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Gennaio/ Aprile N° 5 / 2017

Ci siamo

,

anche Noi


Cari lettori, in questo periodo, i nostri ragazzi hanno continuato a scrivere numerosi articoli! Spinti dalla motivazione e dall’entusiasmo gli argomenti sono sempre più ricercati e curati nei contenuti. Dalla scienza alla cucina alle esperienze di vita dei nostri ragazzi, insomma ce n’è per tutti i gusti! Buona lettura a tutti dallo staff di ci siamo anche noi! Stefania Magrì Dario Salanitro

MUSICA

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RIDACCHIANDO

20

2

SPETTACOLO

12

PENSIERI E PAROLE

21

IO SONO

3

FAVOLANDO

13

STORIE DI VITA

4

SPORT

15

NATURA E BENESSERE

5

IDEABILE

16

I CONSIGLI DI NONNO SARO 7

ART THERAPY

17

SCIENZA

8

COME GIOCAVAMO

18

CUCINA

9

DETTI E PROVERBI

19

EDITORIALE

1

ATTUALITA’

Dario Salanitro - Stefania Magrì

Stefania Magrì

Dario Salanitro

Carmen Arena - Loredana Gallina - Giuseppa D’Anna - Cristina Barbaro


a cura di Vincenzo Di Grazia

VINCENZO BARONE

NOME E COGNOME

DANIELA FORZESE

CONIUGATO

STATO CIVILE

CONIUGATA

CAPRICORNO

SEGNO ZODIACALE

SCORPIONE

FISIOTERAPISTA

FORMAZIONE

FISIOTERAPISTA

26

VOTO PIU’ BASSO

18

30 E LODE

VOTO PIU’ ALTO

27

SPORT IN TV

TEMPO LIBERO

FACCIO LA SPESA

PALLAMANO

SPORT PREFERITO

PALLAVOLO

PASTA CON LE SARDE

PIATTO PREFERITO

PIZZA

LONDRA

VIAGGIO PREFERITO

AMSTERDAM

NON ESISTE

UOMO/DONNA IDEALE

GENTILE, GALANTE, DOLCE

A 13 ANNI

PRIMA SBORNIA

A 47 AD AMSTERDAM

400 KM PER ANDARE DA UNA RAGAZZA

PAZZIA PER AMORE

NO! LE HANNO FATTE PER ME

GENEROSO

PREGI

NON MI ARRABBIO

NON NE HO

DIFETTI

GOLOSA

POUL NEWMAN

IL SUO MITO

SALVO MAZZEI

C.S.I. NCII

PROGRAMMA PREFERITO

C.S.I NCII

LA VERITA’ DEL GHIACCIO

LIBRO PREFERITO

PROF. ADRIANO FERRARI

CENTRO DI IPPOTERAPIA

PROGETTI PER IL FUTURO

ANDARE IN PENSIONE

NASCITA DI MIA FIGLIA

IL GIORNO PIU’ BELLO

25° DI MATRIMONIO

FARE 6 AL SUPERENALOTTO

SOGNO NEL CASSETTO

CAMPARE FINO A 90 ANNI

UN SALUTO A TUTTI

UN SALUTO

SALUTO TUTTI I COLLEGHI

DI DAN BROWN

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a cura di Vincenzo Sgroi e Cristina Barbaro ( Tnpee )

Siamo abituati a vedere sistemi di ricarica tradizionali non “intelligenti” per cui ci sembra ovvio parlare di ricarica, ma in effetti non è proprio cosi. Paul Worgan, dell’Università di Bristol, insieme ad alcuni colleghi, ha inventato il “Power Shake”, un congegno che permette di ricaricare in pochissimi secondi, addirittura ne bastano soltanto 12, il proprio smartphone. Il meccanismo è molto semplice: basterà avvicinarsi ad un dispositivo “intelligente” che ci cederà un poco della sua carica. Se dal punto di vista tecnico ed operativo tale sistema non incontra ostacoli, potrebbe però sorgere un problema di diversa natura: siamo davvero sicuri che siamo tanto generosi da cedere ad altri parte della nostra riserva di carica in modo del tutto gratuito? Uno studio, in tal senso, mostra il contrario e indica che le persone si dimostrano favorevoli a cedere il 10% della propria carica, quando questa è al livello massimo, solo in cambio di un compenso monetario pari a circa E. 1,76. Il prezzo sale vertiginosamente se il livello è al 20%: in questo caso arriverebbe addirittura a circa E.4.4. Alla faccia del power sharing (carica condivisa)! Sorgono in me due pensieri: il primo è che “Chi trova un amico trova un tesoro”, ed il secondo è che forse possiamo ipotizzare la nascita di una nuova forma di elemosina: “l’elemosina tecnologica”.

