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In C.S.R.-A.i.a.s COMISO

VUOI CONTATTARCI? COMISO MODICA RAGUSA POZZALLO

VIA NAZARIO SAURO ANG. CORSO VITT. EMANUELE VIA P. ORSI N.18 – TREPPIEDI SUD VIA ETTORE FIERAMOSCA N. 76 VIA A. VOLTA SCUOLA MEDIA “AMORE”

0932- 641533 / 338-9136166

giornalinolachiocciola16@virgilio.it

Il Centro di riabilitazione di Comiso iniziò ad operare nel 1980 e cinque anni dopo fu costituita anche una Sezione dell’A.I.A.S. Nel Centro di riabilitazione si effettuano trattamenti riabilitativi, sia in regime ambulatoriale che domiciliare. E’ una realtà importante nel comprensorio di Comiso e Vittoria ed è diventato, nel tempo, un punto di riferimento per le attività riabilitative rivolte alla cura delle patologie dell’età evolutiva, tanto che circa l’80 per cento delle prestazioni ambulatoriali sono somministrate in particolare a neonati e bambini. Tutte le prestazioni riabilitative vengono erogate da personale altamente qualificato, sia per formazione personale che per le attività formative offerte dallo stesso C.S.R. in occasione dei corsi E.C.M. Oggi vi prestano attività lavorativa 21 tra dipendenti e liberi professionisti. Nel Centro di Comiso vengono effettuati trattamenti neuromotori e motori, psicomotori, logopedici e trattamenti cognitivi e neuropsicologici ad un’utenza annua di circa 270 assistiti. E’ in via di progettazione, inoltre, la costruzione di un nuovo Centro di riabilitazione per offrire agli Utenti ambienti riabilitativi più grandi e moderni.

I° TRIMESTRE 2018 POZZALLO

MODICA

A Modica nel 1982 fu istituita una Sezione dell’A.I.A.S. ma le attività del Centro furono avviate nel febbraio del 1986, quando la Sezione ha aderito al Consorzio Siciliano di Riabilitazione. Nel corso degli anni, l’attività riabilitativa è cresciuta, garantendo un servizio indispensabile per un vasto territorio del Ragusano. Il Centro di riabilitazione di Modica dal Dicembre 2006 ha sede in una nuova e bella struttura, in Zona Treppiedi Sud. Realizzato su un terreno di 3.074 metri quadrati di proprietà del C.S.R., il nuovo Centro occupa una superficie di 407 metri quadri. Tutti gli ambienti inoltre sono stati creati tenendo conto dei criteri di progettazione relativi alle strutture accessibili per i disabili, in modo da rendere fruibili tutti gli ambienti alle persone con handicap. Il Centro da sempre effettua prestazioni domiciliari garantendo ogni anno le attività di riabilitazione ad oltre 80 Utenti che coprono tutte le fasce d’età, con netta prevalenza per le patologie dell’età evolutiva di carattere neurologico secondariamente neurologico. Da febbraio del 2012 inoltre il C.S.R di Modica eroga anche prestazioni ambulatoriali sempre con personale altamente qualificato.

Il C.S.R. di Pozzallo opera dal 1990, dal 2005, è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale e nel Febbraio 2011 è stato ottenuto l’ampliamento delle prestazioni effettuate in ambulatorio fino a 29 trattamenti giornalieri. Tale ampliamento è stato concesso dall’ASP di residenza in quanto il distretto di Modica, Scicli, Pozzallo e Ispica in cui insiste il Centro di riabilitazione è sprovvisto di strutture riabilitative ambulatoriali, fatta eccezione appunto per la struttura esistente a Pozzallo. Il Centro di riabilitazione è stato realizzato dal C.S.R. in locali concessi in comodato d’uso dall’amministrazione della città. Al suo interno vengono erogate prestazioni in regime ambulatoriale, ma la struttura è fortemente impegnata anche nel fornire servizi a domicilio per una vasta fascia di Utenza che abita in Comuni distanti dal Centro di riabilitazione di Pozzallo e a cui vengono comunque garantite le attività riabilitative grazie al servizio a domicilio.

