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Dicembre N° 6 / 2017

Ci siamo . G o e n o c a L

Di Grazia V. Giardina G. Evola G.

anche Noi

Bonaccorso S.

Di Mauro V. Rizza E.

D’Urso R

.

Asero L.

Sciuto C.

Di Pietro M. Gesualdo A.

Licciardello E.


Cari lettori, in questo periodo, i nostri ragazzi hanno continuato a scrivere numerosi articoli! Spinti dalla motivazione e dall’entusiasmo gli argomenti sono sempre più ricercati e curati nei contenuti. Dalla scienza alla cucina alle esperienze di vita dei nostri ragazzi, insomma ce n’è per tutti i gusti! Buona lettura a tutti dallo staff di ci siamo anche noi! Stefania Magrì Dario Salanitro

EDITORIALE

1

ATTUALITA’

2

TRADIZIONI NATALE 12

IO SONO

3

SPORT

14

STORIE DI VITA

4

FAVOLANDO

15

NATURA E BENESSERE

6

IDE...ABILE

16

I CONSIGLI DI NONNO SARO 7

ART THERAPY

17

SCIENZA

8

COME GIOCAVAMO

18

MASTERCHEF

10

DETTI E PROVERBI

19

Dario Salanitro - Stefania Magrì

SPETTACOLO

Stefania Magrì

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RIDACCHIANDO

20

PENSIERI E PAROLE

21

Dario Salanitro

Carmen Arena - Loredana Gallina - Giuseppa D’Anna - Cristina Barbaro


a cura di Vincenzo Di Grazia

GIOVANNI LO TROVATO

NOME E COGNOME

ANNA MARINO

LIBERO

STATO CIVILE

CONIUGATA

SCORPIONE

SEGNO ZODIACALE

GEMELLI

LICEO SCIENTIFICO

FORMAZIONE

LAUREA IN PEDAGOGIA

NON CLASSIFICATO

VOTO PIU’ BASSO

26

8

VOTO PIU’ ALTO

30 E LODE

SCRITTURA E MUSICA

TEMPO LIBERO

LABORATORIO TEATRALE

NESSUNO

SPORT PREFERITO

LANCIO COI TACCHI

TUTTI I PIATTI DI LOREDANA

PIATTO PREFERITO

PASTA AL NERO DI SEPPIA

TAORMINA

VIAGGIO PREFERITO

SPAGNA

LOREDANA

UOMO/DONNA IDEALE

IMPONENTE, ELEGANTE, ASSOLUTAMENTE UOMO

MAI AVUTA

PRIMA SBORNIA

A 17 ANNI

MAI FATTE

PAZZIA PER AMORE

ANCORA NO

PAZIENZA

PREGI

LA BONTA’

ORGOGLIOSO

DIFETTI

IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA

JHON LENNON

IL SUO MITO

IO SONO IL MIO MITO

NON GUARDO LA TV

PROGRAMMA PREFERITO

NON GUARDO LA TV

VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE (CELINE)

LIBRO PREFERITO

IL NOME DALLA ROSA (U.ECO)

ANDARE SUBITO IN PENSIONE

PROGETTI PER IL FUTURO

NON NE VEDO, VIVO IL CARPE DIEM

QUANDO LOREDANA MI HA DETTO SI

IL GIORNO PIU’ BELLO

LA NASCITA DEI MIEI FIGLI

PUBBLICARE UN LIBRO

SOGNO NEL CASSETTO

LA REALIZZAZIONE DEI MIEI FIGLI

GRAZIE PER L’INTERVISTA

UN SALUTO

SALUTO TUTTI I COLLEGHI

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a cura di Enza Licciardello e Cristina Barbaro ( Tnpee )

Ormai nei social c’è una società da schifo perché tutti accedono liberamente sul web. Oggi chiunque e con qualunque dispositivo può accedervi e ciò ha favorito un conseguente peggioramento dei rapporti sociali e di azioni illegali nei confronti di sprovveduti che non sanno proteggersi adeguatamente. Questo argomento è stato trattato anche dalla trasmissione “Le Iene” che ha mandato in onda un servizio in cui una ragazza è stata truffata on line: la poveretta, chattando in rete, si è vista rubare l’identità da uno dei contatti con cui scriveva. Non è certo né il promo né l’ultimo caso, ma ciò dimostra come la rete, ormai, sia diventata pericolosa, perché tutti possono entrare senza controllo e possono danneggiare chi è on line. La verità è che ormai si parla prevalentemente dietro uno schermo e nessuno comunica più di presenza. Un fenomeno pericolosissimo che descrive perfettamente questo atteggiamento e che coinvolge molti giovani sui social è detto “BLUE WAYLE” (dall’inglese “balena blu”) e consiste in una serie di 50 prove da superare che un capo, chiamato “curatore”, invia tramite il web a coloro i quali decidono di intraprendere questo pseudo gioco. Queste sono prove violente, che prevedono un progressivo avvicinamento al suicidio attraverso pratiche di autolesionismo, comportamenti pericolosi e la visione di film dell’orrore e altre presunte “prove di coraggio”. Per dimostrare di averle superate, i soggetti che aderiscono al Blue Whayle devono documentarle con gli smart-phone e condividerle in rete sui social. Si tratta di giovani che non conoscono o non hanno mai imparato il significato del “volersi del bene”, e che nel superare tutte le varie prove del gioco riescono a sentirsi più esperti e forti dei loro compagni. Giovani con personalità deboli che tentano di colmare il loro senso di incapacità, mettendosi in mostra sul web. Nell’attuale società è ormai divenuto “normale” che possano accadere fenomeni di questo tipo. Punto essenziale a mio avviso è che non esiste più la comunicazione di presenza, quella fatta di un linguaggio silenzioso dove parla il corpo, ma soprattutto dove a parlare sono gli occhi. Se ognuno di noi comunica solo attraverso il computer o lo smart - phone, pur avendo centinaia di contatti o messaggi, alla fine rimane comunque sempre SOLO nella sua dimensione di relazioni virtuali.