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a cura di Nino Torre e Giuseppa D’Anna (Logopedista)

Mi chiamo Antonino Torre, ho 60 anni e vivo con mia sorella e la sua famiglia a Misterbianco. Mi piacerebbe raccontarvi della mia più grande passione: il teatro. Sin da quando ero piccolo amavo molto partecipare alle recite scolastiche, così i miei familiari mi hanno iscritto ad un provino teatrale di una compagnia del mio paese. Il provino è andato bene tanto che per due anni ho partecipato a varie rappresentazioni. Poi, crescendo e frequentando il C.S.R., sono stato inserito all’associazione culturale “Neon” di Catania con direttore artistico Pietro Ristagno. Qui, insieme ai miei compagni, ho imparato alcune tecniche di recitazione e per questo gli vorrò sempre bene. Con questa compagnia abbiamo girato vari teatri di Catania e da qualche anno andiamo a recitare pure al teatro di Palermo e Marsala. Mi sento così fortunato perché in questo modo ho la possibilità di viaggiare per la Sicilia e conoscere posti belli che non ho mai visto. Il cast è composto da undici miei compagni con i quali condivido le gioie ma anche le fatiche: tante sono le prove che facciamo! Una delle esibizioni che abbiamo fatto si intitola “Il racconto che incanta” ed è stato recitato un po’ in italiano e un po’ in dialetto catanese (“u cuntu ca ‘ncanta”). Si tratta di uno spettacolo di teatro, musica, canto e ballo fatto da ragazzi disabili e non, così ognuno si può esprimere liberamente come meglio crede. Il tema principale mi ha coinvolto tanto; si tratta del naufragio tra persone che non si conoscono, come ultimamente accade con gli sbarchi degli immigrati. Vengono fuori belle emozioni quando recitiamo. Tutti vogliono il salvataggio di queste persone e alla fine dell’esibizione c’è la speranza che questo possa avvenire. Luci, ombre, musica, applausi …sono tutte queste cose che mi fanno dimenticare la mia disabilità diventando un vero attore.

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a cura di Davide Maiolino e Stefania Magrì (Logopedista)

Ciao mi chiamo Davide e voglio raccontarvi del mio viaggio a New York. Nel 1988, insieme a mio padre sono andato a New York perché dovevo fare un intervento ai piedi. Era la seconda volta che prendevo l’aereo. Ci siamo imbarcati a Catania e abbiamo fatto scalo a Parigi e da lì abbiamo preso la coincidenza per New York. Il volo è durato 7 ore e mezza e, per far passare questo tempo, le hostess hanno trasmesso un film. Quando siamo atterrati, siamo andati direttamente in albergo e abbiamo riposato un paio d’ore. Nel pomeriggio, siamo andati a fare una passeggiata a Central Park. Sono rimasto stupito dalla moltitudine di persone viste! C’era chi correva, chi leggeva, bambini che giocavano e ambulanti che vendevano le loro merci. Davvero uno spettacolo! L’indomani sono andato a vedere l’Empire State Building, il grattacielo più alto di New York fino al 1967, quando fu superato dalle Torri Gemelle, per poi riprenderne il primato dopo l’attentato dell’undici settembre. Da lassù, la vista è mozzafiato e il panorama qualcosa di bellissimo che è impossibile dimenticare. Dopo questi due giorni trascorsi da turista, purtroppo è giunto il momento dell’intervento programmato da tempo. Per fortuna sono rimasto in ospedale solo due giorni, poi sono tornato in albergo e la mattina veniva un terapista che mi faceva fare gli esercizi di riabilitazione. Il pomeriggio, invece, eravamo liberi di uscire così con papà abbiamo ripreso il nostro giro turistico a Manhattan, uno dei distretti più famosi di New York. Qui, si trovano i luoghi più importanti e famosi della città come Wall Street, il Ponte di Brookylin, Times Square e tanti altri, ma ciò che mi ha colpito di più è stata la visione delle torri gemelle (Twin Towers) e se penso che non ci sono più, mi sembra assurdo! Per tre mesi ho vissuto a New York come un vero newyorkese mangiando nei ristoranti e visitando la città. È stata una bella esperienza, nonostante l’intervento subito, e mi sento di dire a tutti che almeno una volta nella vita bisognerebbe visitare la Grande Mela!