La Redazione

RAGUSA

A Ragusa nel 1982 la Sezione A.I.A.S. fondata nel Gennaio del 1970, passa sotto la gestione del C.S.R., forte di una esperienza ultra trentennale nel settore della riabilitazione. Gli ampi e moderni locali, ex villa Barone, ristrutturati di recente dal Consorzio, consentono, con personale altamente qualificato, di prendere in carico persone con patologie particolarmente gravi: autismo, malformazioni cromosomiche, distrofie e miopatie, disturbi nel comportamento, insufficienze mentali gravi concretizzati anche in problematiche di apprendimento e di linguaggio. I soggetti vengono seguiti con terapie riabilitative , sia al centro C.S.R. di Ragusa che a domicilio. Inoltre dal 2001, grazie ad una convezione col Comune di Ragusa, è attivo anche un servizio di Centro Diurno “Noi con voi” dedicato al Sig. Brullo Giovanni, recentemente scomparso. In esso trovano accoglienza, durante la giornata (si fermano anche per il pranzo), circa 35 persone in difficoltà affette da patologie fisiche, psichiche e sensoriali pure molto gravi. Il C.S.R. di Ragusa è perfettamente integrato con le istituzioni scolastiche e col Comune.


Giochiamo insieme… Fai la fotocopia a colori della pagina

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L’Inkiesta

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Le nostre ricette

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Oggi parliamo di…

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Con i nostri ragazzi 10-18 Per ridere un pò

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Lo sapevi che…

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Giochiamo insieme

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quindi ritaglia e sistema

In bacheca 16 SITO UFFICIALE : www.csraias.it

Consorzio Siciliano di Riabilitazione

Redazione Operatori ed utenti centro diurno - C.S.R. – A.i.a.s. Ragusa Via Ettore Fieramosca 76

A cura di Salvatore Guastella C.s.r. di Ragusa

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Lo sapevi che…

L’ INKIESTA NOMI DI “VACCHE” E “TORI” NEL RAGUSANO

Nel 1791, l’Assemblea Nazionale Francese soppresse il monopolio per la vendita del tabacco, creato nel 1674. Napoleone lo rimise in vigore nel 1810. Nel 1869 venne lanciato un discutibile slogan: Il tabacco è un amico dell’uomo. Le vendite aumentarano del 60%. Il nome delle genziana deriva da quello di Genzio, l’ultimo re dell’Illiria vinto e ridotto in schiavitù dai Romani nel 167 a.c., che secondo la tradizione, sarebbe stato il primo a scoprirne le molteplici proprieà terapeutiche. Jach Nicholson, il famoso attore statutinense, fu per lungo tempo relegato a ruoli secondari a causa del suo carattere rigidissimo, poco incline ai compromessi. Fu nel Cinquecento, durante il regno di Enrico VIII d’ Inghilterra, che la torre di Londra, divenne una prigione di Stato. In precedenza era stata per secoli una residenza regale. Oggi, invece, in essa sono custoditi i gioielli della corona. Lord Byron (1788-1824), il grande poeta del romanticismo inglese, nutriva una particolare avversione per gli occhi grigi. Un giorno, ad un ricevimento ebbe a dire che non bisogna mai fidarsi delle persone con questo colore di occhi. A chi gli faceva notare che anche lui aveva occhi grigi rispondeva «E perché crede che lo dica?» Papa Marco, nonostante il suo brevissimo pontificato ( 18 Gennaio - Ottobre 336 ) riuscì a far edificare a Roma una basilica dedicata a San Marco Evangelista, oggi incorporata nel Palazzo Venezia.

Gli abitanti di Segesta, antica città della Sicilia ritenevano che fosse Enea ad averla fondata prima di trasferirsi nel Lazio. A motivo di ciò, durante le guerre puniche, furono sempre fedeli ai Romani ai quali si sentivano legati da vincoli di sangue. In molti villaggi del Nicaragua il cibo tradizionale è tuttota la Barbaca; una pecora che viene cotta allo spiedo così come si trova, lana e pelle compresa. Il Lofio, più noto come rana pascatrice o coda di rospo è un orribile pesce lungo fino a un metro che vive anche nella acque del Mediterraneo. Si posiziona nel fondo del mare mimetizzandosi con la sabbia da dove sporge solamente le antenne del dorso delle quali si serve per attirare le prede. Satania, l’indomito capo dei pellerossa Kiowa si uccise nel 1876; fattosi trasportare nell’infermeria del carcere in cui era richiuso da circa due anni, si tagliò le vene dei polsi e si lanciò da una finestra sfracellandosi al suolo. Nel 1929, a New York, il dipinto di Raffaello detto « Piccola Madonna Cowper » venne venduto per 970.000 dollari, una cifra astronomica. Nella grande guerra i Tedeschi utilizzarono anche dei dirigibili nella caccia ai sottomarini nemici, colpendoli con bombe di profondità sganciate a bassa quota.