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a cura di Asero Laura e (Logopedista)

Ciao a tutti! Mi chiamo Laura Asero e oggi vi voglio raccontare della mia passione per la musica e per il canto. Quando ascolto la musica mi rilasso, mi sento bene, sono allegra e motivata e mi assale la voglia di ballare; ma dipende da come sto in quel momento e dai cantanti che ascolto. Ad esempio Gigi D Alessio mi rattrista perché mi ricorda episodi del passato un po’ pesanti, mentre Alexia mi rallegra perché mi fa ballare e mi ricorda dei bei momenti con amici veri e sinceri. Questa passione per la musica è nata quando mia mamma mi ha raccontato che mentre era in attesa di me, poggiava la radio sulla sua pancia per farmi ascoltare la musica classica e io subito mi muovevo nel suo pancino . Poi, nel tempo, il mio amore per la musica è cresciuto sempre più grazie ad alcuni amici. Ascolto ogni genere di musica, anche quella da discoteca e i miei cantanti preferiti sono: Raf, Pausini e Alexia ma il cantante che vorrei incontrare è Nek perché mi piace la sua voce ma soprattutto fisicamente, mentre la mia canzone preferita è volare di Modugno. Oltre ad ascoltare la musica, un'altra mia grande passione è il canto. Adoro cantare! E’ la mia vita ! Se avessi potuto fare

la

cantante avrei fatto tante tournèe perché quando canto provo emozioni… tu chiamale se vuoi emozioni…

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In questa rubrica i ragazzi del C.S.R. di Viagrande hanno voluto esprimere dei loro pensieri riguardo l’esperienza teatrale fatta con la compagnia teatrale Neon di Catania.

DI MAURO VANESSA: Sono molto contenta di aver fatto teatro. Il giorno dello spettacolo sono venuti a vedermi mia mamma, mia sorella, mio nipote ed i miei amici, ed io sono stata molto bene. Il momento più emozionante è stato quando mi hanno preparata per lo spettacolo mia sorella e Cristina mi hanno vestita e truccata. Ancora adesso che lo racconto mi viene da piangere.

LAURA ASERO: Sarebbe davvero bello potere

GAETANO DI STEFANO: Nello spetta-

rifare ancora teatro perché è stata una bella

colo del teatro io ho fatto il telecronista

esperienza per me. Il momento che mi ha dato

delle partite di calcio. Poi ho anche can-

più emozioni è stato quello dello spettacolo fina-

tato e ballato con la mia fidanzata Gio-

le, quando eravamo tutti sul palcoscenico e c’e-

vanna. La cosa più bella però è stata po-

rano tante persone a guardarci.

tere cantare l’opera lirica dove mi hanno fatto un grande applauso.

NINO TORRE: L'attività del teatro è stata per me molto bella e lo spettacolo di questo anno è il più bello che ho mai fatto, mi ha emozionato tantissimo perchè sul palcoscenico c'era tanta felicità: mia, dei miei compagni e di tutti gli operatori.

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DIANA GULLOTTA: L’attività del teatro mi è piaciuta tanto: ho recitato e ballato con tutti i miei compagni. Monica, Buffy e Manuela con noi sono state bravissime.


VINCENZO DI MAURO:

GINA LACONEO: A me è piaciuto tantissimo fare teatro. In particolare l’esperienza del balletto con Margherita è stato qualcosa di veramente emozionante.

ANGELO SIGNORELLO: Vivere questi due anni dietro le quinte è stato quello che ho desiderato di più nella mia vita. Nonostante lo scorso anno non sono stato molto presente ho trovato la mia dimensione di artigiano della parola. Un grazie va soprattutto alla mia fantastica Monica Felloni, la quale mi ha insegnato veramente tanto, e stando sempre alla pari, come lei stessa mi ha ribadito più volte. Che posso dire di Piero? E’ un amico che ho trovato sotto il cilindro della vita. Tre parole per definire questa mia esperienza: bella, ricca ...entusiasmante. Se potessi rifarei tutto! Grazie anche agli amici che con me hanno condiviso lo spettacolo, accendiamo quindi al più presto i NEON”

GIUSEPPE MESSINA: Mi è piaciuto molto CARMELO SCIUTO: Per me è stato bellis-

fare il teatro ed è stato bello ballare sul

simo fare lo spettacolo perché mi sono sen-

palco. Sono contento perchè allo spettacolo

tito libero e felice. E’ anche stata una occa-

finale a vedermi sono venuti i miei genitori

sione per conoscere della gente nuova

ed il mio grande amico Ciccio.

e

fare del teatro anche al di fuori del C.S.R.