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a cura di Vincenzo Di Mauro e Carmen Arena ( Logopedista )

Le Vitamine Scoperta delle Vitamine Casimir Funk, biochimico di origine polacca trapiantato in America, è considerato il padre delle vitamine. A lui si deve l'invenzione di questo termine, nato nel 1912 dopo la scoperta di una sostanza in grado di curare il beri-beri, una grave malattia provocata da una dieta incentrata quasi esclusivamente sul riso brillato. Funk scoprì che tale sostanza, appartenente al gruppo delle amine ed oggi conosciuta come tiamina o vitamina B1, riusciva a curare rapidamente i malati. Per rappresentare le sue due caratteristiche fondamentali (origine chimica e proprietà salutistiche), Funk coniò il termine "amina della vita" o, più brevemente, vitamina. In seguito, per la sua capacità di curare il beri-beri, tale sostanza assunse il nome di vitamina B

Vitamine liposolubili Vengono assorbite insieme ai grassi. Dal momento che, a differenza delle vitamine idrosolubili, non possono essere eliminate con le urine, e restano immagazzinate nell'organismo per lungo tempo; un loro eccesso può quindi provocare gravi intossicazioni.

Vitamina A Svolge un'azione protettiva delle mucose e degli epiteti in genere, concorrendo a potenziarne il valore di barriera alle infezioni. La vitamina A inoltre favorisce la crescita, favorendo lo sviluppo scheletrico. Vitamina D Regola il bilancio di calcio dell'organismo aumentando il livello ematico attraverso un aumento dell'assorbimento intestinale. La maggior quantità di calcio disponibile viene immagazzinata nel tessuto osseo. Vitamina E Influisce sulla stabilizzazione delle membrane cellulari e dei depositi di grasso. Inoltre ricopre un ruolo importante nella biogenesi di alcuni organelli intracellulari. Vitamina K La vitamina K ha azione antiemorragica, favorendo la produzione dei fattori di coagulazione da parte del fegato.

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Vitamine idrosolubili Hanno notevole importanza come fattori coenzimatici di molti sistemi indispensabili alla vita dell'organismo. La loro idrosolubilità le rende facilmente assorbibili dall'intestino e sono, almeno in parte, sintetizzate dalla flora batterica intestinale. L'eccesso di queste vitamine è normalmente eliminato per gran parte con le urine. A differenza delle vitamine liposolubili, sono praticamente "non immagazzinabili" nei vari organi e tessuti.

Vitamina B1 Ha un ruolo essenziale nel metabolismo dei carboidrati, intervenendo in decine di reazioni a catena. Vitamina B2 Viene assorbita nell'intestino tenue e trasportata nel fegato e in altri tessuti, dove si trasforma in coenzima Flavinmono nucleotide (FMN) e Flavindinucleotide (FAD) intervenendo in reazioni di ossidoriduzione importanti nel quadro metabolico energetico cellulare. Vitamina B6 Partecipa al metabolismo dei glucidi e degli acidi grassi essenziali, degli aminoacidi e di sostanze azotate. Vitamina B12 E' necessaria soprattutto nella produzione di globuli rossi , di conseguenza il segno piÚ evidente della sua carenza è una forma di anemia. Acido folico Agisce sul metabolismo di quasi tutte le reazioni in cui un singolo atomo di carbonio debba passare da una molecola all'altra: interviene ad esempio nella sintesi del DNA, nel metabolismo degli aminoacidi e nella riparazione dei cromosomi Vitamina C Impedisce l'ossidazione dei tessuti corporei bloccando i radicali liberi dell'ossigeno. E' inoltre fondamentale nella formazione dei tessuti connettivi (collageni)