A cura di

Completiamo la nostra “inchiesta”, sulle Nciurie delle famiglie Ragusane e sulle varie contrade della Provincia di RG, con i nomi principali che venivano date alle “Mucche” e ai “Tori”, considerato che l’allevamento bovino, in Provincia, era molto importante e su di esso si reggeva parte dell’ economia del territorio.

Dalla consulenza dell’allevatore Ragusano Carmelo Di Pasquale Nelle Masserie Iblee, qualche decennio fa, quando le vacche erano tutte o quasi tutte Modicane, ad ognuna, prima che partorissero per la prima volta, veniva dato un nome. Non veniva dato a caso, ma doveva rispettare delle regole precise. Si dava massima importanza al colore del mantello nelle sue sfumature, che data la razza andavano dal “fromentino” all’ “olivastro”, per cui un soggetto molte volte si chiamava “IANCAROSA” = bianca rosa o “CIARULIDA” = chiara, una molta scura, olivastra, si poteva chiamare “ULIVA = oliva, MUNACHEDA = monachella o SITANIURA” = seta nera, tra questi due estremi si potevano trovare “ RUSEDA =rosata, RUSSULIDA = rossa, NUCIDA = noce, NZAREDA = striscia rossa, CAPPARUSSA” = manto rosso; tutto dipendeva dal tipo di rossiccio o marroncino del mantello. Veniva presa in considerazione qualche sfumatura caratteriale, per cui non mancava quasi mai una chiamata “MISSAGGHERA” = messaggera, un tipo allegra, in possesso di una bella andatura, arrivava di solito tra le prime sia in stalla che al pascolo, quasi ad annunciare la presenza del gruppo.

“PITTIGNOLA”, = nevrile e leggera, così si definiva allora infatti, in dialetto, una ragazza con queste caratteristiche. Ad un soggetto molto calmo e produttivo si dava il nome “BATIOTA”, donna devota e lavoratrice. Tante volte il nome era corrispondente ai ceti sociali di allora, con particolare riguardo per i gradi di nobiltà, si cominciava con “CAMMARERA = cameriera, MASSARA = massaia, PATRUNA = padrona, BARUNISSA = baronessa, CUNTISSA = contessa, DUCHISSA = duchessa, MARCHISA = marchesa, PRINCIPISSA = principessa e REGGHINA” = regina.

Sicuramente tra CAMMARERA e REGGHINA la differenza nell’aspetto fisico doveva essere molto marcata. Non mancava “PALUMMEDA = colombella, CALAMITA = calamita, RAZIUSA = graziosa, PANNUFINU” = panno fino, molto bello per me era “ADDUMALUFUOCO” = accendi il fuoco, la bovina con questo nome doveva essere talmente armonica e corretta da accendere, quasi, in senso figurato, nell’animo di chi la guardava una fiamma. ”PORTALUBENI = porta il bene, PORTALUSULI = porta il sole, TRIZZARORU” = treccia d’oro. Quanto effetto, da parte del Massaro per le sue bovine: Le paragonava a fonti di bene e di luce o addirittura a gioielli. Alla più bella del gruppo veniva riservato il nome di “PRIATINNI = vantatene, BANNERA

Ugo e Salvatore Marabita C.s.r. di Ragusa

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Per ridere un pò… Un accattone si avvicina ad un passante e gli chiede di dargli, per favore, 10 euro. BEDDAMATINA = bella mattina o PRIMAVERA” = primavera. = bandiera,

Qualcuna altra poteva chiamarsi “CASSATA = cassata, FUNTANA = fontana, TUVAGHIULA = tovagliola, MANSULINA = calma, LATTUCA = lattuga, MATTURINA = mattutina, PRIMUSCIURI = primo fiore, MAIRANA = maggiorana, SCIACQUATA = florida, SARAFINA = Serafina, ZITIDDUZZA = fidanzatina, PUPIDA = pupetta, GIAFAGGHIOLA = boccuccia di rosa, SIGNURINA = signorina, o FORTUNATA” = fortunata. Con quest’ultimo nome l’allevatore voleva gratificarsi un po’ perché reputava “fortunata” la vacca che aveva il piacere di appartenere al suo allevamento. Mentre i nomi di Tori sicuramente erano pochi: veniva usato “VARDIANU = guardiano, CAPITANU = capitano, CURUNNELLO = colonnello, BIRSAGLIERI = bersagliere, PILU RIORO = pelo d’oro, CUMANNANTI = comandante,

SANSUNI = Sansone, NAPULIUNI = Napoleone, SERGENTE = sergente, BARUNI” = barone ecc. Un cenno particolare lo meritavano i Buoi. Erano quei bovini di sesso maschile che ben si adattavano, morfologicamente, alla semina del terreno e che a tal proposito venivano “Castrati” per acquisire meglio le caratteristiche, quali la forza, sebbene conservassero un pò di lentezza, necessaria al tipo di lavoro da fare.