TONY COLELLA: Mi sono divertito parecchio a fare teatro. Sono stati tutti bravi, ma soprattutto lo è stata Monica Felloni, la regista, perché era sempre pronta a correggermi quando vedeva qualcosa che non andava bene.

RIZZA EMILIO: L’esperienza del teatro mi faceva sentire più libero. Avevo la possibilità di esprimere me stesso al di là delle mie disabilità. Durante gli spettacoli provavo tante emozioni intense, che difficilmente provo quando sono al centro di riabilitazione.

Mi auguro di potere rifare

nuovamente questa bella esperienza.

GIOVANNA MIGLIORI: L’attività del teatro è stata bellissima. Io nello spettacolo ho

MARIA CHIARA ZAPPALA’: Il mio grande

fatto una regina ed ho ballato con il mio fi-

desiderio è quello di potere fare anche que-

danzato Gaetano che faceva il re. La sera

st’anno il teatro perché mi è piaciuto molto.

dello spettacolo è stata troppo bella e sono

La cosa più bella per me è stata ballare sul

venuti pure i miei parenti a guardarmi e mi

palcoscenico insieme a tutti i miei compagni.

hanno fatto anche l’applauso.

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a cura Vincenzo Di Mauro e Carmen Arena ( Logopedista )

Questa volta ho scelto di parlarvi del tè, antica e storica bevanda nata in cina e diffusa in tutto il mondo dalla tradizione inglese. Bere un tè a qualunque ora del giorno è un abitudine molto diffusa, perchè un buon tè da l’energia giusta e come dice un vecchio proverbio cinese: l’amicizia e l’amore non si chiedono come l’acqua si offrono come una tazza di tè.

Il tè cinese vanta una storia di oltre 4000 anni. Il tè è stato utilizzato a lungo come pianta medicinale, proprio a ragione delle sue proprietà terapeutiche. Durante il periodo della dinastia dei Zhou Occidentali, invece, veniva utilizzato come offerta religiosa. Con la diffusione della religione buddista, per via delle sue proprietà rinfrescanti, il tè divenne un prodotto molto utilizzato dai monaci durante le meditazione Za-Zen. L’utilizzo del tè in forma di bevanda, così come la diffusione dei negozi dedicati alla sua vendita, sono fenomeni che hanno avuto inizio in epoca Tang.di raffinatezza e sontuosità. Inoltre, in questo stesso periodo si verifica un grande arricchimento per quanto concerne le modalità di preparazione della bevanda. In epoca Ming, infine, furono create le basi teoriche e pratiche relative alla lavorazione e alla differenziazione delle varietà di tè, nonché ai metodi di preparazione giunti sino all’epoca attuale. In epoca Qing, l’arte popolare fece il suo ingresso nei negozi di tè, rendendoli veri e propri centri di intrattenimento. Proprio a questo periodo risale anche la compilazione del «Classico del tè», ad opera di Lu Yu, detto anche il “saggio del tè”. Questa breve opera costituisce un vero e proprio canone per quanto concerne diversi aspetti legati alle varietà e al consumo del tè. Al suo interno, ad esempio, troviamo riferimenti alle aree di produzione delle diverse varietà di tè, agli strumenti utili e alle competenze necessarie per una corretta preparazione e degustazione. La cultura del tè in epoca Song presenta caratteri Durante il periodo di dominio della dinastia Song, i mercanti arabi esportarono il tè dalla città di Qaunzhou, nella provincia del Fujian. In epoca Ming, il tè cinese era ormai venduto nei paesi del sud-est asiatico e dell’Africa meridionale. Nel 1610, infine, il tè da Macao giunse sino in Europa, a bordo di una nave olandese, divenendo a tutti gli effetti una bevanda consumata a livello internazionale.

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a cura di Rosario D’Urso e Dario Salanitro ( Tnpee )

Cari lettori in questo numero vorrei proporvi un modo semplice ed ecologico per pulire la vostra casa. Uno spruzzino multifunzione fai da te!

SPRUZZINO ALL’ACIDO CITRICO

 

75 g di acido citrico 500 ml di acqua

Lo spruzzino “acqua & acido citrico” è utilissimo per le pulizie di quasi tutta la casa. E’ sufficiente preparare una soluzione al 15% da utilizzare su tutte le superfici lavabili. Ottimo (anche al 20%) per eliminare le incrostazioni calcaree, per esempio per pulire il box doccia (lasciare agire qualche minuto quindi risciacquare).