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a cura di Rosario D’Urso e Dario Salanitro ( Tnpee ) Cari lettori visto che ci stiamo avvicinando alla primavera, che ne dite di piantare qualche bella pianta aromatica nel vostro balcone? Bene, ecco un’idea di alcune piantine verdi e profumate! MENTUCCIA - Terreno umido ma ben drenato, posizione soleggiata, tagliare le cime spesso In cucina viene utilizzata per aromatizzare soprattutto carne, pesce e verdura Si consuma anche cruda in insalata o può sostituire il basilico sulla pizza. Numerose proprietà benefiche: balsamica, calmante, riposante e analgesica, se fatta essiccare è perfetta per le tisane, aiuta la digestione, regolarizza l’attività intestinale e stimola le funzioni epatiche. BASILICO - Terreno umido ma ben drenato, posizione soleggiata Il basilico è una delle più importanti erbe aromatiche che possiamo coltivare nel nostro orto. Molto utilizzata in cucina, soprattutto per insaporire il sugo rosso della pasta, si usa nel pesto e nella salsa di pomodoro. Il basilico è ritenuta anche pianta officinale, con proprietà contro artrite e bronchite.

TIMO - Terreno non troppo umido , posizione non troppo soleggiata, fioritura giugno-ottobre Tra le proprietà del timo, vi sono quelle antisettiche a beneficio del tratto gastrointestinale e quelle antibatteriche: il timo può, infatti, essere utilizzato contro le infezioni delle vie urinarie. L’uso del timo è, inoltre, indicato per risolvere problemi dell’apparato respiratorio come asma o tosse, per merito delle sue proprietà espettoranti. SALVIA - Terreno umido ma ben drenato, posizione soleggiata, evitare le gelate Viene usata frequentemente in cucina, sia fresca che essiccata. In Italia sono molto apprezzati i ravioli burro e salvia, e le sue foglie, fritte, sono perfette per concedersi un gustoso snack. Per le donne, ottimo come rimedio contro i sintomi mestruali e della menopausa (soprattutto contro le vampate di calore), la salvia è indicata anche per l’igiene orale e per lenire gengiviti e ascessi. MAGGIORANA - Terreno umido ma ben drenato, posizione soleggiata, tagliare le cime spesso Ha un aspetto molto simile all’origano, ma possiede un aroma completamente diverso, più dolce e delicato. Conferisce un sapore ricercato a carne, pesce, verdure e zuppe. Per mantenerne il sapore intatto andrà aggiunta solo a fine cottura. Indicata in caso di raffreddore e tosse, rilassa e distende in caso di mal di testa, ansia, irritabilità, stress e insonnia.

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a cura di Antonio Ursino e Carmen Arena ( Logopedista )

La seta più antica del mondo Scoperti in Cina tessuti di seta di 8500 anni fa Già 8.500 anni fa, nell'antica Cina, si producevano stoffe in seta. È quanto sostengono gli scienziati della University of Science and Technology of China, in seguito alla scoperta di residui di proteine di seta nelle tombe situate a Jiahu, nella provincia dell'Henan. La scoperta proverebbe che la seta veniva già lavorata circa 4 mila anni prima di quanto ipotizzato finora. Per studiare le origini della seta, i ricercatori cinesi hanno raccolto campioni di terra da tre tombe di Jiahu, il sito archeologico risalente a 9 mila anni fa, dove è certo che veniva praticato l'allevamento del baco da seta, anche per il clima caldo e umido della zona, che favoriva la crescita di alberi di gelso, delle cui foglie si nutrono i bachi da seta. In due delle tre tombe, una delle quali risalente appunto a 8.500 anni fa, le analisi hanno rilevato tracce di proteine della seta, probabilmente perché gli individui sepolti in quelle tombe erano stati vestiti con abiti del prezioso tessuto. Anche le analisi degli utensili per la tessitura e degli aghi realizzati con le ossa ritrovati proverebbero che gli abitanti di Jiahu sapevano già usare le fibre di seta per cucire e tessere stoffe.

La leggenda La seta era un bene di lusso già nel mondo antico, e tramite le rotte commerciali della leggendaria Via della Seta, arrivava dall'Oriente all'Occidente, dalla Cina a Roma. Secondo una leggenda, la nascita della bachicoltura si deve alla moglie dell'imperatore Huang Di, nella cui tazza da tè cadde un bozzolo di un baco da seta. Fu lei a scoprire che avrebbe potuto produrre un filo lungo fino a mille metri.