Venivano utilizzati in coppia, avendo di cura di rispettare principalmente il “Garrese”, cioè l’altezza e certe affinità caratteriali. “U Massaro” che aveva una coppia affiatata si diceva possedesse un bel “Trattore”. Ricordo ancora una coppia di Buoi molto affiatata : “PUMIDU e BERSAGLIERI”. L’elenco dei nomi è sicuramente più lungo, ma forse non tanto, considerato che nelle masserie dei miei ricordi il numero delle vacche era quasi sempre ridotto e molte volte, nei gruppi più numerosi, certi nomi si ripetevano. Da questo breve elenco, da me riportato, risulta evidente la grande differenza che esisteva e che esiste tra la “Masseria” di una volta e quella attuale. Quella attuale, dove le vacche alloggiano o meglio sono rinchiuse nei Capannoni e alle quali non manca un’alimentazione abbondante e nutriente ma non possono godere del pascolo, della corte del Toro nei giorni che vanno in calore, del richiamo del vitello, della voce del padrone che le incita chiamandole per nome. Le prime sono riconoscibili da un numero scritto sul gancetto auricolare. Quanta differenza tra i due allevamenti ! La stessa differenza che sicuramente è presente nel latte prodotto e nei suoi derivati. Quelle che vivono in un allevamento intensivo ne producono molto di più, molte volte più del doppio, ma tante volte la sola quantità non paga.

« 10 euro ?!... ma non le sembra di esagerare? »

Due amici si incontrano. « Che ne è stata di quella ragazza con la quale uscivi ? » chiede uno.

«Senta, signore, lei può darmele o non darmele, ma se permette il mio lavoro lo organizzo come voglio io! »

«Abbiamo rotto, aveva una risata troppo volgare! »

« Signor commissario, signor commissario mia moglie è scomparsa da tre giorni » dice un tale denunciando la scomparsa della moglie.

« Dici così perché tu eri assente quando le ho chiesto di sposarmi. » Un giovane artista si presenta ad un impresario:

« E perchè non si è preoccupato prima? » « Ma perché ero sicuro che stesse chiacchierando con qualche vicina di casa. » Un uomo domanda in profumeria se lozione per far crescere i capelli.

«Strano non me sono mai accorto, eppure ci siamo visti parecchie volte… »

hanno una

« Certamente » risponde il commesso. « Desidera un flacone grande o piccolo? » « Piccolo…piccolo, serve per dei capelli a spazzola. » Una signora è talmente grassa che quando si siede fa scricchiolare la sedia. Il dietologo: « Lei è veramente al limite. Da oggi in poi mangerà solamente un po’ d’ insalata senza condimento ed una fettina di carne alla griglia…» « D’accordo dottore… ma prima o dopo i pasti? » Un bambino tornato da scuola insiste col proprio babbo affinchè gli faccia cambiare classe. « Ma perché. tesoro? » gli chiede preoccupato il genitore. « Perché il mio maestro non sa nulla…mi interroga in conntinuazine…»

« Sono il più grande imitatore di animali ! Quando imito il canto del gallo si alza subito il sole. » Iu una clinica per disagio mentale, un tale riceve una lettera. Apre la busta con impazienza e vi trova un foglio bianco. « Deve essere di mia moglie » dice fra sè e sè. « E’ da tre anni che non ci parliamo. » « Che bel bambino » dice un’anziana signora ad una mamma che gioca in un parco col proprio figlioletto. « E’ da molto che cammina? » « Da quattro mesi » risponde fiera la mammina. « Oh poverino! Dev’ essere ben stanco…» In un campo nudisti la temperatura scende improvvisamente. Uno dei nuovi arrivati, che comincia a rabbrividire e chiede ad un anziano presente. « Che si fa in questi casi? » « Tutto previsto! » spiega l’altro. Ci si mette del cotone idrofilo nelle orecche

A cura di Ugo e Salvatore Marabita

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C.s.r. di Ragusa

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Necessiterebbe poter intervistare le dirette interessate e non basarsi sul giudizio che danno gli allevatori, se fosse possibile dare la parola alle vacche ne sentiremmo di storie interessanti per la loro tristezza. Purtroppo i bovini posseggono solo il muggito e in certi casi sembra abbiano perso anche questa possibilità di protesta. Carmelo Di Pasquale (Inteso “Lampazza”)

Con questa “indagine” abbiamo completato il nostro racconto sulle Tradizioni Ragusane; abbiamo prima esaminato la storia delle persone attraverso le Nciurie, quindi i luoghi in cui abitavano le stesse ed ora i nomi dei principali bovini che ne determinavano parte del reddito.

