Issuu on Google+

Alberto

ciao a tutti Astro-Luca Seconda passeggiata spaziale per AstroLuca E’ tutto pronto, l’astronauta italiano Luca Parmitano uscirà per primo. ROMA – Dopo soltanto una settimana Luca Parmitano è già pronto ad affrontare la seconda attività extraveicolare: oggi, 16 luglio, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, sarà protagonista della seconda delle due EVA (Extra Vehicular Activity) previste nella missione Volare, la prima di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana. Alle 13, informa un comunicato, inizierà il collegamento su AsiTV e alle 14:10 circa Luca Parmitano uscirà per primo dalla ISS. ASTROLUCA. Luca Parmitano, il primo astronauta italiano a passeggiare nello spazio, si è preparato per questo prestigioso incarico con scrupolo, curando ogni dettaglio, consapevole di avere l’occasione di scrivere un’altra pagina importantissima della storia dell’Italia. E proprio al nostro Paese e a tutti gli italiani Parmitano ha dedicato la sua prima passeggiata spaziale, dichiarandosi “orgoglioso per il privilegio e l’opportunità” che ha avuto. GLI OBIETTIVI. A “passeggiata” conclusa, i commentatori della NASA hanno definito “di massima efficienza” la performance di Luca Parmitano e Chris Cassidy, il collega statunitense con cui è stata realizzata la EVA. I due hanno infatti ‘galleggiato’ nello Spazio attorno alla ISS per poco più di 6 ore portando a termine tutte le attività assegnate con ben 60 minuti di anticipo: tanto da riuscire ad effettuarne anche alcune di quelle previste per la EVA del 16 luglio. Gli obiettivi delle cosiddette ‘passeggiate spaziali’ sono basati sulle priorità del programma ISS e prevedono la movimentazione e il recupero di esperimenti esterni, il recupero e la sostituzione di componenti esterni e attività di manutenzione della Stazione; entrambe le EVA inoltre serviranno a preparare l’installazione del modulo russo


MLM (Multifunctional Laboratory Module), su cui verrà montato il Braccio Robotico Europeo (ERA).

Astro-Samanta Nata e cresciuta a Malè in Val di Sole (Trentino-Alto Adige), dopo aver conseguito il diploma di liceo scientifico a Trento si è laureata in ingegneria all’Università Tecnica di Monaco di Baviera. Dal 2001 ha frequentato l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, in Italia, diplomandosi nel 2005; durante la sua permanenza le è stata assegnata la Sciabola d’Onore per meriti accademici. Nel maggio 2009 è stata selezionata come astronauta dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (in missione nel 1991) e la francese Claudie André-Deshays (2001). Alla durissima selezione, che prevedeva la scelta di sei astronauti, avevano partecipato più di 8500 aspiranti. Il 30 novembre 2014 raggiungerà a bordo di una Sojuz la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per una missione della durata di 6-7 mesi e sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio. La sua missione durerà circa sei mesi, duranti i quali, la nostra astronauta, cui ` stato assegnato anche il compito di ingegnere di bordo della Soyuz, svolgerà diversi esperimenti di carattere scientifico, medico e farmaceutico. «Per ora il programma specifico della missione – ha detto oggi Cristoforetti – deve ancora essere definito. Di certo c’è che a bordo della Soyuz avrò il compito di supportare il comandante nelle attività più delicate del volo, ovvero l’attracco alla Stazione Spaziale e il rientro a Terrà’. L’opportunità di volo della Cristoforetti, è stata resa possibile grazie all’accordo tra l Agenzia Spaziale Italiana e la NASA per consentire agli astronauti italiani di volare addestrandosi nel corpo astronauti dell Agenzia Spazia le Europea (ESA

La mia presentazione . mi chiamo Alberto, ho 12 anni e vivo a Gressoney Saint Jean mi piace sciare,giocare a tennis e fare ginnastica. mi piacciono le caramelle e i dolci


ho due sorelle: Alessia e Aurora, di 16 e 6 anni.