SPRUZZINO ACQUA & ACETO

 

3/4 acqua (500ml) 1/4 aceto di mele

Lo spruzzino “acqua e aceto” è adatto a tutte le superfici lavabili. Io lo uso in cucina, in bagno, per pulire gli armadi dentro e fuori, per pulire i vetri e molto altro. Meglio evitare l’aceto su superfici che mal tollerano l’uso di sostanze acide. Io preferisco l’aceto di mele perché ha un odore migliore.

SPRUZZINO ACQUA & BICARBONATO

 

48 g di bicarbonato 500 ml d’acqua

Adatto alle superfici lavabili, in particolare per sgrassare e assorbire gli odori. Perfetto per pulire il piano di lavoro, il forno, il frigorifero, il lavandino dopo aver lavato i piatti.

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a cura di Di Mauro Vincenzo, Gina Laconeo e Carmen Arena ( Logopedista )

Che cos’è la Medicina tradizionale cinese La medicina tradizionale cinese, spesso abbreviata nelle sigla MTC, è una disciplina molto complessa e distante dalle nostre concezioni culturali, ma che ha comunque fatto breccia nell’interesse dell’Occidente, da molto tempo a questa parte. In maniera riduttiva, concetti cardine della medicina tradizionale cinese sono: il Qi, il Tao, il rapporto fra Yin e Yang, i cinque elementi e le relative fasi e i meridiani. Lo stato di malattia proviene dalla perturbazione dell’equilibrio energetico. Se la prevenzione del soggetto e del medico non sono state sufficienti a ripristinare lo stato di benessere, la medicina tradizionale cinese può intervenire tramite diverse terapie, tra cui le più note sono la farmacologia cinese, l’agopuntura, il massaggio e la ginnastica medica, nelle forme note come Qi gong e Tai chi chuan. Oggi la medicina tradizionale cinese riscuote un meritato successo anche in ambiti terapeutici tradizionali, sia in Asia che nel resto del mondo.

Benefici e controindicazioni La medicina tradizionale cinese consente all’essere umano di rivestire il proprio ruolo all’interno del cosmo e di sentirsi tutt’uno con la natura di cui fa parte. I benefici sono rintracciabili nella corretta alimentazione e nelle diete bilanciate, nel rispetto dei cicli stagionali, nei benefici relativi all’esercizio fisico e alla ginnastica terapeutica, nel ripristino dell’energia sopita e nel corretto fluire della linfa vitale, nelle terapie antistress e antietà. Le controindicazioni, relative alla terapia che si utilizza, possono svilupparsi a livello cutaneo se si parla di agopuntura e a livello tossicologico se si parla di farmacologia.

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Per chi è utile la medicina tradizionale cinese Essa è concepita per un individuo interessato al benessere di corpo e psiche, considerati come un’unità fondamentale. Spesso è in grado di ridurre effetti collaterali di terapie molto dolorose come nel caso di pazienti sottoposti a chemioterapia o terapie lunghe e invasive. Questa disciplina cura numerosi disturbi: dall’ansia all’insonnia, dai dolori muscolari ai problemi della pelle, dai disturbi gastrointestinali a quelli sessuali. Consente inoltre di trattare malattie infettive, muscolo-scheletriche e disturbi più gravi come diabete, ulcera e ipertensione. Su queste patologie, non vi sono comunque riscontri da parte della comunità scientifica. In Italia, l’esercizio di alcune pratiche della medicina tradizionale cinese, come l’agopuntura, è riservato a medici chirurghi e odontoiatri, oltre che veterinari, in possesso dell’abilitazione della professione. In caso contrario, viene considerato un reato. Per altre terapie più dolci, non vi sono chiare disposizioni legislative. Imparare e applicare metodiche e terapie della MTC comporta la frequentazione di corsi di medicina tradizionale cinese tenuti da scuole e istituti, culturali e non, che proliferano sul territorio. Nel tempo, la medicina tradizionale cinese ha subito il peso di cattive traduzioni e ristrettezza culturale tipica dell’Occidente verso una raccolta di opere di origine medica - filosofica considerata quasi magica. È attraverso un approccio storico, e solo valutando la MTC nel suo insieme, che si può comprendere il fascino di tale approccio anche solo riconducendolo ad una stimolante avventura intellettuale.

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a cura di Carmelo Sciuto e Giuseppa D’Anna (Logopedista)

Dato il successo dell’evento Master Chef organizzato nel periodo di Natale, è stato proposto da noi ragazzi di trasformare questo evento in un vero e proprio progetto. Ogni 15 giorni, 8 ragazzi preparano, con l’aiuto e i suggerimenti delle nostre terapiste, la ricetta stabilita qualche giorno prima (dolce o salata). Alla fine, ognuno sarà aiutato a confezionare il prodotto realizzato perché lo scopo del progetto prevede che questo sia condiviso e mangiato a casa insieme ai propri familiari. A tal proposito vorrei darvi la ricetta della CROSTATA

DI FRUTTA

realizzata nella gior-

nata a cui ho partecipato ultimamente:

300gr farina 00 100 gr zucchero 120 gr burro 2 uova 1 vanillina 1 scorza di limone grattugiata