A cura di Giuseppe Schembari (Inteso Pirriedu) C.s.r. di Ragusa

A cura di Sara Sabellini Assistente Sociale C.s.r.

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Le nostre ricette Precetto Pasquale nei vari C.s.r. della Provincia

“PASTA PER MPANATI” PROCEDIMENTO : Impastare la farina con il lievito di birra, il sale, l’acqua tiepida. Lavorare bene l’impasto fino a quando non risulterà liscio e morbido. Preparare due panetti di 350 gr. ciascuno (foto 8) e metterli a lievitare per ¾ d’ora (foto 9). I panetti saranno posti a lievitare avvolti in un canovaccio, avendo cura di coprire con una coperta di lana, per facilitarne la lievitatura. Formare con il mattarello (fig. 11) due dischi con la pasta livitata di circa 4.5 mm di spessore di cui , uno per la base (più grande) ed uno per il coperchio (più piccolo). Sistemare il composto precedentemente preparato sulla base, coprire con il disco più piccolo e chiudere con il “riefico”. Oleare la superfice e praticare dei forellini con una forchetta, serviranno per la traspirazione per la cottura in forno, la cui durata cambia, a seconda del tipo di ripieno utilizzato..

Il Vescovo della Diocesi di Ragusa, Mons. Carmelo Cuttitta, ha celebrato, Mercoledì 21 Marzo 2018 nella Parrocchia del Preziosissimo Sangue a Ragusa, alle ore 16.00, il Precetto Pasquale, rivolto alle Associazioni di Volontariato Sanitario e Parrocchiale, ai Medici, agli Operatori Sanitari, ai Laici impegnati nella Pastorale della Salute. L’iniziativa, come ogni anno, è stata promossa dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute nella persona del suo Direttore, Don Giorgio Occhipinti. Tutte le Associazioni presenti hanno collaborato per l’animazione della giornata. Gli operatori ed i ragazzi del Centro Diurno C.s.r. di Ragusa hanno preparato una dispensa con i relativi canti della S. Messa. Come simbolo della giornata è stata realizzata, da parte del C.s.r. di Ragusa, un’ immagine in polistirolo (vedi a lato) che nell’anno 2000 è stata il simbolo del Giubileo a Roma degli ammalati. Immagine regalata poi al Parroco della Parrocchia Preziosissimo Sangue. Anche negli altri centri della Provincia; Pozzallo il 20/3/2018, Comiso il 26/3/2018, Modica il 28/3/2018, è stato celebrato il precetto Pasquale che ha visto una larghissima partecipazione di fedeli ed utenti. Lo scambio di auguri è stato rallegrato da un delizioso momento di agape fraterna.

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Festa di Carnevale… Ragusa Il 13/2/2018, Martedì, al C.S.R. di Ragusa sin dal primo mattino à stato un giorno di festa. Tutti gli utenti ed operatori, ognuno col rispettivo abito di Carnevale, hanno addobbato i muri della Musicoterapia con clown in carta pesta, palloncini e quindi, con musica a palla e balli, balli … e ancora balli, è stato animato il Carnevale. La festa è continuata anche nel pomeriggio e non è mancato un momento di condivisione con pizzette e chiacchere di Carnevale. Non sono mancate le maschere caratteristiche. Gli ausilari Licitra Simona e Distefano Peppe hano interpetrato, coi loro abiti, i cartoni Oliva e Braccio di Ferro.