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a cura di Laura Asero e Loredana Gallina (Tnpee)

Proprietà e benefici dei peperoni Il peperone ha la sua origine in America del sud; venne importato in Europa insieme ad altri frutti e ortaggi che prima del sedicesimo secolo erano del tutto sconosciuti nel vecchio continente. La pianta predilige climi caldi e necessita di terreni molto fertili, la semina avviene a fine febbraio e i frutti, le bacche della pianta, arrivano sui banchi dei mercati in estate. In tantissime varietà: infatti non solo i colori, giallo o rosso (i peperoni verdi, in realtà, sono bacche non ancora mature), sono una discriminante, ma anche la forma, il sapore, la grandezza. Una prima differenziazione è data da frutto dolce e piccante. Quello normalmente usato in cucina è il primo; il secondo in genere viene essiccato, a volte polverizzato, ed è usato principalmente come condimento.

I peperoni in cucina Il peperone è estremamente versatile, può essere cucinato con molte tecniche o può non essere cucinato affatto e consumato sott’aceto o crudo a listarelle, insaporito con olio, pepe e sale. L’importante, al momento dell’acquisto, è controllare che i frutti siano sodi, senza grinze e PEPERONI RIPIENI ammaccature, e che abbiano il picciolo. 1) Tagliare i peperoni a metà , eliminare semi e In frigorifero resistono per qualche giorno, in genere non più di quattro. picciolo e lavarli. Se non si tollera la buccia, il modo più ve2) Sbollentarli per qualche minuto in acqua salata. loce per eliminarla è cuocere i peperoni alla 3) Preparare un composto di: riso cotto al dente, griglia: sarà estremamente facile staccare la pellicola che li ricopre. zucchine a cubetti soffritte, galbanone a tocDai peperoni si ricava inoltre una spezia chetti, prosciutto cotto a cubetti e parmigiano, usata in moltissime preparazioni, sia dolce peperoncino rosso e prezzemolo. al naturale sia resa più piccante, cioè la paprika. 4) Riempire i peperoni, spolverarli di parmigiano, infornare per 30/40 min a 180°

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a cura di Carmelo Sciuto e Giuseppa D’Anna (Logopedista)

Quest’anno nel mese di dicembre è stata organizzata per noi ragazzi una giornata MASTER CHEF dove due squadre (la rossa e la blu) si sono sfidate per la migliore decorazione dei biscotti “pan di zenzero” preparati precedentemente dalle nostre quattro Io facevo parte della squadra blu capitanata dalle

capisquadra.

logopediste Pina e Carmen, mentre i capitani della squadra rossa erano le terapiste Cristina e Annalisa. Quella mattina mi sentivo euforico, felice… Ogni partecipante ha indossato il cappello da chef con coccarda del colore della squadra di appartenenza (blu nel mio caso), mentre il grembiule era rosso per tutti. Preparati i tavoli con l’occorrente per decorare i biscotti, ecco che sento il “gong” d’inizio gara. Il mio cuore comincia a battere a tremila, mi sento le mani tremare e un brivido improvviso mi percorre dalla testa ai piedi, così guardo la mia terapista che mi tranquillizza dandomi qualche suggerimento su come spalmare il miele sui biscotti. “Caspita com’era liquido! Colava da tutti i lati; poi tutte quelle perline colorate … Che odore buono si sentiva nell’aria!” Tutti eravamo emozionati; ogni tanto tentavo di sbirciare l’altra squadra per capire se le loro decorazioni erano belle come le nostre, ma niente da fare! Il giudice era lì a controllare che tutto filasse liscio. Alla fine, i biscotti migliori sono stati esposti sul tavolo della giuria composta dal dottore Greco, l’assistente sociale Roberta, la signora Grasso e, infine, dal mio amico Angelo Signorello. Pochi attimi di attesa… ed ecco proclamata la squadra vincitrice: la squadra blu! “Evviva, avevamo vinto il primo premio!” Poi, tutti insieme abbiamo ballato il Sirtaki. È stato bellissimo, perché anche in una giornata di grande pioggia come quel giorno, il sole è riuscito ad entrare lo stesso in quella stanza dove tutti eravamo felici di poter fare qualcosa di diverso del solito, poter condividere un momento speciale. Spero con tutto il cuore che giornate come questa si possano ripetere più spesso, non solo perché io ero felice, ma perché questa gioia l’ho potuta vedere pure negli occhi dei miei compagni.