Procedimento: la scorre le uova, la vanillina e burro e lo zucchero, uni il con ina far la re ora Lav za di limone. carta forno e posivamente stenderlo su ces suc go, fri in uti min Far riposare 15 °C. 20-25 minuti a 160° 180 crostate, infornare per per lia teg la nel o arl ion siz la frutta fresca. ata decorare a piacere con dd fre raf à sar ta sta cro Quando la frutta. gere la gelatina sopra la Se si vuole, si può aggiun che il mio dolce l’ho prepapiù di questo momento è di ta ciu pia è mi che a La cos uto perfetto, so di esni e, anche se non è ven ma mie le con e ent am rato dirett sermi impegnato tanto. e le mie terapiste e nel iglia con i miei compagni fam in to sen mi e o ert Mi div della ricetta. passi per la preparazione frattempo imparo i vari

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a cura di Giuseppe Evola e Stefania Magrì ( Logopedista )

Oggi vorrei parlarvi di un programma che mi ricorda tanto la mia infanzia e, in particolare i bei momenti trascorsi con mia nonna Maria.

Oggi, vorrei parlarvi di una trasmissione televisiva “Scommettiamo che?” andata in onda su Rai 1 dal 1991 al 1996, in seguito riproposta con alcune varianti, sempre su Rai 1 nel 1999, 2001 e 2003 e su Rai 2 nel 2008. Sto parlando di “Scommettiamo che?”. Il programma, curato e diretto da Michele Guardì, si basava sul format ZDF Wetten, dass..? e vedeva in ogni puntata diversi concorrenti sottoporsi a varie prove di cultura e abilità. In studio, alcuni ospiti vip, scommettevano sulla riuscita di tali prove. Alla fine delle scommesse, gli ospiti dovevano a loro volta riuscire in una scommessa per raddoppiare il montepremi, in caso di previsione errata, l’ospite veniva sottoposto a una divertente penitenza. Fino alla sesta edizione (1995) il programma è stato condotto da Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci, successivamente, il conduttore ha continuato a condurre la trasmissione fino al 2003 affiancato da altre colleghe come Afef e Valeria Mazza. Le ultime due edizioni andate in onda, nel 2003 e nel 2008 sono state invece condotte, la prima, da Marco Columbro e Lorella Cuccarini e, la seconda, da Alessandro Cecchi Paone e Matilde Brandi. Questa trasmissione, mi è particolarmente cara perché è sempre stato un mio desiderio poter partecipare come concorrente per poter mettere in luce una mia particolare capacità. Infatti, da sempre, riesco a indovinare in pochi secondi il giorno della settimana in cui le persone sono nate, conoscendo semplicemente la loro data di nascita. Vi chiederete: “Ma come fa?”. Bé… non me lo so spiegare neppure io, eppure riesco a farlo. Volete un esempio? Se la data di nascita di una persona è il 18/01/1996 allora il giorno della settimana in cui è nata era giovedì, se è nata il 07/06/1973 anche in questo caso era giovedì, se è nata il 15/09/1999 allora era mercoledì! È questa l’abilità che avrei voluto proporre ai giudici di Scommettiamo che?, per fare vedere che nonostante la mia disabilità fisica, la mia mente funziona perfettamente, forse anche più di chi si definisce abile! E voi? Siete curiosi di conoscere in quale giorno della settimana siete nati? Fatemi sapere la vostra data di nascita e ve lo dirò con piacere. A presto!

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a cura di ………………………………….. (Tnpee)

Vi siete mai chiesti se il Natale nel mondo si festeggia dappertutto allo stesso modo? O se esistono tradizioni diverse o curiosità particolari a seconda del paese? Io, si! Ed ecco cosa ho scoperto… In Italia, a seconda della regione o della città, a Babbo Natale si affiancano anche due figure femminili diverse, Santa Lucia e la Befana. La prima è una martire che porta i doni ai bambini nelle notte tra il 12 e il 13 dicembre solo in alcune zone del nord, nel resto d’Italia, invece, l’ultimo colpo di coda dei doni natalizi è affidato alla Befana, la vecchietta dal naso aquilino e dalla gonna lunga che viaggia per il mondo a bordo di una scopa portando regali ai bimbi buoni e carbone a quelli più furbetti. Quando si tratta di simbologia natalizia la tradizione si differenzia in base alla città e alla zona della Penisola. I protagonisti principali, però, non cambiano: sono l’albero di Natale e il presepe. Il primo è quello che ha la storia più recente, ma che spopola, ormai, senza troppa distinzione, da nord a sud. Il secondo, invece, il presepe, è un vero classico della tradizione natalizia italiana. Infine non si possono non citare le varie tradizioni gastronomiche della vigilia come il capitone in Lazio, la frittura di carciofi e zeppole in Calabria e il panettone e il pandoro in Lombardia. E nel resto del mondo? In Inghilterra, la sera della vigilia, i bambini appendono le calze per Father Christmas e per ringraziarlo dei regali gli lasciano un bicchiere di latte e un dolce, mentre per la renna Rudolph lasciano una carota. In Argentina le tradizioni sono simili alle nostre, l’unica differenza è che lì a Dicembre è piena estate, infatti l’albero è in plastica poiché altrimenti seccherebbe subito. In varie zone dell’Austria si canta il Glocklerlied di casa in casa e i bambini ricevono dolci e noci. In Danimarca, l’albero viene acquistato e addobbato con palline rosse e bandiere danesi solo il giorno prima di Natale e si illumina la sera della vigilia. Dopo cena i bambini, vestiti come folletti cantano canzoni natalizie girando intorno all’albero. In Finlandia, il Natale è una festa speciale, dato che Babbo Natale ha la sua casa proprio qui, nella zona chiamata Lapponia. Insieme alla moglie e tanti elfi vive all’interno di una montagna con tre orecchie, in modo che possa ascoltare i desideri e le richieste che giungono da tutto il mondo.

