errori e il ritmo del suo linguaggio oraZurzach. le diminuiva notevolmente. «La mia qualità di vita ne risentiva enormemente.» I sonniferi sono sempre stati il mio incubo, tuttavia, a volte non potevo evitare di prendere almeno una mezza pastiglia.

L’ancora salvatrice Poi le è pervenuta una lettera della CSS, che sarebbe diventata l’ancora salvatrice per lei. L’assicurazione malattie le ha fatto notare la terapia del sonno online, che la CSS offre in collaborazione con la Clinica per la medicina del sonno (KSM) a Lucerna e Bad Zurzach. In un primo momento era scettica – online, senza il contatto personale, sarebbe stato possibile aiutarla? Durante tre mesi, fra maggio e luglio 2013, è stata in contatto permanente (per iscritto) con una terapista, scriveva un diario sul sonno e si interessava ai preziosi consigli delle diverse tecniche del sonno. Oggi dorme di nuovo bene, «devo solo ancora lavorare sulla mia tecnica del respiro.»

Passare nel regno dei sogni tramite la privazione del sonno Il pezzo mancante del puzzle si è rivelato essere, nel suo caso, la pressione del sonno insufficiente. La terapista del sonno è giunta a questa conclusione dopo aver analizzato lo schema del sonno attuale di Anna Kim. Anna Kim stava dunque troppo a lungo sdraiata nel letto sveglia. La soluzione dei suoi problemi del sonno era quella di sottrarle prima del sonno, perché poi potesse addormentarsi da sé. Poteva coricarsi solo verso mezzanotte e doveva già alzarsi verso le sei di mattina – anche se le sarebbe piaciuto dormire ancora un po’. Così col passare del tempo ha trovato un proprio ritmo del sonno. Oggigiorno, anche una notte inquieta non nuoce più alla sua qualità di vita. Un’ulteriore scoperta, infatti, è stata quella di non innervosirsi più per una notte passata male. Chi pensa continuamente a potersi finalmente addormentare, si blocca molto di più. «Il sonno non lo si può forzare, esso viene da solo», questa è stata una delle frasi determinanti della terapista.

Aiuto all’auto-aiuto Lo scetticismo iniziale di fronte alla terapia online ha dato lo spazio all’entusiasmo: «Proprio perché ho trovato un sonno migliore nelle mie quattro mura, potrò aiutare me stessa anche in futuro», spiega Anna Kim. La terapia del sonno online è in primo luogo una terapia del comportamento. Prima viene chiarito in maniera approfondita mediante formulario e colloquio telefonico chi viene accettato nel programma. Per ulteriori informazioni e registrazione al programma: www.ksm.ch www.css.ch/programmadiassistenza

Anna Kim: grazie a una terapia del sonno riesce di nuovo a dormire bene.

© Thomas Zimmermann

Domanda


La postura corretta sul posto di lavoro spesso diventa materia di discussione solo quando la nuca ha già cominciato a dolere. Come si può fare diversamente? Testo: Roland Hügi

Grazie a una maggiore prevenzione, il numero di infortuni professionali è diminuito. Non sono in vista miglioramenti dei disturbi dell’apparato motorio, soprattutto per quel che concerne la nuca e la schiena.

Domanda

28 Perché i valori

alti di ozono sono così dannosi? Un’alta concentrazione di ozono riduce temporaneamente le funzioni polmonari e può causare addirittura un decesso prematuro. Testo: Manuela Specker

Gli occhi bruciano, la gola è irritata: se questi sintomi si manifestano nelle calde giornate estive, possono essere determinati dall’ozono, un aggressivo gas ossidante. Non appena le temperature salgono, aumenta il rischio di una dannosa concentrazione di ozono nell’aria, particolarmente nelle giornate molto calde. L’ozono è difficilmente solubile nell’acqua e penetra perciò a fondo nei polmoni, intaccandone le funzioni. CSSMagazinE 2 | 2014

Il Ticino maggiormente colpito

Lugano 88 giorni/anno

in modo ergonomico?

Zurigo 33 giorni/anno

27 Come lavorare

Vale la pena far tesoro dei seguenti suggerimenti: • La sedia e la scrivania devono essere adattate al’altezza della persona. Regolare la posizione di seduta in modo che l’angolo tra il tronco e le cosce sia leggermente maggiore di 90 gradi. Posizionare il mouse e la tastiera in modo che gli avambracci si trovino in posizione orizzontale sul tavolo. • Tra il bordo della sedia e la cavità poplitea occorre avere uno spazio minimo di due dita della mano. • Lo schermo dovrebbe sempre essere posizionato parallelamente al bordo della scrivania e leggermente inclinato all’indietro. Prestare attenzione che il bordo superiore dello schermo sia circa dieci centimetri sotto l’altezza degli occhi. • La sedia della scrivania dovrebbe permettere di cambiare regolarmente la posizione di seduta. Degli esercizi di stretching di tanto in tanto possono fare miracoli. • Posizionare gli ausili di lavoro correttamente: i documenti devono sempre essere dietro la tastiera • Stare continuamente seduti è una sollecitazione per la schiena, le spalle e la circolazione sanguigna. Chi non dispone di una scrivania regolabile dovrebbe alzarsi regolarmente e muoversi. • Gli occhiali progressivi non sono adatti per lavorare al PC. Esistono degli occhiali appositamente concepiti per il lavoro allo schermo. Davos 1 giorno/anno

Domanda

Studi effettuati dall’Ufficio federale per l’ambiente hanno mo- Per così tanti giorstrato come sino al 15 percento ni, durante l’anno della popolazione debba fare i di rilevamento 2012/2013, in conti con temporanei disturbi queste città, sono della salute. Possono però veri- stati superati i ficarsi anche casi di decessi pre- valori limite maturi, soprattutto di persone d’ozono. In geneche già erano in cattive condi- rale, in Ticino l’inquinamento da zioni di salute. La parte meridioozono è più nale del Ticino è tendenzial- elevato. mente colpita durante l’intera Fonte: www.bafu.ch estate da un’alta concentrazione di ozono. Il fenomeno non deriva solo dell’intenso irraggiamento solare, ma anche dalla presenza di strette valli nelle quali l’aria ristagna e dalla vicinanza alla Pianura Padana, con i suoi centri industriali. Un’alta concentrazione di ozono non è tuttavia un problema individuale, bensì sociale, visto che l’effetto serra contribuisce al cambiamento climatico. Inoltre, essa ha un effetto nocivo sulla crescita delle piante. Negli strati più alti dell’atmosfera, però, l’ozono ricopre per gli esseri umani una funzione vitale, in quanto protegge la Terra da un eccessivo irraggiamento solare. www.bafu.admin.ch/aria


Domanda

29 Lei lo sa?

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