Condire la carne d’agnello la sera prima affinchè continui a frollare e si impregni degli ingredienti. All’impasto aggiungere della sugna per rendere più friabile la pasta, (una noce per ogni KG di farina) ; nel panetto, prima di porlo a lievitare, con il dorso del coltello si pratica un solco a collare, non molto profondo, che divida il panetto in due terzi inferiore ed uno superiore. Servirà da guida, un volta lievitato, a separare il fondo (l’inferiore) dal coperchio (il superiore), naturalmente tirare la sfoglia, con l’ausilio del mattarello (“lasagnaturi”), una più grande per il fondo ed una più piccola per il coperchio; quindi si riempie con la carne e ripiegando i margini a mò di scodella e adagiando il coperchio, si saldano, con una leggera pressione i due lembi e con un movimento di scivolamento del pollice sull’indice si creerà un c o r d o n c i n o intrecciato a spirale (“u rieficu”) che servirà a chiudere l’impanata. Oliare la superfice dell’impanata e praticare dei forellini con una forchetta, serviranno per la traspirazione durante la cottura in forno, per circa un’ora. Si consumano appena tiepide. PROCEDIMENTO:

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A cura degli operatori C.s.r. di Ragusa

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“ TURCINIUNA ” (Involtini di frattaglie) Festa di Carnevale…. Pozzallo

In data 12/02/2018 nei locali del C.S.R. di Pozzallo si è svolta la festa di Carnevale, quest’anno incentrata sul tema del “Biologico”, al fine di manifestare una spiccata sensibilità per il rispetto dell’ambiente e del “ mangiar sano”.

Ai partecipanti sono stati assicurati momenti di divertimento ed occasioni di socializzazione, stimolati dai nostri operatori, i quali hanno coinvolto assistiti e familiari in giochi e balli di gruppo.

E’ proprio attorno a quest’ultimo aspetto che è ruotata l’intera organizzazione dell’evento, compresa la scelta dei costumi, realizzati dai nostri operatori, raffiguranti frutta e verdura genuini, privi di pesticidi e di qualsiasi composto chimico.

La serata si è conclusa con un assortito buffet di dolci, offerto dal CSR.

L’animazione della festa è stata curata dagli operatori del progetto ludico-ricreativo “Stiamo Insieme” ai sensi della circolare 8 L.328/00, avviato nella sede del CSR di Pozzallo in data 5/2/2018.

PROCEDIMENTO: Si lavano accuratamente tutte le interiora, strofinandole con sale e limone. Si taglia con delle forbici la retina (cm.10x10) poi la trippa (cm.8x8). Si tagliano a pezzetti il fegato, il polmone, il cuore, e si salano. Si pulisce la cipolla novella lasciando solo la parte bianca e tenera.

A cura degli operatori C.s.r. di Pozzallo e degli operatori del Progetto “Stiamo Insieme”

Si taglia il caciocavallo a strisce di (cm. 9 x 1).

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Si prende un ciuffetto di prezzemolo,

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Festa di Carnevale … Modica

Procedimento per singolo “Turciniuni”: Al CSR di Modica, da alcuni giorni, siamo tutti e tutte in fibrillazione! Finalmente arriva Venerdì 9 Febbraio 2018: alle ore 17,30 giungono al nostro Centro bambini, bambine e adulti, con le loro maschere variopinte, i loro travestimenti carnascialeschi, le loro faccine truccate. Quando in palestra c’è il pienone … COMINCIA LA FESTAAAAAA!!! Musica a palla, scelta con cura dal nostro Roberto.

La Festa ha visto anche il coinvolgimento di un nutrito gruppo di ragazzi e ragazze del Liceo Scientifico di Modica che nelle ultime settimane hanno vissuto l’esperienza dell’Alternanza Scuola-Lavoro proprio al CSR, a diretto contatto col mondo della disabilità.

Prima si mette la retina (fig.1), si sovrappone la Trippa (fig.2) e sopra si mette un pezzetto di Fegato, un pezzetto di Polmone, un pezzetto di Cuore una

Un sentito ringraziamento va alla nostra Direttrice Sanitaria, Dottoressa Giovanna di Falco, per aver dato tutti/e la possibilità di festeggiare Carnevaliamo al CSR di Modica, e al mitico Vincent per la disponibilità mostrata nell’aver trasportato, montato e smontato tutta la parte tecnica.

striscia di Cacio Cavallo, una Cipolla, il Prezzemolo (fig.3-4). Si chiude come un involtino utilizzando la retina per fissare il tutto (fig.5). In un tegame si sistemano tutti questi involtini

Colorate maschere delle quattro stagioni, distribuite a tutti i presenti.