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In Germania, il periodo natalizio inizia molto presto! Già l’undici novembre, i bambini illuminano la strada a San Martino con delle lanterne. Solo la vigilia di Natale viene addobbato l’albero. In Olanda, il giorno più importante delle festività natalizie è il 5 dicembre, festa di San Nicola. I bambini compongono canzoni e poesie e la sera mettono una scarpa davanti al camino in attesa che il Santo passi a riempirla di dolci e caramelle. In Polonia la vigilia di Natale è un giorno molto importante. Il pasto della vigilia viene consumato solo dopo che è stata vista in cielo la prima stella. Vengono serviti dodici piatti diversi a simboleggiare i dodici apostoli. All’inizio del pasto, un grande biscotto wafer chiamato Oplatek, con impressa un’immagine di Gesù, Giuseppe e Maria, viene passato tra tutti i commensali e ognuno ne rompe un pezzetto per mangiarlo. In Spagna, i regali non si scambiano la vigilia di Natale, ma il 6 gennaio, quando si svolge la cavalcata de Los reyes, cioè dei Re Magi. Si organizza una sfilata di carri bellissimi con i re magi sopra che lanciano le caramelle alla folla che li segue. Il Natale in Svezia è unico e le tradizioni svedesi sono molto diverse dalle nostre. Le festività iniziano il 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia. In questo giorno, la figlia maggiore di ogni famiglia si veste come la Santa, cioè con una tunica bianca, una cintura rossa e in testa una corona con delle candele accese e porta un vassoio con dolci che offre a tutta la famiglia. Durante l’avvento, le case vengono addobbate con decorazioni di paglia, fiori rossi, rosa, bianchi o azzurri e con dolci speziati che vengono appesi. L’albero viene addobbato il giorno prima di Natale, mentre la sera si mangia minestra di riso, polpette, salsicce e prosciutto. Dopo cena, la famiglia si riunisce attorno all’albero per cantare. Infine, in Ungheria, la vigilia di Natale, le persone trascorrono la serata in famiglia e decorano l’albero. I bambini trovano il regalo quella sera, ma contrariamente a noi il dono viene attribuito al bambin Gesù. A mezzanotte, tutti si recano a messa. Vi saluto augurandovi Buon Natale in tutte le lingue delle nazioni citate: Merry Christmas (Inghilterra), Frohliche Weihnachten (Austria e Germania), Feliz Navidad (Argentina), Glaedelig Jul (Danimarca), Hauscaa Joulua (Finlandia), Wesolych Swiat (Polonia), God Jul (Svezia), Prettige Kerstdagen (Olanda), Boldog Karācsonyt (Ungheria).

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a cura di Emilio Rizza e Salanitro Dario ( Tnpee )

In questo numero del giornalino voglio parlarvi dello sport più conosciuto al mondo: il calcio! Ma non quello giocato con i piedi, bensì quello in carrozzina, molto più difficile e appasionante!

Il calcio in carrozzina è uno sport per persone disabili dove si utilizzano sedie a rotelle a motore elettrico. Le squadre sono due, formate da quattro giocatori. Le carrozzine sono dotate di protezioni ai piedi con cui è possibile attaccare, difendere e calciare un pallone che può avere un diametro massimo di 33 cm. Il gioco ha luogo su di un campo da basket. Una partita è composta da due tempi di 20 minuti. Le due nette differenze con il gioco del calcio tradizionale sono: Regola del due contro uno (2 vs 1) Solo un giocatore e un suo avversario possono restare entro 3 metri dalla palla quando questa è in gioco; se un terzo giocatore si avvicina a meno di 3 metri, l'arbitro può fischiare l'infrazione e assegnare un calcio di punizione. Regola dei tre in area La squadra in difesa può lasciare solo due giocatori nella propria area. Se un terzo difensore entra in area l'arbitro può fermare il gioco e assegnare un calcio di punizione alla squadra avversaria. Speronare intenzionalmente o colpire un altro giocatore può comportare un calcio di rigore a favore degli avversari. Dato che molti atleti non hanno la forza necessaria per la rimessa con le mani, quando la palla oltrepassa la linea laterale viene rimessa in gioco calciata, e quindi già dalla rimessa laterale è possibile tirare direttamente in porta e segnare. Ai giocatori è richiesto di utilizzare una carrozzina con quattro o più ruote; la massima velocità consentita durante il match è 10 km/h, e gli arbitri controllano la velocità di tutti i partecipanti prima che inizi la partita. Sono inoltre richieste una cintura di sicurezza intorno alla vita e una griglia di protezione intorno ai piedi.