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a cura di Rizza Emilio e Salanitro Dario ( Tnpee ) La notte del 9 novembre 1966 Paul McCartney uscì dalla sala prove dopo un violento litigio con gli altri tre Beatles. Salì sulla sua auto per tornare a casa e lungo una strada raccolse una ragazza che faceva l'autostop. Solo lungo una stradina di campagna Rita comprese che la persona al volante era Paul dei Beatles; la sua reazione esagitata spaventò e distrasse McCartney, che non vide il semaforo rosso e l'auto di Paul uscì di strada e si schiantò contro un albero, prendendo fuoco.

In questo numero vi parlerò della copertina più famosa al mondo e del gruppo che vi è rappresentato: i Beatles

Sia Paul sia Rita persero la vita

Ricevuta la notizia, gli altri tre Beatles dovettero decidere che cosa fare. Il loro manager Brian Epstein e John Lennon insistettero per adottare la linea del silenzio. Si misero quindi alla ricerca di un sosia. Dopo settimane di ricerche, scelsero William Stuart Campbell, un attore di origini scozzesi che assomigliava a Paul. Da quel momento, i Beatles non si esibirono più dal vivo, sia perché Campbell era più alto di Paul, sia perché occorreva del tempo per insegnargli a imitare i movimenti e la voce di Paul. Stando a questa storia, la persona che suona e canta negli album dei Beatles dopo il 1966, che ha composto canzoni di straordinario successo sarebbe un impostore. Quella di Abbey Road è una copertina delle più celebri della storia della musica pop. È l'unica copertina di un disco dei Beatles dove non compaiono né il titolo, né il nome del gruppo. Il fotografo McMillan verso mezzogiorno dell'8 agosto 1969, immortalò i Beatles che andavano avanti e indietro lungo le strisce pedonali. Diversi elementi in questa foto contribuirono ad alimentare la leggenda della morte di Paul McCartney:

in testa al gruppo c'è John Lennon, vestito di bianco, che dovrebbe rappresentare il gran sacerdote; • a seguire Ringo Starr vestito di nero, il portatore della bara; • Paul, il terzo è la salma, l'unico scalzo ad attraversare la strada, nel Regno Unito i morti vengono sepolti scalzi • ultimo George Harrison vestito tutto in jeans è colui che scaverà la fossa • la targa LMW 281F del maggiolino parcheggiato sulla sinistra indicherebbe "Linda McCartney Widow" (Linda McCartney vedova) e che Paul avrebbe 28 anni se fosse stato ancora vivo • Paul, mancino, tiene una sigaretta nella mano destra Sul lato opposto un grosso furgone nero di quelli utilizzati dalla Polizia mortuaria negli incidenti. Vero o non vero, tutta la storia chiamata P-I-D (Paul Is Dead), ancora oggi alimenta molti misteri tra i fan.

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a cura di Giuseppe Evola e Stefania Magrì ( Logopedista )

Oggi vorrei parlarvi di un programma che mi ricorda tanto la mia infanzia e, in particolare i bei momenti trascorsi con mia nonna Maria.

Era il 1975 e avevo solo tre anni, quando insieme a mia nonna guardavo “Di nuovo tante scuse”, un programma televisivo condotto da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Questo programma fu mandato in onda dopo il successo di “Tante scuse”, tramesso l’anno precedente. Il sabato sera rimanevo a dormire a casa di nonna. Dopo cena, seduto in braccio a lei, guardavamo insieme la trasmissione ridendo come matti. Mi piaceva molto ascoltare la sigla iniziale Piru Pirulì, cantata dalla Mondaini e quella finale, Coriandoli su di noi cantata dai Ricchi e Poveri dove Sandra e Raimondo si notavano da lontano e, per raggiungersi, si correvano incontro. Il tutto veniva ripreso al rallentatore e ogni volta qualcosa impediva loro di abbracciarsi, o meglio, Raimondo, in ogni puntata, inventava scuse sempre più decise per evitare l'incontro con la moglie. Sarà lei, però, che nell'ultima puntata riuscirà a raggiungerlo con un bambino in braccio e schiaffeggerà Raimondo stupito nell'essere vittima, per una volta, di un'inaspettata sorpresa della Mondaini. Io penso che questo programma abbia avuto successo perché era fatto bene e, soprattutto, regalava a chi lo guardava tanta allegria. Oggi, in tv non ho ancora trovato una trasmissione come Di nuovo tante scuse che mi faccia ridere come allora. E voi? Avete una trasmissione che vi è rimasta nel cuore? Se avete voglia di farmelo sapere, scrivetemi!