(turciniuna) (fig.6). Si taglia una quantità abbondante di cipolla (fig.7) e

Animazione scatenata, con giochi, balletti e coreografie delle splendide Operatrice Giovanna N., Mariella, Debora, Adriana, Daniela, Maria, Giovanna R., Santina, Maria Grazia e degli aitanti Operatori Giovanni, Stefano,Enzo, Daniele.

vi si dispone sopra facendo in modo di coprire tutti gli involtini (fig.8). Si mette sopra del sale e si lascia cuocere. (fig.9) La durata della cottura dipende dalla grandezza di

Durante la festa: alcune Mascherine si dilettano a radere esplosivi palloncini coperti da schiuma da barba; si balla anche con le sedie a rotelle; un trenino coinvolgente, al ritmo della musica, fa fare il giro di tutto il Centro CSR di Modica, fra palestra, stanze e corridoi, con gioiose mamme che “tirano a bordo” grandi e piccoli; c’è l’attesa e doverosa sfilata di tutte le Mascherine, sul mitico tappeto rosso della Mostra del Cinema di Venezia, fra scroscianti applausi, incoraggiamenti a sfilare, gioiose risate dei presenti; si svolge una sentitissima battaglia finale di palloncini, fra due squadre formate da tutti, ma proprio tutti i presenti; colorate stelle filanti, con un soffio, vengono tirate da tutti addosso a tutti.

ogni “Turciniuna”. Questo particolare piatto viene fatto a Pasqua ed è una tradizione prettamente Ragusana

Variante: Al posto della retina, per chiudere il tutto, si possono usare le budella, che debbono essere, prima raschiate per farne uscire il contenuto e poi lavate con acqua sale e limone molte volte. La cottura può essere fatta anche al forno (fig.10)

Infine, abbiamo condiviso la gioia che nasce dal mangiare e bere i compagnia: vassoi pieni delle immancabili e squisite chiacchiere, pizzette, acqua e bevande.

A cura degli operatori C.s.r. di Modica

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Le nostre ricette dal libro Antiche ricette negli Iblei di Bucchieri Franco

Ricette consigliate da Lucia e Maria Mallo, Maria Giovanna Ruggieri C.s.r. di Ragusa

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Oggi parliamo di… Voglio iniziare la mia chiacchierata su Giufà riportando una poesia scritta dal poeta che più rappresenta l'anima Iblea, ovvero Carmelo Assenza.

GHIUFA' Nicuzzu ancora, a stientu ti parrava, quantu rrisati mi facisti fari caru Ghiufà!...E cu' so po' scurdari ccu quanta spranza a sira t'aspittava!?...

Festa di Carnevale … Comiso

Lunedì 12/2/2018 anche a Comiso si è svolta la Festa del Carnevale.

GHIUFA’

Sono stati rispettivi variopinti coriandoli

invitati i bimbi assistiti con i genitori, vestiti con abiti e sgargianti; quindi balli, e sfoggio di mascherine.

E’ stato un momento molto bello, in cui tutti, insieme ai bimbi, si è ritornati bambini.

Ne sanno qualcosa gli operatori ed i genitori, i quali, con grossi occhiali in plastica, abiti coloratissimi sono stati coinvolti in questa magnifica baraonda. Anche a Comiso il consueto momento di fraternità con chiacchere, patatine e coca cola.

Appena a prima stidda s'affacciava, curriennu trasia intra ppi taliari se a nanna ri l'agnuni mi ciamava ppi ddirimi: - talè cchi t'hà-ccuntari... E allura ncumiciava a scuzzulari ar una ar una li to' pataccati Ed ju incìa la casa ri rissati rrisati ca vulissi ancora fari! ma nun arriru acciui..ca me 'nzignatu ca ri Ghiufà u munnu è sempri cinu !... E assumigghia lu nuostru o to' ristinu se nta r'ognunu ti ni stai 'mmucciatu! Carmelo Assenza

Giufà chiamato a volte Giucà è un personaggio della tradizione orale popolare della Sicilia. Nella letteratura scritta egli compare per la prima volta nell’opera di Giuseppe Pitrè, celebre studioso di tradizioni popolari e di folklore di Sicilia, tra la fine dell’ottocento e inizio del novecento, che ne riprese le storie popolari diffuse nelle varie parti della Siciia. Giufà e un bambino del sud molto ignorante che si esprime per frasi fatte e che conosce soltanto una certa tradizione orale impartitagli dalla madre. Nelle sue avventure egli si caccia spesso nei guai, ma riesce sempre ad uscirne illeso.

A cura degli operatori C.s.r. di Comiso

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GHIUFA’

Francesca, Isabella, Salvatore e Maria Luisa al lavoro…

Spesso, involontariamente Giufà vive alla giornata, in maniera candida e spensierata, incurante di un mondo esterno che pare sempre sul punto di crollargli addosso. Il ciclo delle avventure di Giufà è di chiara derivazione Araba o meglio Nord Africana. Come dimostra lo stesso nome del ragazzino che nel dialetto Palermitano divenne l’abbreviativo di Giovanni. Inoltre Giufà è un personaggio assolutamente privo di ogni malizia e furberia, credulone facile preda di malandrini e truffatori di ogni genere. Nella sua vita gli saranno rubati con estrema facilità una pentola, un maiale, un pollo arrosto, un asino, una gallina ed un tacchino.