ascii e rgb A= 65=01000001 l=108=01101100 b=98=01100010 e=101=01100101 r=114=01110010 t=116=01110100 o=111=01101111 spc=32=00100000 T=84=01010100 i=105=01101001 m=109=01101101 o=111=01101111 n=110=01101110 rgb=r 222 g 97 b 3

Canzoni preferite della famiglia Io = animals PapĂ  Mauro = hello Mamma Ilaria = estate sorellina Aurora = roar


sorella Alessia = amore puro

i miei miglioramenti in 30 giorni 1)ho riordinato la mia camera 2)ho fatto il letto 3)ho fatto la lavatrice 4)ho steso la biancheria 5)ho buttato la spazzatura 6)ho annaffiato le piante 7)ho apparecchiato la tavola 8)ho sparecchiato 9)ho preparato la colazione 10)ho pulito il camino 11)ho comprato il pane 12)ho lavato i piatti 13)ho pulito il pavimento 14)ho preso mia sorella a scuola 15)ho fatto la spesa 16)ho messo a posto il garage 17)ho fatto gli sci 18)ho fatto la legna 19)ho acceso il camino 20)ho fatto i compiti 21)ho aiutato mia sorella con i compiti 22)ho pulito le bici 23)ho cambiato le lampadine bruciate 24)ho fatto la valigia 25)ho aggiustato il tavolo 26)ho spolverato la mensola 27)ho cambiato il letto 28)ho cucinato 29)ho potato i fiori 30)ho pulito il vialetto


Macchine e motori T Alberto Le leve Una leva è una macchina semplice che trasforma il movimento ed è un’applicazione del principio di equilibrio dei momenti. Una leva è un’asta rigida capace di ruotare attorno ad un punto chiamato fulcro. I bracci di una leva sono anche indicati con i termini di braccio-potenza (P) e braccioresistenza (R); il primo è il braccio al quale bisogna applicare una forza per equilibrare la forza resistente applicata all’altro braccio. In base al rapporto tra forza resistente e forza applicata (o potenza) le leve si distinguono in: svantaggiose: se la forza applicata richiesta è maggiore della forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è più lungo del braccio-potenza ; indifferenti: se la forza applicata richiesta è uguale alla forza resistente, ovvero se il braccio-resistenza è uguale al bracciopotenza ; vantaggiose: se la forza applicata richiesta è minore della forza resistente,ovvero se il braccio-resistenza è più corto del braccio-potenza In base alla posizione reciproca del fulcro e delle forze le leve si distinguono in: leve di primo genere: il fulcro è posto tra le due forze (interfulcrate); possono essere vantaggiose, svantaggiose o indifferenti; leve di secondo genere: la forza resistente è tra il fulcro e la forza motrice (o potenza) (interresistente); sono sempre vantaggiose; leve di terzo genere: la forza motrice (potenza) è tra il fulcro e la forza resistente; sono sempre svantaggiose.


Motori quattro tempi I motori a quattro tempi sono motori termici comunemente usati nelle automobili; esistono vari tipi di motori a quattro tempi, in grado di bruciare molti tipi di combustibili fossili o naturali, come benzina, gasolio, metano, GPL, metanolo, E85 ed E95. Motore a quattro tempi; si può notare la pozza in giallo dell’olio di lubrificazione in basso nella coppa e le relative fasi in successione Il termine a 4 tempi deriva dal fatto che la combustione avviene per quattro passaggi successivi, con alcune differenze tra motore ad accensione comandata e motore ad accensione spontanea: Il termine a 4 tempi deriva dal fatto che la combustione avviene per quattro passaggi successivi, con alcune differenze tra motore ad accensione comandata e motore ad accensione spontanea: 1. Aspirazione: si ha l’introduzione di aria o di una miscela aria-combustibile nel cilindro; 2. Compressione: la miscela aria o aria-combustibile addotta viene compressa volumetricamente, generalmente durante questa fase si ha l’inizio della combustione; 3. Espansione: si ha l’espansione volumetrica dei gas combusti, generalmente durante le prime fasi d’espansione si ha la fine della combustione; 4. Scarico: si ha l’espulsione dei gas combusti dal motore. Motori diesel Il motore Diesel, brevettato nel 1892, è un tipo di motore a combustione interna, alimentato a gasolio, che sfrutta il principio della compressione per ottenere l’accensione del combustibile e non l’azione delle candele d’accensione impiegate invece da un motore ad accensione comandata. Il concetto di base del funzionamento del motore Diesel è che quando un gas viene compresso, si incendia. In questo motore viene utilizzata tale proprietà comprimendo all’ interno del cilindro la sola aria a valori elevati fino alla quale il combustibile iniettato (presso il punto morto superiore), si accende. Viene pertanto definito motore ad