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a cura dei ragazzi del Convitto di Viagrande

C’E’ POCA ARIA DI STELLE Ti ricordi? – chiese, nel paradiso degli animali, l’anima del somarello all’anima del bue quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna … Lasciami pensare … Ma sì confermò il bue nella mangiatoia c’era un bambino appena nato. Come potrei dimenticare? Era un bambino così bello. Da allora – fece l’asino -sai quanti anni sono passati? Quasi duemila! … E lo sai chi era quel bambino? Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio … L’asinello sussurrò qualche cosa in un orecchio al bue. Ma no! – fece costui sbalordito. -Sul serio? Sì. Pensa che da allora, gli uomini, ogni anno, fanno una gran festa per quella nascita. Tu li vedessi. È il tempo della serenità, della dolcezza, della pace, delle gioie familiari. Lo chiamano Natale. Anzi, amico, mi viene un’idea, ti porto sulla Terra. Partirono. Lievi lievi, planarono dal cielo sulla Terra, puntando verso una miriade di lumi. Era una grandissima città e offriva uno spettacolo impressionante: vetrine colorate, festoni, abeti scintillanti di lumi e poi lo sterminato ingorgo di automobili e il formicolio vertiginoso della gente che andava e veniva, si accalcava nei negozi, si caricava di pacchi e pacchetti, tutti con un’espressione ansiosa e frenetica. A quella vista il somarello sembrava divertito. Il bue, invece, si guardava intorno con spavento. Senti, amico asinello, tu mi hai detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esserti sbagliato. Qui stanno facendo la guerra! Ma non vedi come sono tutti contenti? Contenti? A me sembrano pazzi! No, nò, è solo il Natale. Ce n’è troppo di Natale, allora. Ma ti ricordi quella notte, a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino? Era freddo, eppure c’era una pace! È vero. E quelle zampogne lontane, che si sentivano appena. E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora! , Ho idea di no! – disse il bue. C’è poca aria di stelle qui. Così, alzarono i musi a guardare il cielo, e infatti li su in alto non videro niente!

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a cura di Mimmo Di Pietro

e r a l u l l e C a t r Po Nel precedente articolo della rubrica ideabile vi ho parlato del “tieni cellulare”, oggi invece vi parlerò del “porta cellulare”. Un giorno, mia sorella Pina, mi ha suggerito di trovare una soluzione per conservare il cellulare e averlo sempre a portata di mano. Così, mi è venuta l’idea di farmi costruire un supporto metallico, da mettere attaccato al bracciolo della mia sedia, dove poter inserire il cellulare in modo da averlo sempre a vista. Ho contattato un fabbro della “Olma Design” il quale, attenendosi al mio progetto, ha realizzato una tavoletta metallica con un foro centrale dove inserire la maniglia del telefono (vedi giornalino n° 5/2017) e un supporto, sempre in metallo, da inserire nel bracciolo della sedia. La tavoletta inoltre, come potete vedere dalla foto, ha dei “fori a mezza luna” che mi servono per facilitare la prensione del telefono.

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a cura di V. Di Mauro, R. D’Urso, G. Laconeo, E. Rizza e Arena Luana ( Psicologa )

Già da un anno è iniziato nel nostro centro un gruppo terapeutico basato sulla risata. Un gruppo di nostri ragazzi (Laconeo, Di Mauro, Rizza, D’Urso), insieme alla Psicologa Dott.ssa Arena Luana, si riuniscono settimanalmente per partecipare al progetto Yoga della risata, un metodo sviluppato da un medico indiano, il Dr. Madan Kataria, il quale nel 1995, in un parco di Mubai, coinvolse 5 persone a parteciparvi. Da allora, questo metodo si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, contando attualmente migliaia di Club della risata in oltre 65 paesi del mondo. Ognuno può ridere senza barzellette, senza umorismo e gags comiche, insomma è un metodo rivoluzionario per RIDERE SENZA MOTIVO. Esso si basa sul dato scientifico che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente) e si producono gli stessi benefici sia a livello fisiologico che psicologico. Ridiamo come forma di esercizio, ma velocemente si arriva a produrre una risata vera attraverso il contatto oculare e la giocosità e la gioia tipiche dei bambini. La ragione per cui è chiamato Yoga delle risata è perché si combinano esercizi respiratori dello Yoga (che derivano dal Pranayama) con esercizi di risata. Ciò aumenta le riserve d’ossigeno nel corpo e nel cervello facendoci sentire più energici e in salute. Il Dr. Kataria porta avanti un importante messaggio pacifista: egli afferma che: “RIDERE non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un LINGUAGGIO UNIVERSALE che può unificare il mondo” Per tale motivo, nel 1998, ha istituzionalizzato la “Giornata Mondiale della Risata” (World Laughter Day), che si celebra ogni anno la 1° domenica di maggio e dove si RIDE a favore della PACE NEL MONDO. Scopo fondamentale dello YdR è produrre BENESSERE ridendo, secondo il vecchio proverbio che “Ridere fa buon sangue” e il risaputo adagio che “Ridere è la miglior medicina” (quella che ha ispirato il Dr. Kataria nel mettere a punto lo Ydr).