Un esempio della stoltezza, tipico tratto dalla personalita del nostro eroe, si ha nell'episodio "Giufa tirati la porta" nel quale la mamma del protagonista parlando in un dialetto stretto (poco comprensibile persino ai Siciliani) dice al figlio io vado in chiesa, tirati la porta; quest' ultima frase viene presa alla lettera dal piccolo che anzichè chiudere la porta la prende invece a calci fino a sdradicarla dalla sede abituale. Giufà si tramanda e si continuerà a tramandare attraverso le storie raccontate dai nonni, e sono certo che non c'è famiglia che non ne conosca almeno una di storielle di Giufà; e allora ascoltiamola e raccontiamola ai nostri figli affinchè possano ridere e godere a sua volta della ricchezza, stoltezza e saggezza di Giufà.

L'iperbolica trama descritta dal Pitrè prende spunto dai fatti realmente raccolti nelle campagne del Palermitano quando ladri e imbroglioni erano soliti fare ai ragazzi promesse allettanti che mai avrebbero mantenuto per ottenere le prelibatezze sottratte alla campagna dei loro genitori. Secondo alcuni Giufà deriverebbe da un personaggio storico realmente esistito agli inizi del XI secolo dc nella penisola Anatolica, l'attuale Turchia, personaggio creato in chiave comica, caricatura di tutti i bambini siciliani.

A cura di Licitra Cristina - Maestra d’ arte e i ragazzi del C.s.r. Ragusa

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Giufà ci fa sorridere con le sue incredibili storie di sfortuna, sciocchezza e saggezza ma anche il gran merito di farci conoscere meglio la cultura dominante in Sicilia tra la fine dell ottocento e inizio del novecento.

A cura di Guseppe Schembari Gianni Guastella - Musicoterapista C.s.r Ragusa

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Con i nostri ragazzi

Regalini per tutti…

E’ arrivata laBefana…a Comiso Per la festa del papà, i ragazzi hanno realizzato graziosi e funzionali aeroplanini fermacarte. Alle ore 17,00 del 5/1/2018 due pullmans, uno con carrozzine, l’altro con gli utenti autosufficienti, accompagnati dagli operatori, si sono recati dal C.S.R. di Ragusa a quello di Comiso.

Colorare e assemblare mollette da palette sottolinguali ha suscitato entusiasmo, interesse e curiosità meraviglioso mondo del riciclo di impiegati quotidianamente.

bucato e in loro verso il materiali

Qui ad attenderli una marea di bambini, con i rispettivi genitori, i quali erano venuti al C.S.R. di Comiso a ritirare i regalini che la Befana, ha loro portato.

In occasione della Santa Pasqua, invece, dei simpaticissimi cestini colmi di ovetti di cioccolato adagiati su paglia colorata e decorati da nastrini e fiocchi.

Un’ animatrice, La Giglia Barbara, del C.S.R. di Ragusa si è vestita da Befana, ed ha distribuito tanti regalini, appositamente preparati, anche agli utenti del centro diurno di Ragusa.

In tale occasione si è proposto loro una nuova tecnica di riciclo creativo: cestini di cannucce di carta di giornale, che, nonostante le difficoltà di esecuzione, hanno scatenato curiosità ed entusiasmo.

E’ stato un momento di socializzazione molto intenso e bello che si è concluso con la condivisone di patatine, popcorn, torte dolci e salate e coca cola, il tutto molto apprezzato dai bambini e da tutti i partecipanti.

Ma soprattutto la difficoltà di realizzazione ha loro insegnato la pazienza e la disciplina, necessari al raggiungimento di un obiettivo.

Ottaviano Rosaria : Bellissima festa e ottima accoglienza…

Guastella Salvatore : Regalini per tutti e… queste cose facciamole più spesso !

A cura di Sara Sabellini

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– Assistente sociale C.s.r.

Dr. ssa Felicia Bonotto – Psicologa C.s.r.

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Giornalino lachiocciola i trimestre 2018 (Ragusa)  

Giornalino lachiocciola i trimestre 2018 (Ragusa)

Giornalino lachiocciola i trimestre 2018 (Ragusa)  

Giornalino lachiocciola i trimestre 2018 (Ragusa)

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