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a cura di Davide Caruso e Cristina Barbaro (Tnpee)

Questo racconto nasce dalla creativitĂ di Davide Caruso, un assistito del centro di Viagrande ed un utente di CAA. Questa favola, pur nella sua semplicitĂ  e genuinitĂ , ci testimonia come la fantasia, il pensiero, i sogni e le emozioni trovino la loro dimensione in ognuno di noi, in uno spazio che riesce ad arrivare oltre il linguaggio verbale.

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a cura di Emilio Rizza e Salanitro Dario ( Tnpee ) In questo numero del giornalino voglio parlarvi di uno sport molto bello: il tiro con l’arco. Io ho visto una volta una gara di tiro con l’arco e da quel momento mi sono appassionato a questa disciplina sportiva.

Il tiro con l’arco è uno sport di particolare concentrazione. E’ praticato da atleti con disabilità fisica (incluse le lesioni cerebrali, spinali, gli amputati ) che vengono classificati in 3 classi funzionali. Vengono svolte gare individuali e a squadre per atleti in carrozzina e deambulanti. Gli arcieri tirano ad un paglione, contraddistinto da 10 zone di punteggio, da diverse distanze. Attualmente è praticato da 37 nazioni ma il numero sta aumentando sempre più. Il tiro con l’arco ha esordito in occasione dei Giochi Paralimpici di Roma del 1960. L’obiettivo è quello di colpire con le frecce un bersaglio delimitato da 10 anelli concentrici il cui valore cresce di punteggio a mano a mano che dall’esterno si arriva verso il centro del bersaglio. Nelle competizioni all’aperto il bersaglio è posizionato a distanze differenti che vanno dai 30 ai 90 metri, in ogni caso, nelle competizioni paralimpiche è usata solo la distanza di 70 metri. Nelle competizioni al chiuso, le distanze sono di 18 e 25 metri. La grandezza del bersaglio varia a seconda della distanza. Alle distanze maggiori, esso ha un diametro di 122 cm, mentre alla distanza di 18 metri ha un diametro di solo 40 cm. Le competizioni di arco includono gare individuali e a squadre. Cenni storici All’inizio, circa cinquant’anni fa, la pratica del Tiro con l’Arco, da parte delle persone con disabilità, aveva scopo riabilitativo e di piacere, divertimento. La prima competizione, invece, data ai Giochi per Disabili di Stoke Mandeville, nel 1948, che registrarono la partecipazione di 130 arcieri provenienti da due paesi.

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Io, ogni giorno, quando parlavo con mia sorella e tenevo il telefono, con le dita digitavo a caso (accidentalmente……..) dei numeri. Per questo motivo mi è venuta un idea molto facile da realizzare. Ho chiesto aiuto al laboratorio di falegnameria per realizzare una tavoletta di legno adatta alle dimensioni del mio cellulare, poi sono andato in una ferramenta e ho comprato una maniglia, due viti e il velcro e ho fatto realizzare un “Tieni cellulare”. Da quel momento ho risolto il problema, riesco a tenere il cellulare senza digitare numeri a caso. Mimmo Di Pietro

Occorrente: Tavoletta di dimensioni da adattare al tipo di cellulare Velcro Maniglia per porte 2 viti

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a cura di Gina Laconeo e Carmen Arena ( Logopedista )

Curiosando fra le nuove tecniche di make-up, ho trovato per caso quest’articolo di una artista israeliana Tal Peleg. Una bellissima ragazza bionda che trasforma le palpebre in piccoli capolavori con una tecnica che nel mondo del make up è comunemente chiamata eyelid-art.