accensione spontanea, in contrapposizione al motore ad accensione comandata, nel quale l’accensione è innescata dalle candele. In un motore Diesel con ciclo a quattro tempi l’aria viene immessa nel cilindro, richiamata dal movimento discendente del pistone e attraverso la valvola di aspirazione, quando il pistone risale tale aria è compressa. In tale compressione l’aria può raggiungere valori di temperatura tra i 700 e i 900 gradi C. Poco prima che il pistone raggiunga il punto morto


superiore, cioè il punto di massima salita dello stesso, viene immesso per mezzo di un iniettore il combustibile nell’aria arroventata e compressa nello spazio residuo sopra il pistone. Si ha quindi l’autoaccensione e poi la combustione della miscela aria combustibile, a cui segue la fase di espansione che riporta il pistone verso il basso generando così la rotazione dell’albero motore, la spinta per tale rotazione costituisce l’erogazione di energia meccanica che è lo scopo del motore stesso. Infine si ha la fase di scarico dove i gas combusti vengono espulsi dal cilindro attraverso l’apertura della valvola di scarico. È anche costruito il motore Diesel con ciclo due tempi. Gli ugelli L’ugello è un dispositivo progettato allo scopo di frazionare un liquido in gocce generando un getto dalla forma definita, che può essere impiegato in diversi processi industriali. Esistono diverse classificazioni degli ugelli basate su diversi criteri. Uno spruzzatore si definisce fornendo le seguenti informazioni : • Tipo del getto (cono pieno, cono cavo, getto a ventaglio, getto a dardo) • Materiale di costruzione (ottone, acciaio inox, altri) • Dimensione e tipo della filettatura di connessione • Portata di liquido in litri al minuto ad una pressione definita (la portata varia con la pressione di alimentazione). In base alla forma del getto, gli ugelli spruzzatori si suddividono in: • ugelli a cono pieno: le gocce escono dall’orifizio dell’ugello formando un cono con angolo di apertura ben definito, il cui volume interno è riempito da gocce; vengono in genere usati per il raffreddamento di superfici; • ugelli a cono cavo: le gocce escono dall’orifizio formando un getto conico, dove le gocce sono distribuite solo sulla superficie esterna. Vengono usati per esempio allo scopo di intercettare particelle solide in sospensione contenute in fumi da depurare che vengono fatti defluire attraverso una torre di lavaggio; • ugelli a getto piatto: le gocce escono dall’orifizio formando un getto simile ad un ventaglio, con angolo di apertura ben definito; vengono usati per esempio allo scopo di lavare oggetti in movimento rispetto all’ugello, per esempio vegetali che scorrono sopra un nastro trasportatore. In base al principio di funzionamento, si parla di: • ugelli puramente idraulici: producono un getto di liquido trasformando la pressione di un liquido in energia cinetica all’uscita in atmosfera; funzionano con pressioni da 0,25 a 4000 bar e producono gocce di diametro compreso tra 200 e 3.000 micron; • atomizzatori ad aria compressa: ottengono il frazionamento investendo il liquido in uscita con una corrente di aria compressa, che deforma e fraziona il liquido con sollecitazioni di taglio; funzionano con pressioni contenute in genere sotto i 10 bar e producono tipicamente gocce di diametro compreso tra 30 e 300 micron.


Il mio ebook