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a cura di Salvatore Bonaccorso e Dario Salanitro ( Tnpee )

Carissimi lettori continuiamo a parlare di come ci divertivamo un volta attraverso dei semplici tappi di latta o figurine da calciatore! Buona lettura e soprattutto bei ricordi...

La passione per le figurine è sempre stata molto grande nei bambini e nei ragazzi ed è legata all’album messo sul mercato dalla Panini. Come si giocava: le figurine venivano lanciate dall’alto, da una sedia o da un muretto con un piccolo colpo delle dita.

Se una di queste figurine finiva sopra ad un’altra, anche solo in parte, il vincitore aveva come premio le figurine che si trovavano per terra. Si poteva giocare sia al chiuso che all’aperto. I giocatori usavano ovviamente le figurine doppie con lo scopo, in caso di vincita, di implementare il proprio album.

Il gioco dei tappi consiste nel tracciare una pista per terra con curve e rettilinei posizionando all'inizio della pista dei tappi. Ogni bambino che possiede un tappo ha diritto ad un tiro ad ogni turno. Lo scopo è quello di arrivare primi al traguardo. Il tiro si effettua spingendo il tappo con uno scatto dell'indice. il giocatore tira il tappo al di fuori della pista si torna indietro rincominciando dall'ultimo tiro effettuato.

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a cura di Bonaccorso Salvatore e Dario Salanitro (Tnpee)

Nutella Made in Sicily

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a cura di Salvatore Bonaccorso e Dario Salanitro ( Tnpee )

Un carabiniere in borghese si trova in montagna, mentre cammina incontra un pastore che pascola le pecore. Incomincia a parlare con il pastore e all’improvviso gli rivolge una domanda: ” Volete vedere che riesco ad indovinare quante pecore avete?”. Il pastore incuriosito da come avrebbe fatto risponde: “Certo se riuscite ad indovinare quante pecore io ve ne regalo una”. Allora il carabiniere risponde: “Sono 111 pecore”. Il pastore sbalordito dice: “Ma come avete fatto? Prego prendete la pecora più bella e portatevela via”. Il carabiniere prende la pecora e se ne va. Ma mentre si incammina per andarsene il pastore lo ferma e gli dice: “Volete vedere che io indovino che mestiere fate?”. Il carabiniere rispose: “Certo provateci pure ma vi dico subito che è un mestiere difficile!”. Il pastore sicuro di sè dice: “Voi fate il carabiniere!” e il carabiniere anch’esso stupito risponde: “Bravo! Ma come avete fatto ad indovinare?”. Il pastore con sufficienza risponde: “Perché solo un carabiniere poteva prendere il mio cane anzichè la pecora!!”.

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Ho sognato che camminavo sulla riva del mare assieme a Dio e ho rivisto uno dopo l’altro tutti i giorni della mia vita. Durante il percorso, sulla sabbia c’erano quattro orme le mie e le sue, ma in certi punti, proprio quando avevo bisogno di lui ho visto solo due orme. Allora ho detto: io ti ho sempre amato e tu mi avevi promesso che non mi avresti mai abbandonato, perché proprio in quei momenti difficili mi hai lasciato solo? Gesualdo Antonio

Dio mi ha risposto: io non ti ho mai abbandonato, in quei momenti io non ti ho lasciato solo. Vedevi solamente due orme perché io ti portavo sulle mie spalle!

ESISTE LA FELICITA’ ? Nessuno mi offre il cuore, nessuno mi tende la mano, non materiale ma con il cuore… esiste la felicità? Ci sono coppie che poi il marito lascia la moglie. Io se avessi una moglie non la lascerei mai! Io sono disabile con le mie ossa piegate, ma il cuore, la testa e l’anima sono “normalissimi”. Allora dimmi, perché non posso trovare una donna che mi sta accanto? Voglio volere bene ed essere amato, rispettato come tutti quelli che hanno le ossa dritte. Io penso che non esiste la felicità perché non posso avere una donna, dei figli, una famiglia mia, che ho costruito io! Ho tanti amici, loro mi regalano pochi momenti di serenità, ma non bastano a rendermi felice sul serio. Io non ho molto tempo per realizzare questo sogno, anche se spero “sempre” che questo accada.

Giuseppe Giardina Caro Gesù bambino stasera a mezzanotte festeggeremo la tua nascita. Che bello non ricevere regali anche quest'anno! Il mio regalo sei tu. Eh sì, perché dovremmo spiegare agli adulti che a Natale il regalo dovremmo farlo a te e non riceverlo noi... In questi giorni di frenesia, impegnati a comprare cose che tutti noi abbiamo in quantità, nessuno si domanda cosa potremmo fare per te, ovvero per il nostro prossimo. Meno male che esistono i bambini, loro hanno ancora il diritto di sognare. Per il nuovo anno cerchiamo di riscoprire i veri valori! Buon natale a tutti!

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Giornalino CSR novembre dicembre  
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