Tal utilizza comunissimi prodotti come ombretti, pigmenti e eyeliner, il tutto steso con le punte sottilissime dei suoi pennelli. L’inventiva e la precisione sono fondamentali per dei risultati del genere, in quanto la zona dell’occhio è una delle zone più nervose, costituita da innumerevoli pieghe che possono ostacolare il risultato in un batter di ciglia. Fiabe, stati d’animo, situazioni, animali, tutti elementi che ha voluto rappresentare graficamente sui suoi occhi. Questo articolo mi è sembrato davvero originale e magico per dare un tocco di fantasia alla nostra personalità!

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a cura di Salvatore Bonaccorso e Dario Salanitro ( Tnpee )

In quest’altro articolo vi parlo di un gioco che mi sta molto a cuore. Il nome in catanese si chiama “O SCIANCATEDDU” ma sicuramente il altre parti della Sicilia lo conoscerete sotto altri nomi. Buona lettura a tutti!

Questo gioco si svolge principalmente all’aperto. Lo scopo del gioco è quello di disegnare nel pavimento del cortile un percorso con delle caselle numerate. Uno per volta, i partecipanti, salterellando su un solo piede e stando attenti a non toccare le linee con il piede, porteranno a termine il gioco con queste modalità: Il primo partecipante, dopo aver preso un sassolino che tirerà sopra la casella contrassegnata dal numero 1, saltellando su un piede toccherà la casella 2, poi la casella 3 e con ambedue i piedi le caselle 4 e 5; poi, di nuovo con un piede, la cesella 6 e subito dopo, divaricando le gambe, le caselle 7 e 8; ripeterà il percorso all'inverso raccogliendo il sassolino e se tutto filerà liscio potrà ricominciare a giocare tirando il sassolino nella casella contrassegnata dal numero 2; se anche stavolta tutto andrà bene, potrà andare avanti allo stesso modo ricominciando ogni volta con il tirare il sassolino nella casella contrassegnata dal numero più alto. Alla fine l'abile partecipante vincerà una casella che diventa di sua proprietà, non potrà essere toccata dagli avversari a meno che il proprietario non ne accordi il permesso. Per chiedere il permesso, gli altri partecipanti dicono salam e il proprietario della casella, se l'accorda, risponderà amen, se non l'accorda dirà semplicemente no e costringerà l'avversario a saltare di un solo balzo e con un solo piede la casella. Chi per primo riesce a conquistare tre caselle ha diritto di provare a vincere il gioco effettuando il percorso con gli occhi bendati; la prova è difficilissima perché stavolta non dovrà solo stare attento a saltare sulle caselle senza toccare le linee, ma dovrà anche evitare di passare sulle caselle di proprietà degli avversari; ha un solo vantaggio: poiché ne possiede tre, può riposarsi su queste tutte le volte che vuole per riprendere fiato e per orientarsi meglio.

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a cura di Bonaccorso Salvatore e Dario Salanitro (Tnpee)

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a cura di Salvatore Bonaccorso e Dario Salanitro ( Tnpee )

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Amare te… Amare te significa vedere quel qualcosa che per fortuna è invisibile agli altri. La felicità è una parola di otto lettere. La mia riassunta diventa di due: Te! La mia stella sei tu e non ti lascerò mai più, brilli lassù nel cielo stellato ed io ne sono stregato. Vorrei essere una lacrima, per nascere dai tuoi occhi, scorrere sul tuo viso e morire sulle tue labbra. Come un sogno rimane nei pensieri di chi lo vive tu rimarrai nel mio cuore... anche perché, senza di te, il mio cuore non avrebbe motivo di battere. Cercavo una piccola cosa in un mondo infinito, invece ho trovato te una cosa infinita in un piccolo mondo! Sei un dolce e candido raggio di sole, che mi riscalda il cuore nelle lunghe e tristi giornate d'inverno. Non c'è distanza non c'è tempo, non c'è energia non c'è vento, non c'è

barriera o lamento c'è solo il mio amore che nel tuo essere vive in eterno.

Giuseppe Giardina

Non riesco a fare uscire le parole perché il mio cuore è troppo confuso! Desiderare tanto qualcosa e non poterla avere. Pensieri semplici ma che nessuno capisce. Avere voglia di gridare a tutti che sto male ma poi rimanere in silenzio. Oggi è così che mi sento…domani sarà un altro giorno! Antonio Gesualdo

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Giornalino C.S.R. gennaio-aprile  
Giornalino C.S.R. gennaio-aprile  
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